Salve , ora non só se la mia situazione sia piú idonea a stress o ad altro. Vi faccio un piccolo ria

33 risposte
Salve , ora non só se la mia situazione sia piú idonea a stress o ad altro. Vi faccio un piccolo riassunto. Sono un ragazzo gay di 39 anni. Non ho mai avuto rapporti con uomini e ho represso la mia omosessualitá (non vivendola) fino a poco tempo fá. Mi sono sempre masturbato tranquillamente guardando film porno gay , provando piacere ed eiaculando a piacimento. Da poco tempo mi sono deciso di iscrivermi su delle app gay, e ho iniziato a frequentare per provare inizialmente con sesso soft. Mi domando il perchè su 2 incontri , sebbene l'erezione sia stata perennemente continua (per 4 ore la prima volta e 3 ore la seconda) io alla fine non riesca a raggiungere l'orgasmo e quindi nessuna eiaculazione , con grande imbarazzo perchè poi entrambe le volte i "compagni" hanno cercato di ritardare la loro piú e piú volte . Il fatto che abbia vissuto la sessualità solo attraverso i film porno puó essere un motivo? Ho avuto anche una perdita familiare 2 mesi fá. Il problema è che prima di iscrivermi era tutto ok. Quando ho iniziato a mettermi in gioco sono iniziati i problemi. Ansia da prestazione ? cosa puó essere, mi sento davvero giú, perché ció che desideravo si è poi dimostrato effettivamente diverso. Nel momento del sesso ho l'erezione ma il piacere che mi porta a venire manca, mi sento come distaccato , ed effettivamente vedo che è totalmente diverso rispetto a ció che pensavo. Vi ringrazio . Fino a 20/25 sono sempre stato con donne
Dr. Daniele Vitale
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Roma
Carissimo,
in questo caso non c'entra nulla l'essere ricorsi alla pornografia (gay o etero che sia), ma c'è tutta una condizione legata all'ansia, allo stigma sociale, alla paura di essere giudicato e forse una inconsapevole omofobia interiorizzata che non le permettono di vivere la sua sessualità nelle forme e fantasie che più preferisce. Nulla che non possa essere esplorato e affrontato con l'aiuto di uno psico-sessuologo.
Saluti
D.

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Dott.ssa Silvia Bertolotti
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, può capitare che la realtà non ci fornisca un riscontro all'altezza delle aspettative che ci siamo formati attraverso le nostre fantasie. Questa potrebbe essere un'area su cui riflettere partendo da ciò che scrive. Tuttavia mi sembra che la sua storia sia caratterizzata da lunghe attese... mi domando cosa l'abbia spinta proprio ora a passare dalla teoria alla pratica. Il saper stare in attesa può essere una risorsa a cui attingere ora che sta iniziando a sperimentare per godersi gli incontri intimi senza pensare alla prestazione. Chissà se questo possa aiutarla a raggiungere anche l'orgasmo con eiaculazione. Le consiglierei di parlarne con un professionista per esplorare il suo vissuto emotivo e guardare a questo stress cui accenna nel suo racconto
Dott.ssa Federica Consiglio
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buonasera.
Mi sento di consigliarle un incontro con un* sessuolog* per approfondire le tematiche riportate nel suo breve racconto e per permetterle di vivere la sua sessualità a pieno e con soddisfazione.
Tenga in considerazione che è normale una discrepanza tra fantasie sessuali e messa in pratica delle stesse. Spesso ciò che fantastichiamo o osserviamo in un porno, nella realtà nè ci eccita nè ci interessa, a prescindere dall'orientamento sessuale.
Immagino che non sia facile gestire questa su nuova possibilità di libertà di espressione. Si dia del tempo, per conoscere se stesso in queste nuove circostanze, è come scoprire una parte di sè che non conosce. Sentirsi disorientati è più che comprensibile.
Dott. Fabrizio Luigi Ricardi
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Milano
Qualche seduta con psicosessuologica può aiutarla a compredere meglio di quale natura è il suo problema. Cordiali saluti
Dott.ssa Alice Gasparri
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Cerro Maggiore
Buongiorno,
intanto ti faccio i miei complimenti per la presa di coraggio. Non è mai facile agire di conseguenza ai sentimenti, ai desideri, ai pensieri che si hanno. Soprattutto se riguardano argomenti che sono ancora delicati per la società e anche per noi stessi magari.
Avere un rapporto ed essere eccitati a volte non basta per "chiudere in bellezza". Sono comunque, a quanto dici, delle esperienze nuove per te. Magari devi ancora entrare nell'ottica di ciò che stai facendo, sentendoti pienamente libero e a tuo agio per "terminare".
Non è un problema infrequente... anzi!
Rimango a disposizione per un possibile colloquio
Un saluto!
AG
Dott.ssa Lina Isardi
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Firenze
Dato che fino a circa 25 anni è stato con ragazze, può essere ora un desiderio di trasgressione? Forse sarebbe utile una consulenza sessuologica per capire meglio la sua reatà sessuale e risolvere il problema che lo affligge. Un saluto. Dott. Lina Isardi
Dott.ssa Annalisa Navarra
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Padova
Salve, direi che ci sono più questioni aperte.
Certo la masturbazione su porno per molto tempo, senza un esperienza diretta, incide. Guardando porno lei è da solo con se stesso, quindi tutte le dinamiche che si muovono per la presenza di un altro non c’erano e tenerle in considerazione può non essere ovvio. In più, nel porno le scene sono costruite ad hoc per chi guarda, quindi non mostrano tutte le dinamiche e i tempi di una situazione reale.
L’ansia da prestazione, prendendo a modello un porno, può starci.
L’esperienza reale può essere così forte da portarla a distaccarsi, d’altronde, se ha atteso tanto a lungo, ci saranno delle ragioni (più o meno inconsce) che l’hanno bloccata.
Questo non vuol dire che le cause siano psicopatologiche.
Il mio consiglio spassionato è di darsi il tempo. Ci ha messo tanto a decidere di passare al reale, forse ha bisogno di più tempo per trovare la tranquillità in questa nuova situazione.
A differenza dei colleghi, la invito a darsi più tempo per sentirsi a suo agio prima di andare da un terapeuta ed etichettare la cosa come un problema invece che una questione di tempo, appunto.
Dott.ssa Giulia Lanaro
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Verona
Gentile, seguo con attenzione il disagio che sta vivendo in questo momento. Ritengo sia utile un consulto psicologico al fine di esplorare al meglio le dinamiche in cui vive per comprendere le tue esperienze i suoi vissuti partendo soprattutto da lei stesso. Senza una pregressa conoscenza della sua storia di vita non è possibile comprendere appieno ciò che lei racconta. Un percorso psicoterapico è infatti il mezzo attraverso cui la persona può essere aiutata a capire e a comprendere sé stessa riuscendo ad impostare un cambiamento positivo che le permetta di raggiungere la stabilità e il benessere che sta cercando. Rimango a disposizione se vorrà crearsi un suo spazio personale di ascolto e supporto per gestire e comprendere al meglio questa situazione.
Dott.ssa Maria Antonietta Luongo
Psicoterapeuta, Terapeuta, Psicologo
Napoli
Salve, non è raro che cambiate le sue esperienze ci possa essere un iniziale difficoltà nel raggiungimento dell'orgasmo. Ci tengo innanzitutto a tranquillizzarla sul fatto che due sole esperienze non fanno un problema! Detto questo potrebbe sicuramente rivolgersi ad uno specialista per affrontare la tematica provando a capire bene da dove arriva questo distacco di cui parla. Aggiungerei che se i rapporti da lei descritti sono rapporti con partner occasionali mancherebbe una relazionalità durante l'atto sessuale che invece la coinvolgerebbe maggiormente dal punto di vista emotivo. Probabile che ci siano temi complessi da sviscerare ma da quello che leggo mi sembra valga davvero la pena provare ad approfondire il problema con uno specialista. Spero di averla aiutata e rimango disponibile per qualunque altro chiarimento in merito.
Dott. Luca Russo
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Varese
Salve, aver affrontato la situazione mette lei già in una posizione vantaggiosa perché è un primo passo nell'accettare che sta vivendo una difficoltà.
Il fatto di aver riconosciuto un'orientamento è l'inizio di una fase di consapevolezza che a volte è difficile da acquisire.
Mi sento di escludere la possibilità di una dipendenza dal porno .
Mi concentrerei sul fatto che si possa verificare un fenomeno di aspettative altissime in riferimento ai partner, concentrandosi così sul piacere altrui, dimenticandosi del proprio e non vivendo così il momento ed il qui ed ora.
Bisognerebbe esplorare l'area suddetta e approfondire l'aspetto di come vivere il piacere nella sua totalità e pienezza con l'aiuto di uno psico-sessuologo specializzato.
A presto .
Dr. Aronne Rizzi
Psicologo
Marano di Valpolicella
Buongiorno, avendo aiutato molte persone con le più svariate caratteristiche ho notato che non è davvero importante l'eiaculazione o l'erezione o la performance in se, bensì è di vitale importanza il come la persona vive la sua situazione, diventa un vero disturbo quando la persona interpreta come fosse sbagliata la risposta del proprio corpo. ancor peggio è rifugiarsi con strategie di evitamento. Nella realtà non esiste giusto o sbagliato nel sesso. ci sono persone che pagherebbero per avere una erezione che dura più di 0,5 minuti. O persone che pagherebbero per non ejaculare, quindi le consiglio vivamente di continuare a provare diverse relazioni sentendo che non esiste un giusto o uno sbagliato, semplicemente esiste una esperienza come ce ne sono migliaia tutte diverse, alcune da ripetere e altre no.
Dott.ssa Enrica Garibaldi
Psicologo, Neuropsicologo, Sessuologo
Catania
Le consiglio di rivolgersi ad un sessuologo cosi da poter esplorare al meglio questo aspetto della sua persona.
Ogni risposta specifica al suo quesito sarebbe riduttiva non conoscendo la sua storia.
Resto a disposizione
Dott.ssa Martina Panerai
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Roma
Gentile utente, del suo prezioso racconto, mi colpiscono alcuni passaggi: "ho represso la mia omosessualità" ma sopratutto, in relazione alla fase pre-orgasmica, "mi sento come distaccato". Dal suo racconto, sembrano emergere molti temi interessanti che spaziano dalla dimensione interpersonale a quella intrapsichica. Quando si sentirà pronto a chiedere una consultazione psicosessuologica, avrà sicuramente modo di gettare luce sulla sua difficoltà attuale, comprenderne la genesi e avviare un percorso di cambiamento.
Dott.ssa Samoa Lombardi
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Prato
Buongiorno, per quanto riguarda la descrizione fornita potrebbe essere un problema di eiaculazione ritardata. Potrebbe essere dovuta da frustrazione o disagio nella sfera sessuale, forse dovuta alla poca esperienza? Nelle app di incontro gay si trova, per la maggior parte delle volte, solo sesso. Forse il problema è dovuto proprio a questo e alla relazione con questi "compagni" occasionali?
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile Utente, mi dispiace sentire che sta attraversando un periodo difficile. La sua situazione è influenzata da diversi fattori, tra cui la "repressione dell'omosessualità", l'utilizzo dei film porno come unico punto di riferimento per la sessualità, la recente perdita familiare e preoccupazioni riferite alla prestazione.

È importante notare che la sessualità è un aspetto molto personale e può essere influenzata da numerosi fattori psicologici ed emotivi. Quando si parla d'ansia da prestazione, questa può senz'altro aver un impatto sulle prestazioni sessuali, e la sua recente esplorazione della sessualità con persone reali potrebbe aver contribuito a questo stato. Le ricordo che per una diagnosi è necessaria comunque una visita specialistica.

Ecco alcune considerazioni e suggerimenti che potrebbero essere utili:

Educazione sessuale positiva: Consideri l'opportunità di approfondire la sua educazione sessuale attraverso l'esplorazione di risorse informative e la comprensione delle varie sfaccettature della sessualità, così facendo potrebbe aiutarla a sviluppare una prospettiva più equilibrata.

Esplorazione graduale: Si prenda il tempo per esplorare la sua sessualità in modo graduale e senza pressioni. L'ansia può derivare dall'aspettativa di dover raggiungere specifici risultati durante gli incontri sessuali.

Riflessione sulle aspettative: Rifletta sulle aspettative che ha riguardo all'esperienza sessuale. Le aspettative troppo rigide o irrealistiche possono contribuire all'ansia. Provi ad adottare un approccio più flessibile e aperto alle esperienze sessuali.

Elaborazione del lutto: La recente perdita familiare potrebbe influenzare il suo stato emotivo e la sua sessualità. Potrebbe essere utile cercare sostegno per elaborare il lutto e affrontare le emozioni associate a questa perdita affettiva.

Consulto sessuologico: Consideri di parlarne con uno psicosessuologo attento alle tematiche da lei riportate, potrebbe aiutarla ad esplorare i suoi sentimenti, affrontare l'ansia e fornirle uno spazio sicuro per discutere delle sue esperienze.

Ricordi che il processo di esplorazione sessuale è un viaggio individuale e può richiedere tempo per adattarsi e comprendere appieno le proprie emozioni e desideri. Se possibile, cerca il supporto di uno psicologo iscritto all'albo, qui su mio dottore può trovare sicuramente quello che farà più al caso suo per affrontare questi aspetti della sua vita in modo più approfondito.

Cordialmente

Dottor Mauro Vargiu
Dott.ssa Florence Rosati
Psicologo, Psicologo clinico
Ariccia
È comprensibile che questa situazione possa causare ansia e confusione, soprattutto considerando che ha iniziato da poco a esplorare la sua sessualita' in un modo nuovo.

E' possibile che l'ansia da prestazione stia influenzando la sua capacita' di rilassarsi e godersi il momento, soprattutto dato che si tratta di esperienze nuove. Passare dalla fruizione di contenuti pornografici all'intimita' reale puo' portare a differenze significative nelle sensazioni e nelle aspettative. I film pornografici spesso non rispecchiano la complessita' delle esperienze sessuali reali, che possono essere molto diverse.

Inoltre, la recente perdita familiare potrebbe influire sul suo stato emotivo e contribuire a queste difficolta'. Il lutto e lo stress possono avere un impatto significativo sulla libido e sulla capacita' di provare piacere. Anche il processo di accettazione e scoperta della propria identita' sessuale e' un aspetto importante. Iniziare a vivere apertamente la propria sessualita' dopo averla repressa per tanto tempo puo' portare a una serie di emozioni e sensazioni nuove, che e' normale sentire.

Potrebbe essere utile discutere di questi aspetti con un professionista, come un sessuolog* o uno psicoterapeuta, che puo' aiutarla a comprendere meglio cosa sta accadendo e a trovare strategie per gestire l'ansia e le aspettative.
Dott.ssa Giusi Vicino
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Gagliano Castelferrato
Buongiorno e grazie per la sua presentazione senza riserve.
Lei espone tante questioni che hanno tutte un peso sul suo stato emotivo. Ogni aspetto che riferisce , ogni domanda posta ha una sua valenza ed un suo peso poichè una perdita concomitante potrebbe aver influito , soprattutto se di una persona che la sosteneva in questo suo percorso; l'aver praticato della masturbazione ,con conseguente godimento derivante da una visione di vodeo pornografici senza penetrazione, potrebbe aver generato uno stato di ansia che lei difisce da prestazione e potrebbe anche essere tale; aver vissuto in modo repressivo la sua sessualità gay e trovarsi adesso libero di viverlo realmente con un partner, potrebbe averla messa a nudo circa la sua identità sessuale, mentre fino a 25 anni aver avuto esperienze etero come l'ha fatta sentire? ha avuto problemi simili?
Mi piacerebbe approfondire con lei questi argomenti e se ritiene sono asua disposizione anche on line.
grazie ancora per avermi pemesso di conoscere parte della sua vita.
a presto
dott.ssa Giusi Vicino
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Ciao, grazie per aver condiviso la tua esperienza. Da ciò che descrivi, la tua situazione potrebbe essere influenzata da diversi fattori. Ecco alcune possibili considerazioni:
Ansia da prestazione : mettersi in gioco in una nuova situazione, specialmente legata alla sessualità, può generare un carico di aspettative e di pressione che influenzano il modo in cui vivi l'intimità. L'ansia potrebbe inibire il raggiungimento dell'orgasmo, pur mantenendo un'erezione.
Abitudine alla pornografia : Se hai vissuto la tua sessualità principalmente attraverso il porno, potresti esserti abituato a una forma di partecipazione molto diversa da quella reale, rendendo più difficile raggiungere l'orgasmo durante il contatto fisico con un partner.
Fattori emotivi e psicologici : La recente perdita familiare può aver avuto un impatto sul tuo stato emotivo generale, influenzando sulla tua capacità di lasciarti andare completamente durante l'intimità. Inoltre, l'elaborazione del tuo orientamento sessuale e l'inizio di una vita sessuale attiva con gli uomini rappresentano cambiamenti importanti che potrebbero richiedere tempo per essere integrati.
Differenze tra fantasia e realtà : È comune che la sessualità vissuta nella fantasia o attraverso il porno differisca da quella reale. Il confronto con la realtà può generare sensazioni di distacco o disillusione, soprattutto se ci sono aspettative elevate.
Questi fattori non si escludono una vicenda e potrebbero agire insieme. Vista la complessità della situazione e l'impatto emotivo che sembra avere su di te, sarebbe utile e consigliato rivolgerti a uno specialista, come uno psicologo o sessuologo. Un professionista può aiutarti a esplorare più a fondo le tue esperienze, i tuoi vissuti emotivi e le eventuali difficoltà, accompagnandoti verso una maggiore consapevolezza e serenità nella tua vita sessuale e personale.

Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa.





Dott.ssa Carin Irma Blumenthal
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Barzanò
Buonasera, è davvero complicato dare delle risposte immediate alle sue domande. Ci sono molti aspetti da approfondire e per questo le consiglio un consulto con un professionista.
Dott.ssa Blumenthal
Dott.ssa Elisa Spadazzi
Psicologo clinico, Sessuologo, Psicologo
Cusago
Buongiorno

sulla base della situazione presentata mi verrebbe da attenzionare quel che cita come "sentirsi distaccato" così come la difficoltà a raggiungere l'orgasmo (es. se presente anche nei rapporti con donne, se occasionalmente durante la masturbazione); se sono presenti pensieri intrusivi durante il rapporto sessuale e, quindi, una difficoltà nello stare nel "qui-ed-ora" (elemento essenziale per poter lasciarsi andare e raggiungere l'orgasmo). Altro tema che mi sembra essere rilevante è quello delle aspettative ("è totalmente diverso rispetto a ciò che pensavo"), che può avere una connessione con la fruizione di materiale pornografico (anche se non necessariamente).

Quello che posso consigliare è una consulenza sessuologica incentrata sul tema



Dott.ssa Martina Finistrella
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile paziente anonimo, direi che nella sua domanda è già insita la risposta e mi congratulo per la capacità di introspezione.
La pornografia è finzione, come un film: attori, luci, copioni, tagli, montaggio. È progettata per essere visivamente eccitante, non per rappresentare una relazione reale o affettiva. Quindi mostra spesso:

Corpi “perfetti” e irrealistici
Sesso performativo, meccanico o aggressivo
Orgasmi esagerati o finti
Mancanza totale di emozioni, comunicazione o affetto
Ruoli stereotipati e poco inclusivi.
Direi che il "sentirsi distaccato", "la delusione delle aspettative" e "la disfunzione erettile"sono classici sintomi. LA terapia psicologica ha comunque mostrato ottimi risultati in termini di efficacia per il suo problema.
Buongiorno, sono il Dottor. Dario Antonio Palermo, psicologo e sessuologo clinico.
La ringrazio in anticipo per aver scritto molte informazioni utili. Le possibili cause possono essere molteplici e come ad esempio la possibile ideazione dei rapporti, oppure, non trovarsi adeguatamente eccitati dai rapporti occasionali e cosi via.
Sarebbe utile una visita psico-sessuologica così da analizzare meglio la sua situazione.
Resto a sua disposizione.
Salve, vi possono essere diverse cause che spiegano questo suo momento di difficoltà. La preoccupazione eccessiva per le performance sessuali può inibire l'eiaculazione e creare così ansia da prestazione, così come il ritrovarsi in situazioni di distacco e di disagio può inibire il raggiungimento dell'orgasmo e tante altre condizioni ancora. Sarebbe però necessario un approfondimento della sua storia per trarre delle conclusioni mirate.
Dott.ssa Giorgia Iaconetti
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
la ringrazio per questa sua condivisione e mi dispiace per ciò che sta vivendo.
Penso sia importante comprendere cosa il suo stato emotivo e il suo corpo stanno cercando di dirle rispetto alla discrepanza che sta vivendo tra le sue aspettative e la reale attività sessuale.
Iniziare un percorso psicologico potrebbe essere una sede opportuna dove dare spazio a questo suo vissuto.
Un caloroso saluto.
Salve, effettivamente, come spiega anche lei, la problematica che presenta sembra essere legata a diversi fattori di stress, aspettative e soprattutto mi sembra che ci sia poca sintonia con il suo corpo e il piacere. Potrebbe esserle utile una consulenza psico-sessuologica, per inquadrare meglio la sua storia e il sintomo che sta presentando, per aiutarla a vivere il piacere in modo più sereno, resto a disposizione,
Dott.ssa Eleonora Visalli
Dott.ssa Alice Speroni
Sessuologo, Psicologo, Psicologo clinico
Como
Gentilissimo,
la sua potrebbe essere omonegatività interiorizzata. Qualche colloquio psico-sessuologico la dovrebbe aiutare a sentirsi più a suo agio. Rimango a disposizione
Dott.ssa Lucia Rizzo
Sessuologo, Psicologo, Psicologo clinico
Lizzano
Salve, la ringrazio per aver condiviso con tanta apertura e lucidità la sua esperienza, che tocca diversi aspetti importanti della sessualità e dell’identità personale.

Il fatto che l’erezione sia mantenuta a lungo indica che, dal punto di vista fisiologico, non vi siano problematiche evidenti. Tuttavia, la difficoltà a raggiungere l’orgasmo e la sensazione di “distacco” durante l’intimità possono essere legate a diversi fattori, tra cui:

Il passaggio da una sessualità immaginata a una vissuta: dopo anni di vissuti interiorizzati e non espressi, il corpo e la mente possono trovarsi a gestire emozioni nuove, tra cui ansia da prestazione, aspettative alte, desiderio di “andare bene”, ma anche paure inconsce.

Un possibile condizionamento da pornografia: come lei ha ipotizzato, se l’eccitazione è stata per anni mediata da stimoli visivi e solitari, l’incontro con l’altro reale può risultare meno “automaticamente eccitante”, almeno inizialmente. Questo è molto comune e non deve spaventarla.

Il vissuto recente di lutto: anche quando sembra “messo da parte”, un evento emotivamente forte come una perdita familiare può agire in profondità sul tono dell’umore e sull’energia psicofisica.

Quello che descrive non è un fallimento, ma un passaggio delicato e naturale nel processo di integrazione tra la propria identità, i desideri e la sessualità condivisa.
Un percorso con uno/a specialista può accompagnarla in questa fase, aiutandola a ritrovare fiducia e piacere, e a riconoscere che la sessualità non è solo performance, ma presenza, libertà, esplorazione di sé e dell’altro.
Resto a disposizione.
Gentile signore,
La ringrazio per la fiducia nel condividere una situazione così intima e personale. Quello che descrive è un'esperienza molto più comune di quanto possa immaginare e tocca temi profondi che meritano attenzione.
A 39 anni, dopo una vita di repressione della propria identità sessuale autentica, lei si sta confrontando con una delle sfide psicologiche più complesse: l'integrazione tra fantasia e realtà, tra desiderio immaginato e esperienza vissuta. Questo processo richiede tempo, pazienza e spesso un supporto specializzato.
Quello che sta vivendo non è semplicemente una questione tecnica o di prestazione sessuale, ma rappresenta un profondo processo di riorganizzazione della propria identità. Per quasi 40 anni ha mantenuto separate due parti di sé: quella sociale (che ha avuto relazioni con donne) e quella intima e autentica (che desiderava gli uomini). Questa scissione, per quanto necessaria per sopravvivere psicologicamente in un contesto che percepiva come non accogliente, lascia tracce profonde.
Il fatto che riesca a mantenere l'erezione per ore ma non riesca a raggiungere l'orgasmo suggerisce proprio questa dissociazione: il corpo risponde, ma la mente fatica a "lasciarsi andare" completamente. È come se una parte di lei rimanesse vigile, protettiva, ancora non del tutto convinta di potersi permettere questo piacere.
La sua osservazione sul ruolo della pornografia è molto perspicace. Per anni, i film porno sono stati il suo unico modo "sicuro" di esplorare la propria sessualità. In questo contesto controllato e privato, poteva permettersi di fantasticare e provare piacere senza esporsi al giudizio o al rischio emotivo.
La pornografia, tuttavia, offre una versione molto stilizzata e irrealistica della sessualità. Quando si trova di fronte alla realtà di corpi veri, emozioni reali, e alla vulnerabilità dell'intimità autentica, è naturale che si senta "distaccato" - la realtà è molto diversa dalla fantasia a cui si era abituato.
L'ansia da prestazione che sta sperimentando ha radici più profonde di una semplice preoccupazione tecnica. Include:
- Ansia da novità: sta sperimentando qualcosa di completamente nuovo dopo 39 anni
- Ansia da autenticità: dopo una vita di "recitazione" sociale, fatica a essere completamente autentico
- Ansia da giudizio: teme di non essere all'altezza o di deludere il partner
- Ansia da integrazione: lotta per integrare fantasia e realtà

La perdita familiare di due mesi fa aggiunge un ulteriore livello di complessità. Il lutto può influenzare profondamente la sessualità, riducendo la capacità di provare piacere e intensificando i sentimenti di vulnerabilità. Spesso, quando affrontiamo la mortalità attraverso una perdita, anche la nostra capacità di "lasciarci andare" nelle esperienze piacevoli viene compromessa. Il senso di distacco che prova durante l'intimità è probabilmente un meccanismo di difesa che ha sviluppato nel corso degli anni. Quando per tanto tempo si è dovuto "proteggere" dalla propria sessualità autentica, diventa difficile abbassare quelle difese, anche quando finalmente ci si trova in un contesto sicuro.

È importante che si dia tempo. La sessualità autentica dopo una vita di repressione richiede un processo di apprendimento e integrazione. Non si aspetti che tutto funzioni immediatamente come nelle sue fantasie. Inoltre, consideri che l'intimità reale include anche aspetti emotivi e relazionali che la pornografia non rappresenta. Imparare a gestire queste dimensioni richiede pratica e pazienza.
Quello che sta facendo richiede un coraggio straordinario. A 39 anni, ha deciso di abbracciare la sua autenticità, rischiando di confrontarsi con l'ignoto. Questo è un atto di grande coraggio e amore verso se stesso.
I "problemi" che sta sperimentando non sono fallimenti, ma segnali che sta attraversando una fase di profonda trasformazione psicologica. Con il supporto adeguato e la pazienza verso se stesso, potrà gradualmente integrare tutti gli aspetti della sua identità e sviluppare una sessualità autentica e appagante.
La invito caldamente a considerare un percorso terapeutico specializzato, che possa accompagnarla in questo delicato processo di integrazione e crescita personale.
Con sincera vicinanza e rispetto,
Katya Patrizia Linda Cervio
Dr. Matteo Lupi
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Prato
Salve,
intanto desidero farle i miei complimenti per il passo importante che ha compiuto nel cominciare a vivere più apertamente la sua omosessualità. È una svolta significativa e coraggiosa, che merita di essere riconosciuta e rispettata.

La difficoltà che descrive è comprensibile e non così rara, soprattutto in momenti in cui si passa da una sessualità vissuta in solitudine o nella fantasia, a una dimensione reale, condivisa e affettiva. Spesso, dopo anni di controllo e riservatezza, il corpo e la mente hanno bisogno di tempo per adattarsi a questa nuova libertà.

A volte la causa non è solo l’ansia da prestazione, ma anche il fatto di non sentirsi ancora completamente liberi di vivere e esprimere la propria omosessualità in modo pieno e sereno. Anche inconsciamente, può esserci una parte che teme il giudizio, che si trattiene o che non si sente ancora del tutto “autorizzata” a lasciarsi andare al piacere e alla vulnerabilità del contatto con un altro uomo.

Ci si può chiedere, per esempio, se in quei momenti riesce davvero a sentire di poter essere se stesso, o se prevale la preoccupazione di “fare bene”, di non deludere o di dover dimostrare qualcosa. Oppure se, dopo tanto tempo in cui la sessualità è stata legata alla masturbazione e alla pornografia (dove tutto è sotto controllo), l’intimità reale non richieda un nuovo modo di abbandonarsi alle sensazioni.

Naturalmente, si tratta solo di ipotesi: per comprendere a fondo le cause e dare un significato personale a ciò che accade, è importante poter esplorare meglio la sua storia, il suo percorso di accettazione e il modo in cui oggi vive questa nuova parte di sé.

Un supporto psicologico in questo momento potrebbe aiutarla non solo a ritrovare tranquillità e piacere, ma anche a consolidare la fiducia nel poter vivere la propria sessualità in modo autentico, libero e senza paura.
Si dia tempo: ogni passo verso una vita più coerente con ciò che si è rappresenta già una forma di crescita e di liberazione.

Un caro saluto
Dr. Matteo Lupi
Buongiorno! Da quello che descrive, la situazione che sta vivendo è più comune di quanto si possa pensare, soprattutto quando si passa da una sessualità vissuta solo attraverso la masturbazione e i film porno a esperienze reali con un partner. Il fatto che lei mantenga l’erezione durante gli incontri, ma non riesca a raggiungere l’orgasmo, non significa che ci sia qualcosa di “rotto” o di anormale nel suo corpo o nella sua sessualità.

Il suo organismo è abituato a stimoli molto specifici, quelli dei film porno, in cui il piacere è guidato principalmente dalla visione e dal controllo della situazione. Quando invece ci si confronta con una persona reale, ci sono molti fattori nuovi: il contatto fisico, le emozioni, la vulnerabilità, le aspettative, e persino la paura di deludere l’altro. Tutto ciò può generare ansia da prestazione, e questo tipo di ansia può rendere difficile il raggiungimento dell’orgasmo, anche se l’erezione è presente.

In aggiunta, la recente perdita familiare che lei ha subito due mesi fa può aver inciso sul suo desiderio e sul suo stato emotivo. Il lutto può portare con sé tristezza, distacco e difficoltà a concentrarsi sul piacere, perché una parte della mente è ancora impegnata a elaborare la perdita.

È quindi comprensibile che, ora che ha iniziato a vivere la sua sessualità con uomini, si senta un po’ distaccato e che il piacere non arrivi come si aspettava. Non è un fallimento: è il suo corpo e la sua mente che stanno ancora imparando a reagire a nuovi stimoli, nuove emozioni e nuove esperienze.

Le consiglierei di concedersi tempo e pazienza, di non concentrarsi esclusivamente sull’orgasmo, ma sul piacere e sul contatto stesso. Ridurre la pressione e parlare apertamente con il partner, se possibile, può aiutare molto.

Se la situazione dovesse continuare a farla sentire giù o se percepisce che la tristezza per la perdita persiste, parlare con uno psicologo o un terapeuta può fornire un grande supporto. La sua sessualità, così come il suo corpo, ha bisogno di tempo per adattarsi a questa nuova fase, e con pazienza potrà riscoprire il piacere pieno anche con un partner. Rimango a disposizione, un caro saluto.
Dott.ssa Erica Ercoli
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Firenze
Buonasera.
Quello che descrivi è molto più comune di quanto pensi, soprattutto quando si inizia a vivere la propria sessualità in modo nuovo dopo anni di repressione o di esperienze limitate alla masturbazione. Il fatto che tu abbia un’erezione stabile ma non riesca a raggiungere l’orgasmo durante gli incontri non indica un problema fisico, ma un forte coinvolgimento emotivo e psicologico.
Hai passato anni a vivere il piacere solo attraverso il porno, che offre uno stimolo molto diretto, controllabile e privo di vulnerabilità. Quando invece ti metti in gioco con un’altra persona, entrano in scena ansia da prestazione, aspettative, paura di non essere all’altezza, necessità di lasciarsi andare emotivamente. Tutti questi fattori possono impedire l’orgasmo pur mantenendo l’erezione. Anche il lutto recente può influire sul piacere e sulla capacità di lasciarti andare. È normale sentirsi distaccati nei primi incontri perché il corpo ha bisogno di tempo per adattarsi a un contesto reale e condiviso, diverso da quello solitario e controllabile della masturbazione.
Queste difficoltà si affrontano molto bene con un percorso psicologico sessuologico, che aiuta a diminuire l’ansia e ritrovare naturalezza e piacere.
Spero di averti dato un po’ di chiarezza.
Dott. Enrico Rizzo
Sessuologo, Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Salve. Da come lo racconta, non mi sembra affatto una situazione “strana” o grave: al contrario, il suo corpo sta reagendo in modo molto coerente con quello che ha vissuto per anni. La sua sessualità è rimasta a lungo in un posto privato, controllabile e sicuro: masturbazione, fantasie, porno. In quel contesto non c’è davvero esposizione, non c’è il rischio di sentirsi giudicati, non c’è il pensiero “e adesso cosa si aspettano da me?”, non ci sono i tempi, gli sguardi e le reazioni dell’altro. Si è da soli, si guida tutto e ci si lascia andare più facilmente.

Quando invece ha iniziato a incontrare persone reali, è cambiato completamente il contesto emotivo. E il fatto che l’erezione ci sia stata, stabile e continua per ore, è un dato importante: desiderio e risposta fisica ci sono, non è quello il punto. Quello che sembra bloccarsi è un passaggio diverso, più sottile: il momento in cui si “molla la presa” e ci si abbandona fino in fondo al piacere. Lei lo descrive benissimo quando dice che si sente distaccato: spesso succede proprio così, una parte del corpo è presente, ma un’altra parte resta un passo indietro, come se stesse controllando la scena. Non perché uno lo voglia, ma perché è nuovo, è carico, e dentro ci finiscono insieme tante cose: aspettative, timore di deludere, imbarazzo, il pensiero di dover arrivare per forza all’orgasmo, il fatto che l’altro aspetta e prova a rimandare il proprio piacere. Tutto questo, invece di aiutare, può togliere spazio al piacere e rendere più difficile arrivare all’eiaculazione.

In più c’è un elemento che pesa e che non va minimizzato: la perdita familiare di due mesi fa. Anche quando nella vita quotidiana “si regge”, un lutto può lasciare addosso una tensione o una specie di velo emotivo. E l’orgasmo è una risposta molto sensibile: si accende più facilmente quando ci si sente al sicuro, quando non c’è una parte di noi che resta in allerta. Per questo è possibile che lei sia eccitato, anche molto, ma che poi manchi quel tipo di piacere profondo che porta a venire.

Sì, anche il porno può avere un ruolo, ma non nel senso di una colpa o di un danno definitivo. Il porno abitua a una sessualità senza imprevisti: stimolo forte, ritmo deciso, nessuna pressione sociale, nessun tempo dell’altro, tutto avviene in un ambiente dove si è soli e protetti. Il sesso reale è diverso: più vero e più ricco, ma anche più complesso. All’inizio può capitare proprio questo: il corpo si accende, l’erezione c’è, ma l’orgasmo non arriva perché manca ancora quella sensazione di naturalezza e di abbandono che nella masturbazione era automatica.

La cosa più importante, però, è questa: quello che sta vivendo non dice che lei non desideri davvero, né che ci sia qualcosa di “rotto”. Dice piuttosto che sta attraversando il passaggio delicato dal desiderio immaginato al desiderio vissuto, dopo anni in cui ha dovuto trattenersi, e in un periodo in cui dentro c’è anche un dolore recente. È comprensibile che ora si senta giù e spiazzato, perché ciò che desiderava si è presentato con una complessità che non si vede nei film e non si può prevedere prima. Ma non c’è motivo di allarmarsi: il fatto che l’erezione sia presente e che la difficoltà sia comparsa proprio quando si è messo in gioco fa pensare a qualcosa di molto più gestibile di quanto adesso le sembri. Non è un fallimento: è un assestamento. È il suo corpo che sta imparando un linguaggio nuovo.
Dott.ssa Erica Zito
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Rimini
Gentilissimo, la ringrazio innanzitutto per aver condiviso con così tanta onestà una situazione che, le assicuro, è molto più comune di quanto si possa pensare, specialmente in una fase di scoperta così significativa come la sua.

Il fatto che lei mantenga l'erezione per così tanto tempo indica che il suo corpo sta rispondendo a uno stimolo, ma la difficoltà a raggiungere l'orgasmo suggerisce che ci sia un "blocco" a livello psicofisico. Ovviamente, non posso avere la pretesa di conoscerla in poche righe, ma penso possa essere utile elencare alcuni punti su cui riflettere:

- Il passaggio dal pornografico al reale: Per anni la sua sessualità è stata mediata da uno schermo. Il porno offre stimoli visivi intensi e un controllo totale. L'incontro con l'altro, invece, introduce variabili imprevedibili: il contatto, l'odore, il timore del giudizio. Quella sensazione di "distacco" è un fenomeno tipico chiamato spectatoring: ci si guarda dall'esterno per controllare la performance, smettendo di "abitare" il proprio corpo e il piacere.

- L'ansia da prestazione: da adulti le aspettative sono spesso più alte rispetto a quelle di un adolescente. Potrebbe scattare il desiderio di "recuperare il tempo perduto". Questo mette il sistema nervoso in uno stato di allerta che impedisce l'abbandono necessario per l'orgasmo.

- L'impatto del lutto: Non sottovaluterei la perdita familiare di due mesi fa. Il lutto assorbe energie emotive profonde e può manifestarsi con una difficoltà a "lasciarsi andare". Dobbiamo ricordare che l'organo sessuale più importante è il cervello: se siamo turbati, è normale che anche la sessualità ne risenta.

Sentirsi "giù" è comprensibile, ma non interpreti questo intoppo come un fallimento. È solo un segnale che il suo mondo emotivo ha bisogno di tempo per allinearsi con le sue azioni.

Un percorso psicologico potrebbe aiutarla moltissimo a gestire l'ansia, a integrare l'esperienza reale con quella immaginaria e a vivere questi nuovi incontri con meno pressione e più ascolto di sé.

Se sentisse il bisogno di approfondire questi vissuti, resto a sua disposizione.

Dott.ssa Erica Zito - Psicologa e Sessuologa

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