Salve sono una donna di 40 anni e da una settimana che soffro di attacchi di panico e ansia,per favo
Salve sono una donna di 40 anni e da una settimana che soffro di attacchi di panico e ansia,per favore aiutatemi cosa posso fare ho preso lexotan ma nn mi fanno nulla
71 risposte
Salve, per ansia e attacchi di panico un farmaco non basta, è importante avere una terapia farmacologica ben calibrata da un professionista psichiatra e accostare un percorso psicologico di terapia o sostegno. Grazie per la sua domanda e per essersi rivolta a noi
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Gentile Utente, mi dispiace che stia attraversando un momento così difficile. Gli attacchi di panico possono essere molto spaventosi, ma sono una condizione che può essere trattata efficacemente. Se il Lexotan non le sta dando beneficio, è importante non modificare autonomamente la terapia né aumentare le dosi, ma confrontarsi quanto prima con il medico che glielo ha prescritto o con uno psichiatra, che potrà valutare se il trattamento sia adeguato o se sia necessario rivederlo. Accanto all'eventuale terapia farmacologica, le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia. I farmaci possono aiutare a ridurre i sintomi, ma la psicoterapia permette di comprendere cosa sta alimentando l'ansia e di acquisire strumenti per gestirla nel tempo, riducendo il rischio che gli attacchi si ripresentino. Nel frattempo, quando sente arrivare un attacco, provi a ricordare che, per quanto intenso, non è pericoloso e tenderà a diminuire. Portare l'attenzione al respiro, rallentandolo gradualmente, può aiutarla a non alimentare ulteriormente il circolo dell'ansia. Se gli attacchi sono comparsi all'improvviso e stanno diventando frequenti o molto invalidanti, non rimandi una valutazione specialistica. Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti. Dott.ssa Veronica Savio
Salve, solitamente gli attacchi di panico vengono trattati con un percorso psicoterapeutico e eventualmente accompagnamento farmacologico
Gent.ma utente, le consiglio vivamente di rivolgersi a uno psicologo o psicologa. Il panico è una forma acuta e improvvisa di ansia e va trattato in ambito di setting psicologico. Vanno identificate le situazioni e le cause scatenanti, è necessario prendere consapevolezza dei sintomi, distinguendo ciò che sono le sensazioni reali da quelle amplificate dalla sua mente, e si devono apprendere tecniche in grado di mitigare gli effetti del panico e riprendere il controllo sull'azione. Questo contributo del professionista è di gran lunga più efficace e lungimirante dell'effetto palliativo di una molecola farmacologica. Mi contatti pure per una consulenza preliminare, anche in setting online. Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
Salve, grazie per aver condiviso qui con noi. Durante un attacco di panico, puoi provare a: Inspirare lentamente dal naso per circa 4 secondi ed espirare dalla bocca per 6 secondi, ripetendo per qualche minuto. Guardarti intorno e nominare mentalmente 5 cose che vedi, 4 che puoi toccare, 3 che senti, 2 che annusi e 1 che puoi assaporare: è una tecnica che aiuta a riportare l'attenzione al presente. Evitare, se possibile, caffeina, bevande energetiche e alcol, che possono peggiorare l'ansia in alcune persone. Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutare sin da subito a gestire al meglio lo stato ansioso, attraverso un sostegno e un ambiente non giudicante con strategie per affrontare questo periodo delicato. Resto a disposizione.
Buonasera, ho letto il suo messaggio e bisognerebbe capire da cosa sono stati provocati, da quali paure che la coinvolgono. Rimango a sua disposizione, qualora voglia affrontare con me le sue difficoltà. Le mando un abbraccio.
Salve, mi dispiace molto che stia vivendo questo momento. Gli attacchi di panico e l'ansia possono essere estremamente spaventosi, soprattutto se sono comparsi all'improvviso, ma è importante sapere che esistono trattamenti efficaci e che non è necessario affrontare tutto questo da sola. Se il Lexotan non le sta dando il sollievo che si aspettava, le consiglio di non aumentare la dose o modificarne l'assunzione autonomamente, ma di contattare il medico che glielo ha prescritto o il suo medico di famiglia. Potrebbe essere necessario rivalutare la terapia o capire meglio cosa sta succedendo. Nel frattempo, provi a non spaventarsi ulteriormente se sente arrivare un attacco: per quanto intenso, il panico non è pericoloso e tende a diminuire nel giro di alcuni minuti. Può aiutarla concentrarsi sul respiro, osservare ciò che la circonda e ricordarsi che quello che sta provando, per quanto molto difficile, passerà. Sarebbe utile anche capire se nell'ultimo periodo è accaduto qualcosa di particolarmente stressante o se questi episodi sono comparsi senza una causa apparente. Parlare con uno psicologo/a può aiutare non solo a gestire i sintomi, ma anche a comprenderne l'origine e a ridurre il rischio che si ripetano.
Gentile Signora, la ringrazio per aver scritto e per il coraggio di condividere quello che sta vivendo: gli attacchi di panico e l'ansia possono essere davvero spaventosi e destabilizzanti, soprattutto quando compaiono all'improvviso e sembrano non lasciarle tregua. Mi dispiace che stia affrontando questo momento difficile, e voglio che sappia che quello che sente ha un senso e può essere affrontato. Capisco la frustrazione di aver assunto un farmaco (il Lexotan) senza percepire un reale miglioramento: questo succede spesso, perché il farmaco può attenuare il sintomo nell'immediato, ma non agisce sulla causa profonda che genera ansia e attacchi di panico. Per questo motivo, in casi come il suo, è importante non fermarsi al solo intervento farmacologico, ma affiancare un percorso psicologico che le permetta di comprendere da dove nasce questo disagio: a volte gli attacchi di panico sono il segnale di un accumulo di stress, di un momento di vita particolarmente delicato, oppure di vissuti e dinamiche più profonde che non sono ancora state elaborate. Le consiglio quindi di intraprendere un percorso di terapia, che l'aiuti non solo a gestire i sintomi nel qui e ora (attraverso tecniche di respirazione, regolazione dell'ansia e strategie pratiche), ma anche a lavorare sulle cause sottostanti, per ridurre la frequenza e l'intensità di questi episodi nel tempo. Per quanto riguarda la terapia farmacologica, le suggerisco di confrontarsi con il medico che gliel'ha prescritta, per valutare insieme se il dosaggio o il tipo di farmaco siano quelli più adatti alla sua situazione attuale: il percorso psicologico e quello farmacologico, quando necessario, funzionano meglio se procedono in parallelo e in comunicazione tra loro. Non è sola in questo, e con il giusto supporto è possibile stare meglio. Un caro saluto, Dott.ssa Sofia Torri.
Buongiorno, mi dispiace leggere che sta attraversando questo momento. Gli attacchi di panico e l'ansia possono essere molto spaventosi e dare la sensazione di perdere il controllo, ma sono condizioni che possono essere trattate efficacemente con il giusto supporto. Dal suo messaggio emerge che questa situazione è iniziata da circa una settimana. Sarebbe importante capire se c'è stato un evento particolare, un periodo di forte stress o un cambiamento significativo che possa aver contribuito alla comparsa dei sintomi. A volte gli attacchi di panico sembrano arrivare "dal nulla", ma altre volte rappresentano il modo in cui il nostro organismo esprime un sovraccarico emotivo accumulato nel tempo. Per quanto riguarda il Lexotan, è comprensibile la sua preoccupazione se percepisce che non stia dando il risultato sperato. Tuttavia, è importante non aumentare autonomamente la dose e non concludere che il farmaco "non funzioni". L'efficacia dipende da diversi fattori, tra cui il dosaggio, il momento in cui viene assunto, la prescrizione e le caratteristiche della persona. Per questo è fondamentale confrontarsi con il medico che glielo ha prescritto o con il suo medico curante, soprattutto se i sintomi persistono o peggiorano. Accanto all'eventuale terapia farmacologica, il trattamento degli attacchi di panico si basa spesso anche su un percorso psicologico. La psicoterapia, in particolare gli interventi basati su evidenze scientifiche, aiuta a comprendere cosa alimenta l'ansia, a modificare i meccanismi che mantengono il panico e a recuperare gradualmente il senso di sicurezza. Molte persone riferiscono un miglioramento significativo quando il trattamento farmacologico, se necessario, viene affiancato da un percorso psicoterapeutico. Nel frattempo, quando sente arrivare un attacco, provi a ricordare che, per quanto intenso e spaventoso, il panico tende a raggiungere un picco e poi a diminuire. Cercare di osservarne i sintomi senza interpretarli come il segnale di un pericolo imminente può contribuire, nel tempo, a ridurne l'intensità. Anche mantenere una respirazione lenta e regolare può aiutare a contenere l'attivazione fisiologica. Se, invece, oltre all'ansia dovessero comparire sintomi nuovi o particolarmente intensi, oppure se dovesse avere il dubbio che possa trattarsi di un problema medico diverso, è opportuno rivolgersi tempestivamente al medico o al Pronto Soccorso per una valutazione. Le suggerisco di non affrontare questa situazione da sola. Contatti il suo medico nei prossimi giorni per rivalutare la terapia e, se possibile, si rivolga anche a uno psicologo o psicoterapeuta. Chiedere aiuto nelle prime fasi del problema è spesso il modo migliore per evitare che l'ansia diventi sempre più invalidante. Con il trattamento adeguato, gli attacchi di panico possono essere gestiti e, nella maggior parte dei casi, superati. Non perda la fiducia: è una condizione che può migliorare. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Perugia
Buongiorno, dagli attacchi di panico è possibile guarire attraverso l'aiuto della psicoterapia. Si affidi ad un professionista, vedrà che con il tempo uscirà dalla morsa dei suoi sintomi. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, sono la dottoressa Tropea Federica, rispetto a quello che ha scritto, capisco quanto questa situazione possa essere difficile e spaventosa. Gli attacchi di panico e l'ansia possono comparire anche all'improvviso e meritano un'adeguata valutazione. Per quanto riguarda il Lexotan, è importante non modificare autonomamente la terapia e confrontarsi con il medico che lo ha prescritto o con il proprio medico curante, soprattutto se i sintomi persistono o il beneficio non è quello atteso. Parallelamente, le consiglierei di intraprendere un percorso di psicoterapia poiché aiuta a comprendere le cause dell'ansia e degli attacchi di panico, a imparare strategie efficaci per gestirli e, nella maggior parte dei casi, a ridurne progressivamente frequenza e intensità. Con un intervento tempestivo è possibile ottenere ottimi risultati. Non affrontare tutto da sola: chiedere aiuto è un passo importante. Resto a sua disposizione, buona giornata!
Buongiorno, mi dispiace che stia attraversando questo momento. Gli attacchi di panico e l'ansia possono comparire anche improvvisamente e dare la sensazione di perdere il controllo, facendo temere che ci sia qualcosa di grave. In realtà, pur essendo molto intensi e spaventosi, gli attacchi di panico sono una condizione che può essere trattata efficacemente. Il fatto che il Lexotan non le stia dando il sollievo che si aspettava non significa che non ci sia una soluzione. Ogni persona risponde in modo diverso ai farmaci e, soprattutto, è importante che la terapia venga valutata dal medico che l'ha prescritta. Si raccomanda di non modificare autonomamente il dosaggio o di assumere altri farmaci senza un confronto con uno specialista. Se gli episodi sono iniziati solo da una settimana, è fondamentale cercare di comprenderne l'origine. Talvolta gli attacchi di panico possono essere collegati a periodi di forte stress, cambiamenti di vita, eventi emotivamente impegnativi o difficoltà che si sono accumulate nel tempo. In altri casi sembrano comparire "all'improvviso", ma anche in queste situazioni è possibile individuare i fattori che li mantengono. Oltre a una valutazione medica, è consigliabile intraprendere quanto prima un percorso di psicoterapia per gli attacchi di panico. Le evidenze scientifiche dimostrano che la psicoterapia, in particolare quella cognitivo-comportamentale, rappresenta uno dei trattamenti più efficaci per ridurre gli episodi, imparare a gestire l'ansia e prevenire le ricadute. Durante il percorso si lavora sia sui pensieri che alimentano la paura, sia sulle reazioni fisiche che spesso vengono interpretate come pericolose. Il disturbo da attacchi di panico si può trattare e molte persone riescono a tornare a vivere serenamente, senza che la paura condizioni il lavoro, le relazioni o le attività quotidiane. Intervenire precocemente aumenta le possibilità di ottenere un miglioramento significativo. Se, invece, oltre all'ansia dovesse avvertire sintomi nuovi o particolarmente intensi, oppure avesse dubbi sulla natura dei suoi disturbi, è opportuno rivolgersi tempestivamente al medico per una valutazione, così da escludere eventuali cause organiche e ricevere l'indicazione terapeutica più appropriata. Cordialmente, AM
Buongiorno, Gli attacchi di panico, quando si vivono per la prima volta, sono disorientanti e spaventano, se molto intensi sembra veramente di stare male al punto di dover andare in ospedale, anche se non è così. Ricorrere ai farmaci può tamponare la situazione, ma di solito per gli attacchi di panico vale la pena approfondire cosa succede dal punto di vista psicologico. Valuterei di sentire il parere di una/o psicologa/o, che sicuramente può aiutarla a capire da dove sono iniziati e come risolverli.
Gentilissima, grazie per la condivisione. Con una sintomatologia così importante e limitante per certi aspetti è bene unire terapia farmacologica con un supporto di psicoterapia, in modo da provare a comprendere con lo specialista le motivazioni sottostanti i suoi attacchi, individuando insieme ad esso strategie funzionali per affrontare la questione. Rimango a disposizione! saluti AV
Buongiorno cara, ha iniziato un percorso psicologico? Le medicine possono essere degli aiuti momentanei, ma non la aiutano a superare davvero gli attacchi di panico. Le consiglio di iniziare un percorso con qualcuno. Un caro saluto
Buongiorno, mi dispiace che stia vivendo un momento così intenso e spaventoso. Gli attacchi di panico possono dare la sensazione che stia per accadere qualcosa di grave, che il corpo non risponda più come dovrebbe o che sia impossibile recuperare il controllo. Anche quando durano pochi minuti, possono lasciare molta stanchezza, paura e il timore costante che si ripresentino. Dal suo messaggio emerge che questa difficoltà è iniziata da circa una settimana. È un periodo breve, ma abbastanza intenso da averla portata a chiedere aiuto e a cercare un sollievo immediato. Credo sia importante non sottovalutare ciò che sta vivendo, ma allo stesso tempo evitare di interpretare automaticamente ogni sensazione come la prova che stia accadendo qualcosa di irreparabile. Per quanto riguarda il Lexotan e il fatto che non le sembri efficace, è importante parlarne direttamente con il medico che glielo ha prescritto. Non sarebbe corretto modificare da sola la quantità, la frequenza o il tipo di terapia. Il medico potrà valutare la situazione conoscendo la sua storia, i sintomi e le modalità con cui questi episodi si stanno presentando. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, gli attacchi di panico spesso si mantengono attraverso un circolo molto preciso. Compare una sensazione fisica, come il battito accelerato, la fame d'aria, il tremore o la testa leggera. La mente interpreta quella sensazione come pericolosa e pensa che possa succedere qualcosa di grave. Questa interpretazione aumenta ulteriormente l'ansia e rende i sintomi ancora più intensi. A quel punto la persona si spaventa ancora di più e il circolo continua ad alimentarsi. In quei momenti può essere utile ricordarsi che l'ansia tende a salire, raggiungere un picco e poi diminuire. Il suo obiettivo non dovrebbe essere obbligarsi a farla sparire immediatamente, perché la lotta contro le sensazioni può aumentare ancora di più la paura. Può invece provare a rallentare il respiro, mantenendolo regolare e senza forzare inspirazioni troppo profonde. Può anche appoggiare bene i piedi a terra e portare l'attenzione a ciò che vede, sente e tocca intorno a sé, così da riportarsi gradualmente al momento presente. È comprensibile che, dopo i primi episodi, inizi a controllare spesso il corpo, il respiro o il battito per capire se sta per arrivarne un altro. Anche questo controllo nasce dal bisogno di proteggersi, ma può mantenere il cervello in uno stato di allerta continua. Più cerca segnali di pericolo, più facilmente noterà sensazioni corporee normali e le interpreterà con preoccupazione. Sarebbe molto utile cercare di comprendere anche che cosa stava accadendo nella sua vita prima dell'inizio di questi episodi. Potrebbero esserci stati periodi di stress, preoccupazioni, cambiamenti, stanchezza o emozioni trattenute. Non sempre il collegamento è immediatamente evidente, ma esplorarlo può aiutare a capire perché l'ansia sia comparsa proprio adesso. Considerando che gli episodi si stanno ripetendo e le stanno provocando molta sofferenza, credo che potrebbe essere importante iniziare un percorso psicologico, possibilmente a orientamento cognitivo comportamentale. Questo tipo di percorso può aiutarla a comprendere il funzionamento dell'ansia, riconoscere i pensieri che alimentano il panico e imparare gradualmente a rispondere alle sensazioni senza interpretarle automaticamente come una minaccia. Non è necessario aspettare che la situazione peggiori per chiedere un supporto. Intervenire nelle prime fasi può essere utile per evitare che la paura degli attacchi inizi a condizionare le sue giornate, portandola a evitare luoghi, attività o situazioni che prima affrontava normalmente. Se dovesse avvertire sintomi fisici nuovi, molto intensi o diversi dal solito, oppure se sentisse di non riuscire a restare al sicuro, è importante rivolgersi tempestivamente ai servizi sanitari. Per il resto, il fatto che abbia chiesto aiuto è già un primo passo significativo. Non deve affrontare da sola questa paura e può essere accompagnata a comprenderla con maggiore chiarezza e a gestirla in modo più efficace. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, la terapia farmacologica spesso non è sufficiente per il trattamento degli attacchi di panico e la remissione della sintomatologia. E' necessario affiancare un percorso di psicoterapia affinchè possa sperimentare tecniche terapeutiche fondamentali nella gestione emotiva degli attacchi di panico. Non solo, necessario poi capire a fondo i fattori che hanno contribuito alla comparsa degli attacchi di panico in questo momento della sua vita. Rimango a sua disposizione. Un caro saluto. Dott.ssa Martina Orzi
Buongiorno, mi dispiace che stia vivendo questo momento. Gli attacchi di panico possono essere molto spaventosi. Per quanto riguarda il Lexotan si ricordi che è importante non modificare la terapia da sola, ma confrontarsi con il medico che lo ha prescritto. Inoltre, nel frattempo, non deve affrontare tutto da sola: la psicoterapia cognitivo-comportamentale è tra gli interventi più efficaci per gli attacchi di panico e può aiutarla a comprenderli e gestirli. Quindi le consiglio di rivolgersi ad un terapeuta oltre alla terapia farmacologica. Un saluto, Dott.ssa Mara Di Clemente
Gentile utente, mi dispiace leggere che sta vivendo un periodo così difficile. Quando ansia e attacchi di panico compaiono in modo intenso e improvviso possono essere molto spaventosi e dare la sensazione di aver perso il controllo. Da ciò che scrive, tuttavia, mi sembra importante sottolineare che una settimana rappresenta un periodo ancora molto breve: non è sufficiente, da solo, per formulare una diagnosi o comprendere appieno l'origine di ciò che sta accadendo. Sarebbe utile chiedersi se riesce a riconoscere un evento che possa aver fatto da "innesco" a questo periodo oppure se ha la sensazione che l'ansia sia comparsa apparentemente senza motivo. Mi domanderei anche se è la prima volta nella sua vita che sperimenta sintomi di questo tipo oppure se in passato ci sono già stati periodi di ansia, anche meno intensi. Queste informazioni sono importanti per inquadrare meglio la situazione. Per quanto riguarda i farmaci, è bene confrontarsi con il medico o con lo psichiatra che li ha prescritti, soprattutto se ritiene che non stiano producendo i benefici attesi. Allo stesso tempo, la letteratura scientifica mostra che il trattamento farmacologico, da solo, spesso non è sufficiente per ottenere un miglioramento stabile e duraturo. Per questo motivo, quando l'ansia diventa così intensa da compromettere la qualità della vita, è consigliabile affiancare un percorso psicoterapeutico. La terapia cognitivo-comportamentale, in particolare, è considerata uno dei trattamenti di elezione per i disturbi d'ansia e gli attacchi di panico: aiuta a comprendere il funzionamento dell'ansia, a riconoscere i pensieri e i comportamenti che la mantengono e ad acquisire strumenti concreti per gestirla. Intervenire precocemente può essere importante per evitare che la paura dell'ansia stessa finisca per limitare progressivamente la quotidianità. Le auguro il meglio e resto a disposizione. Dott.ssa Arianna Savastio
Buongiorno, purtroppo i medicinali servono sì a calmare sul momento quando funzionano ma ciò non toglie le difficoltà. Proverei a intraprendere un percorso dove conoscere meglio questa ansia, da dove arriva e come affrontarla. L'ansia di per sè è positiva fintanto che non nuoce nel quotidiano. Rimango a disposizione, Dott.ssa Casumaro Giada
Cara utente, non prenda dei farmaci senza prescrizione e nel caso vada da uno specialista facendosi fare una impegnativa dal suo medico di base. E' importante per la sua salute prendere farmaci solo se necessario e nel caso la molecola giusta per lei e la minor dose per avere l'effetto desiderato. Oltre a questo, sarebbe utile affiancare un percorso psicologico poichè se tale sintomatologia arriva allora si presume abbia una motivazione e a volte indagare e lavorare sulla causa è più utile non un farmaco che anestetizza. Un caro saluto Dott.ssa Claudia Fontanella
Gentilissima Signora, non emerge cosa abbia scatenato l'attacco di panico, né i sintomi per cui lei lo definisca tale, né chi le abbia prescritto il Lexotan; se avverte comunque che persista questa forte ansia si rivolga ad un collega, per entrare nel merito di quanto accaduto. Saluti
Gentile Utente, comprendo profondamente quanto possa essere spaventoso e destabilizzante trovarsi a gestire attacchi di panico e ansia, specialmente quando compaiono all'improvviso. È importante ricordare che l'ansia non si manifesta mai per caso: è un segnale che il nostro corpo invia, facendosi portatore di un malessere o di un messaggio che ha origine altrove. Il corpo reagisce, ma è indispensabile andare a fondo e comprendere bene le reali cause che hanno scatenato questa risposta. I farmaci come le benzodiazepine (tra cui il Lexotan) possono talvolta offrire un sollievo sintomatico temporaneo, ma non agiscono sulla radice del problema. Inoltre, l'assunzione o la modifica del dosaggio di qualsiasi farmaco deve avvenire esclusivamente sotto stretto controllo medico o del medico curante, al quale la invito a rivolgersi per una corretta valutazione farmacologica. Per affrontare davvero la situazione e ritrovare la serenità, il passo fondamentale è intraprendere un percorso di supporto psicologico o psicoterapeutico. Un professionista potrà aiutarla a decifrare ciò che il suo corpo sta cercando di comunicare, individuare i fattori scatenanti dell'ansia ed elaborare strumenti efficaci e duraturi per gestirla. Un cordiale saluto.
Gentile Signora, gli attacchi di panico sono esperienze molto intense e spesso molto spaventose, soprattutto quando compaiono per la prima volta. Il Lexotan, se assunto su prescrizione medica, può essere utile per ridurre temporaneamente l'intensità dei sintomi, ma da solo non rappresenta una soluzione al problema. Ansia e attacchi di panico, infatti, sono spesso segnali che indicano un disagio psicologico che merita di essere compreso e accolto. Per questo motivo, oltre a confrontarsi con il medico che le ha prescritto la terapia farmacologica, le suggerirei di intraprendere un percorso psicologico. In una prima fase sarà possibile imparare strategie efficaci per gestire gli attacchi di panico e ridurre l'ansia; successivamente sarà importante comprendere quali fattori possano aver favorito la comparsa e il mantenimento di questa sofferenza, così da intervenire anche sulle cause e non soltanto sui sintomi. Se lo desidera, può prenotare un colloquio conoscitivo gratuito, in presenza oppure online, così da approfondire la sua situazione in uno spazio adeguato e valutare insieme il percorso più adatto alle sue esigenze.
Buongiorno, i farmaci da soli non bastano, occorre imparare come affrontare quest'onda di emozioni. Un saluto cordiale Dott.ssa Marzia Sellini
Gentile utente, l'insorgenza improvvisa di attacchi di panico è un segnale di forte sovraccarico che il suo corpo e la sua mente stanno esprimendo. Da una prospettiva sistemico-relazionale, il panico non è un "guasto" improvviso della sua persona o un semplice problema da risolvere con i farmaci (che richiedono sempre un monitoraggio medico specialistico), ma spesso rappresenta una risposta drastica a un momento di transizione o a una tensione non verbalizzata all'interno dei suoi contesti di vita (famiglia, lavoro, relazioni significative). A volte, a 40 anni, il ciclo vitale ci pone di fronte a importanti cambiamenti e il sintomo si manifesta quando le vecchie modalità di gestione del carico non sono più sufficienti a garantire l'equilibrio. Il fatto che il panico sia presente solo da una settimana indica che si trova in una fase acuta, un "blocco evolutivo" in cui il suo sistema le sta chiedendo di cambiare o di porre dei limiti. In questo momento, la cosa più efficace non è soffocare l'ansia, ma decodificare il messaggio che porta con sé. Le consiglio vivamente di rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta. Un percorso di consultazione le offrirà uno spazio sicuro in cui comprendere cosa sia accaduto nei suoi contesti relazionali prima dell'insorgere del primo attacco, aiutandola a trasformare questo momento di crisi in un'opportunità per riorganizzare la sua vita in modo più sereno.
Buon pomeriggio, sicuramente più che dare una soluzione per evitare gli attacchi di panico e di ansia, sarebbe importante dare un nome a questi momenti di fragilità. Il corpo le sta dicendo che qualcosa non va come dovrebbe. Pertanto, è necessario capire cosa vive, cosa percepisce, come lo vive e come lo percepisce...per fare questo è necessario un percorso su di sè e sulla propria consapevolezza. Partire da sè per acquisire competenze di gestione emotiva e fare in modo che gli attacchi di panico si trasformino in un momento di ascolto del nostro corpo e di miglioramento di sè, quello che viene definito "percorso di cambiamento"! Un piccolo consiglio che mi sento di darle, solo per iniziare il suo percorso di conoscenza, è di avere un piccolo "diario" (es. quaderno, foglio, cellulare, computer....) nel quale descrivere le sue sensazioni durante l'attacco di panico, non prima e non dopo ma DURANTE! tenere traccia di cosa le sta accadendo, delle paure, delle ansie, di cosa succede dentro e fuori di lei nel "presente - qui ed ora". Da lì, poi, capire i fattori e pensieri scatenanti con un professionista! Con la speranza di aver fatto cosa gradita, Le auguro una buona giornata!
Salve, capisco la sofferenza che stai vivendo. Quando l'ansia e gli attacchi di panico irrompono, spesso si ha la sensazione che il proprio corpo non risponda più e che nulla riesca a calmare quello che sta accadendo. Da una prospettiva psicoanalitica di orientamento lacaniano, il panico non viene visto soltanto come un insieme di sintomi da eliminare, ma come un segnale che qualcosa, nella tua esperienza soggettiva, sta cercando di trovare un modo per essere ascoltato. A volte compare in momenti di cambiamento, di perdita, di eccessiva pressione o quando qualcosa che fino a quel momento era rimasto in secondo piano irrompe improvvisamente. Il fatto che il Lexotan non ti stia dando il sollievo che speravi non significa che la tua sofferenza non sia reale o che non ci sia una via d'uscita. I farmaci possono essere utili in alcuni casi, ma è importante parlarne con il medico che li ha prescritti piuttosto che modificare la terapia autonomamente. La domanda che ti rivolgerei non è tanto "come faccio a far sparire il panico?", ma: quando è iniziato tutto questo? Cosa stava accadendo nella tua vita una settimana fa? Non perché ci sia necessariamente una causa semplice, ma perché il sintomo spesso si inserisce in una storia che merita di essere ascoltata, senza giudizio. Il mio consiglio è di non affrontare tutto questo da sola. Rivolgerti a uno psicoterapeuta, se possibile con un orientamento psicoanalitico se senti che questa prospettiva ti risuona, può offrirti uno spazio in cui dare parola a ciò che oggi si manifesta attraverso il corpo e l'angoscia. Nel frattempo, se gli attacchi diventassero molto frequenti, insopportabili o comparissero sintomi che fanno pensare a un'emergenza medica (come un forte dolore al petto o una marcata difficoltà respiratoria), è importante rivolgersi subito a un medico o al Pronto Soccorso. L'angoscia può dare l'impressione di travolgerti completamente, ma non è tutta la tua identità: è un'esperienza che può essere compresa e affrontata, e non sei costretta a viverla da sola.
Buongiorno, mi dispiace che stia vivendo questo momento. Se gli episodi sono iniziati da circa una settimana e il Lexotan non le sta dando beneficio, è importante non aumentare la dose o modificare la terapia autonomamente, ma ricontattare il medico che glielo ha prescritto o il suo medico curante. A volte è necessario rivalutare il trattamento o capire se ci sono altri fattori che stanno alimentando l'ansia. Nel frattempo può aiutarla: Se gli attacchi continuano o l'ansia le impedisce di svolgere la vita quotidiana, è consigliabile affiancare alla valutazione medica anche un percorso psicologico. La combinazione di un supporto psicologico e, quando indicato, di una terapia farmacologica è spesso il trattamento più efficace. Non affronti questa situazione da sola, chiedere aiuto è il primo passo per stare meglio. Un caro saluto
Buongiorno cara paziente anonima. Perchè iniziare subito con un farmaco, senza prima cercare di comprendere le motivazioni sottostanti il suo malessere? A volte comprendere profondamente, riconoscere la propria emotività e quello che questi attacchi di panico vogliono significare per lei, può essere la soluzione migliore, preferibile anche al farmaco che nel caso può essere associato. Prenda in mano la situazione e si faccia supportare. Vedrà che andrà meglio! Buona fortuna
Gentile Paziente, ne parli con il suo medico di base in modo da valutare con lui l'invio presso un professionista della salute mentale. Saluti
Buongiorno, gli attacchi di panico e l'ansia possono essere segnali che il suo corpo manda per far capire che sta attraversando un periodo complesso e faticoso. Il farmaco può aiutare ma a volte bisogna guardare sotto la punta dell'iceberg. Augurandole il meglio, rimango a disposizione. Dott.ssa Laurent Alessia
Salve signora. Contatti uno/a psicologo/a che possa accompagnarla in un percorso e comprendere l'origine dei suoi attacchi di panico. Non esiti. Buon cammino
Buonasera, capisco quanto possa essere spaventante ritrovarsi, anche improvvisamente, a vivere attacchi di panico e una forte ansia, soprattutto quando è qualcosa che è comparso da poco e che sembra difficile da controllare. Il fatto che tu stia cercando aiuto è già un passo importante. Gli attacchi di panico, per quanto possano essere molto intensi e far pensare che stia accadendo qualcosa di grave, possono essere affrontati e compresi all'interno di un percorso psicologico, cercando di capire cosa li abbia attivati e cosa stia contribuendo a mantenerli. Per quanto riguarda il Lexotan, è importante non modificare autonomamente dose o modalità di assunzione e confrontarti con il medico che te lo ha prescritto, soprattutto se senti che l'effetto non è quello che speravi. In questo momento non devi necessariamente affrontare tutto da sola: parlarne con un professionista può aiutarti a comprendere meglio ciò che sta succedendo e a ritrovare gradualmente un senso di sicurezza e di controllo. Un caro saluto, Dott. Fabio Mallardo Psicologo-Psicoterapeuta
Innanzitutto mi sento di ringraziarla per essersi aperta. Immagino in lei una fatica e una delusione profonda. Il fatto che il farmaco non l'abbia aiutata come sperava la lascia ancora più esposta a questa paura. Io non ho soluzioni da darle, perché le sue risposte sono dentro di lei, anche se ora offuscate dall'ansia. Posso solo offrirle una presenza che ascolta senza giudicare, che non la spinge da nessuna parte. Se vorrà fermarsi a raccontarmi com'è stata questa settimana, io ci sarò. Non per aggiustarla, ma per starle vicino mentre trova il suo cammino e dirle che non è sola in questo.
Buonasera, le consiglio di iniziare un percorso di psicoterapia che possa aiutarla ad esplorare meglio i motivi di tale ansia.. se necessario si può poi combinare un percorso momentaneo farmacologico sotto prescrizione medica. Buona serata, cordiali saluti!
Buongiorno, per trattare questo genere di vissuti, un percorso psicologico potrebbe giovarle molto, in quanto un professionista le permetterebbe di comprendere ed intervenire sui pensieri e le sensazioni che le causano disagio, fornendo strumenti e tecniche per trattarle al meglio
Risposta per la paziente Ciao. Fai un respiro profondo. Sei al sicuro in questo momento, e quello che stai provando passerà. Quando l'ansia sale così forte, la mente tende a correre avanti e a spaventarsi dei suoi stessi pensieri. Fermiamo questo circolo vizioso riportandoti subito qui, nel momento presente. Facciamolo insieme, adesso: Senti i piedi: Appoggia bene le piante dei piedi a terra. Spingi verso il basso e senti il pavimento solido sotto di te. Sei qui, ancorata. Ascolta il respiro: Non forzarlo. Senti solo l'aria che entra fresca ed esce più calda. Ora guarda intorno a te nella stanza e usa i tuoi sensi per staccare la spina dai pensieri: Trova 5 COLORI diversi attorno a te e nominali a voce alta. Tocca 4 MATERIALI diversi (il cotone della tua maglia, il legno di un tavolo, il freddo del metallo, la carta). Ascolta 3 SUONI diversi nell'ambiente (un rumore lontano, il traffico, il tuo respiro). Cerca 2 GUSTI diversi (il sapore che hai in bocca, un sorso d'acqua o una caramella). Sentire il corpo e i sensi serve a ricordarti che adesso sei qui e non c'è un pericolo reale da cui fuggire. Mentre il corpo si calma, prova a chiederti con dolcezza: cosa ti sta dicendo la tua ansia? Di cosa ha paura in questo momento? Dare un nome a quel pensiero aiuta a togliergli potere. Riguardo al Lexotan: gli ansiolitici possono aiutare a gestire i sintomi fisici, ma le risposte individuali variano ed è fondamentale non modificare mai il dosaggio da sola. Informa il tuo medico o lo psichiatra che il farmaco non ti sta dando il sollievo sperato, così da valutare un aggiustamento. Il farmaco tampona l'emergenza, ma per sciogliere i nodi dell'ansia e riprendere in mano la tua serenità, l'approccio più efficace è iniziare un percorso con un professionista della salute mentale. Fai un altro respiro lento, senti di nuovo le piante dei piedi a terra. Se ti va di condividere cosa sta emergendo, io sono qui.
Salve mi dispiace sapere che sta affrontando questa situazione. Ansia e attacchi di panico possono essere molto invalidanti, ma sono condizioni che spesso rispondono bene a un trattamento adeguato. E il fatto che il farmaco non ti stia aiutando non significa che non ci siano altre possibilità. Spesso il trattamento più efficace è la terapia. Rivolgiti a noi cosi che ti possiamo aiutare
Gentile utente, le consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico. Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi
Buongiorno, mi dispiace sapere che stai vivendo questo momento di difficoltà. Gli attacchi di panico e l'ansia possono essere molto intensi e dare la sensazione di perdere il controllo. Dal momento che i sintomi sono comparsi da circa una settimana e riferisci che il Lexotan non ti sta dando il beneficio sperato, ti consiglierei di confrontarti nuovamente con il medico che lo ha prescritto, evitando di modificare autonomamente la terapia. Parallelamente, sarebbe utile intraprendere un percorso psicologico per comprendere cosa abbia favorito l'insorgenza di questi sintomi e imparare strategie efficaci per gestirli. Resto a disposizione qualora desiderassi approfondire questi aspetti attraverso un colloquio online. Un caro saluto.
Gentile, in merito ai farmaci (inclusi dubbi, timori e preoccupazioni, ma anche in merito all’efficacia e dosaggio) la invito a contattare direttamente il medico che li ha prescritti (o il medico di medicina generale), che senza dubbio conosce bene la sua storia, clinica e farmacologica. Tuttavia, da cosa originano questi attacchi di panico? Quando, e come? Che impatto hanno sulla sua quotidianità? Personalmente le consiglio di valutare anche la possibilità di iniziare un percorso di psicoterapia, per rispondere a queste domande (e non solo) e arrivare a trattare gli attacchi di panico definitivamente. Saluti, dott. Andrea de Lise
Buongiorno e grazie per aver condiviso la sua richiesta di aiuto in un momento di così grande fatica. Comprendo profondamente quanto possano essere spaventosi e invalidanti gli attacchi di panico e l'ansia forte, soprattutto quando compaiono in modo acuto e si ha la sensazione di perdere il controllo. È un'esperienza che genera una profonda sofferenza e un grande senso di smarrimento. Riguardo al farmaco, è importante parlarne con il medico che glielo ha prescritto, poiché a volte i dosaggi necessitano di un aggiustamento. Tuttavia, i farmaci agiscono prevalentemente sull'attenuazione momentanea del sintomo, ma da soli faticano a disinnescare il meccanismo che genera il panico. Gli attacchi di panico si nutrono spesso della cosiddetta "paura della paura": un circolo vizioso in cui il timore che l'attacco si ripresenti genera uno stato di allarme continuo nel corpo e nella mente. In questo contesto, l'utilizzo di approcci evidence-based (basati su evidenze scientifiche) risulta particolarmente efficace. Lavorando sui processi cognitivi ed emotivi che innescano e mantengono questo stato di allerta, è possibile apprendere strumenti pratici per gestire i sintomi e spezzare il circolo vizioso. Un caro saluto, Dott. Christopher Gallo
Buongiorno, mi dispiace che stia attraversando questo momento. Gli attacchi di panico possono essere molto intensi e dare la sensazione di perdere il controllo, ma è importante sapere che sono una condizione che può essere affrontata e trattata efficacemente. Se i sintomi sono comparsi da poco e il farmaco che ha assunto non le sta dando il beneficio atteso, è importante confrontarsi con il medico che glielo ha prescritto, senza modificare autonomamente la terapia. Parallelamente, le suggerisco di rivolgersi anche a uno psicoterapeuta. Comprendere cosa sta alimentando questa ansia e imparare strategie efficaci per gestire gli attacchi permette, nella maggior parte dei casi, di ridurne progressivamente intensità e frequenza. Non affronti tutto questo da sola: chiedere aiuto è già il primo passo verso il cambiamento. Un caro saluto.
Buongiorno, mi dispiace che stia vivendo questo momento così difficile. Gli attacchi di panico possono essere molto intensi e spaventosi, ma è importante sapere che sono una condizione trattabile e che non è necessario affrontarla da soli. Se i sintomi sono comparsi solo da una settimana e sono così intensi, il consiglio è di rivolgersi quanto prima al suo medico curante o a uno specialista (psichiatra o psicologo), così da valutare insieme la situazione. Per quanto riguarda il Lexotan, è importante non aumentare autonomamente la dose e confrontarsi con il medico! Le auguro di non scoraggiarsi: chiedere aiuto è già un passo importante e, con il supporto psicologico adeguato, è possibile stare meglio.
Salve, mi dispiace che stia attraversando un momento così difficile. Gli attacchi di panico possono essere molto intensi e spaventosi, ma è importante sapere che sono trattabili e che non è sola. Se il Lexotan non sta dando il beneficio che si aspettava, è fondamentale che ne parli al medico che glielo ha prescritto. Eviti di modificare autonomamente la dose o di sospenderlo senza un confronto con il professionista. Accanto all'eventuale terapia farmacologica, le consiglio di rivolgersi anche ad uno/a psicologo/a. Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere cosa abbia favorito la comparsa di questi attacchi e ad apprendere strategie efficaci per gestire l'ansia, riducendone progressivamente l'intensità. Nel frattempo, cerchi di non affrontare tutto da sola: se ha una persona di fiducia, condividere ciò che sta vivendo può alleggerire il peso di questo momento. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Buongiorno, mi dispiace per il momento difficile che sta attraversando. Quando gli attacchi di panico compaiono improvvisamente è importante effettuare una valutazione clinica per comprendere cosa li abbia scatenati e impostare il trattamento più adeguato. Il Lexotan può aiutare temporaneamente alcune persone, ma non sempre è sufficiente e non rappresenta la soluzione del problema. Le consiglio di rivolgersi quanto prima al suo medico curante o a uno psicologo/psichiatra, soprattutto se gli episodi si stanno ripetendo. Un percorso psicologico, in particolare cognitivo-comportamentale, è tra gli interventi che hanno dimostrato maggiore efficacia nel trattamento del disturbo di panico e può essere eventualmente associato a una terapia farmacologica quando indicata. Nel frattempo cerchi di non affrontare tutto da sola: chiedere aiuto precocemente aumenta le possibilità di risolvere il problema in tempi più brevi. Le auguro di stare presto meglio. Dr. Marchetti
Gentile Signora, mi dispiace sapere che sta vivendo questo momento di grande sofferenza. Gli attacchi di panico e l'ansia possono essere molto intensi e dare la sensazione di perdere il controllo, ma è importante sapere che sono condizioni che possono essere comprese e trattate efficacemente con un percorso adeguato. Mi permetto di chiederle: il Lexotan le è stato prescritto dal Suo medico di medicina generale o da uno specialista (ad esempio uno psichiatra)? È importante assumere questo tipo di farmaci esclusivamente secondo indicazione medica e confrontarsi con il professionista che li ha prescritti, soprattutto se ritiene che non stiano producendo l'effetto desiderato. Eviti di modificare autonomamente dosi o terapia. Parallelamente, sarebbe utile approfondire quando sono iniziati questi episodi, se si sono verificati eventi particolarmente stressanti nell'ultimo periodo e come l'ansia stia influenzando la Sua quotidianità. La psicoterapia rappresenta uno degli interventi più efficaci per comprendere l'origine dell'ansia, imparare a gestire gli attacchi di panico e ridurne progressivamente frequenza e intensità. Non affronti tutto questo da sola. Se desidera approfondire la sua situazione, resto a disposizione per un colloquio psicologico: insieme potremo comprendere meglio ciò che sta accadendo e costruire un percorso personalizzato per aiutarla a ritrovare serenità ed equilibrio.
Buongiorno, innanzitutto mi dispiace molto per la situazione che sta attraversano. Per sfortuna o per fortuna, dipende dai punti di vista, le medicine da sole possono essere un grande aiuto per calmare i sintomi ma non bastano tendenzialmente per capirne la causa. L'ansia e gli attacchi di panico sono un segnale evidente di qualcosa che richiede di essere ascoltato e, per quanto possa spaventare, l'ascolto e l'accettazione di ciò che emerge può rivelarsi la strada giusta per stare meglio e far cessare la sintomatologia che riporta. Le consiglio di parlarne con uno psicologo per capire più a fondo la causa, per apprendere alcune tecniche nella gestione dell'ansia e dell'attacco di panico e, con il tempo, risolverla insieme e stare bene.
Salve, se il farmaco che le è stato prescritto non sta producendo l'effetto atteso, è fondamentale confrontarsi con il medico che glielo ha indicato. Parallelamente, è importante affiancare un percorso psicologico che le permetta di esplorare il significato che questo stato di ansia sta assumendo nella sua esperienza. Quando ansia e attacchi di panico compaiono in modo improvviso, è naturale desiderare che scompaiano il prima possibile. Tuttavia, oltre alla sofferenza che comportano, è importante considerarli anche come un'esperienza che merita di essere ascoltata e compresa, piuttosto che soltanto messa a tacere. Spesso, poter dare un senso a ciò che si vive rappresenta già un primo passo per sentirsi meno sopraffatti da esso.
Mi dispiace che stia vivendo una settimana così difficile. Gli attacchi di panico sono molto spaventosi, ma in genere raggiungono un picco e poi si attenuano; tuttavia, essendo comparsi da poco, è opportuno escludere anche eventuali cause fisiche e impostare una cura appropriata. Non aumenti autonomamente il Lexotan (bromazepam) e non lo associ ad alcol, sonniferi, oppioidi o altri sedativi. Se le è stato prescritto, contatti oggi stesso il medico che lo ha indicato, spiegando dose, orari e mancato effetto. Se invece lo ha assunto senza prescrizione, non ne prenda altro prima di aver parlato con un medico. Le benzodiazepine possono provocare sedazione, tolleranza e dipendenza e richiedono un impiego breve e controllato; se assunte regolarmente, non vanno neppure sospese bruscamente senza indicazione medica. Durante un attacco: • si sieda con i piedi appoggiati a terra e allenti gli abiti stretti; • inspiri dolcemente dal naso per circa 4 secondi ed espiri per 6, senza forzare, per alcuni minuti; • nomini cinque cose che vede, quattro che tocca e tre che sente; • si ripeta: «È un’ondata di ansia, non devo combatterla; passerà»; • eviti caffeina, energy drink, nicotina, cannabis e alcol. Prenoti rapidamente una visita con il medico di base e, se possibile, un colloquio con psicologo/psicoterapeuta o psichiatra. La psicoterapia, in particolare quella focalizzata sul panico, può essere molto efficace; il medico valuterà se occorra una terapia farmacologica diversa e continuativa. Chiami subito il 112/118 o vada in pronto soccorso se ha dolore toracico nuovo o persistente, svenimento, grave difficoltà respiratoria, confusione, debolezza a un lato del corpo, oppure pensieri di farsi del male.
Salve signora, comprendo la sua sofferenza. Tuttavia è un pò difficile dirle cosa può fare in quattro e quatrotto con una risposta senza conoscere la sua sofferenza. Sicuramente andrebbero comprese le radici di questa sua ansia e attacchi di panico, perchè non arrivano a caso.
Salve, per quanto importante, la terapia farmacologica va ad agire prevalentemente sulla gestione delle sintomatologia, pertanto, sarebbe opportuno cominciare al più presto un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla a comprendere meglio le cause del suo disagio attuale e la possa accompagnare nel trovare le migliori strategie di gestione e/o risoluzione di esse. Saluti. Dr. Francesco Rossi.
Salve, per gli attacchi di panico esistono dei protocolli precisi che risolvono il problema in tempi piuttosto brevi e anche senza utilizzo di farmaci.
Mi dispiace per quello che stai vivendo, gli attacchi di panico e l'ansia possono essere davvero molto intensi, ma sono una condizione che si può affrontare e trattare. Sei il Lexotan non ti sta dando beneficio, è importante che tu lo riferisca al medico che te lo ha prescritto: non modificare la terapia o il dosaggio senza confrontarti con lui. Secondo me sarebbe anche importante cercare di capire cosa è successo nel periodo in cui sono iniziati questi attacchi di panico. A volte possono comparire dopo un evento stressante, un cambiamento, un periodo di forte pressione o anche per motivi che non sono immediatamente evidenti. Sarebbe importante iniziare un percorso psicologico attraverso il quale si possa comprendere da dove nascono questi stati d'ansia, identificare i fattori che li mantengono e imparare strategie efficaci per gestire e controllare gli attacchi di panico, così da ridurre progressivamente la loro intensità e frequenza.
gentile signora, se il farmaco non funziona, vede controindicazioni a rivolgersi ad uno/a Psicologo/a? Ci sono approcci che possono risolvere in breve tempo. Un caro saluto
Gentile utente, posso solo immaginare quanto sia faticoso e spaventoso vivere questi attacchi di panico e sentire che i rimedi tentati finora non stanno portando il sollievo sperato. In primo luogo, è fondamentale che parli subito con il medico che le ha prescritto il farmaco per confrontarsi sull'efficacia e sull'eventuale dosaggio: la terapia farmacologica non va mai modificata o valutata in autonomia, ed è sempre bene riferire subito al proprio curante se i sintomi persistono. Allo stesso tempo, è importante sapere che l'ansia intensa e il panico non sono nemici da combattere con la forza, ma segnali che il suo corpo sta inviando perché saturo di stress o emozioni inespresse. Quando sente l'attacco di panico salire, provi a ricordarsi che, per quanto la sensazione sia spaventosa, si tratta di una reazione temporanea che raggiunge un picco e poi scende. Provi a concentrarsi sul respiro, rallentando l'espirazione e appoggiando i piedi ben saldi a terra per ritrovare il contatto con il momento presente. Per affrontare l'ansia alla radice ed evitare che si cronicizzi, la strategia più efficace nel tempo resta la combinazione tra un corretto supporto medico e un percorso di psicoterapia. Spesso il farmaco agisce come un tampone sui sintomi fisici, ma è attraverso la terapia che si impara a comprendere le cause profonde del panico e ad acquisire strumenti pratici per gestirlo e superarlo definitivamente. La invito a non scoraggiarsi: dall'ansia e dal panico si può uscire e ritrovare la serenità. Resto a disposizione se desidera un ulteriore orientamento. Un caro saluto.
Buongiorno, è la prima volta che le succede o ci sono già stati episodi simili? Purtroppo i farmaci spengono il sintomo ma non estirpano il problema alla radice, per questo è necessario un percorso psicologico
Gentile, mi sento di consigliarle di iniziare una terapia psicologica, in quanto molto spesso i farmaci alleviano i sintomi ma non risolvono le reali cause dell'ansia. Ovviamente può tentare di cambiare farmaco, ma le consiglio di lavorare in terapia. Soprattutto cerchi di capire: cosa è cambiato da una settimana a questa parte?
Gentile utente, mi dispiace che stia attraversando un periodo così difficile. Gli attacchi di panico e l'ansia possono essere molto intensi e dare la sensazione di perdere il controllo, ma sono condizioni che possono essere affrontate efficacemente con un trattamento adeguato. Se questi sintomi sono comparsi da circa una settimana e sono così intensi da spingerla ad assumere il Lexotan senza ottenere beneficio, è importante che venga valutata quanto prima da un medico o da uno specialista in psichiatria o psicologia. Potrebbe essere necessario comprendere meglio l'origine dei sintomi e verificare se la terapia in corso sia appropriata o richieda un aggiustamento. Eviti di modificare autonomamente il dosaggio o di assumere altri farmaci senza indicazione medica. Nel frattempo, può cercare di mantenere una respirazione lenta e regolare durante gli episodi, limitare caffeina e altre sostanze stimolanti e, se possibile, non affrontare tutto da sola, ma condividere questo momento con una persona di fiducia. Se dovesse avvertire un peggioramento importante dei sintomi, sentirsi completamente sopraffatta o avere pensieri di farsi del male, si rivolga immediatamente al Pronto Soccorso o ai servizi di emergenza. Con un inquadramento adeguato e un percorso terapeutico personalizzato, nella maggior parte dei casi è possibile ottenere un significativo miglioramento. Le auguro di trovare presto il supporto di cui ha bisogno. Dottoressa Isabeau Bentivoglio
Buongiorno,mi dispiace che stia vivendo un momento così difficile. Gli attacchi di panico e l'ansia possono essere molto intensi e dare la sensazione di perdere il controllo, ma sono condizioni che possono essere trattate efficacemente. Poiché i sintomi sono comparsi da circa una settimana e il Lexotan non sembra darle beneficio, è importante che si rivolga quanto prima al medico che glielo ha prescritto o al suo medico curante, evitando di modificare autonomamente la terapia. Parallelamente, una valutazione psicologica può aiutare a comprendere l'origine di questi episodi e a intraprendere il percorso più adatto. Non affronti tutto questo da sola: con un intervento tempestivo è possibile ritrovare un buon equilibrio. Un caro saluto.
Gentile Utente, si affidi ad uno/a psicoterapeuta che la possa aiutare ad affrontare questo momento di difficoltà. Valuterà poi insieme a lui/lei un eventuale entrata in campo di uno specialista psichiatra per una terapia farmacologica Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, Dottoressa Monica Mugnai
Salve, mi spiace per la sua esperienza. Ha pensato di effettuare dei colloqui di terapia per comprendere meglio la situazione? Il panico è una sofferenza importante che ha bisogno di un sostegno esterno per essere affrontato.
Buongiorno, le consiglio di intraprendere un percorso psicologico con un professionista di modo da indagare meglio i suoi sintomi e capirne di più. La terapia farmacologica in alcuni casi è necessaria ma la aiuterebbe anche e in parallelo parlare con uno specialista. Le auguro il suo meglio. LM
Gentile Utente, Comprendo perfettamente quanto possa essere spaventoso e sfibrante trovarsi a gestire improvvisi attacchi di panico e uno stato di ansia costante. Quando queste manifestazioni si presentano all'improvviso, la sensazione prevalente è quella di perdere il controllo e di non trovare un punto di appoggio sicuro. È importante fare prima di tutto una chiarezza fondamentale: la risposta ai farmaci come gli ansiolitici deve essere sempre valutata e monitorata insieme al medico curante o allo psichiatra che glieli ha prescritti, in quanto dosaggi e tempi di risposta sono strettamente individuali. Tuttavia, la terapia farmacologica agisce prevalentemente sui sintomi fisici acuti, mentre per comprendere e disinnescare ciò che scatena il panico è indispensabile intervenire sull'aspetto psicologico. Nell'immediato, quando sente l'ansia salire, può provare ad applicare alcune piccole strategie d'emergenza: Regolare la respirazione: Durante un attacco si tende a iperventilare. Provi a rallentare il respiro facendo inspirazioni ed espirazioni lente e profonde, focalizzandosi sull'addome che si gonfia e si sgonfia. Ancorarsi al presente (Grounding): Porti l'attenzione all'ambiente circostante. Nomini ad alta voce cinque oggetti che vede intorno a sé, quattro suoni che sente, tre superfici che può toccare. Questo aiuta a distogliere la mente dai pensieri catastrofici e a riportarla al momento presente. Ricordare la natura del panico: L'attacco di panico è una risposta d'allarme dell'organismo che, per quanto intensa e spiacevole, ha una durata limitata e non è pericolosa per la vita. L'insorgenza improvvisa di questi episodi è spesso il segnale con cui il nostro corpo ci avvisa che c'è un carico emotivo o di stress che necessita di essere ascoltato ed elaborato. Insieme, attraverso un percorso psicologico strutturato, possiamo lavorare per comprendere le origini profonde di questa ansia, acquisire strumenti pratici e personalizzati per gestire i momenti di crisi e restituirle la tranquillità e la sicurezza di cui ha bisogno. Se desidera fare questo passo e iniziare a prendersi cura di sé, sarò felice di accoglierla nel mio studio o online per un primo colloquio. Un caro saluto.
Salve signora, gli attacchi di panico sono un'esperienza terribile ed è inevitabile desiderare che spariscano per sempre, ricercando molto spesso la soluzione nei farmaci. Tuttavia, le consiglierei, se non lo ha già fatto, di rivolgersi ad uno psichiatra per comprendere la cura farmacologica più adatta per lei ed affiancare alla cura farmacologica una psicoterapia individuale . Grazie.salutj
Capisco quanto possano essere spaventosi degli attacchi di panico comparsi così improvvisamente. Più che cercare di “eliminare” subito l’ansia, può essere utile comprendere cosa sta accadendo nella tua esperienza e quali significati stanno assumendo queste sensazioni. Il Lexotan va assunto solo secondo le indicazioni del medico: se non ti sta aiutando, è importante parlarne con lui senza modificare autonomamente la terapia. Un percorso psicologico può aiutarti a riconoscere il circolo tra sensazioni corporee, pensieri e paura, imparando gradualmente a non vivere l’ansia come un pericolo. Gli attacchi di panico, per quanto intensi e spaventosi, generalmente non sono pericolosi e tendono a passare.
Buongiorno, dal suo messaggio traspare una forte sofferenza e comprendo quanto questi attacchi di panico improvvisi possano spaventarla. Se l'ansiolitico non le dà sollievo è perché interviene solo sul sintomo, senza disinnescare la vera causa del suo malessere. Le suggerisco caldamente di intraprendere un percorso con uno psicologo: avere la guida di un professionista le permetterà di comprendere l'origine di questa forte ansia e le fornirà gli strumenti pratici per gestirla e superarla. Nel frattempo, contatti il suo medico di riferimento per aggiornarlo sull'inefficacia della terapia attuale. Un caro saluto. Dott.ssa Siria Dal Santo
Buonasera, la domanda da porsi è: che cosa è successo circa una settimana fa? In ogni caso, consiglio di evitare di assumere farmaci senza un’indicazione precisa. Sarebbe invece opportuno valutare l’inizio di un percorso di supporto psicologico, che possa aiutare ad approfondire le cause di questa ansia e ad affrontarla in maniera più consapevole e mirata. Un saluto Dott.ssa Virdieri
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.
















