Dott.ssa
Martina Tinnirello
Neuropsicologa
·
Psicoterapeuta
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Venaria Reale 1 indirizzo
Esperienze
Sono psicologa e psicoterapeuta, specialista in Neuropsicologia. Mi occupo di valutazione psicodiagnostica e neuropsicologica in età evolutiva e adulta, con un approccio volto a comprendere il funzionamento della persona nella sua complessità, valorizzandone risorse e difficoltà.
Mi occupo di assessment cognitivo, emotivo e comportamentale e di approfondimento clinico nell’ambito dei disturbi del neurosviluppo, tra cui disturbo dello spettro dell’autismo (ASD) e disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD). In ambito adulto svolgo valutazioni delle funzioni cognitive e neuropsicologiche in presenza di condizioni neurologiche acquisite o neurodegenerative.
Accanto all’attività diagnostica, svolgo colloqui clinici, percorsi di supporto psicologico e psicoterapia con adolescenti e adulti, oltre a interventi psicoeducativi individuali e di gruppo.
Credo che un percorso psicologico debba partire dall’ascolto e dalla comprensione della persona, per arrivare a una lettura chiara delle difficoltà e all’individuazione di strategie concrete per affrontarle. Per questo considero importante costruire un percorso personalizzato, in un clima di ascolto, collaborazione e non giudizio.
Nel primo colloquio cercherò di capire insieme quali sono le vostre priorità, quali obiettivi potrebbero essere più utili e quali passi si possono intraprendere. Potremo definire insieme un piano di lavoro chiaro, realistico e mirato alle vostre esigenze.
Se vuoi fissare un appuntamento, contatta lo studio: sarò lieta di aiutarti a iniziare un percorso di supporto e miglioramento.
Aree di competenza principali:
- Psicoterapia cognitiva neuropsicologica
- Neuropsicologia
Principali patologie trattate
- Autismo
- ADHD
- Ansia
- Disturbi dell'umore
- Difficoltà relazionali
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Recensioni
3 recensioni
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N
N. P.
Devo ringraziare la dottoressa perchè è riuscita a mettere mio figlio a suo agio trasformando i test in una sorta di gioco e azzerando l'ansia che invece prova a scuola. La consiglio ad occhi chiusi.
• Etra Medical • test neuropsicologici •
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D
DB
Abbiamo fatto fare a nostro figlio una valutazione neuropsicologica e siamo rimasti contenti della scelta. All’inizio eravamo un po’ preoccupati, invece lui si è trovato bene e si è lasciato coinvolgere senza problemi. La dottoressa è stata disponibile anche con noi genitori, ci ha spiegato i risultati con parole semplici e ci ha dato qualche indicazione concreta per affrontare meglio le difficoltà che stavamo vedendo. Ci siamo sentiti ascoltati e seguiti, che era quello che cercavamo.
• Etra Medical • psicoterapia individuale •
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M
M.P.
Ho avuto il piacere di intraprendere un percorso con la dottoressa e posso dire con assoluta sincerità di essermi trovata benissimo.
Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta, ascoltata e soprattutto mai giudicata. Ho trovato una professionista estremamente competente, empatica e attenta, capace di creare quello spazio di fiducia e serenità che, per me, è stato fondamentale.
Durante il percorso ho avuto modo di conoscermi meglio, di guardare alcune situazioni con occhi diversi e di acquisire strumenti preziosi per affrontare le difficoltà con maggiore consapevolezza e serenità.
Ciò che ho apprezzato maggiormente è stata la sua capacità di ascoltare davvero, con sensibilità e rispetto, adattandosi alla mia persona e ai miei tempi.
La consiglierei senza esitazione a chiunque senta il bisogno di affidarsi a una professionista seria, preparata e, allo stesso tempo, profondamente umana.
Un'esperienza che porterò con me con grande gratitudine.• Etra Medical • colloquio psicologico •
Dott.ssa Martina Tinnirello
Grazie di cuore per queste parole e per la fiducia che hai riposto in me. Sono felice che tu abbia trovato nel percorso uno spazio di ascolto, accoglienza e libertà, e che possa portare con te nuovi strumenti e consapevolezza. È stato un piacere accompagnarti in questo percorso.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Mia figlia, appena compiuti 7 anni, classe prima elementare, da qualche mese ha delle reazioni aggre
Mia figlia, appena compiuti 7 anni, classe prima elementare, da qualche mese ha delle reazioni aggressive in famiglia soprattutto quando si tratta di fare i compiti insieme (e magari fa degli errori che si cerca di correggere) o quando si trova in situazioni nelle quali non è possibile assecondare una sua richiesta come il guardare la tv per un tempo ulteriore o interrompere un gioco dove stava esagerando e magari sporcando eccessivamente o non essere on sicurezza. E' sempre stata molto sorridente e affabile (nella media) ma ultimamente ci sono momenti in cui è impegnativa. Riponde mele, si scatenano scenate, pianti, parolacce e a gesti forti come tirare oggetti e rompere matite. A volte poi fa riferimento al fatto che stava meglio figlia unica (ha un fratellino di 3 anni che la adora e solitamente vanno d'accordo). Al doposcuola che frequenta qualche pomeriggio dice che non ha amiche della sua età e che ci sono bambini più Io grandi che ovviamente offrono un vocabolario articolato e se posso cerco di combinare con il lavoro e di andarla prendere prima o di farle passare il pomeriggio a casa. Ha anche 2 pomeriggi di sport dove può vedere altri bambini e divertirsi. Io durante le crisi cerco di accettare e stare calma ma a volte è difficile e si accende il conflitto che poi si placca con un "scusa" e un abbraccio. E questo avviene in famiglia con uno zio e con la nonna principalmente. Come fare per aiutare questa bambina? E come capire cosa la turba? Grazie,
una mamma innamorata della figlia
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrive non significa necessariamente che ci sia “qualcosa che non va” nella bambina. A 7 anni la capacità di gestire frustrazione, rabbia e limiti è ancora in sviluppo, e situazioni come essere corretta durante i compiti, interrompere un gioco o ricevere un “no” possono diventare particolarmente difficili.
Detto questo, visto che si tratta di un cambiamento degli ultimi mesi, cercherei di capire che cosa è cambiato per lei. L’inizio della scuola primaria può comportare nuove richieste, confronti con i compagni, maggiore fatica e nuove esperienze di insuccesso. Anche quello che racconta sulle amicizie merita un approfondimento: non significa necessariamente che ci sia un problema, ma chiederei alle insegnanti come vive la scuola, le relazioni e le attività didattiche.
Durante la crisi continuerei a mantenere un atteggiamento calmo, ma senza togliere il limite: “Capisco che sei arrabbiata, ma non puoi rompere le cose. Quando ti calmi ne parliamo.” Nel pieno della rabbia è difficile ragionare o insegnare qualcosa.
A crisi terminata, invece, può essere utile ricostruire insieme l’episodio: “Che cosa ti ha fatto arrabbiare così tanto? Qual è stata la parte più difficile?” L’obiettivo è aiutarla gradualmente a riconoscere ciò che prova e a trovare modalità alternative per esprimerlo.
Anche sui compiti osservarei soprattutto come vive l’errore: si arrabbia perché non vuole interrompere un’attività piacevole o perché sbagliare per lei significa “non essere capace” o deludere qualcuno?
Per qualche settimana può essere utile annotare quando avvengono gli episodi, cosa è successo subito prima e come si concludono. Questo permette di individuare eventuali schemi.
Non partirei quindi dalla ricerca di una soluzione, ma dalla domanda: “Che cosa sta rendendo alcune situazioni così difficili per lei proprio in questo periodo?” Se le reazioni diventassero molto frequenti, intense o comparissero anche a scuola e nelle relazioni, sarebbe invece opportuno un confronto con uno psicologo dell’età evolutiva.
salvi. mio figlio ha 18 anni ha un ritardo intellettivo lieve con compromissione comportamentale e d
salvi. mio figlio ha 18 anni ha un ritardo intellettivo lieve con compromissione comportamentale e disturbo d ansia generalizzato.e ha crisi epilettiche in trattamento farmacologico in quadro polimicrogiria frontale bilaterale. si agita moltissimo e non riesce a controllare la sua rabia e si fa del male a se stesso e delle volte anche a noi .e la mia paura e quella che va a peggiorare.a che posso rivolgermi per aiutarlo a controllare la sua rabbia e l ansia, e come devo comportarmi quando ha questi disturbi grazie. aspetto una vostra risposta
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve.
La presenza di autolesionismo, aggressività, disturbo d’ansia, epilessia è una condizione complessa rende importante una valutazione complessiva.
Le suggerirei innanzitutto di parlarne con il neurologo o con il centro per l’epilessia che lo segue, riferendo in modo preciso l’aumento dell’agitazione e degli episodi aggressivi e, contemporaneamente, con uno psichiatra esperto di disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo nell’adulto.
È importante valutare anche se vi siano fattori che stanno aumentando l’agitazione, compresi preoccupazioni nuove, sonno, dolore, cambiamenti ambientali o eventuali aspetti legati alla terapia farmacologica.
Durante una crisi, quando è molto agitato, l’obiettivo principale non è convincerlo a ragionare: cercate di ridurre gli stimoli, parlate con poche parole e con tono calmo e allontanate oggetti con cui potrebbe ferirsi, se presenti. Evitate confronti, minacce o discussioni in quel momento.
Dato che riferisce che a volte fa del male e aggredisce anche voi, sarebbe inoltre importante avere con i curanti un piano concreto per la gestione delle crisi, stabilendo in anticipo cosa fare e quando chiedere aiuto per voi o per lui.
L’obiettivo è prima di tutto capire che cosa scatena o mantiene queste crisi e costruire un intervento personalizzato, che lavori sia sull’ansia sia sulla regolazione comportamentale.
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