La psicologia cognitivo-comportamentale
La psicoterapia cognitivo-comportamentale che si fonda su base empirica attraverso l’osservazione di centinaia di casi, è una pratica terapeutica volta a curare disturbi dell'umore quali ad esempio depressione, ansia, stress, disturbi ossessivo-compulsivi, fobie, attacchi di panico, ipocondria, disturbi del comportamento alimentare, disturbo bipolare, abuso o dipendenza da sostanze, disfunzioni sessuali, insonnia, bassa autostima ed altro ancora.
L’approccio terapeutico si basa sull’assunto che le difficoltà emotive e comportamentali del paziente non derivino direttamente da una situazione esterna o dall'inconscio o da un'esperienza traumatica nel passato ma sono conseguenza del modo in cui costui interpreta la realtà secondo schemi mentali negativi che gli impediscono di affrontare le situazioni in modo corretto.
L’indagine della psicoterapia cognitivo-comportamentale è più orientata verso la dimensione del “qui e ora” piuttosto che verso l'esperienza acquisita dal paziente anche la considera una utile fonte di informazione circa le cause prime dei disturbi.
Il terapeuta nelle sedute adotta un approccio tecnico di tipo attivo ovvero mentre il paziente parla di sé e dei suoi problemi, non si limita a fare una diagnosi, ma si propone come “educatore”, nel senso che tende a convincerlo che per far fronte efficacemente al suo stato di sofferenza è necessario che egli applichi tecniche di auto-rilassamento, di riconoscimento dei pensieri negativi che gli impediscono una corretta interpretazione della realtà in modo che possa via via acquisire la capacità di risolvere da solo i suoi problemi.
Una parte molto importante della psicoterapia cognitivo-comportamentale è l'auto-monitoraggio, un processo psicologico che implica l'osservazione e la regolazione del proprio comportamento in base al contesto sociale, influenzando la consapevolezza di sé. Quando il paziente ha raggiunto una certa dimestichezza nel riconoscere le cause del suo disagio, Il terapeuta gli assegna dei “compiti” che dovrà svolgere nell'arco di tempo che intercorre tra una seduta e l'altra.
Attraverso i diari di auto-monitoraggio, compilati dal paziente, potrà di volta in volta verificare i progressi conseguiti e eventualmente concordare nuovi obiettivi da raggiungere fino alla completa guarigione.
19/06/2026