Ho 62 anni ,un compagno che mi vuole bene e con il quale sto bene,una casa mia,e niente di cui possa

98 risposte
Ho 62 anni ,un compagno che mi vuole bene e con il quale sto bene,una casa mia,e niente di cui possa lamentarmi.Ma io sono caratterialmente una persona scontenta e due mesi fa è insorto il pianto,poi apatia e sempre più giù in cocomitanza con la primavera.Non è la prima volta che mi capita,ma dopo 2 mesi di pianti continui dono andata da uno psichistra che mi ha prescritto Brintellex 10 gocce.Dopo 2 settimane io sto peggio e piango ancora di più,anche perché mi danno fastidio gli effetti collateralj,ansia,mal di testa,di pancia.Insomma stavo meglio prima.Cosa faccio,? Interrompo o vado avanti? Lo psichiatra mi ha consigliato dei colloqui con una psicologa che io ho già iniziato ma ripeto piango adesso tutto il giono.grazie per la risposta
Dott.ssa Alessia Vaudano
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Gentile signora,
Si coglie che sta vivendo una situazione di difficoltà, tuttavia può essere opportuno attendere ancora un po' di tempo prima che le terapie che ha messo in moto abbiano un effetto. Un percorso psicologico può richiedere anche un tempo lungo e gli effetti positivi non arrivano sempre immediatamente, anzi. Continui i colloqui psicologici ed eventualmente parli di tutto questo anche con lo psicologo. Invece, per quanto rigiarda la terapia farmacologica, se ha dei dubbi si rivolga direttamente allo psichiatra.
Cordiali saluti
Alessia Vaudano

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Dott.ssa Paola Uriati
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Roma
Buongiorno signora, per quanto riguarda la terapia farmacologia, può accadere all'inizio che si presentino alcuni effetti collaterali, ma la invito a parlarne sempre con il suo psichiatra che conosce la sua storia. Riguardo alla psicoterapia, non è chiaro quanto sia motivata ad intraprendere un percorso di questo tipo , ma le assicuro che potrebbe trasformarsi in un'opportunità per conoscersi e soprattutto per rileggere le crisi di pianto da un'altra prospettiva. Un nuovo punto di vista che dia senso e significato alla sua sofferenza.
Cordialmente Paola Uriati
Dott.ssa Flaminia Vannini Froio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Affiancare un percorso di psicoterapia alla cura farmacologica è l'unico modo per poter accedere ad una comprensione più ampia del sintomo e arrivare all'origine della sua sofferenza. Sicuramente i cambi di stagione sono un periodo dell'anno particolarmente complesso, ma credo dovrebbe chiedere consiglio allo psichiatra per la gestione dei farmaci e, cosa più importante, affidarsi al percorso che ha intrapreso con la psicologa: è l'unico modo per comprendere il dolore alla sua radice e di conseguenza iniziare a elaborarlo, i farmaci possono solo aiutarla a neutralizzare il sintomo specifico, a volte purtroppo temporaneamente.
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, dalla sua lettera si comprende che lei è depressa però non ci spiega xchè questi sintomi sono iniziati, cioè cosa stava succedendo nelle sua vita nel momento in cui ha cominciato a percepire i disturbi ed il suo pianto, è molto importante. Gli psicofarmaci sono molto utili per alleviare il dolore dei sintomi ma se lei non analizza con una psicoterapia la causa, sicuramente i sintomi spesso ritornano sospesi i farmaci, quindi l'unica strada per andare a stare bene è un lavoro psicologico su di sè, la saluto cordialmente. dott.Eugenia Cardilli.
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Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buongiorno. Della sua lettera mi colpisce il passaggio in cui afferma "nulla di cui lamentarmi". Spesso pensiamo che se va un buon motivo, che sia illogica la tristezza, quasi ad incolparci ancora di più per uno stato d'animo. Mi viene da dirle che occorre un tempo che passi e che permetta di capire, davvero, il significato delle sue lacrime. La saluto e le auguro una giusta guarigione
Dr. Alessandra Lancellotti
Psicologo, Psicoterapeuta
Genova
Gentile signora,la depressione è come una morte dell'anima.colpisce senza evidenti motivi.talvolta invece ha una causa profonda che si deve andare a cercare assieme ad uno psicoterapeuta.
Per questo la invito a mettersi in contatto con me
l'aspetto
Grazie
Dott.ssa Laura Cervone
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Modena
Gentile signora, credo sia importante aspettare ancora un po' prima che i farmaci facciano effetto. Hanno di solito un tempo di latenza che varia da tre settimane a 1 mese e mezzo. Gli effetti collaterali dovrebbero piano
piano diminuire col tempo. Io comunque ne riparlerei con il suo psichiatra...i farmaci per la depressione sono tanti e diversi e se ne possono provare altri prima di arrendersi. Continui gli incontri con la psicologa magari intensificando la frequenza delle sedute per aiutarla in questo momento di profonda Crisi.
Il pianto di solito può essere o un pianto di rabbia o un pianto per la perdita ...di lutto. Anche se tutto va bene, ci sono passaggi nel nostro ciclo di vita che implicano perdita di qualcosa e possono metterci anche inconsapevolmente in crisi. Continui a lottare e vedrà che troverà il modo per uscirne.
Dott.ssa Annalisa Corlando
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Mi stupisce l'inizio della sua lettera quando in modo spiccio afferma che va tutto bene e non ha motivo di lamentarsi. Purtroppo a volte non si ha consapevolezza della qualità del proprio stile di vita. Prima di definire la depressione una malattia virale o un cromosoma indaghi in questa direzione con la sua psicoterapeuta.
Dott. Luciana Danza
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Calenzano
Buongiorno,
Segua i consigli del suo Psichiatra. Per avere dei benefici dalla psicoterapia deve aspettare, ma credo che sia fondamentale.
Le faccio un in bocca al lupo.
Luciana Danza
Dott. Daniele D'Erasmo
Psicologo, Psicoterapeuta
Bari
Buongiorno,
ritengo che il problema di natura depressiva di cui lei soffre sia ricollegabile ad una sensazione personale che possa non riguardare direttamente la sfera sentimentale, ma tocchi altri aspetti della sua esistenza.
L'evidenza che si tratti di una parte di lei che non comunica chiaramente alla parte razionale i motivi di questa sofferenza, è data dalla sua difficoltà nel comprendere questo malessere. La terapia E.M.D.R. le può sicuramente risultare utile ed efficace per questo tipo di indagine e risoluzione di situazioni di natura traumatica che non riescono a riemergere cognitivamente, ma solo somaticamente attraverso il sintomo del pianto. Tale terapia può servire per connettere aree corticali che non comunicano e presentano un elaborazione bloccata di memorie che stanno trovando un'altro accesso per esprimersi, non del tutto funzionale ad una risoluzione. L’obiettivo dell’EMDR è quello di ripristinare il naturale processo di elaborazione delle informazioni presenti in memoria per giungere ad una risoluzione adattiva attraverso la creazione di nuove connessioni più funzionali.
Buona giornata.
dott. Daniele D'Erasmo
Dott. Francesco Brizzi
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Roma
Cara Signora, in accordo con quanto egregiamente espresso dai colleghi che le hanno risposto, la invito a confrontarsi con il suo Psichiatra sugli effetti collaterali che avverte, e contemporaneamente, a continuare gli incontri di sostegno psicologico che ha già iniziato con la Psicologa. Bisogna far passare un po' di tempo per una efficace stabilizzazione degli effetti del farmaco , pertanto non demorda e vada avanti con la terapia. Cordiali saluti
Dott.ssa Ilaria Sartori
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Pavia
Gentile Signora, in perfetto accordo con i colleghi che le hanno risposto prima di me, le consiglio di far riferimento al suo psichiatra per gli aspetti relativi alla cura farmacologica in atto. Sicuramente il medico valuterà la bontà o meno della terapia in corso e la saprà informare e guidare correttamente nella gestione della stessa.
Dal punto di vista esistenziale, ciò che le sta accadendo da circa due mesi a questa parte - e che le è già accaduto in passato - ha un significato che probabilmente non viene riconosciuto (lei stessa dice di avvertirsi in uno stato di alterazione - "il pianto, l'apatia, l'essere giù" - senza riuscire a collegarlo a ciò che lo ha prodotto - "ho un compagno che mi vuole bene e con il quale sto bene, una casa mia, e niente di cui possa lamentarmi"). Sicuramente val la pena proseguire i colloqui psicologici e, con l'aiuto di un professionista, comprendere il significato della sua esperienza. Con l'augurio di una pronta guarigione, le invio cari saluti
Buongiorno signora, il momento che sta attraversando è doloroso e comprendo il suo sconforto di fronte ad un pianto che sembra non potersi interrompere. Lei si è già mossa alla ricerca di un aiuto farmacologico e di un percorso psicologico e questo è molto importante. Occorre ora che non molli e tenga duro perché all’inizio di una terapia psicologica può accadere che addirittura si stia peggio o che peggiorino i sintomi prima di iniziare a sentire che qualcosa si muove dentro di lei e che intraveda una strada interiore da percorrere per raggiungere prima un miglioramento e poi un benessere. È altresì necessario tollerare alcuni effetti collaterali dei farmaci parlandone sempre con lo psichiatra di riferimento in modo da aggiustare la terapia farmacologica alle sue esigenze. La esorto pertanto a non fermarsi alla valutazione dello stato attuale e continui le strade intraprese. Un cordiale saluto. Dott.ssa Daniela La Porta
Dott.ssa Cristina Selvi
Psichiatra, Psicoterapeuta, Omeopata
Milano
Buongiorno, Le rispondo come medico psichiatra. Die settimane di terapia con Brintellix non sono purtroppo ancora sufficienti per essere certi che il farmaco la possa aiutare.
Solitamente è necessario attendere almeno 3/4 settimane. Nel caso in cui i sintomi non migliorassero o gli effetti collaterali non dovessero ridursi, si può prendere in considerazione la modifica del farmaco. Certamente i sintomi più marcati possono essere controllati da una buona terapia farmacologica.
Ottimo anche integrare l'approccio farmacologico con la psicoterapia, anch'essa però necessità di un tempo maggiore per dare i suoi risultati.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Cristina Selvi
Dott.ssa Debora Gilardi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Gentile signora, certamente il farmaco nei sintomi depressivi può essere di aiuto, anche se due settimane sono poche per apprezzarne i risultati. Certamente le consiglierei di associare una Psicoterapia Congnitivo Comportamentale alla terapia farmacologica, perché il trattamento combinato ha un'efficacia maggiore e senz'altro più duratura.
Cordiali saluti
Dott.ssa Patrizia Provasi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Legnano
Buongiorno signora, di solito gli effetti dei farmaci non si vedono subito, uno psicofarmaco ci mette in media 3 settimane per poter procurare i primi benefici. Capisco che sia un periodo molto duro, deve avere pazienza purtroppo. La terapia darà i suoi frutti, si dia tempo.
In bocca al lupo
Dott.ssa Katjuscia Manganiello
Psicologo, Psicoterapeuta
Pesaro
Buongiorno,
affrontare la sofferenza è sempre difficile. Ci piacerebbe trovare una risposta rapida, veloce e indolore per superare il nostro malessere ma il corpo e la mente richiedono tempo e impegno.
Il mio consiglio è di accettare il pianto come il segnale che qualcosa non va, un segnale che va ascoltato e interpretato grazie all'aiuto della psicoterapia.
Se non passa velocemente è solo perché ha bisogno di tempo per uscire, per liberarsene e per spingerla a quei piccoli e/o grandi cambiamenti di cui ha bisogno.
Quindi trovi la forza e il coraggio di stare nel suo pianto di conoscerlo meglio e di farsi indicare la strada per un miglioramento più stabile e duraturo di quanto possa immaginare ora.
Con la psicoterapia potrà arrivare a fare tutto questo.
Un caro saluto, dr Katjuscia Manganiello
Buongiorno signora, normalmente il primo mese in cui si inizia ad assumere farmaci può essere anche molto duro, poi però di solito arrivano gli effetti sperati, stia tranquilla. Non esiti a comunicare con il suo psichiatra se ne sente il bisogno. Ha scelto anche di fare psicoterapia.. esprima tutto al professionista che la segue. In questo momento la aiuterà a tirarsi un po' su e poi, col tempo, potrete vedere insieme questo suo essere sempre scontenta, capirne le radici e ammorbidirlo un poco, in modo che possa vivere molto meglio. Buon percorso!
Dott.ssa Rosanna De Pace
Psicologo, Psicoterapeuta
Opera
Buonasera,
i cambiamenti, soprattutto quelli profondi richiedono tempo. Capisco che la sua sofferenza è tanta, ma cerchi di affidarsi a chi le sta portando aiuto.
Credo anche che la sua apatia e le sue lacrime abbiano un senso che riuscirà ad elaborare in un percorso psicoterapeutico.
Dr. Paolo Mancino
Psicologo, Terapeuta, Sessuologo
Portici
Cara signora 62 enne.
Le sue crisi stagionali hanno bisogno di essere interrotte. Si sa da tempo che ciò accade un po' a tutti e su qualcuno gli effetti sono più intensi.
Mi occupo di psicoterapia breve strategica e di prescrizioni e non farmaci. Quindi a lei prescriverei un bel paradosso se solo conoscessi qualche altra informazione sul modo come è andata strutturando il suo sistema percettivo reattivo al fine di tentare soluzioni che poi si sono rivelate fallimentari. Mi scriva e vediamo cosa possiamo fare.
Saluti
Dott. Paolo Mancino
Dott. Roberto Quadalti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Faenza
Per quanto io non sia un grande "fan" degli psicofarmaci, mi permetto di sconsigliarle vivamente l'interruzione nell'assunzione del Brintellex. Piuttosto ne parli con il suo psichiatra e si faccia prescrivere un percorso di scalaggio graduale affinché la situazione non peggiori ulteriormente.
Il supporto psicologico, in una situazione come quella da lei descritta, credo possa esserle di aiuto. Percepisco dalle sue parole, ma potrei sbagliare, una certa "fretta" nel volerne uscire. Purtroppo è necessario soffrire per smettere di soffrire. Il poeta Robert Frost affermava che per uscire fuori dal dolore occorre passarci attraverso. Non c'è altra strada.
Cordialmente
Dott.ssa Antonella Centofanti
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Roma
Salve Signora, a volte il dolore che proviamo non è legato a fattori esterni e questo può portarci confusione, perché non riusciamo ad individuare la causa oggettiva della nostra sofferenza, e non ci sentiamo autorizzati a stare male.
Il pianto in quanto "sintomo", ha bisogno di uno spazio di accoglienza e comprensione.
Continui a fare i colloqui con la psicoterapeuta e consideri la possibilità di contattare lo psichiatra, per rivedere il dosaggio nel caso gli effetti collaterali, persistano nel tempo senza diminuire d'intensità.
Resto a disposizione.
Un saluto!
Dott. Angelo Scordo
Psicoterapeuta, Psicologo
Reggio Calabria
Buona sera Signora! Sicuramente deve dare un pò di tempo alle terapie, prima che con queste ottenga dei risultati tangibili. Soprattutto la psicoterapia rimane un percorso molto utile alle persone che soffrono della sua stessa condizione. La psicoterapia ha il fine di stimolare dei cambiamenti nei modi di fare esperienza che la possono aiutare ad affrontare in maniera più consona la quotidianità, ma anche e soprattutto aiutarla a superare i motivi della sua attuale sofferenza.
Dr. Salvatore De Costanzo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
San Giorgio a Cremano
Buonasera!
Continui, non demorda...riuscirà a trovare la serenità!
Cordialmente
Salvatore De Costanzo
Dott.ssa Marina Gori
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Milano
Gentile, il percorso di consapevolezza di se stessi e dei propri bisogni non è immediato. Ci vuole tempo, pazienza, ascolto di sè, lavoro su se stessi. Il quadro che lei descrive denota dei tratti tipici depressivi, il fatto che sia sorto da due mesi fa pensare a qualcosa che le è accaduto, che l'ha turbata. Continuare con i colloqui può aiutarla a capire ed affrontare insieme al suo terapeuta questo stato di disagio. Cordiali saluti. Dr.ssa Marina Gori
Dott. Andrea De Simone
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Cara signora, sta senza dubbio vivendo un momento molto delicato e difficile, per adesso deve aver pazienza, la cura farmacologica ha bisogno dei suoi tempi così come il percorso dallo psicologo.
Per qualsiasi tipo di dubbio chieda sia allo psichiatra che allo psicologo, sapranno darle le risposte giuste.
In bocca al lupo, Dott. Andrea De Simone
Dr. Pierluigi Andreassi
Psichiatra, Psicoterapeuta
Roma
Le consiglierei di tenere duro un altro paio di settimane se i sintomi collaterali non sono troppo importanti. Quando presenti, di solito spariscono dopo la terza settimana. In caso non avesse risultati dopo 4 settimane di trattamento può sospendere e cambiare farmaco oppure provare ad alzare il dosaggio a 15 o 20mg al giorno. Consiglierei comunque una psicoterapia in parallelo.
Dott.ssa Giuditta Sestu
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, comprendo il suo bisogno di avere risultati immediati che possano attenuare la sua sofferenza ma, come hanno già sottolineato i colleghi, è necessario darsi tempo. Quello che mi sento di suggerirle è di proseguire il suo lavoro terapeutico anche quando i sintomi saranno rientrati, così da poter cercare le radici profonde del suo malessere. Un saluto, G.S.
Dott.ssa Ambra Salustri
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, nelle sue parole leggo una richiesta di aiuto molto forte e intensa. Penso sia importante sottolineare il fatto che il primo passo da lei compiuto, ossia riconoscere il proprio malessere e il bisogno di un supporto, sia già estremamente importante. La terapia farmacologica può presentare effetti collaterali e soprattutto può richiedere un periodo di tempo prolungato per dare i suoi effetti. In ogni caso, è opportuno che lei parli di questi dubbi o perplessità con lo psichiatra curante, in modo che possiate valutare insieme la terapia farmacologica personalizzata per le sue esigenze. Al contempo, il percorso psicologico (o, meglio, psicoterapeutico) è probabilmente una scelta opportuna, ma può richiedere anch'esso tempi prolungati per riscontrare effettivi benefici.
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Dott. Alberto Galia
Psicologo, Sessuologo
Milano
Gentile utente, la vortioxetina (Brintellix) comincia a fare effetto proprio a partire da due settimane dalla prima assunzione, per cui il fatto che non abbia ancora riscontrato effetti terapeutici è nella norma. Valuti col suo psichiatra se è necessario modulare la dose o cambiare molecola, in caso di inefficacia terapeutica, e affianchi alla terapia farmacologica un percorso psicoterapico che le consenta di affrontare anche i contenuti psicologici di questo vissuto depressivo.
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, continui con il suo percorso in quanto i primi periodi sono sempre i più duri! Tenga duro e abbia fiducia nel professionista da lei scelto.
MMM
Dott. Diego Corti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Como
Buongiorno, le consiglio di riportarere al suo psichiatra di riferimento i suoi recenti sintomi e vissuti: al dì la della parte farmacologica, la terapia di sostegno psicologico è, da quanto esposto, senz'altro indicata. Non è raro che le prime fasi di un percorso psicologico possano "smuovere" sentimenti anche molto faticosi da reggere, tenga duro, nel medio termine l'aumentata consapevolezza delle sue dinamiche porterà, con ogni probabilità, a una riduzione del disagio. DC
Dott. Massimo Zedda
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Torino
Buongiorno, ne parli con chi la segue; i farmaci e la psicoterapia necessitano del loro tempo, e con esso arriveranno i risultati. Saluti.
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione di cosa è successo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentilissima, mi spiace molto per il periodo che sta passando. Credo che la possibilità di continuare il percorso terapeutico la potrebbe aiutare.
Cordiali saluti
AV
Dott.ssa Sonia Setti
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
da quanto riferisce dei sintomi che si sono verificati nell'ultimo periodo, sta attraversando sicuramente una fase di forte stress e sofferenza. Quello che posso dirle è di guardare a queste manifestazione come, appunto, dei sintomi: un movimento più profondo sta avendo luogo e non necessariamente ciò è da guardare come qualcosa da sopprimere, evitare. Potrebbe essere l'occasione per conoscersi e (ri)conoscersi all'interno di un processo al quale, sicuramente, non era preparata, ma che potrebbe portarla a stare meglio un domani. Continui, dunque, nel suo percorso psicologico, nel quale avrà la possibilità di scoprire sì, le origini del suo star male, ma anche nuove sorprendenti prospettive.
Buongiorno, dal punto di vista medico-psichiatrico la cosa migliore sarebbe quella di comunicare i suoi fastidi e di trovare, insieme al suo psichiatra, la soluzione migliore. Il supporto psicologico è sempre una buona idea, la potrebbe aiutare a superare meglio questo momento di transizione fin tanto che riuscirà a sistemare l'aspetto farmacologico.
Cordialità.
Dott.ssa Erika Moretti
Psicologo, Psicologo clinico
Legnano
Ho 62 anni ,un compagno che mi vuole bene e con il quale sto bene,una casa mia,e niente di cui possa lamentarmi.Ma io sono caratterialmente una persona scontenta e due mesi fa è insorto il pianto,poi apatia e sempre più giù in cocomitanza con la primavera.Non è la prima volta che mi capita,ma dopo 2 mesi di pianti continui dono andata da uno psichistra che mi ha prescritto Brintellex 10 gocce.Dopo 2 settimane io sto peggio e piango ancora di più,anche perché mi danno fastidio gli effetti collateralj,ansia,mal di testa,di pancia.Insomma stavo meglio prima.Cosa faccio,? Interrompo o vado avanti? Lo psichiatra mi ha consigliato dei colloqui con una psicologa che io ho già iniziato ma ripeto piango adesso tutto il giono.grazie per la risposta

Buonasera Sig.ra,
Purtroppo per risolvere situazioni di intensa sofferenza come quella che descrive è necessario del tempo. Ritengo molto importante che abbia iniziato un percorso di sostegno psicologico e che possa portare i propri vissuti all'interno di uno spazio sicuro e protetto, nonostante non abbia notato un cambiamento nell'immediato. Questo accade perché purtroppo ci vuole del tempo affinché si noti un effettivo "cambiamento" ma le assicuro che già il fatto di essere implicata all'interno di un lavoro su di sé è indice di un passo nella direzione di un "prendersi cura".
Un caro saluto, EM
Dott.ssa Rossella Ianniello
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Settimo Milanese
Buon giorno, è importante che prosegua entrambe le terapie, discutendo con lo psichiatra degli effetti collaterali del farmaco. Anche se è difficile occorre attendere il tempo necessario affinché si possano notare i primi benefici. Ne parli in psicoterapia, anche la frustrazione (comprensibile) nel non riscontrare cambiamenti può diventare un utile spunto di lavoro. Cordiali saluti
Dott.ssa Giada Bossi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente,
concorde coi colleghi, le suggerirei di lasciare ancora un po’ di tempo alla terapia farmacologica per fare effetto, dal momento che la sua azione non è immediata. Anche il supporto e il percorso psicologico o psicoterapico necessitano di pazienza, ma potranno aiutarla a comprendere e a collocare il significato della sua tristezza, e a incontrare dei miglioramenti nel sintomo e nella sua vita in generale. Le auguro di stare presto meglio, un saluto. Giada Bossi
Dott.ssa Valeria Filippi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
San Donato Milanese
Buonasera,
perchè si possano notare i benefici sia di una terapia farmacologica che di una terapia psicologica occorre del tempo,
continui entrambi i percorsi fiduciosa che sta lavorando per stare meglio.
Le auguro di stare bene presto,
Dott.ssa Filippi
Dott. Luca Russo
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Varese
Carissima, intanto mi dispiace per quello che sta attraversando e accolgo il suo disagio
Sicuramente per quanto riguarda l'aspetto farmacologico l'invito a rivolgersi al suo psichiatra che le darà le opportune indicazioni e controindicazioni del farmaco che sta assumendo.
In questi casi dove si iniziano a intravedere degli stati depressivi la terapia combinata ha grande efficacia proprio perché intraprendendo un percorso psicoterapeutico si vanno ad approfondire aspetti dei suoi vissuti in maniera profonda e dettagliata .
Quindi continui su questa linea e non demorda , la strada sarà impervia ma arrivando all' obiettivo ne gioverà lei stessa e il suo equilibrio.
Resto a disposizione per lei e per qualsiasi chiarimento vorrà rivolgermi.
Un abbraccio forte .
Dr. Luca Russo
Dott.ssa Ludovica Giani
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Gallarate
Buonasera gentile utente,
Il trattamento combinato di tipo psicofarmacologico si configura come il trattamento con maggiori evidenze di efficacia in molti casi per favorire la remissione di quadri sintomatologici clinicamente significativi. Nel trattamento farmacologico, è importante sottolineare che gli antidepressivi, come la Vortioxetina (Brintellix), hanno un tempo di latenza che varia dalle 3 alle 6 settimane circa durante il quale il paziente sperimenta gli effetti collaterali prima dei benefici terapeutici. Pertanto, due settimane non sono sufficienti per poter cominciare a vedere un cambiamento radicale nella sintomatologia depressiva. Qualora, al termine del periodo di latenza, i sintomi non dovessero migliorare e gli effetti collaterali ridursi, la invito a rivolgersi al suo psichiatra per valutare una modifica/sostituzione del farmaco. Per quanto riguarda, invece, la psicoterapia è necessario attendere un po' più di tempo in quanto l’esplorazione dei meccanismi sottesi alla sofferenza richiede un lavoro su sé stessi più complesso e strutturato. Continui il percorso che ha avviato in quanto è sulla strada giusta!. Si dia del tempo e vedrà che riuscirà ad ottenere i risultati attesi! Un caro saluto, Dott.ssa Ludovica Giani
Dott.ssa Suzanne Haller
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentile Signora,
ha fatto bene a chiedere aiuto. Affiancare un percorso di psicoterapia alla cura farmacologica è l'unico modo per poter accedere ad una comprensione più ampia del sintomo e arrivare all'origine della sua sofferenza. Sicuramente i cambi di stagione sono un periodo dell'anno particolarmente complesso, ma credo dovrebbe chiedere consiglio allo psichiatra per la gestione dei farmaci (spesso ci vogliono settimane prima che un farmaco abbia effetto) e, cosa più importante, affidarsi al percorso che ha intrapreso con la psicologa: è l'unico modo per comprendere il dolore alla sua radice e di conseguenza iniziare a elaborarlo. I farmaci possono solo aiutarla a neutralizzare il sintomo specifico ma non a curare la causa. Le consiglio un percorso di psicoterapia con l'ausilio della tecnica EMDR per affrontare l'origine della sua depressione. cordiali saluti.
Dott. Maurizio Di Benedetto
Psicologo, Fisioterapista, Posturologo
Monza
Gentile Signora, il disagio è l'effetto di come stiamo dentro di noi, molto spesso però non ce ne accorgiamo. Le consiglio sicuramente un percorso psicologico per far chiarezza dentro di se e ritrovare la sua serenità, tenga conto che dovrò prendersi del tempo pere se stessa. Quindi fondamentali i colloqui psicologici. Mentre in riferimento alla terapia farmacologica, contatti direttamente lo psichiatra che li ha prescritti.

Cordialità
dott. Maurizio Di Benedetto
Dott.ssa Alessia Ferretti
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Gentile Signora, mi dispiace che stia vivendo un momento così faticoso e doloroso. Immagino che sia difficile convivere con un malessere del quale non si spiega l'origine. Sono certa che vedrà presto dei benefici, servono tempo e monitoraggio delle terapie con i professionisti a cui si è affidata. Le auguro di poter trovare il significato della propria sofferenza e di ritrovare la serenità . Un caro saluto, Dott.ssa Alessia Ferretti
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, il mio consiglio è di continuare con la sua psicoterapeuta e di riferire gli effetti del farmaco al suo psichiatra.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu

Dott. Francesco Culcasi
Psicologo clinico, Psicologo
Paderno Dugnano
Gent.le utente,
dalle sue parole emerge chiaramente la difficoltà emotiva che sta vivendo e l'impatto che ha sulla sua qualità di vita. L'aver intrapreso un percorso sia con uno psichiatra per il supporto farmacologico, sia psicologico, è già un inizio per poter comprendere e trattare i sintomi che riporta.
In merito agli effetti collaterali dei farmaci che riporta, il mio invito è quello di parlarne direttamente col suo psichiatra per valutare un'eventuale modifica della posologia o del farmaco stesso. Per quanto riguarda, invece, il percorso psicologico tenga a mente che la percezione dei miglioramenti non è immediata. La invito, dunque, a continuare il supporto psicologico, riportando anche al suo terapeuta come si sente in merito al percorso stesso e la sua mancata percezione di miglioramenti.
Il supporto psicologico e quello farmacologico svolgono un'azione integrata per aiutarla a stare meglio, si senta libera di confrontarsi con entrambi gli specialisti su cosa secondo lei non sta funzionando, in quanto si tratta di due percorsi che si influenzano vicendevolmente e trovare il corretto supporto farmacologico può essere utile anche ai fini del percorso psicologico.

Rimango a sua disposizione, anche online.
Cordialmente,
Dott. Francesco Culcasi
Dott.ssa Lara Toscano
Psicologo, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua esperienza, immagino sia faticoso lo stato in cui si trova e che forte sia il desiderio di superarlo velocemente. Aver preso contatto con uno psichiatra e aver intrapreso un percorso psicologico sono un ottimo inizio verso il superamento di questa difficoltà. I farmaci sono sicuramente un incentivo e uno strumento utile per dare sollievo, ma se provocano questi effetti collaterali le consiglio di parlarne con lo specialista per trovare insieme delle alternative, senza agire in autonomia poichè potrebbero esserci ulteriori conseguenze negative. Ci tengo a sottolineare che è soprattutto con la terapia che potrà scoprire le motivazioni di questo stato e della tendenza ad essere scontenta, quindi le consiglierei di darsi del tempo. Cordialmente
Dott.ssa Serena Grassi
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Milano
Gentile Utente,
Immagino la grande sofferenza e le difficoltà nella vita quotidiana che le provoca questa sintomatologia. Avendo iniziato da poco tempo sia la terapia psicologica che farmacologica è normale non percepire ancora un beneficio da questi interventi. Si dia tempo e vedrà che, piano piano, la sintomatologia andrà ad attenuarsi e potrà lavorare sui significati della sua sofferenza ottenendo buoni risultati e una comprensione di sè.
Un caro saluto.
Dott.ssa Sara Passavanti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Limbiate
Buongiorno, sia i farmaci che la psicoterapia richiedono del tempo prima di poter vedere dei miglioramenti. Continui con i percorsi che ha intrapreso e abbia più fiducia nelle sue capacità e in quelle di chi l'ha sta seguendo.
Dott.ssa Sara Passavanti
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Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile utente, percepisco inizialmente un senso di rassegnazione nelle sue parole, ma poi emerge il desiderio di superare questo stato di forte sofferenza. Definendosi caratterialmente scontenta potrei ipotizzare che sia necessario un percorso che vada in profondità nel recuperare l'origine di questa propensione alla scontentezza, i sintomi che ora si manifestano sono un segnale con cui si sta mettendo in mostra questo malessere di fondo.
Per ciò che riguarda il percorso farmacologico, le prime settimane sono le più dure: è comune nel primo periodo avere sintomi legati agli effetti collaterali e non sentire ancora benefici, perché gli effetti dei farmaci solitamente non sono immediati, ma necessitano qualche settimana prima di poter stabilizzare i sintomi. Le posso suggerire di non interrompere immediatamente coi farmaci per evitare l'effetto rebound, ma soprattutto di comunicare e confrontarsi sempre con il medico psichiatra di riferimento. Il percorso psicologico in parallelo può aiutarla su più fronti: la aiuterà a scavare più a fondo e affrontare il problema alla radice, la aiuterà a tollerare i sintomi di disagio precedenti alla stabilizzazione farmacologica e come indica la ricerca scientifica il percorso psicologico combinato al farmacologico offre risultati molto più significativi di quelli che si otterrebbero con uno solo di questi due percorsi.
Per ogni questione farmacologica ciò che posso suggerirle è di comunque fare sempre riferimento a professionisti specializzati, per cui a medici psichiatri.
Con l'augurio che possa uscire al più presto da questo periodo buio le porgo i miei più cordiali saluti, per qualsiasi informazione o per un supporto resto a sua disposizione.
Dott. Luca Vocino
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Gentilissima utente, grazie di condividere questo momento così difficile. Mi dispiace sentire che stai attraversando un momento difficile. È importante ricordare che i farmaci antidepressivi possono richiedere del tempo per fare effetto e talvolta possono causare effetti collaterali prima di iniziare a farti sentire meglio. Tuttavia, se gli effetti collaterali sono particolarmente fastidiosi o se ti senti peggio, è importante parlarne con il tuo psichiatra.
Potresti provare a discutere dei tuoi sintomi e delle tue preoccupazioni con il tuo psichiatra, per vedere se esiste la possibilità di cambiare la terapia o la dose del farmaco. Inoltre, continuare i colloqui con la psicologa potrebbe essere molto utile per affrontare le cause sottostanti dei tuoi sintomi e per trovare strategie di coping più efficaci.
Ricorda che la salute mentale è una questione complessa e diversi approcci possono essere necessari per trovare il trattamento che funziona meglio per te. Non esitare a chiedere supporto e a esprimere le tue preoccupazioni al tuo team di salute mentale. Spero che tu trovi il supporto di cui hai bisogno per affrontare questa situazione e inizi a sentirsi meglio presto. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Dott. Cordoba
Dott.ssa Floriana Ricciardi
Psicologo, Psicologo clinico
Venegono Inferiore
Gentile utente, di solito gli antidepressivi impiegano un paio di settimane prima di dare beneficio. Se la situazione le pare addirittura peggiorata, ne parli con il medico, che potrebbe ritenere opportuno un ritocco alla terapia. Sicuramente, inoltre, la primavera è una stagione che porta con sé delle alterazioni nel tono dell'umore (in chi poco, in chi molto). Insieme a questo, farei anche una valutazione ormonale rivolgendosi ad un endocrinologo.
dott.ssa Floriana Ricciardi
Dott.ssa Ilaria Tronchi
Psicologo, Psicologo clinico
Treviglio
Buongiorno, immagino che la situazione che sta vivendo sia faticosa e me ne dispiaccio molto. Le terapie farmacologiche necessitano del loro tempo per poter avere l'effetto desiderato e spesso è necessario fare degli aggiustamenti/cambiare il farmaco se non funzionano ma sarà lo psichiatra eventualmente a valutarlo. Contestualmente potrebbe esserle utile rivolgersi ad uno psicologo/a per poter affrontare su un altro livello la sua sofferenza. Molto spesso terapia farmacologica e psicologica vengono associate per consentire una miglior remissione dei sintomi e un maggior benessere.

Le auguro il meglio.
Dott.ssa Tronchi
Dott.ssa Valentina Zoccali
Psicologo, Psicologo clinico
Legnano
Buongiorno, da quanto ha descritto, sarebbe indicato consultare lo psichiatra che le ha prescritto il farmaco prima di decidere di sospenderlo perchè con l'assunzione dei farmaci spesso è necessario fare degli aggiustamenti di posologia o cambiamenti. Il percorso contemporaneo psicologico e farmacologico è molto consigliato e gradualmente le consentirà di migliorare la sua situazione di malessere. Un saluto Dott.ssa Valentina Zoccali
Dott.ssa Francesca Ghio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torre Boldone
Buongiorno, quando si iniziano a prendere psicofarmaci spesso capita che nel primo periodo gli effetti collaterali facciano dubitare della loro efficacia. Solitamente perché inizino a dare l'effetto desiderato devono passare 3-4 settimane dalla prima assunzione. Detto ciò le consiglierei di parlarne con il suo psichiatra per avere informazioni e supporto da chi glieli ha prescritti.
Per quanto riguarda il colloqui con la psicologa, visto che si tratta di depressione, le suggerirei di considerare di affidarsi a uno/a psicoterapeuta che è molto più preparato per aiutarla con problematiche di questo tipo avendo una specializzazione.
Rimango a disposizione. Dott.ssa Francesca Ghio
Dott.ssa Pinella Chionna
Psicologo clinico, Psicologo, Professional counselor
Mesagne
Gentile Signora,
è evidente che sta vivendo un momento molto difficile e posso comprendere la sua frustrazione. Voglio rassicurarla sul fatto che è assolutamente normale cercare aiuto e avere dubbi riguardo ai trattamenti.
Il fatto che abbia consultato uno psichiatra e stia già seguendo un trattamento farmacologico e psicologico è un passo molto importante verso il miglioramento del suo stato. Tuttavia, mi rendo conto che gli effetti collaterali del farmaco e il peggioramento dei sintomi possono essere estremamente scoraggianti.
È importante sapere che i farmaci antidepressivi come il Brintellix (Vortioxetina) possono richiedere diverse settimane, talvolta fino a 6-8 settimane, per mostrare il loro pieno effetto. Durante le prime settimane, è possibile che si verifichino effetti collaterali che poi tendono a diminuire con il tempo.
Alla luce di ciò è fondamentale mantenere un dialogo aperto e onesto con il suo psichiatra riguardo agli effetti collaterali e ai sintomi che sta sperimentando. Potrebbe essere necessario un aggiustamento del dosaggio o un cambiamento del farmaco se gli effetti collaterali diventano insopportabili o se non si notano miglioramenti. Non interrompa il trattamento senza consultare il suo psichiatra, poiché una sospensione improvvisa può causare ulteriori problemi.
Continuare con i colloqui con la psicologa è altrettanto importante. La terapia può aiutarla a sviluppare strategie di coping, migliorare la sua autocomprensione e lavorare sulle radici dei suoi sintomi. La combinazione di terapia farmacologica e psicologica è spesso molto efficace.
Valuti la possibilità di tenere un diario dei suoi sintomi giornalieri può essere utile per monitorare eventuali miglioramenti o peggioramenti e per fornire informazioni dettagliate al suo psichiatra e alla sua psicologa.
Non sottovaluti l'importanza del supporto del suo compagno e delle persone care. Parlare apertamente con loro del suo stato emotivo può alleviare parte del peso che sta portando.
Infine, voglio incoraggiarla a non perdere la speranza. Anche se il percorso verso il benessere può essere difficile e richiedere tempo, con il giusto supporto e trattamento, è possibile superare questi momenti difficili.
Resto a sua disposizione per ulteriori chiarimenti o supporto.
Cordialmente,
Dott.ssa Pinella Chionna - Psicologa
Dott.ssa Chiara Cicco
Psicologo, Psicologo clinico
Peschiera Borromeo
Buongiorno, prima di tutto mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo, che immagino sia difficile per diversi aspetti della sua vita. Ha fatto bene a rivolgersi ad uno specialista, è il primo passo per star bene. Può essere difficile affidare la nostra salute a qualcun altro: potremmo sentire di non avere sotto controllo la nostra vita e potremmo essere pressati dall'aspettativa che la guarigione avvenga subito e completamente. Ma come tutte le ferite, anche le ferite psichiche hanno bisogno del loro tempo, di un sostegno per non perdere la speranza e il coraggio, per dar loro lo spazio per essere capite e accolte.
A volte è necessario provare un po' di cure, diversi dosaggi e dare loro il tempo per entrare e abituarsi al nostro corpo per sentire un giovamento.
Nella stanza di cura siete in due, lei e il suo curante, non abbia timore di parlare dei suoi dubbi e difficoltà nell'assunzione dei farmaci, così come del suo malessere psichico. Insieme troverete la miglior soluzione e riceverà il sostegno e l'attenzione che potranno aiutarla a continuare questo percorso verso il superamento di questo momento difficile. I miei migliori auguri dott.ssa Cicco Chiara
Dott.ssa Simona Palma
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Orbassano
Buongiorno, dalle sue parole si percepisce l'intensità della sua sofferenza. Spesso la terapia farmacologica per sortire benefici necessita di tempo e può presentare degli effetti collaterali.
Ne parli con il suo psichiatra: l'importante è non prendere decisioni in autonomia ma affidarsi a chi ha le giuste competenze.
Anche il lavoro psicoterapico necessita di tempo. Non demorda, si prenda cura della sua sofferenza e sono certa che ritroverà il suo equilibrio. Un caro saluto.
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Capisco quanto sia difficile affrontare questa situazione, soprattutto quando sembra che i sintomi peggiorino nonostante il trattamento. La primavera, con i suoi cambiamenti stagionali, può influire sull'umore, soprattutto se ha già avuto episodi simili in passato. È importante comunicare al suo psichiatra come si sente e discutere apertamente degli effetti collaterali che sta sperimentando con il Brintellix. Potrebbe essere necessario un aggiustamento della dose, un cambio di farmaco, o un periodo di adattamento più lungo.

Il percorso psicologico che ha iniziato è altrettanto fondamentale. I colloqui con la psicologa possono offrirle un supporto importante per affrontare le emozioni e i pensieri che stanno emergendo. Potrebbe essere utile esplorare con la sua psicologa tecniche specifiche per gestire l'ansia e il pianto, come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) o la mindfulness, che possono aiutarla a trovare un po' di sollievo.

Non interrompa il trattamento farmacologico senza prima consultarsi con il suo psichiatra. È essenziale lavorare in squadra con i suoi specialisti per trovare l'approccio giusto che le consenta di sentirsi meglio.
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Dott.ssa Laura Servidio
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Borgomanero
Buongiorno,
Rilegga quanto ha scritto, per notare quanto il suo malessere coesista con la sua narrazione del "la mia vita va bene, non c'è niente per cui io debba stare così e questo mi preoccupa ancora di più". È proprio tramite un percorso di terapia che deve andare ad indagare le motivazioni che hanno iniziato a farla stare male, sia quelle ovvie, sia svelando quelle di cui ancora non è ben consapevole. E per fare ciò ci vuole tempo. Bisogna avere ben chiaro cosa aspettarsi dalla terapia, in cosa essa consista o cosa comporti; e, di questo, le consiglio di parlare con la sua psicologa. Attualmente, essendo in carico specialistico, lei si sta GIÀ occupando della sua salute, ma ciò richiede tempo. In egual modo, il discorso vale anche per la terapia farmacologica: si dia almeno un mese e mezzo, due mesi, perchè gli effetti benefici si manifestino e si stabilizzino.
Purtroppo, la propria salute mentale, emotiva, psicologica non si cura in un giorno o con una pillola magica ma, al contrario, richiede tempo, nella stessa misura in cui un intervento operatorio richiede poi mesi per una ripresa fisica, a volte neanche totale. Si dia tempo e sia compassionevole con sé stessa, perchè intanto lei ci sta provando e questa non è cosa da tutti. Io sono la dott.ssa Laura Servidio e rimango a Suo disposizione. Trova i miei contatti sul profilo personale. Le auguro una Buona Fortuna! Cordialmente, la saluto. Dott.ssa Laura Servidio
Dott.ssa Aurora Quaranta
Psicologo, Psicologo clinico
Vimodrone

Mi dispiace davvero che tu stia attraversando un periodo così difficile. Capisco quanto possa essere frustrante sentirsi peggio nonostante i tentativi di migliorare la situazione. La situazione che descrivi, con sintomi di depressione e ansia accentuati dalla primavera, potrebbe indicare una ciclicità stagionale o altro tipo di depressione. È importante considerare che i farmaci antidepressivi, come il Brintellex (Vortioxetina), richiedono spesso diverse settimane per mostrare i loro effetti positivi, e durante le prime settimane possono causare effetti collaterali fastidiosi come quelli che stai sperimentando.

Tuttavia, se dopo due settimane ti senti significativamente peggio, è essenziale parlarne con il tuo psichiatra. Non interrompere il farmaco senza prima consultarlo, poiché potrebbe essere necessario un aggiustamento della dose o un cambio di terapia. Alcuni pazienti rispondono meglio a diverse classi di farmaci o a un approccio combinato, come l'aggiunta di un ansiolitico temporaneo per gestire l'ansia.

I colloqui con la psicologa sono un altro passo importante. Il pianto e le emozioni forti che stai vivendo durante la terapia potrebbero essere una parte del processo di elaborazione delle tue emozioni, anche se al momento è difficile. Il percorso psicoterapeutico richiede tempo, ma può portare a una comprensione più profonda dei motivi che alimentano questa insoddisfazione e scontentezza cronica.

Ecco alcune cose che puoi fare:

Contatta il tuo psichiatra per discutere di come ti senti e degli effetti collaterali. Potrebbe essere necessario aggiustare la terapia.
Non interrompere il farmaco da sola senza prima consultare il medico, poiché potrebbe essere rischioso.
Continua con la terapia psicologica. Anche se ora è difficile, il supporto psicologico può aiutarti a trovare modi per gestire le tue emozioni.
Cerca supporto sociale: confida al tuo compagno come ti senti. Sapere che non sei sola in questo percorso può fare la differenza.
Ricorda che questo è un momento difficile, ma con il giusto supporto e trattamento, le cose possono migliorare.
Dott.ssa Estella D'Elia
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno, immagino la fatica di questi mesi e la frustrazione nel non stare subito meglio.
Per quanto riguarda il farmaco ha fatto bene a rivolgersi al suo psichiatra, che sicuramente anche in futuro la saprà consigliare al meglio e seguire nella terapia farmacologica.
Rispetto al percorso psicologico le consiglierei di darsi tempo, i sintomi che descrive hanno bisogno di essere visti e compresi insieme a uno/a specialista e vedrà che col tempo le cose andranno meglio. In genere è necessario vivere e attraversare il dolore prima di poterlo superare, altrimenti questo dolore probabilmente tornerà in altri momenti e sotto altre forme per farsi ascoltare.
Dott.ssa Elena Cristalli
Psicologo, Terapeuta, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno Signora,
rispetto alla tempistica degli effetti dei farmaci sarebbe meglio chiedere ulteriori informazioni al suo psichiatra con il quale potrà capire la terapia migliore.
Mi sembra un saggio suggerimento quello di iniziare un percorso di psicoterapia per comprendere a fondo il suo disagio che avrà sicuramente un senso...
Entrambi i percorsi, farmacologico e psicologico, richiedono un tempo per vederne gli effetti...non si scoraggi e continui con il sostegno che ha per comprendere, accogliere e trasformare il suo dolore...
le auguro di stare bene

Elena Cristalli
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, può darsi che il suo benessere non sia troppo tale, oppure che in questo periodo dell’anno le sia accaduto qualcosa precedentemente, o magari sia condizionato dalla stagionalità.
Continui la sua terapia, insista e si applichi.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Desirèe Pesce
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Pavia
Gentile, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Innanzitutto ha fatto bene a rivolgersi ad uno psichiatra per iniziare una terapia farmacologica. Tuttavia, i soli farmaci possono non risolvere alcune problematiche di carattere psicologico; possono fungere da stampella per iniziare a stare bene e tentare di ricostruire il proprio benessere. Lo psichiatra, infatti, non a caso le ha consigliato di intraprendere anche un percorso psicologico da accompagnare alla terapia. Dal mio punto di vista anche se "non dovrebbe avere nulla di cui lamentarsi", è bene capire come mai nella sua vita ha dovuto affrontare più di un episodio depressivo e cosa si cela alla base di essi. Vedrà che col supporto di un terapeuta potrà vivere in modo meno pesante gli effetti collaterali dei farmaci.
Se nemmeno questo dovesse bastare, aspetti 1/2 mesi per vedere gli effetti reali dei farmaci ed eventualmente richieda allo psichiatra di rivedere la terapia. Le raccomando di tenere duro e di non interrompere assolutamente l'assunzione dei farmaci in autonomia e senza preavviso.
Per qualsiasi chiarimento sono a sua disposizione. Dott.ssa Desirèe Pesce.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Mi dispiace per il momento difficile che stai attraversando. Quello che descrivi sembra essere un insieme di sintomi legati a un disagio psicologico che potrebbe includere una componente depressiva, peggiorata forse da fattori stagionali come l'arrivo della primavera, che talvolta influisce sull'umore di alcune persone. La scelta di rivolgerti a uno psichiatra e iniziare un percorso di colloqui con una psicologa è un passo importante e positivo.
Per quanto riguarda il farmaco, Brintellix (vortioxetina) è un antidepressivo che richiede tempo per agire, spesso alcune settimane, durante le quali i sintomi possono temporaneamente peggiorare. Gli effetti collaterali che stai sperimentando possono essere normali nelle prime fasi, ma è essenziale parlarne con lo psichiatra che ti segue, perché potrebbe essere necessario rivedere il dosaggio o valutare un altro approccio terapeutico.
Nel frattempo, è importante continuare con i colloqui psicologici, poiché il supporto psicoterapeutico è fondamentale per affrontare le radici emotive del tuo disagio e sviluppare strategie per gestire i momenti difficili.
Ti consiglio vivamente di non prendere decisioni da sola riguardo l'interruzione del farmaco, ma di confrontarti con lo psichiatra e con lo psicologo per valutare insieme i prossimi passi.
Rivolgersi a uno specialista, come già stai facendo, è l'approccio migliore per affrontare questo momento delicato, e approfondire con loro ti aiuterà a trovare la strada più adatta al tuo benessere.

Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Vanessa Ferri
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Navacchio
Gentile utente
per quanto riguarda la gestione dei farmaci è sempre meglio seguire le indicazioni dello psichiatra per non incorrere in ancor peggiori effetti collaterali.
a proposito della psicoterapia, strada che le consiglio vivamente per scoprire le vere dinamiche profonde che muovono le sue emozioni, il mio suggerimento è di scegliere un professionista (psicoterapeuta) con cui si senta a suo agio e con cui iniziare un percorso . Da mettere in conto è che la durata del percorso non è di qualche seduta, non funziona come un farmaco che prendendolo debella l'infezione in qualche giorno: purtroppo, o per fortuna, il percorso implica il dover immergere le mani nel fango e sporcarsi un po' prima di poterne uscire. Le auguro un buon viaggio di cambiamento!
Dott.ssa Roberta Floriana Lo nigro
Psicologo clinico, Psicologo
Gela
Salve, io le consiglio degli incontri con una/o psicologa/o per poter alleviare queste tensioni emotive che ha, questi stati di ansia, di sofferenza momentanea.. i farmaci potrebbero farla calmare al momento, ma sé questa cosa non viene emotivamente e psicologicamente superata o capita da lei, i farmaci non posso fare quasi niente.
Dott.ssa Giulia Pelini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buonasera, piangere non è di per sé sintomo che la sua situazione stia peggiorando, anzi, a volte esternare le proprie emozioni è un passo avanti rispetto ad esempio al sopprimerle o evitare di affrontare i problemi per paura. Detto questo, abbia fiducia nel suo terapeuta e se lo ritiene necessario ridiscuta della terapia con lo psichiatra, a fronte degli effetti collaterali che sta avendo. Cordialmente, dott.ssa Giulia Pelini
Dott. Marco Luca Albertoni
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno gentile utente,
trovo assolutamente comprensibile la sua preoccupazione per una sintomatologia preoccupante e, come sembra dalla sua descrizione, ancora senza soluzioni.
Purtroppo le informazioni rintracciabili all'interno della sua comunicazione sono insufficienti per poter esprimere un giudizio, ma comunque ritengo che essersi rivolta a professionisti rappresenti una scelta assolutamente corretta e condivisibile.
Continui ad affidarsi a loro che sapranno come intervenire sui suoi stati d'ansia e di depressione.
Resto a sua disposizione
Dott. Marco Albertoni
Dott.ssa Cristina Massardi
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Gallarate
Buonasera, è evidente che stai vivendo un momento di profonda sofferenza. Mi piacerebbe rassicurarti prendendo in considerazione alcuni aspetti: il fatto che tu stia cercando supporto e aiuto è già un grande passo avanti, anche se adesso ti sembra tutto molto pesante. La decisione di continuare o interrompere il farmaco deve essere presa insieme al tuo psichiatra. Avere iniziato un percorso con una psicologa, è una risorsa preziosa, anche se i benefici possono richiedere un po' di tempo. La psicoterapia è fondamentale per esplorare le radici del tuo malessere, soprattutto considerando che hai descritto un tratto caratteriale scontento e una ricorrenza stagionale dei sintomi.Tuttavia, se hai l’impressione che la tua psicologa non stia prendendo in considerazione i tuoi disagi o non ti stia seguendo in modo adeguato, può essere utile chiedere una seconda opinione. Cambiare specialista non significa fallire, ma garantire che tu riceva l’aiuto migliore possibile.
Dott.ssa Marta Romano
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, comprendo il suo sconforto che si percepisce molto chiaramente dalle sue parole. Le consiglio vivamente di parlare con lo psichiatra in merito agli effetti collaterali così potrà valutare eventualmente di cambiare il farmaco e sostituirlo con un altro che le dia meno effetti collaterali. Le sconsiglio di interrompere l'assunzione della terapia in autonomia poiché questo potrebbe causarle ulteriori problemi. Allo stesso tempo, è importante che prosegua nel percorso psicologico perché è proprio l'integrazione tra il supporto farmacologico e il percorso psicologico che possono portarla a stare meglio nel più breve tempo possibile. Dunque, bisogna lavorare su due fronti e avere fiducia nell'operato dei professionisti.
Spero di esserle stata d'aiuto, un caro saluto
Dott.ssa Marta Romano
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, la terapia farmacologica ha un tempo di attesa prima di percepirne i benefici. Gli eventuali effetti paradosso iniziali sono normali, ma immagino la fatica di doversi stare a contatto. Il sostegno psicologico farà sicuramente al caso suo, la potrà sostenere in questa prima fase di transizione e poi in un maggior lavoro di comprensione delle origine del suo malessere. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo
Dott.ssa Sara Baraccani
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Cesena
Buonasera. Mi dispiaccio sinceramente che senta il suo malessere aumentare. Le consiglio di non interrompere la terapia in autonomia. Richieda una rivalutazione al/alla suo/a psichiatra e gli/le racconti degli effetti collaterali e di ciò che la mette in difficoltà di modo che possa aggiustare la terapia. Non demorda, ha fatto un grande passo nel richiedere la consulenza
Dott.ssa Irini Tikhonova
Psicologo, Neuropsicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile paziente,
La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Comprendo quanto possa essere difficile affrontare un periodo di profonda tristezza, soprattutto quando sembra non esserci una causa evidente e quando le cure intraprese non danno ancora sollievo.

L’adattamento ai farmaci richiede tempo

Il Brintellix (Vortioxetina) è un farmaco antidepressivo che può richiedere diverse settimane prima di mostrare effetti positivi. Nelle prime fasi della terapia è comune sperimentare un aumento dell’ansia, dell’agitazione o persino un peggioramento momentaneo dei sintomi. Tuttavia, se dopo due settimane i disturbi collaterali risultano insostenibili o il peggioramento è significativo, è fondamentale parlarne subito con lo psichiatra, che potrà valutare se proseguire, modificare il dosaggio o cambiare strategia terapeutica. Non interrompa il farmaco da sola senza consultarlo.

Il legame con la stagionalità

Lei nota una correlazione tra il cambio di stagione e il peggioramento del suo umore. La depressione stagionale (SAD - Seasonal Affective Disorder) è una condizione ben documentata, che si manifesta in alcune persone con una maggiore sensibilità ai cambiamenti di luce e temperatura. Potrebbe essere utile valutare:

- L’esposizione alla luce naturale nelle ore del mattino.
- L’utilizzo di lampade per la terapia della luce (da valutare con uno specialista).
- L’integrazione di vitamina D, se consigliata dal medico.

Il valore della psicoterapia

Ha già iniziato un percorso con una psicologa, ed è un passo importante. La psicoterapia può aiutarla a comprendere il suo rapporto con la tristezza e con la tendenza all’insoddisfazione, lavorando su aspetti interiori che vanno oltre il sintomo depressivo. Anche se ora il pianto è intenso, non significa che il percorso sia inutile; a volte, nei primi colloqui, le emozioni represse trovano finalmente spazio per emergere. Con il tempo, potrà trovare modi nuovi per vivere la sua realtà con maggiore serenità.

Cosa fare ora?

- Non interrompa il farmaco da sola, ma informi subito lo psichiatra sul peggioramento dei sintomi e sugli effetti collaterali. Potrebbe essere necessario un aggiustamento della terapia.
- Continui la psicoterapia, dandosi il tempo di esplorare ciò che emerge.
- Si dia il permesso di sentire e di esprimere le emozioni, senza giudicarle come "sbagliate".
- Cerchi piccoli gesti di cura quotidiana, anche se ora le sembrano privi di senso: una passeggiata, un momento di musica, una lettura leggera possono creare piccoli spazi di sollievo.

Il dolore che prova ora non è definitivo e, con il giusto supporto, potrà trovare una maggiore stabilità emotiva. Le auguro di stare meglio al più presto.

Un caro saluto,
Dott.ssa Irini Tikhonova
Dott.ssa Clara Piliego
Psicologo, Psicologo clinico
Cernusco sul Naviglio
Capisco quanto possa essere difficile sentirsi così, soprattutto quando apparentemente tutto nella tua vita sembra andare bene. Il dolore emotivo è reale e merita attenzione, indipendentemente dalle circostanze esterne.
Il fatto che ci sia stata una richiesta di aiuto è già un passo molto importante. L’inizio di una terapia farmacologica può richiedere tempo prima di dare effetti positivi, e in alcuni casi i primi giorni o settimane possono essere accompagnati da effetti collaterali o da un peggioramento transitorio dei sintomi. È comprensibile che questo spaventi e faccia sentire ancora più giù.
Suggerisco di parlarne apertamente con il medico psichiatra di riferimento: lui potrà valutare se è il caso di modificare la terapia, aggiustare il dosaggio o provare un’altra strada. Ogni persona risponde in modo diverso ai farmaci e trovare quello giusto può richiedere un po’ di pazienza.
Nel frattempo, i colloqui con la psicologa possono essere uno spazio prezioso per esplorare il tuo malessere, comprendere meglio cosa lo scatena e trovare modi per affrontarlo. So che adesso sembra impossibile, ma questo periodo difficile non durerà per sempre. Sei già sulla strada giusta!
Dott.ssa Irene Ferrara
Psicologo
San Martino Buon Albergo
Mi dispiace molto che tu stia attraversando questo momento. Da quello che ci porti, sembra che tu abbia già vissuto episodi simili in passato, specialmente con il cambio di stagione, e ora la situazione si è intensificata con l’uso del farmaco. Un farmaco spesso può impiegare diverse settimane prima di dare un miglioramento che si può notare. È normale che nei primi tempi possano comparire effetti collaterali come ansia, mal di testa e disturbi gastrointestinali; è fondamentale parlarne con lo psichiatra che può dare indicazioni pratiche a riguardo.Sospendere di colpo il farmaco senza consultarlo potrebbe peggiorare la situazione, un po’ come se prendessimo un antibiotico solo qualche giorno: non si risolverebbe il nostro problema ma avremmo solo i disagi del farmaco. Il fatto che tu abbia iniziato i colloqui con la psicologa è un passo molto positivo, perché lavorare sulle cause profonde del tuo malessere è altrettanto importante quanto il trattamento farmacologico. Lavorare in parallelo ti darà la possibilità di imparare a conoscerti meglio e parallelamente il farmaco aiuterà a sostenere l’organismo.
Dott. Filippo Frigoli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve, quando si inizia un trattamento farmacologico come il suo può capitare che inizialmente ci sia una sorta di "effetto paradosso", cioè che i sintomi sembrino peggiorare in una prima fase. Solitamente poi dovrebbe esserci una seconda fase in cui dovrebbe avvenire un miglioramento del quadro sintomatico e anche degli effetti collaterali del farmaco che dovrebbero attenuarsi un po'. Le consiglio di tenere monitorata la situazione con il suo psichiatra, per capire se questo sia il suo caso o se invece si possa valutare un adattamento della terapia farmacologica. Inizialmente ci vuole un po' di pazienza purtroppo, sia per il lavoro con la psicologa che per iniziare a vedere dei piccoli miglioramenti dal punto di vista della terapia farmacologica. Mi sembra comunque che abbia già fatto dei grossi passi in avanti, prendendo in mano questa situazione di difficoltà! È stata molto coraggiosa! Le auguro un grande in bocca al lupo per il suo futuro.
Dott.ssa Ambra Bottari
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve, grazie per aver condiviso la tua esperienza. Mi dispiace sentire che stai attraversando un momento così difficile, soprattutto con il pianto continuo e la sensazione di peggioramento nonostante la cura prescritte dal tuo psichiatra.

Da quello che racconti, sembra che tu stia affrontando una forma di depressione che si presenta in modo ciclico, come se vi fossero dei periodi in cui i sintomi si acutizzano, come la primavera che sembra coincidere con un peggioramento. Non è raro che le persone con una predisposizione a disturbi dell'umore possano sperimentare fluttuazioni stagionali, ma anche il trattamento con farmaci come il Brintellex può avere effetti collaterali o non produrre i risultati sperati nei primi giorni o settimane.

Il fatto che tu stia sperimentando ansia, mal di testa e mal di pancia potrebbe essere un segno che il corpo sta cercando di adattarsi ai farmaci, ma anche che potresti non tollerare bene il farmaco, o che la dose non sia adatta al momento. È molto importante non interrompere il trattamento senza consultare prima il medico, poiché i cambiamenti nei farmaci devono essere fatti sotto la supervisione di uno specialista. Il peggioramento che senti potrebbe anche essere una reazione temporanea, ma se persiste o diventa insostenibile, il tuo psichiatra potrebbe decidere di modificare il piano terapeutico, cambiando farmaco o aggiustando la dose.

Nel frattempo, hai fatto bene a iniziare i colloqui con una psicologa, perché il supporto psicoterapeutico può davvero fare la differenza, in particolare in situazioni di depressione ciclica. La psicoterapia, specialmente quella basata su approcci come la terapia cognitivo-comportamentale, può aiutarti a identificare i pensieri negativi e a cambiare il modo in cui affronti le difficoltà quotidiane.

Nel tuo caso, la cosa importante è non perdere la speranza. Potrebbe volerci del tempo per trovare il giusto equilibrio tra terapia farmacologica e psicoterapia. Ti consiglio di parlare apertamente con il tuo psichiatra dei sintomi che stai vivendo e degli effetti collaterali, in modo che possiate esplorare insieme altre opzioni di trattamento, senza fretta di prendere decisioni drastiche come interrompere il farmaco prima di una valutazione adeguata.

Mi rendo conto che stai attraversando un momento doloroso, ma il fatto che tu stia cercando di affrontarlo, chiedendo aiuto e cercando soluzioni, è un passo positivo e importante verso il miglioramento. Se hai bisogno di supporto o chiarimenti, sono qui per ascoltarti.
Dott.ssa Alice Speroni
Sessuologo, Psicologo, Psicologo clinico
Como
Gentile paziente, purtroppo gli antidepressivi (tra cui quello da lei assunto) hanno bisogno dalle 2 alle 6 settimane per "funzionare" (mi permetta il termine). E' assolutamente normale che i suoi sintomi siano peggiorati, questa cosa avviene solo nel primo periodo di utilizzo di questa categoria di farmaci, e proprio per questa ragione, le sconsiglio fortemente di interrompere la cura, poichè potrebbe peggiorare la situazione. Non demorda! La collega psicologa che la segue è una fonte importantissima per lei! Continui così e si dia tempo. Nel caso in cui, passate le 6 settimane, non vedesse risultati concreti, allora le consiglierei un nuovo colloquio con lo psichiatra.
Buongiorno, mi colpisce che si definisca una persona “caratterialmente scontenta”: ma, leggendola, sembra una persona che sta attraversando un momento di forte difficoltà e sofferenza e che ha preso la saggia decisione di chiedere aiuto.
Rispetto alle sue domande, penso possa parlare dei suoi dubbi e delle sue perplessità ai colleghi che la stanno seguendo e che l’aiuteranno a far chiarezza. Dia tempo alle cure e al cambiamento.
Buona giornata!
Dr. Jacopo Modoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Grazie per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Quello che racconta – un senso di scontentezza di fondo, episodi ricorrenti di tristezza profonda che si riacutizzano in certi periodi dell’anno – è qualcosa che molte persone sperimentano, e che può avere un’origine sia psicologica che legata alla sensibilità dell’umore (come accade ad esempio nei disturbi affettivi stagionali).

Il peggioramento dei sintomi nelle prime settimane di assunzione di un antidepressivo non è raro: è una fase delicata in cui il farmaco inizia ad agire a livello neurochimico, ma i benefici non sono ancora visibili. Tuttavia, se sente di stare significativamente peggio, è importante riferirlo subito allo psichiatra, senza modificare la terapia in autonomia.

È positivo che abbia già iniziato un percorso psicologico: il lavoro su sé stessa, unito eventualmente a una stabilizzazione farmacologica, è spesso la combinazione più efficace, soprattutto per una sofferenza che sembra avere anche radici profonde e ricorrenti.

In momenti come questo, non serve colpevolizzarsi o cercare spiegazioni razionali (“non ho nulla di cui lamentarmi…”), perché la sofferenza emotiva non sempre segue una logica esterna. Si può star male anche in una situazione apparentemente “giusta”: ciò che conta è come si vive dentro.

Le consiglio di tenere un contatto stretto con entrambi i professionisti (psichiatra e psicologa), e di concedersi un po’ di tempo senza aspettarsi cambiamenti immediati. La strada verso il sollievo, anche se ora faticosa, non è fuori portata.

Un caro saluto,
Dott. Jacopo Modoni
Dott.ssa Gloria Tosi
Psicologo, Psicoterapeuta
Tortona
Buongiorno cara, la terapia farmacologica può iniziare a fare effetto dopo diversi giorni, talvolta anche 20-22 giorni, mentre gli effetti collaterali solitamente si estinguono nella prima settimana, tuttavia le consiglio qualora non l'abbia ancora fatto, di risentire il medico che le ha prescritto la terapia farmacologica, così da aggiornarlo, e proseguire con la psicoterapia, che la può aiutare molto, a lungo termine, nel capire e gestire il proprio funzionamento e disturbo dell'umore. Le auguro un buon lavoro, Saluti
Dott.ssa Alice Vetro
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, è stata una buona scelta decidere di rivolgersi ad uno psichiatra ed intraprendere un percorso psicologico. Per stare meglio è necessario tempo e comprendere le cause che la portano a vivere momenti così prolungati di tristezza. Le consiglio di parlare con i professionisti che la seguono così che possano monitorare l'andamento dell'umore e fornire un supporto specifico. Le auguro di aumentare la consapevolezza sul suo modo di funzionare e di poter trovare presso sollievo.
Dott.ssa Daniela Fiorenzi
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
L'Aquila
Gentile utente, le consiglio di continuare il percorso con i professionisti che la seguono. I farmici hanno bisogno di un periodo di adattamento per funzionare bene, e, all'inizio, si può avere l'impressione che le cose peggiorino come ha detto lei. Anche per la terapia psicologica ci vuole del tempo per trarne benefici. Quindi non demorda!
Dott. Giovanni Pagnini
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Prato
Gentile lettrice, mi dispiace molto che stia male. Se ho capito bene, ha spesso sofferto di abbassamento dell'umore durante la primavera (cosa comune nei disturbi affettivi stagionali). Se fosse vero, tali disturbi ad andamento stagionale, hanno una base sostanzialmente organica e, di conseguenza, necessitano di una terapia di sostegno farmacologica un po' più strutturata rispetto al Brintellix che è un farmaco decisamente blando. Inoltre, la psicoterapia può essere un buon sostegno che tuttavia deve abbinarsi ad una farmacoterapia più solida rispetto a quella attuale che, se ben capisco, non tollera. Le consiglio sicuramente un secondo parere medico che le possa dare maggior supporto, essendo verosimilmente in questo caso la psicoterapia da sola non sufficiente. Le auguro il meglio, a presto.
Dott.ssa Virginia Banfi
Psicologo, Psicologo clinico
Saronno
Buongiorno, penso che se ha dei dubbi sull'assunzione o sugli effetti collaterali dei farmaci antidepressivi, dovrebbe confrontarsi col suo psichiatra. Inoltre, sono concorde nel consigliarle un percorso psicologico poiché per il benessere psico-fisico è necessaria l'azione combinata di un supporto farmacologico e uno psicologico.
Dott.ssa Viviana Costa
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Comprendo quanto possa essere disorientante e frustrante sentirsi così giù nonostante, razionalmente, la sua vita sembri “a posto” e piena di elementi positivi. A volte il malessere non ha una causa evidente o logica: può emergere ciclicamente, come nel suo caso con l’arrivo della primavera, e portare con sé sintomi intensi come il pianto frequente, l’apatia e la tristezza profonda.

Per quanto riguarda la terapia farmacologica, è importante sapere che l’inizio di una cura con antidepressivi – come nel caso del Brintellix – può provocare nelle prime settimane un peggioramento dei sintomi, prima che si inizi a notare un miglioramento. Questo accade piuttosto frequentemente e può essere molto difficile da tollerare. I tempi di adattamento variano da persona a persona, ma di solito occorrono almeno 3-4 settimane per valutare l’efficacia del farmaco, mentre gli effetti collaterali tendono a diminuire nel frattempo.

Detto questo, se il peggioramento è molto marcato, se il pianto è costante e gli effetti collaterali sono intensi, è assolutamente opportuno tornare a parlarne con lo psichiatra il prima possibile. Potrebbe essere necessario modificare il dosaggio o valutare un’altra molecola, più adatta alla sua sensibilità.

Ha fatto bene a iniziare anche un percorso con una psicologa: il farmaco, da solo, spesso non basta. La terapia psicologica può aiutarla a comprendere meglio la natura del suo disagio, il suo funzionamento emotivo e i vissuti più profondi che si attivano nei momenti di crisi.

In questo momento le consiglio pazienza e ascolto di sé, cercando di non giudicare le sue reazioni come “sproporzionate” o “ingiustificate”. Soffrire, anche quando sembra di non avere motivi concreti per farlo, non è mai una colpa. È un segnale che qualcosa dentro di noi chiede attenzione e cura.

Resto a disposizione se desidera approfondire o confrontarsi su questi aspetti. Resto a disposizione per una consulenza telefonica e valutare per valutare l' inizio di un percorso.
Dott.ssa Stefania Borriello
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente,
capisco quanto possa essere difficile trovarsi in una situazione come la sua, in cui da un lato ci sono tante cose positive nella vita, ma dall’altro il malessere interiore sembra prendere il sopravvento. Non è raro che i farmaci antidepressivi, nelle prime settimane di assunzione, possano provocare un peggioramento dei sintomi o fastidi fisici, e spesso i benefici si iniziano a percepire solo dopo un po’ di tempo. Tuttavia, ogni persona reagisce in modo diverso e per questo è fondamentale non interrompere la terapia di propria iniziativa, ma confrontarsi subito con lo psichiatra che la sta seguendo. Sarà lui a valutare se conviene continuare, modificare il dosaggio o eventualmente cambiare farmaco.
È un bene che abbia già iniziato un percorso psicologico...poter parlare, mettere ordine nei pensieri e nel dolore che sente dentro può aiutarla molto in questo momento, anche se non dà sollievo immediato. È un lavoro graduale, che richiede pazienza, ma rappresenta un sostegno importante accanto alla cura farmacologica.
Le suggerisco quindi di non sentirsi sola né di vivere questo periodo come una sconfitta. Si sta già prendendo cura di sé, ha fatto il passo coraggioso di chiedere aiuto e questo è un segnale molto importante. Con il supporto dello psichiatra e della psicologa potrà trovare via via un nuovo equilibrio.
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania Borriello
Dott.ssa Veronica Fontana
Psicologo, Psicologo clinico
Arcore
Buongiorno,
dalle sue parole emerge tutta la fatica che sta vivendo in questo periodo e il senso di sconforto nel non riuscire a trovare sollievo, nonostante si stia già prendendo cura di sé affidandosi a uno specialista e iniziando un percorso psicologico. È comprensibile sentirsi smarriti quando i sintomi sembrano peggiorare invece di migliorare, e questo può aumentare la sensazione di fragilità e di perdita di fiducia.
Al di là della terapia farmacologica, che è importante discutere sempre con il medico che la segue, può essere prezioso dare spazio a quello che sta provando: il pianto, l’apatia, la difficoltà a riconoscere le cose positive che pure sono presenti nella sua vita. Spesso questi vissuti raccontano un bisogno profondo di ascolto e di comprensione, che può trovare spazio proprio nel percorso con la psicologa.
Concedersi tempo, senza pretendere risultati immediati, può essere un primo passo per dare senso a ciò che sta attraversando e per ritrovare gradualmente uno sguardo più gentile verso se stessa.
Dott.ssa Cinzia Cosmi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno, ne parli diffusamente con i suoi curanti che la conoscono e hanno bene in mente la sua situazione, così da poter evadere tutti i suoi dubbi. Ad ogni modo, non si preoccupi, probabilmente nel lavoro terapeutico che sta facendo, sta emergendo del contenuto emotivo che porta con se dei significati delicati, per questo si trova spesso a commuoversi. abbia fiducia. Le auguro il meglio, saluti
salve, grazie per aver scritto a Mio Dottore.
mi dispiace per quello che sta attraversando...
mi sento di dirle che rivolgersi ad uno psichiatra ed un terapeuta sia stato l' approccio giusto.
si dia tempo, tempo al farmaco e alla terapia.
Dott.ssa Grazia Chianetta
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno signora,chissà che fatica affrontare le giornate in questo stato! Mi spiace
Lo psichiatra le ha consigliato bene. Può essere un momento particolare della sua vita per motivi che "sconosce" o chissà...
Io sono disponibile ad aiutarla, se vuole possiamo intraprendere questo percorso.
Mi faccia sapere.
Dr. Grazia Chianetta
Dott.ssa Laura Pancrazi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Mozzo
Mi spiace molto per la brutta situazione che sta affrontando, certo non deve essere facile.

Per ciò che riguarda l'assunzione del farmaco, le consiglio di riportarne gli effetti insieme alla persona che glielo ha prescritto, insieme farete delle valutazioni in merito. Inoltre, ha senza dubbio fatto bene ad affiancare alla terapia farmacologica anche un percorso psicologico.

Detto questo, 2 settimane sono un tempo poco adeguato per valutare l'effetto di un farmaco, e anche i colloqui con la psicologa richiedono un tempo di valutazione più lungo di questo.

Stava male, si è rivolta a dei professionisti per cercare di stare meglio, è stata brava. Si dia tempo.
Dott.ssa Giulia Spilli
Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Comprendo il suo malessere e penso che non sia semplice ritrovarsi in una situazione diversa ed al contempo destabilizzante. Noto in lei una buona capacità di prendersi cura del suo corpo e della sua mente, purtroppo i percorsi di cura in alcune occasioni richiedono più tempo per cui quello che le posso consigliare è di dedicarsi quel tempo affinché ne valga la pena.
Dott. Pierluigi Campesan
Psicologo, Psicologo clinico
Verona
Buongiorno,
se i due professionisti (psichiatra e psicologo) sono in contatto tra loro sul suo problema si affidi a loro. Diversamente li faccia mettere in contatto tra loro sul suo problema, in modo che congiuntamente possano aiutarla con maggiore efficacia.
Cordiali saluti.

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