Buonasera, sono una ragazza di 18 anni e vorrei approfondire una questione personale dal punto di vi

Buonasera, sono una ragazza di 18 anni e vorrei approfondire una questione personale dal punto di vista psicologico e psicoanalitico. Mi sono resa conto di provare un’attrazione sentimentale e/o sessuale prevalentemente verso donne molto più grandi di me, generalmente tra i 40 e i 50 anni, e vorrei comprendere meglio da dove possa derivare questa preferenza. Mi chiedo se possa esserci un collegamento con il rapporto con la figura materna, con le dinamiche di attaccamento sviluppate durante l’infanzia o con una sorta di «complesso di Elettra ribaltato», pur sapendo che quest’ultima non è una definizione scientificamente riconosciuta. Vorrei capire se questa attrazione possa essere legata inconsciamente alla ricerca di protezione, sicurezza, maturità o accudimento, oppure se possa trattarsi semplicemente di una preferenza affettiva e sessuale indipendente da particolari dinamiche psicologiche. La questione che mi interessa maggiormente, però, è capire se sia possibile lavorare su questa attrazione per attenuarla o modificarne il peso nella mia vita. Vorrei sapere se esistano percorsi psicologici che possano aiutarmi a comprenderne le origini, a gestire i sentimenti che ne derivano e a vivere le relazioni con maggiore libertà, senza che questa preferenza diventi necessariamente predominante. Mi interesserebbe inoltre sapere se esistano studi scientifici, teorie psicologiche o libri che affrontino specificamente l’attrazione delle ragazze giovani verso donne molto più mature, possibilmente approfondendo anche il rapporto tra desiderio, figura materna, attaccamento e differenza d’età. Non vorrei partire dal presupposto che questa attrazione sia patologica, ma mi piacerebbe comprenderla più a fondo e capire se, attraverso un percorso di consapevolezza e di lavoro psicologico, sia possibile viverla diversamente. Vi ringrazio per l’attenzione e per eventuali indicazioni o suggerimenti bibliografici.

6 risposte


Salve la domanda che pone è interessante e soprattutto parte da una premessa importante: un’attrazione verso donne significativamente più grandi non costituisce, di per sé, un elemento patologico né richiede necessariamente una spiegazione in termini di conflitto psicologico. È certamente possibile interrogarsi sul significato che questa preferenza assume nella sua storia personale. In un percorso psicologico o psicoterapeutico si potrebbe esplorare, ad esempio, che cosa rappresentano per lei le donne più mature: sicurezza, autorevolezza, protezione, esperienza, accudimento, desiderabilità, oppure caratteristiche completamente differenti. Allo stesso modo, potrebbe essere interessante osservare le sue esperienze di attaccamento e il rapporto con le figure significative della sua infanzia, compresa quella materna. Tuttavia, sarebbe riduttivo stabilire a priori un rapporto di causa-effetto del tipo “sono attratta da donne mature perché ho avuto un determinato rapporto con mia madre”. Anche concetti psicoanalitici come il complesso di Elettra appartengono a specifici modelli teorici e non rappresentano oggi una spiegazione scientificamente dimostrata dell’orientamento o delle preferenze affettive e sessuali. La psicoanalisi contemporanea, peraltro, offre prospettive molto più articolate sul desiderio e sulle relazioni rispetto alla ricerca di una singola “causa” infantile. Trovo particolarmente significativo un altro aspetto della sua domanda: il desiderio di capire se questa attrazione possa essere attenuata o modificata. Prima ancora di chiedersi “come posso cambiarla?”, potrebbe essere utile domandarsi: “Perché sento la necessità di cambiarla? Cosa accadrebbe se questa attrazione rimanesse una parte di me?”. Se le crea sofferenza, limita fortemente le sue possibilità relazionali o la porta ripetutamente verso rapporti nei quali la differenza di età determina squilibri che la fanno stare male, allora certamente vale la pena approfondire la questione. L’obiettivo, però, non dovrebbe necessariamente essere eliminare l’attrazione, quanto acquisire maggiore libertà rispetto ad essa. Un percorso psicologico può infatti aiutarla a distinguere ciò che desidera autenticamente da eventuali bisogni affettivi, schemi relazionali o aspettative che possono accompagnare quel desiderio. Comprenderne meglio il significato potrebbe anche renderlo meno “obbligato” o predominante, qualora oggi lo percepisse in questo modo. Per quanto riguarda la letteratura scientifica, esistono numerosi studi sull’attaccamento adulto, sulla scelta del partner, sulle differenze d’età nelle relazioni e sullo sviluppo dell’orientamento e del desiderio sessuale. È invece opportuno essere prudenti rispetto a testi che promettono una spiegazione specifica e universale dell’attrazione di una giovane donna verso donne più mature: difficilmente un fenomeno così personale può essere ricondotto a un unico meccanismo psicologico. A 18 anni, inoltre, è assolutamente legittimo essere ancora in una fase di scoperta della propria affettività e sessualità. Non è necessario trovare immediatamente un’etichetta o una spiegazione definitiva. Se desidera approfondire, potrebbe essere molto interessante farlo con uno psicologo o psicoterapeuta che abbia competenze nell’ambito dell’affettività e della sessualità e che possa accompagnarla nell’esplorazione senza partire dall’idea che ci sia qualcosa da “correggere”. Un caro saluto.

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Buonasera, ti ringrazio per aver condiviso una questione così personale con tanta attenzione e profondità. Dalle tue parole emerge il desiderio di comprenderti davvero, senza giudicarti e senza accontentarti di una spiegazione superficiale. Mi sembra importante partire proprio da qui: dalla possibilità di guardare ciò che provi con curiosità, rispetto e delicatezza, senza trasformare immediatamente una tua caratteristica in un problema da risolvere. Hai 18 anni e stai cercando di dare un significato a un'attrazione che riconosci in te e che, forse, ti suscita domande proprio perché riguarda donne molto più grandi di te. È comprensibile che tu voglia capire da dove nasca, che cosa rappresenti e quale posto possa avere nella tua vita affettiva. Quando una parte di noi ci incuriosisce o ci sembra diversa da ciò che ci aspettavamo, è naturale cercare delle spiegazioni, magari ripercorrendo la propria storia familiare o interrogandosi sul rapporto con i genitori. Vorrei però invitarti a non partire dall'idea che, se provi questa attrazione, debba necessariamente esserci qualcosa da correggere o un conflitto infantile da individuare. L'attrazione verso donne più mature, di per sé, non è una patologia e non dimostra che ci sia qualcosa che non va nel tuo rapporto con tua madre. La differenza d'età può avere significati diversi per persone diverse: per qualcuno può essere legata alla personalità, al fascino, alla sicurezza o alle qualità che associa a una persona più adulta; per altri può intrecciarsi con bisogni affettivi, esperienze personali, fantasie o dinamiche relazionali. Non esiste una spiegazione unica che valga per tutti, e non sarebbe corretto attribuire alla tua storia un significato preciso senza conoscerti. Anche il collegamento con la figura materna o con l'attaccamento può essere esplorato, se per te è importante, ma come una possibilità da comprendere, non come una conclusione già stabilita. La psicologia può aiutarti a interrogarti su ciò che cerchi nelle relazioni, su come vivi la vicinanza emotiva, su quali caratteristiche ti attraggono e su come si sono sviluppati i tuoi legami. Non può però ricavare automaticamente la causa di un'attrazione dalla sola differenza d'età, né sarebbe utile costringere ogni esperienza dentro una teoria prestabilita. C'è poi una domanda che considero particolarmente importante tra quelle che poni: desideri comprendere questa attrazione oppure senti, in qualche misura, di doverla cambiare? Te lo chiedo perché sono due esigenze differenti. Comprendere ciò che provi significa poterti avvicinare ai tuoi desideri senza paura, scoprire che cosa ti attrae davvero e capire quale significato abbia per te. Cercare di modificare un'attrazione, invece, può diventare un tentativo di liberarti da qualcosa che temi possa renderti diversa, complicarti la vita o allontanarti da ciò che pensi di dover essere. Non c'è nulla di sbagliato nel desiderare di vivere le relazioni con maggiore libertà. Ma la libertà non coincide necessariamente con il riuscire a eliminare un'attrazione. Può significare, piuttosto, non sentirti obbligata a seguirla, non sentirti in colpa perché la provi e non lasciare che diventi l'unico elemento attraverso cui definisci te stessa. Puoi comprendere i tuoi sentimenti, decidere quali relazioni desideri costruire e valutare ogni persona per ciò che è, senza dover dimostrare a te stessa di essere diversa da come sei. A 18 anni, inoltre, sei in una fase della vita in cui puoi ancora scoprire molte cose su di te, sui tuoi desideri e sul modo in cui vuoi vivere le relazioni. Non devi arrivare adesso a una definizione definitiva della tua identità affettiva, né trovare immediatamente una spiegazione che risolva ogni dubbio. Puoi permetterti di esplorare quello che senti con calma, senza trasformare ogni interrogativo in un esame da superare. Se questa attrazione ti interessa e vuoi conoscerla più a fondo, un percorso psicologico potrebbe offrirti uno spazio in cui farlo senza essere giudicata e senza partire dal presupposto che tu debba diventare qualcun'altra. Potresti esplorare che cosa rappresentano per te le donne più mature, quali emozioni provi nei loro confronti, che cosa immagini in una relazione e se, accanto all'attrazione, ci siano bisogni di protezione, riconoscimento, intimità o sicurezza. Potresti anche scoprire che alcuni di questi aspetti sono presenti e altri no. L'importante è lasciare che sia la tua esperienza a guidare la comprensione, anziché cercare a tutti i costi una causa nascosta. Vorrei anche rassicurarti su un punto: non è necessario stabilire subito se questa preferenza sia temporanea, stabile o destinata ad avere un ruolo centrale nella tua vita. Non devi decidere oggi come saranno le tue relazioni future. Puoi imparare a conoscerti senza forzarti a cambiare e senza rinunciare alla possibilità di scegliere liberamente ciò che desideri. Se ti va, ti invito a chiamarmi. Mi farebbe piacere ascoltarti e approfondire insieme queste domande, partendo proprio da ciò che provi e da ciò che ti ha portata a interrogarti su questo aspetto di te. Non devi preparare una spiegazione perfetta, né arrivare con una teoria già costruita sulle tue origini: possiamo cominciare dai tuoi vissuti, dalle tue curiosità e anche dai dubbi che oggi non riesci ancora a mettere a fuoco. Credo che la cosa più importante, per te, sia poter parlare di tutto questo in uno spazio in cui non sentirti sbagliata, giudicata o spinta verso una conclusione prestabilita. Non per convincerti che la tua attrazione debba necessariamente rimanere uguale, ma neppure per prometterti che sia possibile eliminarla. L'obiettivo sarebbe aiutarti a comprenderla e a vivere con maggiore serenità e consapevolezza il rapporto con te stessa e con gli altri. Puoi chiamarmi quando vuoi, così potremo parlarne con calma e capire insieme quale tipo di percorso possa essere più adatto alle tue esigenze. Non devi avere paura di conoscerti. E soprattutto, non devi considerare una parte di te come un problema soltanto perché non hai ancora capito fino in fondo che cosa significhi. A volte il primo passo verso una maggiore libertà non è cambiare ciò che proviamo, ma imparare ad ascoltarlo senza giudicarci.


Buongiorno, trovo molto interessante il modo in cui si sta ponendo questa domanda, soprattutto perché parte già da un presupposto importante: comprendere qualcosa di sé non significa necessariamente doverla considerare patologica. Partirei proprio da qui. Non credo sia possibile stabilire, sulla base della sola preferenza per donne più mature, che ci sia necessariamente un collegamento con la figura materna, con l’attaccamento o con una particolare dinamica infantile. Possono essere ipotesi da esplorare all’interno della sua storia personale, se per lei assumono un significato, ma eviterei di utilizzarle come spiegazioni già date. Sa, a volte quando ci accorgiamo di avere una preferenza molto specifica cerchiamo subito una causa profonda che possa spiegarla. In realtà potrebbe anche darsi che alcune caratteristiche che lei associa più facilmente a donne mature, come sicurezza, esperienza, autorevolezza, stabilità o semplicemente un certo modo di porsi, risultino particolarmente attraenti per lei. Capire quali siano queste caratteristiche potrebbe essere già molto più interessante che chiedersi soltanto perché l’età sia così importante. Mi sento anche di distinguere due aspetti. Un conto è voler comprendere meglio questa attrazione e chiedersi se condizioni troppo le proprie possibilità relazionali. Un altro è partire dall’idea di doverla eliminare o correggere. Non c’è nulla, nella preferenza che descrive, che di per sé debba essere considerato patologico. Un percorso psicologico potrebbe però essere assolutamente utile se sente che questa preferenza è diventata predominante o se vuole capire quali bisogni, aspettative e significati si attivino nelle sue relazioni. Potreste esplorare insieme cosa cerca nell’altra persona, come vive la vicinanza, la protezione, l’autonomia, il desiderio, la reciprocità e anche cosa accade quando incontra una persona della sua età. Aggiungo un aspetto che, vista la differenza d’età di cui parla, terrei semplicemente presente. Una relazione tra due persone adulte con molti anni di differenza non è automaticamente problematica, ma può essere utile osservare con attenzione quanto sia equilibrata in termini di potere, libertà decisionale, esperienza e possibilità di esprimere i propri bisogni. L’età, da sola, non ci dice se una relazione sia sana oppure no. Quanto al cosiddetto complesso di Elettra ribaltato, personalmente non lo utilizzerei come chiave interpretativa. Oggi non abbiamo bisogno di ricondurre necessariamente un’attrazione di questo tipo a una dinamica con il genitore. Se decidesse di iniziare un percorso, credo sarebbe molto più utile partire dalla sua esperienza concreta e dalla sua storia, senza cercare di farla rientrare in una teoria già pronta. Quindi sì, può assolutamente lavorare su questa parte di sé. Ma forse l’obiettivo più interessante non sarebbe diventare attratta da persone diverse a tutti i costi. Sarebbe arrivare a conoscere così bene ciò che cerca nelle relazioni da poter scegliere con maggiore libertà, senza sentirsi governata dalla propria preferenza e senza doverla nemmeno combattere. Un caro saluto, Dott.ssa Letizia Nikehasani


Ciao, sono una psicologa a orientamento psicoanalitico. Credo sia importante partire dal presupposto che l’attrazione verso donne molto più grandi non sia, di per sé, qualcosa di patologico, né implichi necessariamente una difficoltà nel rapporto con la figura materna. Da una prospettiva psicoanalitica, può essere interessante esplorare che cosa rappresentino per lei queste donne e quali vissuti, fantasie o bisogni si accompagnino all’attrazione. La storia affettiva e le prime relazioni possono offrire spunti di comprensione, ma non esiste una spiegazione univoca, infatti, il desiderio è complesso e profondamente personale. Più che cercare di eliminare questa preferenza, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprenderla e a viverla con maggiore libertà, soprattutto se sente che sta diventando predominante o limita le sue possibilità relazionali. L’obiettivo non sarebbe necessariamente modificarla, ma comprendere il posto che occupa nella sua vita. Tra le letture, le suggerirei i contributi di John Bowlby sull’attaccamento e di Nancy McWilliams sull’approccio psicodinamico. A 18 anni c'è ancora molto spazio per conoscersi, senza doversi affrettare a trovare una spiegazione definitiva a ciò che si prova.


Buongiorno e grazie per aver condiviso la sua storia. Trovo interessante il modo in cui sta cercando di interrogarsi su questa attrazione, senza necessariamente considerarla qualcosa di patologico. L'attrazione affettiva e sessuale può avere origini e significati diversi e non è possibile ricondurla automaticamente al rapporto con la figura materna o a specifiche dinamiche di attaccamento. Potrebbe certamente essere utile esplorare cosa la attrae in queste donne, quali emozioni suscita in lei questa vicinanza e che significato assume nella sua esperienza personale. Più che partire dall'obiettivo di modificare o attenuare la preferenza, le suggerirei di comprendere se e in che modo questa influenzi il suo benessere e la libertà con cui vive le relazioni. Un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio per approfondire questi aspetti senza giudizio, anche online, e distinguere ciò che sente di desiderare da ciò che eventualmente la fa soffrire. Riguardo possibili riferimenti bibliografici, provi a cominciare dalla teoria dell'attaccamento di Bowlby e i successivi studi sperimentali di Ainsworth sulla "strange situation". Il resto emergerà spontaneamente, e la guiderà ad una scelta. Non c'è un orientamento psicologico "elitario" rispetto ad altri per questa situazione, ma potrei consigliarle un percorso di sedute con uno psicologo ad orientamento dinamico, o se lo ritiene opportuno un percorso con uno psicoterapeuta sistemico-relazionale. Le auguro il meglio, resto a disposizione.


Buonasera, leggendo la sua domanda mi colpisce non soltanto ciò che racconta, ma soprattutto il modo in cui sceglie di raccontarlo. Propone numerose ipotesi e spiegazioni teoriche della propria attrazione, mostrando un forte desiderio di comprenderne le origini. In questa descrizione così articolata, sembra rimanere sullo sfondo proprio la sua esperienza emotiva. Ci racconta molto di ciò che pensa del suo desiderio, ma piuttosto poco di come lo vive. Mi domando se, nel tentativo di comprendere così accuratamente ciò che prova, non rischi di lasciare meno spazio alla possibilità di sentirlo e riconoscerlo come parte della propria esperienza. E mi chiedo anche che cosa la porti a desiderare di attenuare o modificare un’attrazione che lei stessa non considera patologica. È un’esperienza che le procura sofferenza oppure è proprio la difficoltà di comprenderla pienamente a renderla meno facile da accogliere? Forse, più che cercare una spiegazione teorica che riconduca questa attrazione a particolari esperienze infantili o relazioni affettive, potrebbe essere utile esplorare il significato che assume nella sua storia personale, senza partire dal presupposto che debba necessariamente essere modificata. Un cordiale Saluto Dott. Dario Terenzi

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