buongiorno, ho bisogno di qualche consiglio per convincere mio marito a partecipare ad una terapia d
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buongiorno, ho bisogno di qualche consiglio per convincere mio marito a partecipare ad una terapia di coppia
Salve Signora, domanda netta e precisa, alla quale è complicato rispondere poichè è difficile immaginare il perchè Lei voglia 'convincere' suo marito ad intraprendere un percorso di terapia di coppia: c'è un problema specifico,?vi trovate in una fase di stallo? da quanto tempo state insieme? E' solo una sua necessità o ha già provato a parlarne a suo marito? sarebbero tante le domande da porle...
In generale posso dirLe che un percorso terapeutico, incluso quello di coppia è un lavoro faticoso che si può intraprendere e portare avanti solo se si ha una grande motivazione, se suo marito si rifiuta non sarebbe il caso di insistere. Potrebbe provare a proporgli un unico incontro con l obiettivo di valutare la discrepanza tra le vostre opinioni rispetto ad una eventuale terapia, ma dopo dovrebbe lasciare a lui la scelta se continuare o no; inoltre potrebbe valutare l'eventualità di iniziare un percorso individuale per analizzare il suo stato emotivo e la sua spinta al cambiamento.
Cordialmente.
Dr.ssa Caterina Cresciullo
In generale posso dirLe che un percorso terapeutico, incluso quello di coppia è un lavoro faticoso che si può intraprendere e portare avanti solo se si ha una grande motivazione, se suo marito si rifiuta non sarebbe il caso di insistere. Potrebbe provare a proporgli un unico incontro con l obiettivo di valutare la discrepanza tra le vostre opinioni rispetto ad una eventuale terapia, ma dopo dovrebbe lasciare a lui la scelta se continuare o no; inoltre potrebbe valutare l'eventualità di iniziare un percorso individuale per analizzare il suo stato emotivo e la sua spinta al cambiamento.
Cordialmente.
Dr.ssa Caterina Cresciullo
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Gentile Signora, proverò a risponderle tenendo della totale mancanza di informazioni. Partiamo dal presupposto che non è possibile costringere qualcuno a sottoporsi a qualunque tipo di trattamento. Possiamo solo puntare sulla motivazione. Se suo marito pensa che non sia necessaria una terapia di coppia, forse non ha la stessa sua visione della situazione oppure immagina che in quel contesto possa diventare oggetto di accuse e colpevolizzazioni. Spetta a lei provare a motivarlo, magari rassicurandolo e facendogli sentire di aver bisogno di un confronto alla pari, dove anche lei proverà a mettersi in discussione, al fine di raggiungere degli obbiettivi comuni, per poter migliorare la relazione e poter vivere un futuro migliore insieme. Cordiali saluti
Gentile signora non è che sta partendo con il piede sbagliato? Lei sta chiedendo consigli su come convincere una persona, suo marito, a fare qualcosa che non vuole fare. Non sarebbe meglio lasciare a suo marito la libertà di decidere in proprio cose importanti come intraprendere o meno un percorso psicoterapeutico? Non è che lei vuole manipolare la volontà di suo marito? Non è magari che è proprio questo suo modo di fare che inquina la sua relazione matrimoniale? Le suggerisco di parlare con suo marito sinceramente, esponendogli tutte le sue ragioni ma lasciando a suo marito la libertà di decidere per se. Se suo marito non aderisce ad un trattamento di coppia non significa che lei non può intraprenderne uno suo personale e, mi creda, sicuramente avrà delle ricadute anche nella coppia.
Buongiorno,
Vivere una crisi affettiva con il proprio partner è un'esperienza che può generare grandi rabbie e dolori. Immagino che la sua domanda nasca dal bisogno di trovare un professionista che si prenda cura della sua relazione.
Utilizzare una comunicazione efficace è il primo passaggio per confrontarsi con suo marito. Provi ad utilizzare la tecnica del messaggio-Io azzerando giudizi e critiche, descrivendo solo il COMPORTAMENTO e non la persona di suo marito e parlando dei suoi stato d'animo dunque ad esempio "Quando tu non mi ascolti (comportamento), io mi sento triste (stato d'animo)". In questo modo potrà entrare maggiormente in connessione emotiva con lui e parlare a cuore aperto di ciò di cui ha bisogno.
La saluto,
Dottoressa Maria Daria Giri
Vivere una crisi affettiva con il proprio partner è un'esperienza che può generare grandi rabbie e dolori. Immagino che la sua domanda nasca dal bisogno di trovare un professionista che si prenda cura della sua relazione.
Utilizzare una comunicazione efficace è il primo passaggio per confrontarsi con suo marito. Provi ad utilizzare la tecnica del messaggio-Io azzerando giudizi e critiche, descrivendo solo il COMPORTAMENTO e non la persona di suo marito e parlando dei suoi stato d'animo dunque ad esempio "Quando tu non mi ascolti (comportamento), io mi sento triste (stato d'animo)". In questo modo potrà entrare maggiormente in connessione emotiva con lui e parlare a cuore aperto di ciò di cui ha bisogno.
La saluto,
Dottoressa Maria Daria Giri
Buonasera, forse, prima di rispondere alla Sua domanda, bisognerebbe capire qual è il problema e quindi cosa la spinge ad iniziare un percorso terapeutico con il Suo compagno. Poi da lì si può iniziare a comprendere come e cosa fare.
Gentile signora vorrei capire perché lei vuole fare una terapia di coppia . Se mi dice qualcosa penso di poterle rispondere
Buongiorno. Se lei ritiene di voler intraprendere un percorso di coppia potrebbe esplicitarlo a suo marito e chiedergli solo la presenza ad un colloquio.
A volte, se si presenta così circoscritta, l'opzione di prendere un appuntamento con uno psicoterapeuta diventa intimamente sostenibile.
Saluti!
A volte, se si presenta così circoscritta, l'opzione di prendere un appuntamento con uno psicoterapeuta diventa intimamente sostenibile.
Saluti!
Buongiorno, convincere qualcuno ad affrontare una terapia (che sia individuale o di coppia) non è mai (o quasi mai) un buon punto di partenza! Come prima passo le consiglio di chiederglielo in modo sincero. Nel caso mostri ancora qualche riluttanza potrebbe iniziare lei a intraprendere un percorso psicologico. In questo modo sarà sicuramente più facile coinvolgere naturalmente suo marito esorcizzando paure e imbarazzo. Spesso il motivo per cui non si ha voglia di intraprendere un terapia di coppia è il sentirsi ridicoli e in imbarazzo, oltre al fatto che è molto stancante saper di stare per imboccare ad una strada che porterà quasi sicuramente qualche nodo al pettine! Proprio per questo non è possibile convincere qualcuno a non sentirsi ridicolo, ma accogliere invece la non volontà e iniziare da se stessi a fare qualche passo. Un saluto
Dott.ssa Federica MIccichè
Dott.ssa Federica MIccichè
Buonasera, provi a immaginare il rapporto di coppia come una danza a due. Perché il movimento sia armonico sono importanti la sintonia, la fiducia e l'esperienza di ciascuno dei due ballerini.
Il cambiamento di uno determina un cambiamento nella reazione dell'altro e nella danza stessa.
Questo accade anche nelle relazioni di coppia.
Partire da se stessa, dal suo potere personale può essere un primo passo per affrontare quello che sta accadendo. Cordialmente
Il cambiamento di uno determina un cambiamento nella reazione dell'altro e nella danza stessa.
Questo accade anche nelle relazioni di coppia.
Partire da se stessa, dal suo potere personale può essere un primo passo per affrontare quello che sta accadendo. Cordialmente
Per prima cosa dovrebbe capire i motivi per cui suo marito non vuole partecipare e su questa base rassicurarlo. Una possibilità comunque (se suo marito è molto negativo) è sostenere che lei ha bisogno di essere aiutata o sostenuta dal terapeuta e che lui la può accompagnare: in qualche caso è stato utile che la moglie dicesse "Caro, ma così puoi esprimere direttamente le tue idee e questo può essere importante anche per te". Un'altra possibilità è dire che lo psicoterapeuta vuole vedere anche lui per poter aiutare lei stessa, cioè facendo ricadere sul terapeuta la responsabilità della cosa e non sostenendo lei stessa che anche lui deve essere "curato".
Gentile signora, buonasera. Possono essere diversi i motivi per i quali il marito non vuole "partecipare alla terapia di coppia", come dice lei. Forse non ci crede? Forse pensa di non averne bisogno? Forse non ha voglia di andare a raccontare i fatti propri ad un estraneo, che va pure pagato? Probabilmente un po' tutte e tre...e magari ci sarà qualche altro forse ancora. Ma certamente gli può dire che il percorso di Psicoterapia non parte subito, ma almeno dopo un primo colloquio ( dove ci si conosce, io personalmente spiego il mio metodo di lavoro, si inizia a parlare dei motivi principali per i quali siete venuti) , per cui intanto può "provare" con un incontro... e poi vediamo se "da cosa nasce cosa".
La saluto cordialmente.
La saluto cordialmente.
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Buongiorno signora, concordo con i miei colleghi: rispetto a una terapia di coppia voler convincere è già partire con il piede sbagliato...D'altra parte le richieste arrivano principalmente dalla donna perché più sensibile alla percezione del disagio e forse più propensa a chiedere aiuto. Vedrei più adatto proporre o chiedere di essere accompagnata ad un incontro esplorativo che possa lasciare allo specialista la valutazione della necessità o meno di un percorso di coppia. L'importante comunque è che lei parli a suo marito delle sue sensazioni e della sua percezione del vostro problema , cerchi di aprirsi e di fargli capire che per lei è importante esplorare questa possibilità. Un caro saluto
Salve, se suo marito non è motivato ad intraprendere un percorso di coppia, potrebbe intanto iniziare lei un percorso individuale...il lavoro anche su uno dei coniugi porta comunque ad un cambiamento all'interno della coppia.
Salve. suo marito al momento non è motivato ad iniziare un lavoro di coppia. È così? Forse suo marito non ritiene che stiate vivendo delle difficoltà oppure è convinto che la psicoterapia non riesca a condizionare e cambiare le persone ed i loro destini. Oppure per molti altri motivi. Come hanno sottolineato molti miei colleghi forse iniziando lei una sua terapia alla fine potrebbe innescare un cambiamento . Inevitabilmente suo marito dovrà confrontarsi con tutto questo e magari considerare l'ipotesi di fare un lavoro assieme. Cordiali Saluti. Dottor Grilli.
Salve Signora, la domanda è molto specifica per una situazione che sicuramente risulta complessa e dolorosa per lei. Per intraprendere una terapia è necessaria una forte motivazione e costanza, che se non condivisa da suo marito potrebbe non avere nessun effetto, o risultare addirittura iatrogena. Le posso consigliare come primo passo, se ne sente la necessità, di cominciare lei per prima un percorso che le possa permettere di avere lo spazio, la comprensione e gli strumenti per affrontare la situazione e il suo vissuto doloroso.
Spero di esserle stata utile.
Spero di esserle stata utile.
Buon giorno! vedo solo ora la sua domanda e sarò molto sintetica. Le propongo di pensare di intraprendere lei una terapia in modo da capire le problematiche che il suo essere coppia le pone. Forse così potrà gestire meglio il rapporto ed individuare con maggior precisione quali sono i problemi. Così potrà essere di aiuto anche a suo marito per migliorare la comunicazione tra di voi.
Un cordiale saluto
Un cordiale saluto
Salve signora purtroppo ci dà pochi elementi per fornirle in questo contesto una risposta utile. Quello che mi sento di consigliarle é di identificare ciò che per lui non funziona nel vostro rapporto e utilizzarlo come leva per convincerlo a rivolgervi ad uno specialista. Il resto viene da sé
Gentile Signora,
mi sembra di capire dalla sua domanda che lei sente l'urgente necessità di una terapia di coppia e che al contempo suo marito non abbia lo stesso tipo di richiesta, essendo lui reticente al suo dichiarato bisogno di vedersi con uno specialista. Già di per sè questa situazione rappresenta una divergenza di coppia. Purtuttavia non si può costringere alcuno ad un percorso terapeutico. Quello che posso dirle è che ognuno di noi può solamente agire su sè stesso. Detto ciò, l'unica cosa che realisticamente e certamente al momento può fare è quella di eventualmente intraprendere lei una terapia individuale e grazie a questa già risolvere parte dei disagi che ha con suo marito. Nella mia esperienza ho spesso assistito a situazioni in cui uno dei due partner ha incominciato un percorso e in cui lo stesso cambiamento di chi ha intrapreso ha poi convinto anche l'altro a cimentarsi in analoga atiività. Gentili saluti
mi sembra di capire dalla sua domanda che lei sente l'urgente necessità di una terapia di coppia e che al contempo suo marito non abbia lo stesso tipo di richiesta, essendo lui reticente al suo dichiarato bisogno di vedersi con uno specialista. Già di per sè questa situazione rappresenta una divergenza di coppia. Purtuttavia non si può costringere alcuno ad un percorso terapeutico. Quello che posso dirle è che ognuno di noi può solamente agire su sè stesso. Detto ciò, l'unica cosa che realisticamente e certamente al momento può fare è quella di eventualmente intraprendere lei una terapia individuale e grazie a questa già risolvere parte dei disagi che ha con suo marito. Nella mia esperienza ho spesso assistito a situazioni in cui uno dei due partner ha incominciato un percorso e in cui lo stesso cambiamento di chi ha intrapreso ha poi convinto anche l'altro a cimentarsi in analoga atiività. Gentili saluti
Salve, nella sua richiesta non ci dà molte notizie riguardo la vostra coppia, non ci scrive che età avete, da quanto tempo siete insieme e principalmente che cosa sta succedendo alla vostra coppia. Lei ci scrive che suo marito deve essere convinto, non so forse lui pensa che va tutto bene mentre per lei ci sono dei motivi che la disturbano. E' molto difficile costringere suo marito come qualsiasi altra persona a mettere in atto dei comportamenti che non vogliamo. Nel frattempo potrebbe essere lei ad iniziare ad eseguire delle sedute psicologiche, per analizzare che cos'è che la fa stare male quando interagisce con suo marito, ed elaborare il modo come trovare le modalità giuste per consolidare il vostro rapporto. La saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Può esprimere a suo marito il fatto che lei abbia bisogno in questo momento di un aiuto e quindi chiedere di un consulto psicologico individuale. In seguito sarà il collega a valutare se e come coinvolgere eventualmente suo marito.
Per intraprendere un percorso di coppia, è necessario che entrambe le parti siano sicure e fiduciose di quello che andranno a scoprire in terapia. In psicoterapia, con la "convinzione", non si ottiene molto purtroppo. Lasci che suo marito si prenda un po' più di tempo per riflettere e nel frattempo, come consigliato anche da alcuni miei colleghi, potrebbe provare ad intraprendere un percorso individuale di terapia. Un saluto, Dott.ssa Eleonora Di Nardo
Salve signora,
se sente il bisogno di intraprendere una psicoterapia con suo marito e lui non è d'accordo, più che tentare di convincerlo, potrebbe esserle utile intraprendere un percorso individuale. Molto probabilmente suo marito al momento non sente il suo stesso bisogno e potrebbe vivere l'inizio di una terapia di coppia come un'imposizione.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o richiesta di informazioni. Cordiali saluti, P.C.
se sente il bisogno di intraprendere una psicoterapia con suo marito e lui non è d'accordo, più che tentare di convincerlo, potrebbe esserle utile intraprendere un percorso individuale. Molto probabilmente suo marito al momento non sente il suo stesso bisogno e potrebbe vivere l'inizio di una terapia di coppia come un'imposizione.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o richiesta di informazioni. Cordiali saluti, P.C.
Buongiorno signora, quali sono i motivi che spingono, innanzitutto lei, a voler intraprendere una terapia di coppia?
Questa è la risposta che potrebbe aiutare noi a darle un consiglio, o un'indicazione.
Cordiali saluti, Dott. Andrea De Simone
Questa è la risposta che potrebbe aiutare noi a darle un consiglio, o un'indicazione.
Cordiali saluti, Dott. Andrea De Simone
Buongiorno. Purtroppo, qualsiasi tentativo volto a cercare di consigliarLe come convincere qualcuno a sottoporsi a una psicoterapia sarebbe non etico, poco professionale, e in seconda battuta, francamente inutile. Una terapia fatta senza motivazione, senza impegno o controvoglia non porta frutti. Se suo marito non intende intraprendere un percorso perché lo ritiene inutile o non necessario, forse può chiedersi se il disagio è percepito dalla coppia o soltanto da Lei e di conseguenza prendere in considerazione la possibilità di intraprendere invece un percorso individuale. Se è percepito da entrambi e Suo marito non ha interesse nel provare a modificarlo, è un'altra indicazione utile che può aiutarLa a riposizionarsi in merito. Quale che sia la situazione, forse il primo passo che possiamo consigliarLe è di intraprendere un percorso personale. Con il terapeuta sarà in grado di affrontare le motivazioni per le quali ritiene di aver bisogno di una terapia di coppia e comprendere quali passi sono necessari da ora in avanti per stare meglio con Suo marito (o per prendere qualsiasi altra decisione in merito). Cordialità, in bocca al lupo. DMP
Buongiorno, la terapia di coppia si può fare quando entrambi i partner sono motivati a intraprendere il percorso, qualora uno dei due non sia d'accordo è controproducente convincerlo. Provi a riproporglielo oppure iniziare un suo percorso individuale per capire con il/la professionista come affrontare la situazione. Saluti.
Buongiorno, per ogni tipo di terapia fondamentale è la motivazione.
Se suo marito non sente la necessità di fare insieme a lei un percorso di coppia non è possibile obbligarlo. Le consiglio di iniziare lei, per proprio conto, una terapia individuale. Nel corso del tempo suo marito potrà anche incuriosirsi soprattutto se lei mantiene la privacy sui suoi colloqui. Di rimando, ogni cambiamento che si verificherà in lei, inciderà sul suo rapporto di coppia.
Un cordiale saluto
Dr.ssa Patrizia De Sanctis
Se suo marito non sente la necessità di fare insieme a lei un percorso di coppia non è possibile obbligarlo. Le consiglio di iniziare lei, per proprio conto, una terapia individuale. Nel corso del tempo suo marito potrà anche incuriosirsi soprattutto se lei mantiene la privacy sui suoi colloqui. Di rimando, ogni cambiamento che si verificherà in lei, inciderà sul suo rapporto di coppia.
Un cordiale saluto
Dr.ssa Patrizia De Sanctis
Buonasera, sinceramente non saprei rispondere ad una domanda così...Lei cosa vorrebbe sentirsi dire se fosse al posto di suo marito?...a volte mettersi dal punto di vista dell'altro può aiutare. Le auguro buona giornata, Silvia Carrai
Gentile Signora, proverò a risponderle pur non avendo informazioni relative alla sua storia. Quando si decide di intraprendere una psicoterapia di coppia, è molto comune ritrovarsi nella sua situazione. Cimentarsi in questo viaggio è un impresa ardua e complessa ed è importante avere una buona dose di motivazione per decidere di intraprenderlo. Se sente di aver bisogno di convincere suo marito ad iniziare un percorso di terapia, questo può significare che per lui i tempi non sono ancora maturi, al contrario di lei che sembra essere pronta. Le suggerirei di provare a rassicurarlo sul fatto che in terapia non si cerca un colpevole ma sarà un'esperienza che farete entrambi alla pari, in cui vi potrete confrontare, ponendovi obiettivi comuni da raggiungere. Questa potrà essere la vostra occasione per riprendere in mano la vostra relazione coniugale, alleggerendola magari dai pesi ai quali è stata esposta. Mi permetta anche di aggiungere che semmai questo suo tentativo fallisse, può sempre pensare di avviarsi "da sola" in questo viaggio, e lavorando in un ottica di coppia vedrà che riuscirà in modo del tutto naturale a trovare la formula giusta per coinvolgerlo.
Spero di poterle essere stata utile. Cordialmente
Spero di poterle essere stata utile. Cordialmente
Buongiorno, per quanto riguarda la mia esperienza come terapeuta di coppia, le posso dire che non è facile trovare la chiave per convincere un partner a intraprendere un percorso. Sicuramente può partire da lei, dal fatto che per lei sarebbe importante andare a parlare con qualcuno. Che lei ne sente la necessità perchè probabilmente è un periodo non facile. Proporrei a suo marito solo alcuni incontri (tipo due) per potersi anche lui farsi un'idea di che cosa si tratta e poi decidere.
Per quanto mi riguarda, ho notato che i partner sono spesso restii a venire in terapia, poi però riescono a trarne vantaggio e la terapia funziona.
Saluti
V. Barucci
Per quanto mi riguarda, ho notato che i partner sono spesso restii a venire in terapia, poi però riescono a trarne vantaggio e la terapia funziona.
Saluti
V. Barucci
Crudo da dirsi, ma: se non è interessato, non lo salverai certo tu.
Se hai spiegato in modo chiaro i perché e i motivi, ma non cambia idea, che altro puoi fare?
Forse è meglio se concentri le energie su te stessa.
Se hai spiegato in modo chiaro i perché e i motivi, ma non cambia idea, che altro puoi fare?
Forse è meglio se concentri le energie su te stessa.
Buongiorno! il consiglio che sento di darti è di parlare il più possibile in modo autentico a tuo marito. Per modo autentico intendo cercare di dare voce al tuo mondo interiore, a ciò che provi, a come ti senti, cercando il più possibile di utilizzare messaggi che parlano di te e di ciò che stai vivendo: "le nostre continue discussioni mi impauriscono e temo di perdere il rapporto che c'era tra noi due. Ho bisogno di te per capire cosa ci stia accadendo e se c'è una strada percorribile per ritrovare un nostro equilibrio".
Questo è un breve esempio di come la comunicazione del nostro vissuto potrebbe essere espressa all'altro cercando di evitare così reazioni di attacco o di fuga. Ovvio che, se tutto ciò è già stato fatto, il percorso che desideri intraprendere in coppia ti consiglio di farlo da sola. Un caro saluto
Questo è un breve esempio di come la comunicazione del nostro vissuto potrebbe essere espressa all'altro cercando di evitare così reazioni di attacco o di fuga. Ovvio che, se tutto ciò è già stato fatto, il percorso che desideri intraprendere in coppia ti consiglio di farlo da sola. Un caro saluto
Dott.ssa Ahdieh Marous Noushabadi
Psicoterapeuta, Chirurgo generale, Medico di medicina generale
Schio
Gentile signora. Intanto le proporrei d'iniziare lei la terapia. Vedrà che man mano che lei cambierà lungo il percorso della psicoterapia, troverà sicuramente un modo spontaneo per coinvolgere anche suo marito. Cordialmente.
Salve gentile utente, difficile immaginare come poterla aiutare con poche parole. Vorrei darle spunti di riflessione, invece che consigli, che potrebbero risultare slegati dal contesto e per questo poco utili.
Potrebbe riflettere sulla possibilità di iniziare intraprendendo un percorso di psicoterapia individuale, per esempio per approfondire da dove si genera in lei il bisogno di fare una terapia di coppia e che effetto le fa il rifiuto di suo marito. E ancora, come disporsi lei rispetto a questo rifiuto: in altre parole quali strategie mettere in atto nella coppia e tra sè e sè, in risposta alla situazione di fronte alla quale la mette suo marito, cioè il suo "no".
Perchè purtroppo, essendo il percorso psicoterapeutico un percorso mediamente lungo e sicuramente faticoso, non avrà significativi risultati se non intrapreso con convinzione.
Sperando di esserle stata utile, le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Eleonora Zamperini
Potrebbe riflettere sulla possibilità di iniziare intraprendendo un percorso di psicoterapia individuale, per esempio per approfondire da dove si genera in lei il bisogno di fare una terapia di coppia e che effetto le fa il rifiuto di suo marito. E ancora, come disporsi lei rispetto a questo rifiuto: in altre parole quali strategie mettere in atto nella coppia e tra sè e sè, in risposta alla situazione di fronte alla quale la mette suo marito, cioè il suo "no".
Perchè purtroppo, essendo il percorso psicoterapeutico un percorso mediamente lungo e sicuramente faticoso, non avrà significativi risultati se non intrapreso con convinzione.
Sperando di esserle stata utile, le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Eleonora Zamperini
Gentile utente, ci dia qualche informazione in più, sicuramente può motivarlo in diversi modi, i colleghi hanno dato degli ottimi suggerimenti.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Buongiorno, qualora non riuscisse a convincerlo è bene che intraprenda lei un percorso individuale.
Dovrebbe essere chiara con suo marito sui motivi per cui ritiene necessaria una terapia; presumibilmente sulle problematiche del rapporto che vorrebbe risolvere. Non è possibile obbligare suo marito a intraprendere un percorso se non vuole, ma forse a partecipare ad un incontro sarebbe disponibile. Potrebbe rivedere la sua posizione o comunque essere occasione per comunicare meglio a suo marito alcune cose per lei importanti. Cordiali saluti.
Buongiorno! Non ho elementi sufficienti per dare una risposta mirata. Ma in linea generale sarebbe importante che lei comunicasse apertamente i suoi sentimenti senza incolpare o accusare e che condividesse come si sente riguardo alla relazione, spiegando perché pensa che la terapia di coppia possa essere utile per entrambi. Sarebbe utile che lei sottolineasse a suo marito che la terapia di coppia non è un segno di debolezza, ma piuttosto un modo per migliorare la comunicazione e la comprensione reciproca. Provi a parlare degli obiettivi positivi che vorrebbe raggiungere attraverso questa esperienza. Potrebbe sottolineare che partecipare insieme alla terapia può portare benefici a entrambi, perché può aiutarvi a crescere individualmente e a migliorare la qualità della vostra relazione. Spieghi che partecipare alla terapia è un impegno reciproco. Entrambi avete un ruolo attivo nel processo, e la terapia può essere uno spazio sicuro per esplorare le dinamiche della vostra relazione. Se suo marito ha dubbi o preoccupazioni, lo ascolti attentamente senza giudicare. Capire le sue preoccupazioni può aiutarla a rispondere in modo più mirato alle sue esigenze e paure. Glie lo proponga come un tentativo temporaneo e specifico. Ad esempio, potreste iniziare con poche sessioni e poi valutare insieme i progressi e il vostro comfort nel continuare. La terapia di coppia può essere un percorso prezioso per molte persone, ma è essenziale che entrambi si sentano coinvolti e motivati per partecipare.
Un caro saluto
dott.ssa Sibilia
Un caro saluto
dott.ssa Sibilia
Salve, se da qualche indizio in più forse è possibile aiutarla.
Così il quesito non è comprensibile.
Saluti, dottoressa Sandra Petralli
Così il quesito non è comprensibile.
Saluti, dottoressa Sandra Petralli
Buongiorno, la motivazione per poter iniziare una terapia è un qualcosa di fondamentale. Non si può obbligare qualcuno a fare un qualcosa che non vuole/ non si sente di fare.
Quello che lei potrebbe fare è parlare e confrontarsi con suo marito e se crede che sia necessaria una terapia di coppia, potrebbe far comprendere al marito il suo stato d'animo, ciò che la preoccupa, che le causa un malessere a lei e all'intern del vostro matrimonio, mettere l'altro a conoscenza di ciò che prova, pensa e sente per poter raggiungere un punto di incontro e magari facilitare anche la comunicazione.
Resto a disposizione
Dott.ssa GDM
Quello che lei potrebbe fare è parlare e confrontarsi con suo marito e se crede che sia necessaria una terapia di coppia, potrebbe far comprendere al marito il suo stato d'animo, ciò che la preoccupa, che le causa un malessere a lei e all'intern del vostro matrimonio, mettere l'altro a conoscenza di ciò che prova, pensa e sente per poter raggiungere un punto di incontro e magari facilitare anche la comunicazione.
Resto a disposizione
Dott.ssa GDM
Buongiorno! Capisco che lei senta il bisogno di trovare una modalità per affrontare le difficoltà di coppia e che sia importante per lei che suo marito partecipi alla terapia. Le cose che potrebbe provare a fare sono:
1. Avere una comunicazione aperta: Cerchi di parlare con suo marito in modo calmo e non accusatorio, spiegandogli come si sente e perché pensa che la terapia di coppia possa essere utile. Cerchi di non farlo sembrare un ultimatum e faccia emergere l’aspetto positivo della terapia come un'opportunità per rafforzare la relazione.
2. Sottolinei i benefici: Parli dei possibili benefici di una terapia di coppia, come il miglioramento della comunicazione, la risoluzione di conflitti, e la possibilità di capire meglio i bisogni reciproci.
3. Rispetti i suoi timori: Se suo marito ha delle resistenze o paure riguardo alla terapia, cerchi di ascoltarlo senza giudicarlo. Molti temono che la terapia possa essere una "colpa" o un giudizio negativo. Lo aiuti a vedere la terapia come uno strumento di crescita, non come una soluzione punitiva.
4. Faccia appello al desiderio di migliorare la relazione: Ricordi che l’obiettivo non è solo risolvere i problemi, ma anche migliorare la qualità della relazione. Può far presente che partecipare alla terapia potrebbe aiutarvi a stare meglio insieme e a godere più a fondo della relazione.
5. Proponi un tentativo: Se suo marito è ancora incerto, potrebbe suggerire di provare a partecipare insieme a una o due sessioni. Spiegandogli che questo non significa impegnarsi in un lungo processo, ma semplicemente esplorare un'opzione per risolvere insieme eventuali difficoltà.
Spero di esserle stata di aiuto, se dovesse aver bisogno può contattarmi.
Dott.ssa Chiara Paoli
Salve! Le sembrerà scontato, ma per prima cosa parli a suo marito a cuore aperto esprimendo il suo bisogno di migliorare la relazione, insieme, ma in modo sano e costruttivo con l'aiuto di un professionista. Questo la potrebbe facilitare nel comprendere se sussistono delle reali resistenze e, qualora emergessero, capirne la tipologia (ad esempio: c'è chi nega il problema; chi si aggrappa al pensiero magico che tutto si aggiusterà da solo col tempo; chi è preoccupato per il costo; chi teme di sentirsi attribuire delle colpe; chi non crede nell'efficacia della psicoterapia; etc.). Scelga il momento migliore per affrontare l'argomento, ascolti i dubbi e le preoccupazioni di suo marito e lo rassicuri mostrando empatia e comprensione. Poi gli dia del tempo, un passo alla volta...
Salve, se lei sente questa esigenza, significa che ci sono incomprensioni o vari tipi di problemi che anche suo marito avvertirà. Forse suo marito non ha fiducia negli psicoterapeuti. La cosa migliore da fare è cercare di spiegargli che un terzo può osservare la relazione in modo empatico con entrambi voi ma anche obiettivo e dare consigli o indurre riflessioni che, quando si è invischiati nel problema, non vengono in mente. Insista sul fatto che mai un terapeuta è giudicante, semmai cerca di"sentire" i vissuti e le emozioni che emergono in seduta. Un saluto
Buongiorno,
capita spesso che nelle coppie uno dei due non si senta pronto/a a richiedere un intervento di terapia, mentre l'altro/a avverte questa esigenza e si apre all'idea di un percorso. Non conoscendo la sua situazione e quali siano le motivazioni che rendono suo marito un pochino restio ad intraprendere una terapia di coppia, quello che mi sento di consigliarle è di fargli comprendere che lei avverte questo bisogno interiore e che insieme potete migliorare la vostra situazione attuale. Potete pensare di fissare un primo colloquio senza impegno e vedere come vi siete trovati; questo potrebbe essere di conforto per suo marito, al fine di non sentirsi in nessun tipo di imposizione.
Le mando i miei saluti, con l'augurio di stare bene e poter trovare il vostro spazio di ascolto.
capita spesso che nelle coppie uno dei due non si senta pronto/a a richiedere un intervento di terapia, mentre l'altro/a avverte questa esigenza e si apre all'idea di un percorso. Non conoscendo la sua situazione e quali siano le motivazioni che rendono suo marito un pochino restio ad intraprendere una terapia di coppia, quello che mi sento di consigliarle è di fargli comprendere che lei avverte questo bisogno interiore e che insieme potete migliorare la vostra situazione attuale. Potete pensare di fissare un primo colloquio senza impegno e vedere come vi siete trovati; questo potrebbe essere di conforto per suo marito, al fine di non sentirsi in nessun tipo di imposizione.
Le mando i miei saluti, con l'augurio di stare bene e poter trovare il vostro spazio di ascolto.
Salve, purtroppo non è sempre semplice iniziare una terapia di coppia in quanto il suo bisogno (in questo caso) di ricevere una guida ed un aiuto potrebbe non essere quello di suo marito (o potrebbe non riuscire ad individuarlo). Non so se già è il suo caso, ma magari provare ad iniziare un suo percorso individuale nel frattempo può essere una valida alternativa al convincimento. Per iniziare in qualunque modo serve motivazione, proceda a piccoli passi. cari saluti
Buonasera.
Capisco quanto possa essere difficile desiderare un cambiamento nella relazione e sentirsi soli nel voler intraprendere un percorso di coppia. È naturale voler coinvolgere il proprio partner, ma è importante considerare che la terapia funziona solo se entrambe le persone sono disposte a mettersi in gioco. Forzarlo a partecipare potrebbe non solo essere poco efficace, ma anche controproducente, attivando in lui resistenze e un senso di costrizione che potrebbero irrigidire ancora di più la situazione.
Prima di tutto, potrebbe essere utile chiederti quali sono le difficoltà che stai vivendo e che ti portano a sentire il bisogno di un aiuto esterno. A volte, un primo passo prezioso è intraprendere un percorso individuale per comprendere meglio le dinamiche relazionali compromesse e acquisire strumenti per affrontarle in modo più consapevole.
Inoltre, esiste la possibilità di una terapia indiretta, che permette di lavorare sulla relazione anche se il partner non è fisicamente presente nel setting terapeutico. Questo approccio può comunque generare cambiamenti profondi e sistemici, perché modificando il tuo modo di stare nella relazione, inevitabilmente si innescano nuove dinamiche che possono portare anche l’altro a rispondere in modo diverso.
Forse, più che convincerlo, la chiave potrebbe essere mostrargli, attraverso il tuo stesso percorso e il tuo cambiamento, che è possibile vivere la relazione in modo più sereno e appagante. Se vuoi, posso aiutarti a riflettere su come affrontare questa situazione nel modo più efficace e rispettoso per entrambi, esplorando insieme possibili strategie per favorire un cambiamento positivo nella relazione.
Capisco quanto possa essere difficile desiderare un cambiamento nella relazione e sentirsi soli nel voler intraprendere un percorso di coppia. È naturale voler coinvolgere il proprio partner, ma è importante considerare che la terapia funziona solo se entrambe le persone sono disposte a mettersi in gioco. Forzarlo a partecipare potrebbe non solo essere poco efficace, ma anche controproducente, attivando in lui resistenze e un senso di costrizione che potrebbero irrigidire ancora di più la situazione.
Prima di tutto, potrebbe essere utile chiederti quali sono le difficoltà che stai vivendo e che ti portano a sentire il bisogno di un aiuto esterno. A volte, un primo passo prezioso è intraprendere un percorso individuale per comprendere meglio le dinamiche relazionali compromesse e acquisire strumenti per affrontarle in modo più consapevole.
Inoltre, esiste la possibilità di una terapia indiretta, che permette di lavorare sulla relazione anche se il partner non è fisicamente presente nel setting terapeutico. Questo approccio può comunque generare cambiamenti profondi e sistemici, perché modificando il tuo modo di stare nella relazione, inevitabilmente si innescano nuove dinamiche che possono portare anche l’altro a rispondere in modo diverso.
Forse, più che convincerlo, la chiave potrebbe essere mostrargli, attraverso il tuo stesso percorso e il tuo cambiamento, che è possibile vivere la relazione in modo più sereno e appagante. Se vuoi, posso aiutarti a riflettere su come affrontare questa situazione nel modo più efficace e rispettoso per entrambi, esplorando insieme possibili strategie per favorire un cambiamento positivo nella relazione.
Capisco che stia cercando un modo per coinvolgere suo marito nella terapia di coppia, ma la decisione di partecipare a un percorso terapeutico è molto personale e dipende dalla disponibilità di entrambe le persone coinvolte. Piuttosto che concentrarsi su tecniche specifiche per convincerlo, sarebbe utile esplorare insieme a lui le sue preoccupazioni e le motivazioni per cui crede che la terapia potrebbe essere utile per entrambi. Ogni coppia ha dinamiche uniche, e la comunicazione onesta e aperta può essere il primo passo per comprendere meglio le necessità e i desideri di entrambi. Se sente che la comunicazione è difficile, potrebbe essere utile riflettere su cosa vi impedisce di esprimere il vostro punto di vista e cosa vi fa temere i problemi della relazione.
In ogni caso, se questo è un suo desiderio, potrebbe essere lei a cominciare una terapia e trarne giovamento lei. Non è detto poi che suo marito in futuro possa cambiare idea.
In ogni caso, se questo è un suo desiderio, potrebbe essere lei a cominciare una terapia e trarne giovamento lei. Non è detto poi che suo marito in futuro possa cambiare idea.
Buonasera, per darle un consiglio davvero utile bisognerebbe conoscere quali sono le resistenze di suo marito, come mai non vuole. In generale, però, le consiglio di parlargli con calma e sincerità, spiegando perché per lei è importante fare questo percorso e proponendolo come una sua necessità personale, che ritiene possa fare bene alla coppia. Senza farlo sentire colpevole o come se ci fosse qualcosa in lui da “aggiustare”.
A volte può essere utile proporre solo un primo incontro, giusto per capire se può essere utile: questo può aiutare a superare le resistenze iniziali. Tenga anche presente che spingere troppo può avere l’effetto opposto, perché la terapia funziona meglio quando c’è la volontà di partecipare. Se suo marito dovesse continuare a rifiutare, il mio consiglio è di iniziare lei un percorso personale con un terapeuta. Può essere molto utile anche per capire meglio come affrontare la situazione.
Un caro saluto
Dott.ssa Alessia Biggio
A volte può essere utile proporre solo un primo incontro, giusto per capire se può essere utile: questo può aiutare a superare le resistenze iniziali. Tenga anche presente che spingere troppo può avere l’effetto opposto, perché la terapia funziona meglio quando c’è la volontà di partecipare. Se suo marito dovesse continuare a rifiutare, il mio consiglio è di iniziare lei un percorso personale con un terapeuta. Può essere molto utile anche per capire meglio come affrontare la situazione.
Un caro saluto
Dott.ssa Alessia Biggio
Buongiorno, difficile convincere profondamente qualcuno alla terapia. A volte anche portare il coniuge in seduta non significa che poi si metta in gioco. Consideri che se suo marito non vuole, potrebbe iniziare lei un percorso
Salve,
come prima cosa dovrei capire perché suo marito ha bisogno di "essere convinto". Ne avete già parlato insieme e sono emerse delle perplessità, dubbi riguardo all'efficacia di un eventuale percorso insieme? Oppure lui non sente la necessità?
Capire la dinamiche che c'è alla base, darebbe un'indicazione più precisa.
Ad ogni modo, l'inizio di un percorso di psicoterapia individuale o di coppia, deve nascere da una motivazione intrinseca, ovvero da un bisogno che nasce da dentro l'individuo. Sicuramente è possibile consigliare, ma l'efficacia del trattamento parte proprio da questo, dalla motivazione autonoma del soggetto di notare che qualcosa dentro di sé non va o dal percepire disagio o sofferenza che in un particolare momento della propria vita lo destabilizza, sia in coppia che singolarmente. Da qua parte tutto: la motivazione accompagnata dal desiderio di apportare beneficio psicologico e ristabilire il proprio equilibrio interno, danno l'opportunità di scegliere un professionista, di stabilire insieme gli obiettivi e di iniziare insieme il percorso di psicoterapia o di supporto psicologico, in base alle esigenze della persona. Ovviamente, la costruzione di una buona alleanza terapeutica, è centrale nel processo di cambiamento, ovvero la fiducia che si instaura con il terapeuta con il quale sentirsi a proprio agio. Consigliare, suggerire è assolutamente possibile, ma come ho già spiegato, bisognerebbe capire quale sia l'ostacolo da parte di suo marito e poi, lasciargli il tempo di elaborare la possibilità di iniziare un percorso che dovrà partire esclusivamente da sé stesso..
Spero di aver fatto un pò di chiarezza,
un caro saluto.
come prima cosa dovrei capire perché suo marito ha bisogno di "essere convinto". Ne avete già parlato insieme e sono emerse delle perplessità, dubbi riguardo all'efficacia di un eventuale percorso insieme? Oppure lui non sente la necessità?
Capire la dinamiche che c'è alla base, darebbe un'indicazione più precisa.
Ad ogni modo, l'inizio di un percorso di psicoterapia individuale o di coppia, deve nascere da una motivazione intrinseca, ovvero da un bisogno che nasce da dentro l'individuo. Sicuramente è possibile consigliare, ma l'efficacia del trattamento parte proprio da questo, dalla motivazione autonoma del soggetto di notare che qualcosa dentro di sé non va o dal percepire disagio o sofferenza che in un particolare momento della propria vita lo destabilizza, sia in coppia che singolarmente. Da qua parte tutto: la motivazione accompagnata dal desiderio di apportare beneficio psicologico e ristabilire il proprio equilibrio interno, danno l'opportunità di scegliere un professionista, di stabilire insieme gli obiettivi e di iniziare insieme il percorso di psicoterapia o di supporto psicologico, in base alle esigenze della persona. Ovviamente, la costruzione di una buona alleanza terapeutica, è centrale nel processo di cambiamento, ovvero la fiducia che si instaura con il terapeuta con il quale sentirsi a proprio agio. Consigliare, suggerire è assolutamente possibile, ma come ho già spiegato, bisognerebbe capire quale sia l'ostacolo da parte di suo marito e poi, lasciargli il tempo di elaborare la possibilità di iniziare un percorso che dovrà partire esclusivamente da sé stesso..
Spero di aver fatto un pò di chiarezza,
un caro saluto.
Buongiorno, non ci sono veri e propri consigli per convincere qualcuno a fare terapia, perché "forzare" non sarebbe funzionale. L’ideale è parlarne a fondo, spiegando come ti senti e cosa ti spinge a proporre questo percorso, cosa ti porta a pensare a una terapia di coppia e quali bisogni o difficoltà senti in questo momento. La decisione di intraprendere un percorso insieme dovrebbe nascere da una consapevolezza e da un intento condiviso, altrimenti tutto ciò che ne deriva diventa improduttivo ed inefficace.
Nel frattempo, potresti valutare l’idea di iniziare un percorso individuale: ti darebbe uno spazio protetto per esplorare ciò che stai vivendo, chiarirti le idee, e capire come muoverti nel rispetto di te stessa e della relazione. A volte, prendersi cura di sé è anche un modo per prendersi cura della coppia.
Valentina Sarchi
Nel frattempo, potresti valutare l’idea di iniziare un percorso individuale: ti darebbe uno spazio protetto per esplorare ciò che stai vivendo, chiarirti le idee, e capire come muoverti nel rispetto di te stessa e della relazione. A volte, prendersi cura di sé è anche un modo per prendersi cura della coppia.
Valentina Sarchi
Per convincere suo marito a partecipare a una terapia di coppia, è utile evitare toni accusatori o richieste dirette. La resistenza nasce spesso da una reazione difensiva: il cervello percepisce la proposta come una minaccia o un giudizio. Conviene quindi formulare l’idea come un’occasione di crescita condivisa, non come la soluzione a un problema. Può dire, ad esempio: “Mi piacerebbe capire insieme a te come possiamo comunicare meglio, anche solo con uno sguardo esterno neutro.” Oppure: “Non si tratta di trovare colpe, ma di migliorare quello che abbiamo.”
È importante scegliere un momento di calma, non durante o dopo un conflitto, e usare un tono neutro ma affettuoso. Eviti di presentare la terapia come una “cura”, e la descriva piuttosto come uno strumento di manutenzione della relazione. Se lui resta chiuso, può iniziare lei un percorso individuale: spesso il cambiamento osservato in un partner stimola nel cervello dell’altro una risposta di apertura e imitazione emotiva. In sintesi: proponga, non imponga; inviti alla curiosità, non alla correzione.
È importante scegliere un momento di calma, non durante o dopo un conflitto, e usare un tono neutro ma affettuoso. Eviti di presentare la terapia come una “cura”, e la descriva piuttosto come uno strumento di manutenzione della relazione. Se lui resta chiuso, può iniziare lei un percorso individuale: spesso il cambiamento osservato in un partner stimola nel cervello dell’altro una risposta di apertura e imitazione emotiva. In sintesi: proponga, non imponga; inviti alla curiosità, non alla correzione.
Buonasera, è difficile consigliarla senza avere un quadro generale della situazione. Per quale motivo sarebbe interessata ad intraprendere una terapia di coppia?
Buongiorno, potrebbe provare a farlo facendo leva su quelle problematiche di coppia che lui riconosce e sente come tali e, contemporaneamente, mettendosi lei stessa in discussione come bisognosa di un aiuto (mettersi in una posizione che dà responsabilità a entrambi nella situazione) e, molto importante, mettendo in luce che nella proposta di un percorso c'è il desiderio costruttivo di proseguire la relazione nel migliore dei modi, perchè lei tiene molto alla vostra relazione. Spero di esserle stata utile, buona giornata. Ilaria Innocenti
Gentile utente, non avendo alcuna informazione sulla vostra situazione e sui motivi per cui suo marito non vuole intraprendere un percorso di psicoterapia di coppia è molto difficile poter rispondere alla sua richiesta. Al contempo può comunque considerare la possibilità di iniziarlo lei, questo potrebbe esserle utile anche nella relazione con lui.
Saluti
Saluti
Buonasera, dalla sua domanda capisco che sta attraversando un momento difficile nella sua relazione di coppia e sente il bisogno di confrontarsi con un professionista per lavorare su alcune dinamiche che probabilmente non funzionano più. Purtroppo non possiamo convincere un'altra persona a fare un passo di questo tipo poiché il desiderio di questo lavoro è davvero personale ed è anche la base di partenza per ottenere dei buoni risultati: se lo convince, ma lui non lo desidera davvero, il rischio è di non riuscire comunque ad ottenere molto. L'unica cosa che mi sento di condividere è di valutare un percorso individuale che la possa aiutare a comprendere meglio quello che sta accadendo alla coppia, ma anche a lei personalmente.
Buongiorno,
la sua richiesta è comprensibile e frequente quando una relazione attraversa una fase di difficoltà. Il desiderio di coinvolgere il partner nasce spesso dal bisogno di prendersi cura del legame e di trovare uno spazio che aiuti a comprendere meglio ciò che sta accadendo.
È utile però sapere che la terapia di coppia richiede una motivazione condivisa: non può funzionare se uno dei due si sente costretto o portato “contro voglia”. Spesso la resistenza non è un rifiuto della relazione, ma della paura di essere giudicati, messi sotto accusa o di dover affrontare emozioni difficili.
Quando ne parla con suo marito, può aiutarla:
• scegliere un momento di calma, evitando di affrontare l’argomento durante un conflitto;
• parlare in prima persona dei propri bisogni e vissuti (“io sento il bisogno di uno spazio per capirci meglio”), piuttosto che focalizzarsi su ciò che lui dovrebbe cambiare;
• presentare la terapia come un supporto alla relazione, non come una “ultima spiaggia” o una ricerca di colpe;
• chiarire che il terapeuta non prende le parti di nessuno, ma aiuta la coppia a comprendere e modificare le dinamiche che creano sofferenza.
Può anche essere utile proporre un primo incontro esplorativo, senza l’impegno a intraprendere subito un percorso: sapere che non si tratta di una decisione definitiva riduce spesso l’ansia e le difese.
Se nonostante questo lui non si sentisse pronto, è importante rispettare i suoi tempi. In questi casi, un percorso individuale per lei può rappresentare uno spazio di sostegno e di riflessione su come stare nella relazione, su ciò che è possibile cambiare e su come tutelare il proprio benessere. Spesso i cambiamenti individuali producono effetti anche sul funzionamento della coppia.
la sua richiesta è comprensibile e frequente quando una relazione attraversa una fase di difficoltà. Il desiderio di coinvolgere il partner nasce spesso dal bisogno di prendersi cura del legame e di trovare uno spazio che aiuti a comprendere meglio ciò che sta accadendo.
È utile però sapere che la terapia di coppia richiede una motivazione condivisa: non può funzionare se uno dei due si sente costretto o portato “contro voglia”. Spesso la resistenza non è un rifiuto della relazione, ma della paura di essere giudicati, messi sotto accusa o di dover affrontare emozioni difficili.
Quando ne parla con suo marito, può aiutarla:
• scegliere un momento di calma, evitando di affrontare l’argomento durante un conflitto;
• parlare in prima persona dei propri bisogni e vissuti (“io sento il bisogno di uno spazio per capirci meglio”), piuttosto che focalizzarsi su ciò che lui dovrebbe cambiare;
• presentare la terapia come un supporto alla relazione, non come una “ultima spiaggia” o una ricerca di colpe;
• chiarire che il terapeuta non prende le parti di nessuno, ma aiuta la coppia a comprendere e modificare le dinamiche che creano sofferenza.
Può anche essere utile proporre un primo incontro esplorativo, senza l’impegno a intraprendere subito un percorso: sapere che non si tratta di una decisione definitiva riduce spesso l’ansia e le difese.
Se nonostante questo lui non si sentisse pronto, è importante rispettare i suoi tempi. In questi casi, un percorso individuale per lei può rappresentare uno spazio di sostegno e di riflessione su come stare nella relazione, su ciò che è possibile cambiare e su come tutelare il proprio benessere. Spesso i cambiamenti individuali producono effetti anche sul funzionamento della coppia.
Quando un partner è riluttante alla terapia di coppia, spesso non è per mancanza di motivazione, ma per timori legati al giudizio o alla colpevolizzazione. Può essere utile presentare la terapia partendo dal proprio vissuto emotivo e dai propri bisogni, evitando di attribuire il problema all’altro.
È importante chiarire che la terapia di coppia non è un tribunale, ma uno spazio neutro per comprendere le dinamiche relazionali e migliorare la comunicazione e la relazione stessa.
In ogni caso, se l'altro non vuole intraprendere una terapia di coppia, per quanto possa essere frustrante, è importante rispettare questa scelta e magari scegliere un percorso individuale dove elaborare le proprie difficoltà legate alla coppia.
È importante chiarire che la terapia di coppia non è un tribunale, ma uno spazio neutro per comprendere le dinamiche relazionali e migliorare la comunicazione e la relazione stessa.
In ogni caso, se l'altro non vuole intraprendere una terapia di coppia, per quanto possa essere frustrante, è importante rispettare questa scelta e magari scegliere un percorso individuale dove elaborare le proprie difficoltà legate alla coppia.
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