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Esperienze

Sono la Dott.ssa Ilaria Innocenti, da 15 anni lavoro come Psicologa e Psicoterapeuta. Lavoro con adulti, adolescenti, genitori, coppie.

Il mio lavoro mi emoziona e mi sorprende sempre, é sempre nuovo e richiede creatività. Penso di aver fatto, insieme al paziente, un buon lavoro quando arriva la sua gratitudine nel sentirsi attraversato dal cambiamento, spesso senza che se lo aspettasse, quando arriva il momento di salutarci, non ha più paura di volare e si sente di poter vivere pienamente la vita nella sua semplice realtà.

Mi sono laureata in Psicologia clinico-dinamica e specializzata in Psicoterapia psicoanalitico-fenomenologica a Padova con il massimo dei voti. Durante il mio percorso formativo, ho avuto il privilegio di incontrare Psicoanalisti e Fenomenologi di grande spessore umano e professionale, dai quali ho appreso un atteggiamento clinico fondato sul rispetto della soggettività, sull’ascolto rispettoso dei vissuti esistenziali della persona e sulla sospensione del giudizio. Questo è il modello che certo di seguire quotidianamente nella mia professione. Le formazioni e le specializzazioni che ho conseguito, in in ambito clinico, ma anche giuridico, sono state mosse dalla necessità di avvicinarmi alla persona che soffre senza giudizio, con rispetto per la sua storia e la sua esperienza di vita, senza dimenticare che una parte fondamentale del lavoro terapeutico è volta alla responsabilizzazione soggettiva.

Lavorando per diversi anni in istituzione con varie tipologie di utenza (psichiatria, disturbi del comportamento alimentare, adolescenti) e in un ambulatorio pediatrico con bambini e adolescenti, ho sentito l’esigenza di approfondire il linguaggio dell’arte come mediatore nella relazione di cura. Mi sono formata come Arteterapeuta, una terapia espressiva che prevede la creazione di immagini al fine di aiutare la persona ad avvicinarsi a se stessa e ad aprirsi a un linguaggio verbale più emotivo. Mi sono interessata anche alla fruizione dell’arte come esperienza educativa e di alfabetizzazione emotiva. Ho fatto parte di un gruppo di studio e di ricerca sull’educazione estetica all’interno dell’IAAP (International Association for Art and Psychology).

Per i soggetti in età evolutiva, ma anche per gli adulti che hanno rigide difese al mondo emotivo e affettivo, un linguaggio simbolico come quello dell’arte risulta molto utile, soprattutto nella fase iniziale del percorso psicoterapeutico. Questo linguaggio si rivela altrettanto prezioso in ambito educativo e preventivo. In terapia, mi avvalgo, in base all’opportunità, di tecniche quali la creazioni di immagini, le carte Dixit, le fiabe, il gioco dello scarabocchio, oltre naturalmente alla parola e al lavoro sui sogni e sui diversi prodotti dell’inconscio.

Sono specializzata nella clinica dei Sintomi del Disagio Contemporaneo (attacchi di panico, depressione, eclissi del desiderio, ritiro sociale, somatizzazioni, disturbi alimentari).

Sono rimasta affascinata dalla teorizzazione sul desiderio del Prof. Massimo Recalcati, concetto che ha illuminato molto da vicino mostrandone le molteplici sfaccettature e complessità. Un lavoro orientato dalla psicoanalisi è volto a instradare la persona sulla via del proprio desiderio smarrito o inascoltato, un compito etico che ritengo  fondamentale.

Nel modello terapeutico che seguo, i sintomi sono significati che incrociano discorso sociale e storia personale. Per superare stati di sofferenza, inibizioni, insicurezze, crisi, periodi difficili… che possono arrivare a strutturarsi in sintomi (d'ansia, alimentari, relazionali ecc.), è necessario decifrare il messaggio che nascondono per una persona, aiutandola a far emergere e rielaborare gli affetti inconsci a questi collegati e concatenati alla sua storia di vita. Così, la persona può avvicinarsi alle parti di sé più autentiche e creative, al proprio desiderio, e può creare legami buoni con le altre persone. Intendo la creatività non in senso esclusivamente artistico ma, come la intendeva lo psicoanalista Winnicott, come atteggiamento esistenziale di apertura e possibilità di vivere la pienezza dell’esperienza.

Accetto bonus psicologo.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicologia clinica-dinamica
Psicoanalisi
Arteterapia

Aree di competenza principali:

  • Psicologia dell'età evolutiva
  • Psicologia clinica-dinamica
  • Psicoterapia fenomenologico-dinamica
  • Psicoterapia psicoanalitica

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Dott.ssa Ilaria Innocenti

Via Mannelli, 121, Firenze 50132

Piano terreno accessibile per tutti

14/11/2025

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    Da 70 €

  • Primo colloquio di coppia

    100 €

  • Sostegno genitoriale

    70 € - 100 €

  • Psicoterapia per adolescenti

    70 €

  • Psicoterapia online

    70 €

Indirizzi (5)

Disponibilità

Pagamento online

Accettato

Telefono

055 093...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Studio di Psicoterapia, Rebora

Via Clemente Rebora, 3/1, Pian terreno, Firenze 50135

Disponibilità

Telefono

055 093...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Poliambulatorio Medico

Via Aurelia, 477, Quercianella 57128

Disponibilità

Pagamento online

Accettato

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Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Studio di Psicoterapia, Mannelli

Via Mannelli, 121, Firenze 50132

Disponibilità

Pagamento online

Accettato

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Studio di Psicoterapia, Capponi

Via Pier Capponi 44, Firenze 50132

Disponibilità

Pagamento online

Accettato

Telefono

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  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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25 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • A

    Mi sono trovata benissimo con la dottoressa. Molto empatica e non mi sono mai sentita giudicata. La consiglio!

     • Studio di consulenza online psicoterapia online  • 

    Dott.ssa Ilaria Innocenti

    Mi fa piacere che si sia sentita libera di esprimersi, è stata una parte essenziale per sviluppare una migliore autostima. Un caro saluto


  • F

    Professionista preparata e attenta con un approccio accogliente ed efficace

     • Studio di consulenza online colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Ilaria Innocenti

    Caro collega, ti ringrazio per le tue parole di stima! Un carissimo saluto


  • B

    La dott.ssa Innocenti è stata fin da subito accogliente, molto attenta e mi ha aiutata ad affrontare il mio percorso con grande professionalità e partecipazione. Le sono molto grata.

     • Studio di consulenza online psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Ilaria Innocenti

    Carissima, intanto grazie per la sua recensione. Ha parlato di “partecipazione” così mi dà la possibilità di sottolinearne l’importanza nei percorsi di cura. Se si crea uno spazio caratterizzato da stabilità e continuità, e’ possibile per la persona fare un’esperienza nuova, fondata sulla fiducia, che restituisce un senso diverso ai vissuti più dolorosi. Un caro saluto


  • C

    Sono seguita da Ilaria ormai da tanti anni e sono veramente felice di averla trovata.

     • Studio di Psicoterapia, Mannelli psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Ilaria Innocenti

    Cara Chiara, grazie per la tua recensione!Leggo nelle tue parole la conquistata fiducia in te stessa e mi fa molto piacere!!!


  • R

    Ormai sono già 5 anni che vengo in terapia dalla dottoressa Innocenti, sin da subito ho trovato sintonia e ho riscontrato empatia nel suo modo di porsi, questo mi ha permesso di aprirmi senza alcun timore o vergogna durante le sedute. Ho notato grandi miglioramenti rispetto a quando ho iniziato.

     • Studio di Psicoterapia, Mannelli psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Ilaria Innocenti

    Mi fa tanto tanto piacere che tu abbia potuto trovare un luogo accogliente e affidabile dove poter esprimere tutta te stessa. A presto!


  • A

    Veramente ottima esperienza, mi ha aiutato molto a risolvere dubbi e perplessità

     • Studio di Psicoterapia, Capponi colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Ilaria Innocenti

    Ciao Antonio, mi fa molto piacere! Ho cercato di aiutarti a entrare più in contatto con te stesso, così sei riuscito a chiarirti i dubbi e a fare delle scelte. Un carissimo saluto


  • A

    Straordinaria empatia e modi sempre gentili. Ha la rara capacità di farti sentire sempre a tuo agio, aprirsi con lei diventa facile e naturale. Ci si sente accolti e ascoltati senza il timore del giudizio.

     • Studio di consulenza online psicoterapia online  • 

    Dott.ssa Ilaria Innocenti

    Mi fa piacere che si sia creata una buona sintonia di lavoro tra noi. Faccio del mio meglio per essere accogliente nell’ascolto. Mi preme dire che ogni incontro è unico e i vissuti soggettivi. Grazie!


  • A

    Ho avuto il piacere di lavorare con la Dottoressa Innocenti in una comunità terapeutica per ragazze con disturbi del comportamento alimentare e ne ho apprezzato profondamente la professionalità, la sensibilità e la competenza clinica. Come psicologa e arte terapeuta ha saputo creare spazi sicuri e autentici di espressione, fondamentali in percorsi così delicati. È una professionista attenta, empatica e preziosa nel lavoro d’équipe, che consiglio con convinzione.

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Ilaria Innocenti

    Grazie per le tue parole, mia cara amica e collega. Abbiamo sempre creduto fermamente e convintamente nel lavoro di equipe, fondamentale in istituzione, ma anche nell’attività privata dove è altrettanto necessario essere disponibili e aperti alla collaborazione… se (e visto che) vogliamo aiutare le persone a costruire legami buoni nella vita.


  • D

    Lavoro con la dott.ssa Innocenti da circa 10 anni. Partecipiamo a gruppi di supervisione e studio e ciò permette di coglierne la passione e la cura che mette nel costruire la propria professionalità. Apprezzo del suo stile la creatività e l'assenza di giudizio che ha verso i vissuti dei propri pazienti insieme alla precisione con cui interroga i processi affettivi e relazionali delle persone che segue. Seppur abbia la sua formazione di base è apprezzabile la disponibilità ad apprendere da altri orientamenti al fine di saper rispondere con maggiore precisione alle domande di cura che si rivolgono a lei.

     • Studio di Psicoterapia, Mannelli Altro  • 

    Dott.ssa Ilaria Innocenti

    Ti ringrazio per questa recensione, che mi emoziona professionalmente e personalmente. Prendersi cura delle persone richiede una formazione teorica e personale che non si può (non si deve!) concludere mai.


  • N

    Una specialista davvero competente e professionale ! La consiglierei a chiunque

     • Studio di Psicoterapia, Mannelli colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Ilaria Innocenti

    Grazie per le sua fiducia!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 70 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve dottori, perdonatemi il messaggio lungo ma vi prego di aiutarmi, sono una ragazza di 21 anni e poco più di un anno fa ho avuto un attacco di derealizzazione (o almeno credo che lo fosse) davvero MOLTO forte, pensavo di essere impazzita completamente. Questo attacco è stato causato da una cosa in particolare che avevo fatto poco prima e che ha scatenato pensieri e sensazioni strane, non voglio dire esattamente qual era la causa perchè ho paura che le risposte possano mettermi ancora più ansia quindi preferirei parlarne in privato... fatto sta che per quasi un anno da quel giorno sono stata in quello stato di angoscia e "stranezza" e mi sembra ancora assurdo che sia riuscita a sopportare tutto questo. dopodichè ho cominciato a stare meglio, lo scorso autunno devo dire che stavo abbastanza bene e anzi c'è stato un breve periodo in cui stavo addirittura benissimo. Comunque sia nell'ultimo mese ho cominciato ad essere più triste, mi vedevo più brutta e avevo pensieri negativi e angoscia. Una sera di circa una settimana fa ho avuto una "rimembranza" di come mi sentivo un anno fa, ora non ricordo se era un pensiero, una sensazione o che altro, ma ho avuto un attacco d'ansia e ora sono tornata al punto di partenza, mi sembra di essere tornata esattamente ad un anno fa... E il bello è che nonostante mi renda conto che sono stata meglio non riesco a ricordarlo e mi sembra quasi che questo stato non sia mai passato. Ho paura che per me non ci sia speranza, che ormai sono "rotta" e vorrei poter cambiare il passato per evitarmi tutta questa sofferenza però non si può fare. La mia domanda è: C'è qualche dottore che ha esperienza con questo tipo di problemi e che ha avuto altri pazienti come me? Fino ad ora non ho mai sentito qualcuno che ha il mio stesso identico problema e questo mi fa sentire come se fossi un caso più unico che raro e che per me non ci sia speranza, per questo cerco qualcuno che abbia tanta esperienza con la derealizzazione che possa farmi sentire compresa e che possa aiutarmi finalmente a superarla.

Cara, spero di tranquillizzarti dicendoti che non è un'esperienza così infrequente come puoi pensare, semmai quello che fa la differenza sta nell'aspetto quantitativo e, quindi, nella percezione soggettiva di questo tipo di vissuto. La sensazione di essere distaccata e non facente parte dell'ambiente esterno è un'estremizzazione, correlata all'ansia fino ad arrivare all'angoscia, di un aspetto di ritiro, ad esempio legato a un timore o a una diffidenza verso gli altri (vissuti inconsci). Se questa diffidenza si intensifica, si genera angoscia, il mondo esterno viene vissuto come minaccia dei confini del proprio io e può generarsi uno stato di derealizzazione più accentuato e prolungato nel tempo. La buona notizia è che questo "sintomo" ha un significato e qual è questo significato? Senza entrare nel merito, per non banalizzare qualcosa che andrebbe analizzato nella ricchezza dell'esperienza personale, posso dire che questo significato può essere ricercato nell'area della relazione e, ancora più nello specifico, del desiderio di relazione. Un vissuto va, infatti, pensato nel suo legame dialettico con il suo opposto: la chiusura con l'apertura, l'odio con l'amore ecc. ecc. Penso tu possa fare un buon lavoro di psicoterapia e goderti la vita in modo più rilassato. Un saluto, Ilaria Innocenti

Dott.ssa Ilaria Innocenti

Buongiorno,

scrivo per cercare un po di chiarezza riguardo alla fine della mia relazione.
Stavamo insieme da due anni e mezzo, uno e mezzo di convivenza. Lei ha un paio d'anni piu di me. La rottura è avvenuta circa 3 mesi fa. La dinamica è stata veramente molto complessa.
Io non la sopportavo letteramente piu: lei era depressa da ormai un'anno. Vivevamo insieme a casa mia, che gli ho aperto come se fosse sua, l'ho accolta come se fosse sua per il resto della vita, davvero, a lei e ai suoi oggetti, tutti belli, bellissimi, e molto molto ingombranti, in una casa piccola dove mi ero trasferito da poco, e avrei voluto arredarmi anche io. Ma per lei era piu importante e necessario che per me sentire lo spazio proprio, avere un posto dove tenere i propri oggetti (non ne ha altri di posti), quindi ho accolto volentieri il suo bisogno, ma spesso lei ha peccato di prepotenza al riguardo, quasi non facendo sentire me a casa mia.
Proprio in virtù di sue richieste esplicite di sentire la casa come sua propria, io attendevo anche tutto ciò che consegue dall'avere una casa propria in termini di responsabilità al riguardo (meno il mutuo, che quello ritenevo giusto fossi io a pagarlo, in definitiva la casa è mia), dal punto di vista della gestione, della condivisione, delle spese, delle cose pratiche da fare in casa, delle cose noiose.. che non lasciasse sempre tutto sulle mie spalle.
Questa è un po la premessa.
Quindi a dicembre non riuscivo piu a sostenere la sua apatia, il non prendersi cura di niente, il non cercare un lavoro che consentisse di ripartire in modo più equo i costi della vita, e consentisse magari anche di fare qualche progetto insieme senza che dovessi essere sempre io a provvedere per entrambi.
Sono arrivato a chiederle di essere piu indipendente e autonoma da me, di prendersi maggiori responsabilità, verso di lei e verso di me; lei mi ha detto che la stessi cacciando di casa. Non era un cacciarla di casa, era un invito a riprendere il controllo della propria vita, assumendosi le proprie responsabilità e i propri spazi, affinche queste non arrecassero piu una mancanza di rispetto dei miei bisogni e anche delle mie emozioni. Lei diceva, in lacrime, l'innamoramento finisce e si decide di stare insieme, io ho pensato, non voglio stare con una persona che non riesce mai a fare un passo avanti, o indietro, per l'Altro; e a quel punto ho voluto troncare di netto, ho detto non ti amo piu. La sua reazione è stata, "l'hai detto, sei cosciente che se lo ripeti non mi toccherai mai più?" io ho detto di si.
Lei dal giorno dopo è sparita, mi ha tagliato fuori dalla sua vita seduta stante. E si è trovata una stanza in affitto.
Quindi alla fine il risultato raggiunto è che ora si vive separatamente, come avevo proposto io per cercare di salvare la relazione, ma la relazione è morta. Bella gara..

Le ultime volte che abbiamo parlato, lei mi ha detto che non vuole piu stare con me, che la relazione è finita, ancora però non ha mai detto a chiare lettere non ti amo piu, anche se le abbia chiesto esplicitamente di farlo.

Perche tutto sto pippone?
Il motivo per cui lei non vuole stare piu con me, è perche l ho fatta sentire criticata, censurata, insicura (le ho detto spesso vattene, è vero, ma lei aveva accessi violenti, urla grida, cose rotte per terra, cose tirate al muro, vetri rotti, schiaffi..); e ha ragione, l'ho criticata tanto per i suoi comportamenti, ma se arrivi un giorno si e un giorno no a casa arrabbiata perche hai litigato con qualcuno, è normale che provi a farti vedere che la colpa non può essere sempre dell'altro, non posso stare zitto e assecondare sempre la tua visione, spesso eccessivamente soggettiva della realtà.

Un altra cosa che mi ha detto, è che io ho messo bocca sulle sue scelte, sulle sue relazioni, in cose che non mi competevano; riguardo alle relazioni, torna il discorso di prima.. se litighi sempre, arrivi a casa incazzata, sei tesa, beh alla fine un po mi compete in realtà, influisce anche su di me, sia perche assorbo la tua energia, sia perche spesso le persone con cui litighi sono anche amic+ mi+ o persone con le quali comunque ho a che fare anche io; inoltre cercavo di farle vedere le cose in maniera un po piu obiettiva, non di dicendole "sei una merda..".
E la stessa cosa si può dire anche delle scelte: io l'ho sostenuta sempre, tanto, l'ho aiutata tantissimo nel suo lavoro, speravo che non dovendo preoccuparsi di pagare l'affitto riuscisse a costruirsi la sua strada, non essere costretta a cercare un lavoro da sfruttati per mantenersi, a fare i suoi progetti.. poi piano piano questi suoi progetti sono entrati in crisi, sempre meno gente.. e io ero la a sostenerla, a cercare nuove proposte da fare inisieme, che consentissero anche a me di crearmi un alternativa dal lavoro che mi rattrista a me e che mi spenge. Quindi a cercare nuove strade per entrambi. Spesso in queste circostanze mi ha mancato molto di rispetto, facendomi anche sentire svalutato nelle mie capacità, dando ordini. E io si li rispondevo molto male, questo magari è un tema mio, che devo lavorare, ossia il rispetto di me da parte degli altri, della mia propria autorità, e anche sull'identità magari.

Ultime cose: io ad certo punto ho iniziato a palesare il problema lavorativo: è importante perche, benchè non voglia mettere bocca sulle tue scelte, quando convivi e paga sempre uno, e non ti preoccupi minimamente di cambiare la soluzione ad un certo punto diventa un problema; e non sono assolutamente una persona venale. Le tue scelte poi di riflesso si ripercuotono anche su di me. E io voglio tutto tranne che vada a fare la commessa.. però sveglia..

Lei sostiene che io sia stato male perche non mi piace il mio lavoro e non ho accolto le sue proposte di cambiare; che se uno nella vita fa quello che non gli piace questo ha conseguenze negative sulla relazione, e che lei, nella sua indisponibilità economica, almeno prova a fare quello che vuole fare. Io condivido in pieno tutto ciò, ma non si può mai prescindere dalla condizioni materiali (nemmeno da quelle spirituali eh); se te lo puoi fare è perche ti appoggi sistematicamente a qualcuno, ai tuoi compagni, ai tuoi genitori che a quasi 40 anni ti passano ancora i soldi tutti i mesi perche lavori 5 ore a settimana.. quindi facile fare i discorsi del tipo, nella vita bisogna fare ciò che rispecchia il tuo spirito, le tue passioni, i tuoi desideri, accusandomi di aver "tralasciato" questi aspetti in me.. non li ho tralasciati, ne sono perfettamente cosciente, provo a lavorarli, e speravo che anche lei mi aiutasse me a realizzarli, come io ho fatto con lei.

Ultimo punto; lei dice che non vuole piu il mio nutrimento, che non è piu quello di cui ha bisogno. Secondo me, è solo che sta, un altra volta, scappando dalla realtà, invece che lavorare davvero su se stessa; io penso che non voglia più il mio nutrimento perche, ad un certo punto, ho smesso semplicemente di assecondare la sua manipolazione della realtà, o cercato di porla davanti ad essa e alle sue problematiche, alla sua mancanza di rispetto dei confini degli altri, al suo vivere appoggiandosi sempre a chi ha accanto senza dare nulla in cambio (dolcezza e affetto si tanto, questo lo riconosco, ma in tutto il resto invece mancava di attenzione); quindi il nutrimento non era piu quello di cui ha bisogno, perche ha bisogno solo di ciò che le permette di continuare a sentirsi vittima, e quindi a deresponsabilizzarsi riguardo a tutto.


Che ne pensate?

Buongiorno, la sua lettura mi sembra frutto di approfondita riflessione e soggettivamente vera. La versione dalla sua ex compagna probabilmente sarà diversa, come è naturale che sia, visto che ogni persona guarda la realtà dalla propria prospettiva personale. Ma non è mio compito giudicare, mio compito può essere quello di sottolinearle il fatto che sia giunto a una conclusione dopo attenta riflessione e non in maniera impulsiva. E comunque, se una situazione arreca più sofferenza che piacevolezza, vale la pena cercare delle soluzioni, come lei ha tentato: parlare, tentare modificazioni del contesto... se nessuna proposta sortisce effetto perché l'altra persona vede la situazione in un altro modo, che fare? Ascoltare la prospettiva dell'altra persona e cercare punti d'accordo, magari una terapia di coppia potrebbe essere d'aiuto (per fare chiarezza sulle rispettive posizioni e responsabilità, guardare agli aspetti proiettivi nella coppia, arrivare a una miglior definizione dei confini personali). Se un punto d'accordo non si trova, bisogna accettare il fallimento e l'impotenza nel cambiare le cose. Ad ogni modo, non so se ho risposto alla sua domanda, forse si aspettava altro. Nello scrivere quest'ultima frase, mi sono chiesta se si aspettasse una diversa reazione da parte della sua ex compagna: tanto impegno, tanta accoglienza e tanto sostegno e la sua ex compagna accetta la chiusura del rapporto senza troppe reazioni. Spero di esserla stata utile, un caro saluto. Ilaria Innocenti

Dott.ssa Ilaria Innocenti
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