Buonasera, ho 47 anni e sono ludopatico. Mi sono deciso a rivolgermi ad uno psicoterapeuta per farmi

21 risposte
Buonasera, ho 47 anni e sono ludopatico. Mi sono deciso a rivolgermi ad uno psicoterapeuta per farmi aiutare. Non ne posso più di questa vita e di far soffrire le persone che mi amano. Non riesco ancora a spiegarmi come ci sono finito così. Ora mi trovo nella fase più dolorosa, quella di confessare alla mia compagna di vita ciò che le ho nascosto per anni. La mia preoccupazione più grande è farla soffrire, mi sento terribilmente in colpa per quello che ho fatto. Come mi devo comportare per confrontarmi con lei ?
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,
prima di tutto desidero riconoscere il coraggio e la consapevolezza che ha dimostrato nel decidere di affrontare la sua dipendenza e cercare aiuto. Non è un passo scontato, e rappresenta già un’importante apertura verso il cambiamento.

Il momento della confessione alla propria compagna è senza dubbio uno dei più difficili. Il senso di colpa, la paura di deluderla o di perdere la relazione sono emozioni forti e dolorose, ma anche umane e comprensibili. È importante ricordare che non si tratta solo di ammettere un problema, ma anche di dimostrare la volontà autentica di affrontarlo.

Nel prepararsi al confronto, può essere utile:

Essere sinceri e responsabili, senza giustificazioni, ma anche senza affondare nell'autocolpevolizzazione. Spiegare che si tratta di una dipendenza, non di una mancanza di amore o di rispetto verso di lei.

Sottolineare l’importanza del suo sostegno, ma chiarendo che il percorso che ha iniziato è personale, e che la responsabilità del cambiamento è sua. Nessuno può guarire al posto suo.

Prepararsi ad ascoltare: è probabile che lei reagisca con dolore, rabbia o confusione. Concederle il tempo e lo spazio per elaborare quanto scoprirà sarà fondamentale.

Offrirsi di coinvolgerla nel percorso, se e quando sarà pronta, ad esempio con colloqui di coppia o momenti condivisi con il terapeuta.

Affrontare una dipendenza come il gioco d’azzardo non è mai un percorso lineare né facile, ma è assolutamente possibile, soprattutto se accompagnati professionalmente. Per questo, sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista, che possa guidarla passo dopo passo in questo cammino di consapevolezza, cura e ricostruzione relazionale.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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Dott. Gianluca Pignatelli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
la ringrazio per aver condiviso un passaggio così importante. Decidere di chiedere aiuto è già un primo passo fondamentale.
In un percorso terapeutico sarà possibile dare spazio e significato a ciò che ha attivato e mantenuto la dipendenza dal gioco: spesso alla base ci sono vissuti profondi, legati al modo in cui cerchiamo di gestire emozioni difficili, vuoti o stati di tensione.
Sarà anche importante affrontare insieme come comunicare tutto questo alla sua compagna: capire quando farlo, come dirlo e con quali parole, cercando di non essere sopraffatti dal senso di colpa, ma restando connessi al desiderio sincero di ricostruire fiducia.
Le faccio il mio più sincero in bocca al lupo per il percorso.
Un saluto,
Dott. Gianluca Pignatelli
Dott.ssa Silvia Ceriani
Psicoterapeuta, Psicologo
Saronno
Buonasera,
intanto il fatto di aver iniziato un percorso di psicoterapia potrà sicuramente sostenerti e accompagnarti anche nel difficile compito di raccontare questo pezzo della tua vita.

Con la maggior semplicità possibile, usando le parole e i modo che più senti familiari. Prenditi tempo e uno spazio.
Dall'altra parte c'è la donna che ti ha amato e che tu hai amato in tutti questi anni.
Non sarà facile accogliere questo racconto, ma saprà, nel tempo, comprendere anche questa parte della tua vita, soprattutto dal momento che ti sei messo sulla strada della richiesta di aiuto.
Dalle spazio, non temere i silenzi o la rabbia o la delusione, ogni emozione è legittima per entrambi, vivetele queste emozioni, nessuno può impedirle o bloccarle.

Pensa anche che da qual momento la vostra storia potrà continuare in maniera più vera, più piena e sincera, tu soprattutto sentirai di essere "libero", senza che quel peso ricada sulla tua compagna: non lo affidi a lei ma al terapeuta con cui stai facendo il percorso, lei potrà vedere la persona, te, con le tue fragilità ma anche con un grande amore verso di lei. Magari lei potrà camminare con te in questo viaggio.

Dott.ssa Silvia
Dott.ssa Elda Valente
Psicologo, Psicologo clinico
Torremaggiore
Salve, le consiglio di rivolgersi alla sua compagnia nella forma più autentica della sua persona. Resto a disposizione per eventuali rimandi. Cordialmente. Dott.ssa Elda Valente
Dr. Vincenzo Cappon
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Castiglione delle Stiviere
Le consegni una lettera che inizia con:"Scusami tesoro, ora ti diró delle cose di me che ti faranno soffrire moltissimo, lo so che mi disprezzerai, ma te le devo dire, poi farai di me quello che vuoi, io ti voglio bene...." e poi scriva ció che finora le ha nascosto.
Dott.ssa Rosalba Aiazzi
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
Cesena
Buonasera ho letto con attenzione e mi rendo conto delle sue difficoltà. Purtroppo le dipendenze e la ludopatia con esse rappresentano la punta di un iceberg di un disagio molto più profondo. Potrebbe essere che Lei abbia attraversato un periodo di crisi profonda mascherato dalla ludopatia. Le suggerisco di parlare in maniera autentica e sincera con la sua compagna. Lo psicoterapeuta o la psicoterapeuta, che ha scelto o che sceglierà, potrà accompagnarla sia per comprendere meglio le ragioni sommerse che l'hanno condotta a sviluppare la dipendenza dal gioco, sia come comunicare al meglio alla sua compagna ciò che ha vissuto e ciò che sta vivendo. L'amore vero sopravvive a tutto anche ai momenti di grande difficoltà. Anche la sua compagna potrebbe beneficiare di un aiuto psicologico perchè spesso la ludopatia è costellata da false credenze e pregiudizi immotivati. Ai non esperti del settore, o a chi non ha vissuto da vicino il problema del gioco, esso non rappresenta un disagio profondo, ma un vizio dal quale "se una persona si impegna" può facilmente uscire. Ma, come Lei mi insegna, così non è. E' molto complesso "curare" una dipendenza da soli, pertanto concordo che la scelta di affidarsi ad uno psicoterapeuta è la scelta più saggia che Lei possa fare. Inoltre, mi permetto di suggerirLe di rivolgersi alla associazione dei giocatori anonimi del suo territorio, che spesso contempla percorsi specifici di gruppo, sia per chi è affetto da ludopatia che incontri per i familiari. Le faccio un grande in bocca al lupo e resto a disposizione per qualsiasi altra informazione avrà necessità di chiedere. Un caro saluto. Dott.ssa Rosalba Aiazzi
Dr. Stefano Golasmici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Gent.mo,
discuta questa domanda con il terapeuta che la segue così che possiate valutare meglio come procedere. SG
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Silvia De Roni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Verona
Buonasera,
ha già fatto un passo importante riconoscendo la difficoltà e decidendo di chiedere aiuto. La sua sofferenza, il senso di colpa e la paura di ferire chi ama sono comprensibili, ma proprio da questa consapevolezza può nascere il cambiamento.

Parlare con la sua compagna sarà un momento delicato, ma necessario. Le suggerisco di prepararsi insieme al suo terapeuta, anche valutando un eventuale confronto di coppia in un contesto protetto. Essere sinceri, ma anche mostrare responsabilità e impegno nel percorso che ha intrapreso, può aiutare a ricostruire fiducia.

Non è solo in questo cammino. Il dolore che sta attraversando può trasformarsi in un’occasione di rinascita.
Un caro saluto.
Dott.ssa Franca Vocaturi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, certamente non è facile ma la sua decisione è saggia. Occorre farsi aiutare, si tratta di una patologia che va curata. Credo possa aiutarla aspettarsi che la sua compagna abbia reazioni forti, avrà bisogno di tempo per capire, per accettare e per metabolizzare. Metterla al corrente di tutto però è un gesto di fiducia da parte sua e di consapevolezza degli errori commessi. Le dia tempo, non abbia fretta. Comunicare che lei si sta occupando di curarsi è importante e positivo. E potrà portare in terapia le ripercussioni emotive che ci saranno per lei. Segua il suo sentire, la sua verità, porti il suo senso di colpa a colei che ama e poi vedrà quello che accade. E' sulla strada giusta. Le auguro il meglio. Dott.ssa Franca Vocaturi
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,

avendo già intrapreso un percorso di psicoterapia, la inviterei a parlare dei suoi dubbi e delle sue perplessità in seduta con il terapista a cui si è affidato, in questo momento figura più indicata ad accogliere ed orientare la sua richiesta.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Claudia Camplone
Psicologo, Psicoterapeuta
Pescara
Gentile utente, lei sta avendo grande coraggio nell’aver scelto di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che l’aiuti , attraverso un percorso mirato, a capire l’origine del suo malessere .
In bocca al lupo
Dott.ssa Alessandra Domigno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno, penso che il passo più grande lo abbia già fatto rivolgendosi ad uno psicoterapeuta che la aiuterà nel suo percorso. Confessare alla sua compagna capisco che può impaurirla per tutto quel che immagina potrà poi scaturirne ma è un passo importante e direi anche necessario. Abbia coraggio e umiltà nel raccontarle il suo problema, accolga anche qualche possibile reazione negativa ma cerchi anche di mostrarle la parte di lei che oggi sta cercando aiuto per uscirne. In bocca al lupo. Dott.ssa Alessandra Domigno
Dott.ssa Nunzia D'Anna
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Complimenti per il coraggio. La sofferenza della sua compagna sarà inevitabile, ma molto probabilmente in parte sa già che c'è qualcosa che non va, almeno così facendo si metterà sul piano del rapporto autentico prendendosi le sue responsabilità. Spesso pensiamo di voler difendere i nostri cari dai nostri errori, ma in realtà stiamo solo proteggendo l'immagine che hanno di noi e che spesso non corrisponde al vero.
Dott. Simone Festa
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Napoli
Buonasera, posto che avrà sicuramente il supporto del suo psicoterapeuta per questo. Ritegno che sia da valutare innanzitutto quanto lei stia difendendo sé stesso. Secondariamente, quando dirà a lei la verità toglierà alla ludopatia un grosso deterrente che fino a quel momento resterà: il fatto che lei non sapesse nulla. La condivisione e quindi mettere al primo posto gli altri, rappresentano un punto decisivo che sancisce la reale intenzione di volerne uscire. Quindi si faccia coraggio e proceda, riconoscendosi sicuro del percorso che ha intrapreso. Cambi sé stessi e cambi stile di vita. Può farcela.

Dott. Simone Festa
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, insieme alla sua psicoterapeuta analizzi gli obiettivi profondi che muovono questa scelta e quali parole usare. Le faccio i miei complimenti per la scelta di cambiare vita e credo che anche la sua compagna non potrà che apprezzarla e aiutarla.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Chiara Campagnano
Psicologo, Psicoterapeuta
Modena
Ti ringrazio per la tua sincerità e il coraggio che stai dimostrando nel voler affrontare questa difficoltà. Confessare una cosa così importante è già un primo passo verso la trasparenza e il cambiamento.

Quando parli con la tua compagna, cerca di essere onesto ma anche gentile, spiegando con calma cosa ti è successo e quanto ti pesa il senso di colpa. Preparati a darle spazio per esprimere le sue emozioni, che possono essere di dolore, rabbia o confusione.

È importante evitare giustificazioni o difese, e piuttosto mostrare la tua volontà di migliorare e di lavorare su te stesso. Riconoscere le tue responsabilità senza pretendere perdono immediato è un segno di rispetto verso di lei e verso la vostra relazione.

Il percorso sarà difficile, ma la chiarezza può essere il primo passo per ricostruire la fiducia, a partire dal tuo impegno nel cercare aiuto.

Un caro saluto
Dott. Febbraro Jacopo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Parma
Io direi che forse la strada per districarsi da questa colpa che sembra incastrarti come sabbie mobili, seppur tortuosa e sofferente, sia e possa essere proprio quella della condivisione con le persone con cui hai un rapporto più significativo. Spesso in queste situazioni è facile sperimentare colpa e vergogna, vissuti emotivi e emozioni che però rischiano di isolare la persona che li vive, aumentandone la sofferenza. Un atto di coraggio in questo senso sarebbe molto in linea con la tua volontà di aiutarti e prenderti cura di te, attraverso questo spazio di psicoterapia di cui parli e scrivendo qui. Forse, per rispondere alla tua domanda, la 'linea guida' da seguire è questa!
Dott.ssa Carla Otilia Sno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Sesto Ulteriano
Affrontare questa conversazione sarà un atto di grande coraggio e di amore verso te stesso e verso la tua compagna. Ricorda che il primo passo verso la guarigione è la sincerità e che ogni piccolo progresso è una conquista. Il tuo impegno a migliorare dimostra che stai costruendo una nuova vita basata sulla trasparenza e sulla fiducia.
Spiega chiaramente la tua situazione, i tuoi sentimenti e il tuo desiderio di migliorare. Evita di minimizzare o giustificare il tuo comportamento.
Riconosci il dolore che le tue azioni potrebbero aver causato, e dimostra di comprendere il suo punto di vista. Assicurala che hai intrapreso il percorso di guarigione e che stai lavorando attivamente con uno psicoterapeuta per affrontare il problema.
La tua compagna potrebbe avere bisogno di tempo per comprendere e accettare la situazione. Rispetta i suoi tempi e ascolta le sue emozioni. Cerca di aprire un dialogo costruttivo, mostrando che sei disposto a costruire insieme una soluzione per il futuro.

Dott.ssa Giulia Monti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Latina
Buongiorno, innanzitutto, voglio riconoscere il coraggio e la forza che dimostri nel fare questo passo. Arrivare al punto di cercare aiuto, riconoscere il problema e voler affrontare le proprie responsabilità è un atto di grande maturità e umanità. La preoccupazione di far soffrire chi amiamo è comprensibile, e il senso di colpa che provi è un segno del fatto che sei ancora profondamente connesso ai tuoi valori e ai tuoi affetti. Prima di parlare con lei, prenditi un momento per raccogliere i tuoi pensieri. Può essere utile scrivere ciò che vuoi dire, anche solo per chiarirti. Non serve avere risposte per tutto, ma prova a entrare nel dialogo con sincerità e consapevolezza. Preparati a dare spazio alla sua rabbia, dolore o smarrimento. Non cercare di controllare ciò che proverà. Il tuo compito in quel momento è ascoltarla e accogliere anche la sua sofferenza, Il perdono, se arriverà, sarà una sua scelta e richiederà tempo. Il tuo obiettivo, ora, non è essere perdonato, ma essere autentico e iniziare il tuo percorso di guarigione. La ludopatia è una dipendenza, e come tale non nasce dal nulla: spesso è una forma di fuga dal dolore, dalla vergogna, dall’ansia, o da un profondo senso di vuoto. Lo affronterai con il tempo, con l’aiuto del terapeuta .
La verità può ferire, ma può anche ricostruire.

Dr. Ivano Ancora
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Buongiorno.
Ammettere di avere un problema è il primo passo verso la sua risoluzione.
Sia sincero specialmente nell'affermare che non sa perché si comporta così.
In effetti il perché emergerà durante il trattamento, nella misura in cui Lei sia disposto alla più profonda accettazione e comprensione della Parte Dipendente dal Gioco.
La saluto cordialmente.

Ivano Ancora

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