Salve, ho questo problema da un anno oramai, vado sempre al.bingo, perdo, mento, poi il giorno dopo

76 risposte
Salve, ho questo problema da un anno oramai, vado sempre al.bingo, perdo, mento, poi il giorno dopo sto malissimo, ma poi dopo qualche giorno faccio la stessa cosa, non so più cosa fare, ovviamente litigo con mio marito, quasi non parlo più con gli amici, siccome.non bastava adesso.gioco anche.on line, mi faccio veramente schifo, ma non riesco a smettere.
Dott.ssa Chiara Guardigli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Forlì
Buongiorno.
È possibile curarsi con una psicoterapia. Io le consiglio di scegliere uno psicoterapeuta esperto di EMDR. I suoi sintomi sono proprio quelli di un problema con il gioco.
Un bravo esperto saprà come aiutarla anche sotto il profilo economico. Ma lei deve essere convinta.

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Dott.ssa Linda Alfieri
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Milano
Buongiorno. Dipinge una situazione di grande sofferenza che si sta trasformando in comportamenti compulsivi e in una compromissione dei legami affettivi e sociali. Penso che valga la pena investire in una consulenza per capire se questi sintomi non nascondano anche altre sofferenze, per poter impostare il trattamento più adatto alla situazione.
Dott.ssa Lidia D'abbrunzo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Giugliano in Campania
Salve signora, dice di non riuscire a smettere, ma chiede un consiglio. Forse anche lei non si è data per vinta, mantiene una fiamma di speranza... la alimenti!! Colga la sua sofferenza e si faccia aiutare, può farcela !!
P.s. Se lo ritiene si faccia accompagnare da suo marito . La abbraccio
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, non ci parla molto di sè, non ci dice la sua età e soprattutto non ci scrive che cosa è successo un anno fa, che tipo di disagio o trauma l'ha portata ad iniziare a giocare a bingo per poi anche on-line. Lei ha una dipendenza dal gioco, non conosco la sua vita e com'è il rapporto con suo marito, quindi è difficile stabilire e poterla aiutare nella sua dipendenza e perchè è iniziata. Anch'io come ha scritto precedentemente una mia collega, le consiglio una terapia EMDR, che lavora sui traumi e perchè non riusciamo a smettere di mettere in atto dei comportamenti lesivi, e che cosa glielo impedisce. E' stato dimostrato che questa terapia e molto efficace, sono stati constatati molti successi con molti pazienti, nella sua città dove abita cerchi una psicoterapeuta che la pratica, se vuole avere ulteriori spiegazioni non esiti a contattarmi, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Dott.ssa Maria Elena Cinti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Albano Laziale
Salve signora sicuramente la situazione che descrive è per lei fonte di grosso disagio. La dipendenza da gioco d'azzardo è qualcosa che rende difficile la convivenza anche con le altre persone. È bene che provi a rivolgersi a qualche specialista che possa seguirla sia dal punto di vista farmacologico, in modo tale da ridurre le compulsioni, sia dal punto di vista psicoterapeutico, in modo tale da capire le fonti di tale dipendenza . esistono diverse strutture che possano aiutarla Se non ha intenzione di rivolgersi a un professionista singolo
Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buonasera. La sua storia non va assolutamente minimizzata. Nelle dipendenze dal gioco occorre agire con competenza e utilizzare i servizi a disposizione. L'Istituto Superiore di Sanità ha messo in rete alcuni centri che aiutano sia in maniera ambulatoriale che più incisiva. Se desidera può contattarmi privatamente per capire dove inviarla. Ha trovato il coraggio di chiedere aiuto e persegua
Dott.ssa Rosalba Cardillo
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Roma
Salve, la situazione che lei descrive è di enorme sofferenza, sa che continuare a giocare crea problemi a sé alla sua famiglia ma non riesce a smettere. In questi casi il suggerimento che posso darle è quello di agire su più fronti, da una parte una terapia individuale ed un sostegno comportamentale alla sua famiglia, poi può rivolgersi ai servizi o ad associazioni che operano sul territorio per seguire un gruppo di sostegno per ludopatia. Spero di essere stata utile saluti dott.ssa Rosalba Cardillo.
Gentile signora, la dipendenza da gioco crea tantissimi disagi personali e relazionali. E' una patologia molto seria ed ha il potere di infettare tantissimi aspetti della personalità. Esistono delle "nuove" tecniche psicologiche che le possono essere di molto aiuto per superare questo periodo e per giungere alla vera causa che la spinge a giocare e ad elaborarle in modo mirato e raggiungendo ottimi risultati. La tecnica a cui faccio riferimento di chiama EMDR, le consiglio di cercare uno psicologo, psicoterapeuta, specializzato in questa tecnica, nella sua zona. Le auguro di trovare serenità
Federica Miccichè
Dott. Omar Vitali
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Dalmine
Le sue parole riflettono grande dolore e grande angoscia, meritano per questo attenzione e un lavoro psicologico profondo: la dipendenza di cui parla sembra essere strettamente correlata ad un disturbo della regolazione di sé. Ovviamente sono necessarie altre informazioni che solo il terapeuta può avere vis-a-vis.
L'orientamento psicodinamico breve può in 10/20 sedute cogliere il nucleo centrale del suo problema rifacendosi ai suoi vissuti che la porta ad una diminuita capacità nel regolare le emozioni negative e a far fronte in modo non adeguato allo stress.
Il successo della terapia è rappresentato dal cambiamento duraturo, attraverso il quale i pazienti vengono a contatto con aspetti interiori precedentemente inaccessibili.
per esempio il lavoro psicologico può aiutare il paziente ad aumentare la capacità di impegnarsi nell’auto-riflessione, e ad individuare modalità alternative di gestione delle emozioni difficili.
Dott. Emanuele Grilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve. Cosa aggiungere di più di quello che i miei colleghi hanno già scritto e suggerito? Certamente le suggerisco un percorso psicoterapeutico che sia supportino ed esplorativo.
Troverà certamente sollievo. Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli
Dott.ssa Alessia Rita Candiloro
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Professional counselor
Napoli
Concordo con quanto detto, cerchi aiuto in un percorso psicologico, senza fai passare altro tempo.
Dott.ssa Elisa Taverniti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, dal momento che riconosce il suo comportamento come nocivo per se e per le persone a lei vicine, il mio consiglio è quello di utilizzare questa consapevolezza per intraprendere un percorso con gruppi di auto mutuo aiuto composti da giocatori d’azzardo che si incontrano settimanalmente per cambiare il loro stile di vita, il comportamento rispetto al gioco d’azzardo, migliorare la fiducia con i familiari e ricominciare a stare meglio con se stessi e con gli altri e in concomitanza un percorso di psicoterapia individuale per approfondire le reali motivazioni che la spingono a giocare nonostante n riconosca la pericolosità. Cordiali saluti Dott.ssa Elisa Taverniti
Dott. Simone Tealdi
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Torino
Buongiorno, come primo passo ne parli al medico di base, che la reindirizzerà verso un SERT. Contemporaneamente prenda appuntamento con uno psicoterapeuta, possibilmente cognitivo comportamentale.
saluti
dott Tealdi
Dott.ssa Luisa Sale
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Buongiorno,
il gioco d'azzardo è una vera e propria dipendenza. Difficile uscirne da soli, deve farsi aiutare.
Contatti il Ser.D., il Servizio per le Dipendenze Patologiche, che la prenderà in carico gratuitamente e la seguirà nei diversi aspetti legati a questo problema (soldi, famiglia, ecc).
Se ne ha la possibilità, invece, può contattare uno psicoterapeuta privato, per iniziare un percorso inizialmente di sostegno e di contenimento degli agiti, poi, in un secondo momento, di comprensione delle sue specifiche fragilità.
Cordiali saluti
Dott.ssa Luisa Sale
Dott. Alessio Vellucci
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile Utente,

Dalle sue parole traspare la consapevolezza di un problema, la compulsione a riproporlo con regolarità, e il disprezzo successivo che si rivolge quando, esaurita la spinta che l'ha condotta al bingo, si giudica per un comportamento che quasi non si riconosce.
La consapevolezza che ha di questa situazione, seppur provvisoria, è una "gemma", che la incoraggio a valorizzare completando la richiesta di aiuto che ci rivolge, ovvero contattando uno psicoterapeuta. E' importante innanzitutto riprendere il controllo su un'azione totalmente automatica, e poi comprendere le ragioni che ne alimentano l'intenzione.
Un caro augurio di buona fortuna
Dott. Massimo Zedda
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Torino
Buongiorno, come i colleghi, consiglio di rivolgersi al Ser.D. e ad uno/a psicoterapeuta qualora abbia la possibilità. Cordiali saluti.
Dott. Andrea De Simone
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Buongiorno, provi a rivolgersi ad uno psicoterapeuta.
Ottime cose, Dott. Andrea De Simone
Dott.ssa Lorena Ferrero
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, capisco la sua sofferenza, il gioco d'azzardo può trasformarsi in una vera dipendenza. Può chiedere aiuto al SERD di zona, che segue gratuitamente i pazienti. Nel caso voglia rivolgersi privatamente, io mi occupo di dipendenze su Torino. Distinti saluti, Lorena Ferrero
Dott. Massimiliano Trossello
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Leinì
Buongiorno. Un primo passo importante per affrontare la ludopatia è ammetterlo, prima a se stessi e poi agli altri. In un secondo momento, un approccio efficace per affrontarla può essere la psicoterapia, come la terapia cognitivo-comportamentale, focalizzata sull'analisi dei meccanismi alla base della dipendenza e sull'individuazione di strategie pratiche che permettono di gestirla nel quotidiano. Non esiti a consultare il SERD di riferimento servizio dipendenze, dove potrà trovare un immediato riscontro rispetto il suo problema.

Cordialità

Massimiliano Trossello
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, potrebbe trattarsi di ludopatia.
Le consiglio di rivolgersi ad un terapeuta per riuscire a fronteggiare la situazione.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Tanja Di Piano
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Torino
Buongiorno,
grazie per aver condiviso questo pezzo di sofferenza, ci vuole sempre una buona dose di coraggio per esporsi!
In linea con i colleghi le suggerisco un percorso psicoterapico, possibilmente con un professionista con competenze in merito (nello specifico mi permetterei di suggerirle di orientarsi su un terapeuta con almeno il primo livello di EMDR)
Un caro saluto, Dott.ssa Tanja Di Piano
Dr. Giorgio Ioimo
Psicologo, Psicoterapeuta
Firenze
Buongiorno con la terapia strategica coinvolgendo suo marito è possibile uscire dal disturbo

Dott. Ioimo
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, non posso che ripetere ciò che già è stato detto dai colleghi, contatti un terapeuta. Con la giusta dose di volontà riuscirà ad uscire da questa situazione.
MMM
Dott.ssa Stefania Romanelli
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Torino
Buongiorno,
Le consiglio di rivolgersi al SERD della zona: la sua problematica verrà presa in carico da un team formato di professionisti che potranno far sì che lei si possa lasciare questa grande sofferenza alle spalle

Cordialmente
Dott. ssa Stefania Romanelli
Dott.ssa Paola Cavallotto
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Saluzzo
Buongiorno sig.ra. Mi occupo da molti anni di persone che, come lei, non riescono a fare a meno di spendere soldi nel gioco. E' un comportamento che spesso diventa incontrollabile e irrefrenabile, che genera una profonda sofferenza e con il passare del tempo isola la persona dal resto del mondo. Il gioco compulsivo nasce da un profondo disagio interiore, motivo per cui può essere compreso e curato attraverso la psicoterapia e, in alcuni casi, un trattamento farmacologico. Le consiglio di non aspettare altro tempo per farsi aiutare per evitare un aggravamento dei sintomi e per ritrovare una condizione di benessere. La saluto. Dott.ssa Paola Cavallotto.
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo che sta attraversando. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott. Daniele Iaccarino
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Savigliano
Salve, probabilmente per la dipendenza da gioco il percorso migliore è quello di rivolgersi ai servizi per le dipendenze, dove può iniziare un percorso comunitario per stare lontano dagli stimoli che la attivano per un periodo variabile dai 3 ai 6 mesi, dopodiché rivolgersi ad un terapeuta che le insegni tecniche per gestire lo stato ansioso scaturito dalla lontananza dal gioco e ricostruire tutto ciò che la dipendenza le ha causato, sia in termini di perdita di rapporti personali importanti, che di sofferenza psicologica. La prima cosa necessaria comunque è la lontananza dallo stimolo per riprendere in mano la sua vita e tornare ad essere felice con le persone che le vogliono bene.
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Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Psicologo, Psicologo clinico
Alessandria
Buonasera, da quello che scrive e dal suo stato d'animo è molto probabile che abbia sviluppato una dipendenza nei confronti del gioco. Le consiglio di affidarsi quanto prima al Ser.D. dell'Asl del suo territorio. I professionisti sapranno fornirle l'aiuto necessario tempestivamente, in totale privacy e anonimato, e gratuitamente. Può tranquillamente recarsi volontariamente senza passaggio dal medico di base.
Le auguro di ritrovare la serenità che merita e, ricordi, che il riconoscimento delle difficoltà è già un primo ed importante passo verso il cambiamento.
Dott.ssa Francesca Caloiaro
Psicologo, Psicologo clinico
Castellamonte
Salve,
un primo piccolo ma grandissimo passo è ammetterlo e domandare aiuto. Le consiglio di rivolgersi al Ser.D. della zona. E' un servizio pubblico che si occupa di dipendenze e di presa in carico di pazienti con questa difficoltà. Può pensare anche di intraprendere un percorso con un professionista che la aiuti a contenere questo momento di crisi.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Francesca Caloiaro
Dott.ssa Elena La Torre
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno,
ciò che le sta accadendo crea molta sofferenza e disagio, sia dentro di lei che nei confronti delle altre persone, ma non deve assolutamente pensare di fare schifo. Ciò che sta passando può essere sintomo di un problema più profondo, o essere una trasgressione data da un momento particolare della sia vita. proprio per questo motivo, così come i vari colleghi, le consiglierei un percorso di sostegno psicologico, nel mio caso a orientamento psicodinamico, poiché è la mia specializzazione. vedrà che poco a poco l'impulso diminuirà e sagrano più chiari a suoi occhi i motivi che l'hanno portata qui.
un cordiale saluto
ELENA LA TORRE
Buongiorno,
cosa è successo un anno fa? E cosa è successo prima? E gli amici, davvero prima aveva dei legami che ha interrotto e che adesso non si ripresentano? Le consiglio un colloquio di consulenza psicologica che potrà aiutarla, indirizzandola nella direzione da seguire.
Dr. Ivano Ancora
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Buongiorno,
la ludopatia è una delle tante forme con cui si presenta un disturbo da dipendenza.
Lei come tante altre perone è vittima della scientifica applicazione di una legge dell'apprendimento che si chiama ricompensa con schema variabile.
Una psicoterapia specifica potrebbe aiutarla nella deprogrammazione.
Conoscere il come ed il perché non servirebbe.
Concordo con i colleghi/e che le consigliano di cercare un terapeuta EMDR.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Lioy Marta
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Gentile utente,
Molto spesso si è portati a pensare alle dipendenze come a un vizio che può essere corretto con una dose di buona volontà. Sarebbe opportuna una presa in carico da uno specialista del settore o dal SerD di riferimento territoriale.
Dott.ssa Sharon Bocca
Psicologo clinico, Psicologo
Chivasso
Buongiorno signora, dalle sue parole si può percepire la sua sofferenza. Ha provato a fare caso a ciò che accade in lei prima, durante e dopo i momenti in cui gioca? Potrebbe affrontare questo e altri aspetti con gli operatori del SerD di zona, oppure con un esperto in grado di aiutarla ad affrontare la sua difficoltà.
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, può rivolgersi ai centri specializzati nel trattamento delle dipendenze comportamentali.

Cordialmente

Dottor Mauro Vargiu
Dott.ssa Maria Di Toro
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buonasera.
Per un disagio come quello che lei esprime nella sua lettera sarebbero necessari approfondimenti con l'aiuto di un terapeuta della sua città che potrebbe insieme a lei trovare la "fonte profonda" del disagio che ha dato origine a questa forma di dipendenza . Come forse ha compreso dai messaggi dei colleghi o se ha avuto modo di cercare qualche notizia in Rete, si parla di Ludopatia quando il desiderio compulsivo di giocare diventa preponderante nella vita della persona che ne soffre e compromette i rapporti affettivi e amicali, oltre al rischio economico.
Non attenda e si metta in contatto con un terapeuta della sua città per poter affrontare questo disagio e non le é d'aiuto "trattarsi male " e sentirsi in colpa ma si affidi con fiducia al suo terapeuta.
Dott.ssa Laura Ramundo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile utente, quella che ha descritto è una vera e propria forma di dipendenza, purtroppo come tutte le dipendenze più essere molto distruttiva per la vita personale e relazionale. Esistono Servizi dedicati, quali i SERD ma se vuole davvero andare a fondo del problema, la inviterei a intraprendere una psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico.
Non esiti a contattarmi per ulteriori informazioni.
Un caro saluto.
dott.ssa Laura Ramundo
Dott.ssa Sara Bachiorri
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Mi dispiace sentire che sta attraversando questo problema che la affligge da un anno ormai. La sua dipendenza dal gioco d'azzardo sembra avere un impatto significativo sulla sua vita, causando problemi finanziari, relazionali e di salute mentale. È un ciclo che sembra ripetersi costantemente: lei va al bingo, perde, mente e il giorno dopo si sente terribilmente male. Nonostante tutto ciò, dopo qualche giorno finisce per ripetere lo stesso schema. Questa situazione ha portato a litigi con suo marito e all'allontanamento dai suoi amici. Inoltre, ha anche iniziato a giocare d'azzardo online, alimentando ulteriormente il suo senso di disgusto verso sé stessa. Si rende conto che non riesce a smettere, ma desidera ardentemente trovare una soluzione.

È importante che lei accetti sinceramente di avere un problema di dipendenza dal gioco d'azzardo. Questo è il primo passo fondamentale per iniziare un percorso di cambiamento. Trovi il coraggio di riconoscere che il gioco d'azzardo sta avendo un impatto negativo sulla sua vita e che desidera porvi fine.

Cerchi supporto da professionisti qualificati. Si rivolga al suo medico di famiglia o a un esperto di salute mentale specializzato nelle dipendenze. Queste persone possono offrirle una guida preziosa e supporto durante il suo percorso di recupero. Non sottovaluti l'importanza di condividere le sue difficoltà con chi le è vicino, come suo marito e i suoi amici. Apra il dialogo con loro, spieghi la sua situazione e chieda il loro sostegno. Essere circondata da persone che la comprendono e la supportano può fare la differenza.

È fondamentale limitare il suo accesso al gioco d'azzardo. Se gioca online, cerchi di bloccare l'accesso ai siti web di gioco d'azzardo o cerchi l'aiuto di qualcuno di fiducia per monitorare e limitare le sue attività online. Allo stesso tempo, cerchi di trovare nuovi interessi e attività che possano prendere il posto del gioco d'azzardo nella sua vita. Si concentri su hobby e passioni che la rendono felice e soddisfatta, in modo da ridurre il desiderio di giocare d'azzardo.

Ricordi anche di gestire le sue finanze con attenzione. Se la dipendenza dal gioco d'azzardo ha causato problemi finanziari, cerchi di creare un piano per risanare la situazione. Potrebbe cercare l'aiuto di un consulente finanziario per imparare a gestire meglio il suo denaro e prevenire future difficoltà finanziarie.

Affrontare la dipendenza dal gioco d'azzardo richiede tempo, impegno e perseveranza. È un percorso difficile, ma non è sola. Trovi forza nel cercare supporto professionale e personale, mentre lavora verso una vita migliore e più equilibrata. Non si arrenda e sia gentile con sé stessa lungo il cammino.
Spero che la mia risposta le sia stata utile e le abbia fornito le informazioni di cui aveva bisogno. Se desiderasse condividere la sua esperienza e lasciare una recensione sul mio profilo, sarebbe molto apprezzato. Le recensioni positive mi aiutano a migliorare e a fornire supporto a più persone come lei.
Inoltre, se avesse ulteriori domande o desidera approfondire l'argomento in modo più dettagliato, la invito a contattarmi tramite chat privata. Sarà un piacere rispondere alle sue domande e fornirle ulteriori informazioni su ciò di cui ha bisogno.
Grazie ancora per aver condiviso la sua situazione con me, e spero di sentirla presto!
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Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve,
Sembra che lei stia vivendo una situazione difficile legata al gioco d'azzardo, che sta influenzando diversi aspetti della sua vita, come i rapporti con il suo marito e gli amici. È importante tenere presente che il mio ruolo qui è di fornire informazioni di carattere generale e che è consigliabile cercare un supporto professionale specifico per affrontare il problema del gioco d'azzardo.

Il comportamento di gioco d'azzardo problematico può essere associato a una dipendenza, che può avere conseguenze negative sul piano finanziario, emotivo, sociale e relazionale. Se si sente intrappolato in questo ciclo di gioco d'azzardo compulsivo e non riesce a smettere nonostante le conseguenze negative, potrebbe essere utile rivolgersi a un professionista specializzato nel trattamento delle dipendenze o a un consulente finanziario per ricevere supporto personalizzato.

Ecco alcune possibili strategie per affrontare il problema del gioco d'azzardo:

Accettazione: Riconoscere che si ha un problema di gioco d'azzardo è un primo passo importante. Accettare la realtà della situazione e l'impatto negativo che ha sulla sua vita può favorire un cambiamento.
Supporto professionale: Cercare il supporto di un professionista specializzato nel trattamento delle dipendenze può essere fondamentale. Un terapeuta o un consulente esperto in gioco d'azzardo può aiutarla a comprendere le cause sottostanti del comportamento e a sviluppare strategie per il cambiamento.
Supporto sociale: Coinvolgere persone di fiducia, come il suo marito, amici o familiari, può essere di grande aiuto. Comunicare apertamente e cercare il loro sostegno emotivo può facilitare il percorso verso la guarigione.
Blocchi e limitazioni: Imporre blocchi e limiti all'accesso al gioco d'azzardo, come autoesclusioni dai casinò fisici o bloccare l'accesso ai siti di gioco online, può aiutare a ridurre le tentazioni e a creare una barriera fisica tra lei e il comportamento di gioco d'azzardo.
Sostituzione di comportamenti: Sviluppare nuovi interessi e attività che soddisfino i suoi bisogni di gratificazione e divertimento può aiutare a sostituire il comportamento di gioco d'azzardo. Trovare attività alternative che le piacciono e che la coinvolgono può ridurre l'attrazione verso il gioco d'azzardo.
È importante sottolineare che superare una dipendenza dal gioco d'azzardo richiede tempo e impegno. Non abbattersi in caso di eventuali ricadute, ma cercare di imparare da esse e continuare a perseguire il cambiamento positivo. La consulenza professionale può aiutarla a sviluppare una strategia personalizzata per affrontare il problema e supportarla lungo il cammino di guarigione.




Dott.ssa Elena Sinistrero
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile utente, innanzitutto la ringrazio per aver condiviso con noi la sua esperienza. Mi spiace molto per la situazione che descrive e posso immaginare il disagio connesso alla sua situazione. Sicuramente il lavoro che ha già fatto è prezioso e non permetta a nessuno di svalutarlo, si sta impegnando per stare meglio e questo è l'importante.
Nella speranza che questo confronto possa esserle utile, resto a disposizione anche online.
Un caro saluto.
Dott.ssa Elena Sinistrero
Dott.ssa Beatrice Macchi
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Busto Arsizio
Buongiorno, mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo. Risulta necessario intraprendere un percorso di sostegno psicologico.
Dr. Massimo Morgione
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile utente, dalle sue parole risulta evidente che lei necessiterebbe di un aiuto psicologico e psicoterapeutico per quello che sembra essere un problema di dipendenza da gioco. Quello della dipendenza è un problema che prima lo si affronta e meglio è, il percorso può non sempre essere lineare e potranno esserci delle ricadute, ma il consiglio che le do è di chiedere aiuto e non arrendersi alle difficoltà che potrebbe incontrare.

Distinti saluti, dott. Morgione Massimo
Dott.ssa Giulia Burgalassi
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Quando ho letto che si fa schifo ho sobbalzato sulla sedia.. Mi dispiace molto che lei si senta e si veda così..
Le sono vicina col pensiero.

Un saluto,
Dott.ssa Giulia Burgalassi
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Gentilissima utente è chiaro che stai vivendo una situazione molto complessa e dolorosa, e affrontarla può sembrare schiacciante. La prospettiva sistemico-relazionale ci offre un modo di comprendere il tuo problema non solo come una questione individuale, ma anche in relazione alle dinamiche che hai con le persone intorno a te e il contesto in cui vivi.
In primo luogo, il gioco d'azzardo può servire come un modo per affrontare lo stress, la noia o altre emozioni difficili. Potrebbe essere utile riflettere su quali siano le motivazioni sottostanti al tuo comportamento. Cosa cerchi nel gioco? È un modo per evadere da una realtà che ti pesa, per vivere un senso di eccitazione o per provare una certa forma di controllo?
Le relazioni con il tuo marito e i tuoi amici stanno certamente influenzando la tua esperienza. La gestione delle tensioni familiari e delle aspettative sociali gioca un ruolo cruciale nel modo in cui affrontiamo le nostre sfide. È comprensibile che i litigi e la perdita di connessione con chi ti circonda possano aggravare il tuo senso di isolamento e disagio. Ti invitiamo a considerare la possibilità di comunicare apertamente con il tuo marito riguardo a come ti senti e a come il gioco d'azzardo influisce sulla vostra relazione. La comunicazione aperta e onesta può portare a una maggiore comprensione e a un sostegno reciproco.
Inoltre, potrebbe essere utile cercare forme alternative di supporto, come il consiglio di uno specialista in salute mentale, in particolare uno che abbia esperienza con i comportamenti compulsivi. Partecipare a gruppi di supporto, dove puoi condividere la tua esperienza e ascoltare quella degli altri, potrebbe anche offrirti una nuova prospettiva e fornire un senso di appartenenza e comprensione.
Infine, esplorare attività sane e gratificanti che possano sostituire il gioco d'azzardo potrebbe aiutarti a trovare nuovi modi per affrontare le sensazioni di vuoto o insoddisfazione nella vita quotidiana. Anche se può sembrare difficile, costruire relazioni significative e trovare sostegno può fare una grande differenza nel tuo percorso verso il cambiamento.
Prenditi cura di te e ricorda che chiedere aiuto è un passo fondamentale verso la guarigione. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Dott. Cordoba
Dott. Francesco Mangiafico
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Torino
Gentilissima, il mio consiglio è di rivolgersi il prima possibile al SerT che dispone dell'equipe specializzata alla problematica da lei riportata. Il lavoro multidisciplinare è in questi casi l'approccio maggiormente consigliato. Spesso dietro queste forme di ricerca del piacere c'è un sistema psichico "affamato" di bisogni di difficile individuazione, oltre che credenze negative su se stessi che rinforzano questi comportamenti disfunzionali. Le suggerisco caldamente di intraprendere in parallelo un percorso psicoterapeutico per aiutarla a ritrovare la dimensione di tranquillità che sente di aver perso.
In bocca al lupo!
Cordialmente
Dott. Francesco Mangiafico - Psicologo
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, sicuramente qualcosa sta sostenendo la sua attitudine alla ludopatia.
Può scegliere se rivolgersi ai servizi territoriali, piuttosto che recarsi da uno psicoterapeuta per iniziare il percorso.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Francesca Savoia
Psicologo, Psicologo clinico
Asti
Gentile utente, grazie per la fiducia riposta in questa piattaforma ed anche in noi dottori. I suoi comportamenti ci indicano l'esistenza di una dipendenza verso il gioco che sussiste ormai da un anno. Per prima cosa è importante che lei abbia riconosciuto di avere un problema e che abbia fatto un primo passo verso una richiesta di aiuto. Questo ci dice che è pronta e motivata a lavorare sulla situazione e a cercare dentro di lei l'origine di questo comportamento. Le consiglio di intraprendere un percorso di analisi per comprendere che cosa l'abbia portata al gioco e quale evento abbia scatenato la comparsa di questa dipendenza 1 anno fa.
Rimango a disposizione per un colloquio e la valutazione di un eventuale percorso terapeutico.
Saluti,

Dott.ssa Francesca Savoia
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Dott.ssa Gabriella Pringigallo
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Buongiorno, la ludopatia è una dipendenza che può instaurarsi in maniera subdola, all'inizio la persona non ha la reale percezione di quanto può essere rischiosa e invadere la quotidianità e la vita intera. La consapevolezza di essere imprigionati in una dipendenza è il primo passo per prendersi cura del problema. Sul territorio sono presenti Servizi specializzati gestiti dalle ASL e anche Centri e Associazioni private ai quali ci si può rivolgere. Resto a disposizione per ulteriori informazioni, cordialmente dott.ssa Gabriella Pringigallo
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve, da quanto descritto sembra che sta vivendo una situazione di forte disagio legata al gioco d'azzardo, che sta influenzando negativamente non solo il suo stato emotivo ma anche le relazioni personali. Questo comportamento può rientrare in una problematica nota come disturbo da gioco d'azzardo , che spesso si manifesta attraverso un ciclo di ripetizione: il senso di colpa e vergogna che segue il gioco non riesce a fermare il desiderio di giocare di nuovo.
È importante sapere che non è una questione di forza di volontà, ma un problema complesso che coinvolge dinamiche psicologiche e neurologiche. La buona notizia è che ci sono strategie efficaci e percorsi terapeutici per affrontare e superare questa difficoltà.
Rivolgersi a uno specialista , come uno psicologo o uno psicoterapeuta, può fare la differenza. Attraverso un percorso mirato, sarà possibile comprendere le radici di questo comportamento e lavorare su di esse, trovando alternative che le permettono di riprendere il controllo della sua vita.

Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Giulia Napoli
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Baronissi
Salve, comprendo quanto possa essere difficile e doloroso per lei affrontarla. Il fatto che si stia aprendo e riconosca di avere un problema è un passo molto importante verso il cambiamento.
Il comportamento che descrive può diventare una dipendenza e, come tutte le dipendenze, è complesso da gestire da soli. Per questo, le consiglio di rivolgersi a un professionista specializzato in dipendenze comportamentali, che possa aiutarla a comprendere le cause profonde di questo comportamento e a trovare strategie per affrontarlo.
Esistono inoltre gruppi di supporto, come i Giocatori Anonimi, che potrebbero offrirle uno spazio sicuro in cui confrontarsi con persone che stanno vivendo situazioni simili.
Non si colpevolizzi, ma si dia la possibilità di chiedere aiuto: nessuno deve affrontare tutto da solo, e con il giusto supporto può ritrovare il controllo della sua vita. Sono qui se ha bisogno di ulteriori informazioni o chiarimenti.
Dott.ssa Veronica Sarno
Psicologo, Psicologo clinico
Luino
Buonasera, la dipendenza dal gioco è un problema, non serve giudicarsi per questo, ma è opportuno chiedere aiuto ad uno specialista.
Distinti Saluti
Dott.ssa Veronica Sarno
Dott.ssa Cristina Cicarelli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
San Gregorio di Catania
Cara signora, si tratta di dipendenza da gioco d'azzardo e, come tutte le dipendenze va trattata, non puo' uscirne da sola. Le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia.
Dott. Matteo Marchesi
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Torino
Gentile Signora,

mi dispiace molto per la situazione che sta affrontando. Il fatto che riconosca il problema e che ne parli con sincerità dimostra la sua consapevolezza e il desiderio di cambiare, che sono già passi fondamentali.

Le dipendenze, comportamentali e da sostanza, attivano risposte nel cervello connesse con il piacere. La dopamina è il neurotrasmettitore responsabile di questo processo e l'utilizzo di fonti di piacere artificiali crea uno squilibrio nel cervello che è alla base della dipendenza poiché tutte le fonti artificiali causano il rilascio di enormi quantità di dopamina in un brevissimo lasso di tempo. Quello che succede dopo è che il cervello cerca di recuperare l'equilibrio dopaminergico prendendo più difficile la produzione di dopamina legata alle normali attività quotidiane, provocando stati ansiosi e depressivi che possono essere confusi con altre cause e dunque oggetto di errato trattamento clinico.
Ciascuno di noi è particolarmente sensibile a specifici fonti di piacere ( alcol, videogiochi, sostanze stupefacenti, social media, acquisti e chi più ne ha più ne metta, perché l'elenco È lunghissimo.).
Dunque lei ha incontrato probabilmente uno dei suoi talloni d'Achille, non si metta in croce per questo, Ma se ne occupi il prima possibile!
La dipendenza dal gioco d'azzardo è una condizione complessa, ma può essere affrontata con il giusto supporto. Le consiglio di considerare questi passi:

1. Rivolgersi a professionisti, al serd (servizio per le dipendenze) del suo territorio, oppure ad uno psicoterapeuta specialista in dipendenze che potrà aiutarla a comprendere le cause profonde del suo comportamento e a individuare strategie efficaci per superarlo.


2. Cercare supporto in un gruppo dedicato: Organizzazioni come i Giocatori Anonimi offrono un ambiente sicuro e solidale in cui condividere esperienze e ricevere aiuto da chi sta vivendo situazioni simili.


3. Coinvolgere i suoi cari: Anche se può sembrare difficile, essere aperta e onesta con suo marito e con le persone a lei vicine potrebbe aiutarla a ricostruire la fiducia e a ricevere il loro sostegno. Inoltre è molto importante dire la verità per assumersi la responsabilità dei propri comportamenti. Non solo nella fase della colpa, che lei descrive.


4. Limitare l’accesso al gioco: Bloccare i siti di gioco online e ridurre le opportunità di giocare dal vivo sono misure concrete per interrompere il circolo vizioso. Il coinvolgimento dei familiari per molte persone è un aiuto necessario in questo aspetto.

5. Coltivare nuove abitudini: lo squilibrio dopaminergico causato dal gioco d'azzardo (e da tutte le dipendenze, comportamentali e da sostanza) è devastante. Deve mettere in conto che per almeno un mese di completa astinenza il cervello non riuscirà facilmente a trovare attività che la appassionino e la gratifichino. Ci vorrà tempo prima che riesca a sostituire così la tentazione del gioco con alternative positive.

Le auguro di trovare presto la sua soluzione, un caro saluto.
Dott. Riccardo Comisso
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Buonasera gentile paziente. Ho letto in merito alle sue problematiche ed accolgo la sua preoccupazione. Le consiglio innanzitutto di rivolgersi a qualche servizio territoriale specializzato nelle "nuove dipendenze". Se è di Torino, il Ser.D dell'ASLTO3 è un buon punto di riferimento in tal senso. Potranno accogliere le sue preoccupazioni ed in seguito pianificare un percorso che possa esserle d'aiuto nel tentativo di affrontare la sua problematica. Un saluto.
Dott.ssa Simona Olivero
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
buongiono
un buon supporto a rete potrebbe aiutarla prima che la questione degeneri. la dipendenza da gioco d'azzardo va trattata in equipe multidisciplinare con terapeuta e servizio territoriale. Un lavoro anche con i familiari sarebbe indispensabile
Dr. Fabio Lodico
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, sono sinceramente dispiaciuto per la difficoltà che sta attraversando.
Le suggerirei di farsi aiutare da un professionista della salute mentale (psicologo o psicoterapeuta) per quest'ultime, dal momento che credo che difficilmente possano essere affrontate con successo senza un supporto!
Dott.ssa Ivana Cerruti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Gentile utente,
mi dispiace stia vivendo queste sensazioni di disgusto verso se stessa. È importante comprendere che il gioco d'azzardo è una dipendenza ed è una condizione complessa dalla quale è possibile uscire con il supporto adeguato, da soli, senza un buon sostegno, è davvero difficile.
Ha pensato di provare a chiedere aiuto ai servizi pubblici specializzati? Credo che possano essere un riferimento dal quale ricevere aiuto e sostegno per superare la dipendenza.
Cordialmente,
dott.ssa Cerruti
Dott.ssa Ioana Cristina Toma
Psicologo, Psicologo clinico
Settimo Torinese
Buongiorno, mi sembra di comprendere che questa situazione abbia ripercussioni negative sulla sua vita e sulla sua quotidianità. Pertanto valuti lei se la difficoltà riportata è meritevole di un approfondimento per comprenderne le motivazioni e intraprendere un percorso che la supporti ad affrontare tale problematica. Saluti
Dott.ssa Luna Brocco
Psicologo clinico, Neuropsicologo, Psicologo
Carmagnola
Ciao, grazie per aver trovato il coraggio di scrivere queste parole così sincere. È una cosa molto importante, e non è scontato riuscire ad ammettere con tanta onestà quello che stai vivendo. Già questo passo racconta di una parte di te che vuole davvero cambiare.
Quello che descrivi non è “solo” un vizio o una questione di forza di volontà: si tratta di una vera e propria dipendenza da gioco, una dipendenza comportamentale che funziona nel cervello in modo molto simile a quella da sostanze. Il gioco d’azzardo, infatti, attiva alcuni meccanismi neurologici che danno una sensazione temporanea di sollievo, di adrenalina, o di “sospensione” dai pensieri dolorosi, ma poi lasciano spazio a sensi di colpa, vergogna, isolamento e rabbia verso sé stessi.
È importante sapere che non sei sola e che questo tipo di dipendenza si può affrontare, ma serve un supporto adeguato. Esistono percorsi specifici per la dipendenza da gioco (sia individuali che di gruppo) dove si lavora proprio su questo ciclo che descrivi: l’impulso, la ricaduta, il senso di colpa, l’isolamento, e poi di nuovo il bisogno di tornare al gioco per “anestetizzare” quel malessere.
Ti invito a considerare di rivolgerti a un centro per il trattamento delle dipendenze comportamentali o a uno psicoterapeuta che abbia esperienza in questo ambito. Esistono anche numeri verdi gratuiti e servizi pubblici specifici contro il gioco d’azzardo patologico, dove puoi trovare aiuto senza giudizio.
Vorrei dirti una cosa importante: il fatto che tu dica “mi faccio schifo” è proprio una delle trappole della dipendenza, perché più ci si giudica duramente, più si alimenta il bisogno di sollievo (che il gioco illusoriamente sembra offrire). In realtà, il problema non sei tu come persona, ma il meccanismo in cui sei finita, e da cui si può uscire. Non sei sbagliata: stai soffrendo.
Dr. Domenico Pianelli
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Ciao, potresti provare a rivolgerti in asl che solitamente hanno dei gruppi dedicati alle dipendenze (non solo droghe ma anche gioco d'azzardo, fumo etc) in modo da poter usufruire dei feedback e delle esperienze che altre persone hanno avuto in merito.

Puoi verificare se nella tua zona esistono gruppi di auto-mutuo aiuto simili agli alcolisti anonimi dedicati agli scommettitori e al gioco d'azzardo.

Puoi valutare di iniziare un percorso con un professionista.

Se può esserti d'aiuto, tieni presente che in qualche modo i giochi d'azzardo (di cui il bingo è un esempio) vanno a rinforzare il nostro sistema della ricompensa e che sono in qualche modo pensati per mandarlo i cortocircuito.
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera, ci sono dei servizi pubblici territoriali che si occupano di ludopatia, generalmente hanno sede pressi i servizi che affrontano le dipendenze. Se proprio non riesce a trovare una soluzione presso i servizi mi può contattare. Saluti
Buonasera, la ringrazio intanto per la sua non semplice esposizione. Alcuni comportamenti, come il gioco fuori controllo, necessitano di un supporto specifico per guardare insieme ad una professionista cosa la porta ad agire in questo modo, cosa comporta in termini di risposta emotiva e di interazioni con i familiari. Se vuole può visitare il mio profilo, sono su Torino oppure ricevo anche online. Le auguro di non lasciarsi da sola ad affrontare tutto questo. Dott.ssa Francesca Stanca
Dott.ssa Carlotta Mazzon
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buona sera, intanto immagino sia stato difficile aver trovato il coraggio di scrivere questo messaggio e sopratutto aver identificato il problema che la affligge: non è semplice parlare di queste cose, soprattutto quando ci si sente come dice lei, sopraffatti da un meccanismo che si ripete e da cui non si riesce più a uscire.
Quello che descrive non è solo un problema legato al gioco, ma un dolore più profondo che si è fatto spazio nella sua vita e nelle sue relazioni, e che probabilmente ha trovato in quel comportamento una via per esprimersi, anche se ora la fa stare male.
Sarebbe importante poter esplorare insieme cosa sta accadendo, senza colpa né giudizio, per iniziare a comprendere il senso che questa abitudine ha assunto per lei, e come si è intrecciata con aspetti importanti della sua storia, delle sue emozioni, del suo modo di affrontare la sofferenza.
Salve, per per rompere questo ciclo autodistruttivo, le propongo di concentrarsi su tre aspetti fondamentali:

Chiedere aiuto professionale: Il gioco d'azzardo è un problema serio, e chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di coraggio. Potrebbe essere molto utile parlare con uno specialista che possa darle gli strumenti giusti per gestire l'impulso di giocare.

Affrontare il problema in famiglia: Capisco che la situazione abbia messo in crisi la relazione con il marito, ma l'onestà e la sincerità sono l'unica via per uscirne. Parlare apertamente di questa situazione con suo marito potrebbe alleviare il senso di colpa e aiutarvi a ricostruire la fiducia. Potrebbe anche essere utile coinvolgere suo marito nel percorso di terapia.

Ristrutturare la routine quotidiana: Il gioco spesso riempie un vuoto. Trovare alternative che la facciano stare bene e la distraggano da pensieri negativi può essere di grande aiuto. Potrebbe cercare nuove attività da fare con suo marito o i suoi amici, che la facciano sentire felice e gratificata.
Salve,
quello che descrive corrisponde a una dinamica che tende a mantenersi nel tempo attraverso la messa in atto di tentate soluzioni non funzionali: il gioco produce un sollievo momentaneo, seguito da sensi di colpa e conflitti, che a loro volta riattivano il bisogno di giocare. Non si tratta di una mancanza di volontà, ma di un circolo ripetitivo che può progressivamente ridurre la qualità della vita personale e relazionale.

Un percorso psicologico mirato, anche di tipo breve, permette di riconoscere questi meccanismi, interromperli e sostituirli con strategie più efficaci. È un lavoro che richiede metodo e accompagnamento, ma che può restituire alla persona la possibilità di riappropriarsi delle proprie scelte e delle proprie relazioni.

Un saluto cordiale,
dott.ssa Melania Monaco – Psicologa, psicoterapeuta in formazione in terapie brevi
Dott. Mario Edoardo Camanini
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità la sua difficoltà: non è facile ammettere di sentirsi ‘intrappolati’ in un comportamento che fa soffrire sé stessi e chi si ama. Quello che descrive non è una debolezza del carattere ma una vera e propria dipendenza, che come tale può essere affrontata con l’aiuto giusto.
Le consiglio di rivolgersi a uno specialista (psicologo o centro per il trattamento del gioco d’azzardo) per avere un supporto concreto e strategie mirate per interrompere questo circolo. Non è sola e non deve vergognarsi: chiedere aiuto è già il primo passo verso il cambiamento. Se desidera, può contattarmi per un primo confronto in uno spazio riservato
Dott.ssa Eleonora Bernat
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno signora,
da quel che racconta pare si tratti di una dipendenza dal gioco - o qualcosa di molto simile, logicamente bisognerebbe capire con più precisione la situazione che porta per poter definire meglio il tutto.
Le consiglierei di trovare un professionista con la quale si sente a suo agio, per affrontare più in profondità la questione - che, se può rassicurarla, è parecchio diffusa, e per cui ci sono percorsi risolutivi.
Cordialmente,

Eleonora Bernat
Gentile utente, la ringrazio per aver espresso il suo disagio e le sue preoccupazioni. Purtroppo il gioco d'azzardo crea una vera e propria dipendenza, danneggia i rapporti con gli altri e non è semplice da gestire da soli. Il fatto che lei si renda conto di dover cambiare e che desideri farlo è sicuramente la giusta attitudine per intraprendere un percorso di trasformazione e rinnovamento. Chiedere aiuto ad uno/a psicoterapeuta specializzato in ludopatia le consentirà di trovare la strada giusta per lei per venirne fuori. Si ricordi che non è mai troppo tardi per cambiare e divenire ciò che desideriamo essere.
Dr. Stefano Lagona
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Dalle sue parole emerge una grande sofferenza e, allo stesso tempo, la consapevolezza di trovarsi in una situazione che non riesce più a gestire da sola. Il gioco d’azzardo, sia dal vivo che online, può assumere nel tempo le caratteristiche di una vera e propria dipendenza comportamentale, in cui il bisogno di giocare diventa più forte della volontà di smettere, nonostante le conseguenze negative sulla vita personale, affettiva ed economica.

Il senso di colpa, la vergogna e l’isolamento che descrive sono reazioni comuni, ma rischiano di rinforzare il problema se non vengono affrontate con un supporto adeguato. È importante sapere che non si tratta di una “debolezza di carattere”, ma di un disturbo riconosciuto e trattabile con percorsi specifici.

Le suggerisco di rivolgersi quanto prima al Ser.D (Servizio per le Dipendenze) della sua ASL di riferimento: si tratta di un servizio pubblico, gratuito e riservato, che offre sostegno psicologico, consulenza legale e, se necessario, interventi medici per le persone che affrontano problemi di gioco d’azzardo. Lì troverà professionisti esperti (psicologi, medici, assistenti sociali) in grado di aiutarla a costruire un percorso personalizzato di cura e di recupero.

Riconoscere il problema e chiedere aiuto, come sta facendo ora, è il passo più importante verso il cambiamento. Con il supporto adeguato è assolutamente possibile uscirne e ricostruire la fiducia in sé e nei rapporti con gli altri.

Cordiali saluti,
Dott. Stefano Lagona
Dott. Andrea Perottoni
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile paziente,
lei racconta con grande sincerità una sua difficoltà riconoscendola come problematica, e è questo un gran doloroso passo per cominciare a chiedere aiuto.
Non è facile uscire da queste situazioni da soli, motivo per cui esistono dei luoghi con professionisti appositi. In Piemonte esistono sul territorio i SerD (Servizio per le Dipendenze), luoghi del servizio di sanità pubblico che sono spesso ad accesso diretto (solitamente l'accettazione viene effettuata in un momento della settimana) senza necessità di prescrizione medica. Le consiglio di provare a cercare qual è quello preposto alla sua area di residenza, chiamare e chiedere come funziona il primo accesso.
Si ricordi che il riconoscimento della presenza di una difficoltà costituisce un prerequisito fondamentale per l'attivazione di risorse personali e per l'avvio di un processo di cambiamento.
Cordialmente,
Dott. Perottoni
Dott. Armando Masucci
Psicologo, Psicoterapeuta
Avellino
Salve,
la ludopatia è un problema serio, che va affrontato a vari livelli.
Rete familiare quando è presente,
gruppi di auto aiuto
percorso terapeutico psicologico individuale
Eventuale (da valutare caso per caso) terapia farmacologica
Dott.ssa Chiara Avelli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, la sofferenza che descrive è molto forte e va presa seriamente. Da ciò che racconta emerge un quadro compatibile con un problema di gioco d’azzardo che ha ormai assunto caratteristiche di perdita di controllo: il ripetersi del comportamento nonostante le conseguenze negative, le bugie, il senso di colpa intenso, l’isolamento dagli affetti e il passaggio anche al gioco online sono segnali importanti. È fondamentale chiarire che non si tratta di mancanza di forza di volontà né di un difetto personale: il gioco d’azzardo può diventare una vera e propria dipendenza comportamentale, che si autoalimenta attraverso meccanismi di tensione, sollievo momentaneo e successivo crollo emotivo. Il fatto che lei si renda conto della situazione e chieda aiuto è già un passo molto significativo. In questi casi è fortemente indicato rivolgersi a un professionista, come uno psicologo o uno psicoterapeuta esperto in dipendenze, e valutare anche i servizi pubblici per il disturbo da gioco d’azzardo presenti sul territorio (come i SERD), che offrono percorsi specifici e spesso gratuiti. È importante intervenire quanto prima, sia per tutelare il suo benessere psicologico sia per limitare le conseguenze familiari, economiche e relazionali. Non affronti tutto da sola e non si giudichi: chiedere aiuto ora può davvero fare la differenza e permetterle di interrompere questo circolo doloroso e recuperare gradualmente controllo e serenità. Dott.ssa Chiara Avelli
Dott.ssa Mariavittoria Trucco
Psicologo, Psicologo clinico
Alessandria
Quello che descrivi sembra un circolo che si ripete: impulso, gioco, bugie, vergogna e poi di nuovo impulso. Non è una questione di “forza di volontà” soltanto: quando diventa così, merita un aiuto concreto e non da sola. Condividerlo con un professionista può offrirti uno spazio sicuro per accoglierlo e dargli senso, senza restare sola con questo peso.
Dott.ssa MONIA MICHELINI
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Nonantola
Salve, le consiglio di rivolgersi al servizio Dipendenze patologiche della sua città oppure di affidarsi a uno psicologo.
Sarebbe opportuno, anzi, necessario, esplorare cosa c'è dietro a questo suo comportamento, scoprire come mai usa il gioco come modulatore delle sue emozioni e cercare di apprendere altre strategie che sostituiscano questa dipendenza in modo da regolare e gestire le emozioni in un altro modo.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Monia Michelini
Dott.ssa Sara Baraccani
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Cesena
Purtroppo alcuni sistemi come quelli di gioco sono studiati per innescare il suo tipo di risposta nelle persone, se ne diventa dipendenti ed è difficile uscirne da soli (non impossibile) se non si prende coraggio e si contatta un professionista preparato. Il comportamento di gioco va a sostituire tutte le vecchie routine e si arriva a non riuscire a concepire il proprio tempo al di là di quello al bingo. Esistono dei protocolli appositi che includono interventi di psicoeducazione e sostituzione dell'abitudine al gioco con altre più in linea con i suoi valori (uscite con gli amici, con il marito...) oltre ad approfondire in sede individuale eventuali problematiche d'ansia/depressive sottostanti che mantengono la dipendenza dal gioco.
Dott. Giulio Blasilli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, da ciò che descrive emerge una sofferenza importante e un comportamento che ha diverse caratteristiche del gioco problematico: difficoltà a fermarsi, senso di colpa, menzogne, conflitti familiari, isolamento e passaggio anche al gioco online. Più che colpevolizzarsi, è importante considerare che questa è una condizione che merita un aiuto specifico e professionale. In Italia il disturbo da gioco d’azzardo è oggetto di cura nei servizi territoriali dedicati alle dipendenze, come i Ser.D., ed esistono anche percorsi di sostegno per i familiari. Il consiglio è di non aspettare oltre e rivolgersi quanto prima a un servizio per le dipendenze o a un professionista esperto in questo ambito, perché prima si interviene e più è possibile interrompere questo circolo. Se sente di essere molto in difficoltà o teme gesti impulsivi, è importante chiedere aiuto immediato.
Le auguro una buona giornata.

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