Sono una giovane donna di 29 anni, pacata, intellettuale, perfezionista (maniacalmente..), seria (pu

89 risposte
Sono una giovane donna di 29 anni, pacata, intellettuale, perfezionista (maniacalmente..), seria (pure troppo..), impegnata in oratorio, docente di latino e greco al liceo..mi sento molto "brava ragazza"..mi vedo equilibrata e matura (pure troppo..). Non vivo male la mia vita interiore anzi sono fiera dei miei valori e ideali che ho conquistato contro tutto e tutti (miei genitori e amici compresi).
Non sono una bigotta (anche se i miei genitori mi ritengono una baciapile fin dalla tenera adolescenza e i miei amici mi danno della santarellina cattocomunista per il mio rifiuto del sesso senza amore) ma mi vedo una tipa aperta e"progressista" (in senso ideologico e culturale) però tendo ad essere oggettivamente estremamente controllata.
In questa perfetta armonia emergono da anni voglie "trasgressive": una parte rimossa e inconscia di me domanda al mio super io "perchè non ti fai un piercing? perchè non ti fai un tatuaggio? perchè non ti rasi i capelli ai lati e dietro? perchè non li fai rosa? Che figata!"
Io (Cioè il mio super Io) mi rispondo "Che pessimo gusto! Che mode squallide! Che schifo! Non sta bene! Che fine farebbe l'immagine di brava e seria ragazza costruita con il tempo?che esempio daresti ai ragazzi a scuola e in oratorio? Sembreresti ridicola! Patetica e indecente! "
Non capisco da dove nasce questa mia voglia di trasgredire da ragazzina ribelle e questo mio perbenismo imbarazzante alla Lucia Mondella.. insomma se fossi cosi' perbenista non avrei ricevuto inviti (declinati) ad andare al gay pride (sono molto aperta sul tema)...
Perchè questa scissione? Cosa dovrei fare?
Devo andare da uno psicologo?
Dott.ssa Grazia Esposito Malara
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Ospitaletto
Buonasera, avere conflitti tra desideri e parti di sé è cosa comune.. Credo però che una psicoterapia possa aiutarla a integrarle, viverle come non scisse e a raggiungere un miglior equilibrio. Perciò sì, si rivolga a uno psicoterapeuta per avere un supporto in questo senso. Cordiali saluti

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Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, mi sembra che lei si sia data una risposta molto obiettiva dei suoi comportamenti e di quello che pensa di lei. Effettivamente lei si è costruita una immagine perfetta di sè molto perbenista, però c'è l'altra parte di sè trasgressiva che vorrebbe tanto uscire allo scoperto. Sarebbe bene che lei iniziasse un percorso psicoterapeutico eseguendo un lavoro profondo su di sè per poter unire queste due parti di lei, prendendo la parte più giusta delle due parti, le auguro di fare un buon lavoro, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Dott.ssa Sabrina Isola
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Genova
Salve, mi sembra che lei sia severa con se stessa, cerchi di non giudicarsi,credo che con l'aiuto di uno psicologo potrebbe scoprire la sua parte più profonda assieme alle diverse sfaccettature e imparare a volersi bene per vivere la sua vita pienamente, nel rispetto di se stessa e dei valori in cui crede. Cordiali saluti. Dr.ssa Sabrina Isola
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Dott.ssa Federica Guerrini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Livorno
Concordo nel valutare questo suo grillo parlante interiore che la giudica malgrado lei. Di solito, con questo grillo, si è già le persone migliori.
Spero che si faccia almeno un tatuaggetto.
Cordialmente,
Dott.ssa Federica Guerrini
Dott.ssa Federica Paciaroni
Psicoterapeuta, Psicologo
San Severino Marche
Buongiorno, dalle sue parole mi sembra che la "perfetta armonia" di cui parla per lei corrisponda a rispecchiare quell'idea di "seria e brava ragazza costruita con il tempo", ma credo che nessuno di noi sia un blocco monolitico e anzi, avere dubbi e diverse sfaccettature sia piuttosto un arricchimento della propria personalità.
Forse questa scissione che sente in lei è non è solo un problema ma potrebbe diventare un'occasione per guardare dentro se stessa con più chiarezza, perciò le consiglierei senz'altro di rivolgersi a uno psicologo per iniziare un percorso che possa aiutarla a trovare una dimensione di se stessa meno idealizzata ma sicuramente più soddisfacente.
Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buonasera. Possibile che lo psicologo serva a sostenere un cambiamento, che purtuttavia non dipenderà dal terapeuta ma da lei. Il mio unico consiglio, prima di intraprendere una terapia, è quello di chiedersi quale sia la sua profonda motivazione a fare un percorso impegnativo, faticoso, ma anche rivoluzionario. Cosa si aspetta? Diversamente si può rischiare un atteggiamento verso la terapia oblativo e non pienamente soddisfacente. Buon viaggio verso il suo Vero Sè!
Dott.ssa Alessandra Ambrosioni
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Buona sera, penso che se lei si pone queste domande e, peraltro, ricorrentemente, ci sarà un motivo importante; valorizzare in profondità i suoi interrogativi è possibile, ma solo se motivata, andando da uno psicoterapeuta; in tal modo, il ricorsivo presentarsi di queste domande potrà avere tregua. Un caro saluto, d.ssa AAmbrosioni
Dott.ssa Lidia D'abbrunzo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Giugliano in Campania
Salve e benvenuta ! Benvenuta alla parte di lei che fa capolino con pensieri nuovi ! Lei è giovane e accogliere delicatamente questo aspetto nella sua vita, nella misura in cui riterrà buono e giusto, le regalerà una vita più intensamente colorata. Si faccia accompagnare in questo viaggio . Un saluto affettuoso!
Dott. Emanuele Grilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve. lei mi sembra in grado di valutare se sia il caso di intraprendere una esplorazione personale della sua persona.
Presumo personalmente che le sarebbe di molto sollievo. "presumo" perchè non la conosco, perchè la terapia vis a vis è radicalmente diversa dalla relazione epistolare. una psicoterapia le potrebbe tornare utile perchè la aiuterebbe a rispondere in modo "giusto" per lei alle tante domande che lei si pone. Domande sulle quali ,da sola, fatica a trovare risposta.
Cordiali Saluti. Dottor Grilli
Dott.ssa Elisabetta Giuli
Psicoterapeuta, Psicologo
Campi Bisenzio
Buonasera,

La natura umana è intrinsecamente conflittuale, il segreto probabilmente è riuscire a far coesistere senza sofferenze questa parti spesso opposte.
L'obiettivo di un percorso di psicoterapia è anche e soprattutto quello di facilitare una maggiore consapevolezza della persona, consentendo una migliore integrazione delle parti dissociate di sé.
L'approccio psicoanalitico interpersonale permetterebbe di approfondire anche le dinamiche relazionali ed i possibili schemi introiettati e non necessariamente tutt'oggi funzionali.

Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.

Un caro augurio.
Dott.ssa Elisabetta Giuli
Dott.ssa Maria Elena Cinti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Albano Laziale
Le regole sono fatte per essere infrante!!! Intitolerei così questo intervento.
lei sembra una persona facilmente guidata da un super io particolarmente efficace e brillante che le permette di mostrare al meglio le sue qualità e le sue doti. Ma essendo lei una persona in carne ed ossa può amare anche soltanto l'idea di infrangere le regole e vivere in maniera trasgressiva qualcosa. Questa forte ambivalenza fra questi suoi due aspetti le genera Certamente un conflitto che può trovare difficile da gestire. Chissà quale dei due vincerà!
Dott.ssa Alessia Rita Candiloro
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Professional counselor
Napoli
Gentile , mi pare che lei sia arrivata ad una certa consapevolezza su queste sue polarità in ''lotta''che vanno di certo armonizzate in un percorso psicoterapico. ciò che le consiglio è un lavoro gestaltico, poichè è della gestalt tale approccio alle polarità e all'armonizzazione delle parti scisse. tale lavoro le consentirà maggior integrità e consapevolezza. cerchi uno psicoterapeuta della gestalt nella sua città.
Dott.ssa Mariavittoria Zanchetta
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Bassano del Grappa
Buongiorno. Dal suo racconto emerge una consapevolezza circa queste sue due facce - che lei chiama scissione - quella brava e perfezionista e quella trasgressiva. Avere questi aspetti apparentemente in opposizione tra loro non deve essere per forza segnale d'allarme, dipende tutto da come lei le vive: se sentire queste "voglie trasgressive" la fa stare bene nonostante la risposta negativa del suo Super io, ciò non è necessariamente un male, in quanto è in grado di considerare e desiderare cose/caratteristiche che non le appartengono, ma che vorrebbe le appartenessero. Tuttavia, se questa lotta interna che sente - tra il suo desiderio di stravolgersi e reinventarsi, e la sua parte normativa che la sgrida e non le permette di cambiare e cambiarsi - la fa soffrire, allora è molto suggerito un percorso di psicoterapia di stampo dinamico per comprendere al meglio le sue dinamiche interne e i suoi conflitti.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Cordialmente, Dott.ssa Mariavittoria Zanchetta
Dott.ssa Clara Luraschi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bulgarograsso
Buongiorno,
porsi delle domande su se stesse, avere dei dubbi, aver voglia di provare nuove esperienze è naturale e lo è soprattutto in alcuni momenti della vita in cui ci troviamo a dover affrontare un passaggio importante (ad esempio il passaggio che sta vivendo lei da "giovane adulta" ad adulta) che imp'lica momenti di crisi ed insicurezze di diverso genere. Un percorso psicologico può essere di supporto per mettere insieme i pezzi e capirne il significato. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti/approfondimenti. Buona giornata.
Dott.ssa Clara Luraschi
Dott.ssa Eleonora Di Nardo
Psicologo, Psicoterapeuta
Firenze
Salve, dalle domande che si pone sembra risulti molto forte il tema del timore del giudizio altrui, come se avesse paura di non essere più accettata dal mondo esterno se non fosse più la donna "perbenino", insegnante e volontaria all'oratorio. Chi dice che una persona con i tatuaggi o con i capelli rosa non possa insegnare o non possa occuparsi di bambini?
Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a guardarsi meglio dentro di sé, potrebbe darle una mano a "trasgredire" anche un minimo senza la paura di poter essere giudicata e non accettata. Un saluto, Dott.ssa Eleonora Di Nardo
Dott.ssa Paola Candia
Psicoterapeuta, Psicologo
Pistoia
Salve,
dalle domende che si pone, sembra che senta il bisogno di conoscersi meglio. Questo è un buon presupposto per intraprendere un percorso di psicoterapia, all'interno del quale potrà trovare un senso a quella che definisce "scissione", rispetto alla quale ha riportato vari esempi.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o ulteriore informazione. Saluti, P.C.
Dott. Andrea De Simone
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Buongiorno, provi a rivolgersi ad uno psicoterapeuta, molto probabilmente otterrà delle risposte alle sue domande.
In bocca al lupo, Dott. Andrea De Simone
Dott.ssa Sara Strufaldi
Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Buonasera, ognuno di noi ha in sé istinti che spesso sono contraddittori tra loro, ed è riuscire a farli convivere con equilibrio che ci fa stare bene. Ci sono poi momenti della vita nei quali un'istinto o un'inclinazione prevale sull'altro per esigenze interne ed esterne.
La descrizione che fa di se stessa è molto precisa e a tratti giudicante, sicuramente, secondo me, vedere uno specialista la potrebbe aiutare ad approfondire questi aspetti che lei vive come in opposizione e che quindi l'hanno portata a farsi delle domande.



Dott. Valeriano Fiori
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, credo che per lei sia meglio intraprendere un percorso di psicoterapia, al fine di unire queste parti scisse di sé.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Silvia Carrai
Psicologo, Psicoterapeuta
Empoli
Salve, dalle sue parole mi pare di sentire molta consapevolezza di se stessa, un buon livello di autocritica (forse troppa?) e (forse?) voglia di cambiamento o desiderio di vedere parti di se stessa che forse vedono gli altri, ma lei nasconde?...Con questa risposta le lascio più domande che risposte, ma credo che lei sia già sulla strada per trovare le sue risposte.
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, le consiglio di rivolgersi ad un professionista. Purtroppo è spesso difficile far convivere alcune parti di noi stessi, un percorso incentrato su questa tematica potrebbe risultare un buon punto di partenza.
MMM
Dr. Simone Puccinelli
Psicologo, Psicoterapeuta
Lucca
Salve, i suoi sono dubbi più che leciti e dimostrano che sta facendo una riflessione su queste parti di sé. Credo che questo sia un buon punto di partenza per iniziare a fare un percorso di chiarezza insieme ad un professionista per integrare questi aspetti diversi e trovare l'equilibrio desiderato.
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo che sta attraversando. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott.ssa Marisa Scaglione
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Cara e giovane utente, credo che le sue caratteristiche ben descritte e nello stesso tempo ricche di particolari, potrebbero trovare un chiaro risvolto in un ciclo terapico tale per cui possa risolvere i quesiti posti. La arricchirà sicuramente.
Un caro saluto
Dott.ssa Scaglione
Dott.ssa Silvia Di Falco
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Pisa
Gentile utente,
lei mi sembra consapevole di alcune dinamiche interne, che ha esposto in modo dettagliato e riconoscendo l'esistenza di un conflitto. I suoi dubbi e le sue domande mi sembrano legittime, in effetti potrebbe essere un buon momento per partire alla scoperta di sé e di come integrare Super io e alcune "voglie trasgressive" nell'ambito di un percorso psicologico. Solo lei sentirà se è il momento di sperimentarsi con il supporto di uno psicologo.
Un caro saluto, Dott.ssa Silvia Di Falco
Dott.ssa Simonetta Pasqualetti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Scandicci
Buongiorno,
Da quello che lei descrive appaiono due dimensioni psicologiche con visioni molto diverse rispetto alle stesse tematiche o possibili scelte. Il ricorso ad un eventuale intervento psicologico dipende da come lei vive tali spinte contrastanti. Se questa sorta di dualismo interiore le porta sofferenza e la mette in difficoltà, allora un percorso psicologico teso ad esplorare e poi ad armonizzare le due visioni psichiche le sarebbe sicuramente di aiuto. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Saluti
Dott.ssa Simonetta Pasqualetti
Dott.ssa Lisa Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Livorno
Buonasera a lei, noi umani siamo per natura in costante conflitto. Ognuno di noi possiede più dimensioni che possono coesistere per un certo periodo ma anche entrare in conflitto e ciò provocare turbamento, confusione e ambivalenza. Credo che ciò che può essere raggiungibile è di riuscire a far coesistere queste parti opposte senza troppe sofferenze. La psicoterapia può favorire un processo di consapevolezza della persona, di crescita interiore e di integrazione tra queste dimensioni e parti di sè. consentendo una migliore integrazione delle parti dissociate di sé.

Le auguro il meglio e resto a disposizione.
Dott.ssa Lisa Ferrara
Dott.ssa Fabiola Ribechini
Psicologo
Castelfiorentino
Buonasera, lei cosa ne pensa? Potrebbe esserle d'aiuto intraprendere un percorso psicologico? Questa situazione le provoca sofferenza? Se la risposta è sì, allora potrebbe esserle d'aiuto consultare uno psicologo.
Spero di esserle stata d'aiuto, resto a disposizione. Dott.ssa Fabiola Ribechini
Dott.ssa Jessica Guidi
Psicologo, Psicoterapeuta, Analista clinico
Lucca
Buonasera,
Dal tuo messaggio di emergono un’arguta sensibilità, una voglia di mettersi in gioco e soprattutto una grande voglia di esplorare luoghi mai visitati del proprio essere. Leggi anche un gergo psicoanalitico, quindi perché non iniziare questo tipo di un percorso?
Resto a disposizione
Cortesi saluti
Dott.ssa Chiara Esposito
Sessuologo, Psicologo clinico, Psicologo
Pontedera
Cara utente, la ringrazio per aver condiviso il suo vissuto e la sua storia, dalle sue parole si percepisce che sta attraversando un momento difficile.
In tutta sincerità, darle un’indicazione non è facile in quanto non conosco approfonditamente la sua storia e i suoi vissuti.
Un consulto psicologico potrebbe essere un modo efficace per affrontare le sfide che sta vivendo e lavorare insieme per trovare delle soluzioni.
Se le va, possiamo parlarne in consulenza psicologica attraverso la videoconsulenza online, sarei felice di aiutarla a trovare le risposte che sta cercando e di sostenerla. La aspetto con piacere e se posso esserle d’aiuto resto a sua disposizione. Un saluto caloroso, Dott.ssa Chiara Esposito.
Dott.ssa Anna Stanco
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Empoli
Buonasera,
Lei parla di scissione, io parlerei più di una dicotomia tra l'immagine di sè reale ed un sè di fantasia.
Cosa succederebbe se una delle idee più trasgressive venisse attuata? Con i capelli rosa o con un piercing deluderebbe qualcuno? SI preoccupa di cosa potrebbero pensare genitori, amici o il Suo Sè reale (idealizzato) ?
In questo Suo messaggio così autentico e preciso, mi è arrivato forte il tema del giudizio. Se lo ritiene utile può esplorarlo per dare un senso (ed il giusto peso) alle Sue fantasie e a quanto queste impattano sulle Sue relazioni significative.
Buon tutto.
Dott.ssa Chiara Bonamici
Psicologo, Psicologo clinico
Monsummano Terme
Gentilissima,
vivere conflitti tra desideri, valori, aspetti di sè è normale e lecito. Una terapia però potrebbe aiutarla a capire i motivi, integrare il tutto e raggiungere un maggior equilibrio.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Bonamici Chiara
Dott. Alessandro Macchi
Psicologo, Psicoterapeuta
Pontedera
Buongiorno, le domande che si è posta sono legittime e lasciano intendere una profonda riflessione da parte sua su alcuni aspetti personali. Un percorso di tipo psicologico potrebbe aiutarla a fare più chiarezza tra questa scissione, come dice lei, tra il lato emotivo e quello più razionale. Le suggerirei, più che chiedersi se deve andare o meno da uno psicologo, quali sono i motivi per cui non dovrebbe andarci e cosa avrebbe da perdere. Provi a riflettere su come queste domande su di sé stanno impattando sulla sua vita attuale e sul suo benessere.
Resto a disposizione per qualsiasi cosa.
Buona giornata
Dott.ssa Sara Bachiorri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
È interessante vedere come descrivi i diversi aspetti della tua personalità e come cerchi di bilanciare le tue inclinazioni più "trasgressive" con il desiderio di mantenere un'immagine di brava ragazza e di esempio per gli altri. La scissione che percepisci può derivare da una serie di fattori, tra cui l'influenza dei valori e delle aspettative dei tuoi genitori e amici, la pressione sociale e la paura di essere giudicata.

È importante ricordare che nessuno è completamente omogeneo e che tutti abbiamo diversi aspetti e desideri che possono sembrare contrastanti. Avere una personalità complessa e ricca di sfumature è del tutto normale. Tuttavia, se senti che questa scissione tra il tuo desiderio di trasgressione e la tua immagine di brava ragazza ti causa disagio o ti impedisce di esprimerti appieno, potrebbe essere utile esplorare questa questione con uno psicologo.

Uno psicologo può aiutarti a comprendere meglio i motivi di questa scissione e a esplorare le tue vere aspirazioni e desideri. Potrebbe essere un'opportunità per esaminare le tue convinzioni riguardo all'immagine di brava ragazza e l'idea di trasgressione, e per trovare un equilibrio che ti consenta di esprimerti autenticamente senza compromettere i tuoi valori e il tuo senso di integrità.

Uno psicologo può anche aiutarti a gestire la pressione sociale e il giudizio degli altri, fornendoti strumenti per sviluppare una maggiore fiducia in te stessa e nella tua capacità di prendere decisioni che rispecchiano la tua vera identità.

Ricorda che essere "perfetta" o conformarsi a un'immagine ideale non è l'obiettivo principale della vita. È importante riconoscere e accettare i tuoi desideri autentici, purché siano consapevoli, rispettosi degli altri e allineati con i tuoi valori fondamentali.

Non aver paura di esplorare il tuo vero sé e di abbracciare le sfumature della tua personalità. La crescita personale richiede spesso di sfidare le nostre convinzioni e di abbracciare il cambiamento. Uno psicologo può essere un valido sostegno in questo processo.

Considera la possibilità di cercare un professionista nella tua zona e di intraprendere un percorso di consulenza, se senti che potrebbe essere utile per te. Spero che la mia risposta le sia stata utile e le abbia fornito le informazioni di cui aveva bisogno.
Inoltre, se avesse ulteriori domande o desidera approfondire l'argomento in modo più dettagliato, la invito a contattarmi tramite chat privata. Sarà un piacere rispondere alle sue domande e fornirle ulteriori informazioni su ciò di cui ha bisogno.
Grazie ancora per aver condiviso la sua situazione, e spero di sentirla presto!
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Dott. Paolo Mirri
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Livorno
Gentilissima, dovrebbe andare da uno psicologo psicoterapeuta se queste cose che ci dice le causano limitazioni nella sua normalità e/o sofferenza. Cordialmente, Paolo Mirri
Dott.ssa Serena Cei
Psicologo, Psicologo clinico
Cascina
Salve, capisco lo stupore e la paura nel sentirsi divisa tra due parti di sé e il fatto di esserne consapevole è già un grande passo. E' normale che non ci piacciano alcune parti di noi, ma esistono e il miglior modo per non fissarsi su questi conflitti è cercare di accettare anche le parti "negative" e integrarle, in maniera da vivere senza colpevolizzarsi o vergognarsi. Questa accettazione può dare l'opportunità di scoprire aspetti di te che magari non ti sei mai permessa di vedere ma che comunque ci sono: è una cosa che fa paura ma che può rivelarsi costruttiva.
Negare o mettere a tacere gi aspetti "scomodi" rischia solamente di farli emergere con forza, ecco che consiglio di iniziare ad osservarli e interagire con loro gradualmente, senza alcuna fretta e con il supporto di un professionista che ti accompagni in questo viaggio.
Un caro saluto
Dott.ssa Jessica Scheggi
Psicologo, Psicoterapeuta
Livorno
Buonasera a te! e alle varie parti di te...spesso viviamo momenti di conflitto, come quello che hai descritto, perché diverse emozioni o modi di essere o pezzetti di noi non trovano un accordo...è un po' come se ognuno dentro di sé avesse un condominio dove ogni inquilino la pensa in modo diverso, vuole cose diverse, e allora ci vuole un amministratore che dia la parola a tutti, che faciliti lo scambio, che permetta di esprimere ciò che uno vuole...uscendo dalla metafora, è utile mettere in dialogo le nostre parti, così possiamo capire cosa vogliamo veramente, arrivando a compromessi interiori, dove siamo liberi di esprimerci, senza soffocare nessuna parte...per fare questo il lavoro di psicoterapia è importante.
Buon dialogo e buon cammino! Jessica Scheggi
Dott. Marco Marchini
Psicologo, Psicologo clinico
Empoli
Gentile utente,
innanzitutto, grazie per aver condiviso la tua complessa e ricca interiorità. Dalle tue parole emerge una personalità sfaccettata, ricca di valori e ideali che hai conquistato con impegno e dedizione. La tua "voglia di trasgredire", che si scontra con il tuo "perbenismo", rappresenta un dualismo che molti affrontano nel corso della vita.
È importante non demonizzare nessuna delle due parti di te.
Entrambe sono preziose e meritano di essere ascoltate.
Per quanto riguarda la tua domanda: "Cosa dovrei fare?". Se senti che questo conflitto ti crea sofferenza o ostacola la tua serenità, un professionista può aiutarti a esplorarlo in modo sicuro e profondo.
Ricorda che non sei sola. Molti si confrontano con la sfida di conciliare desideri contrastanti. Il percorso per trovare un equilibrio è individuale e richiede tempo e ascolto di sé.
Cordialmente, Dott. Marco Marchini.
Dott. Alessandro Esposito
Psicologo, Psicologo clinico
Pietrasanta
Interessante il tentativo di autoanalisi che hai iniziato. Il porsi interrogativi su di sé e sugli altri è senza alcun dubbio una grande dote nonché una qualità su cui poter basare un buon percorso terapeutico. La storia di un cammino dove due viandanti si domandano quale strada intraprendere, tra lampi di inquietudine e di serenità, dove la parola si fa silenzio e il silenzio si fa parola. Non parlerei di scissione allora, piuttosto di un qualcosa che è più vicino ad una metacognizione. Un caro saluto Dott.Alessandro Esposito
Dott.ssa Paola Micco
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Pisa
Gentile utente. Non parlo personalmente di scissione ma di “parti”, tutte ugualmente vere.
Ha fatto caso a quando queste parti si innescano? Intanto provi a far caso alle situazioni in cui si attiva una parte piuttosto che un’altra.
Se ritiene che questa sua condizione possa essere fonte di caos e disorientamento, può essere utile rivolgersi ad uno specialista che può aiutarla ad uscirne.
Se ha bisogno non esiti a contattarmi.
Cordiali saluti, dott.ssa Micco Paola
Dott.ssa Costanza Altamore
Psicologo, Psicoterapeuta
Empoli
Cara Utente, grazie per essersi mostrata con così tanta trasparenza.
Credo che possa essere significativo per la Sua Persona dedicarsi del tempo e trovare uno spazio in cui poter esplorare tutte queste parti di Sè. Quello che può sembrare apparentemente in conflitto, potrebbe trovare invece integrazione.
Intraprendere un percorso con un/a Professionista sarebbe di aiuto nell’attivare questo processo di scoperta e integrazione.
Le auguro di trovare questo tempo e questo spazio!
Costanza Altamore
Dott.ssa Francesca Denaro
Psicologo, Psicologo clinico
Prato
Vedo che ha già ricevuto tante risposte più che esaustive rispetto alla sua domanda, quello che mi fa pensare è come mai una così perfetta pure troppo ragazza, intelligente(in modo esagerato) e perbenista come lei si possa permettere anche solo lontanamente di pensare di trasgredire ed essere quindi imperfetta? Cosa è che le impedisce di essere imperfetta ma felice?
Dott.ssa Camilla Persico
Psicologo, Sessuologo, Neuropsicologo
Carrara
Buonasera,

Grazie per aver condiviso le sfide e le riflessioni che sta affrontando riguardo alle sue voglie "trasgressive" e al suo senso di perbenismo. È evidente che lei abbia una forte consapevolezza di sé e dei suoi valori, ma al contempo sperimenti una scissione tra le aspettative che si è creata e il desiderio di esprimere un lato più ribelle e non convenzionale.

Il conflitto tra il suo "super Io", che rappresenta le norme sociali e i valori interiorizzati, e queste voglie trasgressive potrebbe generare una sensazione di ambivalenza e confusione.

È interessante notare come lei si definisca come aperta e progressista su molte questioni, come dimostra il suo atteggiamento verso il gay pride, eppure si trovi a confrontarsi con un rigido senso di perbenismo che sembra limitare la sua espressione personale.

Questo conflitto interno potrebbe derivare da una serie di fattori, tra cui l'influenza delle aspettative dei genitori, degli amici e della società, insieme alla sua personale esigenza di rispettare i valori e gli ideali che ha costruito per se stessa.

La scissione che lei avverte tra il desiderio di trasgredire e il timore di compromettere l'immagine di "brava ragazza" potrebbe essere esplorata in uno spazio sicuro e riservato con un professionista che può aiutarla a esplorare in profondità le origini di questi sentimenti contrastanti, a comprendere meglio le dinamiche interiori che li alimentano e a trovare un equilibrio più sano tra l'autenticità personale e il rispetto per le norme sociali.

La terapia potrebbe essere un modo per esplorare il significato di queste voglie trasgressive, senza giudizio o condanna, ma con un approccio empatico e rispettoso.

Inoltre, potrebbe essere utile considerare che l'essere una persona equilibrata e matura non esclude la possibilità di esplorare nuove sfaccettature di sé stessa. Le persone sono complesse e in continua evoluzione, e il desiderio di esplorare nuovi aspetti della propria identità è naturale e umano.

Infine, vorrei sottolineare che prendere in considerazione la consulenza psicologica non è un segno di debolezza, ma piuttosto un atto di cura verso se stessi e un passo verso una maggiore comprensione e benessere interiore.

Resto a disposizione per ulteriori domande o per discutere di qualunque altro argomento ritenga importante.

Un caro saluto , dott.ssa Camilla Persico
Dr. Alessandro Matteuzzi
Psicologo, Psicoterapeuta
San Casciano in Val di Pesa
Buongiorno, complimenti per aver scatenato un pandemonio (43 risposte).
Come vede il suo "caso" scatena una valanga di idee e pensieri, tanto è interessante; infatti è molto presente nei pazienti che si rivolgono a noi questa molteplicità interiore che ci fa compiere atti ed il loro contrario.
Penso che gli approcci che meglio calzano al suo problema siano quelli che più la metteranno in disequilibrio; infatti nonostante la sua età è arrivata già a capire che siamo abitati da molte tensioni, ed ovviamente alcune ci spingono (to drive) da una parte, altre dall'altra.
Credo che a lei serva fare chiarezza tra le molte polarità che tutti noi abbiamo, ma non si disperi, molte persone neppure in tarda età riescono a sentire di averle, figuriamoci se arrivano ad integrarle.
Auguri e buon viaggio dentro di sé.
A.M.
Dott. Antonio Lionti
Psicologo, Psicologo clinico
Livorno
Buonasera, vivere e sperimentare tensioni è una dimensione della nostra esistenza, possiede una buona visione di se stessa, credo che possa sentire l'esigenza in questa fase della sua vita di riscoprire e valorizzare altre parti di sé. Se sente il bisogno di approfondire questi aspetti che ritiene importanti per il suo benessere, un percorso psicologico può aiutarla a capire meglio la necessità o meno di riscoprire parti nuove di se stessa.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, queste due sue attitudini con il tempo potrebbero entrare in forte conflitto.
Adesso che è cosciente del problema potrebbe iniziare una psicoterapia per ammorbidire le sue attitudini, imparare a gestire la sua rigidità e trasformarla in una sana attitudine di vita senza eccessi.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Daniela Fierro
Psicoterapeuta, Psicologo
Prato
Buongiorno, non di rado sperimentiamo sentimenti discordanti e apparentemente scissi. Credo che possa essere importante per lei una rilettura dei vari aspetti di sè affinchè possa integrarli e sopratutto comprenderli senza timore. Potrebbe trovare giovamento nell’intraprendere un percorso psicoterapeutico. Cordiali saluti. Dr.ssa Daniela Fierro
Dott.ssa Valentina Testa
Psicologo, Psicoterapeuta
Montecatini-Terme
Buongiorno, la domanda che lei si pone (devo andare da uno psicologo) credo che possa trovare risposta nei suoi stati emotivi. Mi spiego meglio: lei racconta di questi suoi aspetti diciamo contrastanti, come se li vive? Riesce ad essere tranquilla o prova disagio rispetto a queste discrepanze? Il lavoro psicologico e terapeutico è un lavoro di integrazione delle nostre parti, se lei senti che avrebbe voglia di mettere insieme "i pezzi del puzzle" per una sua maggiore tranquillità allora sì, potrebbe essere utile andare da uno psicologo. Un saluto
Dott.ssa Giulia De Rienzo
Psicologo, Psicologo clinico
Santa Croce sull'Arno
Buonasera, mi chiamo Giulia De Rienzo piacere di conoscerla. Ci tengo intanto a ringraziarla per aver condiviso quello che sente in questo momento. Fermo restando che un colloquio permetterebbe di comprendere meglio ciò che sta portando, leggendola mi sono chiesta se non si sente dentro una sorta di "altalena di pensieri" in cui oscilla da un pensiero all'altro cercando di trovare un'integrazione che possa risolvere questa oscillazione. Le sue parole mi facevano pensare a un bisogno di integrazione e forse alla necessità di lasciar andare il controllo. Le possibili interpretazioni alla sue parole possono essere molte ma credo che un percorso con un professionista possa aiutarla a rispondere alle sue domande. un caro saluto, giulia de rienzo
Dott.ssa Valentina Benvenuti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Prato
Gentilissima utente, ho letto con interesse la presenza di quelle che nel linguaggio psicosintetico (il mio indirizzo di specializzazione) chiamiamo due sub-personalità. Cosa sono? Semplicemente due entità distinte, in contrapposizione e quindi in conflitto tra di loro. Ogni sub-personalità (in questo caso "la ribelle" e la "Lucia Mondello" ) agisce come se fosse un singolo individuo, cercando di soddisfare i suoi bisogni. Non siamo un'entità univoca, monolitica, è assolutamente normale vivere dei conflitti. Il bisogno sottostante ad ogni sub-personalità è funzionale a farci capire che esso può essere soddisfatto anche in altri modi e serve a ricordarci che è quello ciò che conta davvero, a differenza del desiderio che può essere anche transitorio. Per esempio, scoprire che dietro ad una certa sub-personalità, come quella "perbenista", c’è il bisogno di amare e essere amato mi fa capire che potrò stare anche con una persona diversa da quella che desidero. Ciò che conta di più per l’essere umano è il soddisfacimento del bisogno, non tanto del desiderio. Se il bisogno non viene riconosciuto si esprime con una sub-personalità; se la sub-personalità non viene vista diventa cattiva. L’ansia è il segnale che qualcosa deve essere visto. Ponendosi le giuste domande, potremo cercare di capire da cosa sono mosse queste parti: per esempio chiedendoci che bisogni hanno, in che modo possono soddisfatti, cosa perderebbe e cosa otterebbe ognuna di queste parti. Successivamente metterle in dialogo tra di loro. Se l'entità della scissione sentita è alta, per cui da soli non si riesce, certamente uno psicologo può supportare nel fare maggiore chiarezza. Mi rendo disponibile per un consulto online. Le faccio i miei più sinceri auguri, Valentina
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
concordo con i colleghi
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno Cara,
Quella che descrivi sembra una dialettica interna molto interessante e comune tra parti diverse di noi stessi: da un lato il desiderio di esplorare nuove forme di espressione personale, dall'altro la necessità di mantenere un'immagine coerente con i valori e le aspettative che ci siamo costruiti nel tempo. Questa tensione, sebbene apparentemente conflittuale, può rappresentare un'occasione preziosa per conoscersi meglio e integrare aspetti di sé che sembrano opposti.
Il tuo "Super Io", che ti guida con principi e regole, sta cercando di proteggere l'immagine che hai costruito, ma la parte più trasgressiva e creativa di te sembra chiedere spazio per esprimersi. Questa scissione non indica necessariamente un problema, ma potrebbe segnalare il bisogno di riflettere su come armonizzare queste due dimensioni della tua identità.
Le domande che poni, come "Da dove nasce questa voglia di trasgredire?" o "Cosa devo fare?", sono segnali di un percorso di crescita interiore che stai già iniziando. Indagare il significato di queste pulsioni, cosa rappresentano per te e come possono convivere con i tuoi valori e la tua immagine pubblica, potrebbe portarti a una maggiore consapevolezza e serenità.
Sarebbe molto utile e consigliato approfondire queste tematiche con uno specialista, che potrebbe aiutarti ad esplorare più a fondo le radici di questa scissione e a trovare un equilibrio più autentico per te stessa.

Dottoressa Silvia
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dr. Isaia Vannini
Psicologo clinico, Psicologo
Calenzano
Buonasera, andare da uno psicologo o psicoterapeuta potrà sicuramente aiutarla a comprendere al meglio dove nascono queste domande e perchè.
Da come parla di ciò che pensa mi sembra che stia cercando di trovare una ragione "logica ed armonica" per ogni suo pensiero e di riportarlo ad una visione di sè idealizzata (perfettamente in armonia, brava ragazza, matura, ecc..).
Un percorso potrà aiutarla a modificare come vede e comprende la natura di queste domande e dubbi, al fine di porsi domande in maniera più funzionale e meno rigida.
Buona giornata.
Dott.ssa Elena Cordova
Psicologo, Psicologo clinico
Pisa
Buongiorno, forse già il fatto che la definisca "scissione" ci dice qualcosa di lei: forse fa fatica a integrare la parte di lei che vuole un percing con la parte di lei che va in oratorio, come se questi due desideri fossero "inconciliabili". E' un pò un pensiero dicotomico, bianco/nero: o sono quella dell'oratorio o quella con il percing. Perchè non entrambe? . Anche come parla di queste due parti: trasgressiva da ragazzina ribelle e imbarazzante da lucia mondella, sono il nero e il bianco, forse è arrivato il momento di trovare la sua sfumatura di grigio. Anche se può far paura, perchè significa un pò abbandonare le certezze categorie, stare un pò nell'incertezza per rimettere in discussione il proprio senso di identità . Lo psicologo potrebbe accompagnarla in questo viaggio dentro sè.
Dott.ssa Erika Terrazzino
Psicologo clinico, Psicologo
Livorno
Buona sera, l'essere umano è un teatro di armonie e contrasti, abbiamo desideri talvolta contrapposti, che ci mettono in confusione. A volte vorremmo essere in un certo modo ma abbiamo timore del giudizio altrui e mettiamo una coperta alle nostre voglie ma loro comunque si muovono dentro. Accettare che ci siano delle trasgressività nei nostri pensieri e nella nostra vita pacata, non è facile ma è un lavoro graduale che si può fare con una persona esperta, che ti può aiutare a comprendere meglio te stessa. Se vorrai, io sarò lieta di accoglierti ed iniziare un percorso di autoconsapevolezza insieme. Non esitare a contattarmi se ne senti il bisogno.
Una buona serata
Dott.ssa Erika Terrazzino
Dott.ssa Elisa Borghi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Salve,
credo che le domande che lei si pone siano frutto di una importante riflessione che lei fa su se stessa e sulle parti del suo Sé. Dalla sua descrizione sembra che ci siano due parti in lotta l'una con l'altra e per una parte che vorrebbe emergere ed esprimersi, ce n'è un'altra che la giudica e la "redarguisce".
Le domande che la sua mente solleva meritano certamente di essere approfondite ed affinché possa trovare delle risposte potrebbe essere utile un percorso di lavoro su se stessa, finalizzato alla comprensione dell'origine di queste parti, della loro espressione e della loro integrazione.
La saluto augurandole ogni bene.
Dott.ssa Valeria Pasquinelli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Livorno
Mi sembra di capire che ha bisogno di uno spazio di riflessione, ma soprattutto di integrazione tra parti diverse di Sè, che apparentemente sembrano opposte e che la destabilizzano.
Non esiti in questo momento a rivolgersi a un professionista, senza nessun tipo di (pre)giudizio dettato dall'una o dall'altra parte di Sè, che potrebbe interferire in un percorso di conoscenza.
Dott.ssa Gaia Parenti
Psicoterapeuta, Psicologo
Castelfiorentino
Forse non c'è un DOVER fare quanto piuttosto un compromesso interiore da ricercare tra il voler trasgredire e il tornare in qualche modo sui binari "giusti". Sicuramente un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla nel riuscire a spiegarsi questa duplicità e questa ambivalenza e prendere consapevolezza di quale misura potrebbe fare al caso suo lungo questo continuum e tra questi due estremi. La ringrazio molto per la sua condivisione, cari saluti
Dr. Luca Rozzi
Psicologo, Psicologo clinico
Navacchio
Ciao, grazie per aver condiviso la tua storia, che è molto ricca e interessante. Dal punto di vista dell’Analisi Transazionale, possiamo provare a esplorare questa “scissione” che descrivi tra la tua parte più controllata, perfetta e perbenista e quella che senti come una voglia di trasgredire, di sperimentare e di uscire dagli schemi. Iniziamo col dire che questa tensione è molto comune e può essere letta come un dialogo tra diversi Stati dell’Io. La tua parte “brava ragazza”, equilibrata e matura, sembra essere guidata principalmente dal tuo Genitore Interiore (forse con influenze sia del Genitore Normativo che di quello Nutritivo), che ti spinge a rispettare regole, valori e ideali, mantenendo un’immagine di sé coerente con ciò che hai costruito nel tempo. Questo Genitore ti ricorda costantemente cosa è “giusto” e cosa è “sbagliato”, cosa è appropriato e cosa non lo è, e lo fa con un tono che potrebbe essere anche piuttosto severo, come quando dici: “Che pessimo gusto! Che schifo! Non sta bene!”.
Dall’altra parte, c’è il tuo Bambino Libero, quella parte di te che desidera esprimersi in modo spontaneo, creativo e, appunto, trasgressivo. Questo Bambino ti sussurra: “Perché non provi qualcosa di nuovo? Perché non esci dagli schemi e non ti diverti un po’?”. È una parte che cerca libertà, autenticità e forse anche un po’ di ribellione contro quell’immagine di perfezione che hai costruito e che, in qualche modo, potrebbe sentirti come una “gabbia”.
La tua parte Adulta, invece, sembra essere un po’ schiacciata tra queste due polarità: da un lato, riconosci i tuoi valori e la tua identità, di cui sei fiera, e dall’altro, ti chiedi se non ci sia spazio per esplorare qualcosa di diverso, qualcosa che forse hai represso o messo da parte per molto tempo. Questo conflitto interno è del tutto normale e può essere visto come un’opportunità per crescere e integrare aspetti di te che forse non hai ancora completamente accettato o esplorato.
Per quanto riguarda la domanda “Cosa dovrei fare?”, non c’è una risposta giusta o sbagliata. Potresti iniziare a chiederti cosa rappresentano per te queste voglie trasgressive. Sono un modo per sfidare le aspettative degli altri? Un desiderio di esprimere una parte di te che senti nascosta? O semplicemente una curiosità di sperimentare qualcosa di nuovo? Potresti anche provare a fare piccoli passi verso queste “trasgressioni”, magari iniziando con qualcosa di meno definitivo di un tatuaggio o di un cambio di look radicale, per vedere come ti senti.
Riguardo alla domanda se andare da uno psicologo, direi che potrebbe essere utile se senti che questo conflitto ti crea disagio o se vuoi esplorare più a fondo da dove nascono queste tensioni. Uno psicologo potrebbe aiutarti a integrare queste parti di te, a comprendere meglio le tue dinamiche interne e a trovare un equilibrio tra il tuo Genitore Normativo, il tuo Bambino Libero e il tuo Adulto.
In ogni caso, ricorda che non c’è nulla di sbagliato nel voler esplorare nuove parti di te stessa, anche se sembrano in contrasto con l’immagine che hai costruito. La crescita personale spesso passa attraverso la scoperta e l’integrazione di aspetti che non conoscevamo o che avevamo messo da parte. Quindi, qualunque cosa decidi di fare, fallo con curiosità e gentilezza verso te stessa.
Ciao! Capisco che ti stai trovando di fronte a un conflitto tra la tua parte razionale e la voglia di esprimere una parte di te più libera e trasgressiva. Questo tipo di scissione interiore è più comune di quanto si pensi, soprattutto quando ci si sente sotto pressione per mantenere un'immagine "perfetta" agli occhi degli altri, come nel tuo caso con il lavoro e la vita familiare.

Un percorso con uno psicologo potrebbe aiutarti a esplorare meglio queste contraddizioni e capire da dove provengano questi desideri di trasgressione. Non c'è nulla di sbagliato nell'avere diverse sfaccettature di sé, e un professionista può supportarti nel trovare un equilibrio che ti faccia sentire più autentica, senza per questo compromettere i tuoi valori e ideali.

Se vuoi, possiamo iniziare insieme a capire meglio questi aspetti. Spero che tu possa sentirti più libera di essere te stessa, senza giudicarti troppo severamente.
Dr. Jacopo Modoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno,
quello che descrive non è una contraddizione, ma una parte viva e complessa della sua identità che sta cercando spazio per esprimersi in modo più autentico. Non c’è nulla di patologico nel desiderare qualcosa che “cozza” con l’immagine che ci si è costruiti: spesso, dietro il perfezionismo e l’autocontrollo, convivono anche bisogni di libertà, creatività e sperimentazione, che non hanno ancora trovato un canale legittimo.

Nell’approccio cognitivo-comportamentale, si lavora proprio su questo tipo di conflitti interni, che spesso si esprimono come una lotta tra parti di sé: da una parte il Sé ideale (coerente, responsabile, riconosciuto), dall’altra un Sé più spontaneo, esplorativo e forse un po’ represso, che non vuole distruggere ciò che ha costruito, ma solo poter coesistere.

Non è detto che “fare un tatuaggio” sia la soluzione, così come non è detto che non lo sia. Ma esplorare questi impulsi senza giudicarli, e magari con l’aiuto di uno psicologo, può aiutarla a capire quali parti di sé ha bisogno di integrare per sentirsi intera, non solo corretta.

Ha fatto benissimo a porsi questa domanda. Non serve “curare” ciò che prova, ma ascoltarlo con curiosità e rispetto.

Un caro saluto,
dott. Jacopo Modoni
Dott. Alessandro Caraglio
Psicologo, Psicologo clinico
Pontedera
Cara,
grazie per la tua condivisione così autentica e profonda. Già solo nel modo in cui racconti te stessa si percepisce una grande intelligenza, sensibilità e anche ironia: qualità rare e bellissime. Hai tracciato un autoritratto vivido, onesto, pieno di sfumature – e per questo già estremamente prezioso.

Quello che descrivi, questa apparente “scissione” tra la parte di te composta, idealista, impegnata e coerente, e quella più ribelle, colorata, ironicamente “rosa shocking”, è qualcosa che in realtà moltissime persone vivono, anche se raramente lo raccontano con la tua lucidità. Non sei affatto sola in questo.

Dentro di noi convivono molte parti: alcune più visibili e riconosciute, altre tenute in ombra perché considerate “inadatte” o “inopportune”. La tua parte trasgressiva – quella che vorrebbe un tatuaggio, un piercing, un taglio punk – non è necessariamente un “errore di sistema”. È piuttosto un messaggio. Non ti chiede per forza di stravolgere la tua identità, ma di essere ascoltata.

È come se una parte più giovane e libera di te stesse bussando alla porta: non per mandare in frantumi i tuoi valori o l’immagine che ti sei costruita con fatica e coerenza, ma per chiedere spazio, espressione, un po’ di aria. Forse per ricordarti che la libertà non sempre si oppone alla serietà, e che anche una persona matura e responsabile ha diritto al gioco, al cambiamento, alla leggerezza.

Non è detto che tu debba davvero farti un tatuaggio o rasarti i capelli. Ma forse potresti concederti un gesto simbolico, un piccolo spazio in cui non essere solo la “brava ragazza” o la “docente modello”, ma anche una donna che si esplora, che si permette sfumature nuove, magari anche solo per il gusto di farlo.

E no, non sei “patetica” né “ridicola”. Sei umana. E bellamente complessa.
La tua domanda “devo andare da uno psicologo?” non è un campanello d’allarme, ma semmai un segnale di curiosità verso te stessa. Non è una necessità obbligata, ma potrebbe essere uno spazio in cui approfondire tutto questo con calma, senza giudizi, scoprendo magari che tra Lucia Mondella e il punk c’è spazio per una terza via: quella tua, personale, unica.

Il tuo modo di porti mostra che hai già dentro moltissimi strumenti per capire, decidere, e anche... osare, quando e se lo sentirai giusto.

Un caro saluto e se mai dovessi tingerti i capelli di rosa… mi piacerebbe sapere com’è andata
Dott. Leonardo Nencioli
Psicologo, Psicologo clinico
Viareggio
Buongiorno, trovo interessante che tu scopra altro di te. Il disagio psichico viene nel credere di essere uni e indivisibili, lo stesso personaggio con lo stesso paesaggio e sfondo tutta la vita.
Anche i Greci dicevano: "sei umano e tutto ciò che è umano ti appartiene".
Conoscere nuove parti di sè ed accettarle con responsabilità genera apertura e possibilità nella soggettivazione.
Insomma, ti invito a fare teatro e a leggere il libro:"le dee dentro la donna".
Spero ti possa essere di aiuto.
Saluti
Dott. Leonardo Nencioli
Dott.ssa Annesa Farinello
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Vicenza
Buona sera, fossi in lei mi lascerei andare a qualche trasgressione estetica, una alla volta (quelle che cita non sono nemmeno delle vere trasgressioni) e osserverei l'effetto che producono sugli altri ma soprattutto su me stessa (è cambiato qualcosa? mi sento soddisfatta o insoddisfatta?) . non me ne farei un esagerato cruccio ma obbedirei a queste innocenti "pulsioni" a ricercare una immagine diversa di lei stessa. potrebbe anche stimolare una evoluzione nella percezione di sè , oppure no. Cordiali saluti e sinceri auguri!
Dott.ssa Irene Cerri
Psicologo, Psicologo clinico
Cecina
Gentile utente, il modo in cui descrive se stessa fa emergere una persona attenta e capace di osservarsi con profondità. A volte convivono dentro di noi parti molto diverse, persino opposte, che pongono interrogativi. Non necessariamente è qualcosa da risolvere ma, forse, potrebbe essere da conoscere meglio.
Alcune domande non richiedono una risposta immediata, ma uno spazio dove poterle esplorare con più libertà.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Sara Baraccani
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Cesena
Sta dando troppo valore ai suoi pensieri: la mente lavora, deraglia, pensa cose anche molto violente a volte ma questo non significa che quei pensieri siano per forza frutto di desideri nascosti o di tendenze autodistruttive. Lo veda come un esercizio che ha per sperimentare ed uscire un po' da quei binari che si è costruita, cosa molto sana.
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso la sua storia.
Ho compreso la tematica da lei portata. Le due polarità che lei descrive potrebbero anche coesistere nella stessa persona. Per quanto riguarda la sua ultima domanda la risposta potrebbe essere sì nel caso in cui sentisse che questa sua "scissione", come ha scritto lei, le provocasse un disagio per lei significativo e sentisse dunque il bisogno di esplorarlo.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Giada Martorelli
Dott. Marco Soccol
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera,
Ti ringrazio per questa condivisione così profonda e ben articolata. Ci sono molte cose nella tua descrizione che meritano attenzione, e altrettante che testimoniano una grande consapevolezza di te stessa. Proverò a restituirti alcune riflessioni e piste su cui potresti lavorare, senza giudizio e con grande rispetto per la tua complessità.
La “scissione” che descrivi non è necessariamente patologica, né un sintomo che richieda per forza l’intervento di uno psicologo (a meno che tu non lo voglia come spazio di esplorazione). Anzi: è normale e umano avere parti diverse, talvolta contrastanti. È tipico della condizione adulta e pensante.

La parte “brava ragazza”, ordinata, seria, matura, responsabile, impegnata socialmente e spiritualmente è quella che ti ha dato stabilità, riconoscimento, probabilmente anche una forte identità morale. È la parte che ha “tenuto insieme” la tua biografia, forse anche in opposizione ai modelli familiari o amicali. È una conquista, e hai ragione a esserne fiera.

Ma l’altra parte, quella che ti sussurra cose colorate e punk alle orecchie, non è per forza una nemica o un segno di crisi. Potrebbe rappresentare il tuo bisogno di libertà, leggerezza, vitalità, desiderio di incarnare anche l’imprevisto. Il punto non è scegliere chi sei tra queste due, ma dare voce e dignità a entrambe.
Ti definisci "perbenista", con una certa ironia, quasi come se fosse un limite. Ma forse non è tanto perbenismo quanto bisogno di coerenza, di autorevolezza, di etica incarnata. Come docente e come persona impegnata in un ambiente educativo e spirituale, è comprensibile che tu senta il peso della responsabilità simbolica.

Tuttavia, è lecito chiederti: questa immagine che ti sei costruita, ti rappresenta ancora del tutto? Ti lascia spazio? Ti fa respirare? O rischia di diventare una gabbia dorata?
La trasgressione che ti chiama non è per forza autodistruttiva o sciocca. È forse una forma di esplorazione della tua libertà interiore, un modo per dire: sono capace anche di cambiare pelle, di sorprendere, di spostare i confini.
Rimango a disposizione.
un saluto
Dott.ssa Valentina De Chiara
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Brescia
Gentile utente, grazie per aver condiviso una riflessione così profonda. La parte che lei chiama “super-Io”, quella che giudica, vigila, definisce ciò che è giusto o decoroso, probabilmente l’ha aiutata molto nel corso della vita: le ha dato stabilità, coerenza, una direzione. Ma ora si sta affacciando, forse con forza crescente, una dimensione meno esplorata, che porta con sé desideri di libertà, sperimentazione, corporeità. E questi desideri non sono “superficiali” né privi di senso: sono espressione di una parte di sé che vuole esistere, essere riconosciuta, integrata. La domanda “perché ho voglia di trasgredire?” potrebbe essere il segnale che il suo equilibrio attuale, per quanto funzionale e prezioso, non è più sufficiente a contenere tutta la ricchezza del suo mondo interiore. Per questo motivo, intraprendere un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio protetto e libero dove esplorare questi vissuti con maggiore profondità. Non per “correggere” nulla, ma per ascoltare più a fondo ciò che sta emergendo, capire da dove viene questo desiderio, che significato ha nella sua storia, e che tipo di spazio può avere nella sua vita di oggi.
Resto a disposizione per consulenze online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara
Brescia
Dott. Clara Benvenuti
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Prato
Salve, ognuno di noi oscilla tra il bisogno di sicurezza e un bisogno di vita. Spesso, se una persona va eccessivamente su un versante (nel suo caso, sicurezza come controllo) emerge sempre più spesso un bisogno opposto, nel suo caso la trasgressione. Sarebbe utile per lei comprendere da dove nasce questo bisogno di controllo e il negarsi degli aspetti trasgressivi. Alcune sedute potrebbero aiutarla
Dott.ssa Virginia Flori
Psicologo, Psicologo clinico
Montecatini-Terme
Buongiorno,
ciò che emerge dalle tue parole è una persona molto riflessiva, con un’identità costruita con fatica, coerenza e valori forti, ma anche che non ha paura di porsi domande sfidanti.
Questa specie di “scissione” che descrivi tra un Sé più controllato, razionale e “morale”, e una parte più istintiva, libera e desiderosa di “trasgressione” è qualcosa che nell’arco della vita molti vivono, anche se in forme e momenti più o meno diversi. Potrebbe trattarsi di un momento in cui la tua personalità chiede di ampliarsi e di accogliere sfumature nuove, più fluide.
La “trasgressione” che cerchi non è necessariamente un atto di ribellione verso ciò che sei o verso i valori che hai costruito ma potrebbe essere un bisogno di esprimersi in modo più completo, integrando anche lati più “particolari” che fino ad oggi hai tenuto più a bada per senso di dovere, responsabilità o paura di perdere l’immagine che ha costruito.
Andare da uno psicologo potrebbe essere una buona idea, ma non perché “ci sia qualcosa che non va”, ma piuttosto come una scelta di crescita personale, per poter trovare uno spazio in cui poter esplorare questi aspetti più nascosti senza giudizio, per capire da dove arrivano, cosa significano per te, e soprattutto come integrarli nella tua vita, se vuoi. Potrebbe trattarsi di due parti che non si escludono necessariamente a vicenda!
Spero di averti dato uno spunto su cui riflettere e rimango a disposizione per ulteriori necessità.
Cordialmente,
Virginia Flori
Dott. Francesco Benini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Ponte a egola
Gentile utente,
dalla sua descrizione emerge una personalità ben strutturata ed ancorata a valori profondi e forti, attraverso cui trapelano altrettanto forti spinte trasgressive. Non è affatto strano che in chi è molto contenuto e auto-disciplinato si attivino impulsi trasgressivi: la psiche cerca equilibrio, quando ci strutturiamo troppo rigidamente su una posizione polarizzata essa tende a generare il suo opposto.

Questa scissione che avverte, tra il "perbenismo” e la “ribellione”, non è un problema da risolvere ma una tensione creativa da esplorare. Forse non si tratta tanto di scegliere se farsi o no un piercing, ma di dare voce a parti di sé che non hanno avuto ancora abbastanza spazio, ma che non sono in opposizione ai suoi valori: possono anzi ampliarli, renderli più flessibili, vivi e autentici. Spesso tendiamo (se pur inconsciamente) a raccogliere in modo poco critico gli insegnamenti provenienti dalle istituzioni (famiglia, scuola, religione, etc.) e quindi a strutturare un sistema di regole e valori non necessariamente coincidente con le pulsioni interiori. Ritengo che sia assolutamente sano ascoltare le spinte pulsionali, anche e soprattutto se ci permettono di rivedere i nostri valori, non per distruggerli o rinnegarli ma piuttosto per affinarli e renderli propri.
Credo che la psicoterapia possa essere il contesto ideale in cui portare avanti questa riflessione ed esplorazione, in una relazione in cui le è concesso di essere qualunque cosa voglia, senza giudizio e senza aspettativa.

Spero che questo possa esserle di aiuto,
saluti.
Dott.ssa MONIA MICHELINI
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Nonantola
Salve, grazie per la condivisione e la dettagliata spiegazione della sua persona e dei suoi comportamenti.
Innanzitutto mi preme dirle che non penso sia una situazione di scissione tipica di uno disturbo dello spettro della schizofrenia.
Mi sembra di capire che lei abbia dei valori profondi in cui crede fermamente, allo stesso tempo sente a volte il bisogno di trasgredire i limiti che si è data.
Purtroppo siamo abituati a pensare che dobbiamo essere o cosi o cosi, senza contemplare che nell'essere umano ci sono forze inconsce che a volte ci spingono a oltrepassare i limiti che vorremmo imporci.
Sarebbe bene che cominciassimo a darci la possibilità di essere talvolta anche diversi da come ci vediamo normalmente, imparando a dare meno peso al giudizio degli altri.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Monia Michelini
Dott.ssa Benedetta Del Forno
Psicologo, Psicologo clinico
Livorno
Buongiorno, ti ringrazio per la tua condivisione.
Mi verrebbe da chiederti se hai notato se queste "voglie trasgressive" hanno cominciato a presentarsi dopo un evento in particolare..Hai scritto che sono ormai anni che emergono, ma mi chiedevo se ci fosse stato un cambiamento negli ultimi anni nella tua routine, se si fosse presentato un qualcosa che abbia in qualche modo cambiato il tuo equilibrio, da cui poi hai inizato a notare questi pensieri intrusivi.
Ti ricordi di altri momenti nella tua vita in cui hai avuto questi pensieri?
Da quello che scrivi, e qui azzardo un'ipotesi (ipotesi perchè non conosco la tua storia e non avendo tutte le informazioni del caso non posso avere un quadro completo) mi sembra di capire che non sia un momento particolarmente piacevole quando si presentano questi pensieri/voglie trasgressive, perchè sembrerebbero andare contro la percezione che tu hai di te stessa e della tua identità, quasi come se tu non ti riconoscessi, se dovessi seguire questi pensieri..e questa eventualità capisco che possa essere angosciosa da affrontare.
Provando a indagare alcuni significati, cosa significa per te "essere una brava e seria ragazza"? e, di contrario, queste voglie/pensieri che sopraggiungono che persona tendono a definire, nel tuo immaginario? e se, nell'eventualità, tu seguissi questi pensieri, che cosa succederebbe?
A tutti noi capita di sentire una vocina che ogni tanto ci fa immaginare degli scenari che possono essere molto diversi dal nostro comportamento e modo di pensare abituale, e solitamente la maggior parte di noi riesce ad accantonare questi pensieri, senza sentirsene eccessivamente turbato. Però se invece notiamo che questi pensieri tendono a presentarsi con una frequenza o un'intensità che per noi non è gestibile o è spiacevole, questo può rappresentare un aspetto difficile da affrontare e che può andare a interferire con il nostro quotidiano.
Parlarne con uno psicologo/psicoterapeuta potrebbe aiutarti a capire meglio questi pensieri, capire perchè si presentano, che cosa significano per te e perchè rappresentano un momento spiacevole.
Anche ciò che può sembrarci non avere un senso, in realtà, se poi indaghiamo, ce l'ha..e può essere interessante cercare di capire cosa la presenza di questi pensieri ti stia comunicando, ad un livello più profondo
Un saluto

Benedetta
Dott.ssa Giulia Cristoni
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Capannori
Buon pomeriggio, in questi casi è importante lavorare con se stessi ed accogliere parti di sè che probabilmente nel tempo sono state represse. la terapia può aiutarti a ripercorrere le tappe evolutive della tua vita e cercare di ascoltare le parti interiori che ad oggi non sono mai state espresse. un cammino utile che ti ritroverai nel tempo e ti aiuterà a fare chiarezza dentro e fuori di te!
Da quello che descrivi emerge un conflitto tra la parte di te che desidera esplorare, trasgredire e sperimentare, e la parte che custodisce valori, responsabilità e un senso di correttezza. Nella prospettiva gestaltica, che io sposo, queste tensioni non vanno ‘risolte’ separandole, ma accolte e portate alla consapevolezza: riconoscere entrambe le parti ti permette di integrare desideri e valori in modo autentico. Un percorso psicologico potrebbe offrirti uno spazio sicuro per osservare e sentire pienamente queste polarità, capire da dove nascono le resistenze, sperimentare modalità concrete di espressione e trovare un equilibrio tra spontaneità e responsabilità senza auto-giudizio. La gestalt ci insegna che siamo come una orchestra di tanti strumenti, l'importante è che il direttore li sappia armonizzare.
Dr. Matteo Lupi
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Prato
La sua domanda mi ha sinceramente colpito.
Un fatto in particolare mi ha colpito: la sua grande capacità di descrivere la sua situazione con molta chiarezza e una spiccata capacità introspettiva, per nulla scontata. Il fatto che lei sia in grado di fare una sintesi descrivendo se stessa, la sua vita, sentimenti e pensieri così complessi in modo semplice e chiaro, con una tale ricchezza di aggettivi e definizioni, è segno di un’intelligenza degna di nota.
Una descrizione di questo tipo solitamente emerge quando una persona ha già iniziato a riflettere su di sé in un percorso di psicoterapia o di crescita personale. In questo senso, si potrebbe dire che lei, in maniera naturale, sta già facendo un passo simile.
Si percepisce il suo spirito forte, tenace, risoluto, determinato. Mi ha ricordato un po’ Giovanna d’Arco, quando ho letto della conquista dei suoi valori e ideali contro tutti. E il suo riferimento a Lucia Mondella lo trovo molto coerente con l’immagine della “brava ragazza” che ha descritto. Mi pare che un lato di lei si senta a suo agio in questa parte da Lucia Mondella (che si è conquistata), dato che dice di “non vivere male la sua vita interiore”. Tuttavia, mi pare anche che questa parte di lei a volte le risulti un po’ eccessiva e di troppo.
Non c’è nulla di male a essere una “brava ragazza”, per niente. Tuttavia, quando la brava ragazza è “pure troppo” brava ed equilibrata, è facile che una parte di lei voglia essere anche un po’ trasgressiva, almeno un poco. E anche in questo non c’è nulla di male: si può essere bravi, maturi, coscienziosi e responsabili, pur rompendo a volte gli schemi o violando qualche piccola regola, come rubare un vasetto di marmellata.
Comprendo però molto bene che quel desiderio trasgressivo un po’ la spaventi, perché irrompe in quell’armonia che vorrebbe mantenere. È un po’ come se, quando affiorano quei desideri, si sentisse come Gertrude che, a differenza di Lucia, era fortemente desiderosa di vivere qualche trasgressione ma bloccata dalla paura di sentirsi giudicata e di perdere la propria purezza per questo.
Credo che, se questa esperienza le crea disagio, possa essere utile fissare un appuntamento con uno psicologo per un parere più approfondito o una consulenza psicologica dettagliata. In questo modo avrebbe modo di capire da dove nasce la sua voglia di trasgredire, ma soprattutto di trovare una soluzione che le permetta di soddisfare i suoi valori e ideali, e al tempo stesso la sua voglia di vivere un po’ fuori dagli schemi, senza sentirsi necessariamente indecente, patetica e ridicola. Ma semplicemente una giovane donna di 29 anni, che continua a essere molto responsabile e “brava”, senza vergognarsi di qualche aspetto ribelle, un po’ trasgressivo e fuori dagli schemi — tratti che, in fondo, caratterizzano un po’ tutti.
Forse in questo modo si sentirà ancora più in armonia con se stessa, troverà un’armonia che la soddisferà maggiormente. Perché ho l’impressione che, in questo momento, lei si ponga queste domande non solo per interesse intellettuale, ma soprattutto perché si sente un po’ turbata da queste due figure, Lucia e Gertrude, che in parte la stanno facendo soffrire e le stanno impedendo di trovare un’armonia in cui lei possa sentirsi veramente completa e soddisfatta di sé. Dr. Matteo Lupi
Dott.ssa Francesca Giusti
Psicologo, Psicologo clinico
San Miniato Basso
Gentilissima, potrebbe essere un'opzione per lei considerare i pensieri/gli atteggiamenti trasgressivi come parte di sé, e non aspetti reattivi (per così dire "inciampi") dell'essere la classica "brava ragazza"? Possono coesistere questi due aspetti, anche se contraddittori? E se sì, si ritrova in una modalità polarizzante di funzionamento (ad es. o si è perfezioniste o si è patetiche e indecenti)? Un caro saluto
Dott.ssa Ines Nutini
Psicologo, Psicoterapeuta
Lucca
Le sue parole fanno effettivamente pensare ad un conflitto interno fra due parti di sè. Sarebbe sicuramente meglio approfondire l'argomento con uno/a psicoterapeuta, anche perchè si percepisce una certa inquietitudine e il desiderio di "mettere pace" fra queste due parti, integrando le peculiarità di entrambe in una identità flessibile e più definita
Grazie per aver condiviso con noi una parte tanto ricca di lei. Le sue parole parlano di una persona riflessiva, consapevole, capace di mettersi in discussione, capacità tutt'altro che comuni!
Quello che descrive non è tanto un "problema" da correggere, ma può essere il riflesso di un bisogno di integrazione: non scegliere tra due "te", ma riconoscere che è già entrambe, e che ciascuna parte ha qualcosa da insegnare all'altra. Le sue voglie "trasgressive" non sembrano voler distruggere ciò che è, ma spingerla a domandarsi se c'è spazio per più sfumature nella sua identità.
Rivolgersi ad un professionista è sempre molto utile, non perché ci sia qualcosa che "non va", ma perché questo momento può essere una grande occasione di crescita. Uno percorso psicologico può offrirle uno spazio sicuro per portare alla luce e integrare queste parti, senza rinunciare né alla profondità dei suoi valori né alla sua parte più spontanea.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Martina De Luca
Dott.ssa Cecilia Petteni
Psicologo, Psicologo clinico
Lido di Camaiore
Intanto grazie per aver condiviso così apertamente il tuo mondo interiore: da ciò che scrivi emerge una grande lucidità, sensibilità e capacità di autoanalisi, qualità non comuni. Quello che descrivi — questa sorta di “dialogo interno” tra la parte più razionale, rigorosa e coerente con i tuoi valori, e una parte più istintiva e desiderosa di libertà — è qualcosa che molte persone vivono, anche se raramente lo esprimono con la tua chiarezza.
La sensazione di “scissione” che racconti non è necessariamente un segno di conflitto patologico, ma può essere letta come il segnale di una mente viva e complessa, che sta cercando un equilibrio più autentico tra ciò che “deve essere” e ciò che “sente di essere”.
A volte, quando per anni si costruisce un’immagine di sé coerente, solida, moralmente integra, può emergere — spesso in modo inaspettato — il bisogno di dare voce anche alle parti più spontanee, curiose e “trasgressive”. Non tanto per ribellione, ma per completarsi.
Più che reprimere o giudicare queste pulsioni, potrebbe essere interessante ascoltarle, provando a chiederti: “Cosa rappresenta per me quella voglia di cambiare look o di rompere uno schema?” “Di quale parte di me sento il bisogno di prendermi cura o di dare spazio?”
Non è detto che la risposta sia nel fare un tatuaggio o nel cambiare colore ai capelli, ma forse nel concederti una forma di libertà simbolica, nel modo che per te risulta più autentico. Un percorso psicologico potrebbe essere un’occasione preziosa per esplorare questi aspetti: non per “cambiare” ciò che sei, ma per capire meglio cosa ti appartiene davvero e cosa invece senti di portare solo per dovere o per ruolo. Talvolta, la crescita interiore passa proprio dall’integrazione delle nostre parti opposte, non dalla loro eliminazione. Ciò che conta è che tu possa sentirti libera di essere “intera”, senza dover scegliere tra il rigore e la leggerezza, tra la serietà e la spontaneità: sono tutte sfumature della stessa persona. Dott.ssa Petteni Cecilia
Buonasera. La figura di uno psicologo/a potrebbe esserLe di supporto nel riconoscere e comprendere la natura e la storia di queste due differenti aspetti della sua persona che emergono dal suo racconto e di cui Lei sembra evidenziarne il contrasto.
Dott.ssa Eleonora Aiazzi
Psicologa
Dott. Edoardo Bonsignori
Psicologo, Psicologo clinico
Cascina
La tua riflessione è estremamente lucida e densa di significati. Nelle tue parole si sente la voce di una persona che ha costruito con impegno un’identità coerente, fondata su valori solidi, e che oggi si trova a fare i conti con una parte di sé che chiede spazio, libertà e leggerezza.
Dal mio punto di vista, non bisognerebbe guardare la persona come un insieme di parti in conflitto dentro di sé, ma come un nodo di relazioni e significati che si sono costruiti nel tempo, attraverso la famiglia, le amicizie, la scuola, il contesto sociale e culturale.
La “brava ragazza” che descrivi non è solo una tua scelta personale: è anche una risposta, una forma di adattamento intelligente e funzionale al contesto in cui sei cresciuta, un contesto che, a quanto racconti, forse ha riconosciuto e valorizzato soprattutto la parte seria, razionale, controllata e affidabile.
Ora, però, emerge una nuova domanda di identità: chi sono io al di là di ciò che gli altri si aspettano da me?
La voglia di “trasgredire” non è tanto un desiderio di rompere le regole morali, quanto un segnale del bisogno di ridefinire il proprio posto nelle relazioni che ti circondano. È come se dentro di te una parte volesse dire: “voglio essere vista anche per la mia leggerezza, per la mia vitalità e per la mia capacità di cambiare”.
Quando in un sistema (che sia una famiglia, una rete di amicizie, una comunità) un membro comincia a cambiare, anche il sistema intorno a lui viene chiamato a riorganizzarsi. Ecco perché può emergere paura o senso di colpa: temi forse di deludere le aspettative di chi ti conosce “così”, di perdere l’immagine di affidabilità che hai costruito. Ma il cambiamento personale, se accolto e gestito con consapevolezza, può diventare una forma di crescita anche per chi ti circonda.
In un percorso psicologico si può lavorare proprio su questo: comprendere come le tue modalità di controllo e le tue pulsioni di libertà si siano costruite nelle relazioni significative della tua vita, e come possano oggi trovare un nuovo equilibrio che ti permetta di sentirti autentica senza sentirti “fuori ruolo”.
Non si tratta quindi di “curare” un sintomo o scegliere tra due parti di te, ma di ripensare la tua identità all’interno delle relazioni, affinché rispecchi meglio la donna che stai diventando.
Un tatuaggio o un cambio di look potrebbero essere simboli di questa evoluzione, ma il vero passaggio avviene a livello relazionale: nel concederti di mostrarti anche vulnerabile, diversa, magari un po’ “imperfetta”, ma più vera.
Un percorso psicologico potrebbe offrirti lo spazio per farlo in modo protetto, accompagnata da uno sguardo che non giudica, ma aiuta a dare senso ai legami e alle trasformazioni che attraversi.
Salve, emerge da ciò che scrive, un certo disagio nel dover convivere e a volte subire le "tante parti di lei": poterne parlare con uno psicologo\a potrebbe aiutarla ad accogliere, accettare e comprendersi meglio. La saluto e le auguro di stare meglio quanto prima.
Dott. Gianmarco Mannucci
Psicologo, Psicologo clinico
Pisa
Buonasera,
penso che rivolgersi a uno psicologo sia sempre la scelta migliore. Avere la possibilità di parlare faccia a faccia con un professionista, infatti, aiuta spesso a ritrovare chiarezza e tranquillità.
Rispondendo alla sua domanda, però, mi viene spontaneo chiederle: questo stile di vita che sceglie di seguire, quasi come se dovesse per forza essere una persona buona, impeccabile, un modello per gli altri, è davvero ciò che desidera?
Oppure sente di impegnarsi per essere “buona e perfetta” perché le è stato insegnato che bisogna sempre seguire la retta via?

Quando ho letto “voglie trasgressive”, ho pensato subito che potesse trattarsi di una sorta di risposta inconscia del suo cervello, un modo per concedersi un po’ di libertà e sfuggire, almeno per un momento, a questa vita così controllata e orientata all’essere un esempio per gli altri.

Si chieda: cosa prova nel momento in cui “sgarra” o fa qualcosa di trasgressivo? Cosa succede dentro di lei in quei momenti?
Perché non potrebbe permettersi, almeno un po’, di abbandonare gli obblighi e godersi le sue passioni per ciò che sono davvero?
E se smettesse di sentirsi un modello per gli altri e iniziasse semplicemente a seguire la sua vita, secondo i suoi desideri e bisogni, cosa accadrebbe?

Il consiglio che mi sento di darle, oltre a valutare un percorso con uno psicologo, è di prendersi un momento per riflettere su queste domande e provare a chiedersi chi sarebbe, e come si sentirebbe, se smettesse di vivere per essere “l’esempio perfetto” e iniziasse invece a essere un po’ di più se stessa — in modo autentico e libero.
Dott. Armando Masucci
Psicologo, Psicoterapeuta
Avellino
Salve,
lei vive una condizione di conflitto costante cui ha risposto, difensivamente,
con una scissione forzata della sua personalità.
Dovrebbe effettuare un breve percorso focalizzato sull'integrazione e la sintesi tra le due parti alfine di raggiungere un equilibrio che sia il più armonico possibile
Capisco profondamente ciò che descrive e la ringrazio per la chiarezza e la sincerità con cui si racconta. Quello che sta vivendo non è un segno di incoerenza o fragilità, ma piuttosto la manifestazione di una ricca complessità interiore. Da un lato, ha costruito – con grande impegno e coerenza – un’identità solida, seria, affidabile, radicata in valori profondi e conquistati con fatica. Dall’altro, emerge una parte di sé più istintiva, creativa, forse giocosa, che chiede semplicemente di poter esistere senza necessariamente intaccare ciò che ha costruito.

Non si tratta di “trasgressione” in senso superficiale: quelle fantasie – un piercing, un tatuaggio, un colore di capelli inconsueto – sono piuttosto simboli. Simboli di libertà, autonomia, espressività. È come se una parte di lei desiderasse ricordarle che la maturità non esclude la leggerezza, che la profondità può convivere con un pizzico di eccentricità. E che “essere esempio” non significa aderire rigidamente a un modello, ma mostrarsi autentica, integra, umana.

Il suo Super-Io, com’è normale nelle persone molto responsabili, interviene per proteggerla da ciò che percepisce come rischio: il giudizio altrui, la perdita di credibilità, l’idea di “tradire” un’immagine. Ma forse quella voce interiore più spontanea non vuole distruggere nulla, vuole solo un piccolo spazio di libertà.

L’aspetto importante è *non giudicare* quella parte, ma ascoltarla. Si chieda, ad esempio: *“Cosa sto cercando davvero attraverso queste immagini ‘trasgressive’? Originalità? Vitalità? Il diritto di non essere sempre perfetta?”* Non è detto che debba necessariamente fare qualcosa di visibile come cambiare taglio di capelli. Potrebbe, ad esempio, concedersi piccole forme di espressività più intime, o semplicemente accettare di non essere sempre “completamente sotto controllo”.

Per quanto riguarda il rivolgersi a uno psicologo: non perché ci sia qualcosa “che non va”, ma perché potrebbe esserle utile avere uno spazio neutrale in cui esplorare queste tensioni interne e integrarle. Non per scegliere tra “perbenismo” e “trasgressione”, ma per permettersi di essere anche altro, senza sentirsi in colpa.

In definitiva, lei non deve rinunciare alla sua serietà e ai suoi valori – che sono una ricchezza evidente. Forse soltanto concedersi di poter essere, ogni tanto, un po’ meno irreprensibile. A volte, la vera forza sta nel permettersi una piccola, gentile imperfezione. Rimango a disposizione, un caro saluto!
Dott. Gabriele Lunardi
Psicologo, Psicologo clinico
Lucca
Dalle tue parole capisco che questa dualità che stai vivendo ti sta portando molta sofferenza. E' molto lodevole porre i tuoi valori in cima alle tue priorità e può accadere spesso che non ci sia un allineamento perfetto con gli ideali che riscontriamo nella nostra società. Tutto questo è uno scenario molto comune, ma può emergere il rischio che alcuni pensieri disfunzionali che ci facciano dubitare della nostra autenticità e percepire come sbagliati, soprattutto agli occhi degli altri. L'essere umano è per natura una creatura sociale ed è rincuorante sentirsi benvoluti ed accettati da chi ci sta accanto; ma è importante allo stesso modo non cadere nell' irrequietudine di piacere agli altri a tutti i costi.
Diventa dunque fondamentale esplorare il proprio mondo interiore nel profondo così da preservare e custodire il carattere autentico della propria personalità.
Dott.ssa Ilaria Innocenti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Buongiorno, da quanto scrive, sembra che una parte di lei prema per essere ascoltata. Questa parte che le definisce trasgressiva potrebbe essere analizzata più nello specifico all'interno di un percorso psicoterapeutico, se ne avesse desiderio. Quello che sentirei di dirle in questo contesto è di non si intimorirsi rispetto ai contenuti trasgressivi specifici che potrebbero non avere valore in sé. Quella che invece non va soffocata è la consapevolezza che c'è una parte di sé che ha la necessità di essere ascoltata. Forse ha a che fare con il giudizio esterno, ma questa è solo una possibilità interpretativa, per darle un'idea. Se vuole approfondire, è necessario farlo all'interno di un setting adeguato, ma soprattutto protetto e rispettoso dei suoi tempi. Spero di esserle stata un pochino d'aiuto. Un saluto, Ilaria Innocenti

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