Sono un'insegnante di danza e ho un'allieva di 17 anni che al rientro dalle vacanze si mostra terrib
Sono un'insegnante di danza e ho un'allieva di 17 anni che al rientro dalle vacanze si mostra terribilmente dimagrita, sicuramente anoressica per mia esperienza, non ha gia piu il ciclo, non ha intrapreso nessun percorso psicologico .Vuole cambiare scuola di danza e probabilmente non la rivedrò più . Sento l'esigenza di fare qualcosa ma ho paura di dire e fare cose sbagliate che possano peggiorare la situazione. A giugno tutte noi insegnanti le dicemmo che eravamo preoccupate e ci informammo se mangiava abbastanza e lei diceva si, ma gia era cupa, solitaria, silenziosa, non integrata. Nessuno di noi ha mai preteso dimagrimenti, siamo una scuola che mira al benessere ma lei è sempre stata chiusa e asociale. Posso permettermi di scriverle un messaggio e dirle qualcosa di esplicito sulla mia preoccupazione o è meglio di no, visto che non la rivedrò più? Non penso ad altro...Grazie.
102 risposte
Capisco molto bene la sua preoccupazione e credo sia giusto non ignorarla. Da insegnante, però, eviterei di dirle che è “sicuramente anoressica”: una diagnosi non può essere fatta dall’osservazione esterna. Un dimagrimento importante associato alla scomparsa del ciclo, soprattutto a 17 anni, è però un segnale che merita una valutazione medica e specialistica. Può certamente scriverle, anche se sta cambiando scuola, ma lo farei con molta delicatezza e senza commentare peso, corpo o aspetto fisico. Potrebbe comunicarle semplicemente che ha notato che nell’ultimo periodo non sembra stare bene, che le è rimasta una sincera preoccupazione per lei e che sarebbe importante parlarne con i genitori e con un professionista. Essendo minorenne, valuterei anche il coinvolgimento dei genitori o di chi ne esercita la responsabilità, soprattutto se la preoccupazione è significativa. Nei disturbi alimentari intervenire precocemente è importante: non deve assumersi il ruolo di curarla, ma può essere una delle persone adulte che intercetta una difficoltà e favorisce l’accesso all’aiuto appropriato. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli
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Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione. Trattandosi di una minorenne, le suggerirei di condividere la sua preoccupazione anche con i genitori, in modo rispettoso e senza formulare diagnosi, invitandoli a rivolgersi al medico di riferimento per una valutazione. Il fatto che abbia notato un importante dimagrimento e la scomparsa del ciclo merita di essere approfondito. Presterei attenzione anche alle sue emozioni ed al senso di colpa che sento emergere da ciò che scrive: può essere già molto importante aver riconosciuto che c'è qualcosa che la preoccupa e attivare gli adulti che possono intervenire. Le auguro una buona giornata, Dott.ssa Covri Annalisa
Gentile utente, capisco la sua preoccupazione, e credo che non sia necessario rimanere in silenzio solo perché potrebbe non rivederla. Essendo minorenne e considerando il cambiamento fisico che descrive, ritengo però importante che la situazione venga portata all’attenzione della famiglia e di un professionista sanitario. Se decide di scriverle, eviterei riferimenti diretti al peso o alla diagnosi. Può semplicemente comunicarle che l’ha vista in difficoltà, che si è preoccupata e che, se lo desidera, può rivolgersi a un adulto di fiducia. L’obiettivo non è convincerla o farla parlare a tutti i costi, ma farle arrivare il messaggio che qualcuno si è accorto di lei e che non è sola.
Salve, comprendo molto bene la sua preoccupazione: quando si osserva un cambiamento così importante in una ragazza di 17 anni, è comprensibile sentire il bisogno di fare qualcosa. Non è possibile stabilire da questi elementi che si tratti di anoressia, ma il forte dimagrimento e la scomparsa del ciclo sono segnali che meritano di essere presi sul serio e valutati anche dal punto di vista medico, oltre che psicologico. Nel suo caso, ritengo che un breve messaggio possa essere appropriato, soprattutto se sente di poter rappresentare per questa ragazza una figura adulta attenta e non giudicante. Eviterei però riferimenti diretti al peso, all'aspetto fisico o alla parola “anoressia”. Potrebbe semplicemente comunicarle che l'ha vista cambiata, che è preoccupata per lei e che, qualunque cosa stia vivendo, non la giudica e spera che possa parlarne con una persona adulta di fiducia e con un professionista. Essendo minorenne, sarebbe importante, per quanto possibile, che la situazione venisse portata all'attenzione dei genitori o di un altro adulto responsabile, così da favorire una valutazione medica e psicologica. Non deve sentirsi responsabile di “salvarla” né di convincerla ad ammettere di avere un problema. A volte, per una ragazza che tende a isolarsi, anche il messaggio di un'adulta che le dice con rispetto “mi sono accorta che forse stai soffrendo e ci tengo a te” può essere un primo importante passo verso la richiesta di aiuto.
Gentile utente, capisco molto bene la tua preoccupazione, e non dovresti ignorarla, soprattutto perché non stai parlando soltanto di un cambiamento estetico: descrivi una perdita di peso molto importante, la scomparsa del ciclo e anche un cambiamento nel suo modo di stare con gli altri. Sono segnali che meritano attenzione e una valutazione da parte di professionisti. Non le scriverei però “penso che tu sia anoressica” né parlerei del suo peso, del suo aspetto o del fatto che dovrebbe mangiare di più. Potrebbe invece essere importante comunicarle, con delicatezza, che hai notato che non sembra stare bene e che sei preoccupata per lei come persona. Visto che ha 17 anni, idealmente la preoccupazione dovrebbe arrivare anche a un adulto che possa attivarsi concretamente — genitore/tutore o un altro adulto di riferimento — affinché venga valutata da un medico e, se necessario, da un servizio specializzato. Nei disturbi alimentari è importante intervenire precocemente e, nei minorenni, il coinvolgimento della famiglia fa parte frequentemente del percorso di cura. Se pensi che non la rivedrai più, un messaggio breve e non giudicante può avere senso. Non deve essere il messaggio che “risolve” la situazione: può semplicemente essere un modo per farle sapere che qualcuno l'ha vista, si è accorto che qualcosa non va e tiene a lei.
Gentile insegnante, dalle sue parole arriva grande sensibilità, umanità e profondo senso di responsabilità. È comprensibile che questa situazione la preoccupi al punto da "non pensare ad altro": i docenti e gli istruttori sono spesso le prime sentinelle del malessere dei ragazzi. Riguardo al suo dubbio, credo che scriverle sia un gesto importante. Sapere di essere stata "vista" davvero da qualcuno, di aver lasciato un segno di affetto sincero, è un seme che resterà dentro di lei anche dopo l'eventuale cambio di scuola. L'importante è calibrare le parole: faccia leva sul legame emotivo e sulla sua presenza, evitando di centrare il messaggio sulla fisicità o sul corpo, aspetti che in situazioni così delicate rischiano di sortire l'effetto opposto. Inoltre, poiché minorenne, la responsabilità della sua salute è in mano ai genitori, che potrebbero non essersi resi conto della gravità della situazione; se ne ha la possibilità, condivida questa preoccupazione con loro in modo delicato ma chiaro. Forse questo passaggio potrebbe alleggerire il forte senso di responsabilità che sento tutto su di sè. Sono certa che la sua sensibilità la guiderà nel trovare le parole giuste, non abbia paura di sbagliare, un caro saluto.
Salve, la situazione che descrive è sicuramente delicata, essendo la ragazza in questione minorenne suggerirei, oltre a mandarle un messaggio (che potrà essere accolto bene o male ma sarà comunque segno di attenzione nei suoi confronti), di dialogare, se possibile, con la famiglia per poter porre quantomeno attenzione sull'argomento e permettere di fare eventuali valutazioni rispetto ad un necessario sostegno alla ragazza. Saluti. Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno gentile utente, la sua preoccupazione è assolutamente comprensibile e valida alla luce degli elementi che ci mette a disposizione. Si è già confrontata con i genitori della ragazza? Coinvolgerli ed esplicitare loro la vostra preoccupazione può essere un buon movimento per favorire, intanto, il riconoscimento di una situazione critica e favorirne una presa in carico. Può essere rischioso avanzare ipotesi diagnostiche che spettano a chi ne ha competenza, come esprimere giudizi circa la dimensione corporea della ragazza: tuttavia, non vedo criticità nel permettersi di scrivere un messaggio in qualità di adulto di riferimento alla ragazza con lo scopo di condividere la propria preoccupazione circa quello che le sta succedendo. Un caro saluto, Anna Filippini
Gentile utente, la sua preoccupazione è comprensibile e, in una situazione del genere, credo sia importante non rimanere fermi per paura di sbagliare. Non è possibile stabilire da questi elementi se la ragazza abbia un'anoressia, ma il forte dimagrimento associato alla scomparsa del ciclo e al cambiamento del comportamento sono segnali che meritano una valutazione medica tempestiva. Il Ministero della Salute sottolinea inoltre l'importanza dell'intervento precoce nei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Se è ancora possibile, potrebbe scriverle un messaggio molto semplice, senza parlare di peso, aspetto fisico o diagnosi e senza cercare di convincerla a mangiare. Ad esempio: “Ti scrivo perché sei una ragazza a cui tengo e ultimamente ti ho vista in difficoltà. Non voglio giudicarti né farti pressioni, ma vorrei che sapessi che, se c'è qualcosa che ti preoccupa o che stai attraversando, puoi parlarne con me e con un adulto di cui ti fidi. Penso sia importante che tu possa ricevere l'aiuto di cui hai bisogno.” Essendo minorenne, però, non dovrebbe ricadere tutto sulle sue spalle. Se ha un rapporto con i genitori o con un altro adulto responsabile della ragazza, può essere opportuno condividere con loro la sua preoccupazione, attenendosi a ciò che ha concretamente osservato, senza formulare diagnosi. Anche il pediatra/medico di riferimento può valutare le condizioni fisiche. L'assenza delle mestruazioni in questo contesto, infatti, non è un dettaglio da trascurare. E non sottovaluti il fatto che lei stia cambiando scuola: a volte una persona può allontanarsi proprio quando la situazione sta diventando difficile. Un suo messaggio rispettoso potrebbe comunque rappresentare per lei un importante segnale: “qualcuno si è accorto di me e posso chiedere aiuto”. Se invece dovesse apparire fisicamente molto debilitata, avere svenimenti, dolore al petto, palpitazioni, confusione o altre condizioni acute, la priorità sarebbe una valutazione sanitaria urgente. Un caro saluto.
Buongiorno, credo che la sua preoccupazione meriti di essere ascoltata, pur facendo una distinzione importante: da ciò che osserva non possiamo stabilire che questa ragazza sia anoressica, perché una diagnosi richiede una valutazione specialistica. Tuttavia un dimagrimento molto importante, associato — se l'informazione sull'assenza del ciclo è certa — a un cambiamento delle condizioni fisiche e del comportamento, rappresenta qualcosa che è opportuno non ignorare. Considerato inoltre che ha 17 anni, non penserei soltanto a che cosa scrivere direttamente a lei. Se ne avete la possibilità, sarebbe importante condividere la preoccupazione con i suoi genitori o con chi esercita la responsabilità genitoriale, riportando semplicemente ciò che avete osservato e suggerendo una valutazione medica e, se indicata, specialistica. Senza formulare diagnosi e senza concentrarsi esclusivamente sul peso. Può certamente scriverle anche un messaggio, soprattutto se teme di non rivederla più. Lo farei però partendo dalla relazione che avete avuto e non dal suo corpo: qualcosa come “Ho notato che ultimamente ti ho vista più silenziosa e in difficoltà e, anche se probabilmente non continuerai con noi, ci tenevo a dirti che sono preoccupata per come stai. Non devi spiegarmi nulla se non te la senti, ma vorrei incoraggiarti a parlarne con un adulto di cui ti fidi e a chiedere aiuto.” Eviterei invece frasi come “sei troppo magra”, “devi mangiare”, “sei anoressica” oppure tentativi di convincerla attraverso osservazioni sul suo aspetto. L'obiettivo non è farle ammettere qualcosa, ma comunicarle che qualcuno ha visto il suo possibile disagio e che è disponibile ad ascoltarla senza giudicarla. Anche il fatto che possa cambiare scuola non rende inutile il suo gesto. Talvolta un adulto significativo che esprime una preoccupazione autentica e rispettosa può rappresentare un primo punto di contatto. Al tempo stesso, però, proprio perché è minorenne e ci sono possibili segnali fisici, non lascerei che tutta la responsabilità ricada su un messaggio rivolto alla ragazza. Il suo compito come insegnante non è diagnosticare né curare, ma può fare qualcosa di molto importante: segnalare ciò che ha osservato, mantenere aperto un canale di ascolto e favorire l'accesso agli adulti e ai professionisti che possono valutarla adeguatamente. Un caro saluto, Dott.ssa Cinzia Scirè Psicologa e Mediatrice Familiare
Capisco molto bene la sua preoccupazione e credo che il fatto che lei si stia interrogando su come intervenire con delicatezza sia già importante. Più che parlarle del peso o dirle che pensa possa avere un’anoressia, potrebbe essere utile scriverle semplicemente che ha notato che nell’ultimo periodo la vede cambiata e che, al di là della danza, si preoccupa per il suo benessere e sarebbe importante che potesse parlarne con un adulto di fiducia e con un professionista. A 17 anni, soprattutto in presenza di un dimagrimento importante e dell’assenza del ciclo, è importante che venga effettuata anche una valutazione medica. Non cerchi però di sostituirsi ai professionisti: il suo ruolo può essere quello di una figura adulta attenta, non giudicante e capace di aprire una porta verso l’aiuto. Se possibile, considerata la minore età, sarebbe inoltre importante coinvolgere un genitore o un altro adulto responsabile, secondo le circostanze e le modalità più appropriate.
Buongiorno, sono la Dott.ssa Morena, psicologa. Capisco la sua preoccupazione e credo sia importante non ignorarla, ma anche non trasformarsi nel professionista che deve “salvare” la ragazza. Da ciò che racconta ci sono diversi segnali che meritano attenzione, ma eviterei di dirle che è “anoressica” o di parlarle direttamente del suo peso, dell'aspetto fisico o di quanto sia dimagrita. Non è possibile fare una diagnosi osservandola e, soprattutto, un confronto centrato sul corpo potrebbe aumentare vergogna, chiusura o bisogno di nascondere ciò che sta accadendo. Se decide di scriverle, può invece comunicarle semplicemente che ha notato che non sembra stare bene, che la sua preoccupazione nasce dall'affetto e dalla disponibilità ad ascoltarla e che, se c'è qualcosa che sta vivendo, non deve affrontarlo da sola. Essendo minorenne e considerando anche l'assenza del ciclo che riferisce, sarebbe però importante che la situazione arrivasse a un adulto responsabile e, soprattutto, a un medico/servizio competente per una valutazione. Il fatto che possa cambiare scuola non significa necessariamente che lei debba riuscire a risolvere la situazione prima di perderla di vista. A volte il gesto più utile è proprio lasciare una porta aperta, senza pressione e senza giudizio, e favorire il contatto con chi può occuparsene concretamente. Se sente di essere molto coinvolta e di non riuscire più a smettere di pensarci, può essere utile anche per lei confrontarsi con un professionista: preoccuparsi di una ragazza che abbiamo visto crescere può essere emotivamente molto pesante.
Buongiorno, la sua preoccupazione è comprensibile e il desiderio di fare qualcosa, anche sapendo che questa ragazza potrebbe non frequentare più la vostra scuola, merita di essere ascoltato. Quando si lavora con adolescenti, soprattutto in un contesto come la danza, può capitare di accorgersi di cambiamenti importanti prima che una ragazza riesca a parlarne apertamente. La risposta alla sua domanda è sì: può scriverle un messaggio. Anzi, alla luce di ciò che racconta, eviterei che il timore di utilizzare parole sbagliate la portasse a non fare nulla. Sarebbe però importante distinguere due aspetti: offrirle un contatto umano e favorire l’intervento degli adulti e dei professionisti che possono effettivamente occuparsi della sua salute. Non è possibile stabilire dal suo racconto se la ragazza soffra di anoressia, ma il dimagrimento marcato che ha osservato, insieme alla riferita assenza del ciclo mestruale, costituisce un motivo sufficiente per prendere seriamente la situazione e favorire una valutazione sanitaria tempestiva. Non sarebbe opportuno aspettare che la ragazza ammetta di avere un problema o che la situazione diventi ancora più evidente. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, è utile considerare che una persona in difficoltà può interpretare la preoccupazione altrui in modi molto diversi. Una frase come “sei diventata troppo magra, devi mangiare” potrebbe essere vissuta come un giudizio sul corpo, un’invasione o una richiesta di giustificarsi. Questo non significa che parlarne sia sbagliato, ma che il modo in cui ci si avvicina può fare la differenza. Nel messaggio, quindi, cercherei di mettere al centro la ragazza e il suo benessere, non il peso o l’alimentazione. Potrebbe scriverle qualcosa di questo tipo: “Ciao, volevo scriverti perché in questi mesi ti ho vista più silenziosa e distante e mi è rimasta la preoccupazione che tu possa attraversare un periodo difficile. Non voglio invadere il tuo spazio né chiederti spiegazioni che non te la senti di dare. Ci tenevo soltanto a dirti che, indipendentemente dalla scuola di danza che sceglierai, per me rimani una ragazza a cui tengo e che mi farebbe piacere sapere come stai. Se c’è qualcosa che ti pesa, spero tu possa parlarne con un adulto di cui ti fidi e trovare il sostegno di cui hai bisogno. Se vorrai scrivermi, ti ascolterò volentieri”. Un messaggio del genere le permette di esprimere interesse senza imporre una spiegazione, chiedere promesse o farla sentire sotto osservazione. C’è però un punto importante: ha diciassette anni e i segnali che descrive non dovrebbero rimanere soltanto all’interno di una conversazione privata tra insegnante e allieva. Se avete un contatto con i genitori o con chi esercita la responsabilità genitoriale, sarebbe opportuno condividere la preoccupazione in modo riservato e concreto, riferendo ciò che avete osservato, senza presentare una diagnosi. Potreste comunicare, ad esempio, che avete notato un cambiamento fisico e comportamentale significativo e che ritenete importante che la ragazza venga valutata quanto prima dal medico e, se indicato, da professionisti esperti nelle difficoltà alimentari. Se non sa se la famiglia sia un contesto sicuro o disponibile all’ascolto, sarebbe utile confrontarsi con la direzione della scuola per individuare il modo più appropriato di attivare un adulto di riferimento o un servizio competente. La riservatezza resta importante: non è necessario coinvolgere indiscriminatamente tutte le insegnanti o parlarne con altre allieve. Se dovesse avere un malore durante l’attività o apparire in condizioni di evidente difficoltà fisica, la priorità sarebbe interrompere l’allenamento e richiedere assistenza sanitaria. Vorrei soffermarmi anche su un aspetto emotivo della sua domanda. Scrive: “Non penso ad altro”. È possibile che senta una forte responsabilità, soprattutto perché teme che il cambiamento di scuola interrompa l’unica possibilità di aiutarla. Tuttavia, sarebbe importante non trasformare questa preoccupazione nell’idea di dover trovare personalmente le parole capaci di convincerla a chiedere aiuto. Una persona può ricevere un messaggio premuroso e non rispondere, minimizzare o allontanarsi. Questo non significa necessariamente che il messaggio sia stato inutile o che lei abbia sbagliato. Il suo ruolo non è diventare la terapeuta della ragazza, ma essere un’adulta attenta che riconosce un possibile segnale di sofferenza e contribuisce ad avvicinarla a un aiuto adeguato. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, anche un eventuale percorso psicologico per la ragazza avrebbe inizialmente lo scopo di comprendere ciò che sta vivendo, il significato che attribuisce al proprio corpo, all’alimentazione e alla danza, e gli eventuali meccanismi che mantengono la difficoltà. Ma questa valutazione deve appartenere a professionisti che possano occuparsi della situazione insieme agli aspetti della salute fisica. Le suggerirei quindi di non scegliere tra “scriverle” e “fare qualcosa di concreto”: può fare entrambe le cose. Può lasciarle un messaggio gentile, personale e non giudicante e, parallelamente, attivarsi affinché la preoccupazione arrivi a chi può accompagnarla verso una valutazione appropriata. Non può sapere quale sarà la sua reazione, ma può fare in modo che il passaggio da una scuola all’altra non coincida con il silenzio di tutte le persone che hanno notato la sua difficoltà. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, la situazione è piuttosto delicata e se la ragazza è così chiusa e solitaria come la descrive non so come possa percepire la sua preoccupazione. un tentativo di chiederle di parlare può farlo per vedere se riesce ad aprirsi spontaneamente, ma senza forzarla. se dovesse valutare che la situazione è grave, Le consigli di parlare con uno specialista
Penso sia importante comunicare alla ragazza che è stata vista e che c’è una sincera preoccupazione per lei. Le scriverei con delicatezza, evitando di parlare di diagnosi o di concentrarmi sul peso e sull’alimentazione. Mi limiterei a esprimerle la mia preoccupazione per come l’ho vista nell’ultimo periodo, lasciandole la possibilità di parlare, se e quando se la sentirà. Essendo minorenne, va coinvolta anche la famiglia, condividendo con discrezione ciò che voi insegnanti avete osservato e suggerendo un confronto con un medico o con un professionista della salute mentale. L’intervento potrebbe non essere accolto positivamente né dalla ragazza né dai suoi familiari, ma ignorare la situazione comporterebbe il rischio di trascurare un possibile bisogno di aiuto. È importante farle sapere che, se sta vivendo una difficoltà, non deve necessariamente affrontarla da sola.
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. La prima cosa che mi viene in mente è che, essendo la ragazza minorenne, un'opzione prima di salutarla e non vederla più potrebbe essere quella di esprimere la sua preoccupazione anche con i genitori o le figure di riferimento, che potrebbero intervenire più tempestivamente e continuativamente nella sua vita. Questo potrebbe essere già un pezzo importante. Credo che invece per quanto riguarda la possibilità di parlare a lei direttamente sarebbe un gesto di cura e attenzione molto bello, che dimostrerebbe a questa ragazza che qualcuno tiene alla sua situazione e a lei. Può pensare di scrivere un messaggio delicato che le faccia semplicemente capire che se ha bisogno di un appoggio anche solo per una chiacchierata in lei lo trova. Magari non sortisce nessun effetto, ma nel frattempo lei saprà che qualcuno la pensa. Spero di averla aiutata, se avesse bisogno di approfondire la questione mi trova a disposizione. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Buongiorno, capisco la sua preoccupazione e credo sia importante partire proprio da un punto: non è necessario essere certi che si tratti di anoressia per prendere sul serio ciò che avete osservato. Una perdita di peso molto marcata, la scomparsa del ciclo mestruale, l'isolamento e il cambiamento dell'umore in una ragazza di 17 anni sono segnali che meritano un approfondimento medico e psicologico. Naturalmente, da questi elementi non è possibile formulare una diagnosi, ma sono sufficienti per non rimanere indifferenti. Il fatto che a giugno voi insegnanti le abbiate già espresso la vostra preoccupazione è significativo. Se ora pensa che potrebbe non rivederla più, ritengo comprensibile il desiderio di lasciarle un messaggio. Tuttavia, eviterei di scriverle direttamente "penso che tu sia anoressica" o di parlare del suo peso e del suo corpo. Potrebbe sentirsi osservata, giudicata o messa alle strette e potrebbe chiudersi ulteriormente. Potrebbe invece comunicarle, con grande delicatezza, che ha notato che qualcosa sembra essere cambiato e che la sua preoccupazione nasce dal fatto che le vuole bene e tiene al suo benessere. Per esempio: "Volevo scriverti una cosa che spero tu possa accogliere senza sentirti giudicata. In questi giorni ho pensato a te e mi sono preoccupata, perché ho avuto l'impressione che tu stia attraversando un momento non semplice. Non voglio fare supposizioni né entrare in aspetti personali che non mi riguardano, ma ci tenevo a dirti che, se c'è qualcosa che ti fa stare male, parlarne con una persona adulta di cui ti fidi e chiedere un aiuto professionale può essere davvero importante. Non devi affrontare tutto da sola. Non ti scrivo per giudicarti, ma perché tengo a te e al tuo stare bene." Essendo minorenne, però, non lascerei tutta la responsabilità sulle sue spalle. Se avete contatti con i genitori e avete ragionevoli motivi di preoccupazione, sarebbe opportuno valutare di coinvolgerli, con tatto, incoraggiandoli a rivolgersi al pediatra o al medico di base e a un servizio specializzato nei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. La scomparsa del ciclo, soprattutto associata a un dimagrimento importante, merita anche una valutazione medica e non soltanto psicologica. È altrettanto importante che lei, come insegnante di danza, non senta di dover "salvare" questa ragazza. Il suo compito non è diagnosticare, controllare quanto mangia o convincerla a prendere peso. Può però fare qualcosa di molto prezioso: non ignorare ciò che ha visto, comunicare la sua preoccupazione senza giudizio e favorire l'accesso agli adulti e ai professionisti che possono occuparsene. Infine, cercherei di non attribuirsi responsabilità per quello che è accaduto. Da ciò che racconta, la scuola non sembra aver promosso il dimagrimento e, anzi, voi insegnanti avevate già espresso la vostra preoccupazione. I disturbi alimentari sono condizioni complesse, con molteplici fattori coinvolti, e non possono essere ricondotti semplicemente all'ambiente della danza. Il fatto che lei continui a pensarci così tanto dimostra quanto questa ragazza le stia a cuore. A volte, per una persona che sta soffrendo, anche una sola adulta che riesce a dire "ho notato che non stai bene e, se ne hai bisogno, chiedere aiuto è possibile" può rappresentare un messaggio importante
Salve, sì: è opportuno fare qualcosa. Non può stabilire dalla sua osservazione che si tratti certamente di anoressia, ma un dimagrimento molto marcato associato alla scomparsa del ciclo è un segnale che non andrebbe ignorato e richiede una valutazione medica tempestiva, non soltanto psicologica. Nei disturbi alimentari la negazione o la scarsa consapevolezza del problema possono ritardare l’accesso alle cure. Può scriverle, evitando però espressioni come “sei anoressica”, “sei troppo magra” o “devi mangiare”. Non discuta sul peso e non cerchi di convincerla attraverso la paura. Potrebbe dirle: “Ciao…, ti scrivo perché tengo a te e ho notato alcuni cambiamenti che mi fanno essere seriamente preoccupata per la tua salute. Non voglio giudicarti né chiederti spiegazioni sul tuo corpo o su quanto mangi. Vorrei però incoraggiarti a parlarne subito con un genitore e con il tuo medico. Se per te è difficile iniziare questo discorso, sono disponibile ad aiutarti a farlo. Anche se cambierai scuola, volevo che sapessi che non sei sola e che la mia porta resta aperta.” Poiché ha 17 anni, tuttavia, il messaggio alla ragazza non è sufficiente. Se dispone dei contatti dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale, comunichi anche a loro, con discrezione, i fatti osservati: dimagrimento evidente, cambiamento dell’umore e del comportamento e, se questa informazione le è stata riferita direttamente, assenza del ciclo. Non formuli diagnosi, ma chieda che venga accompagnata rapidamente dal medico o pediatra e, se indicato, a un servizio specializzato nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. È preferibile avvisare la ragazza che coinvolgerà i genitori, senza prometterle di mantenere il segreto. Se dovesse presentare svenimenti, confusione, forte debolezza, dolore toracico, difficoltà a reggersi in piedi, disidratazione oppure pensieri suicidari o autolesivi, occorre rivolgersi subito al 112/118 o al Pronto soccorso. Il suo compito non è farle ammettere il problema né curarla: è farle arrivare con chiarezza un segnale di attenzione e attivare gli adulti che possono accompagnarla alle cure. Anche se non la rivedrà, questo intervento può essere importante. Se desiderasse preparare con maggiore attenzione il colloquio con lei o con i genitori, potrebbe essere utile anche un confronto psicologico di orientamento online. Un caro saluto.
Cara, capisco molto bene la sua preoccupazione e credo che il fatto che lei si stia interrogando su come avvicinarsi a questa ragazza, proprio per evitare di fare qualcosa di sbagliato, sia già un elemento molto importante. Personalmente, considererei la possibilità di scriverle come un'occasione per farle arrivare una presenza adulta che si è accorta di lei e che si preoccupa per come sta. Non è necessario, però, cercare di farle riconoscere un'eventuale anoressia, né entrare nel merito di quanto mangia o di quanto pesa. Credo sia prezioso comunicarle in modo semplice e non giudicante che è stata notata una sua sofferenza o un cambiamento e che questo ha generato preoccupazione. Lasciarle poi la possibilità di parlarne, senza insistere e senza aspettarsi necessariamente una risposta. In particolare, eviterei commenti sul suo corpo e domande dirette sull'alimentazione, che potrebbero farla sentire controllata o giudicata. Mi sembra inoltre importante che il messaggio non passi soltanto attraverso la preoccupazione, ma anche attraverso la relazione: farle sapere che il fatto che eventualmente cambi scuola non significa che venga meno la disponibilità dell'insegnante ad ascoltarla. Per una ragazza che lei descrive come già molto chiusa e isolata, sapere che c'è un adulto che la vede, non la giudica e rimane disponibile potrebbe essere significativo anche se in questo momento non fosse pronta a chiedere aiuto. Se i genitori o altri adulti di riferimento non sono già al corrente, valuterei anche l'opportunità di coinvolgerli, riportando ciò che concretamente è stato osservato e la propria preoccupazione, senza parlare di una diagnosi. Sarebbe importante che la ragazza potesse essere accompagnata a una valutazione professionale, anche dal punto di vista medico, oltre che psicologico. Quindi sì, credo che scriverle possa essere una buona scelta, purché il contatto abbia l'obiettivo di aprire una porta. Non è necessario trovare le parole perfette: ciò che conta maggiormente è la posizione da cui ci si avvicina a lei, che dovrebbe essere di cura, rispetto e assenza di giudizio. A volte non possiamo sapere quale effetto avrà un messaggio nell'immediato. Possiamo però fare in modo che, se un giorno questa ragazza sentirà di avere bisogno di aiuto, possa ricordare che qualcuno si era accorto di lei.
Capisco la sua preoccupazione, soprattutto perché potresti non avere più occasione di incontrarla. Vista la sua età e i segnali che descrivi, dato che è minorenne contatterei prima i genitori, condividendo semplicemente ciò che hai osservato: il forte dimagrimento e il cambiamento nel suo comportamento. Questi sono infatti elementi che meritano una valutazione medica e psicologica. Successivamente, se opportuno, potresti anche scriverle per farle sapere che sei preoccupata per lei e che, se ne avesse bisogno, può parlarne con un adulto di fiducia. Saluti!
Buongiorno, sicuramente è una situazione molto delicata e, dato che si tratta di una minorenne, può essere possibile riferirsi alla famiglia e far presente tale preoccupazione. Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
La sua preoccupazione è comprensibile e, in una situazione del genere, non è necessario avere la certezza diagnostica di un disturbo alimentare per intervenire. Da quanto descrive — perdita di peso importante, scomparsa del ciclo mestruale e cambiamenti dell’umore e del comportamento — ci sono elementi che meritano una valutazione sanitaria tempestiva. L’assenza del ciclo, in particolare, non va considerata un semplice effetto del ballo o dell’attività fisica intensa. Essendo la ragazza minorenne, però, non dovrebbe essere lasciata sola a gestire questa situazione né dovrebbe essere la sua insegnante a farsi carico del problema. Sarebbe opportuno coinvolgere un adulto responsabile (genitore/tutore) e favorire un contatto con il pediatra o il medico di base, che potrà valutare le condizioni fisiche e indirizzare ai servizi specialistici appropriati. Quanto al messaggio, ritengo possibile scriverle, soprattutto se c'è il concreto rischio di non incontrarla più. Eviterei però di parlare di “anoressia”, di peso, di calorie o di quanto sia dimagrita e soprattutto di cercare di convincerla a mangiare. Potrebbe invece comunicarle, con affetto e senza giudizio, che ha notato che non sta bene e che è preoccupata per lei, invitandola a parlarne con una persona adulta di fiducia e con un professionista. È consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, coinvolgendo anche un professionista sanitario che possa valutare sia gli aspetti psicologici sia quelli fisici. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, la paura di dire la cosa sbagliata è naturale ma il silenzio spesso viene interpretato da chi soffre come indifferenza o conferma della propria invisibilità. L'anoressia, e più in generale un disturbo alimentare, è prima di tutto una fortissima difesa emotiva, una fortezza inaccessibile costruita per proteggersi da dolori più grandi. Il desiderio di cambiare scuola di danza, in questo senso, è un classico meccanismo di evitamento, l'allieva avverte che nel vostro ambiente il suo cambiamento è stato notato e probabilmente per non rischiare di essere "scoperta" o costretta a rinunciare al controllo che sente di avere sul proprio corpo, preferisce spostarsi dove nessuno la conosce e dove potrà continuare a nascondersi. Puoi permetterti di scriverle anche se è quasi maggiorenne e anche se pensi che non la rivedrai più. Non farlo con l'obiettivo di convincerla a restare, né con la speranza che ammetta subito il problema, perchè molto probabilmente non lo farà, ed è importante che tu riduca le aspettative su una sua risposta aperta o grata nell'immediato. Fallo invece con il solo intento di depositare dentro di lei un seme di cura, la sensazione di essere stata vista nella sua sofferenza e non solo nel suo sintomo. Quando e se le scrivi, la chiave è disinnescare la sua difesa corporea. Evita qualsiasi riferimento alla magrezza, al cibo, al ciclo o all'ipotesi di anoressia. Se focalizzi l'attenzione sul suo aspetto o sulle sue abitudini alimentari, il suo cervello registrerà la comunicazione come un'intrusione da cui difendersi. Parlale invece del suo stato d'animo, della sua fatica, della sua solitudine. Falle sapere che hai notato il suo sguardo stanco, che le vuoi bene come persona al di là della danza, e che la sua serenità viene prima di ogni altra cosa. Teniamo a mente infine che, trattandosi di una ragazza di 17 anni ancora minorenne e di una situazione che coinvolge la salute fisica, se ne hai la possibilità potresti anche condividere una sommessa e delicata nota di preoccupazione con la famiglia, magari segnalando solo una marcata stanchezza e un cambiamento d'umore per invitarli a un controllo medico generale. La tua funzione non è quella di salvarla, ma quella di essere stata un adulto significativo che non ha girato lo sguardo dall'altra parte. Restando a disposizione, buona giornata. Dott.ssa Giulia Raiano
A giugno avevi già provato, e come te anche le altre insegnanti di danza, a dirle qualcosa ma, in base a quanto riferisci, non era servito. Spesso queste ragazze faticano a farsi aiutare. Dal momento che è ancora minorenne, sarebbe opportuno provare a sentire i genitori. Così non avrai scrupoli di non aver fatto tutto quanto in tuo potere.
Buon pomeriggio. Il senso di impotenza che descrive è una reazione più che comprensibile e capisco che il suo istinto primario sia quello di intervenire al più presto. Tuttavia non è detto che sia la cosa migliore da fare. Non avendo la giusta competenza che tali delicate situazioni richiedono è importante che lei non si ponga in una posizione salvifica o assuma un ruolo sostitutivo a quello di un professionista. So che potrebbe sembrarle un consiglio contro corrente, ma cercherò di spiegarle perchè è la cosa giusta da fare. I disturbi del comportamento alimentare sono patologie complesse e pervasive, nelle quali il controllo sul corpo rappresenta un meccanismo di difesa estremamente rigido. Esplicitazioni dirette della patologia, rilievi sul peso o insistenti manifestazioni di ansia nei confronti della persona rischiano di essere percepiti come un'intrusione o una minaccia, se la persona non è pronta ad ascoltare. Frequentemente, i soggetti che attraversano tali fasi non possiedono la consapevolezza o la prontezza necessarie per accogliere un supporto esteriore; di conseguenza, una sollecitazione diretta e prematura può produrre l'effetto contrario, ovvero un definitivo arroccamento difensivo (cosa che da quello che scrive temo sia già accaduta). In questi contesti, la condotta più idonea consiste nella capacità di stare con discrezione: rimanere una figura di riferimento stabile senza forzare i tempi dell'altro, attendendo che sia il soggetto stesso a manifestare l'intenzione di richiedere aiuto (cosa che spesso avviene per fortuna, come lei sicuramente saprà). Se davvero ci tiene a scriverle un messaggio, cerchi di non violare i confini di un intervento che non le pertiene, lasciando al contempo aperto un varco comunicativo per il momento in cui l'allieva dovesse essere in grado di maturare una richiesta di supporto.
Buonasera, sicuramente la situazione che si presenta è delicata ed è comprensibile la sua preoccupazione nei confronti della sua allieva. Frequentemente, anche se non è possibile generalizzare, i disturbi alimentari sono un grido di aiuto di qualcuno che non ha altri metodi per comunicare la propria sofferenza. Condividere con la ragazza la sua preoccupazione potrebbe essere un modo per far sentire vista e sentita la sua alunna, senza magari l'intento di "guarirla", ma più per trasmettere il messaggio che la sua sofferenza e il suo disagio è notato e accolto da chi le sta intorno. Vi sono poi altri interventi che, qualora vi fosse un disturbo alimentare conclamato, sarebbe necessario attivare, come magari un supporto nutrizionistico e/o psicoterapeutico.
Capisco benissimo perché tu senta il bisogno di fare qualcosa, e sinceramente, per come descrivi la situazione, io non lascerei cadere la cosa soltanto perché probabilmente non la rivedrai più. Non posso dirti che la ragazza sia “sicuramente anoressica” sulla base di ciò che racconti, perché una diagnosi richiede una valutazione clinica. Ma quello che descrivi è certamente un insieme di segnali che non andrebbero minimizzati: un dimagrimento importante in un'adolescente, la scomparsa del ciclo mestruale e un cambiamento anche sul piano dell'umore e del comportamento sono elementi che meritano una valutazione medica e psicologica tempestiva. E qui secondo me c'è una distinzione fondamentale: tu non devi trasformarti nella sua terapeuta e non devi cercare di convincerla che è anoressica. Il tuo compito può essere molto più semplice e, proprio per questo, molto prezioso: farle arrivare il messaggio che qualcuno si è accorto che non sta bene e che merita aiuto. Se hai la possibilità di contattarla, io non sceglierei né il silenzio né un messaggio accusatorio centrato sul peso, sul cibo o sull'aspetto fisico. Eviterei frasi come “sei troppo magra”, “non mangi abbastanza”, “devi mangiare” o “secondo me sei anoressica”. Potrebbero farla sentire osservata, giudicata o costretta a difendere ulteriormente ciò che sta accadendo. Puoi invece parlarle della tua preoccupazione e del fatto che, indipendentemente da quello che lei pensa di avere o non avere, alcuni cambiamenti che hai notato meritano di essere portati all'attenzione di un adulto e di un professionista. Essendo minorenne, inoltre, non lascerei tutta la responsabilità sulle sue spalle. Se conosci e puoi raggiungere un genitore o un altro adulto responsabile, ritengo importante che la preoccupazione venga comunicata anche a loro, con discrezione e senza trasformare la situazione in un'accusa nei confronti della ragazza o della famiglia. Se hai dubbi su come procedere, puoi anche confrontarti rapidamente con un professionista sanitario prima di agire. E ti direi una cosa ancora più importante: non aspettare di essere sicura al 100% che si tratti di un disturbo alimentare. In situazioni del genere, il pensiero “e se mi stessi sbagliando?” può diventare proprio il motivo per cui nessuno fa nulla. Tu non devi fare una diagnosi. Devi segnalare una preoccupazione concreta. Il fatto che lei cambi scuola non rende meno importante quello che hai osservato. Anzi, proprio perché temi di non avere più un'occasione per parlarle, se hai un rapporto sufficientemente significativo con lei, credo valga la pena utilizzarla con grande delicatezza. A volte una persona può non essere pronta ad ammettere di avere un problema, ma può ricordarsi per molto tempo di quell'adulto che le ha detto, senza giudicarla: “Ti vedo, mi preoccupo per te e penso che tu meriti di essere aiutata”. E visto che dici “non penso ad altro”, vorrei dirti anche di non caricarti da sola della responsabilità di salvarla. Puoi fare una cosa importante: segnalare, incoraggiare, coinvolgere gli adulti appropriati e favorire l'accesso a una valutazione. Da lì in poi la presa in carico deve essere affidata a professionisti competenti. Io lavoro molto proprio con problematiche di questo tipo e, vista la combinazione di età, importante perdita di peso e assenza del ciclo che descrivi, non aspetterei settimane nella speranza che la situazione si risolva da sola. Se vuoi confrontarti su come muoverti concretamente e su come formulare il messaggio senza aumentare vergogna, opposizione o chiusura, puoi contattarmi quanto prima.
Buongiorno, Ho letto e valutato attentamente quanto riportato in quanto la situazione risulta effettivamente molto delicata. Purtroppo l'anoressia è una patologia subdola che allontana dal contesto sociale la persona che ne è affetta, familiari e amici, mettendo tutti in posizione di avversari rispetto alla ragazza. Viene definita la "peggior nemica travestita da migliore amica". Affrontare questo argomento direttamente con lei creerebbe un muro, soprattutto se il dimagrimento è stato repentino e se c'è una grande negazione risulterebbe impossibile parlarle di tale argomento. Lei vive con i suoi genitori o sola? se abita con suoi genitori io sarei più propensa a consigliarle di parlare con i genitori. Essendo lei comunque molto giovane si potrebbe cercare una compliance da parte dei genitori: i pasti potrebbero essere gestiti dai genitori, ovviamente i genitori dovranno riuscire a far si che lei e loro come famiglia si affidino ad uno specialista che li conduca lungo il percorso. Sarebbe possibile scrivere a loro spiegando quello che si è notato e suggerendo un supporto psicologico? Sperando di essere stata d'aiuto rimango a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione. Cordiali saluti dott.ssa Patrizi Chiara
Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione e credo sia importante distinguere due aspetti. Da ciò che osserva non possiamo stabilire che la ragazza sia “sicuramente anoressica”: una diagnosi di disturbo alimentare richiede una valutazione professionale. Tuttavia, un dimagrimento molto importante associato alla scomparsa del ciclo mestruale è un segnale che merita attenzione e, indipendentemente dalla causa, una valutazione medica. La ragazza inoltre ha 17 anni. Per questo, più che cercare di convincerla a mangiare o affrontare direttamente con lei il tema del peso e dell'anoressia, ritengo importante che la sua preoccupazione venga condivisa con i genitori o con chi esercita la responsabilità genitoriale, descrivendo semplicemente ciò che avete osservato e suggerendo loro di rivolgersi al medico e, se indicato, a professionisti esperti nei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Se desidera salutarla personalmente, può certamente farlo. Eviterei però frasi come “sei troppo magra”, “devi mangiare”, “sei anoressica” o commenti sul suo corpo. Potrebbe invece comunicarle qualcosa di molto più semplice: che ha notato che nell'u
Salve, se desidera lasciarle un messaggio d'affetto, farlo con delicatezza (focalizzandosi unicamente sul bene che le vuole come sua insegnante e sul rispetto per le sue scelte, senza fare commenti diretti sul corpo, sull'alimentazione o sulla salute). Un modo per farle sentire una vicinanza sincera senza crearle ulteriori pressioni.
Buongiorno, comprendo molto bene la sua preoccupazione. Il fatto che lei si sia accorta di un cambiamento così importante e senta il bisogno di non rimanere indifferente è già significativo. Premetterei però una cosa: anche se la sua esperienza professionale le fa pensare a un disturbo alimentare, non è possibile stabilire una diagnosi osservando soltanto il cambiamento fisico. Ciò che invece merita sicuramente attenzione sono i segnali che descrive: un dimagrimento molto marcato in poco tempo, la scomparsa del ciclo mestruale e, già prima delle vacanze, un cambiamento dell’umore e del comportamento. La perdita di peso e l’amenorrea possono essere segnali importanti nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e, soprattutto in adolescenza, è importante che la situazione venga valutata precocemente. Nel suo ruolo di insegnante, tuttavia, non credo sia necessario né opportuno cercare di “convincerla” di avere un’anoressia o interrogarla sul cibo, sul peso o sulle quantità che mangia. Potrebbe invece comunicarle la sua preoccupazione in modo semplice, affettuoso e non giudicante. Se pensa di poterle scrivere, potrebbe essere qualcosa come: “Ti scrivo perché ci tengo a te e perché, rivedendoti dopo l’estate, ho avuto la sensazione che tu stia attraversando un momento difficile. Non voglio giudicarti né fare supposizioni su quello che ti sta succedendo, ma mi sono preoccupata per te. Se c’è qualcosa che ti fa stare male e di cui hai bisogno di parlare con qualcuno, sappi che puoi chiedere aiuto e che non devi affrontarlo da sola.” Essendo minorenne, però, non lascerei tutta la responsabilità sulle sue spalle. Se possibile, sarebbe importante che la preoccupazione arrivasse anche a un adulto di riferimento — innanzitutto i genitori o chi ne esercita la responsabilità — affinché possa essere valutata da pediatra/medico e, se necessario, da un’équipe specializzata nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Questi disturbi richiedono infatti una presa in carico multidisciplinare e, quando vengono intercettati precocemente, è importante non rimandare la valutazione. Non aspetterei necessariamente di rivederla a scuola per fare qualcosa. Se sta davvero per cambiare scuola, un messaggio rispettoso potrebbe rappresentare per lei semplicemente un’occasione per sentirsi vista e per sapere che un adulto si è accorto che qualcosa non va. Non è necessario che lei diventi la persona che “la salva”: può essere invece una persona che le restituisce un messaggio fondamentale, cioè che chiedere aiuto è possibile. E soprattutto, eviterei commenti sul suo corpo, anche apparentemente positivi come “sei diventata magrissima” o “stai benissimo così”, perché in una situazione di possibile disturbo alimentare è preferibile non rinforzare l’attenzione sul peso e sull’aspetto fisico. La sua preoccupazione, quindi, non è fuori luogo. Può trasformarla in un gesto di attenzione, mantenendo però chiari i suoi limiti di ruolo: osservare, esprimere preoccupazione, favorire il coinvolgimento degli adulti e l’accesso alle cure, senza diagnosticare né occuparsi direttamente del disturbo.
Salve, visto che avevate già avuto modo di affrontare l'argomento potrebbe essere una buona idea scriverle un messaggio, a volte non esistono parole giuste universalmente ma mostrare disponibilità e accoglienza può essere un buon inizio.
La sua preoccupazione merita attenzione. Un dimagrimento marcato associato all’assenza del ciclo è un segnale che richiede una valutazione medica, senza poter concludere a distanza che si tratti certamente di anoressia. Può scriverle, ma eviterei commenti sul peso o frasi come “sei anoressica”. Meglio dirle con semplicità che l’ha vista cambiata, che è preoccupata per il suo benessere e che sarebbe importante parlarne con i genitori o con un adulto di fiducia e rivolgersi a professionisti sanitari. Essendo minorenne, se la situazione appare seria e ha modo di contattare la famiglia, può essere opportuno coinvolgere un adulto responsabile. Un messaggio breve, rispettoso e non giudicante può essere utile.
Gentile Utente ... perché sente il bisogno di aiutare? Questa ragazza ha chiesto aiuto? Comprendo la preoccupazione per una persona che conosce, piuttosto giovane, alla quale è legata affettivamente. La ragazza ha dei genitori? Ha fratelli, sorelle che possono starle vicino? Noi tendiamo ad aiutare anche quando non ci è stato richiesto e, quando non riusciamo a farlo, la paura che possa succedere qualcosa di terribile inizia a travolgerci. Ha mai pensato che forse questa ragazza ha bisogno di attraverso un periodo difficile per capire che non è questo ciò che vuole? Ognuno di Noi è responsabile della propria Vita e la prima cosa da fare è iniziare ad aiutare Noi stessi per comprendere, sentire ciò che vogliamo, ciò che desideriamo assumendoci la responsabilità della nostra esistenza. La invito ad informare i parenti di questa ragazza della sua preoccupazione e ad affidarsi alla Vita (tutto va come deve andare). Aiuti sè stessa ... questo Le permetterà di aiutare gli altri.
Sì, credo sia opportuno non lasciare cadere la sua preoccupazione, considerando anche che si tratta di una minorenne. Eviterei però commenti su peso, aspetto o “anoressia”: meglio comunicarle con delicatezza che l’ha vista in difficoltà, che le importa di come sta e che sarebbe importante parlarne con un adulto di fiducia e con un professionista. Se la preoccupazione è significativa, valuterei anche di coinvolgere i genitori, privilegiando la tutela della ragazza.
Cara utente, è percepibile quanto questa situazione ti stia a cuore e quanto il senso di impotenza verso la tua allieva possa pesare. Di fronte a quadri di severo dimagrimento ed isolamento in giovane età, un intervento diretto focalizzato sul corpo o sulla diagnosi rischia spesso di irrigidire le difese della ragazza. Sarebbe opportuno prediligere una comunicazione empatica orientata alla disponibilità relazionale, valutando parallelamente una segnalazione riservata e delicata alle sue figure genitoriali. Perchè non pensare di coinvolgere anche le altre allieve della scuola? Cercare magari di creare momenti stimolanti, ludici o anche di riflessione e scambio di opinioni su temi delicati quali i disturbi alimentari. Questo potrebbe aiutare la ragazza non solo ad avere maggiore consapevolezza di se stessa e di quel che sta attraversando ma potrebbe anche favorire legami sociali positivi che potrebbero farla desistere sul cambiare scuola. Ti consiglio di richiedere un supporto psicologico in modo da ricevere aiuto e suggerimenti per poter gestire in modo appropriato la situazione. Resto a disposizione, anche online. Dott.ssa Barbara Piscitelli.
Buongiorno, è evidente la delicatezza di questa situazione. Il dimagrimento e l’amenorrea sono segnali che possono suscitare preoccupazione, ma dietro a ciò che osserviamo potrebbe esserci una storia che non conosciamo: difficoltà familiari, relazionali, personali o qualcosa che per la ragazza è difficile da condividere. Mi sembra importante tenere presente che, a 17 anni, il rapporto con il proprio corpo e con gli altri può essere particolarmente delicato e che ogni manifestazione di attenzione può assumere significati diversi, a seconda di ciò che la ragazza sta vivendo. Forse, più che interrogarsi su cosa dirle, può essere utile soffermarsi su che cosa potrebbe rappresentare per la ragazza l'interesse dell'insegnante di danza in questo momento, considerando il legame che avete costruito e il fatto che probabilmente non vi rivedrete. È una situazione in cui la preoccupazione e il rispetto della sua vulnerabilità si intrecciano, e in cui anche un piccolo gesto può avere un significato che non possiamo prevedere del tutto. Resto disponibile, Dottoressa Lucia Morello
Buongiorno, sono la dottoressa Tropea Federica, è comprensibile la sua preoccupazione ma si ricordi che è comunque una minorenne quindi magari potrebbe farlo presente ai genitori. Poi in base alla sua complicità con la ragazza, se se la sente può scriverle qualcosa ma converrebbe di presenza e non per messaggi. Le auguro di riuscire ad esprimersi con lei! Buona giornata
Buongiorno, mi spiace per la sua allieva e per la sua preoccupazione a riguardo. Questi sono sempre ambiti e temi molto delicati, soprattutto se interessano minori (la ragazza, anche se per poco, ricade ancora un questa fascia). Risulta difficile darle un consiglio mirato, potrebbe provare a riportare le sue apprensioni e impressioni alla famiglia della sua allieva nel caso non lo avesse ancora fatto e, in base a ciò che il confronto metterà in evidenza, decidere insieme a loro il prossimo passo.
Gent.le insegnante,la sua preoccupazione dimostra una grande sensibilità ed un profondo senso di responsabilità educativa. Di fronte a situazioni così delicate è fondamentale nonb travalicare il proprio ruolo, ma offrire un ponte d'ascolto sicuro. SE decide di scriverle una lettera è importante che eviti riferimenti al suo dimagramento o alla sua condizione fisica in generale, concentrandosi sulla relazione, non sul problema. Se decide di scriverle il suo messaggio deve essere una porta aperta che le faccia capire di essere stata vista come persona e non solo come ballerina. Inoltre, trattandosi di una minore, se la scuola ha un canale aperto con i genitori, sarebbe opportuno che la direzione esprimesse formalmente una generica preoccupazione per lo stato di stanchezza o deflessione dell'umore della ragazza , suggerendo un approfondimento medico. Un cordiale saluto
Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione e credo sia importante distinguere tra ciò che può osservare e una diagnosi, che naturalmente non può essere formulata sulla base dell'aspetto fisico. Tuttavia, un dimagrimento molto evidente associato alla scomparsa del ciclo e a un cambiamento nel comportamento rappresenta una situazione che merita attenzione e una valutazione da parte di professionisti. Dal momento che si tratta di una ragazza di 17 anni, ritengo opportuno non lasciare tutta la responsabilità a lei né affrontare la questione esclusivamente attraverso un messaggio privato. Sarebbe importante coinvolgere i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale, comunicando con delicatezza ciò che avete concretamente osservato e suggerendo di rivolgersi al medico e, se indicato, a professionisti specializzati nei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Se desidera scriverle, può certamente farle arrivare la sua vicinanza, evitando però commenti sul peso, sull'aspetto fisico, sul "dover mangiare" o frasi come "sei anoressica". Può invece dirle che ha notato che ultimamente sembra attraversare un momento difficile, che è sinceramente preoccupata per il suo benessere e che, anche se cambierà scuola, può chiedere aiuto e non deve necessariamente affrontare tutto da sola. Il fatto che forse non la rivedrà più non significa che un messaggio rispettoso e non giudicante sia inutile. Talvolta sapere che un adulto si è accorto della propria sofferenza e si è interessato senza giudicare può essere significativo. Se vuole confrontarsi più approfonditamente su come comunicare con la ragazza e con la famiglia senza invadere i suoi spazi, può contattarmi per un colloquio. Potremo valutare insieme il modo più delicato e appropriato di affrontare la situazione. Un caro saluto.
Buonasera cara, Sento dalle sue parole la sua preoccupazione. In questo caso mi sento di consigliarle di contattare la famiglia, essendo la ragazza ancora minorenne può pensare di fare questo movimento, con assoluta grazia e delicatezza, a passo di danza. Un caro saluto, D.ssa Giulia Burgalassi
Buongiorno, la sua sincera preoccupazione per la sua allieva è sicuramente uno strumento prezioso, credo che in base al rapporto che ha con lei, potrebbe comunque valutare di ascoltare il suo sentire e decidere con delicatezza di scriverle anche solo per salutarla. Lei ha contatto eventualmente con la madre o la famiglia della ragazza? Credo che i principali punti di riferimento dovrebbero essere i genitori, anche se non sempre c'è attenzione o non sappiamo se non si siano già attivati in un senso o nell'altro. Magari si potrebbe provare a chiedere se in qualche modo la danza può aver influito sulla sua scelta di dimagrire piuttosto che se ci sono state delle dinamiche di gruppo con le altre allieve che non sono state colte piuttosto che altri motivi alla base. Sicuramente la sua sensibilità è preziosa e uno sguardo gentile ed empatico può nel proprio piccolo fare la differenza anche solo nel cercare di capire come sta la ragazza, comprendendo ovviamente anche la situazione di privacy per cui farlo senza invadere. Dall'altro lato è interessante vedere se questo suo desiderio di aiutare gli altri può essere per lei una risorsa o a volte un limite, facendosi carico di situazione a volte fuori dal nostro potere e controllo. Un caro saluto. Dott.ssa Chiara Cagnoli
Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione e anche il timore di poter dire qualcosa che, senza volerlo, possa essere controproducente. Il fatto che lei si sia accorta del cambiamento e senta il bisogno di non rimanere indifferente è già importante. Non è possibile stabilire da questi elementi che si tratti di anoressia, ma un dimagrimento marcato associato alla perdita del ciclo e ad alcuni cambiamenti nel comportamento sono segnali che meritano sicuramente un approfondimento da parte di un professionista sanitario. Più che parlarle direttamente del peso o dirle che pensa sia anoressica, cercherei di comunicarle una preoccupazione autentica per il suo benessere, senza giudizio e senza cercare di convincerla a mangiare. Potrebbe dirle semplicemente che ha notato che ultimamente sembra stare attraversando un momento difficile e che, indipendentemente dalla danza, lei è preoccupata per come sta. Considerando che ha 17 anni, sarebbe importante che la situazione venisse condivisa con un genitore (glielo consiglio visto che loro sono i suoi tutori e responsabili di un eventuale percorso di cura), affinché possa essere accompagnata verso una valutazione medica e psicologica. Anche se dovesse cambiare scuola di danza, non significa necessariamente che non si possa fare nulla. Cercherei inoltre di non vivere questa situazione come una responsabilità che deve risolvere personalmente: il suo ruolo può essere quello di una persona adulta significativa che nota, ascolta e orienta verso l'aiuto adeguato. Se decide di scriverle, può essere utile mantenere il messaggio breve, centrato sulla sua persona e non sul corpo o sul peso. Sono disponibile se desidera approfondire.
Salve, sicuramente si tratta di una situazione complessa che necessita di essere trattata con cautela e rispetto. Da codice professionale io e i miei colleghi non possiamo fornire indicazioni come "è giusto fare X piuttosto di Y", però al contempo lei si dimostra un'insegnante amorevole nei confronti dell'allieva, per cui il mio consiglio come professionista è di cercare di comprendere davvero che quale sia la risposta giusta per lei. Essere un'insegnante è un ruolo complesso, ma è anche un ruolo di cura, che si occupa della crescita e, nel caso di un'insegnante artistico/sportivo, anche di disciplina nel contesto di riferimento. È un bene riflettere a fondo su cosa sia meglio per l'allieva, rispettando i confini, ma soprattutto integrando i suoi valori alla decisione che prenderà.
Buonasera. Purtroppo è sempre difficile approcciarsi a dei giovani che potrebbero soffrire di anoressia nervosa. I pazienti affetti da questa patologia sono spesso molto sensibili riguardo alle tematiche del peso. E tendono ad avere una forte paura del giudizio e di essere giudicati a tutto tondo. Ogni caso è a sé stante, non mi è possibile sapere da questo messaggio se scriverle sia una buona idea o no. Quello che mi sento di dirle è che capisco la sua preoccupazione e la sua volontà di intervenire. Lei sicuramente può mostrarsi presente e interessata alla sua vita, ma credo sia importante tenere a mente che non possiamo arrivare ovunque! La tutela migliore che può dare a questa ragazza è dedicarle l'affetto che evidentemente nutre nei suoi confronti, ed eventualmente dialogare con lei o i suoi genitori per proporle un intervento esperto che possa davvero valutare il suo caso e prendersene cura. In tutta Italia ci sono tanti centri specializzati per il soccorso e il recupero di pazienti con anoressia nervosa e altri disturbi alimentari. La incoraggio a cercare i centri Lilac e rivolgersi a loro. In caso di loro assenza dal territorio, può cercare sul sito dell'ISS il centro interdisciplinare per il trattamento dei DCA più vicino a voi. Spero che andrà tutto per il meglio, e spero che trovi serenità in proposito anche lei!
È assolutamente comprensibile e umano che Lei si senta in ansia e continui a pensarci: assistere alla sofferenza di un'allieva senza sapere come aiutarla genera un forte senso di impotenza, ed è del tutto normale che questo pensiero la accompagni costantemente. In queste situazioni, la chiusura e la tendenza ad allontanarsi non sono atti di ostilità, ma meccanismi di difesa per proteggersi da un senso di vulnerabilità troppo grande. Le domande dirette sul cibo o sul peso, per quanto dettate da un'autentica e premurosa preoccupazione, rischiano purtroppo di essere percepite come un'intrusione o una minaccia alla propria percezione di controllo, spingendo la ragazza a chiudersi ancora di più nel proprio silenzio. Rispondendo al Suo dubbio principale: sì, può permettersi di scriverle, ed è anzi un gesto importante, a patto che il messaggio cambi completamente prospettiva. Non è necessario né funzionale fare riferimenti alla salute fisica, al corpo, al cibo o ai motivi per cui lascia la scuola. Questo eviterà di riattivare in lei il timore di essere giudicata o monitorata. Il Suo messaggio dovrebbe invece concentrarsi esclusivamente sulla relazione umana e sul valore della ragazza come persona, al di là delle sue prestazioni nella danza o del suo aspetto.
Salve, grazie mille per aver esposto una sua preoccupazione. Credo che scriverle per esporle i suoi pensieri e le sue paure possa risultare un pò invasivo e con pochi sbocchi di aiuto perchè probabilmente è qualcosa che la ragazza sa bene ma non ha gli strumenti per affrontarlo o non trova persona che la possano sostenere o accogliere in questo suo momento fragile. Per questo credo che il messaggio migliore sia rinnovare la sua disponibilità qualora avesse voglia di parlarle di qualunque cosa, che sarà accolta e aiutata senza forzarla, lasciandole la piena libertà (o concetti simili). Comprendo molto bene che le stia a cuore questa ragazza e sapere che lei può esserci (se se la sente ovviamente ma soprattutto se si riesce a mantenere se no ne va della fiducia in generale della ragazza!) o avere un posto sicuro anche se mai la contatterà è già curativo. Del resto è importante che la famiglia si rivolga più che altro a dei professionisti terapeuti che possano sostenerli in questa parte della vita, per capire come è meglio muoversi con una figlia con una malattia di questo genere. Ovviamente questa ultima parte non è compito suo informarli o indirizzarli, sono pur sempre argomenti delicati. Rimango a disposizione, Dott.ssa Casumaro Giada
Buongiorno! Non ha pensato di condividere la sua preoccupazione con i genitori? E' un'allieva minorenne...
Buon pomeriggio, la sua preoccupazione è comprensibile e, considerato che si tratta di una ragazza di 17 anni che lei descrive come fortemente dimagrita e con scomparsa del ciclo, credo sia importante non lasciare cadere la situazione. Allo stesso tempo, non è necessario che lei stabilisca se si tratti effettivamente di anoressia: questo richiede una valutazione sanitaria. Eviterei di formulare diagnosi o commentare il suo peso e il suo aspetto. Potrebbe infatti sentirsi osservata, giudicata o spinta a difendersi, soprattutto considerando che in precedenza aveva già minimizzato le vostre preoccupazioni. La cosa più importante, però, è che non rimanga una responsabilità esclusivamente sua. Essendo minorenne, sarebbe opportuno coinvolgere un adulto responsabile (innanzitutto i genitori o chi ne esercita la responsabilità) e indirizzarla verso una valutazione da parte del pediatra/medico di base e, se necessario, di un servizio specializzato nei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. L'assenza del ciclo associata a un dimagrimento importante merita infatti una valutazione medica, indipendentemente dalla causa. Se ha un rapporto sufficientemente diretto con la famiglia, può essere più utile comunicare la preoccupazione osservativa, senza etichette: ad esempio che avete notato un cambiamento fisico e comportamentale significativo rispetto a prima delle vacanze e che ritenete importante che venga valutata da un professionista. Se la ragazza sta per cambiare scuola e teme di non avere più occasione di incontrarla, questo rende ancora più importante passare l'informazione a chi potrà occuparsene dopo di lei. Se invece ritiene appropriato scrivere direttamente alla ragazza, manterrei il messaggio molto semplice: farle sapere che avete notato che non sembra stare bene, che non vuole giudicarla né controllarla e che, qualunque cosa stia vivendo, può parlarne con un adulto di fiducia e chiedere aiuto. Non entrerei nel dettaglio di peso, calorie, cibo, corpo o ciclo, né le chiederei di dimostrarvi che mangia. La sua posizione di insegnante può essere preziosa proprio perché non deve diventare quella della terapeuta. Il suo compito può essere accorgersi, esprimere una preoccupazione rispettosa e favorire l'accesso all'aiuto appropriato. Cordialmente
Buonasera, la sua preoccupazione è comprensibile e, vista l’età della ragazza e i segnali che descrive, non la ignorerei. Eviterei però di dirle direttamente “sei anoressica” o di concentrarmi sul peso e sull’alimentazione. Può scriverle un messaggio semplice, dicendole che ha notato che non sembra stare bene, che è preoccupata per lei e che, se ne avesse bisogno, può parlarne con un adulto di fiducia o con un professionista. Essendo minorenne, sarebbe importante anche valutare il coinvolgimento dei genitori o di un altro adulto responsabile, soprattutto se ritiene che ci sia un rischio per la sua salute. Non è suo compito curarla, ma può essere una persona adulta che, con discrezione, segnala che ha visto la sua sofferenza e che merita aiuto. In una situazione del genere è consigliabile anche confrontarsi rapidamente con un professionista esperto di disturbi alimentari per capire come muoversi nel modo più tutelante.
Salve, La sua preoccupazione per la sua giovane allieva le fa onore, sicuramente denota la sua umanità e passione nel lavoro che sta svolgendo. Credo che senz'altro lei possa starle vicino anche chiedendole semplicemente come stia. È chiaro che nella sua posizione lei non possa fare molto, ma può comunque esserci delicatamente
Salve, comprendo molto bene la sua preoccupazione. Nel descrivere questa ragazza non sta semplicemente parlando di un cambiamento fisico, ma di una condizione che sembra averla colpita anche sul piano del comportamento e della vita quotidiana. Il fatto che lei abbia notato un dimagrimento molto importante, la scomparsa del ciclo mestruale e un cambiamento nel suo modo di stare con gli altri sono elementi che meritano attenzione, anche se naturalmente lei, in qualità di insegnante, non può formulare una diagnosi. In una situazione del genere credo sia importante non rimanere paralizzati dal timore di dire la cosa sbagliata. Allo stesso tempo, è opportuno evitare di affrontarla cercando di convincerla che sia “anoressica”, di commentare il suo peso o il suo aspetto fisico, oppure di interrogarla ripetutamente su quanto mangia. Questi approcci potrebbero favorire vergogna, chiusura o atteggiamenti difensivi. Considerata anche la sua età, sarebbe invece importante che la situazione arrivasse all'attenzione di un adulto responsabile e, soprattutto, di professionisti sanitari. Se i genitori o chi ne esercita la responsabilità non sono già informati della situazione, ritengo importante valutare di coinvolgerli, eventualmente confrontandosi prima con la direzione della scuola di danza e con le figure adulte che hanno una responsabilità nei confronti della ragazza. In presenza di un possibile disturbo alimentare associato a un marcato dimagrimento e all'assenza del ciclo, è importante che venga effettuata anche una valutazione medica: non si tratta soltanto di una questione psicologica, perché una significativa perdita di peso e la malnutrizione possono avere conseguenze fisiche rilevanti. Quanto al messaggio personale, se il rapporto che avete costruito lo rende appropriato, penso che possa avere senso scriverle, ma con un obiettivo preciso: farle sapere che lei ha notato che sta attraversando un momento di difficoltà, che è preoccupata per lei e che, se ne avesse bisogno, può rivolgersi a un adulto di fiducia o chiedere aiuto. Eviterei invece di cercare di farle ammettere un disturbo o di convincerla attraverso argomentazioni sul peso o sull'alimentazione. Potrebbe, per esempio, essere sufficiente un messaggio del tipo: “Ti scrivo perché in questi mesi ho notato che sembri stare attraversando un periodo difficile e mi sono preoccupata per te. Non voglio giudicarti né entrare in aspetti personali che non vuoi condividere, ma ci tenevo a dirti che, se c'è qualcosa che ti sta facendo stare male, non devi affrontarlo da sola. Credo sia importante che tu possa parlarne con una persona adulta di cui ti fidi e con un professionista che possa aiutarti. Se non vorrai parlarne con me lo rispetterò, ma ci tenevo a farti sapere che la tua salute mi sta a cuore.” Un messaggio di questo tipo non pretende di sostituire un intervento professionale e non la mette nella posizione di dover “salvare” la ragazza. Le comunica semplicemente che qualcuno ha visto la sua sofferenza e che chiedere aiuto è possibile. C'è inoltre un aspetto importante: non considererei il fatto che probabilmente cambierà scuola come un motivo per lasciar perdere. Al contrario, proprio perché potrebbe non avere più l'opportunità di parlarle personalmente, può essere significativo farle arrivare una volta, con delicatezza, il messaggio che la sua condizione è stata notata e che merita attenzione. Non è però necessario assumersi da sola la responsabilità della sua cura. La cosa più importante è favorire il coinvolgimento degli adulti e dei professionisti che possono concretamente intervenire. Infine, se dovesse apparire in condizioni fisiche particolarmente compromesse, avere episodi di svenimento, forte debolezza, confusione o altri segnali di possibile emergenza, non sarebbe opportuno limitarsi a un messaggio: in quel caso sarebbe necessario coinvolgere immediatamente un adulto responsabile e i servizi sanitari appropriati. Il fatto che lei continui a pensarci mostra quanto tenga a questa ragazza. Può esserle d'aiuto proprio mantenere questo atteggiamento: preoccuparsi senza giudicare, parlare senza accusare e soprattutto cercare di mettere la ragazza in contatto con chi può occuparsi concretamente della sua salute. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Psicologo Clinico Perugia
Buonasera, al di là di ciò che accadrà una volta terminato il percorso nella scuola di danza, credo che sia una questione di etica professionale, ma soprattutto morale, rivolgersi direttamente ai genitori o ai tutori della ragazza. Non lo considererei un tradimento, bensì un gesto dettato da un’autentica preoccupazione e dalla volontà di tutelare la propria allieva.
Buonasera, comprendo la sua preoccupazione e credo sia importante non ignorarla. Non possiamo sapere, sulla base di quanto osservato, se la ragazza soffra effettivamente di anoressia, ma un importante dimagrimento associato alla scomparsa del ciclo mestruale merita certamente attenzione e una valutazione da parte di professionisti sanitari. Considerata anche la minore età, più che concentrarsi sul convincerla a mangiare o parlarle direttamente di peso e aspetto fisico, potrebbe essere utile comunicarle con delicatezza che ha notato un momento di difficoltà e che è sinceramente preoccupata per il suo benessere. Può farle sapere che, qualora ne sentisse il bisogno, può rivolgersi a un adulto di fiducia e chiedere aiuto. Se ha la possibilità di contattare i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale, ritengo importante condividere con loro, con discrezione e senza formulare diagnosi, i cambiamenti che ha osservato e la sua preoccupazione, affinché possano valutare la situazione con il pediatra/medico e, se necessario, con professionisti esperti nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Il fatto che possa cambiare scuola non rende inutile il suo interessamento. A volte dire a un adolescente “ti vedo in difficoltà e mi importa di come stai”, senza giudizio e senza pressioni, può rappresentare un messaggio importante. Eviterei invece commenti sul corpo, sul fatto che sia “troppo magra”, richieste insistenti su quanto mangia o tentativi di ottenere promesse sul cibo. Il suo ruolo può essere soprattutto quello di segnalare una preoccupazione, mantenere un atteggiamento accogliente e favorire l’accesso agli adulti e ai professionisti che possono occuparsene.
Ciao, vorrei complimentarmi per l'attenzione posta nei confronti dell'allieva e per la delicatezza con il quale vuole aiutarla, non è facile da trovare. In merito alla sua domanda credo che per la ragazza possa essere positivo sapere che qualcuno sta vedendo la sua sofferenza ed è preoccupato per la sua situazione, a volte, soprattutto con una ragazza che tende a chiudersi, ciò che può essere più utile è lasciare un messaggio non giudicante che faccia sentire che qualcuno si è accorto di lei e che la sua sofferenza non è passata inosservata. Penso anche che possa essere utile coinvolgere un adulto di riferimento e capire se hanno attenzionato questa situazione.
Buongiorno, credo che verbalizzare la rilevazione di un cambiamento e comunicarlo sia importante magari verbalmente invece del messaggio. Capisco che talvolta possa apparire più "semplice" non usare l'interazione diretta ma forse è per una difesa rispetto a ciò che si andrà a verbalizzare. slatentizzare l'argomento può aiutare a far si che si possa essere sentita vista ma anche "amata". La ragazza ha comunque 17 anni e mi interrogo anche sulla famiglia: cosa ha visto, se ha notato, ecc... ha valutato anche di parlarne con loro? Un caro saluto
Cara, ha fatto bene a condividere con noi questa grande preoccupazione. Dalle sue parole arriva molto chiaramente quanto tenga a questa ragazza e quanto desideri esserci per lei. È prezioso che ci siano adulti capaci di accorgersi di un cambiamento e di interrogarsi su come poter essere d’aiuto. Credo che, visto che forse non avrà più occasione di incontrarla, possa essere importante farle arrivare con delicatezza la sua preoccupazione. Non tanto per convincerla o per farle ammettere che c’è un problema, quanto per comunicarle che lei si è accorta di qualcosa, che non la giudica e che, se ne avesse bisogno, può trovare in lei un’adulta disponibile ad ascoltarla. Da quello che scrive, mi arriva anche molto il suo desiderio di esserci per lei. E questo può essere possibile anche se la ragazza dovesse cambiare scuola: naturalmente sarà importante che sia lei, con i suoi tempi, a scegliere se accogliere questa disponibilità e mantenere eventualmente un contatto. Cercherei quindi di parlare di ciò che ha osservato e della preoccupazione che questo le suscita, evitando di dare un nome o una diagnosi a quello che sta accadendo. Non è necessario trovare le parole perfette: anche un messaggio semplice, sincero e non giudicante può comunicarle che qualcuno si è accorto di lei. Se vuole, può contattarmi anche online per raccontarmi qualche elemento in più e possiamo ragionare insieme su come formulare il messaggio da inviarle. La ascolto volentieri! Un caro saluto, dott.ssa Arianna Broglia
Buongiorno, grazie della Sua condivisione. Secondo me può assolutamente permettersi di scriverle un messaggio, poiché far sentire a questa ragazza la Sua presenza non peggiorerà la situazione, ma le lascerà un punto di riferimento umano di grande valore. È una premura profondamente empatica la Sua, che dimostra quanto Lei abbia a cuore questa giovane ben oltre il mero ruolo didattico. Visto che si tratta di un'allieva molto chiusa e sulla difensiva, l'approccio più efficace non deve consistere in un'indagine sul cibo o sul corpo, né in un'esplicitazione di sospetti diagnostici, bensì nell'offerta incondizionata di uno spazio sicuro e accogliente. Sarebbe molto utile inoltre, comunicarle ciò che Lei ha percepito sul piano puramente emotivo, senza toni allarmistici, spiegandole magari che prima delle vacanze l'ha vista un po' distante o rattristata e che, tenendo molto a lei, ci ha pensato con affetto in questo periodo. La scelta più preziosa in questo momento è lasciare una porta aperta per il futuro, facendole sapere che la Sua disponibilità ad ascoltarla rimarrà inalterata nel tempo, senza pretendere alcuna risposta immediata. Il Suo obiettivo non è e non deve essere quello di risolvere un problema clinico complesso che richiederà tempi e specialisti dedicati, ma farle percepire che un adulto significativo ha colto il suo dolore profondo senza giudicarlo. Sapere di non essere invisibile è spesso il primo seme silenzioso che permette a chi soffre di trovare, quando sarà pronta, il coraggio di chiedere aiuto. Rimango a completa disposizione per ulteriori chiarimenti e qualora ci fosse interesse a prenotare un colloquio conoscitivo che sia per una Sua esigenza o anche per la sua allieva. Nel frattempo le mando un caro saluto.
Buongiorno, grazie per la domanda. Comprendo la sua preoccupazione, soprattutto considerando il cambiamento che descrive e il fatto che la ragazza abbia 17 anni. Un dimagrimento importante associato alla scomparsa del ciclo mestruale e a un cambiamento nel comportamento sono segnali che meritano attenzione, anche se naturalmente non è possibile parlare di anoressia sulla base di questi elementi soltanto. È importante distinguere l'osservazione di alcuni segnali da una diagnosi. Nel suo ruolo di insegnante non è necessario che sia lei a stabilire cosa stia accadendo, ma può essere importante non ignorare ciò che ha osservato. Trattandosi di una minorenne, valuterei innanzitutto la possibilità di condividere la preoccupazione con i genitori, riportando in modo concreto ciò che avete osservato, senza concentrarsi sul peso o sull'aspetto fisico e senza formulare diagnosi. Potrebbe essere proprio il coinvolgimento della famiglia a permettere una valutazione da parte di un professionista. Per quanto riguarda il contatto diretto con la ragazza, non escluderei necessariamente un messaggio, soprattutto se sente il bisogno di lasciarle una parola prima che cambi scuola. L'importante è che non assuma il tono di un confronto sull'alimentazione o sul corpo, ma comunichi semplicemente una preoccupazione per il suo benessere e la disponibilità all'ascolto. In questo caso, proprio perché la ragazza è minorenne, la possibilità di attivare gli adulti di riferimento rappresenta probabilmente l'aspetto più importante. Dott.ssa Chiara Pesce.
Gentile insegnante, le uniche persone che, oltre all'interessata, potrebbero richiedere un intervento sono i genitori, dato che la ragazza ha 17 anni. Ne ha parlato con loro? Capisco la sua preoccupazione ma se non è la ragazza a chiedere aiuto, nessun altro (a parte la famiglia per i minorenni) può aiutare chi non vuol essere aiutato. Un caro saluto Alessandra Galli Psicologa Milano
buonasera è davvero prezioso che questa ragazza abbia un'insegnante che la veda e che se ne preoccupi e lo manifesti esattamente come ha detto '' sono preoccupata '' o se è possibile con un genitore. Un caro saluto
Buongiorno, potrebbe provare a parlare con i suoi genitori e a manifestare loro le preoccupazioni qui riportate. Potreste magari scoprire che la ragazza ha già intrapreso un percorso psicologico. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Capisco la sua preoccupazione, soprattutto perché tiene a questa ragazza in quanto sua insegnante che l’ha vista nel tempo e che oggi si accorge di un cambiamento importante. Forse può essere utile partire proprio da qui e chiedersi quale possa essere, in questo momento, il suo ruolo per lei. Non necessariamente quello di “risolvere” ciò che sta accadendo, ma quello di essere un’adulta che si è accorta della sua sofferenza. Sentirsi visti e riconosciuti nella propria difficoltà può avere un significato importante, soprattutto quando si sta attraversando un momento di sofferenza. Mi chiedo anche se di questa sua preoccupazione ne abbia già parlato con i genitori della ragazza, considerando la sua età e ciò che ha osservato. Potrebbe essere un elemento importante da tenere in considerazione nel riflettere su quale sia il suo spazio di intervento. E c’è un altro aspetto delicato: possiamo preoccuparci profondamente per qualcuno, ma non possiamo scegliere al suo posto. Anche una ragazza di 17 anni, per quanto stia attraversando un momento delicato, resta una persona che compie le proprie scelte. Il fatto che forse non la rivedrà più può rendere ancora più forte il bisogno di fare qualcosa. Non esiste necessariamente la frase perfetta o l’intervento che possa cambiare tutto. Può essere utile interrogarsi su quale modo di esserci senta più autentico e rispettoso, sia verso di lei sia verso la ragazza.
Buongiorno, la sua preoccupazione è comprensibile e, da ciò che descrive, credo sia opportuno non ignorare la situazione. Allo stesso tempo eviterei di parlare direttamente alla ragazza di “anoressia” o di formulare considerazioni sul suo peso e sul suo aspetto fisico: una diagnosi può essere posta soltanto attraverso un'adeguata valutazione professionale. Può certamente comunicarle la sua preoccupazione, cercando però di concentrarsi sul suo benessere generale piuttosto che sul corpo o sul cibo. Ad esempio, può dirle di averla vista più silenziosa, isolata o in difficoltà, che le è rimasta una preoccupazione per come sta e che, qualora avesse bisogno di parlare o chiedere aiuto, sarebbe importante rivolgersi a un adulto di fiducia e a professionisti competenti. Considerando inoltre che ha 17 anni e che riferisce un dimagrimento molto importante e l'assenza del ciclo mestruale, non limiterei necessariamente l'intervento al solo messaggio rivolto a lei. Se avete la possibilità di contattare i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale, può essere opportuno condividere con loro, con delicatezza e senza formulare diagnosi, i cambiamenti che avete osservato e suggerire una valutazione medica. Saranno poi i professionisti a stabilire se sia indicato anche un approfondimento psicologico o specialistico per i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Il fatto che possa cambiare scuola non significa che sia ormai “troppo tardi” per manifestarle attenzione. A volte dire a una ragazza “mi sono accorta che qualcosa potrebbe non andare e mi importa di come stai”, senza giudicarla né costringerla a confidarsi, può essere molto diverso dal commentare il suo corpo o dirle semplicemente che deve mangiare di più.
Se sente il bisogno di farlo, penso che possa permettersi di scriverle. Non è necessario che il messaggio abbia l'obiettivo di ottenere una risposta. In questo momento, la ragazza potrebbe non essere nelle condizioni di accogliere ciò che le viene detto. Questo, però, non significa che quelle parole non possano avere un significato per lei. A volte, soprattutto quando una persona si trova in una situazione di forte sofferenza e non ha ancora iniziato un percorso di cura, ciò che arriva dall'esterno può non essere immediatamente “utilizzabile”. Può però rimanere nella sua mente, anche solo come una traccia. Sapere che qualcuno si è accorto di lei, che ha visto il suo cambiamento e che si è preoccupato può essere importante. Potrebbe diventare una piccola “lampadina” che si accenderà anche più avanti e portare a un effetto a cascata. La cosa importante sarebbe evitare che il messaggio faccia riferimento a peso o aspetto fisico. Potrebbe invece comunicarle di aver notato che qualcosa sembra essere cambiato, che è preoccupata per come la vede e che, al di là della danza, se sta attraversando un momento difficile, merita di poter essere aiutata. Non le chiederei di spiegare o di raccontare. Le lascerei piuttosto uno spazio, facendole sapere che, qualora volesse, c'è un'adulta che l'ha vista ed è pronta ad accoglierla e ascoltarla. In una situazione del genere è comprensibile temere di “fare danni”, ma non è responsabilità dell'insegnante risolvere il problema. Può però essere importante non lasciare cadere nel vuoto la preoccupazione. Considerando che la ragazza ha 17 anni, se ci sono genitori o adulti responsabili coinvolti, ritengo importante condividere anche con loro questa preoccupazione.
Gentile insegnante, il suo senso di responsabilità e la sua premura le fanno grande onore: cogliere la sofferenza profonda di un'allieva è un atto di sensibilità rara, soprattutto in un contesto delicato come quello della danza. Trattandosi di una ragazza minorenne di 17 anni e di una situazione clinica potenzialmente a rischio, è importante muoversi con cautela. Parlarle in modo esplicito del peso, del cibo o fare riferimenti diretti a una diagnosi rischia purtroppo di ottenere l'effetto opposto, innescando chiusura immediata o reazioni difensive. Se desidera mandarle un messaggio di saluto, è preferibile focalizzarsi esclusivamente sulla persona e sul suo benessere emotivo, facendole sentire che è stata vista e apprezzata al di là della danza, dicendole ad esempio che l'ha vista pensierosa e affaticata e che per lei ci sarà sempre una porta aperta. Tuttavia, proprio perché minorenne, la via più corretta ed efficace sul piano etico e pratico è condividere questa preoccupazione con la famiglia. Un confronto delicato e riservato con i genitori, descrivendo con tatto il cambiamento di umore, la fragilità fisica notata e il calo di energia, può essere il passo determinante per spingerli ad affidarsi a uno specialista e a un centro dedicato ai disturbi della nutrizione e dell'alimentazione prima che il quadro si complichi. Un caro saluto, Dott. Sandro Mangano, psicologo e direttore clinico del centro NeuFitLab
Sì, può scriverle un messaggio breve, affettuoso e non giudicante, esprimendo la sua preoccupazione e invitandola a parlarne con i genitori e con un medico, senza commentare peso, aspetto o alimentazione. Essendo minorenne e in presenza di forte dimagrimento e assenza del ciclo, è importante coinvolgere quanto prima i genitori/tutori e incoraggiare una valutazione sanitaria, anche se cambierà scuola, a mio parere.
Gentile utente, comprendo la sua preoccupazione e anche il timore di poter dire qualcosa di sbagliato, credo però che il fatto che lei si sia accorta di questo cambiamento e senta il bisogno di non voltarsi dall’altra parte sia già importante! Non cercherei tanto di stabilire se si tratti di anoressia, quanto di prendere sul serio ciò che avete osservato: un dimagrimento importante, la perdita del ciclo e un cambiamento anche sul piano emotivo e relazionale, e questi sono tutti segnali che meritano di essere approfonditi. Per questo ritengo che possa avere senso scriverle, soprattutto se c'è la possibilità concreta che non la rivediate più. Eviterei però di parlarle di “anoressia”, del suo peso o di quanto mangia; potrebbe invece comunicarle ciò che ha osservato e la sua preoccupazione, lasciandole uno spazio non giudicante. Trattandosi di una minorenne, se ne avete la possibilità, condividerei la preoccupazione anche con i genitori e con la direzione della scuola, riportando semplicemente ciò che avete osservato, senza formulare diagnosi. La presenza di un dimagrimento marcato e della scomparsa del ciclo rende particolarmente importante che possa essere valutata anche dal punto di vista medico e se necessario, indirizzata a un professionista esperto di disturbi dell'alimentazione. Se lei dovesse negare o minimizzare eviterei di insistere o di cercare di convincerla, il vostro compito non è farle riconoscere il problema, ma segnalare una preoccupazione, favorire il coinvolgimento degli adulti di riferimento e lasciare aperta una possibilità di aiuto. E non si colpevolizzi per ciò che non avete fatto prima: a giugno vi siete già accorte che qualcosa non andava e avete provato a parlarle. Ora potete fare un ulteriore passo, con delicatezza ma anche senza ignorare i segnali che avete davanti!
Buongiorno, comprendo profondamente la sua preoccupazione e, leggendo le sue parole, credo sia importante non liquidarla come una semplice impressione. Lei ha osservato questa ragazza nel tempo e descrive un cambiamento importante: un dimagrimento molto evidente, la scomparsa del ciclo, maggiore chiusura, isolamento e un cambiamento anche sul piano relazionale. Non è naturalmente possibile formulare una diagnosi sulla base di una descrizione a distanza, ma sono elementi che meritano di essere presi seriamente e che rendono opportuno un approfondimento medico e psicologico. I disturbi della nutrizione e dell'alimentazione in adolescenza possono avere conseguenze importanti sulla salute e le indicazioni del Ministero della Salute sottolineano l'importanza di un riconoscimento e di un intervento precoci. Le dico anche che comprendo particolarmente bene la sua preoccupazione perché, oltre ad essere psicologa, ho una precedente formazione in Scienze Motorie e una storia personale e professionale nel mondo della danza: sono stata ballerina, allieva di un'accademia e insegnante di danza. Ho quindi conosciuto questo ambiente non soltanto dal punto di vista teorico, ma anche attraverso il corpo, la formazione e le relazioni che lo caratterizzano. Questo mi permette di comprendere quanto, in determinati contesti, sia difficile distinguere ciò che appartiene alla disciplina, all'impegno e alla ricerca della prestazione da ciò che può invece rappresentare un segnale di sofferenza. Proprio per questo, però, credo sia importante non fermarsi all'aspetto corporeo e non cercare di interpretare o diagnosticare da soli ciò che sta accadendo. Alla sua domanda risponderei quindi che sì, può avere senso farle arrivare un messaggio, soprattutto se sente che potrebbe essere l'ultima occasione per mantenere aperto un canale relazionale con lei. Non le suggerirei però di scriverle esplicitamente “penso che tu sia anoressica” o di concentrarsi sul peso, sul corpo o sul fatto che mangi abbastanza. Potrebbe invece comunicarle la sua preoccupazione a partire da ciò che ha osservato, senza giudizio e senza pretendere che la ragazza le dia spiegazioni. Ad esempio: “Ti scrivo perché in questi giorni ho pensato a te. Ho notato che nell'ultimo periodo ti vedo molto cambiata e mi sono preoccupata. Non voglio giudicarti né intromettermi in qualcosa che appartiene alla tua vita privata, ma ci tenevo a dirti che, se stai attraversando un momento difficile, puoi parlarne con qualcuno di cui ti fidi. Non devi necessariamente affrontare tutto da sola. Se avrai bisogno di parlare, per quanto posso, io ci sono”. Trovo importante proprio questo: non cercare di “aggiustare” la ragazza, ma offrirle una relazione nella quale possa sentirsi vista senza sentirsi controllata. La sua posizione di insegnante è diversa da quella di uno psicologo o di un medico, ma può comunque rappresentare una figura adulta significativa che nota un cambiamento, esprime una preoccupazione autentica e può favorire l'accesso a una rete di aiuto. Essendo minorenne, tuttavia, non affiderei tutto esclusivamente al messaggio. Se esiste la possibilità di coinvolgere in modo appropriato i genitori o un altro adulto responsabile, riterrei importante che la situazione venisse portata alla loro attenzione, incoraggiando una valutazione da parte del pediatra/medico e, se necessario, di un servizio specializzato nei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. La presa in carico di queste problematiche richiede infatti un approccio multidisciplinare, proprio perché coinvolge contemporaneamente aspetti fisici, psicologici, alimentari e relazionali. E vorrei sottolineare anche un'altra cosa: non deve assumersi da sola la responsabilità di “salvarla”. Può fare ciò che è nelle sue possibilità e nel suo ruolo: osservare, preoccuparsi, comunicare con delicatezza, coinvolgere gli adulti di riferimento e orientare verso professionisti competenti. Il resto non può e non deve ricadere sulle sue spalle. Il fatto che lei continui a pensarci, anche sapendo che probabilmente non la rivedrà più, mi sembra esprima soprattutto quanto questa ragazza le stia a cuore. A volte, per un'adolescente che sta attraversando una situazione di grande sofferenza, può avere un significato importante scoprire che un adulto si è accorto di lei e ha avuto il coraggio di dirle, senza giudicarla: “Ti vedo e mi preoccupo per te”.
Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione e anche il timore di poter dire qualcosa di sbagliato. Da ciò che descrive, tuttavia, penso che sia importante non ignorare quello che ha osservato. Una perdita di peso importante associata alla scomparsa del ciclo mestruale in una ragazza di 17 anni merita una valutazione medica, indipendentemente dal fatto che si possa o meno parlare già di anoressia. Nei disturbi alimentari, infatti, la persona può anche tendere a minimizzare o negare le proprie difficoltà, rendendo ancora più importante un intervento precoce. Considerato che potrebbe non rivederla più, credo che un messaggio possa avere senso, purché non sia un messaggio centrato sul peso, sull'aspetto fisico o sul cibo e non abbia l'obiettivo di farle ammettere di avere un problema. Potrebbe invece comunicarle semplicemente che lei ha notato che qualcosa sembra essere cambiato e che si è preoccupata per lei, lasciandole uno spazio di ascolto e incoraggiandola a parlarne con un adulto di fiducia e con un professionista. Ad esempio: “Ti scrivo perché, anche se forse non ci vedremo più a danza, ci tenevo a dirti una cosa. In questo periodo ti ho vista molto cambiata e mi sono preoccupata per te. Non voglio giudicarti né entrare in questioni personali, ma se c'è qualcosa che stai attraversando spero che tu possa parlarne con qualcuno di cui ti fidi e chiedere aiuto. Non devi affrontare tutto da sola. Se vorrai parlare, io ci sono.” Essendo minorenne, se esiste un canale appropriato e lei ha la possibilità di farlo nel rispetto del proprio ruolo e delle procedure della scuola, sarebbe importante che la preoccupazione venisse portata anche all'attenzione dei genitori o di un adulto responsabile, più che affidare tutto esclusivamente a un messaggio privato tra insegnante e ragazza. Le suggerirei inoltre di non affrontare da sola questa situazione: può confrontarsi con il pediatra/medico di base della ragazza, con i servizi territoriali o con un professionista esperto di disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, valutando naturalmente ciò che è possibile fare nel rispetto del suo ruolo e della privacy della ragazza. E soprattutto, non si colpevolizzi per ciò che è successo finora. Il fatto che a giugno abbiate espresso la vostra preoccupazione e che lei avesse risposto di mangiare abbastanza non significa che avreste dovuto riconoscere necessariamente la situazione in quel momento. La cosa importante ora è che la sua preoccupazione possa trasformarsi in un gesto di attenzione concreto e rispettoso. un caro saluto dott.ssa Serena Canova
Buongiorno, la sua preoccupazione mi sembra del tutto legittima e, a maggior ragione, il desiderio di fare qualcosa per questa ragazza nonostante il fatto che, probabilmente non la rivedrà più, denota la sua sensibilità e il suo interesse genuino per la ragazza. Certamente può scriverle, anche perchè nella peggiore delle ipotesi lei risulterà inopportuna agli occhi della ragazza ma non le farà dei danni... se invece la sua accorata preoccupazione venisse recepita bene, allora avrà fatto "BINGO". Detto ciò, ha pensato di informare delle sue preoccupazioni anche i genitori della ragazza? Perchè è minorenne e sarebbe lecito farlo...oltrechè umanamente ammissibile, data la situazione. Un caro saluto
La Sua premura è del tutto legittima e fondamentale di fronte alla sospetta presenza di un disturbo del comportamento alimentare in una minore, ed è pertanto corretto inviarle un messaggio di vicinanza, pur con il dovuto tatto. Io suggerirei di farlo in persona, e non per sms o whatsapp. La parola orale permette di intonare la voce, l'empatia e anche correggere se per caso si sta fraintendendo il suo messaggio. Sarebbe opportuno evitare commenti diretti sul corpo e sul peso, concentrandosi esclusivamente sul Suo affetto e sulla preoccupazione per il suo benessere generale e affaticamento emotivo, ribadendole che la scuola ha a cuore la sua persona prima ancora della danza. Se pensa che la situazione gliene dia l'opportunitá, puó anche cercare delicatamente di mettere al corrente con delicatezza anche la famiglia; l'idea di parlare con la famiglia non ha a che vedere con sostituirsi ad un professionista, ma semplicemente di piantare un importante seme di cura e non lasciare sola nel silenzio, né la famiglia, né la ragazza, indipendentemente dalla sua scelta di cambiare scuola.
E' importante che in questi momenti di difficoltà riesca ad affidarsi a un terapeuta che sappia realmente aiutarla a conoscere e gestire i propri vissuti emotivi in merito. A presto, Dott. Salvatore Di Costanzo
Gentile, la sua preoccupazione è comprensibile e, considerati il marcato dimagrimento e la scomparsa del ciclo, ritengo importante non sottovalutare la situazione e procedere con una valutazione clinica per accertare eventuali ipotesi diagnostiche. Se teme di non rivedere più la ragazza, ritengo appropriato scriverle, evitando riferimenti diretti al peso o a una diagnosi. Può semplicemente comunicarle che ha notato un cambiamento e che è preoccupata per il suo benessere, invitandola a parlarne con i genitori e con professionisti esperti di disturbi dell'alimentazione. In questi casi, essere una figura adulta attenta e favorire l'accesso all'aiuto, senza cercare di gestire direttamente il problema, può essere un approccio efficace.
Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione e credo sia importante non ignorarla. Eviterei però di parlare direttamente alla ragazza di “anoressia” o di concentrarmi su peso, aspetto fisico e alimentazione: una diagnosi non può essere fatta sulla base del dimagrimento osservato. Può certamente comunicarle il suo interessamento, dicendole semplicemente che l’ha vista in difficoltà e che, se avesse bisogno di parlare o chiedere aiuto, lei è disponibile. Tuttavia, considerando che ha 17 anni e che riferisce un importante dimagrimento e l’assenza del ciclo, non lascerei tutta la responsabilità alla ragazza. Se possibile, condividerei la preoccupazione con i genitori o con gli adulti che ne hanno la responsabilità, suggerendo una valutazione da parte del medico/pediatra e, se indicato, di professionisti esperti in disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Anche qualora cambiasse scuola, aver segnalato con delicatezza ciò che avete osservato può rappresentare un importante gesto di cura.
Gentile insegnante, grazie per aver scritto. Si sente quanto tiene a questa ragazza, e il desiderio di fare qualcosa è prezioso. Dice molto di come lei e le sue colleghe vivete il vostro ruolo. Solo uno specialista può fare una diagnosi, ma i segnali che descrive sono seri e meritano attenzione: forte dimagrimento, assenza del ciclo, chiusura e isolamento. Parlando di una ragazza di 17 anni, credo che il passo più importante, se non è già stato fatto, sia comunicare con la famiglia. I genitori sono le persone che possono attivare un aiuto concreto, a partire dal pediatra o dal medico di base, che potrà indirizzarli ai servizi della ASL specializzati nei disturbi alimentari. Può parlare con loro con delicatezza, riportando i fatti che ha osservato e la vostra preoccupazione, senza fare diagnosi e senza toni di accusa. Anche scrivere un messaggio alla ragazza può avere senso, anche se non la rivedrà. A volte sapere che qualcuno ci ha visti davvero resta dentro a lungo. Qualche attenzione: Parli di lei, non del suo corpo. Eviti riferimenti al peso, al cibo o all'aspetto fisico. Meglio esprimere affetto e preoccupazione per come sta: "Mi sei sembrata stanca e triste, e ti ho pensata". Non chieda spiegazioni e non insista. Potrebbe negare o chiudersi, ed è normale. Lo scopo non è convincerla, ma farle sentire che non è sola. Lasci una porta aperta. Per esempio: "Se un giorno avessi voglia di parlare, io ci sono", e magari un invito a confidarsi con qualcuno di cui si fida. Infine, si prenda cura anche di sé. Ha fatto ciò che era nelle sue possibilità, e la responsabilità di curarla non può essere sua. Se il pensiero continua a occuparla molto, può essere utile parlarne con uno psicologo. Un caro saluto, Dott.ssa Paola Brunello, Psicologa
Buongiorno, trovo comprensibile il suo desiderio di farle arrivare un messaggio, soprattutto sapendo che probabilmente non la rivedrà più. Quel messaggio può avere il valore di farle sentire che qualcuno si è accorto di lei e si è interessato sinceramente a come sta.
Salve, data l'età minore della ragazza credo sia opportuno contattare i genitori se vuole avere notizie e manifestare la sua preoccupazione rispetto la situazione grave che ha notato. Cordiali saluti Dott.ssa Valentina Lucato - Psicologa
Buongiorno,mi ha colpito molto quando scrive “non penso ad altro”. Credo che dica quanto questa ragazza le sia rimasta nel cuore e quanto tema di sbagliare proprio perché vuole proteggerla.Sì, credo che possa scriverle. Eviterei però di dirle che pensa sia anoressica o di concentrarsi sul peso e sul suo corpo. Non può sapere con certezza cosa stia accadendo e, soprattutto, rischierebbe di farla sentire osservata o giudicata proprio su un terreno molto delicato.Le parlerei invece di ciò che ha visto in lei come persona. Potrebbe dirle che ultimamente l'ha vista più chiusa, silenziosa e in difficoltà, che le è rimasta una preoccupazione e che, anche se cambierà scuola, ci teneva a farle sapere che può rivolgersi a lei se ne avesse bisogno.C'è però un aspetto importante. Parliamo di una ragazza di 17 anni e lei riferisce un dimagrimento molto marcato e l'assenza del ciclo. Non lascerei quindi tutta la responsabilità nelle mani della ragazza. Se ha la possibilità di contattare i genitori o un adulto che si occupa di lei, credo sia opportuno condividere la preoccupazione e suggerire una valutazione medica e psicologica.A volte aver cura di un adolescente significa anche rischiare che inizialmente non apprezzi il nostro intervento. Un caro saluto, Dott.ssa Alina Mustatea Psicologa Clinica, Psicologa Giuridica e Psicodiagnosta
In situazioni così delicate, forse l’obiettivo non è convincerla che “ha un problema”, ma fare in modo che non si senta sola davanti a qualcosa che probabilmente sta già diventando molto più grande di lei. Più che parlare del peso, potrebbe essere importante comunicarle: “Ho notato che qualcosa è cambiato e mi importa di te”. E se quella porta che oggi sembra chiudersi fosse proprio l’occasione per lasciarle un messaggio che, senza giudicare né forzare, possa farle arrivare una domanda: “E se chiedere aiuto non significasse essere deboli, ma permettermi di stare meglio?”. Rimango a disposizione Dott.ssa Francesca Gottofredi
Capisco molto bene perché tu senta il bisogno di fare qualcosa. Da insegnante non hai il compito di diagnosticare un disturbo alimentare né di curarlo, ma puoi avere un ruolo importante nel far arrivare alla ragazza un messaggio di attenzione e di cura. Io eviterei di scriverle direttamente qualcosa come "penso che tu sia anoressica" o di parlare esplicitamente del suo peso. Potrebbe sentirsi osservata, giudicata o spaventata e chiudersi ancora di più. Il fatto che lei abbia 17 anni rende inoltre importante coinvolgere un adulto responsabile: se hai un rapporto con i genitori/tutori, valuterei seriamente di condividere con loro le tue preoccupazioni, senza formulare diagnosi ma riportando ciò che hai concretamente osservato. Se invece vuoi lasciarle un messaggio prima che cambi scuola, può essere molto semplice e centrato sulla persona, non sul corpo. Per esempio: "Volevo dirti una cosa prima che tu vada via. In questi mesi ho avuto la sensazione che tu stia attraversando un periodo non semplice e, anche se magari mi sbaglio, mi sono preoccupata per te. Non te lo dico per giudicarti né per parlare del tuo aspetto o del tuo corpo, ma perché ci tengo a te e mi farebbe piacere che tu potessi avere vicino qualcuno con cui parlare e che possa aiutarti, se ne senti il bisogno. Non devi spiegarmi nulla se non vuoi. Volevo soltanto che sapessi che, se hai bisogno di chiedere aiuto, meriti di essere ascoltata." Mi sembra importante anche una cosa: non assumerti da sola la responsabilità di salvarla. Hai già fatto qualcosa di significativo accorgendoti che stava male e mostrandole attenzione. Da qui in poi è importante che la situazione venga presa in carico da adulti e professionisti competenti. Se hai modo di contattare i genitori/tutori, lo farei prima di tutto, soprattutto perché parliamo di una minorenne. E se temi che possa esserci un problema medico serio, non aspetterei il cambio di scuola: l'assenza del ciclo e un dimagrimento marcato non sono aspetti da affrontare soltanto sul piano psicologico e meritano una valutazione sanitaria. Infine, cerca di non colpevolizzarti per non esserti accorta prima o per non aver saputo cosa fare a giugno. I disturbi alimentari possono essere molto difficili da riconoscere e spesso chi li vive nega o nasconde la propria sofferenza. Il tuo compito non è stato "scoprirla", ma essere un'adulta attenta e affidabile. E questo lo stai già facendo.
Salve, capisco la sua preoccupazione e credo che sia importante non ignorarla, soprattutto considerando i cambiamenti che ha osservato e il fatto che potrebbe non avere più occasione di incontrare questa ragazza. Penso quindi che, se ne sente il bisogno, possa scriverle, ma rispettando i limiti del suo ruolo di insegnante. Eviterei di parlarle direttamente di “anoressia” o di concentrarmi sul peso e sull'alimentazione. Potrebbe invece comunicarle con delicatezza ciò che ha osservato e, soprattutto, la sua preoccupazione per il suo benessere, facendole sapere che merita di essere aiutata e incoraggiandola a parlarne con un adulto di fiducia e con un professionista. Potrebbe essere sufficiente un messaggio semplice, ad esempio: “Ti scrivo perché ci tengo a te e in questo periodo ti ho vista molto cambiata. Non voglio giudicarti né metterti pressione, ma sono preoccupata per come stai. Se c'è qualcosa che ti fa stare male, spero che tu possa parlarne con una persona adulta di cui ti fidi e chiedere aiuto. Non devi affrontare tutto da sola”. Considerando però che è minorenne e che lei riferisce una perdita di peso importante e l'assenza del ciclo, valuterei anche, per quanto possibile, il coinvolgimento di un genitore o di un altro adulto responsabile. L'obiettivo non è convincerla che “ha un problema”, ma non lasciarla sola davanti a segnali che meritano attenzione. Saluti
Gentile insegnante, la sua preoccupazione è comprensibile e fondata: una perdita di peso così evidente, insieme alla scomparsa del ciclo, sono segnali che meritano attenzione e che possono avere conseguenze serie sulla salute. Il fatto che lei si interroghi su come agire senza fare danni dice molto della sua sensibilità. Prima ancora di un messaggio alla ragazza, il passo più importante è che i genitori siano informati. Trattandosi di una minorenne, sono loro a poter attivare il medico di famiglia o il pediatra e i servizi specialistici. Se non lo ha già fatto, potrebbe chiedere un colloquio con loro, riferendo con calma ciò che lei e le colleghe avete osservato nel tempo, senza dare etichette né diagnosi, ma descrivendo fatti concreti e la vostra preoccupazione. Scrivere anche alla ragazza può essere un gesto prezioso, purché sia breve e affettuoso. Può dirle che le vuole bene, che ha notato che negli ultimi tempi sembra stare male, che per lei conta come sta e non come appare, e che, se un giorno avrà voglia di parlare, la porta resta aperta. È meglio evitare riferimenti al peso, al corpo o al cibo, e non insistere né chiedere spiegazioni: chi soffre in questo modo spesso si difende negando, e sentirsi messa alle strette può farla chiudere ancora di più. Può aggiungere che esistono persone che sanno aiutare in queste situazioni e che chiedere aiuto non è una debolezza. Infine, si ricordi che lei non può guarirla né controllare ciò che accadrà. Ha già fatto molto accorgendosene. Seminare un messaggio di cura è a volte ciò che, anche a distanza di tempo, una persona ricorda nel momento in cui decide di chiedere aiuto. Un cordiale saluto
Salve, capisco la sua preoccupazione e credo che il fatto che senta il bisogno di non ignorare la situazione sia importante. Dal suo racconto non è possibile stabilire se la ragazza abbia un disturbo del comportamento alimentare, ma un dimagrimento marcato associato alla scomparsa del ciclo mestruale merita sicuramente attenzione. Sapere che un adulto ha notato la sua difficoltà e se ne è occupato, potrebbe essere un valore importante perché potrebbe motivarla a condividere il suo vissuto interno. È proprio sul vissuto emotivo che dovrebbe concentrarsi la sua comunicazione, evitando riferimenti diretti al peso e all’aspetto fisico perché potrebbero farla sentire giudicata e spingerla a chiudersi ulteriormente. Il messaggio più utile da trasmettere è quindi: “Mi preoccupo per come stai”, non “vedo che sei dimagrita”. Considerata la delicata età della ragazza, valuterei la possibilità di coinvolgere i genitori, comunicando ciò che avete osservato senza formulare diagnosi.
Buon pomeriggio! Capisco molto bene la sua preoccupazione e, da quello che racconta, credo che abbia già fatto una cosa importante: non è rimasta indifferente davanti a un cambiamento che le ha fatto suonare un campanello d’allarme. In una situazione del genere, soprattutto considerando che si tratta di una ragazza di 17 anni e che lei probabilmente non avrà più modo di vederla, io valuterei innanzitutto la possibilità di contattare i genitori. Potrebbe condividere ciò che avete concretamente osservato: il dimagrimento molto importante, la perdita del ciclo, il cambiamento nel suo modo di stare con gli altri, il fatto che già a giugno foste preoccupate e che ora la situazione vi sembri ulteriormente cambiata. Chiederei anche semplicemente se loro se ne sono accorti e se stanno già facendo qualcosa per aiutarla. Se non è seguita da nessuno, intervenire adesso può essere molto importante, perché prima si riesce a intercettare una difficoltà di questo tipo e prima è possibile offrire alla ragazza il supporto di cui ha bisogno, sia sul piano psicologico sia, vista anche l’assenza del ciclo e il dimagrimento, sul piano medico. Qualora volesse scrivere anche alla ragazza potrebbe farle arrivare soprattutto il messaggio che qualcuno si è accorto di lei e che, se sta attraversando un momento difficile, non deve affrontarlo da sola.
Ciao! Il tuo affetto per questa ragazza mi arriva con grande tenerezza. Per quanto le tue intenzioni siano buone, con le persone che soffrono di anoressia fare riferimenti al cibo e/o alla magrezza sono spesso controproducenti: quello che c'è dietro è quasi sempre una richiesta di essere viste e questo tipo di commenti rafforzano il pensiero più o meno inconscio "se sono magr* finalmente mi vedranno", oltre al fatto che i commenti sul corpo sono sempre fonte di sofferenza e disagio. Quello che puoi scriverle, secondo me, è che ti dispiace vedere che sta affrontando un momento difficile e che se ha bisogno di qualcosa tu per lei ci sarai.
Buongiorno, la sua preoccupazione è comprensibile e dimostra una grande attenzione al benessere della sua allieva. Credo sia importante non sottovalutare i segnali che ha osservato. Un dimagrimento significativo, soprattutto se accompagnato dall'assenza del ciclo mestruale, merita una valutazione medica tempestiva, indipendentemente dalla presenza o meno di un disturbo del comportamento alimentare, che non possiamo stabilire sulla base delle sole osservazioni. Può certamente esprimerle la sua preoccupazione, con delicatezza e senza giudizio, evitando commenti sul peso, sull'aspetto fisico o sulle abitudini alimentari. Potrebbe comunicarle che ha notato un cambiamento nel suo benessere, che è preoccupata per lei e che desidera sapere come sta, lasciandole la libertà di rispondere. Trattandosi di una ragazza minorenne, ritengo inoltre importante coinvolgere i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale, affinché possa ricevere un'adeguata valutazione sanitaria e, se necessario, un supporto specialistico. Non è necessario trovare le parole perfette né assumersi la responsabilità di risolvere la situazione. Il suo ruolo può essere quello di rappresentare una figura adulta attenta, disponibile e capace di favorire l'accesso a un aiuto appropriato. Un messaggio rispettoso, anche se non vi rivedrete, può rappresentare un gesto significativo di attenzione e vicinanza.
Buongiorno, sicuramente può essere un punto di partenza mandare un messaggio alla sua allieva per sapere come sta e che comunque è preoccupata per la sua salute. L'importante è sempre avere un dialogo discreto e non troppo invasivo. E' una minore quindi avvisare anche i suoi genitori/tutori della sua preoccupazione può essere un modo per aiutare la sua allieva. Il mondo della danza a volte mira a dei canoni estetici fisici molto importanti. Ma il consiglio che posso permettermi di dare è sicuramente avvisare e parlarne di questa sua osservazione e preoccupazione che ha avuto conoscendo la sua allieva.
Buongiorno, provi ad esprimere queste sue preoccupazioni alla ragazza evidenziando quanto le stia a cuore il suo benessere. Essendo ancora una minore anche il coinvolgimento ella famiglia è un aspetto da non escludere. Cordialità.
Salve, comprendo la sua preoccupazione e il desiderio di fare qualcosa per questa ragazza, soprattutto considerando che potrebbe non avere più occasioni per incontrarla. Credo che un messaggio possa essere appropriato, purché non si concentri sul peso o su una possibile diagnosi, ma sulla sua attenzione e disponibilità nei suoi confronti. Potrebbe scriverle che ha notato che sembra attraversare un momento difficile, che le sta a cuore il suo benessere e che, se ne sentisse il bisogno, lei sarebbe disponibile ad ascoltarla senza giudicarla. Eviterei di insistere sul cibo o di cercare di convincerla a parlare, lasciandole la possibilità di rispondere con i suoi tempi. Considerata la giovane età e il dimagrimento importante che descrive, però, non affiderei tutto a un messaggio privato: sarebbe opportuno coinvolgere i genitori o un adulto di riferimento, condividendo con delicatezza le sue osservazioni e incoraggiando una valutazione medica tempestiva. La sua attenzione può rappresentare un'importante occasione per aiutarla a non sentirsi sola, senza che debba assumersi da sola la responsabilità della situazione. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Buongiorno, dalle sue parole emerge una sincera attenzione nei confronti di questa ragazza e del suo benessere. Trovo molto significativo che, pur sapendo che probabilmente non sarà più una sua allieva, continui a preoccuparsi per lei e si interroghi su come poterla aiutare nel modo più rispettoso possibile. Questo dimostra quanto il ruolo di un'insegnante possa andare oltre l'insegnamento di una disciplina, rappresentando per i ragazzi una figura adulta di riferimento, attenta anche alle loro difficoltà. Considerata la perdita di peso importante e l'assenza del ciclo mestruale che riferisce, le suggerirei innanzitutto di contattare i genitori della ragazza, condividendo con delicatezza le sue preoccupazioni e ciò che ha concretamente osservato. Sono segnali che meritano attenzione e una valutazione medica tempestiva, indipendentemente dalla presenza o meno di un disturbo del comportamento alimentare. Può certamente scrivere anche alla ragazza, esprimendole il suo affetto e la sua disponibilità ad ascoltarla, senza però concentrare il messaggio sul peso o sull'aspetto fisico. Essendo minorenne, ritengo comunque fondamentale coinvolgere i genitori, affinché non ricada su di lei la responsabilità di riconoscere il problema e chiedere aiuto. Vorrei infine sottolineare che non è necessario trovare le parole perfette per essere una presenza significativa. A volte, sapere che un adulto si è accorto della nostra sofferenza, si interessa sinceramente a come stiamo ed è disposto ad aiutarci può fare una grande differenza. Come insegnante non le spetta formulare una diagnosi o farsi carico della situazione clinica, ma può svolgere un ruolo prezioso nel favorire un intervento precoce. La sensibilità che dimostra è una risorsa importante, soprattutto quando si traduce in azioni concrete per tutelare la salute della ragazza. Un cordiale saluto.
Buongiorno, credo che la sua preoccupazione meriti di essere ascoltata e che, in questa situazione, sia preferibile fare un tentativo di avvicinamento piuttosto che rinunciare per paura di dire qualcosa di sbagliato. Da ciò che racconta, non si tratta soltanto di un dimagrimento evidente, ma di un insieme di cambiamenti che riguardano anche il comportamento, il ritiro dalle relazioni e, soprattutto, la scomparsa del ciclo mestruale. Sono segnali che richiedono attenzione, pur non permettendoci di concludere con certezza che si tratti di anoressia. Mi soffermerei anche su un aspetto: questa ragazza viene descritta come chiusa, silenziosa e poco integrata. Non sappiamo che cosa stia vivendo né quale significato abbia per lei il rapporto con il corpo, con l'alimentazione o con la danza. Proprio per questo eviterei di affrontarla attraverso domande insistenti su quanto mangia, osservazioni sul peso o tentativi di convincerla che è troppo magra. Potrebbero farla sentire osservata e giudicata, aumentando la sua chiusura. Le scriverei invece un messaggio personale, discreto, che comunichi una preoccupazione autentica e la disponibilità ad ascoltarla, senza pretendere che debba raccontarle qualcosa. Potrebbe dirle, ad esempio: “Volevo scriverti perché negli ultimi tempi ti ho vista diversa e mi sono preoccupata per come stai. Non voglio essere invadente né metterti a disagio, ma ci tengo a te e vorrei sapere come ti senti. Se stai attraversando un momento difficile, spero che tu possa parlarne con qualcuno che possa aiutarti. Se hai voglia di raccontarmi qualcosa, io ci sono”. Tuttavia, considerata la sua età e soprattutto il dimagrimento importante associato all'assenza delle mestruazioni, non mi limiterei al messaggio. Sarebbe opportuno coinvolgere tempestivamente i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale, comunicando con delicatezza le osservazioni concrete e raccomandando una valutazione medica quanto prima, anche presso un servizio specializzato nei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Se non conosce la situazione familiare, può prima verificare con la ragazza se gli adulti di riferimento siano già informati, senza però affidare esclusivamente a lei la responsabilità di chiedere aiuto. Se emergessero svenimenti, forte debolezza, disidratazione o altri segni di compromissione fisica, sarebbe necessaria una valutazione urgente. Vorrei sottolineare anche che non è necessario sentirsi responsabili di ciò che sta accadendo. Il fatto che la vostra scuola non abbia mai incoraggiato il dimagrimento è importante, ma non possiamo conoscere le ragioni della sofferenza della ragazza, né ricondurle automaticamente all'ambiente della danza. C'è infine qualcosa di significativo nel suo desiderio di intervenire proprio mentre l'allieva sta per allontanarsi. Forse teme che, perdendo il contatto con lei, venga meno anche un'occasione per accorgersi della sua difficoltà. È una preoccupazione comprensibile. Il suo compito, però, non è riuscire a farla aprire o convincerla ad accettare un aiuto: è fare in modo che ciò che ha osservato non rimanga senza ascolto e che possa arrivare agli adulti e ai professionisti in grado di occuparsene. A volte una presenza adulta attenta, capace di esprimere preoccupazione senza giudicare, può rappresentare un primo punto di contatto importante. In questo caso, però, proprio perché ci sono possibili segnali di rischio per la salute, è fondamentale che alla sensibilità relazionale si accompagni un intervento concreto e tempestivo.
Buongiorno, vorrei innanzitutto dirle che la sua preoccupazione è comprensibile e, soprattutto, merita di essere ascoltata. Lei si trova in una posizione delicata: ha osservato un cambiamento importante in una ragazza che conosce da tempo, ne percepisce la sofferenza e teme che intervenire possa compromettere ulteriormente una situazione già fragile. Il mio suggerimento è di non rimanere in silenzio. Un dimagrimento marcato, soprattutto se associato alla scomparsa del ciclo mestruale, rappresenta un segnale clinico che richiede attenzione, indipendentemente dalla possibilità di formulare una diagnosi di anoressia nervosa, che non può essere stabilita sulla sola osservazione. È importante considerare che i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione possono comportare conseguenze mediche anche gravi, talvolta non immediatamente riconoscibili dall'esterno. Per questo motivo sarebbe opportuno che la ragazza ricevesse una valutazione medica tempestiva, oltre a un eventuale approfondimento psicologico specialistico. Lei mi chiede se possa scriverle. Certamente, ma le suggerirei di farlo evitando riferimenti giudicanti al peso, al corpo o alla quantità di cibo che assume. Potrebbe esprimerle la sua vicinanza, dirle che ha percepito un cambiamento nel suo benessere e che desidera sinceramente sapere come sta, lasciandole la possibilità di parlare senza sentirsi interrogata o sotto osservazione. Tuttavia, trattandosi di una minorenne e in presenza dei segnali che descrive, non affiderei la situazione esclusivamente a un messaggio diretto alla ragazza. Le consiglierei di contattare con discrezione i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale, condividendo le osservazioni concrete e raccomandando una valutazione medica quanto prima. Se vi fossero ragioni per ritenere che il coinvolgimento familiare possa esporla a un pericolo, sarebbe opportuno rivolgersi ai servizi sanitari o di tutela dei minori per ricevere indicazioni. Nel frattempo, sarebbe prudente evitare attività fisiche intense fino a una valutazione medica, considerati i possibili rischi associati a una condizione di malnutrizione. In presenza di svenimenti, marcata debolezza, palpitazioni o altri segnali di compromissione fisica, è necessaria una valutazione urgente. Vorrei infine soffermarmi su un elemento del suo racconto: lei sembra interrogarsi anche sulla possibilità che la scuola avrebbe potuto accorgersi prima di quanto stava accadendo. Non è possibile ricostruire da queste informazioni l'origine della sofferenza della ragazza, né attribuire responsabilità. Ciò che conta, adesso, è trasformare la preoccupazione in un gesto concreto di protezione. Le lascerei una riflessione: non sempre possiamo sapere quale significato abbia il sintomo nella vita di una persona, ma possiamo riconoscere quando la sua salute richiede un intervento. Non è suo compito diagnosticare, convincere la ragazza a mangiare o assumere il ruolo di terapeuta. Può però rappresentare un adulto attento, capace di riconoscere un possibile segnale di sofferenza e favorire l'incontro con chi possiede le competenze per prendersene cura. Anche se non dovesse più rivederla, il suo interessamento potrebbe costituire un passaggio importante verso una richiesta di aiuto. Un cordiale saluto, Giorgio Fanelli
Salve la famiglia è integrata in questa sua attività? La segue? Valutate la possibilità di costruire una rete di supporto intorno e con la ragazza, piuttosto che spingerla verso un cambiamento. A volte anche la sola presenza può essere di immenso supporto. Saluti.
Buongiorno, dal messaggio che scrive apprendo una sincera preoccupazione per questa ragazza e il desiderio di esserle d'aiuto senza invadere il suo spazio o rischiare di farla stare peggio. Data la sua posizione, è comprensibile sentirsi in difficoltà quando si percepisce una possibile sofferenza e non si sa quale sia il modo giusto per avvicinarsi. Da ciò che racconta non è possibile stabilire se si tratti effettivamente di anoressia, ma un dimagrimento così marcato, associato alla scomparsa del ciclo mestruale, rappresenta un motivo concreto per sollecitare una valutazione medica tempestiva. Non è una situazione da affrontare soltanto sul piano psicologico o da lasciare passare senza intervenire giustificandola come "capriccio dell'età", cosa che spesso accade nel sentito dire comune. Considerato il rapporto che avete costruito, potrebbe essere appropriato scriverle un messaggio breve e delicato, esprimendo la sua preoccupazione senza parlare esplicitamente di peso, diagnosi o alimentazione. Potrebbe dirle che ha notato una serie di cambiamenti ed IMMAGINA che stia attraversando un periodo difficile, che le sta a cuore il suo benessere e che, se avesse bisogno di parlare, lei è disponibile ad ascoltarla senza giudicarla né forzarla a raccontare qualcosa. Essendo minorenne, se ritiene che la sua salute sia a rischio, è importante valutare anche il coinvolgimento di un adulto responsabile, come un genitore o un tutore, condividendo soltanto le informazioni necessarie e con attenzione alla sua riservatezza. Non può sapere in anticipo come reagirà, e non esiste una frase capace di garantire che non si senta a disagio. Può però scegliere parole rispettose, senza commenti sul corpo e senza pressioni; quelle parole che fanno sentire visti. Inoltre, il fatto che probabilmente non la rivedrà più non rende inutile il suo gesto: di fatto, non deve necessariamente convincerla a chiedere aiuto da sola: a volte il contributo più importante di una persona adulta è accorgersi che qualcosa non va e favorire l'accesso a un sostegno adeguato. Un caro saluto, Dottssa LM
Salve. La sua preoccupazione è giusta. Questa preoccupazione andrebbe fatta presente ai genitori della ragazza.
Salve certo che può comunicare in modo esplicito probabilmente può avere la fortuna che la ragazza colga questo per decidere di intraprendere un percorso terapeutico che interviene in modo mirato sulla sua patologia in quanto è l'unico modo. Purtroppo se lei non decide di iniziare una terapia per farsi aiutare non c'è modo di aiutarla.
Salve, il fatto che lei si stia interrogando su come avvicinarla senza farla sentire giudicata dimostra attenzione e sensibilità. In una situazione così delicata, credo sia importante non ignorare la preoccupazione, ma comunicarla con delicatezza, evitando diagnosi o commenti diretti sul peso e sull'aspetto fisico. Può scriverle un messaggio privato, esprimendo che ha notato una sofferenza e che, al di là della danza, le sta a cuore come persona. Le faccia sapere che, se ne avesse bisogno, è disponibile ad ascoltarla, senza pressioni né aspettative di risposta. Considerata la sua età e il dimagrimento importante che descrive, sarebbe inoltre opportuno coinvolgere un genitore o un adulto di riferimento affidabile, affinché possa essere accompagnata quanto prima a una valutazione medica e a un supporto specialistico. Non deve trovare le parole perfette né risolvere lei la situazione: può però rappresentare un'adulta attenta che le fa sentire di non essere invisibile.
Buongiorno, dalle sue parole emerge una sincera preoccupazione per questa ragazza e il desiderio di trovare un modo per esserle d’aiuto, senza rischiare di farla sentire giudicata o invasa. Credo che possa permettersi di contattarla, anche se non dovesse più frequentare la scuola. Più che cercare di convincerla di avere un problema o fare ipotesi sulla sua condizione, potrebbe comunicarle ciò che ha osservato e, soprattutto, farle sapere che la sua preoccupazione nasce dall'attenzione nei suoi confronti. Un messaggio semplice, che non le chieda di giustificarsi e che le lasci la possibilità di rispondere o meno, potrebbe essere un modo per farle sentire che qualcuno si è accorto della sua sofferenza e che non è sola. Considerata la giovane età e i segnali che descrive, sarebbe importante anche incoraggiarla, con delicatezza, a parlarne con un adulto di fiducia e a rivolgersi a un professionista. Non spetta a lei trovare le parole giuste per risolvere una situazione così delicata, ma può fare qualcosa di significativo: mostrarle che la sua preoccupazione non è legata alla danza o al suo aspetto, ma al suo benessere come persona. A volte non possiamo sapere quale effetto avrà un gesto di vicinanza, ma possiamo scegliere di offrirlo con rispetto, senza forzare e senza pretendere una risposta. Un caro saluto, Dott.ssa Azzurra Licata
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