Buongiorno, ho 24 anni e sono stata da sempre una ragazza ansiosa, fin da bambina. Studio e lavoro.

Buongiorno, ho 24 anni e sono stata da sempre una ragazza ansiosa, fin da bambina. Studio e lavoro. Ultimamente sto soffrendo molto di ansia correlata all'emetofobia, riconosco di essere entrata in un circolo vizioso, è un periodo stressante, ho ansia e neanche me ne accorgo e da lì parte la nausea, quindi mi viene ancora più ansia, la paura di virus/congestioni, so che sta peggiorando soprattutto questo periodo, con gli sbalzi termici. Questa paura mi blocca a tal punto che in certi momenti non riesco a bere neanche acqua. Dopo che mangio resto in ansia almeno per due /tre ore. Cosa posso fare? Vi ringrazio in anticipo se leggerete.

69 risposte


Buongiorno, la sua emetofobia sicuramente limita la sua vita e aumenta il suo stato ansioso, ma le consiglio di chiedersi: cosa mi sta portando tutta questa ansia? Per esplorare questa domanda, le consiglio vivamente di intraprendere un percorso terapeutico con uno psicologo, ancora meglio uno psicoterapeuta per poter andare a cercare una risposta anche in quella bambina ansiosa. Spesso ci portiamo dietro dei tratti di preoccupazioni e paure, che arrivano in realtà dalla nostra famiglia, ma attraverso un percorso lei potrebbe riuscire a dare nuove spiegazioni a quelle ansie. Poter guardare con nuovi occhi ai significati delle ansie del passato, permette di poter gestire in modo diverso quelle del presente e, piano piano, imparare anche a gestire lo stress in modo diverso. Inizi questo viaggio dentro di sè e la sua storia con uno specialista, sarà il regalo più prezioso che fa a sè stessa, per quanto faticoso. In bocca al lupo. Rimango a sua disposizione. Dott.ssa Giulia Pastorino

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Buongiorno, comprendo perfettamente che la sua ansia stia aumentando conseguentemente alla percezione del senso di nausea che avverte. Si potrebbe indagare da quanto ha tali sintomi e se hanno avuto origine in un momento particolare della sua vita. La sua ansia è antica così come ci scrive. Ritengo che un lavoro psicoterapeutico che inizi ad indagare sulle origine emotive di tale ansia sia un buon percorso da intraprendere. La psicoterapia ad approccio bioenergetico lavora contemporaneamente sull'aspetto corporeo e i sintomi che avverte e sull'aspetto di portare in evidenza ciò che ha creato la sua ansia persistente. Se desidera sono a sua disposizione per un percorso. Cordiali saluti. Dott.ssa Alessandra Domigno


Buongiorno, le consiglio di intraprendere al più presto un percorso di psicoterapia per cercare di risolvere il suo problema principale, che da ciò che descrive sembra essere l'ansia, a prescindere dai sintomi che sono ad essa correlati. Quando l'ansia diminuirà anche gli altri sintomi tenderanno a sparire. Un caro saluto, dott. Mura


Buonasera, i sintomi si accentuano perché la condizione emotiva di fondo è probabilmente peggiorata. Intraprenda un percorso psicologico per poter rimettere in movimento la sua esistenza. Resto a disposizione. Dott.ssa Camilla Ballerini


Buonasera, l'ansia è un segnale che c'è qualcosa nella nostra vita che "non va" e che noi ci rifiutiamo di vedere/provare. In particolare, l'ansia copre benissimo le emozioni che reprimiamo e che riemergono sotto forma di sintomi, anche somatici, come la sua nausea. Sicuramente un percorso su sé stessa potrà aiutarla a conoscersi di più e a dare un senso alle sensazioni che sta provando.


Salve, Mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto ciò possa essere impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico alla fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti e motivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare Quei pensieri rigidi disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato. Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale traumatico Connesso con la genesi della Sofferenza in atto. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL


Gentile utente, immagino che questa forte ansia e fobia specifica stia diventando invalidante in vari aspetti della sua vita. Lo so che non è bello sentirsi bloccata in questo circolo vizioso. Un trattamento cognitivo-comportamentale potrebbe essere una soluzione al suo disagio. E' un approccio psicoterapeutico molto pratico e concreto, la persona impara delle tecniche specifiche su tre fronti: emozioni, pensieri e comportamenti. Immagino che questa situazione stia diventando motivo di rinunce sociali e personali, proprio per questo le consiglio di intraprendere un percorso di terapia per stare bene. Spero di averle dato uno spunto di azione e di riflessione, per ulteriori domande mi può contattare anche online. Buona serata Dott.ssa Melania Filograna


Salve buonasera grazie per la condivisione e la possibilità di darle supporto. Per curare l’emetofobia si presentano varie soluzioni. Per alleviare i sintomi è possibile ricorrere alla cura farmacologica o a rimedi naturali come l’uso di limone, menta o zenzero, ma anche di tisane al tiglio e melissa. Per superare la paura del vomito intervenendo sulle cause che l’hanno scatenata, avrei piacere di darle supporto iniziando un percorso terapeutico efficace e concentrato. ‍ Le vorrei somministrare dei test specifici per l’emetofobia, indagare le cause scatenanti dei sintomi, quali paure inconsapevoli nasconde la paura di vomitare e scegliere il trattamento più idoneo per il singolo lei. Resto a sua disposizione per una consulenza on-line. Cordialmente Dott.ssa Bachiorri Sara


Gentilissima, grazie per aver qui condiviso... Le paure (fobie comprese) il più delle volte si manifestano per segnalarci che qualcosa, dentro di noi, ha bisogno di essere ascoltato... Dal momento che ogni persona è unica, il senso di questi sintomi, nel suo caso specifico, andrebbe esplorato in un luogo protetto quale è quello della psicoterapia, e un approccio di tipo psicosomatico potrebbe giovarle. Spero di esserle stata d'aiuto, resto a disposizione anche online Un caro saluto Dr. Eliana Nola


Gentile utente, capisco che debba essere un periodo stressante e difficile da attraversare. Sintomi di questo tipo di solito sono solamente la componente osservabile di una realtà psichica più vasta e complessa. Le consiglierei di rivolgersi ad uno specialista per essere ascoltata nel suo disagio in modo più adeguato. Cordialmente, DR


Buon pomeriggio, mi dispiace per il disagio che sta vivendo, le consiglio di rivolgersi ad un professionista per iniziare un percorso psicologico, che la posso aiutare a gestire la sua ansia. Sono a disposizione, anche online, le auguro una buona giornata, dottoressa Nibbioli.


Cara utente, immagino quanto sia pesante per lei afforntare tutte queste paure, immagino anche che a volte la sensazione che prova è quella di non riuscire a sostenere da sola tutto questo. Potrebbe pensare di trovare un luogo in cui contenere e condividere queste sue preoccupazioni, un luogo in cui potersi concedere di affidarsi all'altro. Dottoressa Maurizia Gottardo.

Dott.ssa Maurizia Gottardo

Dott.ssa Maurizia Gottardo

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Salve, prima di tutto grazie mille di aver condiviso con noi questo suo stato emotivo. L'ansia è la risposta del nostro organismo che si attiva di fronte ad un potenziale pericolo. Ciò che è pericoloso per noi, è molto soggettivo e cambia da persona a persona. Tutto ciò può essere affrontato e svelato all'interno di un percorso di terapia, dove sarà possibile creare delle strategie funzionali alla gestione di quest'ansia, oltre che alla costruzione di un benessere che vada di pari passo con la sua vita. Sarebbe uno spazio solo per lei alla scoperta di se stessi. In caso volesse, io sono a completa disposizione, in presenza ma anche Online. Dott. Matteo De Nicolò


Buongiorno gentile utente. Il supporto di uno specialista può essere utile per superare questa fobia (specifica) attraverso una terapia che sarà pensata ed elaborata insieme a lei e per lei, se poi persistesse, sarà ancor più utile un percorso di psicoterapia. Rimango a disposizione, anche online, Dott.ssa M. Costantini.


Salve, comprendo le ragioni del suo disagio e ne sono dispiaciuto. Tuttavia qualsiasi ipotesi formulata sulla base delle sole informazioni presenti nel suo scritto sarebbe a mio avviso riduttivo a fronte di una situazione complessa come la sua (tutte quelle che riguardano il vissuto umano lo sono). La invito per questo a contattarmi in privato, anche con un semplice messaggio se vuole; mi limiterei a farle solo qualche ulteriore domanda in modo da offrirle una consulenza più accurata. Cordiali saluti Dott. Antonio Panza.

Dott. Antonio Panza

Dott. Antonio Panza

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Gentile Utente, Si faccia seguire da uno psicologo per approfondire. Un Caro Saluto Dott.ssa Florianna Dattolo


Buongiorno, mi dispiace molto per questa situazione, dev'essere complessa da gestire e faticosa. L'ansia a volte è funzionale e ci permette di svolgere alcuni compiti che non faremmo diversamente. Tuttavia, è importante andare a indagarla nel momento in cui diventa invalidante. Con invalidante intendo nel momento in cui condiziona la nostra vita, ci limita e non ci permette di fare ciò che vorremmo. Nel momento in cui viene esclusa una causa medica (organica), significa che quell'ansia è un segnale che il suo corpo le sta mandando di qualcosa che non va. Penso sia importante andare a guardare quell'ansia lì, per evitare che questi circoli viziosi si intensifichino e siano poi difficili da modificare. Le auguro il meglio, Saluti, Dott.ssa Rota


Gentile utente, capisco quanto questa problematica che lei riporta sia difficile da gestire nella vita di tutti i giorni. Sarebbe opportuno cominciare un percorso psicologico per andare ad approfondire le cause e i significati che l'emetofobia ha per lei. Resto a disposizione e le auguro una buona giornata Dott.ssa Beatrice Taveggia


Gentile utente, caspita che situazione difficile che sta vivendo! Convivere con questi sintomi e la paura che arrivino o peggiorino dev'essere davvero faticoso. E' senza dubbio un circolo che si auto alimenta e per questo motivo le suggerisco di rivolgersi ad uno Psicologo-Psicoterapeuta per affrontare le motivazioni che la portano a stare così male. Sono certa che vedrà presto dei buoni risultati. Un caro saluto. Dott.ssa Emanuela Graziano


Buongiorno, purtroppo è un caso che necessita di supporto psicologico urgente. So che è scontato ma se posso consigliare qualcosa di più specifico direi che serve uno psicologo specializzato in approccio cognitivo-comportamentale (con mira alle fobie) o in approccio strategico breve. Mi faccia sapere nel caso come sta andando.


Buonasera cara . La invito a prendere contatto piu da vicino con questo suo malessere proprio concedendosi uno spazio adeguato di cura sostegno ,supporto , amorevolezza e accoglienza di se e di cio che porta come stato ansioso per poter osservare cosa c e ' oltre , e attraverso questo suo stato ansioso che dal suo racconto sembra sia divenuto adattivo per lei . Sono disponibile per ulteriori approfondimenti anche online. Cordialmente . dr.ssa Alessandra Petrachi


Cara utente, immagino che questo stato perenne di ansia sia molto invalidante per lei e non le faccia vivere la sua vita serenamente come vorrebbe. Per questo motivo è importante che lei chieda aiuto e si rivolga ad un professionista della salute mentale e si faccia seguire per comprendere cosa le sta segnalando quest'ansia. Data la sua sintomatologia mi permetto di consigliarle un professionista con approccio cognitivo-comportamentale. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Un caro saluto, Dott.ssa Federica Moro


Gentile utente, immagino che stia attraversando un momento molto difficile. Mi sento di consigliarle di intraprendere un percorso di psicoterapia per cercare di risolvere la sua difficoltà. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Un caro saluto. Dott.ssa Federica Belluccio


Cara utente, ti ringrazio per aver condiviso il tuo vissuto e la tua storia, dalle tue parole si percepisce che stai attraversando un momento difficile. In tutta sincerità, rispondere alla tua domanda non è facile in quanto non conosco approfonditamente la tua storia e i tuoi vissuti. Un consulto psicologico potrebbe essere un modo efficace per affrontare le sfide che stai vivendo e lavorare insieme per trovare delle soluzioni. Se ti va, possiamo iniziare un percorso psicologico insieme attraverso la videoconsulenza online, sarei felice di aiutarti a trovare le risposte che stai cercando e di sostenerti. Ti aspetto con piacere e se posso esserti d’aiuto resto a tua disposizione. Un saluto caloroso, Dott.ssa Chiara Esposito.


Gentile, seguo con attenzione la sua sofferenza in merito alla situazione nella quale si trova. Per rispondere al meglio alle sue domande e dubbi bisognerebbe approfondire innanzitutto i suoi modi di essere, fondamentali per comprendere come lei si posiziona nelle situazioni in cui vive e come si sviluppano certe fobie specifiche. Un percorso di psicoterapia, infatti, è utile per ricondurre la sofferenza ad un contesto personale, approfondire e conoscere al meglio i suoi modi di essere, solo in tal caso si può impostare un cambiamento per lei efficace. Rimango a disposizione se vorrà crearsi un suo spazio personale di ascolto e supporto per gestire e comprendere al meglio questa situazione.


Mi dispiace sentire che a 24 anni la sua vita è così limitata dalle paure. La paura d'altronde è una delle quattro emozioni di base quindi fondamentale nella nostra vita ma se supera una certa soglia diventa un enorme ostacolo al proprio benessere e alla possibilità di vivere "serenamente", come quello che immagino sta provando ora. Ma la mia domanda è un'altra: lei sta cercando un consiglio per autoaiutarsi e mettere un cerotto temporaneo o è intenzionata a farsi guidare e risolvere definitivamente questi pesi che le rallentano la vita?


Buongiorno, sembra che i suoi sintomi sono abbastanza invalidanti nelle sue giornate. Quando può, le consiglio di chiedere un supporto psicologico


Buongiorno, ogni sintomo che abbiamo è un messaggero di qualcos'altro che spinge alla nostra coscienza per farsi sentire. Così fa l'ansia, e così la nausea. Indaghi dentro se stessa, facendosi guidare da qualcuno a cui sente di potersi affidare. Dobbiamo solo imparare ad ascoltare i nostri sintomi...e poi ci faranno meno paura


Buongiorno signora. Da quanto leggo l'ansia che avverte è sicuramente collegata a qualche fattore che a livello cosciente non riesce ad identificare. Ha provato a rivolgersi ad uno specialista per un eventuale percorso di mindfulness? questa tecnica antica può portare a grandi benefici se praticata con costanza. Spero di esserle stata utile. Mi tenga aggiornata.


Gentile utente, ti ringrazio per aver condiviso con noi il disagio che stai vivendo. Nonostante ti descrivi come una ragazza che è sempre stata ansiosa, in questo momento della tua vita l'ansia sta condizionando in modo eccessivo le tue giornate, limitando la tua vita. I sintomi sono segnale di qualcosa, una spia che si accende per "obbligarci" a vedere, allo stesso modo l'ansia che stai vivendo vuole avvertirti che c'è qualcosa su cui porre attenzione. Sarebbe importante approfondire questo malessere, individuare le cause dell'ansia per permetterti di tornare a vivere la vita che meriti. Resto in attesa per qualsiasi chiarimento, Dott.ssa Martina Marcelletti


Buongiorno, le suggerisco di iniziare un percorso paicologico quabto prima. Sia l'ansia sia la fobia può essere risolta ma è necessario individuarne la causa, soprattutto se la pervade da così tanto bene. Si permetta di prendirsi cura di lei, se lo merita. Resto a disposizione. Un caro saluto


Gentile utente, visto che la sua ansia è fortemente connessa con una percezione corporea, la invito a prendere in considerazione un percorso Mindfulness che potrebbe essere utile per gestire l'ansia sia da un punto di vista psicologico che da un punto di vista più fisico/fisiologico. Se ha necessità di ricevere delle informazioni più dettagliate, si senta libera di contattarmi. Cordialmente,


Salve, solitamente l'ansia serve a metterci in guardia da quella che consideriamo una minaccia e, da ciò che ha scritto, quest'ultima sembra non essere chiara. Proprio per questa ragione potrebbe essersi instaurato il circolo vizioso che ha raccontato. Ciò che la potrebbe più aiutare in questo momento è rivolgersi ad un terapeuta per esplorare insieme l'origine di questa ansia, che la accompagna da molti anni ormai. Un caro saluto.


Gentile Utente, la ringrazio per la condivisione di questi elementi di sofferenza che impattano così significativamente sulla sua vita e sul suo benessere. Per ancora meglio comprendere l'origine di tale sofferenza, sarebbe auspicabile l'inizio di un percorso psicologico che possa aiutarla nel comprendere quest'ansia e per interrompere il circolo vizioso che ha fotografato, rendendola maggiormente protagonista della sua vita. Resto a disposizione per dubbi e/o domande. Cordialmente, Dott.ssa Rocco

Dott.ssa Elisa Rocco

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Cara Utente, intanto grazie per aver condiviso ciò che da tempo vivi. Potrebbe essere estremamente utile intraprendere un percorso terapeutico, che consenta di indagare l'origine di questi sintomi. Un caro saluto Dott.ssa Giulia Di Bartolo


Ciao, mi dispiace sentire che stai attraversando un periodo così difficile a causa dell'ansia e dell'emetofobia. È importante affrontare questa situazione e cercare aiuto per superare queste paure che stanno influenzando la tua vita quotidiana. Ti consiglio di rivolgerti a uno psicologo o uno psichiatra specializzato nel trattamento dell'ansia e delle fobie, che potrà aiutarti a comprendere meglio le tue paure e ad affrontarle in modo efficace. Potresti anche valutare la possibilità di intraprendere un percorso di terapia psicologica che è particolarmente efficace nel trattamento dell'ansia e delle fobie. Inoltre, potresti anche considerare di praticare tecniche di rilassamento come la meditazione, lo yoga o la respirazione profonda, che possono aiutarti a gestire lo stress e l'ansia in modo più efficace. Ricorda che è importante cercare aiuto e non affrontare da sola queste difficoltà. Parlarne con un professionista ti aiuterà a trovare delle strategie per affrontare le tue paure e a sentirsi meglio. Sono certa che con il giusto supporto potrai superare questa fase difficile e ritrovare la serenità. Buona fortuna e rimango a tua disponibilità per un eventuale colloquio conoscitivo. Dott. Cordoba


Buongiorno, ho letto la sua richiesta con attenzione, il malessere che avverte ha radici antiche ed è un messaggio costante che la invita a compiere una trasform…azione nella sua vita. Ho incontrato diverse volte dinamiche simili alla sua in cui i segnali del corpo sono stati ignorati nell’attesa che svanissero da soli. Lavoro attraverso l’arteterapia per aiutare l’elaborazione dei vissuti emotivi e utilizzo anche tecniche di mindfulness, rilassamento per la gestione dello stress, dell’ansia e della depressione che possono aiutarla. Dalla sua descrizione emergono tanti aspetti importanti che andrebbero indagati, se desidera possiamo approfondire iniziando da una prima consulenza online o in studio. Grazie per la ricchezza della sua condivisione. Dott.ssa Valentina Zoccali


Mi dispiace molto che tu stia vivendo questo periodo difficile. L'ansia e l'emetofobia possono essere debilitanti, ma ci sono diverse strategie che puoi adottare per gestire questi sintomi e migliorare la tua qualità della vita. Ecco alcuni suggerimenti pratici: Strategie di Autogestione Tecniche di Respirazione e Rilassamento Respirazione Diaframmatica: Respira profondamente dal diaframma, non solo dal petto. Inspira lentamente per quattro secondi, trattieni il respiro per sette secondi, ed espira lentamente per otto secondi. Progressive Muscle Relaxation (Rilassamento Muscolare Progressivo): Tensiona e rilassa i vari gruppi muscolari del tuo corpo, partendo dai piedi e risalendo fino alla testa. Gestione dell'Alimentazione Piccoli Pasti Frequente: Mangia piccoli pasti frequenti anziché tre grandi pasti al giorno per ridurre la possibilità di nausea. Cibi Neutri: Scegli cibi facili da digerire e che non aggravano la tua ansia. Evita cibi troppo pesanti, grassi o speziati. Idratazione: Bevi piccole quantità di acqua frequentemente per evitare la disidratazione senza sentirti sopraffatta. Riconoscere e Interrompere il Circolo Vizioso Monitoraggio dell'Ansia: Tieni un diario dell'ansia per identificare i trigger specifici. Questo può aiutarti a riconoscere quando l'ansia sta aumentando e adottare misure preventive. Tecniche di Distrazione: Trova attività che ti distraggano e ti rilassino, come leggere, ascoltare musica, fare una passeggiata o praticare hobby che ti piacciono. Creazione di un Ambiente Calmo Riduzione degli Sbalzi Termici: Vestiti a strati per gestire meglio le variazioni di temperatura. Evita ambienti troppo caldi o troppo freddi. Ambiente di Lavoro e Studio: Crea uno spazio tranquillo e organizzato per ridurre lo stress. Supporto Professionale Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) La CBT è molto efficace per trattare l'ansia e le fobie specifiche. Un terapeuta può aiutarti a identificare e modificare i pensieri negativi e i comportamenti che alimentano la tua emetofobia. Terapia dell'Esposizione Questa tecnica ti aiuta a confrontarti gradualmente con le tue paure in un ambiente controllato, riducendo l'ansia associata a esse. Tecniche di Mindfulness e Meditazione La mindfulness può aiutarti a rimanere presente e a gestire l'ansia quando emerge. Esistono molte app e risorse online che possono guidarti nella pratica della mindfulness. Consultazione Medica Parla con il tuo medico di base o uno specialista in salute mentale per discutere le opzioni di trattamento. In alcuni casi, può essere utile considerare anche il supporto farmacologico. Risorse Aggiuntive Gruppi di Supporto Partecipare a gruppi di supporto (anche online) può essere utile per condividere esperienze e strategie con persone che affrontano problemi simili. Educazione sull'Ansia Informati di più sull'ansia e sull'emetofobia. Comprendere meglio il tuo problema può ridurre il senso di impotenza e fornire nuove strategie per affrontarlo. Passi Successivi Valutare il Livello di Supporto Necessario Valuta se è il momento di cercare un supporto professionale. Anche una breve consulenza con un terapeuta può fare una grande differenza. Implementare le Strategie Sperimenta diverse strategie di autogestione per trovare quelle che funzionano meglio per te. La combinazione di più approcci spesso è la più efficace. Stabilire Routine Salutari Mantenere una routine quotidiana che include esercizio fisico regolare, alimentazione sana e tecniche di rilassamento può aiutarti a gestire meglio l'ansia. Ricorda che è normale avere bisogno di tempo per trovare le strategie giuste e che non sei sola in questo percorso. Se hai ulteriori domande o hai bisogno di ulteriori consigli, non esitare a chiedere.


Gentile, capisco quanto l'ansia possa essere per te debilitante, in quanto se non ascoltata nel tempo può' diventare profondamente pervasiva e comincia a parlarci attraverso i più' svariati sintomi fisici. E' importante comprendere che l'ansia non e' di per se' nostra nemica, ma un messaggio di cui fatichiamo ad accorgerci. Attraverso il sostegno di un professionista puoi imparare diverse tecniche di respirazione, di presenza e in generale di gestione dei sintomi. Sapere come l'ansia funziona e si muove nel corpo e nella mente può' aiutarti, inoltre, a sentirti meno sola in quel turbinio di emozioni che spesso sembrano travolgerci. Rimango a disposizione per ogni necessita'. Dott.ssa Alessia De Lucia


Buonasera, prima di tutto comprendo quanto possa essere difficile affrontare la vita quotidiana con i sintomi che descrive. Le consiglierei di intraprendere un percorso psicologico, le farà bene per conoscere il perché di tale sintomatologia e per eliminare o almeno diminuire i sintomi invalidanti che descrive. Se ne avesse la necessità sono a sua disposizione per un percorso di terapia di tipo relazionale integrata (anche online) con tecniche (evidence-based) personalizzate in base al paziente, ai suoi bisogni ed obiettivi. Dott.ssa Susanna Scainelli


Salve, potrebbe essere interessante per lei iniziare con un processo di scoperta delle origini relative alla sua ematofobia. Con gradualità é importante che possa appropriarsene elaborarle e dare senso al suo disagio. In questo modo potrà andare avanti in modo compiuto con la sua vita. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli


concordo con i colleghi


Salve, comprendo profondamente la tua sofferenza. L'emetofobia, ovvero la paura del vomito, può innescare un circolo vizioso di ansia e sintomi fisici come la nausea, che a sua volta alimenta l'ansia stessa. È importante sapere che non sei sola e che esistono strategie efficaci per affrontare questo problema. Dalle tue parole emerge un quadro di ansia significativa che impatta sulla tua vita quotidiana, limitando persino l'assunzione di acqua e generando ansia post-prandiale. Questo disagio merita attenzione professionale. Ti incoraggio a intraprendere un percorso psicologico. Tale percorso può aiutarti a identificare le cause dell'ansia, gestire l'ansia, modificare i pensieri catastrofici legati al vomito.


Buongiorno, Mi sembra di capire che sta vivendo un momento davvero difficile, dove l'ansia e la paura si sono intrecciate in un circolo vizioso che sta influenzando profondamente la sua quotidianità. La consapevolezza che ha riguardo alla situazione è un passo molto importante, e riconoscere che questa condizione sta peggiorando in periodi di stress è un segno di grande autoconsapevolezza. Tuttavia, mi sembra che, nonostante gli sforzi, sia difficile interrompere da sola questo circolo vizioso. In situazioni come questa, potrebbe essere molto utile intraprendere un percorso con uno psicologo, che possa aiutarla a esplorare più a fondo le radici dell'ansia e della paura, e a sviluppare strumenti efficaci per gestirle. Capisco che possa sembrare un passo difficile, ma prendere la decisione di chiedere aiuto è un gesto di grande forza, e potrebbe essere l'inizio di un percorso di crescita che porterà beneficio alla sua qualità di vita a lungo termine. Le auguro di cuore di trovare il supporto di cui ha bisogno per affrontare al meglio questa situazione. Se lo desidera, sono a disposizione per ulteriori informazioni.


buonasera, mi dispiace per la sua sofferenza, le consiglio di intraprendere un percorso psicologico con degli specialisti che si occupino di ansia. L'ansia e lo stress possono essere gestiti in diversi modi e con ottime possibilità di riscontro positivo. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla anche nella risoluzioni di fastidi fisici relativi all'ansia e allo stress, i circoli viziosi possono essere sostituiti pian piano da circoli virtuosi.


Salve, Capisco quanto possa essere frustrante e debilitante vivere con l'ansia legata all'emetofobia, il fatto che lei sia consapevole di questo meccanismo è già un passo importante, perché significa che ha la lucidità per riconoscere il problema e poterlo affrontare. L'emetofobia, può avere un impatto significativo sulla vita quotidiana, portando a evitare certi cibi, situazioni o persino a limitare l'assunzione di liquidi. Spesso, questa fobia è strettamente connessa all'ansia e può essere esacerbata da periodi di stress. Un approccio psicoterapeutico e nello specifico una terapia cognitivo comportamentale può essere utile per affrontare questo tipo di fobia, poiché aiuta a ristrutturare i pensieri disfunzionali e ad affrontare gradualmente la paura. Inoltre può essere utile attraverso la psicoterapia acquisire delle tecniche di gestione dell'ansia (esercizi di respirazione, rilassamento muscolare progressivo o minfulness). Il corpo può manifestare sintomi di stress in molti modi, compresa la nausea, ma riconoscerli come effetti dell’ansia può aiutarla a ridurne l’intensità. Non è sola in questo percorso e con il giusto supporto è possibile spezzare questo circolo vizioso. Valutare un aiuto professionale potrebbe fare la differenza nel ritrovare serenità nel quotidiano. Un caro saluto.


Buongiorno il mio consiglio è quello di rivolgersi ad uno psicologo per poter ragionare sulla sua situazione e capire da dove nasce - specie in quanto si definisce ansiosa fin da bambina. Cordialmente Dott.ssa Silvia Caruso

Dott.ssa Silvia Caruso

Dott.ssa Silvia Caruso

psicologo

Palazzolo sull'Oglio

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Buongiorno, comprendo quanto possa essere difficile convivere con l'ansia e con la sua manifestazione fisica, come la nausea e la paura di vomitare (emetofobia). Questo circolo vizioso, che parte dall'ansia e porta ad un aumento dei sintomi fisici, è un tratto comune dell'ansia, ma è possibile spezzarlo con un percorso terapeutico mirato. Le consiglio di considerare un percorso che può aiutarla a identificare e modificare i pensieri che alimentano l'ansia e la paura. Attraverso tecniche di esposizione graduale, potrà affrontare la paura di vomitare in modo sicuro e controllato, riducendo la risposta ansiosa. Inoltre, potrebbe trarre beneficio da alcune tecniche di rilassamento come la respirazione profonda o la mindfulness, che la aiutano a ridurre il livello di ansia in situazioni stressanti. Se ha bisogno non esiti a contattarmi.

Dott.ssa Anna Bruti

Dott.ssa Anna Bruti

psicologo clinico

San Benedetto del Tronto

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Salve, una delle conseguenze fisiche dell'ansia è proprio quella sul sistema digestivo, innescando quel circolo che lei ha ben descritto. Le consiglio di affrontare il problema con un terapeuta che saprà intervenire sulla sintomatologia ansiosa.


Gentilissima, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Comprendo quanto possa essere difficile riuscire a gestire lavoro e studio con un livello di ansia così elevato. La condizione da lei descritta può essere estremamente invalidante ed è normale che lei si senta preoccupata. L'ansia può generare sintomi fisici e questi a loro volta acuiscono la paura, per questo mangiare o bere possono diventare momenti molto stressanti. Mi sembra però che sia in grado di cogliere le emozioni e i meccanismi che si attivano dentro di lei. Direi che è proprio da questa consapevolezza che si può partire per iniziare un percorso psicologico di cambiamento. Penso potrebbe esserle utile uno spazio in cui esplorare in maniera più approfondita queste difficoltà. Spero di esserle stato di aiuto, Dott. Daniele Migliore


Buongiorno, le voglio manifestare la mia vicinanza per questo momento delicato e la invito a prendere in considerazione l'idea di intraprendere un percorso di sostegno psicologico. Potrà così parlare di questo suo vissuto e capire come attraversarlo. Non esiti a contattarmi

Dott.ssa Camilla Negri

Dott.ssa Camilla Negri

psicologo

San Nicolò a Trebbia

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Gentile, la ringrazio per aver condiviso con sincerità il suo vissuto e le difficoltà che sta affrontando in relazione all’ansia e all’emetofobia. Comprendo quanto questo circolo vizioso di paura, ansia e sintomi fisici possa essere debilitante e influire negativamente sulla sua qualità di vita. L’emetofobia, ossia la paura intensa e persistente di vomitare, può generare un forte stato di allerta e tensione che si alimenta da sé, rendendo difficile interrompere questo meccanismo. È importante riconoscere che si tratta di un disturbo che può essere affrontato efficacemente attraverso un percorso terapeutico mirato. Un approccio psicologico, come la terapia cognitivo-comportamentale, è tra i trattamenti più efficaci per lavorare sulle paure specifiche, ridurre l’ansia e modificare i pensieri e i comportamenti che mantengono il circolo ansioso. Inoltre, un lavoro graduale di desensibilizzazione e gestione dell’ansia può aiutarla a riprendere fiducia nelle sue capacità e a migliorare la qualità della sua vita quotidiana. Le consiglio di rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta esperto in disturbi d’ansia, che possa accompagnarla in questo percorso di recupero e supportarla nel ritrovare equilibrio e benessere. Resto a disposizione per ulteriori informazioni o per aiutarla a individuare un percorso di supporto adeguato. Cordiali saluti, Aurora


Cara ragazza sono proprio le emozioni negative dei tuoi pensieri legati al vomito. Tu stessa parli di un periodo di ansia e stress, ti sei chiesta il perché? Forse hai bisogno di una vacanza ed organizzare al meglio la tua quotidianità, è soprattutto il riposo e rilassandoti a trovare il giusto equilibrio per il corpo e la mente. Pensa prima alla tua salute e poi il resto viene da solo, al primo posto ci sei tu. Auguri cara ragazza


Gentile ragazza, intanto grazie per aver condiviso tutto questo, non è facile parlare apertamente di ansia ed emetofobia, e il fatto che lo stia facendo è già un passo molto importante. Le suggerisco di intraprendere un percorso psicologico, così da esplorare più a fondo la situazione e affrontare i pensieri e le emozioni legati ad essa, con l’obiettivo di trovare maggiore serenità. Resto a disposizione per consulenze online. Un caro saluto, Dott.ssa Valentina De Chiara


Buongiorno, da ciò che racconta emerge quanta fatica stia vivendo nel convivere con l’ansia e la paura di stare male. È comprensibile che, trovandosi in un periodo di stress, il corpo reagisca con sintomi come la nausea, che a loro volta alimentano ulteriormente l’ansia. L’emetofobia può instaurare proprio questo circolo difficile da interrompere: più si teme di avere sintomi, più l’attenzione si concentra sul corpo, e la tensione aumenta. Può essere utile provare a rallentare, ascoltare i segnali del corpo con curiosità anziché timore, e dedicarsi ad attività che la aiutino a rilassarsi e a distrarre la mente nei momenti di maggiore paura. Anche parlare di ciò che prova con uno specialista può alleggerire il peso e farle capire da dove originano stress e ansia. Un caro saluto


Buongiorno, la ringrazio per la condivisione. Comprendo quanto tutto questo sia difficile da gestire. Il meccanismo che descrive riguarda un meccanismo tipico dell’ansia che porta a una paura anticipatoria. Questo genera nel suo corpo uno stato ansiosi che si manifesta a livello fisico con gli stessi segnali che vorrebbe evitare. Le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia per approfondire i meccanismi dell’ansia, lavorare sui pensieri anticipatori e per regolare quei momenti al fine di interrompere il circuito dell’ansia. Cordiali saluti


Buongiorno, da quello che descrive emerge molta consapevolezza di ciò che sta vivendo, e questo è già un passo importante. L’emetofobia può inserirsi in un circolo ansia–sintomi fisici che tende ad autoalimentarsi, soprattutto nei periodi di maggiore stress. Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio questo meccanismo e a trovare strategie per interromperlo, recuperando gradualmente serenità e fiducia nel suo corpo. Un caro saluto. Dott.ssa Elena Sassi


Salve, grazie per aver condiviso la sua situazione personale. un’ansia di fondo presente da sempre, e in questo periodo stressante si è agganciata a una paura specifica: l’emetofobia. Quello che descrive è un circolo vizioso tipico: stress + ansia (spesso non percepita consciamente) il corpo reagisce → nausea la nausea attiva la paura di vomitare / stare male la paura aumenta l’ansia l’ansia peggiora la nausea il corpo “impara” che mangiare, bere, le sensazioni fisiche = pericolo. Non è immaginazione. È condizionamento. l’ansia sta guidando il comportamento, non solo le sensazioni. La nausea che provi non è pericolosa, ma la paura la rende dominante. Il tuo sistema nervoso è in iper-protezione costante. Iniziando un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può darle sostegno e strategie mirate per affrontare in modo più sano e consapevole lol stato ansioso. Resto a disposizione.


Buongiorno, la ringrazio per aver descritto con tanta chiarezza ciò che sta vivendo. Quello che racconta è molto coerente con il funzionamento dell’emetofobia: si crea un circolo vizioso in cui l’ansia genera nausea, la nausea viene interpretata come un segnale di possibile malessere, e questo aumenta ulteriormente l’ansia. Il corpo entra così in uno stato di allerta costante. Il fatto che l’ansia sia presente fin dall’infanzia indica una vulnerabilità di base, che nei periodi di maggiore stress (studio, lavoro, cambi di stagione) può intensificarsi. Non è un “capriccio” né una debolezza: è un meccanismo ansioso che si è strutturato nel tempo. Il comportamento che descrive – difficoltà a bere, restare in ansia dopo aver mangiato, controllare costantemente le sensazioni fisiche – pur comprensibile, purtroppo mantiene il problema, perché il cervello continua a ricevere il messaggio che quella situazione è pericolosa. Alcuni passi che possono aiutarla: -Lavorare sulla regolazione fisiologica, con respirazione lenta diaframmatica quando compare la nausea (non per eliminarla, ma per abbassare l’attivazione). -Ridurre l’evitamento gradualmente, ad esempio iniziando con piccoli sorsi d’acqua anche se c’è ansia, per “insegnare” al corpo che può tollerare quella sensazione. -Spostare l’attenzione dal corpo all’esterno, perché l’iper-controllo delle sensazioni amplifica la nausea. -Normalizzare la nausea da ansia, ricordando che è un sintomo molto comune dell’attivazione del sistema nervoso e raramente porta a ciò che si teme. Tuttavia, quando la paura arriva a limitare l’alimentazione o l’idratazione, è importante non affrontarla da sola. L’emetofobia risponde molto bene a un percorso psicologico strutturato, in particolare con tecniche mirate alla gestione dell’ansia e all’esposizione graduale alle sensazioni temute. Con il giusto supporto si può ridurre significativamente l’intensità della paura e interrompere il circolo vizioso. Il fatto che lei riconosca il meccanismo è già un passo molto importante. Resto a disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo, così da valutare insieme il percorso più adatto alla sua situazione. Un cordiale saluto. Dottoressa Isabeau Bentivoglio


Buongiorno, grazie per aver condiviso.Da quello che descrivi sembra essersi creato un circolo in cui l’ansia attiva il corpo, compare la nausea e questo aumenta ancora di più la paura di stare male. Con il tempo questo meccanismo può portare ad evitare alcune situazioni e finire per mantenere il problema. Questo tipo di difficoltà può essere trattato efficacemente con un percorso psicologico in cui si lavora proprio sul comprendere come funziona questo circolo, riconoscere i segnali del corpo, imparare a gestire l’ansia e ridurre gradualmente gli evitamenti, così da recuperare più libertà nella quotidianità.


Salve, da ciò che racconta immagino che per lei sia diventato faticoso gestire nella quotidianità questi eventi. Il circolo vizioso che descrive — ansia, nausea, aumento della paura e ulteriore ansia — è molto comprensibile e può diventare particolarmente invalidante, soprattutto quando inizia a interferire con gesti fondamentali come bere o vivere serenamente le ore successive ai pasti. Come primo passo, se non lo ha già fatto, potrebbe essere utile confrontarsi con il medico di base per escludere eventuali cause organiche e ricevere indicazioni adeguate rispetto ai sintomi fisici che riferisce. Parallelamente, considerando che riconosce una componente ansiosa presente da tempo e che ora percepisce un peggioramento, potrebbe essere importante concedersi uno spazio psicologico in cui approfondire ciò che sta accadendo, dato anche il periodo stressante che sta vivendo. Un percorso con un professionista potrebbe aiutarla a comprendere meglio il funzionamento di questo circolo ansioso, le emozioni collegate e ciò di più profondo che il corpo e la mente probabilmente vogliono esprimere. In questo senso, mettersi in ascolto di sé può diventare un passaggio prezioso, così da dare significato a ciò che sta vivendo e individuare gradualmente strategie più efficaci nel rispettando i suoi tempi. Il fatto che lei riesca a riconoscere il meccanismo che si è attivato è già un elemento importante da cui partire. Il suo corpo le sta parlando, si metta in ascolto! Un caro saluto.


Buongiorno. Da ciò che racconta, sembra essersi creato un circolo molto faticoso: ansia, nausea, paura di stare male, maggiore controllo del corpo e nuova ansia. L’emetofobia può diventare molto limitante proprio perché porta a evitare cibo, acqua, uscite o situazioni percepite come rischiose, con il rischio di restringere sempre di più la vita quotidiana. Il fatto che in alcuni momenti faccia fatica anche a bere merita attenzione e non va affrontato da sola. Le consiglierei vivamente un sostegno psicologico, online o in presenza, preferibilmente con un professionista che abbia esperienza in ansia, fobie e disturbi correlati, così da lavorare gradualmente sulla paura, sui comportamenti di evitamento e sul rapporto con le sensazioni corporee. Può essere utile anche confrontarsi con il medico se nausea o difficoltà ad alimentarsi persistono, per una valutazione completa. Le auguro una buona giornata.


Da ciò che descrive sembra essersi instaurato un circolo in cui l'ansia, la paura di stare male e le sensazioni corporee si alimentano reciprocamente. La nausea è infatti un sintomo molto comune dell'ansia e, nel caso dell'emetofobia, potrebbe essere considerata come un segnale di pericolo, aumentando ulteriormente la preoccupazione e l'attenzione verso il proprio corpo. Il fatto che la paura stia arrivando a limitare comportamenti come mangiare o bere suggerisce che il disagio meriti un approfondimento specialistico. Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio i meccanismi che mantengono il problema e a ridurre progressivamente la paura associata alle sensazioni fisiche e al timore di vomitare. Il primo passo è non affrontare questa situazione da sola e non considerarla una condizione immutabile: l'emetofobia e i disturbi d'ansia possono essere trattati con un adeguato supporto psicologico. Con il giusto percorso e un coinvolgimento attivo della persona nel lavoro terapeutico, è spesso possibile ottenere miglioramenti significativi e recuperare gradualmente una maggiore libertà nella vita quotidiana.


Buongiorno, quello che descrive è un quadro tipico di ansia legata alla paura del vomito, in cui la preoccupazione iniziale attiva sintomi fisici come la nausea che, a loro volta, aumentano ulteriormente l’ansia. Si crea così un circolo che tende ad autoalimentarsi. È importante sapere che in questi casi la nausea non è il segnale di un problema fisico, ma spesso una risposta dell’ansia stessa. Il fatto che lei riesca a riconoscere questo meccanismo è già un passo molto utile. Per uscirne non è tanto una questione di controllo immediato dei sintomi, ma di lavoro graduale sulla gestione della paura e delle sensazioni corporee, così da ridurre la reattività dell’ansia nel tempo. Se la situazione sta diventando limitante nella vita quotidiana, può essere utile un supporto psicologico mirato. Un caro saluto.


Salve, da quanto descrive sembra essersi instaurato un circolo vizioso abbastanza tipico dell'emetofobia: la pausa della nausea porta a prestare molta attenzione alle sensazioni corporee, aumentando l'ansia. A sua volta anche l'ansia può manifestarsi proprio con nausea, tensione gastrica e difficoltà a mangiare, capisco che la preoccupazione aumenti con questi sintomi. L'emetofobia e i disturbi d'ansia possono essere trattati attraverso un percorso psicologico mirato. Poiché il disagio sta influenzando l'alimentazione e il benessere quotidiano, le suggerirei di valutare un confronto con uno specialista, in modo che possa aiutarla a comprendere i meccanismi che mantengono il problema e a sviluppare strategie adeguate per gestirlo. Cordiali saluti!


Buongiorno, ho letto con attenzione ciò che ha scritto e vorrei innanzitutto dirle che quello che sta vivendo, anche se può sembrarle difficile da spiegare agli altri, è una sofferenza reale e molto impegnativa da sostenere. Dalle sue parole emerge non solo una paura del vomito, ma un vero e proprio circolo in cui ansia, sensazioni fisiche e paura finiscono per alimentarsi a vicenda: arriva una sensazione come la nausea, la mente la interpreta come un possibile pericolo (“sta succedendo qualcosa”, “potrei stare male”, “potrei prendere un virus”), l’ansia aumenta e questo aumento dell’attivazione può amplificare ancora di più le sensazioni corporee. È un meccanismo molto comune nelle problematiche ansiose: il corpo manda un segnale e la mente, nel tentativo di proteggerci, finisce per trasformarlo in una minaccia. Un aspetto che ritengo importante è ciò che lei racconta quando dice che in alcuni momenti arriva persino a non riuscire a bere acqua o che dopo aver mangiato rimane in allerta per ore. Questo ci fa capire quanto questa paura non sia semplicemente un pensiero spiacevole, ma qualcosa che sta iniziando a condizionare la sua quotidianità e il suo senso di libertà. Allo stesso tempo, vorrei sottolineare un elemento positivo: lei ha già una grande consapevolezza del meccanismo (“riconosco di essere entrata in un circolo vizioso”). Questa consapevolezza è un punto di partenza molto importante, perché significa che una parte di lei sta già osservando ciò che accade e sta cercando un modo diverso per affrontarlo. Sarebbe utile però comprendere meglio la storia di questa paura: quando è iniziata, cosa l’ha alimentata nel tempo, quali situazioni oggi vengono evitate o vissute con maggiore difficoltà e quali pensieri si attivano nei momenti di ansia. Spesso, infatti, dietro una paura specifica possono esserci anche aspetti legati al bisogno di controllo, alla gestione dell’incertezza o al timore di non riuscire a fronteggiare una determinata sensazione. Quando una paura inizia a limitare comportamenti quotidiani come mangiare, bere, uscire o vivere serenamente alcuni momenti della giornata, può essere utile non aspettare che il problema diventi ancora più radicato, ma prendersene cura con uno spazio dedicato. Se desidera, potremmo valutare insieme l’inizio di un percorso psicologico: un percorso in cui poter comprendere il funzionamento di questa ansia, lavorare gradualmente sui meccanismi che la mantengono e recuperare maggiore sicurezza nel rapporto con il proprio corpo e con le situazioni che oggi sente difficili. L’obiettivo non sarebbe semplicemente “eliminare la paura”, ma aiutarla a tornare a vivere senza che questa paura decida al posto suo. Resto a disposizione qualora sentisse il bisogno di approfondire questo percorso.


Buongiorno, quello che descrive è molto faticoso e, come ha già intuito, spesso nell'emetofobia si crea un circolo in cui l'ansia aumenta la nausea e la nausea, a sua volta, aumenta ulteriormente l'ansia e la paura di stare male. Il fatto che lei riconosca questo meccanismo è già un passo importante. Evitare alcuni cibi, bere meno o rimanere in allerta dopo i pasti può dare un sollievo momentaneo, ma nel tempo rischia di mantenere e rafforzare la paura. L'emetofobia può avere un impatto significativo sulla qualità di vita, ma è una difficoltà su cui è possibile lavorare efficacemente con un percorso psicologico mirato, comprendendo i meccanismi che la mantengono e costruendo gradualmente nuovi modi di affrontarla. Un caro saluto.


Lei descrive molto bene il circolo in cui sembra essere entrata: avverte nausea, teme che possa significare vomitare e l’allarme aumenta ulteriormente la nausea. A quel punto anche mangiare, bere o aspettare che trascorrano alcune ore dal pasto può diventare qualcosa da controllare. Quando una paura arriva al punto da impedirle, in alcuni momenti, persino di bere acqua, non cercherei soltanto "strategie per tranquillizzarmi": merita una valutazione psicologica e un trattamento specifico. Nell’emetofobia, infatti, evitamenti e comportamenti messi in atto per sentirsi al sicuro possono finire per mantenere e rafforzare la paura! Un percorso psicoterapeutico può lavorare su questo circuito e, contemporaneamente, esplorare perché proprio in questo momento di particolare stress il suo sistema di allarme abbia trovato nel corpo e nella paura di vomitare il modo di esprimersi. un caro saluto

Dott.ssa Michelina Silvestri

Dott.ssa Michelina Silvestri

psicoterapeuta

San Nicola la Strada

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Buongiorno, ciò che descrive è molto compatibile con un circolo ansioso nel quale paura e sensazioni corporee finiscono per alimentarsi reciprocamente: teme di stare male o di vomitare, aumenta l’attenzione verso nausea e sensazioni gastrointestinali, queste diventano più intense e vengono interpretate come conferma del pericolo, aumentando ulteriormente l’ansia. Il fatto che sia arrivata, nei momenti peggiori, ad avere difficoltà persino a bere acqua è un elemento che suggerisce di non sottovalutare il problema. L’emetofobia può diventare molto limitante, soprattutto quando comincia a condizionare alimentazione, situazioni sociali e quotidianità. È però una difficoltà sulla quale è possibile lavorare in psicoterapia. L’obiettivo non sarebbe semplicemente convincersi che “non succederà nulla”, ma comprendere e gradualmente modificare il rapporto con la paura, con le sensazioni corporee e con i comportamenti di evitamento che possono mantenere il problema. Se vuole intraprendere un percorso, sono disponibile personalmente per approfondire la situazione e valutare insieme come lavorarci, anche attraverso colloqui online. Un caro saluto, Dott.ssa Alessia Bertolotti

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.