Buongiorno a tutti, da circa due settimane e mezzo il mio (ormai ex) ragazzo ha deciso di andarsene
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Buongiorno a tutti, da circa due settimane e mezzo il mio (ormai ex) ragazzo ha deciso di andarsene di casa dopo quasi 5 anni di convivenza. Non è la prima volta che succede anche se le altre volte, dopo 2/3 giorni, con qualche scusa o in preda all'alcol si rifaceva vivo e piano piano tornavamo assieme. Stavolta invece è diverso, nonostante l'ultimo periodo fosse 'tranquillo' (tanto che mi parlava di andare di qui e di là in estate e altre cose) un venerdì andiamo a pranzo in compagnia di amici e quello stesso giorno mi disse che aveva chiesto a un'agente immobiliare di fargli sapere se avesse trovato una casa (riferito per entrambi) in una zona in cui ci sarebbe piaciuto abitare del paese (questo per far capire fino in ultimo com'era). Fatto sta che dopo il pranzo che è andato tutto bene, lui era arrivato a un certo grado alcolico, entra in macchina con me e comincia ad impazzire (sarò chiara, il suo 'smatto' era dovuto a una palese astinenza da droga per cui voleva andare a tutti i costi a prenderla), io lo porto alla sua macchina, lui va a fare quel che deve e ognuno finisce la giornata per i fatti suoi. Il giorno dopo ammette questa cosa ma rigira la colpa su di me, che se si è innervosito sarà stato per un accumulo di volte precedenti (discussioni sempre legate all'uso frequente che ho scoperto che fa e a due suoi amici che si mettevano di continuo in mezzo a noi ogni giorno, turbando parecchio (almeno per me, lui li giustificava sempre) le nostre giornate), dunque anche il sabato ognuno per i fatti suoi. La sera ovviamente ulteriore discussione e la domenica prende su tutto e va via di casa trattandomi come fossi una nullità nonostante provassi a parlargli piangendo come una matta perchè stavo davvero male per questo. L'ho contattato solo una volta i primi giorni per poter parlare in modo tranquillo ma lui ha detto che se è venuto a parlarmi è stato solo per cortesia ( 'solo cortesia' dopo quasi 5 anni di convivenza e fino al giorno prima era tutto normale), che si è stufato delle discussioni, che vedo il problema della droga più grande di quello che è, che ho da ridire anche sui suoi amici ecc..da li più niente, non l'ho più cercato, mi ha chiamata per due o tre volte la sera che era parecchio ubriaco dicendo dapprima che si era sbagliato e gli erano partite le chiamate e poi per continuare a dirmi che non vuole più avere a che fare con me, di non cercarlo (ma io non l'ho mai più cercato), che non dobbiamo sentirci ecc..poi mi ha bloccato su whatsapp, mi ha chiamato la sera dopo (sempre ubriaco) per dirmi che il bloccarmi è stato un gesto di 'stizza' ma che (ancora) non vuole più avere a che fare con me. Da quest'ultima chiamata di sabato sera sono ancora bloccata. Io mi chiedo perchè? Come si cancellano in un giorno quasi 5 anni quando fino a un minuto prima parlavi di una casa? Perchè trattarmi così e riversare su di me le colpe del fatto che c'erano discussioni sempre per quei due motivi concludendo che 'a me non va mai bene niente' quando di base si parla di cose pesanti come droga o rapporti malati con certe persone? Inoltre lavoriamo assieme, e il suo atteggiamento ad oggi è freddissimo, non mi saluta, ogni volta che passo o mi vede comincia a cantare e fischiettare ad alta voce, a volte si presenta in posti vicinissimi al mio paese dove, per dove è tornato lui ora ad abitare, sarebbe solo che scomodo e mi manda in bestia questa cosa. Son quasi 3 settimane che è successo il tutto e anche se mi sto rivolgendo a un terapista, mi sento davvero a pezzi.
Grazie in anticipo per chi risponderà
Grazie in anticipo per chi risponderà
Buongiorno,
quello che hai condiviso racconta una situazione profondamente dolorosa e complessa, segnata da una relazione lunga, intensa e carica di dinamiche disfunzionali. È assolutamente comprensibile che tu oggi ti senta “a pezzi”: non si tratta solo della fine di una convivenza, ma anche del crollo improvviso di progetti, sogni condivisi, e forse anche della fiducia nelle tue percezioni.
Quando una persona lascia in modo così repentino e apparentemente incoerente rispetto a quanto detto e fatto fino a pochi giorni prima, è naturale rimanere disorientati e pieni di domande. Tuttavia, dalle tue parole emergono chiaramente segnali che indicano la presenza di problemi più profondi: l’uso di sostanze, i comportamenti sotto l’effetto di alcol, le colpe che ti sono state riversate addosso, le continue ricadute e il suo atteggiamento manipolatorio, sono elementi che vanno ben oltre la normale conflittualità di coppia.
Sentirsi colpevolizzati per aver posto dei limiti su temi gravi come la droga o le interferenze esterne (come quelle degli amici) è indice di una dinamica relazionale che può essere definita tossica. Le sue azioni – come ignorarti, bloccarti, poi ricontattarti ubriaco per ribadire che “non vuole più avere a che fare con te” – sembrano rispondere più a una modalità di controllo e confusione che a una reale volontà di chiusura matura.
Anche il suo comportamento attuale sul luogo di lavoro – evitarti, fischiettare, cercare di mostrarsi indifferente in modo provocatorio – sembra più orientato a suscitare una reazione che a segnare un reale distacco emotivo.
Hai fatto benissimo a rivolgerti a un terapista: questo passo dimostra forza, lucidità e volontà di uscire da questo dolore con maggiore consapevolezza di te stessa e delle tue risorse. In momenti come questi è fondamentale prendersi cura della propria salute emotiva, comprendere le dinamiche relazionali vissute e, se necessario, elaborare anche un senso di “lutto” affettivo.
Rivolgersi a uno specialista, come stai già facendo, è non solo utile, ma consigliato per affrontare a fondo le ferite lasciate da una relazione così destabilizzante e per ricostruire, passo dopo passo, il proprio benessere.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi – Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che hai condiviso racconta una situazione profondamente dolorosa e complessa, segnata da una relazione lunga, intensa e carica di dinamiche disfunzionali. È assolutamente comprensibile che tu oggi ti senta “a pezzi”: non si tratta solo della fine di una convivenza, ma anche del crollo improvviso di progetti, sogni condivisi, e forse anche della fiducia nelle tue percezioni.
Quando una persona lascia in modo così repentino e apparentemente incoerente rispetto a quanto detto e fatto fino a pochi giorni prima, è naturale rimanere disorientati e pieni di domande. Tuttavia, dalle tue parole emergono chiaramente segnali che indicano la presenza di problemi più profondi: l’uso di sostanze, i comportamenti sotto l’effetto di alcol, le colpe che ti sono state riversate addosso, le continue ricadute e il suo atteggiamento manipolatorio, sono elementi che vanno ben oltre la normale conflittualità di coppia.
Sentirsi colpevolizzati per aver posto dei limiti su temi gravi come la droga o le interferenze esterne (come quelle degli amici) è indice di una dinamica relazionale che può essere definita tossica. Le sue azioni – come ignorarti, bloccarti, poi ricontattarti ubriaco per ribadire che “non vuole più avere a che fare con te” – sembrano rispondere più a una modalità di controllo e confusione che a una reale volontà di chiusura matura.
Anche il suo comportamento attuale sul luogo di lavoro – evitarti, fischiettare, cercare di mostrarsi indifferente in modo provocatorio – sembra più orientato a suscitare una reazione che a segnare un reale distacco emotivo.
Hai fatto benissimo a rivolgerti a un terapista: questo passo dimostra forza, lucidità e volontà di uscire da questo dolore con maggiore consapevolezza di te stessa e delle tue risorse. In momenti come questi è fondamentale prendersi cura della propria salute emotiva, comprendere le dinamiche relazionali vissute e, se necessario, elaborare anche un senso di “lutto” affettivo.
Rivolgersi a uno specialista, come stai già facendo, è non solo utile, ma consigliato per affrontare a fondo le ferite lasciate da una relazione così destabilizzante e per ricostruire, passo dopo passo, il proprio benessere.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi – Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
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Forse deve chiedersi come mai resta in un rapporto di coppia dove il suo partner continua a maltrattarla e a svalutarla. Più che una terapia di coppia le consiglio una terapia singola dove lei può cercare di chiarirsi le motivazioni che l' hanno portata a legarsi a un partner così problematico e maltrattante, continuando a rimanere in una relazione così poco soddisfacente .
Hai scritto con lucidità e coraggio, mettendo in parole una situazione che è estremamente difficile, piena di dolore e di contraddizioni, me ne rendo conto. È comprensibile che tu ti senta a pezzi: stai attraversando un terremoto emotivo, e lo stai facendo mentre cerchi anche risposte, senso, un minimo di chiarezza.
Il comportamento del tuo ex – le sue fughe, i ritorni, le accuse, i silenzi, i blocchi, i messaggi ambigui, la freddezza al lavoro – è un vortice confuso che lascia inevitabilmente chi sta dall’altra parte senza fiato. Quasi sempre, però, in questi meccanismi non c’è una vera logica affettiva o una “coerenza del cuore”, ma c’è molta fragilità, dipendenza emotiva, dinamiche manipolative e a volte anche una vera e propria fuga da sé stessi.
Hai vissuto una relazione molto intensa, ma anche carica di elementi disfunzionali: l’uso di sostanze, il coinvolgimento di “amici” che sembrano più un ostacolo che un arricchimento, la rabbia, il bisogno di controllare o scaricare su di te responsabilità che non sono tue. Questo tipo di relazione ti prosciuga.
La tua domanda “come si cancellano cinque anni in un giorno?” è quella che fa più male, ed è anche la più umana. Ma a volte le persone non “cancellano” davvero – semplicemente si spaventano davanti a ciò che non riescono a gestire, e anziché affrontare, fuggono. Il punto è che non sei tu ad aver sbagliato, né tantomeno a non aver amato abbastanza. Anzi, da quello che scrivi si sente chiaramente quanto hai tenuto duro, quanto hai provato a capire, a restare, a essere presente. Ma non puoi salvare da sola qualcuno che non vuole davvero essere salvato!
E soprattutto, non è giusto che tu venga colpevolizzata per aver visto con chiarezza ciò che non funzionava: la droga, le dinamiche tossiche, le scelte irresponsabili. Pretendere rispetto, onestà e stabilità non è “non far andare mai bene niente”, è solo il minimo che una persona che ama può chiedere.
Il tuo dolore ora è legittimo, e fa parte del processo. Hai fatto bene a rivolgerti a un professionista: stai iniziando a rimettere il focus su di te, a rimettere insieme i pezzi di una storia che ti ha fatto vivere molto, ma che ti ha anche tolto tanto.
Non sei sola. E non sei sbagliata.
Mi tengo a disposizione su Roma ed online
Il comportamento del tuo ex – le sue fughe, i ritorni, le accuse, i silenzi, i blocchi, i messaggi ambigui, la freddezza al lavoro – è un vortice confuso che lascia inevitabilmente chi sta dall’altra parte senza fiato. Quasi sempre, però, in questi meccanismi non c’è una vera logica affettiva o una “coerenza del cuore”, ma c’è molta fragilità, dipendenza emotiva, dinamiche manipolative e a volte anche una vera e propria fuga da sé stessi.
Hai vissuto una relazione molto intensa, ma anche carica di elementi disfunzionali: l’uso di sostanze, il coinvolgimento di “amici” che sembrano più un ostacolo che un arricchimento, la rabbia, il bisogno di controllare o scaricare su di te responsabilità che non sono tue. Questo tipo di relazione ti prosciuga.
La tua domanda “come si cancellano cinque anni in un giorno?” è quella che fa più male, ed è anche la più umana. Ma a volte le persone non “cancellano” davvero – semplicemente si spaventano davanti a ciò che non riescono a gestire, e anziché affrontare, fuggono. Il punto è che non sei tu ad aver sbagliato, né tantomeno a non aver amato abbastanza. Anzi, da quello che scrivi si sente chiaramente quanto hai tenuto duro, quanto hai provato a capire, a restare, a essere presente. Ma non puoi salvare da sola qualcuno che non vuole davvero essere salvato!
E soprattutto, non è giusto che tu venga colpevolizzata per aver visto con chiarezza ciò che non funzionava: la droga, le dinamiche tossiche, le scelte irresponsabili. Pretendere rispetto, onestà e stabilità non è “non far andare mai bene niente”, è solo il minimo che una persona che ama può chiedere.
Il tuo dolore ora è legittimo, e fa parte del processo. Hai fatto bene a rivolgerti a un professionista: stai iniziando a rimettere il focus su di te, a rimettere insieme i pezzi di una storia che ti ha fatto vivere molto, ma che ti ha anche tolto tanto.
Non sei sola. E non sei sbagliata.
Mi tengo a disposizione su Roma ed online
In una relazione affettiva, soprattutto se prolungata e intensa, è fondamentale osservare come si struttura la danza relazionale: chi insegue, chi si ritira, chi cerca il controllo attraverso l’instabilità. Il tuo racconto evidenzia una dinamica in cui tu assumi il ruolo di regolatrice emotiva, mentre lui alterna vicinanza e distacco in modo disorganizzato, spesso mediato da sostanze e influenze esterne. La domanda utile in terapia non è 'perché mi tratta così?', ma: cosa mi tiene legata a un legame che mi fa sentire svalutata, invisibile e colpevole? La sofferenza che provi ora può essere un punto di partenza per esplorare i tuoi modelli relazionali, le tue soglie di tolleranza al dolore emotivo e il significato profondo che attribuisci all'amore. Il lavoro terapeutico qui potrebbe focalizzarsi su come rinegoziare i tuoi confini interni e su quali aspetti del tuo desiderio d’amore meritano di essere protetti e riconosciuti.
Buongiorno,
visto il momento difficile e doloroso che sta attraversando credo che rivolgersi ad un terapista sia stata la cosa migliore. Porti nelle sedute tutti i suoi dubbi e le sue sofferenze, vedrà che con il tempo potrà dare un significato a quanto accaduto e pian piano stare meglio.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
visto il momento difficile e doloroso che sta attraversando credo che rivolgersi ad un terapista sia stata la cosa migliore. Porti nelle sedute tutti i suoi dubbi e le sue sofferenze, vedrà che con il tempo potrà dare un significato a quanto accaduto e pian piano stare meglio.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Bella esposizione, chiara anche se un po’ sofferente. Io nei miei colloqui online non fornisco suggerimenti ma cerco di portare la persona a riflettere ed illuminare quello che le sfugge. Visto da fuori mi è chiara la situazione e non credo che ci voglia molto tempo per poter capire e prendere una decisione anziché subire quelle del tuo ragazzo. Mandami pure un messaggio.
Buongiorno, mi colpisce che lei si stupisca del comportamento del suo ex ragazzo, dal momento che lo descrive dipendente da alcol e droghe. Purtroppo la dipendenza da sostanze è più forte di ogni altra cosa per chi ne è vittima. Quelle "cose pesanti" che giustamente lei gli mette davanti vanno prese sul serio e non tollerate. il forte legame che probabilmente vi lega non potrebbe consentirle di assumere una posizione determinata a far sì che lui riconosca il suo problema e lo affronti? Come potrebbe altrimenti immaginarsi il suo futuro con una persona così condizionata dall'uso di sostanze?
Buongiorno e buona Pasqua. Tenga bene a mente che nei rapporti di dipendenza si rinuncia a controllare sé stessi per poter controllare l'altro. La dipendenza da cui è affetto il suo compagno è sicuramente questione centrale, ma non è da meno anche quello che lei è disposta a subire o quanto è disposta a sacrificarsi per questo, non evitando di ricevere male anche lei. Molto utile che lei abbia chiesto una psicoterapia, ancor più utile se di coppia, o se in qualche maniera anche il suo partner ne sia coinvolto.
Dott. Simone Festa
Dott. Simone Festa
Buongiorno, il mio suggerimento è quello di parlare con il suo psicoterapeuta di come si sente, altrimenti rischia di sovrapporre interventi e punti di vista
Grazie per aver condiviso qui una parte così intensa e dolorosa della sua esperienza. Le sue parole trasmettono con forza quanto tutto questo stia generando sofferenza, confusione e un senso di disorientamento emotivo, soprattutto davanti alla brusca rottura di una relazione così lunga e coinvolgente.
La modalità con cui questa separazione è avvenuta, e il contrasto tra i segnali recenti di continuità e il repentino distacco, possono lasciare uno strascico di domande aperte e sensazioni difficili da gestire: senso di abbandono, incredulità, rabbia e anche colpa, soprattutto quando l’altro riversa su di noi la responsabilità di ciò che accade.
La sua lucidità nel descrivere anche i segnali di malessere all’interno della relazione – come l’uso di sostanze, le dinamiche legate agli amici, e l’instabilità comportamentale del suo ex – è già un importante atto di consapevolezza. A volte può succedere che, per amore, si tenti di tenere insieme la relazione anche quando certi comportamenti ci feriscono profondamente. Ma quando questi diventano ricorrenti e confondenti, come nel caso delle interruzioni, dei ritorni e delle comunicazioni ambigue, è comprensibile sentirsi svuotati e sopraffatti.
Sta già facendo un passo significativo chiedendo aiuto e intraprendendo un percorso terapeutico. Questo può essere lo spazio in cui ricostruire, con delicatezza e rispetto dei suoi tempi, un senso di sé più solido, meno esposto alla dipendenza emotiva e ai movimenti distruttivi dell’altro.
Le auguro di continuare in questo cammino, con tutta la forza e la cura di cui ha bisogno. Non è sola.
Sono disponibile anche online
Cordialmente
Dott. Tiziana Vecchiarini
La modalità con cui questa separazione è avvenuta, e il contrasto tra i segnali recenti di continuità e il repentino distacco, possono lasciare uno strascico di domande aperte e sensazioni difficili da gestire: senso di abbandono, incredulità, rabbia e anche colpa, soprattutto quando l’altro riversa su di noi la responsabilità di ciò che accade.
La sua lucidità nel descrivere anche i segnali di malessere all’interno della relazione – come l’uso di sostanze, le dinamiche legate agli amici, e l’instabilità comportamentale del suo ex – è già un importante atto di consapevolezza. A volte può succedere che, per amore, si tenti di tenere insieme la relazione anche quando certi comportamenti ci feriscono profondamente. Ma quando questi diventano ricorrenti e confondenti, come nel caso delle interruzioni, dei ritorni e delle comunicazioni ambigue, è comprensibile sentirsi svuotati e sopraffatti.
Sta già facendo un passo significativo chiedendo aiuto e intraprendendo un percorso terapeutico. Questo può essere lo spazio in cui ricostruire, con delicatezza e rispetto dei suoi tempi, un senso di sé più solido, meno esposto alla dipendenza emotiva e ai movimenti distruttivi dell’altro.
Le auguro di continuare in questo cammino, con tutta la forza e la cura di cui ha bisogno. Non è sola.
Sono disponibile anche online
Cordialmente
Dott. Tiziana Vecchiarini
Buongiorno,
io credo che questo momento della sua vita, seppur spiacevole e doloroso, possa essere per lei usato al meglio.. se ci pensa esso può rappresentare per lei un'occasione per riflettere sul suo rapporto e sulle sue scelte di vita. Si chieda se davvero vuole stare con questo ragazzo, se siete compatibili, se potete arrivare a dei compromessi. La psicologa che sceglierà potrà starle accanto nelle sue riflessioni e potrà aiutarla a capire cosa è davvero importante per lei, per poi essere più serena nelle sue scelte
io credo che questo momento della sua vita, seppur spiacevole e doloroso, possa essere per lei usato al meglio.. se ci pensa esso può rappresentare per lei un'occasione per riflettere sul suo rapporto e sulle sue scelte di vita. Si chieda se davvero vuole stare con questo ragazzo, se siete compatibili, se potete arrivare a dei compromessi. La psicologa che sceglierà potrà starle accanto nelle sue riflessioni e potrà aiutarla a capire cosa è davvero importante per lei, per poi essere più serena nelle sue scelte
Salve, si logge da ogni tua parola che stai vivendo un momento di dolore profondo, ma anche di grande confusione, e capisco che non è facile parlare apertamente di una situazione carica di emozioni, soprattutto quando ci sono ancora tanti “perché” che restano in sospeso.
Dopo quasi cinque anni di convivenza, un distacco così improvviso, incoerente e apparentemente privo di logica non può che lasciarti disorientata. Non è solo una rottura amorosa: è un terremoto emotivo, un colpo all’identità, alla fiducia, ai progetti costruiti insieme, alla tua visione della realtà. Quello che ti sta succedendo è, a tutti gli effetti, un trauma relazionale.
Da quello che descrivi, il tuo ex sembra mostrare comportamenti impulsivi, scostanti e contraddittori, e la sua "dipendenza" (anche se non l’hai scritto apertamente, è qualcosa che aleggia chiaramente) può aver avuto un ruolo centrale in tutto questo. Si legge spesso di alterazione del comportamento, delle emozioni, delle percezioni, e spesso la negazione, manipolazione, il deviare le responsabilità. Quando poi ci sono anche amici “complici” che rinforzano certe dinamiche, la situazione può diventare ancora più gravosa.
Hai fatto bene a cercare aiuto. Un terapeuta può aiutarti a dare un senso a tutto questo, ma soprattutto può aiutarti a rimettere te stessa al centro, passo dopo passo. Il fatto che tu sia già in terapia è un segnale importante: sei presente a te stessa, nonostante il dolore.
Quanto al suo comportamento al lavoro, il suo fischiettare, cantare, fare lo “spettacolo” davanti a te… sembrano tentativi goffi e immaturi di mostrarsi “indifferente”, ma potrebbero parlare di altro. Chi è davvero in pace, non ha bisogno di fare tutto questo rumore.
Quei gesti assurdi – tipo bloccarti e poi sbloccarti, chiamarti solo da ubriaco, venire nei luoghi che sei abituata a frequentare – sono segni di una persona che non ha chiuso davvero, ma non è nemmeno disposta a fare un lavoro serio su sé stessa per costruire una relazione sana.
La verità dolorosa è che a volte le persone se ne vanno non perché smettono di amarci, ma perché non riescono ad amare in modo sano. E in quel caso, restare o tornare con loro significherebbe tradire noi stessi.
Tu hai fatto la cosa giusta provando a parlargli. Hai dato voce al tuo dolore, hai cercato un confronto. Ora che lui ha deciso di voltarti le spalle, la scelta che hai davanti è una: prenderti cura di te. Non darti colpe che non sono tue.
I tuoi bisogni, le preoccupazioni che avevi erano legittimi. Non eri “esagerata”. Non eri “pesante”. E non è colpa tua se lui ha scelto di non ascoltarti.
Forse non arriverà mai una chiusura chiara da lui, ma puoi costruirne una dentro di te. Una che dica: “Ho fatto il possibile. Ora scelgo me stessa”.
Se ti va, possiamo parlarne ancora. A volte serve solo qualcuno che ti accompagni, anche solo per un pezzetto, mentre provi a ricostruirti.
Dopo quasi cinque anni di convivenza, un distacco così improvviso, incoerente e apparentemente privo di logica non può che lasciarti disorientata. Non è solo una rottura amorosa: è un terremoto emotivo, un colpo all’identità, alla fiducia, ai progetti costruiti insieme, alla tua visione della realtà. Quello che ti sta succedendo è, a tutti gli effetti, un trauma relazionale.
Da quello che descrivi, il tuo ex sembra mostrare comportamenti impulsivi, scostanti e contraddittori, e la sua "dipendenza" (anche se non l’hai scritto apertamente, è qualcosa che aleggia chiaramente) può aver avuto un ruolo centrale in tutto questo. Si legge spesso di alterazione del comportamento, delle emozioni, delle percezioni, e spesso la negazione, manipolazione, il deviare le responsabilità. Quando poi ci sono anche amici “complici” che rinforzano certe dinamiche, la situazione può diventare ancora più gravosa.
Hai fatto bene a cercare aiuto. Un terapeuta può aiutarti a dare un senso a tutto questo, ma soprattutto può aiutarti a rimettere te stessa al centro, passo dopo passo. Il fatto che tu sia già in terapia è un segnale importante: sei presente a te stessa, nonostante il dolore.
Quanto al suo comportamento al lavoro, il suo fischiettare, cantare, fare lo “spettacolo” davanti a te… sembrano tentativi goffi e immaturi di mostrarsi “indifferente”, ma potrebbero parlare di altro. Chi è davvero in pace, non ha bisogno di fare tutto questo rumore.
Quei gesti assurdi – tipo bloccarti e poi sbloccarti, chiamarti solo da ubriaco, venire nei luoghi che sei abituata a frequentare – sono segni di una persona che non ha chiuso davvero, ma non è nemmeno disposta a fare un lavoro serio su sé stessa per costruire una relazione sana.
La verità dolorosa è che a volte le persone se ne vanno non perché smettono di amarci, ma perché non riescono ad amare in modo sano. E in quel caso, restare o tornare con loro significherebbe tradire noi stessi.
Tu hai fatto la cosa giusta provando a parlargli. Hai dato voce al tuo dolore, hai cercato un confronto. Ora che lui ha deciso di voltarti le spalle, la scelta che hai davanti è una: prenderti cura di te. Non darti colpe che non sono tue.
I tuoi bisogni, le preoccupazioni che avevi erano legittimi. Non eri “esagerata”. Non eri “pesante”. E non è colpa tua se lui ha scelto di non ascoltarti.
Forse non arriverà mai una chiusura chiara da lui, ma puoi costruirne una dentro di te. Una che dica: “Ho fatto il possibile. Ora scelgo me stessa”.
Se ti va, possiamo parlarne ancora. A volte serve solo qualcuno che ti accompagni, anche solo per un pezzetto, mentre provi a ricostruirti.
Salve,
L'uso o abuso purtroppo complicano i rapporti, perché inevitabilmente chi non usa non comprende certi comportamenti, cambiamenti di umore ad esempio. Hai preso un' ottima decisione di farti aiutare, perché non devi avere dentro di te il senso di colpa o che la persona che non va bene sia tu. La sostanza stupefacente, compreso l'abuso di alcol, all'interno della coppia è di per sé
l'amante. Ritrova te stessa.
L'uso o abuso purtroppo complicano i rapporti, perché inevitabilmente chi non usa non comprende certi comportamenti, cambiamenti di umore ad esempio. Hai preso un' ottima decisione di farti aiutare, perché non devi avere dentro di te il senso di colpa o che la persona che non va bene sia tu. La sostanza stupefacente, compreso l'abuso di alcol, all'interno della coppia è di per sé
l'amante. Ritrova te stessa.
Ma credo che la risposta a queste sue domande si già nel suo racconto. Piuttosto, in analisi, mi chiederei del perché sono dentro queste dinamiche, per poi integrare le consapevolEzze che nascono e metterle al servizio della propria trasformazione.
Carissimo utente, dispiace molto per la situazione che sta vivendo.
Sicuramente deve piano piano lavorare su questa perdita, elaborando un lutto... Sicuramente piano piano accetterà questa cosa... vedrà il tempo l aiuterà a star meglio.
Cordiali saluti
Sicuramente deve piano piano lavorare su questa perdita, elaborando un lutto... Sicuramente piano piano accetterà questa cosa... vedrà il tempo l aiuterà a star meglio.
Cordiali saluti
Buonasera, ha fatto bene a cercare un aiuto per se stessa. Le dipendenze come droga e alcool rendono la persona fortemente bisognosa di cure, con tratti di personalità difficilmente comprensibili se non da un punto di vista clinico. Lui sa i tasti da toccare per farla stare male, confondendola. D'altra parte ora a lei spetta fare chiarezza su di sé e cercare il pezzo che si incastra in quella relazione che l ha fatta stare tanto male ma per la quale nutriva progetti importanti. In bocca al lupo
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno, la scelta di rivolgersi ad un terapista è stata ottima vista la situazione ma alla luce di ciò che racconta questa persona non ha purtroppo consapevolezza delle proprie criticità pertanto riversa su di lei ogni male e problema della vostra relazione. Altro passo importante potrebbe essere non lavorano più insieme per ripartire da capo e ricominciare
Saluti
Dottssa Marika Fiori
Saluti
Dottssa Marika Fiori
In quello che racconta c’è un aspetto che torna con una grande regolarità: l’attenzione è spostata su di lui. Su cosa dice, su come agisce, su come sparisce, su come rientra, su come la tratta, su come giustifica. Su tutto quello che riguarda lui.
E intanto lei cerca di capire. Cerca un senso, una coerenza, una spiegazione.
Nel frattempo, ogni volta che tenta di chiarire, o semplicemente di farsi ascoltare, si ritrova travolta: svalutata, colpevolizzata, esclusa.
Non è solo la fine di una relazione a farla stare così.
È l’effetto cumulativo di una dinamica dove ciò che lei sente, pensa o chiede, viene sistematicamente ridimensionato o spostato su un altro piano. Un piano che la lascia in secondo piano. Anche quando si parla di cose serie.
Quando scrive “perché mi tratta così?”, “perché mi sento una nullità?”, “perché alla fine sembra sempre colpa mia?”, sta già descrivendo con estrema chiarezza una struttura.
Una struttura che non si regge su quello che succede, ma su quanto è disposta a tollerare pur di rimanere legata a una persona che da tempo ha smesso di esserci davvero.
Ecco il punto.
Non è solo lui il centro. È l’idea che lei ha costruito attorno a lui.
E ora che qualcosa si è rotto, tutto il resto come dolore, rabbia, disorientamento emerge senza filtri.
Ha già iniziato a guardare con lucidità, ora le serve acquisire strumenti e modi per ritornare a se stessa.
E quando si inizia a guardare con lucidità, a seguire le giuste indicazioni, a lavorare più su se stessa che sul "perchè fa così", qualcosa anche se lentamente inizia a spostarsi.
E intanto lei cerca di capire. Cerca un senso, una coerenza, una spiegazione.
Nel frattempo, ogni volta che tenta di chiarire, o semplicemente di farsi ascoltare, si ritrova travolta: svalutata, colpevolizzata, esclusa.
Non è solo la fine di una relazione a farla stare così.
È l’effetto cumulativo di una dinamica dove ciò che lei sente, pensa o chiede, viene sistematicamente ridimensionato o spostato su un altro piano. Un piano che la lascia in secondo piano. Anche quando si parla di cose serie.
Quando scrive “perché mi tratta così?”, “perché mi sento una nullità?”, “perché alla fine sembra sempre colpa mia?”, sta già descrivendo con estrema chiarezza una struttura.
Una struttura che non si regge su quello che succede, ma su quanto è disposta a tollerare pur di rimanere legata a una persona che da tempo ha smesso di esserci davvero.
Ecco il punto.
Non è solo lui il centro. È l’idea che lei ha costruito attorno a lui.
E ora che qualcosa si è rotto, tutto il resto come dolore, rabbia, disorientamento emerge senza filtri.
Ha già iniziato a guardare con lucidità, ora le serve acquisire strumenti e modi per ritornare a se stessa.
E quando si inizia a guardare con lucidità, a seguire le giuste indicazioni, a lavorare più su se stessa che sul "perchè fa così", qualcosa anche se lentamente inizia a spostarsi.
Buonasera,
la situazione sicuramente è complessa, e sarebbe complicato e non esaustivo risponderle per messaggio.
Le posso dire che sono esperta in RELAZIONI DISFUNZIONALI (formata con la dott.ssa Canovi), tratto diversi casi di dipendenza affettiva e ho lavorato in una Comunità Residenziale per tossicodipendenti per diversi anni. So di cosa parliamo.
Se ha bisogno di una consulenza anche on line mi contatti.
A disposizione.
Si prenda cura di sé!
la situazione sicuramente è complessa, e sarebbe complicato e non esaustivo risponderle per messaggio.
Le posso dire che sono esperta in RELAZIONI DISFUNZIONALI (formata con la dott.ssa Canovi), tratto diversi casi di dipendenza affettiva e ho lavorato in una Comunità Residenziale per tossicodipendenti per diversi anni. So di cosa parliamo.
Se ha bisogno di una consulenza anche on line mi contatti.
A disposizione.
Si prenda cura di sé!
Buongiorno,
ciò che sta vivendo appare estremamente doloroso e destabilizzante. È comprensibile che, dopo quasi cinque anni di convivenza, si trovi ora immersa in una serie di emozioni intense e contraddittorie, aggravate dal comportamento ambiguo e non rispettoso del suo ex compagno.
La fine di una relazione, specialmente quando è vissuta con una persona che porta con sé dinamiche complesse come l'uso di sostanze e relazioni interpersonali problematiche, può far emergere sentimenti di confusione, rabbia e tristezza. È naturale chiedersi come si possa cancellare un legame così profondo in modo repentino, ma potrebbe esserci stato un accumulo di conflitti e tensioni che hanno portato alla rottura.
Il comportamento del suo ex, che ora si mostra freddo e provocatorio, potrebbe riflettere una sua difficoltà nell'elaborare la situazione, ma è importante riconoscere che queste dinamiche non devono minare il valore della sua persona. L'assunzione di responsabilità per il proprio benessere e la ricerca di supporto, come sta facendo attraverso il lavoro con un terapeuta, sono passi preziosi per superare questo momento.
Le consiglio di continuare a focalizzarsi sul percorso terapeutico e sulla ricostruzione di sé stessa. Non permetta a comportamenti irrispettosi o provocatori di influenzare negativamente il suo cammino di crescita personale. La sua capacità di riconoscere e affrontare il dolore con il supporto professionale che ha scelto è un segnale di grande forza.
Le auguro di trovare serenità e di rimettere al centro la sua felicità e il rispetto per sé stessa. Se sente di voler condividere altri dettagli o riflessioni, sono a disposizione.
Cordiali saluti
ciò che sta vivendo appare estremamente doloroso e destabilizzante. È comprensibile che, dopo quasi cinque anni di convivenza, si trovi ora immersa in una serie di emozioni intense e contraddittorie, aggravate dal comportamento ambiguo e non rispettoso del suo ex compagno.
La fine di una relazione, specialmente quando è vissuta con una persona che porta con sé dinamiche complesse come l'uso di sostanze e relazioni interpersonali problematiche, può far emergere sentimenti di confusione, rabbia e tristezza. È naturale chiedersi come si possa cancellare un legame così profondo in modo repentino, ma potrebbe esserci stato un accumulo di conflitti e tensioni che hanno portato alla rottura.
Il comportamento del suo ex, che ora si mostra freddo e provocatorio, potrebbe riflettere una sua difficoltà nell'elaborare la situazione, ma è importante riconoscere che queste dinamiche non devono minare il valore della sua persona. L'assunzione di responsabilità per il proprio benessere e la ricerca di supporto, come sta facendo attraverso il lavoro con un terapeuta, sono passi preziosi per superare questo momento.
Le consiglio di continuare a focalizzarsi sul percorso terapeutico e sulla ricostruzione di sé stessa. Non permetta a comportamenti irrispettosi o provocatori di influenzare negativamente il suo cammino di crescita personale. La sua capacità di riconoscere e affrontare il dolore con il supporto professionale che ha scelto è un segnale di grande forza.
Le auguro di trovare serenità e di rimettere al centro la sua felicità e il rispetto per sé stessa. Se sente di voler condividere altri dettagli o riflessioni, sono a disposizione.
Cordiali saluti
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