Dott.ssa
Giulia Antonacci
Psicoterapeuta
·
Psicologa
Psicologa clinica
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Esperienze
Sono una psicologa e psicoterapeuta, mi occupo di percorsi di sostegno psicologico e psicoterapia per bambini, adolescenti e adulti, in presenza e online.
Amo il mio lavoro e credo profondamente nel valore della relazione terapeutica: uno spazio sicuro, accogliente e rispettoso in cui ciascuno possa sentirsi ascoltato, compreso e accompagnato nel proprio percorso.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia cognitiva
- Psicologia dell'età evolutiva
- Psicoterapia
- Psicoterapia cognitivo comportamentale
Principali patologie trattate
- Ansia
- Attacco di panico
- Stress
- Fobie
- Disturbo Ossessivo Compulsivo
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
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Colloquio psicologico online
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Sostegno psicologico
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Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che accetti la tua assicurazione
Recensioni
58 recensioni
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C
C.S.
Giulia è una professionista gentile, empatica e tanto paziente. Le mie sedute con lei sono ormai sporadiche ma mi ha aiutata tanto nella gestione di determinate situazioni. Grazie!
• Online • colloquio psicologico online •
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G
Giulia
La mia esperienza è stata davvero molto positiva. Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta e libera di esprimermi, senza timore di essere giudicata. Con grande sensibilità e professionalità mi ha accompagnata in un percorso che mi ha aiutata a conoscermi meglio.
Anche se questo cammino si è concluso, porto con me strumenti preziosi e una nuova consapevolezza. Se in futuro dovessi averne bisogno, tornerei sicuramente da lei. La consiglio di cuore• Online • colloquio psicologico online •
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V
V.D.
Grazie a Giulia sono riuscito a trovare la via e a ritrovare logica nei miei pensieri. E stata fondamentale per grandi scelte di vita. Te ne sarò immensamente grato!
• Altro • Altro •
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V
V.D.
Mi sono trovata davvero molto bene durante il percorso. È stata sempre accogliente, attenta e capace di farmi sentire ascoltata senza giudizio. Anche se il nostro percorso si è concluso, porto con me tanti strumenti e una maggiore consapevolezza grazie al lavoro fatto insieme.
Se in futuro dovessi sentire di nuovo il bisogno di intraprendere un percorso, tornerei sicuramente da lei senza esitazione. La consiglio con affetto e gratitudine.• Online • sostegno psicologico •
Dott.ssa Giulia Antonacci
Tanta gratitudine per le tue parole. Sono contenta del percorso svolto insieme!
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S
SM
È la prima volta che mi approccio alla terapia, e sono davvero contenta di aver trovato una persona come Giulia; disponibile, attenta al paziente, sempre pronta a dare supporto.
È una grande guida verso la consapevolezza personale, e anche se il mio percorso sarà lungo, so che potrò contare sulla sua persona. Ha grande empatia e rispetto, non giudica nè schernisce. Consiglio tantissimo• Altro • Altro •
Dott.ssa Giulia Antonacci
Grazie tante per queste gentili parole!
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G
Gaia
Mi sono trovata davvero molto bene con Giulia. È una psicologa empatica, attenta e capace di mettere le persone a proprio agio. Il percorso con lei è stato ed è tuttora molto utile per conoscermi meglio e affrontare alcune difficoltà con più serenità. La consiglio davvero a chi cerca una psicologa seria ma anche molto umana
• Online • colloquio psicologico online •
Dott.ssa Giulia Antonacci
Grazie Gaia per le tue parole. Stiamo facendo un ottimo lavoro, insieme. A presto!
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F
FabyN
Una brava dottoressa molto attenta e disponibile mi sono sentita a mio agio
• Ecomedica • colloquio psicologico •
Dott.ssa Giulia Antonacci
Grazie. Ne sono contenta!
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O
OV
La dottoressa é gentile, empatica, esaustiva nelle spiegazioni e competente.
• 2TC - Secondo Centro di Terapia Cognitivo Interpersonale • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Giulia Antonacci
Grazie mille, a presto!
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I
I.S
Ho iniziato da poco il percorso con lei e già dalle prime sedute mi sono trovata molto bene. È una professionista molto accogliente, empatica e capace di mettere subito a proprio agio. Mi sono sentita ascoltata e compresa, in un ambiente sereno e non giudicante. Un’esperienza assolutamente positiva che mi fa sentire fiduciosa nel continuare il percorso.
• Ecomedica • colloquio psicologico •
Dott.ssa Giulia Antonacci
Grazie tante per il feedback. A presto!
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A
la dottoressa Giulia è molto professionale e disponibile. Con lei mi sono sentita da subito a mio agio a raccontare le mie difficoltà . I suoi consigli sono sempre molto chiari. La consiglio perché è rassicurante e di grande supporto in tutte le sedute e trasmette positività.
• 2TC - Secondo Centro di Terapia Cognitivo Interpersonale • colloquio psicologico •
Dott.ssa Giulia Antonacci
Grazie per le gentili parole. A presto
Risposte ai pazienti
ha risposto a 122 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno,
scrivo per cercare un po di chiarezza riguardo alla fine della mia relazione.
Stavamo insieme da due anni e mezzo, uno e mezzo di convivenza. Lei ha un paio d'anni piu di me. La rottura è avvenuta circa 3 mesi fa. La dinamica è stata veramente molto complessa.
Io non la sopportavo letteramente piu: lei era depressa da ormai un'anno. Vivevamo insieme a casa mia, che gli ho aperto come se fosse sua, l'ho accolta come se fosse sua per il resto della vita, davvero, a lei e ai suoi oggetti, tutti belli, bellissimi, e molto molto ingombranti, in una casa piccola dove mi ero trasferito da poco, e avrei voluto arredarmi anche io. Ma per lei era piu importante e necessario che per me sentire lo spazio proprio, avere un posto dove tenere i propri oggetti (non ne ha altri di posti), quindi ho accolto volentieri il suo bisogno, ma spesso lei ha peccato di prepotenza al riguardo, quasi non facendo sentire me a casa mia.
Proprio in virtù di sue richieste esplicite di sentire la casa come sua propria, io attendevo anche tutto ciò che consegue dall'avere una casa propria in termini di responsabilità al riguardo (meno il mutuo, che quello ritenevo giusto fossi io a pagarlo, in definitiva la casa è mia), dal punto di vista della gestione, della condivisione, delle spese, delle cose pratiche da fare in casa, delle cose noiose.. che non lasciasse sempre tutto sulle mie spalle.
Questa è un po la premessa.
Quindi a dicembre non riuscivo piu a sostenere la sua apatia, il non prendersi cura di niente, il non cercare un lavoro che consentisse di ripartire in modo più equo i costi della vita, e consentisse magari anche di fare qualche progetto insieme senza che dovessi essere sempre io a provvedere per entrambi.
Sono arrivato a chiederle di essere piu indipendente e autonoma da me, di prendersi maggiori responsabilità, verso di lei e verso di me; lei mi ha detto che la stessi cacciando di casa. Non era un cacciarla di casa, era un invito a riprendere il controllo della propria vita, assumendosi le proprie responsabilità e i propri spazi, affinche queste non arrecassero piu una mancanza di rispetto dei miei bisogni e anche delle mie emozioni. Lei diceva, in lacrime, l'innamoramento finisce e si decide di stare insieme, io ho pensato, non voglio stare con una persona che non riesce mai a fare un passo avanti, o indietro, per l'Altro; e a quel punto ho voluto troncare di netto, ho detto non ti amo piu. La sua reazione è stata, "l'hai detto, sei cosciente che se lo ripeti non mi toccherai mai più?" io ho detto di si.
Lei dal giorno dopo è sparita, mi ha tagliato fuori dalla sua vita seduta stante. E si è trovata una stanza in affitto.
Quindi alla fine il risultato raggiunto è che ora si vive separatamente, come avevo proposto io per cercare di salvare la relazione, ma la relazione è morta. Bella gara..
Le ultime volte che abbiamo parlato, lei mi ha detto che non vuole piu stare con me, che la relazione è finita, ancora però non ha mai detto a chiare lettere non ti amo piu, anche se le abbia chiesto esplicitamente di farlo.
Perche tutto sto pippone?
Il motivo per cui lei non vuole stare piu con me, è perche l ho fatta sentire criticata, censurata, insicura (le ho detto spesso vattene, è vero, ma lei aveva accessi violenti, urla grida, cose rotte per terra, cose tirate al muro, vetri rotti, schiaffi..); e ha ragione, l'ho criticata tanto per i suoi comportamenti, ma se arrivi un giorno si e un giorno no a casa arrabbiata perche hai litigato con qualcuno, è normale che provi a farti vedere che la colpa non può essere sempre dell'altro, non posso stare zitto e assecondare sempre la tua visione, spesso eccessivamente soggettiva della realtà.
Un altra cosa che mi ha detto, è che io ho messo bocca sulle sue scelte, sulle sue relazioni, in cose che non mi competevano; riguardo alle relazioni, torna il discorso di prima.. se litighi sempre, arrivi a casa incazzata, sei tesa, beh alla fine un po mi compete in realtà, influisce anche su di me, sia perche assorbo la tua energia, sia perche spesso le persone con cui litighi sono anche amic+ mi+ o persone con le quali comunque ho a che fare anche io; inoltre cercavo di farle vedere le cose in maniera un po piu obiettiva, non di dicendole "sei una merda..".
E la stessa cosa si può dire anche delle scelte: io l'ho sostenuta sempre, tanto, l'ho aiutata tantissimo nel suo lavoro, speravo che non dovendo preoccuparsi di pagare l'affitto riuscisse a costruirsi la sua strada, non essere costretta a cercare un lavoro da sfruttati per mantenersi, a fare i suoi progetti.. poi piano piano questi suoi progetti sono entrati in crisi, sempre meno gente.. e io ero la a sostenerla, a cercare nuove proposte da fare inisieme, che consentissero anche a me di crearmi un alternativa dal lavoro che mi rattrista a me e che mi spenge. Quindi a cercare nuove strade per entrambi. Spesso in queste circostanze mi ha mancato molto di rispetto, facendomi anche sentire svalutato nelle mie capacità, dando ordini. E io si li rispondevo molto male, questo magari è un tema mio, che devo lavorare, ossia il rispetto di me da parte degli altri, della mia propria autorità, e anche sull'identità magari.
Ultime cose: io ad certo punto ho iniziato a palesare il problema lavorativo: è importante perche, benchè non voglia mettere bocca sulle tue scelte, quando convivi e paga sempre uno, e non ti preoccupi minimamente di cambiare la soluzione ad un certo punto diventa un problema; e non sono assolutamente una persona venale. Le tue scelte poi di riflesso si ripercuotono anche su di me. E io voglio tutto tranne che vada a fare la commessa.. però sveglia..
Lei sostiene che io sia stato male perche non mi piace il mio lavoro e non ho accolto le sue proposte di cambiare; che se uno nella vita fa quello che non gli piace questo ha conseguenze negative sulla relazione, e che lei, nella sua indisponibilità economica, almeno prova a fare quello che vuole fare. Io condivido in pieno tutto ciò, ma non si può mai prescindere dalla condizioni materiali (nemmeno da quelle spirituali eh); se te lo puoi fare è perche ti appoggi sistematicamente a qualcuno, ai tuoi compagni, ai tuoi genitori che a quasi 40 anni ti passano ancora i soldi tutti i mesi perche lavori 5 ore a settimana.. quindi facile fare i discorsi del tipo, nella vita bisogna fare ciò che rispecchia il tuo spirito, le tue passioni, i tuoi desideri, accusandomi di aver "tralasciato" questi aspetti in me.. non li ho tralasciati, ne sono perfettamente cosciente, provo a lavorarli, e speravo che anche lei mi aiutasse me a realizzarli, come io ho fatto con lei.
Ultimo punto; lei dice che non vuole piu il mio nutrimento, che non è piu quello di cui ha bisogno. Secondo me, è solo che sta, un altra volta, scappando dalla realtà, invece che lavorare davvero su se stessa; io penso che non voglia più il mio nutrimento perche, ad un certo punto, ho smesso semplicemente di assecondare la sua manipolazione della realtà, o cercato di porla davanti ad essa e alle sue problematiche, alla sua mancanza di rispetto dei confini degli altri, al suo vivere appoggiandosi sempre a chi ha accanto senza dare nulla in cambio (dolcezza e affetto si tanto, questo lo riconosco, ma in tutto il resto invece mancava di attenzione); quindi il nutrimento non era piu quello di cui ha bisogno, perche ha bisogno solo di ciò che le permette di continuare a sentirsi vittima, e quindi a deresponsabilizzarsi riguardo a tutto.
Che ne pensate?
Gentile utente, dal suo racconto emerge una relazione che nel tempo sembra essersi caricata di molte tensioni, bisogni diversi e aspettative reciproche difficili da conciliare. Da una parte lei descrive di aver cercato di sostenere la sua compagna in un momento di difficoltà, offrendole spazio, aiuto e stabilità; dall’altra sembra che nel tempo sia cresciuta in lei una forte sensazione di squilibrio nella relazione, sia sul piano pratico (gestione della casa, lavoro, responsabilità economiche) sia su quello emotivo. Quando in una relazione uno dei partner percepisce di sostenere gran parte del peso della vita quotidiana, mentre l’altro appare più in difficoltà o meno autonomo, può facilmente nascere frustrazione, senso di ingiustizia e rabbia. allo stesso tempo, per chi si sente criticato o messo sotto pressione, le osservazioni dell’altro possono essere vissute come giudizio o come mancanza di accettazione. In queste dinamiche spesso si crea un circolo in cui più uno cerca di richiamare l’altro alla responsabilità, più l’altro si sente attaccato e si allontana. Nel suo racconto sembra emergere anche un clima relazionale diventato molto conflittuale, con discussioni intense e modalità di comunicazione che hanno probabilmente ferito entrambi. quando si arriva a questi livelli di tensione, a volte la rottura diventa il punto in cui ciascuno cerca di proteggersi o di uscire da una dinamica che non riesce più a gestire. E' comprensibile che lei oggi cerchi di dare un senso a ciò che è accaduto e di capire di chi siano le responsabilità. tuttavia, nelle relazioni complesse raramente esiste una sola lettura dei fatti: spesso entrambe le persone hanno vissuto la stessa storia con bisogni, vulnerabilità e percezioni molto diverse. Potrebbe essere utile utilizzare questo momento non tanto per stabilire chi abbia avuto ragione o torto, ma per riflettere su ciò che questa esperienza le ha mostrato riguardo ai suoi bisogni nelle relazioni, ai suoi limiti e al modo in cui reagisce quando si sente svalutato o non rispettato. Se sente che questa situazione continua a occupare molto spazio nei suoi pensieri o genera confusione emotiva, confrontarsi con un professionista della salute mentale potrebbe aiutarla a rielaborare quanto accaduto e a trarne indicazioni utili per il futuro. Un caro saluto
Buonasera,
Sono una ragazza di 28 anni che soffre da sempre di ansia sociale, ho fatto tanti anni di psicoterapia che mi ha aiutato ma che non ha tolto del tutto il sintomo. In particolare mi ritrovo ad avere problemi all' interno delle relazioni amorose. A 18 anni mi sono fidanzata per la prima volta con un ragazzo che non mi piaceva molto fisicamente ma con cui mi trovavo molto in sintonia, dopo due anni di relazione l'ho lasciato perché i dubbi sul suo aspetto fisico mi stavano logorando. Poi a 23 anni mi sono fidanzata col mio attuale compagno, prima di mettermi insieme a lui mi sono assicurata che non andasse a finire come l'altra relazione, mi piaceva fisicamente tanto che sono stata io a fare il primo passo. Ma già dopo il secondo appuntamento sono iniziati nuovamente i dubbi su di lui, sul fatto che vestito in una certa maniera non mi piaceva o che senza barba non mi piaceva. La mia relazione va quindi avanti da 5 anni dove ci sono giorni che sto bene e sono super felice di stare con lui e giorni in cui ho ciclicamente pensieri intrusivi sul suo aspetto fisico, sul suo livello di pulizia o sul suo odore che mi fanno chiedere "Lo amo veramente?", "Se lo amassi veramente mi piacerebbe sempre". Mi ritrovo a guardare le sue foto e se vedo qualcuna in cui non mi piace inizio ad andare nel panico, nelle foto in cui lo trovo carino invece mi tranquillizzo. Faccio il confronto anche con le altre coppie, in particolare quelle che vedo sui social e penso "Io non sono così felice, la mia relazione allora non va bene". È come se ciclicamente dovessi trovare qualcosa nella mia relazione che non va. Vi chiedo aiuto, grazie per le risposte.
Gentile utente, da ciò che descrive sembra esserci una forte tendenza a monitorare e analizzare continuamente ciò che prova all’interno della relazione. Quando la mente entra in questa modalità di controllo, anche piccoli dettagli legati all’aspetto del partner o al modo in cui si presenta possono diventare pensieri ricorrenti che generano ansia e portano a cercare rassicurazioni, ad esempio guardando le sue foto o confrontando la propria relazione con quelle degli altri. Nelle relazioni affettive è però normale che attrazione e sentimenti non siano costanti nel tempo. L’idea che se si ama qualcuno lo si debba sentire sempre allo stesso modo è molto diffusa, ma poco realistica. Spesso il tentativo di verificare continuamente ciò che si prova finisce per alimentare il dubbio invece che risolverlo. Potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista, per approfondire questi meccanismi e a trovare modalità più serene di stare nella relazione e nei propri pensieri. Un caro saluto
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