Buonasera, sono la mamma di una ragazza di 17 anni che soffre da anni di dolori alla pancia accompag
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Buonasera, sono la mamma di una ragazza di 17 anni che soffre da anni di dolori alla pancia accompagnati da dissenteria e stipsi alterni; nell'ultimo periodo si è aggiunto il singhiozzo che viene solitamente dopo i pasti. Premetto che è molto complessata e si sente sempre inadeguata. Ha fatto degli esami ed è risultata intollerante al lattosio e ai lieviti, inoltre è stata vista da un gastroenterologo che gli ha prescritto degli enzimi (Lactidigest) ma non è servito a molto poichè lei ha eliminato, completamente dalla sua dieta, il lattosio. Nonostante faccia attività sportiva non riesce a perdere peso, pur seguendo una dieta equilibrata. Vi ringrazio anticipatamente per la risposta. Gaia
Buonasera Gaia, Le consiglierei di prendere in considerazione il test genetico per la predisposizione alla celiachia che si effettua tramite un semplice tampone buccale. Nel caso il test genetico risultasse positivo alla predisposizioni alla celiachia, dopo aver effettuato ulteriori accertamenti per escludere una celiachia latente, potrebbe escludere il glutine dalla dieta per 90 giorni e vedere se i sintomi migliorano per poi reintrodurlo gradualmente. Proverei comunque intanto a fare assumere alla ragazza dei buoni probiotici che sicuramente l'aiutano a riportare equilibrio a livello di flora intestinale. I test genetici che le consiglio non sono molto conosciuti ma sono molto utili e non invasivi. Non esiti a contattarmi se è interessata ad approfondire. Buona serata
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Salve
da quello che racconta si evidenziano 2 problematiche differenti, da una parte una probabile sindrome da colon irritabile e dall'altra il desiderio di perdere peso di sua figlia. Io personalmente le consiglierei di farle seguire un protocollo "Low- Fodmap" ovvero una dieta in cui vengono momentaneamente esclusi alcuni zuccheri ad alto potere fermentativo. E' indispensabile che venga seguita da uno specialista perchè dovranno successivamente essere reinseriti gradatamente. Nel momento in cui la situazione intestinale migliorerà, ci si potrà concentrare sulla perdita di peso.
Saluti
da quello che racconta si evidenziano 2 problematiche differenti, da una parte una probabile sindrome da colon irritabile e dall'altra il desiderio di perdere peso di sua figlia. Io personalmente le consiglierei di farle seguire un protocollo "Low- Fodmap" ovvero una dieta in cui vengono momentaneamente esclusi alcuni zuccheri ad alto potere fermentativo. E' indispensabile che venga seguita da uno specialista perchè dovranno successivamente essere reinseriti gradatamente. Nel momento in cui la situazione intestinale migliorerà, ci si potrà concentrare sulla perdita di peso.
Saluti
Buongiorno, sarebbe necessaria una corretta anamnesi alimentare, in modo da poter valutare se il cattivo transito intestinale sia dovuto a particolari alimenti oppure a una condizione di intestino irritabile (IBS, SIBO) eventualmente da valutare con test specifici. E ad ogni modo una buona cura di probiotici potrebbe aiutare in associazione con una buona dieta.
Buongiorno,
come hanno già indicato le colleghe,
una dieta low FodmaPS accompagnata ad una corretta integrazione di probiotici possono essere di aiuto per la soluzione del problema che è , evidentemente , a carico intestinale.
Mi contatti per qualsiasi necessità.
Saluti
Maria Rosaria AMoroso
come hanno già indicato le colleghe,
una dieta low FodmaPS accompagnata ad una corretta integrazione di probiotici possono essere di aiuto per la soluzione del problema che è , evidentemente , a carico intestinale.
Mi contatti per qualsiasi necessità.
Saluti
Maria Rosaria AMoroso
Buongiorno signora! Sono sempre d’accordo con le colleghe ma vorrei solo permettermi di aggiungere una cosa! Siccome appunto lei fa riferimento a due disturbi diversi, uno intestinale ed uno riguardo la difficoltà della sua figlia nel perdere peso, visto che per quello intestinale ha iniziato già ad indagare e siete arrivati al meno in una prima conclusione, perché non inizia anche le indagini riguardo la difficoltà della perdita del peso? Poiché non è necesssrio che il problema intestinale impedisca una perdita del peso... si dovrebbe fare un accurata anamnesi globale! Per esempio, avete casi di diabete melito nella vostra famiglia? Perché semplicemente la ragazza potrebbe aver iniziato ad essere resistente alla sua insulina!!!! Cosa possibile!!!! Essere resistente alla propria insulina porta molta difficoltà nella perdita del peso!!!! Basta fare un esame che si chiama INDICE HOMA che appunto evidenzia un eventuale disturbo nel rapporto tra insulina e glucosio!!!! Prima di iniziare a consigliare varie tipologie di nutrizione, credo sia meglio indagare più possibile e poi tirare una eventuale conclusione!!!! Poi, riguardo l’attività fisica che la vostra figlia svolge..., è quella adeguata? Perché se la vostra figlia risulterebbe positiva riguardo la resistenza al insulina andrebbe tutto modificato!!! Questa è solo un mio punto di vista! Cordiali saluti
gentile signora necessita una visita accurata e controlli ematochimici e strumentali adatti al caso per poi potere seguire un programma alimentare adeguato in ogni caso il peso può essere sicuramente perso
Come gia` ampiamente analizzato dai miei colleghi e` difficile individuare la problematica dagli elementi forniti. Immagino che il gastroenterologo abbia approfondito gli aspetti legati ai disturbi intestinali mentre per la difficolta` a perdere peso ci possono essere diversi aspetti che vanno dalle condizioni di salute ai disturbi del comportamento alimentare e anche al tipo di dieta. Oltre alla visita presso un nutrizionista, le consiglio di far fare a sua figlia un diario alimentare sul quale annotare minuziosamente tutto cio` che mangia e beve includendo dei commenti relativi ad eventuali disturbi concomitanti. Questo diario e` molto utile ai fini dell'anamnesi dietetica che accompagna quella clinico patologica nel corso di una visita presso un professionista.
Buonasera signora, sicuramente prima di iniziare qualsiasi percorso di tipo alimentare le consiglio di raccomandarsi al medico di famiglia per far eseguire alla ragazza accurate analisi sia per disturbi intestinali (test celiachia) sia per la mancata perdita di peso (insulino resistenza, tiroiditi). Nel caso in cui siano escluse tutte le problematiche, sarebbe buona cosa intraprendere con un nutrizionista a lei vicino, un percorso adeguato a sua figlia sia per perdere peso che per alleviare i disturbi intestinali, per esempio con una dieta protocollo low FODMAP. Se necessita di ulteriori chiarimenti non esiti a ricontattare, cari saluti
Buongiorno, i disturbi che ha nominato (dolori alla pancia accompagnati da dissenteria e stipsi alterni, singhiozzo), accompagnati da un'intolleranza al lattosio e ai lieviti mi farebbero pensare di intraprendere come hanno già detto i miei colleghi un protocollo di eliminazione FODMAP.
La dieta a basso contenuto di FODMAP è utile nel ridurre i sintomi legati alla Sindrome del Colon Irritabile. Si tratta di una dieta di esclusione in cui diversi alimenti devono essere eliminati per un certo periodo, l’acronimo FODMAP indica Oligosaccaridi, Disaccaridi, Monosaccaridi e Polioli Fermentabili, un’insieme di sotanze che in individui suscettibili sono scarsamente assorbite nell’intestino tenue e causano tutto quello che ha descritto, gonfiore, stipsi diarrea ma anche sensazione di perenne stanchezza spossatezza.
Probabilmente non è un problema di attività sportiva o dieta equilibrata ma proprio una dieta specifica per lei; io le consiglierei di essere seguita da uno specialista perchè la low FODMAP da soli non è facilissima perchè si rischia di escludere tutto e quando si va a reintrodurre per capire quale degli zuccheri è il colpevole (oltre ad aver individuato già il lattosio) si rischia di stare di nuovo male. Ovviamente concordo anche con qualche mio collega che ha detto di fare il test della celiachia e ulteriori accertamenti per poter escludere tutto e valutare l'idea di una dieta Low FOPMAP.
Le auguro una buona giornata
Dott.ssa Valeria Papa
Biologa Nutrizionista
La dieta a basso contenuto di FODMAP è utile nel ridurre i sintomi legati alla Sindrome del Colon Irritabile. Si tratta di una dieta di esclusione in cui diversi alimenti devono essere eliminati per un certo periodo, l’acronimo FODMAP indica Oligosaccaridi, Disaccaridi, Monosaccaridi e Polioli Fermentabili, un’insieme di sotanze che in individui suscettibili sono scarsamente assorbite nell’intestino tenue e causano tutto quello che ha descritto, gonfiore, stipsi diarrea ma anche sensazione di perenne stanchezza spossatezza.
Probabilmente non è un problema di attività sportiva o dieta equilibrata ma proprio una dieta specifica per lei; io le consiglierei di essere seguita da uno specialista perchè la low FODMAP da soli non è facilissima perchè si rischia di escludere tutto e quando si va a reintrodurre per capire quale degli zuccheri è il colpevole (oltre ad aver individuato già il lattosio) si rischia di stare di nuovo male. Ovviamente concordo anche con qualche mio collega che ha detto di fare il test della celiachia e ulteriori accertamenti per poter escludere tutto e valutare l'idea di una dieta Low FOPMAP.
Le auguro una buona giornata
Dott.ssa Valeria Papa
Biologa Nutrizionista
Buonasera, le consiglio una visita presso un nutrizionista per effettuare un'anamnesi alimentare completa. Tali disturbi potrebbero derivare da una cattiva alimentazione, da quale alimento a cui è intollerante od ad altre patologie (come la condizione di intestino irritabile). Se si rivolgerà ad un nutrizionista sicuramente riuscirà a capire la causa di tale problema e soprattutto si risolverà il problema. Cordiali Saluti
Buongiorno,una consulenza nutrizionale che preveda anamnesi familiare,controllo delle analisi ,test genetici,sarà sicuramente utile a sua figlia per intraprendere un percorso dietetico mirato al raggiungimento degli obiettivi prefissati.Effettuo consulenze via skype,saluti.
Buongiorno, le do una risposta leggermente diversa per provare a darle una mano.
Se è possibile faccia allenare sua figlia a digiuno alla mattina o in tarda serata per un totale di 3/4 allenamenti alla settimana a facendo un circuito PHA, divida il quantitativo di carboidrati che mangia durante la giornata in 4 pasti e li tolga completamente alla sera a cena.
A colazione e nel pasto post allenamento può inoltre aggiungere un modulatore della risposta insulinica.
In questa maniera dovrebbe risolvere il problema del calo del peso ed aiutare con il problema intestinale.
Escluda qualsiasi fonte derivata da
Se è possibile faccia allenare sua figlia a digiuno alla mattina o in tarda serata per un totale di 3/4 allenamenti alla settimana a facendo un circuito PHA, divida il quantitativo di carboidrati che mangia durante la giornata in 4 pasti e li tolga completamente alla sera a cena.
A colazione e nel pasto post allenamento può inoltre aggiungere un modulatore della risposta insulinica.
In questa maniera dovrebbe risolvere il problema del calo del peso ed aiutare con il problema intestinale.
Escluda qualsiasi fonte derivata da
Buonasera gentile utente, le consiglio una visita nutrizionale per effettuare un'anamnesi completa. Tali disturbi potrebbero derivare da una cattiva alimentazione o all'assunzione di qualche alimento a cui è intollerante. Cordiali Saluti
buon giorno , potrebbe essere intollerante a qualche alimento, contatto un nutrizionista per un anamnesi completa e per un piano alimentare che possa aiutare sua figlia.
saluti
saluti
Buongiorno
confermo con quanto espresso dai mie colleghi
Saluti
Dott. Albis
confermo con quanto espresso dai mie colleghi
Saluti
Dott. Albis
Buongiorno,
Come già accennato da alcuni colleghi parlerei col medico per eseguire test celiachia, e magari tiroide se ad oggi non sono stati eseguiti.
Tolte le patologie, un approccio è quello di fare un diario alimentare in modo da capire quando la manifestazione è maggiore e impostare un piano appropriato.
Che sicuramente porterà anche a una perdita di peso oltre che a un educazione alimentare.
Saluti dott. Carrara Stefano
Come già accennato da alcuni colleghi parlerei col medico per eseguire test celiachia, e magari tiroide se ad oggi non sono stati eseguiti.
Tolte le patologie, un approccio è quello di fare un diario alimentare in modo da capire quando la manifestazione è maggiore e impostare un piano appropriato.
Che sicuramente porterà anche a una perdita di peso oltre che a un educazione alimentare.
Saluti dott. Carrara Stefano
Buongiorno,
le do una doppia risposta.
TECNICA ORGANICA:
è il caso di indagare la presenza di infezione gastro intestinale presso un centro analisi specializzato a cui far seguire una terapia di correzione della flora intestinale e una dieta di ripristino del corretto alvo intestinale.
PSICO EMOZIONALE:
L'intestino è il nostro secondo cervello. Sua figlia non è i suoi dolori ma il suo sentire di emozioni che si possono scaricare /manifestare sull'intestino. Le do delle chiavi di lettura:
DIARREA: è il rifiuto di una situazione in cui ci si sente prigionieri oppure più avvantaggiati degli altri - Che cosa rifiuto?
STIPSI: è collegato al fatto di trattenersi per paura di non piacere o di disturbare qualcuno - Mi trattengo dall'essere me stessa per paura di essere giudicato o di perdere la persona che amo (papà-mamma)?
SINGHIOZZO: che cosa non mi va giù? stavo forse parlando di qualcosa che non mi va giù, o quello che non mi va giù è l'atteggiamento di uno dei miei cari?
Operativamente parlando:
1- indagine intestinale
2- dieta antinfiammatoria
3- sostegno psico emozionale con rimedi fito floreali.
Bisogna andare oltre a quello che si vede.
Le auguro una buona giornata.
Agnese
le do una doppia risposta.
TECNICA ORGANICA:
è il caso di indagare la presenza di infezione gastro intestinale presso un centro analisi specializzato a cui far seguire una terapia di correzione della flora intestinale e una dieta di ripristino del corretto alvo intestinale.
PSICO EMOZIONALE:
L'intestino è il nostro secondo cervello. Sua figlia non è i suoi dolori ma il suo sentire di emozioni che si possono scaricare /manifestare sull'intestino. Le do delle chiavi di lettura:
DIARREA: è il rifiuto di una situazione in cui ci si sente prigionieri oppure più avvantaggiati degli altri - Che cosa rifiuto?
STIPSI: è collegato al fatto di trattenersi per paura di non piacere o di disturbare qualcuno - Mi trattengo dall'essere me stessa per paura di essere giudicato o di perdere la persona che amo (papà-mamma)?
SINGHIOZZO: che cosa non mi va giù? stavo forse parlando di qualcosa che non mi va giù, o quello che non mi va giù è l'atteggiamento di uno dei miei cari?
Operativamente parlando:
1- indagine intestinale
2- dieta antinfiammatoria
3- sostegno psico emozionale con rimedi fito floreali.
Bisogna andare oltre a quello che si vede.
Le auguro una buona giornata.
Agnese
Buongiorno,
Ho letto attentamente la storia di sua figlia. Dopo aver ingerito quali alimenti ha questi disturbi ?
Quello che le posso consigliare è fare un test per l’intolleranza al glutine, è un test semplice e non invasivo. Se dovesse essere negativo potrebbe provare a utilizzare dei probiotici cosi da poter ripristinare la flora intestinale e risolvere la disbiosi. Per quanto riguarda la perdita di peso, cosa intende per dieta equilibrata ? Ciò che fa perdere peso è il deficit calorico, quali sono le quantità che sua figlia assume ? Le consiglio di prenotare una visita da un nutrizionista in modo tale da poter stilare un percorso e un piano nutrizionale ad hoc.
Ho letto attentamente la storia di sua figlia. Dopo aver ingerito quali alimenti ha questi disturbi ?
Quello che le posso consigliare è fare un test per l’intolleranza al glutine, è un test semplice e non invasivo. Se dovesse essere negativo potrebbe provare a utilizzare dei probiotici cosi da poter ripristinare la flora intestinale e risolvere la disbiosi. Per quanto riguarda la perdita di peso, cosa intende per dieta equilibrata ? Ciò che fa perdere peso è il deficit calorico, quali sono le quantità che sua figlia assume ? Le consiglio di prenotare una visita da un nutrizionista in modo tale da poter stilare un percorso e un piano nutrizionale ad hoc.
Buongiorno,
sicuramente un'indagine utile da poter portare avanti è quella dell'esclusione della celiachia. Nel caso questa condizione non venga confermata si può pensare ad un percorso alimentare con eliminazione di FODMAP (dei componenti che risultano difficilmente digeribili dall'intestino e che possono portare a dolori, gonfiore, irregolarità dell'alvo).
sicuramente un'indagine utile da poter portare avanti è quella dell'esclusione della celiachia. Nel caso questa condizione non venga confermata si può pensare ad un percorso alimentare con eliminazione di FODMAP (dei componenti che risultano difficilmente digeribili dall'intestino e che possono portare a dolori, gonfiore, irregolarità dell'alvo).
Buongiorno Gaia, le consiglio una visita nutrizionale completa e con dettagliata anamnesi prima che sua figlia escluda ulteriori alimenti o intraprenda percorsi dietetici fai da te. Le due problematiche potranno essere così affrontate con precisione dallo specialista che potrebbe ritenere opportuno un protocollo dietetico low FODMAP e poi di integrazione di probiotici. A disposizione, Dott.ssa Rossella Ratto Biologa nutrizionista
Gentile Signora, concordando con quanto già anticipato dai colleghi, e soffermando sul suo "Premetto che è molto complessata e si sente sempre inadeguata", le consiglierei anche di rivolgersi ad un professionista che possa lavorare sull'aspetto psicologico, poiché anche questo può incidere fortemente sulla perdita di peso a seguito di un elevato stress mentale che si riversa poi a livello fisico. L'intervento multidisciplinare in moltissimi casi permette di raggiungere migliori risultati in molto meno tempo. Le auguro una buona giornata e resto a disposizione, Saluti Dott.ssa Elena Bernardini
ragazza 17 enne- somatizza a a livello gastro-intestinale- intolleranza al lattosio e lieviti- attività sportiva ma non perde peso
Cara Mamma, sua figlia avrebbe bisogno di 1) una stimolazione vagale quotidiana ( con esercizi specifici di meditazione e oltre) 2) Ridurre nettamente la quota di carboidrati 3) controllare gli anticorpi anti-candida ( chi è intollerante ai lieviti, presenta quasi sempre infezione da candida o presenza della candida nell'organismo sotto forma di spore) 4) fare esami biochimici per saggiare l suo metabolismo 5) attività fisica aero-anaerobica 6) Migliorare il rapporto con lei 7) Avere hobbies che la mettano in contatto con i coetanei. Come vede sotto la punta dell'iceberg si possono nascondere molti fattori. UN abbraccio. Faccio consulenze on-line per indagare le cause e risolverle.:))
Cara Mamma, sua figlia avrebbe bisogno di 1) una stimolazione vagale quotidiana ( con esercizi specifici di meditazione e oltre) 2) Ridurre nettamente la quota di carboidrati 3) controllare gli anticorpi anti-candida ( chi è intollerante ai lieviti, presenta quasi sempre infezione da candida o presenza della candida nell'organismo sotto forma di spore) 4) fare esami biochimici per saggiare l suo metabolismo 5) attività fisica aero-anaerobica 6) Migliorare il rapporto con lei 7) Avere hobbies che la mettano in contatto con i coetanei. Come vede sotto la punta dell'iceberg si possono nascondere molti fattori. UN abbraccio. Faccio consulenze on-line per indagare le cause e risolverle.:))
Buongiorno; il quadro di sua figlia si presenta abbastanza "misto"; vi è certamente un disordine gastro intestinale riconducibile ad una sindrome da colon irritabile ( spesso la causa è psicosomatica) che andrebbe indagata, partendo da abitudini alimentari, eventuali problemi relazionali e stress che possano incidere sulla salute del suo intestino ,che si ritrov a somatizzare un disagio emotivo o dello stress un eccessoo; fatto questo ci sono diversi accorgimenti che si possono prendere da un punto di vista nutrizionale, andrebbero escluse ulteriori intolleranze (celiachia e sensibilità al glutine) e impostato un regime alimentare ad hoc; inoltre andrebbe indagato da un punto di vista ormonale la resistenza alla perdita di peso e la poca tolleranza di carboidrati ad oggi presente; ultimo e non meno importante la tipologia del movimento effettuato da sua figlia: alcuni allenamenti, se non ben pianificati possono spesso rivelarsi controproducenti; essendo io sia nutrizionista che Dottoressa in Scienze Motorie offro un appoggio in entrambi gli ambiti, se avesse dubbi ulteriori resto a disposizione, anche online.
Buongiorno Gaia,
basandomi sulla sintomatologia da lei descritta, è molto probabile che sua figlia soffra della sindrome del colon irritabile, le cui cause sono diverse e spesso riconducibili a condizioni di ansia/stress.
Il trattamento nutrizionale per questa sindrome è una dieta "Low FODMAP", ovvero un pattern alimentare in cui per 5-6 settimane vengono eliminati tutti quei prodotti (alcuni cereali, alcune tipologie di frutta e verdura, ma anche dolcificanti e legumi) che contengono carboidrati altamente fermentabili e che spesso sono causa della sintomatologia di gonfiore e dissenteria. Questo percorso andrebbe sicuramente associato ad una educazione alimentare che permetta una corretta composizione dei pasti affinchè anche con l'esclusione degli alimenti indicati non vengano a manifestarsi carenze. Il tutto può essere associato da una riduzione calorica nel caso si volesse perdere peso e sicuramente abbinato ad una attività fisica costante.
La invito a contattarmi qualora avesse bisogno di un supporto o parere più specifico.
Cordialmente.
Dott.ssa Giulia Gilberti - Biologa Nutrizionista
basandomi sulla sintomatologia da lei descritta, è molto probabile che sua figlia soffra della sindrome del colon irritabile, le cui cause sono diverse e spesso riconducibili a condizioni di ansia/stress.
Il trattamento nutrizionale per questa sindrome è una dieta "Low FODMAP", ovvero un pattern alimentare in cui per 5-6 settimane vengono eliminati tutti quei prodotti (alcuni cereali, alcune tipologie di frutta e verdura, ma anche dolcificanti e legumi) che contengono carboidrati altamente fermentabili e che spesso sono causa della sintomatologia di gonfiore e dissenteria. Questo percorso andrebbe sicuramente associato ad una educazione alimentare che permetta una corretta composizione dei pasti affinchè anche con l'esclusione degli alimenti indicati non vengano a manifestarsi carenze. Il tutto può essere associato da una riduzione calorica nel caso si volesse perdere peso e sicuramente abbinato ad una attività fisica costante.
La invito a contattarmi qualora avesse bisogno di un supporto o parere più specifico.
Cordialmente.
Dott.ssa Giulia Gilberti - Biologa Nutrizionista
La perdita di peso è sicuramente possibile, calcolando il fabbisogno calorico e impostando un adeguato deficit. Purtroppo la buona volontà e l'alimentazione equilibrata potrebbero non bastare, se manca il corretto deficit di calorie: per perdere peso dobbiamo mangiare meno di quanto consumiamo, e questo necessita di un calcolo ad hoc, tenendo conto dell'età e delle abitudini di sua figlia. Per quanto riguarda i disturbi gastrointestinali, è necessario un consulto con uno specialista, che faccia un'attenta anamnesi e richieda i giusti esami per fare un'accurata diagnosi, che possa essere seguita dal giusto trattamento e dal giusto piano nutrizionale. Le auguro di risolvere presto il suo problema e rimango a disposizione.
Salve Gaia,
Capisco che la situazione di tua figlia possa essere preoccupante e che sia difficile affrontare un mix di sintomi fisici e psicologici. Il fatto che soffra di dolori addominali, dissenteria e stipsi alternati (diarrea e costipazione), insieme al singhiozzo dopo i pasti, può indicare un disturbo gastrointestinale piuttosto complesso, che potrebbe essere legato a più fattori, tra cui l'intolleranza al lattosio e ai lieviti, ma anche possibili problematiche come la sindrome dell'intestino irritabile (IBS) o altri disturbi digestivi. L’aspetto psicologico, come il complesso di inadeguatezza, può anche influenzare la sua salute intestinale, aggravando i sintomi fisici.
Gestione dell'intolleranza al lattosio e ai lieviti
Se sua figlia è risultata intollerante al lattosio e ai lieviti, è fondamentale che continui a evitare i cibi che contengono questi componenti, come latticini, alimenti lievitati (pane, pizza, dolci lievitati, ecc.), ma anche altri alimenti fermentati come alcuni formaggi, crauti, salse, ecc. Tuttavia, se il miglioramento non è stato significativo con l’eliminazione del lattosio, potrebbe esserci una combinazione di fattori da considerare, ad esempio:
• Sindrome dell'intestino irritabile (IBS): Questo disturbo è molto comune tra i giovani e può causare dolore addominale, alternanza di diarrea e costipazione, e sensibilità a determinati alimenti. In caso di IBS, i sintomi tendono a migliorare con un'attenzione particolare alla dieta.
• Intolleranze multiple: A volte, oltre al lattosio, possono esserci altre intolleranze alimentari, come quelle al fruttosio o al glutine, che potrebbero peggiorare i sintomi.
Dieta consigliata
Al fine di ridurre i sintomi e aiutare tua figlia a gestire meglio la sua salute intestinale, ecco alcuni consigli dietetici che potrebbero essere utili:
1. Riduzione degli alimenti fermentabili (FODMAP)
Potrebbe essere utile seguire una dieta a basso contenuto di FODMAP (Fermentable Oligo-, Di-, Mono-saccharides And Polyols), che elimina o limita alimenti che fermentano nell'intestino e provocano gonfiore, dolori e alterazioni del transito intestinale. Questo approccio può essere particolarmente utile in caso di IBS e può includere l'eliminazione di alcuni tipi di frutta, verdura, legumi e cereali.
2. Evita i cibi processati e gli zuccheri raffinati
I cibi processati e gli zuccheri raffinati possono irritare l'intestino e aggravare i sintomi di dissenteria e costipazione. Sarebbe bene orientarsi su alimenti freschi, cucinati in casa, senza conservanti o additivi chimici.
3. Alimenti facilmente digeribili
Focalizzarsi su alimenti facilmente digeribili, come riso bianco, patate bollite, pollo o pesce cotto al vapore, e verdure cotte (ad esempio carote, zucchine e spinaci) potrebbe aiutare a ridurre il carico sull'intestino, soprattutto in caso di dolore addominale o episodi di diarrea.
4. Fibra solubile
Incorporare fibra solubile attraverso alimenti come banane, mele sbucciate, avena o semi di chia, che possono aiutare a regolare il transito intestinale e a ridurre sia la diarrea che la costipazione. È importante, però, che la fibra venga introdotta gradualmente per evitare un effetto di gonfiore.
5. Evita i cibi ad alto contenuto di zucchero e lieviti
Dato che sua figlia è anche intollerante ai lieviti, sarà importante limitare o evitare alimenti come pane, pizze, dolci lievitati, e anche bevande fermentate come la birra o il vino.
6. Probiotici
L’assunzione di probiotici potrebbe essere utile per bilanciare la flora batterica intestinale e migliorare la digestione. I probiotici sono particolarmente indicati se c'è un'eccessiva crescita di batteri nell'intestino, come nel caso della disbiosi intestinale.
7. Attività fisica e idratazione
Poiché tua figlia fa già attività sportiva, è positivo, in quanto l'esercizio fisico può aiutare a stimolare il transito intestinale. Inoltre, è fondamentale che beva abbastanza acqua per mantenere una buona idratazione, soprattutto se soffre di episodi di dissenteria.
Altri fattori da considerare
Oltre agli aspetti alimentari, ti consiglio di prestare attenzione a eventuali fattori psicologici che potrebbero influire sul suo benessere. Il nervosismo, l'ansia o lo stress possono aggravare i sintomi gastrointestinali, quindi cercare di affrontare il suo complesso di inadeguatezza potrebbe portare anche a un miglioramento dei sintomi fisici. Parlare con uno psicologo o uno psicoterapeuta potrebbe essere utile per affrontare sia le problematiche emotive che quelle fisiche.
Riassunto
In sintesi, il primo passo è continuare a evitare lattosio e lieviti, ma è anche importante escludere altre possibili cause, come una sindrome dell'intestino irritabile o intolleranze alimentari non ancora identificate. Un'alimentazione a basso contenuto di FODMAP, la gestione dello stress e l’adozione di un programma di alimentazione bilanciata e personalizzata possono davvero fare la differenza. Ti consiglio di rivolgerti a un gastroenterologo o a un Nutrizionista specializzato in disturbi gastrointestinali per una dieta più precisa e monitorata.
Spero che questi consigli possano aiutare tua figlia a sentirsi meglio!
Capisco che la situazione di tua figlia possa essere preoccupante e che sia difficile affrontare un mix di sintomi fisici e psicologici. Il fatto che soffra di dolori addominali, dissenteria e stipsi alternati (diarrea e costipazione), insieme al singhiozzo dopo i pasti, può indicare un disturbo gastrointestinale piuttosto complesso, che potrebbe essere legato a più fattori, tra cui l'intolleranza al lattosio e ai lieviti, ma anche possibili problematiche come la sindrome dell'intestino irritabile (IBS) o altri disturbi digestivi. L’aspetto psicologico, come il complesso di inadeguatezza, può anche influenzare la sua salute intestinale, aggravando i sintomi fisici.
Gestione dell'intolleranza al lattosio e ai lieviti
Se sua figlia è risultata intollerante al lattosio e ai lieviti, è fondamentale che continui a evitare i cibi che contengono questi componenti, come latticini, alimenti lievitati (pane, pizza, dolci lievitati, ecc.), ma anche altri alimenti fermentati come alcuni formaggi, crauti, salse, ecc. Tuttavia, se il miglioramento non è stato significativo con l’eliminazione del lattosio, potrebbe esserci una combinazione di fattori da considerare, ad esempio:
• Sindrome dell'intestino irritabile (IBS): Questo disturbo è molto comune tra i giovani e può causare dolore addominale, alternanza di diarrea e costipazione, e sensibilità a determinati alimenti. In caso di IBS, i sintomi tendono a migliorare con un'attenzione particolare alla dieta.
• Intolleranze multiple: A volte, oltre al lattosio, possono esserci altre intolleranze alimentari, come quelle al fruttosio o al glutine, che potrebbero peggiorare i sintomi.
Dieta consigliata
Al fine di ridurre i sintomi e aiutare tua figlia a gestire meglio la sua salute intestinale, ecco alcuni consigli dietetici che potrebbero essere utili:
1. Riduzione degli alimenti fermentabili (FODMAP)
Potrebbe essere utile seguire una dieta a basso contenuto di FODMAP (Fermentable Oligo-, Di-, Mono-saccharides And Polyols), che elimina o limita alimenti che fermentano nell'intestino e provocano gonfiore, dolori e alterazioni del transito intestinale. Questo approccio può essere particolarmente utile in caso di IBS e può includere l'eliminazione di alcuni tipi di frutta, verdura, legumi e cereali.
2. Evita i cibi processati e gli zuccheri raffinati
I cibi processati e gli zuccheri raffinati possono irritare l'intestino e aggravare i sintomi di dissenteria e costipazione. Sarebbe bene orientarsi su alimenti freschi, cucinati in casa, senza conservanti o additivi chimici.
3. Alimenti facilmente digeribili
Focalizzarsi su alimenti facilmente digeribili, come riso bianco, patate bollite, pollo o pesce cotto al vapore, e verdure cotte (ad esempio carote, zucchine e spinaci) potrebbe aiutare a ridurre il carico sull'intestino, soprattutto in caso di dolore addominale o episodi di diarrea.
4. Fibra solubile
Incorporare fibra solubile attraverso alimenti come banane, mele sbucciate, avena o semi di chia, che possono aiutare a regolare il transito intestinale e a ridurre sia la diarrea che la costipazione. È importante, però, che la fibra venga introdotta gradualmente per evitare un effetto di gonfiore.
5. Evita i cibi ad alto contenuto di zucchero e lieviti
Dato che sua figlia è anche intollerante ai lieviti, sarà importante limitare o evitare alimenti come pane, pizze, dolci lievitati, e anche bevande fermentate come la birra o il vino.
6. Probiotici
L’assunzione di probiotici potrebbe essere utile per bilanciare la flora batterica intestinale e migliorare la digestione. I probiotici sono particolarmente indicati se c'è un'eccessiva crescita di batteri nell'intestino, come nel caso della disbiosi intestinale.
7. Attività fisica e idratazione
Poiché tua figlia fa già attività sportiva, è positivo, in quanto l'esercizio fisico può aiutare a stimolare il transito intestinale. Inoltre, è fondamentale che beva abbastanza acqua per mantenere una buona idratazione, soprattutto se soffre di episodi di dissenteria.
Altri fattori da considerare
Oltre agli aspetti alimentari, ti consiglio di prestare attenzione a eventuali fattori psicologici che potrebbero influire sul suo benessere. Il nervosismo, l'ansia o lo stress possono aggravare i sintomi gastrointestinali, quindi cercare di affrontare il suo complesso di inadeguatezza potrebbe portare anche a un miglioramento dei sintomi fisici. Parlare con uno psicologo o uno psicoterapeuta potrebbe essere utile per affrontare sia le problematiche emotive che quelle fisiche.
Riassunto
In sintesi, il primo passo è continuare a evitare lattosio e lieviti, ma è anche importante escludere altre possibili cause, come una sindrome dell'intestino irritabile o intolleranze alimentari non ancora identificate. Un'alimentazione a basso contenuto di FODMAP, la gestione dello stress e l’adozione di un programma di alimentazione bilanciata e personalizzata possono davvero fare la differenza. Ti consiglio di rivolgerti a un gastroenterologo o a un Nutrizionista specializzato in disturbi gastrointestinali per una dieta più precisa e monitorata.
Spero che questi consigli possano aiutare tua figlia a sentirsi meglio!
I dolori addominali, la dissenteria e la stipsi alternati potrebbero essere sintomi di un disturbo intestinale, come la Sindrome dell'Intestino Irritabile (IBS) o altre intolleranze alimentari. È importante che continui a seguire un'alimentazione personalizzata e che venga monitorata per altre intolleranze o sensibilità alimentari. Il supporto psicologico potrebbe anche essere utile, considerando che tua figlia si sente complessata, e lo stress potrebbe influire sui suoi sintomi. Ti consiglio di rivolgerti a un nutrizionista che possa creare un piano alimentare più mirato per lei e che verifichi se ci sono altri fattori da considerare.
Distinti saluti,
Dr. Luca Agostini
Distinti saluti,
Dr. Luca Agostini
Gentile Gaia,
il quadro clinico di sua figlia suggerisce un possibile squilibrio della flora intestinale, che potrebbe non essere completamente risolto dall’eliminazione di lattosio e lieviti. I sintomi come dolori addominali, dissenteria e stipsi alternati potrebbero derivare da una disbiosi intestinale, un’infiammazione cronica o una permeabilità intestinale aumentata (leaky gut). Inoltre, la difficoltà a perdere peso nonostante una dieta equilibrata e l’attività fisica potrebbe indicare un disfunzionamento ormonale, seppur lieve e momentaneo, e probabilmente legato all'età e allo sviluppo.
Il singhiozzo post-pasto potrebbe essere correlato a una disfunzione della motilità gastrointestinale o al nervo vago, influenzato da stress o infiammazione. In aggiunta, supporti come probiotici, prebiotici e integratori specifici per la barriera intestinale potrebbero essere utili. In ultimo, è fondamentale considerare l’aspetto psicologico, poiché stress e percezione corporea possono influenzare negativamente il quadro fisico, specialmente a livello intestinale.
Un approccio integrato con gastroenterologo e nutrizionista potrebbe essere la soluzione migliore per far fronte al problema, che vi auguro di risolvere al più presto!
il quadro clinico di sua figlia suggerisce un possibile squilibrio della flora intestinale, che potrebbe non essere completamente risolto dall’eliminazione di lattosio e lieviti. I sintomi come dolori addominali, dissenteria e stipsi alternati potrebbero derivare da una disbiosi intestinale, un’infiammazione cronica o una permeabilità intestinale aumentata (leaky gut). Inoltre, la difficoltà a perdere peso nonostante una dieta equilibrata e l’attività fisica potrebbe indicare un disfunzionamento ormonale, seppur lieve e momentaneo, e probabilmente legato all'età e allo sviluppo.
Il singhiozzo post-pasto potrebbe essere correlato a una disfunzione della motilità gastrointestinale o al nervo vago, influenzato da stress o infiammazione. In aggiunta, supporti come probiotici, prebiotici e integratori specifici per la barriera intestinale potrebbero essere utili. In ultimo, è fondamentale considerare l’aspetto psicologico, poiché stress e percezione corporea possono influenzare negativamente il quadro fisico, specialmente a livello intestinale.
Un approccio integrato con gastroenterologo e nutrizionista potrebbe essere la soluzione migliore per far fronte al problema, che vi auguro di risolvere al più presto!
Probabile IBS. Resto a disposizione per scrivere la dieta specifica su misura. Il 90% dei miei pz soffre di questa patologia.
Dott.ssa Laura Roca
Biologa Nutrizionista e Professoressa di Scienze della Nutrizione
Ricevo Online e a Gorgonzola (MI) solo su appuntamento
Dott.ssa Laura Roca
Biologa Nutrizionista e Professoressa di Scienze della Nutrizione
Ricevo Online e a Gorgonzola (MI) solo su appuntamento
Buonasera,
rispetto ai sintomi descritti sembrerebbe trattarsi di una condizione di colon irritabile, la quale è sempre molto variabile da persona a persona, dal contesto, dalla fase della vita ecc...
Questi esami che avete effettuato hanno compreso il Breath test? Questo infatti è il Test scientificamente validato per valutare una eventuale intolleranza al lattosio; invece non viene riconosciuta scientificamente una intolleranza ai lieviti. Laddove aveste rilevato una particolare sensibilità individuale agli alimenti lievitati la si può trattare attraverso un'alimentazione dedicata, opportunamente studiata dal professionista della nutrizione, al fine di accompagnare la ragazza nuovamente ad uno stato di equilibrio.
Infine, da dove nasce l'esigenza di perdere peso? La ragazza si trova ancora in fase di crescita e, data la condizione di infiammazione intestinale, potrebbe non essere opportuno intraprendere una dieta ipocalorica volta alla riduzione del peso, quantomento allo stato attuale.
Per qualsiasi ulteriore informazione sono a disposizione, anche per consulenze online.
Cordiali saluti
rispetto ai sintomi descritti sembrerebbe trattarsi di una condizione di colon irritabile, la quale è sempre molto variabile da persona a persona, dal contesto, dalla fase della vita ecc...
Questi esami che avete effettuato hanno compreso il Breath test? Questo infatti è il Test scientificamente validato per valutare una eventuale intolleranza al lattosio; invece non viene riconosciuta scientificamente una intolleranza ai lieviti. Laddove aveste rilevato una particolare sensibilità individuale agli alimenti lievitati la si può trattare attraverso un'alimentazione dedicata, opportunamente studiata dal professionista della nutrizione, al fine di accompagnare la ragazza nuovamente ad uno stato di equilibrio.
Infine, da dove nasce l'esigenza di perdere peso? La ragazza si trova ancora in fase di crescita e, data la condizione di infiammazione intestinale, potrebbe non essere opportuno intraprendere una dieta ipocalorica volta alla riduzione del peso, quantomento allo stato attuale.
Per qualsiasi ulteriore informazione sono a disposizione, anche per consulenze online.
Cordiali saluti
Buonasera signora Gaia, mi dispiace molto per il disagio di sua figlia. Credo che potrebbe essere importante proprio per la sua giovane età e per la sua attuale fragilità farla seguire da uno specialista della nutrizione perché potrebbe supportarla e proporle un piano alimentare con alimenti che sua figlia tolleri e che sia adatto da un punto di vista calorico. Potrebbe essere che sua figlia segua un'alimentazione equilibrata ma in quantità e qualità non adatte a lei. Anche l'attività fisica in termini generici è assolutamente auspicabile ma anche questa potrebbe essere scelta e svolta con modalità che ne ottimizzino l'effetto. In definitiva credo che sua figlia abbia necessità di un sostegno professionale ed accogliente considerando la delicatezza della situazione,
cordiali saluti.
cordiali saluti.
Buon giorno, sarebbe da valutare bene la situzione gastrointestinale per migliorare la condizione di alvo alterno (dissenteria e stipsi), favorendo un miglior assorbimento dei nutrienti e a tal fine valutare un riequilibrio della dieta considerando l'attività sportiva. Oltre a inserire un riequilibrio della flora batterica intestinale con probiotici.
Buonasera Gaia,
considerando le valutazioni del gastroenterologo e il piano alimentare già impostato correttamente da un/una collega per sua figlia, per ottenere un dimagrimento efficace è fondamentale rivedere l’apporto calorico giornaliero e settimanale. Inoltre, è importante proseguire con un monitoraggio nutrizionale costante, poiché una singola visita non è sufficiente.
Potrebbe indicarmi quale attività sportiva pratica sua figlia? La tipologia di sport è un fattore determinante per strutturare un piano adeguato e valutare correttamente il deficit calorico complessivo.
Cordialmente,
Michael C.
considerando le valutazioni del gastroenterologo e il piano alimentare già impostato correttamente da un/una collega per sua figlia, per ottenere un dimagrimento efficace è fondamentale rivedere l’apporto calorico giornaliero e settimanale. Inoltre, è importante proseguire con un monitoraggio nutrizionale costante, poiché una singola visita non è sufficiente.
Potrebbe indicarmi quale attività sportiva pratica sua figlia? La tipologia di sport è un fattore determinante per strutturare un piano adeguato e valutare correttamente il deficit calorico complessivo.
Cordialmente,
Michael C.
Buonasera, dai dati riferiti, e vista la condizione psicologica di stress di sua figlia, è probabile che vi sia anche una condizione di "sindrome da colon irritabile".
La condizione è trattabile e prevede l'approccio di un regime alimentare particolare (si dovranno eliminare tutta una serie di alimenti che acuiscono i sintomi tra cui sicuramente il lattosio).
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o richiesta.
Cordialmente, dott. Marco Santambrogio.
La condizione è trattabile e prevede l'approccio di un regime alimentare particolare (si dovranno eliminare tutta una serie di alimenti che acuiscono i sintomi tra cui sicuramente il lattosio).
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o richiesta.
Cordialmente, dott. Marco Santambrogio.
Buongiorno, il quadro sintomatico e personale della ragazza andrebbe valutato in maniera personalizzata e accurata, visionando anche gli esami ematici ed i test effettuati. Premesso ciò, e' stato mai valutato/affrontato un discorso legato ad un protocollo Fodmap ? In situazioni analoghe, oltre a dieta di eliminazione per il lattosio, in accordo con il medico competente di supporto, ho seguito i pazienti con protocolli fodmap personalizzati e con una gestione 'ansia/stress' con ottimi risultati. Ovviamente però, prima di iniziare qualunque genere di protocollo, andrebbe valutato con i professioni del caso, il quadro diagnostico e clinico.
Resto a disposizione (anche in privato) per ulteriori confronti
Resto a disposizione (anche in privato) per ulteriori confronti
Buongiorno, innanzitutto desidero rassicurarla: esistono soluzioni e percorsi efficaci per migliorare la situazione di sua figlia.
Da quanto descritto, è probabile che si tratti di una digestione rallentata associata a una forma di colon irritabile. In questi casi è utile seguire un’alimentazione che limiti gli zuccheri fermentabili, presenti in diversi tipi di frutta, verdura, cereali e altri alimenti, evitando al contempo cibi che possono peggiorare la sensazione di reflusso.
Le intolleranze al lattosio e ai lieviti possono indicare un microbiota intestinale alterato o infiammato, per cui può essere utile affiancare all’alimentazione una buona integrazione di fermenti lattici, personalizzata. In ogni caso, queste intolleranze possono essere gestite attraverso un piano nutrizionale adeguato.
Per quanto riguarda la difficoltà nel perdere peso, è importante imparare ad abbinare correttamente gli alimenti nei diversi momenti della giornata, in modo da favorire l’equilibrio ormonale e metabolico, che ha un impatto diretto sulla distribuzione del peso corporeo.
Resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
Un caro saluto.
Da quanto descritto, è probabile che si tratti di una digestione rallentata associata a una forma di colon irritabile. In questi casi è utile seguire un’alimentazione che limiti gli zuccheri fermentabili, presenti in diversi tipi di frutta, verdura, cereali e altri alimenti, evitando al contempo cibi che possono peggiorare la sensazione di reflusso.
Le intolleranze al lattosio e ai lieviti possono indicare un microbiota intestinale alterato o infiammato, per cui può essere utile affiancare all’alimentazione una buona integrazione di fermenti lattici, personalizzata. In ogni caso, queste intolleranze possono essere gestite attraverso un piano nutrizionale adeguato.
Per quanto riguarda la difficoltà nel perdere peso, è importante imparare ad abbinare correttamente gli alimenti nei diversi momenti della giornata, in modo da favorire l’equilibrio ormonale e metabolico, che ha un impatto diretto sulla distribuzione del peso corporeo.
Resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
Un caro saluto.
Buonasera Gaia,
dal quadro che descrive emerge una situazione complessa che va oltre le semplici intolleranze alimentari. I sintomi gastrointestinali persistenti, come dolori addominali, diarrea alternata a stipsi e singhiozzo dopo i pasti, insieme a un peso che non diminuisce nonostante una dieta equilibrata e attività fisica, suggeriscono che ci sia un’alterazione del metabolismo intestinale e della funzione digestiva, che può essere influenzata da intolleranze, stress, composizione della flora intestinale e fattori emotivi.
Il fatto che sua figlia si senta complessata e inadeguata può anche amplificare i disturbi digestivi, creando un circolo di stress e sintomi che influisce sulla digestione e sull’assorbimento dei nutrienti. Per questo motivo, la strategia più efficace non è basata solo sull’eliminazione di alimenti, ma su un percorso personalizzato che consideri l’alimentazione, la gestione del microbiota intestinale, il supporto digestivo e l’aspetto emotivo legato al cibo e al corpo.
Un approccio nutrizionale e funzionale personalizzato, in studio o online, permetterebbe di identificare gli alimenti più adatti, modulare la dieta per migliorare la digestione, regolarizzare l’intestino e creare un piano sostenibile che supporti anche il benessere psicologico.
Resto a disposizione per accompagnarla in questo percorso.
Un caro saluto
Dott.ssa Monica Giovacchini
dal quadro che descrive emerge una situazione complessa che va oltre le semplici intolleranze alimentari. I sintomi gastrointestinali persistenti, come dolori addominali, diarrea alternata a stipsi e singhiozzo dopo i pasti, insieme a un peso che non diminuisce nonostante una dieta equilibrata e attività fisica, suggeriscono che ci sia un’alterazione del metabolismo intestinale e della funzione digestiva, che può essere influenzata da intolleranze, stress, composizione della flora intestinale e fattori emotivi.
Il fatto che sua figlia si senta complessata e inadeguata può anche amplificare i disturbi digestivi, creando un circolo di stress e sintomi che influisce sulla digestione e sull’assorbimento dei nutrienti. Per questo motivo, la strategia più efficace non è basata solo sull’eliminazione di alimenti, ma su un percorso personalizzato che consideri l’alimentazione, la gestione del microbiota intestinale, il supporto digestivo e l’aspetto emotivo legato al cibo e al corpo.
Un approccio nutrizionale e funzionale personalizzato, in studio o online, permetterebbe di identificare gli alimenti più adatti, modulare la dieta per migliorare la digestione, regolarizzare l’intestino e creare un piano sostenibile che supporti anche il benessere psicologico.
Resto a disposizione per accompagnarla in questo percorso.
Un caro saluto
Dott.ssa Monica Giovacchini
Buongiorno.
Qui la questione sembra più di una gestione dello stress e di ansia che appunto le vanno a compromettere il suo benessere. Pur risultando intollerante al lattosio e anche seguendo una dieta equilibrata in questo caso non bastano. Anche banalmente mangiare velocemente, va a compromettere i risluati e magari creare anche gonfiore addominale che può causare fastidi.
Qui la questione sembra più di una gestione dello stress e di ansia che appunto le vanno a compromettere il suo benessere. Pur risultando intollerante al lattosio e anche seguendo una dieta equilibrata in questo caso non bastano. Anche banalmente mangiare velocemente, va a compromettere i risluati e magari creare anche gonfiore addominale che può causare fastidi.
Buongiorno,
in una ragazza così giovane, la presenza di dolore addominale persistente, gonfiore e mancata risposta alla dieta indica che il problema non è semplicemente “cosa mangia”, ma come il suo organismo sta reagendo.
In questi casi è fondamentale valutare:
funzionalità intestinale
tolleranza ai carboidrati
possibile infiammazione di basso grado
distribuzione dei pasti e risposta glicemica
Insistere con una dieta standard, anche se “equilibrata”, spesso peggiora la situazione.
È necessario un percorso personalizzato e prudente vista l’età.
Le consiglio di prenotare una visita nutrizionale con me su MioDottore per una valutazione completa.
in una ragazza così giovane, la presenza di dolore addominale persistente, gonfiore e mancata risposta alla dieta indica che il problema non è semplicemente “cosa mangia”, ma come il suo organismo sta reagendo.
In questi casi è fondamentale valutare:
funzionalità intestinale
tolleranza ai carboidrati
possibile infiammazione di basso grado
distribuzione dei pasti e risposta glicemica
Insistere con una dieta standard, anche se “equilibrata”, spesso peggiora la situazione.
È necessario un percorso personalizzato e prudente vista l’età.
Le consiglio di prenotare una visita nutrizionale con me su MioDottore per una valutazione completa.
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