Dott.
Matteo Mossini
Psicologo
·
Psicoterapeuta
Psicologo clinico
Altro
Parma 1 indirizzo
Esperienze
Nessun manuale può insegnare la psicologia; la si apprende tramite l’effettiva esperienza. In psicologia si possiede solo ciò di cui si è fatto esperienza nella realtà. Quindi una semplice comprensione intellettuale non è sufficiente, perché si apprendono solo i termini e non la sostanza interiore
(Carl Gustav Jung).
La tecnica che ho imparato come punto da cui partire è la Psicoterapia Breve Focale.
Il focus è il problema significativo identificato, la soluzione del quale aiuta il paziente a raggiungere la finalità desiderata. Il piano di trattamento include una fase con un focus o in base alla gravità dei problemi della persona, più fasi successive, ognuna con un focus, per affrontare il quale possono essere indicate strategie tecniche differenti.
Con il termine bisogno specifico si intende il bisogno che risulta da una relazione conflittuale dell'individuo con se stesso e/o con gli altri. Sappiamo che tutti gli esseri umani hanno gli stessi bisogni di base, dai più semplici ai più complessi, come descritto per esempio da Maslow (1970) e possiamo riconoscere questa universalità sia nei nostri bisogni primari, come il biasgno di soddisfare la fame, sia nei più complessi come quelli che riguardano gli affetti e gli ideali. I bisogni specifici sono una espressione della componente conflittuale, della più sana e, in casi di grave psicopatologia, di una componente deficitaria: è perciò il focus dell'intervento, in quanto è il problema principale che ostacola il corso naturale dello sviluppo.
I bisogni specifici sono esplorati in alcune dimensioni. La dimensione intrapsichica e la dimensione relazione. Il potenziale evolutivo viene identificato mediante la struttura di personalità e il concetto di sè.
Integrazione dei modelli evolutivo-psicanalitico-cognitivo-comportamentale. Sono reciprocamente fonte di informazioni per comprendere le origini del comportamento adattativo e disturbato, dei motivi del loro permanere e dei processi di cambiamento. Lo sviluppo ha luogo durante tutta l'esistenza, senza la mediazione terapeutica: il corso evolutivo è quindi il contesto del lavoro clinico, la dimensione evolutiva lo schema di riferimento di base, ruolo della psicoterapia e attuare interventi differenziati, volti a modificare i fattori che ostacolano il processo evolutivo.
Il modello psicoanalitico viene utilizzato per elaborare il conflitto intrapsichico e o interpersonale con componenti inconsce – quello cognitivo-comportamentale per rendere il paziente consapevole di come i suoi schemi e pensieri disfunzionali basati sull'esperienza passata, continuino ad essere attivi e di come può modificarli in base le nuove esperienze – i due modelli vengono integrati quando entrambi sono necessari per risolvere un conflitto evolutivo.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicodiagnostica
- Psicologia cognitiva
- Psicologia del lavoro
Principali patologie trattate
- Ansia
- Attacco di panico
- Disturbo post traumatico da stress
- Fobie
- Depressione
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Colloquio psicologico
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Pubblicazioni e articoli
Indirizzo
Viale Antonio Fratti 34/a, Parma 43120
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
28 recensioni
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E
E.R.
Ottima esperienza. Professionista diretto, professionale ed attento. Un aiuto indispensabile nel nostro percorso di coppia. Grazie veramente con tutto il cuore.
• Studio Psicologico Dott. Matteo Mossini • psicoterapia di coppia •
Dott. Matteo Mossini
Grazie a voi!!
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C
C.V.
Ottimo trattamento con un’attenzione particolare al paziente da non sottovalutare , bel posto e un ottimo professionista
• Studio Psicologico Dott. Matteo Mossini • colloquio psicologico •
Dott. Matteo Mossini
Grazie!!
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M
Marco
Professionista esemplare, capace e disponibile. Ha saputo aiutarmi guidandomi passo a passo nel percorso terapeutico. Consigliatissimo.
• Studio Psicologico Dott. Matteo Mossini • psicoterapia individuale •
Dott. Matteo Mossini
Grazie!!
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A
Ale
Il Dottor Matteo è stato fin dalla prima seduta diretto e chiaro. Un professionista che va dritto al punto, affrontando le questioni con naturalezza e concentrazione.
Mi sto trovando bene con lui e apprezzo il suo approccio pratico e mirato.• Altro • Altro •
Dott. Matteo Mossini
Grazie, mi fa piacere!
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M
M.A.
Mi sto trovando molto bene. Ho trovato un professionista che mette a tuo agio, che riesce a far emergere le cose più profonde con leggerezza, eliminando qualsiasi resistenza che potrebbe accompagnare un paziente, soprattutto nelle sue prime sedute dallo psicologo. Affrontare temi difficili con naturalezza penso sia il miglior pregio che uno psicologo possa avere.
• Studio Psicologico Dott. Matteo Mossini • psicoterapia •
Dott. Matteo Mossini
Grazie, mi fa molto piacere!
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A
Alberto
A volte serve solo una persona esterna ai propri casini che ti ascolta, ti comprenda e ti faccia vedere le cose da un altra prospettiva. In Matteo ho trovato tutto questo e grazie a lui son riuscito a capire e affrontare meglio i problemi. Davvero soddisfatto di aver parlato con lui.
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Dott. Matteo Mossini
Mi fa piacere!
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G
G.V.
Sono stato seguito dal Dottor. Mossini per qualche mese.. È un esemplare professionista a cui piace il suo lavoro e che raggiunge un livello di empatia elevato con il suo paziente. Ho avuto sollievi immediati una volta iniziato il percorso con lui
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Dott. Matteo Mossini
Grazie, lieto di essere stato utile...
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D
D.R.
Ho iniziato un percorso con il Dottor Mossini lo scorso Ottobre e posso dirmi, ad oggi, soddisfatta dei passi avanti che ho fatto e sto facendo rispetto a mie problematiche legate principalmente all’ansia e alla bassa autostima. Professionista attento, empatico, comunica in modo diretto e chiaro.
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Dott. Matteo Mossini
Grazie, mi fa piacere leggere il suo feedback...
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A
AV
Dottore molto attento e puntuale. Mi ha ascoltato e lasciato parlare con un atteggiamento che mi ha messo subito a mio agio.
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Dott. Matteo Mossini
Grazie, mi fa molto piacere
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U
Umberto
Ringrazio il Dottor Mossini per la sua professionalità e la sua gentilezza. Una persona davvero fantastica che ha saputo mettermi subito a mio agio e che in pochissimo tempo ha risolto le mie problematiche. Lo consiglio vivamente!
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Dott. Matteo Mossini
Grazie davvero!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 1005 domande da parte di pazienti di MioDottore
Sono sempre stato un soggetto particolarmente ansioso, per via molto probabilmente di un'educazione eccessivamente protettiva e ansiogena dei miei genitori, che mi ha portato nel corso del tempo a sviluppare una forma di ipersensibilità e ipereattività generalizzata nelle attività di tutti i giorni. Circa due anni fa la situazione è degenerata con l'insorgenza di un disturbo da attacchi di panico, che ho trattato con terapia farmacologica (Escitalopram) e psicoterapia cognitivo comportamentale. Adesso ho sospeso l'SSRI dopo graduale scalaggio come d'accordo col mio psichiatra e proseguo la psicoterapia circa una volta ogni venti giorni. Come può immaginare l'episodio è stato per me fonte di grande sofferenza e mi ha portato a ricercare un equilibrio di vita che da tempo avevo abbandonato. Sono riuscito a riprendermi da una situazione di stallo universitario riuscendo a sostenere 9 esami in questi due anni, ho ripreso a giocare a tennis, a correre, ad avere una vita sociale sana e sto cercando di avvicinarmi al mondo della mindfullness/meditazione. Nonostante questi progressi, sto vivendo un momento di grande smarrimento. Al momento mi mancano 12 esami per laurearmi e sto avendo rimuginii costanti sulla scelta del mio percorso. Sin da prima che emergesse il disturbo da panico ho manifestato una specie di fobia nei confronti dell'ospedale e dell'ambiente medico, e adesso la cosa è ancora presente. E' come se associassi l'ospedale ad un ambiente minaccioso, e per me che studio Medicina la situazione mi sembra paradossale. Questo problema, apparentemente di poco conto, mi sta impedendo di formarmi nel modo corretto e sta generando in me frustrazione. Vedo il tirocinio come qualcosa da cui molto spesso devo stare alla larga, semplicemente per via di questa risposta fobico/ansiosa che però mi lascia quasi sempre un grande senso di spossatezza. Ero a conoscenza di questa mia tendenza quando mi sono iscritto a Medicina, ma ero abbastanza convinto che fosse la strada più adatta a me e che più sposava i miei interessi, ma adesso sento tutto un po' in discussione e forse sto iniziando a sviluppare un senso di rifiuto nei confronti di questa facoltà. La questione è stata ampiamente approfondita col mio psicoterapeuta, che sostiene che in realtà questa mia caratteristica non mi impedirà di fare il medico e di condurre una vita serena, perchè con il passare del tempo scomparirà e sarà solo un lontano ricordo. Invece io, nonostante l'impegno in terapia, continuo a vederla come un qualcosa più grande di me, in cui l'ansia prende il sopravvento e lasciando in me solo una sensazione di passività. Purtroppo anche con dosaggio massimo di Escitalopram, la fobia è sempre stata presente. Non so come gestire questa situazione e la cosa mi sta impedendo di essere sereno e di realizzarmi in ambito lavorativo. Avrei bisogno di un aiuto concreto, perchè al momento sono frustrato e mi sembra che non ci sia soluzione al mio problema.
Difficile immaginare una soluzione fino a quando non si troverà a dover affrontare veramente la situazione. Il suo terapeuta rimane comunque la persona più indicata con cui gestire questa problematica.
Gentilissimi dottori, piacere, sono Federico e ho 20 anni.
Volevo parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore ma che allo stesso tempo mi fa soffrire molto, e riguarda il mio migliore amico. Abbiamo la stessa età e ci conosciamo da quando siamo nati essendo che le nostre famiglie erano molto amiche.. col tempo si sono allontanate, ma noi due invece siamo rimasti inseparabili! Lo considero la mia metà, infatti non riuscirei ad immaginarmi senza di lui.
A prescindere da ciò, solo di recente ho fatto caso a quanti lati tossici presenta il nostro legame, e mi duole dirlo ma la maggior parte di questa tossicità proviene da lui.. io sono di indole accomodante, sono un ragazzo molto timido e docile. Lui invece è sicuramente più autoritario di me e fin qui non ci sarebbe nulla di male se solo non fosse anche prepotente…
Diciamo che ci ho fatto l’abitudine.. tende a sovrastare un po’ tutti, ha una personalità parecchio egocentrica e arrogante, come se fosse lui il re e gli altri i suoi schiavi.
Per esempio, io non ho la patente: ogni volta che mi scarrozza in giro sbuffa e mi rimprovera di essere un inetto, come se non avere la patente a 20 anni fosse sinonimo di incapacità.
A volte mi tratta come se fossi un fratellino minore un po’ strano, o perlomeno queste sono le mie sensazioni.. diciamo che quando sto con lui mi sento sempre un po’ indietro… e purtroppo non riesco mai ad impormi come si deve.
Poi è molto permaloso e a volte per una stupidaggine non mi ha rivolto la parola per mesi.. porta rancore e mi rinfaccia anche cose che ho fatto quando andavamo ancora alle medie.
Dato che lo conosco da una vita posso asserire con certezza che è sempre stato un bambino / ragazzo prepotente e altezzoso, ma proprio perché lo conosco da sempre conosco anche l’altra faccia della medaglia che mi tiene legato a lui: è il mio unico amico, abbiamo frequentato le stesse scuole, le stesse classi, le stesse compagnie.. è stata la prima persona a cui ho confessato la mia bisessualità, e sinceramente all’inizio l’ho sottovalutato perché temevo mi ridesse in faccia, e invece mi ha ascoltato parlare senza giudicarmi nemmeno una volta. Mi ha detto che lo sospettava già e che non gli cambiava nulla.. e non avete idea di quanto mi sono sentito leggero in quel momento.
Poi è anche il mio confidente, perché mi ha aiutato in un periodo bruttissimo della mia vita dove i miei genitori hanno divorziato in maniera orribile e lui era l’unica persona che mi era rimasta. Mi ha aiutato essendoci, e secondo me lui non si rende mai conto di quanto per me sia importante la “sola” presenza.. è una persona che tende a misurare i “favori” materialmente, forse anche a causa del contesto in cui è cresciuto…
C’è stato un momento della mia vita (molto recente a dire il vero) in cui credevo di provare qualcosa per lui che andava oltre l’amicizia. Tendo a provare del trasporto romantico solo con persone che conosco bene e da tanto tempo, e lui rientra perfettamente in questa “categoria”.
Non so se parlarne al passato perché ora come ora non so bene cosa provo.. sono talmente abituato a vederlo e a stare con lui che non ci faccio più caso, ma questa cosa mi fa soffrire perché se dovesse evolversi temo possa incrinare il nostro legame. E se dovesse succedere avrei perso definitivamente tutto.
Vorrei parlargliene perché non sono capace di tenermi le cose dentro, ma ho comunque paura che fraintenda. Lui per me sarà sempre il mio migliore amico, vada come vada, ma è anche vero che a volte ho desiderato che fosse qualcosa di più. E mi sento in colpa per questo.. non voglio che si senta a disagio con me.
Ho bisogno di consigli e di essere indirizzato verso la strada più giusta, perché come ho già detto non posso permettermi di perdere un’amicizia così importante, figuriamoci a causa mia.. Non me lo perdonerei mai!
Buongiorno, leggo molta insicurezza nelle sue parole. Le consiglierei di intraprendereun percorso psicologico per chiarirsi meglio, per quanto riguarda la sua descrizione trovo che sia indice di difficoltà relazionale il fatto che questa persona sia il suo unico amico. Proprio in quanto unico diventa totalizzante ma anche condizionante in quanto ha paura di perderla e se la perdesse non rimarrebbe nulla. Per quanto riguarda il provare qualcosa in più della semplice amicizia, ci ragionerei meglio, primo perchè sotto molti aspetti l'ha definita una amicizia tossica e con un rapporto più stretto le cose possono solo peggiorare e, secondariamente perchè non è chiaro l'orientamento sessuale del suo amico anche se sembrerebbe eterosessuale e quindi per forza disinteressato ad una relazione con lei.
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