Buongiorno ho una figlia di 25 anni che soffre del disturbo borderline e anche altri disturbi già ri
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Buongiorno ho una figlia di 25 anni che soffre del disturbo borderline e anche altri disturbi già riconisciutii .Qui nel Veneto Friuli Venezia Giulia abbiamo già visto qualche psicologo, psichiatra ,psicoterapeuta... ma nessuno che fosse "andato bene". Con il passare del tempo mia figlia si sta sempre più scoraggiando nella possibilità di poter guarire e sta perdendo fiducia nei psicologi... Sono molto preoccupata... mi chiedevo se mi poteste consigliare su come muovermi.
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata.
Ritengo utile che lei non si scoraggi e che porti avanti una terapia psicologica al fine di trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Queste esperienze che ha avuto possono sicuramente aiutarla per capire più in profondità cosa desidera da una terapia e se le sue aspettative possano essere più o meno corrette.
Resto a disposizione anche online Cordialmente dott FDL
Ritengo utile che lei non si scoraggi e che porti avanti una terapia psicologica al fine di trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
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buongiorno, comprendo la sua preoccupazione. sicuramente un percorso psicoterapeutco e farmacologico andrebbe portato avanti. Potrebbe provare a crearle delle alternative per es. proporle una terapia online.
Resto a disposizione,
un saluto. dott.ssa Daniela Chieppa
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un saluto. dott.ssa Daniela Chieppa
Gentile Sig.ra mi dispiace molto che sua figlia non abbia avuto un valido aiuto! Come mai i terapeuti visti non sono "andati bene per sua figlia? Provate a parlarne con il vostro medico di base e anche a chi le ha fatto la diagnosi chiedendo quale percorso sarebbe più adatto. sua figlia, o eventualmente provare una consulenza online magari sua figlia si sentirà più a suo agio. Se avete bisogno di altre informazioni sono disponibile.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Verena Elisa Gomiero
Cordiali saluti.
Dott.ssa Verena Elisa Gomiero
Buona sera
Provi a cercare centri psicoeducativi specializzati per ragazzi con doppie diagnosi nei quali i ragazzi vengono seguiti sia da un punto di vista farmacologico che terapeutico e riabilitativo.
Sperando di averle dato delle indicazioni utili, la saluto cordialmente.
Dott.ssa Letizia Muzi
Provi a cercare centri psicoeducativi specializzati per ragazzi con doppie diagnosi nei quali i ragazzi vengono seguiti sia da un punto di vista farmacologico che terapeutico e riabilitativo.
Sperando di averle dato delle indicazioni utili, la saluto cordialmente.
Dott.ssa Letizia Muzi
Buongiorno, l’importanza di un supporto duraturo nel tempo è fondamentale per accompagnare sua figlia, pertanto la invito a contattare professionisti psicoterapeuti specializzati adeguatamente a trattare questo tipo di disturbo che collaborino con lo psichiatra continuativamente. Un caro saluto. Dott.ssa Villa
Credo che la scelta migliore sia quella di rivolgersi presso un Centro specializzato in disturbi borderline,per trovare un equipe che lavori in squadra..A Milano ce ne sono ma in Veneto non conosco Un caro augurio dottoressa Luciana Harari
Buonasera Gentile Utente, purtroppo il disturbo borderline è, per sua natura, restio al trattamento. Ciò non significa che non si possa fare nulla, ma che il successo della terapia non passa esclusivamente dai professionisti della salute mentale, bensì anche dal paziente. Per poter funzionare, una terapia ha bisogno di una buona relazione e della cooperazione delle due figure in gioco: se sua figlia non ha fiducia e cambia velocemente professionista perché si aspetta risultati immediati, difficilmente funzionerà, a prescindere dal terapeuta. Certo, è possibile che sua figlia non si trovi bene con un professionista, ma quando è così con tutti difficilmente può essere un demerito dello stesso, piuttosto una sua difficoltà relazionale. Non ho consigli da darle se non quello di non demordere alle prime fatiche e difficoltà, cercando di passare questo messaggio a sua figlia. Cordialmente, dott. Simeoni
Buonasera. Chi soffre del disturbo borderline di personalità tende con maggiore frequenza ad interrompere i percorsi terapeutici rispetto a chi soffre di altre difficoltà psicologiche, per via di alcune caratteristiche del disturbo specifico, quali ad esempio una visione dell'altro e della relazione che può oscillare repentinamente tra "tutto bianco (positivo)" - "tutto nero (negativo)". Il mio suggerimento è quello di rivolgersi lei stessa come genitore ad uno/a psicoterapeuta per avere maggiori indicazioni sulla problematica di sua figlia, e di incoraggiare sua figlia nel continuare a prendersi cura di sé con l'aiuto di un/a professionista, rivolgendosi eventualmente ad un centro specializzato nel trattamento di chi soffre del disturbo borderline di personalità presente sul suo territorio o ad un/a terapeuta competente a cui sua figlia sente di volersi affidare. Alcuni psicoterapeuti sono specializzati nell'approccio DBT - Dialectical Behavior Therapy, che è considerato un approccio particolarmente efficace per questo tipo di difficoltà. Un saluto, Dott. Felice Schettini
Gentile utente di mio dottore, Il principale trattamento per il disturbo borderline di personalità è la psicoterapia. Molti interventi psicoterapeutici sono efficaci nel ridurre i comportamenti suicidari, migliorare la depressione, e il funzionamento nei pazienti con questo disturbo. Alla domanda come aiutare sua figlia? Creare le condizioni affinchè si possa affidare ad uno specialista. Potrebbe esser opportuno magari un trattamento di tipo familiare, che coinvolga anche altri membri della famiglia vista la sofferenza condivisa. Attraverso la terapia solitamente la maggior parte dei pazienti affetti da DBP può trovare sollievo dai sintomi e manifestare una remissione della condizione, definita come un sollievo costante dai sintomi per almeno due anni consecutivi. La psicoterapia deve esser molto spesso accompagnata da un adeguato trattamento farmacologico affinchè il paziente possa vivere con maggior serenità la propria condizione. I farmaci in tal senso possono esser intesi come una rete di protezione che prevengono anche alcune importanti ricadute. Della farmacoterapia se ne deve occupare uno psichiatra. Nella speranza con queste poche righe di aver orientato la sua domanda. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, invalidare terapia e terapeuta è tipico del disutrbo bordeline di personalità. Scostanza, non tolleranza della frustrazione ed immaturità caratteriale sono esiti comportamentali che nascondono un forte senso di vuoto e paura dell'abbandono. Sono pazienti difficili ma con la giusta pazienza è possibile agganciarli. Occorre naturalmente lavorare subito sull'alleanza terapeutica esplicitando certi concetti. è un disturbo pervasivo soggetto a recidive per cui serve moltissima pazienza e forza d'animo anche e soprattutto per chi convive con la persona affetta dal disturbo.
Buonasera Signora, comprendo la sua angoscia ma è opportuno che la relazione con il terapeuta è fondamentale. Non so a chi questi professionisti non siano"andati bene", suppongo a sua figlia. Continuate a cercare. Magari può fare una selezione qui nel portale e proporla alla ragazza. Se fosse necessario uno psichiatra non è necessario che questo le sia gradito ma che proponga una terapia farmacologica efficace.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Gentilissima, mi dispiace molto che sua figlia non sia riuscita a trovare un collega di cui fidarsi. Il disturbo di sua figlia è particolare e in certi aspetti delicato. L’unica cosa che mi viene da dirle è di non smettere di cercare e non perdere la fiducia. Sicuramente riuscirà a trovare la persona giusta per lei. Se hai piacere rimango a disposizione.
Un caro saluto, Giada
Un caro saluto, Giada
Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione e la volontà di aiutare sua figlia. Lei sta menzionando ad alcuni disturbi, è stata data a sua figlia una diagnosi certificata? Spesso questi tipi di disturbo sono molto complessi e il più delle volte è necessario un trattamento integrato/multidisciplinare che spesso lo si trova all'interno di strutture pubbliche o private. Premetto che non so che tipo di percorso abbia fatto sua figlia, se a livello ambulatoriale, anche alla luce delle difficoltà tipiche della patologia, non ha avuto successo, si potrebbe pensare ad un intervento all'interno di strutture specializzate oppure di comunità.
Resto a disposizione.
Un caro saluto, Dott.ssa Matilde Ciaccia.
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Un caro saluto, Dott.ssa Matilde Ciaccia.
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Gentile utente, la situazione di sua figlia é chiaramente molto complessa e richiede di essere seguita da più figure professionali insieme (in primo luogo uno psicoterapeuta ed uno psichiatra) tutte con formazione specifica nel trattamento di quelle patologie.
Il primo consiglio, pratico, é quindi di identificare dei centri specializzati nei disturbi di sua figlia o dei singoli professionisti specializzati a cui rivolgersi per poter essere presi in carico da loro e per essere inviati da loro agli altri professionisti necessari.
Oltre a ciò va tenuto sempre a mente che é tipico del disturbo Borderline di personalità investire facilmente in un rapporto,poi tagliarlo completamente per poi riprenderlo forse in seguito. Questa cosa si riflette anche nel rapporto professionista-paziente ed é quindi possibile che sia questo il motivo per cui finora i colleghi incontrati “non andassero bene”.
Il secondo consiglio, più relazionale, é quindi di investire con sua figlia, per quanto possibile, nel resistere dall’interrompere il percorso con chi la sta seguendo, ribadendo l’importanza della continuità nel percorso.
Più generalmente la raccomandazione é che lei si mostri sicura é convinta con sua figlia che il seguire continuativamente nel tempo il percorso coi vari specialisti sia la cosa giusta e necessaria per stare meglio, cosa che é assolutamente possibile benché faticosa da raggiungere.
A proposito mi permetto di invitarla anche a non sottovalutare l’umana è normale fatica di stare vicini e supportare una persona con queste difficoltà e di trovare dei modi per gestire lo stress e la preoccupazione che ovviamente prova per la situazione di sua figlia.
Se avesse bisogno di ulteriori informazioni o semplicemente di parlare ancora mi scriva pure in chat, leggeró.
Dottor Mauro Simonetti
Il primo consiglio, pratico, é quindi di identificare dei centri specializzati nei disturbi di sua figlia o dei singoli professionisti specializzati a cui rivolgersi per poter essere presi in carico da loro e per essere inviati da loro agli altri professionisti necessari.
Oltre a ciò va tenuto sempre a mente che é tipico del disturbo Borderline di personalità investire facilmente in un rapporto,poi tagliarlo completamente per poi riprenderlo forse in seguito. Questa cosa si riflette anche nel rapporto professionista-paziente ed é quindi possibile che sia questo il motivo per cui finora i colleghi incontrati “non andassero bene”.
Il secondo consiglio, più relazionale, é quindi di investire con sua figlia, per quanto possibile, nel resistere dall’interrompere il percorso con chi la sta seguendo, ribadendo l’importanza della continuità nel percorso.
Più generalmente la raccomandazione é che lei si mostri sicura é convinta con sua figlia che il seguire continuativamente nel tempo il percorso coi vari specialisti sia la cosa giusta e necessaria per stare meglio, cosa che é assolutamente possibile benché faticosa da raggiungere.
A proposito mi permetto di invitarla anche a non sottovalutare l’umana è normale fatica di stare vicini e supportare una persona con queste difficoltà e di trovare dei modi per gestire lo stress e la preoccupazione che ovviamente prova per la situazione di sua figlia.
Se avesse bisogno di ulteriori informazioni o semplicemente di parlare ancora mi scriva pure in chat, leggeró.
Dottor Mauro Simonetti
Buongiorno provi a contattare il Centro di salute mentale della sua ASL. Il disturbo borderline è molto complesso da trattare. E’ utile l’inserimento in una comunità terapeutica dove c’è un equipe specializzata per trattare le persone con questa patologia.
Gentilissima, mi spiace molto per la situazione, che comprendo essere molto difficile. Non conosco nel dettaglio il caso di sua figlia, tuttavia il disturbo di cui parla è complesso e con degli elementi emotivi e relazionali molto delicati. Una delle caratteristiche più rilevanti è proprio l'aspetto relazionale: nel disturbo borderline, si alternano momenti di forte senso di coinvolgimento con l'altra persona, a momenti di forte conflittualità causata dalla paura dell'abbandono, che potrebbero portare all'interruzione precoce del percorso. Le consiglio come prima cosa di parlare con sua figlia cercando di promuovere la motivazione a restare in terapia per un certo tempo utile e continuativo. Le consiglio inoltre di cercare nella sua zona dei centri specializzati in tale problematica, che permettano a sua figlia di essere seguita da dei professionisti sia dal punto di vista psicologico che, eventualmente, farmacologico. Se invece preferirà, almeno all'inizio, cercare dei professionisti al di fuori della vostra, vi è la possibilità anche di effettuare colloqui psicologici in modalità online: possono aiutare sua figlia a riprendere contatto con il percorso terapeutico, aumentando la sua motivazione. Mi rendo conto che è difficile rispondere in poche righe a tutti i suoi dubbi, quindi nel caso in cui avesse bisogno di altre informazioni mi contatti pure. Inoltre, sono disponibile anche per colloqui online. La strada è difficile, ma il trattamento efficace è possibile.
Con i migliori auguri, porgo cordiali saluti. Dott.ssa Asya Cappalli.
Con i migliori auguri, porgo cordiali saluti. Dott.ssa Asya Cappalli.
Salve signora. Il problema che pone è frequentemente connotato da resistenze al trattamento… implicite nel tipo di disturbo. Prima di procedere verso l’ennesimo tentativo, provi a premettere a sua figlia che da quel disagio che avverte ne uscirà anzitutto con le proprie forze e che uno specialista potrebbe “semplicemente” aiutarla a riconoscerle. Questo suo contributo potrebbe valere come propedeutico allo step successivo che probabilmente si rivelerebbe valido se l’aiuto si configurasse in un intervento di equipe. Eventualmente potrebbe ricercare un centro specializzato regionale. Buone cose. Drssa Daniela Savarese, psicologa transpersonale
Salve signora, comprendo a pieno la complessità e la delicatezza della situazione da lei riferita. La natura del disagio manifestato da sua figlia richiede, a volte, un piano di intervento globale con il coinvolgimento dei servizi territoriali o centri specializzati per il trattamento dei disturbi borderline di personalità. Per questo le suggerisco di fare riferimento al centro di salute mentale della sua Asl di appartenenza. Resto a sua disposizione per ulteriori chiarimenti. Un cordiale saluto,
Dott. Omar Isa
Dott. Omar Isa
Gentile, mi spiace molto per la situazione che lei e sua figlia state attraversando. Non conoscendo nel dettaglio il caso di sua figlia non sono in grado di dare un'indicazione specifica, tuttavia il disturbo di cui parla è complesso dal punto di vista emotivo ma soprattutto relazionale. Mi sento di aggiungere che focalizzarsi su un'etichetta diagnostica piuttosto che sulla persona, come caso unico e individuale, sia sempre limitante e il rischio poi diventa quello di considerare sua figlia come una paziente border e non come persona unica e irripetibile. Le consiglio comunque di non chiudere le porte alla psicoterapia magari tentando anche la terapia online che le da maggior possibilità di spaziare tra terapeuti diversi senza il vincolo della vicinanza.
Rimango a disposizione
Rimango a disposizione
La scelta dello psicologo è sempre soggettiva, è un po' come un vestito da dover indossare in un'occasione speciale. Dovrebbe innanzitutto capire se nessuno è andato bene perchè fuoriesce il lato anche un po' provocatorio e oppositivo tipico degli adolescenti, e in generale essendo borderline potrebbe sua figlia in un primo momento idealizzare lo psicologo e successivamente a seguito anche di una parola non gradita partire con la svalutazione dello stesso. Provi in generale con qualche terapia on line facendo scegliere a lei stessa lo specialista a cui affidarsi, magari rendendola partecipe di questo potrebbe andare meglio!
Buonasera, sicuramente la situazione non è semplice e la comprendo. il consiglio che mi sento di darle è quello di continuare la ricerca di una figura di riferimento che possa essere di gradimento a sua figlia. magari potrebbe proporle di fare una terapia online e di far scegliere a lei il professionista dal quale andare. un percorso riabilitativo e psico-educativo sicuramente la aiuterebbe e trovare uno psicologo che le possa andare bene le potrebbe garantire una continuità nella terapia anche farmacologica. Resto a disposizione,
cordiali saluti
dott.ssa Federica Lucchetti
cordiali saluti
dott.ssa Federica Lucchetti
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso con noi la sua preoccupazione. Le consiglierei di riflettere sulla possibilità di prendere in considerazione delle comunità terapeutiche specializzate nel Disturbo borderline di personalità. Nella speranza di esserle stata utile, resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un caro saluto! Dott.ssa Eleonora Lazzarino
Un caro saluto! Dott.ssa Eleonora Lazzarino
Buongiorno. Il disturbo che indica è difficile da trattare e fa parte dei segni e sintomi il perdere fiducia, non a caso è chiamato spesso (riduttivamente) sindrome dell'abbandono; paradossalmente lo stare peggio può aumentare le probabilità di una futura aderenza alla terapia, talvolta il problema è che non si sta male abbastanza e si preferisce allora rimandare con l'augurio che passi oppure di poterci convivere. Non rinunci alla possibiltà di andare verso il meglio, si ponga nella posizione di aiutare ma aspetti che sia comunque sua figlia a richiederlo, e le direi anche di rimandare la farmacologia solo a quando ci sarà una valida aderenza ad un nuovo percorso
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Buongiorno carissima,
mi dispiace molto che sua figlia si sia scoraggiata perdendo fiducia. E' importante trovare la figura di riferimento più adeguata per ciascuno di noi con la quale creare la giusta ed empatica alleanza terapeutica.
Mi rendo disponibile ad avere un colloquio online conoscitivo
Un caro saluto
Dottoressa Ilaria Redivo
mi dispiace molto che sua figlia si sia scoraggiata perdendo fiducia. E' importante trovare la figura di riferimento più adeguata per ciascuno di noi con la quale creare la giusta ed empatica alleanza terapeutica.
Mi rendo disponibile ad avere un colloquio online conoscitivo
Un caro saluto
Dottoressa Ilaria Redivo
Mi dispiace molto sentire che la vostra esperienza con gli psicologi non sia stata positiva finora. In situazioni come queste, potrebbe essere utile cercare un approccio psicologico sistemico relazionale, che si concentra sulle relazioni interpersonali e sugli schemi familiari che influenzano il benessere mentale di una persona.
Potrebbe essere utile cercare un terapeuta che abbia esperienza nel trattamento dei disturbi borderline e che utilizzi un approccio sistemico relazionale. Potreste chiedere consigli a specialisti della regione o consultare siti web specializzati per trovare professionisti con queste competenze.
È importante anche prendersi cura di voi stessi durante questo periodo difficile. Potreste considerare la possibilità di partecipare a gruppi di supporto per familiari di persone con disturbi mentali, dove potrete trovare sostegno e consigli da persone che si trovano nella vostra stessa situazione.
Infine, non perdete mai la speranza e continuate a cercare aiuto per vostra figlia. Con il giusto supporto e con l'impegno da parte di tutti, è possibile superare i disturbi mentali e migliorare la qualità della vita. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione anche online.
Dott. Cordoba
Potrebbe essere utile cercare un terapeuta che abbia esperienza nel trattamento dei disturbi borderline e che utilizzi un approccio sistemico relazionale. Potreste chiedere consigli a specialisti della regione o consultare siti web specializzati per trovare professionisti con queste competenze.
È importante anche prendersi cura di voi stessi durante questo periodo difficile. Potreste considerare la possibilità di partecipare a gruppi di supporto per familiari di persone con disturbi mentali, dove potrete trovare sostegno e consigli da persone che si trovano nella vostra stessa situazione.
Infine, non perdete mai la speranza e continuate a cercare aiuto per vostra figlia. Con il giusto supporto e con l'impegno da parte di tutti, è possibile superare i disturbi mentali e migliorare la qualità della vita. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione anche online.
Dott. Cordoba
Buon pomeriggio, sono dispiaciuta per quello che state attraversando. Sicuramente l'esito di un percorso terapeutico è qualcosa che non è possibile vedere a breve termine, ma necessita di costanza, fiducia e pazienza. Affidarsi ad un professionista della salute mentale vuol dire essere consapevoli di ciò... con motivazione e perseveranza i risultati arriveranno. Detto ciò come "regola generale", bisognerebbe poi capire nel vostro caso specifico cosa non ha funzionato e cosa non ha permesso di istaurare questo legame di fiducia che è la condizione senza la quale ogni percorso terapeutico è destinato a fallire. Se vorrete approfondire la questione, sono a vostra in studio o online. Vi auguro il meglio. Dott.ssa Cristiana Danese psicologa
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Buongiorno signora, comprendo la sua preoccupazione e la difficoltà di sostenere tale situazione. Il disturbo borderline è complesso da trattare in quanto è tipicamente caratterizzato da una difficoltà relazionale e come specificato dai colleghi la relazione è ciò che sta alla base della riuscita di un percorso di psicoterapia. Potrebbe esserle d'aiuto rivolgersi a qualche centro specializzato o a qualche collega con molta esperienza nel trattamento di tale disturbo, fermo restando che oltre alla competenza personale dei colleghi, come in ogni terapia, è fondamentale che si instauri un buon legame durante le fasi iniziali, è importante dunque che la scelta sia ponderata tenendo conto anche di questo fattore.
Se sente che per lei tutta questa situazione sta diventando pesante da sostenere, le suggerirei di valutare l'idea di ritagliarsi un suo spazio personale nel quale poter appoggiare i suoi vissuti e alleggerire il suo carico emotivo.
Cordiali saluti
Dott. Vincenzo Filoso
Se sente che per lei tutta questa situazione sta diventando pesante da sostenere, le suggerirei di valutare l'idea di ritagliarsi un suo spazio personale nel quale poter appoggiare i suoi vissuti e alleggerire il suo carico emotivo.
Cordiali saluti
Dott. Vincenzo Filoso
Buongiorno Signora mi spiace molto per la situazione, che comprendo essere molto difficile. Non conosco nel dettaglio il caso di sua figlia. La scelta dello psicologo è sempre soggettiva, è un po' come un vestito da dover indossare in un'occasione speciale. Dovrebbe innanzitutto capire se nessuno è andato bene perchè fuoriesce il lato anche un po' provocatorio e oppositivo tipico degli adolescenti, e in generale essendo borderline potrebbe sua figlia in un primo momento idealizzare lo psicologo e successivamente a seguito anche di una parola non gradita partire con la svalutazione dello stesso. Va anche tenuto sempre a mente che é tipico del disturbo Borderline di personalità investire facilmente in un rapporto,poi tagliarlo completamente per poi riprenderlo forse in seguito. Questa cosa si riflette anche nel rapporto professionista-paziente ed é quindi possibile che sia questo il motivo per cui finora i colleghi incontrati “non andassero bene”. Penso che possa avere due scelte : un trattamento di tipo familiare, che coinvolga anche altri membri della famiglia vista la sofferenza condivisa. O può provare con qualche terapia on line facendo scegliere a lei stessa lo specialista a cui affidarsi, magari rendendola partecipe di questo potrebbe andare meglio! La psicoterapia deve esser molto spesso accompagnata da un adeguato trattamento farmacologico affinchè il paziente possa vivere con maggior serenità la propria condizione. I farmaci in tal senso possono esser intesi come una rete di protezione che prevengono anche alcune importanti ricadute. Della farmacoterapia se ne deve occupare uno psichiatra. Nel caso avesse bisogno di altre informazioni mi contatti pure. Inoltre, sono disponibile anche per colloqui online. Dott.ssa Crisafulli Liliana
Salve,
immagino come la scelta di un professionista non sia mai semplice, soprattutto poiché al di là delle competenze è necessario un'alleanza di fiducia tra paziente e clinico. Un luogo dove la persona si possa sentire innanzitutto rassicurata.
Se ha bisogno sono a disposizione per proporle un primo colloquio conoscitivo online, anche solo per poter cogliere quali sono le difficoltà della ricerca stessa. Resto a disposizione.
immagino come la scelta di un professionista non sia mai semplice, soprattutto poiché al di là delle competenze è necessario un'alleanza di fiducia tra paziente e clinico. Un luogo dove la persona si possa sentire innanzitutto rassicurata.
Se ha bisogno sono a disposizione per proporle un primo colloquio conoscitivo online, anche solo per poter cogliere quali sono le difficoltà della ricerca stessa. Resto a disposizione.
Capisco profondamente la tua preoccupazione, soprattutto di fronte al senso di sconforto che tua figlia sta vivendo. Quando ci si imbatte in esperienze terapeutiche che non sembrano portare risultati, è facile che nasca un senso di sfiducia e rassegnazione, sia per chi cerca aiuto, sia per i familiari che assistono impotenti.
In situazioni come quella di tua figlia, caratterizzate da un disturbo borderline di personalità (DBP) e altri disturbi associati, è fondamentale trovare un trattamento che non solo affronti i sintomi, ma che stabilisca una relazione di fiducia tra paziente e terapeuta. Purtroppo, non tutte le terapie o i professionisti sono ugualmente efficaci per tutti: il percorso di cura è spesso una questione di "incastro" tra paziente e terapeuta.
Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti:
Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT): Questo approccio è particolarmente indicato per il DBP e ha dimostrato grande efficacia nel ridurre comportamenti impulsivi, autolesivi e difficoltà emotive. Potresti cercare centri specializzati in DBT nella tua zona o chiedere se ci sono gruppi che offrono questa terapia.
Valutare una struttura specializzata: In Veneto e Friuli Venezia Giulia ci sono alcuni centri pubblici e privati che offrono trattamenti specifici per disturbi di personalità. A volte, un ambiente più strutturato, come un day hospital o un centro di salute mentale, può fornire una rete di supporto più ampia, con un’équipe multidisciplinare (psichiatri, psicologi, educatori).
Psicoterapia basata sulla fiducia e sulla continuità: È fondamentale che tua figlia trovi un terapeuta con cui senta di poter costruire un legame. Potresti esplorare la possibilità di terapie di orientamento psicodinamico o di approcci integrativi, se quelli provati finora non hanno dato i risultati sperati.
È comprensibile che tua figlia si senta scoraggiata, ma è importante aiutarla a non perdere del tutto la speranza. Hai provato a parlarle della possibilità di provare un approccio diverso, magari spiegandole che trovare il giusto aiuto può richiedere tempo, ma non è impossibile?
Buona fortuna
In situazioni come quella di tua figlia, caratterizzate da un disturbo borderline di personalità (DBP) e altri disturbi associati, è fondamentale trovare un trattamento che non solo affronti i sintomi, ma che stabilisca una relazione di fiducia tra paziente e terapeuta. Purtroppo, non tutte le terapie o i professionisti sono ugualmente efficaci per tutti: il percorso di cura è spesso una questione di "incastro" tra paziente e terapeuta.
Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti:
Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT): Questo approccio è particolarmente indicato per il DBP e ha dimostrato grande efficacia nel ridurre comportamenti impulsivi, autolesivi e difficoltà emotive. Potresti cercare centri specializzati in DBT nella tua zona o chiedere se ci sono gruppi che offrono questa terapia.
Valutare una struttura specializzata: In Veneto e Friuli Venezia Giulia ci sono alcuni centri pubblici e privati che offrono trattamenti specifici per disturbi di personalità. A volte, un ambiente più strutturato, come un day hospital o un centro di salute mentale, può fornire una rete di supporto più ampia, con un’équipe multidisciplinare (psichiatri, psicologi, educatori).
Psicoterapia basata sulla fiducia e sulla continuità: È fondamentale che tua figlia trovi un terapeuta con cui senta di poter costruire un legame. Potresti esplorare la possibilità di terapie di orientamento psicodinamico o di approcci integrativi, se quelli provati finora non hanno dato i risultati sperati.
È comprensibile che tua figlia si senta scoraggiata, ma è importante aiutarla a non perdere del tutto la speranza. Hai provato a parlarle della possibilità di provare un approccio diverso, magari spiegandole che trovare il giusto aiuto può richiedere tempo, ma non è impossibile?
Buona fortuna
Gentile utente,
condivido in larga parte quanto espresso dai colleghi, poiché le loro osservazioni riflettono un approccio rispettoso e professionale verso il tema da lei sollevato.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
condivido in larga parte quanto espresso dai colleghi, poiché le loro osservazioni riflettono un approccio rispettoso e professionale verso il tema da lei sollevato.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Gentilissima,
Immagino lo sconforto. Quando si ha a che fare con la sofferenza della gente serve anche una certa affinità tra paziente e professionista, oltre ad una grande empatia.
Se dovesse aver bisogno, può scrivermi tranquillamente.
Saluti.
Immagino lo sconforto. Quando si ha a che fare con la sofferenza della gente serve anche una certa affinità tra paziente e professionista, oltre ad una grande empatia.
Se dovesse aver bisogno, può scrivermi tranquillamente.
Saluti.
Capisco la sua preoccupazione. Il disturbo borderline di personalità richiede un trattamento specializzato e può essere frustrante non trovare il giusto professionista. Le consiglio di cercare un terapeuta esperto in Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT) o Terapia Focalizzata sulla Mentalizzazione (MBT), approcci efficaci per questo disturbo. Inoltre, potrebbe essere utile un supporto psicoeducativo per la famiglia, per comprendere meglio come gestire le dinamiche. Consideri anche la possibilità di rivolgersi a centri specializzati che offrano trattamenti intensivi e continuativi. Se vuole, posso aiutarla a trovare risorse specifiche nella sua zona. Se avesse bisogno di ulteriori chiarimenti, non esiti a contattami. Cordialmente,
Capisco quanto sia difficile vedere tua figlia soffrire e sentirsi impotente, soprattutto quando ha perso fiducia nel percorso terapeutico. L'approccio fenomenologico-dinamico potrebbe essere un valido strumento per aiutarla, poiché pone al centro la sua esperienza personale, senza forzare soluzioni preconfezionate. In questo approccio, il terapeuta cerca di entrare in empatia con il vissuto profondo di tua figlia, ascoltando senza giudizio e cercando di comprendere il suo mondo interiore. Questo può aiutarla a sentirsi veramente compresa, creando uno spazio di fiducia reciproca che possa rinforzare la sua speranza nel cambiamento. Potresti cercare uno psicoterapeuta specializzato in questo metodo, che sappia lavorare con delicatezza e rispetto verso il suo vissuto e le sue emozioni. Non è mai facile, ma è importante continuare a cercare il supporto giusto, per lei e per te come genitore.
Dott.ssa Angelica Dalmasso
Dott.ssa Angelica Dalmasso
Ciao, capisco quanto possa essere difficile e preoccupante affrontare una situazione del genere, specialmente quando sembra che gli sforzi per aiutare tua figlia non stiano dando i risultati sperati. Il disturbo borderline di personalità (DBP) e gli altri disturbi che tua figlia sta affrontando richiedono un approccio terapeutico molto specifico e a lungo termine. È importante che tu sappia che, anche se il percorso può essere complesso, ci sono diverse strade da percorrere per dare a tua figlia il supporto di cui ha bisogno.
Ecco alcuni consigli che potrebbero esserti utili:
1. Rivalutare il tipo di terapia: Il disturbo borderline di personalità è un disturbo complesso che richiede un tipo di trattamento mirato. La *Dialektische Behavior Therapie (DBT)*, una forma di terapia cognitivo-comportamentale sviluppata appositamente per trattare il disturbo borderline, ha dimostrato di essere particolarmente efficace. Se ancora non è stata presa in considerazione, potrebbe essere utile esplorare questa opzione. La DBT si concentra sul miglioramento delle abilità emotive, sul controllo degli impulsi e sulla regolazione delle emozioni, tutti aspetti cruciali per chi soffre di disturbi borderline.
2. Trovare il giusto terapeuta: È molto importante che tua figlia si senta compresa e supportata dal professionista con cui lavora. A volte, il "match" tra il paziente e il terapeuta è fondamentale, e non tutte le persone riescono a stabilire una buona connessione terapeutica al primo tentativo. Potrebbe essere utile cercare uno psicoterapeuta che abbia esperienza specifica con il trattamento dei disturbi di personalità, in particolare il DBP. Se tua figlia ha incontrato diversi professionisti senza trovarne uno che le fosse di supporto, potrebbe essere utile anche considerare un percorso con uno psichiatra specializzato che possa coordinarsi con un terapeuta esperto.
3. Coinvolgere la famiglia: Il supporto familiare è cruciale per chi soffre di disturbi borderline. Spesso, i membri della famiglia non sono preparati ad affrontare le difficoltà quotidiane che derivano da questo disturbo. Se non l'hai già fatto, potresti considerare di cercare un gruppo di supporto per familiari di persone con disturbo borderline o di partecipare a una terapia familiare. Questo non solo aiuta tua figlia, ma offre anche a te strumenti per gestire meglio la situazione e comprendere come supportarla nel modo più sano possibile.
4. Sostenere il recupero senza forzare: È importante che tua figlia non si senta sopraffatta dalla pressione di "guarire". La guarigione dai disturbi di personalità è un processo lungo e a volte irregolare, con alti e bassi. Mostrale che credi in lei e nel suo percorso, ma senza aspettarti risultati rapidi. Rispetta i suoi tempi e cerca di essere un punto di riferimento stabile e amorevole, senza forzare la sua partecipazione a un trattamento che non si sente pronta ad affrontare.
5. Considerare trattamenti aggiuntivi o alternativi: Oltre alla psicoterapia, alcuni disturbi legati al DBP possono essere trattati con farmaci, seppure non esistano farmaci specifici per il disturbo borderline di personalità. A volte, gli psicofarmaci possono essere utili per trattare sintomi come ansia, depressione o impulsività. Discutere con uno psichiatra di questo aspetto potrebbe essere una via da esplorare. Inoltre, tecniche come la mindfulness e la meditazione possono essere utili strumenti per la gestione delle emozioni, e potrebbero essere esplorati come complemento alla terapia.
6. Creare un ambiente sicuro e stabile: Assicurati che l’ambiente familiare sia il più possibile stabile e sicuro. Le persone con disturbi borderline tendono a rispondere alle emozioni in modo molto intenso e possono avere difficoltà a gestire conflitti o cambiamenti improvvisi. Stabilire routine quotidiane, migliorare la comunicazione familiare e ridurre le situazioni di stress può essere utile per il suo benessere.
7. Non perdere la speranza: È normale sentirsi scoraggiati quando i progressi sembrano lenti o inesistenti. Tuttavia, il trattamento per il disturbo borderline è un viaggio lungo, e il fatto che tu stia cercando di capire come muoverti per aiutare tua figlia è già un passo fondamentale. A volte, il miglioramento avviene gradualmente, e anche i piccoli cambiamenti possono fare una grande differenza a lungo termine.
Infine, potresti considerare di cercare un centro specializzato nella cura dei disturbi borderline, che offra un programma terapeutico integrato, comprendente sia la psicoterapia che la gestione psichiatrica. Tua figlia merita un trattamento adeguato, e sebbene possa sembrare difficile trovare il professionista giusto, non perdere la speranza. Insieme, con pazienza e il giusto supporto, tua figlia può trovare la via per migliorare e affrontare le sue difficoltà.
Spero che questi suggerimenti ti possano aiutare a trovare la giusta strada. Se hai altre domande o vuoi discutere più nel dettaglio, sono qui per aiutarti.
Ecco alcuni consigli che potrebbero esserti utili:
1. Rivalutare il tipo di terapia: Il disturbo borderline di personalità è un disturbo complesso che richiede un tipo di trattamento mirato. La *Dialektische Behavior Therapie (DBT)*, una forma di terapia cognitivo-comportamentale sviluppata appositamente per trattare il disturbo borderline, ha dimostrato di essere particolarmente efficace. Se ancora non è stata presa in considerazione, potrebbe essere utile esplorare questa opzione. La DBT si concentra sul miglioramento delle abilità emotive, sul controllo degli impulsi e sulla regolazione delle emozioni, tutti aspetti cruciali per chi soffre di disturbi borderline.
2. Trovare il giusto terapeuta: È molto importante che tua figlia si senta compresa e supportata dal professionista con cui lavora. A volte, il "match" tra il paziente e il terapeuta è fondamentale, e non tutte le persone riescono a stabilire una buona connessione terapeutica al primo tentativo. Potrebbe essere utile cercare uno psicoterapeuta che abbia esperienza specifica con il trattamento dei disturbi di personalità, in particolare il DBP. Se tua figlia ha incontrato diversi professionisti senza trovarne uno che le fosse di supporto, potrebbe essere utile anche considerare un percorso con uno psichiatra specializzato che possa coordinarsi con un terapeuta esperto.
3. Coinvolgere la famiglia: Il supporto familiare è cruciale per chi soffre di disturbi borderline. Spesso, i membri della famiglia non sono preparati ad affrontare le difficoltà quotidiane che derivano da questo disturbo. Se non l'hai già fatto, potresti considerare di cercare un gruppo di supporto per familiari di persone con disturbo borderline o di partecipare a una terapia familiare. Questo non solo aiuta tua figlia, ma offre anche a te strumenti per gestire meglio la situazione e comprendere come supportarla nel modo più sano possibile.
4. Sostenere il recupero senza forzare: È importante che tua figlia non si senta sopraffatta dalla pressione di "guarire". La guarigione dai disturbi di personalità è un processo lungo e a volte irregolare, con alti e bassi. Mostrale che credi in lei e nel suo percorso, ma senza aspettarti risultati rapidi. Rispetta i suoi tempi e cerca di essere un punto di riferimento stabile e amorevole, senza forzare la sua partecipazione a un trattamento che non si sente pronta ad affrontare.
5. Considerare trattamenti aggiuntivi o alternativi: Oltre alla psicoterapia, alcuni disturbi legati al DBP possono essere trattati con farmaci, seppure non esistano farmaci specifici per il disturbo borderline di personalità. A volte, gli psicofarmaci possono essere utili per trattare sintomi come ansia, depressione o impulsività. Discutere con uno psichiatra di questo aspetto potrebbe essere una via da esplorare. Inoltre, tecniche come la mindfulness e la meditazione possono essere utili strumenti per la gestione delle emozioni, e potrebbero essere esplorati come complemento alla terapia.
6. Creare un ambiente sicuro e stabile: Assicurati che l’ambiente familiare sia il più possibile stabile e sicuro. Le persone con disturbi borderline tendono a rispondere alle emozioni in modo molto intenso e possono avere difficoltà a gestire conflitti o cambiamenti improvvisi. Stabilire routine quotidiane, migliorare la comunicazione familiare e ridurre le situazioni di stress può essere utile per il suo benessere.
7. Non perdere la speranza: È normale sentirsi scoraggiati quando i progressi sembrano lenti o inesistenti. Tuttavia, il trattamento per il disturbo borderline è un viaggio lungo, e il fatto che tu stia cercando di capire come muoverti per aiutare tua figlia è già un passo fondamentale. A volte, il miglioramento avviene gradualmente, e anche i piccoli cambiamenti possono fare una grande differenza a lungo termine.
Infine, potresti considerare di cercare un centro specializzato nella cura dei disturbi borderline, che offra un programma terapeutico integrato, comprendente sia la psicoterapia che la gestione psichiatrica. Tua figlia merita un trattamento adeguato, e sebbene possa sembrare difficile trovare il professionista giusto, non perdere la speranza. Insieme, con pazienza e il giusto supporto, tua figlia può trovare la via per migliorare e affrontare le sue difficoltà.
Spero che questi suggerimenti ti possano aiutare a trovare la giusta strada. Se hai altre domande o vuoi discutere più nel dettaglio, sono qui per aiutarti.
Buonasera, mi dispiace molto per sua figlia. Sebbene non sia scontato né semplice trovare un professionista con cui ci si trovi bene, delle volte è necessario anche riflettere sul perché, a fronte di vari tentativi di ricerca di un aiuto, si rimane sempre delusi del trattamento.
Spesso si spera e si ha la fantasia che dopo un breve percorso di psicoterapia si debbano vedere grandi risultati, ma la psicoterapia, quella che aiuta e funziona, è un impegno, un investimento che ha necessità di tempo. Il mio consiglio è di trovare un altro professionista e non fermarsi alla percezione che questo "non vada bene", di insistere, di avere fiducia e pazienza.
Spesso si spera e si ha la fantasia che dopo un breve percorso di psicoterapia si debbano vedere grandi risultati, ma la psicoterapia, quella che aiuta e funziona, è un impegno, un investimento che ha necessità di tempo. Il mio consiglio è di trovare un altro professionista e non fermarsi alla percezione che questo "non vada bene", di insistere, di avere fiducia e pazienza.
Buongiorno, sicuramente il quadro è molto complesso e delicato. Disturbi di questo genere possono essere estremamente difficili da gestire non solo per chi ne soffre ma anche per chi li vive nel quotidiano.
Detto questo sarebbe sicuramente consigliato anche per te un percorso psicologico che possa aiutarti a gestire le emozioni relative a questo vissuto, questo sia pe il tuo benessere sia per poter essere un sostegno migliore per tua figlia.
Consiglio anche di cambiare prospettiva rispetto al tipo di aiuto che psicologi, psicoterapeuti e psichiatri possono dare in questo caso. Psicopatologie di questo tipo, come ho già detto, sono molto complesse e il termine "cura" spesso non è quello più indicato. E' possibile trovare soluzioni per convivere con certi problemi, strategie per gestire i momenti più bui, tecniche per rendersi indipendenti e vivere una vita normale con o senza farmaci ma seguendo sempre le indicazioni di medici e psicologi/psicoterapeuti.
Cercare una cura, quindi il raggiungimento di una "normalità", rischia di far sentire chi soffre di questo genere di psicopatologie soltanto più "strano" e "malato". L'accettazione del problema e la sua normalizzazione come stato che deve essere gestito piuttosto che risolto trovo sia il primo passo da intraprendere per iniziare a vivere meglio.
Detto questo sarebbe sicuramente consigliato anche per te un percorso psicologico che possa aiutarti a gestire le emozioni relative a questo vissuto, questo sia pe il tuo benessere sia per poter essere un sostegno migliore per tua figlia.
Consiglio anche di cambiare prospettiva rispetto al tipo di aiuto che psicologi, psicoterapeuti e psichiatri possono dare in questo caso. Psicopatologie di questo tipo, come ho già detto, sono molto complesse e il termine "cura" spesso non è quello più indicato. E' possibile trovare soluzioni per convivere con certi problemi, strategie per gestire i momenti più bui, tecniche per rendersi indipendenti e vivere una vita normale con o senza farmaci ma seguendo sempre le indicazioni di medici e psicologi/psicoterapeuti.
Cercare una cura, quindi il raggiungimento di una "normalità", rischia di far sentire chi soffre di questo genere di psicopatologie soltanto più "strano" e "malato". L'accettazione del problema e la sua normalizzazione come stato che deve essere gestito piuttosto che risolto trovo sia il primo passo da intraprendere per iniziare a vivere meglio.
Il consulto con uno psicologo/psicoterapeuta è necessario, eventualmente anche in concomitanza con uno psichiatra e che i due professionisti si tengano in contatto.
Fintantoché non ci sarà una decisione a impegnarsi nel percorso che è arduo, nessuno andrà bene. E' parte del problema. La sintonia tra professionista e paziente è certamente importante, ma ogni percorso come ogni cura richiede tempo, impegno e pazienza.
Fintantoché non ci sarà una decisione a impegnarsi nel percorso che è arduo, nessuno andrà bene. E' parte del problema. La sintonia tra professionista e paziente è certamente importante, ma ogni percorso come ogni cura richiede tempo, impegno e pazienza.
Carissima. Essendo un disturbo della personalità non c'è una vera e propria guarigione, ma ci sono molte terapie validissime che aiutano i pazienti ad entrare in contatto con le proprie difficoltà e a controllare le emozioni. In primo luogo, c'è sempre l'accettazione di se stesse, per ciò che si è e per ciò che si può offrire. Rimango a disposizione per un ipotetico consulto
Buonasera, in tutte le relazioni terapeutiche è molto difficile instaurare sin da subito un certa fiducia e alleanza tra terapeuta paziente ma è la basa per la costruzione del processo terapeutico. Nel caso di sua figlia il fatto di non trovare nessuno che possa andare bene è in qualche modo un pò il sintomo stesso della malattia che porta a questa difficoltà relazionale anche con professionisti della salute mentale. Capisco la difficoltà ma forse potrebbe esservi di aiuto la mia competenza con questi disturbi.
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità e preoccupazione la situazione di sua figlia. Capisco profondamente quanto possa essere difficile vedere una persona cara soffrire, e ancor più quando, dopo diversi tentativi, sembra che nessun percorso terapeutico sia davvero "quello giusto".
Vorrei dirle che è assolutamente comprensibile il senso di scoraggiamento che può emergere, sia da parte sua che da parte di sua figlia. Ma il fatto che lei stia ancora cercando, che non si sia arresa, è già un segnale prezioso. Significa che, nonostante tutto, c’è ancora spazio.
È importante sapere che la relazione terapeutica è un incontro tra persone, e non sempre si trova subito la persona giusta con cui instaurare un legame di fiducia e sicurezza. Trovare lo psicoterapeuta adatto può richiedere tempo e qualche tentativo, ma non è tempo sprecato: ogni esperienza, anche quella che non funziona, può aiutare a comprendere meglio cosa si cerca, cosa si ha bisogno di evitare, e quali aspetti della relazione aiutano davvero.
La psicoterapia non è solo una tecnica: è un processo profondamente umano, che si costruisce nella relazione. Per questo, più che "trovare lo specialista migliore", a volte si tratta di trovare una persona con cui poter parlare sentendosi visti, accolti, ascoltati senza giudizio.
Se sua figlia è disposta a fare un altro tentativo, si può partire anche da questo vissuto di sfiducia: un buon terapeuta non lo considererà un ostacolo, ma un punto da cui iniziare il dialogo, una verità che merita di essere portata in seduta con delicatezza e rispetto.
Le mando un caro saluto, con tutta la stima per il suo impegno e la sua dedizione.
Vorrei dirle che è assolutamente comprensibile il senso di scoraggiamento che può emergere, sia da parte sua che da parte di sua figlia. Ma il fatto che lei stia ancora cercando, che non si sia arresa, è già un segnale prezioso. Significa che, nonostante tutto, c’è ancora spazio.
È importante sapere che la relazione terapeutica è un incontro tra persone, e non sempre si trova subito la persona giusta con cui instaurare un legame di fiducia e sicurezza. Trovare lo psicoterapeuta adatto può richiedere tempo e qualche tentativo, ma non è tempo sprecato: ogni esperienza, anche quella che non funziona, può aiutare a comprendere meglio cosa si cerca, cosa si ha bisogno di evitare, e quali aspetti della relazione aiutano davvero.
La psicoterapia non è solo una tecnica: è un processo profondamente umano, che si costruisce nella relazione. Per questo, più che "trovare lo specialista migliore", a volte si tratta di trovare una persona con cui poter parlare sentendosi visti, accolti, ascoltati senza giudizio.
Se sua figlia è disposta a fare un altro tentativo, si può partire anche da questo vissuto di sfiducia: un buon terapeuta non lo considererà un ostacolo, ma un punto da cui iniziare il dialogo, una verità che merita di essere portata in seduta con delicatezza e rispetto.
Le mando un caro saluto, con tutta la stima per il suo impegno e la sua dedizione.
Buongiorno, capisco la sua preoccupazione e ne ha tutto il diritto, purtroppo una delle caratteristiche del disturbo è un'idealizzazione (chi ho di fronte è perfetto) e poi una svalutazione (chi ho di fronte non vale nulla), cosa che potrebbe essere successa con i vari professionisti con cui è entrata in contatto. Potrebbe essere un'ipotesi, ciò non toglie magari anche parte di responsabilità ai professionisti per carità. Ovviamente le direi di non scoraggiarsi perchè trovare il terapeuta giusto non è sempre semplice, ci sono in gioco anche simpatie/antipatie, però per il disturbo di sua figlia combinare uno psichiatra a uno psicoterapeuta potrebbe essere la via migliore per trovare un po' di serenità.
Buongiorno, comprendo la preoccupazione e sofferenza sua e di sua figlia, se vuole io sono disponibile per un "tentativo" online per approfondire la sua richiesta
Salve, il disturbo borderline richiede spesso un trattamento integrato, che includa una psicoterapia strutturata e specifica, come la terapia dialettico-comportamentale o approcci integrativi con elementi di analisi bioenergetica o Mindfulness, che aiutano a gestire l’instabilità emotiva e migliorare la qualità della vita. È importante che lei e sua figlia possiate trovare uno psicologo psicoterapeuta con cui si crei un rapporto di fiducia e comprensione, perché questo è il fondamento per un cambiamento reale. Potrebbe essere utile cercare centri specializzati o professionisti con esperienza specifica in disturbi della personalità, anche valutando modalità di terapia di gruppo o di sostegno familiare. Le consiglio di accompagnare sua figlia con pazienza, offrendo supporto senza forzare, e di considerare un confronto diretto con un esperto che possa orientarla verso il percorso più adatto. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Buongiorno Signora, la relazione che si instaura tra paziente e operatore è anch'essa, anzi soprattutto, una relazione personale, fatta di intesa, sintonia, fiducia, comprensione. Non posso che consigliarle di incoraggiare sua figlia di non perdere la speranza di incontrare il curante giusto con lei con cui sviluppare gradualmente una vera alleanza. Non sottovaluti anche il fatto che il ripetuto non trovarsi bene con nessuno possa rappresentare un mezzo difensivo posto in atto dal paziente a livello inconscio.
Buonasera,
ho letto con attenzione quello che ha scritto, è importante trovare lo specialista giusto con cui si possa creare un rapporto di fiducia reciproco.
Se disposti ad un percorso online o in presenza su Milano io sono disponibile a qualche colloquio conoscitivo e poi capire insieme come e se procedere!
Cordialmente, Ilaria Guida
ho letto con attenzione quello che ha scritto, è importante trovare lo specialista giusto con cui si possa creare un rapporto di fiducia reciproco.
Se disposti ad un percorso online o in presenza su Milano io sono disponibile a qualche colloquio conoscitivo e poi capire insieme come e se procedere!
Cordialmente, Ilaria Guida
Capisco la sua preoccupazione. Dopo molti tentativi terapeutici non percepiti come efficaci, è comprensibile che sua figlia si senta scoraggiata e abbia perso fiducia nei professionisti.
Nel caso del disturbo borderline di personalità, può essere utile orientarsi verso un/una terapeuta o un’équipe con formazione specifica in Dialectical Behavior Therapy (DBT), un approccio strutturato e supportato dalla letteratura, mirato in particolare alla regolazione emotiva, alla gestione delle crisi e delle relazioni. Non si tratta di un percorso rapido, ma di un lavoro graduale che richiede continuità e una buona alleanza terapeutica.
Può essere inoltre utile prevedere un primo colloquio conoscitivo in cui vengano chiariti metodo, obiettivi e tempi del trattamento, così da ridurre ulteriori delusioni. Quando possibile, anche il coinvolgimento dei familiari in momenti di psicoeducazione può rappresentare una risorsa importante.
Nel caso del disturbo borderline di personalità, può essere utile orientarsi verso un/una terapeuta o un’équipe con formazione specifica in Dialectical Behavior Therapy (DBT), un approccio strutturato e supportato dalla letteratura, mirato in particolare alla regolazione emotiva, alla gestione delle crisi e delle relazioni. Non si tratta di un percorso rapido, ma di un lavoro graduale che richiede continuità e una buona alleanza terapeutica.
Può essere inoltre utile prevedere un primo colloquio conoscitivo in cui vengano chiariti metodo, obiettivi e tempi del trattamento, così da ridurre ulteriori delusioni. Quando possibile, anche il coinvolgimento dei familiari in momenti di psicoeducazione può rappresentare una risorsa importante.
Buongiorno, comprendo profondamente la sua preoccupazione: il disturbo borderline di personalità è una condizione complessa che può mettere a dura prova sia la persona che ne soffre sia la famiglia, soprattutto quando si susseguono tentativi terapeutici percepiti come poco efficaci. È importante però sapere che si tratta di un disturbo per il quale esistono trattamenti specifici e validati, e che il percorso può richiedere tempo prima di trovare l’approccio e il professionista più adatti. Non tutti gli interventi psicologici sono indicati allo stesso modo per questo quadro: terapie strutturate come la Dialectical Behavior Therapy (DBT), la Schema Therapy o la Mentalization Based Therapy (MBT) hanno mostrato particolare efficacia nel trattamento del disturbo borderline, perché lavorano in modo mirato sulla regolazione emotiva, sull’impulsività, sulle relazioni interpersonali e sull’identità. Può essere utile orientarsi verso centri o professionisti che abbiano una formazione specifica in questi approcci e una comprovata esperienza con questo disturbo. Parallelamente, anche il coinvolgimento familiare è spesso un elemento importante: esistono percorsi psicoeducativi per i familiari che aiutano a comprendere meglio le dinamiche del disturbo e a gestire le situazioni critiche senza alimentare involontariamente conflitti o sentimenti di impotenza. Il fatto che sua figlia stia perdendo fiducia è comprensibile, ma non significa che non possa migliorare: spesso la continuità e la specificità del trattamento fanno la differenza. Le suggerirei di cercare strutture pubbliche o private specializzate nei disturbi di personalità nella vostra area e di valutare un primo colloquio orientativo per comprendere quale percorso possa essere più indicato. La sua presenza attenta e il suo desiderio di aiuto rappresentano già una risorsa molto significativa per sua figlia. Dott.ssa Chiara Avelli
Buongiorno, capisco la sua preoccupazione. Quando una persona ha incontrato diversi professionisti senza sentirsi davvero aiutata, è comprensibile che possa perdere fiducia e scoraggiarsi. Questo però non significa che non esistano percorsi adatti a sua figlia: a volte serve tempo per trovare l’approccio e la relazione terapeutica più giusta.
Nei disturbi borderline è spesso utile che il lavoro coinvolga, in qualche modo, anche il contesto familiare, perché le relazioni hanno un ruolo importante nel sostenere il cambiamento. A volte può essere prezioso che anche i genitori abbiano uno spazio di confronto con un professionista, per capire meglio come stare accanto a propria figlia in questa fase.
Il fatto che lei continui a cercare aiuto per lei è già molto importante. Con il percorso giusto, è possibile ritrovare fiducia e costruire nel tempo un maggiore equilibrio. Un caro saluto.
Nei disturbi borderline è spesso utile che il lavoro coinvolga, in qualche modo, anche il contesto familiare, perché le relazioni hanno un ruolo importante nel sostenere il cambiamento. A volte può essere prezioso che anche i genitori abbiano uno spazio di confronto con un professionista, per capire meglio come stare accanto a propria figlia in questa fase.
Il fatto che lei continui a cercare aiuto per lei è già molto importante. Con il percorso giusto, è possibile ritrovare fiducia e costruire nel tempo un maggiore equilibrio. Un caro saluto.
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