Salve sono una mamma che si è stancata di certi comportamenti miei marito dice di volersi godere la

Salve sono una mamma che si è stancata di certi comportamenti miei marito dice di volersi godere la vita con noi ..ma poi guarda le altre mi ha tradito in passato e non so se lo sta facendo ancora dice che sono troppo gelosa,che sono pazza, dice che mi ama ma poi continua a fare ciò gli ho parlato dicendo che queste cose mi fanno star male svalutata non ho voglia di fare niente non so che fare … è diventato tutto noioso

67 risposte


Gentile Signora, comprendo quanto possa essere doloroso e logorante vivere una relazione nella quale si sente di non essere sufficientemente considerata, soprattutto dopo un precedente tradimento. Il punto non è stabilire se lei sia “troppo gelosa” o “pazza”: quando la fiducia è stata ferita, è comprensibile che possano comparire insicurezza, paura e bisogno di rassicurazioni. Allo stesso tempo, è importante distinguere la gelosia dalle modalità con cui suo marito si comporta. Lei gli ha comunicato chiaramente che determinati atteggiamenti la fanno stare male e la fanno sentire svalutata; il suo disagio, quindi, merita ascolto e non dovrebbe essere liquidato semplicemente come un problema “nella sua testa”. Mi colpisce anche ciò che riferisce su di sé: “non ho voglia di fare niente” e “è diventato tutto noioso”. Quando una situazione relazionale si protrae nel tempo può incidere significativamente sull'autostima, sull'umore e sul desiderio di vivere e prendersi cura di sé. Sarebbe importante non concentrarsi esclusivamente sul comportamento di suo marito, ma anche comprendere come questa situazione stia influenzando lei e quali siano i suoi bisogni, i suoi limiti e ciò che desidera realmente dalla relazione. Non è possibile, da quanto racconta, sapere se suo marito la stia tradendo nuovamente; sarebbe però utile chiedersi se, al di là del tradimento, oggi nella vostra relazione ci siano fiducia, rispetto, ascolto e reciprocità. Le consiglio di approfondire la situazione con uno specialista, possibilmente attraverso un percorso psicologico individuale, che possa aiutarla a fare chiarezza sui suoi vissuti e sulle sue possibilità, senza giudizio e senza attribuirle automaticamente la responsabilità di ciò che sta accadendo nella coppia. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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Salve, da quanto riporta, mi sentirei di suggerirle, a seconda di ciò che sente maggiormente prioritario, di: - Cominciare un percorso psicologico individuale con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla a focalizzare meglio cosa le manca e cosa desidererebbe in questo momento dalla sua vita. - E/o un percorso di coppia volto a comprendervi meglio, dissipare dubbi e paure e capire se è possibile o meno ripristinare o creare una complicità appagante anziché continuare a portare avanti l'insoddisfazione che vi sta distanziando attualmente. Saluti. Dr. Francesco Rossi.

Dr. Francesco Rossi

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psicologo

Ozzano dell'Emilia

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il suo ruolo di partner di coppia e di madre che da il modello ai propri figli la possono aiutare a guardarsi, attraverso un percorso di supporto psicologico, nei suoi bisogni e ad attivare un eventuale percorso di mediazione familiare


Buongiorno, il malessere e l'apatia che descrive sono la naturale conseguenza di una relazione in cui si sente costantemente svalutata e invalidata. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico, di coppia o individuale, per ritrovare la serenità e l'autostima che sente di aver perso. Alla base di tutto, però, la invito a riflettere su una domanda fondamentale: cosa la spinge a restare in una relazione che non la fa stare bene? Un caro saluto. Dott.ssa Siria Dal Santo


Salve, da quello che racconta sembra che stia vivendo una situazione di forte sofferenza e che, nel tempo, siano venute meno la serenità e la fiducia all'interno della vostra relazione. Dopo un tradimento è comprensibile che possano emergere paura, insicurezza e il timore che possa accadere nuovamente: non significa necessariamente essere "troppo gelosa" o " pazza". Quando una persona si sente ferita, svalutata e non ascoltata nei propri bisogni, può arrivare a sentirsi svuotata, a perdere interesse per ciò che prima le dava piacere e a percepire tutto come "noioso". E' importante, però, non trascurare uno spazio anche dedicato a se stessa, indipendentemente da ciò che suo marito deciderà di fare. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su ciò che sta vivendo, comprendere meglio i propri bisogni e i propri confini e ritrovare gradualmente un senso di equilibrio e benessere. Potrebbe essere un primo passo per capire non soltanto cosa fare con la relazione, ma soprattutto di cosa ha bisogno lei in questo momento. Se questa sensazione di non avere voglia di fare nulla e di trovare tutto privo di interesse persiste o si accompagna a una forte tristezza, sarebbe particolarmente importante approfondirla con un professionista.


Buonasera, da ciò che racconta il problema non sembra essere soltanto la gelosia, ma una fiducia profondamente ferita da un tradimento passato e da comportamenti che continuano a farla sentire svalutata e insicura. Essere definita “pazza” quando esprime il proprio disagio non aiuta a ricostruire questa fiducia. Più che chiedersi continuamente cosa faccia suo marito, provi a chiedersi come sta Lei dentro questa relazione e che cosa non è più disposta ad accettare. Se ormai prevalgono tristezza, sfiducia e perdita di interesse per tutto, può essere importante farsi aiutare a ritrovare chiarezza e a capire quale scelta possa tutelarla maggiormente.


Salve. Tecnicamente non sarà mai nel nostro ruolo giudicare moralmente le scelte di suo marito, quindi il primo punto della questione diventa perché agisce così: sapere il meccanismo che porta al comportamento permetterebbe di capire meglio il senso della questione; per questo sarà necessario parlare con un professionista, può essere difficile analizzare suo marito in modo lucido a causa del suo troppo coinvolgimento, i cui effetti sembra abbia già potuto constatare. Se suo marito non vorrà intraprendere un percorso, di coppia oppure individuale, le potrà comunque essere utile farlo lei per sé, per approfondire le sue, di reazioni


Buonasera, quello che racconta sembra averla portata a concentrarsi sempre più su ciò che suo marito fa, su chi guarda e sulla possibilità che la tradisca ancora. Ma, al di là di ciò che lui fa o dice, forse sarebbe importante chiedersi: che cosa desidera lei per sé? Essere continuamente rassicurata dall’altro non sembra restituirle la serenità. Il suo malessere, la perdita di interesse e la sensazione che “tutto sia diventato noioso” meritano invece uno spazio in cui poter essere ascoltati. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla non tanto a capire se suo marito la ama, ma a ritrovare la sua posizione e il suo desiderio, al di là di quello dell’altro. Un caro saluto


Gentile Signora, da ciò che racconta sembra emergere una situazione relazionale che le sta causando molta sofferenza. Il tradimento passato, insieme ai comportamenti attuali di suo marito che lei vive come svalutanti o minacciosi per la relazione, può aver reso più fragile il senso di fiducia e di sicurezza nella coppia. In questo contesto, sentirsi gelosa, preoccupata o in allerta non significa necessariamente essere “pazza” o “troppo gelosa”: è importante comprendere che significato hanno per lei questi vissuti e come si inseriscono nella storia della vostra relazione. Più che chiedersi soltanto chi abbia ragione o torto, sarebbe importante osservare ciò che accade tra voi: quando lei si sente svalutata o teme di essere tradita, come reagisce? E come risponde suo marito? Queste modalità finiscono per alimentarsi reciprocamente? E, soprattutto, quali bisogni di ciascuno rimangono inascoltati? Mi colpisce anche ciò che dice sul sentirsi “senza voglia di fare niente” e sul fatto che “è diventato tutto noioso”. Sono aspetti da non trascurare, perché indicano che questa situazione sta avendo un impatto significativo sul suo benessere personale, al di là della relazione di coppia. Potrebbe esserle utile uno spazio psicologico nel quale poter ricostruire la storia della vostra relazione, comprendere meglio i suoi vissuti e i meccanismi che si sono instaurati tra voi, e soprattutto ritrovare uno spazio per sé e per ciò che desidera. Successivamente, qualora vi fossero le condizioni e la volontà di entrambi, potrebbe essere valutato anche un percorso di coppia. Non è necessario decidere ora se suo marito la tradisca ancora o se la relazione debba finire. Può essere importante, prima di tutto, partire da una domanda: come sta lei dentro questa relazione e di cosa avrebbe bisogno per sentirsi rispettata, ascoltata e nuovamente partecipe della propria vita? Se la sensazione di apatia e la mancanza di interesse per le attività che prima le davano piacere persistono o aumentano, le suggerirei inoltre di parlarne direttamente con uno psicologo, così da poter valutare con attenzione il suo stato emotivo.


Salve, credo che, più che chiederti continuamente “mi tradisce ancora?”, valga la pena fermarti su un’altra domanda: “Che cosa sta succedendo a me dentro questa relazione?” Hai già detto a tuo marito che certi comportamenti ti fanno sentire svalutata. Dopo un tradimento, è comprensibile che la fiducia non sia intatta. Sentirti dire “sei pazza” o “sei troppo gelosa” non cancella ciò che provi e rischia anzi di farti dubitare di te stessa. Da una prospettiva lacaniana, però, c’è qualcosa che mi sembra ancora più importante: dici “non ho più voglia di fare niente, è tutto noioso”. Forse il problema non è soltanto ciò che lui guarda, ma che il tuo desiderio è finito per essere catturato completamente dal suo desiderio: cosa vuole lui, chi guarda, se ti ama, se ti tradisce. Prova allora, lentamente, a chiederti: “Che cosa desidero io, al di là di mio marito?” Non per smettere di amarlo, ma per ritrovare quella parte di te che forse, in questa relazione, si è persa.


Buongiorno, lei è portatrice di una istanza di coppia ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontati i problemi qui riportati. Ne parli con suo marito, sarebbe una occasione evolutiva per entrambi. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara


Buongiorno, dal suo racconto sembra che il problema non sia soltanto la gelosia, ma una fiducia che in passato è stata realmente ferita e che oggi fatica a ricostruirsi. Dopo un tradimento, alcuni comportamenti del partner possono assumere un peso molto maggiore perché vengono letti alla luce di ciò che è già accaduto. Da una prospettiva cognitivo comportamentale sarebbe utile distinguere i fatti dalle interpretazioni. Vedere suo marito guardare altre donne può attivare pensieri come "forse mi tradisce ancora" oppure "non sono abbastanza", e da lì possono arrivare rabbia, tristezza, senso di svalutazione e bisogno di controllare o ricevere rassicurazioni. Questo non significa che ogni paura corrisponda necessariamente a un nuovo tradimento, ma neppure che tutto possa essere liquidato dicendo che lei è "troppo gelosa". La sua reazione nasce anche da una storia precisa e da una fiducia che è stata compromessa. Mi sembra importante anche il fatto che lei abbia già espresso il proprio disagio e che si senta rispondere di essere "pazza". In una relazione sarebbe più utile riuscire a confrontarsi sui comportamenti concreti e sui loro effetti, senza svalutare ciò che l’altro prova. Potrebbe quindi chiedersi non soltanto "mi tradisce ancora?", ma anche "questa relazione, così com’è oggi, mi fa sentire rispettata e sufficientemente serena?". Il fatto che dica di non avere più voglia di fare nulla e che tutto sia diventato noioso indica inoltre che questa situazione sta occupando molto spazio nella sua vita. Sarebbe importante recuperare gradualmente attività, interessi e relazioni che appartengono a lei, senza lasciare che tutto ruoti intorno ai comportamenti di suo marito. Un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale, potrebbe aiutarla a comprendere quali schemi si siano attivati dopo il tradimento, distinguere meglio i segnali reali dalle paure e ritrovare una posizione più sicura nelle sue decisioni. Se entrambi foste disponibili, potrebbe avere senso anche un confronto di coppia. Ma il punto centrale rimane capire quali condizioni siano necessarie perché lei possa stare in questa relazione senza sentirsi costantemente svalutata o in allerta. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Salve signora, è importante per lei conoscere ed accettare i limiti di suo marito in modo che possa poi liberamente scegliere di rimanere nella coppia o eventualmente separarsi. Purtroppo il carattere non si modifica a meno che ci sia una forte motivazione al cambiamento. In questo caso lei riporta che suo marito non si riconosce i comportamenti che lei ha citato per cui a lei la scelta di continuare a stare male o prendere altre strade. Può anche farglielo presente questo aspetto per vedere se in lui possa nascere il desiderio di modificare qualcosa. Potrebbe anche, in ultima istanza proporgli delle consulenze di coppia per aiutarvi a migliorare la comunicazione.

Dott. Francesco Ricci

Dott. Francesco Ricci

psicoterapeuta

Albano Laziale

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Buongiorno, da ciò che racconta sembra che il problema non sia soltanto capire se suo marito la stia tradendo ancora. Un tradimento precedente può lasciare una ferita nella fiducia e, quando alcuni comportamenti continuano a riattivarla, è comprensibile che possano emergere insicurezza, dubbi e gelosia. Mi sembra importante anche un altro aspetto: lei ha provato a comunicare a suo marito quanto questi comportamenti la facciano sentire svalutata, ma oggi si ritrova senza energie, senza voglia di fare e con la sensazione che nella relazione sia diventato “tutto noioso”. A volte questa noia non indica semplicemente che non ci sia più nulla da condividere: può essere il segnale di una relazione nella quale ci si sente sempre meno compresi, il dolore non trova ascolto e la comunicazione progressivamente si spegne. È possibile provare a riaprire uno spazio di comunicazione, nel quale non si discuta soltanto di chi abbia ragione o di quanto lei sia o non sia “gelosa”, ma di ciò che sta accadendo tra voi e di cosa ciascuno sta vivendo nella relazione. Per ricostruire fiducia e vicinanza, però, è necessaria la disponibilità di entrambi: una persona da sola può cambiare il proprio modo di stare nella relazione, ma non può ricostruire da sola una relazione di coppia. Se questo spazio tra voi non riesce più ad aprirsi, un percorso psicologico può aiutarla innanzitutto a fare chiarezza su ciò che sta vivendo, sui suoi bisogni e sui limiti che sente di non voler più oltrepassare, senza partire dall'idea che debba necessariamente restare o separarsi. Un caro saluto, Dott.ssa Cinzia Scirè Psicologa e Mediatrice Familiare


Gentile Signora, mi sembra di cogliere dalle sue parole un profondo senso di stanchezza, solitudine e svalutazione. Trovarsi intrappolata tra i messaggi contraddittori di suo marito e i dubbi sul passato crea una sofferenza psicologica che, comprensibilmente, sta spegnendo la sua energia vitale e la motivazione quotidiana. Quando la comunicazione in coppia si blocca su accuse come 'sei pazza' o 'sei troppo gelosa', diventa difficile far riconoscere il proprio dolore. Forse potrebbe aiutarla un percorso psicodinamico si coppia dove l'obiettivo non è stabilire chi abbia ragione, ma esplorare i significati profondi di queste dinamiche relazionali e, soprattutto, aiutarla a rimettere al centro se stessa, i suoi bisogni e le sue risorse, per uscire dal blocco emotivo in cui si sente confinata. Le suggerisco di valutare anche uno spazio di ascolto psicologico individuale, un luogo protetto e tutto suo dove poter fare chiarezza e ritrovare la forza di scegliere per il proprio benessere. Cordialmente Dottor Claudio Pieroni


Buongiorno, lei scrive poche righe ma da queste poche righe si intuisce una grande stanchezza. E' difficile so, soprattutto prchè lei dice di aver parlato con suo marito. La strada del tentaivo di dialogo è l'unica che può eventualmente far fare passi positivi per lei. Ma se suo marito non la segue su questo rimane affrontare un percorso suo di aiuto e approfondimento delle sue decisioni. Se ritiene di farsi aiutare io sono disponibile anche online. Buona Giornata Dario Martelli

Dott. Dario Martelli

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psicologo clinico

Torino

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Buongiorno, comprendo il disagio che descrive, soprattutto considerando i precedenti di infedeltà e il fatto che le sue richieste siano state associate da suo marito alla gelosia o alla “pazzia”. La situazione sembra avere avuto un impatto significativo sul suo benessere emotivo e sulla qualità della vita familiare. Il vissuto di svalutazione, perdita di interesse e stanchezza che riferisce merita di essere preso in considerazione e approfondito, senza ridurlo semplicemente alla gelosia. Potrebbe essere utile intraprendere un percorso psicologico con un professionista, per poter elaborare ciò che sta vivendo e comprendere meglio i suoi bisogni e il funzionamento della relazione. Cordialmente, Dott.ssa Elisa Fiora


Buongiorno, capisco quanto possa essere doloroso sentirsi divisa tra il desiderio di stare bene con la propria famiglia e la sensazione di non riuscire più a vivere serenamente la relazione. Quando in passato c’è stato un tradimento, la fiducia può rimanere una ferita aperta e alcuni comportamenti del partner possono riattivare insicurezza, paura e bisogno di controllo. Questo non significa essere “pazza” o semplicemente “troppo gelosa”: significa che c’è qualcosa che sta facendo soffrire e che merita di essere ascoltato, senza svalutare ciò che si prova. Allo stesso tempo, è importante non rimanere intrappolata nel tentativo di controllare continuamente ciò che fa l’altro, perché questo rischia di aumentare ancora di più l’ansia e la sofferenza. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su ciò di cui ha bisogno, sui limiti che sente di voler porre nella relazione e, soprattutto, su come tornare a prendersi cura di sé e della propria vita, al di là dei comportamenti di suo marito. Il fatto che oggi senta tutto “noioso” e non abbia voglia di fare nulla mi fa pensare a quanto questa situazione la stia assorbendo. Non deve necessariamente decidere subito cosa fare del suo matrimonio: può partire dal capire cosa sta succedendo dentro di lei e cosa desidera davvero per sé. È già un primo passo importante. Spero di averla aiutata


Salve buongiorno, Mi presento, sono Sasha e sono una psicologa. La ringrazio della sua condivisione. Non dev'essere facile per lei vivere questa situazione, come fosse sempre in bilico, tra la certezza e l'incertezza. Il mio consiglio è parlare APERTAMENTE con suo marito, esporgli come si sente, cossicchè possa capire come si sente, e confrontarsi su come invece si sente anche lui, e capire cosa non sta funzionando all'interno della relazione. Da li,ragionare insieme su come poter migliorare il benessere reciproco.


Buongiorno, mi dispiace molto per la situazione. Spesso abbiamo solo bisogno di essere ascoltati nei nostri bisogni e in quello che riteniamo giusto per noi. Però è importante non solo chiederlo all'altro ma iniziare noi a creare un futuro dove ci ascoltiamo e ci accogliamo senza svalutarci o stare in un posto o con una persona che non è in linea con i nostri valori. Questo è solo un invito a riflettere e senza pretese. Ogni scelta di rimanere o andare è rispettabile. Rimango a disposizione, Dott.ssa Casumaro Giada


Quando una persona ci ha già traditi e continua a mettere in atto comportamenti che sa essere dolorosi per noi, è comprensibile che la fiducia venga meno e che emergano insicurezza e paura. La sua stanchezza è comprensibile. Questo, però, non significa essere “pazza” o necessariamente “troppo gelosa”: significa che c’è una ferita nella fiducia aperta che brucia e che ha bisogno di essere riconosciuta. Al di là di ciò che suo marito sceglie di fare, credo sia importante che lei possa tornare a chiedersi: come voglio essere trattata? Cosa merito? E quanto sto ancora permettendo che il comportamento di un’altra persona determini il modo in cui vedo me stessa? Il suo valore non dipende da quanto suo marito la guarda, la sceglie o la conferma. Il suo valore esiste indipendentemente dagli altri. E proprio per questo è importante che lei possa tornare a essere una priorità per se stessa: prendersi cura di lei, dei suoi desideri e di quelle parte di lei che forse, in questa situazione, ha messo da parte. Provi a trattarsi come vorrebbe che gli altri la trattassero: con rispetto, cura, ascolto e senza svalutarsi. E c’è un altro aspetto importante: come vorrebbe che i suoi figli vedessero la loro mamma? Come una donna che deve sopportare e accontentarsi per mantenere una famiglia unita, oppure come una donna che sa volersi bene, riconoscere il proprio valore e farsi rispettare? I figli imparano moltissimo dai modelli relazionali che vivono quotidianamente. Non significa dover essere una madre perfetta né prendere decisioni drastiche, ma mostrare loro, attraverso le proprie scelte, che amare qualcuno non significa annullarsi, accettare continuamente ciò che ci ferisce o smettere di rispettare se stessi. Il modo in cui impariamo a trattarci diventa anche un insegnamento per loro su come permettere agli altri di farci trattare. Concludo dicendole che non può controllare le scelte altrui, ma può scegliere come proteggere se stessa. E forse la domanda da cui ripartire non è soltanto “mi ama?”, ma “questa relazione, così com’è oggi, mi fa sentire amata, rispettata e serena?”. Perché amare qualcuno non dovrebbe mai significare perdere se stessi.


Buongiorno signora, potremmo dire che suo marito non è geloso e non ritiene fondamentale per la coppia il valore della fedeltà ... lei che crede? Un saluto cordiale Dott.ssa Marzia Sellini


Non sei “pazza”: dopo un tradimento è comprensibile che la fiducia sia fragile e che certi comportamenti riattivino il dolore. Più che chiederti se sei troppo gelosa, proverei a chiedermi: che cosa accade tra voi quando esprimi una sofferenza? Puoi amare tuo marito e, allo stesso tempo, non accettare di sentirti svalutata o colpevolizzata per ciò che provi. Forse il primo passo è ripartire da te: capire di cosa hai bisogno per sentirti rispettata e vedere se lui è disposto concretamente a costruirlo insieme a te.

Dott.ssa Anna Spanio

Dott.ssa Anna Spanio

psicologo

Castelfranco Veneto

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Buongiorno, intanto grazie per aver condiviso quello che sta vivendo. Da ciò che scrive sento quanto questa situazione la stia facendo stare male e quanto, nel tempo, possa essere diventato faticoso vivere con il dubbio, la delusione e la sensazione di non sentirsi sufficientemente considerata e valorizzata all’interno della relazione. È comprensibile che, dopo un tradimento passato, alcuni comportamenti di suo marito possano riattivare in lei insicurezza e paura di essere nuovamente ferita. Questo non significa necessariamente che lei sia “pazza” o semplicemente “troppo gelosa”: significa che c’è qualcosa che la ferisce e che evidentemente ha bisogno di essere ascoltato e compreso. Mi colpisce anche quando dice che non ha più voglia di fare niente e che “è diventato tutto noioso”. Mi sembra importante non trascurare questo suo vissuto di stanchezza e di perdita di interesse, perché forse in questo momento non si tratta soltanto di capire cosa faccia o non faccia suo marito, ma anche di fermarsi un momento e capire come sta lei, di cosa ha bisogno e quanto questa situazione stia incidendo sul suo benessere. Non è necessario che in questo momento abbia già chiaro cosa fare o quale decisione prendere. Se avesse bisogno, possiamo prenderci uno spazio per parlarne con calma, senza giudizio, e cercare insieme di fare un po’ di chiarezza su ciò che sta vivendo, sui suoi bisogni e su ciò che desidera per sé e per la sua relazione. Intanto, si conceda la possibilità di non dover risolvere tutto subito. Il fatto stesso che abbia sentito il bisogno di chiedere aiuto è già un modo per prendersi cura di sé. Sono a sua disposizione. Un caro saluto Dott.ssa Laura Bergamini Psicologa clinica e forense Psicodiagnosta


Salve, grazie per aver condiviso una situazione così delicata. Da quello che racconta emerge molta stanchezza e sofferenza, soprattutto legate alla perdita di fiducia e al sentirsi svalutata nella relazione. Dopo un tradimento è comprensibile che possano emergere dubbi e insicurezze. Più che chiederci se lei sia “troppo gelosa” o se suo marito abbia ragione, credo sia importante fermarsi su ciò che sta vivendo lei: cosa sente, di cosa ha bisogno e cosa desidera oggi per sé e per la sua relazione. Un colloquio psicologico potrebbe aiutarla a dare spazio a queste emozioni e a ritrovare maggiore chiarezza e consapevolezza, senza giudizio.


Salve, da quello che racconta emerge una forte sofferenza legata alla perdita di fiducia e al sentirsi svalutata all’interno della relazione. Quello che sta vivendo può essere molto faticoso e non significa necessariamente essere “pazza” o “troppo gelosa”. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza sui suoi bisogni, ritrovare le proprie risorse e comprendere come affrontare questa situazione. Dott.ssa Janett Aruta Ricevo online e in studio a Palermo – Centro Maria Zambrano, Via Gargallo 4.


Capisco. Non sei necessariamente “pazza” o “troppo gelosa”: dopo un tradimento è normale che la fiducia sia fragile. Il problema è che tu gli hai spiegato che certi comportamenti ti feriscono e lui continua, arrivando anche a svalutarti dicendo che sei pazza. Questo può logorarti e spiegare perché ti senti svuotata e senza voglia di fare nulla. Non devi decidere subito se lasciarlo. Chiediti solo: “Questa relazione, così com’è oggi, mi fa stare bene o mi sta consumando?” E ricorda: amare qualcuno non significa dover sopportare continuamente ciò che ti fa stare male.


Buonasera, la ringrazio per aver condiviso con me ciò che sta vivendo. Dalle sue parole percepisco la sofferenza e la posizione difficile in cui si trova, anche rispetto al tradimento che ha vissuto in passato. Credo sia stato importante e coraggioso da parte sua provare a creare uno spazio di dialogo con suo marito, esprimendogli ciò che questi comportamenti suscitano in lei. Mi chiedo se, all'interno della vostra relazione, non si sia instaurata una dinamica per cui quanto più lei percepisce distanza o ambiguità da parte di suo marito, tanto più aumenta la sua paura e il bisogno di controllo, e quanto più manifesta la sua gelosia, tanto più lui tende a diventare sfuggente. Sarebbe interessante poter comprendere meglio insieme come funziona questa dinamica e, soprattutto, come lei si sta sentendo all'interno di essa. Allo stesso tempo, credo sia importante soffermarsi anche su di lei e su come questa situazione stia incidendo sul suo benessere, sulla sua autostima e sulla sua quotidianità. Quando racconta di non avere più voglia di fare niente e che “è diventato tutto noioso”, mi sembra che ci sia una sofferenza che merita uno spazio di ascolto, al di là di ciò che accade nella coppia. Potrebbe essere utile quindi comprendere meglio cosa sta vivendo, quali sono i suoi bisogni e come poter ritrovare uno spazio personale di maggiore serenità e consapevolezza. Potrebbe inoltre essere utile valutare la possibilità di un percorso di coppia, qualora anche suo marito fosse disponibile, così da poter lavorare sulla fiducia, e sulle modalità con cui entrambi state vivendo questa situazione. Resto disponibile qualora sentisse il bisogno di un supporto individuale o di coppia. Un caro saluto Dott.ssa Giulia Rosati


La ringrazio per aver condiviso con così tanta sincerità e coraggio un vissuto emotivo così profondo e doloroso. Le sue parole descrivono in modo chiaro la fatica di vivere in un legame in cui si sente svalutata e invisibile, al punto da sperimentare un senso di vuoto e apatia che spegne ogni stimolo e rende tutto grigio e noioso. Come psicologo clinico ad orientamento relazionale-sistemico, tendo a guardare a questa sofferenza non come al difetto o alla colpa di un singolo, ma come al segnale che i patti, i significati e le dinamiche comunicative all'interno della coppia si sono bloccati in un circolo vizioso distruttivo. Nel suo racconto emergono dinamiche profonde che meritano di essere comprese a partire dal forte disallineamento tra le dichiarazioni di suo marito e i suoi comportamenti concreti. Se da un lato egli esprime a parole il desiderio di godersi la vita insieme a voi, dall'altro l'abitudine di guardare le altre e i tradimenti passati inviano un messaggio opposto, creando un vero e proprio corto circuito emotivo che la condanna a un costante stato di allarme e insicurezza. A questa frammentazione si aggiunge un doloroso meccanismo di delegittimazione della realtà, una forma di difesa relazionale vicina al gaslighting, che si attiva quando il partner risponde alle sue legittime preoccupazioni accusandola di essere pazza o troppo gelosa. Questo comportamento sposta l'asse della colpa interamente su di lei, portandola a dubitare delle proprie percezioni e logorando l'autostima in un circolo in cui il suo bisogno di rassicurazione e il distacco di lui si alimentano a vicenda, bloccandovi in uno stallo logorante. Anche la noia e la totale mancanza di energie che descrive non vanno lette come una colpa, ma come un messaggio potente del suo corpo: quando tentiamo troppo a lungo di tollerare una situazione svalutante senza riuscire a cambiarla, la mente spegne i motori per proteggersi dal dolore, scivolando nell'apatia. Un tradimento passato scardina le fondamenta della fiducia e, per essere superato, richiede che entrambi i partner ridefiniscano le regole della relazione sulla base del rispetto e del riconoscimento della sofferenza dell'altro. Uscire da questo blocco è assolutamente possibile, ma richiede di spostare le sue energie vitali dal tentativo di controllare o cambiare suo marito al recupero del suo valore personale e della sua serenità. Se sente che questo disagio sta compromettendo la sua quotidianità, valutare un supporto professionale può aiutarla a fare chiarezza e a ritrovare la sua autonomia emotiva. Presso i miei studi offro percorsi personalizzati di consulenza individuale e di terapia di coppia, volti a sbloccare le risorse personali e a ricostruire uno spazio sicuro e privo di giudizio. Le auguro di cuore di ritrovare presto la sua serenità e il suo equilibrio interiore.

Dott. Edoardo Bonsignori

Dott. Edoardo Bonsignori

psicologo

Santa Croce sull'Arno

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Salve, Quello che descrive sembra inserirsi all'interno di una dinamica in cui una precedente rottura della fiducia continua ad avere un peso significativo nella relazione attuale. Dopo un tradimento, determinati comportamenti del partner possono riattivare vissuti di insicurezza, svalutazione e ipervigilanza. È importante, tuttavia, distinguere il dato concreto dalle paure e dalle ipotesi: non possiamo sapere se ci sia un nuovo tradimento in assenza di elementi oggettivi. Possiamo invece osservare come la relazione attuale incida sul suo benessere e se i suoi bisogni vengano riconosciuti sia da lei stessa che dal suo partner. Le suggerirei di spostare progressivamente il focus dal controllo di ciò che fa suo marito alla comprensione di ciò che lei sente, di ciò di cui ha bisogno e dei limiti che ritiene necessari per stare bene nella relazione. Le parole (“ti amo”, “voglio godermi la vita con voi”) acquistano significato quando sono accompagnate da comportamenti coerenti. Anche la perdita di motivazione e il senso di noia e svuotamento che riferisce meritano di essere ascoltati con attenzione. Prima di prendere decisioni sulla relazione, può essere utile comprendere quanto questa situazione stia incidendo sul suo equilibrio personale e su ciò che desidera realmente per lei e per la sua famiglia. Dott.ssa Ilaria Di Natale


Gentile signora, dalla sue parole emerge chiaramente il suo profondo stato di sofferenza e svuotamento che sta vivendo. Affrontare il peso di tradimenti (seppur passati) rappresenta di per sè un ostacolo molto complesso da valicare; quando poi a questo si aggiunge la sensazione che tutti i suoi dubbi vengono sminuiti o etichettati come "pazzia" o eccessiva gelosia, è del tutto normale sentirsi senza energia e voglia di far niente. Quando all'interno di una relazione le preoccupazioni non vengono accolte, accettate o ascoltate, ma la contrario vengono respinte e negate, si rischia di entrare in una dinamica logorante, facendo aumentare in sé il senso di insicurezza. In questo momento, il passo più importante da fare per aver perso la motivazione, non è tanto cambiare o controllare i comportamenti di suo marito, quanto proteggere se stessa e ritrovarsi, costruendo un nuovo spazio dove trovare la sua serenità, anche per il bene della vostra famiglia. Non affronti questo momento da sola, provi a mettersi in discussione facendo chiarezza dentro si sè, elaborando i vissuti legati al passato, per ritrovare quella forza dentro che adesso le manca..


Salve, grazie per la condivisione. Questo, non è semplicemente “essere gelosa”: hai già vissuto un tradimento, hai spiegato a tuo marito che certi comportamenti riaprono quella ferita, e oggi ti senti svalutata, stanca e senza entusiasmo. È comprensibile che tu sia arrivata a dire “non ne posso più”. Una cosa importante: non devi convincerti di essere pazza solo perché lui ti dice che sei pazza o troppo gelosa. Può darsi che la tua gelosia sia diventata molto forte dopo quello che è successo, ma questo non significa che i tuoi sentimenti siano inventati. La fiducia, dopo un tradimento, si ricostruisce attraverso comportamenti coerenti, non semplicemente dicendo “ti amo”. E allo stesso tempo, non puoi vivere controllando continuamente cosa guarda, con chi parla o se ti tradisce. Ti consumerebbe ancora di più. Forse adesso la domanda non è soltanto “mi tradisce ancora?”, ma: “Questa relazione, così com'è oggi, mi fa stare bene? E lui è disposto concretamente a fare la sua parte per cambiarla?”. In un momento cosi delicato e di confusione, iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutare ad avere più consapevolezza e lavorare su emozioni e autostima. Resto a disposizione.


Gentile signora, dalle sue parole emerge una grande stanchezza e la sensazione di sentirsi da tempo poco considerata e svalutata. Dopo un tradimento può essere molto difficile recuperare fiducia, soprattutto quando alcuni comportamenti continuano ad alimentare dubbi e insicurezze. Forse, in questo momento, potrebbe essere utile provare a spostare l'attenzione da ciò che fa o non fa suo marito a come questa situazione sta influenzando lei, il suo benessere e il modo in cui vive la relazione. Quando per molto tempo cerchiamo risposte, conferme o rassicurazioni senza riuscire a sentirci davvero tranquilli, può crearsi un circolo che alimenta ulteriormente dubbi, controllo, conflitti e sofferenza. Comprendere meglio cosa sta accadendo e di cosa sente di aver bisogno potrebbe aiutarla a ritrovare maggiore chiarezza e serenità. L'obiettivo non è dirle cosa fare o decidere al posto suo, ma aiutarla a ritrovare una posizione più lucida e funzionale, dalla quale poter comprendere cosa desidera davvero per sé e per la sua relazione. Sono a disposizione per un colloquio online, saluti.


Buongiorno. Guardi, prima ancora di valutare un percorso di coppia, può essere utile un percorso individuale per capire bene la sua situazione e cosa la porta ad investire in un rapporto che fondamentalmente non la fa stare bene, oltre che riflettere anche sulle strategie migliori per raggiungere il proprio obiettivo all'interno della relazione laddove ne valesse la pena. Cordiali saluti


Salve, dovrebbe provare a trovare uno spazio di dialogo con suo marito ed esprimere il suo disagio. Qualora abbia già fatto questo e non ha ottenuto risultati, sarebbe il caso di rivolgersi ad uno/a psicoterapeuta per affrontare questa difficoltà che si sta manifestando nella coppia, al fine di trovare delle strategie utili per non cadere in delle dinamiche relazionali disfunzionali che a lungo andare possono peggiorare il suo disagio


Gentile mamma E’ davvero difficile sentirsi così, provare emozioni dolorose e frustranti in una relazione di coppia e familiare. Sono situazioni contraddittorie ...si vedono cose sbagliate ma a volte finiamo per sentirci sbagliati noi ... Dopo un tradimento la fiducia è compromessa, nella relazione e dentro di sé rimane una ferita dolorosa che può alimentare timori , dubbi e insicurezza. Quando si teme di perdere il partner si finisce per concentrare tutte le nostre energie su di lui : è un lavoro sfinente , senza accorgercene rischiamo di perdere di vista noi stesse. Le energie fisiche ed emotive non sono inesauribili. Siamo umani. Nella vita si vivono tanti ruoli che richiedono impegno e coinvolgimento, nel suo caso anche quello di mamma. La fiducia va ricostruita, insieme, nel tempo, richiede assunzione reale di responsabilità…. Se ci sono le intenzioni e le condizioni da entrambe le parti . Conclude dicendo : “non ho voglia di fare niente, è diventato tutto noioso” : sembra indicare che questa situazione sta occupando così tanto spazio dentro di lei da averle tolto anche il piacere delle cose che prima le appartenevano e davano conforto nella quotidianità.Momenti di cui tutti abbiamo diritto e bisogno. Questo stato da una parte sembra spingerla a cercare di capire cosa faccia suo marito, in uno stato di allerta continuo ( ma immagino che invece di tranquillizzarsi si amplifichi il malessere) ma dall’altra parte sta cercando anche di farsi domande e iniziando a dare attenzione a sé. Bene, gentile mamma, è proprio il primo passo giusto per cominciare a fermarsi un momento per ascoltarsi e chiedersi : “ come sto io in questa relazione ? Di cosa ho davvero bisogno? Esternare il suo profondo malessere e porsi dei dubbi è un’iniziale segno di attenzione verso di sé, si parte sempre da qui , anche se non facile chiedere aiuto. Spesso può capitare di essere tormentati dall’idea “Come faccio a cambiare lui?”. Provi invece a chiedersi: “Di cosa ho bisogno io per stare bene, indipendentemente da quello che lui sceglie di fare?” Non deve prendere necessariamente oggi una decisione sul suo matrimonio. A volte è proprio utile fermarsi un attimo...Ricominciando da sé, recuperando lentamente spazi, interessi, persone e parti di sé che forse sono rimaste in secondo piano. Recuperare energie Una consultazione psicologica forse potrebbe essere un modo per non sentirsi più così sola dentro questa situazione , aiutarla ad ascoltarsi ed avvinarsi ai suoi bisogni più profondi, per capire, senza giudicarsi, perché questa relazione oggi le fa così tanto male. Se vuole sono disponibile ad un primo colloquio gratuito e senza impegno, con lo scopo di fare una prima conoscenza. Un caro augurio! Irene


Gentilissima, grazie per la condivisione innanzitutto. Comprendo quello che ci riporta, e soprattutto il bisogno di risposte rispetto la relazione con suo marito, nonchè gli atteggiamenti che sembrano perdurare nel tempo. Credo che potrebbe essere per lei importante intraprendere un percorso di terapia per esplorare e provare a comprendere le motivazioni sottostanti le sue fatiche, individuando insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontare il tutto. Rimango a disposizione! cordiali saluti AV

Dott.ssa Antea Viganò

Dott.ssa Antea Viganò

psicologo

Pessano con Bornago

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Capisco quanto possa essere doloroso e logorante vivere in questa situazione. E mi colpisce anche il modo in cui inizia a raccontarsi: “sono una mamma”. Poi, però, quello che porta riguarda soprattutto la sua relazione di coppia, il sentirsi tradita, svalutata e non desiderata abbastanza. Non è un dettaglio da poco. A volte, quando siamo molto impegnati a prenderci cura degli altri, possiamo finire per definirci quasi esclusivamente attraverso il nostro ruolo di madre e lasciare in secondo piano la donna, la compagna, la persona con i propri desideri e bisogni. E forse anche il suo “non ho voglia di fare niente, è diventato tutto noioso” ci racconta qualcosa di questa parte di sé che sembra essersi spenta. Da quello che racconta, non sembra esserci soltanto la gelosia. C’è una ferita di fiducia legata a un tradimento già avvenuto e il dolore di sentirsi svalutata proprio dalla persona da cui avrebbe bisogno di sentirsi al sicuro. Quando suo marito le dice che è “pazza” o “troppo gelosa”, mentre lei cerca di comunicargli che alcuni suoi comportamenti la fanno stare male, è comprensibile che possa iniziare a dubitare delle proprie percezioni. Il fatto che lei sia preoccupata o gelosa non significa automaticamente che sia “pazza”, così come non possiamo sapere da questo racconto se suo marito la stia tradendo nuovamente. Potremmo chiederci che cosa sta cercando di proteggere attraverso la sua vigilanza. Dopo un tradimento, controllare, cercare segnali e temere che possa accadere di nuovo può essere un tentativo di non farsi trovare impreparata e di proteggersi da una nuova ferita. Allo stesso tempo, però, questo stato di allerta continuo può finire per consumare tutte le sue energie. Forse allora la domanda non è soltanto: “Come faccio a smettere di essere gelosa?”, ma anche: “Di cosa avrei bisogno per sentirmi nuovamente rispettata, considerata e al sicuro nella mia relazione?” La fiducia non si ricostruisce chiedendo alla persona ferita semplicemente di “fidarsi” o di essere meno gelosa. Si ricostruisce attraverso comportamenti coerenti, trasparenza, ascolto e responsabilità. E forse c'è anche una domanda che riguarda lei, al di là del ruolo di mamma: “Come sta la donna che sono diventata dentro questa relazione? Che cosa desidera? Che cosa le manca? Che cosa non è più disposta ad accettare?” Non deve necessariamente decidere oggi se suo marito la tradisce ancora, né se deve restare o andarsene. Può cominciare da qualcosa di più vicino: tornare ad ascoltare se stessa e capire che cosa le serve per stare meglio, distinguendo ciò che può controllare — i propri confini, le proprie scelte, il modo in cui si prende cura di sé — da ciò che appartiene alle scelte di suo marito. E forse proprio da lì può iniziare a riaccendersi qualcosa che oggi sente “noioso” o spento: non necessariamente la coppia, prima di tutto, ma il rapporto con se stessa.


Dopo un tradimento è comprensibile che la fiducia resti fragile e che alcuni comportamenti riattivino paura e gelosia. Questo però non significa che tu sia “pazza”: stai cercando sicurezza in una relazione in cui sei già stata ferita. Il punto importante è capire se tuo marito riesce ad ascoltare il tuo disagio e a contribuire concretamente a ricostruire fiducia, invece di svalutarti o liquidare tutto come gelosia. Prova anche a chiederti: questa relazione, così com’è oggi, mi fa sentire rispettata e al sicuro? Il fatto che tu dica di non avere più voglia di fare nulla merita attenzione. Se questa apatia continua o coinvolge anche altri aspetti della tua vita, sarebbe utile parlarne con uno psicologo, anche indipendentemente da ciò che deciderai rispetto al matrimonio.


Buon pomeriggio, da ciò che racconta sembra che stia vivendo una situazione che le sta causando molta sofferenza e che stia incidendo anche sul suo benessere e sulla quotidianità. Potrebbe essere utile, per entrambi, darvi la possibilità, all'interno di uno spazio di terapia condivisa, di raccontare ciò che state vivendo, i vostri bisogni, le vostre difficoltà e le risorse che avete, sia come coppia che come genitori e come individui. Il dialogo e la possibilità di mettersi in discussione possono rappresentare un primo passo importante per comprendere meglio ciò che sta accadendo nella vostra relazione e capire se e come sia possibile modificarne alcune dinamiche, nel rispetto dei bisogni e della sensibilità di entrambi. Prendendovi questo spazio e questo tempo, potrete anche comprendere se desiderate continuare a portare avanti la relazione e, in tal caso, come poterlo fare in modo più rispettoso e soddisfacente per entrambi, oppure se sia necessario pensare a una trasformazione della relazione. Un percorso potrebbe quindi aiutarvi non necessariamente a “salvare” la coppia, ma prima di tutto a fare chiarezza e a comprendere quale possa essere la scelta più salutare per voi e per la vostra famiglia.


Buongiorno Signora. Comprendo profondamente il dolore, la confusione e il senso di svalutazione che sta provando in questo momento a causa di dinamiche di coppia logoranti e della gestione di un tradimento passato che la fa sentire invalidata nelle sue emozioni e sola. Per affrontare questa situazione e ritrovare il suo benessere, il percorso consigliato parte dal validare pienamente quello che prova senza lasciare che gli altri sminuiscano il suo vissuto, prosegue ascoltando i campanelli d'allarme che il suo corpo e la sua mente le mandano attraverso la stanchezza e la perdita di entusiasmo. Le consiglio di non affrontare tutto questo da sola, cercando uno spazio protetto, magari con il supporto di un professionista, cosi da rimettere finalmente al centro se stessa e i suoi bisogni autentici.


Capisco quanto possa essere doloroso sentirsi svalutata e, dopo un tradimento, vivere continuamente nel dubbio e nella paura. Non è “essere pazza” voler sentirsi rispettata e al sicuro nella propria relazione. Prima ancora di capire cosa faccia lui, può essere importante capire cosa sta succedendo dentro di Lei e quanto questa situazione la stia facendo stare male. È un aspetto su cui si può lavorare, per ritrovare serenità e, soprattutto, sé stessa. Mi contatti


Capisco quanto possa essere doloroso sentirsi svalutata proprio dalla persona da cui ci si aspetta amore e sicurezza. In una prospettiva cognitivo-costruttivista, più che chiederci se lei sia “troppo gelosa”, sarebbe importante comprendere che significato hanno per lei i comportamenti di suo marito e cosa attivano nel suo modo di sentirsi nella relazione. Dopo un tradimento, la fiducia può essere profondamente ferita e certi comportamenti possono riattivare quella ferita. Anche sentirsi dire “sei pazza” rischia di farla dubitare delle proprie emozioni. Forse questo momento può diventare l’occasione per fermarsi e chiedersi non solo cosa faccia lui, ma di cosa ha bisogno lei per sentirsi rispettata, vista e al sicuro nella relazione. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a ritrovare chiarezza e a comprendere quali confini e quali scelte siano realmente coerenti con sé.


Comprendo quanto possa essere doloroso vivere una relazione nella quale da una parte suo marito le dice di amarla e di voler vivere la vita insieme, mentre dall’altra alcuni suoi comportamenti riattivano in lei sentimenti di svalutazione, insicurezza e sfiducia. Dopo un tradimento, è comprensibile che la fiducia non si ricostruisca semplicemente con le parole: ha bisogno di comportamenti coerenti e rassicuranti nel tempo. È importante anche non etichettare automaticamente come “pazza” o “troppo gelosa” una persona che esprime una sofferenza. Allo stesso tempo, non possiamo sapere da questi elementi se suo marito la stia tradendo nuovamente. Sarebbe quindi utile concentrarsi non soltanto sul controllo di ciò che lui fa, ma su ciò che sta accadendo a lei e alla relazione. Il fatto che lei riferisca di non avere più voglia di fare nulla e che “tutto sia diventato noioso” merita particolare attenzione. Potrebbe essere il segnale di una forte stanchezza emotiva e sarebbe importante capire da quanto tempo si sente così e quanto questo stato stia incidendo sulla sua vita quotidiana. Le suggerirei di chiedersi: “Di cosa avrei bisogno per sentirmi nuovamente rispettata, considerata e al sicuro in questa relazione?”. Può essere utile parlarne con suo marito in modo molto concreto, evitando di rimanere esclusivamente sul tema delle altre donne e concentrandosi sui comportamenti che per lei sono incompatibili con una relazione serena. Un percorso psicologico individuale potrebbe aiutarla a ritrovare il proprio equilibrio e a capire con maggiore lucidità quali sono i suoi bisogni e i suoi limiti. Se entrambi desiderate recuperare il rapporto, anche una terapia di coppia potrebbe essere uno spazio utile per affrontare il tradimento passato, la fiducia e le dinamiche attuali. Non deve necessariamente decidere oggi se restare o andare via. Prima di tutto, può iniziare a prendersi cura di sé e della parte di lei che sembra essere molto stanca.


Salve. La situazione che descrive è molto complessa e sembra generarle molta sofferenza. Da una parte, descrive una relazione caratterizzata da forti ambivalenze e fratture, dall'altra parla del senso di svalutazione che prova all'interno di questa relazione. Dopo un tradimento e, quando alcuni comportamenti continuano a suscitare dubbi o insicurezze, può essere difficile sentirsi sereni e valorizzati all'interno del rapporto. Il bisogno di sentirsi al sicuro è fondamentale all'interno di una relazione sana. Potrebbe essere utile per lei provare a fare ulteriormente chiarezza sui suoi sentimenti e su come questa relazione la fa sentire. Non è necessario prendere decisioni fin da subito, ma concedersi uno spazio di riflessione, eventualmente anche attraverso un percorso psicologico, potrebbe aiutarla a fare maggiore chiarezza sui suoi desideri, sui suoi bisogni e su ciò che desidera per il futuro della relazione. Un caro saluto.


Capisco quanto possa essere doloroso vivere una situazione in cui, da una parte, suo marito dice di amarla e di voler condividere la vita con lei e, dall’altra, alcuni suoi comportamenti riattivano una ferita già presente a causa del tradimento passato. È comprensibile che questo possa generare insicurezza, rabbia, tristezza e difficoltà a fidarsi nuovamente. Più che chiedersi se lei sia “troppo gelosa” o “pazza”, sarebbe importante comprendere che cosa sta accadendo dentro di lei e nella relazione. Dopo una ferita nella fiducia, ricostruirla richiede comportamenti coerenti, dialogo e rispetto reciproco, non la svalutazione delle emozioni dell’altro. Le suggerirei di non rimanere sola con questa sofferenza e di valutare un percorso psicologico individuale, che possa aiutarla a fare chiarezza sui propri bisogni, sui propri limiti e su ciò che desidera realmente dalla relazione. Se entrambi ne sentite la necessità, potrebbe essere utile anche un percorso di coppia. Il fatto che riferisca di non avere più voglia di fare nulla e che “sia diventato tutto noioso” merita inoltre attenzione e sarebbe importante parlarne con un professionista. Non deve necessariamente decidere oggi se restare o lasciare suo marito. Può innanzitutto concedersi uno spazio per ascoltare se stessa e capire di cosa ha bisogno per stare meglio.


Buongiorno, dalle sue parole, più ancora della gelosia, arriva una grande stanchezza. C’è stato un tradimento in passato e questo inevitabilmente ha lasciato qualcosa nella vostra relazione. Oggi alcuni comportamenti di suo marito sembrano riaprire quella ferita e lei si ritrova nuovamente a dubitare, controllare e chiedersi cosa stia realmente accadendo. Ma forse la domanda, adesso, non è soltanto “mi tradisce ancora oppure no?”. Proverei a spostarla su di lei: come sta lei dentro questa relazione? Si sente vista, ascoltata, rispettata? Quando esprime un disagio e le viene risposto che è gelosa o addirittura “pazza”, che cosa le succede? E soprattutto, di che cosa avrebbe bisogno oggi per stare bene? Mi soffermerei anche su quel “non ho voglia di fare niente” e “è diventato tutto noioso”. Sembrano raccontare quanto questa situazione la stia consumando e quanto spazio stia occupando nella sua vita. Forse può iniziare proprio da qui: non soltanto cercando di capire cosa fa suo marito, ma tornando ad ascoltare cosa sente lei, cosa desidera e anche cosa non è più disposta ad accettare. Le auguro di riuscire a ritrovare un po’ di spazio per sé e, soprattutto, a dare valore a quello che sente.


Buongiorno signora immagino il suo stato d'animo e la tristezza e frustrazione che prova al riguardo, immagino anche che sia difficile tornare a fidarsi di una persona che si è scoperta fedifraga. Credo che le serva uno spazio in cui poter portare fuori le sue emozioni a riguardo e poter comprendere cosa la fa stare bene. SE dovesse avere bisogno di me sono disponibile per una consulenza online.


Buongiorno, la situazione da Lei descritta può essere trattata con una psicoterapia familiare. Spesso determinati comportamenti nascono come risposta di difesa ma questi, se non correttamente affrontati e conosciuti, spesso possono evolvere in altre situazioni dove, come nel suo caso, un membro della famiglia assume una posizione più defilata, scostante e sembra non essere interessato alla partecipazione della vita familiare

Dr. Alessandro Trigetti

Dr. Alessandro Trigetti

psicologo

Fornaci di Barga

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Buongiorno, grazie per aver trovato il coraggio di scrivere. Dalle tue parole si sente tanta stanchezza, e tanto dolore tenuto dentro.Quello che descrivi non è gelosia esagerata. È una reazione comprensibile a una storia che ti ha ferita.Ci sono alcuni punti che mi colpiscono e voglio restituirteli con delicatezza:"Dice di volersi godere la vita con noi, ma poi guarda le altre". Questa contraddizione è quella che ti fa più male. Perché da una parte senti le parole "ti amo, voglio stare con voi", dall'altra vedi comportamenti che ti fanno sentire non vista, non rispettata, e che riaprono una ferita antica di un tradimento passato. È normale non fidarsi più e chiedersi se stia succedendo ancora."Dice che sono troppo gelosa, che sono pazza". Questo è il punto più doloroso. Quando tu gli dici "queste cose mi fanno stare male, mi sento svalutata", invece di ascoltare il tuo dolore, lui sposta il problema su di te: sei tu quella esagerata, sei tu quella pazza. Così, oltre a stare male per quello che succede, inizi a dubitare di te stessa, delle tue percezioni. Ma tu non sei pazza. Stai reagendo a qualcosa che ti fa sentire svalutata, e hai ragione a dargli un nome."Non ho voglia di fare niente, è diventato tutto noioso". Quando per tanto tempo ci si sente non ascoltate e svalutate nella propria relazione, è normale spegnersi. Non è pigrizia. È il corpo e la mente che dicono "non ce la faccio più a portare questo peso da sola". Cosa puoi iniziare a fare per te? 1. Togli dal centro la parola "gelosa" e rimetti "sto male". Non è una questione di essere più o meno gelosa. La domanda è: "Questo comportamento, in questa storia, con un tradimento alle spalle, mi fa stare male e mi fa sentire poco rispettata?". Se la risposta è sì, quel male va ascoltato, non nascosto come se fosse un tuo difetto. 2. Non discutere sul "se lo sta facendo ancora", ma su come vi sentite. Finché la conversazione resta sul "tu sei pazza / no, tu guardi", non ne uscirete. Prova, se riesci, a spostarla su di te: "Quando succedono queste cose io mi sento svalutata, spenta, e mi allontano da te e dai bambini. Ho bisogno di sentirmi rispettata per poter stare bene con noi". 3. Non restare sola con questo vuoto. Scrivi che non hai voglia di fare niente. È un segnale importante che il tuo malessere ha bisogno di uno spazio tutto tuo, non solo di coppia. Parlane con una persona di cui ti fidi davvero, o con una professionista. Non per decidere subito cosa fare del matrimonio, ma per ritrovare un po' di forza e di valore dentro di te, che in questo periodo si è spento. Tu sei una mamma che sta portando un carico enorme. Il fatto che tu abbia scritto qui dimostra che una parte di te non vuole rassegnarsi al "tutto noioso" e vuole ancora stare bene. Se senti che questo senso di svalutazione diventa troppo pesante e ti toglie energie per la vita di tutti i giorni, ti invito di cuore a cercare un supporto vicino a te, non devi affrontarlo da sola. C'è qualcuno nella tua quotidianità che può starti accanto in questo momento?


Buongiorno, è comprensibile che dopo un tradimento e di fronte a comportamenti che lei vive come svalutanti possa sentirsi insicura, triste e sfiduciata. Essere definita “pazza” o “troppo gelosa” non aiuta a comprendere ciò che sta vivendo né a ricostruire la fiducia nella coppia. Le consiglierei di intraprendere un percorso psicologico, che possa aiutarla a fare chiarezza sui suoi vissuti e sulla relazione, ritrovando maggiore serenità e consapevolezza. Cordiali saluti.


Gentile Amica, dalle sue parole si capisce che il vostro percorso di coppia è stato complicato, e talvolta doloroso. I tradimenti lasciano ferite, che il tempo talvolta non rimargina. In questi casi, è fondamentale avere uno spazio sicuro in cui parlare apertamente. Le suggerisco una terapia di coppia, con indirizzo Emotionally Focused Therapy, che vi aiuterà a ritrovare la sicurezza del ostro legame. con i migliori auguri, Dr. Ventura


Capisco quanto possa essere logorante vivere una situazione in cui da una parte viene espresso amore e desiderio di stare insieme, mentre dall’altra alcuni comportamenti continuano a farla sentire svalutata, insicura e poco considerata. Dopo un tradimento, inoltre, la fiducia non torna semplicemente perché l’altro dice di amare: ha bisogno di essere ricostruita attraverso comportamenti coerenti nel tempo. Potrebbe essere utile porsi una domanda: "come mi sento all’interno di questa relazione e di cosa ho bisogno per stare bene?" Il fatto che lei oggi dica di non avere più voglia di fare nulla e che tutto le sembri noioso merita attenzione e ascolto, al di là della situazione di coppia. Potrebbe essere importante ritagliarsi uno spazio personale con un professionista, per poter comprendere ciò che sta vivendo e ritrovare un po’ di chiarezza e di energia. Non deve necessariamente decidere tutto adesso. Può iniziare da sé e dai propri bisogni, e da lì valutare con maggiore lucidità anche cosa desidera dalla relazione.


Forse in fondo è diventato tutto noioso anche per suo marito. Forse è bene che vi confrontiate con sincerità e che facciate scelte in cui credete sul serio...


Gentile Utente, è comprensibile che, dopo un tradimento e di fronte a comportamenti che continuano a farla sentire svalutata, possa essere difficile fidarsi e sentirsi serena nella relazione. Le emozioni meritano di essere ascoltate. Potrebbe essere utile intraprendere un percorso con una/o psicologa/o, per comprendere ciò che sta vivendo e ritrovare maggiore serenità e consapevolezza rispetto a quello che desidera per sé stessa e nella relazione. Un caro saluto.


Gentile Utente, mi colpisce soprattutto una frase: *“mi sento svalutata, non ho voglia di fare niente”*. Al di là della possibilità che suo marito la stia tradendo ancora — cosa che da qui non possiamo sapere — sembra che questa relazione stia diventando per lei un luogo di sofferenza e insicurezza. Dopo un tradimento, la fiducia non si ricostruisce semplicemente chiedendo all'altro di non essere geloso. È una ferita relazionale che richiede tempo e soprattutto la partecipazione di entrambi. Se lei esprime una sofferenza e riceve come risposta *“sei pazza”* o *“sei troppo gelosa”*, il problema rischia di spostarsi continuamente dal comportamento che l'ha ferita alla sua reazione emotiva. Proverei quindi, almeno per un momento, a smettere di interrogarsi su *“Mi tradisce oppure no?”* e a chiedersi: **“Come mi sento nella relazione che sto vivendo oggi?”** Mi sento rispettata? Ascoltata? Desiderata? Posso esprimere un disagio senza essere svalutata? Che cosa dovrebbe concretamente cambiare perché io possa desiderare ancora questa relazione? Dire *“ti amo”* è importante, ma una relazione si costruisce anche attraverso comportamenti coerenti con quelle parole. E terrei particolarmente in considerazione quel *“non ho voglia di fare niente”*. Se questa sensazione non riguarda soltanto il rapporto con suo marito ma si sta estendendo alla sua quotidianità, sarebbe importante prendersi uno spazio personale con uno psicologo. Non necessariamente per decidere subito se restare o andare via, ma per **tornare ad ascoltare se stessa**, distinguendo ciò che desidera da ciò che ha imparato a sopportare. Prima ancora di capire se suo marito vuole continuare questa relazione, forse è arrivato il momento di chiedersi **a quali condizioni lei desidera continuare a starci**. Un cordiale saluto, Marica Romano Psicologa

Dott.ssa Marica Romano

Dott.ssa Marica Romano

psicologo

Provaglio d'Iseo

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Buongiorno, comprendo la sua stanchezza. Dopo un tradimento, è comprensibile che la fiducia non torni semplicemente perché l'altra persona dice di amare e che non sta accadendo nulla: la fiducia si ricostruisce attraverso comportamenti coerenti nel tempo. Al di là del fatto che suo marito la tradisca o meno oggi, mi sembra importante non perdere di vista ciò che sta vivendo lei: sentirsi svalutata, definita “pazza” o “troppo gelosa” e arrivare a non avere più voglia di fare nulla. Le sue emozioni meritano di essere ascoltate, anche quando possono esserci aspetti di gelosia sui quali eventualmente lavorare. Più che cercare continuamente di controllare cosa faccia suo marito, potrebbe essere utile chiedersi quali siano per lei i confini e le condizioni necessarie per poter stare in una relazione sentendosi rispettata e al sicuro. Un percorso psicologico individuale potrebbe aiutarla a ritrovare lucidità e risorse, e successivamente, se entrambi disponibili, anche un percorso di coppia potrebbe essere uno spazio per affrontare il tema della fiducia e delle modalità con cui vi state relazionando. Non deve però ignorare il suo malessere: il fatto che “sia diventato tutto noioso” potrebbe essere anche il segnale di una stanchezza emotiva che merita attenzione.


Salve, quello che racconta fa pensare a una situazione di forte stanchezza emotiva, nella quale non è soltanto il comportamento di suo marito a farla soffrire, ma anche il fatto di sentirsi continuamente in dubbio rispetto a ciò che prova e rispetto alla sua stessa percezione della realtà. Il fatto che suo marito l'abbia tradita in passato è un elemento importante. Dopo un tradimento, la fiducia non torna semplicemente perché l'altra persona dice di amare il proprio partner. Ha bisogno di essere ricostruita attraverso comportamenti coerenti, trasparenza e attenzione verso ciò che l'altro sta vivendo. È quindi comprensibile che alcuni suoi comportamenti attuali possano riattivare insicurezza e paura. Questo non significa automaticamente che ogni suo sospetto sia fondato, né che ci sia necessariamente un altro tradimento in corso. Significa però che la sua sofferenza ha una storia e non può essere liquidata semplicemente definendola “pazza” o “troppo gelosa”. Una cosa è riconoscere che la gelosia può diventare eccessiva e può essere utile lavorarci; un'altra cosa è sentirsi continuamente svalutata quando si prova a comunicare un disagio. In una relazione sana, anche quando il partner non condivide la nostra interpretazione di una situazione, dovrebbe esserci la possibilità di parlarne senza essere umiliati o fatti sentire incapaci di comprendere ciò che accade. Mi colpisce soprattutto quando dice: “Non ho voglia di fare niente” e “è diventato tutto noioso”. Queste frasi meritano attenzione. Potrebbero essere il segnale di una profonda stanchezza legata alla relazione, ma se questa perdita di interesse e di energia riguarda anche altre parti della sua vita, sarebbe importante parlarne con un professionista per comprendere meglio il suo stato emotivo. In questo momento non credo che la domanda principale debba essere soltanto “mi sta tradendo ancora?”. Una domanda altrettanto importante potrebbe essere: “Come mi sento io all'interno di questa relazione?”. Si sente rispettata? Ascoltata? Tranquilla? Considerata? Può esprimere un disagio senza essere svalutata? E soprattutto, vede da parte di suo marito un reale impegno nel ricostruire la fiducia che è stata danneggiata in passato? Non è necessario decidere immediatamente se restare o lasciare la relazione. Potrebbe però essere utile smettere di concentrarsi esclusivamente sul controllo dei suoi comportamenti e osservare ciò che accade quando lei esprime chiaramente i propri bisogni. Gli dica con chiarezza non soltanto che cosa non le piace, ma di cosa avrebbe bisogno per poter tornare a sentirsi al sicuro nella relazione. A quel punto sarà importante osservare i comportamenti, non soltanto le parole. Dire “ti amo” ha un significato, ma in una relazione la fiducia viene costruita soprattutto attraverso ciò che si fa nel tempo. Infine, cerchi di non perdere completamente se stessa dentro questo problema. Continui, per quanto possibile, a coltivare le sue amicizie, i suoi interessi e gli spazi personali. La sua vita non può dipendere esclusivamente dal comportamento di suo marito o dalla ricerca di segnali che confermino o smentiscano i suoi sospetti. Se sente di essere arrivata al punto di non avere più energie, di non provare più piacere nelle cose che prima le interessavano o di sentirsi costantemente svalutata, le consiglierei di chiedere un aiuto psicologico personale. Potrebbe essere uno spazio nel quale comprendere che cosa desidera davvero e quali limiti non vuole più oltrepassare. Il suo disagio merita di essere ascoltato. Non deve necessariamente avere ragione su tutto ciò che sospetta per avere comunque il diritto di dire: “In questa situazione non sto bene e ho bisogno che qualcosa cambi”. Le mando un caloroso saluto. Dott. Michele Basigli. Psicologo clinico. Perugia


Gentile utente, comprendo la sua stanchezza: dopo un tradimento, la fiducia non torna semplicemente perché si decide di andare avanti. Quando alcuni comportamenti del partner riattivano quella ferita, è comprensibile sentirsi insicura, svalutata e progressivamente svuotata. Al tempo stesso, definirla “pazza” o “gelosa” non aiuta a comprendere ciò che sta accadendo tra voi. La questione non riguarda soltanto il fatto che lui guardi altre donne, ma il significato che questo comportamento assume all'interno della vostra storia e il modo in cui entrambi riuscite ad affrontare il tema della fiducia. Forse oggi potrebbe essere utile spostare la domanda da “come faccio a farlo smettere?” a “di cosa ho bisogno per sentirmi rispettata e per poter stare bene in questa relazione?”. Da lì sarà possibile capire se esistono margini perché entrambi possiate modificare qualcosa, oppure se il rapporto sta diventando per lei troppo costoso. Il fatto che non abbia più voglia di fare nulla e che percepisca tutto come noioso merita attenzione: non rimanga sola con questo malessere. Un confronto con uno psicoterapeuta potrebbe aiutarla a ritrovare uno spazio per sé e a fare maggiore chiarezza sulle scelte possibili. Un caro saluto.


Gent.ma, se desidera capire meglio sé stessa e il legame sentimentale che vive attualmente come insoddisfacente, potrebbe chiedere un aiuto e valutare l'avvio di un lavoro psicoterapeutico. SG


Salve, dalle sue parole sembra trasparire una condizione di profonda stanchezza emotiva. La sensazione di non essere ascoltata nei propri vissuti dolorosi, unita al vedersi attribuire etichette come "pazza" o "esagerata", rischia di generare un senso di isolamento e di profonda svalutazione personale. ​Quando la sofferenza comunicata non trova una risposta di riconoscimento dall'altro, la mente rischia di ritirarsi, lasciando spazio a quel senso di apatia, perdita di slancio e "noia" di cui parla, che spesso rappresenta una difesa di fronte a un dolore che non può essere digerito. Le rassicurazioni verbali dell'altro, se smentite nei fatti, non riescono a ricucire la ferita nella fiducia. ​Potrebbe essere per lei importante ritagliarsi uno spazio personale d'ascolto psicologico in cui rimettere al centro ciò che lei sente e desidera, libera delle definizioni che l'altro le attribuisce, per fare chiarezza su quali siano le condizioni necessarie alla sua serenità e alla sua dignità personale.


Salve signora, Capisco perfettamente: quando si è esauste, si ha bisogno di chiarezza immediata senza troppi giri di parole. Il problema non è Lei e non è "pazza". Suo marito sta usando una dinamica tipica (gaslighting): minimizza le sue ferite, scarica su di lei la colpa della gelosia e invalida ciò che prova per non prendersi la responsabilità dei suoi comportamenti. È normale che si senta svuotata e senza energie. Ecco cosa deve fare ora per tutelarsi: Smettere di cercare di convincerlo: Non serve che lui ammetta i suoi errori per sapere che sta soffrendo. Risparmi le sue energie. Sposti l'attenzione da lui a lei: Smetta di chiedersi "Cosa sta facendo lui?" e inizi a chiedersi "Io voglio davvero continuare a vivere così?". Metta confini fermi: Chiarisca cosa è disposta ad accettare e cosa no. Senza conseguenze concrete, le parole non cambieranno la situazione. Riprenda i suoi spazi: Ricominci a fare cose per te stessa, indipendente da lui, per uscire dall'apatia. Un saluto e mi tenga aggiornata.


Buongiorno, grazie per aver condiviso quello che sta vivendo. Da ciò che racconta sembra che questa situazione le stia causando una sofferenza importante: non solo per i comportamenti di suo marito, ma anche per il senso di svalutazione, la perdita di serenità e il fatto che senta di non avere più voglia di fare nulla. Considerando anche il tradimento che c’è stato in passato, è comprensibile che possa esserci una maggiore difficoltà a fidarsi e che alcuni comportamenti del suo marito riattivino paura e insicurezza. Allo stesso tempo, sarebbe importante non ridurre tutto alla domanda "sono troppo gelosa oppure lui sbaglia?". Ci sono infatti due aspetti distinti: da una parte il modo in cui lei vive e gestisce la gelosia e l'insicurezza, dall'altra il modo in cui suo marito risponde ai suoi bisogni e ai confini che lei prova a comunicargli. Se lei ha già spiegato che determinati comportamenti la fanno stare male, può essere utile chiedersi che cosa desidera realmente da questa relazione e quali sono per lei i comportamenti che non è più disposta ad accettare. Non dovrebbe però essere necessario mettere continuamente in discussione la propria percezione o considerarsi "pazza" perché qualcosa nella relazione le provoca sofferenza. Visto il livello di malessere che descrive, e considerando che questa situazione sembra aver iniziato a incidere anche sulla sua voglia di fare e sul suo benessere personale, le consiglierei di intraprendere un percorso psicologico. Potrebbe essere uno spazio in cui comprendere meglio ciò che sta vivendo, lavorare sulla propria sicurezza personale e sui vissuti legati al tradimento, ma anche fare chiarezza sui suoi bisogni e sulle scelte che desidera compiere rispetto alla relazione. In questo momento, più che cercare di capire continuamente cosa faccia o non faccia suo marito, potrebbe essere importante tornare a occuparsi di sé e di ciò di cui lei ha bisogno per poter stare bene.

Dott.ssa Taslima Grossi

Dott.ssa Taslima Grossi

psicologo

San Martino Siccomario

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Da quello che scrive, sembra che il problema non sia semplicemente che suo marito “guarda le altre”. C’è una ferita precedente, il tradimento, che probabilmente non si è mai davvero rimarginata. Quando la fiducia è stata spezzata, alcuni comportamenti che prima potevano essere fastidiosi diventano molto più dolorosi, perché riattivano continuamente il dubbio: “Posso fidarmi oppure sta succedendo di nuovo?” Allo stesso tempo, sentirsi rispondere che è “troppo gelosa” o addirittura “pazza” non aiuta. Si può discutere sul fatto che una gelosia sia eccessiva oppure no, ma il suo malessere merita di essere ascoltato, soprattutto perché nasce anche da qualcosa che nella vostra relazione è realmente accaduto. Mi colpisce soprattutto quando scrive: “mi sento svalutata, non ho voglia di fare niente, è diventato tutto noioso”. Forse in questo momento sta spendendo così tante energie nel controllare lui, capire cosa fa, chiedersi se la ama, se guarda altre donne, se potrebbe tradirla ancora, che lentamente sta perdendo di vista una domanda altrettanto importante: come sta lei dentro questa relazione? Proverei quindi a spostare per un momento l'attenzione da “mi sta tradendo oppure no?” a qualcosa che dipende maggiormente da lei: “Anche se scoprissi che oggi non mi tradisce, il modo in cui stiamo vivendo insieme mi rende felice? Mi sento rispettata, desiderata e considerata? Riesco ancora a essere me stessa oppure sono diventata soprattutto una persona che controlla, teme e aspetta che succeda qualcosa?” E c'è un'altra domanda che potrebbe essere importante: che cosa dovrebbe concretamente cambiare perché lei possa tornare a stare bene con suo marito? Non “vorrei che cambiasse”, ma comportamenti molto concreti. Perché dire “ti amo e voglio godermi la vita con voi” è importante, ma dopo un tradimento la fiducia difficilmente si ricostruisce soltanto attraverso le parole. Servono comportamenti coerenti e ripetuti nel tempo. Non le suggerirei, almeno sulla base di quello che racconta, né di lasciarlo né di restare. Prima cercherei di capire se lei desidera ancora questa relazione oppure se sta soprattutto cercando di non perderla. Sono due cose molto diverse. Se quel “non ho voglia di fare niente” sta diventando qualcosa di quotidiano — poca energia, perdita di interesse anche per cose che prima le piacevano, isolamento, sonno o appetito cambiati — non lo trascuri. In quel caso potrebbe esserle utile anche uno spazio psicologico tutto suo, non necessariamente per decidere se separarsi, ma per recuperare un po' di chiarezza e soprattutto per tornare a mettere lei, e non soltanto suo marito, al centro della propria vita. Le auguro una buona vita.

Dott. Fabio Nenci

Dott. Fabio Nenci

psicologo clinico

San Maurizio Canavese

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Buongiorno, quando un partner svaluta sistematicamente la sofferenza dell'altro (liquidando le preoccupazioni con frasi come "sei troppo gelosa" o "sei pazza"), si crea un meccanismo che mina la fiducia personale e la serenità della relazione, a maggior ragione se c'è un passato di tradimento non del tutto superato. In questa situazione, è fondamentale spostare il focus da ciò che fa o dice lui a ciò di cui ha bisogno lei per stare bene, come riconoscere e validare i propri vissuti, stabilire confini chiari, ritrovare uno spazio personale. Inoltre un percorso di sostegno psicologico individuale può aiutarla a fare chiarezza dentro di sé, a proteggere la propria autostima e a capire quale direzione prendere per il suo futuro e quello della sua famiglia. Se ci fosse disponibilità da parte di entrambi, anche una terapia di coppia potrebbe aiutare a ridefinire le regole e la fiducia nella relazione. Restando a disposizione, buona giornata. Dott.ssa Giulia Raiano


La situazione che descrive sembra molto faticosa. Dopo un tradimento, è comprensibile che alcuni comportamenti di suo marito possano riattivare insicurezza e sfiducia, soprattutto quando sente che ciò che prova viene definito come semplice gelosia o “pazzia”. Ha già provato a comunicargli quanto questi comportamenti la facciano stare male e quanto la facciano sentire svalutata. Potrebbe essere importante, ora, fermarsi anche su di sé e su ciò che questa situazione sta producendo nella sua vita e nel modo in cui si sente all’interno della relazione.Uno spazio psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza su ciò di cui ha bisogno, su ciò che desidera dalla sua relazione e su come poter ritrovare uno spazio per sé, al di là dei comportamenti di suo marito. Le auguro di non perdere di vista sé stessa e ciò che sente. Un caro saluto.


Buongiorno. La confusione e la stanchezza che descrive sono la naturale conseguenza di una situazione in cui la fiducia è fragile e i suoi vissuti vengono svalutati. E' essenziale spostare l'attenzione da ciò che fa o dice l'altro a ciò di cui ha bisogno lei per stare bene. Lavorare sulla propria autostima e imparare a riconoscere il proprio valore sono passaggi chiave per ritrovare lucidità e decidere quale direzione dare alla propria vita.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.