Mio nipote è abituato a mangiare guardando la TV. Io gliel ho spenta perché vorrei che imparasse ad
Mio nipote è abituato a mangiare guardando la TV. Io gliel ho spenta perché vorrei che imparasse ad adattarsi di più quando non può avete ciò che vuole. Il nonno subito ha riacceso la TV in quanto il bambino aveva smesso di mangiare . Cosa è meglio fare?
4 risposte
Buongiorno, capisco il suo desiderio di aiutare suo nipote a tollerare meglio i piccoli limiti e, allo stesso tempo, comprendo anche la preoccupazione del nonno nel vederlo smettere di mangiare. Più che stabilire chi abbia ragione, credo possa essere utile evitare che il momento del pasto diventi un terreno di tensione tra adulti o una prova di forza per il bambino. Se è molto abituato a mangiare con la TV accesa, un cambiamento graduale può essere più semplice da sostenere: per esempio ridurre poco alla volta il tempo davanti allo schermo, mantenendo un clima sereno e prevedibile. L’aspetto più importante è che gli adulti condividano una linea comune, così il bambino non riceve messaggi diversi nello stesso momento. In questo modo può imparare gradualmente a stare a tavola anche senza TV, senza vivere il pasto come un conflitto.
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Gentile Utente, forse per rispondere alla sua domanda sarebbe importante innanzitutto sapere quanti anni abbia il bambino e quali siano le sue abitudini. Prima di intervenire, ne parlerei comunque con i suoi genitori, cercando di capire cosa avvenga di solito al momento dei pasti. Se i genitori fossero d'accordo nel ridurre la televisione, magari potreste concordare una linea educativa che sia comune, coinvolgendo anche il nonno. Proverei magari ad accompagnarlo verso una nuova abitudine attraverso l'esempio stesso degli adulti; anticipandogli però il cambiamento e accogliendo anche la sua eventuale frustrazione. Magari inizierei proprio dal mangiare insieme a lui, provando a instaurare una conversazione tranquilla, oppure semplicemente a condividere il piacere del cibo che stiamo consumando. Cercherei, insomma, di rendere il momento del pasto un'occasione piacevole di condivisione, anche attraverso l'esempio degli adulti. Credo che sia importante aiutare i bambini a sviluppare gradualmente la capacità di tollerare le frustrazioni, ma accompagnandoli in questo in un modo coerente e tenendo conto della loro età e delle loro possibilità. Un saluto.
Capisco la sua preoccupazione. Da quello che racconta, il suo intento non era semplicemente spegnere la televisione, ma aiutare suo nipote a comprendere che non sempre è possibile avere ciò che si desidera e che, a volte, è necessario imparare a tollerare anche una piccola frustrazione. La questione, però, non riguarda soltanto la televisione o il comportamento del bambino, ma anche il modo in cui gli adulti di riferimento si relazionano con lui e gestiscono le situazioni in cui manifesta un disagio. Quando il bambino ha smesso di mangiare, il nonno probabilmente ha cercato di risolvere immediatamente la situazione, riaccendendo la TV. Tuttavia, se ogni volta che il bambino interrompe un'attività o manifesta disappunto l'adulto modifica la propria decisione per farlo tornare tranquillo, rischia di trasmettergli, involontariamente, il messaggio che la frustrazione possa essere evitata ottenendo nuovamente ciò che desidera. Imparare a tollerare la frustrazione è importante, ma lo è altrettanto sentirsi accompagnati dagli adulti mentre la si sperimenta. Non si tratta di imporsi o di creare uno scontro, ma di mantenere una posizione coerente, accogliendo le emozioni del bambino senza dover necessariamente eliminare ogni suo disagio. C'è poi un altro aspetto fondamentale: i bambini hanno bisogno che gli adulti di riferimento trovino una certa coerenza educativa. Se un adulto stabilisce una regola e un altro la annulla immediatamente, il bambino può sentirsi disorientato e imparare a rivolgersi all'adulto che più facilmente gli concede ciò che desidera. Sarebbe quindi utile parlarne con il nonno in un momento tranquillo, lontano dal bambino, cercando di condividere un obiettivo educativo comune, senza trasformare la questione in una contrapposizione tra voi. Per quanto riguarda il pasto, è preferibile introdurre gradualmente l'abitudine a mangiare senza televisione, con serenità e senza trasformare il cibo in un terreno di scontro. Se il bambino smette di mangiare, è importante non forzarlo, ma nemmeno sentirsi obbligati ad accendere la TV per convincerlo a continuare. Le vorrei lasciare una riflessione: educare un bambino non significa evitargli ogni frustrazione, ma aiutarlo a scoprire che può attraversarla senza sentirsi solo e senza che gli adulti debbano necessariamente cambiare le regole per farla scomparire. Per comprendere meglio la situazione, le chiederei una cosa: quanti anni ha suo nipote? L'età è importante per capire quali aspettative siano realistiche rispetto alla sua capacità di tollerare la frustrazione e come intervenire nel modo più adeguato.
Buongiorno, grazie per la sua domanda, spegnere la tv improvvisamente rischia di mandare il bambino in frustrazione. Se un determinato comportamento si ritiene inadeguato è opportuno fare un tentativo di cambiamento ma in modo strutturato e graduale. Per essere supportati in questo ci sono dei percorsi di parent training che vengono svolti dalle famiglie. Rimango a disposizione se siete interessati ad approfondire tale argomento Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

