Salve, vorrei raccontare la mia vita per sapere cosa c’è da fare e nel caso come migliorarla. Ho 38

Salve, vorrei raccontare la mia vita per sapere cosa c’è da fare e nel caso come migliorarla. Ho 38 anni, vivo una vita inutile, non so fare niente, non ho mai avuto una fidanzata nonostante sono buono, educato con tutti e non ho amici, alle scuole ho sofferto di bullismo. Vivo con i miei genitori, non so fare niente nella vita, non so fare nessun lavoro e non ho mai lavorato, e poi nel caso il personale lo cercano con un minimo di esperienza che io non ho, comunque sono anche pigro e timido, non so fare niente a casa, fanno tutto mamma e papà, vivo sempre la stessa vita, vado anche da uno psichiatra da 8 anni ma non riesco a dare un senso alla mia vita. Esco da casa anche a volte un paio d’ore ma non mi fa nessun effetto. Ho anche un disturbo ossessivo compulsivo sullo sporco, rupofobia, e altri problemi. Mi preoccupo già da ora quando moriranno i miei genitori che sono tutto per me, come farei? Ho mia sorella ma è sposata e ha la sua famiglia. Quando moriranno i miei genitori resterò solo e oltre al dolore per la perdita, resterò senza sapere fare niente e loro non si preoccupano di questo al momento, mi dicono semplicemente ora siamo vivi. Non vorrò andare in una casa di accoglienza per persone disadattate, voglio stare sempre a casa mia, voglio essere indipendente, la badante non la vorrei chiamare è sempre un estranea in casa mia e non sto a mio agio. Sto messo veramente male, la mia situazione di vita è veramente un grande problema

1 risposta


Capisco quanto possa essere pesante vivere da così tanto tempo con la sensazione di non riuscire a costruire una vita propria e con la paura di ciò che potrebbe accadere in futuro. Quello che racconta, però, non mi fa pensare a una persona “inutile”: mi sembra piuttosto di leggere una persona che da molti anni è bloccata in una condizione di forte dipendenza, insicurezza e sofferenza, e che oggi si sta interrogando concretamente su come poterla cambiare. Anche il timore legato al futuro dei suoi genitori merita di essere ascoltato: probabilmente non riguarda soltanto la loro perdita, ma anche la paura di ritrovarsi senza quei riferimenti che oggi le permettono di sentirsi al sicuro e di affrontare la quotidianità. In un percorso psicologico si potrebbe lavorare proprio su questi aspetti, partendo dalla sua storia e cercando gradualmente di costruire maggiore autonomia, fiducia nelle proprie capacità e una quotidianità che senta davvero sua. Non necessariamente attraverso grandi cambiamenti immediati, ma individuando piccoli passi concreti e sostenibili. Il fatto che sia già seguito da uno psichiatra da diversi anni è inoltre un elemento importante: un eventuale percorso psicologico potrebbe affiancarsi al lavoro che sta già facendo, anche mantenendo un confronto con il professionista che la segue. La situazione che descrive è complessa, ma questo non significa che sia immutabile. Il fatto stesso che oggi senta il bisogno di chiedere aiuto e di capire come cambiare è già un punto da cui poter partire.

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