Via Mannelli, 121, Firenze 50132
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Leggi di più14/11/2025
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Sono la Dott.ssa Ilaria Innocenti, da 15 anni lavoro come psicologa e psicoterapeuta a Firenze, Livorno e online. Lavoro con adulti, giovani adulti, adolescenti, genitori, coppie.
Mi sono laureata in Psicologia clinico-dinamica presso l’Università degli Studi di Padova e, sempre a Padova, mi sono specializzata in Psicoterapia psicoanalitica e fenomenologica all’Istituto Aretusa del Prof. Giorgio Maria Ferlini e poi, a Firenze, in Arteterapia.
Ho maturato la mia esperienza professionale in istituzioni per la cura di soggetti con disturbi del comportamento alimentare, in uno studio pediatrico con bambini, adolescenti e genitori.
Sono socia fondatrice e Responsabile di Jonas Firenze, centro di clinica psicoanalitica per i sintomi del disagio contemporaneo, una delle sedi di Jonas, associazione fondata dal Prof. Massimo Recalcati.
Oltre all’attività clinica, supervisiono un gruppo di volontari che operano all’interno di un Caffè Alzheimer a Firenze e per diversi anni ho condotto la supervisione di un gruppo di volontari di Caritas Firenze. Collaboro con la casa editrice Libri Liberi come coordinatrice redazionale nel settore dell’Arteterapia.
Nella mia attività clinica, collaboro con diverse figure professionali (psichiatra, neuropsichiatra, nutrizionista…) se necessarie per coadiuvare l’intervento terapeutico.
Penso che i sintomi psicologici abbiano a che fare con la difficoltà a esprimere la propria soggettività e a mettersi in comunicazione con gli altri. E’ importante decifrare il messaggio dei sintomi per avvicinare la persona alle parti di sé più vitali, spontanee e creative.
Il mio metodo di cura non usa protocolli, ma è cucito sulla singolarità della persona e si fonda sulla rielaborazione affettiva della storia personale e dei vissuti che generano la sofferenza. A questo scopo, lavoro con i sogni, con i diversi prodotti dell'inconscio e con le immagini. In particolare con i bambini e gli adolescenti, utilizzo il gioco dello scarabocchio, la creazione di immagini, le carte Dixit.
Aiuto le persone a superare inibizioni e insicurezze, a credere di più in se stesse, a migliorare la propria autostima, a recuperare la propria creatività per esprimere la propria soggettività. Intendo la creatività non in senso esclusivamente artistico ma, come la intende lo psicoanalista Winnicott, come atteggiamento esistenziale di apertura.
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12 recensioni
L’esperienza con la dottoressa Innocenti si sta rivelando preziosa e la consiglio sinceramente a chi cerca una psicologa competente e umana.
Dott.ssa Ilaria Innocenti
La ringrazio per la bella recensione. Mi fa piacere che il percorso la stia aiutando!
Empatia e grande umanità unite a professionalità e competenza. Mi sono sentita a mio agio sin da subito!
Dott.ssa Ilaria Innocenti
Mi fa molto piacere che si sia sentita accolta e a suo agio, un saluto
Professionista seria, gentile e accurata. Mi sono trovato benissimo!
Dott.ssa Ilaria Innocenti
Grazie per le sue parole! Tengo molto alla gentilezza, che ritengo particolarmente importante nel mio lavoro
La dottoressa è brillante e capace di far comprendere i problemi in modo semplice e intuitivo
Dott.ssa Ilaria Innocenti
La ringrazio per questo feedback, che si sia sentita compresa. Un saluto
Grande capacità di ascolto associata ad una evidente preparazione professionale che le consente di individuare gli elementi importanti
Dott.ssa Ilaria Innocenti
Mi fa piacere che si sia sentita ascoltata, non è scontato, l’ascolto è una costruzione reciproca. Un saluto
Mi sono trovata molto bene con la Dott.ssa Innocenti. È riuscita, sin dal mio ingresso nel suo studio, a farmi sentire a mio agio e ha saputo accompagnarmi con delicatezza durante tutto il percorso svolto. Grazie al lavoro fatto insieme, sono riuscita a raggiungere nuove e importanti consapevolezze per la mia vita e a guardare a me stessa con occhi diversi.
Dott.ssa Ilaria Innocenti
Che bello leggere che ora ha uno sguardo più amorevole verso se stessa. E’ una conquista importante e profonda. Un caro saluto
Mi sono rivolto alla dottoressa Innocenti per un consiglio sul comportamento di mia figlia. La consulenza è stata molto utile e la dottoressa molto professionale. Se avrò necessità in futuro mi rivolgerò nuovamente a lei
Dott.ssa Ilaria Innocenti
La ringrazio per le sue parole. Si tratta di guardare ai comportamenti inusuali di un bambino come a dei messaggi da decifrare da parte dell’adulto. Un saluto
La dottoressa ha una straordinaria capacità di metterti a tuo agio che per me è stato super importante avendo difficoltà a relazionarmi
Dott.ssa Ilaria Innocenti
Grazie! La costruzione di un rapporto di fiducia è fondamentale perché lo spazio terapeutico sia una palestra per la vita reale. Un caro saluto
Professionista attenta, profonda, delicata e ferma nell’approccio. Ho seguito con lei un percorso che mi è stato fondamentale per acquisire quella sicurezza in me stesso che non avevo e, sicuramente di conseguenza, a compiere scelte di vita consapevoli e soprattutto sane. Consiglio!
Dott.ssa Ilaria Innocenti
Mi fa molto piacere sentire che sta bene e che è soddisfatto del suo percorso. Un caro saluto, Ilaria Innocenti
Professionista seria e competente. Mi ha aiutata in un periodo difficile della mia vita, in cui mi sentivo confusa e in ansia. Mi sono sentita compresa e sostenuta. La consiglio sicuramente.
Dott.ssa Ilaria Innocenti
Grazie per la sua recensione! Mi fa piacere che abbia tratto giovamento dal percorso. Un cordiale saluto, Ilaria Innocenti
ha risposto a 44 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, sono una ragazzi di 29 anni e da 4 anni e mezzo sono in una relazione con un ragazzo di 33 anni. La nostra relazione è sempre andata bene, già dal primo appuntamento fino alla passione per i viaggi che abbiamo condiviso, inoltre conviviamo nella sua casa da 3 anni (ci dividiamo quasi equamente i compiti anche se io a volte mi ritrovo ad essere più casalinga). Ho sempre faticato a trovare un lavoro di cui fossi soddisfatta quindi per 3 anni me avevo due ed ero anche in partita iva ma comunque guadagnavo poco, per questo quando incontrai una vecchia amica che avevo conosciuto negli USA e mi disse che lei era tornata e l’era piaciuto ancora di più, ciò riaccese in me la voglia di rifare quel lavoro su suolo americano ma significava andare via per un anno intero. Ad ogni modo andai, dopo diversi ripensamenti, pianti, avvicinamenti… tutto il 2025 l’ho passato all’estero mantenendo una relazione a distanza con il mio partner. Non è stato facile ma nemmeno molto difficile, inizialmente, sia perchè ci siamo visti una volta durante l’anno (dovevano essere due ma lui voleva che io lasciassi il mio lavoro ad agosto ma io non volevo sia perchè tenevo al lavoro sia perchè avevo finalmente molti amici). Era il suo sogno fare un road trip in Texas e mi sento in colpa per non averlo assecondato, però ormai quel posto di lavoro era diventato importante per me e non volevo rinunciarci. Poi negli ultimi due mesi tutto é cambiato quando ho iniziato ad avere interesse per un collega. Non c’è mai stato nulla di esplicito ma chiaramente ci cercavamo a vicenda anche se lui inizialmente non pensava che a me lui potesse interessare. Fatto sta che fosse stato proprio lui ad accompagnarmi all'aereoporto e lì ho sentito la stessa sensazione di quando il mio ragazzo mi aveva lasciato all’aereoporto un anno prima, ossia amore (penso). Be io sono tornata da più di 2 mesi ed ho creato scompiglio perchè non ho potuto non dire questo al mio partner, che mi ha ovviamente chiesto di non sentire mai più quest’altra persona… cosa che ho provato a fare ma il mio desiderio nei confronti del collega è tanto. Tuttavia c’è anche da dire che il mio partner mi ama moltissimo ed io mi sento in colpa a non provare lo stesso in questo momento, in più so che dovessi lasciarlo per sempre poi me ne pentirei perchè comunque con il collega non ci vedo la possibilità di una storia duratura. Ora mi sono isolata, ho chiesto del tempo al mio partner, tempo che però ho erroneamente utilizzato per passare del tempo con il collega (che non si trova qua ma all’estero per molto tempo). So che la cosa giusta da fare sarebbe dimenticarmi del collega e tornare coi piedi per terra, però forse non ero pienamente felice con il mio partner o non pienamente me stessa mentre con il collega sono riuscita subito ad avere una connessione forte in pochissimo tempo. Ora mi trovo immobile, letteralmente, a pensare a cosa dovrei fare e se mai riuscissi a perdonarmi o sopportare il colpo di perdere il mio partner perchè lui è stata una delle prime persone nella mia vita a trattarmi bene. E tuttora mi ama e mi chiede di tornare a casa, ma so che se tornassi a casa sarei triste perchè non potrei più sentire il collega, il quale tra l’altro inizia a chiedere di decidere se lo voglio nella mia vita oppure no (anche se lui é anche 5 anni più giovane).
Grazie…
Buonasera, credo che sarebbe molto importante chiedersi, come mi sembra stia facendo, che funzione ha per lei questa seconda persona: se le "serve" a mettere in luce un'infelicità o dei problemi con il suo fidanzato, in questo caso, avrebbe una funzione buona per lei, oppure se ha una funzione non costruttiva, evidenziando, ad esempio, una sua difficoltà ad impegnarsi in una relazione che potrebbe funzionare e potrebbe farla stare bene). Buona riflessione.... e un saluto, Ilaria Innocenti
Buongiorno,
premetto che, prima dell’episodio che descriverò, all’interno della mia relazione c’è stato uno scambio consenziente di foto e video intimi tra me e la mia ragazza, vissuto senza particolari ansie o preoccupazioni. In quel periodo non ho mai avuto paura che qualcuno potesse vedere, spiare o riprendere nulla, né ho mai analizzato i miei comportamenti o i miei ricordi.
Circa un anno fa ho vissuto un episodio che ho interpretato come un possibile hackeraggio di WhatsApp. A livello tecnico, dopo molti controlli, non è mai emersa alcuna prova concreta di accessi non autorizzati o diffusione di contenuti, e a distanza di oltre un anno non è mai circolato nulla.
Nonostante ciò, da quell’evento si è innescato un forte e persistente stato d’ansia. Inizialmente era focalizzato solo sul bisogno di capire cosa fosse successo a livello informatico; successivamente però l’ansia si è estesa e trasformata in un continuo bisogno di analizzare mentalmente i ricordi e le esperienze passate e presenti.
Oggi mi capita di ripensare a momenti del passato (ad esempio vacanze o periodi che prima ricordavo con serenità) e chiedermi ossessivamente se in quelle occasioni la mia ragazza mi abbia potuto inviare qualcosa di privato e se qualcuno intorno a me avrebbe potuto vedere o spiarmi, anche in assenza di ricordi concreti o segnali reali. Prima dell’episodio dell’hackeraggio non ho mai avuto questo tipo di pensieri né la tendenza ad analizzare i ricordi in questo modo.
Attualmente vivo in uno stato di ipervigilanza costante: analizzo i ricordi, i luoghi e le situazioni con il bisogno di avere certezze assolute. Anche in contesti intimi (ad esempio in hotel), pur sapendo razionalmente che porte, tende e finestre sono chiuse, provo comunque ansia intensa e il bisogno di controllare più volte che nessuno possa vedere o spiare.
Sono già inserito in un percorso psicologico, ma al momento, oltre a esprimere il mio disagio, faccio fatica a ridurre i pensieri intrusivi, a tacitare l’ansia e a fidarmi nuovamente della realtà. Ho la sensazione che la mente costruisca continuamente scenari ipotetici “per aiutarmi a ricordare”, ma questo processo mi porta a confondere immaginazione e realtà, aumentando ulteriormente l’ansia e il senso di sospeso.
A tutto ciò si associano insonnia, tensione al petto, affaticamento mentale, difficoltà di concentrazione e blocco nelle attività quotidiane (studio, università, palestra, vita sociale).
Vorrei chiedere se questo quadro può rientrare in un disturbo d’ansia o di tipo ossessivo sviluppato in seguito a un evento stressante, e se nella vostra esperienza avete seguito casi simili (legati a paura di diffusione di contenuti privati o violazione della privacy) che poi sono riusciti a uscirne positivamente.
Chiedo inoltre se, oltre al percorso psicologico, possa essere indicata una valutazione psichiatrica con eventuale terapia farmacologica o un approccio terapeutico più mirato, così come eventuali indicazioni di stile di vita o strategie pratiche per interrompere questo meccanismo di iperanalisi e ansia.
Grazie per l’attenzione.
Buonasera, posso comprendere la sofferenza che sta vivendo, rimuginazione, pensieri ossessivi e ripetitivi sono molto pesanti da sopportare e richiedono molta energia psichica. Credo, come ho scritto anche qui sulla piattaforma più volte, che ogni sintomo psicologico contenga un messaggio da decifrare e offra anche la strada per superare ciò che nasconde, a ben leggerlo. Per fare questo, è necessario l'aiuto di un professionista psicoterapeuta. In alcuni casi, anche un sostegno farmacologico può essere indicato (indicato da uno psichiatra), se i pensieri sono troppo invasivi e compromettono aree della vita. Tornando al messaggio che il sintomo nasconde, trattandosi nel suo caso di timore di violazione della privacy, le suggerirei di indagare, in psicoterapia, questioni relative allo stare in relazione nell'attualità, quindi i suoi timori in merito alla relazione, la tutela degli spazi all'interno della coppia, cosa significa per lei la coppia e cosa vorrebbe dalla relazione di coppia... ma approfondirei anche le relazioni passate: sia familiari che amicali in infanzia e adolescenza... Un saluto
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