Dott.ssa
Silvia Farina
Psicologa
·
Psicologa clinica
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Milano 1 indirizzo
Esperienze
Sono Psicologa Clinica e Pedagogista con una formazione ampia e integrata, orientata al benessere della persona lungo tutto l’arco della vita. Mi occupo di sostegno psicologico in diverse aree, tra cui gestione delle emozioni e dello stress, ansia, momenti di difficoltà personale, relazionale e familiare e cambiamenti di vita.
Una particolare attenzione è dedicata al supporto alla genitorialità. Accompagno madri, padri e caregiver nel loro percorso, offrendo strumenti pratici e riflessioni utili per affrontare le sfide educative quotidiane.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
60 € -
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Parent training
60 € -
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Test di personalità
60 € -
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Sostegno psicologico adolescenti
60 € -
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Sostegno psicologico
60 € -
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Indirizzi (2)
Via Giovanni Arrivabene, 3, Milano 20158
Disponibilità
Modalità di pagamento (visite private)
- Bonifico
- Bonifico istantaneo
Telefono
Consulenza online
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Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
5 recensioni
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G
G.D.
Mi sono sentito ascoltato e a mio agio con la dottoressa Silvia Farina, la consiglio vivamente.
• La Pepita • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Silvia Farina
Sono molto contenta che si sia trovato bene e la ringrazio per le sue parole.
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M
M.V
Professionale, attenta e sempre disponibile. Fin dal primo incontro ha dimostrato grande empatia, aiutandomi a sentirmi subito a mio agio. Sono molto soddisfatta del percorso intrapreso insieme e dei benefici che ne ho tratto.
• La Pepita • colloquio psicologico •
Dott.ssa Silvia Farina
Grazie della fiducia.
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R
R.B.
Sono arrivato dalla dottoressa Farina in un momento molto difficile in cui l’ansia mi stava mettendo veramente in difficoltà. Non è stato tutto immediato, ma con il tempo ho visto dei veri miglioramenti, oggi mi sento molto più in controllo rispetto a prima. La consiglio sinceramente a chiunque stia affrontando difficoltà di simili.
• La Pepita • colloquio psicologico •
Dott.ssa Silvia Farina
Grazie di cuore per aver condiviso la sua esperienza. Sono molto contenta dei progressi che ha fatto e del percorso che abbiamo costruito insieme nel tempo.
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S
S.B.
Mi sono rivolta alla dottoressa Farina per mia figlia di 6 anni ed il percorso intrapreso mi è servito per affrontare le difficoltà quotidiane. È una professionista molto preparata ed accogliente, la consiglio con sincera gratitudine.
• La Pepita • sostegno alla genitorialità •
Dott.ssa Silvia Farina
La ringrazio di cuore per le sue parole così gentili. È stato un piacere poter accompagnare lei e sua figlia in questo percorso.
Rimango a disposizione per qualsiasi esigenza futura.
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M
M.D.
Ho iniziato il mio percorso con la dottoressa Farina da pochi mesi e mi sono trovato fin da subito a mio agio. Grazie al suo supporto ho già potuto intraprendere i primi cambiamenti positivi nella mia vita. Molto consigliata.
• La Pepita • colloquio psicologico clinico •
Dott.ssa Silvia Farina
Grazie per la fiducia.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 9 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera, da circa un mese soffro di ansia prevalentemente notturna con scatti ipnici nel dormivegl
Buonasera, da circa un mese soffro di ansia prevalentemente notturna con scatti ipnici nel dormiveglia, tachicardia e insonnia. Episodi simili si sono verificati nel 2022, 2024 e circa 6 mesi fa, sempre dopo lunghi viaggi, jet lag, forte stanchezza o eccessi di alcol e carboidrati. Gli esami (sangue e tiroide) sono sempre risultati nella norma. Da tempo mi riconosco una certa tensione e iperattivazione, soprattutto lavorativa. Attualmente assumo 10 gocce di Xanax al pomeriggio e 10 alla sera (0,5 mg/die) da circa 17 giorni: gli scatti sono quasi scomparsi, l'ansia è migliorata, ma continuo a svegliarmi verso le 4-4:30. Vorrei iniziare a sospenderlo e chiedo: una dose così bassa per così poco tempo può aver già creato dipendenza fisica? È corretto ridurre 1-2 gocce a settimana, lasciando per ultima la dose serale? Posso associare melatonina a rilascio prolungato durante la riduzione? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
per quanto quanto riguarda la prima domanda ovvero quella sulla dipendenza fisica al farmaco posso dirle che con dosaggi così bassi e per periodi così brevi il rischio è molto basso. Questo non significa che sia opportuno interromperlo bruscamente. Confermo che è corretto ridurre 1-2 gocce a settimana, lasciando per ultima la dose serale e associare melatonina può essere molto utile perché a differenza delle benzodiazepine non crea dipendenza.
Salve, sono una ragazza di quasi 25 anni, sono una studentessa ormai fuoricorso da 3 anni. Ho sempre
Salve, sono una ragazza di quasi 25 anni, sono una studentessa ormai fuoricorso da 3 anni. Ho sempre studiato e devo essere onesta anche con buoni risultati, però sono rimasta indietro a causa della mia ansia non riuscendo a dare più di 3/4 esami all'anno fino poi a bloccarmi del tutto per 2 anni in cui, pur preparandomi per gli esami, non sono mai riuscita a presentarmi. Quest'estate per la prima volta sono tornata a dare un esame e ho preso anche 30, sul momento mi sono emozionata ed ero soddisfatta, però poi dal giorno successivo già ero in pensiero per gli altri esami da recuperare e i tirocini. A settembre dovevo dare un esame, ma il giorno prima, come è capitato qualche altra volta, ho avuto crisi di pianto, forte ansia e sensazione di non ricordare nulla, per questo non mi sono presentata più all'esame. In 6 anni di università non ho mai preso in considerazione la rinuncia agli studi come oggi, non so più se voglio questa laurea, se la laurea stessa presa con tutte queste difficoltà abbia un senso. Ad oggi se mi fermo a pensare, non riesco neanche ad immaginarmi a dare ad esempio alcune tipologie di esami oppure non mi immagino nel contesto di tirocinio. Essendo fin dai tempi della scuola quella brava della classe, della mia famiglia stessa, non ho mai immaginato la mia vita senza studio, ma ad oggi mi sento arrivata al limite, ma al tempo stesso ho paura del futuro che mi aspetta non avendo un piano B. Mi sento in una situazione terribile di stallo e non so come muovermi per uscirne, ho paura di parlarne con i miei genitori perché temo saranno molto delusi da me oppure temo di non essere presa sul serio/che non mi capiscano. Mi sento inadatta alla vita sotto tanti punti di vista, è come se non mi sentissi all'altezza del vivere stesso. A volte guardo sui social miei ex compagni di scuola, vecchi amici, e li vedo realizzati, vedo che tutti sono andati avanti, io invece sono rimasta immobile. L'immagine più adatta per descrivere come mi sono sentita negli ultimi anni credo sia quella delle sabbie mobili. Tante volte ho pensato di intraprendere un percorso psicologico, però non saprei neanche come spiegare alla mia famiglia, che ha già tanti pensieri, la mia necessità. Ultimamente informandomi un po' sul servizio che potesse essere più adeguato alla mia situazione, ho notato anche di avere moltissime caratteristiche riconducibili al DOC, ci sono cose che faccio/penso da anni e anni pensando semplicemente di essere una persona un po' strana, ma che in realtà non sono "normali" e che ad essere sincera ultimamente sento peggiorate. A volte ho anche paura di parlarne, perché dire a voce alta le cose che vivo in relazione al DOC mi fa paura, ne ho vergogna, ho paura di sembrare pazza ad uno sguardo esterno. Non so, spero che qualcuno sappia consigliarmi come muovermi in questa situazione, perché mi sento troppo sopraffatta da tutto e ho paura di aver rimandato già per troppo tempo la mia richiesta di aiuto e di conseguenza di non poterne più uscire. Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
leggendo il suo racconto avverto un forte senso di sofferenza e mi sento dispiaciuta per lei. Ho notato che ha usato anche molto le parole vergogna, paura e senso di impotenza. La vergogna è un'emozione legata al sentirsi sbagliati, inadeguati e riguarda la nostra identità. Secondo me lei ha una buona consapevolezza di quello che le sta accadendo ma non trova il coraggio di chiedere aiuto per paura di pesare sulle persone che le stanno accanto. Rimandare non è mai positivo ma pensare che non ci sia più modo di uscire da questa situazione è sbagliato. Le consiglio di contattare una psicologa e di provare a dire ai genitori, a parole sue, quello che le sta accadendo e che ha bisogno di un aiuto.
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