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Sono uno psicologo clinico e del lavoro. Mi rivolgo ad adulti, giovani adulti e adolescenti, offrendo uno spazio di ascolto riservato e non giudicante per affrontare difficoltà emotive, relazionali, familiari, scolastiche o lavorative.
Mi occupo in particolare di ansia, stress, autostima, regolazione delle emozioni, crisi di coppia, lutto, burnout, mobbing e momenti di cambiamento personale o professionale. Offro inoltre supporto nelle difficoltà legate all’identità, all’orientamento sessuale, all’accettazione di sé e alle esperienze di discriminazione.
Il percorso viene costruito insieme alla persona, nel rispetto della sua storia, dei suoi bisogni e delle sue risorse. Integro le competenze della psicologia clinica con l’esperienza maturata nella psicologia del lavoro, nella gestione delle risorse umane, nella formazione e nei contesti organizzativi.
Ricevo in presenza e online. Sono disponibili anche percorsi di orientamento scolastico e professionale, coaching e sostegno psicologico in presenza di malattie croniche o importanti cambiamenti di vita.
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7 recensioni
Più menzionato dai pazienti
Fin dal primo incontro il dottore si è mostrato un professionista empatico, attento e mai giudicante. Grazie a lui sono riuscita a guardare dentro di me. Lo consiglio di cuore a chi sta cercando un punto di riferimento per il proprio benessere emotivo.
Dott. Marco Calabrese
La ringrazio di cuore per queste parole. Mi ha fatto particolarmente piacere leggere che si sia sentita libera di guardarsi dentro, perché non è sempre facile farlo. Grazie per aver condiviso la sua esperienza e per la fiducia che ha voluto esprimere.
L’esperienza con il dott. Marco Calabrese è stata pienamente positiva. La professionalità con la quale affronta le problematiche sottoposte alla sua valutazione emerge sin dalla prima seduta. Al metodo analitico, però, associa empatia e socialità che non si riscontrano comunemente. Mi sento di poter consigliare questo professionista a chiunque ne abbia bisogno. L.S.
Dott. Marco Calabrese
La ringrazio sinceramente per le belle parole e per aver condiviso la sua esperienza. Sapere che il mio lavoro viene percepito con questa fiducia e apprezzamento è per me motivo di grande soddisfazione. Grazie davvero per aver dedicato del tempo a lasciare questa recensione!
Mi sono trovato bene già dal primo incontro. È una persona molto disponibile e soprattutto sa ascoltare. Mi sono sentito a mio agio nel parlare anche di cose che normalmente faccio fatica a raccontare. Il colloquio mi è stato utile e continuerò sicuramente il percorso.
Un incontro estremamente piacevole con un professionista serio e competente. Fin da subito mi ha messo a mio agio permettendomi di esprimermi con libertà .
Dott. Marco Calabrese
La ringrazio davvero per queste parole. Sapere che si è sentito a suo agio e libero di esprimersi è per me molto importante. Grazie per la fiducia.
Ho avuto solo un primo contatto col dott. Calabrese ma già da questo primo colloquio penso che continuerò a farmi seguire da lui per diversi motivi: mi ha subito messo a mio agio e questo mi ha spinto ad aprirmi completamente; ho notato una forte empatia pur mantenendo un atteggiamento apparentemente distaccato; è molto preparato su tante questioni che riguardano il mondo LGBTQ+
Stavo cercando un esperto del settore a cui affidarmi e mi è stato consigliato il Dott. Calabrese. Ad oggi, dopo qualche seduta, posso affermare di aver fatto la scelta giusta. Già dal primo incontro sono stato messo in una condizione di comfort riuscendo per la prima volta a parlare senza freni e paure. Durante gli incontri, non solo sono stato ascoltato e consigliato, ma piuttosto che ricevere solo risposte alle mie domande, siamo risaliti alle radici di esse, in modo da psicanalizzare ogni quesito, risolvendolo. Nutro profondo rispetto e ammirazione per il lavoro che il Dott. Calabrese sta svolgendo su di me, perchè in poco tempo è riuscito, in modo sincero e mai invadente, a fare luce su di me. Non è un qualunque psicologo che ti dice quello che vuoi sentirti dire, ma ti scava nel profondo per metterti davanti ai tuoi mostri, e affianco a te li combatte. È un professionista che va oltre la semplice seduta ed ha cura del paziente. Non avrei potuto trovare di meglio.
Ci sono persone che, fin dal primo incontro, riescono a farti sentire nel posto giusto. Dopo tre sedute posso dire di aver trovato uno psicologo di grande serietà e professionalità, ma soprattutto una persona con cui mi sento davvero a mio agio. Ogni incontro è uno spazio sicuro, in cui mi sento ascoltato, compreso e mai giudicato. La sua capacità di mettere le persone a proprio agio è qualcosa di raro e prezioso. Sono molto felice di aver iniziato questo percorso con lui e lo consiglio con tutto il cuore a chiunque stia cercando un professionista competente, umano e attento.
ha risposto a 13 domande da parte di pazienti di MioDottore
Praticamente mi piace uno pero e il migliorr amico di quello che mi e piaciuto per sei anni e ogni c
Praticamente mi piace uno pero e il migliorr amico di quello che mi e piaciuto per sei anni e ogni cosa mi ricorda la mia ex crush pero tutti mi proibiscono che mi piacciano e non so che fare
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, da quello che racconti mi sembra che tu sia un po’ confusa tra quello che provi oggi e quello che hai provato per questa persona per così tanto tempo.
Sei anni sono tanti, ed è comprensibile che alcune situazioni o persone ti riportino ancora a quei ricordi.
Vorrei però farti riflettere su una cosa: quando dici che tutti ti proibiscono che qualcuno ti piaccia, cosa intendi esattamente? Sono le opinioni degli altri a farti sentire in difficoltà oppure temi anche tu che questa nuova situazione possa farti soffrire?
I sentimenti non si possono decidere a comando, ma possiamo imparare a comprenderli e scegliere come comportarci.
Prima di chiederti cosa pensano gli altri, prova ad ascoltare quello che senti davvero tu, senza avere fretta di prendere una decisione.
Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni e da qualche mese è terminata una relazione durata cinque an
Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni e da qualche mese è terminata una relazione durata cinque anni.
Da quel momento mi sento completamente persa e faccio molta fatica a ritrovare me stessa. Mi sento un fallimento perché, alla mia età, non ho un obiettivo preciso, non ho amiche e non ho un lavoro. Mi confronto continuamente con i miei coetanei e ho la sensazione di essere molto indietro rispetto a loro, cosa che mi fa soffrire profondamente.
Quello che mi fa stare male, però, non è tanto la fine della relazione in sé, quanto tutte le cose che sento di non riuscire a fare per me stessa. Vorrei costruirmi una vita, trovare i miei obiettivi, conoscere persone, lavorare e sentirmi realizzata, ma mi sembra di essere bloccata e di non riuscire a fare passi avanti. Questa situazione mi provoca molta frustrazione e mi porta a sentirmi sempre più insicura e inadeguata.
Ormai vivo costantemente nell’ansia, mi preoccupo per il mio futuro e sento di non riuscire a godermi il presente. La cosa che mi spaventa maggiormente è che provo una sensazione che non avevo mai provato prima: mi sento strana, diversa, come se non fossi più io stessa. Faccio fatica a riconoscermi e a capire cosa mi stia succedendo.
Vorrei capire da cosa possano derivare queste sensazioni, se siano legate al periodo che sto attraversando o se ci sia qualcosa su cui dovrei lavorare con l’aiuto di un professionista. Vorrei riuscire a ritrovare me stessa, a gestire questa ansia e a capire come ripartire senza sentirmi continuamente sbagliata e indietro rispetto agli altri.
Vi ringrazio per l’attenzione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, ho letto con attenzione le sue parole e vorrei partire proprio da un aspetto che mi ha colpito: lei dice che a farla soffrire non è tanto la fine della relazione, quanto la sensazione di non riuscire a costruire qualcosa per se stessa.
Dopo cinque anni di relazione, soprattutto in una fase della vita in cui si sta ancora costruendo la propria identità adulta, può accadere di sentirsi disorientati. Una parte importante della quotidianità, delle abitudini e probabilmente anche dei progetti futuri è cambiata.
Ma c’è un’altra cosa che vorrei dirle: a 22 anni non avere ancora trovato la propria strada non significa essere in ritardo, né tantomeno aver fallito. Il confronto continuo con gli altri rischia di farle dimenticare che ciascuno attraversa tempi, esperienze e difficoltà differenti.
Mi soffermerei anche su quella sensazione di sentirsi “strana”, diversa, quasi di non riconoscersi. È un’esperienza che merita attenzione e che può accompagnare periodi di forte stress e ansia, ma sarebbe poco corretto attribuirle una causa precisa senza approfondire ciò che sta vivendo.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla non soltanto a comprendere queste sensazioni e a gestire l’ansia, ma anche a riscoprire i suoi bisogni, i suoi desideri e a costruire gradualmente obiettivi che senta davvero propri.
Vorrei lasciarle una riflessione: forse, in questo momento, più che chiedersi perché non sia ancora arrivata dove sono gli altri, potrebbe iniziare a domandarsi dove desidera andare lei.
Non deve trovare tutte le risposte subito.
Le auguro di ritrovare, un passo alla volta, maggiore serenità e fiducia nelle sue possibilità.
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