Buongiorno, scrivo per ricevere qualche consiglio.Sono un ragazzo che soffre da 5 mesi di ipocondr

87 risposte
Buongiorno, scrivo per ricevere qualche consiglio.
Sono un ragazzo che soffre da 5 mesi di ipocondria, patofobia ed ansia con vertigini (mi sento girare), sensazione di sbandamento o di testa vuota, gambe molli, dolori al petto vicino lo sterno, che talvolta si estendono a braccio sx e mascella e sensazione che mi stia per accadere qualcosa di tremendo, come ad esempio che stia per morire (ogni giorno ho la sensazione che questo sia il mio ultimo giorno).
Ho molta paura, anzi sono terrorizzato da qualunque malattia riguardi l'apparato cardio-circolatorio (infarto, arresto cardiaco, aneurismi, trombosi...) e, nonostante le diverse visite fatte (ECG, ecocardio; visita con auscultazione del cuore e polmoni, tutti usciti normali) sono convinto che debba morire da un momento all'altro per una malattia legata al cuore (in particolare temo l'arresto cardiaco improvviso).
Questo sta limitando molto la mia vita, ho paura di andare in quei posti lontani dagli ospedali.
Oltre ad un percorso di psicoterapia, come posso fare per tenere a bada queste mie paure?
I sintomi sopraelencati (vertigini...) possono avere una componenete psicogena?
Grazie mille per l'ascolto
Dott.ssa Roberta Rosati
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Roma
Sono inclusi nei disturbi dell’ansia, sia l’agorafobia cioè la paura degli spazi aperti e affollati, sia l’attacco di panico, cioè l’imminente sensazione di morire, accompagnata da sintomi come la tachicardia, la difficoltà a respirare, la sensazione di avere un attacco cardiaco. I sintomi sembrano a volte quelli dell’attacco cardiaco per questo le persone spesso confondono ciò che sta accadendo. Per noi I sintomi sono invece la manifestazione di un conflitto interno dell’indviduo che viene fuori in forma somatica. La soluzione è comprenderne il senso tramite una psicoterapia. il corpo spesso manifesta un disagio di cui parte di noi non è ancora cosciente, spero di averle risposto.

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Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Oltre alla psicoterapia utile per ristrutturare le sue credenze patogene, di cui mi sembra più che consapevole, potrebbe consultare un neurologo o psichiatra per , eventualmente, abbinare un farmaco
Dott.ssa Annalia Farina
Psicologo, Psicologo clinico, Terapeuta
Bergamo
Buon giorno,
In aggiunta a quanto detto dai colleghi, la cosa sulla quale mi soffermerei è che lei colloca esattamente nel tempo l’esordio del suo disturbo. Sembrano proprio gli effetti o i postumi di un evento traumatico che si scaricano in reazioni neurofisiologiche. Mi è capitato più volte di riscontrare che patologie come la paura delle malattie, derivi da uno shock o da una diagnosi sbagliata o da eventi destabilizzanti ecc. Le consiglio di valutare una terapia che prenda in considerazione anche la natura degli eventi che la hanno colpita in quel periodo. Eviterei la sola cura farmacologica che può attenuare i sintomi ma non curare e risolvere nel tempo.
Cordialmente
Dott.ssa Jennifer Bertuola
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Molvena
Caro ragazzo, lo so che stai malissimo...deve essere terribile cercare di affrontare questa situazione. Ti consiglio vivamente di iniziare una terapia strategica. Ti aiuterà ad affrontare le tue paure attraverso strategie funzionali e fruibili. Ma non aspettare. Ricorda cha la paura alimenta la paura stessa, ma se affrontata si trasforma in coraggio!
Un caro saluto.
Dr.ssa Bertuola
Dott.ssa Pamela Busonero
Psicologo, Psicoterapeuta
Firenze
Concordo con la collega Farina. Le sensazioni descritte sono tipiche del disturbo da ipocondria, questo ne è consapevole e sicuramente può aiutarla. Le consiglio quindi di capire quando è comparso il sintomo, cosa stava succedendo nella sua vita in quel periodo (o cosa era successo qualche mese prima).
Dott.ssa Marzia Vercillo
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buona sera ,i sintomi di cui parla fanno pensare a degli attacchi di panico accompagnati da ipocondria.Il tutto rientra nei disturbi di ansia.E'evidente che attraverso il corpo lei stia esprimendo un disagio profondo che è arrivato al suo culmine.La sua paura che il suo cuore non ce la faccia (disturbi cardiovascolari )ci rimanda al significato simbolico del cuore come centro dell'affettività e custode delle emozioni.Forse è arrivato il momento di esprimerle le sue emozioni .Una psicoterapia è quello che le serve,ma ciò non esclude un aiuto farmacologico,contatti anche uno psichiatra.
Un caro saluto
Marzia Vercillo
Dott.ssa Paola Giovani
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, quello che lei descrive è uno stato di forte disagio che si è focalizzato sulla paura di morire in particolare per un arresto cardiaco. Questo ha avuto inizio 5 mesi fa. Le indagini mediche che ha fatto escludono le patologia cardiache. A questo punto, non rimane che considerare il sintomo nella sua componente emotiva. Le consiglio di rivolgersi a uno psicoterapeuta che possa ascoltarla e aiutarla a sbrogliare il significato del suo sintomo e a ritrovare una nuova serenità. Cordiali saluti PG
Buongiorno per quel che riguarda l’inquadramento diagnostico i colleghi hanno già fornito un quadro chiaro. Il punto è come adesso affrontare questo momento che non sostiene più. Credo che la risposta sia stata anch’essa correttamente individuata dai colleghi: è necessario iniziare un percorso psicologico che le consenta di andare a scoprire significati e origini dei suoi sintomi e del suo malessere divenuto in questo momento insopportabile. Credo che quando il nostro corpo e la nostra mente ci fanno sentire che non possiamo più andare avanti così , sebbene sia un momento molto doloroso, sia un momento da cogliere come una opportunità, quella di farsi coraggio e iniziare a guardarsi dentro. Per far questo occorre rivolgersi ad un professionista che le consentirà di individuare dapprima i nodi non sciolti per poi poter lavorare con quelle parti di se che finora hanno avuto solo una modalità per esprimersi: stare male avere paura, avere attacchi di panico. Una terapia sono certa potrà darle altri strumenti. Contatti uno psicoterapeuta senza indugiare oltre, insieme vedrete il percorso migliore per lei. Per ulteriori informazioni sono a disposizioni tramite il sistema miodottore. Un cordiale saluto. Dott.ssa Daniela La Porta
Dott.ssa Laura Procopio
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Buonasera, avendo escluso delle patologie fisiche, cercherei di approfondire e di comprendere, con l’aiuto di uno psicoterapeuta, il significato di questi sintomi e di queste paure. Saluti
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, come lei scrive nella sua domanda lei è un ragazzo, quindi molto giovane, è un peccato che lei viva in questo stato di allerta, con paura che gli possa succedere qualcosa di grave. Però si dilunga molto parlandoci dei suoi sintomi, ma non ci spiega che cosa stava succedendo in quel periodo quando sono iniziati i suoi sintomi ipocondriaci. Quindi oltre che fare una visita psichiatrica e farsi prescrivere una cura farmacologica, come già consigliato dai miei colleghi dovrebbe cominciare ad eseguire un lavoro psicologico, in modo da capire qual'è la radice del suo malessere. La saluto cordialmente, dott.Eugenia Cardilli
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Dott.ssa Maria Elena Cinti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Albano Laziale
La componente psicologica in quello che racconta mi sembra la faccia da padrone. Ciò che può fare nel percorso psicoterapeutico che già ha in corso è capirne il significato alla luce delle sue esperienze pregresse
Buongiorno, le consiglio di rivolgersi quanto prima a uno psichiatra-psicoterapeuta con il quale iniziare un percorso d'aiuto per lavorare su questi suoi sintomi ansiosi e ipocondriaci. Potrà così lavorare su se stesso e nel contempo ricevere, se considerato opportuno, una cura farmacologica.
Cordialmente, dott.ssa Paola De Martino
Dott.ssa Patrizia Mattioli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
La prima cosa che può fare è ricostruire la storia dei sintomi e focalizzare gli eventi che li hanno preceduti, cioè risalire a cosa accadeva nella sua vita subito prima della comparsa dei sintomi. Questo potrebbe offrire un’importante chiave di lettura degli stessi.
Se non riesce da solo, si faccia aiutare da un collega della sua città in questo percorso di ricostruzione e lettura.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Margherita Maggioni
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Monza
Buongiorno a lei,
dal momento che ha fatto numerosi controlli medici con esito negativo, direi che i sintomi elencati hanno una componente psicogena.
Va bene iniziare un percorso di psicoterapia, in modo da lavorare sull'esordio sintomatico (perché 5 mesi fa?) e col tempo riuscire ad attenuare le sue intense paure. A breve termine cerchi di stare calmo quando insorgono i sintomi, chiami al limite qualcuno di fiducia che possa esserle di sostegno nei momenti di massimo "allarme"(paura di morire). Non è solo, chieda aiuto ad un terapeuta e vedrà che ne uscirà. Un caro saluto, dottoressa Margherita Maggioni.
Dott. Andrea De Simone
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Buongiorno, potrebbe iniziare un percorso di psicoterapia e consultare uno psichiatra.
Ottime cose, Dott. Andrea De Simone
Dott. Emanuele Grilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve. Lei descrive una fitta rete di sintomi tra lo psichico ed il corpo. Ha fatto molto bene ad iniziare un percorso terapeutico. Deve avere pazienza e fiducia nel suo terapeuta. Si consulti con lui per una eventuale terapia di supporto farmacologico. Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli.
Dott. Roberto Lucchetta
Psicologo, Psicoterapeuta
Frescada
Gentile utente,
l’ipocondria è un disturbo che arriva quando la nostra vita è troppo “ordinata” e la passione latita. È segno che si sta spegnendo l’energia vitale...

E lo segnala bene la sua paura, che sembra voglia far sentire a tutti i costi il suo cuore evitando così che si inaridisca e muoia. È quando la ragione scavalca l’affettività che l’infarto rischia di colpirci...che dal punto di vista psicosomatico, rappresenterebbe l’espressione somatica di un conflitto in cui emozioni ed istinti rischiano di essere schiacciati da freni inibitori, bloccando e “raggelando” ogni coinvolgimento pulsionale.

Con la capacità di elevarsi al di sopra della materia, l’uomo realizza in sé la nascita della coscienza, ma anche l’inizio di un delicato dualismo tra il mondo “alto” e il mondo “basso”. Da una parte c’è il gravare del mondo istintuale che lo trascina verso il basso, verso la sua animalità; dall’altra abbiamo la coscienza, la spiritualità, l’esigenza di “elevarci” costantemente.
È in tal senso le vertigini, legate ad una disfunzione degli organi preposti al mantenimento dell’equilibrio e dell’orientamento, sembrano rappresentare un momento in cui entra in crisi questa dinamica tensione tra gli opposti: così può accadere che il “desiderio” faccia girare la testa o che il vortice delle passioni - troppo a lungo negate - prenda il sopravvento.

Perché allora questa paura della morte? Forse perché qualcosa dentro di noi, qualcosa che nasce dal profondo, vuole farci percepire proprio il senso della morte. Non per farci morire davvero, ma per azzerare certe scelte fatte o l’immagine di noi che abbiamo costruito. La paura di ammalarci e morire nasce dal fatto che non siamo abbastanza vivi, che sì, va tutto bene, ma questo tutto è registrato in una bella cornice, come una foto. Essere vivi, invece, significa lasciare più spazio al caos e non sapere oggi cosa accadrà domani. Se tutto è ordinato, preordinato, il nostro Io è contento, ma l’Anima si stanca. Quando immaginiamo la morte, stiamo immaginando di far morire un nostro modo di essere. Nei nostri disagi c’è molta più vita e benessere di quello che pensiamo...le auguro di cuore di poterli trovare nel proseguo del suo percorso terapeutico.

Un caro saluto.
Roberto Lucchetta
Dott.ssa Ambra Salustri
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, la sintomatologia che lei descrive potrebbe essere compatibile con un quadro ansioso, con preoccupazioni legate all'incolumità corporea. Per rispondere alla sua domanda, in linea generale è possibile che alcune sintomatologie fisiche abbiano origine psicogena. Rispetto al suo caso specifico, tale origine andrebbe valutata da un professionista nell'ambito di una relazione psicoterapeutica, dopo aver comunque escluso cause organiche tramite appositi esami strumentali, Se questi sintomi al confine tra somatico e psichico, come da lei sostenuto, stanno limitando le sue possibilità di vivere un'esistenza serena e piena, le suggerisco di prendere contatto con un professionista, insieme al quale indagare le origini e il senso della sintomatologia che lei riporta, all'interno della sua personalità in senso più ampio.
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Gentile utente valuti insieme al suo terapeuta la possibilità di un sostegno farmacologico che la possa supportare in questo momento così delicato.
Un caro saluto
Dr.ssa Patrizia De Sanctis
Dott.ssa Claudia Bassanelli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, credo che iniziare un percorso con uno Psicologo/Psicoterapeuta, come dice lei stesso, può essere molto utile a conoscere meglio se stesso e le dinamiche che portano al disagio che sta vivendo attualmente.
Un caro saluto
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, il consiglio migliore che possa darle è quello di rivolgersi ad un professionista. Affrontare un percorso terapeutico, potrebbe rappresentare la soluzione che sta cercando.
MMM
Dr. Maurizio Buonaugurio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Gentile utente, i sintomi da lei descritti sono compatibili con un disagio psicologico, ad avvalorare ancora di più questa tesi ci sono i numerosi esami da lei svolti, che escludono possibili cause mediche. Ovviamente la psicoterapia è il principale strumento per la risoluzione di questa problematica: può intraprendere un percorso psicologico che, oltre a darle modo di arrivare alle cause di queste paure, ed agire su esse, possa fornirle allo stesso tempo alcuni strumenti per poter contenere l'ansia. La terapia cognitivo comportamentale può darle questa possibilità. Può contattarmi quando vuole per ulteriori informazioni.
Dott.ssa Maria Cristina Giancarli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, provi a darsi la possibilità di una consulenza psicologica in cui poter dare spazio ai propri vissuti e alle proprie preoccupazioni. Il suo sentirsi così vulnerabile può essere connesso a svariate motivazioni che possono essere legate alla sua storia e alle sue ultime vicende di vita. Queste preoccupazioni non nascono mai dal nulla. Possono nascere se nella cerchia di relazioni strette, per es familiari, ci sono state situazioni di vulnerabilità dell'apparato cardio circolatorio o altre situazioni di salute compromessa, oppure se si stanno attraversando momenti di particolare stress o se si stanno sentendo gli effetti di eventi significativi della propria vita, remota o recente. In sostanza bisogna trovare uno spazio in cui dare un senso e una storia al sintomo per poter andare oltre e gestire ed elaborare meglio le difficoltà della propria vita in un'ottica di maggior benessere. Resto a diposizione per domande e consulenze, anche online. Dott.ssa Giancarli
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo che sta attraversando. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con tale situazione e ritengo che l’unico modo per affrontare la paura sia quello di affrontarla: un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere cause, origini e fattori di mantenimento dei suoi sintomi e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Cordialmente, dott FDL
Dr. Lorenzo Giacomi
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Roma
Salve, il suo problema potrebbe essere facilmente trattato in un percorso psicologico per affrontare e superare le sue difficoltà. Se è questa è la sua intenzione, sono disponibile a fornirle il mio supporto professionale. Le porgo i miei saluti. Dr. Giacomi
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Dott.ssa Tamara Muratore
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Quartu Sant'Elena
Caro utente, una volta esclusa la presenza di patologie fisiche le suggerisco vivamente di intraprendere un percorso di psicoterapia al fine di comprendere la natura del suo malessere e trovare un aiuto guidato per potersene prendere cura; molto utile nel suo caso potrebbe essere un percorso con la tecnica EMDR. Sono certa la aiuterà ad elaborare e affrontare le sue paure e ritrovare il suo benessere. Un caro saluto, Dr.ssa Tamara Muratore
Dott.ssa Melania Filograna
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lequile
Salve, capisco che non è una situazione facile e che sentirsi spesso in ansia non sia per nulla piacevole. Quello che ha riportato è uno stato di ansia intenso e frequente che compromette diversi aspetti della sua vita. In aggiunta prova ansia dell'ansia ovvero un' ansia anticipatoria L'aspetto che porta a consolidare uno stato ansioso sono i pensieri che passano per la mente in una specifica situazione. Pertanto nel momento in cui prova ansia e sente quelle sensazioni riportate provi a chiedersi : Cosa mi sta passando per la mente?. Provi a scrivere questi pensieri e chiedersi ma questo è vero? Quali sono le prove di ciò?.
Si renderà conto che in tali circostanze si pensa qualcosa di catastrofico e terribile,ad esempio " Nessuno mi potrà aiutare", "È terribile sentirsi così" "Non si può fare niente, il mio destino è già segnato ".
Il mio consiglio è quello di iniziare una psicoterapia cognitivo comportamentale, elettiva per i disturbi d'ansia. In tale approccio si lavora molto sia sulla componente emotiva sia su quella cognitiva (pensieri disfunzionali).
Le auguro in bocca al lupo e rimangono a disposizione per dubbi e domande.
Buona giornata
Dott.ssa Camilla Ballerini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, la ringrazio per averci posto la sua domanda. La risposta è si, dopo aver escluso patologie organiche che spieghino cosa le accade, l'ipotesi che il suo quadro sia dovuto ad una condizione emotiva è assolutamente plausibile. Il mio suggerimento è quello di intraprendere un percorso di psicoterapia. I sintomi si attenueranno quando farà fronte a ciò che ha scatenato tutto questo.
Se necessita di un confronto anche telefonico rimango a disposizione.
Dott.ssa Camilla Ballerini
Dott.ssa Sabrina Marchetti
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve, direi che una volta accertati, qualora ci fossero problematiche mediche, si può affrontare l'ansia legata a questi sintomi che eli descrive. L'ansia non viene per magia a scomparire improvvisamente, ma si può imparare con il giusto aiuto a gestirla. Condividendo e tollerando dentro di sè le sue sofferenze. Buona Fortuna!
Dott.ssa Elvira Vitale
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, certo i sintomi possono essere psicosomatici, o possono non esserlo. L'anamnesi preliminare ad un percorso di sostegno psicologico, in genere, mira ad escludere cause organiche dei sintomi somatici. Le auguro che ciò avvenga anche nel suo caso, dopodiché le ansie rispetto alle eventuali patologie di cui lei ha detto di avere maggior timore saranno affrontabili in un percorso con un professionista, su questo non ci piove. L'analisi di tutte le variabili organiche resta, tuttavia, un passaggio fondamentale, prima di poter definire come psicosomatici i suoi sintomi fisici. Ciò che lei può fare è cominciare il percorso psicologico in concomitanza con le analisi organiche, in modo da essere accompagnato passo dopo passo da una figura di riferimento attraverso questi accertamenti medici.
 Ignazio Gioia
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, mi dispiace molto per le spiacevoli sensazioni che vive. Credo che Le possa essere utile programmare in questa fase, accanto ai controlli svolti, una consultazione psicologica per avere un quadro più completo e, conseguentemente, per decidere cosa fare per affrontare le sue paure. In ultimo, i sintomi di cui parla possono avere un’origine psicogena. La ringrazio. Se vuole, se ritiene, sono disponibile anche online. Ignazio Gioia
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Buongiorno gentilissimo, quelli che lei descrive potrebbero rientrare nella categoria della manifestazione dei sintomi ansiosi, anche se sicuramente servirebbero informazioni più approfondite per poter darle una risposta esaustiva. Parlare con un terapeuta potrebbe aiutarla ad approfondire le motivazioni sottostanti la sua sintomatologia.
Resto a disposizione
AV
Dott.ssa Chiara Librandi
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, molto probabilmente dietro questa sintomatologia c'è un evento traumatico da indagare. Le consiglierei una psicoterapia, così da poter indagare approfonditamente l'evento traumatico relativa al periodo riportato. Non si affidi alla sola farmacologia, in quanto il sintomo si attenua, ma non cura.
Spero di esserle stata utile
Dott.ssa Chiara Librandi
Dott.ssa Jasmine Piraino
Psicologo clinico, Psicologo
Frascati
Salve e grazie mille per aver condiviso la sua esperienza. Ciò che sento di chiederle è se ha mai preso in considerazione l'idea di affrontare il suo stato dal punto di vista psicosomatico ed intraprendere un percorso mirato su questo. Ci sarebbero tante cose che andrebbero approfondite tra cui secondo lei per quale motivo proprio l'apparato cardiocircolatorio, perchè proprio il cuore? Cosa sta accedendo nella sua vita? Puo' provare a staccare per un attimo la sua paura ed i suoi pensieri da ciò che è lei, ovvero lei non è solo la sua ansia, le sue preoccupazioni o il suo sistema circolatorio, ma molto altro. Puo' provare a portare l'attenzione su parti del corpo, sensazioni, esperienze che la fanno sentire bene. Puo' riconnettersi con la parte più leggera di sé. Esistono tante tecniche che possono aiutarla. Se ha bisogno mi contatti.

Jasmine piraino
Dott.ssa Sara Bachiorri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Mi dispiace sentire che stai attraversando un periodo così difficile a causa dell'ipocondria, patofobia e ansia. È importante tenere presente che le tue paure e i sintomi che stai sperimentando possono avere una componente psicogena.

Oltre al percorso di psicoterapia che hai menzionato, ci sono diverse strategie che potresti considerare per aiutarti a gestire le tue paure. In primo luogo, l'educazione e l'informazione possono essere molto utili. Cerca di informarti accuratamente sulle condizioni che ti preoccupano, consultando fonti affidabili. Questo ti aiuterà a distinguere tra informazioni accurate e quelle che alimentano la tua ansia, permettendoti di avere una prospettiva più realistica.

In secondo luogo, le tecniche di rilassamento possono essere di grande aiuto. Puoi provare la respirazione profonda, la meditazione o lo yoga per ridurre lo stress e calmare la mente. Inoltre, l'esercizio fisico regolare può contribuire a ridurre l'ansia e migliorare il tuo benessere generale. Scegli un'attività che ti piace e che ti fa sentire bene, come camminare, nuotare o fare yoga.

Ricorda anche l'importanza del supporto sociale. Parla delle tue preoccupazioni con persone di fiducia, come amici o familiari. Avere qualcuno con cui condividere le tue esperienze può essere di grande conforto e sostegno.

Infine, cerca di identificare e gestire lo stress nella tua vita quotidiana. Puoi pianificare attività rilassanti, impostare limiti sani e imparare tecniche di gestione dello stress come la pianificazione del tempo e la delega.

Tieni presente che queste strategie possono essere utili per alleviare l'ansia, ma non sostituiscono l'aiuto professionale. Continua a seguire il tuo percorso di psicoterapia e parla con il tuo terapeuta sugli interventi specifici che potrebbero essere adatti a te.

Ti auguro tutto il meglio nel superare queste difficoltà e spero che tu possa trovare sollievo e benessere.
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Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,

Grazie per aver condiviso i tuoi sentimenti e le tue paure. Mi dispiace che tu stia passando un periodo così difficile. I sintomi di cui parli, come vertigini, sensazione di sbandamento, gambe molli e dolori al petto, possono certamente essere legati all'ansia, soprattutto se le analisi mediche hanno escluso qualsiasi problema fisico. Il tuo cervello può creare sintomi fisici quando sei in uno stato di stress o paura.

Soffrire di ipocondria o patofobia può essere molto debilitante. La paura di avere una malattia, soprattutto quando sei continuamente preoccupato per la tua salute, può avere un impatto significativo sulla tua vita quotidiana.

La buona notizia è che c'è aiuto disponibile. Hai menzionato che stai seguendo un percorso di psicoterapia, il che è ottimo. È un passo importante verso la comprensione e il superamento dei tuoi sentimenti di ansia. Continua a lavorare con il tuo terapeuta, e assicurati di parlare apertamente di queste paure con lui/lei.

Allo stesso tempo, ci sono diverse strategie che potresti trovare utili per gestire la tua ansia:

Mindfulness e tecniche di rilassamento: La pratica della mindfulness può aiutarti a rimanere ancorato al presente, anziché preoccuparti per ciò che potrebbe accadere in futuro. Esistono diverse tecniche di rilassamento, come la respirazione profonda, la meditazione o lo yoga, che possono aiutare a ridurre i sintomi dell'ansia.
Esercizio fisico: Fare attività fisica regolarmente può aiutare a ridurre lo stress e l'ansia. Non deve essere necessariamente un allenamento intenso - anche una passeggiata quotidiana può fare la differenza.
Alimentazione e sonno: Assicurati di mangiare in modo sano e di avere abbastanza riposo. Questi fattori possono influire molto sul tuo benessere generale e sul tuo livello di ansia.
Supporto sociale: Parla con amici o familiari di ciò che stai passando. Non devi affrontare tutto da solo.
Tecniche di riduzione del pensiero catastrofico: Questo è qualcosa su cui il tuo terapeuta può aiutarti. L'idea è cercare di sostituire i pensieri negativi o catastrofici con pensieri più realistici e positivi.
Ricorda, non c'è niente di sbagliato nel chiedere aiuto. È un segno di forza, non di debolezza.

Ti auguro il meglio nel tuo percorso di guarigione.

Cordialmente.
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, a prescindere dall'origine dei sintomi il mio consiglio è di contattare uno psicoterapeuta.

Cordialmente

Dottor Mauro Vargiu
Dott.ssa Genoveffa Del Giudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente,
Mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo. Posso immaginare quanto sia disorientante convivere con queste sensazioni.
Le consiglio di mettersi in contatto con un* psicoterapeuta e di iniziare un percorso. L'eventuale altra figura potrebbe essere quella di un* psichiatra ma è qualcosa che va valutato con il suo terapeuta. Inizi da qui.
Un caro saluto,
Dott.ssa Del Giudice
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Ciao, mi dispiace sentire che stai attraversando un periodo così difficile a causa dell'ipocondria, della patofobia e dell'ansia che stai provando. È importante che tu abbia già fatto delle visite mediche per escludere eventuali problemi fisici, che ti hanno confermato che sei in buona salute.
Per gestire queste paure e sintomi, oltre alla psicoterapia, potresti considerare alcune altre strategie:
• Praticare tecniche di rilassamento come la respirazione profonda, la meditazione o lo yoga per calmare la mente e il corpo.
• Fare attività fisica regolare, che può aiutare a ridurre lo stress e l'ansia.
• Mantenere un diario dei tuoi pensieri e delle tue sensazioni, per identificare i modelli e le situazioni che scatenano la tua ansia.
• Evitare di fare ricerche su internet riguardo ai sintomi e alle malattie, in quanto potrebbero aumentare la tua ansia.
• Parlare con amici, familiari o un gruppo di supporto che possano aiutarti a esprimere le tue paure e preoccupazioni.
I sintomi che stai sperimentando, come le vertigini e la sensazione di testa vuota, possono avere una componente psicogena legata all'ansia che stai provando. È importante continuare a lavorare sulla gestione dell'ansia e delle paure con l'aiuto di un professionista per migliorare la tua qualità di vita.
Ricorda che sei sulla buona strada per affrontare queste difficoltà e che con il tempo e l'impegno potrai superarle. Se hai bisogno di ulteriori consigli o supporto, non esitare a chiedere aiuto. Grazie per aver condiviso la tua esperienza e auguro che tu possa trovare sollievo dalle tue paure e sintomi. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di conoscenza.
Dott. Cordoba
Dr. Marco Salerno
Psicologo, Terapeuta, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, se dagli esami approfonditi cui Lei si è sottoposto non è emerso nulla che posa far pensare a disturbi di natura organica, Le consiglio di approcciarsi ad un percorso di terapia psicologica, per meglio comprendere e affrontare il profondo disagio che non Le consente di vivere serenamente la Sua vita e le ragioni di natura eventualmente traumatica che potrebbero esservi all'origine.
Dott.ssa Aurora Quaranta
Psicologo, Psicologo clinico
Vimodrone
Capisco quanto possano essere spaventosi e debilitanti questi sintomi e le paure. L'ipocondria, l'ansia e la patofobia possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita. È importante sapere che sei già sulla strada giusta cercando aiuto e riconoscendo il problema. Ecco alcune strategie che possono aiutarti a gestire queste paure e sintomi:

Componenti Psicogene dei Sintomi
Molti dei sintomi che descrivi possono avere una componente psicogena, il che significa che sono causati o esacerbati dall'ansia e dallo stress:

Vertigini e Sbandamento: L'ansia può causare vertigini e una sensazione di sbandamento. La respirazione superficiale o iperventilazione, comune durante gli episodi ansiosi, può ridurre i livelli di anidride carbonica nel sangue e causare vertigini.

Gambe Molli e Debolezza Muscolare: L'ansia può portare a tensione muscolare e stanchezza, causando una sensazione di debolezza.

Dolori al Petto e Sensazione di Imminente Disastro: I dolori al petto sono spesso causati dalla tensione muscolare o da una risposta fisica allo stress. La sensazione di imminente disastro è un sintomo comune dell'ansia.

Paura di Malattie Cardiache: Nonostante i risultati normali degli esami, l'ansia può convincerti del contrario. Questo è tipico dell'ipocondria, dove l'ansia si concentra su preoccupazioni specifiche riguardanti la salute.

Strategie per Gestire l'Ansia e l'Ipocondria
Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT):

La CBT è molto efficace nel trattare l'ansia e l'ipocondria. Aiuta a identificare e sfidare i pensieri irrazionali e a sviluppare comportamenti più sani.
Mindfulness e Tecniche di Rilassamento:

La mindfulness aiuta a rimanere ancorati al presente e a ridurre il rimuginio. Pratiche come la meditazione, la respirazione profonda e il rilassamento muscolare progressivo possono ridurre l'ansia.
Attività Fisica:

L'esercizio fisico regolare può ridurre l'ansia e migliorare il benessere generale. Anche attività leggere come camminare o fare yoga possono essere utili.
Educazione e Consapevolezza:

Imparare di più sui disturbi d'ansia e sulla patofobia può aiutarti a capire meglio i tuoi sintomi e ridurre la paura. Sapere che molte delle tue sensazioni sono comuni e trattabili può essere rassicurante.
Routine di Sonno e Alimentazione:

Mantenere una routine di sonno regolare e seguire una dieta equilibrata può migliorare la tua resistenza allo stress e ridurre i sintomi fisici dell'ansia.
Limitazione delle Ricerche Online:

Evita di cercare sintomi e malattie su internet, poiché questo può aumentare l'ansia e alimentare l'ipocondria.
Supporto Sociale:

Parla delle tue paure con persone di cui ti fidi. Il supporto di amici e familiari può fornire conforto e ridurre la sensazione di isolamento.
Piani di Emergenza:

Avere un piano di emergenza (anche se improbabile che ti serva) può ridurre l'ansia. Sapere cosa fare in caso di emergenza può darti un senso di controllo.

I sintomi che descrivi possono certamente avere una componente psicogena legata all'ansia e all'ipocondria. Continuare con la psicoterapia è essenziale, ma integrare altre strategie può ulteriormente aiutarti a gestire le tue paure e migliorare la tua qualità di vita. Ricorda, sei già sulla strada giusta cercando aiuto e mettendo in atto strategie per affrontare questi problemi. Con il tempo e il giusto supporto, è possibile ridurre significativamente l'ansia e vivere una vita più serena.
Dott.ssa Chiara Balzamo
Psicologo, Psicologo clinico
Tivoli
Buongiorno, dalle sue parole si evince la sofferenza che la sua situazione le provoca, mi dispiace molto. Tutta la sintomatologia che racconta può essere effettivamente ricondotta all'ansia e all'ipocondria che possono certamente causare sintomi fisici. Una volta effettuata la diagnosi differenziale, escludendo qualunque condizione organica, è possibile con un percorso psicologico ridurre tale sofferenza attraverso il colloquio e l'utilizzo di tecniche specifiche. Nel percorso con il professionista, è possibile identificare i pensieri, le credenze e le
assunzioni erronee e/o irrazionali eventualmente presenti e sottoporle ad un riesame critico, per correggere le conclusioni illogiche e far emergere interpretazioni più realistiche, come è anche possibile imparare tecniche di rilassamento e controllo della respirazione per ridurre la tensione e alleviare i sintomi legati all'ansia.
La ringrazio per aver condiviso la sua storia e le auguro di raggiungere serenità e benessere.
Dott.ssa Chiara Balzamo
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Capisco quanto possa essere difficile convivere con ipocondria, patofobia e ansia, specialmente quando questi sintomi influenzano significativamente la sua vita quotidiana e le sue attività.

Le suggerisco di considerare un percorso psicologico per affrontare e gestire queste paure. Un professionista può aiutarla a esplorare le radici della sua ansia e a sviluppare strategie per gestire e ridurre il timore delle malattie, specialmente dell'apparato cardio-circolatorio. Attraverso il supporto psicologico, potrebbe ottenere strumenti per affrontare le sue preoccupazioni in modo più equilibrato e per gestire meglio i sintomi fisici che descrive, come vertigini e sensazioni di sbandamento.

È possibile che i suoi sintomi abbiano una componente psicogena, e affrontarli con un percorso psicologico potrebbe offrirle un sollievo duraturo e migliorare la qualità della sua vita. Parlare con uno psicologo può fornire il supporto necessario per ridurre l'ansia e recuperare un senso di sicurezza e controllo.

Le auguro di trovare il supporto che cerca e di migliorare il suo benessere.
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Dott.ssa Francesca Grilli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, immagino quanto questa situazione le stia recando sofferenza. Le rispondo subito alla sua ultima domanda, i sintomi che lei riporta, specialmente accompagnati da un'attenta analisi medica che mi sembra escludere del tutto l'effettiva presenza di complicazioni mediche, possono senz'altro essere attivati, mantenuti o esacerbati dallo stato ansioso che descrive. Purtroppo quando si innescando determinati meccanismi legati all'ansia (e quello che lei descrive mi fa ipotizzare una serie di attacchi di panico), l'unica cosa che può fare è avere pazienza e dare tempo al percorso di terapia di dare i suoi frutti. Purtroppo o per fortuna, quando si parla di benessere psicologico, non esiste una soluzione immediata. Se già sta seguendo una psicoterapia, segua le indicazioni del professionista a cui si è affidato.
Dott.ssa Marica Ierardi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno purtroppo chi come lei soffre di ansia generalizzata, ipocondria e attacchi di panico vede fortemente compromessa la normale routine di vita. Non si riesce a godere delle cose che la vita offre e si tende a isolarsi sempre più, allontanandosi dagli altri e dal mondo esterno. Ed è proprio questa solitudine che aumenta ancora di più l'ansia e le paure. E' un circolo vizioso che si autoalimenta ed anche se può trovare delle strategie per gestire momentaneamente il tutto solo approfondendo i suoi vissuti e le sue paure potrà arrivare alle cause sottostanti e di conseguenza potrà uscire da questo tunnel nero. In bocca al lupo e un caro saluto...
Dott.ssa Marina Corazzi
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Roma
Buongiorno, grazie per aver condiviso le sue sensazioni, sicuramente ha agito in maniera corretta nel fare prima tutti gli esami clinici e visite specialistiche per escludere fisiopatologie.
A questo ritengo sia opportuno prendere appuntamento con uno psicologo per avere l'aiuto necessario per affrontare le sue paure nel modo più efficace e funzionale.
Resto a disposizione. Un saluto
Dott.ssa Marina Corazzi
Dott. Valerio Borzi
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno, grazie per la sua condivisione.
I sintomi che riporta possono avere un origine psicologica; allo stesso modo, può essere utile lavorare rispetto a cosa può fare fin da subito per abbassare questa attivazione ansiogena.
Qualora volesse esplorare ciò, io sono disponibile.
A presto
VB
Dott.ssa Cristina Bernucci
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Velletri
Buonasera,
capisco quanto possa essere difficile vivere con queste sensazioni di ansia e paura costante. È importante sapere che non è solo in questo percorso e che ci sono modi per affrontare queste preoccupazioni.
La sua descrizione dei sintomi e delle paure è molto dettagliata, e sembra che l'ansia possa avere un ruolo significativo nei suoi disturbi fisici. I sintomi come vertigini, sensazione di sbandamento, gambe molli e dolori al petto possono avere una componente psicogena, specialmente se sono stati esclusi problemi cardiaci da specialisti medici.
Può essere utile esplorare ulteriormente le sue emozioni e i pensieri che alimentano queste sensazioni di paura. Un dialogo aperto con il suo terapeuta può aiutare a individuare le cause profonde di queste paure e a sviluppare nuove prospettive per gestirle.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore domanda o approfondimento.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Lavinia Salvati
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Grazie per aver condiviso queste sue paure. Immagino quanto sia difficile convivere con questi sintomi! La cosa migliore da fare in questo caso è cominciare un percorso di psicoterapia, l'aiuterebbe a trovare l'origine di questa sua paura. Se gli esami specifici che ha fatto sono nella norma, la spiegazione deve essere di tipo psicologico. Se i sintomi vengono ascoltati, scompaiono. Per qualsiasi altro approfondimento sono a sua disposizione, Dott.ssa Salvati Lavinia
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,
mi dispiace sapere che stai vivendo una situazione così difficile e piena di pazienza. È importante sottolineare che i sintomi che descrivi, come vertigini, sensazione di sbandamento, gambe molli e dolori al petto, possono effettivamente avere una componente psicogena, specialmente se associati a uno stato di ansia intensa e persistente come quello che stai descrivendo. L'ipocondria e la patofobia possono portare il corpo a reagire come se fosse costantemente sotto minaccia, attivando il sistema nervoso simpatico, il quale può contribuire a generare questi sintomi fisici.
Un approccio che potresti sperimentare subito, oltre a intraprendere un percorso di psicoterapia, è quello di lavorare sulla gestione dell'ansia tramite tecniche di rilassamento, respirazione diaframmatica e, se possibile, l'uso della Mindfulness. Questi strumenti possono aiutarti a calmare il corpo e a ridurre l'intensità delle sensazioni fisiche legate all'ansia. È altrettanto importante continuare a fidarsi degli esiti delle visite mediche fatte finora, poiché sono fondamentali per escludere cause organiche e concentrare gli sforzi su un lavoro psicologico.
Detto questo, sarebbe davvero utile e consigliato approfondire la tua situazione con uno specialista. Un percorso psicoterapeutico mirato, possibilmente con un professionista che utilizza tecniche basate sull'approccio Cognitivo-Comportamentale o l'EMDR, potrebbe aiutarti a comprendere meglio le tue paure e a gestire i sintomi che stai vivendo.

DOTTORESSA SILVIA
PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA SESSUOLOGA
Dott.ssa Cristina Cicarelli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
San Gregorio di Catania
Buonasera, si le vertigini potrebbero essere una manifestazione legato al suo stato emotivo e a maggior ragione si rivolga ad uno psicoterapeuta che possa aiutarla.
Dott.ssa Paola Marinelli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Tivoli
Salve, i suoi sintomi, dato che è stata esclusa una patologia cardiaca o cardiocircolatoria, sono da ricondursi ad un disturbo d'ansia. Se è già in terapia psicologica, può consultarsi con il/la suo/A terapeuta per capire se è il caso di rivolgersi ad uno Psichiatra per affiancare un trattamento farmacologico. Se così non fosse, le consiglio di iniziare una terapia quanto prima. Un saluto
Dott.ssa Paola Marinelli
Dott.ssa Ambra Bottari
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Mi dispiace molto che tu stia vivendo questa situazione, è davvero difficile affrontare paure così intense. I sintomi che descrivi possono effettivamente avere una componente psicogena, legata all'ansia e all'ipocondria, anche se è comprensibile che tu continui a temere malattie fisiche. Oltre alla psicoterapia, che è un passo fondamentale, tecniche di rilassamento come la respirazione profonda o la mindfulness possono aiutarti a gestire meglio l'ansia. Potrebbe essere utile anche un consulto con un professionista che ti supporti specificamente nell'affrontare l'ipocondria. Sii gentile con te stesso e continua a cercare il supporto di cui hai bisogno.
Dr. Alessio Aloi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
gentile paziente, avendo lei fatto molti accertamenti diagnostici cardio circolatori tutti risultati negativi non c'é dubbio che i sintomi che descrive siano di natura psicologica e di origine psichica; l'ipocondria, che lei ha subito elencato, è infatti una patologia all'interno dei disturbi d'ansia ed anche spesso in comorbidità con attacchi di panico.
Tale condizione che lei vive, e non è infrequente nella popolazione, è molto invalidante e, se non trattata, può ridurre notevolmente la qualità della sua vita.
Inizi un percorso psicoterapeutico in cui riuscirà sia ad imparare a tenere a bada gli attacci, sia potrà trovare le origini alla base del problema. Inoltre, il suo terapeuta valuterà con lei l'opportunità o meno di affiancare una visita con uno specialista psichiatra per inserire anche una terapia farmacologica che possa sostenerla nella fase iniziale.
Buon lavoro, la decisione di farsi aiutare è l'unica via possibile ed efficace
Dott.ssa Gaia Evangelisti
Psicologo, Psicologo clinico
Genzano di Roma
Buongiorno Sig., mi dispiace molto che lei stia attraversando un periodo così difficile. Quello che descrive è molto comune tra chi soffre di ansia, ipocondria e attacchi di panico, e voglio rassicurarla: lei non è solo e questa condizione può migliorare con il giusto approccio.

Sì, i sintomi che descrive (vertigini, sbandamento, gambe molli, dolori al petto, paura improvvisa di morire) possono essere legati all’ansia e agli attacchi di panico. L’ansia può attivare il sistema nervoso autonomo e causare sintomi fisici molto forti, che spesso vengono scambiati per segni di gravi malattie.
Vertigini, sbandamento, testa vuota possono essere causati dall'iperattivazione del sistema nervoso, iperventilazione o tensione muscolare.
Dolori al petto e al braccio sinistro spesso sono dovuti alla tensione muscolare e all'ipervigilanza sul corpo.
La sensazione di pericolo imminente (paura di morire improvvisamente) è tipica dell’ansia e degli attacchi di panico ed è una reazione istintiva che il cervello attiva.
La paura dei luoghi lontani dagli ospedali è una forma di evitamento tipica dell’ansia, simile all’agorafobia.
Il fatto che gli esami cardiologici siano tutti normali è un ottimo segnale e indica che il problema è più legato all’ansia che a una malattia reale.

Capisco quanto possa essere spaventoso vivere con questa paura costante, ma il fatto che lei ne stia parlando e cerchi aiuto è già un grande passo avanti! Con il tempo, la terapia e le giuste strategie, la sua ansia può migliorare e la sua vita può tornare alla normalità.

Se vuole, possiamo anche provare a trovare insieme degli esercizi pratici da fare nei momenti di ansia intensa. Che ne pensa?

Un caro saluto.

Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Dott.ssa Sara Baraccani
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Cesena
Assolutamente. Vertigini, tremori, derealizzazione, dolore al petto...Sono tutti sintomi che ritrova elencati tra quelli presenti in un attacco di panico. Spesso il disturbo di panico esordisce con un attacco confuso con un infarto che poi porta al terrore di perdere la vita per uno scompenso cardiaco. La persona si auto-limita per timore di poter avere un altra crisi e questo diventa invalidante. Si rivolga ad un terapeuta cognitivo comportamentale che possa aiutarla a comprendere meglio ciò che sta vivendo e guidarla verso una graduale remissione dei sintomi.
Dr. Federico Ginesi
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno, i sintomi descritti, come vertigini, sensazione di sbandamento e paura di malattie gravi, possono essere legati all’ansia e all’ipocondria. Nonostante gli accertamenti medici, la persistenza del timore suggerisce la necessità di esplorare più a fondo la componente psicologica. Un percorso psicoterapeutico può rivelarsi utile per affrontare questi stati di ansia e interrompere il circolo vizioso. Può essere importante, quindi, rivolgersi ad un professionista per un supporto adeguato, al fine di gestire meglio le proprie paure, elaborarle e ritrovare un equilibrio.
Cordiali saluti
Dr. Stefano Angeletti
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Gentile utente, i sintomi che descrive e la paura che prova, possono avere certamente anche una componente psicogena. Il percorso di terapia sarà fondamentale per analizzare e risolvere gradualmente le cause che ne sono a monte. Importante è scegliere un terapeuta con il quale si trova a suo agio e possibilmente, scegliere un approccio psicocorporeo, che le permetta di curare non solo l'impatto psicologico ed emotivo, ma anche l'impatto corporeo che i suoi sintomi producono. Cordialmente, dottor Stefano Angeletti.
Dott.ssa Federica Giudice
Psicologo, Psicologo clinico
Milano

È assolutamente comprensibile che tu voglia trovare delle strategie per tenere a bada queste paure, soprattutto in attesa o in aggiunta al tuo percorso di psicoterapia, che è sicuramente la strada più indicata per affrontare le radici di questa sofferenza.
Riguardo alla tua domanda sui sintomi fisici,sì assolutamente, sintomi come vertigini, sensazione di sbandamento o testa vuota, gambe molli e persino dolori al petto possono avere una forte componente psicogena, soprattutto in presenza di ansia intensa e ipocondria. La mente e il corpo sono strettamente connessi, e l'ansia può manifestarsi fisicamente in modi molto diversi.
Oltre alla psicoterapia, ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti a gestire le tue paure nel quotidiano:
Riconosci i pensieri ansiosi: Impara a identificare i pensieri catastrofici che alimentano la tua paura (esempio, "sto per avere un infarto"). Una volta riconosciuti, prova a metterli in discussione in modo razionale, ricordando gli esiti negativi degli esami medici.
*Tecniche di rilassamento: Pratica regolarmente tecniche di rilassamento come la respirazione diaframmatica, la mindfulness o la meditazione. Possono aiutarti a calmare il corpo e la mente quando l'ansia si fa sentire.
Attività fisica moderata: L'esercizio fisico regolare può avere un effetto positivo sull'umore e sull'ansia. Scegli attività che ti piacciono senza però sforzarti, soprattutto se questo ti genera ulteriore ansia.
Quando senti montare l'ansia, prova a distrarti con attività che ti coinvolgono e ti portano nel momento presente (leggere, ascoltare musica, fare qualcosa di creativo, parlare con qualcuno).
* inoltre la continua ricerca online sui sintomi e sulle malattie può alimentare ulteriormente la tua ansia ipocondriaca. Cerca di limitare questa compulsione e affidati alle rassicurazioni dei medici che ti hanno visitato.
tieni un "diario dell'ansia": Annota quando si presentano i sintomi, cosa stavi facendo, quali pensieri avevi, questo può aiutarti a individuare eventuali schemi o fattori scatenanti. sappi però che questi sono solo dei suggerimenti complementari al percorso di psicoterapia, che rimane fondamentale per affrontare le radici profonde della tua ansia e dell'ipocondria. Se vuoi provare a svincolarti man mano da ciò, se ti senti pronto, ti consiglio un supporto psicologico online più "libero" che segua un approccio olistico. Non esitare a parlare apertamente con il tuo terapeuta di tutte le tue paure e dei tuoi sintomi fisici. Insieme se vuoi potremo sviluppare strategie personalizzate per gestire al meglio questa situazione e ritrovare una maggiore serenità nella tua quotidianità.
Dott.ssa Alessandra Motta
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buonasera,

la tua paura si alimenta della tua attenzione: più la ascolti, più cresce. I sintomi che descrivi hanno una forte componente psicogena. Cercare rassicurazioni e evitare i luoghi temuti rafforza il problema. La soluzione? Esporsi gradualmente alla paura senza evitarla, accettando l’incertezza. Se smetti di combattere la paura, sarà lei a lasciarti andare.

Un caro saluto
I sintomi che descrive sono coerenti con una forte attivazione ansiosa, che può influenzare la percezione corporea e creare un circolo vizioso tra paura e sintomatologia fisica. Nonostante gli accertamenti medici rassicuranti, l'attenzione focalizzata sul corpo amplifica la sensazione di vulnerabilità. Da una prospettiva psicodinamica, queste paure potrebbero esprimere un’angoscia più profonda legata alla perdita di controllo o alla fragilità dell’esistenza; mentre dal punto di vista neurobiologico, si tratta di una sovra-attivazione delle aree cerebrali deputate alla percezione del pericolo. Piuttosto che cercare di "tenere a bada" le paure, può essere utile esplorarne il significato. Un percorso psicoterapeutico non è solo un modo per ridurre i sintomi, ma anche per comprendere la loro funzione nel proprio vissuto.
Dott. Gianluigi Torre
Psicologo clinico, Psicologo
Terracina
Gentile. Nella gestione di questa condizione, mi sembra di capire, molto dolorosa per lei può fare affidamento a una doppia figura.
Psicologo e psichiatra.
Circa la componente psicogena, è possibile ma andrebbe valutato in studio.
Saluti.
Dr. Jacopo Modoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno,
quello che descrive è molto comune in chi soffre di ansia e ipocondria: sintomi fisici reali, intensi e spaventosi, che però non dipendono da una malattia organica, ma da uno stato di iperattivazione del sistema nervoso. Sì, vertigini, sbandamenti, dolori al petto, gambe molli e senso di morte imminente possono essere tutti sintomi di origine psicogena. Questo non significa che “se li inventa”, ma che il corpo sta reagendo a uno stress interno — spesso mantenuto da pensieri catastrofici e da comportamenti di controllo e ipervigilanza.

Nella terapia cognitivo-comportamentale si lavora proprio su questo:

si identificano e modificano i pensieri disfunzionali (“morirò da un momento all’altro”),

si apprendono tecniche di regolazione fisica e mentale (respiro, grounding, esposizione graduale),

si riduce la paura dell’ansia stessa, che spesso alimenta il circolo vizioso.

È fondamentale affiancare la psicoterapia a piccole azioni quotidiane:

ridurre le ricerche su internet,

evitare l'eccessivo ascolto del corpo,

esporsi gradualmente a situazioni evitate (con il giusto supporto),

e ricordarsi che la paura non è un segnale certo di pericolo reale.

Sta già facendo il passo più importante: cercare una strada per uscirne. Con il giusto percorso, si può stare molto meglio.

Un caro saluto,
dott. Jacopo Modoni
Dott.ssa Giulia Ruffino
Psicologo, Psicologo clinico, Terapeuta
Cossato
Buongiorno,
Quello che descrivi è coerente con un quadro d’ansia con tratti ipocondriaci marcati, in cui i sintomi fisici (vertigini, sbandamento, dolori al petto, gambe molli, ecc.) possono effettivamente avere una forte componente psicogena, pur risultando molto intensi e spaventanti.

Hai già fatto bene a escludere cause organiche con indagini cardiologiche accurate. La paura persistente, nonostante gli esiti rassicuranti, è tipica nei disturbi d’ansia legati alla salute.

Oltre alla psicoterapia, che è fortemente indicata, possono aiutarti:

tecniche di respirazione e grounding per gestire i picchi d’ansia;

attività fisica regolare (anche leggera) per ridurre l’iperattivazione fisiologica;

evitare continue ricerche su sintomi o malattie;

strutturare una routine rassicurante e progressivamente esponenziale verso ciò che oggi eviti (es. luoghi lontani dagli ospedali).

Un intervento precoce e costante può portare a un netto miglioramento. Hai già fatto un passo importante scrivendo.
Dott.ssa Daniela Fiorenzi
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
L'Aquila
Salve, le consiglio di parlarne con il suo terapeuta per una consulenza psichiatrica ed un eventuale utilizzo di farmaci che la potranno aiutare nel percorso di cura.
Gentile utente, grazie a lei per aver scritto con tanta apertura.
Quello che racconta fa capire quanto stia vivendo un momento difficile, pieno di paure che le stanno togliendo serenità e libertà ogni giorno.
Ha già fatto visite e accertamenti che hanno escluso problemi fisici, e questo è un primo passo importante. I sintomi che riferisce come vertigini, dolori al petto, sbandamenti e la sensazione di morte imminente possono effettivamente avere una componente psicogena molto intensa, spesso presente nei disturbi da ansia somatica o ipocondria.

Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a dare un senso a quello che sta vivendo e a lavorare sulle paure, in modo mirato, con i tempi giusti. È lì che potrà trovare anche gli strumenti per gestire meglio tutto questo, con i suoi tempi e co rispetto per ciò che sta sentendo adesso. Oltre alla psicoterapia, possono essere utili anche alcune strategie quotidiane, come esercizi di respirazione, tecniche di grounding, attività che coinvolgano il corpo e l’attenzione (come sport leggeri, camminate, meditazione guidata), ma è fondamentale che siano integrate in un lavoro psicologico più profondo e mirato.

La ringrazio di nuovo per la sua gentile condivisione e le auguro il meglio, resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Un saluto, Dott.ssa Giulia Bellagamba, psicologa
Innanzitutto la ringrazio per aver condiviso con così tanta chiarezza e sincerità il suo vissuto. Quello che descrive è una condizione che, purtroppo, accomuna molte persone e che può risultare davvero invalidante nella quotidianità. La sua sofferenza è reale e già il fatto che abbia deciso di parlarne e chiedere consiglio è un primo passo importante, che merita rispetto e attenzione. I sintomi che riporta (sensazione di vertigine, sbandamento, dolori toracici, tensioni muscolari, senso di catastrofe imminente) sono frequenti nei disturbi d’ansia, in particolare nei quadri di ansia generalizzata. In molti casi, questi sintomi possono avere una componente psicogena. Questo non significa che siano “immaginari”, ma che il corpo reagisce con segnali fisici reali a una minaccia percepita, anche se non oggettivamente presente.Inoltre, vorrei dirle che non è solo e che il suo corpo non è "rotto" o "sbagliato", sta semplicemente reagendo a uno stato di stress emotivo che ha bisogno di ascolto e cura. Con il giusto supporto, è assolutamente possibile ritrovare un senso di sicurezza e benessere.
Un caro saluto
Dott. Sandro Mangano
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Gentile ragazzo,

comprendo perfettamente il suo profondo disagio e la paura paralizzante che sta vivendo. Le sue parole descrivono con chiarezza la morsa in cui l'ipocondria, la patofobia e l'ansia la stanno intrappolando, trasformando ogni giorno in una potenziale minaccia. È ammirevole che, nonostante questa sofferenza, lei stia cercando attivamente delle strategie per affrontare queste paure.

Innanzitutto, è fondamentale riconoscere che i sintomi fisici che descrive – vertigini, sensazione di sbandamento o testa vuota, gambe molli, dolori al petto che si irradiano – sono estremamente comuni nell'ambito dei disturbi d'ansia e possono avere una forte componente psicogena. Il suo corpo sta rispondendo a un elevato stato di allerta e tensione emotiva, interpretando erroneamente segnali innocui come pericoli imminenti. Le numerose visite mediche con esiti negativi sono un dato oggettivo e rassicurante: il suo cuore e il suo apparato circolatorio sono sani. La sua mente, tuttavia, è bloccata in un circolo vizioso di interpretazioni catastrofiche, alimentando costantemente la paura.

Oltre al percorso di psicoterapia che ha giustamente menzionato – e che ritengo sia la strada più efficace per affrontare le radici di questo malessere – ecco alcune strategie che possono aiutarla a gestire e a tenere a bada queste paure nel quotidiano:

1. Riconoscere e Accettare i Sintomi dell'Ansia
Quando avverte i sintomi fisici, cerchi di ricordarsi che sono manifestazioni dell'ansia e non di una malattia cardiaca. Invece di combatterli, provi ad accettarli per quello che sono: sensazioni spiacevoli ma innocue. Dire a se stesso "Questa è solo ansia, passerà" può aiutarla a ridurne l'intensità.

2. Tecniche di Respirazione Diaframmatica
La respirazione superficiale e toracica tipica dell'ansia può accentuare le vertigini e la sensazione di soffocamento. Impari a praticare la respirazione diaframmatica (o addominale). Inspiri lentamente dal naso gonfiando l'addome, trattenga per qualche secondo, ed espiri lentamente dalla bocca sgonfiando l'addome. Questo attiva il sistema nervoso parasimpatico, favorendo il rilassamento.

3. Mindfulness e Ancoraggio al Presente
L'ipocondria la proietta costantemente in un futuro catastrofico. La mindfulness la aiuta a riportare l'attenzione al momento presente, osservando i pensieri e le sensazioni senza giudizio. Se si sente sopraffatto dalla paura, provi la tecnica del "5-4-3-2-1": nomini 5 cose che vede, 4 cose che sente, 3 cose che tocca, 2 cose che annusa e 1 cosa che assaggia. Questo la riporterà alla realtà circostante.

4. Graduale Esposizione
Evitare i luoghi lontani dagli ospedali o le situazioni temute alimenta la paura. Inizi con piccoli passi: scelga un luogo leggermente più distante da un ospedale rispetto a dove si sente sicuro ora, e vi rimanga per un breve periodo. Aumenti gradualmente la distanza e il tempo. Questo processo, chiamato esposizione graduale, la aiuterà a disabituarsi alla risposta di paura.

5. Ristrutturazione Cognitiva Semplice
Quando la mente le propone pensieri catastrofici ("Sto per avere un infarto", "Questo è il mio ultimo giorno"), provi a metterli in discussione. Si chieda: "Quali prove concrete ho di questo pensiero? È un fatto o un'interpretazione della mia ansia? Cosa mi direbbe un amico in questa situazione?".

6. Attività Fisica Moderata
Paradossalmente, l'attività fisica, seppur temuta, può essere un ottimo alleato. Inizi con passeggiate brevi e leggere. L'esercizio fisico rilascia endorfine e aiuta a scaricare la tensione accumulata. È importante iniziare gradualmente e non forzarsi.

7. Gestione dello Stile di Vita
Assicurarsi un sonno di qualità, una dieta equilibrata e limitare l'assunzione di caffeina e stimolanti può avere un impatto significativo sulla sua ansia.

Ricordi che questo è un percorso, e ci saranno momenti di difficoltà. La chiave è la costanza e la pazienza con se stesso. La psicoterapia le fornirà gli strumenti più specifici e personalizzati per affrontare le radici profonde di questa sua sofferenza, aiutandola a ricostruire un senso di sicurezza e a riappropriarsi della sua vita.

Non è solo in questa battaglia, e la possibilità di superarla è concreta.

Con i miei migliori auguri,

Dott. Sandro Mangano
Dott.ssa Annamaria Labanca
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile Utente, buonasera
partiamo da ciò che sappiamo per certo: dalle viste effettuate non sono risultate connessioni dei tuoi sintomi con problemi di natura organica. Quindi direi che, sì, ciò che vivi nel corpo può ricondursi alla tua vita psicoemotiva. I dolori che senti possono attribuirsi a contrazioni muscolari in risposta a stati ansiosi, ad esempio; e allo stesso modo le sensazioni di "gambe molli" e "testa vuota" sono risposte fisiche a tensioni interne.
Detto ciò, si, un percorso psicologico è assolutamente necessario, anche per capire cosa ha scatenato il tuo stare così e come poter risolvere e passare finalmente oltre; questo malessere può non solo finire, ma addirittura lavorarci su può regalarti una nuova versione di te stesso più forte, più soddisfatto e più sicuro.
Per tenere a bada le paure nell'immediato, invece, puoi intanto iniziare a provare due strategie: 1. parlaci come se fossero persone, chiedi cosa vogliano dirti in quel momento...la funzione delle nostre paure è sempre proteggerci, a volte anche da cose che non immagineremmo, come ad esempio l'autonomia personale se la viviamo con senso di colpa, o il pericolo che una relazione importante si rompa... a volte persino l'eventualità di avere successo in qualcosa ! Interrogare la paura senza fuggire la ridimensiona, rendendola messaggera alleata e non più limite. 2. Prendi un taccuino da dedicare a questo (potrebbe essere utile anche da portare durante la terapia personale) e scrivi ciò che senti e ciò che pensi nei momenti di maggiore difficoltà, provando però anche a stilare un eventuale piccolo "piano d'azione" a piccoli step per le cose che non riesci a fare o fai con difficoltà. "Il primo piccolo passo non ti porta dove vorresti, ma ti toglie da dove sei" Cit.
Mi sento di aggiungere anche un ultimo piccolo spunto di riflessione: spesso i pensieri sulla paura di morire sono espressione proprio di un fortissimo richiamo della vita, un richiamo a fare, sperimentare, cambiare... a volte proprio quello fa paura... rifletti se può essere così anche per te e parlane quanto prima in terapia, ti sarà molto utile.
Un caro saluto,
Dott.ssa Annamaria Labanca
Dott. Giorgio Pensa
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Roma
Leggendo le sue parole emerge chiaramente quanto questa paura la stia condizionando nella vita quotidiana. È comprensibile che, nonostante gli accertamenti medici abbiano escluso patologie cardiache, lei continui a sentire i sintomi come segnali di un pericolo imminente. In effetti, disturbi d’ansia e ipocondria possono generare sensazioni corporee molto intense (vertigini, dolori, sbandamenti) che sembrano confermare le paure. Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a ridurre l’angoscia, a distinguere i segnali reali da quelli legati all’ansia e a recuperare libertà di movimento. Nel frattempo, può essere utile lavorare su tecniche di respirazione e grounding per gestire l’attivazione nei momenti più forti.
Dott.ssa Chiara Perugini
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno. Quello che descrive è un vissuto molto intenso e faticoso: l’ansia ipocondriaca, unita alla paura costante per la salute, può generare sintomi fisici reali (vertigini, dolori, sbandamenti) anche in assenza di una patologia organica. Questo accade perché il corpo risponde allo stato di allerta: muscoli tesi, respiro accelerato, battito più rapido possono creare sensazioni simili a quelle che teme.
Il fatto che le visite specialistiche siano risultate nella norma è un dato importante: riduce la probabilità di una causa cardiaca e orienta piuttosto verso una componente ansiosa. Tuttavia, la paura resta perché l’ansia mantiene l’attenzione focalizzata sul corpo, amplificando ogni minima sensazione.
Per gestire meglio questi momenti, oltre al percorso terapeutico che già valuta, possono essere utili:
Tecniche di respirazione lenta e diaframmatica per ridurre la tensione fisica.
Limitare la ricerca compulsiva di sintomi online o continui controlli medici: aumentano l’ansia.
Mantenere una routine regolare: sonno, attività fisica moderata, alimentazione equilibrata.
Un saluto
Dott.ssa Federica Lai
Psicoterapeuta, Psicologo
Frascati
Buongiorno, immagino che possa essere spaventoso trovarsi ogni giorno a fare i conti con queste sensazioni, e capisco quanto possano condizionare la tua vita. Voglio però innanzitutto riconoscerti il merito di esserti già sottoposto ad accertamenti e di aver cercato aiuto: non è scontato, ed è un passo molto importante. Dai controlli che hai fatto (ECG, ecocardiogramma, visita cardiologica), la probabilità che ci sia una grave malattia cardiaca è molto bassa. Allo stesso tempo capisco che, anche con esami rassicuranti, la paura non sparisca automaticamente. I sintomi che descrivi — vertigini, sensazione di testa vuota, gambe molli, dolori al petto che si irradiano, la percezione che possa succedere qualcosa di tremendo — sono molto intensi e reali, ma spesso hanno una forte componente legata all’ansia e agli attacchi di panico. Questo non significa che “te li stai inventando”: sono vissuti autentici, solo che non dipendono da un problema fisico al cuore, bensì dall’attivazione ansiosa che amplifica le sensazioni del corpo. Sicuramente, in un percorso di psicoterapia potrai apprendere strategie pratiche per poter imparare a gestire meglio questi momenti, col fine anche di ridurre l'evitamento di situazioni sociali, se lontane da luoghi che reputi sicuri.
Dr. Massimiliano Siddi
Psicologo, Psicologo clinico, Terapeuta
Roma
Salve,
quando ci si trova in uno stato di ansia o stress prolungato, è importante non sottovalutare ciò che il corpo e la mente stanno cercando di comunicare. Spesso queste manifestazioni sono segnali di un disagio più profondo che merita attenzione.
Sono il dottor Massimiliano Siddi e ricevo in zona Mostacciano a Roma. Un percorso psicoterapeutico può offrire uno spazio protetto in cui esplorare questi vissuti e trovare strategie efficaci per affrontarli.
Resto a disposizione per approfondire il suo caso, qualora lo desiderasse.
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, quello che descrive rientra in un quadro ansioso con tratti ipocondriaci e fobici, molto diffuso ma estremamente faticoso da vivere. Le sensazioni fisiche che riferisce, come vertigini, dolori al petto, senso di sbandamento e la paura costante di morire, sono spesso legate all’attivazione ansiosa e non a un problema organico, come confermato anche dagli esami clinici che ha già effettuato.
In questi casi, sintomi psicogeni e reazioni corporee possono essere estremamente reali e invalidanti. La psicoterapia umanistica o l’approccio EMDR possono aiutarla ad affrontare sia le paure presenti sia eventuali esperienze passate che alimentano la percezione costante di pericolo. Allo stesso tempo, strumenti come la Mindfulness e la respirazione consapevole possono offrire un sostegno nel quotidiano, aiutandola a ritrovare un senso di sicurezza interiore. Continui il percorso con uno psicologo psicoterapeuta, perché la strada verso il benessere parte proprio da qui: dalla consapevolezza di non voler più vivere nella paura. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Eleonora Tosto
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
I sintomi che descrivi possono essere legati all’ansia, che spesso si manifesta attraverso il corpo. Un percorso terapeutico può aiutarti a ritrovare equilibrio, ma può essere utile anche un approccio integrato che coinvolga lavoro sul corpo, respiro, voce e mindfulness.

Attraverso esercizi di consapevolezza corporea, respirazione consapevole e uso della voce è possibile ridurre l’attivazione ansiosa, radicarsi nel presente e regolare meglio le emozioni. Il corpo può diventare un alleato per calmare la mente.
Un saluto
Dott.ssa Martina Picciuto
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno,
quello che descrivi è molto comprensibile e anche molto frequente nelle persone che vivono ansia ipocondriaca o patofobia. Sintomi come vertigini, senso di sbandamento, gambe molli, dolori al petto o sensazioni improvvise di pericolo possono avere – dopo che gli accertamenti medici hanno escluso patologie – una componente psicogena legata all’ansia. L’ansia infatti può attivare il sistema nervoso in modo intenso, producendo sintomi fisici che assomigliano a quelli di malattie cardiache.

È importante che tu abbia già fatto accertamenti medici: questo è un passo fondamentale per poterti rassicurare sulla salute fisica. Parallelamente, un percorso psicoterapeutico ti può aiutare a lavorare su pensieri catastrofici (“sto per morire”, “questo è il mio ultimo giorno”) e sui meccanismi che alimentano l’ansia.

Nell’attesa, puoi provare alcuni strumenti semplici per gestire i momenti acuti:
– esercizi di respirazione lenta e profonda (ad esempio inspirare contando fino a 4, espirare contando fino a 6),
– tecniche di grounding (sentire i piedi a terra, osservare 5 cose che vedi, 4 che puoi toccare, 3 che puoi ascoltare…),
– attività fisica dolce e regolare (camminate, stretching) per scaricare la tensione corporea,
– ridurre la ricerca compulsiva di informazioni mediche online, che rinforza le paure.

Questi strumenti non sostituiscono la terapia, ma possono aiutarti a gestire l’intensità dei sintomi nell’immediato. Con il tempo e un percorso mirato potrai imparare a riconoscere i segnali del tuo corpo, distinguere ansia e realtà e ridurre l’impatto delle paure sulla tua vita quotidiana.
Dott.ssa MONIA MICHELINI
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Nonantola
Buongiorno, grazie per la condivisione.
Da quello che scrive penso che la componente psicologica sia molto influente.
Le sue paure andrebbero esplorate in modo approfondito, andrebbe loro dato un senso e un significato.
Sarebbe necessario conoscere la sua storia di vita..., se ha sviluppato un PTSD ad esempio.
Le nostre paure ci vogliono parlare, al di là delle tecniche che si possono utilizzare per gestirle, devono essere ascoltate.
Le consiglio davvero un percorso psicologico.
Cari saluti.
Dott.ssa Monia Michelini
Dott.ssa Valeria Mazzoli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,
capisco bene quanto possa essere spaventante vivere con sintomi così intensi e con la costante paura che possa accadere qualcosa di grave. L’ipocondria e l’ansia legata alle malattie possono dare esattamente le sensazioni che descrive. Sono sensazioni molto reali e intense, ma spesso hanno una componente psicogena, cioè sono collegate all’ansia e allo stato di allerta del corpo.

Il fatto che le visite mediche siano risultate normali è un segnale importante: dal punto di vista cardiologico non ci sono problemi, e questo conferma che i sintomi che sente sono legati principalmente all’ansia.

Oltre a seguire un percorso di psicoterapia, può essere utile lavorare sulla consapevolezza dei propri sintomi e imparare a distinguere ciò che è reale da ciò che è amplificato dall’ansia. Con il tempo e con strumenti concreti di gestione dell’ansia, come tecniche di respirazione, strategie per restare ancorati al presente e un approccio graduale alle situazioni che genera paura, è possibile ridurre progressivamente questi sintomi e ritrovare più sicurezza nella vita quotidiana.

Il passo che ha già fatto, chiedendo aiuto e parlando di ciò che sente, è molto importante: non è solo e ci sono modi concreti per riprendersi il controllo sulla propria vita e sulle proprie paure.

Un caro saluto,
Dott.ssa Valeria Mazzoli
Buongiorno, grazie per aver condiviso il suo racconto e la sua esperienza. Si può comprendere perfettamente come queste sue sensazioni possano metterla in uno stato di continua allerta ed allarme e come, quindi, possano diventare particolarmente invalidanti per lei nella vita di tutti i giorni. Aver escluso, attraverso visite ed esami medici, eventuali patologie organiche le ha sicuramente restituito informazioni utili. A mio avviso, la scelta di intraprendere un percorso psicoterapeutico potrebbe fornirle un supporto alla sua condizione (attraverso strategie e tecniche che le consentano di gestire al meglio i suoi sintomi) e, parallelamente, potrebbe essere un'importante occasione di esplorazione, ascolto e scoperta di se stesso. Spesso, il nostro corpo, nel tentativo di comunicarci qualcosa, ci invia segnali apparentemente incomprensibili attraverso sintomi fisici. Cosa le sta comunicando il suo?
Rimango a disposizione,
Dott.ssa Maddalena Luisa Mariani
Dott.ssa Sara Pelli
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Grazie per aver scritto con tanta chiarezza, non è semplice parlare di paure così intense e invalidanti. Confermo che quello che descrivi è molto coerente con un funzionamento ansioso di tipo ipocondriaco/patofobico, in cui il corpo diventa il principale riferimento su cui l’ansia si concentra, generando un monitoraggio costante delle sensazioni fisiche e una loro amplificazione nel tempo, fino a mantenere attivo il circuito paura–sintomo. Il fatto che gli accertamenti cardiologici siano risultati nella norma è già un dato clinico importante, ma comprensibilmente non basta a spegnere l’allarme interno: quando il problema è l’ansia, non sono le informazioni a ridurre la paura, ma il modo in cui la mente le tratta.
Sì, i sintomi che descrivi (sbandamento, vertigine, sensazione di testa vuota, dolori toracici ecc.) possono avere una componente psicogena: non significa “immaginari”, ma reali e prodotti dal sistema nervoso quando è in iper-allerta.
Per quanto riguarda “cosa fare”, oltre al percorso psicoterapeutico che hai già menzionato, l’evidenza scientifica più solida per quadri come il tuo indica l’utilità di: Intervento cognitivo-comportamentale per lavorare sul circolo pensiero-paura-evitamento, sulla ricerca di rassicurazioni e sulle credenze catastrofiche riguardo al corpo.
Pratiche di mindfulness/accettazione in un secondo momento o in parallelo, strutturato non per “calmare” il sintomo, ma per modificare la relazione con sensazioni e pensieri corporali, riducendo la fusione con essi.
Nel frattempo, nell’attesa o in parallelo alla terapia, ciò che può già aiutare è ridurre gradualmente gli evitamenti e le condotte di controllo/rassicurazione, perché sono proprio quelle, più dei sintomi stessi, a mantenere il problema nel tempo.
Hai già fatto un passo significativo scrivendo.
Con un lavoro mirato e continuativo su questi due assi, Terapia cognitiva e mindfulness in sequenza, la prognosi, nei quadri che somigliano al tuo, è in genere favorevole.
Un caro saluto, Sara Pelli, Psicoterapeuta e Mindfulness Trainer
Dott.ssa Chiara Avelli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Mi dispiace molto che lei stia vivendo questo momento di forte paura e disagio. Da quello che descrive, le sue giornate sembrano dominate da pensieri legati alla possibilità di stare male o morire improvvisamente, nonostante le numerose visite ed esami che hanno escluso problemi cardiaci. Capisco quanto possa essere difficile convivere con questa sensazione costante di pericolo e con sintomi fisici così intensi. Mi chiedo: se i medici le hanno detto che il suo cuore è sano, come mai continua a pensare di poter morire da un momento all’altro? Perché proprio l’arresto cardiaco la spaventa più di altre possibili malattie? Cosa rappresenta per lei questo tipo di morte improvvisa? E ancora, cosa la spaventa di più della morte stessa? Ha qualche immagine o pensiero che le viene in mente quando pensa a questo evento? È importante cercare di capire cosa c’è dietro questa paura così intensa. Tutti, in qualche misura, abbiamo timore della morte, ma di solito questo non ci impedisce di vivere la nostra vita. Nel suo caso, invece, sembra che questa paura stia diventando molto limitante, tanto da condizionare le sue scelte quotidiane e la possibilità di godersi ciò che le piace. Comprendere il significato di questa paura può essere un primo passo importante. Forse non è tanto la morte in sé a spaventarla, quanto la perdita di controllo, la paura di non poter fare nulla per salvarsi o l’idea di essere improvvisamente solo di fronte a qualcosa di più grande. È normale provare angoscia davanti al tema della morte, è un pensiero difficile, doloroso, che può generare paura e vulnerabilità, ma quando diventa una presenza costante, è importante affrontarla in modo più profondo attraverso un percorso psicoterapeutico. La psicoterapia è infatti molto efficace per questo tipo di difficoltà: aiuta a comprendere i meccanismi dell’ansia, a ridurre i sintomi e a recuperare fiducia nel proprio corpo e nella vita. Se già sta seguendo un percorso ma sente che non le basta più o che la sofferenza è troppo intensa, valuti con il suo terapeuta la possibilità di integrare anche un supporto farmacologico, che in molti casi può rappresentare un valido aiuto temporaneo per ritrovare maggiore stabilità emotiva. Rispetto ai sintomi che descrive (vertigini, sbandamenti, gambe molli, testa vuota, dolori al petto), sì, molti di questi possono avere una componente psicogena, cioè essere legati all’ansia e non a una patologia organica. Quando l’organismo è in uno stato di forte allerta, come durante l’ansia o il panico, il corpo reagisce con una serie di risposte fisiologiche (aumento del battito, tensione muscolare, alterazioni della respirazione, sensazione di instabilità) che possono riprodurre sintomi simili a quelli di un problema cardiaco, pur non essendolo. Le auguro davvero di riuscire a stare meglio e di ritrovare gradualmente serenità e fiducia in sé stesso e nel proprio corpo. Dott.ssa Chiara Avelli
Dott.ssa Eleonora Scancamarra
Psicologo, Psicologo clinico
Lido Di Ostia
Gentile Utente, capisco profondamente la sofferenza che traspare dalle sue parole: vivere costantemente con la paura che qualcosa di grave possa accadere al proprio corpo è estremamente faticoso e può compromettere il senso di sicurezza quotidiana. Da ciò che descrive, è molto probabile che i sintomi fisici — come le vertigini, lo sbandamento o i dolori al petto — abbiano una componente psicogena, cioè legata all’ansia e all’iper-attivazione del corpo. In uno stato di allarme costante, infatti, il sistema nervoso si mantiene in tensione, e ciò può generare sensazioni reali ma non dovute a una malattia organica.

Il fatto che le visite mediche siano risultate nella norma è un segnale rassicurante, ma capisco quanto sia difficile “fidarsi” di questi esiti quando l’ansia è forte. È importante quindi lavorare proprio su questo aspetto: imparare a riconoscere i segnali dell’ansia, ridurre l’iper-controllo sul corpo e trovare modalità per calmare la mente e il respiro. La psicoterapia è lo spazio più indicato per farlo, ma può iniziare anche da piccoli passi quotidiani: pratiche di respirazione, rilassamento muscolare o momenti di distrazione attiva (come camminare o ascoltare musica) aiutano a ridurre la sintomatologia.

Resto volentieri disponibile per un colloquio psicologico, se desidera approfondire insieme il suo vissuto e trovare strategie mirate per gestire queste paure e recuperare una maggiore tranquillità.

Un caro saluto,
Dott.ssa Eleonora Scancamarra
Dott.ssa Vittoria D'Antonio
Neuropsicologo, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
I sintomi psicosomatici spesso emergono in momenti di vita cruciali, contrassegnati da grandi scelte, incertezze o progetti futuri che generano un carico eccessivo di stress. Per imparare a gestire queste sensazioni fisiche intense è utile esplorare, insieme a un* psicoterapeuta, il momento che sta vivendo, le paure sottostanti e i progetti personali legati a questo periodo. Un percorso di questo tipo aiuta a dare significato ai sintomi e a ridurre gradualmente la loro intensità.
Buongiorno,
l'ipocondria e la patofobia sono disturbi d'ansia che sono legati alla paura di avere delle malattie, l'ansia che tu hai descritto è legata a queste due condizioni poiché spesso si manifesta con vertigini causate ad esempio dall'ipervigilanza e dall'estrema preoccupazione. Dunque le vertigini possono avere origine psicogena, derivare da fattori psicologici come ad esempio ansia e stress oppure attacchi di panico. Mi auguro di esserti stata d'aiuto,. Buona giornata
Dott.ssa Caterina Mammone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, comprendo la difficoltà del permanere da tempo nello stato emotivo che descrive. E' bene accertarsi del proprio stato di salute sotto tutti i punti di vista, perciò ha fatto bene a fare esami diagnostici pertinenti ai disturbi corporei che avverte, in modo che siano state escluse determinate patologie. Assolutamente i suoi sintomi possono essere di natura psicogena, perciò è adeguato pensare a chiedere l'aiuto di un professionista psicologo; tuttavia, dalle sue parole non mi è chiaro se lei stia già facendo un percorso o meno. Nel caso in cui abbia già un percorso avviato, le suggerisco di portare al suo psicologo i suoi vissuti sopraffacenti e le sue legittime domande ad essi relative. Se, al contrario, non avesse ancora richiesto alcuna consultazione psicologica, le suggerisco di partire da questa per poi eventualmente decidere, insieme al professionista, di avviare un percorso. Tenere a bada le sue paure comprensibilmente le si pone come un bisogno imperativo: certamente è molto difficile trovarsi a sperimentare i sintomi di cui parla; tuttavia, la invito a considerare il fatto che possa esistere per lei una prospettiva ancora più ampia, che vada oltre l'obiettivo della gestione dei sintomi e le dia l'opportunità, accompagnato da un professionista di cui possa fidarsi, di entrare in contatto con parti di sé sofferenti, nascoste dietro ai sintomi manifesti, e di curarle. Spero di esserle stata di aiuto. Cordialmente, dott.ssa Caterina Mammone
Dott.ssa Giulia Antonacci
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, la sintomatologia che descrive è spesso sostenuta da uno stato di allarme ansioso costante, che può amplificare le sensazioni corporee e renderle particolarmente spaventose. Le vertigini, sbandamento o senso di instabilità possono avere anche una componente psicogena, soprattutto in presenza di accertamenti medici nella norma. Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a comprendere e ridurre questi meccanismi, favorendo un graduale recupero di sicurezza e tranquillità. Un caro saluto

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