Gentili Dottori, sono una ragazza di 23 anni e vi scrivo perché vorrei far luce su alcuni aspetti de
Gentili Dottori, sono una ragazza di 23 anni e vi scrivo perché vorrei far luce su alcuni aspetti della mia vita. Sono cresciuta in una famiglia dalle risorse economiche modeste, ma che non ci ha mai fatto mancare il necessario. La mia infanzia e adolescenza sono state segnate dalla presenza di un padre con problemi di alcolismo e comportamenti aggressivi. Dopo la separazione dai miei genitori, mio padre ha formato una nuova famiglia ed è successivamente finito in carcere per maltrattamenti in famiglia. Un anno e mezzo fa ho subito una grave perdita: è mancata mia nonna materna. Lei è stata il mio grande pilastro e il mio punto di riferimento principale, e il suo ricordo rimane dentro di me come un segno indelebile. Per quanto riguarda me, mi descrivo come una ragazza semplice e seria. Esco poco, non fumo, non bevo e non ho mai avuto una relazione sentimentale stabile, ma solo brevi frequentazioni. Mi ritengo una persona molto curiosa, anche se nello studio ho sempre fatto un pò di fatica: sono iscritta alla facoltà di Infermieristica, ma sono rimasta indietro con gli esami. Sto provando a recuperare, anche se vivo questo percorso con un forte senso di incertezza. Il motivo principale per cui vi contatto riguarda il mio desidero più grande: vorrei incontrare la persona giusta, essere amata, costruire una famiglia e diventare madre da giovane. Spesso sento che, quando le sensazioni sono quelle giuste, le scelte d'impulso possano essere quelle corrette senza dover sempre aspettare. C'è un verso di una canzone di Ligabue ("Per sempre") che rispecchia molto ciò che sento: "Lui che passa per caso e mi salva e mi condanna per sempre". Mi chiedo da dove derivi questo bisogno profondo di essere "salvata" e guidata verso questo ideale di famiglia, e se questo mio modo di vivere i sentimenti sia una risposta al mio passato. Spero di poter approfondire queste dinamiche insieme a voi e vi ringrazio in anticipo per il tempo e la disponibilità. Cordiali saluti
1 risposta
Buongiorno, leggendo ciò che scrive mi colpisce soprattutto una frase: il desiderio di incontrare qualcuno che possa in qualche modo “salvarla”. È comprensibile desiderare una relazione stabile, sentirsi amata e costruire una famiglia, ma forse potrebbe essere utile chiedersi che significato abbia per lei l'idea di essere salvata e da che cosa senta il bisogno di esserlo. La storia che racconta contiene esperienze importanti: un padre problematico e aggressivo, la separazione dei suoi genitori e successivamente la perdita di sua nonna, che descrive come il suo principale punto di riferimento. Sarebbe però poco corretto stabilire da queste poche informazioni un rapporto diretto tra il suo passato e il modo in cui oggi vive le relazioni. È certamente un aspetto che meriterebbe di essere esplorato. Mi soffermerei anche sulla sensazione che descrive di dover trovare “la persona giusta” e costruire una famiglia entro una certa età. A 23 anni non è in ritardo rispetto a nulla. Potrebbe essere più utile comprendere cosa desidera davvero lei, al di là delle scadenze che sente di dover rispettare, e imparare a riconoscere ciò che cerca in una relazione senza affidare all'altra persona il compito di colmare qualcosa che sente mancare. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a mettere insieme questi aspetti della sua storia e a comprendere meglio i suoi bisogni affettivi, senza partire dall'idea che ci sia necessariamente qualcosa di “sbagliato” da correggere.
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