Buonasera ho mio figlio di 22 anni che gioca da tre anni ha iniziato con una schedina ogni tanto ..m
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Buonasera ho mio figlio di 22 anni che gioca da tre anni ha iniziato con una schedina ogni tanto ..ma ora e diventato che gioca tutto quello che ha in tasca ..la cosa che mi preoccupa che dice non lo faccio più e ricade dinuovo ...stasera piangendo disperato non riesce più a dormire mi ha chiesto aiuto perché non riesce ad uscire da solo ...cosa posso fare per aiutarlo ??
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
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Buongiorno, quello che sta vivendo suo figlio è una situazione molto complessa e dolorosa, sia per lui che per lei come genitore. È importante, però, sapere che il fatto che lui abbia riconosciuto di avere un problema e le abbia chiesto aiuto è un segnale molto positivo. Quando una persona coinvolta nel gioco d’azzardo arriva al punto di ammettere di non riuscire a controllarsi e di voler uscire da questa spirale, significa che c’è già una presa di coscienza, il primo passo fondamentale per il cambiamento. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, il gioco d’azzardo patologico è spesso mantenuto da un ciclo disfunzionale in cui si alternano vincite occasionali e perdite sempre più ingenti, alimentando l’illusione di poter recuperare il denaro perso. Ogni volta che suo figlio gioca, anche quando perde, il cervello riceve una scarica di dopamina, il neurotrasmettitore legato al piacere e alla gratificazione, creando una sorta di dipendenza che rende sempre più difficile smettere. Questo spiega perché, nonostante le promesse di fermarsi, il bisogno di giocare ritorna con forza, specialmente nei momenti di stress, ansia o frustrazione. Ora che ha chiesto aiuto, è importante offrirgli un supporto concreto, senza giudicarlo ma aiutandolo a prendere consapevolezza dei meccanismi che lo spingono a giocare. Potrebbe essere utile iniziare con un professionista specializzato nel trattamento della dipendenza da gioco, come uno psicologo o un centro per la ludopatia. Esistono servizi gratuiti offerti dalle ASL e dai SERD (Servizi per le Dipendenze), che potrebbero aiutarlo con percorsi terapeutici mirati. Nel frattempo, può essergli d’aiuto nel prendere misure pratiche per limitare l’accesso al denaro, come il monitoraggio delle spese o l’uso di strumenti bancari che impediscano pagamenti verso siti di scommesse. È fondamentale anche aiutarlo a individuare alternative al gioco che possano dargli gratificazione senza metterlo in difficoltà economica, come lo sport, attività sociali o hobby che lo tengano impegnato. Dal punto di vista emotivo, suo figlio sta probabilmente vivendo un senso di colpa molto forte, che alimenta la disperazione e il bisogno di rifugiarsi nuovamente nel gioco per sfuggire alla sofferenza. Aiutarlo a comprendere che la ricaduta fa parte del percorso di guarigione può essere importante per ridurre l’autocritica e rafforzare la motivazione al cambiamento. In questi momenti, avere accanto una figura di supporto come lei può fare la differenza, ma non deve sentirsi sola in questo percorso: ci sono risorse, gruppi di supporto e specialisti pronti ad aiutarvi. È un cammino difficile, ma non impossibile. Con il giusto supporto e una strategia mirata, suo figlio può ritrovare il controllo sulla sua vita e uscire da questa dipendenza. L’importante è muovere i primi passi, insieme, con pazienza e determinazione. Cari saluti. Dott. Andrea Boggero
cara utente, la dipendenza da gioco d'azzardo è un problema che impatta dolorosamente sia il diretto interessato che la sua famiglia.
Lei ci racconta anche che suo figlio sembri essersi reso consapevole di avere bisogno di aiuto e questa è una cosa molto importante per poter iniziare a pensare ad un aiuto; se non fosse così, come in molti casi, l'indisponibilità del paziente a riconoscere il problema rende difficile la cura.
Le consiglierei di sostenere suo figlio nella ricerca di aiuto specialistico, proponendogli delle ipotesi e accompagnandolo (emotivamente e se lo richiede lui anche concretamente) a contattare tali servizi:
- Esistono sul territorio dei presidi ASL chiamati SerD. (servizi per le dipendenze) che in alcune Regioni hanno anche dei programmi pubblici di supporto e cura delle dipendenze da gioco d'azzardo. Cerchi se nella sua zona (che non ha dettagliato) ne esistono
- ci sono molti psicoterapeuti esperti nel lavoro con le dipendenze. Può cercare un professionista privato per un primo colloquio con suo figlio.
Un caro saluto
Lei ci racconta anche che suo figlio sembri essersi reso consapevole di avere bisogno di aiuto e questa è una cosa molto importante per poter iniziare a pensare ad un aiuto; se non fosse così, come in molti casi, l'indisponibilità del paziente a riconoscere il problema rende difficile la cura.
Le consiglierei di sostenere suo figlio nella ricerca di aiuto specialistico, proponendogli delle ipotesi e accompagnandolo (emotivamente e se lo richiede lui anche concretamente) a contattare tali servizi:
- Esistono sul territorio dei presidi ASL chiamati SerD. (servizi per le dipendenze) che in alcune Regioni hanno anche dei programmi pubblici di supporto e cura delle dipendenze da gioco d'azzardo. Cerchi se nella sua zona (che non ha dettagliato) ne esistono
- ci sono molti psicoterapeuti esperti nel lavoro con le dipendenze. Può cercare un professionista privato per un primo colloquio con suo figlio.
Un caro saluto
Gentile utente, Poiché suo figlio ha conseguito la maggiore età, in termini legali è in grado di intendere e di volere nonostante la sua difficoltà che sembrerebbe trattarsi di Gambling Addiction ovvero dipendenza da gioco d'azzardo anche detta volgarmente Ludopatia. Comprendo il suo dispiacere e la sua apprensione, però a meno che suo figlio non sia disposto a sottoporsi ad un percorso terapeutico adatto con un professionista mirato che si occupi di tali problematiche non vi è altra soluzione, a patto che egli non si rivolga al SERT del proprio comune ovvero servizio per le dipendenze. L'unica cosa che può fare in qualità di genitore è nel caso in cui dovesse notare che suo figlio assume comportamenti pericolosi per se stesso o per gli altri quali comportamenti auto-mutilanti, minacce, comportamenti violenti, nel caso in cui tale condizione lo spingesse a commettere atti anti-sociali come ad esempio piccoli furti anche in casa, allora a quel punto in qualità di genitore potrebbe rivolgersi al curante o ad uno psichiatra del CSM per indire un TSO. Se non sono presenti comportamenti come quelli indicati, dovrà necessariamente essere il soggetto a sottoporsi volontariamente ad un trattamento di riabilitazione e l'unica arma in suo potere è il dialogo con la finalità di farlo riflettere e aiutarlo a prendere una scelta in modo "consapevole". Nella speranza di esserle stato d'aiuto le porgo buona fortuna a lei e al ragazzo. Cordialità Dott. M.M.
Salve
ci sono centri specializzati per le dipendenze, magari attraverso il medico di base. Altrimenti può rivolgersi ad un privato, ma resta una scelta di suo figlio. Le consiglio di proporgli delle possibilità e lasciar decidere lui così da intraprendere un percorso più consapevole.
Un abbraccio
Dott.ssa Sabrina Rodogno
ci sono centri specializzati per le dipendenze, magari attraverso il medico di base. Altrimenti può rivolgersi ad un privato, ma resta una scelta di suo figlio. Le consiglio di proporgli delle possibilità e lasciar decidere lui così da intraprendere un percorso più consapevole.
Un abbraccio
Dott.ssa Sabrina Rodogno
Buonasera, essendo un tema molto delicato proverei a cercare nella sua zona dei centri specializzati in dipendenze. Se non trattato purtroppo rischia che peggiori e che non si riesca più a tornare indietro.
Buona giornata,
Dott.ssa Casumaro Giada
Buona giornata,
Dott.ssa Casumaro Giada
Buonasera,
Sembra che suo figlio stia attraversando un momento molto difficile e doloroso. È interessante come, spesso, il ciclo di dipendenza da giochi d'azzardo possa prendere piede quando ci si sente intrappolati in una spirale che sembra difficile da fermare. Come potrebbe aiutarlo a vedere che il primo passo, il suo chiedere aiuto, è già un segnale importante di cambiamento? In che modo potrebbe essere utile accompagnarlo con pazienza e supporto, magari cercando insieme una strategia per affrontare il problema, senza giudizio ma con la consapevolezza che c'è sempre una via d'uscita?
Se sentisse il bisogno di approfondire e affrontare questa situazione con maggiore chiarezza, sono disponibile per un incontro.
Un caro saluto,
Dr. De Giorgi Giorgio
Sembra che suo figlio stia attraversando un momento molto difficile e doloroso. È interessante come, spesso, il ciclo di dipendenza da giochi d'azzardo possa prendere piede quando ci si sente intrappolati in una spirale che sembra difficile da fermare. Come potrebbe aiutarlo a vedere che il primo passo, il suo chiedere aiuto, è già un segnale importante di cambiamento? In che modo potrebbe essere utile accompagnarlo con pazienza e supporto, magari cercando insieme una strategia per affrontare il problema, senza giudizio ma con la consapevolezza che c'è sempre una via d'uscita?
Se sentisse il bisogno di approfondire e affrontare questa situazione con maggiore chiarezza, sono disponibile per un incontro.
Un caro saluto,
Dr. De Giorgi Giorgio
Buongiorno, il mio consiglio è rivolgersi a uno/a specialista esperto in dipendenze da gioco, lei potrà supportarlo emotivamente e stargli vicino ma credo sia necessario il lavoro con un terapeuta.
Gentile utente, comprendo la preoccupazione che da madre può nascere nel vedere il figlio "bloccato" in una situazione che non riesce a gestire.
La richiesta d'aiuto che le ha rivolto suo figlio è un buon primo punto di partenza, perchè senza motivazione al trattamento difficilmente si riescono ad ottenere dei risultati.
Consiglio fortemente un percorso psicoterapeutico con terapeuta specializzato nelle dipendenze.
Spero di essere stata d'aiuto, dott.ssa Ilaria Bresolin.
La richiesta d'aiuto che le ha rivolto suo figlio è un buon primo punto di partenza, perchè senza motivazione al trattamento difficilmente si riescono ad ottenere dei risultati.
Consiglio fortemente un percorso psicoterapeutico con terapeuta specializzato nelle dipendenze.
Spero di essere stata d'aiuto, dott.ssa Ilaria Bresolin.
Grazie per aver condiviso la sua situazione. Il fatto che suo figlio sia ora consapevole e abbia chiesto aiuto è un primo passo fondamentale. Può offrirgli supporto emotivo senza giudizio, facendogli sapere che non è solo in questa lotta. Chiedere poi un aiuto a un professionista specializzato in dipendenze o un terapeuta che possa accompagnarlo in un percorso di trattamento. A livello pratico, può essere utile anche il coinvolgimento in gruppi di supporto, dove può confrontarsi con altre persone che vivono la stessa esperienza.
Vi auguro il meglio, un caro saluto!
Vi auguro il meglio, un caro saluto!
Buongiorno, posso immaginare quanta sofferenza stiate vivendo. Le posso consigliare di riflettere sulla possibilità di un precorso terapeutico che lo possa aiutare ad affrontare la dipendenza. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è il principale tra gli approcci utilizzati per il trattamento del Gioco d'azzardo patologico. Rimango a disposizione online per altre informazioni, un caro saluto. Dott.ssa Mini
Buonasera,
da quanto descrive, suo figlio sta vivendo una situazione di grande difficoltà legata al gioco d'azzardo, che negli anni sembra essere diventato un problema serio e fuori dal suo controllo. Il fatto che lui stesso ha chiesto aiuto è un segnale molto importante, perché indica la consapevolezza del problema e la volontà di uscirne, anche se da solo non riesce a farlo.
Il gioco d'azzardo patologico è una dipendenza comportamentale che può avere conseguenze emotive, economiche e relazionali significative. Il primo passo è offrirgli supporto senza giudizio, incoraggiandolo a parlare apertamente delle sue difficoltà. È fondamentale evitare di sostenerlo economicamente nel gioco, ma allo stesso tempo fargli sentire la sua vicinanza.
Un aiuto professionale può fare la differenza: uno psicologo o uno psicoterapeuta specializzato nelle dipendenze può accompagnarlo in un percorso mirato per comprendere le radici del problema e sviluppare strategie efficaci per superarlo. Esistono anche gruppi di supporto specifici per chi soffre di ludopatia, che possono essere un valido aiuto nel percorso di guarigione.
Sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi a uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
da quanto descrive, suo figlio sta vivendo una situazione di grande difficoltà legata al gioco d'azzardo, che negli anni sembra essere diventato un problema serio e fuori dal suo controllo. Il fatto che lui stesso ha chiesto aiuto è un segnale molto importante, perché indica la consapevolezza del problema e la volontà di uscirne, anche se da solo non riesce a farlo.
Il gioco d'azzardo patologico è una dipendenza comportamentale che può avere conseguenze emotive, economiche e relazionali significative. Il primo passo è offrirgli supporto senza giudizio, incoraggiandolo a parlare apertamente delle sue difficoltà. È fondamentale evitare di sostenerlo economicamente nel gioco, ma allo stesso tempo fargli sentire la sua vicinanza.
Un aiuto professionale può fare la differenza: uno psicologo o uno psicoterapeuta specializzato nelle dipendenze può accompagnarlo in un percorso mirato per comprendere le radici del problema e sviluppare strategie efficaci per superarlo. Esistono anche gruppi di supporto specifici per chi soffre di ludopatia, che possono essere un valido aiuto nel percorso di guarigione.
Sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi a uno specialista.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera, credo che la cosa migliore che può fare in questo momento è aiutarlo a scegliere un professionista psicoterapeuta che lo possa aiutare. Soprattutto se è consapevole di star soffrendo e da ciò che scrive mi sembra di capire che sia così, soprattutto avendo esplicitamente richiesto aiuto esterno. Probabilmente si rende conto che non è in grado di uscirne e smettere da solo, e questo è positivo. Credo che affidarsi a qualcuno di competente che lo supporti possa far sentire sia lui che voi genitori più leggeri rispetto ad un carico difficilmente sostenibile da soli. Può ricercare un professionista tramite questa piattaforma o qualcuno di vostra conoscenza che ha sua volta ha avuto una buona esperienza di un professionista terapeuta. Intanto, potresti iniziare da qui. In bocca al lupo, mi rendo disponibile per qualsiasi chiarimento. Dott.ssa Sara Vento
Buonasera, è molto positivo il fatto che abbia chiesto aiuto riconoscendo così il problema del non riuscire a trattenere l'impulso di giocare. Consiglierei di suggerire l'inizio di un percorso psicoterapeutico volto a ricercare le fragilità che si celano dietro il sintomo che in questo caso è il gioco d'azzardo.
Buonasera, comprendo la preoccupazione e l'angoscia che stai vivendo per tuo figlio. La situazione che descrivi sembra essere un segno di una dipendenza da gioco d'azzardo, un problema che può avere gravi conseguenze emotive, psicologiche ed economiche, e che può essere difficile da affrontare senza un adeguato supporto.
Quando una persona, soprattutto un giovane adulto come tuo figlio, riconosce di avere un problema e chiede aiuto, è un primo passo molto importante verso la possibilità di recupero. È fondamentale non ignorare questa richiesta, ma trattarla con serietà e compassione.
Ecco alcune indicazioni su come puoi aiutarlo:
### 1. **Ascolto empatico e senza giudizio**
Quando tuo figlio ti ha espresso la sua disperazione, è essenziale che tu continui ad ascoltarlo con empatia. Fargli capire che lo sostieni e che non lo giudichi per quello che sta vivendo è un primo passo cruciale. La dipendenza da gioco d'azzardo è spesso accompagnata da sensi di colpa, vergogna e frustrazione. Lascialo parlare, senza interruzioni, e fai in modo che si senta accolto.
### 2. **Fargli capire che non è solo**
Una delle difficoltà più comuni per chi soffre di dipendenza è il senso di solitudine. È fondamentale fargli capire che ha il tuo supporto incondizionato e che ci sono molte persone pronte ad aiutarlo, come psicologi, terapeuti e gruppi di supporto.
### 3. **Accedere a un trattamento professionale**
La dipendenza da gioco d'azzardo è un problema che spesso richiede l'intervento di un professionista. Potresti suggerirgli di consultare uno psicoterapeuta, in particolare qualcuno specializzato in dipendenze, per affrontare le cause profonde del suo comportamento. Esistono anche strutture o centri di supporto per le dipendenze, dove può trovare aiuto per intraprendere un percorso di recupero.
Alcuni trattamenti efficaci per il gioco d'azzardo includono la **psicoterapia cognitivo-comportamentale** (che aiuta a cambiare i pensieri e i comportamenti legati alla dipendenza) e la **terapia di gruppo**, dove può confrontarsi con persone che vivono lo stesso problema.
### 4. **Proporre l’adesione a gruppi di supporto**
Un altro strumento utile è il gruppo di auto-aiuto, come **Gamblers Anonymous**, che è una comunità di persone che affrontano insieme il problema della dipendenza da gioco. Avere un gruppo di pari può essere molto utile perché aiuta a sentirsi meno isolati e a capire che non si è soli nella lotta contro la dipendenza.
### 5. **Stabilire limiti chiari e comportamenti di supporto**
Potresti anche prendere in considerazione l'idea di limitare temporaneamente l'accesso al denaro o ai mezzi per giocare. Tuttavia, questo dovrebbe avvenire in modo collaborativo, senza coercizione, affinché tuo figlio senta di avere il controllo della situazione e non si senta punito o umiliato. La gestione del denaro potrebbe essere affidata a te o a un altro membro di fiducia della famiglia, ma sempre con il suo consenso.
### 6. **Educazione e consapevolezza sulla dipendenza**
Informarsi sul gioco d'azzardo patologico è importante per capire meglio cosa sta vivendo tuo figlio e come comportarti nel modo più utile. Il gioco d'azzardo non è solo una questione di "vizio", ma una vera e propria dipendenza che coinvolge il cervello e le emozioni in modo complesso. Educarti sulla natura di questa dipendenza ti aiuterà a dare il giusto supporto.
### 7. **Rimanere pazienti**
Il recupero da una dipendenza non è un processo rapido e richiede tempo. Potrebbe esserci un periodo di alti e bassi, durante il quale tuo figlio potrebbe tornare a giocare, anche se ha promesso di smettere. Questo non significa che non voglia migliorare, ma che la dipendenza può essere difficile da controllare. È importante mantenere un atteggiamento di sostegno e non abbandonarlo durante questi momenti difficili.
### 8. **Coinvolgere un professionista anche per la famiglia**
Se senti che la situazione ti sta mettendo molta pressione emotiva, o se la gestione della dipendenza di tuo figlio diventa troppo pesante da affrontare da sola, potrebbe essere utile cercare anche un supporto psicologico per te e per la famiglia. La dipendenza ha un impatto su tutti, e affrontarla insieme in modo sano può facilitare il percorso di recupero.
In sintesi, la cosa più importante è che tuo figlio ha già fatto il passo cruciale chiedendo aiuto. Ora, il tuo ruolo sarà quello di supportarlo con pazienza, ascolto e cercando un aiuto professionale. Se gli dai il giusto sostegno, insieme a un percorso terapeutico, può essere possibile affrontare questa dipendenza e trovare un equilibrio sano.
Se desideri, posso darti indicazioni su risorse locali o contatti di professionisti che potrebbero aiutarvi nel percorso. Non esitare a chiedere!
Quando una persona, soprattutto un giovane adulto come tuo figlio, riconosce di avere un problema e chiede aiuto, è un primo passo molto importante verso la possibilità di recupero. È fondamentale non ignorare questa richiesta, ma trattarla con serietà e compassione.
Ecco alcune indicazioni su come puoi aiutarlo:
### 1. **Ascolto empatico e senza giudizio**
Quando tuo figlio ti ha espresso la sua disperazione, è essenziale che tu continui ad ascoltarlo con empatia. Fargli capire che lo sostieni e che non lo giudichi per quello che sta vivendo è un primo passo cruciale. La dipendenza da gioco d'azzardo è spesso accompagnata da sensi di colpa, vergogna e frustrazione. Lascialo parlare, senza interruzioni, e fai in modo che si senta accolto.
### 2. **Fargli capire che non è solo**
Una delle difficoltà più comuni per chi soffre di dipendenza è il senso di solitudine. È fondamentale fargli capire che ha il tuo supporto incondizionato e che ci sono molte persone pronte ad aiutarlo, come psicologi, terapeuti e gruppi di supporto.
### 3. **Accedere a un trattamento professionale**
La dipendenza da gioco d'azzardo è un problema che spesso richiede l'intervento di un professionista. Potresti suggerirgli di consultare uno psicoterapeuta, in particolare qualcuno specializzato in dipendenze, per affrontare le cause profonde del suo comportamento. Esistono anche strutture o centri di supporto per le dipendenze, dove può trovare aiuto per intraprendere un percorso di recupero.
Alcuni trattamenti efficaci per il gioco d'azzardo includono la **psicoterapia cognitivo-comportamentale** (che aiuta a cambiare i pensieri e i comportamenti legati alla dipendenza) e la **terapia di gruppo**, dove può confrontarsi con persone che vivono lo stesso problema.
### 4. **Proporre l’adesione a gruppi di supporto**
Un altro strumento utile è il gruppo di auto-aiuto, come **Gamblers Anonymous**, che è una comunità di persone che affrontano insieme il problema della dipendenza da gioco. Avere un gruppo di pari può essere molto utile perché aiuta a sentirsi meno isolati e a capire che non si è soli nella lotta contro la dipendenza.
### 5. **Stabilire limiti chiari e comportamenti di supporto**
Potresti anche prendere in considerazione l'idea di limitare temporaneamente l'accesso al denaro o ai mezzi per giocare. Tuttavia, questo dovrebbe avvenire in modo collaborativo, senza coercizione, affinché tuo figlio senta di avere il controllo della situazione e non si senta punito o umiliato. La gestione del denaro potrebbe essere affidata a te o a un altro membro di fiducia della famiglia, ma sempre con il suo consenso.
### 6. **Educazione e consapevolezza sulla dipendenza**
Informarsi sul gioco d'azzardo patologico è importante per capire meglio cosa sta vivendo tuo figlio e come comportarti nel modo più utile. Il gioco d'azzardo non è solo una questione di "vizio", ma una vera e propria dipendenza che coinvolge il cervello e le emozioni in modo complesso. Educarti sulla natura di questa dipendenza ti aiuterà a dare il giusto supporto.
### 7. **Rimanere pazienti**
Il recupero da una dipendenza non è un processo rapido e richiede tempo. Potrebbe esserci un periodo di alti e bassi, durante il quale tuo figlio potrebbe tornare a giocare, anche se ha promesso di smettere. Questo non significa che non voglia migliorare, ma che la dipendenza può essere difficile da controllare. È importante mantenere un atteggiamento di sostegno e non abbandonarlo durante questi momenti difficili.
### 8. **Coinvolgere un professionista anche per la famiglia**
Se senti che la situazione ti sta mettendo molta pressione emotiva, o se la gestione della dipendenza di tuo figlio diventa troppo pesante da affrontare da sola, potrebbe essere utile cercare anche un supporto psicologico per te e per la famiglia. La dipendenza ha un impatto su tutti, e affrontarla insieme in modo sano può facilitare il percorso di recupero.
In sintesi, la cosa più importante è che tuo figlio ha già fatto il passo cruciale chiedendo aiuto. Ora, il tuo ruolo sarà quello di supportarlo con pazienza, ascolto e cercando un aiuto professionale. Se gli dai il giusto sostegno, insieme a un percorso terapeutico, può essere possibile affrontare questa dipendenza e trovare un equilibrio sano.
Se desideri, posso darti indicazioni su risorse locali o contatti di professionisti che potrebbero aiutarvi nel percorso. Non esitare a chiedere!
Buongiorno gentile Utente, capisco profondamente la sua preoccupazione, perché il comportamento di suo figlio sembra ormai essere sfuggito al suo controllo, e il fatto che lui stesso le abbia chiesto aiuto è un segnale molto importante. Il gioco d'azzardo può diventare una vera e propria dipendenza, con conseguenze emotive, psicologiche ed economiche significative.
Il primo passo fondamentale è riconoscere che non si tratta semplicemente di una questione di forza di volontà, ma di un problema che ha radici più profonde e che può richiedere un intervento specialistico. Il fatto che suo figlio sia consapevole di non riuscire a smettere da solo è un buon segnale, perché significa che è aperto a ricevere aiuto.
Le consiglio di incoraggiarlo a rivolgersi a un professionista specializzato nelle dipendenze, come uno psicologo o uno psicoterapeuta che si occupi di gioco d’azzardo patologico. Esistono centri specializzati e servizi pubblici, come i SERD (Servizi per le Dipendenze) presenti in molte città, che offrono supporto mirato per chi ha difficoltà a controllare il gioco.
Nel frattempo, può essere utile creare con lui un dialogo aperto e privo di giudizi, aiutandolo a comprendere le situazioni che scatenano il bisogno di giocare e a trovare alternative più sane per gestire l’ansia o lo stress. Potrebbe anche essere necessario un supporto per lei come genitore, per capire come gestire questa situazione senza alimentare sensi di colpa o frustrazioni reciproche.
Non esiti a cercare aiuto concreto, perché intervenire il prima possibile può fare una grande differenza. Suo figlio ha già fatto un passo importante chiedendo aiuto, e con il giusto supporto può davvero uscire da questo circolo vizioso.
Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti.
Dott. Luca Vocino
Il primo passo fondamentale è riconoscere che non si tratta semplicemente di una questione di forza di volontà, ma di un problema che ha radici più profonde e che può richiedere un intervento specialistico. Il fatto che suo figlio sia consapevole di non riuscire a smettere da solo è un buon segnale, perché significa che è aperto a ricevere aiuto.
Le consiglio di incoraggiarlo a rivolgersi a un professionista specializzato nelle dipendenze, come uno psicologo o uno psicoterapeuta che si occupi di gioco d’azzardo patologico. Esistono centri specializzati e servizi pubblici, come i SERD (Servizi per le Dipendenze) presenti in molte città, che offrono supporto mirato per chi ha difficoltà a controllare il gioco.
Nel frattempo, può essere utile creare con lui un dialogo aperto e privo di giudizi, aiutandolo a comprendere le situazioni che scatenano il bisogno di giocare e a trovare alternative più sane per gestire l’ansia o lo stress. Potrebbe anche essere necessario un supporto per lei come genitore, per capire come gestire questa situazione senza alimentare sensi di colpa o frustrazioni reciproche.
Non esiti a cercare aiuto concreto, perché intervenire il prima possibile può fare una grande differenza. Suo figlio ha già fatto un passo importante chiedendo aiuto, e con il giusto supporto può davvero uscire da questo circolo vizioso.
Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti.
Dott. Luca Vocino
Le dica di andare da uno psicologo e se non vuole lo faccia lei. Qualche sofferenza nel passato suo figlio l'ha avuta e magari è tutta nell'inconscio. Lo può aiutare se anche lei si mette in discussione avendo recato, in modo del tutto inconsapevole, qualche dolore.
Buonasera, suo figlio molto probabilmente ha sviluppato una dipendenza dal gioco d'azzardo(G.A.P.). Nelle ASL nello specifico nei servizi per le dipendenze patologiche vengono trattate da un'equipe multi disciplinare, i trattamenti danno nella maggior parte dei casi, dei buoni risultati. Se invece vuole affrontare il disturbo con un professionista privato deve assicurarsi che il professionista abbia esperienza nel campo delle dipendenze patologiche. In bocca al lupo!
Buonasera,
il ragazzo ha avuto il coraggio di chiedere aiuto ed è un grande passo. In caso di dipendenza da gioco, le consiglio di rivolgersi alla sua Asl di appartenenza che saprà seguire il ragazzo o indirizzarlo presso un centro specializzato. Esiste inoltre, un numero verde nazionale per le problematiche legate al gioco d'azzardo, sia per le persone interessate, sia per i loro familiari. Numero verde: 800.558822
Dott.ssa Virginia Mancini
il ragazzo ha avuto il coraggio di chiedere aiuto ed è un grande passo. In caso di dipendenza da gioco, le consiglio di rivolgersi alla sua Asl di appartenenza che saprà seguire il ragazzo o indirizzarlo presso un centro specializzato. Esiste inoltre, un numero verde nazionale per le problematiche legate al gioco d'azzardo, sia per le persone interessate, sia per i loro familiari. Numero verde: 800.558822
Dott.ssa Virginia Mancini
Gentile utente, la prima cosa che potreste fare e rivolgervi ad un centro per le dipendenze della vostra zona. Li riceverete tutto il supporto di cui avete bisogno, sia per suo figlio che per lei in quanto genitore. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Gentilissima,
mi dispiace per la situazione che state vivendo, non dev'essere semplice.
Se suo figlio ha espresso il desiderio di farsi aiutare, è bene sfruttare questa sua volontà e iniziare un percorso presso un professionista.
Aver compreso di non riuscire da solo (e cioè aver compreso che da soli non bastiamo a noi stessi) e aver avuto la forza di chiedere l'altrui aiuto, sono elementi che lasciano ben credere alla forte motivazione e consapevolezza del problema, per suo figlio.
Forza!!
Buona giornata!
mi dispiace per la situazione che state vivendo, non dev'essere semplice.
Se suo figlio ha espresso il desiderio di farsi aiutare, è bene sfruttare questa sua volontà e iniziare un percorso presso un professionista.
Aver compreso di non riuscire da solo (e cioè aver compreso che da soli non bastiamo a noi stessi) e aver avuto la forza di chiedere l'altrui aiuto, sono elementi che lasciano ben credere alla forte motivazione e consapevolezza del problema, per suo figlio.
Forza!!
Buona giornata!
Salve, il gioco d'azzardo patologico equivale a una vera a propria dipendenza patologica. Il fatto che suo figlio le abbia chiesto aiuto e' gia' un buon inizio per intraprendere un percorso con una/uno psicoterapeuta esperto di dipendenze o al Ser.D della sua zona. Un saluto
Salve gentile Genitore, capisco quanto questa situazione possa essere difficile per Lei e per suo figlio. Il fatto che sia stato lui stesso a chiederle aiuto è un segnale positivo, perché significa che è consapevole del problema e vorrebbe affrontarlo, anche se da solo non riesce a farlo. In questo momento è fondamentale che si senta accolto e compreso, senza giudizi o colpevolizzazioni, poiché il senso di vergogna potrebbe aggravare la sua sofferenza e determinare una chiusura.
La dipendenza dal gioco è un problema serio, che spesso richiede un supporto professionale. Potrebbe essere opportuno rivolgersi a uno psicoterapeuta specializzato in dipendenze o contattare un centro specifico come il SERD dell’ASL che offre assistenza gratuita. Nel frattempo potrebbe essere utile aiutarlo ad adottare alcune misure concrete per ridurre o interrompere questo circolo vizioso, ad esempio limitando l’accesso ai soldi e affidando la gestione delle sue finanze a una persona di fiducia, bloccando i siti di gioco d’azzardo dai dispositivi da cui naviga su internet, attraverso strumenti di autoesclusione e cercando di evitare luoghi o situazioni che lo inducano in tentazione. Oltre all’aspetto economico sarebbe essenziale comprendere le cause profonde che lo spingono a giocare. Spesso la dipendenza non è solo legata al desiderio di vincere, ma nasconde emozioni più profonde come stress, ansia, noia o il bisogno di provare forti emozioni. Un percorso terapeutico potrebbe aiutarlo a individuare questi meccanismi e a trovare strategie alternative per affrontarli in modo più sano. Anche il sostegno delle persone a lui vicine può fare la differenza: se ha amici, un partner o fratelli su cui può contare, potrebbe essere utile coinvolgerli nel suo percorso di riabilitazione.
La dipendenza dal gioco è un problema serio, che spesso richiede un supporto professionale. Potrebbe essere opportuno rivolgersi a uno psicoterapeuta specializzato in dipendenze o contattare un centro specifico come il SERD dell’ASL che offre assistenza gratuita. Nel frattempo potrebbe essere utile aiutarlo ad adottare alcune misure concrete per ridurre o interrompere questo circolo vizioso, ad esempio limitando l’accesso ai soldi e affidando la gestione delle sue finanze a una persona di fiducia, bloccando i siti di gioco d’azzardo dai dispositivi da cui naviga su internet, attraverso strumenti di autoesclusione e cercando di evitare luoghi o situazioni che lo inducano in tentazione. Oltre all’aspetto economico sarebbe essenziale comprendere le cause profonde che lo spingono a giocare. Spesso la dipendenza non è solo legata al desiderio di vincere, ma nasconde emozioni più profonde come stress, ansia, noia o il bisogno di provare forti emozioni. Un percorso terapeutico potrebbe aiutarlo a individuare questi meccanismi e a trovare strategie alternative per affrontarli in modo più sano. Anche il sostegno delle persone a lui vicine può fare la differenza: se ha amici, un partner o fratelli su cui può contare, potrebbe essere utile coinvolgerli nel suo percorso di riabilitazione.
Buonasera. La richiesta di aiuto da parte di suo figlio merita una risposta immediata e concreta da parte sua. Suo figlio ha bisogno di intraprendere un percorso psicologico che lo aiuti a liberarsi da questa dipendenza. In ogni caso, la sua vicinanza e la sua comprensione in questo momento sono fondamentali, affinché lui capisca che può contare su di lei e che riceverà sicuramente l'aiuto che merita.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Nunzia Mazzone
Resto a disposizione.
Dott.ssa Nunzia Mazzone
Buona sera, il primo passo è proprio quello di riconoscere di avere una difficoltà e di aver bisogno di aiuto.
Potreste rivolgervi al SERD (servizio per le dipendenze) dell'asl della vostra zona, anche tramite il medico di base, o anche ai gruppi di auto mutuo aiuto per i giocatori d'azzardo presenti sul territorio (gruppi come Giocatori Anonimi, simili agli Alcolisti Anonimi).
Può essere utile valutare un percorso di supporto anche per i genitori/famigliari per affrontare questa difficoltà
Potreste rivolgervi al SERD (servizio per le dipendenze) dell'asl della vostra zona, anche tramite il medico di base, o anche ai gruppi di auto mutuo aiuto per i giocatori d'azzardo presenti sul territorio (gruppi come Giocatori Anonimi, simili agli Alcolisti Anonimi).
Può essere utile valutare un percorso di supporto anche per i genitori/famigliari per affrontare questa difficoltà
Gentile utente, mi spiace molto per la situazione ! Suggerisco di rivolgersi ai centri specializzati per le dipendenze, chiedendo eventualmente indicazioni anche al proprio medico di base.
Un caro saluto;
Dott.ssa Valentina De Chiara
Un caro saluto;
Dott.ssa Valentina De Chiara
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