Buonasera dottori, sono una ragazza di 22 anni, in seguito ad un brutto evento (perdita di una perso
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Buonasera dottori, sono una ragazza di 22 anni, in seguito ad un brutto evento (perdita di una persona cara davanti ai miei occhi) la mia ansia e sonatizzazione sono decisamente peggiorate fino a sfociare in forti attacchi di panico che mi hanno portata in ps.
La prima volta in ps (circa 10/11 mesi fa) mi hanno prescritto venlafaxina e xanax, la mattina stessa che ho cominciato a prenderli ho avvertito una sensazione mai provata prima, come un'onda gelida che mi ha attraversato il corpo, un po' come se mi si fosse gelato il sangue nelle vene. La sensazione è arrivata fino a darmi fastidio ai denti. L'onda dura qualche secondo e poi parte un forte attacco di panico. Mi hanno cambiato i farmaci con sertralina. Delorazepam e pregabalin, nonostante questo la sensazione in questi mesi ha continuato a presentarsi in diverse occasioni, magari di stanchezza, di influenza o malessere fisico, sforzo o ansia/stress. La mia psichiatra ha detto che sono ondate di adrenalina, tuttavia continuano a terrorizzarmi.
PS. Ho fatto esami di routine ecg,holter, esami del sangue (tiroide,anemia,intolleranze) e anche ecocardio in ps ma nessuno ha trovato qualcosa di rilevante.
Ho bisogno di sapere se sto impazzendo, a breve avrò un altro appuntamento con un nuovo psichiatra per capire se ha senso smettere coi farmaci
La prima volta in ps (circa 10/11 mesi fa) mi hanno prescritto venlafaxina e xanax, la mattina stessa che ho cominciato a prenderli ho avvertito una sensazione mai provata prima, come un'onda gelida che mi ha attraversato il corpo, un po' come se mi si fosse gelato il sangue nelle vene. La sensazione è arrivata fino a darmi fastidio ai denti. L'onda dura qualche secondo e poi parte un forte attacco di panico. Mi hanno cambiato i farmaci con sertralina. Delorazepam e pregabalin, nonostante questo la sensazione in questi mesi ha continuato a presentarsi in diverse occasioni, magari di stanchezza, di influenza o malessere fisico, sforzo o ansia/stress. La mia psichiatra ha detto che sono ondate di adrenalina, tuttavia continuano a terrorizzarmi.
PS. Ho fatto esami di routine ecg,holter, esami del sangue (tiroide,anemia,intolleranze) e anche ecocardio in ps ma nessuno ha trovato qualcosa di rilevante.
Ho bisogno di sapere se sto impazzendo, a breve avrò un altro appuntamento con un nuovo psichiatra per capire se ha senso smettere coi farmaci
Buonasera. Concordo con lei che è essenziale una nuova visita con specialista Psichiatra. Per rispondere al suo quesito: qualora sussistesse una diagnosi così come lei ha specificato, è utile trovare la terapia adatta, non interrompere la terapia in generale. Saluti
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Gentilissima,
l'evento traumatico che ha descritto rappresenta un fattore scatenante di grande rilievo clinico, in quanto l'aver assistito direttamente alla perdita di una persona cara può innescare meccanismi tipici di quello che definiamo Disturbo da Stress Post-Traumatico.
La sensazione di onda gelida o di sangue che si ghiaccia nelle vene, seguita dall'attacco di panico, non è assolutamente un segnale che lei stia impazzendo, ma sembrerebbe piuttosto una intensa scarica neurovegetativa.
Il nostro sistema nervoso, quando resta in uno stato di allerta costante a causa di un trauma, può produrre percezioni fisiche distorte o parestesie intense che vengono interpretate dal cervello come un pericolo imminente, innescando così la crisi d'ansia.
Il fatto che questa sensazione si sia presentata in concomitanza con la prima assunzione farmacologica potrebbe aver creato una sorta di condizionamento o associazione mentale, ma la sua persistenza anche con molecole diverse come la sertralina e il pregabalin suggerirebbe che si tratti di un sintomo proprio del disturbo d'ansia sottostante e non necessariamente di un effetto collaterale diretto dei farmaci.
La spiegazione della sua psichiatra riguardo alle scariche di adrenalina ha un fondamento fisiologico, poiché in momenti di stanchezza o stress il corpo rilascia mediatori chimici che, su un sistema nervoso già sensibilizzato, possono essere percepiti in modo amplificato e spaventoso.
Gli esami cardiologici e clinici negativi sono un dato rassicurante fondamentale, perché ci confermano che il suo corpo è sano e che il problema risiede nella regolazione dei circuiti dell'ansia.
In vista del prossimo appuntamento, sarebbe prudente valutare con molta attenzione l'idea di sospendere i farmaci, poiché in una fase in cui il sistema è ancora così reattivo, togliere la copertura farmacologica potrebbe esporla a un peggioramento della sintomatologia.
È probabile che la terapia necessiti ancora di tempo o di un aggiustamento per spegnere definitivamente questa iperattività neurovegetativa, ma il percorso di cura è la strada maestra per riprendere il controllo.
Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto.
l'evento traumatico che ha descritto rappresenta un fattore scatenante di grande rilievo clinico, in quanto l'aver assistito direttamente alla perdita di una persona cara può innescare meccanismi tipici di quello che definiamo Disturbo da Stress Post-Traumatico.
La sensazione di onda gelida o di sangue che si ghiaccia nelle vene, seguita dall'attacco di panico, non è assolutamente un segnale che lei stia impazzendo, ma sembrerebbe piuttosto una intensa scarica neurovegetativa.
Il nostro sistema nervoso, quando resta in uno stato di allerta costante a causa di un trauma, può produrre percezioni fisiche distorte o parestesie intense che vengono interpretate dal cervello come un pericolo imminente, innescando così la crisi d'ansia.
Il fatto che questa sensazione si sia presentata in concomitanza con la prima assunzione farmacologica potrebbe aver creato una sorta di condizionamento o associazione mentale, ma la sua persistenza anche con molecole diverse come la sertralina e il pregabalin suggerirebbe che si tratti di un sintomo proprio del disturbo d'ansia sottostante e non necessariamente di un effetto collaterale diretto dei farmaci.
La spiegazione della sua psichiatra riguardo alle scariche di adrenalina ha un fondamento fisiologico, poiché in momenti di stanchezza o stress il corpo rilascia mediatori chimici che, su un sistema nervoso già sensibilizzato, possono essere percepiti in modo amplificato e spaventoso.
Gli esami cardiologici e clinici negativi sono un dato rassicurante fondamentale, perché ci confermano che il suo corpo è sano e che il problema risiede nella regolazione dei circuiti dell'ansia.
In vista del prossimo appuntamento, sarebbe prudente valutare con molta attenzione l'idea di sospendere i farmaci, poiché in una fase in cui il sistema è ancora così reattivo, togliere la copertura farmacologica potrebbe esporla a un peggioramento della sintomatologia.
È probabile che la terapia necessiti ancora di tempo o di un aggiustamento per spegnere definitivamente questa iperattività neurovegetativa, ma il percorso di cura è la strada maestra per riprendere il controllo.
Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto.
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