Indirizzo

Via Antonio Pigafetta 40, Circoscrizione 1, Torino
Studio Privato (mappa)

Prossima data disponibile.:

Mostra l'agenda
Assegno, Bonifico, Contanti
339 580.....

Esperienze

Su di me

Psicologa psicoterapeuta gruppoanalista. Terapeuta EMDR - practitioner (livello esperto). Esperta in mindfulness clinica secondo il modello del Core P...

Mostra tutta la descrizione


Formazione

  • Università degli studi di Torino
  • Associazione Emdr Italia


Video


Competenze linguistiche

Inglese, Italiano

Recensioni dei pazienti

5

Punteggio generale
3 recensioni

  • Puntualità
  • Attenzione
  • Struttura e attrezzature
Paziente verificato
Presso: Studio Privato primo consulto psicologico

Ci siamo viste soltanto una volta, perciò é ancora troppo presto per fare una recensione completa. Ad ogni modo, la prima impressione é stata buona: la Dottoressa é stata puntuale, disponibile e molto attenta. Tornerò da lei nelle prossime settimane.
Stefania

Dott.ssa Mara Gallo

La ringrazio moltissimo


S
Paziente verificato

Gentilissima e molto disponibile. Consigliata a tutti. Anche molto attenta e scrupolosa. Molto affidabile.


A

Dalla dottoressa Mara Gallo ho trovato non solo molto compentenza, esperienza e professionalità, ma anche pazienza e gentilezza ed una buona dose di empatia. Nel complesso mi sono dunque trovata molto bene


Prestazioni e prezzi

Psicoterapia online


Via Antonio Pigafetta 40, Torino

Prezzo non disponibile

Studio Privato


Psicoterapia individuale

da 60 €


Via Antonio Pigafetta 40, Torino

da 60 €

Studio Privato


Colloquio psicologico

50 €


Via Antonio Pigafetta 40, Torino

50 €

Studio Privato


Mindfulness

55 €


Via Antonio Pigafetta 40, Torino

55 €

Studio Privato


Terapia immaginativa


Via Antonio Pigafetta 40, Torino

Prezzo non disponibile

Studio Privato


Parent training


Via Antonio Pigafetta 40, Torino

Prezzo non disponibile

Studio Privato


EMDR (Psicoterapia dei disturbi post-traumatici)

da 60 €


Via Antonio Pigafetta 40, Torino

da 60 €

Studio Privato

Recensioni dei pazienti

5

Punteggio generale
3 recensioni

  • Puntualità
  • Attenzione
  • Struttura e attrezzature
Paziente verificato
Presso: Studio Privato primo consulto psicologico

Ci siamo viste soltanto una volta, perciò é ancora troppo presto per fare una recensione completa. Ad ogni modo, la prima impressione é stata buona: la Dottoressa é stata puntuale, disponibile e molto attenta. Tornerò da lei nelle prossime settimane.
Stefania

Dott.ssa Mara Gallo

La ringrazio moltissimo


S
Paziente verificato

Gentilissima e molto disponibile. Consigliata a tutti. Anche molto attenta e scrupolosa. Molto affidabile.


A

Dalla dottoressa Mara Gallo ho trovato non solo molto compentenza, esperienza e professionalità, ma anche pazienza e gentilezza ed una buona dose di empatia. Nel complesso mi sono dunque trovata molto bene


Si è verificato un errore, riprova

Risposte ai pazienti

ha risposto a 21 domande da parte di pazienti di MioDottore


  • Domande su psicoterapia

    Salve, mi rivolgo a voi, gentili dottori, in quanto abito in un piccolo centro in cui non è presente alcuno specialista preparato in campo psicologico ed avendo ritmi frenetici di lavoro non posso recarmi in altre città con la frequenza che immagino implichi un percorso di tal genere.
    Ho 41 anni ed all’età di 23 ho avuto una gravidanza. Non entro nel dettaglio della mia vita in quel periodo e delle circostanze che avevano condotto all’evento. Il mio fidanzato era ben lieto, meno i miei genitori, sconvolti all’idea che io non avessi ancora terminato gli studi e che non avrei potuto impegnarmi nella costruzione di una vita professionale appagante e degna delle aspettative che avevano forse riposto in me, dati i miei brillanti risultati scolastici. Tuttavia, una volta deciso che avrei portato a termine la gestazione, mi hanno supportato in tutto e per tutto. Ancora grazie al loro supporto ho conseguito la laurea ed ho avuto anche la fortuna di superare un concorso ed avere un c.d. posto fisso nella P.A., anche se trattasi di un lavoro molto impegnativo e che implica che io tutti i giorni affronti molti km per raggiungere la mia sede. A 30 anni, nonostante il trauma del parto ancora molto presente, ho iniziato a riflettere sul fatto che avrei potuto provare a dare una sorella o fratello a mia figlia. Difatti l’idea che rimanesse unica mi rendeva malinconica. Inoltre desideravo vivere una esperienza differente dalla prima, segnata dal senso di colpa per aver deluso i miei genitori e dal costante timore di complicanze ( vivo da sempre con il terrore delle malattie). Ecco però che all’improvviso mio marito mi ha lasciato. Evito un excursus in quello che sarebbe un capitolo a sè, ma certo questo accadimento ha condizionato le mie successive scelte. Superato lo shock, affievolitasi la disperazione, ho trovato un nuovo equilibrio. Ed anche un nuovo compagno, dopo aver tra l’altro rifiutato di tornare insieme al mio ex che si era nel frattempo dichiarato pentito della scelta avventata. Quest’uomo, mio coetaneo, mi aveva colpito tra i diversi conosciuti allora, perché non appariva come uno dei soliti “assatanati”. Non aveva una donna a fianco, ma non sembrava cercarla ed i suoi atteggiamenti erano premurosi ma mai espliciti. Forse proprio questo suo essere sfuggevole mi aveva indotto ad interessarmi a lui. Tutto si è evoluto con estrema lentezza. Certo, io procedevo a piccoli passi, ma lui non premeva perché io accelerassi, pur dimostrandomi sempre grande affetto. Due anni fa abbiamo deciso di iniziare a convivere. In realtà lui prospettava da tempo tale ipotesi, ma proiettandola in un indefinito futuro, io tergiversavo perché avevo timore di una esperienza fallimentare. È però arrivato un momento in cui mi sembrava ridicolo che, a 40 anni suonati, ci vedessimo alle condizioni di due adolescenti. Dalla convivenza non ho avuto grosse sorprese e mia figlia, che pur trascorre quasi tutto il tempo dai nonni perché io, come dicevo, passo fuori casa quasi l’intera giornata, si è adattata bene alla situazione. Perché scrivo allora? Dopo questa lunga premessa eccomi al punctum dolens. Non so esiste una propensione innata alla maternità nè se la natura ci pungoli, quando il periodo fecondo sta per terminare, ma circa due anni fa ha iniziato a balenare nella mia mente un pensiero: e se provassi ad avere un figlio? L’idea faceva capolino ad intermittenza, magari allo scorgere una donna in attesa o nel partecipare alle vicende delle mie amiche alle prese con i tentativi di concepimento. Ma ormai, forse perché so di essere fuori tempo massimo, questi segnali sono diventati costanti. Sono combattuta: da un lato un equilibrio basato su abitudini e meccanismi collaudati. Cura della casa, lavoro, qualche gita, passeggiate, film, musica, palestra, una figlia quasi maggiorenne, un compagno che lavora ugualmente tanto. Ammesso anche che fosse possibile instaurare e portare a termine una gravidanza, un figlio è davvero ciò che desidero? O è solo la proiezione del timore del rimpianto o della fine della gioventù che vorrei rinverdire mettendo alla prova il mio corpo? Vivo in una routine che mi infonde sicurezza, ma è appunto una ripetizione di gesti e compiti sempre uguali. Per natura sono abitudinaria, non cerco i cambiamenti e non so davvero distinguere tra un desiderio dettato da una esigenza profonda e reale ed una sorta di capriccio. In questo contesto però un ruolo importante riveste l’uomo con cui ho una relazione. Sto iniziando a manifestare nei suoi riguardi insofferenza. Perché, mi domando, al di là di qualche sporadica frase come: “ e noi un bambino non lo facciamo?” non ha mai affrontato seriamente questo tema. Vero è che inizialmente lo stroncavo dicendo che io non desideravo altri figli, ma altrettanto vero è che lui non abbia mai insistito. Oppure, se gli rispondevo di essere troppo vecchia, se la cavava con una battuta “ ma se sembri una ragazzina...”. A volte mi scopro a fissarlo con una misto di rabbia e rancore. Perché non ha sentito il bisogno di avere un figlio con me? Forse se avesse manifestato questo desiderio avrei deciso con lui e con più serenità, anziché rimuginare tra me e me, covando sentimenti che non mi fanno stare serena. Ammetto che lui non dá grande peso alle parole mentre io ne attribuisco loro troppo, però non riesco a superare una sua esternazione. Qualche settimana fa camminavamo di fronte al mare in una bella giornata di sole. Ovunque bimbi vocianti, puntuale si è affacciato in me il solito tarlo. Paura di perdere la libertà di cui ora godo e della cui mancanza si lamentano le mamme con figli piccoli, ma nel contempo un afflato di creare una vita con il mio uomo. Io ho lo provocato e lui come suo solito ha replicato: “ potremo averlo anche noi un bambino” ed io “ sii onesto, neppure tu lo desideri davvero altrimenti ne avresti parlato con più convinzione”. Risposta che mi ha gelato:” hai ragione”. Il giorno dopo vado dalla ginecologa per un controllo. Lui mi chiama per sapere come sia andata ed io: “ ha detto che sono incinta”. Replica: “ sono contentissimo”. Io invece sono confusa. Non riesco a riprendere la mia vita normalmente perché queste sensazioni di disagio ed insoddisfazione mi attanagliano. Sono distratta e fredda nei riguardi della persona che ho accanto. Non so come affrontare questa strana fase esistenziale. Mi scuso per il racconto prolisso ma non è facile descrivere il mio stato d’animo. Grazie a chi vorrà aiutarmi.

    Buongiorno. Mi sembra in una fase della vita in cui si sta chiedendo cosa può ancora essere, diventare, cosa può lasciare andare, cosa importa e cosa no, in cui resta una forte spinta alla vita che vuole trovare una strada. Probabilmente vive una fase di transizione pur in momento in cui è ancora giovane, in forze, con molte risorse. E si percepisce come un senso di incompletezza e insoddisfazione, di cui deve comprendere la causa. E' stata forte nell'affrontare varie vicende della sua vita, anche nel tenere lontano un ex marito che già l'aveva ferita. Sa proteggere se stessa. Le sue domande sono acute, profonde, a volte tuttavia troppe domande possono confondere e far perdere disperdere la preziosità di momenti presenti unici, che comunque fanno parte della sua vita. Viste le sue competenze psicologiche ed emotive, come le hanno già indicato, potrebbe giovare di un percorso online, se non riesce di persona a rivolgessi a uno specialista.

    Dott.ssa Mara Gallo

  • Domande su Derealizzazione

    Buonasera, mi è stato diagnosticato un disturbo dissociativo di derealizzazione.Ora sono in cura da una psicoterapeuta e una cura farmacologica che mi ha dato la neurologa con la supervisione di uno psichiatra.La terapia farmacologica consiste in 1 pasticca di deniban al mattino e una alla sera.inoltre la sera assumo una compressa e mezza di citalopram.Continuo però ad avere la strana sensazione di non essere nella realtà.E' una sensazione continua che permane tutto il giorno e ogni tanto sfocia nell'ansia nell'angoscia più nera come se mi dovesse accadere qualcosa di brutto e non mi fa stare tranquilla. Qual è la terapia più indicata? Vanno bene questi farmaci o dovrei modificarli/aumentarli?Dovrei tornare a visita dallo psichiatra e farglielo presente?Ho notato inoltre che questi farmaci mi hanno creato problemi e disfunsioni sessuali.Passeranno?....Grazie

    Buonasera. Posso risponderle come psicoterapeuta. Per la parte farmacologica, posso solo aggiungere che è necessaria una forte alleanza con il medico che la segue perché definire la parte farmacologica in questi casi richiede attente valutazioni e variazioni se necessario. Quindi riferisca tutto al suo medico, tollerando che i farmaci necessitano di tempo. Se poi con la sua domanda chiede anche se sta seguendo la strada giusta nel suo percorso più in generale, le posso dire che abbinare la psicoterapia è fondamentale, al fine di reintegrare i vissuti corporei, rinforzare le risorse e le competenze, integrare gli aspetti dissociati della personalità, comprendere l’origine della difesa dissociativa. Il lavoro è impegnativo ma molto importante per lei. Buon lavoro!

    Dott.ssa Mara Gallo

Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.

Esperienze

Su di me

Psicologa psicoterapeuta gruppoanalista. Terapeuta EMDR - practitioner (livello esperto). Esperta in mindfulness clinica secondo il modello del Core P...

Mostra tutta la descrizione


Formazione

  • Università degli studi di Torino
  • Associazione Emdr Italia

Specializzazioni

  • Psicoterapia

Tirocini

  • ASL 1, Centro salute mentale, via Negarville, Torino. 1998/2000
  • EX Ospedale Psichiatrico, Collegno (To). 1996
  • ASL 1, Centro salute mentale, via Bertola, Torino. 1999/2001
Visualizza altre informazioni



Video


Competenze linguistiche

Inglese, Italiano

Account dei social media


Pubblicazioni e articoli

Pubblicazioni (1)