buongiorno, sono un ragazzo di 21 anni e sono per la prima volta in una relazione omosessuale dopo
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buongiorno,
sono un ragazzo di 21 anni e sono per la prima volta in una relazione omosessuale dopo sole relazioni eterosessuali. Vengo da un periodo di un paio di anni in cui ho lavorato su me stesso per accettare la mia bisessualità, ma senza l'aiuto di esperti. Sono molto contento di come ora vivo questa parte di me e la relazione in cui mi trovo sta andando per il meglio, a parte per la sfera sessuale.
Quando ho un rapporto sessuale con il mio partner, sono frequenti le volte in cui faccio fatica a raggiungere l'orgasmo. Io provo piacere, ma non mi è facile raggiungere l'apice, come invece sembra esserlo per il mio partner. Inoltre dopo aver eiaculato per me è impossibile avere un erezione nelle ore successive e anche a distanza di un giorno trovo difficile riuscire ad avere un rapporto senza perdite di erezione o comunque mantenendo un'erezione forte.
Ho fatto una visita andrologica, ma a prima vista tutto sembra a posto. Sono consapevole che molto faccia la testa e i pensieri intrusivi che mi vengono durante il rapporto, ma mi chiedo se ci sia anche una componente fisica oppure devo accettare il fatto che il periodo refrattario in me sia così tanto prolungato.
Specifico che con il mio partener c'è molto dialogo, lui è molto bravo a farmi sentire a mio agio e non mi fa pesare nulla:
Mi scuso per la lunghezza del messaggio e ringrazio chi vorrà rispondermi.
sono un ragazzo di 21 anni e sono per la prima volta in una relazione omosessuale dopo sole relazioni eterosessuali. Vengo da un periodo di un paio di anni in cui ho lavorato su me stesso per accettare la mia bisessualità, ma senza l'aiuto di esperti. Sono molto contento di come ora vivo questa parte di me e la relazione in cui mi trovo sta andando per il meglio, a parte per la sfera sessuale.
Quando ho un rapporto sessuale con il mio partner, sono frequenti le volte in cui faccio fatica a raggiungere l'orgasmo. Io provo piacere, ma non mi è facile raggiungere l'apice, come invece sembra esserlo per il mio partner. Inoltre dopo aver eiaculato per me è impossibile avere un erezione nelle ore successive e anche a distanza di un giorno trovo difficile riuscire ad avere un rapporto senza perdite di erezione o comunque mantenendo un'erezione forte.
Ho fatto una visita andrologica, ma a prima vista tutto sembra a posto. Sono consapevole che molto faccia la testa e i pensieri intrusivi che mi vengono durante il rapporto, ma mi chiedo se ci sia anche una componente fisica oppure devo accettare il fatto che il periodo refrattario in me sia così tanto prolungato.
Specifico che con il mio partener c'è molto dialogo, lui è molto bravo a farmi sentire a mio agio e non mi fa pesare nulla:
Mi scuso per la lunghezza del messaggio e ringrazio chi vorrà rispondermi.
In assenza di patologie urologiche e andrologiche, o di un'oggettiva stanchezza fisica (dovuta anche a stress fisico lavorativo o scolastico), è molto probabile che i problemi da te descritti siano riconducibili all'accumulo di tensioni, stress ed emozioni che hai vissuto negli anni della mancata accettazione. Purtroppo, che se siano consapevoli o meno, il nostro passato spesso esercita un effetto inibitorio sulla nostra sessualità, ovvero sull'intensità del desiderio e dell'eccitazione e sulla nostra capacità nel lasciarci andare durante l'orgasmo. Valuta la possibilità di chiedere una consulenza psicosessuale per valutare le possibili cause psicologiche del tuo disagio. Non dimenticare anche, nell'ambito di una visione globale della salute, anche sessuale, l'importanza di una sana alimentazione e di un'adeguata attività fisica. Nutrirsi adeguatamente e fare attività fisica può essere di grande aiuto. Mente e corpo sono due facce della stessa medaglia che si influenzano reciprocamente. Va bene rivolgersi ad un andrologo ma non sottovalutare i benefici derivanti dall'aiuto di uno psicologo, di un nutrizionista e di un buon allenatore sportivo.
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Caro utente, dal suo racconto, scorgo un giovane ragazzo che ha attraversato due anni davvero impegnativi fatti di “accettazione”, per usare le sue parole, e che immagino le siano costati notevoli energie ma grazie ai quali si sta dando, oggi, la possibilità di essere se stesso e vivere una relazione appagante in cui sente una forte connessione. Ha fatto bene ad escludere problemi di natura fisica e organica con un andrologo e sembrerebbe necessario, a questo punto, spostarsi su un piano di natura psicosessuologica per meglio comprendere le difficoltà che riferisce. Lei parla di pensieri intrusivi durante il rapporto che potrebbero influire in modo disfunzionale sulla qualità della sua risposta sessuale, sarebbe importante conoscerli ed esplorarli. Una consulenza sessuologica le potrebbe essere di grande aiuto e le potrebbe permettere di risolvere il problema che riferisce, sopratutto tenuto conto anche dell’ottima comunicazione che la lega al suo compagno e della sua giovane età. Resto a sua disposizione per ulteriori necessità e chiarimenti, un caro saluto
Potrebbe essere stanchezza?
Le consiglio una Consulenza sessuologica per duscutere assieme della questione
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Buongiorno,
i motivi possono essere molteplici, ma mi sembra di capire che non si è rilevato niente a livello fisiologico.
Ora sicuramente si è azionata l'ansia da prestazione, quindi un'ansia anticipatoria che porta al risultato che descrive, penso che sia questo quando parla di "disturbi intrusivi", giusto?
Con le precedenti relazioni eterosessuali ha mai avuto questo problema?
i motivi possono essere molteplici, ma mi sembra di capire che non si è rilevato niente a livello fisiologico.
Ora sicuramente si è azionata l'ansia da prestazione, quindi un'ansia anticipatoria che porta al risultato che descrive, penso che sia questo quando parla di "disturbi intrusivi", giusto?
Con le precedenti relazioni eterosessuali ha mai avuto questo problema?
Buonasera, se dal punto di vista andrologico non è stato riscontrato alcun disturbo, è ragionevole pensare che le difficoltà che ci ha descritto abbiano origine dal suo vissuto psico-emotivo.
Certamente essersi recentemente riconosciuto nella sua bisessualità, dopo anni di relazioni eterosessuali, rappresenta un fattore di forte stress, che potrebbe ripercuotersi attualmente sul suo modo di vivere la sessualità con un primo partner omosessuale. Per quanto il suo compagno sia attento e disponibile, è plausibile che lei si possa sentire non ancora del tutto a suo agio in questa nuova dimensione. La sessualità è fortemente influenzata da ciò che proviamo dentro di noi, il raggiungimento dell'orgasmo è possibile laddove riusciamo a lasciarci del tutto andare, e dove il nostro desiderio raggiunge l'apice. Desiderio e abbandono sono fattore in antitesi con ansia e tensione. Sarebbe utile per lei affrontare queste tematiche insieme a un psicosessuologo, per comprendere meglio le dinamiche che la conducono a vivere la sessualità in questo modo.
Certamente essersi recentemente riconosciuto nella sua bisessualità, dopo anni di relazioni eterosessuali, rappresenta un fattore di forte stress, che potrebbe ripercuotersi attualmente sul suo modo di vivere la sessualità con un primo partner omosessuale. Per quanto il suo compagno sia attento e disponibile, è plausibile che lei si possa sentire non ancora del tutto a suo agio in questa nuova dimensione. La sessualità è fortemente influenzata da ciò che proviamo dentro di noi, il raggiungimento dell'orgasmo è possibile laddove riusciamo a lasciarci del tutto andare, e dove il nostro desiderio raggiunge l'apice. Desiderio e abbandono sono fattore in antitesi con ansia e tensione. Sarebbe utile per lei affrontare queste tematiche insieme a un psicosessuologo, per comprendere meglio le dinamiche che la conducono a vivere la sessualità in questo modo.
Gentile utente, È un bene che lei abbia già cercato l'aiuto di un professionista e che stia comunicando apertamente con il suo partner. La difficoltà nel raggiungere l'orgasmo e il prolungato periodo refrattario possono essere influenzati da diversi fattori medico-psicologici. La componente mentale è sovente un elemento significativo nelle esperienze sessuali e il fatto che lei ne sia consapevole della presenza di pensieri intrusivi è sicuramente positivo. Ecco alcune indicazioni che potrebbero essere utili: Verificare la presenza di cause fisiche: può valutare di effettuare una visita dall'andrologo o dall'urologo, se i risultati sembrano essere nella norma, è possibile che la componente fisica sia da escludere. Aspetti psicologici: La testa gioca un ruolo fondamentale nella sessualità. Potrebbe considerare la possibilità di consultare uno psicologo o uno psicoterapeuta specializzato in sessuologia per esplorare eventuali aspetti psicologici che potrebbero influenzare la tua risposta sessuale. Esplorazione della sessualità: Continui a comunicare apertamente con il suo partner sulla sua sessualità. Potete esplorare insieme nuovi modi di vivere l'intimità per eventualmente aumentare il suo piacere e ridurre eventuali ansie/pressioni. Gestire lo stress: Lo stress può influire negativamente sulla risposta sessuale. Lavorare su tecniche di gestione dello stress, come la miglior gestione del tempo, la meditazione, la respirazione profonda o lo yoga, potrebbe essere d'aiuto. Gestire l'ansia: ci sono molte tecniche in grado di aiutarla a ridurre lo stress e migliorare il suo benessere mentale. Di seguito alcune tecniche che potrebbe considerare: Respirazione profonda: La respirazione profonda può aiutare a calmare il sistema nervoso Mindfulness e meditazione: Ci sono molte app e risorse online che offrono sessioni di meditazione guidata. Esercizio fisico: L'attività fisica regolare è un modo efficace per ridurre lo stress e l'ansia. Stimola la produzione di endorfine, sostanza chimica in grado di migliorare l'umore. Anche una medio-lunga camminata regolare può fare la differenza. Visualizzazione: Immagina un luogo o una situazione rilassante. Autocarezza e rilassamento muscolare progressivo: ci sono delle app anche per queste tecniche. Gestione del tempo: Organizzarsi per ridurre la sensazione di sovraccarico. Pianificare può aiutarla a mantenere un senso di controllo sulla sua vita. Parlare con qualcuno: Condividere i suoi pensieri e preoccupazioni con persone a lei vicine o uno psicologo può essere liberatorio. A volte, esprimere ciò che si prova può alleviare l'ansia. Cordialmente Dottor Mauro Vargiu
Gentile utente, i motivi possono vari, escludendo la parte organica si potrebbero esplorare gli aspetti psicologici partendo dal suo vissuto personale e dalla sua storia sessuale .
Le consiglio di rivolgersi ad un terapeuta , sessuologo che saprà esserle di supporto in questo momento.
Resto a disposizione come spazio d'ascolto.
Un caro saluto.
Dr. Luca Russo
Le consiglio di rivolgersi ad un terapeuta , sessuologo che saprà esserle di supporto in questo momento.
Resto a disposizione come spazio d'ascolto.
Un caro saluto.
Dr. Luca Russo
Gentilissimo,
la sua domanda sembrerebbe arrivare da un lungo percorso interiore, costituito da dubbi, conflitti, desideri e accettazione di sé. Le nostre evoluzioni non seguono quasi mai un percorso lineare e si aprono a livelli di complessità molto elevati. Riferisce di aver lavorato su di sé in questi due anni senza l'aiuto di un esperto. Penso che lei abbia già compiuto un passo importante facendo una visita andrologica. Come lei ha ben intuito, questo genere di difficoltà può essere alimentato anche da cause psicologiche, come i pensieri intrusivi che lei riporta, che possono contribuire a mantenere o amplificare il problema. Mi permetto di suggerirle di farsi aiutare con una consulenza psicosessuologica ad affrontare quel pezzo di strada che da solo le riesce difficile. Unə professionistə di questo settore saprà aiutarla a cogliere quei livelli di complessità e a lavorarci per sentirsi meglio.
Le faccio tanti auguri. Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Soligo
la sua domanda sembrerebbe arrivare da un lungo percorso interiore, costituito da dubbi, conflitti, desideri e accettazione di sé. Le nostre evoluzioni non seguono quasi mai un percorso lineare e si aprono a livelli di complessità molto elevati. Riferisce di aver lavorato su di sé in questi due anni senza l'aiuto di un esperto. Penso che lei abbia già compiuto un passo importante facendo una visita andrologica. Come lei ha ben intuito, questo genere di difficoltà può essere alimentato anche da cause psicologiche, come i pensieri intrusivi che lei riporta, che possono contribuire a mantenere o amplificare il problema. Mi permetto di suggerirle di farsi aiutare con una consulenza psicosessuologica ad affrontare quel pezzo di strada che da solo le riesce difficile. Unə professionistə di questo settore saprà aiutarla a cogliere quei livelli di complessità e a lavorarci per sentirsi meglio.
Le faccio tanti auguri. Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Soligo
Buongiorno Gentile Utente, concordo con quanto detto dai miei colleghi, ovvero che in assenza di problematiche organiche riscontrate a livello urologico, si potrebbe pensare di intraprendere un percorso sessuologico. Concordo con quanto ha scritto lei, ovvero che "molto fa la testa" (se mi permette di prendere in prestito le sue parole) e in questo specifico caso mi pare proprio che questo sia il fulcro della problematica. Ad avvalorare ciò mi suonano come un campanello d'allarme il fatto che lei riporti di avere una serie di pensieri intrusivi proprio nel momento del rapporto. Sarei fiduciosa nel dirle che un percorso personalizzato con un/a sessuologo/a potrebbe risolvere la situazione di disagio che riporta, anche perchè è giusto che lei possa godersi la sua sessualità in piena libertà e senza doversi portare dietro questa fatica. Resto a disposizione qualora fosse interessato ad intraprendere un percorso o avesse altre domande. Cordialmente, Dott.ssa Lucrezia Giuliani.
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Gentile utente, grazie per aver conviso questo suo messaggio. Innanzi tutto le dico che ha fatto un ottimo lavoro escludendo questioni di natura fisico/organica, che potrebbero influire . Aver accettato la sua bisessualità non le è stato semplice, e se adesso si presentano i problemi di cui riferisce, potrebbe essere del tutto normale, la testa gioca un ruolo fondamentale nella sessualità e nella fattispecie durante i rapporti sessuali. Servirebbe capire se anche durante le relazioni etero lamentava le stesse problematiche .
Lei parla di pensieri intrusivi, bisognerebbe capire di che tipo di pensieri staimo parlando. RIguardo al periodo refrattario , non c'è un tempo prefissato standard poichè se di ore parliamo, ed in queste ore tali pensieri sono presenti i pensiri a cui accennava, questi non agevolano . Il diaologo con il suo partner è importante e visto che non lamenta un calo di desiderio , potrebbe impiegare il tempo successivo al rapporto in altre pratiche affettivo/erotiche , che non per forzano debbano sfociare nell'amplesso così da diminuire la pressoine che su di lei esercita il pensiero di non riuscire a raggiungere con facilità l'orgasmo . Resto a disposizione qualora fosse interessato ad intraprendere un percorso o avesse altre domande. un caro saluto dott.ssa Giusi Vicino
Lei parla di pensieri intrusivi, bisognerebbe capire di che tipo di pensieri staimo parlando. RIguardo al periodo refrattario , non c'è un tempo prefissato standard poichè se di ore parliamo, ed in queste ore tali pensieri sono presenti i pensiri a cui accennava, questi non agevolano . Il diaologo con il suo partner è importante e visto che non lamenta un calo di desiderio , potrebbe impiegare il tempo successivo al rapporto in altre pratiche affettivo/erotiche , che non per forzano debbano sfociare nell'amplesso così da diminuire la pressoine che su di lei esercita il pensiero di non riuscire a raggiungere con facilità l'orgasmo . Resto a disposizione qualora fosse interessato ad intraprendere un percorso o avesse altre domande. un caro saluto dott.ssa Giusi Vicino
Gentile Anonimo, grazie per la sua condivisione. Nel suo messaggio mi sembra di vedere il racconto di un profondo percorso di crescita, scoperta e presa di consapevolezza. Riferirsi ad un medico specialista, in questi casi, è un aspetto fondamentale (come lei ha già fatto). Mi sembra di capire, tuttavia, che sia Lei stesso a dare rilevanza anche a questioni più psicologiche (ad esempio ha parlato di pensieri intrusivi). Nell'ambito sessuale spesso si vengono a creare delle aspettative rispetto a come dovrebbe essere una 'buona' performance sessuale: ai tempi, durata, ripresa, ecc... Ma la sessualità è un mondo, pieno di sfumature, in cui non esiste il concetto di 'normalità'. Siamo tutti diversi e possiamo fare tutto ciò che desideriamo rispettando noi stessi e le altre persone, sapendo il significato della parola consenso e assicurandoci che lo sappiano (e lo forniscano) anche gli altri coinvolti. Cosa intende quando dice che fa fatica a raggiungere l'orgasmo? Ci mette 'troppo' tempo? Non lo raggiunge affatto? Ritiene che ci sia qualcosa di 'strano' nel perdere l'erezione durante i rapporti? Pensa che in un rapporto si debba avere un'erezione costante? Se lo pensa, come mai lo pensa? La perdita di erezione durante i rapporti è assolutamente comune e può dipendere da molti fattori, il primo è che siamo umani! A volte siamo stanchi, a volte svogliati, a volte ci sentiamo belli pieni dopo l'abbuffata di sushi fatta a pranzo, a volte siamo molto stressati e alcuni pensieri si fanno largo durante il rapporto, a volte ci distraiamo, a volte abbiamo fumato un po' troppo e ... tanto altro. Visto che ha specificato che c'è molto dialogo con il suo partner, parli con lui e scoprirà che probabilmente anche lui avrà delle insicurezze o un modello di 'come si dovrebbe essere' nella sessualità. Se pensa di voler approfondire la questione perché Le genera disagio o semplicemente perché vorrebbe capirsi meglio e approfondire il lavoro che sta già facendo su se stesso, potrebbe interessarLe intraprendere un percorso psicologico. Le auguro di proseguire nella scoperta di sé e di integrare tutti i suoi pezzettini.
Ciao, grazie per aver condiviso la tua esperienza. È evidente che hai fatto un grande lavoro su te stesso per accettare la tua identità e che hai costruito una relazione basata sul dialogo e sul supporto reciproco. Questo è un passo molto importante.
Per quanto riguarda le difficoltà che descrivi nella sfera sessuale, ci sono diversi aspetti da considerare. È positivo che tu abbia già escluso problematiche fisiche con una visita andrologica, ma è altrettanto importante riconoscere il ruolo che la mente può giocare nella sessualità.
1. Periodo refrattario e variabilità individuale:
Il periodo refrattario (il tempo necessario al corpo per recuperare dopo l'eiaculazione) varia da persona a persona e può dipendere da fattori come età, stress, stanchezza, o anche abitudini legate alla masturbazione o all' attività sessuale.
2. Pensieri intrusivi:
I pensieri intrusivi che emergono durante i rapporti sessuali possono interferire con il livello di eccitazione e la capacità di raggiungere l'orgasmo. Questi pensieri potrebbero essere legati a insicurezze personali, alla paura di non essere all'altezza oa pressioni autoimposte. È importante lavorare su questi aspetti per ridurre l'impatto che hanno sulla tua esperienza.
3. Dialogo e comunicazione:
Hai accennato al fatto che il tuo partner è comprensivo e solidale, e questo è un grande vantaggio. Continuare a comunicare apertamente con lui può aiutare a ridurre eventuali pressioni o aspettative.
Dato che hai già fatto molti passi avanti autonomamente, potrebbe essere molto utile e consigliato approfondire questi aspetti con uno specialista, come uno psicologo o sessuologo, per esplorare in modo mirato il legame tra mente, corpo e sessualità. Un esperto potrebbe aiutarti a gestire meglio i pensieri intrusivi, migliorare il rapporto con la tua sessualità e, se necessario, valutare ulteriori approfondimenti.
Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa.
Per quanto riguarda le difficoltà che descrivi nella sfera sessuale, ci sono diversi aspetti da considerare. È positivo che tu abbia già escluso problematiche fisiche con una visita andrologica, ma è altrettanto importante riconoscere il ruolo che la mente può giocare nella sessualità.
1. Periodo refrattario e variabilità individuale:
Il periodo refrattario (il tempo necessario al corpo per recuperare dopo l'eiaculazione) varia da persona a persona e può dipendere da fattori come età, stress, stanchezza, o anche abitudini legate alla masturbazione o all' attività sessuale.
2. Pensieri intrusivi:
I pensieri intrusivi che emergono durante i rapporti sessuali possono interferire con il livello di eccitazione e la capacità di raggiungere l'orgasmo. Questi pensieri potrebbero essere legati a insicurezze personali, alla paura di non essere all'altezza oa pressioni autoimposte. È importante lavorare su questi aspetti per ridurre l'impatto che hanno sulla tua esperienza.
3. Dialogo e comunicazione:
Hai accennato al fatto che il tuo partner è comprensivo e solidale, e questo è un grande vantaggio. Continuare a comunicare apertamente con lui può aiutare a ridurre eventuali pressioni o aspettative.
Dato che hai già fatto molti passi avanti autonomamente, potrebbe essere molto utile e consigliato approfondire questi aspetti con uno specialista, come uno psicologo o sessuologo, per esplorare in modo mirato il legame tra mente, corpo e sessualità. Un esperto potrebbe aiutarti a gestire meglio i pensieri intrusivi, migliorare il rapporto con la tua sessualità e, se necessario, valutare ulteriori approfondimenti.
Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa.
Certamente, capisco la tua preoccupazione e la tua voglia di capire meglio questa situazione. È normale che tu abbia dei dubbi e delle domande, soprattutto dopo un percorso di auto-scoperta così importante. Il fatto che tu stia vivendo la tua prima relazione omosessuale dopo un periodo di riflessione sulla tua bisessualità è un elemento fondamentale. Potresti provare ansia da prestazione, paura di non essere all'altezza delle aspettative del tuo partner o semplicemente un bisogno di capire meglio il tuo corpo e le tue reazioni in questo nuovo contesto. In merito al fatto che tu abbia un periodo refrattario prolungato potrebbe essere legato a diversi fattori, tra cui lo stress, l'ansia, la stanchezza o l'uso di alcuni farmaci. Come hai giustamente intuito, i pensieri intrusivi durante il rapporto possono influenzare significativamente la tua capacità di raggiungere l'orgasmo. La mente gioca un ruolo fondamentale nella sessualità e preoccupazioni, insicurezze o aspettative non realistiche possono inibire il piacere. Parla con il tuo partner, cerca di essere paziente, prenditi cura di te stesso e prova a contattare un sessuologo psicoterapeuta che possa insegnarti a gestire l’ansia e a modificare il tuo atteggiamento rispetto ai tuoi pensieri intrusivi. Spero che queste informazioni ti siano utili. In bocca al lupo per il tuo percorso!
Dott.ssa Paolone Carmen
Dott.ssa Paolone Carmen
Verifichi con il suo medico che non esista una causa organica. Qualora non ci fosse, valuti la possibilità di parlarne con un professionista che possa ascoltarla e valutare cosa entra in gioco in quei momenti
Le fasi del ciclo della risposta sessuale presenta una fase di risoluzione, l'uomo entra nel cosiddetto periodo “refrattario”. In questo lasso di tempo nessuna stimolazione potrà produrre un ulteriore orgasmo e può variare da persona a persona.
La questione mentale, al contrario di quanto si possa pensare, gioca un ruolo fondamentale nella sessualità, sia maschile che femminile, quindi il consiglio che mi sento di dare è cercare di rilassare la mente il più possibile focalizzandosi su ciò che reca piacere in quel momento, accogliere i pensieri "intrusivi" continuare con il dialogo con il suo partner ed eventualmente se dovesse sentirne la necessità rivolgersi ad un professionista che potrebbe accompagnarla nell'accoglienza di tali pensieri.
Non tutti i rapporti devono necessariamente culminare nell'orgasmo. L'apice del piacere non dovrebbe mai essere visto come un traguardo e sarebbe meglio abbandonarsi al piacere che ogni momento del rapporto erotico dà, concentrarsi anche sulla più lieve sensazione, non pensando a quello che succederà un secondo dopo.
La questione mentale, al contrario di quanto si possa pensare, gioca un ruolo fondamentale nella sessualità, sia maschile che femminile, quindi il consiglio che mi sento di dare è cercare di rilassare la mente il più possibile focalizzandosi su ciò che reca piacere in quel momento, accogliere i pensieri "intrusivi" continuare con il dialogo con il suo partner ed eventualmente se dovesse sentirne la necessità rivolgersi ad un professionista che potrebbe accompagnarla nell'accoglienza di tali pensieri.
Non tutti i rapporti devono necessariamente culminare nell'orgasmo. L'apice del piacere non dovrebbe mai essere visto come un traguardo e sarebbe meglio abbandonarsi al piacere che ogni momento del rapporto erotico dà, concentrarsi anche sulla più lieve sensazione, non pensando a quello che succederà un secondo dopo.
Ciao,
grazie per aver condiviso la tua esperienza con così tanta apertura. È positivo che tu abbia già intrapreso un percorso di autoaccettazione e che la relazione con il tuo partner sia basata su dialogo e comprensione reciproca. Questo è un punto di forza importante.
Rispetto alla difficoltà nel raggiungere l’orgasmo e alla durata del periodo refrattario, è utile considerare sia aspetti psicologici che fisici, soprattutto se una valutazione andrologica non ha rilevato problematiche. I pensieri intrusivi durante il rapporto possono influenzare significativamente la risposta sessuale, inclusa la qualità dell’erezione e il raggiungimento dell’orgasmo. Spesso queste dinamiche possono essere legate a fattori come ansia da prestazione, pressioni interne o abitudini apprese.
Il periodo refrattario varia molto da persona a persona ed è influenzato da aspetti biologici, età, frequenza dei rapporti e livello di eccitazione. È importante non viverlo come un limite, ma piuttosto esplorare con curiosità come funziona il tuo corpo in questa fase della vita.
Un percorso psicoterapeutico con un professionista esperto in sessuologia potrebbe aiutarti a comprendere meglio questi meccanismi, ridurre eventuali blocchi e sviluppare una maggiore consapevolezza delle tue risposte sessuali. Lavorare su pensieri intrusivi e su una maggiore connessione mente-corpo può fare una grande differenza.
Se desideri approfondire, resto a disposizione.
Un caro saluto.
grazie per aver condiviso la tua esperienza con così tanta apertura. È positivo che tu abbia già intrapreso un percorso di autoaccettazione e che la relazione con il tuo partner sia basata su dialogo e comprensione reciproca. Questo è un punto di forza importante.
Rispetto alla difficoltà nel raggiungere l’orgasmo e alla durata del periodo refrattario, è utile considerare sia aspetti psicologici che fisici, soprattutto se una valutazione andrologica non ha rilevato problematiche. I pensieri intrusivi durante il rapporto possono influenzare significativamente la risposta sessuale, inclusa la qualità dell’erezione e il raggiungimento dell’orgasmo. Spesso queste dinamiche possono essere legate a fattori come ansia da prestazione, pressioni interne o abitudini apprese.
Il periodo refrattario varia molto da persona a persona ed è influenzato da aspetti biologici, età, frequenza dei rapporti e livello di eccitazione. È importante non viverlo come un limite, ma piuttosto esplorare con curiosità come funziona il tuo corpo in questa fase della vita.
Un percorso psicoterapeutico con un professionista esperto in sessuologia potrebbe aiutarti a comprendere meglio questi meccanismi, ridurre eventuali blocchi e sviluppare una maggiore consapevolezza delle tue risposte sessuali. Lavorare su pensieri intrusivi e su una maggiore connessione mente-corpo può fare una grande differenza.
Se desideri approfondire, resto a disposizione.
Un caro saluto.
Buongiorno, grazie per la condivisione.
Per quanto riguarda la frequenza dei rapporti sessuali, se dalla visita andrologica è risultato tutto a posto mi verrebbe da risponderle che il suo tempo refrattario sia questo, ossia un pò più lungo di quello del suo partner.
Ciò che dovrebbe domandarsi è come mai per lei è così importante avere rapporti sessuali così frequenti se comunque sono soddisfacenti.
Ogni persona ha caratteristiche (strutturali o dovute ad esperienze e vissuti) diverse dalle altre.
Per quanto riguarda invece il fatto che fatica a raggiungere l'orgasmo, possono esserci diverse spiegazioni, fra cui pensieri e credenze sottostanti relativamente alla sessualità.
Inoltre anche l'ansia dovrebbe essere presa in considerazione.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Monia Michelini
Per quanto riguarda la frequenza dei rapporti sessuali, se dalla visita andrologica è risultato tutto a posto mi verrebbe da risponderle che il suo tempo refrattario sia questo, ossia un pò più lungo di quello del suo partner.
Ciò che dovrebbe domandarsi è come mai per lei è così importante avere rapporti sessuali così frequenti se comunque sono soddisfacenti.
Ogni persona ha caratteristiche (strutturali o dovute ad esperienze e vissuti) diverse dalle altre.
Per quanto riguarda invece il fatto che fatica a raggiungere l'orgasmo, possono esserci diverse spiegazioni, fra cui pensieri e credenze sottostanti relativamente alla sessualità.
Inoltre anche l'ansia dovrebbe essere presa in considerazione.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Monia Michelini
Se ha fatto tutti i dovuti accertamenti ed è risultato tutto nella norma, consiglio di iniziare un percorso con un sessuologo. Potrà così lavorare sui pensieri che intervengono durante il rapporto e che possono portare a complicazioni. Anche per tutelare questo bel rapporto comunicativo che c'è con il partner.
Dott.ssa Blumenthal
Dott.ssa Blumenthal
Gentile A., Capisco la situazione e il disagio che descrivi. Dal punto di vista psicologico, è possibile che l'ansia da prestazione o pensieri intrusivi stiano influenzando la tua risposta sessuale. Anche se l'andrologo non ha riscontrato problemi fisici, la sfera emotiva e mentale gioca un ruolo fondamentale nel piacere sessuale. Potrebbe essere utile esplorare queste dinamiche in terapia per comprendere meglio eventuali blocchi psicologici. Inoltre, il periodo refrattario è variabile, ma se le difficoltà persistono, affrontarle in un contesto sicuro e senza giudizio potrebbe favorire un miglioramento. Le auguro il meglio, saluti!
Buongiorno,
alcuni temi chiave potrebbero essere indagati per comprendere al meglio la situazione di cui parla riguardano la masturbazione e le relazioni sessuali precedenti (se il tempo refrattario di lunga durata è presente anche in questa circostanza e nelle stesse modalità), oltre ad indagare i pensieri intrusivi menzionati.
Come da lei menzionato "molto lo fa la testa", la visita andrologica svolta (ottima cosa) può già aiutare ad inquadrare alcuni scenari, sottolineando l'importanza fondamentale della sfera emotiva e psicologica nell'ambito della sessualità.
alcuni temi chiave potrebbero essere indagati per comprendere al meglio la situazione di cui parla riguardano la masturbazione e le relazioni sessuali precedenti (se il tempo refrattario di lunga durata è presente anche in questa circostanza e nelle stesse modalità), oltre ad indagare i pensieri intrusivi menzionati.
Come da lei menzionato "molto lo fa la testa", la visita andrologica svolta (ottima cosa) può già aiutare ad inquadrare alcuni scenari, sottolineando l'importanza fondamentale della sfera emotiva e psicologica nell'ambito della sessualità.
Buongiorno, difficile dare una risposta senza conoscerla perchè varia molto da caso a caso.. le chiedo per esempio, questo lungo periodo refrattario lo ha anche quando si masturba? In ogni caso le consiglio una consulenza psico-sessuologica per inquadrare meglio la situazione e ottenere una risposta più mirata alla sua domanda. Buona giornata, resto a disposizione!
Buongiorno, nella sua domanda ha toccato diversi punti importanti. Per quanto riguarda l'orgasmo, l'aver nominato dei pensieri intrusivi mi fa interrogare sulla loro natura e il loro contenuto. La relazione che sta vivendo, seppur con una ritrovata serenità dopo un periodo di lavoro su di sé, è comunque un'esperienza nuova che può elicitare ansie e timori. Concentrarsi sul raggiungere l'orgasmo può, inoltre, far passare in secondo piano il piacere dell'esperienza sessuale nelle sue molteplici sfaccettature. Il periodo refrattario è molto soggettivo, ma potrebbe essere influenzato anche da fattori più strettamente psicologici. Ha fatto bene ad attenzionare la parte organica e svolgere una visita andrologica. Potrebbe essere utile svolgere una consulenza psico-sessuologica.
Buongiorno, sono il Dr. Dario Antonio Palermo, psicologo e sessuologo clinico.
Spero che la mia risposta le sia d'aiuto. Leggendo il messaggio che ha scritto e specificando la sua giovane età e l'aver fatto anche una visita andrologica ,dalla quale risulterebbe tutto normale, io le consiglierei di prendere in considerazione la possibilità di intraprendere un percosso psico-sessuologico cosi da individuare il fattore scatenante di questa sua situazione. Resto a sua disposizione, cordiali saluti.
Spero che la mia risposta le sia d'aiuto. Leggendo il messaggio che ha scritto e specificando la sua giovane età e l'aver fatto anche una visita andrologica ,dalla quale risulterebbe tutto normale, io le consiglierei di prendere in considerazione la possibilità di intraprendere un percosso psico-sessuologico cosi da individuare il fattore scatenante di questa sua situazione. Resto a sua disposizione, cordiali saluti.
Salve, se lei ha fatto una visita andrologica e il medico le ha riportato che non ci sono problemi organici allora può stare tranquillo. I pensieri intrusivi vanno a bloccare una sessualità piacevole e possono portare a cali di erezione o ad un non raggiungimento dell'orgasmo. Per quanto riguarda il periodo refrattario varia da persona a persona e nella stessa persona nel corso del tempo. Sarebbe importante parlare con un sessuologo di questi aspetti per comprendere al meglio la sua difficoltà.
Buongiorno,
Innanzitutto complimenti per questa consapevolezza di se che è sinonimo di un lavoro introspettivo importante. Probabilmente c’è la necessità di poter lavorare ulteriormente su alcune parti che in autonomia non posso essere prese in esame. Sicuramente le consiglierei il supporto di un professionista psicologo e sessuologo che potrà aiutarla a comprendere meglio le dinamiche di questi blocchi e poter vivere la sessualità al meglio. Buona giornata
Innanzitutto complimenti per questa consapevolezza di se che è sinonimo di un lavoro introspettivo importante. Probabilmente c’è la necessità di poter lavorare ulteriormente su alcune parti che in autonomia non posso essere prese in esame. Sicuramente le consiglierei il supporto di un professionista psicologo e sessuologo che potrà aiutarla a comprendere meglio le dinamiche di questi blocchi e poter vivere la sessualità al meglio. Buona giornata
Buongiorno,
la ringrazio per la sua condivisione.
L'attività sessuale è molto complessa e singolare, varia da persona a persona e a seconda del partner e della situazione.
Il fatto che il suo partner sia aperto al dialogo e la faccia sentire a suo agio è un fattore molto importante ed è ottimo che sia presente.
Per quanto riguarda le sue perplessità inerenti al periodo refrattario e l'anorgasmia mi sento di consigliarle un percorso sessuologico per poter capire la fonte, le possibili emozioni correlate e per apprendere strumenti che possano agevolarla nel vivere un'attività sessuale più serena ed appagante.
Un caloroso saluto
la ringrazio per la sua condivisione.
L'attività sessuale è molto complessa e singolare, varia da persona a persona e a seconda del partner e della situazione.
Il fatto che il suo partner sia aperto al dialogo e la faccia sentire a suo agio è un fattore molto importante ed è ottimo che sia presente.
Per quanto riguarda le sue perplessità inerenti al periodo refrattario e l'anorgasmia mi sento di consigliarle un percorso sessuologico per poter capire la fonte, le possibili emozioni correlate e per apprendere strumenti che possano agevolarla nel vivere un'attività sessuale più serena ed appagante.
Un caloroso saluto
Quello che descrivi è una situazione abbastanza comune, soprattutto in un periodo di transizione emotiva, sessuale e identitaria come quello che stai vivendo. Provo a darti una risposta articolata, distinguendo tra possibili cause psicologiche, componenti fisiche, e spunti pratici per affrontare la situazione.
Il fatto che tu riconosca l'impatto dei pensieri intrusivi è già un segnale di autoconsapevolezza. Nella sfera sessuale, la mente è potente tanto quanto (e spesso più di) qualsiasi fattore fisico. Quando sei immerso in un'esperienza sessuale nuova, come può esserlo per te il rapporto con un uomo dopo esperienze etero, il cervello può "distrarsi" con interrogativi più o meno consapevoli:
Sto facendo tutto bene?
Mi sento davvero libero?
Mi eccita davvero?
Sto deludendo il mio partner?
Questi pensieri possono interferire con la capacità di abbandonarsi al piacere, causando difficoltà nel raggiungere l’orgasmo o nel mantenere l’erezione, specie quando sei molto focalizzato sulla “performance”. l periodo refrattario (il tempo dopo l’eiaculazione in cui non si riesce ad avere un’altra erezione) varia da persona a persona e può allungarsi in base a stress, ansia, stanchezza, o fattori ormonali. A 21 anni è più comune averne uno breve, ma non è una regola.
Se stai vivendo un periodo di forte stress emotivo o tensione legata alla tua identità, può essere normale avere una reattività fisica più bassa o irregolare. Anche una lieve fluttuazione del testosterone può influire.
L’ansia da prestazione (anche se non la percepisci in modo evidente) può contribuire a una perdita parziale o completa dell’erezione durante il rapporto. Nel concreto potresti fare alcune cose:
Allena la mente a restare nel momento presente può aiutarti moltissimo a diminuire i pensieri intrusivi. Esistono esercizi specifici per imparare a “stare nel corpo” invece che “stare nella testa”.
Prova a vivere il sesso con meno focus sull’erezione e sull’orgasmo. Il piacere può essere esplorato in tanti modi e a volte togliere l’obbligo dell’orgasmo sblocca proprio il piacere stesso.
Quello che stai vivendo non è anormale né preoccupante, ma è qualcosa che merita ascolto, comprensione e un po’ di lavoro su più livelli.
Il fatto che tu riconosca l'impatto dei pensieri intrusivi è già un segnale di autoconsapevolezza. Nella sfera sessuale, la mente è potente tanto quanto (e spesso più di) qualsiasi fattore fisico. Quando sei immerso in un'esperienza sessuale nuova, come può esserlo per te il rapporto con un uomo dopo esperienze etero, il cervello può "distrarsi" con interrogativi più o meno consapevoli:
Sto facendo tutto bene?
Mi sento davvero libero?
Mi eccita davvero?
Sto deludendo il mio partner?
Questi pensieri possono interferire con la capacità di abbandonarsi al piacere, causando difficoltà nel raggiungere l’orgasmo o nel mantenere l’erezione, specie quando sei molto focalizzato sulla “performance”. l periodo refrattario (il tempo dopo l’eiaculazione in cui non si riesce ad avere un’altra erezione) varia da persona a persona e può allungarsi in base a stress, ansia, stanchezza, o fattori ormonali. A 21 anni è più comune averne uno breve, ma non è una regola.
Se stai vivendo un periodo di forte stress emotivo o tensione legata alla tua identità, può essere normale avere una reattività fisica più bassa o irregolare. Anche una lieve fluttuazione del testosterone può influire.
L’ansia da prestazione (anche se non la percepisci in modo evidente) può contribuire a una perdita parziale o completa dell’erezione durante il rapporto. Nel concreto potresti fare alcune cose:
Allena la mente a restare nel momento presente può aiutarti moltissimo a diminuire i pensieri intrusivi. Esistono esercizi specifici per imparare a “stare nel corpo” invece che “stare nella testa”.
Prova a vivere il sesso con meno focus sull’erezione e sull’orgasmo. Il piacere può essere esplorato in tanti modi e a volte togliere l’obbligo dell’orgasmo sblocca proprio il piacere stesso.
Quello che stai vivendo non è anormale né preoccupante, ma è qualcosa che merita ascolto, comprensione e un po’ di lavoro su più livelli.
Salve,
la ringrazio per aver condiviso in modo così aperto e consapevole il suo vissuto: ciò che descrive riguarda aspetti importanti della sessualità maschile, spesso influenzati da fattori psicologici più che organici.
È molto positivo che lei abbia lavorato su di sé e oggi viva con più serenità la sua identità bisessuale. Il fatto che la relazione sia accogliente e comunicativa è un'ottima base, ma proprio in questi contesti – in cui c’è desiderio di “andare bene” – è possibile che emergano pensieri intrusivi o ansie legate alla prestazione.
Le difficoltà nel raggiungimento dell’orgasmo, il calo dell’erezione dopo l’eiaculazione e un periodo refrattario prolungato possono essere collegati a più fattori:
Aspettative interiorizzate o confronto implicito con esperienze precedenti;
Pressione a “funzionare” in un contesto nuovo, anche se vissuto con entusiasmo;
Fattori neurofisiologici del tutto soggettivi (la durata del periodo refrattario, ad esempio, può variare molto da persona a persona e non indica necessariamente una disfunzione).
Se l’andrologo ha escluso cause organiche evidenti, può essere molto utile affrontare questi aspetti in un percorso psicologico-sessuologico, per comprendere meglio le dinamiche che intervengono durante l’intimità e lavorare sulla gestione dei pensieri che interferiscono con l’eccitazione e l’abbandono.
La sessualità è un processo complesso che non si esaurisce nella performance, ma coinvolge il modo in cui ci sentiamo, immaginiamo, ci lasciamo andare.
Un percorso mirato potrebbe aiutarla a vivere con più fiducia e piacere anche questa nuova fase della sua vita relazionale.
Resto a disposizione.
la ringrazio per aver condiviso in modo così aperto e consapevole il suo vissuto: ciò che descrive riguarda aspetti importanti della sessualità maschile, spesso influenzati da fattori psicologici più che organici.
È molto positivo che lei abbia lavorato su di sé e oggi viva con più serenità la sua identità bisessuale. Il fatto che la relazione sia accogliente e comunicativa è un'ottima base, ma proprio in questi contesti – in cui c’è desiderio di “andare bene” – è possibile che emergano pensieri intrusivi o ansie legate alla prestazione.
Le difficoltà nel raggiungimento dell’orgasmo, il calo dell’erezione dopo l’eiaculazione e un periodo refrattario prolungato possono essere collegati a più fattori:
Aspettative interiorizzate o confronto implicito con esperienze precedenti;
Pressione a “funzionare” in un contesto nuovo, anche se vissuto con entusiasmo;
Fattori neurofisiologici del tutto soggettivi (la durata del periodo refrattario, ad esempio, può variare molto da persona a persona e non indica necessariamente una disfunzione).
Se l’andrologo ha escluso cause organiche evidenti, può essere molto utile affrontare questi aspetti in un percorso psicologico-sessuologico, per comprendere meglio le dinamiche che intervengono durante l’intimità e lavorare sulla gestione dei pensieri che interferiscono con l’eccitazione e l’abbandono.
La sessualità è un processo complesso che non si esaurisce nella performance, ma coinvolge il modo in cui ci sentiamo, immaginiamo, ci lasciamo andare.
Un percorso mirato potrebbe aiutarla a vivere con più fiducia e piacere anche questa nuova fase della sua vita relazionale.
Resto a disposizione.
Buongiorno caro. Se la visita con l’andrologo non ha riscontrato particolari problemi si può escludere con una certa sicurezza, almeno come causa primaria, la presenza di disagi fisici. Conoscendo solo questa “finestra” che ci hai descritto si possono fare diverse notazioni riguardo i possibili motivi che hanno portato a questa situazione. Come hai detto tu stesso la presenza di pensieri intrusivi (specie proprio durante il rapporto), come paure, aspettative, preoccupazioni, ecc, è un influenza forte su tutti gli aspetti della sessualità. Parallelamente, il periodo refrattario varia da persona a persona e la sua lunghezza non è necessariamente un problema (un giorno è un periodo sicuramente lungo). Ci sono tanti altri aspetti da prendere in considerazione: il fatto che, da come dici, è la prima volta che sei in una relazione omosessuale dopo sole relazioni eterosessuali; la presenza di stress, stanchezza e umore basso e in generale fattori simili nelle altre aree di vita che spesso colpiscono la sfera sessuale; spesso la bisessualità non è un “50 e 50” (passami il termine), sia da un punto di vista affettivo che di eccitazione fisica; capire se è una situazione “nuova” o se hai sperimentato cose del genere altre volte anche può restringere il campo. A seconda del grado di disagio e di problema che ti crea tutto ciò puoi capire se vedere come si evolve la situazione, magari tenendo in considerazione gli aspetti che ti suggerivo, sperimentando un po’, oppure andare da un professionista. Se hai fatto già una consulenza andrologica, fare una consulenza psicologica/sessuologica può aiutarti sicuramente a completare il quadro. A disposizione, dott. Lorenzo Scarpitti.
Gentilissimo,
ti ringrazio per aver condiviso con noi i tuoi dubbi.
hai parlato di pensieri intrusivi, ma di che tipo di pensieri si tratta? Potrebbe essere utile iniziare ad individuare la tipologia di pensieri da te menzionati, per comprendere quali potrebbero essere i blocchi che percepisci.
E' importante però aver scongiurato possibili cause organiche.
Se hai desiderio di parlarne puoi scrivermi in chat! Sono a disposizione per eventuali chiarimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Claudia Cianchi
ti ringrazio per aver condiviso con noi i tuoi dubbi.
hai parlato di pensieri intrusivi, ma di che tipo di pensieri si tratta? Potrebbe essere utile iniziare ad individuare la tipologia di pensieri da te menzionati, per comprendere quali potrebbero essere i blocchi che percepisci.
E' importante però aver scongiurato possibili cause organiche.
Se hai desiderio di parlarne puoi scrivermi in chat! Sono a disposizione per eventuali chiarimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Claudia Cianchi
gentile pz, importante sarebbe poter approfondire la natura dei suoi pensieri intrusivi. Per quanto riguarda il periodo refrattario, generalmente si allunga con l'età, ma nel suo caso potrebbe essere dovuto più alla componente psicologica, visto che ha effettuato anche una visita andrologica. Cordiali saluti
La difficoltà di eiaculazione e la durata del periodo refrattario sono elementi che preoccupano moltissime persone. Se durante i rapporti riconosci la presenza di pensieri intrusivi significa che la parte psicologica della sessualità è ciò che attualmente ti crea più disagio. In questa situazione è bene contattare un sessuologo (uno psicologo specializzato nella sessualità) per poter affrontare insieme la problematica esplorandola a fondo in modo da dare significato a ciò che accade e trovare insieme strategie per gestirla/risolverla. Purtroppo spesso anche avere la fortuna di trovare un partner che ci mette a nostro agio non è sufficiente per risolvere problematiche personali e psicologiche
Cordialmente
Dottor Marhi Filippo
Cordialmente
Dottor Marhi Filippo
È molto positivo leggere che, dopo un percorso personale non semplice, sia riuscito ad accettare la sua bisessualità e che oggi viva questa parte di sé con serenità, in una relazione dove si sente accolto e libero di essere se stesso. È un traguardo importante, soprattutto considerando che ci è arrivato da solo. I miei sinceri complimenti. Sono felice per lei, davvero.
Rispetto alle difficoltà che descrive nella sfera sessuale, il fatto che la visita andrologica non abbia evidenziato problemi organici (e non abbia indicato esami più approfonditi) è un buon punto di partenza. Ciò che può richiedere visite approfondite a livello medico è la completa incapacità di avere un erezione. E non è il suo caso. Difficoltà nel raggiungere l’orgasmo, così come un periodo refrattario così lungo, riguardano generalmente una componente psicologica e non fisiologica.
In particolare, la fase del “plateau” (cioè quella di mantenimento dell’eccitazione e del raggiungimento dell'orgasmo) può essere influenzata da pensieri intrusivi o tensione da prestazione o aspettative che, anche se lievi, interferiscono con l’abbandono al piacere. È possibile che, trovandosi in una relazione nuova e in un contesto sessuale per lei in parte inedito, il corpo e la mente stiano ancora cercando un proprio equilibrio. Non c'è niente di male, nè nulla di grave. Ma comprendo la difficoltà e il disagio.
Ogni persona ha tempi e modalità diverse nel vivere l’eccitazione e il recupero, e in molti casi questi aspetti si regolano spontaneamente col tempo, con maggiore familiarità e rilassamento. Tuttavia, se nota che la difficoltà persiste o le crea preoccupazione, un confronto con uno psicologo o sessuologo potrebbe aiutarla a comprendere meglio come i suoi pensieri, le emozioni e le aspettative stanno influenzando la risposta sessuale, trovando strategie per viverla con maggiore naturalezza e piacere. Un cordiale saluto Dr. Matteo Lupi
Rispetto alle difficoltà che descrive nella sfera sessuale, il fatto che la visita andrologica non abbia evidenziato problemi organici (e non abbia indicato esami più approfonditi) è un buon punto di partenza. Ciò che può richiedere visite approfondite a livello medico è la completa incapacità di avere un erezione. E non è il suo caso. Difficoltà nel raggiungere l’orgasmo, così come un periodo refrattario così lungo, riguardano generalmente una componente psicologica e non fisiologica.
In particolare, la fase del “plateau” (cioè quella di mantenimento dell’eccitazione e del raggiungimento dell'orgasmo) può essere influenzata da pensieri intrusivi o tensione da prestazione o aspettative che, anche se lievi, interferiscono con l’abbandono al piacere. È possibile che, trovandosi in una relazione nuova e in un contesto sessuale per lei in parte inedito, il corpo e la mente stiano ancora cercando un proprio equilibrio. Non c'è niente di male, nè nulla di grave. Ma comprendo la difficoltà e il disagio.
Ogni persona ha tempi e modalità diverse nel vivere l’eccitazione e il recupero, e in molti casi questi aspetti si regolano spontaneamente col tempo, con maggiore familiarità e rilassamento. Tuttavia, se nota che la difficoltà persiste o le crea preoccupazione, un confronto con uno psicologo o sessuologo potrebbe aiutarla a comprendere meglio come i suoi pensieri, le emozioni e le aspettative stanno influenzando la risposta sessuale, trovando strategie per viverla con maggiore naturalezza e piacere. Un cordiale saluto Dr. Matteo Lupi
Buongiorno e grazie per questa condivisione. La situazione che descrive è molto comune e del tutto comprensibile, soprattutto considerando che sta vivendo per la prima volta una relazione omosessuale dopo precedenti esperienze eterosessuali. È evidente che abbia lavorato molto su se stesso e sulla propria sessualità, e questo è già un grande traguardo. Il fatto che con il suo partner ci sia dialogo, comprensione e rispetto reciproco è un punto di forza enorme: avere qualcuno accanto che non giudica e che la fa sentire a proprio agio è fondamentale per vivere il sesso in modo sereno.
La difficoltà a raggiungere l’orgasmo, pur provando piacere, non significa che ci sia qualcosa di fisicamente “sbagliato” in lei. Molto spesso il nostro cervello gioca un ruolo centrale: pensieri intrusivi, preoccupazioni su come si sta comportando o semplicemente l’ansia di “dover raggiungere l’orgasmo” possono rallentare o bloccare la risposta fisica. È normale che il piacere ci sia e l’erezione sia presente, ma che l’orgasmo sia più difficile da raggiungere.
Anche il periodo refrattario, cioè il tempo necessario dopo l’eiaculazione per tornare a un’erezione completa, varia molto da persona a persona. Alcuni riescono quasi subito, altri necessitano di ore o addirittura di più di un giorno, e questo è perfettamente normale. Stress, stanchezza, emozioni e anche la novità di una relazione giocano un ruolo importante.
Il fatto che la visita andrologica non abbia rilevato problemi fisici è molto rassicurante: il corpo funziona, e le difficoltà che descrive sono probabilmente legate all’adattamento della mente e del corpo a questa nuova esperienza sessuale. Il piacere che prova è reale, e con il tempo e la pratica, imparando a concentrarsi sulle sensazioni piuttosto che sull’obiettivo finale, la possibilità di raggiungere l’orgasmo in modo più naturale e soddisfacente aumenterà.
Quello che sta vivendo è un momento di scoperta e di adattamento, e il fatto che se ne renda conto e ne parli apertamente è già un grande passo. La chiave è la pazienza, la gentilezza verso se stesso e il continuare a vivere il piacere senza giudizio, accettando che ogni corpo e ogni mente reagiscono in modi diversi. Rimango a disposizione, un caro saluto.
La difficoltà a raggiungere l’orgasmo, pur provando piacere, non significa che ci sia qualcosa di fisicamente “sbagliato” in lei. Molto spesso il nostro cervello gioca un ruolo centrale: pensieri intrusivi, preoccupazioni su come si sta comportando o semplicemente l’ansia di “dover raggiungere l’orgasmo” possono rallentare o bloccare la risposta fisica. È normale che il piacere ci sia e l’erezione sia presente, ma che l’orgasmo sia più difficile da raggiungere.
Anche il periodo refrattario, cioè il tempo necessario dopo l’eiaculazione per tornare a un’erezione completa, varia molto da persona a persona. Alcuni riescono quasi subito, altri necessitano di ore o addirittura di più di un giorno, e questo è perfettamente normale. Stress, stanchezza, emozioni e anche la novità di una relazione giocano un ruolo importante.
Il fatto che la visita andrologica non abbia rilevato problemi fisici è molto rassicurante: il corpo funziona, e le difficoltà che descrive sono probabilmente legate all’adattamento della mente e del corpo a questa nuova esperienza sessuale. Il piacere che prova è reale, e con il tempo e la pratica, imparando a concentrarsi sulle sensazioni piuttosto che sull’obiettivo finale, la possibilità di raggiungere l’orgasmo in modo più naturale e soddisfacente aumenterà.
Quello che sta vivendo è un momento di scoperta e di adattamento, e il fatto che se ne renda conto e ne parli apertamente è già un grande passo. La chiave è la pazienza, la gentilezza verso se stesso e il continuare a vivere il piacere senza giudizio, accettando che ogni corpo e ogni mente reagiscono in modi diversi. Rimango a disposizione, un caro saluto.
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