Dott.ssa
Marilena Rossitto
Psicologa clinica
·
Psicologa
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Avola 1 indirizzo
Esperienze
Lo studio "Una stanza tutta per sé" accoglie:
Adolescenti
Giovani adulti
Adulti
Coppie
Il nome dello studio rappresenta il mio obiettivo principale, mettere a proprio agio il paziente dandogli lo spazio che merita per esprimersi. Nella "stanza delle parole" nulla è lasciato al caso, i colori e la disposizione dei mobili ha come scopo quello di infondere tranquillità nel paziente e garantirgli tutta la privacy che merita. Mi occupo principalmente di:
Consulenza
Sostegno psicologico
Mediazione familiare
Conflitto di coppia
Genitorialità
Educazione perinatale (dal concepimento al post-partum)
IVG, infertilità, sterilità, aborto, lutto perinatale
criminologia clinico-forense (progettazione e intervento)
vittimologia applicata (con particolare attenzione alle vittime di violenza di genere/domestica/assistita).
Aree di competenza principali:
- Psicologia perinatale
- Mediatore familiare
- Psicologia forense
- Psicologia giuridica
- Criminologia clinica
- Psicologia breve e strategica
- Mediatore familiare
Principali patologie trattate
- Autostima
- Ansia
- Break-down adolescenziale
- Psicologia della gravidanza
- Stress
- +49 a11y_sr_more_diseases
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
Da 40 € -
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Colloquio psicologico clinico
40 € -
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Consulenza online
40 € -
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Studio clinico
40 € -
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Colloquio psicologico online
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Indirizzi (2)
Via Montana, 80, Int. 3, angolo Via G. Guazzelli, Avola 96012
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- Bonifico
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Recensioni
4 recensioni
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M
Mariafrancesca
Un'esperienza trasformativa. La Dottoressa è un punto di riferimento straordinario professionale, estremamente empatica e mai giudicante. Grazie al suo ascolto attento e alla sua guida mi sono sentita ascoltata e capita fin dalla prima seduta. Consiglio di cuore il suo percorso a chiunque voglia lavorare davvero su se stesso
• Una stanza tutta per sé • colloquio psicologico •
Dott.ssa Marilena Rossitto
Grazie mille, è il mio obiettivo far sentire a proprio agio e mai giudicato il paziente. Ogni persona che varca la soglia del mio studio è unico, e come tale è mia premura creare insieme un percorso su misura. Il lavoro si fa in due, quindi grazie anche a lei!
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E
E. P
Ho avuto la fortuna di essere seguita da una psicologa davvero straordinaria. Fin dal primo incontro mi ha fatta sentire accolta, ascoltata e mai giudicata. Grazie alla sua grande professionalità, empatia e sensibilità, sono riuscita a comprendere meglio me stessa e ad affrontare con maggiore serenità le difficoltà che stavo vivendo. La consiglio con tutto il cuore a chiunque stia cercando una professionista competente, umana e profondamente dedicata al benessere dei propri pazienti. Non smetterò mai di essere grata per il supporto e l’aiuto che mi ha dato.
• Una stanza tutta per sé • Studio clinico •
Dott.ssa Marilena Rossitto
E' l'obiettivo che mi pongo quotidianamente quando varco la porta della stanza delle parole: far sentire accolt@, compres@ e mai giudicat@ chi si affida a me. Il percorso si fa in due, grazie per la fiducia mostratami e buona vita.
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S
Salvatore Basile
Bravissima professionista, studio accogliente… Consigliata
• Una stanza tutta per sé • •
Dott.ssa Marilena Rossitto
Grazie mille!
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M
M.
Ho intrapreso questo percorso psicologico e non potrei esserne più felice. Fin dai primi incontri ho trovato un ambiente accogliente, empatico e privo di qualsiasi giudizio, che mi ha permesso di aprirmi in totale serenità. Grazie alla sua professionalità, delicatezza e grande capacita di ascolto, sono riuscita ad acquisire nuovi strumenti per affrontare le mie difficoltà quotidiane. Un punto di riferimento prezioso: consiglio di cuore questo percorso a chiunque stia cercando un supporto valido e professionale.
• Una stanza tutta per sé • •
Dott.ssa Marilena Rossitto
Felice di ciò. È per questo che scelgo ogni giorno di svolgere questa professione!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 6 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, scrivo perché non riesco a uscire da questa fissa e non sono più tanto serena. Ho appe
Buongiorno, scrivo perché non riesco a uscire da questa fissa e non sono più tanto serena.
Ho appena vent'anni e sono in un periodo transitorio e di trasformazioni nella vita, perché ho cominciato l'università e sto piano piano costruendo il futuro.
Fatto sta che ho cominciato a pensare alla morte: improvvisamente mi è venuto in mente come fosse una minaccia. Ho cominciato a immaginare cose e situazioni tragiche. Sono sempre stata conscia della sua esistenza ma l'ho sempre presa con filosofia e serenità fino a che non è arrivato questo periodo, dove ho paura che mi capiti qualcosa, a me o ai miei cari. Quando cerco di fare altro spesso e volentieri la mia mente ci ricade, come se avessi il "dovere" di pensarci. Tutto ciò mi fa star male perché io ho sempre valorizzato il presente fino a questo momento. Cerco di non pensare a quando e come sarà perché il pensiero mi dà una terribile angoscia, ma il pensiero della sua esistenza mi passa per la mente spesso. Per ora grazie a dio sono in salute e non dovrei temere chissà cosa, visto che ho fatto varie analisi e controlli, però l'incertezza mi opprime lo stesso. Mi è tornata l'ipocondria che era rimasta sopita da un po' di tempo e non ha fatto che peggiorare la situazione. Da una settimana ho il sonno disturbato perché di notte mi vengono pensieri intrusivi. Ho un umore che oscilla istericamente e posso passare da essere lucida al piangere al ridere in un'ora. In un momento posso pensare a questo con lucidità e dopo cinque minuti potrei cominciare a piangerci su. Come posso risolvere? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Temere di perdere chi amiamo e ciò che stiamo costruendo costituisce una paura normale, è sintomo che stiamo vivendo...ed è per tale motivo che in contrapposizione la nostra mente ci ricorda l'eventualità della morte. E' proprio quando la nostra vita si arricchisce di impegni, relazioni e percorsi da seguire che si palesa il timore di non poter più proseguire. E' una paura razionale, nel caso però sfugga al suo controllo è bene interrogarsi su ciò che potrebbe realmente celare tale tipologia di timore...indagando in terapia.
Salve, sono una ragazza di quasi 25 anni, sono una studentessa ormai fuoricorso da 3 anni. Ho sempre
Salve, sono una ragazza di quasi 25 anni, sono una studentessa ormai fuoricorso da 3 anni. Ho sempre studiato e devo essere onesta anche con buoni risultati, però sono rimasta indietro a causa della mia ansia non riuscendo a dare più di 3/4 esami all'anno fino poi a bloccarmi del tutto per 2 anni in cui, pur preparandomi per gli esami, non sono mai riuscita a presentarmi. Quest'estate per la prima volta sono tornata a dare un esame e ho preso anche 30, sul momento mi sono emozionata ed ero soddisfatta, però poi dal giorno successivo già ero in pensiero per gli altri esami da recuperare e i tirocini. A settembre dovevo dare un esame, ma il giorno prima, come è capitato qualche altra volta, ho avuto crisi di pianto, forte ansia e sensazione di non ricordare nulla, per questo non mi sono presentata più all'esame. In 6 anni di università non ho mai preso in considerazione la rinuncia agli studi come oggi, non so più se voglio questa laurea, se la laurea stessa presa con tutte queste difficoltà abbia un senso. Ad oggi se mi fermo a pensare, non riesco neanche ad immaginarmi a dare ad esempio alcune tipologie di esami oppure non mi immagino nel contesto di tirocinio. Essendo fin dai tempi della scuola quella brava della classe, della mia famiglia stessa, non ho mai immaginato la mia vita senza studio, ma ad oggi mi sento arrivata al limite, ma al tempo stesso ho paura del futuro che mi aspetta non avendo un piano B. Mi sento in una situazione terribile di stallo e non so come muovermi per uscirne, ho paura di parlarne con i miei genitori perché temo saranno molto delusi da me oppure temo di non essere presa sul serio/che non mi capiscano. Mi sento inadatta alla vita sotto tanti punti di vista, è come se non mi sentissi all'altezza del vivere stesso. A volte guardo sui social miei ex compagni di scuola, vecchi amici, e li vedo realizzati, vedo che tutti sono andati avanti, io invece sono rimasta immobile. L'immagine più adatta per descrivere come mi sono sentita negli ultimi anni credo sia quella delle sabbie mobili. Tante volte ho pensato di intraprendere un percorso psicologico, però non saprei neanche come spiegare alla mia famiglia, che ha già tanti pensieri, la mia necessità. Ultimamente informandomi un po' sul servizio che potesse essere più adeguato alla mia situazione, ho notato anche di avere moltissime caratteristiche riconducibili al DOC, ci sono cose che faccio/penso da anni e anni pensando semplicemente di essere una persona un po' strana, ma che in realtà non sono "normali" e che ad essere sincera ultimamente sento peggiorate. A volte ho anche paura di parlarne, perché dire a voce alta le cose che vivo in relazione al DOC mi fa paura, ne ho vergogna, ho paura di sembrare pazza ad uno sguardo esterno. Non so, spero che qualcuno sappia consigliarmi come muovermi in questa situazione, perché mi sento troppo sopraffatta da tutto e ho paura di aver rimandato già per troppo tempo la mia richiesta di aiuto e di conseguenza di non poterne più uscire. Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Nella società odierna siamo abituati a perseguire degli standard e a farlo entro determinati limiti di tempo, ignorando una verità a pochi chiara: ciascuno vive nel "suo" tempo proprio perché unico e immerso in un contesto di vita del tutto personale. Attribuire il nostro valore all'esito di un esame universitario significa orientarsi esclusivamente alla prestazione, dimenticando la vera motivazione che ci ha portati a scegliere un determinato indirizzo di studi. Osservare gli altri per confrontarli continuamente con i nostri risultati non fa altro che aumentare la percezione d'inferiorità che stiamo già sperimentando. Non deve dar conto a nessuno su ciò che vuole fare nella sua vita e del suo percorso di studi (compresi i genitori) e non è mai troppo tardi per chiedere aiuto!
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