da circa un mese attacchi di ansia e panico non so l'origine ma la mia vita è cambiata in peggio :du

79 risposte
da circa un mese attacchi di ansia e panico non so l'origine ma la mia vita è cambiata in peggio :due volte al P. S. ,elettrocardiogramma a posto ,liquidato con un po di gocce e terapia da seguire inoltre consulto un psicoterapeuta per la terza volta, ma con pochi risultati .
Abito a Torino da solo .solo che prima la solitudine non mi spaventava ora è diventata terribile ed ho paura di avere malattie mortali. Vorrei dei consigli se possibile utili a poter trovare un pò di rimedio a questa mia attuale situazione .G R A Z I E per eventuale risposta.
Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buonasera. Comprendo bene il desiderio di eliminare al più presto questo stato d'ansia. Tuttavia la terapia degli attacchi di panico richiede un po' di tempo. Tre incontri sono pochi per guarire, ma non lo sono per capire se la persona cui si è rivolta è quella che le danno fiducia e al quale lei vuole dare fiducia. Il mio suggerimento è quello di parlarne, fosse anche un incontro di chiusura, con il collega. È possibile che ancora non vi sia un'alleanza terapeutica

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Dott.ssa Alexandra Benvenuti
Psicoterapeuta
Genova
Buonasera,
se la terapia farmacologica le è stata prescritta in P.S., a meno che non sia stato visitato da uno specialista psichiatra la invito a fare una visita specialistica per un corretto inquadramento diagnostico e terapeutico. Questo per quello che concerne i farmaci.
Sul versante psicoterapia tre incontri sono semplicemente i primi passi di un percorso che ha sicuramente bisogno di più tempo. Parli tranquillamente dei suoi dubbi con il collega che la segue, in modo da affrontare nel setting queste perplessità.

Cordialmente
Dott.ssa Sabina Natali
Psicologo, Terapeuta, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno,capisco la sua sofferenza e il desiderio di eliminarla al più presto poiché gli attacchi di panico sono a die poco devastanti.Il
modo migliore per eliminarli è affidarsi a uno psicoterapeuta della sua città.Capisco che ciò possa farle paura ma solo in questo modo riuscirete ad affrontare e eliminare insieme ciò che in questo momento la fa star male.Oltre ad una corretta terapia farmacologica che da sola però non può essere risolutiva.Un caro saluto
Dott. Riccardo Caboni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, tre incontri di psicoterapia non sono sufficienti per dire che la terapia non funziona. Come prima cosa le suggerisco di esporre i sui dubbi al collega con cui è in cura, questo sicuramente le darà modo di comprendere meglio le sue aspettative rispetto alla risoluzione del suo malessere e di costruire un rapporto autentico con il suo terapeuta. Per quanto riguarda la terapia farmacologia le suggerisco una vista da uno specialista in modo tale che possa essere data la giusta attenzione ai suoi attacchi di panico.
Dott.ssa Patrizia Mattioli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile signore, l’ansia è il panico, per quanto sgradevoli, hanno la funzione di segnalare importanti oscillazioni che avvengono sul piano dell’identità, non vanno perciò eliminate, ma comprese. Per questo probabilmente lei ha dato poco valore ai colloqui psicologici. Può iniziare anche da solo a ricostruire il contesto in cui sono iniziati i suoi sintomi, ripensando a ciò che succedeva nella sua vita prima dell’esordio. Si rivolga comunque di nuovo al terapeuta che l’ha già seguita.
Se invece vuole cambiare e approfondire il tema del significato, a Torino può contattare la dott.ssa Marielena Martirani, che trova anche su questo portale.
Un cordiale saluto.
D.ssa Patrizia Mattioli
Dott.ssa Giada Gori
Psicologo
Prato
Gentilissimo, concordo con quanto detto dai colleghi. Purtroppo l'attacco di panico e le angosce a esso legate possono diventare davvero invalidanti anche per il normale proseguimento delle quotidianità della vita. Tuttavia, però, quando si verifica, non può e non deve essere immediatamente debellato ma compreso. Lei ha necessità di comprendere i suoi disagi in profondità, per questo consiglio di non scoraggiarsi e proseguire la psicoterapia.
Un caro saluto.
Dott. ssa Giada Gori
Dott.ssa Elisabetta Colucci
Psicoterapeuta
Avigliana
Gentile signore, posso solo immaginare il difficile periodo che sta passando. Sarà stato terribile vivere quelle sensazioni che l'hanno portata al pronto soccorso e ora ad evitare di uscire e temere per la sua vita. Gli attacchi di panico sono più frequenti nella popolazione di quanto non si creda e per questi ci sono terapie efficaci. Sta già facendo dei passi importanti chiedendo aiuto, iniziativa coraggiosa e non facile. Come già indicato dai colleghi, una terapia psicologica necessita di un pò di tempo per produrre dei miglioramenti, così come quella farmacologica. Se se la sente, parli delle sue perplessità rispetto ai colloqui fatti al suo psicoterapeuta. Per iniziare a capire cosa succede, potrebbe inoltre tenere nota degli attacchi di panico mentre si verificano su un diario, annotando dettagliatamente ora, luogo, sintomi, chi altro è presente. Lo tenga sempre con sè. Vedrà che troverà il modo di riprendere in mano la sua vita. Non è solo in questo cammino. Le faccio i miei auguri. Dott.ssa Colucci, specializzanda in psicoterapia e terapeuta EMDR. Torino e Val Susa
Dott.ssa Grazia Esposito Malara
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Ospitaletto
Buongiorno è perfettamente comprensibile il suo disagio..l'attacco di panico in sé può costituire un evento traumatico. Le suggerisco come già sottolineato dai colleghi di rivolgersi a uno psicoterapeuta.in questa prima fase potrà essere utile anche un sostegno farmacologico insieme alla psicoterapia. .le consiglio di provare il trattamento EMDR efficace anche in queste situazioni. Se desidera maggiori informazioni non esiti a contattarmi. Cordiali saluti

Dott.ssa Esposito Malara
Dott.ssa Silvia Baldi
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Gentile utente, innanzitutto Le consiglio di consultare uno Psichiatra per la definizione della terapia farmacologica più adatta a Lei e al disturbo da Lei vissuto. Parallelamente non molli il percorso di Psicoterapia in così breve tempo, piuttosto valuti come si sente in seduta e se la direzione in cui sta andando le sembra quella giusta prima di valutare un cambio di terapeuta. Gli approcci e i metodi variano molto da professionista a professionista e può dover informarsi un po' prima di trovare quello più adatto a Lei.
L'attacco di panico "pare" venire dal nulla ed è così sconvolgente da indicare proprio la necessità di fermarsi a riflettere su uno o più aspetti della propria vita che sono sfuggiti di mano, non ci sono chiari e influenzano prepotentemente il nostro immediato futuro.
Nella speranza di esserLe stata utile, porgo cordiali saluti.
Dott.ssa Baldi
Dott.ssa Adriana Roncella
Psicoterapeuta, Cardiologo
Roma
Caro signore una risposta circostanziata richiederebbe una conoscenza approfondita della sua situazione.
Personalmente, poiché ho anche una formazione come medico, ho verificato che a volte i sintomi riferiti dalla persona possono essere la spia di una malattia che non è stata valutata approfonditamente (una cardiopatia, un ipertiroidismo, una anemia, etc.). Dopo che è stata esclusa definitivamente una base organica, si può valutare più approfondimento l’aspetto psicologico e il disagio della persona. Certamente per avere dei risultati dalla psicoterapia occorre tempo e pazienza
Dott.ssa Valentina Sciubba
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
i disturbi d'ansia risentono molto in negativo della solitudine e al contrario migliorano con contatti sociali che siano di sostegno. Cerchi perciò la presenza di persone di cui fidarsi; se non ha parenti cerchi gli amici.
Se vuole guarire però, oltre a eventuali farmaci, deve seguire una psicoterapia. La terapia breve è molto efficace e rapida per questi disturbi. Sul mio sito può trovare due articoli che spiegano meglio perché in questi casi la terapia breve integrata ottiene abbastanza facilmente successo.
cordiali saluti
Dr. Michele Muraro
Psicologo
Codevigo
Salve, spesso sono gli effetti collaterali dell'antidepressivo, con la prosecuzione della terapia tendono a scemare. Per la parte farmacologica l'ottimale è affidarsi ad un Medico Psichiatra il quale, ha le competenze per scegliere la giusta molecola dell'antidepressivo, nonché il giusto dosaggio che dovrebbe essere tarato in fase di avvio e comunque monitorato nel corso del tempo. A volte è necessario cambiare il tipo di molecola per vari motivi, ad esempio, non c'è l'effetto desiderato, non è tollerato il tipo di antidepressivo. Per quanto concerne l'attacco di panico, la soluzione migliore è una psicoterapia associata alla terapia farmacologica. In merito ad una psicoterapia comportamentale associata ad una farmacologica ci sono molte evidenze scientifiche. Gli aspetti della psicoterapia riguardano un buon assessment iniziale per individuare le cause del panico e/o dei successivi attacchi che non sono come l'attacco di panico ma assomigliano a degli allarmi avendo una sintomatologia ridotta, e una condivisione degli obiettivi. Poi si inizia con la terapia che consiste con un'esposizione graduale allo stimolo panicoso al fine di superare la fobia della paura. Successivamente sono consigliati dei follow up di controllo. Psicoterapie brevi (15-25 sedute) hanno un'alta percentuale di risoluzione del problema.
Dott.ssa Mara Gallo
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Buongiorno. Il desiderio di liberarsi da questo sintomo porta in sé il desiderio di fare in fretta, che può essere naturale, tuttavia le gioca a sfavore ora e aumenta la sua ansia.
Ogni avvio di psicoterapia ben fatto richiede un inquadramento diagnostico e anamnestico della sua storia e della nascita del sintomo e per fare questo sono necessari più colloqui. Questo dovrebbe fare parte del suo avvio di percorso, dunque lei al momento in cui ha scritto quanto sopra, lei era ancora in una fase esplorativa della sua situazione. Ma anche di costruzione di un rapporto terapeutico su cui si basa la fiducia che è in molti percorsi un elemento di cura. Non deve quindi chiedere troppo a se stesso. Continui con il suo percorso. L'attacco di ansia non è indice di un fallimento della sua terapia. Potrebbe anzi essere il contrario. Ma questo può definirlo solo con chi la assiste.
Buon lavoro.
Mara Gallo
Dott.ssa Melania Fanello
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Roma
Concordo con alcuni colleghi sul fatto che tre incontri siano pochi. La invito ad esplicitare tutto questo al suo psicoterapeuta e a decidere insieme anche rispetto alla possibilità di un trattamento farmacologico monitorato da uno psichiatra di fiducia. In bocca al lupo.
Dott.ssa Maria Teresa Belgiovine
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, in una accezione della Gestalt l'attacco di panico è letto come "attacco estremo di solitudine", quella che lei porta e che le sta pesando. Tre sedute sono poche per sentire il suo terapeuta con lei e placare quel senso di solitudine ora avvertito come spaventoso. Capisco la difficoltà nel convivere con questi nuovi stati spiacevoli che le causano sofferenza. Per questo una lavoro in parallelo fra psicoterapeuta e psichiatra può essere un buon supporto. Cordialmente
Dr. Alessandro Vannucci
Psicoterapeuta, Psichiatra, Psicologo
Firenze
È frequentemente necessario, per superare gli attacchi di panico e gli stati di ansia gravi, un lavoro psicoterapeutico specifico esperienziale in modo da farle prendere coscienza e superare le dinamiche interiori alla base dei suoi disturbi psicofisici. Per ulteriori informazioni può telefonarmi al numero che trova nella mia pagina di profilo.
Dott.ssa Gilda Schiavoni
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Sono d'accordo con alcuni colleghi: contatti se non lo ha già fatto uno psichiatra e parli se lo ritiene necessario, con lo psicoterapeuta che la segue per raccontargli i suoi dubbi.
Seguo speso persone con la sua difficoltà e quello che spesso raccomando è di darsi tempo. L'attacco di panico è veloce, e molto molto potente. Lo si vorrebbe eliminare velocemente, con una medicina, con degli esercizi appositi che abbiano risultati immediati.
Questo non è possibile, non così velocemente.
Il trucco è farli nostri amici, imparandoli a gestire e capendo perchè hanno avuto il bisogno di emergere: ogni sintomo infatti ha una sua spiegazione, arriva per una ragione.
In bocca al lupo!
Dr. Marco Fraticelli
Psicologo, Professional counselor
Torino
Meglio vedersi per discuterne di persona
Dott.ssa Rossana Centis
Psicoterapeuta, Cardiologo, Geriatra
Torino
Buongiorno. La situazione che lei descrive è purtroppo piuttosto frequente nel nostro ambiente sociale; ho l'idea che le attuali condizioni di vita ci espongano a stimolazioni così intense e protratte che sollecitano i nostri "punti fragili" : si raggiunge il momento di crisi quando le nostre risorse non sembrano sufficienti a reggere le situazioni stressanti. All'origine di questo tipo di difficoltà potrebbe esserci un disturbo dell'attaccamento; in questo caso nella relazione con l' ambiente famigliare dal momento della nascita agli anni evolutivi, non sono state vissute relazioni sufficientemente sostenenti così da creare un ambiente interiore sereno, stabile e fiducioso. Ciò comporta poi, la carenza di autosostegno nei successivi inevitabili momenti di solitudine e di problematicità della vita. Da tale situazione si può uscire, ma è necessario consolidare la percezione di sè e delle proprie risorse personali. Ciò può essere realizzato attraverso un percorso psicoterapeutico adatto, che si sviluppa necessariamente in un arco di tempo, di lunghezza variabile in base alle caratteristiche che emergono nell'ambito della relazione terapeutica stessa. Credo che la terapia migliore sia una relazione terapeutica adeguata, che eventualmente utilizzi anche farmaci o tecniche di tipo comportamentale, ma soprattutto permetta alla persona di percepire se stessa, il suo valore, le sue risorse, ecc.
Dott. Maurizio Luppi
Psichiatra, Psicoterapeuta, Neurologo
Spilamberto
Buongiorno, il suo stato di angoscia accompagnato da preoccupazioni di malattia può trarre giovamento da terapia farmacologica associata a psicoterapia, lei è giovane e vi sono molte possibilità di successo.
La saluto cordialmente e resto a disposizione, Maurizio Luppi.
Dott.ssa Maria Elena Cinti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Albano Laziale
Salve ciò che descrive appare in tutto e per tutto un attacco d'ansia. Mi rendo conto che abbia necessità di risolvere presto questo stato..il timore ti avere una malattia mortale diventa davvero invalidante.
Il farmaco può tamponare ilproblema ma chiaramente come lei ben sa non risolve. Sarebbe utile si confrontasse con il suo psicoterapeuta e decidesse con lui/lei se e come continuare.
Ciò che funziona in un lavoro di psicoterapia è il rapporto con il terapeuta: non escluda il fatto che con quello che sta già seguendo si possa creare un'intesa maggiore
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, capisco il suo stato di sconforto, ma deve ascoltare i consigli che le vendono dati sia dai miei colleghi che mi hanno preceduta sia al Pronto Soccorso. Se lei ha possibilità si faccia visitare privatamente da uno psichiatra così potrà iniziare a curarsi sia a livello farmacologico che a livello psicologico. Sicuramente tre colloqui non sono sufficienti per capire le cause dei suoi disturbi. Infatti i sintomi che lei prova come gli attacchi di panico, se lei non li elabora tramite una psicoterapia potrebbero calmarsi con il farmaco ma non sparire, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Dott. Angelo Scordo
Psicoterapeuta, Psicologo
Reggio Calabria
Buona sera! Determinate condizioni esistenziali che non collimano con i desideri e i propri obiettivi reali o potenziali, in persone predisposte, possono scatenare delle condizioni simili a quelle che lei purtroppo ha vissuto.
Quindi, individuare "degli aggiustamenti" al proprio modo di fare esperienza, con l'aiuto di uno psicoterapeuta e solo dopo attente valutazioni delle sue caratteristiche personali, potrebbe esserle sicuramente molto utile.
Dr. Salvatore De Costanzo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
San Giorgio a Cremano
Buonasera! Le consiglio di rivolgersi a uno psicoterapeuta ad orientamento cognitivo-comportamentale.
Dott.ssa Iolanda Lo Bue
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gent.le,
Come psicoterapeuta le consiglierei di avere pazienza. Occorre che lei possa continuare a fare la Psicoterapia, tre incontri sono pochi per dire che non è efficace. Nel caso in cui non dovesse avere dei miglioramenti dai 6 mesi in su poi di può parlare di cosa interferisce nella terapia affinché lei non stia meglio. È necessario che lei si possa aprire del tutto e condividere senza vergogna ogni cosa della sua persona. In particolare tutte le sue paure o tutte quelle esperienze che a volte è difficile a raccontare anche a se stessi. Stia calmo e prosegua con ciò che sta facendo.
Cordiali saluti
Dr.ssa Iolanda Lo Bue
Dott.ssa Andrea Carta
Psicologo, Psicologo clinico
Garbagnate Milanese
Gentilissimo,
Comprendo il suo stato di malessere, gli stati ansiosi possono risultare debilitanti.
Dagli esami che ha fatto sembra possono essere escluse cause organiche, per cui le consiglio di continuare il percorso di psicoterapia che ha intrapreso. Bisogna avere pazienza, i miglioramenti ci saranno ma richiedono il loro tempo. La terapia farmacologica può esserle utile, ma possiamo considerarla come uno strumento per "tamponare", il percorso che sta affrontando le può permette di raggiungere uno stato di benessere duraturo, con più gradualità
Cordialmente
Dott.ssa Andrea Carta
Dott. Simone Tealdi
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Torino
Buonasera,
intraprenda una psicoterapia cognitivo comportamentale.
dott Tealdi
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Dott. Daniel Michael Portolani
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, la situazione che sta vivendo è pesante e giustamente La preoccupa. La buona notizia è che può essere risolta con l'aiuto di una psicoterapia. Dice di aver già consultato tre volte un collega, ma è decisamente troppo poco per ottenere dei risultati. Continui la psicoterapia con fiducia, confrontandosi con il terapeuta rispetto ai dubbi e alle paure (anche relative all'inefficacia del percorso che state svolgendo). Nel frattempo, può continuare con la terapia farmacologica che in fase acuta può esserLe molto utile anche rispetto al mantenimento della compliance nei confronti del percorso psicologico. Infine, per i momenti di acuzie nei quali ha l'attacco di ansia, alcuni piccoli suggerimenti pratici: in presenza di dispnea e fame d'aria, respiri profondamente, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca, eventualmente aiutandosi con un sacchetto se c'è iperventilazione; tenga a portata un numero di una persona a Lei vicina da contattare per stare al telefono durante l'attacco; cerchi di regolarizzare la temperatura corporea (coprendosi/scoprendosi a seconda del caso); se possibile, cammini, anche se sente che sta per svenire: non accadrà. Si ricordi, anche se in quei momenti non è semplice, che la sensazione di svenire o morire passa dopo pochi minuti, e non sfocerà mai in un reale pericolo. In bocca al lupo! cordialità, DMP
Dott. Andrea De Simone
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Buongiorno, la psicoterapia può darle le risposte giuste e indicarle le strategie utili per poter fronteggiare al meglio questo disturbo.
Si tratta di accogliere l’ansia che predomina in questo suo periodo particolare, comprendere meglio e chiarire i bisogni repressi e insoddisfatti a cui non riesce da solo a dare ascolto o che reprime inconsapevolmente e strutturare delle strategie utili per rafforzare la sua capacità di gestire e vivere al meglio la "visione" dell’immediato futuro.
In bocca al lupo,
Dott. Andrea De Simone
Dott.ssa Ilaria Stocco
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Buongiorno , comprendo bene il suo desiderio di avere una possibilità di risoluzione veloce al suo problema. In questo caso però 3 sedute sono molto poche per poter affrontare e comprendere le sfaccettature del problema e aiutarla ad affrontarlo. Si dia un'altra possibilità rispetto ad un percorso terapeutico che possa offrirle il supporto e le strategie che le possono essere utili per affrontare questo momento. Cordiali saluti, Dott.ssa Stocco
Dott.ssa Lorenza Di Gaetano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, un percorso di psicoterapia, per avere qualche effetto, necessita di tempi più lunghi. E' comprensibile il Suo desiderio di ottenere risultati in breve tempo ma, sebbene alcuni farmaci possano alleviare la sua sintomatologia, il lavoro per comprendere ed eliminare i problemi di ansia è certamente più articolato. Spero riesca a trovare una soluzione efficace al Suo problema.
Dott. Massimo Zedda
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Torino
Buongiorno, tre colloqui non sono sufficienti per il percorso orientato al benessere. Ricontatti il collega e provi insieme a lui il lavoro necessario a farla stare bene, senza fretta... Se non si troverà bene potrà consultare altri professionisti. Saluti.
Dr. Giorgio Ioimo
Psicologo, Psicoterapeuta
Firenze
Buongiorno è possibile risolvere l'ipocondria con la terapia breve strategica

Dott Ioimo
Dott. Michele Iannelli
Omeopata, Agopuntore, Psicoterapeuta
Roma
Tre consulti psicoterapeutici non sono per nulla sufficienti; occorre iniziare una psicoterapia seriamente approfondita, personalizzata e coadiuvata da terapie naturali come omeopatia, floriterapia di Bach, nutraceutica e fitoterapia. Cordiali saluti.
Sono disponibile a fornirle ulteriori informazioni telefonicamente, esercito la professione anche on line. Salve!
Dott.ssa Ambra Mazzocchini
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Latina
Buonasera, comprendo la sofferenza e il disagio che accompagnano gli attacchi di panico e gli stati d'ansia. Tre colloqui sono solamente l'inizio di un percorso psicoterapeutico, prosegui sia con questo sia con una consulenza psichiatrica per gestire meglio l'assunzione dei farmaci. Sicuramente entrambi i percorsi condotti insieme daranno i loro risultati. Dott.ssa Ambra Mazzocchini
Dott.ssa Stefania Romanelli
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Torino
Buongiorno,

le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta cognitivo comportamentale! Sono sicura potrà aiutarla.

Cordialmente
Dott. ssa Stefania Romanelli
Dott.ssa Melania Filograna
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lequile
Salve, mi dispiace per il disagio che sta provando. Capisco che provare ansia in modo frequente non è piacevole e diventa un aspetto che interferisce con la vita quotidiana.
Le posso suggerire di fare attenzione ai pensieri che le vengono in mente nel momento in cui prova ansia: "Oddio mi verrà un infarto, sono solo in casa e nessuno mi potrà aiutare" "Sono solo in casa, pertanto se mi sentirò male come potrò essere aiutato?".
Pensieri con questo contenuto non sono funzionali al raggiungimento dei propri obiettivi e non l'aiutano a stare bene.
Il mio approccio terapeutico lavora su tre aspetti: emozioni, pensieri e comportamenti.
Rimango a disposizione per dubbi e domande.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Melania Filograna
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentile utente, concordo con le considerazioni delle colleghe. E' importante che lei possa parlarne con uno psicoterapeuta.
saluti
AV
Dott. Gian Piero Grandi
Psicologo, Psicoterapeuta, Analista clinico
Torino
Buon giorno a Lei. Comprendo la situazione di sofferenza e disagio da lei descritta. Panico e ansia spesso possono diventare non poco invalidanti se non si riesce a trovare adeguata soluzione e non sempre è sufficiente il supporto farmacologico. Mi viene per tanto da chiederLe se con il suo psicoterapeuta ha effettuato un percorso di psicodiagnosi prima di iniziare a lavorare su di sè. Spesso la psicodiagnosi viene ignorata ma può essere un valido strumento per capire quale progetto terapeutico da seguire possa rivelarsi più o meno efficace per la persona. A sua disposizione. Cordialmente Gian Piero dott. Grandi.
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Dott.ssa Laura Tavano
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Chieri
Buongiorno, immagino che lei stia soffrendo molto e che abbia fretta di guarire. Tre sedute da uno psicoterapeuta sono veramente poche ed è normale che lei non abbia riscontrato miglioramenti, anche perchè la terapia per gli attacchi di panico necessita di una certa durata e di un impegno costante. Io le propongo di parlare di queste sue perplessità con il suo terapeuta che immagino sia informato anche della cura farmacologica che lei sta seguendo. Insieme potrete concordare anche un invio presso un medico psichiatra per un consulto farmacologico.
Cordiali Saluti
dott.ssa Laura Tavano
Dott.ssa Vanessa De Luca
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Collegno
Buongiorno, capisco il suo malessere e la necessità di trovare un rimedio immediato agli attacchi di panico. Consiglio innanzi tutto una visita psichiatrica che possa occuparsi della psicofarmacologia in modo adeguato. In secondo luogo, sarebbe opportuno effettuare altri colloqui con il collega psicoterapeuta da lei scelto: tre colloqui sono solo l'inizio di un percorso che necessita di una maggior durata. Nei primi colloqui il terapeuta raccoglie i dati anamnestici (di vita, relazionali, sentimentali ecc). Sono quindi soltanto la "fase conoscitiva", quella che permette un inquadramento diagnostico e la scelta di un progetto terapeutico, condiviso con il paziente. Ne parli con il collega ... sicuramente sarà in grado di rassicurarla in tal senso e potrete iniziare a lavorare sulla problematica riportata. Cordialmente. Dott.ssa Vanessa De Luca
Dott.ssa Lioy Marta
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Gentile utente,
i sintomi riportati, compresa la comparsa di questa paura della solitudine, sono tipici della diagnosi che le è stata fatta. E' possibile che serva un po' di tempo perchè la terapia dia i suoi frutti. Se i sintomi sono invalidanti può pensare di richiedere un consulto psichiatrico perchè le venga impostata una terapia su misura. La invito a portare queste sue perplessità al terapeuta che la ha presa in carico per definire come proseguire.
Cordiali saluti
Dott.ssa Maria Di Toro
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buonasera.
La causa del disagio potrebbe essere un forte stress o un malessere che per qualche tempo si tende a sottovalutare ma che poi si manifesta in modo importante. Se il suo medico curante ha verificato che non sono presenti altre patologie organiche, il disagio di cui parla, il senso di solitudine e la paura del sintomo sono abbastanza frequenti e si possono affrontare positivamente. Deve innanzitutto "non gettare la spugna" e cercare di contattare i terapeuti che l'hanno seguita per un po' di tempo e, con il collega con cui si troverà meglio,continuare il percorso. Le dico questo perchè purtroppo spesso capita che non ci sia subito il" feeling" e si abbandoni il percorso ancora prima che possa essere iniziato.
Non abbia timore a riprovare e sono certa che con la terapia farmacologica che solitamente viene prescritta per il sintomo le cose potranno migliorare.
Dott.ssa Angela Peronace
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Santa Croce sull'Arno
Salve, intanto la ringrazio per aver condiviso qua la sua storia. Si percepisce la sua sofferenza e anche la situazione lavorativa e le dinamiche annesse, appaiono molto complesse ed intricate. Penso che potrebbe essere utile, pensare di continuare ad intraprendere il percorso psicoterapeutico intrapreso , questo potrebbe consentirle di poter approfondire certi suoi meccanismi e dinamiche interne, dandosi la possibilità di poter lavorare su sé stesso.
Rimango a disposizione per eventuali dubbi o chiarimenti. Un caro saluto, dott.ssa Angela Peronace.
Dott.ssa Gabriella Pansini
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Gentile signore, ho letto la sua domanda e capisco bene il suo stato d'animo e l'urgenza di uscire da quella sensazione di star per morire e dalla paura.
Sono d'accordo con i colleghi che le hanno già risposto: purtroppo è proprio necessario avere pazienza e seguire con fiducia un percorso serio di psicoterapia. Gli attacchi di panico non nascono dal nulla, ci sono sempre motivi di storia personale che li giustificano. Per comprenderne l'origine bisogna capirli, e questo comporta un lavoro introspettivo non di brevissima durata. Mi auguro che nel frattempo abbia già trovato la sua strada. Gli incontri dovrebbero avvenire con un/una psicoterapeuta che le ispiri tale fiducia. Anche se i sintomi non svaniscono facilmente il solo fatto di parlare con una persona competente ed empatica servirebbe a farla sentire meno solo in preda ad un pericolo che può presentarsi da un momento all'altro, sebbene non si tratti assolutamente di un pericolo reale ma "percepito". Ho l'impressione che il senso di solitudine può essere un aggravante della sua sofferenza. Si affidi ad un bravo professionista come spero abbia già fatto, e, se si sente a suo agio, non lo lasci. Spesso ci "attacchiamo" ai nostri sintomi, anche se non siamo mai disposti ad ammetterlo, perché si insinuano in noi e subdolamente arrivano a far parte della nostra identità ed in qualche modo perverso ci difendono. Anche per questo siamo restii ad immaginare di vivere senza, sebbene sembri paradossale.
Le faccio molti auguri,
Dott.ssa Gabriella Pansini
Dott.ssa Valentina Marasso Brandone
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, gli attacchi di panico sono estremamente sgradevoli ed è più che comprensibile il desiderio di volersene liberare al più presto. Tuttavia, gli attacchi di panico sono un segnale rispetto a qualcosa nella propria vita che non fa stare bene e per superarli è necessario non solo acquisire strategie che possano aiutare rispetto alla gestione dell'ansia (ad esempio, comprendendo come funzionano l'ansia e il panico e utilizzando tecniche di rilassamento), ma anche capire cosa ha portato agli attacchi, in modo da agire all'origine del disagio.
Rispetto alla terapia farmacologica, le consiglio di consultare uno psichiatra che possa eventualmente ricalibrarle la terapia.
Sono sicura che con il lavoro psicoterapeutico che ha intrapreso riuscirà a stare meglio, se ha dubbi rispetto all'efficacia provi a parlarne con il collega in modo da poter avere risposta a tutte le sue domande e co-costruire il lavoro terapeutico secondo i suoi obiettivi.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina Marasso Brandone
Dott.ssa Laura Pulvirenti
Agopuntore, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, ho avuto dei casi di attacchi di panico trattati con successo con agopuntura. Sono un medico con esperienza nella salute mentale, quindi so bene di cosa si parla. Ma se gli approcci tradizionali non stanno funzionando, forse varrebbe la pena tentare un approccio alternativo.
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Dott.ssa Antonella Basile
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,

per il periodo complicato che sta vivendo e per il Disturbo da Attacchi di Panico che è emerso, le indico di affiancare un percorso di Psicoterapia, oltre alla terapia farmacologica.
Io sono specializzata sia nella Terapia EMDR che nell'Approccio Breve Strategico, ed entrambi questi approccio mi hanno dato risultati con pazienti con Disturbo da Attacchi di Panico, in breve periodo.
Inoltre, può comunque beneficiare anche di un percorso di psicoterapia a lungo termine, se ne sentirà la necessità.

Cordiali saluti

Dott.ssa Antonella Basile
Dott.ssa Annaclaudia Cavaglià
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera! A prescindere dalla comprensione dell'origine del suo disturbo, che è possibile ma può richiedere una percorso più lungo, è possibile stare meglio dapprima incominciando a lavorare sul sintomo in maniera specifica. Questo può avvenire in accompagnamento ad una terapia farmacologica che sicuramente può essere di ausilio. Uscirne è possibile ma è difficile farlo da soli. Cerchi uno psicoterapeuta che possa aiutarla.
Un saluto
Dott. Luciano Campagnaro
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Professional counselor
Montebelluna
Salve, vista la situazione descritta, un percorso di psicoterapia potrà essere utile. Buona giornata
Dott.ssa Sara Mallamaci
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, credo che eliminare questo stato d'ansia sia sicuramente una priorità per lei ma penso sia importante considerare che, per gli attacchi di panico, è necessario sicuramente un tempo lungo all'interno di un percorso di sostegno per approfondire la problematica. Nonostante la difficoltà di questo momento, il supporto psicologico può essere di aiuto per lavorare ancora su sé stesso e approfondire le cause di queste situazioni. Sono numerose le persone colpite da questi sintomi, i quali condizionano moltissimo la vita quotidiana e, in questi casi, spesso il sostegno continuativo e costante e uno spazio di ascolto può essere di grande aiuto.
A disposizione per eventuali necessità.
Dottoressa Sara Mallamaci
Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Gentile Signora,

Mi dispiace molto per la difficoltà che sta attraversando. Gli attacchi di ansia e panico possono essere debilitanti e influenzare profondamente la qualità della vita. È comprensibile che la solitudine e la paura delle malattie possano amplificare questi sintomi.

Le consiglio di considerare l'integrazione di diverse modalità di supporto. Oltre alla psicoterapia, che può richiedere tempo per mostrare risultati, potrebbe essere utile esplorare la Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC), che si focalizza su tecniche specifiche per gestire e ridurre l'ansia e i pensieri catastrofici.

Un'altra opzione è la partecipazione a gruppi di supporto, che possono offrire un senso di comunità e comprendere le sue esperienze. Anche tecniche di rilassamento come la meditazione e il mindfulness possono aiutare a gestire l'ansia quotidiana.

Infine, se la terapia attuale non sembra efficace, potrebbe essere utile discutere con il suo psicoterapeuta la possibilità di esplorare approcci diversi o consultare un altro professionista per una seconda opinione.

Le auguro di trovare presto sollievo e supporto. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Simona Palma
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Orbassano
Buongiorno, comprendo pienamente il suo disagio e il suo desiderio di ritrovare la serenità il prima possibile. In questi casi, però, occorre darsi del tempo, in quanto i processi di conoscenza e di cambiamento sono molto profondi e influenzabili da molteplici variabili. Non demorda e ne parli con il suo terapeuta. Sono certa che nel farlo molte sue paure si affievoliranno e ritroverà la giusta motivazione per continuare a prendersi cura di lei.
Un saluto.
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, credo che la domanda contigua a questa sia sempre la sua, confermo la risposta che le ho già dato, saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Daniela Voza
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Carissimo,
allo scopo di imparare a regolare l'ansia, le sarebbe utile intraprendere un percorso di psicoterapia ad orientamento Cognitivo-Comportamentale.

Rimango a disposizione.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Daniela Voza
Dott.ssa Gabriella Pringigallo
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Buongiorno, comprendo la sua sofferenza e il suo disagio, gli attacchi di panico rendono la quotidianità molto difficile e sofferente. La psicoterapia associata (almeno per un periodo) a una terapia farmacologica è sicuramente di aiuto, in ogni caso è necessario dedicare tempo per comprendere quali possono essere le vere ragioni del malessere poiché questo tipo di disturbo porta sempre con sè un significato e un senso che può essere esplorato attraverso un lavoro psicoterapeutico.
Resto a disposizione, cordialmente dott,ssa Gabriella Pringigallo
Dott. Giuseppe Gervasio
Psichiatra, Psicoterapeuta
Frattamaggiore
Il mio consiglio è quello di affidarsi a un medico psichiatra di riferimento che la segua in questo percorso; provi a effettuare una visita tramite ricetta del suo medico di base.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Mi dispiace molto per la situazione che stai vivendo, e voglio rassicurarti che ciò che stai affrontando è comprensibile e molto comune. Gli attacchi di ansia e panico possono essere debilitanti, specialmente quando si accompagnano a paure come quella delle malattie mortali. La solitudine, che prima percepivi come gestibile, ora amplifica il disagio, creando un circolo difficile da spezzare.
Ecco alcuni consigli che potrebbero aiutarti:
Accettazione dell'ansia
Prova a non combatterla attivamente, ma a osservare i sintomi con curiosità, senza giudizio. Può sembrare controintuitivo, ma accettare l'ansia è il primo passo per ridurne l'impatto.
Respirazione diaframmatica
Impara tecniche di respirazione profonda: inspira lentamente contando fino a 4, trattieni il respiro per 4 secondi e espira contando fino a 6. Questo aiuta a calmare il sistema nervoso.
Routine quotidiana
Creare una struttura giornaliera può ridurre il senso di disorientamento. Dedica tempo ad attività piacevoli, come una passeggiata, ascoltando musica o facendo esercizi di rilassamento.
Limitare l'autodiagnosi online
Cercare informazioni su possibili malattie che possono alimentare le tue paure. Prova a evitarlo e concentrati su fonti di informazione che parlano di benessere mentale.
Attività sociali
Anche se vivere da soli può amplificare la solitudine, cerca di mantenere contatti con amici, familiari o gruppi di supporto a Torino. Il semplice fatto di condividere il tuo stato può aiutarti.
Tuttavia, il percorso che stai affrontando richiede tempo e il supporto di uno specialista. Sarebbe utile continuare il lavoro con uno psicoterapeuta, parlando apertamente delle difficoltà che stai riscontrando, per adattare al meglio il percorso terapeutico. Se necessario, potrebbe essere indicato cambiare approccio o integrare tecniche come la Mindfulness o l'EMDR, entrambe efficaci per i disturbi legati all'ansia.
Se vuoi, puoi rivolgerti anche a professionisti torinesi specializzati in questi metodi, per valutare un percorso personalizzato che possa rispondere al meglio alle tue esigenze.

Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa






Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
concordo con i colleghi
Dott.ssa Francesca Risso
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Ceva
buonasera, una volta accertata la causa non organica del problema le consiglierei di rivolgersi ad uno psicoterapeuta della sua zona per cercare di trovare di comprendere la causa degli attacchi di panico e a superarli con un percorso di Psicoterapia cogntivo comportamentale, se desidera può rivolgersi anche a me per un primo colloquio e decidere poi se intraprendere un percorso o eventualmente rivolgersi ad uno psichiatra per una terapia farmacologica nel caso in cui non fosse interessato ad un percorso di Psicoterapia.
Cordiali saluti
Francesca Risso
psicologa e psicoterapeuta
Dott.ssa Sara Baraccani
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Cesena
Esistono dei manualetti che puoi trovare online, piccoli opuscoli che potrebbero aiutarla a comprendere meglio ciò che sta vivendo e permetterle di rivolgersi al professionista che più si avvicina alle sue necessità. Quello con lo psicoterapeuta è un percorso che inizia con una valutazione della persona la quale richiede di solito almeno tre incontri, va da sé che non è possibile vedere risultati ora. Non si dia per vinto.
Dr. Michele Martino
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Monteroni di Lecce
Buongiorno, capisco voglia uscire al più presto da questa condizione spiacevole, le consiglio però di avere pazienza e costanza nel seguire la psicoterapia.
Anche di condividere questa sua “urgenza” con il suo/la sua terapeuta.
Dott.ssa Ivana Cerruti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Gentile utente,
capisco quanto possa essere difficile affrontare questi attacchi di ansia e panico, soprattutto quando cambiano la qualità della vita. Credo che abbia fatto bene a chiedere aiuto a uno psicoterapeuta, purtroppo per vedere risultati ci vuole un po' di tempo, pazienza e lavoro. Può anche capitare che non si trovi subito un terapeuta con cui ci si senta a proprio agio a lavorare. Il mio unico consiglio è quello di continuare sulla strada della psicoterapia, parallela alla terapia farmacologica che le hanno dato.
Forza!
Dott.ssa Cerruti
Dott.ssa Anna Bruti
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
San Benedetto del Tronto
Salve, comprendo quanto questa situazione possa essere angosciante. Gli attacchi di panico possono essere molto debilitanti, soprattutto quando si associano alla paura di uscire di casa e all’ansia per la salute. È importante sapere che, sebbene questi sintomi siano intensi e spaventosi, non mettono in pericolo la sua vita.

La terapia farmacologica può essere un valido supporto, ma è fondamentale affiancarla a un percorso psicologico strutturato, preferibilmente con un terapeuta specializzato in disturbi d’ansia. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è particolarmente efficace per comprendere e gestire gli attacchi di panico, aiutandola a riconoscere e modificare i pensieri catastrofici che li alimentano.

Potrebbe essere utile anche un approccio graduale all’esposizione, per affrontare la paura degli spazi aperti e della solitudine. Inoltre, tecniche di rilassamento e respirazione possono aiutarla a ridurre l’intensità degli attacchi.

Se ha bisogno mi contatti
Dott.ssa Chiara Tomassoni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno. Oltre alle gocce prescritte al PS, le suggerisco di consulatere uno psicoterapeuta esperto in ansia e attacchi di panico. Magari insieme al farmaco, preso regolamente o al bisogno, piò essere di aiuto
Dott. Riccardo Comisso
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Gentile utente, ho letto attentamente ed accolgo la sua preoccupazione. Purtroppo la Psicoterapia non è "magia"; è un percorso che richiede tempo, spesa, impegno e soprattutto motivazione da parte di entrambi, il beneficiario e chi offre il servizio. I risultati, spesso, arrivano nel tempo e non nell'immediato. La invito innanzitutto a riformulare la sue aspettative in merito alla Psicoterapia, indagare forse meglio le sue reali motivazioni, e sperimentarsi ulteriormente. A volte sono necessari più tentativi, con più professionisti, per trovare la figura professionale a lei più confacente.
A volte non per forza una Psicoterapia può essere l'unica soluzione alla solitudine. Frequentare gruppi di interesse, coltivare le proprie passioni o costruirsi legami ulteriori, potrebbero costituire delle valide alternative. Un saluto
Dott.ssa Luana Lauretta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno,

è importante escludere prima una eventuale causa organica e, una volta accertato, è possibile intraprendere un percorso psicologico che possa fornirle strumenti e tecniche per non solo gestire inizialmente gli attacchi di panico ma per farli diminuire poi in frequenza e intensità.
In caso in cui ci dovessero essere altri fattori psicologici che influenzano il percorso presenti, sarà importante affrontare anche quelli ai fini del benessere globale.

Buona giornata!
Dott.ssa Laura Delvago
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera,
dalle sue parole traspare tutto il suo stato di sofferenza. Mi rendo conto della sua necessità urgente nel trovare quanto prima sollievo a quanto sta attualmente vivendo. Se la terapia farmacologica può rispondere, nell'urgenza, alla riduzione dell'ansia e dell'angoscia che la assale, la psicoterapia è un percorso che necessita però di un certo tempo. Un tempo personale, differente per ciascuno, in cui poter dare parola, non senza fatica, al suo corpo nel panico, a ciò che le suscita il vivere da solo, a cosa evoca in lei la malattia mortale che teme per poter tessere, poco a poco, quella consapevolezza da cui potrà trarre un po' del rimedio che sta cercando. Dia credito e fiducia a questa cura attraverso la sua parola.
Dott.ssa Valentina De Chiara
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Brescia
Gentile utente, capisco pienamente quanto possa essere difficile e destabilizzante quello che sta vivendo in questo periodo. Sentirsi improvvisamente sopraffatti dall'ansia e dagli attacchi di panico, soprattutto quando prima la solitudine non le pesava, è un'esperienza che può stravolgere la quotidianità e generare molta paura.
Immagino che le due visite al Pronto Soccorso, pur avendo escluso problemi cardiaci, non abbiano risolto la radice del suo malessere, lasciandola con quella sensazione di incertezza e la necessità di trovare un modo per stare meglio. È positivo che lei abbia intrapreso un percorso psicoterapeutico e che si stia rivolgendo a un professionista per affrontare queste nuove difficoltà.
Tuttavia, comprendo anche la sua frustrazione se, dopo tre sedute, non sta ancora percependo i risultati sperati. Il percorso terapeutico richiede tempo e fiducia, sia nel terapeuta che nel processo stesso. A volte, può essere necessario un po' di tempo per instaurare una relazione terapeutica solida e per iniziare a esplorare le origini della sua ansia.
Resto a disposizione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, dalla situazione che descrive brevemente, probabilmente è indispensabile che lei chieda aiuto sia ad uno/a psichiatra e contemporaneamente ad uno psicoterapeuta.
Questo sicuramente in una prima fase per affrontare e alleviare i sintomi. Se i sintomi si stabilizzeranno e diventeranno meno invasivi allora a quel punto si può continuare solo con la psicoterapia per chiarire e far emergere le doimensioni emotive di fondo che fanno sorgere questa situazione. Per quanto riguarda la psicoterapia sono a disposizione. Saluti.
Dott.ssa Stefania Merlo
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Ciao! In situazioni simili, dal mio punto di vista la psicoterapia è sempre un grande aiuto, per cui ti invito comunque a proseguire su quella strada. Non ho ben capito se hai fatto tre percorsi di terapia, o se hai fatto tre incontri con lo psicoterapeuta. Dunque, fossero tre incontri, non sono sicuramente sufficienti per poter vedere dei risultati, perché è necessario che si stabilisca una relazione fra te ed il terapeuta per poter lavorare insieme, ed il professionista ha bisogno di incontrarti un po' per iniziare a farsi un'idea della strada che potreste prendere insieme nel vostro lavoro.
Nel caso in cui tu stia affrontando il terzo percorso di terapia, se le esperienze che hai fatto ancora non ti hanno aiutato forse non hai ancora trovato la persona o l'approccio giusto per te, o è stato difficile costruire una buona relazione con il terapeuta, per poi poter lavorare insieme. Non è il genere di sostegno che offro ai miei pazienti i consigli ed i rimedi che io chiamo da "emergenza", per affrontare una situazione che mi sembra stia toccando corde molto profonde di te. Naturalmente, il PS è sempre una buona possibilità proprio nell'emergenza appunto, per cui se sei da solo, e ti spaventi molto di star male, hai la sensazione di star per morire, quello è un buon posto dove puoi ricevere le cure del "primo soccorso appunto". Per poter comprendere meglio però quello che ti sta succedendo credo sia comunque fondamentale la terapia, che partendo appunto dalla relazione con il terapeuta, possa sostenerti nel comprendere come ti muovi nella tua vita, quanto senti di essere in grado di prenderti cura di te, quanto ascolti i tuoi bisogni e cosa fai o non fai per soddisfarli. Oppure ancora quanto sei soddisfatto della vita che stai conducendo. Sono moltissimi i temi da esplorare, per comprendere a fondo, passo dopo passo, come stai contribuendo a creare questa situazione di così grande paura e malessere, affinché tu possa poi avere il potere, le energie e le capacità di orientare la tua vita verso la soddisfazione.
Ti auguro di riuscire a trovare e costruire una buona relazione per poter fare questo percorso di scoperta di te, che possa portarti verso un nuovo fluire della tua spontaneità e della tua bellezza.
Stefania
Dott.ssa Sabrina Maniscalco
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Carmagnola
Buongiorno, la scelta di affidarsi a un professionista è un passo fondamentale per affrontare la situazione che ha descritto. Comprendo come ciò che prima non le causava malessere, come il vivere da solo, ora possa risultarle faticoso, è del tutto normale. Tuttavia il lavoro terapeutico è un percorso e bisogna avere pazienza: se sta gestendo il sintomo con dei farmaci e parallelamente è seguito da uno psicoterapeuta vedrà che pian piano la situazione migliorerà. In bocca al lupo!
 Alessandro Bongiardina
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Buon pomeriggio, mi dispiace per la situazione. Potrei suggerire un percorso di psicoterapia con cadenza settimanale ed essendo un percorso in costruzione con i pazienti, purtroppo non è preventivabile una durata precisa.
Dr. Andrea Como
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Capisco bene la sua preoccupazione: gli attacchi di panico e l’ansia generalizzata possono cambiare radicalmente la percezione di sé e della propria vita, soprattutto quando si accompagnano alla paura della solitudine e all’idea di avere malattie gravi. È una condizione che spaventa molto, ma che si può affrontare e gestire con i giusti strumenti.
La psicoterapia può certamente aiutarla. Nello specifico una psicoterapia psicodinamica o analitica potrebbe esserle certamente utile per esplorare i legami profondi tra passato, relazioni familiari e identità attuale.
Spero di essere stato d’aiuto.
Saluti
Dott. Como
Dott.ssa Serena Bosco
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Buongiorno, sarebbe importante sentire uno psichiatra e uno psicoterapeuta per capire meglio la sua situazione.
Dr. Stefano Lagona
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Ciao,
quello che descrivi è molto comprensibile: dopo un primo episodio di ansia o panico, è frequente che si inneschi una forte paura che la cosa possa ripetersi, e questo può far sentire la solitudine più pesante e alimentare preoccupazioni per la salute. Anche se gli esami medici sono rassicuranti, il corpo e la mente restano in allerta, e questo può rendere difficile tornare alla tranquillità di prima.

Hai già fatto passi importanti: ti sei rivolto al pronto soccorso, hai fatto accertamenti e hai iniziato un percorso psicoterapeutico. A volte, però, i risultati arrivano gradualmente: può servire del tempo per capire meglio le origini dell’ansia e trovare insieme al terapeuta le strategie più efficaci per gestirla.

Nel frattempo, può esserti utile:

Dare una struttura alle giornate, mantenendo piccole abitudini regolari (pasti, sonno, passeggiate).

Praticare tecniche di respirazione o rilassamento per calmare il corpo nei momenti di agitazione.

Non isolarti: cerca, anche solo poco alla volta, momenti di contatto con persone di cui ti fidi.

Parlare apertamente con il tuo terapeuta di come ti senti rispetto alla terapia, dei dubbi o delle difficoltà: fa parte del percorso, e può aiutarlo a modulare meglio il lavoro insieme.

Con il giusto supporto e un po’ di pazienza, è assolutamente possibile ritrovare un equilibrio e una sensazione di sicurezza interiore.

Un cordiale saluto
Stefano Lagona
Dott.ssa Antonella Perfetto
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Salve, sarebbe opportuno approfondire i sintomi da Lei riferiti di ansia e attacchi di panico, a partire dal loro esordio (circa un mese). Un percorso terapeutico (diverso da un consulto) consentirebbe di comprenderne l'origine, in modo da poter decifrare il sintomo e poterlo affrontare.
Dott.ssa Maria Assunta Macrì
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Catania
Salve.
Quello che descrivi non è raro negli attacchi di panico, ma è profondamente destabilizzante per chi lo vive. Il punto centrale è questo: non è il corpo che sta cedendo, è l’angoscia che ha trovato il corpo come luogo in cui manifestarsi.
Il fatto che gli esami siano risultati a posto è importante, ma non basta a calmarti perché l’angoscia non si placa con le rassicurazioni razionali. L’angoscia, in psicoanalisi, non è la paura di qualcosa di preciso: è una paura senza oggetto, che poi si appoggia sul corpo (“malattie mortali”, cuore, respiro).
La solitudine che prima non ti pesava e ora è diventata insopportabile è un segnale chiaro: qualcosa si è rotto nel modo in cui ti sentivi sostenuto internamente. Non è la solitudine in sé, è il fatto che ora sei solo con l’angoscia. E questo fa paura a chiunque.
Gli attacchi non nascono “dal nulla”. Spesso arrivano quando per molto tempo si è tenuto tutto sotto controllo, finché qualcosa cede. Il panico è come un allarme che scatta quando non si riesce più a reggere da soli.
Alcuni punti pratici, realistici, per adesso: non interpretare gli attacchi come segni di una malattia grave: sono segni di angoscia, non di morte imminente; evita di restare solo con la paura: anche una presenza minima (telefonare a qualcuno, uscire in un luogo abitato) può aiutare a far scendere l’intensità; continua la psicoterapia, ma sappi che tre sedute sono pochissime: non è un fallimento, è solo l’inizio; se l’ansia è ingestibile, una valutazione psichiatrica per un supporto farmacologico temporaneo non è una sconfitta, può essere un appoggio. La cosa più importante: tu non stai impazzendo e non stai morendo. Stai attraversando un momento in cui l’angoscia ha preso il sopravvento, ma può essere trattata e ridimensionata.
Utile fermarsi su una domanda molto semplice ma decisiva: quando è iniziato tutto, cosa stava succedendo nella tua vita, anche se ti sembrava “normale”?

Dott.ssa Denise Cavalieri
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Ravenna
Gentile Signore, la ringrazio per la sua fiducia.
Quello che lei descrive è un passaggio molto faticoso: quando il corpo 'esplode' con un attacco di panico, la nostra fiducia di base si incrina.
La solitudine, che prima era uno spazio di libertà, diventa improvvisamente un vuoto che amplifica ogni battito cardiaco e ogni pensiero catastrofico.
Il fatto che gli esami medici siano negativi è una notizia eccellente: ci dice che il suo cuore è sano, ma che il suo sistema di allarme emotivo è tarato troppo alto.
Ecco alcuni consigli pratici per 'abitare' diversamente questo periodo a Torino:
Non combatta il panico: Più cerca di scacciarlo, più lui bussa forte.
Quando sente l'ansia salire, provi a non scappare al P.S., ma a sedersi e sentire il contatto dei piedi sul pavimento. Si dica: 'Questo è un momento di forte paura, ma è un'emozione, non è un infarto'.
Rompere l'isolamento sensoriale: Abitare da soli amplifica il dialogo interno negativo. Quando la solitudine diventa 'terribile', esca di casa. Non deve necessariamente incontrare qualcuno: vada in un bar, in una libreria o semplicemente a camminare in un parco. Porti l'attenzione fuori dai suoi pensieri e la sposti sui rumori e sui colori della città.
La psicoterapia richiede tempo: È alla terza seduta; in questa fase il lavoro è ancora di 'conoscenza'. Porti al suo terapeuta proprio questo: la sua fretta di guarire e la paura di stare solo. È proprio lì, in quella relazione, che inizierà a ricostruire il suo senso di sicurezza.
Inizi a guardare a questi attacchi non come a una malattia mortale, ma come a un segnale che la sua vita, in questo momento, le sta chiedendo un nuovo modo di prendersi cura di sé."

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