Esperienze
La ricerca costante di un sè coeso e integro può davvero essere la chiave della felicità, ma soprattutto può fornire le strategie e gli strumenti utili per far fronte alle problematiche che la vita ci mette davanti. Nel mio percorso di studi e di crescita professionale infatti ho privilegiato un lavoro su me stessa tramite l'analisi ed un percorso terapeutico che ho svolto in prima persona. Ritengo che un percorso psicologico sia fondamentale per ogni persona e attraverso il mio operato cerco di portare i pazienti a rimettersi in contatto con il proprio io a ritrovare una nuova consapevolezza di se stessi, passando attraverso la propria storia personale per comprendere meglio il proprio funzionamento, per acquisire strumenti di elaborazione nuovi che permettano di superare stadi evolutivi irrisolti, modalità di relazione disfunzionali e di raggiungere una buona autostima ed un benessere emotivo e psicologico in tutte le aree della propria vita. Nel mio lavoro affianco il paziente alla scoperta delle tematiche più significative della sua esistenza portando alla luce i motivi principali che hanno originato tali vissuti e cercando insieme di elaborarli. Le tematiche di cui mi occupo sono svariare passando da problemi di autostima, a disturbi di ansia, attacchi di panico, fobie sociali, disturbi alimentari, separazioni, lutto, gestione della rabbia, malattie, problematiche adolescenziali, autolesionismo e burnout.
Seguo regolarmente corsi di formazione e aggiornamento su varie tematiche legate alla mia professione prevalentemente su adulti e adolescenti.
L'orientamento teorico di riferimento nei miei studi e nella metodologia che utilizzo é psicoanalitico.
Al momento la mia attività si svolge in studio ed in via telematica/online in un contesto contesto protetto e riservato, rispettando la Privacy ed il segreto professionale.
Approccio terapeutico
Principali patologie trattate
- Autostima
- Disturbo d'ansia generalizzato
- Lutto
- Sindrome da burnout
- Disturbi alimentari
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
70 € -
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Studio clinico
Da 70 € -
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Primo colloquio individuale
70 € -
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Primo colloquio psicologico
Da 70 € -
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Supporto psicologico
Da 70 € -
Indirizzi (2)
Ricciardi 1, Asti 14100
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Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Pagamento dopo la consulenza
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Recensioni
17 recensioni
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A
Andrea
Professionista molto preparata, empatica e con senso pratico. Assolutamente consigliata
• Studio online della dottoressa Francesca Savoia • supporto psicologico •
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P
Paziente
La Dott.ssa Savoia dispone di ottime competenze professionali ma anche di grandi qualità umane, in particolare mi hanno colpito la sua attenzione e il suo intuito. Grazie al percorso intrapreso con lei, il mio grado di consapevolezza sta aumentando e sto imparando a gestire in maniera più funzionale ed efficace numerosi aspetti della mia vita.
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Dott.ssa Francesca Savoia
La ringrazio molto per ciò che ha scritto e per il feedback che mi ha dato sul lavoro che stiamo svolgendo. La ricerca della consapevolezza e la conoscenza di se stessi sono la chiave per la risoluzione di molti problemi ed anche la base per scoprire nuove risorse e nuovi obiettivi. Questo percorso mira proprio a renderla protagonista del suo percorso e a darle gli strumenti per sentirsi padrone delle proprie scelte e motivato a raggiungerle.
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A
Alessandro
Professionale, disponibile, empatica, comprensiva.
Mi sono trovato subito a mio agio e libero di condividere. Sa ascoltare, comprendere e accompagnarti nel percorso di riscoperta di te stesso. Consigliatissima!
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Dott.ssa Francesca Savoia
Grazie Alessandro,
Abbiamo intrapreso un percorso che sta portando grandi risultati e nuove consapevolezze, inseguendo una ritrovata fiducia nel proprio io alla ricerca di nuovi traguardi.
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S
Silvia
La dottoressa sa ascoltare e consigliarti al meglio senza mai giudicare
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Dott.ssa Francesca Savoia
La ringrazio molto per le sue parole e per la fiducia in questo percorso che stiamo affrontando insieme.
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D
Davide
La Dottoressa Savoia é molto Brava, la consiglio vivamente.
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E
Enrica
Ottimo professionista, spiegazioni dettagliate e molto dolce.Super consigliata!
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I
I. P.
Fin da subito mi sono sentita a mio agio, la dottoressa cordiale disponibile e molto attenta, purtroppo quando ci si sente bene e a proprio agio il tempo termina in fretta. La mia valutazione è ottima.
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F
FM
La dottoressa Savoia in poche sedute è riuscita con chiarezza ad arrivare al punto e ad aiutarmi ,con grande empatia e obiettività .
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H
Hasna
Preparazione e professionalità. Empatia e sensibilità.
Sto affrontando un percorso psicologico che mi ha permesso di aprirmi e sentirmi compresa come mai prima ad ora.• Consulenza Online Dott.ssa Francesca Savoia • consulenza online •
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V
V.T
Sto seguendo un percorso con la dottoressa Savoia per quanto riguarda un personale trauma emotivo famigliare. È stata da subito in grado di farmi sentire a mio agio e tramite i colloqui online e ho trovato fantastico il modus operandi, arriva subito alla questione e te le fa comprendere autonomamente.
La dottoressa è molto professionale, competente ed è sempre chiara, ti fa comprendere tematiche complesse in maniera lineare e semplice.
Vorrei anche far presente che più volte ho dovuto spostare gli appuntamenti per lavoro e la dottoressa Savoia è sempre stata gentilissima e disponibile.
La ringrazio molto per il suo operato eccellente e la consiglio vivamente a tutti coloro che dovessero necessitare di un professionista.• Studio online della dottoressa Francesca Savoia • supporto psicologico •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 33 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera, il mio nome è Andrea e ho 44 anni. Ho avuto una frequentazione con una ragazza lesbica di 35 anni (eccetto esperienze in adolescenza poi ha vuto solo donne) , nel senso che il suo linguaggio del corpo era talmente evidente anche al resto della compagnia, quando è entrata nel gruppo avevamo entrambi l'uno gli occhi per l'altro ma in smaliziata amicizia, per almeno un paio di anni il rapporto è evoluto lentamente fino a che lei ha iniziato a fantasticare sul "noi" per ogni cosa io dicessi o facessi, come per valutare quanto fosse possibile tale eventualità. Era sempre lei a prendere l'iniziativa per trascorrere del tempo assieme. Aveva occhi da innamorata (forse anche io magari), veramente felice, se le dicevo che sembravamo come quella coppietta sulla panchina lei non negava ma non confermava, sorrideva contenta, un giorno usciamo a cena sempre per sua iniziativa e ha avuto persino un gesto di gelosia nel cascarmi l'occhio su un'altra donna, ho pensato che allora veramente aveva interesse. Torniamo in macchina e nel salutarla amichevolmente la invito da me per un caffè, mi rimanda a un'altra occasione molto tranquillamente aggiungendo di preferire continuare a coltivare il rapporto e invitandomi a starle maggiormente vicino quando eravamo in gruppo. Le volte successive in gruppo mi avvicinavo, mi rispondeva ma era assente mentalmente, persa, come fosse depressa. È andata avanti un paio di settimane fino a che ho deciso di fare un passo indietro, nelle rare volte che ci vedevamo in gruppo tendeva sempre a sottolineare che non mi vedeva in quel modo pure se si parlava di calcio e anche se io non glielo avessi mai chiesto, nello sparire per non metterle pressione mi chiedeva spesso dove stessi. Abbiamo avuto un chiarimento abbastanza concitato facendole capire che non può dirmi di avvicinarmi e di coltivare il rappor (e me lo ha confermato, almeno quello...) per poi prendere le distanze anche se solo verbalmente, rifiutando dei regali che aveva sempre accettato, inviti a un caffe che avevamo sempre preso senza problemi, addirittura se accettava non voleva che glielo pagassi più io. E quando mi sono fatto da parte perché ho capito che stava elaborando (male) l'accaduto, lei ha iniziato a cercarmi con affanno, non era più lei. Ho ripreso la situazione in mano e sono rientrato nel rapporto sebbene più come spettatore e capire cosa le stesse succedendo. Trascorsi un paio di mesi veramente affannosi dal punto di vista emotivo per entrambi , lei mi fa capire di vivere un disagio interiore un caos interno mai provato prima (che per me era la conferma che provava qualcosa) non sapevo più come approcciarvi, del resto uscivamo col gruppo e anche qualcuno ha iniziato a chiedere come mai stessimo sempre lontani visto che eravamo sempre tazza e cucchiaio non solo per scelta mia. Fino a qualche mese fa, ci parliamo serenamente e la invito a esternare un po' di più le sue emozioni così da trovare un equilibrio e mi conferma che la sua psicologale chiede lo stesso, provo la carta delle scuse random per alleggerirla e vedere di sbloccarla psicologicamente, non per l'ultima serata e il mio invito a salire ma per altra situazione in cui molti mesi prima le feci notare come nonostante fosse sempre appiccicata a me non si chiedesse il motivo come invece avevo fatto io. Dal giorno dopo la ragazza è cambiata, ha iniziato a ricercarmi molto tranquillamente, se parlo con altre si fionda da me, se prendo il caffè me la ritrovo alle mie spalle per fare lo stesso, se mi apporto per una sigaretta me la ritrovo accanto per parlare. Risultato ottenuto per fortuna (ovvero armonia), MA.. quando capita deve sempre inserire l'argomento che a lei piacciono le donne, come per rimarcarlo (se lo rimarca senza che nessuno ti crei più stati di ansia, a parer mio significa che vuoi solo celare qualcosa), alternandolo comunque a qualche frase ambigua per stuzzircarmi. Ormai le ho pensate tutte, narcisista? Civetta? Non ha mai avuto un uomo che la corteggiasse seriamente, magari è andata in visibilio per poi fare ritirata una volta messa con le spalle al muro involontariamente? Magari voleva solo avere la certezza del mio interesse per alimentare il suo ego o capire di poter realmente interessare anche ai maschi? Ma se così fosse perché è andata in down emotivo? Adesso io mi sono sganciato emotivamente, praticato mindfulness, mare sole musica, sto molto meglio e oggettivamente pure se ha momenti ei appannamento non mi fa più lo stesso effetto, per il momento abbiamo un rapporto non sdolcinato come gli anni precedenti ma almeno ci trattiamo con maggiore equilibrio e continuità. Eccetto che ogni tre per due deve continuare a rimarcare che le piacciono le donne. Ma se non ti chiedo niente, anzi ho fatto io il passo indietro, che motivo hai di continuare a rimarcare? È possibile che dopo questa fase riesca a leggere meglio l'emotività del suo bambino interiore avuto versi di me e riuscire a completarsi? Oppure il volerlo soffocare, evitandolo, significa che ormai sarà per sempre così? Perché lo chiedo? Per capire se adesso che è tornata a riaffacciarsi a me e ogni tanto lancia qualche provocazione, se darle retta oppure metaforicamente mandarla a quel paese fregandomene altamente. A me di lei piace la sua anima, emotivamente è molto indietro, caratterialmente troppo sigillata.
Buongiorno Andrea,
Da quel che racconta si evince una storia complessa dove è difficile giudicare quale tipo di affetto ed emotività abbia preso il sopravvento in questa relazione. Lei Andrea si è esposto in modo molto onesto e immagino sia stato molto frustrante non riuscire a comprendere i segnali contraddittori mandati da lei. La domanda che deve porsi è come si è sentito e cosa le ha lasciato questa frequentazione. Il suo corteggiamento non è passato inosservato e almeno in parte la ragazza ha dato segni di gradire i suoi inviti e il tempo passato con lei, tuttavia rimane il dubbio che non fosse coinvolta abbastanza da entrare in intimità e approfondire la conoscenza. Ad oggi Il suo rimarcare continuamente che le piacciono le donne diventa sempre più sgradevole ed impedisce di costruire un'amicizia creando un muro di pregiudizio nei suoi confronti. Questo rimarcare inizia a darle fastidio perché la pone eternamente in una posizione di distanza nella quale è impensabile immaginare che questa ragazza voglia davvero conoscerla anche come amico.
Saluti
Buonasera. Ho 39 anni, due figli da un matrimonio concluso. Tre anni fa conosco il mio attuale compagno con il quale convivo. La nostra storia è stata piena di “scossoni”. Diciamo che più volte lui ha avuto a che fare con la ex, scrivendole in maniera troppo intima per essere una ex o andandola a trovare di nascosto. Si è sempre giustificato dicendomi che lui non mi aveva mai tradito e che se aveva commesso quegli errori era perché lei giocava psicologicamente su di lui con ricatti legati a suo figlio. Comunque ho perdonato, ho cercato di ripristinare la fiducia in lui e l’autostima in me.
Da 5/6 mesi ad oggi, il mio crollo. Un lavoro che da tre anni non arriva, un’occupazione momentanea accettata nonostante mi tenesse fuori tutto il giorno per 3.75€ l’ora in nero. I figli che crescono e che sono difficili da gestire, ancor di più se da sola. Un anticoncezionale che mi ha mandato in depressione ancor di più in un periodo già nero. Il mio sentirmi vuota, senza uno scopo, non autonoma, non realizzata. Il mio alzarmi la mattina con un macigno dentro e andare a dormire con lo stesso macigno. Il mio stress probabilmente mi ha fatto avere meno attenzioni verso il mio compagno, un po’ meno cura. La mia ansia mi ha portato a tenermi tutto dentro e non parlarne con lui perché mi sentivo stupida e non volevo dargli ulteriori problemi. Una vacanza a casa dei suoi genitori, dove io mi sono sentita a disagio, non perché fossi trattata male ma perché io non trovo più il mio posto. Perchè ho paura di non piacere. Perchè mi assento pensando ad un futuro che vedo nero. Il suo disappunto alla parola “disagio”, come se avessi oltraggiato la sua famiglia.
Da quel giorno non è più tornato a casa, dicendomi che io non ho mai accettato il suo aiuto, che lui ora è insicuro, perché non vuole un rapporto così.
Io invece mi sento sola e abbandonata. Il suo supporto per me era una semplice presenza, una carezza un abbraccio.
E non capisco come un compagno possa andare via, comprendo di aver sbagliato a non aprirmi, ma di sicuro non è stato fatto apposta, ma solo perché ognuno ha il proprio carattere, i propri tempi. E se ho avuto delle mancanze era perché ero stanca dalla giornata lavorativa e umiliata dalla paga. Perché ero sopraffatta come donna.
Non so cosa pensare.
Buongiorno,
La ringrazio per aver condiviso la sua storia e spero di poterla aiutare a comprendere meglio ciò che è accaduto. Da ciò che racconta immagino che lei abbia attraversato un momento molto difficile che l'ha portata ad un crollo emotivo di tipo depressivo. Probabilmente questo abbassamento dell'umore è iniziato già molto tempo prima ed è possibile che esistesse già dalla fine del suo matrimonio. I dubbi e gli scossoni con il suo compagno, insieme alle difficoltà economiche'hanno indotta q chiudersi e a provare vergogna, impedendole di trovare nel compagno un alleato e un confidente in grado di aiutarla a superare questi pensieri. L'incomprensione tra lei e il suo partner hanno reso impossibile per il suo compagno riconoscere il suo malessere generando in lui forti dubbi su questa unione. La distanza e la chiusura, insieme al disagio e alla paura di dire come stava l'hanno portata ad allontanare anche lui che probabilmente si è sentito respinto (confermato dalle parole che lei ha detto sulla sua famiglia e che lui ha inteso in modo errato). Credo che parlarne potrebbe aiutarla a riavvicinarsi con il suo compagno, ma le suggerisco anche un percorso psicologico al fine di conoscersi meglio e ritrovare nuove strategie per i momenti difficili della sua vita.
Un saluto
Dott.ssa Francesca Savoia
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