Buongiorno, sono una ragazza di 21 anni e da sempre ho avuto paura della morte. Non c’è mai stato un

59 risposte
Buongiorno, sono una ragazza di 21 anni e da sempre ho avuto paura della morte. Non c’è mai stato un evento traumatico che mi abbia scatenato ciò, penso sia un qualcosa di cui tutti più o meno abbiamo paura, tuttavia negli ultimi anni, soprattutto mesi, questa mia paura e ansia sta aumentando. Per un qualsiasi dolore corro al pronto soccorso per paura che possa essere qualche malattia grave che può portarmi alla morte, ovunque sento parlare di morte e soprattutto quando sono coinvolti miei coetanei comincio a provare ansia. Mi rendo conto che questa situazione mi sta debilitando molto e non so come uscirne.
Dr. Massimo Chiappini
Psicologo, Psicologo clinico
Empoli
Salve, lei riferisce una paura molto comune che è quella della morte,tuttavia questa paura sta aumentando e questa situazione la condiziona nella vita di tutti i giorni. RIferisce inoltre che non c'è stato un evento preciso a scatenare questa paura.Ha mai intrapreso un percorso psicoterapeutico? potrebbe essere molto utile per cercare di capire la natura di questa paura e per fornirne gli strumenti per imparare a gestirla.

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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Annamaria Grifò
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Buongiorno, dietro ogni paura c'è un'esperienza passata che ha lasciato come un "pulsante d'accensione": ogni volta che vive un esperienza simile la paura si accende. Forse dovrebbe, con l'aiuta di un professionista, scavare più a fondo e cercare evento traumatizzante.
Magari lo ha rimosso così bene, per difendersene, che non lo ricorda più.
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentilissima, grazie per la condivisione innanzitutto. Capisco la situazione che descrive, e comprendo soprattutto la sua paura e angoscia che deriva da questo pensiero di morte imminente. Credo che intraprendere dei colloqui di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e provare a comprendere le motivazioni sottostanti questo pensiero, individuando insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontarlo. Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Dott.ssa Liza Bottacin
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Padova
Salve, forse non hai vissuto traumi con la "T" maiuscola, ma l’adolescenza è di per sé una fase di grande incertezza e discontinuità, caratterizzata da profondi cambiamenti psicologici, corporei e relazionali, e spesso accompagnata da un forte stress emotivo. È un tempo in cui l’identità e la personalità sono ancora in costruzione, quindi più esposte e vulnerabili.
L’adolescenza rappresenta anche un lutto simbolico: la perdita dell’infanzia e di quella sensazione di sicurezza che nasce dallo sguardo rassicurante dei genitori. In questo contesto, è umano e comprensibile che la paura della morte emerga, così come è comprensibile che possa risultare difficile affrontare i sentimenti cupi ad essa associati.
Vista la sofferenza e la destabilizzazione che descrivi, potrebbe esserti utile parlarne con un collega, per esplorare se sono presenti dei meccanismi cognitivi disfunzionali o per comprendere meglio l’origine e il significato di questo allarme che si attiva di fronte a ogni minimo segnale fisico.
Ciò che è evidente è che in questo momento non puoi affrontare tutto da sola.
Saluti
Dott.ssa Camilla Sabatini
Psicologo, Psicologo clinico
Trieste
Buonasera, sarebbe importante comprendere cosa si cela dietro la paura della morte. Se sente di aver bisogno di aiuto, potrebbe rivolgersi ad un professionista in modo da poter avere uno spazio di cura adatto a lei.
Dott.ssa Stefania Esposito
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Parlare delle proprie paure non è mai semplice, ma farlo è già un primo passo verso qualcosa di diverso.
La paura della morte, che descrivi, assomiglia un po' ad un'ombra lunga che, anche in giornate serene, riesce a farti sentire in penombra. Quando dici che ogni dolore ti fa pensare al peggio, sembra quasi che dentro di te ci sia una sentinella sempre allerta che cerca di proteggerti da un pericolo imminente. Sei sintonizzata sul "cosa potrebbe andare storto!" dimenticando che ci sono, nel frattempo, anche tante cose che stanno andando bene. Questa paura ci sta dicendo qualcosa... forse vuole essere ascoltata ma non deve guidare la tua vita. Non restare sola in questo percorso, tutti a volte abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti a leggere le " mappe interiori". La paura non va eliminata, va capita.
Un abbraccio a te!
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente le consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico per capire le cause di questi pensieri e trovare strategie utili per migliorare la sua qualità di vita.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Dott. Marco Lenzi
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
Dalla sua descrizione sembra una situazione che ha un forte impatto su di lei.
Pensa che la paura della morte è qualcosa di presente nelle persone a lei vicine o nella sua famiglia? Può esserci stata qualche figura che le ha causato questa emozione? Da dove viene secondo lei la paura di ammalarsi gravemente e poi morire? Ha provato a parlarne con qualcuno di cui si fida e che la può sostenere emotivamente? Le suggerisco di chiedere l'aiuto di uno psicologo per intendere le cause della paura e dell'ansia connessa alla morte. Egli/ella la aiuterà, inoltre, a trovare degli strumenti per affrontare l'ansia nel quotidiano e la sosterrà emotivamente. A maggior ragione perché avverte sofferenza, le consiglio di cercare aiuto psicologico al più presto.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni e domande nell'eventualità di un colloquio psicologico di approfondimento. Cordiali saluti
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
La sua testimonianza trasmette tutta la fatica e la sofferenza che sta provando, ma anche la consapevolezza profonda di ciò che sta accadendo dentro di lei. Questa consapevolezza è già un primo passo importante per poter affrontare il problema. La paura della morte è una delle ansie più radicate e universali. È un pensiero che, prima o poi, tocca tutti, ma in alcuni momenti della vita, o per alcune persone, diventa così presente da influenzare pesantemente il modo di vivere, di percepire il corpo, di interpretare segnali e sintomi fisici. Nel suo caso, descrive un’ansia legata alla salute, alimentata dalla preoccupazione costante di avere una malattia grave. L’attenzione verso ogni piccolo segnale del corpo, la tendenza a controllare ripetutamente o a ricorrere a visite d’urgenza sono comportamenti che, nel breve periodo, sembrano dare sollievo perché offrono una rassicurazione momentanea. Ma nel lungo termine alimentano ancora di più la paura, perché il suo cervello impara che ogni volta che sente un sintomo deve attivarsi, preoccuparsi e cercare conferme. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, uno degli obiettivi principali è proprio spezzare questo circolo vizioso fatto di pensieri catastrofici, sensazioni fisiche interpretate come segnali di pericolo, ricerca di rassicurazioni continue e comportamenti di controllo. Questo lavoro si fa gradualmente, imparando a riconoscere i pensieri disfunzionali per quelli che sono: idee, ipotesi, interpretazioni della mente, non fatti oggettivi. Si lavora molto anche sull’ascolto del corpo, perché a volte più lo si controlla, più si diventa sensibili a sensazioni che in condizioni di calma nemmeno si noterebbero. È molto importante anche affrontare, in un percorso strutturato, il tema della paura della morte come significato personale. Spesso dietro questa paura ci sono pensieri profondi legati al bisogno di controllo, alla difficoltà di accettare l’incertezza o alla gestione delle emozioni di perdita e separazione. Si impara a dialogare con questa paura, a darle uno spazio, senza farla diventare la regista silenziosa delle proprie scelte. Le consiglio caldamente di non restare da sola a gestire tutto questo peso. Un percorso psicoterapeutico cognitivo-comportamentale potrebbe aiutarla a sviluppare strumenti pratici per fronteggiare l’ansia, ridurre la necessità di controlli inutili e riscoprire un rapporto più sereno con il corpo e i pensieri. Lavorare su queste paure non significa ignorarle o farle sparire del tutto, ma imparare a conviverci senza che blocchino la sua vita e la sua serenità. Il fatto che abbia deciso di parlarne e di chiedere un confronto è già una dimostrazione di forza e di desiderio di cambiare. Si conceda il diritto di chiedere aiuto e di ricevere supporto. Non deve fare tutto da sola. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Sabrina Pittarello
Psicologo, Psicologo clinico
Collegno
Carissima, capisco quanto possa essere difficile vivere con una forte ansia legata alla salute, soprattutto quando ogni piccolo dolore sembra diventare una minaccia per la vita. La "fobia" della morte (o tanatofobia) è una condizione che può influenzare profondamente la quotidianità, generando pensieri ricorrenti e una costante ipervigilanza sul proprio corpo.
Correre al pronto soccorso ogni volta che avverti un sintomo può darti un sollievo temporaneo, ma rischia di rinforzare il circolo vizioso dell'ansia. Il primo passo per affrontare questa paura è ascoltarla con attenzione e cercare di capirne l'origine. Spesso dietro questa paura si nascondono esperienze passate, insicurezze profonde o un bisogno di sentirsi al sicuro.
il fatto che tu riconosca il problema e stia cercando risposte, è già un atto di grande coraggio. Non c'è nulla di sbagliato nel volersi sentire al sicuro, ma possiamo imparare a farlo anche senza vivere in allerta continua.
Un passo alla volta.
Resto a disposizione per qualsiasi altro chiarimento.
Dott.ssa Noemi Persiani
Psicologo, Psicologo clinico
Formigine
Buongiorno,
la paura della morte è un tema profondamente umano, presente in modi diversi in ognuno di noi. Quando però diventa così intensa da generare ansia ricorrente e condizionare le scelte quotidiane, è importante ascoltare questo vissuto e prendersene cura.
Anche in assenza di un evento traumatico, possono esserci momenti della vita in cui la percezione della propria vulnerabilità si fa più forte, e può essere significativo rispetto ad alcuni meccanismi sottostanti.
Parlarne con un professionista all'interno di un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio questi meccanismi, ad affrontare l’ansia e a ritrovare uno spazio di serenità e fiducia.

Un caro saluto,
Dott.ssa Noemi Persiani
Dott. Marco De Fonte
Psicologo, Psicoterapeuta
Bari
Quella che descrive è una paura molto profonda, e proprio perché è universale, spesso fa sentire soli quando diventa troppo grande.
Non serve un evento traumatico per scatenarla: a volte, semplicemente, la mente comincia a fissarsi su ciò che non possiamo controllare, come la morte, e da lì nasce l’ansia, l’iperattenzione al corpo, la paura per ogni sintomo.

Il punto non è tanto sapere che “non è razionale”, ma trovare uno spazio in cui questa paura possa essere ascoltata senza giudizio, trasformata in qualcosa che non faccia più così male.

Lei ha già fatto un primo passo importante: riconoscere che non vuole più viverla da sola.
Dott.ssa Linda Fusco
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera, sono Linda Fusco, psicologa clinica.
Credo innanzitutto che sia stata coraggiosa, per la sua giovane età, nel prendere coscienza di questo malessere e nel parlarne apertamente. La morte sicuramente è un'entità spaventosa di per sé, ma, come in tutti i casi di ansia/fobia, la cosa importante è che la quota di attivazione fisiologica che ci provoca un determinato pensiero non ci limiti nelle nostre attività quotidiane o comunque non ci debiliti a livello psicofisico come mi sembra di capire stia accadendo a lei.
Secondo me andrebbe approfondita questa situazione, partendo da un lavoro clinico sui sintomi e sicuramente cercando di comprendere quale possa essere la fonte del suo disagio psichico.
Mi trova a disposizione per un approfondimento, intanto la saluto, non si scoraggi.
dott.ssa Linda Fusco
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Forlì
Buonasera cara ragazza, la paura della morte non è cosa strana anzi, rientra negli ambiti della normalità, ma la paura intensa che descrivi è una forma di ansia esistenziale che diventa invalidante quando prende il controllo quotidiano, come accade per te caso. Quindi sì, è importante riconoscere che si tratta di un vissuto comune, ma che quando si manifesta con attacchi di ansia, ipervigilanza e comportamenti di evitamento (come correre frequentemente al pronto soccorso) diventa necessario rivolgersi a un professionista. Quindi io ti consiglio un percorso di sostegno psicologico per gestire l'ansia e capire quali siano le radici di questo timore e cosa lo abbia scatenato proprio adesso, o un percorso psicoterapeutico di terapia cognitivo-comportamentale o pratiche di respirazione mindfulness che possono aiutarti a gestire l’ansia e a rielaborare la paura della morte, accettandone la portata senza farsene più condizionare. Pensaci seriamente . Un cordiale saluto
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Dott.ssa Cecilia Mancini
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, ciò che racconti tocca un nodo profondo, comune a molti più di quanto si dica: l'angoscia di morte. Non serve un evento traumatico per iniziare a riconoscerla. In realtà lei è sempre stata lì, non la sentiamo perchè si nasconde sullo sfondo, poi -in certi momenti della vita - diventa più forte, più insistente.

Nel mio percorso di studi e letture, che ha radici nell’ambito umanistico ed esistenziale, ho incontrato spesso l’idea che proprio l’angoscia di morte sia alla base di tante nostre ansie. È come se tutto ruotasse attorno al tentativo di tenerla lontana, sotto controllo. E non c’è nulla di “sbagliato” in questo: è umano.

Il fatto che tu cerchi conferme, che ti allarmi davanti a un dolore o che provi disagio nel sentire parlare di morte, soprattutto tra i coetanei, mi sembra parli proprio di questo: un bisogno profondo di sicurezza, di controllo, di protezione. Solo che la morte – e tutto ciò che ci ricorda quanto siamo vulnerabili – non si lascia domare facilmente.
Non è facile trovare da soli un modo per stare con queste paure senza sentirsi sopraffatti. Ma cominciare a parlarne, come hai fatto, è già un passo importante.
e come sono solita dire... un passo alla volta, Insieme
Dr.ssa Cecilia Mancini
Dott.ssa Aurora Ciervo
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente,
il tema della morte è sicuramente qualcosa che interroga da sempre il genere umano, e la sua paura si declina in modi molto diversi per ciascuno di noi. Tuttavia, nel riportarci il suo vissuto, è evidente quanto questo timore stia diventando debilitante per lei, generandole una forte ansia e interferendo con la sua vita quotidiana.
Rispetto al trauma, quello che posso dirle è che esso è sempre singolare: non è un dato oggettivabile. Certo, esistono accadimenti oggettivi (incidenti, lutti, malattie, etc.), ma solo il singolo individuo può dire cosa sia stato traumatico per lui/lei, quale valenza, quale significato o interpretazione abbia dato a un certo fatto. Ciò che può essere traumatico per uno, può essere un avvenimento marginale per un altro (e viceversa).
Quello che le consiglio è di rivolgersi a un professionista che possa accompagnarla nell’esplorazione della sua storia, dei suoi vissuti e delle sue emozioni, permettendole così - nel contesto di un percorso psicologico - di trovare uno spazio sicuro in cui comprendere, accogliere e rielaborare questa sua paura.
Le auguro il meglio.
Cordialmente
Dott.ssa Aurora Ciervo
Dott.ssa Paola Vitale
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Gentile utente,
la paura della morte è un’esperienza profondamente umana e comune, ma quando diventa così presente da generare forte ansia e comportamenti di controllo (come correre frequentemente al pronto soccorso o cercare continue rassicurazioni), può essere molto faticosa da gestire.

Spesso, questa forma di ansia nasce dal bisogno di sicurezza di fronte a ciò che per definizione è incerto e incontrollabile. Quando si è particolarmente sensibili o riflessivi, può accadere che pensieri sulla malattia o sulla morte diventino più frequenti e difficili da mettere da parte, soprattutto quando riguardano persone giovani o situazioni improvvise.

Il fatto che lei si renda conto di quanto tutto questo stia influenzando la sua quotidianità è già un primo passo importante. In questi casi, può essere molto utile intraprendere un percorso psicologico che le consenta di comprendere meglio l’origine di queste paure e trovare strumenti per viverle in modo meno angosciante.

Non è sola in questa esperienza, ed è possibile stare meglio.

Un caro saluto,
Dott.ssa Paola Vitale
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, la ringrazio per la fiducia con cui ha deciso di condividere un tema così intimo e profondo. Quella che lei descrive è una paura universale: la morte, con il suo mistero e il suo carattere imprevedibile, tocca tutti noi a diversi livelli. Tuttavia, nel suo caso questa paura sembra essersi intensificata al punto da limitare significativamente la qualità della sua vita, generando ansia costante e comportamenti di ipervigilanza sul corpo e sulla salute, come le frequenti visite al pronto soccorso.

Questa forma di ansia, quando ruota attorno alla paura di ammalarsi gravemente o di morire, può avvicinarsi a un quadro che in psicologia definiamo "ansia da malattia" o ipocondria, spesso accompagnata da quella che chiamiamo "tanatofobia", ovvero la paura intensa e persistente della morte. È importante sapere che non è un segno di debolezza né qualcosa di “sbagliato”: si tratta di una modalità con cui la mente cerca di controllare qualcosa di incontrollabile, e lo fa riversando l’attenzione su ogni minimo segnale corporeo, su ogni notizia o evento che possa richiamare il tema della malattia o della fine della vita.

Il fatto che lei riconosca come questa paura stia diventando debilitante è un segnale prezioso, perché significa che è già consapevole della portata che ha assunto e sente il bisogno di affrontarla. Un lavoro psicoterapeutico strutturato può aiutarla a dare un significato più profondo a queste paure, a ridurne l’impatto quotidiano e soprattutto a sviluppare strumenti concreti per gestire l’ansia. Con il giusto accompagnamento, è assolutamente possibile tornare a vivere con maggiore serenità, senza sentirsi costantemente minacciata da scenari catastrofici.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Dott.ssa Sara Rocco
Psicologo, Psicologo clinico
Ossi
Buongiorno, sarebbe utile contattare uno psicologo per approfondire l'aspetto dell'ansia e in particolar modo l'origine di tale paura, ma soprattutto come gestirla. Attraverso diverse strategie è possibile affrontarla e capire come allontanarla.
le auguro il meglio
Dott.ssa Sara Rocco
Dott.ssa Alice Speroni
Sessuologo, Psicologo, Psicologo clinico
Como
Gentilissima,

un buon percorso terapeutico e l'aiuto di un collega psichiatra non possono che aiutarla, Rimango a disposizione
Dr. Riccardo Sirio
Psicologo, Psicologo clinico
Trofarello
Buonasera,
Comprendo che questa paura della morte ti accompagna sempre, e che correre al pronto soccorso per ogni piccolo dolore nasca dall’ansia che quei segnali possano essere sintomi di qualcosa di grave. Comprendo che sentire parlare di morte, soprattutto tra i tuoi coetanei, scateni in te un’ansia intensa, debilitante. Comprendo quanto ti stia pesando questa situazione, e quanto tu senta questo stato debilitante.
Qualora questi pensieri diventassero tanto preoccupanti e ripetitivi, è giusto parlarne con un professionista della salute mentale. Molte persone sperimentano questa paura, e non sei sola. Resti in una condizione condivisa, umana.
Rimango a tua disposizione per sostenerti: non devi affrontarlo da sola. Un percorso con supporto psicologico, fatto insieme a un terapeuta, può aiutarti a trovare strategie per convivere con la paura, ridurla e riprendere fiducia nella vita quotidiana.

Dott.ssa Carla Fortuna Borrelli
Psicologo clinico, Psicologo
Avezzano
Buongiorno,
grazie per aver condiviso la tua situazione. Capisco quanto questa paura e ansia possano essere debilitanti e influire sulla tua qualità di vita. Dal tuo racconto, potrebbe essere utile consultare uno specialista, come uno psicologo o uno psichiatra, che possa aiutarti ad affrontare queste paure e a gestire l'ansia in modo più efficace. Potrebbe trattarsi di un problema legato ad un'ipocondria, che spesso richiede un percorso di supporto psicologico specifico. Ti consiglio di prendere un appuntamento con uno specialista che possa valutare la tua situazione nel dettaglio e proporti le strategie più adatte. Non esitare a cercare aiuto: affrontare questa paura con il supporto di un professionista può fare la differenza e aiutarti a ritrovare serenità e benessere.

Ti auguro di cuore il meglio, e sono qui se hai bisogno di ulteriori informazioni. Dott.ssa Borrelli
Buongiorno,
grazie per aver condiviso con tanta sincerità una parte così delicata di sé.

Quello che descrive è un vissuto più comune di quanto si pensi. Quando però diventa centrale nella vita quotidiana, generando ansia costante o preoccupazioni per la salute, può diventare difficile da gestire da soli.
Non c’è nulla di sbagliato in ciò che prova: è un segnale che merita ascolto e comprensione. Un percorso psicologico può aiutarla a dare un significato a queste paure e a ritrovare un maggiore equilibrio emotivo.

La consapevolezza che ha già raggiunto è un primo passo molto importante.
Dott.ssa Alessia Serio
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
penso sia opportuno approfondire questo aspetto di difficoltà che ha descritto.
L'angoscia di morte non è una tematica che ha a che fare necessariamente con un'esperienza traumatica diretta: può essere frutto di una somma di vissuti anche non consci, che l'hanno portata ad un certo punto a vivere nell'ansia per la propria e altrui sicurezza.
Penso che un percorso psicologico individuale possa essere la giusta occasione per comprendere se stessa e comprendere cosa le stia accadendo

un caro saluto
dott.ssa Alessia Serio
Dott.ssa Giulia Gibelli
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buon pomeriggio.
Dal suo racconto percepisco una forte preoccupazione per la morte che, naturalmente, in parte accomuna come lei dice tutti gli esseri umani. Dall'altra mi viene da pensare a quanto questa paura intralcia la nostra vita quotidiana. C'è spazio per tutti gli altri pensieri della vita? Per altre paure, anche?
In parte si è risposta da sola nelle ultime righe del messaggio, ma glielo voglio dire anche io: se è così invadente allora può tentare di contattare uno psicologo o una psicologa e esplorare un po' questa paura.
Un saluto!
Dott.ssa Giulia Spilli
Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Nella lettura non ho potuto fare a meno che interrogarmi su quale esperienza trigenerazionale e transgenerazionale legata alla morte spossa esserle arrivata. A volte succede che, seppur non direttamente, si abbia un pensiero rispetto ad un tema che deriva da esperienze esperite dai nostri familiari e che arrivano nella nostra vita in maniera turbolenta e violenta, condizionandola.
Quello che le consiglierei è di aprirsi alla possibilità di intraprendere un percorso di conoscenza e scoperta della propria vita e delle proprie radici, magari può trovare le risposte che cerca.
Dott.ssa Claudia Quaglieri
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Lido Di Ostia
Buongiorno a te,
anche se non ricordi un evento traumatico legato alla paura di morire è possibile che nel lontano passato della tua esistenza tu abbia provato intensa emozione di paura per la tua incolumità e non ti sia sentita sufficientemente rassicurata e protetta. Tuttavia è vero che il problema della morte affligge tutti noi essere umani, solo che alcuni ne sono piu' consapevoli ed altri meno. E' possibile, inoltre, che tu stia attraversando un momento di cambiamento o di difficoltà nella tua vita e in questi casi le paure sopite emorgono piu' facilmente. I sintomi che descrivi sembrano legati a ciò che oggi in psicologia viene definito "Ansia di malattia" conosciuto anche come ipocondria. Un percorso di sostegno psicologico o di psicoterapia sicuramente di aiuterebbe a comprendere meglio i tuoi vissuti di quessto momento e a trovare metodi per fronteggiarlo. Un caro saluto. Dott.ssa Claudia Quaglieri
Dott.ssa Elena Mellano
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Salve.
La morte, sopratutto nell'era moderna, è qualcosa di cui si sente parlare molto spesso, sopratutto tramite telegiornali o altre trasmissioni o mezzi di comunicazione, ma allo stesso tempo è qualcosa che spaventa molto.
Nelle persone pià giovani, la paura della morte è spesso associata ad eventi passati, come malattie o morti di persone vicine.
Un percorso con un professionista potrebbe esserle d'aiuto nella gestione della sua ansia e nel capire cosa scatuesce il tutto.
Buongiorno, quello che descrive è molto più comune di quanto possa immaginare e richiede grande coraggio per essere espresso.
L'ansia di morte è effettivamente un'esperienza umana universale che può intensificarsi in determinati momenti della vita. A 21 anni, lei si trova in una fase di transizione importante verso l'età adulta, periodo in cui spesso emerge una maggiore consapevolezza della propria mortalità e vulnerabilità.
Quello che noto dalle sue parole è che questa paura sta assumendo caratteristiche che interferiscono significativamente con la sua quotidianità - dalle frequenti visite al pronto soccorso alla difficoltà nel gestire notizie o conversazioni sulla morte. Questo suggerisce che l'ansia abbia superato la soglia di una normale preoccupazione esistenziale.
È importante riconoscere che dietro la paura della morte spesso si nascondono altre questioni profonde: il bisogno di controllo, l'ansia per l'ignoto, o anche conflitti inconsci legati alla separazione e all'autonomia. In un'ottica analitica, potrebbe esplorare cosa rappresenta simbolicamente la morte per lei e quali significati inconsci potrebbero essere collegati a questa paura.
Il fatto che riconosca quanto questa situazione la stia debilitando è già un primo passo importante verso la guarigione. Le consiglio vivamente di intraprendere un percorso psicoterapeutico, dove potrà esplorare in sicurezza le radici profonde di questa ansia e sviluppare strumenti per gestirla in modo più funzionale. Sono a sua disposizione.
Buongiorno, leggendo il tuo messaggio capisco che questa cosa ti arrechi disagio che tu non ti senta bene in questa situazione. Quello che ti posso consigliare è di poter iniziare un percorso, lo possiamo fare anche insieme se vuoi, dove andiamo a capire il perchè di questo pensiero, e il significato che ha avuto. Possiamo imparare insieme delle tecniche e strategie concrete per gestire le emozioni che sembrano crescere e diventare difficili da controllare e tenere a bada i pensieri che a volte affiorano nella mente affollandola e confondendola. Insieme possiamo ritrovare la serenità di cui hai bisogno, prenota il tuo colloquio, ti aspetto. Dott.ssa Alessandra Corti
Dott.ssa Rebecca Ribighini
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
buongiorno, la cosa migliore sarebbe parlarne con un professionista in modo tale da poter analizzare e comprendere i processi mentali che sono alla base dell'ansia. Grazie a questo sarà possibile modificare i pensieri disfunzionali che causano la risposta ansiosa con pensieri positivi che causeranno a loro volta emozioni positive e sane.
Dott.ssa Elisa Rizzotti
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Pordenone
Gentile utente, comprendo profondamente quanto possa essere difficile convivere con una paura intensa della morte, soprattutto quando questa ansia cresce al punto da influenzare la sua quotidianità e portarla a ricorrere spesso al pronto soccorso per timore di gravi malattie. È importante sapere che la paura della morte è una preoccupazione comune e umana, ma quando diventa così pervasiva da limitare il benessere e la libertà personale, può essere utile affrontarla con il supporto di uno specialista. Attraverso il lavoro con un professionista potrà acquisire strumenti pratici per riconoscere e modificare i pensieri catastrofici, ridurre l’ansia e recuperare serenità nella vita di tutti i giorni. Rimango a disposizione, dott.ssa Rizzotti
Buongiorno,
quella che descrive è una forma di ansia legata alla paura della morte, che in psicologia viene chiamata tanatofobia. È molto più comune di quanto si pensi, soprattutto tra i giovani adulti: è un periodo in cui ci si confronta profondamente con l’identità, il futuro e i limiti della vita stessa.

Il fatto che questa paura stia diventando invalidante — al punto da portarLa spesso al pronto soccorso — è un segnale importante: l’ansia non è più solo una “preoccupazione”, ma rischia di condizionare le Sue giornate e la Sua serenità.

In questi casi, un percorso psicologico può aiutare molto. Non solo per imparare a gestire l’ansia nei momenti di picco, ma anche per dare un senso più profondo alle emozioni che sta vivendo.
Spesso, sotto queste paure si nascondono domande esistenziali che meritano ascolto e spazio.

Non è sola, e con l’aiuto giusto può davvero tornare a vivere con maggiore libertà.

Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina Emma Morelato
Psicologa clinico-giuridica
Dott.ssa Elena Fortuna
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, grazie per la sua condivisione
La paura della morte è qualcosa che tocca tutti, ma in certi momenti può diventare una presenza costante, ingombrante, capace di togliere respiro anche alle cose più semplici della vita quotidiana.
Quando ogni sensazione del corpo diventa un campanello d’allarme, quando il pensiero della morte compare all’improvviso o si insinua nei discorsi, può nascere un senso di smarrimento profondo. Ci si sente vulnerabili, in balia di qualcosa di più grande. E tutto questo può far sentire molto soli.
Ma non c’è niente di “sbagliato” in quello che sta provando. È una reazione umana, un modo – per quanto doloroso – di cercare di proteggersi. A volte però, proprio questi tentativi di difesa finiscono per amplificare il timore, invece di calmarlo.
Poterlo riconoscere, come sta facendo lei ora, è un primo passo prezioso. La sofferenza che descrive merita ascolto, rispetto e comprensione.
Se questi pensieri diventano troppo pesanti da gestire da sola, potrebbe essere utile parlarne con uno psicologo. A volte basta poco per sentirsi accompagnati e trovare un nuovo equilibrio.

Un caro saluto
Dott.ssa Elena Fortuna
Dott.ssa Rosaria Bruno
Psicologo
Sapri
Buongiorno e grazie per aver condiviso in modo così aperto ciò che stai vivendo. La paura della morte, soprattutto quando diventa intensa e persistente, può spesso essere legata a un bisogno profondo di controllo. Di fronte a ciò che è incerto, imprevedibile e ineliminabile — come appunto la morte — è naturale che la mente cerchi strategie per ridurre l’ansia, ad esempio ipervigilando sul corpo, cercando rassicurazioni o evitando certi pensieri o situazioni. In un percorso psicologico è possibile esplorare più a fondo questo vissuto: comprendere da dove nasce, che significato ha per te e come puoi iniziare a tollerare l’incertezza senza che questa diventi paralizzante. L’obiettivo non è eliminare del tutto la paura, ma imparare a viverla in modo più sano e integrato, senza che condizioni la tua quotidianità.
Dott.ssa Martina Schisano
Psicologo, Psicologo clinico
Sant'Agnello
Gentile utente,
quello che descrive — la paura della morte e l’ansia che ne deriva — è qualcosa di più comune di quanto si pensi, ma non per questo è da sottovalutare, soprattutto se comincia a condizionare in modo significativo la sua vita quotidiana.
La paura della morte (in termini clinici, tanatofobia) è una delle paure esistenziali più antiche e radicate nell’essere umano. Non serve, infatti, un evento traumatico per svilupparla: spesso è il risultato di una mente sensibile e molto attenta, che ha iniziato a confrontarsi con i grandi temi dell’esistenza in modo più intenso.
Nel suo caso, quello che descrive sembra avere anche delle caratteristiche legate all’ansia per la salute (quello che in passato si chiamava ipocondria): ogni segnale del corpo viene interpretato come un possibile sintomo di una malattia grave. Questo la spinge, comprensibilmente, a cercare rassicurazioni, come ad esempio andare al pronto soccorso o cercare informazioni, nel tentativo di calmare l’ansia. Il problema è che queste rassicurazioni, pur dandole un sollievo immediato, spesso rinforzano il circolo vizioso dell’ansia, perché il cervello impara che “solo controllando o fuggendo posso sentirmi al sicuro”.
La incoraggio a valutare un percorso psicoterapeutico con un professionista formato in approccio cognitivo-comportamentale.
Dott.ssa Francesca Archetti
Psicologo, Professional counselor, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno, concordo con lei sul fatto che la morte sia motivo di ansia e paura per la maggior parte delle persone: paura dell'ignoto, di come accadrà e di cosa ci può aspettare. Ritengo, però, che sia importante non permettere a questa paura di debilitarla a tal punto da farla sentire intrappolata perchè non sa come uscirne. Credo che il sostegno di un buon professionista possa aiutarla a comprendere da dove viene questa paura e come affrontarla e nel migliore dei modi per imparare a conviverci e ad accettarla.
Cordialmente, Francesca
Dott. Ivan Alibrandi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, la paura della morte è sicuramente una paura condivisa da tutti, sebben in alcuni assuma una caratteristica più intensa. L'intensità crescente relativamente alla paura di malattie che si possano rivelare gravi suggerisce degli aspetti ipocondriaci, ma onestamente non me la sento di usare etichette.
Preferisco consigliarle di rivolgersi ad uno professionista della saluta psicologica che la assista in primis a ridurre l'intensità dell'ansia che sperimenta e poi ad ascoltare il suo disagio come se fosse la spia di qualcosa in lei di più profondo che chiede di essere ascoltato e tutelato. Spesso le emozioni forti, urlanti, portano un messaggio di qualcosa di noi che non vediamo e non ascoltiamo da tanto tempo. E che evitiamo perché non ne comprendiamo la natura né la richiesta.
Dott.ssa Noemi Nappa
Psicologo, Psicologo clinico
Moncalieri
Salve, la paura della morte è intrinseca nel genere umano; tuttavia, per taluni individui, il pensiero della proprio morte o della morte dei propri cari può diventare particolarmente angosciante, nonostante non si siano verificati eventi particolarmente traumatici. Intraprendere un percorso psicologico può favorire una maggiore comprensione delle paure e della loro origine. Dr.ssa Noemi Nappa
Dott.ssa Lucia Boniotti
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Gentile utente,
Capisco la tua preoccupazione. La paura della morte è un'ansia profonda e comune, anche senza eventi traumatici specifici. Il fatto che stia aumentando, portandoti a preoccuparti per ogni dolore e a sentire la morte così vicina, può effettivamente essere pesante da vivere. Esistono strategie per gestire l'ansia, tuttavia, quando la situazione diventa così difficile da gestire autonomamente, un percorso psicologico può fare una grande differenza rappresentando uno spazio in cui poter esplorare le radici di questa paura e sviluppare strumenti per gestirla.
Un caro saluto,
dott.ssa Lucia Boniotti
Dott.ssa Federica Trobbiani
Psicologo clinico, Psicologo
Albano Laziale
Gentile Paziente Anonima,
Comprendo quanto possa essere disorientante trovarsi a seguire un impulso così intenso senza riuscire a comprenderne pienamente il significato.
La morte rappresenta una parte inevitabile dell’esperienza umana, e forse il periodo storico che stiamo attraversando la propone ai nostri occhi con particolare durezza, amplificata dai contenuti diffusi attraverso i social media e i telegioirnali.
Per vivere più serenamente questo momento e alleviare le sue ansie, mi sento di consigliarle di intraprendere un percorso di psicoterapia. Troverà il giusto spazio per esplorare il senso profondo di questa sua paura, trovare risposte ed acquisire gli strumenti necessari per affrontarla e gestirla in modo più sereno.
Un caro saluto,
Dr.ssa Federica Trobbiani
Dott.ssa Aurora Corso
Psicologo, Psicologo clinico
Rescaldina
Gentile utente,
la paura della morte è un tema esistenziale che può emergere con particolare intensità in alcune fasi della vita. Quando però questa paura diventa persistente e genera ansia significativa, può essere utile intraprendere un percorso psicologico per esplorarne le radici e acquisire strumenti per gestirla.
Se lo desidera, può contattarmi per un primo colloquio informativo. Dott.ssa Aurora Corso.
Dott.ssa Irene Dequarti
Psicologo
Torino
Buongiorno,
ti ringrazio per aver condiviso quello che stai vivendo.
Parlare della propria paura, soprattutto quando riguarda un tema profondo come quello della morte, richiede coraggio e consapevolezza.

La paura della morte è qualcosa che, in forme diverse, riguarda molte persone. Quando però questa paura diventa costante e difficile da gestire, come nel tuo caso, può trasformarsi in ciò che viene chiamato tanatofobia: una preoccupazione persistente legata al morire o alla possibilità che accada qualcosa di grave.

Tanatofobia è il termine clinico che indica la paura intensa e persistente della morte o del morire. Non sempre implica un evento traumatico alle spalle può emergere anche come espressione di ansie più profonde legate al senso di controllo, all’incertezza o al significato della vita.

Nel tuo caso, la paura della morte sembra generare preoccupazione continua per la tua salute e un’attivazione ansiosa ogni volta che emergono notizie o situazioni che ti riportano al tema della morte, in particolare di persone giovani. Questo può portare a ipervigilanza, pensieri ricorrenti, e a comportamenti come andare frequentemente al pronto soccorso.

Non sei sola in questo. Esistono percorsi psicologici che aiutano proprio a comprendere da dove nasce questa ansia, a contenerla e a trovare nuove modalità per affrontare i pensieri legati alla morte e alla salute.
Dott.ssa Vittoria D'Antonio
Neuropsicologo, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno,
aver condiviso queste ansie è già un passo importante: significa che sta iniziando un percorso di maggiore comprensione dei vissuti, delle sensazioni e dei cambiamenti che potrebbe stare attraversando.
Esperire varie forme di ansia può diventare particolarmente stressante, soprattutto quando si è giovani adulti e si iniziano a fare i conti con responsabilità, aspettative e cambiamenti interiori.
Intraprendere un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla non solo per imparare a gestire meglio l’ansia, ma anche per esplorare eventuali dinamiche interiori legate: ai cambiamenti personali o relazionali che sta vivendo; agli obiettivi che sente di dover raggiungere, al bisogno di sicurezza e controllo che questa ansia potrebbe nascondere.
Quindi, può valutare l’idea di intraprendere un percorso con un* psicolog* o psicoterapeuta, anche solo per iniziare a mettere a fuoco cosa sta succedendo dentro di lei in questa fase della vita.
Avere uno spazio sicuro dove parlare liberamente può essere il primo passo per ritrovare equilibrio e maggiore serenità.
Dott.ssa Maristella Iorio
Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Salve, mi spiace molto per la sua situazione, l' unica cosa che posso consigliarle è un consulto psicoterapeutico per capire da cosa è dovuta e come gestirla. Resto a sua disposizione saluti.
Dott.ssa Shana Baratto
Psicologo, Psicologo clinico
Levico Terme
Buonasera gentile utente,
grazie per il suo feedback.
Avere paura della morte può essere un pensiero che accompagna ognuno di noi; questo però non deve condizionare la nostra quotidianità e, più in generale, la nostra vita. Il fatto che per qualsiasi circostanza di "dolore" senta la necessità di rivolgersi al pronto soccorso (in assenza soprattutto di patologie note di cui lei non parla) e che "senta ovunque parlare di morte", mi fa pensare che questo pensiero stia occupando uno spazio significativo della sua quotidianità. Penso che questo vissuto, che sento che lei porta con tanta fatica (parla di ansia e di sentirsi debilitata), merita uno spazio adeguato dove possa essere condiviso e del quale ci si possa prendere cura, con l'aiuto di un professionista.
Le suggerisco di contattare un/una psicologo/a che possa accompagnarla nell'esplorazione di questo vissuto.
Rimango a disposizione, anche online.
Saluti,
dott.ssa Baratto
Dott.ssa Valentina De Chiara
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Brescia
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza e sincerità quello che sta vivendo. Non è affatto facile ammettere quanto certe paure possano condizionare la quotidianità, ma il fatto che lei sia in grado di riconoscerlo e di parlarne apertamente è già un passo importante verso un cambiamento.
La paura della morte, come giustamente osserva, è un’esperienza che in misura diversa appartiene a tutti. Tuttavia, quando diventa così intensa e costante da spingerla a cercare rassicurazioni continue, correre al pronto soccorso e vivere nell’ansia di avere una malattia grave, si trasforma in un disagio che merita attenzione e un sostegno adeguato.
Le suggerisco di intraprendere un percorso psicologico, così da esplorare più a fondo la situazione e affrontare i pensieri e le emozioni legati ad essa, con l’obiettivo di trovare maggiore serenità.
Resto a disposizione per consulenze online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara
Dott.ssa Martina Baiocchi
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, comprendo quanto possa essere faticoso e debilitante vivere con questa paura costante che sembra intensificarsi nel tempo.
Ha ragione quando dice che la paura della morte è universale, ma quando diventa così pervasiva da influenzare le nostre giornate e le nostre scelte, merita di essere accolta e compresa più profondamente. Il fatto che si sia intensificata negli ultimi mesi ci dice che probabilmente sta elaborando qualcosa di significativo nella sua vita.
Condividere questa ansia con un professionista potrebbe aiutarla ad alleggerire il peso che porta da sola e ad esplorare insieme cosa questi pensieri rappresentano per lei e come si inseriscono nella sua storia di vita.
Un caro saluto, dott.ssa Martina Baiocchi
Dott.ssa Maria Aurora Farris
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile,
la ringrazio per aver condiviso con sincerità il suo vissuto e la sua difficoltà riguardo alla paura della morte e all’ansia che ne deriva. È comprensibile che questa paura, che in parte è comune a molte persone, possa diventare nel tempo così intensa da interferire significativamente con il benessere quotidiano.
La sua consapevolezza rispetto all’impatto che questa situazione ha sulla sua vita rappresenta un primo importante passo verso un cambiamento. Spesso, quando l’ansia legata a temi esistenziali come la morte si intensifica, può essere utile avviare un percorso di supporto psicologico che aiuti a esplorare più a fondo queste paure, comprenderne l’origine e sviluppare strategie efficaci per gestirle.
Un percorso terapeutico, ad esempio con un approccio cognitivo-comportamentale, può accompagnarla nel riconoscere e modificare i pensieri e i meccanismi che alimentano l’ansia, favorendo una maggiore serenità e controllo sulle sue emozioni.
Le consiglio di rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta qualificato, che possa offrirle uno spazio protetto e professionale in cui lavorare su queste difficoltà e supportarla nel ritrovare un equilibrio psicologico duraturo.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti e per accompagnarla nel primo passo verso un percorso di aiuto.

Cordiali saluti,

Aurora
Dott.ssa Judit Bernardini
Psicologo, Psicologo clinico
San Benedetto del Tronto
La paura della morte è un tema che tocca molti di noi, ma nel suo caso sento quanto stia diventando pesante da gestire. Ci sono alcune strategie che possono darle un sollievo temporaneo: tecniche di respirazione lenta per calmare il corpo nei momenti di ansia (respiri profondi con i naso, provando a sentire la pancia che si gonfia e si sgonfia), esercizi di grounding (per esempio concentrarsi su ciò che vede, sente e tocca nell’immediato per tornare al presente), scrivere i pensieri ricorrenti per alleggerire la mente oppure provare a ridurre la ricerca di sintomi su internet che spesso alimenta la paura. Anche il confronto con persone di fiducia può essere un supporto prezioso.

Tuttavia, ci tengo a dirle che queste strategie da sole non bastano: la paura che descrive è radicata e merita uno spazio più profondo di elaborazione. Per questo le consiglio di rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta, che potrà aiutarla a comprendere l’origine di questa ansia e a costruire strumenti più solidi per gestirla. Con un percorso adeguato potrà ritrovare gradualmente più serenità e libertà dai pensieri che oggi la opprimono.
Non è sola in questo: chiedere aiuto è il primo passo per stare meglio.
Dott.ssa Arianna Mercurio
Psicologo, Psicologo clinico
Padova
Grazie per aver condiviso qualcosa di così importante e delicato. Dal modo in cui lo racconta, sembra che la paura della morte stia occupando uno spazio sempre più centrale nella sua vita quotidiana, fino a condizionare scelte e sensazioni. A volte, quando un tema diventa molto presente e quasi ‘ingombrante’, può essere utile chiedersi: cosa sta dicendo di importante su di me e sul modo in cui vedo la vita? Che cosa protegge, o che cosa mi impedisce di vivere come vorrei? Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a rispondere a queste domande e trovare un equilibrio che lasci spazio alla possibilità di vivere e di scegliere in modo più libero e meno dominato dall’ansia. Non si tratta tanto di eliminare la paura, quanto di darle un significato diverso, che non sia solo limitante ma che possa aiutare a comprendere che per te è davvero prezioso per lei. Un caro saluto.
Dott.ssa Silvana Gatto
Psicologo, Psicologo clinico
Montesilvano
Il tuo pensiero della morte è normale, in quanto è ciò la morte rappresenta: l'ignoto, non sappiamo cosa accade dopo.
Ti prende l'ansia a questo pensiero e somatizzi sul tuo corpo un' eventualità di morte, la tua paura può essere curata con il tuo impegno quotidiano, se tu pensi ad altro e ti focalizzi in un lavoro, in uno studio, in un impegno nel sociale vedrai che stai meglio.
Stai tranquilla.
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, la paura della morte, chiamata in ambito clinico tanatofobia, è una delle ansie più profonde e comuni nell’essere umano, ma quando diventa persistente e interferisce con la vita quotidiana, come nel suo caso, può trasformarsi in un vero e proprio disturbo d’ansia. Il fatto che cerchi rassicurazioni mediche frequenti e che i pensieri si attivino soprattutto quando sente parlare di coetanei può indicare un’ipersensibilità legata al timore dell’imprevedibilità e della perdita di controllo. Spesso, dietro a questa paura, si nascondono vissuti legati all’identità, al futuro o alla difficoltà di tollerare l’incertezza. Un percorso con uno psicologo psicoterapeuta può esserle di grande aiuto. Approcci come l’EMDR possono lavorare in profondità sulle radici emotive della sua ansia, anche in assenza di un trauma specifico, mentre la Mindfulness può insegnarle a restare nel presente, senza farsi travolgere dai pensieri catastrofici. Affrontare questo disagio ora, alla sua età, è una scelta di forza e di cura. Si può davvero uscire da questo circolo di paura, ritrovando sicurezza e fiducia nella vita.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Letizia Nobilia
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Roma
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. La paura della morte è un tema profondo e umano, ma quando diventa costante e porta a pensieri o comportamenti come quelli che descrive, può trasformarsi in un’ansia intensa, a volte legata all’ipocondria. Non c’è nulla di 'sbagliato' in lei: è la mente che cerca sicurezza di fronte all’incertezza. Le consiglierei di rivolgersi a uno psicologo per affrontare insieme questi pensieri e tornare a pensare alla vita. Con il giusto supporto, è possibile tornare a vivere con più serenità e fiducia. Un caro saluto
Dott.ssa Laura Montanari
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
quella della morte è una paura molto comune. Molto più di quanto immaginiamo. Fa talmente paura che piuttosto che affrontarla parlandone, tendiamo a non pensarci, dunque a non condividere ciò che sentiamo. Ecco perchè non se ne sente mai dire molto.
L’argomento è chiaramente impegnativo da gestire e in tal senso, quando si manifesta il pensiero della morte o di ammalarsi gravemente, è possibile che si attivino circuiti d’ansia che si autoalimentano: il corpo reagisce con sintomi fisici (come tachicardia, tensione muscolare, difficoltà a respirare), e questi sintomi vengono interpretati come segnali di pericolo reale, aumentando ulteriormente la paura.
Nel suo caso, da ciò che leggo, sembrerebbe che questa paura si stia intrecciando con una forma di ansia di malattia o ipocondria, dove ogni sensazione corporea diventa una possibile minaccia da cui difendersi. Alimentare tuttavia un atteggiamento sulla difensiva potrebbe amplificare la tensione. Per questo, potrebbe essere utile fare un lavoro, apparentemente controintuitivo, ma di fatto molto utile: riconoscere e accogliere la paura, senza che vi sia un giudizio, osservandola come un segnale che le sta comunicando qualcosa.
Alla luce del suo vissuto e della sua storia, potrò risignificare questa attivazione affinchè possa poi gestirla e trasformarla, evitando che diventi uno status quo.
Consapevole di non poter essere esaustiva con poche righe, mi auguro comunque di averle offerto degli spunti su cui riflettere.
Un caro saluto
Dottssa LM
Dott.ssa Silvia Nava
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Brugherio
Buongiorno, grazie per aver condiviso questo vissuto così intimo. La paura che sente non parla davvero della morte, ma della vita.
Non è la fine che teme, ma l’idea di vivere senza sentirsi davvero viva.
Quando l’anima non è ancora certa di chi è, quando non ha ancora trovato un posto, un senso, un movimento autentico, allora si aggrappa alla paura della morte.
È come se le dicesse: “Stai attenta, non perdere tempo. C’è qualcosa che devi ancora trovare.”
Per questo la spaventa la morte dei coetanei: non perché finiscono, ma perché le ricordano che anche lei ha una vita da scegliere, non solo da subire.
Molte paure del corpo, come quelle che descrive, i sintomi, le corse al pronto soccorso, non riguardano il corpo, ma l’esistenza.
È un modo con cui la psiche dice: “Ci sei davvero? Ti stai ascoltando? Ci sei dentro la tua vita, o solo la osservi da fuori?”
La paura della morte non si cura scacciandola, ma guardandola negli occhi, finché non si accorge che è lì per guidarla, non per terrorizzarla.
Le ricorda che ha una vita sua, che può scegliere, cambiare, amare, creare.
Che non è qui solo per non morire ma per vivere.
Dott.ssa Giorgia Signorini
Psicologo, Psicologo clinico
Riccione
Cara utente, la paura è umana ed universale. Se questi vissuti, pensieri, paure sono "debilitanti", si conceda dello spazio in psicoterapia dove potrà meglio comprendersi. Cordialmente, dott.ssa Giorgia Signorini
Dott.ssa Giulia Raiano
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno, grazie per aver condiviso il suo vissuto. La paura della morte è un tema molto umano e comune, ma quando l’ansia diventa costante, invasiva e condiziona le scelte quotidiane è importante fermarsi ad ascoltare questo disagio con attenzione.

Da ciò che descrive, sembra che la paura non sia tanto legata a un pericolo reale e immediato, quanto a un’ansia anticipatoria che si attiva di fronte a sensazioni corporee, notizie o pensieri legati alla malattia e alla morte. Questo meccanismo può portare a una forte iperattenzione verso il corpo e a interpretare ogni minimo segnale come minaccioso, alimentando un circolo vizioso di paura e rassicurazioni momentanee.

Il fatto che lei sia consapevole di quanto questa situazione la stia debilitando è un passo molto importante. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio l’origine e il funzionamento di queste paure, a ridurre l’ansia associata ai pensieri di morte e a recuperare un rapporto più sereno con il suo corpo e con le sue sensazioni.
Se vorrà approfondire resto a disposizione.
Buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano

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