Ho 62 anni ,un compagno che mi vuole bene e con il quale sto bene,una casa mia,e niente di cui possa lamentarmi.Ma io sono caratterialmente una persona scontenta e due mesi fa è insorto il pianto,poi apatia e sempre più giù in cocomitanza con la primavera.Non è la prima volta che mi capita,ma dopo 2 mesi di pianti continui dono andata da uno psichistra che mi ha prescritto Brintellex 10 gocce.Dopo 2 settimane io sto peggio e piango ancora di più,anche perché mi danno fastidio gli effetti collateralj,ansia,mal di testa,di pancia.Insomma stavo meglio prima.Cosa faccio,? Interrompo o vado avanti? Lo psichiatra mi ha consigliato dei colloqui con una psicologa che io ho già iniziato ma ripeto piango adesso tutto il giono.grazie per la risposta
Dott.ssa Alessia Vaudano
Dott.ssa Alessia Vaudano
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Gentile signora,
Si coglie che sta vivendo una situazione di difficoltà, tuttavia può essere opportuno attendere ancora un po' di tempo prima che le terapie che ha messo in moto abbiano un effetto. Un percorso psicologico può richiedere anche un tempo lungo e gli effetti positivi non arrivano sempre immediatamente, anzi. Continui i colloqui psicologici ed eventualmente parli di tutto questo anche con lo psicologo. Invece, per quanto rigiarda la terapia farmacologica, se ha dei dubbi si rivolga direttamente allo psichiatra.
Cordiali saluti
Alessia Vaudano

Dott.ssa Paola Uriati
Dott.ssa Paola Uriati
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Roma
Buongiorno signora, per quanto riguarda la terapia farmacologia, può accadere all'inizio che si presentino alcuni effetti collaterali, ma la invito a parlarne sempre con il suo psichiatra che conosce la sua storia. Riguardo alla psicoterapia, non è chiaro quanto sia motivata ad intraprendere un percorso di questo tipo , ma le assicuro che potrebbe trasformarsi in un'opportunità per conoscersi e soprattutto per rileggere le crisi di pianto da un'altra prospettiva. Un nuovo punto di vista che dia senso e significato alla sua sofferenza.
Cordialmente Paola Uriati

Affiancare un percorso di psicoterapia alla cura farmacologica è l'unico modo per poter accedere ad una comprensione più ampia del sintomo e arrivare all'origine della sua sofferenza. Sicuramente i cambi di stagione sono un periodo dell'anno particolarmente complesso, ma credo dovrebbe chiedere consiglio allo psichiatra per la gestione dei farmaci e, cosa più importante, affidarsi al percorso che ha intrapreso con la psicologa: è l'unico modo per comprendere il dolore alla sua radice e di conseguenza iniziare a elaborarlo, i farmaci possono solo aiutarla a neutralizzare il sintomo specifico, a volte purtroppo temporaneamente.

Dott.ssa Eugenia Cardilli
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Terapeuta, Psicoterapeuta
Roma
Salve, dalla sua lettera si comprende che lei è depressa però non ci spiega xchè questi sintomi sono iniziati, cioè cosa stava succedendo nelle sua vita nel momento in cui ha cominciato a percepire i disturbi ed il suo pianto, è molto importante. Gli psicofarmaci sono molto utili per alleviare il dolore dei sintomi ma se lei non analizza con una psicoterapia la causa, sicuramente i sintomi spesso ritornano sospesi i farmaci, quindi l'unica strada per andare a stare bene è un lavoro psicologico su di sè, la saluto cordialmente. dott.Eugenia Cardilli.
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Dott.ssa Silvia Pinna
Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buongiorno. Della sua lettera mi colpisce il passaggio in cui afferma "nulla di cui lamentarmi". Spesso pensiamo che se va un buon motivo, che sia illogica la tristezza, quasi ad incolparci ancora di più per uno stato d'animo. Mi viene da dirle che occorre un tempo che passi e che permetta di capire, davvero, il significato delle sue lacrime. La saluto e le auguro una giusta guarigione

Dr. Alessandra Lancellotti
Dr. Alessandra Lancellotti
Psicologo, Psicoterapeuta
Genova
Gentile signora,la depressione è come una morte dell'anima.colpisce senza evidenti motivi.talvolta invece ha una causa profonda che si deve andare a cercare assieme ad uno psicoterapeuta.
Per questo la invito a mettersi in contatto con me
l'aspetto
Grazie

Dott.ssa Laura Cervone
Dott.ssa Laura Cervone
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Modena
Gentile signora, credo sia importante aspettare ancora un po' prima che i farmaci facciano effetto. Hanno di solito un tempo di latenza che varia da tre settimane a 1 mese e mezzo. Gli effetti collaterali dovrebbero piano
piano diminuire col tempo. Io comunque ne riparlerei con il suo psichiatra...i farmaci per la depressione sono tanti e diversi e se ne possono provare altri prima di arrendersi. Continui gli incontri con la psicologa magari intensificando la frequenza delle sedute per aiutarla in questo momento di profonda Crisi.
Il pianto di solito può essere o un pianto di rabbia o un pianto per la perdita ...di lutto. Anche se tutto va bene, ci sono passaggi nel nostro ciclo di vita che implicano perdita di qualcosa e possono metterci anche inconsapevolmente in crisi. Continui a lottare e vedrà che troverà il modo per uscirne.

Dott.ssa Annalisa Corlando
Dott.ssa Annalisa Corlando
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Mi stupisce l'inizio della sua lettera quando in modo spiccio afferma che va tutto bene e non ha motivo di lamentarsi. Purtroppo a volte non si ha consapevolezza della qualità del proprio stile di vita. Prima di definire la depressione una malattia virale o un cromosoma indaghi in questa direzione con la sua psicoterapeuta.

Cara signora, concordo con i colleghi che le consigliano di fare riferimento allo psichiatra per parlare degli effetti collaterali della cura, considerando, tuttavia, che di solito i farmaci cominciano a dare risultati apprezzabili dopo 3-4 settimane.
Insieme alla sua psicologa, provi ad approfondire il perché di queste crisi ricorrenti collegate alla primavera.. spesso le radici sono molto profonde e possono apparire poco razionali, ma il nostro inconscio trattiene memorie traumatiche dal concepimento in poi che possono essere 'riattivate' da eventi apparentemente di poco conto.
Quindi, ciò che sente, qualsiasi cosa senta, va bene.. ha un senso, anche se razionalmente non lo riesce a cogliere. Provi a dare spazio a quel pianto come se fosse il pianto di una bambina: è un pianto di tristezza? di paura? di noia? ..provi ad ascoltarlo e a dargli dignità. Sono certa che cessando questa 'guerra interiore' avrà una nuova forza per tornare a sorridere!
Un caro saluto.

Dott. Luciana Danza
Dott. Luciana Danza
Psicologo, Psicoterapeuta
Calenzano
Buongiorno,
Segua i consigli del suo Psichiatra. Per avere dei benefici dalla psicoterapia deve aspettare, ma credo che sia fondamentale.
Le faccio un in bocca al lupo.
Luciana Danza

Buongiorno,
ritengo che il problema di natura depressiva di cui lei soffre sia ricollegabile ad una sensazione personale che possa non riguardare direttamente la sfera sentimentale, ma tocchi altri aspetti della sua esistenza.
L'evidenza che si tratti di una parte di lei che non comunica chiaramente alla parte razionale i motivi di questa sofferenza, è data dalla sua difficoltà nel comprendere questo malessere. La terapia E.M.D.R. le può sicuramente risultare utile ed efficace per questo tipo di indagine e risoluzione di situazioni di natura traumatica che non riescono a riemergere cognitivamente, ma solo somaticamente attraverso il sintomo del pianto. Tale terapia può servire per connettere aree corticali che non comunicano e presentano un elaborazione bloccata di memorie che stanno trovando un'altro accesso per esprimersi, non del tutto funzionale ad una risoluzione. L’obiettivo dell’EMDR è quello di ripristinare il naturale processo di elaborazione delle informazioni presenti in memoria per giungere ad una risoluzione adattiva attraverso la creazione di nuove connessioni più funzionali.
Buona giornata.
dott. Daniele D'Erasmo

Dott. Francesco Brizzi
Dott. Francesco Brizzi
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Roma
Cara Signora, in accordo con quanto egregiamente espresso dai colleghi che le hanno risposto, la invito a confrontarsi con il suo Psichiatra sugli effetti collaterali che avverte, e contemporaneamente, a continuare gli incontri di sostegno psicologico che ha già iniziato con la Psicologa. Bisogna far passare un po' di tempo per una efficace stabilizzazione degli effetti del farmaco , pertanto non demorda e vada avanti con la terapia. Cordiali saluti

Dott.ssa Ilaria Sartori
Dott.ssa Ilaria Sartori
Psicoterapeuta, Psicologo
Pavia
Gentile Signora, in perfetto accordo con i colleghi che le hanno risposto prima di me, le consiglio di far riferimento al suo psichiatra per gli aspetti relativi alla cura farmacologica in atto. Sicuramente il medico valuterà la bontà o meno della terapia in corso e la saprà informare e guidare correttamente nella gestione della stessa.
Dal punto di vista esistenziale, ciò che le sta accadendo da circa due mesi a questa parte - e che le è già accaduto in passato - ha un significato che probabilmente non viene riconosciuto (lei stessa dice di avvertirsi in uno stato di alterazione - "il pianto, l'apatia, l'essere giù" - senza riuscire a collegarlo a ciò che lo ha prodotto - "ho un compagno che mi vuole bene e con il quale sto bene, una casa mia, e niente di cui possa lamentarmi"). Sicuramente val la pena proseguire i colloqui psicologici e, con l'aiuto di un professionista, comprendere il significato della sua esperienza. Con l'augurio di una pronta guarigione, le invio cari saluti

Buongiorno signora, il momento che sta attraversando è doloroso e comprendo il suo sconforto di fronte ad un pianto che sembra non potersi interrompere. Lei si è già mossa alla ricerca di un aiuto farmacologico e di un percorso psicologico e questo è molto importante. Occorre ora che non molli e tenga duro perché all’inizio di una terapia psicologica può accadere che addirittura si stia peggio o che peggiorino i sintomi prima di iniziare a sentire che qualcosa si muove dentro di lei e che intraveda una strada interiore da percorrere per raggiungere prima un miglioramento e poi un benessere. È altresì necessario tollerare alcuni effetti collaterali dei farmaci parlandone sempre con lo psichiatra di riferimento in modo da aggiustare la terapia farmacologica alle sue esigenze. La esorto pertanto a non fermarsi alla valutazione dello stato attuale e continui le strade intraprese. Un cordiale saluto. Dott.ssa Daniela La Porta

Dott.ssa Cristina Selvi
Dott.ssa Cristina Selvi
Psichiatra, Psicoterapeuta, Omeopata
Milano
Buongiorno, Le rispondo come medico psichiatra. Die settimane di terapia con Brintellix non sono purtroppo ancora sufficienti per essere certi che il farmaco la possa aiutare.
Solitamente è necessario attendere almeno 3/4 settimane. Nel caso in cui i sintomi non migliorassero o gli effetti collaterali non dovessero ridursi, si può prendere in considerazione la modifica del farmaco. Certamente i sintomi più marcati possono essere controllati da una buona terapia farmacologica.
Ottimo anche integrare l'approccio farmacologico con la psicoterapia, anch'essa però necessità di un tempo maggiore per dare i suoi risultati.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Cristina Selvi

Dott.ssa Debora Gilardi
Dott.ssa Debora Gilardi
Psicologo, Psicoterapeuta
Firenze
Gentile signora, certamente il farmaco nei sintomi depressivi può essere di aiuto, anche se due settimane sono poche per apprezzarne i risultati. Certamente le consiglierei di associare una Psicoterapia Congnitivo Comportamentale alla terapia farmacologica, perché il trattamento combinato ha un'efficacia maggiore e senz'altro più duratura.
Cordiali saluti

Dott.ssa Patrizia Provasi
Dott.ssa Patrizia Provasi
Psicologo, Terapeuta, Psicoterapeuta
Legnano
Buongiorno signora, di solito gli effetti dei farmaci non si vedono subito, uno psicofarmaco ci mette in media 3 settimane per poter procurare i primi benefici. Capisco che sia un periodo molto duro, deve avere pazienza purtroppo. La terapia darà i suoi frutti, si dia tempo.
In bocca al lupo

Buongiorno,
affrontare la sofferenza è sempre difficile. Ci piacerebbe trovare una risposta rapida, veloce e indolore per superare il nostro malessere ma il corpo e la mente richiedono tempo e impegno.
Il mio consiglio è di accettare il pianto come il segnale che qualcosa non va, un segnale che va ascoltato e interpretato grazie all'aiuto della psicoterapia.
Se non passa velocemente è solo perché ha bisogno di tempo per uscire, per liberarsene e per spingerla a quei piccoli e/o grandi cambiamenti di cui ha bisogno.
Quindi trovi la forza e il coraggio di stare nel suo pianto di conoscerlo meglio e di farsi indicare la strada per un miglioramento più stabile e duraturo di quanto possa immaginare ora.
Con la psicoterapia potrà arrivare a fare tutto questo.
Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello

Dott.ssa ELISA MARIA CRISTINA PAGANINI
Dott.ssa ELISA MARIA CRISTINA PAGANINI
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Legnano
Buongiorno signora, normalmente il primo mese in cui si inizia ad assumere farmaci può essere anche molto duro, poi però di solito arrivano gli effetti sperati, stia tranquilla. Non esiti a comunicare con il suo psichiatra se ne sente il bisogno. Ha scelto anche di fare psicoterapia.. esprima tutto al professionista che la segue. In questo momento la aiuterà a tirarsi un po' su e poi, col tempo, potrete vedere insieme questo suo essere sempre scontenta, capirne le radici e ammorbidirlo un poco, in modo che possa vivere molto meglio. Buon percorso!

Dott.ssa Rosanna De Pace
Dott.ssa Rosanna De Pace
Psicologo, Psicoterapeuta
Opera
Buonasera,
i cambiamenti, soprattutto quelli profondi richiedono tempo. Capisco che la sua sofferenza è tanta, ma cerchi di affidarsi a chi le sta portando aiuto.
Credo anche che la sua apatia e le sue lacrime abbiano un senso che riuscirà ad elaborare in un percorso psicoterapeutico.

Dr. Paolo Mancino
Dr. Paolo Mancino
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Napoli
Cara signora 62 enne.
Le sue crisi stagionali hanno bisogno di essere interrotte. Si sa da tempo che ciò accade un po' a tutti e su qualcuno gli effetti sono più intensi.
Mi occupo di psicoterapia breve strategica e di prescrizioni e non farmaci. Quindi a lei prescriverei un bel paradosso se solo conoscessi qualche altra informazione sul modo come è andata strutturando il suo sistema percettivo reattivo al fine di tentare soluzioni che poi si sono rivelate fallimentari. Mi scriva e vediamo cosa possiamo fare.
Saluti
Dott. Paolo Mancino

Dott. Roberto Quadalti
Dott. Roberto Quadalti
Psicologo
Faenza
Per quanto io non sia un grande "fan" degli psicofarmaci, mi permetto di sconsigliarle vivamente l'interruzione nell'assunzione del Brintellex. Piuttosto ne parli con il suo psichiatra e si faccia prescrivere un percorso di scalaggio graduale affinché la situazione non peggiori ulteriormente.
Il supporto psicologico, in una situazione come quella da lei descritta, credo possa esserle di aiuto. Percepisco dalle sue parole, ma potrei sbagliare, una certa "fretta" nel volerne uscire. Purtroppo è necessario soffrire per smettere di soffrire. Il poeta Robert Frost affermava che per uscire fuori dal dolore occorre passarci attraverso. Non c'è altra strada.
Cordialmente

Dott.ssa Antonella Centofanti
Dott.ssa Antonella Centofanti
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Viterbo
Salve Signora, a volte il dolore che proviamo non è legato a fattori esterni e questo può portarci confusione, perché non riusciamo ad individuare la causa oggettiva della nostra sofferenza, e non ci sentiamo autorizzati a stare male.
Il pianto in quanto "sintomo", ha bisogno di uno spazio di accoglienza e comprensione.
Continui a fare i colloqui con la psicoterapeuta e consideri la possibilità di contattare lo psichiatra, per rivedere il dosaggio nel caso gli effetti collaterali, persistano nel tempo senza diminuire d'intensità.
Resto a disposizione.
Un saluto!

Dott. Angelo Scordo
Dott. Angelo Scordo
Psicoterapeuta, Psicologo
Reggio Calabria
Buona sera Signora! Sicuramente deve dare un pò di tempo alle terapie, prima che con queste ottenga dei risultati tangibili. Soprattutto la psicoterapia rimane un percorso molto utile alle persone che soffrono della sua stessa condizione. La psicoterapia ha il fine di stimolare dei cambiamenti nei modi di fare esperienza che la possono aiutare ad affrontare in maniera più consona la quotidianità, ma anche e soprattutto aiutarla a superare i motivi della sua attuale sofferenza.

Dr. Salvatore De Costanzo
Dr. Salvatore De Costanzo
Psicologo, Psicoterapeuta
Varcaturo
Buonasera!
Continui, non demorda...riuscirà a trovare la serenità!
Cordialmente
Salvatore De Costanzo

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