Esperienze
Sono una psicologa con una specializzazione nell’ambito del sostegno didattico, psicoeducativo e dei bisogni educativi speciali. Lavoro da anni nel contesto scolastico, sia come docente di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado, sia come psicologa, referente alla salute ed esperta in mentoring.
Sono esperta in Mindfulness e Gestione delle Emozioni (ad orientamento Psicologia Positiva) ed in colloquio di coaching, strumenti efficaci per favorire la consapevolezza, la regolazione emotiva e il benessere personale, soprattutto nei giovani e negli adulti che vivono situazioni di stress, ansia o difficoltà relazionali.
Ho conseguito un Master Universitario di II livello in Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane e un Master in Interventi Sociali, Educativi e di Comunità. Ho maturato esperienze anche nel campo della performance, del benessere organizzativo e della formazione del personale.
Offro colloqui online flessibili o in presenza, riservati e personalizzati, con l’obiettivo di accompagnare le persone in un percorso di crescita, ascolto e consapevolezza. Il primo incontro conoscitivo è gratuito.
Aree di competenza principali:
- Psicologo
- Psicologia cognitiva
- Psicologia del lavoro
- Psicologia scolastica
Principali patologie trattate
- Sindrome da deficit di attenzione e iperattività
- Paura
- Abuso sessuale
- Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)
- Autostima
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Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
45 € - 70 € -
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Colloquio psicologico clinico
55 € -
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Colloquio psicologico di coppia
70 € -
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Parent training
55 € -
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Primo colloquio psicologico
Da 0 € -
Indirizzi (2)
Corso Bagni 9, Acqui Terme 15011
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Pagamento online
Accettato
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Recensioni
15 recensioni
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F
F. T.
Mi sono trovato molto bene con la dottoressa Priola. È una professionista disponibile, attenta e capace di mettere a proprio agio. Durante il percorso mi sono sentito ascoltato e supportato e, grazie al trattamento, ho ottenuto risultati molto positivi. La consiglio.
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Dott.ssa ANTONELLA PRIOLA
Grazie di
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F
Ferdinando
Empatia, professionalità, puntualità, attenzione ai dettagli, caratteri che contraddistinguono la Dottoressa Priola
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Dott.ssa ANTONELLA PRIOLA
Grazie infinite
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S
S I
E stato un bel colloquio, dopo averne parlato stavo meglio
• Dott.ssa Antonella Priola • primo colloquio psicologico •
Dott.ssa ANTONELLA PRIOLA
Grazie mille S., ne sono felice
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V
VP
Una vera professionista, empatica, comprensiva ma anche assertiva. Ogni sua visita arricchisce e fa sentire meglio. Consigliatissima
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Dott.ssa ANTONELLA PRIOLA
Grazie di cuore!
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L
Laura
La Dottoressa Priola e’ una professionista meravigliosa, professionale, empatica e super disponibile!
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Dott.ssa ANTONELLA PRIOLA
Grazie cara Laura. Sono molto felice di lavorare con lei!
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I
I. B.
Persona splendida oltre che professionista preparata. Sa ascoltare con cuore ed empatia, e riesce davvero a farti sentire capita e sostenuta
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Dott.ssa ANTONELLA PRIOLA
Grazie davvero.
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S
S.B
Ho avuto il privilegio di essere seguita dalla Dottoressa Priola Antonella e desidero esprimere la mia più sincera gratitudine. In lei ho trovato non solo una professionista di straordinaria competenza, ma anche una persona capace di ascoltare, comprendere e infondere serenità con una delicatezza rara. La sua unione di rigore scientifico e autentica umanità rende l’esperienza non solo efficace, ma profondamente preziosa. La consiglio di cuore a chiunque cerchi non soltanto un medico preparato, ma una guida capace di trasmettere fiducia, empatia e calore.
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Dott.ssa ANTONELLA PRIOLA
Grazie di cuore
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G
Gobbo Nicola
Ottima psicologa mi ha insegnato vari metodi di meditazione che mi hanno aiutato con la depressione di cui soffrivo molto attenta durante la visita e mi ha fatto riscoprire i piaceri della lettura
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Dott.ssa ANTONELLA PRIOLA
La ringrazio tanto Nicola. Sono felice di esserle stata utile e fiera di lei per il lavoro svolto
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N
Noemi
Dottoressa piena di umanità, sempre pronta a confortare, spiegare ed aiutare durante tutto il percorso. Insieme stiamo facendo davvero un ottimo lavoro
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Dott.ssa ANTONELLA PRIOLA
Grazie Noemi, apprezzo anche io il grande impegno
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L
L. A.
Il percorso con la Dottoressa Priola mi sta tanto aiutando. Ho ritrovato speranza e il mio umore è notevolmente migliorato. Grazie a lei, sto diventando sempre più consapevole di me stesso. La consiglio vivamente a chiunque cerchi un professionista empatico e competente
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Dott.ssa ANTONELLA PRIOLA
Grazie, sono felice di esserle stata utile
Risposte ai pazienti
ha risposto a 17 domande da parte di pazienti di MioDottore
Sto vivendo un problema nella relazione con mio fratello (ho 41 anni, mio fratello 36). Tutto è cambiato quando si è sposato. La moglie viene da una famiglia in cui lei, la sorella e la madre si telefonano quasi tutti i giorni. Noi siamo una famiglia più riservata, ci teniamo aggiornati (non così frequentemente) e ci siamo nei momenti di bisogno. Fin dall'inizio i rapporti con mia cognata non sono stati facili. Avevamo piacere a trascorrere del tempo con loro (senza essere invadenti) ma avevamo l'impressione che lei lo facesse per dovere. Ci sono stati alcuni fraintendimenti per cose stupide, davanti alle quali ci siamo scusati e volevamo chiarirci ma lei ha spesso alzato un muro (dopo uno di questi episodi mi disse che per me lei era solo la compagna del fratello e che il nostro rapporto non era niente di più). Un paio di anni fa, dopo la nascita del figlio, la moglie di mio fratello ha iniziato ad avere una sorta di gastrite per la quale deve seguire un'alimentazione particolare (è una condizione con delle problematiche, ma non è una malattia invalidante). Lo abbiamo scoperto dopo mesi in cui li invitavamo per mangiare insieme ma si presentava solo mio fratello con il bambino (motivo per cui abbiamo chiesto se c'era qualcosa che non andava). Da quel momento la moglie è diventata egoista e vittimista (stesso atteggiamento della madre che, nelle occasioni in cui le nostre due famiglie si incontrano, si lamenta sempre dei suoi problemi) e mio fratello sta avendo lo stesso atteggiamento. Tutto il mondo ruota intorno alle loro vite e ai loro problemi. Credono sia giusto che noi passiamo le nostre giornate a pensare se hanno bisogno di aiuto per qualcosa e ad essere noi a chiederglielo. In più occasioni abbiamo fatto presente che, in caso di necessità, noi ci siamo per loro. A volte dicono di cosa hanno bisogno, a volte dicono di non preoccuparci. Poi ci sono momenti in cui mio fratello salta fuori col discorso che non abbiamo abbastanza considerazione di lui e della sua famiglia e noi rimaniamo basiti.
Vi faccio degli esempi:
1) Hanno traslocato in una casa nuova, si è lamentato che si sono ammazzati di fatica per sistemarla ma che noi non abbiamo chiesto in continuazione se avessero bisogno di aiuto (vista la gastrite della moglie, il lavoro, il bambino, ecc...).
2) Abbiamo fatto qualche giorno di vacanza insieme ai genitori di lei e al nostro nipotino (in due appartamenti diversi, ma confinanti). Testuali parole: si è sentito sprofondare quando un paio di sere i suoceri hanno suonato al nostro appartamento per farci tenere il nipote e non eravamo in casa (questi nonni non ci avevano chiesto, quantomeno al mattino, di organizzarci in merito). Aggiungo anche che avevamo detto loro che, se volevano riposare un po’, ci saremmo occupati volentieri del nipote. Hanno risposto che non avevano bisogno.
3) Abbiamo organizzato una merenda con i nostri zii/cugini. Mia cugina è celiaca, quindi ho detto a mio fratello che dovevamo ordinare qualcosa per lei in una pasticceria attrezzata. Quando il giorno dopo ci siamo suddivisi le cose da cucinare in casa e gli ho chiesto cosa potevo preparare per mia cognata, mi ha rinfacciato che io avessi pensato prima a mia cugina e poi a sua moglie (aggiungendo che la sua gastrite era più grave della celiachia).
Tutto è una lamentela perchè secondo lui non abbiamo abbastanza considerazione verso la sua famiglia. Ma noi abbiamo considerazione verso di loro!
Mia madre ha 70 anni, a 63 ha avuto un tumore al seno e dopo chemio/radio soffre di dolori cronici.
Avendo scelto di non mandare il bambino al nido, lei si prende cura del nipote 2/3 giorni a settimana per non dare tutto l’impegno agli altri nonni. Mio padre ha 75 anni, lavora ancora a tempo pieno nell'ufficio che ora gestisce mio fratello e lo aiuta a livello organizzativo finché saranno pronti ad assumere un nuovo impiegato. Gli altri nonni hanno entrambi meno di 70 anni, sono in pensione da oltre un anno e senza malattie invalidanti.
Avendone le possibilità economiche mio padre lo ha aiutato ad acquistare la casa spaziosa che desiderava estinguendo buona parte del mutuo chiesto dalla banca.
Quando ci sono cambi di programma all'ultimo momento per curare il bambino i miei genitori sono disponibili a riorganizzarsi.
I miei genitori hanno messo a disposizione la loro casa per il loro matrimonio, il battesimo del bambino, le feste comandate.
Ci interessiamo alle loro vite, non tutti i giorni, ma durante la settimana o il mese ci sono occasioni in cui ci vediamo di persona o mandiamo un messaggio per tenerci aggiornati.
Da parte loro non c'è però la stessa attenzione che pretendono da noi. Se non siamo noi a parlare, loro non si fanno domande sulle nostre necessità.
Quando mia mamma era in cura per il tumore, chiedevano come stava ma non se potessero fare qualcosa per lei (ai tempi erano solo fidanzati).
Ho la sindrome IBS da anni e nessuno mi ha mai chiesto come andava la situazione.
Anche i miei genitori hanno fatto trasloco 2 anni fa, ma non si sono offerti disponibili per dar loro una mano.
Per occasioni conviviali la famiglia di lei è sempre nei loro pensieri, noi veniamo calcolati solo se chiediamo.
Non siamo infastiditi perchè mio fratello e famiglia si frequentano di più con i genitori di lei, ognuno è libero di fare le proprie scelte. Ci pesa però il doppio standard che usano nei nostri confronti dove tutto è un dovere verso di loro, come se fossimo al loro servizio.
Nella vita si può sempre migliorare e ci siamo confrontati con mio fratello su questo punto ma quando gli chiediamo di spiegare meglio cosa gli dà fastidio, ci rinfaccia che queste cose dovrebbero essere spontanee e non dovrebbe essere lui a dirci cosa dobbiamo fare. Ma se i nostri gesti spontanei sono quelli che ho descritto in precedenza, non dovrebbe riconoscerne il valore invece di pretendere uno standard? È come se loro volessero vedere solo quello che non facciamo, invece di ciò che compiamo per loro.
Ci sentiamo particolarmente frustrati. Della famiglia della moglie non ci interessa granché (anche perchè fin da subito non si è mai costruito un rapporto). Con la moglie abbiamo iniziato ad avere un comportamento di facciata, solo perchè teniamo al legame con mio fratello/nostro nipote.
C'è qualcosa che possiamo fare o sarà sempre un'eterna rincorsa verso qualcosa che comunque non sarà mai abbastanza?
La ringrazio per aver condiviso una situazione così personale e complessa. Leggendo il suo racconto, emerge chiaramente il grande amore e l'impegno che lei e la sua famiglia avete messo nel sostenere suo fratello e la sua famiglia, anche se spesso venite criticati e non riconosciuti.
Quello che descrive è un classico esempio di dinamiche familiari complesse, spesso amplificate da eventi di vita importanti come il matrimonio e la nascita di un figlio. Non è raro che in queste fasi emergano nuovi equilibri e che le aspettative (spesso non espresse) possano creare malintesi e tensioni.
Ciò che prova non è solo giustificato, ma è anche il segnale che c'è un divario significativo tra ciò che voi date e ciò che loro percepiscono o pretendono di ricevere.
Il suo racconto mette in luce alcuni punti chiave che sarebbe importante esplorare insieme:
Le aspettative non espresse: Suo fratello sembra avere un'idea precisa di "ciò che andrebbe fatto", ma si aspetta che voi lo intuiate. Questa dinamica è un terreno fertile per i conflitti. Le relazioni sane si basano sulla comunicazione aperta, non sulla telepatia.
Il ruolo della cognata: È evidente che la sua presenza e le dinamiche della sua famiglia d'origine stanno influenzando profondamente il comportamento di suo fratello. È possibile che lui si senta diviso tra due mondi e stia cercando di bilanciarli in un modo che, purtroppo, finisce per penalizzare voi.
La "modalità vittimista": La tendenza a lamentarsi e a porre i propri problemi al centro dell'attenzione è un meccanismo che porta a una richiesta continua di attenzioni e aiuti, senza un'adeguata reciprocità. Non è corretto che voi dobbiate sempre essere in uno stato di allerta per le loro necessità, mentre le vostre vengono ignorate.
Il valore dei vostri gesti: Lei ha ragione. I vostri gesti spontanei sono pieni di valore e dimostrano il vostro amore e supporto. È doloroso quando il focus si sposta su ciò che "non avete fatto" invece di riconoscere tutto ciò che avete fatto.
Non si tratta di interrompere i rapporti, ma di trovare un modo per renderli più equilibrati e meno frustranti.
Lavorare insieme potrebbe permetterle di:
Comprendere meglio le radici di questi comportamenti.
Imparare a stabilire dei confini sani che proteggano voi, senza interrompere il legame.
Trovare il modo di comunicare con suo fratello in maniera più efficace, se lo desidera.
Riconoscere il valore del vostro amore e del vostro supporto, indipendentemente dal fatto che venga riconosciuto o meno.
Se crede che questo percorso possa esserle utile, sarò felice di incontrarla per una prima seduta
Sto con il mio attuale fidanzata da 4 anni .. abbiamo l anno prossimo ci sposiamo .. mi è rimasto in testa un idea di lei probabilmente ma che nn mi fa vivere serenamente.. all inizio della nostra frequentazione dove però avevamo già parlato che eravamo ufficialmente insieme .. mi ha mentito.. un pomeriggio che ero al lavoro mi ha detto che era a casa e invece era al bar con degli amici dove c'era anche questa ragazza con cui ci provava prima di me .. ci stavamo frequentando da 2 mesi .,. Quando l ho scoperto stavamo già convivendo ..si è messo a piangere chiedendomi scusa che nn l avrebbe mai più rifatto e credo che quella sia stata l ultima volta che l ha vista perché Poi ha sbloccato il cellulare da ogni pin..in questi anni mi dimostra sempre che ci tiene a me e che mi ama..ma io sono rimasta nella convinzione che una persona non cambi e che se lo sia per sempre .. e nn riesco a vivere serenamente come se fossi sempre in protezione facendomi venire paranoie
Non si tratta di "paranoia", ma di un meccanismo di protezione che la sua mente ha attivato per evitare di essere ferita di nuovo. Il punto centrale non è tanto se lui sia cambiato o meno, ma come lei possa elaborare e superare l'accaduto.
Se vuole davvero superare questa difficoltà prima del matrimonio, che è un passo così importante, potrebbe considerare di parlarne apertamente con lui. Non per rinfacciargli il passato, ma per spiegargli come si senti adesso, nonostante lei lo ami.
Inoltre, riflettere su questo aspetto con un professionista potrebbe aiutarla a capire meglio le sue paure, a gestire l'ansia e costruire un presente ed un futuro sereno. È un percorso che può aiutarla a tornare a fidarsi, non solo di lui, ma anche della sua capacità di discernere e di affrontare le situazioni, permettendole di abbassare le difese. Resto a disposizione per eventuali altre informazioni e chiarimenti
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