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Esperienze

Sono il Dr. Matteo Lupi, psicologo ad approccio sistemico-relazionale. 

Ricevo presso il mio studio di Prato ( situato in Viale Montegrappa 149) e on-line. 

Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e della Salute. Master in Sessuologia Clinica (Centro Il Ponte di Firenze) e Specializzado in psicoterapia sistemico-relazionale presso C.S.R.A.P (Centro Studi ed Applicazione della Psicologia Relazionale di Prato).

Mi occupo di consulenza, sostegno psicologico e trattamento delle problematiche relative alla salute e al benessere mentale. Mi occupo di adulti, giovani adulti, coppie, famiglie, adolescenti e bambini. 

Mi occupo nello specifico di

-Ansia, attacchi di panico, stress

-Problemi relazionali (nelle relazioni romantiche, nella coppia, nella famiglia, dinamiche disfunzionali/tossiche, crisi, momento di stallo)

-Sessualità: (eiaculazione precoce, problemi d'erezione, eiaculazione ritardata, anorgasmia, vaginismo, calo del desiderio, difficoltà a raggiungere l'orgasmo, disturbo dell'eccitazione maschile e femminile, disturbo del desiderio sessuale maschile e femminile, ansia da prestazione...)

-Separazioni/divorzi

-Dipendenza Affettiva

-Sindrome dell'Abbandono

-Problematiche/difficoltà sessuali

-Adolescenza (difficoltà scolastiche, orientamento scolastico, oppositività, rabbia, aggressività, isolamento sociale, ansia, attacchi di panico, crisi depressive, dipendenze da sostanze...)

-Infanzia e problematiche correlate

-Lutti

-Disturbi d'ansia (ansia, attacchi di panico, ansia generalizzata, fobia specifica, ansia abbandonica, ansia da separazione, ansia sociale)

-Tristezza ed umore depresso

-Oscillazioni dell'umore

-Disturbi di personalità 

Nel mio lavoro mi occupo inoltre di sostenerti, supportarti, orientarti (rispettando i tuoi tempi e bisogni) al fine di rafforzare ed incrementare le tue abilità personali e relazionali per permetterti di raggiungere il cambiamento che più desideri è, soprattutto, di cui senti il bisogno. Tutto ciò per aiutarti a raggiungere un maggior benessere e una maggior qualità di vita seguendo i tuoi tempi.

Il mio approccio (sistemico relazionale), tiene in considerazione la storia, l'educazione, la cultura, la provenienza geografica, e le situazioni relazionali, famigliari, lavorative e sociali in cui la persona è coinvolta. Ciò permette una visione complessiva del problema ed un intervento adeguato al caso specifico. 

L'approccio sistemico relazionale è focalizzato molto sul contesto di provenienza e sulle attuali relazioni della persona. Che si tratti di un bambino, un adolescente, un adulto, una coppia o una famiglia, l'approccio sistemico relazionale presta particolare cura non solo alla storia della persona, ma anche alle situazioni che sta attualmente affrontando, con particolare attenzione alle sue relazioni. Pertanto, non solo è un approccio funzionale alla persona adulta o ad una coppia, ma anche ai bambini e agli adolescenti in fase di sviluppo e cambiamento. 

L'approccio terapeutico sistemico-relazionale, segue pertanto linee di intervento che variano da individuo ad individuo, a seconda delle caratteristiche del caso specifico. Ciò permette quindi di individuare un trattamento e un intervento che sia costruito specificatamente per te, garantendo in tal modo un cambiamento più efficace e durevole nel tempo. 

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologo clinico
  • Psicologia dell'età evolutiva
  • Psicologia della salute
  • Psicologia nutrizionale
  • Sessuologia
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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    Da 50 €

  • Primo colloquio individuale

    Da 50 €

  • Educazione sessuale

    Da 40 €

  • Mental coaching

    50 €

  • Colloquio psicologico clinico

    Da 50 €

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Dr. Matteo Lupi

Viale Montegrappa 149, Prato 59100

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0574 179...

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  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Pagamento dopo la consulenza

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29 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • L

    Ho prenotato la prima visita con il Dott. Lupi in un momento di confusione e cambiamento, sentendo il bisogno di un supporto professionale per affrontarlo ed accoglierlo.
    Sono rimasta piacevolmente sorpresa nel trovare fin da subito un professionista capace di mettermi a mio agio, in uno spazio sicuro e attento alla privacy.
    Sono uscita dal primo colloquio più alleggerita e con il desiderio di proseguire il percorso, sorpresa di aver espresso me stessa in un modo nuovo e che vorrei approfondire.

     • Dr. Matteo Lupi colloquio psicologico  • 

    Dr. Matteo Lupi

    L.P, grazie davvero per le tue parole. Sono felice che tu abbia sentito subito sicurezza ed accoglienza, che ti hanno permessa di esprimerti in un modo nuovo solo trovandoti in un ambiente diverso e sicuro. E sono contento che tu abbia potuto trovare fin dal primo incontro più serenetità e leggerezza.
    A presto
    Grazie ancora delle tue parole
    Dr. Matteo Lupi


  • G

    Buongiorno
    Ho svolto due appuntamenti con ilndott Lupi. Devo dire che mi sono sentito molto a mio agio, ho sentito subito di poter parlare liberamente di me, di piangere liberamente e di sentire di aver qualcuno lì per me. Ed ho sentito subito che è uno spazio non solo per scaricarsi ma poter anche trovare un modo per alleggerirmi davvero. Continuerò senza nessun dubbio perché mi sento nel posto giusto

     • Dr. Matteo Lupi psicoterapia  • 

    Dr. Matteo Lupi

    Giuliano, grazie davvero per queste parole.
    Son felice che abbia trovato un posto sicuro in cui esprimere quello che aveva dentro, sentirsi più alleggerito e dove trovare insieme il modo migliore per affrontare la situazione che sta attraversando.
    Un caro saluto
    A presto
    Dr. Matteo Lupi


  • A

    Mi sono trovato subito bene con il dott. Lupi.
    É una persona molto empatica e sempre presente durante il perscorso, sia in studio che fuori.
    Ormai il suo studio lo considero un posto sicuro.
    Super professionale e sicuramente super consigliato.

     • Dr. Matteo Lupi colloquio psicologico  • 

    Dr. Matteo Lupi

    A.V, ti ringrazio davvero per le tue parole.
    Sapere che nel tempo lo studio sia diventato per te un luogo sicuro e che tu abbia sentito presenza e continuità nel percorso (sia in studio che fuori) è qualcosa che dà molto senso al lavoro che facciamo insieme.

    La fiducia che hai costruito e soprattutto la disponibilità con cui ti metti in gioco è ciò che ha davvero reso il percorso autentico e profondo. Ti ringrazio davvero per la stima e per il cammino che continuiamo a portare avanti insieme.
    Grazie ancora per le parole
    Dr. Matteo Lupi


  • A

    Anche quando mi sentivo persa il Dr. Lupi mi ha sempre dato un orientamento chiaro. C’è stata fin da subito una sensazione di continuità nel percorso, come se ogni incontro avesse un senso preciso, una direzione chiara. Questo mi ha dato fiducia e mi ha aiutata a restare nel lavoro su di me con maggiore serenità. grazie

     • Dr. Matteo Lupi colloquio psicologico  • 

    Dr. Matteo Lupi

    Anna Sara, ti ringrazio sinceramente per le tue parole.
    Sapere che anche nei momenti di maggiore smarrimento tu abbia percepito continuità, senso e direzione nel percorso mi rende davvero contento per te e il percorso che stai facendo. E sono altresì contento della fiducia che continui ad avere e dei progressi fatti
    Grazie ancora per le tue parole
    Dr. Matteo Lupi


  • S

    Oltre alla grande competenza e preparazione professionale, ho apprezzato molto la sua capacità di ascolto e l’umanità nel trattare il paziente. Mi sono sentito accolto e rassicurato sin dal primo momento.

     • Dr. Matteo Lupi mindfulness  • 

    Dr. Matteo Lupi

    Shaddy, grazie davvero per le tue parole. Sono molto contento che abbia sentito un clima di umanità e di accoglienza fin da subito.
    Grazie ancora
    Dr. Matteo Lupi


  • P

    Mi sono sentita
    Accolta e ascoltata
    Anche nei temi intimi e deicati

     • Altro Altro  • 

    Dr. Matteo Lupi

    Paola, ti ringrazio davvero molto per le tue parole.
    Sapere che ti sei sentita accolta e ascoltata anche nei temi più intimi e delicati, e che ciò ti ha permesso di aprirti sentendoti al sicuro è per me fondamentale
    Grazie ancora per le tue parole e per la fiducia.
    Dr. Matteo Lupi


  • A

    Competente, diretto, empatico quando serve. Se cerchi un punto di riferimento serio con lui c’è. Anche molto disponibile
    Consiglio!

     • Dr. Matteo Lupi colloquio psicologico  • 

    Dr. Matteo Lupi

    Andrea, molte grazie per questa parole. Sono felice che abbia trovato in me un punto di riferimento che l’ha aiutata a prendere la direzione di cui più aveva bisogno.
    Grazie ancora delle parole
    Dr. Matteo Lupi


  • S

    Davvero bravo, mi trovo molto bene. Lo consiglio. Molto attento, accogliente e caloroso.

     • Dr. Matteo Lupi colloquio psicologico  • 

    Dr. Matteo Lupi

    Stefania, grazie di cuore per le tue parole. Sono contento che tu stia trovando attenzione e accoglienza.
    Grazie ancora
    Dr. Matteo Lupi


  • L

    Sono arrivata un po’ scettica, sinceramente pensavo che “tutte le terapie fossero uguali”. Invece mi ha colpito subito il suo modo delicato e chiaro. Ho imparato a gestire molto meglio l’ansia e a capire di cosa avevo bisogno davvero per fatlo
    Grazie Dottore

     • Dr. Matteo Lupi colloquio psicologico  • 

    Dr. Matteo Lupi

    Grazie di cuore Luna per queste parole.
    Sono davvero contento che il percorso fatto ad oggi fin qui ti abbia dato più serenità e gli strumenti adatti a te per farlo. È tutto ciò, ovviamente, dovuto soprattutto alla tua motivazione e al tuo impegno

    Grazie ancora
    Dr. Matteo Lupi


  • M

    Ho iniziato con un po’ di paura, ma la sua ironia mi ha aiutata a rilassarmi e aprirmi. Dopo un an-no sento che mi sto finalmente appropriando della mia autonomia e dei miei spazi. Lo consiglio davvero

     • Dr. Matteo Lupi colloquio psicologico  • 

    Dr. Matteo Lupi

    M.M, ti ringrazio davvero per le tue parole.
    Sono felice che, nonostante la comprensibile paura iniziale, tu sia riuscita a sentirti a tuo agio e a trovare uno spazio in cui poterti rilassare ed aprire.
    Il fatto che oggi tu senta di starti appropriando della tua autonomia e dei tuoi spazi è un traguardo che parla del lavoro che stai facendo su di te e del modo in cui stai affrontando questo percorso, con coraggio e disponibilità all’ascolto.
    Ti ringrazio per la fiducia e sono contento che la tua esperienza sia positiva.
    Dr. Matteo Lupi


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 38 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve sono un ragazzo di 25 anni e sperando di non dilungarmi troppo anche se mi sarà difficile vista la situazione,vorrei riassumere e condividere ciò che mi sta capitando al momento.

Lasciando da parte il fatto che sono già consapevole che la mia problematica/situazione come tante altre fisicamente e/o mentalmente parlando potrebbe essere causata da una tra tante cose che portano a ciò e mi sento molto con le mani legate in ogni caso(apparte gli esami del sangue fatti diversi mesi fa che senza specificare il motivo,così come quelli delle urine,la mia dottoressa di base per ora non pensa siano da rifare)e considerando che non saprei nemmeno come comportarmi o pormi durante una visita urologica/andrologica per parlare nello specifico della sfera e aspetto più specificamente sessuale della mia persona(negli anni apparte qualche domanda o accortezza fatta non ho mai avuto bisogno e non mi sono mai trovato nonostante diverse stranezze e periodi un po’ così a parlare più che altro di quello)scrivo ciò che segue.

Da ormai un mesetto più o meno(almeno un mese è da quando questa cosa è diventata più evidente e non so se stesse già “covando” dentro di me precedentemente o non)non riesco quasi mai veramente a provare una vera e propria/completa soddisfazione sessuale(considerando che ahimè sono ancora vergine e quindi la mia vita sessuale si limita e consiste solo ed esclusivamente nella masturbazione)nel mio privato(cosa che periodicamente mi è sempre successo in vari modi e misure per periodi più o meno lunghi legata più o meno sempre allo stress o nel caso contrario immagino per qualcosa che in qualche modo riuscivo decisamente e costantemente a superare del tutto o in parte)e la cosa non sembra cambiare rotta per quanto ci provi costantemente(lasciando anche un attimo da parte discorsi come esagerare con l’atto stesso tra compulsivita e noia o che incide esagerare troppo a livello immaginativo con la pornografia o il fatto che se si conta solo sull’auto gratificazione può non bastare più a volte o non bastare più punto)non so cosa pensare a volte mi convinco cercando di lasciare da parte o non pensare al peggio(robe neurologiche o ormonali o diabete cardiache anche perchè alcune di queste dovrebbero nel caso dare altri sintomi perché si possa parlare di ciò)essendo anche stata una cosa un po’ improvvisa a mio dire,che le cause siano molteplici passando da “ah no ma è comunque solo lo stress” a “no e il cuore” a “no c’è un infiammazione” e via così anche perché mi è fatica proprio pensare in modo uniforme o specifico considerando quando venga confuso da quello che arrivo anche a percepire diversamente a seconda del momento che mi porta appunto a pensare “tutto e niente” allo stesso tempo.


Il fatto è che le limitazioni sono molteplici così come le stranezze e disagi in questione(il pene che fa fatica a mantenere l’erezione durante l’atto così come proprio una volta arrivato all’orgasmo,o non avendo problemi fino all’orgasmo per poi ritrovarmi il tutto a spegnersi su se stesso con afflosciamento graduale o istantaneo proprio sul più bello,un bruciore che a volte è più percepito e a volte meno sia durante l’atto che al climax e che può essere più o meno percepito anche nell’urinare subito dopo allo stesso,difficoltà o eccessiva mancanza di vero e proprio desiderio/voglia sessuale che a volte timidamente o per poco anche stimolandomi fatica a durare o a rimanere e anzi sembra come un flash improvviso andarsene dopo qualche secondo/momento o che comunque non sembra genuinamente percepito ma artefatto/portato in modo non naturale o forzato,questo sia durante che prima dell’atto,sembra quasi che la mente così come il corpo cerchino timidamente e solo in alcuni momenti di reagire ma che io non ci riesca comunque a volte anche se di base non ho voglia mi vedo passare improvvisamente qualche immagine ma tutto scompare nel giro di qualche secondo ed è già tanto,le poche volte negli ultimi giorni in cui c’è stata una voglia o comunque qualcosa alla base o non è servito a nulla o più ero preso da quello che facevo più comunque arrivavo alla fine con lo stesso risultato o il tutto sembrava comunque poco convinto o come se non bastasse lo stesso e ci fosse qualcosa a bloccarmi che ora succede praticamente sempre e mi sprona ancora meno a provarci o a continuare perché ti porta a pensare “io continuo a provare ma non ne sembra valere la pena perché non serve o aiuta in nessun modo”;la cosa più assurda infine e che in tutti questi anni e anche periodi di si e no mai prima di qualche settimana fa mi era mai capitata è arrivare addirittura a,e mi e già successo due volte,circostanze/episodi in cui a prescindere da quanto si stia lì a provare anche solo ad avere l’erezione la stessa non riesca proprio ad essere raggiunta e anzi più ci si prova più diventa impossibile e nel mio caso probabilmente poi più ci si impunta e ci si agita e ci si preoccupa più stai sicuro che non ti sarà possibile riuscirci ma il fatto è che per quanto stress o altro ci possa essere conoscendomi bene e avendo sembro vissuto in un determinato modo abituato a certe cose e non avendo mai vissuto robe di questo tipo,ho paura che ci sia molto di più per qualcosa di così improvviso e per quanto magari ormai sia scattato un meccanismo di disagio e altro che ora più di altre volte fatica a migliorare o a risolversi con la buona volontà e pazienza anche nei peggiori momenti qualcosa di così non mi è mai capitato ed è disagiante anche considerando quanto in quei due momenti io mi sia impuntato cosi tanto e innervosito così tanto da sudare in maniera esagerata è fastidiosa anch’essa.

Il fatto da specificare forse è che la mia mente arriva facilmente a pensare e a convincersi che tutto questo sia causato ipoteticamente dal peggio del peggio e quindi che c’entri il cervello(come ho detto negli anni e anche non arrivando a questo punto fino a qualche mese fa ho avuto periodi strani e insoddisfacenti e scrissi già per chiedere diverse volte in base alla situazione per consigli o opinioni varie ed eventuali e puntualmente tutto si risolveva “da solo” e alcune cose forse scritte qui e ora le dissi già mesi fa ma in modo diverso e meno preoccupato di così anche se lo ero molto lo stesso,per farci capire considerando come stavo allora e sto peggio o meno adesso il mio pensare dal punto di vista neurologico è anche e per lo più legato e dovuto a una paura generale degenerativa/neurodegenerativa che va avanti da almeno un anno e un po ormai e che mi attanaglia senza tregua per sintomi o fastidi anche a parte dalla “parentesi” o sfera sessuale stessa per cui magari è già tanto se qualcosa mi funziona ancora o se fin’ora in qualche modo la mente è lo stesso,nel caso,riuscita a aiutarmi e a reagire a tutto questo(?)
Mi sento veramente assente anche quando la mente sembra ingannarmi facendomi illudere o credere che qualcosa funzioni o che abbia effettivamente qualsivoglia tipo di voglia o desiderio.

Ovviamente ci sarebbe altro per provare o spiegare meglio che andrebbe forse detto ma eviterò anche perché penso che la situazione sia già stata capita così.

Cordiali saluti e ringrazio per la/le risposte se ne riceverò nonostante la lunghezza del discorso,mi scuso per l’enorme lungaggine

salve,
capisco quanto quello che stai vivendo sia destabilizzante, soprattutto perché descrivi un cambiamento percepito come improvviso e diverso da tutto ciò che avevi sperimentato in passato. È comprensibile che questo ti porti a pensare a molte possibili cause e a oscillare tra ipotesi molto diverse tra loro.

Da ciò che racconti, però, emerge un elemento centrale: la tua attenzione è oggi fortemente concentrata sul funzionamento del corpo e della mente, in particolare sulla sfera sessuale, con un continuo monitoraggio delle sensazioni, delle risposte fisiche e dei “segnali”. In questi casi, più si cerca di controllare cosa sta succedendo, più il corpo tende a “spegnersi” o a rispondere in modo incostante. Questo vale sia per l’erezione sia per il desiderio e per la sensazione di soddisfazione.

Il fatto che in passato tu abbia già attraversato periodi simili, seppur meno intensi, e che spesso si siano risolti spontaneamente, è un dato importante. Così come è rilevante che la paura oggi sembri spostarsi rapidamente verso scenari molto gravi (neurologici, degenerativi), anche in assenza di altri sintomi specifici. Questo tipo di pensiero, più che indicare una causa organica, spesso mantiene e amplifica il disagio, creando un circolo in cui ansia, frustrazione e prestazione si influenzano a vicenda.

I sintomi che descrivi — difficoltà a mantenere l’erezione, calo del desiderio, sensazioni di bruciore fluttuanti, spegnimento improvviso al momento dell’orgasmo — possono avere cause diverse, ma non puntano automaticamente a una patologia grave, soprattutto alla tua età. Prima di arrivare a conclusioni estreme, è utile distinguere ciò che va escluso sul piano medico da ciò che può essere compreso sul piano psicologico.

Un confronto con un andrologo o un urologo può servire a fare chiarezza e togliere dubbi sul piano fisico, anche solo per rassicurarti. Allo stesso tempo, vista l’intensità dell’ansia, della ruminazione e del senso di “assenza” che descrivi, un supporto psicologico può aiutarti a lavorare proprio su questo meccanismo di iperattenzione e paura, che spesso è ciò che blocca il funzionamento più di qualsiasi causa organica.

In sintesi: il tuo disagio è reale e va preso sul serio, ma non è detto che sia indice di qualcosa di irreversibile o grave. Dare un inquadramento corretto, passo dopo passo, senza affrontare tutto insieme, è la strada più utile per ritrovare un po’ di stabilità e fiducia nel tuo corpo.
Saluti
Dr. Matteo Lupi

Dr. Matteo Lupi

Salve dottori,
sono una ragazza di 33 anni e mi vergogno molto per avere un feticismo del fumo di sigaretta. Nella mia vita ho fumato e smesso tante volte, non sono mai stata una grande fumatrice, massimo 5 sigarette al giorno. Durante i 5 anni in cui smisi di fumare, sono sempre rimasta affascinata dalle persone che fumavano attorno a me e spesso chiedevo loro una sigaretta. Mi eccita tutto, l'odore, il sapore, la tirata, la gestualità. Da piccola guardavo mia nonna fumare in casa e facevo sempre molte domande su questa attività.
Il destino ha voluto che sposassi un fumatore. Ho ripreso a fumare insieme a lui, ma sempre con disagio, perché dovevo nascondere a lui questa mia attrazione, e col tempo ho iniziato a controllare quanto fumasse, l'ho pressato a smettere insieme a me, fino a litigare ogni giorno, perché dentro di me c'è ipervigilanza, controllo, ansia, ipocondria e più invecchio e più ho paura delle malattie. Allo stesso tempo, però, vorrei tanto poter fumare senza sensi di colpa, con consapevolezza e mettere in atto le mie fantasie sul fumo con mio marito che, dopo essermi aperta, con tanto imbarazzo, sulla questione fetish, mi ha detto che sarebbe felice di soddisfare le mie fantasie e non devo provare vergogna. Voglio fare pace con me stessa e smettere di controllare lui. Mi sento triste e sporca, perché mi sento lontana dall'idea di "brava ragazza" che hanno tutti di me. Dentro di me, è come se io non volessi che lui facesse qualcosa che io desidero ardentemente, senza il mio permesso. Poi penso, se lui può fumare liberamente, senza sensi di colpa, allora il problema sono io.
Grazie per il vostro supporto!

Salve,
prima di tutto voglio riconoscere una cosa importante: il fatto che tu sia riuscita a parlare apertamente con tuo marito di una fantasia così intima e che tu abbia trovato accoglienza è tutt’altro che scontato. È un passaggio di grande coraggio e maturità emotiva, e dice molto della qualità della relazione e della tua capacità di metterti in gioco.

La fantasia che descrivi, per quanto ti faccia provare vergogna, non è di per sé “sbagliata” o patologica. I feticismi possono nascere molto presto, spesso legati a immagini, sensazioni o figure significative dell’infanzia, e non hanno nulla a che fare con il valore morale di una persona. Il disagio che vivi sembra derivare non tanto dalla fantasia in sé, quanto dal conflitto interno tra questa parte di te e l’idea della “brava ragazza”, controllata, responsabile, che non deve desiderare qualcosa di percepito come nocivo o trasgressivo.

Quando queste due parti entrano in collisione, può emergere un forte senso di colpa e, come racconti, un bisogno di controllo: controllare il fumo, controllare tuo marito, controllare i rischi, controllare il corpo e la salute. In questo senso, l’ipocondria e l’ansia sembrano avere una funzione: cercare di tenere a bada qualcosa che senti come pericoloso, non solo per il corpo, ma anche per l’immagine che hai di te stessa.

È comprensibile sentirsi “sporca” o inadeguata quando un desiderio non coincide con l’ideale che ci siamo costruiti. Ma la salute psicologica non passa dall’eliminare o giudicare le parti di sé che non ci piacciono: passa piuttosto dall’integrarle, dando loro un posto consapevole, senza che prendano il controllo né che vengano represse con violenza. Essere in equilibrio non significa essere perfetti o “bravi”, ma riuscire a stare in relazione con i propri desideri senza esserne schiacciati.

Il fatto che tu dica “se lui può fumare liberamente, allora il problema sono io” è un’intuizione preziosa: forse il nodo non è il fumo in sé, ma il rapporto che tu hai con il desiderio, con il permesso e con la paura di perdere il controllo. Questo è un terreno molto delicato, che merita uno spazio di ascolto dedicato.

Un percorso psicologico o sessuologico potrebbe aiutarti proprio in questo: non a “decidere se fumare o no”, ma a comprendere meglio cosa rappresenta per te questa fantasia, come convivono in te desiderio e paura, e come ridurre il bisogno di controllo e l’ansia senza rinunciare a te stessa. Fare pace con sé non significa cedere a tutto, ma smettere di combattersi.

Il fatto che tu desideri equilibrio, autenticità e serenità è già un segnale importante: da lì si può partire per costruire una relazione più gentile con te stessa e con le parti di te che oggi ti fanno soffrire.
Saluti,
Dr. Matteo Lupi

Dr. Matteo Lupi
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