Buongiorno mio figlio di 8 anni ha cominciato ad essere aggressivo, scatti di rabbia , si offende pe

Buongiorno mio figlio di 8 anni ha cominciato ad essere aggressivo, scatti di rabbia , si offende per tutto, sembra in continua sfida con noi genitori, ci offende e picchia (piu la mamma). A scuola sembra tutto un altro bambino, ascolta e aiuta i compagni. Non sappiamo più come fare... qualche consiglio?

95 risposte


Gentile Utente, la rabbia è un canale espressivo del bambino, sta provando a comunicare qualcosa per la quale ancora non possiede strumenti e parole adeguate. La rabbia va contestualizzata alle situazioni in cui si genera, e se a scuola non compare significa che ha a che fare in qualche modo con la relazione con voi genitori. Ogni genitore giurerebbe di far tutto con il solo scopo di aiutare i propri figlii, ma ci sono comportamenti che i bambini vivono e significano comunque in modo negativo. E li nascono i contrasti. E' proprio nella natura della relazione genitori-figli. Contattate un/una psicoterapeuta in modo tale da inquadrare il problema e comprenderne i dettagli. Un caro saluto

Ottieni una risposta grazie al consulto online

Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.


Salve, Mi dispiace molto per la situazione perché posso comprendere il disagio che sperimenta il bambino e la preoccupazione di voi genitori. Ritengo importante che voi possiate richiedere un consulto psicologico per esplorare la situazione con ulteriori dettagli e soprattutto per cercare di dare un significato a queste manifestazioni rabbiose, evidentemente sintomo di disagio. Accade di frequente infatti che quando un bambino sta attraversando un periodo difficile possano verificarsi situazioni di questo tipo appunto. Resto a disposizione anche online Cordialmente dott FDL


Gentile Utente, comprendo la difficoltà che sta vivendo con suo figlio. Probabilmente sta attraversando un periodo difficile e il suo modo per manifestarlo è l'aggressività. Le consiglio di contattare uno psicologo per inquadrare meglio la situazione di suo figlio e in caso fosse necessario, intraprendere un percorso di supporto alla genitorialità per gestire al meglio i comportamenti problematici che si presentano a casa nel rapporto con voi. Resto a disposizione, Dott.ssa Marina Colangelo


Caro genitore, la rabbia come qualsiasi emozioni che noi proviamo è l'espressione di uno stato interno. Suo figlio sta cercando a suo modo di dire a voi genitori che sta accadendo qualcosa dentro di lui che gli genera sofferenza. Un supporto genitoriale potrebbe aiutarvi a mettere a fuoco cosa accade all'interno del vostro sistema familiare. Rimango a sua disposizione Dott.ssa Alessia D'Angelo


Buongiorno caro utente, l'aggressività è indice sicuramente di un qualche cambiamento interiore che vostro figlio sta cercando di comunicarvi. Molto probabilmente a contatto con i suoi coetanei il bambino potrebbe sentirsi ascoltato e reciprocamente compreso. Mentre invece potrebbe vedere in voi genitori due figure autoritarie, recependovi superiori a lui in qualche modo. Potrebbe essere molto importante verificare i metodi educativi utilizzando delle strategie che possano aiutare in primis il bambino e poi voi genitori. Rimango a vostra disposizione online per un consulto familiare. Dott.ssa Erika Santini


Buongiorno. Sembra che suo figlio stia esprimendo un'acuto conflitto interiore attraverso l'azione e i gesti, non riuscendo a rappresentarlo a parole. Dopotutto per un bambino è molto penoso arrivare ad essere aggressivo verso un genitore, specie la mamma, che pure è la persone che più ama. Le consiglio di cogliere questo comportamento come una richiesta di aiuto, il segno di una impasse alla quale non riesce a venire a capo, e pertanto di esprimere a lui la sua e vostra sentita preoccupazione e rivolgervi ad uno psicoterapeuta infantile. le auguro il meglio, un saluto


Gent.ma, riconosco la fatica e la frustrazione per questa situazione. Sembra che l’ambiente scolastico abbia delle caratteristiche che permettono a suo figlio di agire relazioni costruttive e accoglienti. In famiglia sembra esprimere altre istanze forti di sfida, rabbia, opposizione. Possono esserci molte motivazioni, importanti da esplorare. Pur comprendendo quanto sia faticoso uno sforzo utile è osservare il comportamento: da quanto si manifesta, se è accaduto qualcosa in quel periodo, se ci sono condizioni che aumentano la sua intensità, persone (fratelli, zii, nonni, …) la cui presenza sembra modificare il comportamento, … senza ricercare da subito cause, ma con apertura e curiosità. Un comportamento “difficile” è spesso la manifestazione di emozioni “difficili” per il bambino. Vi consiglio di cercare una consulenza di sostegno alla genitorialità, che è un prezioso passaggio di crescita per la famiglia. Permette di ricevere ascolto nei momenti di fatica e frustrazione familiare, aiuta ad osservare quello che nella routine della vita quotidiana resta in ombra e offre utili indicazioni specifiche. Una ricetta valida per tutte le famiglie non c’è. Vi ricordo che in genere nelle scuole è presente uno psicologo che può essere il primo riferimento gratuito cui rivolgersi. Se così non fosse vi consiglio di individuare uno/a psicologo/a che offre “sostegno alla genitorialità” che saprà valutare con voi il tipo di percorso più adatto. Un buon proseguimento.


Buongiorno, certamente suo figlio sta esprimendo una qualche difficoltà attraverso la sua rabbia. Sarebbe necessario indagare con attenzione il periodo che sta attraversando. Per fare ciò, servirebbe l'aiuto dei genitori e degli eventuali fratelli. Consiglio vivamente di fare degli incontri familiari per esplorare con l'aiuto di tutti cosa stia accadendo. Resto a disposizione per un consulto. Un saluto, Dott.ssa Antonelli Incalzi


Buongiorno, vostro figlio sta cercando di comunicarvi qualcosa come può. Mi verrebbe da chiedere se è successo qualcosa di particolare in famiglia, da quanto tempo si manifesta questa rabbia, se ci sono fratelli o sorelle. Molto bene che vi siate confrontati con le maestre per appurare che a scuola questo non avviene. E' importante approfondire, con l'aiuto di un professionista, il periodo che sta attraversando e farvi accompagnare affinché possiate trovare delle parole per le emozioni che sente. Dott.ssa Angela Ricucci


Buongiorno, mi dispiace molto per la situazione e comprendo il disagio che sperimenta il vostro bambino e la preoccupazione di voi genitori. Sarebbe importante che voi possiate richiedere un consulto psicologico per comprendere la situazione nel dettaglio e soprattutto per cercare capire la funzione di queste manifestazioni rabbiose di vostro figlio. Un comportamento “difficile”, come quello che descrive, è spesso la manifestazione di emozioni “difficili”, che il bambino non sa o fatica a gestire. Vi consiglio di cercare una consulenza di sostegno alla genitorialità, che vi permetterà di ricevere ascolto in questo momento di fatica e vi aiuterà ad osservare quello che nella routine della vita quotidiana causa e mantiene questo comportamento. Inoltre, potrete trovare insieme al professionista strategie specifiche e "su misura" per voi. Resto a disposizione, anche online. Un saluto, dott.ssa Francesca Facetti


Consiglio spassionato: Smettete di essere iperprotettivi e di dargli infinite attenzione, indipendentemente da quello che fa. Sarebbe davvero il caso di fare un breve percorso psicologico con voi per darvi gli strumenti per agire nel modo corretto. Il comportamento di vostro figlio p conseguenza diretta del vostro. Rifletteteci! Dott.ssa Francesca Gottofredi


Salve, è importante che lei richieda un consulto psicologico per suo figlio. Non è raro che un bambino esprimi un disagio con l’aggressività. È fondamentale individuare le dinamiche domestiche che determinano questo comportamento, il significato che tali situazioni rivestono per il bambino e quali sono i fattori che contribuiscono al suo mantenimento.

Dott.ssa Fiorina Marra

Dott.ssa Fiorina Marra

psicologo

San Pietro di Scafati

Prenota visita

Buongiorno, per approfondire cosa sta accandedo sarà utile coinvolgere l'intera famiglia in un percorso, con colloqui separati e congiunti tra voi e vostro figlio, pertanto vi invito a rivolgervi a un professionista specializzato in terapia familiare. Un caro saluto. Dott.ssa Villa


Caro genitore, rabbia e aggressività possono rappresentare un forte strumento comunicativo per il bambino che, in virtù della sua età, non sempre possiede le parole giuste e gli strumenti per capire a pieno quello che sta accadendo in lui. Comprendo che per un genitore possa essere molto faticoso doversi interfacciare con un'emozione tanto forte e travolgente. Un professionista potrebbe fornire uno spazio, sia per voi genitori sia per il bambino, per pensare insieme e dare respiro a ciò che sta accadendo. Cordialmente, dott.ssa Erika Cazzini


Gentile utente, comprendo la sua difficile situazione. Quello che mi sento di dirle è di contattare uno specialista per accompagnarla in un percorso di sostegno psicologico. Anche la scuola gioca un ruolo fondamentale nella quotidianità di suo figlio, è importante fare un colloquio anche con gli insegnanti. Spero di averla aiutata. Saluti.

Dott.ssa Chiara Buttazzo

Dott.ssa Chiara Buttazzo

psicologo clinico

Caprarica di Lecce

Prenota visita

Gentile utente, buon giorno. Capisco che sia molto difficile per lei riuscire a vivere e a comprendere il disagio di suo figlio, dal momento che questo non possiede sufficienti strumenti per verbalizzarlo. Sicuramente sarebbe maggiormente aiutata se poteste (entrambi voi genitori) parlare con un professionista per inquadrare meglio la questione. Spesso i disagi dei bambini possono essere meglio compresi guardando la famiglia in cui crescono. Nella speranza di esserle stato utile le auguro il meglio. Cordialmente, DR


Buongiorno. Comprendo che possa essere una situazione delicata e faticosa per voi genitori. Potrebbe essere d’aiuto approfondire la situazione con uno psicologo dell’età evolutiva. È importante non sottovalutare ciò che i più piccoli cercano di dirci attraverso i loro agiti e le fatiche che possono celarsi dietro determinati comportamenti.


Gentile utente è necessario approfondire cosa c’è alla base della rabbia. Le consiglio di prenotare un colloquio psicologico. Un saluto Dott.ssa Florianna Dattolo


Buongiorno, La situazione che descrive sembra comportare un disagio a diversi livelli, sia nel vostro bambino, sia in voi come genitori sia nel rapporto di entrambi con la scuola. Può essere utile a questo punto lavorare su due fronti, cioè con la scuola e con il bimbo. Ciò non toglie che con lo sviluppo cognitivo ed emotivo l'aggressività inizi ad essere sperimentata e canalizzata in azioni specifiche, quali appunto il picchiare, lo spintonare o il mordere; in situazioni come queste ultime è importante che i bambini imparino a capire che la conseguenza di un atto aggressivo compiuto su un altro crea un danno. In considerazione della variabilità delle situazioni caso per caso, per affrontare e risolvere al meglio la vostra difficoltà, potreste cercare di comprendere soprattutto quali siano i vissuti del vostro bambino, che probabilmente al momento vive la scuola come un ambiente per lui difficile da gestire, sia per il rapporto con i compagni sia per la relazione con le maestre. Resto a vostra disposizione per elaborare una strategia efficace per la risoluzione della dinamica. Dott.ssa Bachiorri Sara


Gentile utente, capisco la preoccupazione per la situazione. è importante che chiediate un consulto psicologico per vostro figlio. Spesso i bambini esprimono un disagio con l’aggressività ed è quindi necessario individuare le dinamiche all'interno della famiglia che portano a questo comportamento. Resto a disposizione e vi auguro una buona giornata Dott.ssa Beatrice Taveggia


Gentile utente, sicuramente non sarà facile gestire la situazione da lei riportata. Sarebbe necessario un consulto con uno psicologo che possa aiutare voi genitori a comprendere meglio la natura della rabbia di suo figlio e le eventuali strategie da adottare per comprenderla e rispondervi, in quanto ciascun comportamento che adottiamo, sia da adulti che da bambini, possiede sempre una funzione. Sicuramente vostro figlio vi sta comunicando qualcosa. Cordialmente, Dott.ssa Alessandra Barbera


Purtroppo senza osservare le cause scatenanti della sua rabbia non si può rispondere davvero a questa domanda. I bambini aggressivi solo in determinati consensi stanno comunicando un disagio che può essere il voler fare a modo loro oppure avere una relazione diversa con lui. Servirebbe capire la risposta a queste domande: - Quando si scatena maggiormente? - Come comunicate con lui? (in modo amicale o autoritario) - Cosa fate quando reagisce così? - Quanti no gli dite ogni giorno? Quanti no gli avete detto negli anni precedenti? Nel caso sono a disposizione per ascoltarvi, Edoardo Giordano Psicologo


Buonasera, la rabbia e l'aggressività sono come le "parole", per i bambini. Vanno ascoltate e accolte. E indirizzate, e aiutate ad una "migliore espressione". Consiglio qualche seduta di terapia familiare, può davvero aiutarvi a capire cosa vostro figlio vi stia comunicando e come meglio rispondergli. Cordiali saluti,


Buongiorno. La rabbia è un canale espressivo e dietro alla manifestazione della stessa si nascondono significati e bisogni che non si riescono a comunicare diversamente. Le suggerirei di affidarsi ad un professionista per poter comprendere meglio cosa sta accadendo e che al momento appare annebbiato a voi. Dott.ssa Francesca Caloiaro


SALVE CAPISCO MOLTO BENE IL SUO STATO DI PREOCCUPAZIONE. ATTRAVERSO IL COMPORTAMENTO AGGRESSIVO SUO FIGLIO STA MANIFESTANDO UN DISAGIO CHE ANDREBBE APPROFONDITO. CI SONO POCHI ELEMENTI INFORMATIVI PER POTER DARLE UNA INDICAZIONE PIU' CHIARA E PRECISA. LE CONSIGLIO DI CONTATTARE UNO PSICOLOGO O PSICOLOGA DELL'ETA' EVOLUTIVA. UN CARO SALUTO.


Gentilissim*  comprendo bene le vostre preoccupazioni per il comportamento aggressivo e sfidante di vostro figlio. È sicuramente importante affrontare queste sfide nel modo più sereno possibile. Non essendo a conoscenza delle dinamiche e delle possibili cause, è difficilissimo dare consigli specifici. Sicuramente suggerirei di mantenere una comunicazione aperta e sincera con vostro figlio, incoraggiandolo ad esprimere i suoi sentimenti e ascoltandolo sempre in modo empatico. Al fine di poter comprendere e gestire le sue emozioni, potreste svolgere insieme qualche esercizio di respirazione profonda: potrebbe aiutarlo a calmarsi durante i momenti di difficoltà. Potreste pensare anche di stabilire regole chiare e coerenti a casa, sottolineando l'importanza del rispetto reciproco e mostrandovi fermi ma amorevoli nell'applicazione dei limiti che fisserete con lui. Non dimenticate di riconoscere e lodare i comportamenti positivi di vostro figlio, premiandolo con elogi: questo potrebbe aiutare a rafforzare i comportamenti desiderati. Comunicate sempre con gli insegnanti di vostro figlio per ottenere una panoramica completa del suo comportamento a scuola. Potrebbe essere utile coinvolgere la scuola nel processo di supporto e collaborare con loro al fine di utilizzare metodologie comuni e che siano di sostegno per lui, ma anche per voi genitori. Consiglio assolutamente di effettuare una valutazione più approfondita da parte di un professionista qualificato, come uno psicologo o uno neuropsichiatra infantile: potranno fornirvi un supporto specialistico e suggerire strategie personalizzate per affrontare le sfide specifiche del vostro bambino.  Cordialmente, Dott.ssa Sgorlon Annamaria


Salve, mi dispiace molto per la situazione ma a volte quando i bambini manifestano rabbia e frustrazione sarebbe bene indagare altri aspetti della fase di vita. Bisogna sempre ricordarci che i bambini ci segnalano che sono in difficoltà mettendo in atto alcuni atteggiamenti quali strillare, piangere, lanciare oggetti, mettere il broncio, picchiare, inveire e via dicendo. Inoltre, il genitore per poter aiutare il proprio bambino a gestire la rabbia deve comprenderlo, in modo tale da entrare cosi in sintonia con lui. Consiglio di affidarsi ad un professionista. Cordialmente, Dott.ssa Cecilia Fausti


Cari Genitori, le vostre preoccupazioni sono estremamente comprensibili. Potrebbe essere utile ricordare che aggressività e rabbia sono manifestazioni di diversi stati d'animo, di bisogni, di disagio. Cercate di mantenere con lui un clima comunicativo aperto e sereno; inoltre consiglio di rivolgervi ad uno Psicologo dell'età evolutiva, che potrà sicuramente fornire a voi genitori e al vostro bambino il giusto supporto e i giusti spazi. Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Di Bartolo


Genitore, le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta che si occupa di età evolutiva che possa fate una valutazione psicologica e degli aspetti neuropsicologici. Eventualmente potrebbe essere utile un percorso di sostegno alla genitorialità per avere indicazioni pratiche di gestione del bambino.


Buongiorno, vi invito caldamente di rivolgervi ad uno Psicologo dell'età evolutiva, che potrà sicuramente fornire a voi genitori e al vostro bambino il giusto supporto e i giusti spazi per poter trovare un maggiore equilibrio emotivo.


Gentile utente, le emozioni sono la nostra bussola e nello specifico tramite la rabbia il bambino ha modo di esprimere i suoi bisogni. Vi consiglio di rivolgervi ad uno psicologo che si occupi di età evolutiva per ricevere il giusto sostegno e poter valutare le opportune strategie di gestione delle emozioni. Nel caso sono a disposizione per ascoltarvi. Cordialmente


Gentile utente, prima di tutto mi dispiace per la sua situazione attuale che immagino le generi preoccupazione. Quello che da "remoto" le posso consigliare è, se voi genitori siete d'accordo, proporre a suo figlio qualche incontro con una psicologa dell'età evolutiva in modo da poterlo supportare al meglio. Il comportamento che suo figlio mette in atto potrebbe sottolineare una sua fatica attuale nel gestire le sue emozioni. A 8 anni i bambini iniziano a comprendere temi cruciali ed importanti che prima, nella prima infanzia non erano a conoscenza. Qualora voleste rimango a disposizione. Un saluto.


Gentile utente, si rivolga a uno psicologo specializzato in età evolutiva, saprà come aiutarla. Cordialmente Dottor Mauro Vargiu


Salve, Immagino che Non sia semplice per nessun membro della famiglia gestire una situazione del genere. A volte il non riuscire a comprendere cosa ci sia alla base del comportamento di un bambino spaventa e preoccupa i genitori e il grado di frustrazione del figlio potrebbe aumentare. Purtroppo non è possibile dare una soluzione o spiegazione immediata del problema, però va tenuto conto del contesto in cui questi comportamenti si manifestano. Bisogna intanto chiedersi perché ora? Cosa potrebbe essere successo che ha portato a questi atteggiamenti aggressivi? Quale potrebbe essere l’evento scatenante? Spesso siamo convinti che i bambini non abbiamo la percezione di ciò che gli succede intorno all’interno della loro famiglia, in realtà il bambino ha delle competenze straordinarie che gli permettono di captare tutto ciò che succede nel loro ambiente e capita che i sintomi manifestati siano un grido d’aiuto proprio perché qualcosa per loro non sta funzionando e sono i primi ad averne percezione. Il comportamento aggressivo, come altri, può avere una funzione per vostro figlio, motivo per cui bisogna capirne il significato. In quanto professionista di orientamento sistemico-relazionale (familiare), Il mio consiglio è dunque quello di guardare al comportamento del vostro bambino cercando di leggerlo all’interno di una cornice più ampia che permetta di dare un significato e di individuare le risorse che vi circondano, un’idea potrebbe essere quella di un percorso in cui poter lavorare voi tre insieme ad un professionista in modo tale da poter acquisire una maggiore comprensione di quanto sta accadendo e strategie per affrontarlo al meglio. Per ulteriori dubbi o domande rimango a disposizione. Cordiali saluti, Dott.ssa Cafarelli.


Salve, la ringrazio per aver condiviso la sua difficoltà. È molto importante trovare uno spazio dove indagare e affrontare tali difficoltà, comprenderne le origini e comprendere come affrontarle. Il comportamento emesso è espressione di una possibile difficoltà presente e si verifica in alcune circostanze che si costituiscono di antecedenti cui seguono delle conseguenze. Diviene quindi importante comprendere ciò che accade e consentire quindi un corretto supporto per voi e per il piccolo. Rimango a disposizione


Salve, un bambino dell'età di vostro figlio non possiede ancora capacità e parole adeguate e adulte per poter esprimere un disagio che sta vivendo. In questo caso, la rabbia può essere uno strumento con cui esprimerlo. E' inoltre importante considerare il contesto in cui si manifesta. Se a scuola la rabbia non è presente, è probabile che abbia a che fare in qualche maniera con il rapporto con voi genitori. Proprio per questa ragione, e per poter rafforzare le vostre risorse genitoriali, vi consiglio di contattare uno psicoterapeuta familiare. Un caro saluto.


Capisco e mi spiace per la vostra preoccupazione. È importante affrontare la situazione con calma e comprensione. Vi invito a intraprendere un percorso di sostegno alla genitorialità, che può aiutarvi a gestire meglio i comportamenti di vostro figlio e a migliorare la comunicazione e il legame familiare. DistintI Saluti

Dott.ssa Carmen Fortino

Dott.ssa Carmen Fortino

psicologo

Nocera Inferiore

Prenota visita

Gentile. Capita molto spesso che i comportamenti aggressivi siano la risposta più semplice per chi non riesce, in quel momento, a verbalizzare la sua difficoltà. Sarebbe opportuno parlarne insieme per analizzare la manifestazione di questi comportamenti e trovare gli strumenti da dare a voi genitori. Resto a disposizione


Gentile utente comprendo la preoccupazione di voi genitori. Il mio consiglio è quello di rivolgervi ad un/una professionista, così da poter ricevere il giusto supporto per accogliere e contenere i comportamenti del bambino, trovando insieme strategie di gestioni per voi funzionali ed efficaci. Resto a disposizione. Cordiali saluti Dott.ssa Stella Tessicini


Gentilissima utente la situazione che descrivi è sicuramente complessa e richiede una comprensione profonda delle dinamiche familiari e relazionali in atto. Dal punto di vista della psicologia sistemico-relazionale, la condotta del tuo bambino potrebbe essere interpretata come un modo per esprimere emozioni o bisogni che potrebbero non essere stati adeguatamente riconosciuti o elaborati nel contesto familiare. Ecco alcune riflessioni e suggerimenti che potrebbero esserti utili: 1. Osservare la Dinamica Familiare: È importante osservare le interazioni familiari nella loro totalità. Ci sono tensioni o conflitti non risolti tra i membri della famiglia che potrebbero influenzare il comportamento di tuo figlio? Un approccio sistemico considera gli individui all’interno delle loro relazioni e sistemi; quindi, le dinamiche familiari possono giocare un ruolo chiave. 2. Espressione delle Emozioni: Il comportamento aggressivo potrebbe essere un modo per tuo figlio di esprimere frustrazione, ansia o tristezza. Promuovere un ambiente in cui le emozioni possono essere espresse in modo sano e costruttivo è fondamentale. Potresti incoraggiarlo a utilizzare parole per esprimere i suoi sentimenti, piuttosto che ricorrere alla violenza. 3. Stabilire Regole e Limiti: È importante stabilire regole chiare sulle condotte accettabili in casa. Comunica le conseguenze in modo fermo ma giusto, senza però ricorrere alla punizione punitiva, che potrebbe incrementare ulteriormente la sua aggressività. 4. Cercare di Comprendere la Sua Prospettiva: Prova a capire cosa potrebbe scatenare i suoi scatti d’ira. Ci sono momenti specifici o situazioni che sembrano correlati a questi comportamenti? Un dialogo aperto, magari in un momento di calma, potrebbe aiutarvi a scoprire le sue preoccupazioni o frustrazioni. 5. Rafforzare il Comportamento Positivo: Quando tuo figlio mostra comportamenti positivi o gestisce la rabbia in modo costruttivo, è fondamentale riconoscerlo e rinforzarlo. Questo può contribuire a costruire una maggiore fiducia in se stesso e a promuovere modelli di comportamento alternativi. 6. Valutare il Contesto Scolastico: È interessante notare che a scuola sembra essere un altro bambino, ascoltando e aiutando i compagni. Potresti esplorare con lui la differenza tra il suo comportamento a casa e a scuola. Cosa è diverso? Riuscire a comprendere questi contrasti può fornire spunti importanti. 7. Considerare un Supporto Professionale: Se i comportamenti aggressivi persistono e non sapete più come gestirli, potrebbe essere utile considerare il supporto di un professionista, come uno psicologo infantile o un terapeuta familiare, che possa lavorare con voi come famiglia. Un esperto può offrire un ambiente sicuro per esplorare le emozioni e le dinamiche relazionali, e fornire strumenti pratici per migliorare le interazioni familiari. Ricordate che crescere è un processo complesso, e i bambini possono attraversare fasi difficili. Essere presenti, ascoltativi e aperti può fare una grande differenza nel fornire a vostro figlio il supporto di cui ha bisogno per affrontare le sue emozioni. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo. Dott. Cordoba


Salve, la componente rabbiosa così accentuata è ambiente specifica merita almeno una consulenza con un professionista. Prendere un primo appuntamento per voi come genitori e poi seguite le indicazioni del collega, saluti, dott.ssa Sandra Petralli


Gentile papà, comprendo la difficoltà della situazione che state vivendo in famiglia. L' aggressività dei bambini-sia fisica che verbale-può essere difficile da comprendere e gestire per i genitori e può spesso richiedere l'intervento di professionisti dell'età evolutiva. La rabbia ha sempre una sua funzione e va dunque contestualizzata e necessariamente approfondita per comprendere come gestirla nel caso specifico del suo bambino, della sua storia di sviluppo e della vostra storia familiare. I comportamenti aggressivi di cui scrive sembrano essere limitati solo al contesto casa e al rapporto con voi genitori e non agiti anche in altre situazioni: questo è un dato importante e a suo modo incoraggiante, poiché più i comportamenti e in generale le problematiche di sviluppo sono pervasive di tutti gli ambiti di vita dei bambini, più complesso sarà l'intervento. Le consiglio un percorso di supporto alla genitorialità per approfondire la vostra situazione e ricevere l'aiuto adeguato e specifico per voi genitori e per il vostro bambino. Rimango a disposizione per un consulto, anche online. Saluti Dottoressa Concetta Maccarrone


Buona sera Signora, leggendo il suo messaggio mi sembra opportuno consigliarle di rivolgersi a un professionista psicologo/a esperto in disturbi del comportamento o del neurosviluppo per valutare la situazione. Mi sento anche di consigliarle di rivolgersi al pediatra per farsi prescrivere un'impegnativa per una visita in un reparto di neuropsichiatria infantile dell'ospedale più vicino al suo domicilio. Non si spaventi perché la visita serve a verificare se è presente un disturbo legato al comportamento o se sono presenti solo alcune difficoltà legate a una fase di vita, a qualche evento stressante, che possono aver scatenato questi comportamenti o se stiamo parlando di sintomi ricompresi un un quadro diagnostico più ampio. La visita in un reparto di sanità pubblica, a seconda della sua regione di appartenenza, le permetterebbe eventualmente ci fosse una diagnosi di avere anche delle tutele o degli aiuti anche a livello scolastico (se ne aveste bisogno). Saluti


Bisognerebbe capire cosa scatena questi comportamenti, il suo stato emozionale quando questo accade e perché accade. Bisognerebbe capire e scavare più approfonditamente. Potete anche farlo voi genitori parlando serenamente con il bambino e chiedendo cosa c’è che non va e cosa succede quando ha questo comportamento, e voi genitori cercate di ricordare e fare mente locale di cosa sia potuto accadere e nello stare attenti di quello che succede prima che lui abbia questi comportamenti!


Buongiorno, dalla situazione che descrive è possibile che ci sia qualcosa che turba il bambino, ma di cui non riesce a parlare. Per poter trovare strategie adeguate per comprendere e gestire i comportamenti del bambino, sarebbe utile analizzare nel dettaglio quali sono nello specifico i comportamenti e in che situazioni si manifestano. Ogni comportamento ha un significato ed esprime un bisogno. Capire questi comportamenti richiederebbe un percorso più strutturato, ma intanto potreste provare alcuni passi pratici. Prima di tutto, cercate di parlare con vostro figlio per capire cosa lo turba, magari in momenti tranquilli. Aiutatelo a riconoscere e gestire le sue emozioni, insegnandogli a nominarle. Stabilite regole chiare e coerenti a casa, premiando i comportamenti positivi. Passate del tempo di qualità insieme, per rafforzare il legame affettivo. Se la situazione persiste, potrebbe essere utile consultare uno psicologo infantile. Dott.ssa Silvia Conti, Psicologa dello Sviluppo


Gentile utente, sicuramente vanno indagati maggiormente gli antecedenti, ossia capire ciò che succede prima per poter anticipare e prevenire il comportamento che sopra descrive


Gentile Utente, inutile dire che i vari contesti sociali ed ambientali attivano cose molto diverse dentro di noi, questo accade anche (forse soprattutto!) nei bambini, che hanno una grande sensibilità alle differenze e spesso hanno reazioni molto contesto-dipendenti. Potreste provare, qualora ve la sentiate, a pensare di rivolgervi ad un/una professionista che si occupi e abbia un'attenzione per l'età evolutiva e fare un primo colloquio voi genitori, poi sarà la figura a cui vi siete rivolti a valutare l'eventualità di incontrare anche vostro figlio.


Buonasera. Comprendo la sua preoccupazione nel non riuscire a dare un nome al disagio che suo figlio sta vivendo. Se il bambino ha scatti di rabbia e manifesta aggressività significa che sta cercando di comunicare qualcosa che non riesce a verbalizzare. Dato che questi episodi si verificano esclusivamente con voi genitori vi consiglio di affidarvi ad uno psicologo dell'età evolutiva per capire l'origine di questo malessere. Un saluto Dott. Francesco Cancellara


Salve, comprendo appieno la vostra preoccupazione. I comportamenti che descrive sono piuttosto comuni nei bambini di questa età, ma è importante affrontarli adeguatamente per evitare che si radichino e diventino problematici. L'aggressività, gli scatti di rabbia, la sfida continua e le offese possono essere espressioni di un disagio emotivo che il bambino non riesce a comunicare in altro modo. A volte, questi comportamenti possono essere legati a delle difficoltà, problemi relazionali con i coetanei, dinamiche familiari complesse o eventi stressanti che il bambino sta vivendo. Il fatto che a scuola vostro figlio si comporti in modo positivo è un segnale incoraggiante. Tuttavia, è fondamentale capire cosa scatena i suoi comportamenti problematici a casa e intervenire per aiutarlo a gestire le sue emozioni in modo più sano. Vi consiglio di rivolgervi a uno psicologo dell'età evolutiva. Un percorso psicologico può offrire a vostro figlio uno spazio di ascolto e di espressione in cui elaborare le sue emozioni e imparare strategie più funzionali per affrontare le difficoltà. Allo stesso tempo, può fornire a voi genitori un supporto prezioso per comprendere meglio i bisogni di vostro figlio e acquisire strumenti educativi efficaci. Un intervento precoce può fare la differenza e aiutare vostro figlio a crescere in modo sereno ed equilibrato.


Buonasera, alcuni bambini faticano a gestire e regolare le proprie emozioni e manifestano il proprio disagio attraverso il comportamento (aggressività, capricci, chiusura, ..). E' possibile che dovendosi controllare a scuola arrivato a casa si sfoghi. Provi a parlare con lui quando è tranquillo (quando è troppo arrabbiato non è in grado di ascoltarla) riconoscendo la sua rabbia e chiedendogli se sa cosa lo fa stare così. Un percorso di educazione emotiva può aiutare.


Buongiorno , solitamente se un bambino di questa età non ha mia manifestato comportamenti del genere e quindi tutta questa rabbia e aggressività è esplosa improvvisamente sicuramente è fondamentale mantenere un atteggiamento di calore e accoglienza nei suoi confronti e cercare spazi di dialogo (magari condividendo con lui uscite insieme o attività a lui gradite) dove si possa aiutarlo ad esprimere il suo malessere. Da ciò che leggo, mi sembra di capire che l'aggressività si manifesti unicamente nel contesto familiare; in tal caso sarebbe importante ricordare se vi sono stati cambiamenti recenti che possano aver destabilizzato l'equilibrio familiare o la solita routine del bambino. Spesso cambiamenti che per gli adulti non hanno particolare rilevanza, per i bambini invece sono percepiti diversamente e hanno un impatto maggiore sulla sfera emotiva e comportamentale.


Buonasera, i bambini molto di frequente si approcciano in maniera differente in relazioni e contesti differenti; se questo è un momento particolarmente difficile da gestire potete contattare un terapeuta per l’età evolutiva o per il sostegno alla genitorialità.


Buongiorno, quello che si potrebbe fare è ragionare insieme se ci sono stati dei cambiamenti in famiglia o nella vita del bambino, che apparentemente non hanno destato nessuna reazione, ma che poi si manifestano più a livello comportamentale. Si potrebbero anche valutare le dinamiche all'interno della famiglia e poter mettere a fuoco e a punto delle strategie più funzionali. Dott.ssa Alessandra Corti


Cara mamma, comprendo profondamente la sua preoccupazione e la frustrazione che sta vivendo nel gestire gli scatti di rabbia di suo figlio. È ammirevole il suo desiderio di trovare soluzioni e di supportare al meglio il suo bambino. Cara mamma, comprendo profondamente la sua preoccupazione e la frustrazione che sta vivendo nel gestire gli scatti di rabbia di suo figlio. È ammirevole il suo desiderio di trovare soluzioni e di supportare al meglio il suo bambino. In situazioni come questa, il ruolo di uno psicologo può essere fondamentale per diversi motivi: - Valutazione approfondita: uno psicologo può effettuare una valutazione completa del bambino, considerando il suo sviluppo, le sue emozioni e le dinamiche familiari. Questo permette di identificare le cause sottostanti degli scatti di rabbia, che possono variare da difficoltà emotive a problemi di comunicazione o bisogni insoddisfatti. - Strategie personalizzate: in base alla valutazione, lo psicologo può sviluppare strategie personalizzate per aiutare suo figlio a gestire la rabbia in modo più efficace. - Supporto emotivo: sia lei che suo figlio potrete beneficiare di un ambiente sicuro e accogliente in cui esprimere le vostre emozioni e preoccupazioni. Lo psicologo può fornire un sostegno emotivo prezioso, aiutandovi a sentirvi compresi e meno soli. Per qualsiasi altra informazione non esiti a contattare. Dott.ssa Grazia Petrini - Psicologa


Buongiorno, quello che sta vivendo è molto comune nei bambini che faticano a regolare le emozioni all’interno del contesto familiare. Il fatto che suo figlio a scuola si comporti bene, rispetti le regole e mostri collaborazione è un segnale positivo: significa che ha le risorse per farlo, ma che in casa vive probabilmente un sovraccarico emotivo che si traduce in rabbia, opposizione e comportamenti aggressivi. In questi casi è utile intraprendere un percorso di parent training, un lavoro con i genitori che aiuta a gestire situazioni come questa con strumenti concreti ed educativi. Spesso, senza volerlo, si entra in quello che chiamiamo pendolo genitoriale, cioè un’alternanza tra rigidità (quando ci si sente esasperati) e permissività (quando si cede per stanchezza), che rende difficile per il bambino capire quali siano davvero i confini. L’obiettivo è tornare a una linea coerente, ferma ma non punitiva. Tra le strategie utili c’è ad esempio il timeout, da intendersi non come punizione, ma come una pausa breve e guidata che aiuta entrambi a calmarsi quando la situazione sta degenerando. Prima del timeout, può essere utile l’annuncio: cioè anticipare con voce calma e chiara cosa succederà se il comportamento continua, così da ridurre la sensazione di perdita di controllo che spesso scatena l’aggressività. Un altro aspetto centrale è il cosiddetto mindful parenting, ovvero un approccio che insegna al genitore a mantenere la calma anche davanti alla provocazione. È naturale sentirsi colpiti o stanchi, ma più riusciamo a rispondere con fermezza e presenza, senza reazioni impulsive, più aiutiamo il bambino a regolarsi attraverso il nostro esempio. Infine, il principio della resistenza non violenta è fondamentale: significa non cedere né scontrarsi, ma mantenere una posizione chiara, costante, senza ricorrere a punizioni o urla, ma mostrando che certi comportamenti non trovano spazio, senza mai lasciare il bambino solo nel suo disagio. Con il giusto supporto, è assolutamente possibile ricostruire un clima familiare più sereno e aiutare suo figlio a esprimere in modo più sano ciò che sente. Un caro saluto, dott. Jacopo Modoni


Buongiorno, comprendo il disagio che questa situazione possa creare all'interno della vostra famiglia. La rabbia, così come le altre emozioni, rappresenta una modalità comunicativa: vostro figlio sta esprimendo un bisogno per il quale, probabilmente, ancora non conosce modalità comunicative più strutturate ed efficaci. Per cercare di capire meglio cosa vostro figlio voglia comunicarvi, vi consiglio di provare ad osservare se ci fosse qualche elemento costante nei diversi episodi. Un percorso di sostegno alla genitorialità può aiutarvi a comprendere meglio la situazione. Le auguro una buona giornata, Dott.ssa Francesca Rossini


Buongiorno, sarebbe importante innanzitutto contestualizzare questi comportamenti e, ad esempio, sapere da quanto tempo il bambino presenta quesste reazioni o se ci sono stati dei cambiamenti nell'ambiente familiare o di vita (ad esempio la nascita di un fratello, un cambio di scuola o di altre abitudini). Ad ogni modo, a 8 anni la parte razionale del cervello di un bambino ha appena iniziato la sua maturazione e situazioni del genere possono essere dovute ad una ancora immatura capacità di gestione e regolazione delle emozioni che,a quell'età, sono vissute molto intensamente. Il "doppio binario" nel comportamento fra casa e scuola non è un evento infrequente e può voler dire diverse cose. Quando si tratta di bambini è sempre bene approfondire le modalità individuali e lo specifico contesto familiare/scolastico. Non avendo informazioni specifiche, direi che si possono fare due primissime ipotesi (che andrebbero però vagliate con cura): o il bambino, nell'ambiente più "normato" della scuola si sente "contenuto" dall'ambiente e quindi riesce a regolarsi meglio oppure, all'opposto, se il contesto scolastico fosse eccessivamente rigido o stressante potrebbe impiegare molto sforzo per regolarsi e quindi poi "sfogare" questa tensione in un ambiente che percepisce come sicuro ovvero quello di casa. Certamente andrebbe indagato meglio sia l'aspetto della scuola che il ruolo delle dinamiche familiari nel rinforzare o mantenere involontariamente questi comportamenti. Come genitori, purtroppo, non è assolutamente facile riuscire a trovare strategie mirate quando i bambini sono in difficoltà pur avendo molta attenzione e cura nei loro confronti. Un saluto cordiale, Francesca Mancini


Buongiorno, comprendo quanto possa essere faticoso, come genitore, trovarsi di fronte a comportamenti del proprio figlio che risultano difficili da comprendere e da gestire. È importante sapere che, durante le diverse fasi evolutive, è frequente che i bambini manifestino atteggiamenti di opposizione, rabbia o sfida, che spesso rappresentano un modo – seppur disorganizzato – di comunicare un disagio o un bisogno. In questi casi, può essere utile iniziare con un'osservazione attenta del comportamento: cosa accade subito prima? Ci sono momenti della giornata in cui si presenta più frequentemente? E cosa succede dopo? Quali reazioni suscita nell’adulto o nell’ambiente? Questa analisi può offrire spunti preziosi per comprendere cosa suo figlio stia cercando di comunicarle attraverso quei comportamenti. Spesso, leggere il comportamento come un messaggio ci permette di rispondere in modo più efficace e di attuare piccoli cambiamenti che possano sostenere il bambino nel suo percorso di crescita. Se dovesse sentire il bisogno di un supporto più strutturato, può essere utile intraprendere un percorso con uno psicologo esperto in età evolutiva, ad esempio attraverso un parent training, che possa aiutarla a trovare strategie educative adatte alla vostra specifica situazione. Un caro saluto, dr. Daniele Rossetti


Salve, inviterei voi genitori a riflettere su come mai vostro figlio proprio con voi e non in altre situazioni ( ad es. a scuola), agisce tali atteggiamenti. Un caro saluto!


Buongiorno, comprendo quanto possa essere difficile e preoccupante vivere questi momenti di tensione con suo figlio. Il fatto che a scuola mostri un comportamento completamente diverso ci dice che ha le risorse per relazionarsi positivamente. I cambiamenti comportamentali nei bambini spesso rappresentano un modo per comunicare qualcosa di importante che non riescono ad esprimere diversamente. Ogni situazione familiare è unica e meriterebbe uno spazio dedicato per essere compresa appieno. Le consiglio di rivolgersi a uno psicologo dell'età evolutiva, che potrà aiutarvi ad analizzare insieme il contesto di questi comportamenti, la loro possibile origine e il significato che potrebbero avere nella relazione con voi genitori. Un caro saluto, dott.ssa Martina Baiocchi


Buon giorno, penso si tratti di un bambino che sta iniziando ad adottare dei comportamenti oppositivi provocatori. Vorrei capire quando emette questi comportamenti "problema" cioè quale è l'antecedente alla messa in atto del comportamento problema?


Da ciò che racconta, sembra che suo figlio stia esprimendo qualcosa di profondo attraverso la rabbia e il comportamento oppositivo in casa. Il fatto che a scuola sia collaborativo e tranquillo suggerisce che non è “un bambino problematico”, ma che forse nell’ambiente familiare sta cercando, a modo suo, di comunicare un disagio, una fatica, o magari un bisogno non espresso. Spesso un comportamento così intenso è un segnale che qualcosa nel sistema familiare ha bisogno di essere rivisto o riequilibrato. Non si tratta di trovare “colpe”, ma di ascoltare cosa sta cercando di dire quel comportamento, e creare uno spazio in cui anche lui possa sentirsi capito. Un confronto con un terapeuta familiare potrebbe aiutarvi a rileggere insieme queste difficoltà e trovare nuove modalità per stare bene, tutti.


Gentile, la ringrazio per aver condiviso la sua preoccupazione riguardo al comportamento di suo figlio. Comprendo quanto possa essere difficile affrontare questi episodi di rabbia e aggressività, soprattutto quando si manifestano in famiglia, creando tensione e disagio. È importante considerare che i bambini a volte manifestano le proprie difficoltà emotive e stress attraverso comportamenti oppositivi o aggressivi, specialmente in contesti in cui si sentono più sicuri per esprimere emozioni complesse. Il fatto che a scuola si comporti diversamente suggerisce che potrebbe esserci una dinamica familiare che influisce sul suo modo di relazionarsi. Le suggerisco di valutare un percorso di sostegno psicologico per suo figlio, eventualmente anche coinvolgendo la famiglia, per approfondire le cause di questi comportamenti e apprendere strategie efficaci per gestirli e migliorare la comunicazione in famiglia. Un lavoro mirato può aiutare suo figlio a riconoscere e regolare meglio le proprie emozioni e a trovare modi più funzionali per esprimersi. Nel frattempo, mantenere un atteggiamento calmo, coerente e paziente, evitando punizioni eccessive ma stabilendo limiti chiari, può aiutare a contenere i momenti di crisi. Se desidera, posso supportarla nella ricerca di un professionista specializzato in età evolutiva per iniziare un percorso di aiuto. Resto a disposizione. Cordiali saluti, Aurora


Gentile utente, ha mai pensato di svolgere degli incontri di terapia familiare? Nell'ottica sistemica, la famiglia è un insieme complesso ed interconnesso, dove ogni individuo è influenzato dal sistema stesso e allo stesso tempo contribuisce a definirlo. In questo caso, potrebbe essere utile, comprendere il funzionamento alla base del vostro sistema familiare, per avere una prospettiva più ampia del problema riportato. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti. Un caro saluto, Dott.ssa Arianna Poncetta


Buonasera, grazie per aver condiviso la vostra situazione. Capisco quanto possa essere difficile affrontare questi comportamenti con vostro figlio, specialmente quando sembrano molto diversi tra casa e scuola. Ma il fatto che vostro figlio a scuola si comporti in modo collaborativo e rispettoso significa che ha le risorse per relazionarsi bene e quindi probabilmente sta esprimendo a casa un disagio che fatica a comunicare in altri modi. I comportamenti aggressivi, gli scatti di rabbia e la sfida con voi genitori possono essere un modo attraverso cui un bambino cerca attenzione, contenimento o esprime emozioni che non riesce a gestire o a parlarne. Di conseguenza, l'ambiente familiare, percepito come un ambiente sicuro, diventa per lui il luogo dove si sente libero di sfogare ciò che trattiene o pensa. Vi suggerisco di non sentirvi soli in questa fase e di considerare un breve percorso di consulenza familiare o con un professionista dell’età evolutiva per comprendere insieme a lui cosa c'è dietro a questa rabbia e per trovare strategie efficaci, senza colpevolizzazioni. L’obiettivo resta quello di aiutarlo a esprimere ciò che sente in modo più sano e allo stesso tempo sostenere voi genitori.


La ringrazio per aver condiviso questa situazione che, come genitore, è indubbiamente faticosa e fonte di grande preoccupazione. La dinamica che descrive – un bambino che manifesta forte aggressività e sfida in casa, ma che è collaborativo e tranquillo a scuola – è un fenomeno molto comune che, dal punto di vista sistemico-relazionale, ci dice una cosa fondamentale: il problema non è "il bambino cattivo", ma la "regola di relazione" che si è instaurata nel sistema familiare. Suo figlio sta segnalando un disagio all'interno del nucleo familiare (il "sistema") e lo fa con l'unico linguaggio che gli è rimasto: il comportamento. Il fatto che i comportamenti aggressivi siano prevalentemente diretti verso la madre è un elemento cruciale che va compreso. La situazione che descrive necessita di un approccio che non si limiti al "consiglio" comportamentale, ma che analizzi le dinamiche e le influenze reciproche. Per questo motivo, Le consiglio vivamente di considerare una consulenza familiare. In quanto terapeuta sistemico-relazionale, il mio lavoro in questi casi è proprio quello di incontrare voi, come famiglia. Rimango a disposizione.


Buongiorno! Capisco bene la vostra preoccupazione, è molto faticoso quando un bambino mostra tanta rabbia in casa. In questi casi è utile aiutarlo a riconoscere e nominare le emozioni, mantenere regole chiare e coerenti e rinforzare i comportamenti positivi. Vi consiglierei anche di rivolgervi a uno psicologo dell’età evolutiva, che possa accompagnarvi con un percorso di parent training e aiutarvi a gestire meglio questi momenti di rabbia. Con il giusto supporto, si può migliorare molto!


Il comportamento del bambino potrebbe esprimere un disagio familare. Spesso i bambini assorbono tensioni, disfunzionalità familiari, conflitti e li traducono in comportamenti oppositivi come rabbia o aggressività. Sicuramente è una situazione da approfondire. Le consiglio eventualmente una terapia familiare


Buongiorno. Comprendo la fatica come genitori. E molto frequente che ci sia una netta differenza nel comportamento tra casa e scuola. La casa è l'ambiente dove ci si può permettere prima di manifestare una fatica. Consiglierei di fare un colloquio di orientamento con uno psicologo che si occupa di sostegno alla genitorialità e età evolutiva per riuscire a gestire al meglio ciò che sta avvenendo.


Salve, quando un bambino mostra aggressività e forti scatti di rabbia solo in famiglia, mentre a scuola mantiene un comportamento adeguato, spesso significa che sta vivendo un carico emotivo che non riesce ancora a esprimere in modo funzionale proprio nell’ambiente in cui si sente più sicuro: casa. Questi comportamenti possono essere segnali di frustrazione, difficoltà nella regolazione emotiva, bisogno di attenzione o stress non sempre facilmente riconoscibili. Non indicano “maleducazione”, ma un’emozione che il bambino non sa ancora gestire. Alcuni primi passi utili possono essere sicuramente mantenere regole chiare e coerenti senza ricorrere a punizioni rigide; contenere fisicamente e verbalmente l’episodio di rabbia con calma, senza entrare nella stessa escalation; dedicare momenti di ascolto e dialogo quando è tranquillo; osservare quando e con quali trigger compaiono i comportamenti. Vista la frequenza e l’intensità degli episodi, può essere molto utile una valutazione psicologica per comprendere meglio cosa sta vivendo e aiutarlo a sviluppare strumenti di regolazione emotiva più efficaci. Un intervento precoce permette di ridurre i conflitti e rafforzare l’equilibrio familiare. Saluti. Dott.ssa Scognamiglio Mariachiara


Buongiorno, la situazione che descrive è certamente molto faticosa per voi genitori, ma il fatto che suo figlio a scuola mostri un comportamento adeguato, collaborativo e rispettoso è un elemento molto importante e rassicurante. Questo indica che il bambino possiede le competenze emotive e comportamentali per regolarsi, ma che a casa probabilmente sta esprimendo un disagio che non riesce a comunicare in altro modo. Spesso i bambini manifestano le emozioni più intense proprio nel contesto in cui si sentono più al sicuro, e l’aggressività può rappresentare un modo disfunzionale di esprimere frustrazione, rabbia, gelosia o un bisogno di attenzione e contenimento emotivo. Il fatto che gli scatti siano rivolti soprattutto verso la mamma è abbastanza frequente e non indica mancanza di affetto, ma una relazione in cui il bambino si sente libero di “lasciarsi andare”. È importante evitare risposte punitive o scontri di forza, che rischiano di rinforzare la dinamica di sfida, e cercare invece di mantenere regole chiare, coerenti e condivise tra i genitori, accompagnate da una comunicazione calma e ferma. Può essere utile provare a dare spazio all’ascolto delle sue emozioni nei momenti di tranquillità, aiutandolo a dare un nome a ciò che prova e a trovare modalità alternative per esprimere la rabbia. Tuttavia, considerando l’intensità dei comportamenti che descrive, un supporto professionale può essere molto indicato: un consulto con uno psicologo dell’età evolutiva può aiutare a comprendere cosa sta accadendo e fornire a voi genitori strumenti concreti per gestire la situazione. Intervenire ora permette spesso di prevenire il consolidarsi di modalità aggressive e di sostenere il bambino in una fase delicata della crescita. Dott.ssa Chiara Avelli


Buongiorno, comprendo la situazione e la ringrazio per la domanda. Immagino che non sia facile la gestione di un bambino di otto anni. Credo che forse potrebbe essere utile avere un confronto con gli insegnanti e provare a comprendere quali possano essere i meccanismi che differenziano l'ambiente familiare dall'esterno. Comprendo che questo non sia facile, in alcuni casi potrebbe essere d'aiuto anche il parare di una persona esterna come uno psicologo. Grazie


Buonasera, mi sembra che la situazione sia circoscritta all'interno del nucleo famigliare. Se la situazione vi appare non gestibile consiglierei una consulenza con uno/a psicologo/a o psicoterapeuta dell'età evolutiva per un sostegno genitoriale.


Buongiorno. Colgo nelle sue parole molta stanchezza e un senso di impotenza che merita ascolto. È molto significativo il contrasto che descrive: a scuola il bambino è collaborativo, a casa esplode. Suo figlio sta portando un 'messaggio' nel luogo che sente più sicuro, quello della famiglia. Il fatto che a scuola sia 'bravo' ci dice che possiede le risorse per autoregolarsi, ma che probabilmente lo sforzo che compie fuori casa per adattarsi e compiacere le aspettative è così alto da farlo arrivare a casa 'saturo'. A quel punto, con le persone di cui si fida di più (specialmente la mamma), la corazza cade e l'energia accumulata esplode sotto forma di rabbia e sfida. Ecco alcuni spunti di riflessione per voi genitori: Dalla sfida al bisogno: Invece di vedere il suo comportamento come un attacco personale, provate a chiedervi: 'Cosa sta cercando di dirci con questa rabbia che non riesce a dire a parole?'. Spesso la sfida è una richiesta paradossale di contatto o un grido di autonomia che non sa come gestire. Il corpo e l'emozione: Quando esplode, il bambino è in un 'sequestro emotivo'. In quel momento, le spiegazioni logiche non servono. È importante aiutarlo a dare un nome a ciò che sente nel corpo prima dello scatto, agendo per contenere fisicamente ma con fermezza, senza ritorsioni emotive. Il confine della coppia: Come state voi come genitori? A volte i figli 'scaricano' tensioni che appartengono al campo familiare. È importante che la mamma non resti sola in questo ruolo di bersaglio, ma che ci sia una presenza ferma e supportiva da parte del papà. Come procedere: Vi suggerirei di consultare uno psicoterapeuta dell'età evolutiva. Non per 'aggiustare' il bambino, ma per guardare insieme al vostro 'modo di stare insieme'. Spesso, piccoli cambiamenti nel modo in cui noi adulti rispondiamo alla provocazione possono trasformare radicalmente la dinamica. Potete trovare professionisti qualificati attraverso l'Ordine degli Psicologi della vostra regione o consultando istituti specializzati in Gestalt come l'Istituto di Gestalt HCC Italy, che ha una lunga tradizione nel lavoro con le famiglie e l'infanzia. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Denise


Buongiorno, dovremmo esplorare cosa c'è dietro a questa rabbia. E' successo qualcosa a scuola o a casa (magari non lo sappiamo)? Spesso si ritiene che l'infanzia sia un periodo felice e privo di problemi, in realtà quello che a noi adulti può sembrare una sciocchezza, per i bambini ha un'enorme importanza, questo potrebbe scatenare rabbia e tristezza. Cercherei di parlare con lui in maniera non giudicante e validare ogni suo pensiero ed emozione. Solo successivamente potrete davvero capire i motivi di questi suoi comportamenti. Cordiali saluti. Dott.ssa Monia Michelini


Buongiorno. Al fine di comprendere meglio (per voi stessi) la situazione il mio consiglio è quello di chiedere supporto ad uno psicologo dell'età evolutiva. Sicuramente è l'esperto più indicato del caso e potrà supportarvi nella maniera migliore possibile. Le auguro una buona giornata.


Buonasera, Purtroppo da queste poche righe è davvero impossibile poterle dare dei consigli in quanto ogni dinamica familiare va compresa nella sua storia e nei suoi equilibri in modo approfondito. Se desidera trovare nuovi strumenti per comprendere meglio cosa accade in suo figlio e poterlo gestire diversamente, può valutare di intraprendere un percorso terapeutico personale o familiare. Se lo desidera, mi rendo disponibile ad accoglierla e ad approfondire insieme la situazione.


Buongiorno, quello che sta descrivendo è una situazione abbastanza comune, il fatto che a scuola funzioni bene è un buon segnale, vuol dire che sa autoregolarsi e adattarsi a un contesto extra famigliare strutturato con regole. Ci si può interrogare su come mai vostro figlio sta manifestando questa rabbia, se è successo qualcosa in particolare, se si sfoga a casa perchè reprime durante la giornata fuori casa, se sta vivendo un sovraccarico emotivo per stress legato alla scuola o ad altri motivi, se ci sono delle aspettative troppo elevate, se ha bisogno di attenzione e usa aggressività per comunicare un bisogno (esempio cambiamenti in famiglia, gelosie tra fratelli,....), se non riesce a gestire in modo adeguato le proprie emozioni. Potete provare con calma a contenere le manifestazioni aggressive, dare un nome alle emozioni, creare delle routine chiare e coerenti, cercare di spiegare che può dire a voce se è arrabbiato ma non fare del male alle persone, può disegnare cosa lo fa arrabbiare, insegnare strategie di scarico come uno sport, il gioco, l'angolo della calma. Se poi il problema persiste chiedere aiuto a uno psicologo che può dare un senso a cosa sta succedendo e aiutare la famiglia a ritrovare una maggiore serenità.


Salve, non conosco la storia personale del vostro nucleo familiare, ma posso dirvi quasi sicuramente che sia una richiesta di attenzioni. Il fatto che se la prenda maggiormente con la figura materna può voler dire che abbia bisogno di essere "visto", magari perché lei non è molto presente o non dedichi tanto tempo quanto ne vorrebbe il bambino. Può provare a capire con calma cosa vuol comunicarvi, cercando di "leggere" i suoi comportamenti (ad esempio se avvengono a seguito di un evento in particolare).


A 8 anni, l'aggressività selettiva verso i genitori (spesso la mamma) contrapposta alla docilità a scuola indica una grande difficoltà a gestire emozioni negative, frustrazione o stress in un ambiente sicuro. Mantenete la calma, non reagite con violenza, contenete fisicamente l'aggressività con fermezza ma senza ferire, e parlate del comportamento solo quando è calmo


Sembra che suo figlio stia provando a comunicarvi qualcosa. Forse ha un carico emotivo eccessivo, la rabbia e la sfida spesso mascherano una richiesta. Validare le sue emozioni e domandargli direttamente cosa prova può farlo sentire accolto, evitando di rispondere con ulteriore rabbia o cercando di reprimere la sua emozione. Dire al bambino di non arrabbiarsi o che non c'è motivo per cui arrabbiarsi può aumentare la sua frustrazione: riconoscere il motivo della rabbia e farlo sentire compreso può aiutarlo nel momento della crisi. Rivolgersi a un esperto in terapia familiare può essere utile per rafforzare le risorse interne della famiglia e scoprire nuovi modi di accogliere emozioni e caratteristiche di tutti i componenti.


Buongiorno, grazie per aver condiviso la vostra preoccupazione. Quello che descrivete è una situazione che può mettere molto in difficoltà, ma non è così rara: il fatto che a scuola vostro figlio si comporti in modo adeguato è un segnale importante. Spesso i bambini esprimono proprio a casa le emozioni più intense, perché è il contesto in cui si sentono più sicuri. Rabbia, opposizione e aggressività possono essere modi (non ancora maturi) per comunicare un disagio o una fatica che non riescono a esprimere diversamente. Può essere utile, da un lato, mantenere regole chiare e coerenti rispetto ai comportamenti (soprattutto quelli aggressivi), e dall’altro cercare momenti di ascolto in cui aiutarlo a dare un nome a ciò che prova, senza giudizio. Dato che la situazione sembra intensa, un supporto psicologico familiare o per il bambino potrebbe aiutarvi a comprendere meglio cosa sta succedendo e a trovare strategie più efficaci. Non è un “bambino cattivo”, ma un bambino che sta comunicando qualcosa che ha bisogno di essere capito. Dottoressa Isabeau Bentivoglio


Buongiorno, per dare dei consigli utili bisognerebbe capire meglio in cosa consistono questi attacchi di rabbia e cosa succede poco prima che il bambino perda la pazienza diventando aggressivo. Contestualizzare e descrivere il comportamento è necessario per capire se si è di fronte ad un disturbo specifico oppure ad una fragilità momentanea del bambino. Di conseguenza anche gli interventi saranno differenti. Quello che consiglio sempre è di non dare punizioni e di non utilizzare stili educativi autoritari altrimenti il rischio potrebbe essere quello di ottenere l'esatto contrario di quello che si vuole. Davanti agli insulti o agli agiti violenti del bambino consiglio di intervenire in modo assertivo quindi decisi e ma accoglienti nello stesso tempo.


Il fatto che a scuola sia "un altro bambino" esclude solitamente patologie pervasive dello sviluppo, ma suggerisce una fatica adattiva. Consiglio comunque una valutazione da parte di un collega specializzato nell'ambito di quell'età.


Salve, grazie per aver condiviso qui con noi. Il fatto che a scuola si comporti bene è un’informazione molto importante: suggerisce che non è un problema globale di comportamento, ma qualcosa legato al contesto familiare, alle emozioni che lì si scaricano o alla dinamica con voi genitori. Molti bambini “regolano” le emozioni a scuola e poi a casa esplodono. Con i genitori si sentono più liberi di scaricare rabbia, frustrazione, gelosia o senso di impotenza. Questo non giustifica le aggressioni, ma cambia il modo di leggerle: non è sfida pura, è spesso disregolazione emotiva + richiesta di contenimento sbagliata. Resto a disposizione.


Buongiorno, capisco quanto questa situazione possa essere faticosa e disorientante per voi. Il fatto che suo figlio a scuola mostri un comportamento così diverso è un elemento significativo, che merita di essere compreso nel suo insieme. Le manifestazioni di rabbia e oppositività nei bambini possono avere significati diversi e spesso sono un modo per esprimere vissuti che non riescono ancora a comunicare in altro modo. Vista l’intensità che descrive, può essere utile un confronto con un professionista, per approfondire meglio la situazione e comprendere come intervenire in modo adeguato. Un saluto, Dott.ssa Giacobazzi Silvia


Salve, spesso i bambini “trattengono” le loro emozioni e le rilasciano nei posti in cui si sentono al sicuro (esempio: a casa). Tuttavia, gli scatti di rabbia e i comportamenti sfidanti potrebbero essere un modo da parte del bambino di comunicare un disagio che sta vivendo. Potrebbe essere utile avere un primo contatto con una psicologa dell’età evolutiva per avere un riscontro professionale.


Buongiorno Quello che descrivi fa pensare a un bambino che riesce a controllarsi a scuola ma che a casa, dove si sente più sicuro, scarica tensioni e fatica emotiva attraverso rabbia e oppositività. Il fatto che fuori casa sia adeguato è un segnale importante perché indica che ha già capacità di autoregolazione, anche se non riesce a mantenerla nell’ambiente familiare. Spesso a questa età gli scoppi di rabbia non sono “comportamenti contro i genitori” ma modalità immature di esprimere frustrazione, bisogno di attenzione o difficoltà a gestire emozioni intense. In questi casi è utile mantenere confini chiari e coerenti senza entrare nello scontro fisico o verbale, cercare di non rinforzare i comportamenti aggressivi con lunghe discussioni nel momento del picco emotivo e rimandare il confronto quando è calmo. Può essere molto utile anche osservare quando si attivano questi episodi per capire eventuali trigger quotidiani e soprattutto rivolgersi a uno psicologo dell’età evolutiva che possa aiutare sia il bambino sia i genitori a comprendere meglio la dinamica e a trovare strategie pratiche più efficaci. Intervenire ora è positivo perché a questa età i modelli emotivi sono ancora molto modificabili con il giusto supporto.


Buongiorno. Sarebbe utile valutare con uno strumento standardizzati i comportamenti che risultano critici. Inoltre, si potrebbe indagare quale sia il disagio di vostro figlio nel constesto domestico: questi comportamenti aggressivi possono essere segnale di un bisogno più pronfondo che vostro figlio non riesce a esternare. Magari potrebbe non avere fiducia in voi, o non si sente ascoltato in qualche situazione. Con un percorso di supporto alla genitorialità potreste trovare le risposte giuste e individuare strategie di comunicazione con vostro figlio diverse.


Buongiorno, la Sua è una richiesta complessa che richiede una valutazione puntuale. Pertanto, La invito a consultarsi con uno psicologo, possibilmente con esperienza nell'ambito della psicologia dell'età evolutiva. Cordiali saluti. FG


La ringrazio per la sua condivisione. Comprendo quanto questa situazione possa essere faticosa e preoccupante per voi genitori. Ci sono bambini che riescono a mostrarsi collaborativi e adeguati in alcuni contesti, come la scuola, ed esprimono invece rabbia, oppositività o altre difficoltà nell'ambiente familiare. A volte i bambini manifestano proprio nei contesti in cui si sentono più sicuri emozioni e fatiche che non riescono a esprimere altrove. Più che concentrarsi esclusivamente sul comportamento, potrebbe essere utile chiedersi se ci siano stati cambiamenti, difficoltà o vissuti che suo figlio sta cercando di comunicare attraverso questi atteggiamenti. Se la situazione persiste o tende ad aggravarsi, potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista dell'età evolutiva, sia per comprendere meglio il significato di ciò che sta accadendo, sia per aiutarvi ad individuare strategie efficaci e ad alleggerire il carico emotivo e pratico che questa situazione comporta per voi genitori. Rimango a disposizione. Un caro saluto


Buongiorno, grazie per aver condiviso la vostra situazione. Il fatto che suo figlio a scuola riesca a rispettare le regole, collaborare e avere un comportamento adeguato è un elemento importante. Questo suggerisce che le difficoltà si manifestano soprattutto nel contesto familiare, dove i bambini spesso esprimono con maggiore libertà le emozioni e le tensioni che faticano a comunicare in altro modo. Dietro rabbia, provocazioni e aggressività c'è spesso un disagio che il bambino non riesce ancora a esprimere a parole. Questo non significa che tali comportamenti vadano giustificati: è importante mantenere limiti chiari e coerenti, cercando però di comprendere anche cosa possa esserci dietro quelle reazioni. Se questi comportamenti persistono, aumentano di intensità o stanno mettendo in seria difficoltà la vita familiare, può essere utile rivolgersi a uno psicologo dell'età evolutiva. Un percorso permetterebbe di comprendere meglio il significato di questi comportamenti e di individuare strategie efficaci sia per vostro figlio sia per voi come genitori. Intervenire in questa fase è importante, non perché vostro figlio sia un bambino problematico, ma perché questi comportamenti rappresentano un segnale che merita di essere ascoltato e compreso. Restando a disposizione, buona giornata. Dott.ssa Giulia Raiano


Buongiorno, il fatto che suo figlio manifesti questi comportamenti prevalentemente a casa e non a scuola è un'informazione importante. Non significa necessariamente che “faccia apposta”: bambini della stessa età possono mostrare modalità molto differenti a seconda del contesto, delle relazioni e delle emozioni che stanno vivendo. Scatti di rabbia, oppositività e aggressività fisica meritano però attenzione, soprattutto quando arrivano a coinvolgere i genitori. Più che concentrarsi solamente sul comportamento da correggere, sarebbe importante capire cosa comunica attraverso quella rabbia, quando compare, cosa la precede e come reagiscono gli adulti intorno a lui. Vi suggerirei una consultazione con uno psicologo dell’età evolutiva. Inizialmente può essere molto utile anche un colloquio con i soli genitori, per ricostruire la situazione e individuare modalità condivise con cui gestire gli episodi. Un caro saluto, Dott.ssa Alessia Bertolotti

Dott.ssa Alessia Bertolotti

Dott.ssa Alessia Bertolotti

psicologo clinico

Gravellona Lomellina

Prenota visita

Salve. Andrebbe esplorato il rapporto con i genitori, dato che sembrano comportamenti che effettua solo con queste figure

Dott. Ivan Avella

Dott. Ivan Avella

psicologo

Nocera Inferiore

Prenota visita

Bisognerebbe fare un'analisi attenta delle funzioni dei comportamenti (quali sono i comportamenti emessi? quando li emette? quali conseguenze seguono ai suoi comportamenti?.....) prima di poter decidere se e in che modo intervenire. Il supporto di un professionista competente (ad es. uno psicologo BCBA) potrebbe essere un valido aiuto.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.