Dopo una forte ricaduta,prendevo il cipralex da oltre 7/8 anni,ma recentemente ho deciso di interrom
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Dopo una forte ricaduta,prendevo il cipralex da oltre 7/8 anni,ma recentemente ho deciso di interromperlo per gli effetti collaterali e perché poi mi sentivo abbastanza bene e volevo eliminare il farmaco avendolo preso per tanto tempo.
Solo che dopo 3/4 mesi di sospensione del cipralex oltre al coincidere con altri avvenimenti negativi,mi è presa una forte depressione e ansia rimettendomi ko,paure, preoccupazioni , sudorazione.......( lo psicanalista mi ha detto che ero "scoperto "termine medico per dire che non avevo più nulla che mi poteva proteggere....)
Ora sono 5 giorni che sto prendendo il Deben e lentamente una goccia al giorno il Brintellix, per poi eliminare il Deben e continuare solo con il Brintellix.
La mia domanda è se il Deben sia necessario per velocizzare gli effetti antidepressivi del Brintellix che impiega 20/30 GG oppure potrei anche eliminarlo, aspettando gli effetti sebbene lenti appunto del Brintellix.
Poi vorrei sapere se è normale,dopo una forte depressione ed ansia, non riuscire a dormire ed essere sempre in allerta, quindi la notte è abbastanza lunga e difficile avendo spesso sudorazione mani e piedi e una sensazione di giramenti di testa,di sfasamento stando a letto....come avere un motorino che mai si spegne e quindi ho difficoltà a rilassarmi e sempre ho paure e preoccupazioni.
Grazie a chi mi vorrà rispondere ed aiutare.
Cordialmente
Solo che dopo 3/4 mesi di sospensione del cipralex oltre al coincidere con altri avvenimenti negativi,mi è presa una forte depressione e ansia rimettendomi ko,paure, preoccupazioni , sudorazione.......( lo psicanalista mi ha detto che ero "scoperto "termine medico per dire che non avevo più nulla che mi poteva proteggere....)
Ora sono 5 giorni che sto prendendo il Deben e lentamente una goccia al giorno il Brintellix, per poi eliminare il Deben e continuare solo con il Brintellix.
La mia domanda è se il Deben sia necessario per velocizzare gli effetti antidepressivi del Brintellix che impiega 20/30 GG oppure potrei anche eliminarlo, aspettando gli effetti sebbene lenti appunto del Brintellix.
Poi vorrei sapere se è normale,dopo una forte depressione ed ansia, non riuscire a dormire ed essere sempre in allerta, quindi la notte è abbastanza lunga e difficile avendo spesso sudorazione mani e piedi e una sensazione di giramenti di testa,di sfasamento stando a letto....come avere un motorino che mai si spegne e quindi ho difficoltà a rilassarmi e sempre ho paure e preoccupazioni.
Grazie a chi mi vorrà rispondere ed aiutare.
Cordialmente
Gentile utente,
quello che sta vivendo è comprensibile e, pur nella sua intensità, coerente con la storia che racconta. Dopo molti anni di assunzione, la sospensione di un antidepressivo può lasciare il sistema nervoso “senza pelle”, più esposto agli eventi e alle emozioni: non è una debolezza, ma un equilibrio che si è temporaneamente perso. In questo senso, il termine che le è stato detto (“scoperto”) rende bene l’idea di una mente che non ha più il suo contenimento abituale.
Il Deben in questa fase viene spesso utilizzato come sostegno transitorio, non per accelerare l’effetto del Brintellix in senso stretto, ma per tenere a bada l’attivazione ansiosa mentre l’antidepressivo inizia lentamente a fare il suo lavoro. Decidere se ridurlo o sospenderlo è una valutazione che va fatta con lo psichiatra, tenendo conto della sua soglia di tolleranza attuale: forzare i tempi, quando il sistema è ancora molto allertato, rischia di aumentare la sofferenza.
I sintomi che descrive – insonnia, ipervigilanza, sudorazione, sensazione di “motorino acceso”, sfasamento – sono frequenti nelle fasi acute di ansia e depressione, soprattutto all’inizio di una nuova terapia. È come se il corpo non riuscisse ancora a fidarsi del riposo, restando pronto a reagire anche di notte. Questo non significa che resterà così, ma che in questo momento il suo organismo sta chiedendo tempo, continuità e accompagnamento.
Accanto al lavoro farmacologico, un percorso di psicoterapia può aiutarla a dare senso a questa ricaduta, a ciò che è accaduto nella sospensione e agli eventi che l’hanno seguita, non per “togliere” i sintomi, ma per creare uno spazio interno più stabile in cui possano lentamente calmarsi.
Non è tornato al punto di partenza: sta attraversando una fase delicata di riassestamento. Con il giusto dosaggio, il giusto tempo e una presa in carico integrata, questo stato può gradualmente trasformarsi.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
quello che sta vivendo è comprensibile e, pur nella sua intensità, coerente con la storia che racconta. Dopo molti anni di assunzione, la sospensione di un antidepressivo può lasciare il sistema nervoso “senza pelle”, più esposto agli eventi e alle emozioni: non è una debolezza, ma un equilibrio che si è temporaneamente perso. In questo senso, il termine che le è stato detto (“scoperto”) rende bene l’idea di una mente che non ha più il suo contenimento abituale.
Il Deben in questa fase viene spesso utilizzato come sostegno transitorio, non per accelerare l’effetto del Brintellix in senso stretto, ma per tenere a bada l’attivazione ansiosa mentre l’antidepressivo inizia lentamente a fare il suo lavoro. Decidere se ridurlo o sospenderlo è una valutazione che va fatta con lo psichiatra, tenendo conto della sua soglia di tolleranza attuale: forzare i tempi, quando il sistema è ancora molto allertato, rischia di aumentare la sofferenza.
I sintomi che descrive – insonnia, ipervigilanza, sudorazione, sensazione di “motorino acceso”, sfasamento – sono frequenti nelle fasi acute di ansia e depressione, soprattutto all’inizio di una nuova terapia. È come se il corpo non riuscisse ancora a fidarsi del riposo, restando pronto a reagire anche di notte. Questo non significa che resterà così, ma che in questo momento il suo organismo sta chiedendo tempo, continuità e accompagnamento.
Accanto al lavoro farmacologico, un percorso di psicoterapia può aiutarla a dare senso a questa ricaduta, a ciò che è accaduto nella sospensione e agli eventi che l’hanno seguita, non per “togliere” i sintomi, ma per creare uno spazio interno più stabile in cui possano lentamente calmarsi.
Non è tornato al punto di partenza: sta attraversando una fase delicata di riassestamento. Con il giusto dosaggio, il giusto tempo e una presa in carico integrata, questo stato può gradualmente trasformarsi.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
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Salve , mi dispiace per il disagio che sta vivendo a causa di ansia e depressione come descrive.
Per qualsiasi informazione riguardo l’assunzione di farmaci le suggerisco di contattare sempre il suo medico di base o lo specialista che glieli ha prescritti senza improvvisare in autonomia.
Buone cose,
Dott.Marziani
Per qualsiasi informazione riguardo l’assunzione di farmaci le suggerisco di contattare sempre il suo medico di base o lo specialista che glieli ha prescritti senza improvvisare in autonomia.
Buone cose,
Dott.Marziani
Salve,
Dopo anni di trattamento con Cipralex e una sospensione, il suo organismo può aver reagito in modo intenso, soprattutto se si sono sommati eventi stressanti: è normale che compaiano sintomi di ansia marcata, agitazione, sudorazione e difficoltà a dormire. La fase di assestamento con un nuovo farmaco come il Brintellix può richiedere qualche settimana prima che si manifestino effetti più stabili, e talvolta i medici prescrivono un farmaco “di supporto” come il Deben per attenuare i sintomi acuti durante questo periodo di transizione.
Riguardo alla necessità del Deben, questa è una valutazione che deve essere fatta dal suo psichiatra, perché dipende dal quadro clinico, dalla gravità dei sintomi e dalla velocità con cui il Brintellix può raggiungere efficacia. Non è raro, in ogni caso, che il medico lo utilizzi temporaneamente proprio per “coprire” la fase iniziale in cui il nuovo antidepressivo non ha ancora raggiunto effetti pieni.
I sintomi che descrive – iperattivazione mentale, difficoltà a dormire, sudorazione, giramenti di testa e senso di “motorino che non si spegne” – sono comuni in fasi di ricaduta depressiva e ansiosa, specialmente in periodi di cambiamento farmacologico. Strategie di rilassamento guidate, respirazione diaframmatica, mindfulness e routine regolari di sonno possono aiutare a contenere l’iperattivazione, anche se non sostituiscono la gestione farmacologica.
Considerando la complessità del suo quadro, un percorso psicologico integrato, mirato a gestione dell’ansia e tecniche CBT e mindfulness, può essere molto utile per aiutarla a gestire la preoccupazione costante, le paure e migliorare gradualmente la qualità del sonno e la regolazione emotiva.
Saluti, resto a disposizione.
Dopo anni di trattamento con Cipralex e una sospensione, il suo organismo può aver reagito in modo intenso, soprattutto se si sono sommati eventi stressanti: è normale che compaiano sintomi di ansia marcata, agitazione, sudorazione e difficoltà a dormire. La fase di assestamento con un nuovo farmaco come il Brintellix può richiedere qualche settimana prima che si manifestino effetti più stabili, e talvolta i medici prescrivono un farmaco “di supporto” come il Deben per attenuare i sintomi acuti durante questo periodo di transizione.
Riguardo alla necessità del Deben, questa è una valutazione che deve essere fatta dal suo psichiatra, perché dipende dal quadro clinico, dalla gravità dei sintomi e dalla velocità con cui il Brintellix può raggiungere efficacia. Non è raro, in ogni caso, che il medico lo utilizzi temporaneamente proprio per “coprire” la fase iniziale in cui il nuovo antidepressivo non ha ancora raggiunto effetti pieni.
I sintomi che descrive – iperattivazione mentale, difficoltà a dormire, sudorazione, giramenti di testa e senso di “motorino che non si spegne” – sono comuni in fasi di ricaduta depressiva e ansiosa, specialmente in periodi di cambiamento farmacologico. Strategie di rilassamento guidate, respirazione diaframmatica, mindfulness e routine regolari di sonno possono aiutare a contenere l’iperattivazione, anche se non sostituiscono la gestione farmacologica.
Considerando la complessità del suo quadro, un percorso psicologico integrato, mirato a gestione dell’ansia e tecniche CBT e mindfulness, può essere molto utile per aiutarla a gestire la preoccupazione costante, le paure e migliorare gradualmente la qualità del sonno e la regolazione emotiva.
Saluti, resto a disposizione.
Capisco bene la tua situazione, che può essere molto faticosa. Dopo anni di trattamento con Cipralex, interrompere un farmaco antidepressivo può comportare una fase di vulnerabilità, soprattutto se nel frattempo si sommano altri eventi stressanti. Il termine “scoperto” che ti ha riferito lo psicanalista descrive proprio questo periodo in cui le tue difese chimiche e psicologiche sono temporaneamente ridotte.
Per quanto riguarda il Deben associato al Brintellix, in alcuni protocolli viene utilizzato per favorire l’inizio dell’effetto antidepressivo, che per il Brintellix può richiedere alcune settimane. Tuttavia, la decisione di mantenere o eliminare il Deben deve essere valutata attentamente da uno specialista, perché dipende dal dosaggio, dalla tua storia clinica e dalla tua tolleranza agli effetti collaterali. Non è sempre necessario, ma in alcuni casi può aiutare a stabilizzare l’umore durante la fase iniziale.
I sintomi che descrivi — difficoltà a dormire, iperallerta, sudorazione, giramenti di testa, sensazione di “motorino che non si spegne” — sono comuni in fasi di ansia acuta o depressione residua, soprattutto dopo interruzioni di antidepressivi o cambi di terapia. Sono segnali che il sistema nervoso è ancora in uno stato di attivazione, e possono richiedere strategie farmacologiche, psicologiche e comportamentali integrate per migliorare il sonno e ridurre l’iperattivazione.
È quindi molto importante approfondire questi aspetti con uno specialista che possa seguire da vicino l’andamento della terapia e valutare eventuali aggiustamenti di farmaco o supporto psicologico mirato.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Per quanto riguarda il Deben associato al Brintellix, in alcuni protocolli viene utilizzato per favorire l’inizio dell’effetto antidepressivo, che per il Brintellix può richiedere alcune settimane. Tuttavia, la decisione di mantenere o eliminare il Deben deve essere valutata attentamente da uno specialista, perché dipende dal dosaggio, dalla tua storia clinica e dalla tua tolleranza agli effetti collaterali. Non è sempre necessario, ma in alcuni casi può aiutare a stabilizzare l’umore durante la fase iniziale.
I sintomi che descrivi — difficoltà a dormire, iperallerta, sudorazione, giramenti di testa, sensazione di “motorino che non si spegne” — sono comuni in fasi di ansia acuta o depressione residua, soprattutto dopo interruzioni di antidepressivi o cambi di terapia. Sono segnali che il sistema nervoso è ancora in uno stato di attivazione, e possono richiedere strategie farmacologiche, psicologiche e comportamentali integrate per migliorare il sonno e ridurre l’iperattivazione.
È quindi molto importante approfondire questi aspetti con uno specialista che possa seguire da vicino l’andamento della terapia e valutare eventuali aggiustamenti di farmaco o supporto psicologico mirato.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno
Rispondo da psicologa non entrando nel merito delle scelte farmacologiche (che spettano al medico).
Quello che stai vivendo è coerente con una ricaduta ansioso-depressiva, non solo legata ai farmaci ma anche a una fase di maggiore esposizione emotiva. Il Cipralex per anni ha funzionato anche come contenimento: sospenderlo, insieme ad eventi di vita stressanti, ti ha lasciato più vulnerabile, ed è da lì che nasce questa riattivazione intensa dei sintomi.
L’insonnia, l’iperallerta, la sudorazione, la sensazione di “motorino sempre acceso” sono manifestazioni tipiche dell’ansia acuta: il sistema nervoso è in modalità allarme e fatica a spegnersi, soprattutto di notte. Non è pericoloso né definitivo, anche se è molto faticoso.
Al di là dei tempi del farmaco, è importante lavorare psicologicamente su paura della ricaduta, bisogno di controllo e senso di scopertura. Senza questo lavoro, ogni sintomo rischia di essere vissuto come una minaccia.
Serve tempo, accompagnamento e pazienza con te stesso. Questa fase può migliorare, ma non va affrontata solo “aspettando che passi”. La invito a parlarne apertamente con il suo psicanalista anche per quanto rigaurda eventuali dubbi sul percorso che state facendo insieme, non si offenderà, anzi, onestà e apertura sono la base per un percorso efficace.
Con affetto
Dott.ssa Bacchi
Rispondo da psicologa non entrando nel merito delle scelte farmacologiche (che spettano al medico).
Quello che stai vivendo è coerente con una ricaduta ansioso-depressiva, non solo legata ai farmaci ma anche a una fase di maggiore esposizione emotiva. Il Cipralex per anni ha funzionato anche come contenimento: sospenderlo, insieme ad eventi di vita stressanti, ti ha lasciato più vulnerabile, ed è da lì che nasce questa riattivazione intensa dei sintomi.
L’insonnia, l’iperallerta, la sudorazione, la sensazione di “motorino sempre acceso” sono manifestazioni tipiche dell’ansia acuta: il sistema nervoso è in modalità allarme e fatica a spegnersi, soprattutto di notte. Non è pericoloso né definitivo, anche se è molto faticoso.
Al di là dei tempi del farmaco, è importante lavorare psicologicamente su paura della ricaduta, bisogno di controllo e senso di scopertura. Senza questo lavoro, ogni sintomo rischia di essere vissuto come una minaccia.
Serve tempo, accompagnamento e pazienza con te stesso. Questa fase può migliorare, ma non va affrontata solo “aspettando che passi”. La invito a parlarne apertamente con il suo psicanalista anche per quanto rigaurda eventuali dubbi sul percorso che state facendo insieme, non si offenderà, anzi, onestà e apertura sono la base per un percorso efficace.
Con affetto
Dott.ssa Bacchi
Buonasera. La invito a valutare tutte le sue perplessità e le sue domande con il suo psichiatra di riferimento. Questo è importante per un buon trattamento. Probabilmente la sospensione brusca della terapia non solo l'ha lasciata scoperto/a, ma l'ha anche scompensata, insieme agli avvenimenti negativi di cui fa menzione. Questo può portare ad un aumento della sintomatologia ansiosa e ad peggioramento del sonno. Dia tempo alla terapia di stabilizzarsi e agire e continui psicoterapia.
Cordiali saluti
Cordiali saluti
Mi dispiace molto per il periodo di grande sofferenza che stai attraversando. È una situazione che definirei di massima allerta del sistema nervoso, ed è comprensibile che tu ti senta sfinita e spaventata.
Risponderò esclusivamente in chiave psicologica, focalizzandomi su ciò che accade alla tua mente e al tuo corpo durante questo processo, lasciando le valutazioni sui dosaggi e le necessità biochimiche dei farmaci al tuo psichiatra di fiducia.
Quello che descrivi l'insonnia, la sudorazione, i giramenti di testa e la sensazione di essere sempre in allerta è la manifestazione fisica di un sistema di allarme che è rimasto bloccato sulla posizione "acceso". Quando hai interrotto il farmaco dopo molti anni, è come se fossero state tolte delle pareti di protezione proprio mentre fuori arrivava una tempesta (gli eventi negativi che hai citato). Senza quello scudo, il tuo sistema nervoso ha reagito sovraccaricandosi.
La sensazione del motorino che non si spegne è tipica degli stati d'ansia acuti: il tuo cervello interpreta lo stare a letto come una situazione di potenziale pericolo, quindi ti tiene sveglia e vigile. Le sudorazioni e lo sfasamento sono i segnali che il tuo corpo è inondato da ormoni dello stress. È una reazione comune in una fase di forte ricaduta; è importante che tu sappia che quello che provi non è un segnale di "pazzia", ma il modo in cui il tuo organismo sta gestendo una paura che al momento sembra ingestibile.
Di notte, il silenzio amplifica ogni sintomo. Inizi a preoccuparti del fatto di non dormire, e questa preoccupazione aumenta l'ansia, creando un circolo vizioso. Mentre i farmaci fanno il loro lavoro biologico per stabilizzare i neurotrasmettitori cosa che richiede tempo e pazienza a livello psicologico può aiutarti provare a non combattere il sintomo. Quando senti il cuore accelerare, prova a dirti che è solo il tuo sistema di allarme che sta urlando, ma che non c'è un pericolo reale in camera con te.
Per quanto riguarda il Deben, la decisione di toglierlo o tenerlo è puramente medica, dovresti consultare il tuo medico.Tuttavia, dal punto di vista psicologico, avere un supporto che riduca l'angoscia estrema e il "rumore" di quel motorino nei primi giorni può aiutarti a non esaurire completamente le tue energie mentali mentre aspetti che l'antidepressivo principale entri a pieno regime.
Sii gentile con te stessa: stai affrontando un passaggio molto faticoso, ma è un percorso verso un nuovo equilibrio.
Risponderò esclusivamente in chiave psicologica, focalizzandomi su ciò che accade alla tua mente e al tuo corpo durante questo processo, lasciando le valutazioni sui dosaggi e le necessità biochimiche dei farmaci al tuo psichiatra di fiducia.
Quello che descrivi l'insonnia, la sudorazione, i giramenti di testa e la sensazione di essere sempre in allerta è la manifestazione fisica di un sistema di allarme che è rimasto bloccato sulla posizione "acceso". Quando hai interrotto il farmaco dopo molti anni, è come se fossero state tolte delle pareti di protezione proprio mentre fuori arrivava una tempesta (gli eventi negativi che hai citato). Senza quello scudo, il tuo sistema nervoso ha reagito sovraccaricandosi.
La sensazione del motorino che non si spegne è tipica degli stati d'ansia acuti: il tuo cervello interpreta lo stare a letto come una situazione di potenziale pericolo, quindi ti tiene sveglia e vigile. Le sudorazioni e lo sfasamento sono i segnali che il tuo corpo è inondato da ormoni dello stress. È una reazione comune in una fase di forte ricaduta; è importante che tu sappia che quello che provi non è un segnale di "pazzia", ma il modo in cui il tuo organismo sta gestendo una paura che al momento sembra ingestibile.
Di notte, il silenzio amplifica ogni sintomo. Inizi a preoccuparti del fatto di non dormire, e questa preoccupazione aumenta l'ansia, creando un circolo vizioso. Mentre i farmaci fanno il loro lavoro biologico per stabilizzare i neurotrasmettitori cosa che richiede tempo e pazienza a livello psicologico può aiutarti provare a non combattere il sintomo. Quando senti il cuore accelerare, prova a dirti che è solo il tuo sistema di allarme che sta urlando, ma che non c'è un pericolo reale in camera con te.
Per quanto riguarda il Deben, la decisione di toglierlo o tenerlo è puramente medica, dovresti consultare il tuo medico.Tuttavia, dal punto di vista psicologico, avere un supporto che riduca l'angoscia estrema e il "rumore" di quel motorino nei primi giorni può aiutarti a non esaurire completamente le tue energie mentali mentre aspetti che l'antidepressivo principale entri a pieno regime.
Sii gentile con te stessa: stai affrontando un passaggio molto faticoso, ma è un percorso verso un nuovo equilibrio.
Buongiorno, quello che sta vivendo è molto doloroso, ma anche comprensibile. Dopo anni di equilibrio, la sospensione del farmaco insieme a eventi stressanti l'ha probabilmente lasciato più vulnerabile, ansia e depressione si sono riattivate in modo intenso. Questo non è un fallimento personale, ma una risposta del suo sistema emotivo a un sovraccarico.
I sintomi che descrive: insonnia, stato di allerta costante, sudorazione, senso di sfasamento, probabilmente sono delle manifestazioni del corpo che è come bloccato in modalità allarme.
È importante che lei continui a confrontarsi con il medico che la segue e che non resti solo in questa fase. Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a contenere l’ansia, ritrovare sicurezza e attraversare questo momento difficile. Anche se ora sembra interminabile, questa fase può attenuarsi: chiedere aiuto, come sta facendo, è già un passo fondamentale.
Dott.ssa Mafalda Russo
I sintomi che descrive: insonnia, stato di allerta costante, sudorazione, senso di sfasamento, probabilmente sono delle manifestazioni del corpo che è come bloccato in modalità allarme.
È importante che lei continui a confrontarsi con il medico che la segue e che non resti solo in questa fase. Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a contenere l’ansia, ritrovare sicurezza e attraversare questo momento difficile. Anche se ora sembra interminabile, questa fase può attenuarsi: chiedere aiuto, come sta facendo, è già un passo fondamentale.
Dott.ssa Mafalda Russo
Gentile utente, per quanto riguarda i farmaci le consiglio di chiedere al medico che le ha prescritto la terapia. Le consiglio di associare anche un supporto psicologico in modo da capire le cause e trovare strategie utili anche per i sintomi del sonno di cui parla.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Gentile utente di mio dottore,
la sospensione o un eventuale scalaggio di un farmaco sono aspetti che vanno concordati col medico prescrivente. Non gestisca le somministrazioni di questi farmaci in maniera autonoma potrebbe esser pericoloso oltre che controproducente. Contatti quanto prima lo psichiatra, figura più indicata ad accogliere ed orientare le sue richieste.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
la sospensione o un eventuale scalaggio di un farmaco sono aspetti che vanno concordati col medico prescrivente. Non gestisca le somministrazioni di questi farmaci in maniera autonoma potrebbe esser pericoloso oltre che controproducente. Contatti quanto prima lo psichiatra, figura più indicata ad accogliere ed orientare le sue richieste.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
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