Epilessia - Informazioni, specialisti, domande frequenti

Informazioni su Epilessia

 

Col termine epilessia , dal greco επιλαμβάνω, che sta per “attacco”,si intende quel grave disturbo in cui i neuroni (le cellule adibite alla trasmissione del segnale elettrico nel cervello) impazziscono, provocando gravi conseguenze al paziente.

L’epilessia è riconosciuta come malattia sociale per la sua elevata incidenza, ne sono affetti infatti 50.000 persone solo in Italia e ogni anno si registrano, sempre nel nostro paese, 25.000 nuovi casi, soprattutto tra bambini, adolescenti e over 65. Si stima che, nel mondo, da 5 a 10 persone su 1000 siano affette da questo disturbo neurologico.

Questa malattia si caratterizza attraverso violente convulsioni (crisi epilettiche), accompagnate da improvvisa perdita di coscienza (assenze).

E’ possibile distinguere gli attacchi epilettici in tre grandi gruppi, a seconda della violenza delle convulsioni:

  • Miclonici: spasmi di lieve entità
  • Tonici: spasmi più intensi
  • Tonici/Clonici: violenti spasmi muscolari seguiti da rilassamento della stessa muscolatura.

La durata dei movimenti convulsivi può essere più o meno breve e, nei casi miclonici, le convulsioni stesse potrebbero essere di così lieve entità da passare addirittura inosservate.

Varie sono le cause che portano all’epilessia, fra le più accreditate ricordiamo l’ictus, l’uso prolungato di droghe e alcol, tumori, cause genetiche, traumi cranici, anossie alla nascita o addirittura alterazioni indotte da malattie infettive (soprattutto quelle che incorrono nella prima infanzia).

Uno dei metodi di valutazione più accreditati per rilevare una eventuale epilessia è l’elettroencefalogramma in quanto rileva l’attività elettrica del cervello. Al di fuori delle crisi epilettiche, però, le alterazioni elettriche possono mancare e pertanto un elettroencefalogramma normale, che è stato registrato al di fuori di una crisi, non può dare la certezza della presenza o meno di epilessia.

Altri esami diagnostici, volti più ad accertare o escludere cause specifiche, sono la risonanza magnetica, la TAC cerebrale ed esami di laboratorio.

 

Segni e i sintomi dell’epilessia

I segni e i sintomi inconfondibili dell’epilessia sono senza dubbio gli attacchi convulsivi o detti appunto epilettici. Questi ultimi si presentano come una successione di contrazioni degli arti seguita da una loro estensione (fase tonica); in questa fase, si manifesta nella maggior parte dei casi l’inarcamento della schiena, per 10- 15 secondi, accompagnato da un grido cui fa seguito lo scuotimento all’unisono degli arti (fase clonica).

Nelle crisi toniche, si producono contrazioni costanti dei muscoli e la persona spesso assume un colorito cianotico dovuto alla sospensione della respirazione. Nelle crisi cloniche invece, come dicevamo sopra, vi è lo scuotimento degli arti all’unisono e spesso sono necessari 10-30 minuti affinché la persona possa ritornare alla normalità (fase post critica o di risoluzione).

In entrambe le fasi (tonico-conico), molto spesso, possono verificarsi perdite di controllo della vescica o dell’intestino e la lingua può essere morsa anche con grande violenza nella punta o sui lati.

Riassumendo, i principali sintomi causati dall’epilessia sono:

  • Perdita di coscienza
  • Alterazione mentale temporanea
  • Gesti incontrollati di braccia e gambe
  • Occhi spalancati con sguardo nel vuoto
  • Rallentamento o arresto della respirazione
  • Rigidità muscolare

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Domande su Epilessia

I nostri esperti hanno risposto a 90 domande su Epilessia

si tratta già di una epilessia secondaria (in quanto dovuta alla cicatrice creatasi per la rimozione del cavernoma) ,ma nulla vieta che possa andare migliorando con gli anni una volta trovata…
1 risposte

Se non assume più Depakin, può bere senza problemi moderate quantità di alcolici. E' però importante evitare assunzioni forti di alcol (ad esempio nel weekend) seguite da brusche sospensioni…
1 risposte

Buonasera
Il tre farmaci che assume possono tranquillamente essere prescritti, se ve ne è indicazione, e il dosaggio non è eccessivo.
Per quanto riguarda i rischi di un'anestesia,…
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