Buonasera, ho una figlia di 29 anni, con la diagnosi di DBT da 2022, siccome la lista dei farmaci ch
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Buonasera, ho una figlia di 29 anni, con la diagnosi di DBT da 2022, siccome la lista dei farmaci che le sono stati somministrari è molto lunga, chiedo sé il percorso in strutture doppia diagnosi possa guarire questo tipo di paziente? Comincio a pensare che mia figlia non si recupererà mai più perché è da 5 anni che assume psicofarmaci, sembra una cavia in mano dai medici che le hanno in cura! Ringrazio in anticipo per l'attenzione.
Buongiorno,
comprendo la sua preoccupazione per la situazione di sua figlia.
Le strutture di doppia diagnosi possono offrire supporto significativo ma non esiste un'unica regola.
Rimane però estremamente importante mantenere una comunicazione aperta con i professionisti che la seguono e valutare insieme le strategie terapeutiche più adatte. Ogni percorso è unico e il recupero è possibile, anche se richiede tempo, fiducia e pazienza.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Diana Sala
comprendo la sua preoccupazione per la situazione di sua figlia.
Le strutture di doppia diagnosi possono offrire supporto significativo ma non esiste un'unica regola.
Rimane però estremamente importante mantenere una comunicazione aperta con i professionisti che la seguono e valutare insieme le strategie terapeutiche più adatte. Ogni percorso è unico e il recupero è possibile, anche se richiede tempo, fiducia e pazienza.
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Buongiorno. Il Disturbo Borderline di Personalità (DBT) è una condizione complessa e il percorso di cura può richiedere tempo, soprattutto quando ci sono difficoltà aggiuntive come la doppia diagnosi, che implica la presenza di più problematiche psicologiche o dipendenze. Le strutture specializzate in doppia diagnosi possono offrire un approccio più integrato e personalizzato, supportando sia con il disturbo della personalità che con altre condizioni associate
Oltre ai farmaci, che possono essere utilizzati per gestire i sintomi, percorsi di psicoterapia, come le metodologie attive e la terapia dialettico-comportamentale (TDC), sono fondamentali per un trattamento efficace e per migliorare la qualità della vita. È importante mantenere un dialogo costante con i medici ei terapeuti per rivedere il piano
Se sente che il percorso attuale non sta portando miglioramenti, potrebbe valere la pena valutare con i medici l'idea di un secondo parere o di un cambiamento di approccio terapeutico.
Infine, il supporto della famiglia è fondamentale, quindi il consiglio di mantenere un dialogo aperto con sua figlia, i suoi terapeuti e, se possibile, partecipare ad incontri di supporto per familiari di persone con disturbo borderline.
Le auguro il meglio per il percorso di sua figlia e per il suo benessere.
d.ssa Raileanu
Oltre ai farmaci, che possono essere utilizzati per gestire i sintomi, percorsi di psicoterapia, come le metodologie attive e la terapia dialettico-comportamentale (TDC), sono fondamentali per un trattamento efficace e per migliorare la qualità della vita. È importante mantenere un dialogo costante con i medici ei terapeuti per rivedere il piano
Se sente che il percorso attuale non sta portando miglioramenti, potrebbe valere la pena valutare con i medici l'idea di un secondo parere o di un cambiamento di approccio terapeutico.
Infine, il supporto della famiglia è fondamentale, quindi il consiglio di mantenere un dialogo aperto con sua figlia, i suoi terapeuti e, se possibile, partecipare ad incontri di supporto per familiari di persone con disturbo borderline.
Le auguro il meglio per il percorso di sua figlia e per il suo benessere.
d.ssa Raileanu
Salve, la situazione è molto complessa, a fianco dell'intervento farmacologico, necessario, giova una psicoterapia e il supporto alla famiglia. Cordiali saluti dott.ssa Silvia Ragni
Buona sera signora, la capisco e mi dispiace, per quanto mi riguarda, dell'ennesimo caso di mala-psichiatria. Purtroppo queste pratiche e prolungate per così tanto tempo non possono sortire altro effetto di convincere i pazienti stessi e le loro famiglie che non ci sia nulla da fare.
Ma non è così. Se ne può uscire. Mi scriva, ne parleremo senza impegno.
Ma non è così. Se ne può uscire. Mi scriva, ne parleremo senza impegno.
Buongiorno, comprendo che la situazione sia difficile e possa scoraggiare, ma continuare le cure e ascoltare i professionisti che hanno in carico sua figlia ritengo che sia comunque la scelta migliore. Consiglio inoltre di affidarsi ad un professionista per un supporto familiare. Il ruolo del genitori in queste situazioni è molto complesso e ha bisogno di un supporto personalizzato.
Dott. Marenco
Dott. Marenco
Buongiorno,
il disturbo borderline di personalità richiede il trattamento integrato di psicoterapia e farmacoterapia. I pazienti doppia diagnosi sono affetti da un disturbo psichiatrico e sono accompagnati da una dipendenza patologica quale può essere quella dall' alcool o da sostanze stupefacenti. In questi ultimi casi tal volta può essere necessario ricovero in strutture adeguate. Non credo sia il caso di sua figlia. Ad ogni modo la valutazione ed il relativo piano terapeutico di un paziente può essere pianificato solo ed esclusivamente a seguito di colloqui conoscitivi.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
il disturbo borderline di personalità richiede il trattamento integrato di psicoterapia e farmacoterapia. I pazienti doppia diagnosi sono affetti da un disturbo psichiatrico e sono accompagnati da una dipendenza patologica quale può essere quella dall' alcool o da sostanze stupefacenti. In questi ultimi casi tal volta può essere necessario ricovero in strutture adeguate. Non credo sia il caso di sua figlia. Ad ogni modo la valutazione ed il relativo piano terapeutico di un paziente può essere pianificato solo ed esclusivamente a seguito di colloqui conoscitivi.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, le consiglio di non considerare il Disturbo Borderline come una "malattia" da curare/incurabile: è un disturbo complesso che può essere tenuto sotto controllo e gestito con psicofarmaci unitamente ad un valido e costante percorso di psicoterapia. Potrebbe rivolgersi allo/a psichiatra per valutare l'inizio di un percorso terapeutico, se ancora non lo sta percorrendo. Quando si parla di "doppia diagnosi", come hanno già sottolineato i colleghi, ci si riferisce ad abuso di sostanze e disturbo psichiatrico: quando è presente un DBP, vi potrebbe essere la comorbilità con l'abuso di sostanze, ma anche con diversi disturbi dell'umore.
Se ha bisogno di ulteriori informazioni, resto a Sua disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Lo Re
Psicologa Psicoterapeuta
Torino e Asti
Consulenze online
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Cara utente, sicuramente fare un percorso in una struttura in cui è possibile seguire un “trattamento integrato” è una buona opportunità in quanto è
la stessa équipe di clinici ad occuparsi di entrambi i
disturbi del paziente, coordinando i programmi specifici.
Gli obiettivi sono il recupero del soggetto e il
miglioramento di entrambe le problematiche. Per
“recupero” si intende che il soggetto a doppia diagnosi
impari a gestire entrambi i disturbi e migliori la propria
qualità di vita. Come lei ha potuto constatare, è una situazione complessa che richiede tempo, pazienza e fiducia nell'equipe che ha in cura sua figlia. Bisogna trovare la strada giusta per riportarla all'autonomia, non è semplice perchè ne esistono tante e diverse! Spero che presto possa intraprendere la sua, sperando lo abbia già fatto.
Forza!
Dott.ssa Chiara Caprarelli
la stessa équipe di clinici ad occuparsi di entrambi i
disturbi del paziente, coordinando i programmi specifici.
Gli obiettivi sono il recupero del soggetto e il
miglioramento di entrambe le problematiche. Per
“recupero” si intende che il soggetto a doppia diagnosi
impari a gestire entrambi i disturbi e migliori la propria
qualità di vita. Come lei ha potuto constatare, è una situazione complessa che richiede tempo, pazienza e fiducia nell'equipe che ha in cura sua figlia. Bisogna trovare la strada giusta per riportarla all'autonomia, non è semplice perchè ne esistono tante e diverse! Spero che presto possa intraprendere la sua, sperando lo abbia già fatto.
Forza!
Dott.ssa Chiara Caprarelli
Buonasera. Comprendo quanto possa essere difficile e frustrante vedere una persona amata affrontare una sfida così complessa e duratura come il disturbo borderline di personalità (DBT). È naturale sentirsi impotenti e preoccupati per il futuro.
È importante ricordare che il percorso di trattamento per il DBT e le condizioni co-occorrenti, come le dipendenze, può essere lungo e variegato. Ogni persona è unica, e i percorsi di guarigione possono differire notevolmente da individuo a individuo. Per molte persone, i trattamenti in strutture a doppia diagnosi possono essere molto efficaci. Queste strutture sono progettate per affrontare sia i disturbi mentali che le problematiche legate all'uso di sostanze, offrendo un approccio integrato che può portare a risultati positivi.
È comprensibile sentirsi frustrati dalla lunga lista di farmaci e dalla sensazione di non vedere progressi. A volte, il processo di trovare il giusto equilibrio di trattamento può richiedere tempo, e può essere necessario lavorare con diversi professionisti per trovare le giuste combinazioni terapeutiche. È fondamentale mantenere una comunicazione aperta con il team di cura di tua figlia, per esprimere le tue preoccupazioni e discutere eventuali alternative o aggiustamenti nel piano di trattamento.
È essenziale avere pazienza e sostenere tua figlia in questo percorso, facendo attenzione anche al tuo benessere emotivo. Se possibile, considera di cercare supporto anche per te stesso, che può aiutarti a gestire meglio le tue preoccupazioni e le tue emozioni.
Grazie ancora per aver condiviso il tuo punto di vista. Se hai altre domande o desideri approfondire ulteriormente, sono qui per aiutarti. Cordiali Saluti, Dott.ssa Carolina Giangrandi
È importante ricordare che il percorso di trattamento per il DBT e le condizioni co-occorrenti, come le dipendenze, può essere lungo e variegato. Ogni persona è unica, e i percorsi di guarigione possono differire notevolmente da individuo a individuo. Per molte persone, i trattamenti in strutture a doppia diagnosi possono essere molto efficaci. Queste strutture sono progettate per affrontare sia i disturbi mentali che le problematiche legate all'uso di sostanze, offrendo un approccio integrato che può portare a risultati positivi.
È comprensibile sentirsi frustrati dalla lunga lista di farmaci e dalla sensazione di non vedere progressi. A volte, il processo di trovare il giusto equilibrio di trattamento può richiedere tempo, e può essere necessario lavorare con diversi professionisti per trovare le giuste combinazioni terapeutiche. È fondamentale mantenere una comunicazione aperta con il team di cura di tua figlia, per esprimere le tue preoccupazioni e discutere eventuali alternative o aggiustamenti nel piano di trattamento.
È essenziale avere pazienza e sostenere tua figlia in questo percorso, facendo attenzione anche al tuo benessere emotivo. Se possibile, considera di cercare supporto anche per te stesso, che può aiutarti a gestire meglio le tue preoccupazioni e le tue emozioni.
Grazie ancora per aver condiviso il tuo punto di vista. Se hai altre domande o desideri approfondire ulteriormente, sono qui per aiutarti. Cordiali Saluti, Dott.ssa Carolina Giangrandi
Cara utente, ha mai pensato ad un percorso di sostegno per lei? In qualità di madre rappresenta una delle più importanti risorse a cui sua figlia può attingere. Anche un lavoro approfondito sul sistema-famiglia può dare siti soddisfacenti, soprattutto per far sì che le modalità in cui il DBT è gestito e vissuto possano cambiare, rendendo tutti più liberi.
Non mi pronuncio sulla terapia farmacologica, ma so che in combinazione con la psicoterapia spesso rivela un'ottima efficacia. un caro saluto. B.C.
Non mi pronuncio sulla terapia farmacologica, ma so che in combinazione con la psicoterapia spesso rivela un'ottima efficacia. un caro saluto. B.C.
Gentile utente, grazie per la sua condivisione.
Posso immaginare che si senta sfiduciata.
Sentire i proprio figli in difficoltà è un'esperienza faticosa e dolorosa.
Mi sento di suggerirle di confrontarsi con l'equipe che ha in carico sua figlia e di cercare uno spazio terapeutico familiare per supportare tutto il sistema familiare in questo momento delicato della crescita di sua figlia.
Un caro saluto,
Dott.ssa Genoveffa Del Giudice
Posso immaginare che si senta sfiduciata.
Sentire i proprio figli in difficoltà è un'esperienza faticosa e dolorosa.
Mi sento di suggerirle di confrontarsi con l'equipe che ha in carico sua figlia e di cercare uno spazio terapeutico familiare per supportare tutto il sistema familiare in questo momento delicato della crescita di sua figlia.
Un caro saluto,
Dott.ssa Genoveffa Del Giudice
Buonasera, concordo con quanto suggeritole, sia per quanto riguarda una comunicazione aperta con chi segue sua figlia, sia per quanto concerne un intervento psicologico/psicoterapico rivolto non solo a sua figlia, sia sul concetto di doppia diagnosi, cioè compresenza ad esempio di una problematica mentale e una situazione di abuso o dipendenza da sostanze. A leggerla però parrebbe di capire che non sia stata considerata una psicoterapia per sua figlia (e nemmeno un supporto/consulenza psicologici ai familiari coinvolti) e qualora non abbia frainteso, francamente mi lascia basito il fatto che in un caso di DBT, a maggior ragione vista l'età di sua figlia, non sia stato considerato pure un approccio psicoterapico, che non garantisce il 100% di successo ma ne aumenta sicuramente le probabilità, sia a livello ambulatoriale, sia a livello di struttura comunitaria.
Cordialmente,
M.M.
Cordialmente,
M.M.
Salve, la ringrazio per aver scritto.
La cura farmacologica può accompagnare il paziente a lungo dato che va periodicamente rivista in base alla risposta della persona al trattamento e in base alle variabili di vita che possono mutare.
Un temporaneo ricovero in struttura può talvolta facilitare un inquadramento preciso, favorito proprio dal tempo di permanenza e di osservazione in struttura.
In ogni caso, è importante sempre far riferimento ai curanti che hanno in carico la cura per valutare l’affiancamento di altri interventi, anche di tipo psicoterapico.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Di Costanzo
La cura farmacologica può accompagnare il paziente a lungo dato che va periodicamente rivista in base alla risposta della persona al trattamento e in base alle variabili di vita che possono mutare.
Un temporaneo ricovero in struttura può talvolta facilitare un inquadramento preciso, favorito proprio dal tempo di permanenza e di osservazione in struttura.
In ogni caso, è importante sempre far riferimento ai curanti che hanno in carico la cura per valutare l’affiancamento di altri interventi, anche di tipo psicoterapico.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Di Costanzo
Capisco bene la sua preoccupazione per sua figlia e la frustrazione che può derivare dal vedere una persona amata in cura da anni, senza sentirsi ancora vicini a una soluzione. La diagnosi di Disturbo Borderline di Personalità (DBP) può essere difficile da affrontare, sia per chi ne soffre che per i familiari, e comprendo i suoi dubbi sull’efficacia dei farmaci, soprattutto quando il percorso sembra lungo e complesso.
È importante sottolineare che il trattamento del DBP, così come di altri disturbi psichiatrici, non si basa solo sui farmaci, ma su un approccio integrato. La psicoterapia è uno strumento fondamentale in questo processo, e la scelta di uno psicoterapeuta molto esperto e formato può fare la differenza per sviluppare un percorso terapeutico mirato e personalizzato. Le strutture per doppia diagnosi, qualora siano indicate nel caso specifico di sua figlia, potrebbero offrire un supporto adeguato se ci sono anche problematiche legate alle dipendenze.
È comprensibile sentirsi sfiduciati quando si ha l’impressione che le cure stiano procedendo senza miglioramenti evidenti, ma trattamenti complessi come questi richiedono tempo e spesso aggiustamenti continui. È sempre una buona idea parlare apertamente con i medici curanti per chiarire i dubbi, e non esitare a richiedere una seconda opinione se lo ritiene opportuno.
Infine, ci tengo a ricordarle che il Servizio Sanitario Nazionale offre spazi di supporto psicologico e psicoterapeutico nel pubblico, accessibili con il pagamento di un ticket, che possono essere un’opportunità per valutare un percorso terapeutico multidisciplinare.
Le auguro il meglio e spero che sua figlia possa trovare il supporto necessario per il suo percorso di cura.
Sono disponibile anche online
Cordialmente
Dott. Tiziana Vecchiarini
È importante sottolineare che il trattamento del DBP, così come di altri disturbi psichiatrici, non si basa solo sui farmaci, ma su un approccio integrato. La psicoterapia è uno strumento fondamentale in questo processo, e la scelta di uno psicoterapeuta molto esperto e formato può fare la differenza per sviluppare un percorso terapeutico mirato e personalizzato. Le strutture per doppia diagnosi, qualora siano indicate nel caso specifico di sua figlia, potrebbero offrire un supporto adeguato se ci sono anche problematiche legate alle dipendenze.
È comprensibile sentirsi sfiduciati quando si ha l’impressione che le cure stiano procedendo senza miglioramenti evidenti, ma trattamenti complessi come questi richiedono tempo e spesso aggiustamenti continui. È sempre una buona idea parlare apertamente con i medici curanti per chiarire i dubbi, e non esitare a richiedere una seconda opinione se lo ritiene opportuno.
Infine, ci tengo a ricordarle che il Servizio Sanitario Nazionale offre spazi di supporto psicologico e psicoterapeutico nel pubblico, accessibili con il pagamento di un ticket, che possono essere un’opportunità per valutare un percorso terapeutico multidisciplinare.
Le auguro il meglio e spero che sua figlia possa trovare il supporto necessario per il suo percorso di cura.
Sono disponibile anche online
Cordialmente
Dott. Tiziana Vecchiarini
Gentile utente grazie per la condivisione di questo suo disagio. Leggo tanta sofferenza nelle cose che mi scrive. Sembra descriversi come la pecora nera della sua famiglia. Non demorda e continui a credere che la sua vita potrebbe cambiare e ritrovare il benessere psicologico che si merita. Il mio approccio consiste in una prima call gratuita telefonica dove delimitare la problematica che la affligge a cui far seguire un percorso terapeutico online oppure in presenza. Cordialità dott. Gaetano Marino
Buongiorno, non si preocupi. Le consiglio di seguire la terapia farmacologica e di far supportare sua figlia von una psicoterapia individuale.
Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Gentilissima, grazie per la condivisione. Credo che in questi casi sia utile chiedere parere direttamente ai medici curanti e prescriventi in modo da avere un confronto con coloro che conoscono da tempo la situazione e la posologia farmacologica, nonchè eventuali strategie da adottare per il futuro.
cordiali saluti
AV
cordiali saluti
AV
“Per affrontare il suo problema, le consiglio di considerare la psicoterapia breve strategica. Se desidera ulteriori chiarimenti o informazioni, non esiti a contattarmi.
Cordiali saluti,
Dr. Michele Scala
Gentile signora, sicuramente un supporto farmacologico iniziale può essere necessario, ma per poter parlare di cura e miglioramento è necessario affiancare una psicoterapia, la quale aiuterebbe sua figlia a prendere consapevolezza di sè e apportare cambiamenti migliorativi nello stile di vita. La saluto cordialmente
Buongiono. Questo tipo di disturbo non "guarisce" mai del tutto. Trattamenti farmacologici e psicoterapia aiutano molto, ci possono essere dei grandi miglioramenti, ma essendo disturbi legati alla personalità non passano mai del tutto.
Buonasera,
comprendo molto bene la sua preoccupazione, ed è più che legittima. Vedere un figlio attraversare un percorso così complesso senza risultati chiari può far sentire impotenti e scoraggiati.
Nel caso di un Disturbo Borderline di Personalità (DBT), l’approccio più efficace secondo le evidenze cliniche non è solo farmacologico. I farmaci possono aiutare a gestire alcuni sintomi (come ansia, depressione o impulsività), ma non rappresentano la cura principale. Il trattamento più indicato è psicoterapico, in particolare con modelli strutturati come la DBT di Linehan (Dialectical Behavior Therapy) o la Terapia Schema-Focused, entrambe orientate al cambiamento dei pattern emotivi e relazionali disfunzionali.
Se sua figlia ha anche una comorbidità con disturbi legati all’uso di sostanze, le strutture per doppia diagnosi possono essere un'opzione valida, ma solo se sono realmente specializzate e non si limitano alla gestione farmacologica. È fondamentale che il centro segua un percorso integrato, con équipe multiprofessionali che lavorino su più piani: psicoterapia, riabilitazione, supporto familiare e formazione sulle abilità emotive e relazionali.
Infine, anche il sostegno alla famiglia è parte essenziale della cura. Le consiglio, se possibile, di confrontarsi con uno specialista esterno alla struttura che possa valutare la situazione in modo indipendente e proporre una direzione più efficace.
Non perda la speranza: con il giusto percorso, anche pazienti con diagnosi complesse possono evolvere e raggiungere una qualità di vita migliore.
Un caro saluto,
Dott. Jacopo Modoni
comprendo molto bene la sua preoccupazione, ed è più che legittima. Vedere un figlio attraversare un percorso così complesso senza risultati chiari può far sentire impotenti e scoraggiati.
Nel caso di un Disturbo Borderline di Personalità (DBT), l’approccio più efficace secondo le evidenze cliniche non è solo farmacologico. I farmaci possono aiutare a gestire alcuni sintomi (come ansia, depressione o impulsività), ma non rappresentano la cura principale. Il trattamento più indicato è psicoterapico, in particolare con modelli strutturati come la DBT di Linehan (Dialectical Behavior Therapy) o la Terapia Schema-Focused, entrambe orientate al cambiamento dei pattern emotivi e relazionali disfunzionali.
Se sua figlia ha anche una comorbidità con disturbi legati all’uso di sostanze, le strutture per doppia diagnosi possono essere un'opzione valida, ma solo se sono realmente specializzate e non si limitano alla gestione farmacologica. È fondamentale che il centro segua un percorso integrato, con équipe multiprofessionali che lavorino su più piani: psicoterapia, riabilitazione, supporto familiare e formazione sulle abilità emotive e relazionali.
Infine, anche il sostegno alla famiglia è parte essenziale della cura. Le consiglio, se possibile, di confrontarsi con uno specialista esterno alla struttura che possa valutare la situazione in modo indipendente e proporre una direzione più efficace.
Non perda la speranza: con il giusto percorso, anche pazienti con diagnosi complesse possono evolvere e raggiungere una qualità di vita migliore.
Un caro saluto,
Dott. Jacopo Modoni
buongiorno, in questo tipo di situazioni ritengo utile affiancare al percorso farmacologico e psichiatrico, un percorso di psicoterapia adeguato al trattamento del disturbo.
Ad esempio la Psicoterapia Dialettico Comportamentale (DBT) può essere un valido sostegno per la cura ed il trattamento specifico del disturbo borderline, perchè integra principi di accettazione e cambiamento per aiutare le persone a gestire le emozioni intense ed i comportamenti impulsivi ed autolesivi.
a disposizione per approfondimenti
Ad esempio la Psicoterapia Dialettico Comportamentale (DBT) può essere un valido sostegno per la cura ed il trattamento specifico del disturbo borderline, perchè integra principi di accettazione e cambiamento per aiutare le persone a gestire le emozioni intense ed i comportamenti impulsivi ed autolesivi.
a disposizione per approfondimenti
Capisco la tua preoccupazione. Nel disturbo borderline parlare di “guarigione totale” non è realistico, ma il percorso terapeutico può migliorare significativamente la qualità della vita, la regolazione emotiva e le relazioni. I percorsi in strutture di doppia diagnosi aiutano a integrare supporto psicologico e gestione farmacologica, favorendo stabilità e autonomia. Il fatto che tua figlia assuma farmaci non la rende una “cavia”: spesso servono a stabilizzarla e a rendere il lavoro psicoterapico più efficace. Con sostegno e percorso adeguato, i progressi concreti sono possibili.
Gentile Signora,
comprendo profondamente il suo senso di sfinimento e la frustrazione nel vedere sua figlia cambiare continuamente terapie farmacologiche senza riscontrare una stabilità duratura. La sensazione che sua figlia venga trattata come una "cavia" è un timore che molti genitori provano di fronte a patologie complesse come il Disturbo Borderline di Personalità (DBT).
Ecco alcuni punti fondamentali per aiutarla a fare chiarezza sulla situazione e sulle possibilità terapeutiche:
1. Il ruolo dei farmaci nel Disturbo Borderline
È importante premettere che, per il Disturbo Borderline, non esiste un farmaco specifico che "curi" la personalità. I farmaci vengono utilizzati per gestire i sintomi acuti (come l'impulsività, la rabbia, l'ansia o la depressione). Spesso si assiste a numerosi cambi di terapia perché i medici cercano di stabilizzare l'umore, ma il farmaco da solo agisce solo sul "sintomo" e non sulla causa profonda del disturbo.
2. Le strutture a "Doppia Diagnosi"
Il termine "Doppia Diagnosi" si riferisce a pazienti che presentano contemporaneamente un disturbo di personalità (o psichiatrico) e una dipendenza (da sostanze, alcol o comportamenti come il gioco d'azzardo).
Se sua figlia ha una dipendenza: Queste strutture sono le più indicate, poiché offrono un approccio integrato che cura entrambi gli aspetti contemporaneamente.
Se non c'è una dipendenza: Sarebbe più opportuno valutare comunità terapeutiche specifiche per i disturbi di personalità, dove il focus non è solo farmacologico ma fortemente riabilitativo e psicoterapeutico.
3. Si può "guarire"?
La risposta è sì: dal Disturbo Borderline si può ottenere una remissione dei sintomi e una vita soddisfacente (quella che in clinica chiamiamo "una vita degna di essere vissuta"). Tuttavia, la cura non è quasi mai solo farmacologica.
Il "gold standard" (la cura più efficace) per il DBT è la Terapia Dialettico Comportamentale (DBT) o la Terapia basata sulla Mentalizzazione (MBT). Questi percorsi insegnano alla persona a gestire le emozioni travolgenti che il farmaco può solo parzialmente attutire.
4. Il percorso in struttura (Comunità)
L'inserimento in una struttura residenziale può essere una svolta positiva perché:
Interrompe la dinamica di "emergenza continua" in famiglia.
Offre un ambiente protetto dove i medici possono monitorare gli effetti dei farmaci h24, evitando tentativi ed errori troppo lunghi.
Sottopone la paziente a una riabilitazione sociale e psicologica quotidiana.
Un consiglio per lei
Cinque anni di cure pesanti mettono a dura prova non solo il paziente, ma tutta la famiglia. Non perda la speranza: a 29 anni sua figlia è in un'età in cui, con l'approccio terapeutico corretto (che metta al centro la psicoterapia specifica e non solo la pillola), si possono ancora ottenere grandi cambiamenti.
Le suggerisco di informarsi presso i servizi pubblici (CSM) o centri specializzati circa i percorsi di gruppo DBT sia per sua figlia che per voi genitori (programmi come Family Connections), che aiutano i familiari a capire come gestire la situazione senza esserne travolti.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un cordiale saluto.
comprendo profondamente il suo senso di sfinimento e la frustrazione nel vedere sua figlia cambiare continuamente terapie farmacologiche senza riscontrare una stabilità duratura. La sensazione che sua figlia venga trattata come una "cavia" è un timore che molti genitori provano di fronte a patologie complesse come il Disturbo Borderline di Personalità (DBT).
Ecco alcuni punti fondamentali per aiutarla a fare chiarezza sulla situazione e sulle possibilità terapeutiche:
1. Il ruolo dei farmaci nel Disturbo Borderline
È importante premettere che, per il Disturbo Borderline, non esiste un farmaco specifico che "curi" la personalità. I farmaci vengono utilizzati per gestire i sintomi acuti (come l'impulsività, la rabbia, l'ansia o la depressione). Spesso si assiste a numerosi cambi di terapia perché i medici cercano di stabilizzare l'umore, ma il farmaco da solo agisce solo sul "sintomo" e non sulla causa profonda del disturbo.
2. Le strutture a "Doppia Diagnosi"
Il termine "Doppia Diagnosi" si riferisce a pazienti che presentano contemporaneamente un disturbo di personalità (o psichiatrico) e una dipendenza (da sostanze, alcol o comportamenti come il gioco d'azzardo).
Se sua figlia ha una dipendenza: Queste strutture sono le più indicate, poiché offrono un approccio integrato che cura entrambi gli aspetti contemporaneamente.
Se non c'è una dipendenza: Sarebbe più opportuno valutare comunità terapeutiche specifiche per i disturbi di personalità, dove il focus non è solo farmacologico ma fortemente riabilitativo e psicoterapeutico.
3. Si può "guarire"?
La risposta è sì: dal Disturbo Borderline si può ottenere una remissione dei sintomi e una vita soddisfacente (quella che in clinica chiamiamo "una vita degna di essere vissuta"). Tuttavia, la cura non è quasi mai solo farmacologica.
Il "gold standard" (la cura più efficace) per il DBT è la Terapia Dialettico Comportamentale (DBT) o la Terapia basata sulla Mentalizzazione (MBT). Questi percorsi insegnano alla persona a gestire le emozioni travolgenti che il farmaco può solo parzialmente attutire.
4. Il percorso in struttura (Comunità)
L'inserimento in una struttura residenziale può essere una svolta positiva perché:
Interrompe la dinamica di "emergenza continua" in famiglia.
Offre un ambiente protetto dove i medici possono monitorare gli effetti dei farmaci h24, evitando tentativi ed errori troppo lunghi.
Sottopone la paziente a una riabilitazione sociale e psicologica quotidiana.
Un consiglio per lei
Cinque anni di cure pesanti mettono a dura prova non solo il paziente, ma tutta la famiglia. Non perda la speranza: a 29 anni sua figlia è in un'età in cui, con l'approccio terapeutico corretto (che metta al centro la psicoterapia specifica e non solo la pillola), si possono ancora ottenere grandi cambiamenti.
Le suggerisco di informarsi presso i servizi pubblici (CSM) o centri specializzati circa i percorsi di gruppo DBT sia per sua figlia che per voi genitori (programmi come Family Connections), che aiutano i familiari a capire come gestire la situazione senza esserne travolti.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Un cordiale saluto.
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