Dott.ssa
Paola Vitale
Psicologa
·
Psicologa clinica
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Catania 4 indirizzi
Esperienze
Sono una psicologa clinica laureata in Neuroscienze Cognitive e Riabilitazione Psicologica presso l’Università La Sapienza di Roma e psicoterapeuta in formazione ad indirizzo analitico-transazionale.
Offro supporto psicologico e consulenza a:
Bambini
Giovani adulti
Adulti
Coppie
Nel mio lavoro, unisco la conoscenza delle neuroscienze a un approccio centrato sulla persona, cercando di valorizzare le risorse di ogni individuo e accompagnarlo in un percorso di crescita e consapevolezza. Accompagno chi si rivolge a me in un percorso di:
Gestione dell'ansia, dello stress e del burnout
Sostegno nelle crisi personali o affettive
Potenziamento dell’autostima
Miglioramento delle relazioni interpersonali
Consapevolezza emotiva e crescita personale
Percorsi di empowerment psicologico e gestione delle emozioni legate al comportamento alimentare
Le mie competenze specifiche sono:
Disturbi del comportamento alimentare
DSA e ADHD
Supporto genitoriale: orientamento, consulenza e parent training
Dinamiche di coppia: percorsi di consulenza e sostegno
Mindfulness: conduzione di gruppi e incontri individuali per promuovere consapevolezza, gestione emotiva e dello stress come facilitatrice
Training Autogeno per favorire il rilassamento profondo, migliorare la gestione dell'ansia e promuovere il benessere psicofisico
Collaboro con enti e le scuole per la promozione del benessere psicosociale, portando avanti progetti di prevenzione e sostegno alla salute mentale.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Sindrome da deficit di attenzione e iperattività
- Bulimia
- Depressione
- Disgrafia
- Discalculia
- +102 a11y_sr_more_diseases
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
50 € -
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Primo colloquio individuale
50 € -
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Sostegno psicologico
50 € -
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Primo colloquio psicologico
50 € -
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Parent training
50 € -
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Recensioni
36 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Puntualità
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A
Aldo G.
Ho avuto il piacere di intraprendere un percorso con la Dottoressa e posso dire di essermi sentito ascoltato e compreso fin dal primo incontro. La sua professionalità, unita a una grande empatia, mi ha aiutato ad affrontare momenti particolarmente difficili con maggiore consapevolezza e serenità.
Durante le sedute non mi sono mai sentito giudicato, ma accolto in uno spazio sicuro dove poter parlare liberamente. È una professionista preparata, attenta ai dettagli e capace di mettere le persone a proprio agio anche quando si affrontano temi delicati.
Grazie al percorso svolto con lei ho imparato a gestire meglio ansia, stress e alcune dinamiche personali che mi facevano stare male da tempo. Consiglio sinceramente la Dottoressa Vitale a chiunque stia cercando una psicologa competente, umana e realmente interessata al benessere delle persone.• Studio di Psicologia Paola Vitale • colloquio psicologico •
Dott.ssa Paola Vitale
Grazie di cuore per le sue parole.
Sapere che il percorso le abbia permesso di sentirsi accolto, ascoltato e più consapevole è per me molto importante. La ringrazio per la fiducia che ha scelto di riporre nel nostro lavoro insieme e le auguro di continuare questo percorso verso il suo benessere con sempre maggiore serenità.
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G
G.S.
Professionista estremamente preparata e attenta.
Mette subito a proprio agio e sa ascoltare senza giudizio, con grande empatia e sensibilità.
Il suo approccio è concreto e aiuta davvero a fare chiarezza e a lavorare su sé stessi.
Consigliata a chi cerca un percorso serio e di qualità.• Studio di Psicologia Paola Vitale • colloquio psicologico •
Dott.ssa Paola Vitale
La ringrazio sinceramente per le sue parole.
Sapere di essere riuscita a trasmettere accoglienza, ascolto e concretezza nel percorso svolto insieme è per me molto prezioso. Grazie per la fiducia e per aver condiviso la sua esperienza. Le auguro di continuare a prendersi cura di sé con sempre maggiore consapevolezza e serenità.
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M
Martina
La mia prima impressione sulla dottoressa è stata davvero impeccabile. Si è mostrata accogliente, professionale e molto attenta nei modi, capace di mettere a proprio agio fin dal primo incontro. Ho percepito grande ascolto, sensibilità e competenza, elementi che mi hanno trasmesso fiducia e serenità nel percorso iniziato.
• Studio di Psicologia Paola Vitale • colloquio psicologico •
Dott.ssa Paola Vitale
La ringrazio davvero per le sue parole.
Ogni percorso nasce proprio dalla possibilità di sentirsi in uno spazio sicuro e rispettoso. Le auguro di continuare questo cammino con sempre maggiore serenità e consapevolezza.
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D
Debora
Al momento ho fatto solo un colloquio, però devo dire che la dottoressa è stata molto attenta e che tutto ciò che mi ha detto fino ad ora è stato molto efficace. Sono contenta del nostro primo colloquio
• Studio di Psicologia Paola Vitale • primo colloquio individuale •
Dott.ssa Paola Vitale
La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza.
Anche un primo colloquio può rappresentare un importante spazio di ascolto e comprensione. Sono felice che si sia sentita accolta e che questo primo incontro le abbia trasmesso fiducia e utilità nel percorso iniziato.
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V
V.C.
Ti mette a proprio agio permettendoti di aprirti completamente. Le sue domande ti spingono a chiederti cose che prima non avevi valutato, donandoti un nuovo punto di vista: nuove prospettive sulle cose.
• Studio Medico • colloquio psicologico •
Dott.ssa Paola Vitale
La ringrazio sinceramente per le sue parole.
Ogni spazio di ascolto nasce proprio per favorire comprensione, autenticità e nuovi modi di leggere sé stessi e le proprie esperienze.
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L
La mia esperienza è stata estremamente positiva. Fin dal primo incontro mi sono sentito accolto, ascoltato e mai giudicato. È una professionista molto empatica, capace di creare un clima di fiducia e sicurezza che permette di aprirsi con serenità. Sa porre le domande giuste e offre strumenti concreti e mirati per affrontare le difficoltà. Grazie al suo supporto mi sono sentito compreso e accompagnato in un percorso di reale crescita.
• Studio di Psicologia Paola Vitale • colloquio psicologico •
Dott.ssa Paola Vitale
La ringrazio.
Sono lieta che fin dal primo incontro abbia percepito uno spazio di ascolto e non giudizio: è un elemento fondamentale perché il lavoro possa procedere con serenità.
Sapere che gli strumenti proposti le sono stati utili e che si è sentito accompagnato in un percorso di crescita per me è molto significativo.
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V
Vanessa
Mi sono trovata benissimo con la Dottoressa Vitale, bravissima a capirmi e ad aiutarmi nelle mie difficoltá
• Studio di Psicologia Paola Vitale • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Paola Vitale
Grazie di cuore per le sue parole e per la fiducia.
Sono felice che il percorso intrapreso le sia stato utile. Le auguro di continuare a prendersi cura di sé con la stessa attenzione e consapevolezza.
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S
Sebastiana
Ottima professionista, mi ha messo subito a mio agio intuendo immediatamente quali fossero i miei bisogni, consigliatissima!
• Studio Medico • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Paola Vitale
Grazie per aver condiviso la sua esperienza.
Mettersi in ascolto dei bisogni della persona è sempre il primo passo di ogni percorso. Le auguro di proseguire con serenità nel suo cammino.
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R
R.A.
Fin dalla prima seduta mi sentito a mio agio, ascoltato, stimolato ad aprirmi e parlare in maniera dettagliata. La Dottoressa Vitale ha avuto un approccio empatico e professionale. L'esito è stato molto positivo, mi ha aiutato a raggiungere una consapevolezza maggiore in un periodo non facile, motivo per cui consiglio assolutamente!
• Studio di Psicologia Paola Vitale • colloquio psicologico •
Dott.ssa Paola Vitale
La ringrazio sinceramente per la recensione e per la fiducia. Sapere che il percorso le ha permesso di sentirsi ascoltato e di acquisire maggiore consapevolezza è per me molto significativo. Le auguro il meglio per il suo cammino futuro.
-
L
Luigi
Ho concluso la mia prima seduta con la Dott.ssa Vitale Paola mi sento di scrivere subito una recensione positiva. Fin dal primo momento mi ha messo a mio agio, creando un clima sereno e accogliente in cui mi sono sentito libero di esprimermi senza timore di essere giudicato. Ha mostrato grande empatia, ascolto attivo e una sensibilità che mi hanno colpito molto consiglio a tutti.
• Studio di Psicologia Paola Vitale • primo colloquio psicologico •
Dott.ssa Paola Vitale
La ringrazio per il suo riscontro positivo.
È importante per me che ogni persona possa sentirsi accolta e ascoltata con attenzione e rispetto fin dal primo incontro. Sono lieta che abbia percepito questo clima durante la seduta.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 29 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno dottori. In separazione cogniugale (voluta da un genitore, mentre l'altro ha sperato in una riconciliazione che non c'è stata), ipotizziamo per ragioni economiche di continuare a convivere (dobbiamo anche cambiare casa tra qualche mese). La seprazione non è formalizzata. La figlia (terza media) ha ormai intuito che amore è finito. Dobbiamo spiegare chiaramente? O non spieghiamo? E se poi la convivenza non funziona? Oppure proprio meglio dividerci? Grazie
Gentile utente,
la situazione che descrivete è delicata ma molto frequente.
Vostra figlia, essendo in terza media, ha già probabilmente compreso che il rapporto di coppia è cambiato. In questi casi, non spiegare nulla non protegge, ma può aumentare confusione, ansia e fantasie colpevolizzanti. È quindi consigliabile parlare con lei, in modo semplice e adeguato all’età, spiegando che l’amore di coppia è finito ma che entrambi restate genitori presenti e affidabili, e che non ha alcuna responsabilità rispetto a quanto sta accadendo.
La convivenza dopo una separazione può essere tollerabile solo se temporanea, con conflitto basso e ruoli molto chiari. Se invece uno dei due genitori spera ancora in una riconciliazione o se il clima emotivo è teso, la convivenza rischia di essere più dannosa che protettiva per la ragazza, perché crea ambiguità e insicurezza.
È importante anche dirle che questa è una fase di transizione e che, se la convivenza non dovesse funzionare, saranno gli adulti a trovare soluzioni, senza coinvolgerla nelle decisioni o nei conflitti.
In generale, per il benessere dei figli conta meno “stare sotto lo stesso tetto” e più la chiarezza, la coerenza e un clima emotivo sufficientemente sereno. A volte due case tranquille sono preferibili a una convivenza carica di tensione.
Se possibile, può essere utile un breve percorso di sostegno alla genitorialità, per aiutarvi a trovare parole condivise e a tutelare vostra figlia in questo passaggio complesso.
Un cordiale saluto.
Buon pomeriggio e Buon Anno Gentili Dottori..Vorrei scrivo perché mi sento inutile..ho 33 studio farmacia e nonostante sia in ritardo e lenta, quando sostengo gli esami prendo ottimi voti, seguo le lezioni, partecipo..ma nonostante ciò mi sento inutile , anche se mi laureassi nessuno verrebbe a chiedere consiglio a me e non sarei in grado di salvare la vita a nessuno..questo perché la figlia di una amica di mia sorella si è laureata a 24 anni in medicina ed e' riuscita anche a capire che un suo familiare aveva una insufficienza cardiaca e viene elogiata da tutti : " è brava, si vede che ha la passione, è riuscita a salvarle la vita " " ci vuole un medico in famiglia"..mi sento inutile..non so neanche fare una puntura.. dopo che è morta mia madre ho pensato che se avesse avuto una figlia come lei non sarebbe morta..e poi quando mia madre stava male, mia sorella fece vedere le analisi a questa ragazza (all'epoca non ancora laureata" e siccome le disse che doveva fare una ecografia, allora mia sorella
disse" solo una studentessa di medicina è riuscita a capire " e mi disse mi disse tempo fa: "i farmacisti non sono medici, non dovrebbero consigliare"...penso che già esistendo questa ragazza ed altre persone perfette laureate giovani e con 110, non ha senso la mia laurea, penso che non mi sceglieranno per un lavoro. Vi chiedo cosa dovrei fare, non so come poter reagire, continuare a studiare. Grazie per il vostro tempo.
Gentile utente,
leggendo il suo messaggio si percepisce un dolore profondo che va ben oltre lo studio o il lavoro. Il senso di inutilità che descrive non nasce dal suo valore reale, ma da una ferita emotiva molto importante, legata alla perdita di sua madre e al continuo confronto con modelli idealizzati.
Il confronto che sta facendo con questa ragazza più giovane, brillante e celebrata dagli altri è comprensibile, ma è anche molto ingiusto verso se stessa. Sta mettendo a paragone due storie completamente diverse, due percorsi diversi e, soprattutto, due ruoli diversi. La professione del farmacista non è una “medicina di serie B”, né è vero che non abbia valore o utilità. Un farmacista competente, preparato e presente svolge una funzione fondamentale nella tutela della salute delle persone, anche se spesso viene data per scontata.
Nel suo racconto emerge però qualcosa di ancora più centrale: la morte di sua madre. È come se dentro di lei si fosse radicata l’idea dolorosa che, se lei fosse stata “più brava”, “più veloce”, “più simile a qualcun altro”, forse sua madre si sarebbe potuta salvare. Questo tipo di pensiero è molto frequente nel lutto, ma è profondamente ingiusto e crudele verso chi lo porta. La malattia e la morte non dipendono dalle competenze di una figlia, e attribuirsi questa responsabilità è un modo, spesso inconscio, di cercare un senso a una perdita che senso non ne ha.
Il fatto che lei, nonostante le difficoltà e i tempi più lunghi, ottenga buoni risultati, segua le lezioni e partecipi, parla di una persona motivata, capace e perseverante. La lentezza non è un difetto morale, e non toglie valore alle sue competenze né al suo futuro professionale. Il mondo reale non è fatto solo di eccellenze precoci e voti perfetti, ma di professionisti affidabili, empatici e competenti, qualità che non si misurano con l’età o con un 110.
Le parole di sua sorella e i commenti ascoltati sembrano aver toccato un punto molto vulnerabile, alimentando la sensazione di essere “di troppo” o sostituibile. In realtà, nessuna professione sanitaria esiste per togliere spazio a un’altra. Medici e farmacisti non competono, ma svolgono ruoli diversi e complementari.
Più che chiederle se continuare a studiare, la domanda importante è come prendersi cura di questo senso di colpa, di inadeguatezza e di dolore che sta portando da sola. Sarebbe molto utile poter elaborare tutto questo all’interno di un percorso psicologico, soprattutto il lutto per sua madre e l’immagine severa e svalutante che ha costruito di sé.
Continuare a studiare può avere senso, ma non come una corsa per dimostrare qualcosa o per competere con qualcuno. Può avere senso se diventa una scelta per sé, per costruire un’identità professionale che le appartenga, con i suoi tempi e le sue caratteristiche.
Lei non è inutile. Sta soffrendo. E questo merita ascolto, non giudizio.
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