Gentili Dottori, sono una ragazza di 23 anni e vi scrivo perché vorrei far luce su alcuni aspetti de
Gentili Dottori, sono una ragazza di 23 anni e vi scrivo perché vorrei far luce su alcuni aspetti della mia vita. Sono cresciuta in una famiglia dalle risorse economiche modeste, ma che non ci ha mai fatto mancare il necessario. La mia infanzia e adolescenza sono state segnate dalla presenza di un padre con problemi di alcolismo e comportamenti aggressivi. Dopo la separazione dai miei genitori, mio padre ha formato una nuova famiglia ed è successivamente finito in carcere per maltrattamenti in famiglia. Un anno e mezzo fa ho subito una grave perdita: è mancata mia nonna materna. Lei è stata il mio grande pilastro e il mio punto di riferimento principale, e il suo ricordo rimane dentro di me come un segno indelebile. Per quanto riguarda me, mi descrivo come una ragazza semplice e seria. Esco poco, non fumo, non bevo e non ho mai avuto una relazione sentimentale stabile, ma solo brevi frequentazioni. Mi ritengo una persona molto curiosa, anche se nello studio ho sempre fatto un pò di fatica: sono iscritta alla facoltà di Infermieristica, ma sono rimasta indietro con gli esami. Sto provando a recuperare, anche se vivo questo percorso con un forte senso di incertezza. Il motivo principale per cui vi contatto riguarda il mio desidero più grande: vorrei incontrare la persona giusta, essere amata, costruire una famiglia e diventare madre da giovane. Spesso sento che, quando le sensazioni sono quelle giuste, le scelte d'impulso possano essere quelle corrette senza dover sempre aspettare. C'è un verso di una canzone di Ligabue ("Per sempre") che rispecchia molto ciò che sento: "Lui che passa per caso e mi salva e mi condanna per sempre". Mi chiedo da dove derivi questo bisogno profondo di essere "salvata" e guidata verso questo ideale di famiglia, e se questo mio modo di vivere i sentimenti sia una risposta al mio passato. Spero di poter approfondire queste dinamiche insieme a voi e vi ringrazio in anticipo per il tempo e la disponibilità. Cordiali saluti
116 risposte
Buongiorno, leggendo ciò che scrive mi colpisce soprattutto una frase: il desiderio di incontrare qualcuno che possa in qualche modo “salvarla”. È comprensibile desiderare una relazione stabile, sentirsi amata e costruire una famiglia, ma forse potrebbe essere utile chiedersi che significato abbia per lei l'idea di essere salvata e da che cosa senta il bisogno di esserlo. La storia che racconta contiene esperienze importanti: un padre problematico e aggressivo, la separazione dei suoi genitori e successivamente la perdita di sua nonna, che descrive come il suo principale punto di riferimento. Sarebbe però poco corretto stabilire da queste poche informazioni un rapporto diretto tra il suo passato e il modo in cui oggi vive le relazioni. È certamente un aspetto che meriterebbe di essere esplorato. Mi soffermerei anche sulla sensazione che descrive di dover trovare “la persona giusta” e costruire una famiglia entro una certa età. A 23 anni non è in ritardo rispetto a nulla. Potrebbe essere più utile comprendere cosa desidera davvero lei, al di là delle scadenze che sente di dover rispettare, e imparare a riconoscere ciò che cerca in una relazione senza affidare all'altra persona il compito di colmare qualcosa che sente mancare. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a mettere insieme questi aspetti della sua storia e a comprendere meglio i suoi bisogni affettivi, senza partire dall'idea che ci sia necessariamente qualcosa di “sbagliato” da correggere.
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Buongiorno, comprendo il desiderio che descrive e il significato che la famiglia e l’essere amata sembrano avere assunto nella sua storia personale. Le esperienze familiari, la figura della nonna e la sua perdita possono aver contribuito a rendere particolarmente importante il bisogno di sentirsi protetta, guidata e di costruire un proprio nucleo familiare. Non è però possibile stabilire, sulla base di queste informazioni, quanto il desiderio di essere “salvata” derivi direttamente dalle esperienze passate. Anche la tendenza a investire molto nell’idea di una futura relazione merita di essere compresa senza considerarla necessariamente problematica. Un percorso psicologico con un professionista potrebbe aiutarla ad approfondire il significato di questi bisogni, il rapporto con le esperienze familiari e il modo in cui influenzano oggi la sua vita affettiva. Cordialmente, Dott.ssa Elisa Fiora
Ciao! Ringraziandoti per aver condiviso parte del tuo mondo interiore, sento di rimandarti quanto già in parte tu abbia consapevolezza del legame tra le dinamiche attuali e il tuo passato, riprendendo le tue stesse parole "..se questo mio modo di vivere i sentimenti sia una risposta al mio passato". Ognuno di noi ha una sua storia e tutto parte da lì. Per cui si, il tuo passato ha sicuramente ripercussioni sul tuo presente, in particolar modo se non lo hai mai "esplorato e attraversato" con una guida esperta. Ritengo dunque che la stanza di terapia possa aiutarti a srotolare la tua storia di vita per vivere al meglio il tuo presente e costruire con consapevolezza il tuo futuro. Spero di esserti stata di aiuto anche in piccola parte !
Buongiorno, ciò che descrive merita di essere accolto e approfondito con attenzione. Il desiderio di essere amata, costruire una famiglia e diventare madre è del tutto legittimo; allo stesso tempo, mi sembra particolarmente significativo il modo in cui lei stessa si interroga sul bisogno di essere “salvata” e guidata all’interno di una relazione. Crescere in un contesto familiare caratterizzato da instabilità, aggressività e dalla presenza di un genitore con problemi di alcolismo può influenzare il modo in cui, da adulti, viviamo la sicurezza, l’amore e i legami affettivi. Anche la perdita di sua nonna, che descrive come un pilastro e un importante punto di riferimento, potrebbe aver reso ancora più intenso il desiderio di ritrovare in una relazione quella sensazione di stabilità e appartenenza. Questo non significa necessariamente che il suo desiderio di costruire una famiglia sia semplicemente una conseguenza del passato. Potrebbe però essere utile comprendere quanto, nelle sue scelte sentimentali, ci sia il desiderio di incontrare l’altro e quanto invece il bisogno di sentirsi finalmente al sicuro, protetta o “salvata”. Anche la tendenza ad affidarsi alle sensazioni e alle scelte d’impulso potrebbe essere un aspetto interessante da esplorare, soprattutto per imparare a distinguere l’intensità emotiva dalla costruzione di un legame realmente sicuro e reciproco. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a conoscere meglio questi aspetti della sua storia affettiva, elaborare le esperienze vissute e costruire relazioni nelle quali non abbia bisogno di essere salvata, ma possa sentirsi libera di scegliere e di essere scelta. Resto a disposizione qualora desiderasse approfondire questi aspetti in uno spazio di ascolto individuale. Un caro saluto.
Cara, grazie per aver condiviso con tanta sincerità la tua storia e quello che stai vivendo. Da ciò che racconti, è possibile che le esperienze vissute nella tua famiglia e la perdita di tua nonna, che per te rappresentava una figura così importante, abbiano contribuito a rendere particolarmente forte il desiderio di sentirti amata, protetta e di costruire una famiglia stabile. Il bisogno di essere “salvata” potrebbe quindi essere collegato, almeno in parte, alla ricerca di quella sicurezza e di quel senso di protezione che forse sono mancati in alcuni momenti della tua storia. Questo non significa che ci sia qualcosa di sbagliato nel tuo desiderio di amare, essere amata e diventare madre, ma può essere importante capire da dove nasce questo bisogno e imparare a distinguere ciò che senti intensamente da ciò che realmente può essere una relazione sana e stabile. Un percorso psicologico potrebbe aiutarti proprio a comprendere meglio questi aspetti, elaborare alcune esperienze del passato e acquisire maggiore consapevolezza nelle tue scelte, anche affettive. Credo quindi che, se senti il bisogno di fare maggiore chiarezza su te stessa e sulle tue relazioni, intraprendere un percorso possa essere una buona occasione di crescita e di conoscenza personale. Un caro saluto.
Buongiorno, la sua domanda è molto articolata, tocca tematiche diverse e richiederebbe un confronto approfondito. Sicuramente possiamo condividere il fatto che ci portiamo dentro il bambino che siamo stati, che il presente affonda le sue radici nel passato, ma anche che ciascuno ha una propria interpretazione unica e personale degli accadimenti, che non lasciano in tutti le medesime tracce. Ciascuno poi è proiettano verso un futuro, una meta di cui può essere più o meno consapevole. Nella sua domanda si percepisce del movimento, sia sul piano affettivo sia su quello professionale. Credo sia importante concedersi del tempo in ogni ambito esistenziale: tempo per apprendere, tempo per conoscersi (se stessi e gli altri), tempo per frequentarsi e per crescere insieme. Senza urgenza. Come molti testi di cantautori, quello che cita è ricco di immagini, scatti quotidiani di vita familiare, che toccano ricordi e ideali, in relazione alla propria esperienza e ai propri desideri.
Gentilissima, la ringrazio per aver condiviso con tanta apertura e attenzione una parte così significativa della sua storia personale. Da ciò che racconta emergono esperienze importanti, sia rispetto al contesto familiare e alle difficoltà vissute durante la crescita, sia rispetto alla perdita di sua nonna, che sembra aver rappresentato per lei una figura affettiva e di riferimento particolarmente significativa. Anche il desiderio di incontrare una persona con cui costruire una relazione stabile e una famiglia merita di essere accolto e approfondito senza giudizio. Più che cercare una spiegazione immediata o stabilire a priori da dove derivi questo bisogno di essere “salvata”, credo possa essere utile comprendere insieme che significato abbiano per lei l'amore, la sicurezza, la famiglia e il sentirsi guidata o scelta da qualcuno. Allo stesso modo, può essere interessante esplorare il rapporto tra questi desideri e le esperienze affettive che ha vissuto nel corso della sua storia. Il fatto che lei stessa si ponga queste domande rappresenta già un importante punto di partenza. In un percorso psicologico potremmo approfondire questi aspetti con i tempi necessari, cercando di comprendere meglio i suoi bisogni, le sue modalità di vivere le relazioni e anche le eventuali difficoltà che sta incontrando in questo momento rispetto allo studio e al proprio percorso di vita. Un cordiale saluto, Dott.ssa Grandi Chiara
Buongiorno cara, Quanto scrive è assolutamente comprensibile. Porsi domande profonde quando si avverte un desiderio così forte e nitido per il proprio futuro è del tutto logico.L'idea di voler essere "salvata" o guidata da un incontro speciale è un tema umano universale, ricco di sfumature. ll bisogno di "essere salvati" all'interno di una relazione di coppia o in un progetto di vita, nasce spesso dall'intreccio di diversi fattori psicologici, emotivi ed esperienziali: come la rassicurazione emotiva, la risposta ai bisogni o vuoti del passato,delegare la responsabilità del cambiamento, l'influenza del mito dell'amore romantico. Tutto questo va approfondito in un setting terapeutico e non si esaurisce in questo spazio. Ma intanto potrebbe essere uno spunto sul quale riflettere. Buona vita
Gentile utente, La ringrazio per aver condiviso con tanta trasparenza e delicatezza frammenti così importanti della sua storia. Il bisogno profondo che descrive, essere amata, guidata e in un certo senso "salvata", trova spesso le sue radici proprio nelle esperienze e nelle figure dell'infanzia e dell'adolescenza. Crescere in un contesto segnato dall'instabilità, dall'aggressività e dalla perdita di un punto di riferimento fondamentale (come è stata sua nonna) può portare a ricercare nel futuro, e in una nuova famiglia, quella sicurezza, quell'ordine e quel calore che sono mancati o che si ha paura di smarrire. L'idea di una scelta d'impulso o di un incontro che "salvi" può sembrare una risposta immediata a questo senso di incertezza, ma spesso rischia di affidare all'altro una responsabilità molto grande: quella di riparare le ferite del passato. Il suo desiderio di maternità, di amore e di costruzione è prezioso, e merita di essere ascoltato e compreso a fondo. Per esplorare l'origine di queste dinamiche e trasformare il bisogno di riscatto in una scelta di vita serena e consapevole, la invito a valutare un percorso di consultazione psicologica individuale. Un professionista potrà affiancarla nello spazio protetto e riservato dello studio. Resto a disposizione.
Gentile utente, Comprendo il Suo profondo desiderio di riscatto e di stabilità, ma da una prospettiva breve strategica, la prima cosa su cui La invito a riflettere è proprio l'idea del "salvatore". La trappola della salvezza esterna: Cedere all'impulso di farsi "salvare" rischia di farLa rincorrere un'idealizzazione per colmare le ferite del passato (la mancanza di una figura paterna protettiva e il lutto di Sua nonna). Il paradosso della fretta: Cercare disperatamente la persona "giusta" per costruire subito una famiglia La espone a decisioni impulsive, facendola paradossalmente incastrare nelle stesse dinamiche da cui cerca di fuggire. Costruire prima le Sue fondamenta: Il Suo primo vero atto di autonomia e "autosalvataggio" passa dal riprendere in mano il presente, a partire dal Suo percorso universitario in Infermieristica. Non cerchi chi La salvi: impari prima a essere Lei il Suo pilastro sicuro, per poter poi scegliere un compagno di vita, e non un soccorritore. saluti
Salve, innanzi tutto le sottolineo un buon livello di consapevolezza e auto-ascolto che sicuramente rappresenta un requisito fondamentale per sciogliere queste sue incertezze, quindi, su questo versante è già a "metà dell'opera" rispetto a molte altre persone che devono ancora focalizzare queste tematiche e l'impatto che ne deriva sulle loro vite. Secondariamente, mi sentirei di suggerirle di affrontare dedicando un giusto tempo e dignità a questi argomenti, meglio se in un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla a fare chiarezza e comprendere come gestire al meglio i suoi bisogni e i suoi desideri (che sono cose fondamentalmente differenti). Ciò perché sicuramene la sua storia familiare passata incide sul suo modo di entrare in relazione, di impostare i rapporti e di ricerca della "persona giusta", ma finché non avrà maggior chiarezza e consapevolezza rispetto a cosa del suo passato nello specifico e quanto questo influisce sul suo presente, le sue scelte saranno orientate da spinte inconsce non necessariamente funzionali ad un reale benessere attuale e/o in prospettiva futura. Saluti. Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta sincerità la sua storia e gli aspetti che sente importanti in questo momento della sua vita. Da ciò che racconta emergono esperienze familiari e affettive significative, così come una perdita molto importante, che possono aver avuto un ruolo nel modo in cui oggi vive i legami, il bisogno di sentirsi accolta e il desiderio di costruire una propria famiglia. La sua domanda rispetto al bisogno di essere “salvata” e guidata verso questo ideale di famiglia è un aspetto interessante da poter esplorare insieme, senza dare per scontato che ci sia una sola spiegazione. In un percorso psicologico possiamo cercare di comprendere meglio da dove nascono questi desideri, quali bisogni esprimono e come si intrecciano con le esperienze che ha vissuto, aiutandola anche a distinguere ciò che sente profondamente da ciò che potrebbe invece essere legato a paure, aspettative o al bisogno di trovare sicurezza. Se desidera, possiamo approfondire questi aspetti durante un primo colloquio e valutare insieme come impostare un percorso che possa aiutarla a conoscersi meglio e a vivere le sue scelte affettive con maggiore consapevolezza. Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto “Messaggio” sul mio profilo. Resto a disposizione per consulenze in presenza e online. Un caro saluto, Dott.ssa Natacha Charlotte Dudit
Buongiorno, qualsiasi scelta facciamo nel presente è condizionata dalle nostre precedenti esperienze anche se non strettamente collegata, in questo momento di così forte incertezza potrebbe essere utile un percorso per comprendere meglio come mai Le sembra di non riuscire a fare le scelte "corrette".
Gentile ragazza, grazie per aver condiviso con tanta sincerità una parte così importante della tua storia. Dalle tue parole emerge quanta forza ci sia stata nel tuo percorso, insieme al peso di esperienze dolorose e di una perdita significativa. Il desiderio di costruire una famiglia, sentirsi amata e trovare un punto di riferimento può assumere un significato molto profondo, soprattutto quando si è vissuto un passato complesso. Dare spazio a queste domande con curiosità e delicatezza può aiutarti a comprendere meglio ciò che senti, senza giudicarlo. Ti auguro di poter iniziare il tuo percorso di esplorazione con la stessa autenticità con cui hai scritto questa lettera. Un caro saluto.
Buongiorno gentile utente, la ringrazio per la sua condivisione. Molto spesso le proprie modalità relazionali attuali subiscono delle influenze dalle dinamiche del nostro passato, ed è importante rintracciare i fili che uniscono il passato col presente. Anche nel suo caso è probabile che questo bisogno di essere salvata derivi dalle situazioni vissute in famiglia; servirebbero però dei colloqui per una conoscenza più approfondita e dettagliata, perciò le posso dare solo indicazioni molto generiche. Il desiderio di essere salvati può nascondere il bisogno di uscire da uno stato di sofferenza, e quindi di essere salvati appunto da questa sofferenza. In questo caso ci si aspetta che dall'esterno arrivi la soluzione, ossia come in questo caso che arrivi il ragazzo ideale che la possa salvare. Il punto é: salvarla da cosa? Come mai aspetta che sia un altra persona a portarle la soluzione? Ci può essere dietro un suo senso di impotenza che la porta a cercare la salvezza all'esterno? Queste sono solo domande molto generiche ovviamente che possono o meno calzare con la sua esperienza. Il rischio di aspettare di essere salvati è quello di idealizzare l'altra persona, in questo caso il possibile ragazzo, e ciò spesso può portare a compiere scelte sbagliate e a scegliere persone non adatte a sé o con delle grosse difficoltà. Spero che queste riflessioni generiche possano aiutarla. Rimango a disposizione per dubbi o chiarimenti. Cordialmente, dott.ssa Chiara Tumminello.
Salve, grazie per aver condiviso con tanta sincerità una parte così importante della sua storia. Il desiderio di sentirsi amata, di trovare una persona con cui costruire una famiglia e il bisogno di essere “salvata” sono aspetti che possono avere significati profondi e personali. Le esperienze che ha vissuto possono aver avuto un ruolo nel modo in cui oggi vive le relazioni, ma è importante comprenderlo senza giudicarsi. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare maggiore chiarezza sui suoi bisogni, sulle sue aspettative affettive e su ciò che desidera davvero per sé. Se sente che è arrivato il momento di approfondire questi aspetti, sarò felice di accompagnarla in questo percorso. Dott.ssa Noemi Anguilano
Buongiorno, nella sua domanda mette insieme molti aspetti importanti della sua storia e mi sembra significativo che sia proprio lei a chiedersi se il desiderio di essere “salvata” e di costruire una famiglia possa avere qualche relazione con ciò che ha vissuto. Non sarebbe corretto stabilire da queste righe un rapporto diretto del tipo “ho avuto questa infanzia, quindi oggi cerco questo tipo di relazione”. Le nostre esperienze ci attraversano e contribuiscono al modo in cui costruiamo significati, desideri e aspettative, ma non determinano automaticamente ciò che saremo o le relazioni che sceglieremo. Nel suo racconto, però, ricorrono alcune immagini molto forti: una famiglia d'origine attraversata da instabilità e comportamenti aggressivi, una nonna vissuta come “pilastro”, la sua perdita e, oggi, il desiderio intenso di incontrare qualcuno con cui sentirsi amata, costruire una famiglia e diventare madre. Anche la parola “salvata” merita forse di essere ascoltata con attenzione. Essere amata, desiderare una persona accanto e costruire una famiglia sono bisogni e progetti profondamente umani; essere “salvata” introduce invece l'idea che l'arrivo dell'altro possa portarci verso una condizione di sicurezza o completezza che sentiamo di non possedere ancora pienamente. Questo non significa che sia necessariamente ciò che sta accadendo a lei, ma può diventare una domanda importante da esplorare: che cosa immagina che cambierebbe dentro di lei se arrivasse quella persona? Che cosa rappresentano, oltre al desiderio concreto, l'essere scelta, diventare moglie e diventare madre? Farei attenzione anche all'idea che, quando le sensazioni sono molto forti, una scelta impulsiva sia necessariamente quella giusta. L'intensità di ciò che sentiamo ci racconta quanto qualcosa sia importante per noi, ma non sempre ci dice se quella persona o quella scelta siano adatte a noi. Una relazione ha bisogno anche del tempo necessario per conoscere l'altro, incontrarne l'intenzionalità e comprendere se i rispettivi desideri possono realmente incontrarsi. Forse il lavoro più prezioso potrebbe essere proprio questo: non rinunciare affatto al suo desiderio di amore e di famiglia, ma conoscerlo più profondamente, affinché la persona che incontrerà possa essere qualcuno con cui costruire, e non qualcuno al quale affidare il compito di salvarla. Un caro saluto, Dott.ssa Cinzia Scirè Psicologa e Mediatrice Familiare
Mi dispiace per le esperienze dolorose che ha attraversato e la ringrazio per averle raccontate con tanta chiarezza. Il desiderio di essere amata, costruire una famiglia e diventare madre non è di per sé un problema: può essere un progetto affettivo profondo e legittimo. Tuttavia, quando compare l’idea di qualcuno che “salva”, guida o dà finalmente stabilità, può essere utile fermarsi a capire se il bisogno nasce solo dal desiderio di amore o anche da ferite precedenti, mancanze, lutti e vissuti familiari complessi. Crescere con un padre problematico, vivere aggressività, separazioni e poi perdere una figura centrale come sua nonna può lasciare un forte bisogno di sicurezza, appartenenza e riparazione. Iniziare un supporto psicologico online o in presenza sarebbe un passo molto utile per dare senso a questi collegamenti, elaborare il lutto e il passato familiare, e costruire relazioni affettive non basate sul bisogno di essere salvata, ma sulla possibilità di scegliere con maggiore libertà, lucidità e rispetto di sé. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli
Gentilissima, la ringraziamo per aver condiviso con tanta sincerità aspetti così delicati della sua storia. Dal suo racconto emerge un percorso segnato da esperienze familiari dolorose, dalla presenza di comportamenti aggressivi e, più recentemente, dalla perdita di sua nonna, figura fondamentale di sicurezza e sostegno. Il desiderio di incontrare una persona con cui sentirsi amata, costruire una famiglia e diventare madre è pienamente comprensibile. Merita però di essere esplorato con attenzione, soprattutto quando si accompagna alla speranza che l’altro possa “salvare”, orientare o colmare qualcosa rimasto in sospeso. Questo non significa che il suo modo di vivere i sentimenti sia necessariamente problematico, né che possa essere spiegato automaticamente attraverso il passato. È possibile, tuttavia, che le esperienze vissute abbiano influenzato il suo bisogno di sicurezza, stabilità e appartenenza. Anche la tendenza ad affidarsi alle sensazioni immediate può avere significati diversi. L’impulso può segnalare un desiderio autentico, ma non sempre permette di riconoscere se una relazione sia realmente affidabile, rispettosa e compatibile con i propri bisogni. Quando è presente un forte desiderio di essere scelta o “salvata”, può diventare più difficile distinguere ciò che si desidera dall’effettiva qualità della persona incontrata. Un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio riservato e non giudicante nel quale approfondire il legame con le figure significative della sua vita, elaborare il lutto per sua nonna, comprendere meglio le aspettative affettive e interrogare anche l’incertezza che sta vivendo rispetto agli studi e al futuro. Non si tratterebbe di rinunciare al suo progetto di famiglia, ma di renderlo maggiormente libero e consapevole, affinché una relazione possa nascere dall’incontro tra due persone e non dalla necessità che una debba salvare l’altra. Se lo desidera, possiamo concordare un primo colloquio conoscitivo per ascoltare più approfonditamente la sua domanda e valutare insieme il percorso più adatto. Un cordiale saluto, Dott. Giorgio Fanelli
Quello che racconti arriva molto forte, e si sente quanto per te il desiderio di costruire una famiglia non sia un semplice progetto, ma qualcosa che tocca profondamente il bisogno di sentirti finalmente al sicuro, amata e scelta. Dopo una storia familiare segnata da instabilità e dolore, è comprensibile desiderare qualcuno che rappresenti un porto sicuro. Quel bisogno di essere “salvata” potrebbe nascere proprio da lì: dal desiderio di poter finalmente appoggiarti a qualcuno senza dover essere sempre tu a reggere tutto. Questo non rende il tuo desiderio sbagliato. Va solo custodito con attenzione, perché quando abbiamo tanta fame di sicurezza possiamo rischiare di vedere molto presto in una persona “quella giusta”, soprattutto se ci fa sentire emozioni intense. Forse il lavoro più bello, anche attraverso un percorso psicologico, potrebbe essere proprio questo: imparare a costruire dentro di te quella sicurezza che cerchi, così da poter scegliere qualcuno non perché ti salvi, ma perché cammini accanto a te. E il tuo sogno di diventare madre e creare una famiglia può restare assolutamente tuo, senza doverlo mettere in discussione.
Salve, grazie per il suo feedback probabilmente ciò che ha trascorso le hanno fatto maturare un'idea di amore e di famiglia che sia lontano da quanto di più traumatico ha vissuto. Ovviamente non si possono fare inferenze da queste poche righe, le consiglierei di avviare un percorso di sostegno psicologico per trovare le risposte che cerca, porsi la domanda è già un grande passo in avanti. Le auguro un buon proseguimento Un saluto
Gentile utente, grazie per aver condiviso con sincerità e delicatezza la sua storia. Nelle sue parole emergono molti spunti e soprattutto una forte voglia di comprendere meglio se stessa e da dove possa nascere questo desiderio così profondo di sentirsi amata, scelta e accompagnata nella costruzione di una famiglia. Il suo passato, le esperienze familiari e la perdita di una figura per lei di riferimento sono sicuramente aspetti che meritano uno spazio di ascolto, ma credo possa essere interessante soffermarsi anche su una domanda: cosa la porta oggi a sentire il bisogno di comprendere da dove nascano queste dinamiche? A volte non è tanto importante trovare una spiegazione unica all'origine di un bisogno, quanto comprendere che significato ha oggi per noi, come si manifesta e cosa ci sta raccontando rispetto a ciò che desideriamo. Le auguro di riuscire a trovare uno spazio d'ascolto che possa farla sentire a suo agio e che possa permetterle di trovare le risposte che sta cercando.
Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua storia buia ma con un punto di luce sua nonna che lei definisce un pilastro,in un clima di icertezza e paura le ha conosciuto anche amore e solidità. Ognuno di noi chiede di essere salvato dai propri mostri ma solo noi ci possiamo salvare amandoci senza giudizio ma solo con tanto rispetto per noi stesso e tenerezza verso anche la nostra fragilita. Le nostre esperienze infantili certo condizionano le nostre scelte ma sicuramente da adulti possiamo riparare e ricostruire esperienze fallimentari attraverso un percorso di crescita. Se vorrà insieme possiamo ricostruire e riscoprire la sua storia
Buongiorno, ritengo che abbia condiviso degli aspetti importanti e vorrei farla riflettere sul verso della canzone che ha riportato, è molto evidente in quelle parole il suo bisogno di essere vista, riconosciuta e “salvata”, probabilmente come dice lei questo affonda le radici nella sua storia familiare, di certo non facile. Io le suggerisco di iniziare un percorso terapeutico in cui affrontare questa tematica e capire l’origine di questo bisogno profondo e le auguro vivamente di poter vedere innanzitutto lei se stessa
Gentilissima, la sua domanda tocca aspetti profondi e complessi della storia personale, e proprio per questo merita uno spazio di riflessione attento. Lei si chiede da dove nasca il bisogno di essere “salvata” e ipotizza che questo possa essere collegato al suo passato: è una possibilità concreta. Spesso i nostri desideri più intensi, così come alcuni bisogni affettivi, prendono forma proprio a partire dalle esperienze che ci hanno segnato, non solo all’interno della famiglia, ma anche nei contesti che ci hanno accompagnato nella crescita — la scuola, le amicizie, le relazioni significative. Quando ci avviciniamo alla complessità umana, raramente esiste una spiegazione unica. Più spesso, ciò che viviamo è il risultato di una serie di influenze che, nel tempo, ci portano a sviluppare una sorta di “strategia di sopravvivenza”: un modo di stare nel mondo che ci ha aiutato a proteggerci, a orientarci, a trovare stabilità. A volte questa strategia è efficace e continua a funzionare; altre volte, pur essendo nata per tutelarci, può iniziare a “starci stretta”, a non rispondere più ai nostri bisogni attuali. Credo sia importante riconoscere che il suo desiderio di costruire una famiglia, di trovare una relazione stabile e di sentirsi guidata o sostenuta, non è di per sé problematico. Diventa un punto da esplorare solo nel momento in cui percepisce che questo bisogno rischia di limitarla, di condizionare le sue scelte o di farle vivere le relazioni con un senso di urgenza o di dipendenza. Un passaggio utile potrebbe essere proprio quello di comprendere che cosa rappresenta per lei l’idea di essere “salvata”: se è un bisogno di protezione, di stabilità, di riconoscimento, oppure un modo per colmare un vuoto lasciato da figure che in passato non hanno potuto offrirle sicurezza. Da qui può nascere un lavoro prezioso: trasformare quel bisogno in qualcosa di più autonomo, più consapevole, più libero. Le auguro una buona giornata, Dott.ssa Marta Bellucci
Salve, dal suo racconto emerge una storia nella quale hanno avuto un peso importante sia alcune esperienze familiari dolorose, sia la presenza di figure affettive capaci di rappresentare un punto di riferimento e di sicurezza. In particolare, le parole con cui descrive sua nonna restituiscono il valore profondo che ha avuto per lei e quanto la sua perdita possa aver lasciato un vuoto significativo. Accanto a questo, colpisce il posto che nella sua vita occupa il desiderio di incontrare una persona con cui costruire una famiglia. È un desiderio del tutto legittimo e profondamente umano, ma può essere interessante, nel tempo, provare ad ascoltare ciò che questo progetto rappresenta per lei e le emozioni che vi sono associate. A volte, infatti, il modo in cui immaginiamo l'amore, la coppia e la famiglia porta con sé significati che si sono costruiti nel corso della nostra storia e che possono diventare più comprensibili proprio quando iniziamo ad ascoltarli con maggiore attenzione. Più che chiedersi se sia giusto o sbagliato desiderare una famiglia da giovane, potrebbe essere importante comprendere che cosa cerca realmente quando immagina quella famiglia: l'amore, la sicurezza, la possibilità di sentirsi finalmente scelta e protetta, oppure anche il desiderio di costruire qualcosa di diverso da ciò che ha vissuto? Non è necessario mettere in discussione i propri desideri, ma poterli conoscere più profondamente può aiutare a viverli con maggiore consapevolezza e libertà. Per qualsiasi approfondimento mi metto a disposizione, Un saluto, dott.ssa Emiliani Federica.
Gentile, grazie per aver scritto, e per averlo fatto con questa apertura e trasparenza. Il modo in cui scrive dice dice già molto delle sue risorse. Vorrei partire proprio da dove è arrivata lei, perché ha notato qualcosa che merita attenzione. Nel verso che ha scelto, accanto all'idea di essere salvata ce n'è subito un'altra, molto meno rassicurante, che parla di condanna. Può darsi che si tratti solo della bellezza di un verso. Ma vale la pena chiedersi se quell'accostamento non risuoni con qualcosa di più personale. Quando si cresce in un ambiente in cui l'affetto e la paura arrivavano assiem, può capitare che le due cose finiscano per sembrare inseparabili, e che un amore intenso venga immaginato anche come qualcosa che travolge e "condanna". Sarebbe non una colpa né una stranezza, ma semplicemente quello che la mente costruisce con il materiale che ha avuto a disposizione. Se sia così solo lei potrà dirlo.. Anche il desiderio di essere trovata, amata, di costruire una famiglia tutta sua non è di per sé un sintomo di nulla. È un desiderio legittimo, che diventa però più pesante quando su di esso poggia anche il compito di rimediare a qualcosa: forse alla mancanza di sua nonna, che le dava la protezione che le serviva e non poteva ottenere altrove. Un lutto così recente, e di quella portata, pesa anche su come guardiamo al futuro. L'unico punto su cui la inviterei a fermarsi un momento è quello che scrive sulle scelte d'impulso. L'intuizione conta, ed è vero che a volte sa più della ragione. Ma alle volte l'urgenza nasce anche da altri bisogni non soddisfatti.. e questa urgenza può rendere difficile distinguere chi ci fa bene da chi no. Non è un invito alla diffidenza.. è il motivo per cui vale la pena capire da dove viene quella fretta, prima che sia lei a decidere al posto suo. Da poche righe non posso naturalmente dirle di più, e non voglio ridurre a qualche riga una storia che ha una sua complessità. Quello che posso dirle è che le domande che si sta ponendo sono esattamente quelle giuste, ed è il tipo di domande che trova risposta molto meglio in uno spazio dedicato che da sole. Non c'è nulla di rotto da aggiustare.. c'è una storia da riordinare, perché il desiderio di amare e di costruire una famiglia possa essere semplicemente suo, e non anche una riparazione. Un caro saluto.
Salve, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità la sua storia. Nelle sue parole emerge una giovane donna che, nonostante esperienze familiari dolorose e una perdita importante, conserva un forte desiderio di costruire per sé una vita diversa e significativa. Il bisogno di essere “salvata” che descrive merita di essere ascoltato con attenzione, senza giudicarlo né ridurlo semplicemente alle esperienze del passato. Potrebbe essere interessante comprendere che cosa rappresentino per lei l’amore, la sicurezza, l’essere scelta e il desiderio di costruire una famiglia. Anche il suo desiderio di diventare madre giovane non va necessariamente messo in discussione, ma conosciuto più a fondo, per comprendere quale posto occupi nella sua storia e nel modo in cui immagina il proprio futuro. Credo che esplorare questi aspetti possa aiutarla a conoscersi meglio e, soprattutto, a distinguere ciò che nasce da un desiderio autentico da ciò che invece può essere legato al bisogno di colmare una mancanza.
Gentilissima, grazie per aver condiviso questi vissuti così profondi. Quello che racconta restituisce l'immagine di una giovane donna che ha attraversato esperienze importanti e, in alcuni momenti, anche molto dolorose. La presenza di un padre con problemi di alcolismo e con comportamenti aggressivi, la separazione dei suoi genitori e, più recentemente, la perdita di sua nonna, sembrano, comprensibilmente, aver lasciato dentro di lei tracce profonde. Mi colpisce il modo in cui descrive sua nonna come il suo "grande pilastro": perdere una figura così significativa può lasciare un senso di vuoto e di smarrimento difficili da superare. Il suo desiderio di essere amata, di incontrare una persona con cui sentirsi al sicuro e di costruire una famiglia, non ha nulla di sbagliato. Anzi, è comprensibile che, dopo aver sperimentato nella sua famiglia aspetti di instabilità e sofferenza, dentro di lei ci possa essere un forte desiderio di costruire qualcosa di diverso: una relazione in cui sentirsi scelta, protetta e accompagnata, e una famiglia che possa rappresentare quel senso di sicurezza e appartenenza che forse le è mancato in alcuni momenti. Anche le parole della canzone che cita sembrano raccontare qualcosa di significativo: l'idea di qualcuno che "passa per caso" e ci salva può esprimere il desiderio, molto umano, di incontrare una persona capace di dare finalmente un ordine e una direzione alla propria vita. Allo stesso tempo, però, sarebbe interrogarsi interrogarsi (cosa che lei sta già facendo) su che cosa significhi per lei essere "salvata". Forse un punto importante sarà proprio comprendere meglio da dove nasce questo desiderio e che cosa rappresenta per lei. Credo che tutti questi vissuti meritino uno spazio in cui possano essere accolti senza giudizio e, soprattutto, senza la necessità di avere subito delle risposte. Iniziare un percorso di psicoterapia potrebbe permetterle di depositare tutto questo in un contesto protetto, non giudicante ed esplorativo, nel quale conoscere più profondamente sé stessa, la sua storia e il modo in cui questa continua a vivere in lei. Un caro saluto, Dott. Alessandro Rigutti
Salve, come ha avuto modo di concludere anche lei, queste dinamiche andrebbero approfondite con un professionista che possa ascoltarla senza smussare o giudicare il suo racconto. Metto a disposizione l'agenda e può prenotare lo slot orario che preferisce. La ringrazio per la fiducia; la aspetto
Il suo profondo desiderio di essere amata e di costruire una famiglia è una risposta emotiva comprensibile e legittima alla complessità della sua storia. La grande sensibilità con cui si racconta, unita alla scelta della citazione di Ligabue, mostra quanto lei sia già in cammino verso una comprensione profonda di se stessa e delle sue dinamiche interne. Da psicologo, quando leggo la sua storia, non posso fare a meno di guardarla attraverso una lente sistemico-relazionale. Questo significa che ognuno di noi cresce all'interno di una rete di relazioni in primis la famiglia che inevitabilmente ci lascia un'impronta. Le nostre relazioni passate diventano spesso la mappa che usiamo per orientarci in quelle future. La presenza di un padre purtroppo segnato dall'alcolismo e dall'aggressività priva un bambino di quella base sicura e di quella protezione che sono fondamentali durante la crescita. Quando poi viene a mancare un pilastro come sua nonna materna, quel vuoto rischia di farsi ancora più profondo. È proprio in questa cornice che quel verso di Ligabue prende forma: il bisogno profondo di essere "salvata" e guidata assomiglia molto al desiderio, del tutto naturale, di ricevere finalmente quella stabilità, quella cura e quella protezione che sono mancate nell'infanzia. A volte, l'urgenza emotiva di riempire questo vuoto ci spinge a credere che le scelte d'impulso siano le uniche corrette, quasi come se ci fosse la fretta di raggiungere il prima possibile quell'ideale di famiglia che ha sempre desiderato. Il rischio, però, nell'aspettare qualcuno che arrivi a "salvarci", è quello di delegare all'altro la responsabilità della nostra felicità, esponendoci a dinamiche di forte dipendenza affettiva o a incontri frettolosi. Anche la fatica che sta sperimentando all'università potrebbe non essere un caso. Quando le nostre energie emotive sono così assorbite dal tentativo di elaborare i dolori del passato e, contemporaneamente, dalla forte ansia di costruire il futuro, la mente fa fatica a concentrarsi sul presente e sul consolidamento della propria autonomia professionale. Il suo passato ha certamente influenzato il suo modo di vivere i sentimenti, ma non è una condanna. Curare queste ferite e fare luce su queste dinamiche la aiuterà a passare dall'aspettare un "salvatore" al cercare un partner con cui co-costruire una relazione paritaria, sana e libera dai fantasmi del passato. Un percorso terapeutico potrebbe essere lo spazio protetto ideale per dare un senso a tutto questo e trasformare l'incertezza di oggi in una base solida per il suo domani. Se ne sente il bisogno, le consiglio di valutare un primo colloquio con un professionista. Le mando un caro augurio per il suo futuro.
Gentile ragazza, grazie per aver raccontato con tanta chiarezza aspetti così importanti della sua storia. Nelle sue parole mi sembra emergano due bisogni entrambi molto comprensibili: da una parte il desiderio di costruire qualcosa di stabile e affettivamente sicuro, dall’altra il bisogno di capire quanto questo desiderio appartenga al suo presente e quanto possa essere legato alle esperienze vissute. Crescere con un padre con problemi di alcol e comportamenti aggressivi può rendere l’ambiente affettivo imprevedibile: una figura che dovrebbe rappresentare sicurezza e protezione può diventare contemporaneamente fonte di paura, instabilità o delusione. A questo si aggiunge la perdita di sua nonna, che lei descrive significativamente come il suo «grande pilastro». È quindi plausibile — senza poterlo affermare sulla base di una lettera — che il desiderio di incontrare qualcuno capace di «salvarla» contenga anche la ricerca di quella sicurezza affettiva che nella sua storia è stata fragile o che, con la morte di sua nonna, è venuta dolorosamente a mancare. Il verso di Ligabue che cita è interessante proprio per l'ambivalenza che contiene: **«mi salva e mi condanna»**. Essere salvati significa finalmente potersi affidare a qualcuno; ma affidare a un'altra persona il compito di salvarci rischia anche di attribuirle un potere enorme sulla nostra vita. Non vedrei quindi come problematico il suo desiderio di innamorarsi, costruire una famiglia o diventare madre giovane. Sono desideri assolutamente legittimi. Sarebbe però importante distinguere tra **desiderare qualcuno con cui costruire una vita** e **aver bisogno di qualcuno che dia finalmente sicurezza, direzione o completezza alla propria vita**. Anche ciò che scrive sulle «scelte d'impulso» merita attenzione. Le sensazioni e l'intuizione sono importanti, soprattutto nell'innamoramento, ma una sensazione molto intensa non è necessariamente una prova che una persona sia quella giusta. Talvolta proprio ciò che ci appare immediatamente familiare e irresistibile può riattivare antichi modelli affettivi. L'intensità dice che qualcosa ci coinvolge profondamente; non ci dice ancora *che cosa* stia coinvolgendo. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla non tanto a rinunciare al suo ideale di amore e famiglia, quanto a comprenderlo meglio: **che cosa significa per lei essere amata? Che cosa immagina debba darle un uomo? Che cosa teme possa accadere se resta sola? Quali caratteristiche avrebbe una relazione nella quale sentirsi amata senza sentirsi dipendente? E quanto della sicurezza che cerca nell'altro può cominciare a costruirla dentro di sé?** Potrebbe essere utile esplorare anche il lutto per sua nonna, il rapporto con suo padre e il modo in cui queste esperienze hanno contribuito alla sua rappresentazione dell'amore, della protezione e della famiglia. Parallelamente, lavorerei sul presente: l'incertezza rispetto all'università, la fiducia nelle proprie capacità, le relazioni e la possibilità di costruire una vita significativa anche mentre l'amore che desidera non è ancora arrivato. Forse l'obiettivo non è smettere di desiderare che qualcuno «passi per caso». È poter incontrare quella persona **non perché debba salvarla, ma perché possa camminare accanto a lei**. Un caro saluto.
Gentile ragazza, quello che racconti restituisce una storia in cui hai dovuto confrontarti con esperienze familiari difficili e con una perdita molto importante. È comprensibile che, alla luce di ciò che hai vissuto, il desiderio di trovare una persona accanto a sé, sentirsi amata e costruire una famiglia possa avere per te un significato particolarmente profondo. Potrebbe essere interessante, con il tempo, esplorare anche che cosa rappresenta per te l'idea di “persona giusta” e di essere “salvata”: che tipo di relazione desideri, che cosa vorresti poter vivere al suo interno e quali segnali ti fanno sentire che una relazione ti fa stare bene. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarti proprio ad approfondire questi aspetti: comprendere meglio il legame tra le esperienze passate e il modo in cui oggi vivi le relazioni, riconoscere i tuoi bisogni e costruire relazioni che siano uno spazio in cui poter condividere e crescere insieme all'altra persona. Ti suggerirei inoltre di non considerare l'incertezza rispetto allo studio o il fatto di non aver ancora avuto una relazione stabile come segnali di essere “indietro” rispetto a un percorso che dovrebbe essere già compiuto. A 23 anni non esiste un'unica traiettoria corretta da seguire. Un caro saluto.
Le esperienze che descrive, in particolare la crescita in un contesto familiare caratterizzato dall’alcolismo e dall’aggressività paterna e, successivamente, la perdita di sua nonna, possono aver lasciato tracce significative nel modo in cui vive oggi i legami, la sicurezza e il bisogno di sentirsi accolta e protetta. Le relazioni possono certamente rappresentare una fonte di sostegno, ma è importante amare prima se stessi. Le emozioni sono importanti e vanno ascoltate, soprattutto se accompagnate dalla consapevolezza di saper riconoscere i propri bisogni e i propri schemi relazionali. Sono temi molti interessanti da esplorare, insieme anche alle difficoltà che sta incontrando nello studio, al senso di incertezza e al significato che ha avuto per lei la perdita di sua nonna. Se lo desidera, possiamo fissare un colloquio conoscitivo ed esplorativo per valutare insieme la sua situazione e individuare il percorso più adatto per lei. Un caro saluto. Dott.ssa Elena Sofia Papanikolaou
tÈ interessante che, parlando del suo desiderio di incontrare una persona con cui costruire una famiglia, utilizzi proprio l’espressione “essere salvata”. Più che stabilire se questo bisogno derivi direttamente dal suo passato, potrebbe essere utile interrogarsi sul significato che assume per lei: che cosa vorrebbe dire, concretamente, essere “salvata” da qualcuno? E che cosa immagina di trovare nella persona giusta? Le esperienze che viviamo nelle nostre relazioni più significative possono influenzare il modo in cui immaginiamo l’amore, la sicurezza e la vicinanza, ma non esiste necessariamente un rapporto semplice e diretto tra ciò che abbiamo vissuto e ciò che desideriamo oggi. Anche la fiducia nelle sensazioni immediate che descrive può essere osservata con curiosità: non tanto chiedendosi se siano “giuste” o “sbagliate”, quanto cercando di comprendere che cosa rende alcune persone o alcune situazioni emotivamente così significative per lei. Le domande che si sta ponendo possono quindi essere un punto di partenza importante per comprendere meglio il suo modo di vivere i legami affettivi. Un caro saluto.
Gentile ragazza, grazie per aver condiviso con tanta sincerità una parte così importante della sua storia. Da ciò che racconta emerge il desiderio di comprendere meglio alcuni vissuti del passato e, allo stesso tempo, di costruire per sé un futuro diverso, fatto di amore, stabilità e famiglia. Mi sembra particolarmente significativo il suo interrogarsi sul bisogno di sentirsi “salvata”: può essere uno spunto importante per comprendere meglio che significato abbiano per lei l'amore, la sicurezza e la relazione con l'altro, anche alla luce delle esperienze vissute nella sua storia familiare. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a esplorare queste dinamiche, elaborare le esperienze che ancora hanno un peso emotivo e, soprattutto, sviluppare una maggiore consapevolezza dei propri bisogni e dei propri schemi relazionali, così da poter vivere le future relazioni come una scelta e non come un bisogno di essere salvata. Il fatto che lei si ponga già queste domande rappresenta una risorsa importante. Se sente che questo è il momento giusto per approfondire, sarò lieta di accompagnarla in questo percorso.
Ciao, il desiderio così forte di trovare una persona che ti “salvi” e con cui costruire una famiglia potrebbe avere anche un legame con la tua storia. Sei cresciuta vivendo l’instabilità e l’aggressività di tuo padre, mentre tua nonna ha rappresentato per te sicurezza e protezione. La sua perdita può aver reso ancora più forte il bisogno di ritrovare quella sensazione di stabilità. Questo non significa che il tuo desiderio d’amore sia sbagliato. Può essere però importante chiederti, quando incontri qualcuno, se stai scegliendo quella persona per ciò che è oppure anche per ciò che speri possa colmare dentro di te. Ti auguro di incontrare qualcuno con cui sentirti amata e al sicuro, costruendo insieme la famiglia che desideri, con serenità e consapevolezza
Buonasera, non posso darle una risposta certa, perché la sua storia di vita e i suoi modi di fare esperienza andrebbero approfonditi in terapia, però, da quanto leggo, ha avuto diverse esperienze complesse che possono aver contribuito a creare un senso di insicurezza di base. Da qui nasce l'esigenza di rassicurazione (forse più che di salvezza) e di aver, perciò, bisogno di una figura di riferimento al proprio fianco. Inoltre, mi sembra di capire che tra i suoi progetti futuri, quello di famiglia sia molto importante e ciò rende ancora più urgente il desiderio di trovare una persona con cui poter costruire un futuro.
Buonasera, Per prima cosa, ci terrei a ringraziarla per la fiducia e la profondità con cui ha condiviso una storia così densa e personale. Prima di entrare nel merito, tenga presente che quanto posso scriverle qui non sostituisce in alcun modo un percorso di approfondimento clinico reale, che le consiglierei con convinzione, proprio per la ricchezza e la complessità del vissuto che porta. A rischio di sembrare noioso, vorrei darle una risposta che, per quanto parziale, possa essere il più precisa ed approfondita possibile. Vorrei partire da un dato che, recentemente, la letteratura scientifica ha documentato in modo solido: chi cresce, come lei, con un genitore con problemi di dipendenza da alcol e comportamenti aggressivi, tende in età adulta a sviluppare uno stile di attaccamento particolare nelle relazioni sentimentali, spesso definito "timoroso" o insicuro, un misto di forte desiderio di vicinanza e paura profonda di essere delusi o abbandonati. Le ricerche su questa popolazione mostrano che solo una piccola percentuale di chi ha vissuto questa esperienza raggiunge in età adulta un attaccamento sicuro e stabile nelle relazioni. Questo non significa che lei sia "destinata" a ripetere schemi negativi (per quanto ricche, queste teorie non sono “profezie”), ma aiuta a comprendere meglio da dove può essere nato quel bisogno che descrive: sentire che "le sensazioni giuste" bastino per fare scelte rapide e definitive, senza il tempo necessario alla reciproca conoscenza. Non è ingenuità, è un modo di cercare rassicurazione e stabilità nel modo più diretto e veloce possibile, proprio perché quella stabilità non le è mai stata effettivamente garantita, neanche nel posto che per antonomasia dovrebbe essere il più sicuro. C'è poi un secondo elemento nel suo racconto che meriterebbe altrettanta, se non maggiore, attenzione clinica rispetto alla figura di suo padre: la perdita di sua nonna, un anno e mezzo fa. Lei stessa la descrive come il suo grande pilastro, il punto di riferimento principale della sua vita. Se sua nonna ha in qualche modo sostituito, con la sua presenza, la stabilità che il legame con suo padre non le ha potuto offrire, la sua perdita sembra lasciare un vuoto affettivo particolarmente profondo, proprio nel principale ancoraggio sicuro che lei aveva costruito nel tempo. È piuttosto plausibile che il desiderio urgente di trovare "la persona giusta", di essere amata e costruire subito una famiglia, sia anche — non necessariamente in modo consapevole — un tentativo di colmare rapidamente quel vuoto con un nuovo legame stabile, prima ancora di aver elaborato pienamente quella perdita. Ricordi bene, però, che tutte queste opinioni sono da prendere con le pinze, vista la mancanza di contesti e dettagli che, per forza di cose, non ho leggendo qualche riga sul web. Il verso di Ligabue che ha scelto per descriversi, "lui che passa per caso e mi salva e mi condanna per sempre", mi sembra piuttosto interessante, poiché racconta bene l'ambivalenza che sta vivendo: un desiderio di essere salvata da qualcuno che arrivi dall'esterno a dare senso e direzione alla sua vita, insieme alla consapevolezza, nemmeno troppo nascosta nella parola "condanna", che questo tipo di legame rischia di legarla per sempre a qualcuno conosciuto per caso, senza il tempo di verificare davvero se sia la persona giusta. Questo bisogno di essere guidata verso un ideale di famiglia non nasce da un difetto personale, ma da una storia in cui la stabilità di base non si è mai potuta dare per scontata, prima con suo padre e ora, di nuovo, con la perdita di sua nonna. Rispetto anche al percorso di studi, il fatto che si senta indietro con gli esami e viva questo recupero con un forte senso di incertezza potrebbe non essere un elemento isolato, ma legarsi allo stesso filo: la difficoltà a investire con costanza su progetti che richiedono tempo e tolleranza della frustrazione, in contrasto con l'urgenza che sente invece nel desiderio sentimentale e genitoriale. Vale la pena guardare anche questo aspetto insieme, non come un problema separato, ma come un'altra faccia della stessa ricerca di stabilità che al momento le manca. Si ricordi che la vita di una persona è un insieme “complesso” di tante cose; è difficile e spesso sbagliato cercare di interpretare qualcosa senza considerare tutto il resto dei contesti e delle esperienze che ci circondano ogni giorno. Le direi con sincerità che il suo desiderio di famiglia e maternità è assolutamente legittimo e non ha nulla di sbagliato in sé. È coerente con la sua storia e perfettamente comprensibile. In ultima analisi, le direi però che forse, prima di rincorrere il suddetto desiderio con l'urgenza che sembra sentire, potrebbe essere d’aiuto un percorso terapeutico ben fatto che le permetta di mettere a tema ed elaborare gli eventi della sua vita, come il rapporto con suo padre ed il lutto di sua nonna. Tutto ciò finalizzato a tentare di costruirsi nel futuro in maniera autentica e libera, senza essere trascinata dall'urgenza di essere “salvata” da qualcuno arrivato per caso. Resto a disposizione, Dott. Marco Scaramuzzino
Buongiorno, dal suo racconto emerge un desiderio molto forte di costruire una famiglia stabile, sentirsi amata e trovare una persona con cui poter condividere qualcosa di diverso rispetto a ciò che ha vissuto crescendo. Considerando la sua storia, è comprensibile che questo progetto abbia assunto per lei un significato particolarmente importante. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, potrebbe essere utile partire proprio dalla parola che utilizza: “salvata”. Crescere con una figura paterna segnata dall’alcol, dall’aggressività e successivamente da vicende familiari molto difficili può averle insegnato presto che le relazioni importanti non sono necessariamente luoghi prevedibili e sicuri. Allo stesso tempo, sua nonna sembra aver rappresentato un punto di riferimento molto diverso, associato probabilmente a presenza, stabilità e protezione. La sua perdita può aver reso ancora più forte il bisogno di ritrovare nella vita adulta qualcuno e qualcosa che restituiscano quella sensazione di casa. Questo non significa che il suo desiderio di diventare moglie e madre sia soltanto una conseguenza del passato. Potrebbe essere semplicemente un progetto che sente autenticamente suo. Sarebbe però interessante comprendere quanto, accanto al desiderio di amare, ci sia anche la speranza che una relazione riesca finalmente a darle quella sicurezza che in alcune fasi della vita è mancata. La differenza è importante. Pensare “vorrei incontrare una persona con cui costruire una famiglia” lascia spazio alla conoscenza reciproca, al tempo e alla possibilità di capire se una relazione funziona realmente. Pensare invece “quando arriverà la persona giusta finalmente mi sentirò al sicuro e tutto troverà il proprio posto” rischia di attribuire al partner un compito enorme. Una persona può amarci, sostenerci e camminare accanto a noi, ma difficilmente può risolvere da sola ciò che abbiamo vissuto prima di incontrarla. Anche il tema delle scelte impulsive merita attenzione. Dice che, quando le sensazioni sono quelle giuste, sente che potrebbe essere corretto scegliere rapidamente senza aspettare troppo. Le emozioni sono informazioni importanti, ma non sempre sono sufficienti per conoscere davvero una persona. Quando si desidera intensamente una famiglia, infatti, potrebbe diventare particolarmente facile attribuire molto significato a una conoscenza che suscita subito emozioni forti. L’intensità iniziale può sembrare una conferma del fatto che “è lui”, ma una relazione destinata a diventare stabile ha bisogno anche di elementi che emergono soltanto nel tempo: come quella persona affronta i conflitti, quanto è coerente, se rispetta i suoi limiti, come reagisce quando non siete d’accordo, quanto è affidabile quando l’entusiasmo iniziale diminuisce. La sensazione iniziale può quindi essere ascoltata senza trasformarla immediatamente in una certezza. Potrebbe essere utile chiedersi anche cosa intenda esattamente con “persona giusta”. Quali caratteristiche dovrebbe avere? Come vorrebbe sentirsi nella relazione? Quali comportamenti sarebbero indispensabili per lei e quali, invece, non sarebbe disposta ad accettare? Questo passaggio può sembrare poco romantico, ma in realtà permette di proteggere proprio ciò che desidera costruire. Dopo una storia familiare nella quale ha visto anche aggressività e instabilità, potrebbe essere particolarmente importante imparare a riconoscere la differenza tra una relazione molto intensa e una relazione sufficientemente sicura. Non sempre coincidono. A volte le persone che ci provocano emozioni fortissime non sono necessariamente quelle con cui riusciamo a costruire qualcosa di sereno. Allo stesso modo, un rapporto sano non deve essere privo di passione, ma permette di sentirsi liberi di esistere senza dover continuamente temere cosa farà l’altro. Anche il desiderio di diventare madre “da giovane” potrebbe meritare uno spazio di riflessione. Non perché ci sia qualcosa di sbagliato, ma perché quando un progetto è molto importante può trasformarsi involontariamente in una scadenza. A quel punto una conoscenza sentimentale rischia di essere valutata anche attraverso il pensiero “devo trovare presto qualcuno perché voglio costruire una famiglia”. Questo potrebbe rendere più difficile concedersi il tempo necessario per capire chi si ha realmente davanti. La sua vita, inoltre, non è soltanto in attesa dell’uomo con cui costruirà una famiglia. Ci sono anche il percorso universitario, le difficoltà con gli esami, il lutto, il rapporto con la propria storia e la costruzione della donna adulta che desidera diventare. Più riesce a consolidare una propria direzione, meno sarà necessario che una relazione arrivi a “salvarla”. E paradossalmente questo può rendere anche le future relazioni più libere, perché il partner non dovrà riempire un vuoto o rappresentare l’unica via verso la vita che desidera. Il verso della canzone che cita sembra racchiudere bene una fantasia affettiva molto potente: qualcuno che arriva quasi casualmente e cambia tutto. È una fantasia umana e comprensibile, soprattutto per chi ha desiderato a lungo stabilità e protezione. Ma nella realtà potrebbe essere più utile pensare non tanto a qualcuno che la salva, quanto a qualcuno con cui costruire. Sono due immagini profondamente diverse. Nella prima una persona arriva e modifica la sua vita. Nella seconda lei possiede già una propria vita, con fragilità e risorse, e incontra qualcuno con cui decide progressivamente di condividere un progetto. Proprio perché ha già individuato un possibile collegamento tra ciò che desidera oggi e la sua storia familiare, potrebbe essere molto interessante approfondire questo tema in un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale. Non per ridimensionare il suo sogno di famiglia, ma per comprendere quali schemi relazionali si siano costruiti negli anni, quale significato abbiano per lei l’essere scelta, protetta e guidata e quanto le esperienze passate possano influenzare le persone che trova attraenti e le decisioni che prende quando si coinvolge. L’obiettivo sarebbe permetterle di conservare il suo desiderio senza esserne guidata ciecamente. Forse la domanda più utile non è soltanto “perché desidero così tanto qualcuno che mi salvi?”, ma anche “che tipo di relazione voglio costruire perché la famiglia che sogno sia diversa da alcune delle esperienze che ho conosciuto?”. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentilissima, Comprendo quanto sia prezioso e doloroso al tempo stesso il filo che collega il suo desiderio così intenso di amore e di una famiglia sicura all'ombra di un passato segnato dalla figura di un padre imprevedibile e minaccioso, così come dal vuoto profondo lasciato dalla perdita di sua nonna, che è stata il suo vero porto sicuro. È del tutto naturale che oggi lei cerchi una "salvezza" e una guida capace di proteggerla e di riparare le ferite di quel vissuto, affidandosi all'istinto di un colpo di fulmine che la sottragga all'incertezza, ma proprio quella frase di Ligabue che ha scelto — che unisce il "salvare" al "condannare" — ci racconta come l'amore idealizzato possa talvolta nascondere il rischio di ripetere copioni antichi, spingendola a cercare nell'altro una stampella protettiva prima ancora di aver ritrovato dentro di sé la stabilità che merita. Il mio suggerimento è di lavorare su queste dinamiche in quanto significherà proprio dare voce a quella parte di lei che ha dovuto crescere troppo in fretta, esplorando la paura di non farcela — che forse incontra anche nello studio — per imparare a costruire legami che non siano solo un rifugio d'emergenza o una salvezza, ma un terreno fertile in cui poter fiorire liberamente. Se se la sente, potrebbe iniziare a chiedersi quale spazio occupi oggi la sua fragilità e cosa significhi per lei, concretamente, iniziare a prendersi cura di quella giovane donna che è stata così coraggiosa fin qui. Con i miei migliori saluti, Dott.ssa Michelle Borrelli
A una prima lettura, mi soffermerei soprattutto sulla formulazione «vorrei incontrare la persona giusta, essere amata, costruire una famiglia e diventare madre da giovane», ma ancora di più sul riferimento all'essere «salvata». Non darei per scontato che il desiderio di famiglia sia semplicemente una compensazione dell'infanzia difficile. Potrebbe esserlo in parte, ma potrebbe anche rappresentare un autentico progetto personale. Clinicamente diventa interessante capire che cosa significhi per lei essere salvata, da cosa dovrebbe essere salvata e che caratteristiche dovrebbe avere colui che la salva. C'è poi un contrasto che esplorerei con attenzione: si descrive come «semplice e seria», conduce una vita apparentemente molto controllata, non beve, non fuma, esce poco, non ha avuto relazioni importanti; contemporaneamente, sul piano affettivo introduce l'idea che «quando le sensazioni sono quelle giuste, le scelte d'impulso possano essere quelle corrette». Potrebbe esserci una polarità tra una parte prudente, controllata e responsabile e una parte che desidera affidarsi completamente a un sentimento capace di interrompere l'attesa e l'incertezza. Anche la storia paterna merita molta cautela. È cresciuta con una figura maschile segnata dall'alcol e dall'aggressività, poi allontanatasi e successivamente incarcerata per maltrattamenti. Sarebbe prematuro concludere che cerchi oggi un uomo che ripari il padre o che rischi necessariamente di riprodurre quel modello. Però esplorerei quale rappresentazione dell'uomo, della coppia, della sicurezza e dell'amore abbia costruito osservando i genitori. Il desiderio di un uomo che la «salvi» potrebbe contenere tanto la ricerca di protezione quanto il bisogno di consegnare a qualcun altro una parte della propria direzione. La nonna sembra invece una figura di attaccamento centrale. La definizione di «grande pilastro» e «punto di riferimento principale», insieme alla perdita relativamente recente, fa pensare che il lutto vada esplorato non soltanto come evento doloroso ma chiedendosi quale funzione svolgesse la nonna nella sua organizzazione emotiva. Se era la persona che rassicurava, orientava, proteggeva o dava stabilità, la ricerca attuale di qualcuno che la guidi potrebbe assumere un significato ancora più complesso. Nel primo colloquio eviterei quindi di partire da «lei cerca un uomo perché le è mancato suo padre». Cercherei piuttosto di far emergere la sua costruzione soggettiva. Potresti utilizzare domande come: «Quando scrive che vorrebbe essere salvata, che cosa significa esattamente per lei questa parola? Da che cosa immagina che qualcuno dovrebbe salvarla?» «Come immagina concretamente la persona giusta? Che cosa dovrebbe farle sentire?» «Se incontrasse domani questa persona, che cosa pensa cambierebbe nella sua vita oltre al fatto di non essere più sola?» «Lei parla anche del desiderio di essere guidata. In quali momenti sente maggiormente il bisogno che qualcuno le indichi una direzione?» «Mi ha colpito che si descriva come una ragazza seria e prudente, ma quando parla dell'amore dice che certe scelte d'impulso possono essere giuste. Come convivono queste due parti di lei?» «Che cosa significherebbe per lei diventare madre da giovane? C'è qualcosa che sente di dover raggiungere entro un certo tempo?» «Quando immagina la famiglia che vorrebbe costruire, quanto assomiglia e quanto è diversa dalla famiglia nella quale è cresciuta?» «Che cosa ha imparato sull'amore guardando il rapporto tra sua madre e suo padre? E che cosa invece si è promessa che nella sua relazione non dovrà mai accadere?» «Sua nonna era il suo pilastro. In che modo lo era? Quando aveva paura o non sapeva cosa fare, che cosa faceva sua nonna per lei?» «Dopo la morte di sua nonna, chi è diventato il suo punto di riferimento?» «Mi parla molto chiaramente della famiglia che desidera. Se per un momento togliessimo marito, figli e maternità, che cosa desidererebbe per lei?» «Quando pensa al futuro senza avere ancora incontrato questa persona, che emozione compare: solitudine, paura, vuoto, impazienza, tristezza, altro?» Quest'ultima area per me potrebbe diventare particolarmente produttiva. Lei racconta con precisione chi vorrebbe incontrare e quale famiglia vorrebbe avere, mentre appare molto più incerta quando parla della propria traiettoria individuale: Infermieristica, esami arretrati, difficoltà nello studio, incertezza sul percorso. Non significa necessariamente che stia sostituendo un progetto personale con un progetto familiare, ma vale la pena verificare se l'ideale della famiglia rappresenti anche una risposta all'incertezza identitaria e progettuale. Terrei infine distinta una questione importante: desiderare intensamente una famiglia non è di per sé un problema clinico. L'area da comprendere è quanto il suo benessere, il senso di valore personale o la possibilità di immaginare il futuro dipendano dall'arrivo di qualcuno. La differenza clinicamente significativa potrebbe essere tra «desidero incontrare qualcuno con cui costruire la mia vita» e «ho bisogno che arrivi qualcuno perché la mia vita possa finalmente cominciare». Spero di poter essere stato d'aiuto. Buona vita.
Salve, nelle sue parole mi ha colpito la frase che ha riportato della canzone di Ligabue, in cui un “lui” ha un ruolo assoluto, nel bene e nel male, nella sua vita. Questo lascia intendere che una parte di lei cerchi definizione, sostegno e valorizzazione nello sguardo dell’altro, piuttosto che nel proprio. Come lei intuisce, questa ricerca di sé nello sguardo di un uomo dipende dalla propria storia, dal rapporto con i propri genitori e dall’elaborazione che ne è stata fatta. Sono tutte questioni che potrebbero trovare spiegazione in un percorso di psicoterapia. Il fatto che lei si descriva come una persona curiosa lascia intendere un’inclinazione a esplorare questi aspetti. Valuti quindi un percorso, privatamente, presso un centro clinico di una scuola di specializzazione in psicoterapia oppure tramite un consultorio: potrebbe essere un contesto in cui mettere ordine nella sua esperienza. Cordiali Saluti Dr. Preziosi
Direi che, da quello che descrive, nella sua infanzia e adolescenza ci sono stati sicuramente vissuti di sofferenza. Allo stesso tempo, dal modo in cui racconta la sua storia emerge una buona capacità di riflettere su ciò che ha vissuto e sui possibili effetti che queste esperienze possono aver avuto su di lei, e questa rappresenta certamente una risorsa. A partire da ciò che racconta si potrebbero formulare diverse ipotesi. Tuttavia, da professionista, per quanto possa essere forte la tentazione di offrirle una lettura più specifica anche attraverso un semplice commento, credo sia più importante chiedersi quanto un’analisi di questo tipo possa esserle realmente utile, soprattutto senza conoscere in maniera approfondita la sua storia. Quello che mi sento di dirle è che la storia di ciascuno di noi, soprattutto quando è segnata da esperienze di sofferenza e da difficoltà dei genitori che possono aver inciso sulle loro competenze genitoriali, può influenzare il modo in cui impariamo a stare nelle relazioni e, successivamente, il modo in cui ci approcciamo ad esse da adulti. Proprio considerando la sua capacità riflessiva e la delicatezza degli aspetti che porta, le consiglierei di valutare l’inizio di un percorso psicologico, che possa offrirle uno spazio adeguato in cui comprendere più a fondo la sua storia e il modo in cui questa può aver influenzato il suo presente. In bocca al lupo.
Buongiorno, grazie per aver condiviso una parte così importante della sua storia. Dalle sue parole emerge un desiderio molto forte e comprensibile: sentirsi amata, avere accanto una persona con cui costruire una famiglia e poter finalmente sperimentare quella dimensione di stabilità e appartenenza che per lei sembra avere un significato particolarmente profondo. Mi ha colpito soprattutto una frase: “lui che passa per caso e mi salva e mi condanna per sempre”. Non perché il desiderio di essere amata o di costruire una famiglia sia necessariamente un problema, ma perché sembra esserci, insieme al desiderio di incontrare qualcuno, anche l'idea che possa arrivare una persona capace di dare finalmente una direzione alla sua vita. La sua storia può certamente avere un ruolo in questo modo di vivere le relazioni, ma non sarebbe corretto stabilire a priori un rapporto di causa-effetto. La presenza di un padre con comportamenti aggressivi, la separazione dei suoi genitori e poi la perdita di sua nonna, che rappresentava per lei un punto di riferimento fondamentale, sono esperienze che meritano di essere comprese nel loro significato personale, non semplicemente “spiegate” con un'etichetta. C'è poi un'altra questione che trovo interessante: lei dice che, quando le sensazioni sembrano quelle giuste, le scelte d'impulso possono essere quelle corrette e non sia sempre necessario aspettare. Potrebbe essere utile esplorare proprio questo punto. Quando una sensazione è molto intensa, come possiamo distinguere un'intuizione da un bisogno urgente di sentirci finalmente al sicuro, scelti o guidati? Forse il lavoro non è convincersi a desiderare meno l'amore o la famiglia, ma capire come poter desiderare tutto questo senza consegnare a qualcun altro il compito di salvarla o di dare valore e direzione alla sua vita. A 23 anni non c'è nulla di sbagliato nel desiderare di diventare madre giovane, così come non c'è nulla di sbagliato nel sentirsi incerta sul proprio percorso universitario o sentimentale. Può essere invece importante che le sue scelte nascano progressivamente da ciò che desidera davvero, e non dalla necessità di colmare rapidamente un vuoto o raggiungere un'immagine di famiglia che sente di dover realizzare. Credo che questi aspetti possano essere approfonditi molto bene in un percorso psicologico, partendo non tanto dalla domanda “perché sono fatta così?”, quanto da domande più concrete: che cosa cerco realmente nell'altro? Che cosa significa per me sentirmi scelta? E cosa accade quando qualcuno non mi salva, ma mi chiede semplicemente di costruire insieme a lui? Sono interrogativi che possono aiutarla a conoscere meglio il proprio modo di stare nelle relazioni e, soprattutto, a trasformare il desiderio di essere amata in una possibilità di scelta, anziché in una necessità.
Gentile utente, le domande che si pone sono, senza dubbio, importanti. Cercare di comprendere i propri vissuti, le proprie emozioni e i propri desideri, da un punto di vista più profondo, è certamente auspicabile per poter fare delle scelte, nella propria vita, consapevolmente. Nelle sue parole, leggo tanti eventi che, inevitabilmente, avranno ed hanno avuto un impatto, nella sua vita. Il mio consiglio, in base a ciò che chiede, è di valutare un primo colloquio e, poi, un percorso di supporto psicologico. In questo modo, potrà trovare le risposte che cerca. Se fosse interessata, sono a disposizione. -Dott.ssa Valeria Gini
Buongiorno, la ringrazio per aver raccontato con tanta sincerità la sua esperienza. Le vicende che descrive possono aver avuto un peso significativo nel modo in cui oggi vive i legami affettivi e immagina il proprio futuro. Il desiderio di incontrare una persona con cui sentirsi amata, costruire una famiglia e diventare madre è, di per sé, assolutamente legittimo e non deve necessariamente essere interpretato come una conseguenza delle esperienze difficili vissute. Può però essere interessante interrogarsi sul significato che questo progetto assume per lei. In particolare, trovo molto significativa la sua domanda sul desiderio di essere “salvata”: Quando si è cresciuti in un contesto nel quale una figura che avrebbe dovuto rappresentare protezione e sicurezza è stata invece fonte di paura o instabilità, può accadere che, da adulti, si attribuisca alla relazione di coppia un'importante funzione di sicurezza, protezione e stabilità. Questo non significa necessariamente sviluppare una dipendenza affettiva, né significa che si sia destinati a scegliere partner problematici: è piuttosto un aspetto che può essere utile imparare a riconoscere e comprendere. Anche il riferimento alla possibilità di affidarsi all'impulso quando “le sensazioni sono quelle giuste” merita una riflessione. In una relazione, infatti, una forte attrazione o una sensazione di familiarità non sono necessariamente sinonimi di compatibilità, affidabilità e sicurezza. Conoscere progressivamente l'altra persona, osservare come gestisce i conflitti, come rispetta i nostri confini e quanto è coerente tra ciò che dice e ciò che fa permette di costruire una valutazione più solida, senza dover rinunciare alla spontaneità dei sentimenti. Un altro elemento che potrebbe essere importante esplorare riguarda sua nonna. Definirla il suo “grande pilastro” fa pensare a una figura che potrebbe aver rappresentato per lei una base affettiva particolarmente importante. La sua perdita potrebbe aver lasciato non solo il dolore del lutto, ma anche la mancanza concreta di quella sicurezza e di quel punto di riferimento. In questo senso, potrebbe essere utile chiedersi che cosa rappresentasse per lei quella relazione e quali caratteristiche di quel legame desidererebbe ritrovare oggi nelle proprie relazioni. Potrebbe essere molto utile, eventualmente anche attraverso un percorso psicologico, approfondire proprio questa domanda: “Desidero questa persona perché con lei posso costruire liberamente la vita che desidero, oppure perché ho bisogno che la sua presenza dia finalmente alla mia vita quella sicurezza che in passato è mancata?” La risposta non è necessariamente l'una o l'altra: comprendere come queste due dimensioni si intrecciano può aiutarla a vivere l'amore e il desiderio di famiglia in maniera più consapevole, senza dover rinunciare a ciò che desidera. Un cordiale saluto
Gentilissima, grazie per aver condiviso parte della sua storia. Tenga presente che siamo fatti di biologia, genetica, temperamento e ambiente. Le esperienze cha ha vissuto durante l'infanzia e l'adolescenza e la presenza una figura genitoriale maltrattante hanno contribuito a definire il suo modo di funzionare. sarebbe importante capire se e come sono state le relazioni che ha avuto fin'ora, se lo stallo in cui si trova all'università è in qualche modo legato al lutto che l'ha colpita e come questo doloroso evento abbia impattato su di lei. La terapia può esserle d'aiuto per conoscersi meglio e per superare questo momento di difficoltà. Buona giornata. Dott.ssa Nike Valentini
Cara utente, sono dinamiche molto interessanti e profonde da indagare, ma proprio per la loro natura non si può ridurre al tutto ad una banale risposta. E' necessario conoscerla, indagare con lei la sua vita e i significati che vi sono attribuiti e successivamente parlare del futuro. Dunque potrebbe essere utile un percorso psicologico come progetto di conoscenza di sè stessi, utile non solo per il suo caso specifico e per le domande a cui vorrebbe dare risposta, ma importante anche prima di un passo importante come mettere su famiglia. Un caro saluto Dott.ssa Claudia Fontanella
Ciao, grazie per aver condiviso la tua storia! Credo che sia possibile che il desiderio di trovare qualcuno che si prenda cura di te sia collegato anche alle esperienze vissute e alla perdita di una figura importante per te. Tuttavia desiderare una relazione stabile, una famiglia, non significa necessariamente avere un problema da risolvere.Piuttosto, potresti provare a chiederti da cosa esattamente vorresti essere "salvata", dalla solitudine? dall'incertezza? Credo che rispondere a questa domanda potrebbe aiutarti a capire meglio la tua situazione! Resto a tua disposizione qualora volessi parlarne meglio, Dott.ssa Maryviol De Bernardi
Gentile ragazza, quello che racconta merita innanzitutto di essere accolto senza giudizio, perché dietro il desiderio, apparentemente molto semplice, di incontrare la persona giusta, essere amata e costruire una famiglia sembra esserci una storia personale molto più complessa e ricca di significati. E credo sia importante dirle subito una cosa: desiderare profondamente una relazione stabile, dei figli e una famiglia non significa di per sé avere un problema psicologico. Il punto interessante, semmai, è comprendere che cosa rappresenti per lei quell'ideale di famiglia e quale bisogno emotivo senta di poter finalmente soddisfare attraverso di esso. Nel suo racconto ci sono infatti diversi elementi che sembrano incontrarsi. Da una parte c'è una bambina e poi una ragazza cresciuta accanto a una figura paterna segnata dall'alcol, dall'aggressività e da comportamenti maltrattanti; dall'altra c'è stata la presenza di sua nonna, che descrive come il suo grande pilastro e il suo principale punto di riferimento. Sono due esperienze affettive molto diverse: da una parte una figura dalla quale sarebbe stato naturale aspettarsi sicurezza e protezione, ma che invece ha portato instabilità e paura; dall'altra una persona che sembra aver rappresentato proprio quella base sicura che le ha permesso di sentirsi vista, accolta e sostenuta. Poi questa figura fondamentale è venuta a mancare. È comprensibile, quindi, che oggi il tema dell'amore, della protezione, della famiglia e del “sentirsi finalmente al sicuro” possa avere per lei un peso emotivo particolarmente intenso. Mi ha colpito soprattutto una frase che lei stessa sceglie per descrivere ciò che desidera: “Lui che passa per caso e mi salva e mi condanna per sempre”. Non la prenderei come una semplice frase romantica. Mi chiederei piuttosto che cosa significhi per lei essere “salvata”. Salvata da cosa? Dalla solitudine? Dall'incertezza? Dal timore di non avere una famiglia propria? Dal bisogno di trovare finalmente qualcuno che rimanga? Oppure dalla sensazione, forse più profonda, di dover essere lei stessa a costruire una sicurezza che nella sua storia non è sempre stata garantita? E c'è un'altra domanda che trovo ancora più interessante. Quando immagina “la persona giusta”, sta immaginando soprattutto un uomo con determinate caratteristiche oppure sta immaginando la sensazione che proverebbe accanto a lui? Perché potrebbe esserci una differenza enorme tra desiderare una persona e desiderare ciò che quella persona rappresenta. In alcuni casi, soprattutto quando nella propria storia sono mancati stabilità, protezione o prevedibilità, l'idea di incontrare qualcuno che “salva” può diventare molto potente. Non necessariamente perché si sia deboli o incapaci di stare da soli, ma perché una relazione può finire per assumere il significato simbolico di un luogo nel quale finalmente sentirsi protetti, scelti e al sicuro. Anche il suo riferimento alle decisioni d'impulso merita attenzione. Dice che, quando le sensazioni sembrano quelle giuste, sente che forse sarebbe corretto lasciarsi guidare da esse senza aspettare troppo. È vero che non tutto nella vita deve essere analizzato all'infinito e che l'intuizione può avere un ruolo importante nelle scelte affettive. Tuttavia, sarebbe interessante capire come riconosce, concretamente, una “sensazione giusta”. È una sensazione di serenità e fiducia? Oppure è quella particolare intensità emotiva che può accompagnare il sentirsi finalmente desiderati, scelti o indispensabili per qualcuno? Sono esperienze molto diverse, anche se dall'interno possono sembrare entrambe amore. Forse la questione, allora, non è capire semplicemente se lei sia una persona che tende a innamorarsi d'impulso, ma comprendere che cosa accade dentro di lei quando incontra qualcuno che potrebbe diventare importante. Quanto riesce a osservare quella persona per ciò che realmente è, con i suoi pregi e i suoi limiti, e quanto invece rischia di investire rapidamente quella persona di un significato più grande: quello di essere finalmente colui che può darle la famiglia che desidera, la stabilità che cerca o la sicurezza che forse ha conosciuto soprattutto attraverso sua nonna? Non significa assolutamente che il suo desiderio di maternità o di famiglia sia sbagliato, né che debba rinunciarvi. Anzi, può essere un desiderio autentico e profondissimo. Ma proprio perché è così importante per lei, credo meriti di essere separato dal bisogno di essere “salvata”. Una cosa è scegliere una persona con la quale costruire una famiglia; un'altra è affidare a una persona il compito di farci sentire finalmente completi, protetti o al riparo dalle ferite della nostra storia. E forse c'è una domanda che potrebbe accompagnarla: se domani incontrasse davvero una persona capace di offrirle una relazione sana, stabile e rispettosa, che cosa vorrebbe poter portare lei dentro quella relazione, oltre al desiderio di essere amata? Che cosa vorrebbe essere capace di scegliere, costruire, tollerare e proteggere autonomamente? Perché una relazione può diventare molto più solida quando non è vissuta come il luogo in cui qualcuno viene a salvarci, ma come il luogo in cui due persone che hanno entrambe una propria identità decidono di costruire qualcosa insieme. Anche il percorso universitario e le difficoltà nello studio non mi sembrano necessariamente un elemento separato dal resto. Lei sta attraversando una fase della vita nella quale ci sono molte domande contemporaneamente: il futuro professionale, l'autonomia, le relazioni, la possibilità di costruire una famiglia, il desiderio di maternità, il rapporto con il proprio passato. Potrebbe essere utile capire se l'incertezza che avverte nello studio e quella che avverte nella vita affettiva appartengano a territori completamente separati oppure se abbiano qualche radice comune: per esempio il modo in cui vive il dubbio, il timore di sbagliare, il bisogno di trovare rapidamente una direzione o la difficoltà a fidarsi delle proprie scelte. Per questo, più che cercare una risposta definitiva alla domanda “perché sono fatta così?”, credo sarebbe interessante concedersi uno spazio nel quale esplorare queste parti della sua storia con calma. Non per cercare un'etichetta o stabilire che il suo desiderio di amore sia una conseguenza del passato, ma per comprendere quanto del suo desiderio attuale appartenga semplicemente alla donna che sta diventando e quanto, invece, possa essere ancora legato ai bisogni di quella bambina che ha dovuto crescere in una realtà affettiva non sempre sicura. E forse il passaggio più importante potrebbe essere proprio questo: arrivare a desiderare una famiglia non perché qualcuno debba finalmente salvarla, ma perché lei, sentendosi sufficientemente solida e libera, sceglie consapevolmente con chi costruirla. Sono due posizioni emotive molto diverse, e comprenderne la differenza può cambiare profondamente il modo in cui si vivono le relazioni. Se sente che queste domande la toccano particolarmente, un percorso psicologico potrebbe essere uno spazio molto utile per approfondirle, soprattutto lavorando sul rapporto tra le esperienze familiari, la perdita di sua nonna, il bisogno di sicurezza, le aspettative nei confronti dell'amore e il modo in cui oggi sceglie le persone a cui avvicinarsi. Non avrebbe come obiettivo quello di convincerla a desiderare qualcosa di diverso, ma quello di aiutarla a capire meglio ciò che desidera davvero, così che una futura relazione possa essere una scelta libera e non la risposta obbligata a una ferita del passato. La inviterei, infine, a partire proprio da una domanda molto semplice ma forse non così semplice da rispondere: se per un momento mettessimo da parte l'idea di “essere salvata”, che cosa vorrebbe trovare, concretamente, in una relazione per sentirsi amata, rispettata e al sicuro? E, soprattutto, quali di queste cose oggi sente di poter dare anche a se stessa? per qualsiasi cosa mi contatti quando vuole
Più che cercare una spiegazione unica al suo desiderio di incontrare “la persona giusta”, credo possa essere utile comprendere che significato hanno per lei l'amore, la coppia, la famiglia e il sentirsi scelta e protetta. Le esperienze che viviamo nelle relazioni più importanti, soprattutto durante l'infanzia e l'adolescenza, contribuiscono infatti a costruire il nostro modo personale di percepire noi stessi e gli altri. Crescere in un contesto in cui una figura importante è stata al tempo stesso presente ma anche aggressiva e imprevedibile può aver richiesto, nel tempo, un particolare bisogno di trovare sicurezza, stabilità e punti di riferimento. Questo non significa però che il suo desiderio di essere amata, di costruire una famiglia o di diventare madre sia semplicemente una “conseguenza” del suo passato. Può essere interessante, piuttosto, comprendere come questi desideri si intrecciano con il modo in cui oggi vive se stessa e le relazioni. Anche la frase della canzone che ha scelto è particolarmente significativa: “mi salva e mi condanna per sempre”. Potrebbe essere uno spunto per chiedersi cosa significhi, per lei, essere “salvata” da qualcuno. Cosa immagina che cambierebbe dentro di sé incontrando quella persona? Si sentirebbe finalmente al sicuro, completa, scelta, accompagnata? E soprattutto: quanto sente di poter costruire quella sicurezza anche a partire da sé? Nel suo racconto emerge inoltre una forte spinta verso un'idea di futuro — trovare un compagno, costruire una famiglia, diventare madre giovane — insieme a una certa incertezza rispetto al presente, anche rispetto al percorso universitario. Sarebbe interessante esplorare proprio questo passaggio: che cosa accade dentro di lei quando il futuro che desidera sembra ancora lontano o incerto? In un percorso psicologico non cercherei quindi di dirle se sia giusto o sbagliato affidarsi alle sensazioni o prendere decisioni d'impulso. Cercherei piuttosto di aiutarla a comprendere come riconosce ciò che sente, come costruisce il significato delle proprie esperienze e come prende le proprie decisioni. L'obiettivo non è rinunciare al desiderio di essere amata o di costruire una famiglia, ma arrivare a vivere questi desideri con maggiore consapevolezza, facendo in modo che la scelta di una persona possa nascere dal desiderio di condividere la propria vita con qualcuno, e non dalla necessità di essere salvata o di trovare nell'altro la risposta alla propria sicurezza. Mi ha colpito inoltre un aspetto del suo racconto: parla di suo padre, della perdita di sua nonna, che descrive come un pilastro fondamentale della sua vita, ma non fa alcun riferimento a sua madre. Potrebbe essere interessante chiedersi: che posto occupa sua madre nella sua storia? E come mai, raccontando ciò che sente importante per comprendere se stessa, non è comparsa spontaneamente? Un percorso potrebbe essere uno spazio utile proprio per iniziare a fare chiarezza su questi aspetti.
Buongiorno, il desiderio di costruire presto una famiglia può certamente intrecciarsi con una storia in cui sono mancate stabilità, sicurezza e protezione. Più che cercare qualcuno che la “salvi”, potrebbe essere importante comprendere quale bisogno affettivo profondo rappresenti per lei quell’idea di amore. Un percorso psicologico credo potrebbe aiutarla a distinguere ciò che desidera autenticamente da ciò che cerca, forse, di riparare del proprio passato.
Gentile ragazza, grazie per aver condiviso con tanta apertura una parte così significativa della sua storia. Da ciò che racconta emerge un percorso attraversato da esperienze familiari complesse, dalla perdita di una figura per lei fondamentale e, allo stesso tempo, da un forte desiderio di costruire nel futuro qualcosa che sente profondamente suo. Desiderare una relazione stabile, una famiglia e la maternità non rappresenta di per sé qualcosa di problematico. Trovo però molto interessante la domanda che lei stessa si pone: che significato assume, per me, il desiderio che qualcuno arrivi a “salvarmi”? È possibile che le nostre esperienze familiari influenzino il modo in cui immaginiamo l’amore, la sicurezza e le relazioni, ma non sarebbe corretto stabilire da queste poche informazioni un rapporto diretto tra il suo passato e ciò che desidera oggi. Potrebbe invece essere utile esplorare cosa rappresenti per lei l’idea di essere “salvata”: sentirsi finalmente al sicuro? Essere scelta? Avere qualcuno su cui poter contare? Costruire quella stabilità familiare che forse è mancata in alcuni momenti della sua storia? Anche il desiderio di affidarsi alle sensazioni e compiere scelte impulsive merita di essere osservato con curiosità, soprattutto quando riguarda decisioni importanti. Un’emozione intensa può dirci molto di ciò che desideriamo, ma non necessariamente ci dice tutto sulla persona che abbiamo davanti o sulla possibilità di costruire con lei una relazione sicura e soddisfacente. Un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio in cui approfondire questi aspetti, elaborare le esperienze e le perdite della sua storia e, soprattutto, comprendere meglio che cosa cerca in una relazione e di che cosa ha bisogno per sentirsi amata senza che l’altro debba necessariamente assumere il ruolo di “salvatore”. Le auguro di poter costruire il futuro che desidera senza sentire di dover essere salvata per poterlo raggiungere. Un caro saluto, Dott.ssa Giorgia Bivona
Gentile Utente, la parola che mi colpisce maggiormente nel suo racconto è **“salvata”**. Lei è cresciuta in un contesto nel quale una figura che avrebbe dovuto rappresentare protezione e sicurezza, suo padre, è stata invece associata anche all'alcol, all'aggressività e all'instabilità. Parallelamente, sembra aver trovato in sua nonna quel pilastro affettivo e quel senso di sicurezza che poi ha dolorosamente perduto. Mi chiederei allora se il suo desiderio così intenso di incontrare “la persona giusta”, costruire presto una famiglia e diventare madre non contenga, accanto a un autentico progetto di vita, anche il desiderio di **costruire finalmente quella casa emotiva stabile e rassicurante che nella sua storia è stata così fragile**. Non ci sarebbe nulla di sbagliato in questo. È però importante riconoscerlo, perché quando affidiamo inconsapevolmente a qualcuno il compito di “salvarci”, possiamo rischiare di attribuire molto rapidamente a una relazione un significato enorme, prima ancora di avere avuto il tempo di conoscere davvero la persona che abbiamo davanti. Per questo farei attenzione all'idea che, quando le sensazioni sono forti, seguire l'impulso sia necessariamente la scelta giusta. **Un'emozione intensa ci dice che qualcosa è importante per noi, non necessariamente che quella persona sia giusta per noi.** La fiducia, diversamente dall'innamoramento, ha bisogno anche di tempo, reciprocità e coerenza. Forse il verso di Ligabue che cita la rappresenta proprio perché racchiude una fantasia affettiva molto potente: qualcuno che arriva e cambia definitivamente la nostra storia. Ma potrebbe essere interessante trasformare quella domanda: non soltanto *“Chi arriverà a salvarmi?”*, ma **“Quale parte di quella sicurezza che cerco nell'altro posso iniziare a costruire anche dentro di me?”** Questo non renderà meno importante il suo desiderio di amare, essere amata e diventare madre. Potrebbe, al contrario, permetterle un giorno di scegliere un compagno non perché abbia bisogno che la salvi, ma perché desidera costruire insieme a lui. La sua storia può certamente aver influenzato il modo in cui immagina l'amore e la famiglia, ma non deve necessariamente determinarne il futuro. Credo che queste dinamiche potrebbero essere molto preziose da approfondire in un percorso psicologico. Un cordiale saluto, Marica Romano Psicologa
Buon pomeriggio, grazie per la sua domanda e per aver raccontato la sua storia. Il suo vissuto familiare del passato può impattare in maniera importante sul desiderio di costruire una famiglia, ma oltre a questo potrebbe esserci molto altro al di sotto. La storia di ogni persona è intrecciata da tantissimi aspetti, per questo un percorso psicologico può essere d'aiuto proprio ad unirli ed esprimere le emozioni, tra quello che è stato nel passato e come vive la sua vita nel presente. Rimango a disposizione, anche in modalità online, se dovesse essere intenzionata ad intraprendere un percorso. Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
La sua richiesta di aiuto mostra che è consapevole dei suoi problemi e che vuole dare un nuovo significato alla sua vita. Se guardiamo alla cosa da un punto di vista relazionale, cercare un partner che la "salvi" e la guidi è un modo di cercare di compensare quello che le è mancato nella sua storia, cioè la presenza di un papà protettivo e affidabile. La sua nonna è stata per anni il suo punto di riferimento e ora che non c'è più, sente più forte il bisogno di trovare qualcuno su cui contare per costruire la famiglia che ha sempre sognato. Capire che questo modo di affrontare i sentimenti è una reazione al suo passato è il primo passo importante per non ripetere le stesse dinamiche. Però, se aspetti che sia il "salvatore", rischi di diventare passivo e dipendente, anche se cerchi di essere indipendente con gli studi. Se vuoi trasformare questa ricerca in un'opportunità vera di crescita personale, ti consiglio di rivolgerti a uno psicoterapeuta. La terapia le offrirà uno spazio sicuro per elaborare il lutto della nonna, ritrovare la motivazione nel percorso accademico e imparare a scegliere un partner non per bisogno di riparo, ma per desiderio vero di condivisione.
Gentile ragazza, La ringrazio per aver condiviso la sua storia con così tanta apertura e delicatezza. È del tutto naturale, di fronte alla storia che descrive, porsi queste domande. Crescere in un contesto familiare complesso, segnato dall'alcolismo e dall'aggressività paterna, lascia un'impronta profonda. A questo si aggiunge il dolore per la perdita di sua nonna, una figura che ha rappresentato per lei un fondamentale punto di riferimento e un'ancora di sicurezza. Il bisogno che descrive — quello di trovare una persona che la "salvi", la guidi e le permetta di costruire una famiglia solida — è una risposta umana e comprensibile alle esperienze che ha vissuto. Quando durante l'infanzia o l'adolescenza viene a mancare un senso di stabilità e di protezione emotiva, è frequente sviluppare il forte desiderio di ritrovare quella sicurezza e quell'amore in una relazione futura, cercando nel partner quella certezza che è mancata nel proprio passato. Allo stesso tempo, la tendenza a voler affidare le proprie scelte all'impulso o al desiderio di essere salvata può talvolta esporre al rischio di correre troppo o di investire aspettative molto alte sulle relazioni. Riconoscere questa dinamica dentro di sé è già un passo straordinario e dimostra una grande consapevolezza e maturità. Per quanto riguarda il suo percorso di studi in Infermieristica, è comprensibile che i momenti di incertezza e il carico emotivo legato alla sua storia possano influire sulla concentrazione e sul ritmo degli esami. Portare avanti una facoltà così impegnativa richiede energia, ed è normale avere periodi di maggior fatica. I contesti online non sostituiscono una valutazione clinica diretta né consentono di formulare diagnosi o percorsi strutturati. Tuttavia, il desiderio di comprendere a fondo le radici di questi vissuti e il significato delle sue relazioni è un punto di partenza prezioso. Un percorso di supporto psicologico o di psicoterapia individuale potrebbe offrirle uno spazio protetto per elaborare il passato, dare valore al ricordo di sua nonna e costruire relazioni affettive basate sulla reciprocità e sulla propria forza personale, oltre che sulla ricerca di protezione. Resto a disposizione se desidera approfondire ulteriormente queste riflessioni. Un caro auguramento per il suo percorso personale e universitario.
Gentile utente, Percepisco molta tenerezza nel suo messaggio e trovo la sua scrittura di grande interesse. Lei pone una domanda a cui potrebbe apparire facile rispondere: la sua storia famigliare è stata impegnativa, è certamente possibile che cerchi nel futuro qualcosa che il passato non le ha dato. Ma vorrei non ci fermassimo qui: la parte più notevole del suo messaggio non è il contenuto, quanto la sua attenzione a formulare il racconto. Non ha trascurato di menzionare più angolature e sono rimasto colpito dalla spontaneità con cui ci invita a parlarne. Ho quindi l'impressione che la sua richiesta non sia capire da dove nasce il "bisogno di essere salvata", bensì di di poter conversare sulla sua storia, come già sta accadendo. In altre parole, non le serve l'informazione che completa il puzzle, ma un'opportunità di dialogo; è possibile? Conversare consente di mettere in prospettiva, di scendere a fondo, di dare valore e di condividere con un altro essere umano. Conversare rende umano ciò che una comunicazione troppo breve, informativa e asettica rischia di svuotare. Se ne sente la necessità, un percorso di supporto psicologico può essere il contesto di una conversazione profonda, accogliente e non giudicante. Consideri inoltre di utilizzare le sue buone doti di scrittura a supporto di un dialogo interno curioso e profondo. Resto a disposizione
Gent.ma, la ringrazio per aver condiviso la sua storia personale. Nel suo racconto emergono esperienze familiari vissute durante l'infanzia, la perdita di sua nonna, figura per lei fondamentale e il forte desiderio di trovare una persona con cui sentirsi amata, sicura e costruire una famiglia. Il desiderio di avere una relazione stabile e diventare madre è assolutamente legittimo. Può però essere interessante comprendere se, accanto a questo desiderio, vi sia anche un bisogno di sentirsi protetta, guidata o “salvata” attraverso la relazione. Le esperienze affettive e familiari possono infatti influenzare il modo in cui viviamo l'amore, affrontiamo le difficoltà nelle relazioni sentimentali e scegliamo un partner. Anche la perdita di sua nonna merita spazio... quando viene a mancare una persona che ha rappresentato sicurezza e sostegno, l'elaborazione del lutto può intrecciarsi con vissuti di solitudine e con il bisogno di ritrovare un punto di riferimento. Una psicoterapia che la possa aiutare ad affrontare difficoltà relazionali potrebbe permetterle di comprendere meglio questi aspetti, lavorando su autostima, autonomia emotiva, paura dell'abbandono e modalità di vivere le relazioni sentimentali, senza mettere in discussione il suo desiderio di costruire una famiglia, potendo scegliere una relazione perché realmente adatta a lei, senza affidarle il compito di colmare bisogni o ferite. Cordialmente, AM
Cara, la tua giovane età e il tuo vissuto, sicuramente infuiscono sui tuoi desideri e anche sulla confusione emotiva in cui stai vivendo. L'unico consiglio che posso darti e affronta il tutto con una psicologa/o: vedrai, riuscirai a far luce e a "riscoprirti" forte e coraggiosa! Buon cammino
Gentile ragazza, la ringrazio per aver condiviso la sua storia con così tanta trasparenza e delicatezza. Leggendo le sue parole arrivano chiare la sua sensibilità e la determinazione con cui ha attraversato passaggi di vita davvero complessi. Crescere accanto all'imprevedibilità e all'instabilità di un padre con problemi di alcol e aggressività lascia un'impronta profonda nel nostro modo di stare nel mondo. Quando la figura che dovrebbe offrire sicurezza diventa fonte di minaccia o assenza, il bisogno di stabilità e di un rifugio sicuro diventa primario. La perdita di sua nonna, che per lei è stata quell'ancora di protezione indispensabile, ha comprensibilmente riaperto un vuoto profondo e un senso di disorientamento. La citazione di Ligabue che richiama descrive con grande lucidezza una dinamica umana molto frequente: l'attesa che arrivi qualcuno dall'esterno a "salvarci", a riparare le ferite del passato e a darci finalmente la direzione che ci è mancata. Il desiderio urgente di trovare la persona giusta, di affidarsi all'impulso e di costruire subito una propria famiglia è spesso il modo in cui cerchiamo di creare nel presente quella sicurezza che da bambine non abbiamo potuto vivere. Provando a stare su ciò che vive oggi, cosa sente che accadrebbe dentro di lei se provasse a rallentare questo impulso? Cosa proverebbe se, invece di attendere un salvatore esterno, iniziasse a sperimentarsi lei stessa come la prima figura protettiva e sicura per se stessa? L'urgenza di scegliere d'impatto può essere il tentativo di mettere fine a un'incertezza interna che fa paura, la stessa incertezza che magari si riflette anche nelle fatiche che sta incontrando nello studio. Ma costruire una relazione solida richiede il tempo di incontrare davvero l'altro per chi è, senza investirlo del compito di riparare la nostra storia. Porsi queste domande a ventitré anni indica una grande maturità e la ricerca autentica di un senso. Le auguro di cuore di potersi concedere il tempo per ascoltarsi davvero e per iniziare a offrirsi da sola quella protezione e quella fiducia che fino ad oggi ha cercato negli altri.
Gentile ragazza, grazie per aver condiviso con tanta apertura una parte così importante della sua storia. Quello che racconta fa pensare a quanto siano profondi per lei i temi della sicurezza, dell’amore, della famiglia e della possibilità di avere accanto qualcuno su cui poter contare. È possibile che il desiderio di essere “salvata” abbia anche un legame con ciò che ha vissuto, ma sarebbe riduttivo stabilirlo senza conoscere più a fondo la sua esperienza. Piuttosto, mi sembra importante comprendere che significato abbia per lei essere salvata: sentirsi protetta? finalmente al sicuro? scelta? accompagnata da qualcuno che non se ne vada? Anche il desiderio di costruire presto una famiglia merita di essere accolto, senza giudicarlo. Allo stesso tempo, potrebbe essere prezioso distinguere il desiderio autentico di amare e costruire qualcosa insieme dal bisogno che una relazione possa riparare rapidamente ciò che è mancato o ha fatto soffrire in passato. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio in questo: non a dirle come dovrebbe vivere l’amore, ma a comprendere meglio ciò che cerca nelle relazioni, affinché possa scegliere una persona non perché debba salvarla, ma perché con quella persona desidera costruire qualcosa sentendosi libera, sicura e rispettata.
uongiorno, grazie per aver condiviso una parte così importante della sua storia. Da ciò che racconta emerge un percorso di vita caratterizzato da esperienze familiari complesse, dalla presenza di una figura paterna imprevedibile e aggressiva e dalla perdita di una persona che per lei rappresentava un importante punto di riferimento. È comprensibile, che oggi il desiderio di sentirsi amata e di costruire una famiglia possa avere per lei un significato particolarmente profondo. Per quanto riguarda il desiderio di avere una relazione stabile e di diventare madre può però essere interessante comprendere quanto questo desiderio nasca da ciò che desidera per il suo futuro e quanto possa essere legato anche al bisogno di trovare quella sicurezza e quella stabilità che in alcuni momenti della sua storia sono forse venute a mancare. Questo non significa necessariamente che il suo desiderio di costruire una famiglia sia una conseguenza del suo passato, né che ci sia qualcosa di sbagliato nel voler vivere l'amore in modo intenso. Potrebbe però essere utile interrogarsi sulla differenza tra il desiderio di condividere la propria vita con qualcuno e il bisogno che sia qualcun altro a “salvarci”, darci una direzione o colmare un senso di vuoto o di insicurezza. Anche il riferimento alle scelte d'impulso è un aspetto che potrebbe essere interessante approfondire: quando sentiamo molto forte il bisogno di qualcosa, possiamo essere portati a vivere una sensazione di urgenza e a interpretarla come una certezza. Imparare a riconoscere ciò che desideriamo, senza necessariamente doverlo realizzare immediatamente, può aiutarci a fare scelte più consapevoli e più aderenti ai nostri bisogni autentici. Potremmo approfondire insieme il significato che hanno per lei l'amore, la famiglia, la maternità e il sentirsiscelta, cercando anche di comprendere come le esperienze vissute abbiano contribuito a costruire il suo modo di vivere i legami e le aspettative sul futuro. Se sente il desiderio di approfondire questi vissuti, sono disponibile ad accoglierla e ad accompagnarla in questo percorso, offrendole uno spazio di ascolto e di riflessione nel quale poter comprendere meglio se stessa, i propri bisogni e ciò che desidera realmente costruire per la sua vita. Dott.ssa Federica Di Benedetto
Buonasera, la ringrazio per aver raccontato con tanta attenzione la sua storia. La chiarezza con cui l'ha raccontata mi ha molto colpita. Nel suo racconto emergono esperienze importanti e una storia familiare caratterizzata da momenti non sempre semplici da vivere. Mi ha colpita, in particolare, il riferimento alla canzone “Per sempre” di Ligabue, soprattutto per quel passaggio in cui parla di qualcuno che “passa per caso” e la “salva”, ma allo stesso tempo la “condanna per sempre”. Mi piacerebbe capire meglio cosa significa per lei quella “condanna” e che cosa sente quando pensa all'idea di essere legata per sempre e salvata da una persona. Credo possa essere uno spunto interessante per comprendere meglio che cosa rappresentino per lei l'amore, la coppia e il desiderio di costruire una famiglia. Spero di esserle stata utile, rimango a sua disposizione qualora ne avesse bisogno. Dottoressa Giorgia Santonastaso
Buongiorno. Mi colpisce molto la descrizione della Sua vita molto attenta e precisa e questo mi fa pensare che Lei gli strumenti per realizzare i Suoi progetti li possiede già, ha solo bisogno di una bussola e di qualcuno che l’aiuti a orientare il timone verso il porto giusto e sicuro. Se vuole, proviamo insieme a condurre la barca in porto.
Gentilissima, grazie per aver condiviso con tanta apertura la sua storia. Il desiderio di essere amata, costruire una famiglia e diventare madre non è di per sé qualcosa da mettere in discussione. Mi soffermerei, invece, proprio sull'espressione che lei utilizza...quel bisogno di essere salvata. Un percorso potrebbe aiutarla a comprendere quale significato abbia per lei e cosa si aspetti che l'incontro con la persona "giusta” possa portare nella sua vita, lavorando parallelamente sulla sicurezza in se stessa e, laddove necessario, su quelle esperienze del passato che possono avere ancora un peso nel presente. Il passato non si può cancellare (forse purtroppo), ma può essere elaborato e trovare il giusto posto nella propria storia, affinché possa rimanere nel passato senza continuare a condizionare il presente e ciò che desidera costruire per il futuro. Un caro saluto!
Comprendo il desiderio profondo che esprime: dopo aver vissuto esperienze familiari così dolorose e aver perso una figura affettiva fondamentale come sua nonna, è comprensibile che l'idea di una famiglia stabile possa rappresentare per lei non solo un progetto, ma anche un luogo di sicurezza e appartenenza. In chiave cognitivo-costruttivista, però, sarebbe interessante esplorare che significato abbia per lei essere “salvata” da qualcuno e quanto il bisogno di sentirsi scelta e protetta sia intrecciato alla sua storia. Il desiderio di amare, diventare madre e costruire una famiglia è assolutamente legittimo, ma non è necessario che debba realizzarsi attraverso una scelta impulsiva o attraverso una persona che la “salvi”. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio questi bisogni, distinguendo ciò che nasce autenticamente da ciò che forse cerca di compensare ferite del passato, così da poter costruire una relazione non fondata sul bisogno di essere salvata, ma sulla possibilità di scegliere ed essere scelta reciprocamente.
Salve. Il bisogno di essere salvati da adulti potrebbe derivare dall'essersi sentiti vulnerabili fin da piccoli. Chiaramente per capirlo sarebbe necessario esplorare per bene cosa ha vissuto nella sua vita. Per quanto riguarda il desiderio che si pone, bisognerebbe capire il bisogno profondo che lo muove. Ha pensato di fare un percorso con uno psicologo per approfondire questi aspetti della sua vita? Potrebbe fare la differenza perchè la renderebbe consapevole realmente di cosa vuole nella sua vita.
Il desiderio di un rapporto amoroso e profondo con un'altra persona è naturale per un essere umano, uomo o donna che sia.E' vero che lo possiamo sentire più o meno intensamente,e tu, senza dubbio,lo senti con molta forza. Ti chiedi se "questo modo di vivere i sentimenti sia una risposta al tuo passato."Sinceramente, penso di sì: anche se alla base c'è un bisogno naturale.Tu hai dovuto confrontarti con l'assenza di una figura paterna sicura e protettiva.Quando siamo bambini abbiamo una grande capacità di recupero, ma quest'assenza c'è stata.E' stata sicuramente una bella cosa la presenza della tua nonna materna, con cui tu senti di aver realizzato un legame affettivo molto importante, indimenticabile.Adesso tu cerchi, comprensibilmente, un legame profondo con una figura maschile. Nel mondo affettivo una canzone o una poesia può rappresentare davvero una luce, un punto di riferimento. Tu hai scelto una canzone di Ligabue, che non conoscevo,e che mi sembra bella. Tieni conto però che le canzoni vanno prese non proprio alla lettera,ma per quello che intendono dire. Non sarà il ragazzo che incontrerai che "ti salverà", ma ti darà l'occasione, incontrandoti, di scoprire la tua ricchezza interiore e il tuo amroe per la vita.
Buongiorno, la sua storia mi ha colpito per la semplicità con la quale l'ha raccontata e per il quadro che è riuscita a realizzare per ciò che concerne la sua persona. Allora, premesso che per poter dare definizioni o ipotizzare qualcosa, è indispensabile conoscere chi si ha di fronte e per questo non basta certamente un racconto che, seppur ben articolato, informa solo in maniera forzatamente parziale su dati e dettagli che sarebbero utili all'inquadramento del caso, tuttavia, ritengo che lei abbia centrato il problema: il suo bisogno di creare una famiglia quale contesto in cui poter generare amore e reciproca voglia di stare insieme, sia la normale risposta e reazione a quanto non ha potuto godere nella sua famiglia d'origine. Le auguro di trovare la persona giusta come l'ha definita lei, con la quale costruire ciò che le è mancato da piccola. Le auguro, inoltre, di trovare anche una figura professionale attraverso la quale far emergere anche i vissuti che, talvolta, possono essere fonte di maggiore auto comprensione. Buona vita.
Buongiorno cara "ragazza di 23 anni". La sua analisi è molto importante, la sua capacità di riconoscere in se stessa il "bisogno profondo di essere salvata" è un punto di partenza fondamentale per un percorso psicologico che possa servirle per integrare bisogni, emozioni, storia personale. Le auguro di poterlo fare.
La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità la sua storia e i suoi vissuti. Leggo con rispetto il percorso complesso che ha attraversato: crescere in un contesto familiare instabile, convivere con la presenza di un padre aggressivo, affrontare la perdita di una figura così importante come sua nonna. Sono esperienze che lasciano segni profondi e che possono influenzare il modo in cui oggi si avvicina alle relazioni e ai desideri di vita. Il bisogno che descrive – quello di incontrare “la persona giusta”, sentirsi amata, costruire una famiglia e trovare qualcuno che la faccia sentire protetta – non è un segnale di fragilità, ma una risposta comprensibile alla mancanza di sicurezza che ha vissuto in passato. Quando le figure di riferimento non sono state stabili o rassicuranti, è naturale che il cuore cerchi un luogo affettivo dove potersi finalmente sentire al sicuro. Il verso della canzone che cita esprime bene questo desiderio di essere “salvata”: è un’immagine che spesso nasce quando la protezione è mancata e si spera che l’amore possa colmare quel vuoto. Non è un bisogno da giudicare, ma da comprendere. Allo stesso tempo, è importante riconoscere che una relazione sana non nasce dall’impulso o dall’idea che qualcuno debba “riparare” la nostra storia, ma dall’incontro tra due persone che si scelgono con consapevolezza. Il suo desiderio di costruire una famiglia giovane e stabile parla della sua parte più forte, quella che vuole creare qualcosa di diverso da ciò che ha vissuto. Possiamo lavorare insieme per capire meglio da dove nasce questo bisogno, come si intreccia con la sua storia e come può trasformarsi in una capacità di scegliere relazioni che la facciano sentire davvero vista, rispettata e al sicuro. La sua richiesta è preziosa e merita spazio: possiamo approfondire queste dinamiche con calma, passo dopo passo.
ciao, da quello che descrivi hai vissuto una situazione di perdita, sia della famiglia ideale da più giovane (separazione dei tuoi, dipendenza e aggressività di tuo padre) sia la perdita recente di tua nonna e questo può aver amplificato il tuo bisogno di stabilità cercando quindi la possibilità, da adulta, di formare una tua famiglia e in parte avere maggiore padronanza sulla tua vita piuttosto che "subire" perdite. Credo che se focalizzi bene ciò di cui hai bisogno, e quindi pensare ed immaginare un po' il tuo ideale, ciò può aiutarti anche a focalizzare meglio "la ricerca" o cmq a viverlo in modo più sereno e non con l'ansia di sbrigarsi...altrimenti ci potrebbe essere il rischio di accontentarsi. Qualora lo sentissi come bisogno, potrebbe essere utile anche iniziare un percorso, ma dipende da te e da ciò che senti. Un grande in bocca al lupo.
Salve, Le sue sono domande legittime, come anche il suo desiderio di essere amata e diventare madre. Il bisogno di essere salvata e guidata verso questa famiglia ideale magari è legato al suo passato, al modello familiare da cui proviene. Curiosa la frase in cui si rispecchia, cerca qualcuno che la salvi ma allo stesso tempo la condanna, ripetendo il meccanismo doloroso? E lei cosa desidera fare per sé? Quando vuole, e se vuole, possiamo provare a capirlo insieme. Un saluto
Buona sera, per approfondire queste dinamiche, può fare degli incontri con uno psicologo. Scelga quello che ritiene più adeguato per condividere e saperne di più in merito. Un saluto, dottoressa Teresita Forlano
Salve, le dinamiche familiari spesso lasciano una sorta di impronta, un bisogno che il soggetto tende, talvolta inconsapevolmente, a soddisfare. Potrebbe essere utile domandarsi se il bisogno salvifico risponde alle necessità di oggi o alle necessità passate?
Buongiorno. Nel suo racconto emerge un desiderio molto comprensibile di costruire una famiglia e di trovare una relazione stabile, ma anche la possibilità che questo desiderio sia diventato, almeno in parte, legato al bisogno di sentirsi finalmente protetta e “salvata” dopo esperienze in cui le figure familiari non hanno rappresentato sempre sicurezza e stabilità. La perdita di sua nonna, inoltre, potrebbe aver riattivato il bisogno di avere un punto di riferimento affettivo, soprattutto considerando il ruolo importante che lei ha avuto nella sua vita. Questo non significa che il desiderio di diventare madre o di incontrare una persona importante sia “sbagliato”, né che ogni scelta impulsiva sia necessariamente da evitare. Può essere però utile chiedersi: “Sto scegliendo questa persona perché la desidero davvero, oppure perché con lei sento di poter finalmente trovare quella sicurezza che mi è mancata?”. E ancora: “Se non avessi paura di rimanere sola, sceglierei comunque questa relazione?”. Forse il punto non è rinunciare al sogno di una famiglia, ma fare in modo che quel sogno non diventi così urgente da spingerla ad affidare a qualcun altro il compito di darle sicurezza, direzione o valore. A 23 anni non è necessario avere già definito tempi e modalità della propria vita affettiva. Può essere altrettanto importante conoscere meglio se stessa, recuperare fiducia nelle proprie capacità e comprendere quali caratteristiche cerca realmente in un partner, prima di affidarsi alla sensazione che qualcuno possa “salvarla”. Sono temi che, vista la sua storia familiare e il lutto che ha attraversato, meriterebbero un approfondimento personale in un percorso psicologico, per distinguere il desiderio autentico di amare e costruire una famiglia dal bisogno di colmare una ferita più antica. Dott.ssa Francesca Gottofredi
La ringrazio per aver condiviso la sua riflessione. Trovo il suo quesito di grande interesse: porsi domande di questo spessore a soli 23 anni testimonia una spiccata maturità e una notevole profondità d'animo. Dalla descrizione del suo vissuto e in particolare dalla citazione inerente al bisogno primario di sentirsi "salvata" emerge come alcune ferite del suo passato richiedano ancora cura, tempo e la giusta attenzione terapeutica. La strada principale per realizzare il suo desiderio più grande risiede nell'investire prima di tutto su se stessa, coltivando il proprio valore personale. Tale valore trascende l'aspetto estetico, la seduzione o le condizioni materiali (come il lavoro o le disponibilità economiche): si tratta di una qualità interiore capace di attrarre relazioni gratificanti e, al contempo, di fungere da filtro naturale contro dinamiche disfunzionali. Una persona sviluppa un solido valore personale quando impara a realizzare concretamente obiettivi sani, fonte di emozioni positive e durature, in modo altrettanto sano. Un percorso di sostegno psicologico di qualità può sicuramente offrirle uno spazio sicuro per rafforzare questa consapevolezza, aiutandola ad avvicinare partner con cui condividere il progetto di una famiglia serena e soprattutto sana, dove fanno da padroni la tranquillità e il rispetto reciproco, che temo le siano tanto mancati nella sua infanzia. Inoltre mi permetto di consigliarle la lettura del libro 'La principessa che aveva fame d'amore' di Maria Chiara Gritti, che offre spunti di riflessione molto attinenti a quanto emerso. Mi farebbe molto piacere approfondire insieme a lei la questione e per questo resto a sua disposizione qualora lei nutrisse la stessa curiosità. Un affettuoso saluto
Gentile utente, le sue parole mostrano una sensibilità e una capacità di introspezione davvero rare. Ha già colto perfettamente il punto: c'è un legame profondissimo tra la sua storia familiare e questo suo forte desiderio di essere 'salvata'. Crescere con una figura paterna instabile e aggressiva lascia inevitabilmente un grande vuoto affettivo e un profondo senso di insicurezza. A questo dolore antico si è aggiunta la perdita dolorosa di sua nonna, che per lei rappresentava l'unico vero porto sicuro. È assolutamente naturale che, di fronte a queste assenze e al senso di incertezza che vive oggi anche nello studio, la sua mente e il suo cuore cerchino disperatamente un nuovo pilastro a cui aggrapparsi per sentirsi finalmente amata e protetta. Il suo forte desiderio di costruire presto una famiglia è, dal punto di vista psicologico, un tentativo dolcissimo e inconscio di 'riparare' il passato, ricreando quel nido sereno che le è mancato da bambina. Tuttavia, come dice il bellissimo verso di Ligabue che ha citato, affidare a qualcun altro il compito di salvarci rischia a volte di 'condannarci'. Quando abbiamo una fame d'amore così antica, l'impulso e l'urgenza possono portarci a non valutare lucidamente chi abbiamo davanti, facendoci correre il rischio di accontentarci o di legarci alla persona sbagliata pur di riempire quel vuoto. Un percorso psicologico le sarebbe di grandissimo aiuto per elaborare il dolore del suo passato e il lutto per la sua amata nonna. L'obiettivo di una terapia non è toglierle il sogno di una famiglia, ma aiutarla a costruire dentro di sé quella base sicura che oggi cerca all'esterno. Solo imparando a essere lei stessa il proprio pilastro, potrà un domani scegliere un partner non spinta dal bisogno di essere salvata, ma per un desiderio autentico e libero. Resto a disposizione qualora desiderasse approfondire queste dinamiche insieme, prenotando un primo colloquio conoscitivo nel mio studio o anche online. Un caro saluto, Dott.ssa Lara Zinzilli.
Buongiorno, grazie per la tua condivisione, mi permetto di darti del tu per la tua giovane età, nonostante la quale già da queste poche parole scritte arrivi come una persona profonda e matura. Credo che possa avere un fondamento l'idea che porti, e cioè che il tuo bisogno di essere salvata sia connesso ad una mancanza di protezione che hai subito durante l'infanzia, e che potresti star ricercando oggi nella figura del partner. Sarebbe bello poter approfondire insieme questo e altri aspetti della tua persona, per poterti aiutare a capirti e conoscerti in profondità. Se volessi approfondire mi trovi a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Gentile Signora, ciò che racconta sembra delineare una storia nella quale il tema della sicurezza e della protezione potrebbe avere assunto un significato particolarmente importante. La presenza di un padre con problemi di alcol e comportamenti aggressivi, seguita dalla separazione dei genitori, e la successiva perdita della nonna, che rappresentava per lei un importante punto di riferimento, costituiscono esperienze che possono avere inciso sul modo in cui oggi vive i legami affettivi e il bisogno di sentirsi protetta e sostenuta. Il desiderio di incontrare una persona, costruire una famiglia e diventare madre non è di per sé indicativo di una difficoltà psicologica. Nel suo racconto, tuttavia, sembra assumere anche una particolare funzione: la relazione amorosa appare talvolta rappresentata come la possibilità di trovare finalmente qualcuno che possa **“salvarla”, guidarla e offrirle quella stabilità che in precedenza potrebbe essere mancata**. È un'ipotesi che sarebbe interessante approfondire senza darla per scontata. Quando una persona cresce in un contesto nel quale le figure di riferimento possono essere percepite come imprevedibili, minacciose o comunque non sufficientemente protettive, può sviluppare una particolare sensibilità al bisogno di trovare nell'altro sicurezza, affidabilità e protezione. In alcuni casi, questo può portare a investire molto nella ricerca di una relazione che permetta di colmare tale bisogno. Anche il riferimento alle “sensazioni giuste” e alla possibilità che le scelte d'impulso siano quelle corrette merita attenzione. L'intensità emotiva di un incontro può certamente avere un valore, ma **sentire qualcosa con grande intensità non significa necessariamente che quella relazione sia sicura, reciproca o adatta a noi**. Potrebbe quindi essere importante imparare a distinguere il desiderio di sentirsi finalmente protetta dalla valutazione concreta delle caratteristiche della persona che si ha davanti. In quest'ottica, più che chiedersi semplicemente «perché ho bisogno di essere salvata?», potrebbe essere utile esplorare una domanda più profonda: **«Che cosa penso potrebbe finalmente cambiare dentro di me se trovassi qualcuno che mi ama, mi protegge e mi guida?»**. La risposta potrebbe aiutarci a comprendere quale bisogno stia cercando di soddisfare attraverso il desiderio di una relazione e quale significato abbia per lei l'idea di costruire una famiglia. Infine, è importante che il progetto di diventare moglie e madre possa rimanere una sua scelta autentica, e non diventare inconsapevolmente il modo attraverso cui cercare di riparare le esperienze dolorose del passato. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a costruire progressivamente un senso di sicurezza e di fiducia che non dipenda esclusivamente dall'arrivo di una persona capace di “salvarla”, permettendole così di vivere una futura relazione non tanto come una necessità di protezione, quanto come una scelta reciproca e libera.
"Mi chiedo da dove derivi questo bisogno profondo di essere salvata." Se lo sta già chiedendo, ed è la domanda che conta. Quello che racconta non è solo il desiderio di una famiglia. È un desiderio con una forma precisa: qualcuno arriva, e da quel momento si è al sicuro. Quando si cresce in una casa dove la calma dipende da come sta un altro, si impara che la sicurezza non si costruisce: arriva, oppure non arriva. E si resta in attesa. Poi c'è sua nonna. Con lei quel posto sicuro esisteva. Da un anno e mezzo non c'è più, e l'attesa ha perso il suo appoggio. La domanda non è se sia giusto volere una famiglia presto. È un'altra: se qualcuno deve salvarla, cosa succede alla parte di lei che saprebbe reggersi? Le dinamiche familiari, e quello che lasciano sull'autostima, si vedono male dall'interno: sembrano normali. Da un racconto solo non si valuta. Se vuole parlarne, sul mio profilo trova un primo colloquio conoscitivo di 20 minuti, gratuito, che si prenota direttamente in agenda. Ricevo online. Dott.ssa Alessia Cipriano, psicologa clinica
Ciao, il desiderio di incontrare una persona, costruire una famiglia e diventare madre è assolutamente legittimo e non rappresenta di per sé un problema. Può però essere interessante approfondire quanto questo desiderio nasca da una scelta personale e quanto, invece, possa essere legato al bisogno di trovare finalmente quella sicurezza, stabilità e protezione che nel passato sono forse venute a mancare. La figura di sua nonna, che descrive come un importante punto di riferimento, e le esperienze vissute con suo padre sono elementi che meritano di essere esplorati, così come il significato che attribuisce all'idea di essere “salvata” da qualcuno. In quest'ottica, anche la tendenza a considerare l'impulsività come una possibile conferma che “le sensazioni giuste” siano sufficienti per fare una scelta potrebbe essere approfondita, senza necessariamente considerarla sbagliata. Potrebbe essere utile chiedersi: “Quando desidero una relazione, sto cercando principalmente una persona con cui condividere la mia vita oppure qualcuno che possa finalmente farmi sentire al sicuro?”. Le due cose possono naturalmente coesistere, ma distinguerle può aiutare a costruire relazioni più consapevoli e a riconoscere i propri bisogni senza affidare all'altro il compito di colmare ferite del passato. Il desiderio di amare ed essere amata non deve quindi essere messo in discussione: il lavoro potrebbe piuttosto aiutarla a comprendere da dove nasce questo desiderio, quali bisogni affettivi lo accompagnano e come costruire una relazione scelta liberamente, piuttosto che vissuta come una forma di salvezza.
Buongiorno, innanzitutto grazie per aver condiviso con tanta apertura una parte così importante della sua storia. Le esperienze che ha vissuto e la perdita di una figura per lei così significativa possono aver contribuito a costruire il modo in cui oggi vive i legami, i sentimenti e il desiderio di famiglia. Questo desiderio di essere amata, di costruire una famiglia e di diventare madre è assolutamente legittimo. Può però essere interessante e utile chiedersi che significato abbia per lei il bisogno di essere “salvata” e se il desiderio di trovare la persona giusta molto presto sia connesso anche al bisogno di sentirsi guidata, protetta o finalmente al sicuro. Non è possibile stabilire da qui quanto questi aspetti siano legati alle esperienze del passato, ma continuare a interrogarsi su questo può aiutarla a conoscersi meglio e a comprendere ciò che cerca realmente nelle relazioni. Se questi dubbi dovessero continuare a essere presenti o a crearle sofferenza, un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio per approfondirli con maggiore consapevolezza. Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Molinaro
Salve, quello che racconta sembra avere un filo conduttore molto profondo: il desiderio di costruire oggi quella sicurezza affettiva e familiare che, almeno in parte, è mancata nella sua storia. È comprensibile che, dopo essere cresciuta con un padre problematico e aggressivo e dopo aver perso una figura così importante come sua nonna, il desiderio di avere accanto una persona affidabile, una famiglia stabile e dei figli possa assumere per lei un significato particolarmente intenso. Sua nonna, in particolare, sembra aver rappresentato un punto di riferimento e di protezione; perderla può aver lasciato un vuoto che oggi rende ancora più forte il desiderio di trovare qualcuno su cui poter contare. Questo non significa, però, che il suo desiderio di amore e di maternità sia semplicemente una conseguenza del suo passato. Desiderare una famiglia, innamorarsi e diventare madre sono desideri assolutamente legittimi. La questione interessante è capire **quanto questo desiderio nasca da ciò che lei vuole costruire e quanto, invece, dal bisogno di riparare qualcosa che ha vissuto. La frase che cita, quella dell'uomo che “salva”, sembra particolarmente significativa. Potrebbe esserci in lei il desiderio di incontrare qualcuno che finalmente possa darle quella sicurezza, quella guida e quella protezione che forse da bambina non ha potuto sperimentare pienamente. Ma è importante fare attenzione a non affidare a una relazione il compito di “salvarla”. Una relazione sana dovrebbe permettere a due persone di scegliersi e sostenersi reciprocamente, non trasformare una delle due nella persona che deve salvare o guidare l'altra. Anche il suo riferimento alle scelte d'impulso merita una riflessione. Quando desideriamo qualcosa in maniera molto intensa, possiamo facilmente interpretare una forte emozione come una certezza: “Se lo sento così tanto, allora deve essere giusto”. Ma intensità e compatibilità non sono necessariamente la stessa cosa. Soprattutto quando si desidera molto costruire una famiglia, può essere importante imparare a distinguere l'innamoramento dalla paura di perdere un'occasione, il desiderio dell'altra persona dal desiderio di ciò che quella persona rappresenta per noi. Potrebbe essere utile chiedersi: quando immagino la persona giusta, che cosa desidero realmente da lei? Che caratteristiche dovrebbe avere? Come vorrei sentirmi nella relazione? E, soprattutto, vorrei essere amata da quella persona per ciò che sono oppure sento che avrei bisogno che qualcuno mi prendesse per mano e mi indicasse la strada? C'è poi un altro aspetto che mi sembra importante: lei ha 23 anni e sta attraversando una fase nella quale sta costruendo la propria identità, il proprio percorso universitario e il proprio futuro. Non è necessario rinunciare al desiderio di avere presto una famiglia, ma può essere altrettanto importante concedersi il tempo di diventare sempre più consapevole di chi è e di ciò che vuole, senza vivere l'età come una scadenza. Forse il lavoro più interessante, anche con l'aiuto di un percorso psicologico se ne sente il bisogno, non è cercare semplicemente qualcuno che possa “salvarla”, ma costruire dentro di sé quella sensazione di stabilità e sicurezza che poi potrà condividere con un'altra persona. In questo modo, la futura relazione non sarà chiamata a colmare un vuoto, ma potrà diventare un luogo nel quale due persone già in cammino scelgono di accompagnarsi. Il suo passato può certamente aver influenzato il modo in cui oggi vive l'amore, ma non è una condanna né un copione che dovrà necessariamente ripetere. Conoscere queste dinamiche può permetterle di scegliere con maggiore libertà, senza rinunciare al suo desiderio di amare, essere amata e costruire una famiglia. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Psicologo clinico Perugia
Buongiorno. Nel suo racconto emerge un desiderio molto forte di essere amata, scelta e di costruire una famiglia. Questo desiderio, di per sé, non è qualcosa da correggere. Mi soffermerei però sulle parole “essere salvata” e “guidata”: possono essere un punto di partenza per comprendere cosa rappresenti per lei una relazione e cosa sente di poter trovare nell’altro. Il suo passato familiare e la perdita di sua nonna possono aver contribuito al modo in cui oggi vive il bisogno di sicurezza e appartenenza, senza però determinarlo. Potrebbe essere utile intraprendere un percorso psicologico per esplorare più profondamente il suo modo di vivere le relazioni, ciò che cerca nell’altro e ciò che desidera realmente per sé, così da poter costruire legami che non siano soltanto una risposta al bisogno di sentirsi “salvata”, ma uno spazio in cui sentirsi libera di essere se stessa. Se sente che questo tema la riguarda e desidera approfondirlo, può contattarmi: sarò disponibile a conoscerla e a valutare insieme se un percorso possa esserle utile.
Buongiorno, i bisogni che sentiamo sono spesso legati ed inscritti all’interno della nostra storia: si prenda lo spazio adeguato all’interno di un confronto con uno psicologo, se lo reputa necessario, per poter rispondere ad una domanda tanto importante e valida
Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta apertura una parte così importante della sua storia. Da ciò che racconta emerge il desiderio molto profondo di costruire una relazione stabile, sentirsi amata e creare quella famiglia che per lei rappresenta qualcosa di importante. Mi ha colpito in particolare il significato che attribuisce all’idea di essere “salvata” e guidata verso questo ideale di famiglia. Credo che possa essere interessante fermarsi proprio su questo punto, non per giudicarlo, ma per comprenderne l’origine e il significato personale. Quando nella propria storia familiare ci sono state esperienze di instabilità, conflitto o figure adulte vissute come poco rassicuranti, può accadere che il bisogno di sicurezza e di protezione diventi particolarmente forte e che, nelle relazioni, si cerchi qualcuno che possa finalmente offrire quella stabilità che è mancata. Questo non significa però che ci sia qualcosa di sbagliato nel desiderare una famiglia o nell’avere un forte bisogno d’amore. La domanda che può essere utile porsi è piuttosto: quanto delle mie scelte nasce da ciò che desidero davvero e quanto, invece, dal bisogno di sentirmi finalmente al sicuro, scelta e protetta? Anche il riferimento alle “sensazioni giuste” e alle scelte impulsive merita di essere approfondito. Una sensazione può essere autentica e importante, ma non sempre ci dice da sola quale sia la scelta migliore per noi. Imparare a riconoscere ciò che sentiamo, senza doverlo necessariamente trasformare subito in una decisione, può aiutare a conoscersi meglio e a costruire relazioni in cui sentirsi amata senza perdere il proprio spazio e la propria autonomia. La perdita di sua nonna, inoltre, sembra aver rappresentato la perdita di una figura affettiva molto significativa. Anche questo potrebbe avere un posto importante nella comprensione di ciò che oggi cerca nelle relazioni e del significato che attribuisce alla famiglia. Non credo quindi che la risposta sia semplicemente capire “che tipo di persona devo trovare”, ma iniziare a comprendere che cosa significa per lei sentirsi al sicuro, amata e scelta e come poter costruire tutto questo anche a partire da sé. È un percorso che può permettere di vivere le relazioni non come qualcosa che deve salvarci, ma come uno spazio in cui due persone possono scegliersi e sostenersi reciprocamente. Se sente il bisogno di approfondire queste dinamiche con qualcuno, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a dare un significato più chiaro alla sua storia e a ciò che oggi cerca nelle relazioni, con uno spazio tutto suo e senza giudizio.
La ringrazio per aver condiviso la sua storia e le riflessioni che sta facendo su di sè. Il desiderio di essere amata, di trovare una persona con cui sentirsi al sicuro e di costruire una famiglia può avere significati diversi. Allo stesso tempo, le esperienze vissute nella propria storia familiare possono influenzare il modo in cui si vivono le relazioni, ciò che si cerca nell'altro e il significato che si attribuisce all'idea di essere, usando le sue parole, “salvati” o guidati Non è però possibile stabilire con certezza, sulla base di questi elementi, quale sia l'origine di questo bisogno. Può essere interessante interrogarsi proprio su cosa rappresentino per lei l'amore, la famiglia, il sentirsi scelta e l'idea di incontrare “la persona giusta”, distinguendo ciò che nasce da un desiderio autentico da ciò che eventualmente risponde a bisogni più profondi legati alla propria storia. Sono domande importanti, che meritano tempo e uno spazio di riflessione, senza la necessità di arrivare subito ad una risposta. Un caro saluto
Buon pomeriggio, intanto grazie per la sua apertura. Ciò che lei descrive e che ha deciso di condividere qui è un pezzetto importante della sua storia che potrà far parte di una raccolta di informazioni utilissime e preziose che la aiuteranno a rispondere a questi suoi interrogativi. Questo momento in cui sente la necessità di approfondire certe tematiche potrebbe indicare che è giunto il tempo di approfondirle servendosi dell'aiuto di qualcuno specializzato. Buon Viaggio verso una nuova consapevolezza, ovunque la porti!
Il desiderio di essere amata, costruire una famiglia e diventare madre è assolutamente legittimo. Allo stesso tempo, il bisogno di essere “salvata” potrebbe meritare un approfondimento, soprattutto alla luce delle esperienze che racconta: crescere in un contesto segnato dall’instabilità e dall’aggressività di un genitore e perdere una figura così importante come sua nonna può influenzare il modo in cui si cerca sicurezza e protezione nelle relazioni. Il punto non è rinunciare al suo desiderio di famiglia, ma capire se nella ricerca di una persona accanto a sé sta cercando soprattutto un partner o qualcuno che possa colmare un bisogno di sicurezza e di guida. Anche l’idea che le scelte impulsive siano necessariamente quelle giuste può essere esplorata, senza dover mettere in discussione la sua capacità di amare. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio questi bisogni e a costruire relazioni in cui sentirsi amata senza dover essere “salvata”. Dott.ssa Janett Aruta Ricevo online su MioDottore e in studio a Palermo
Buongiorno a te. Hai centrato il tema principale: il bisogno profondo di essere salvata deriva dal tuo passato traumatico. Sogni "Lui che passa per caso e mi salva e mi condanna per sempre". Ti salva, il tuo Lui desiderato, ma in realtà ti condanna anche. Sai , quando abbiamo storie traumatiche alle spalle, legate alla nostra infanzia, cerchiamo inconsciamente qualcuno che ci salvi ma che ci faccia rivivere anche le nostre paure, le sensazioni sperimentate. Questo però ci espone ad ulteriori traumatizzazioni. Tu scrivi: "incontrare la persona giusta, essere amata, costruire una famiglia e diventare madre da giovane". Tocchi tanti temi, a me cari. Cerchi una vita futura che possa riparare i danni dell'infanzia. Diventare madre giovane. Perché? Per crescere con tua figlia o tuo figlio? Per leggere nei suoi occhi quello che tu avresti voluto leggere negli occhi dei tuoi genitori? Sappi che la madre, nei primi scambi visivi con il suo piccolo, mentre lo allatta, lo cambia o lo osserva, passa al bambino il suo amore ma anche i suoi vissuti. Bisogna aver risolto i traumi del passato per diventare un genitore "sufficientemente buono", capace di essere, esserci, comprendere, ascoltare, dare. Tu sei ancora in una "posizione " di figlia, che vuole ricevere, prendere. Lo scrivi: essere amata. Si ma anche essere capace di amare, questo é più difficile. Se vuoi , contattami, ne parliamo. Un caro saluto
Gentilissima, ciò che racconta mostra un vissuto personale ricco di esperienze significative, perdite e difficoltà, che possono aver influenzato il modo in cui oggi vive i legami e il desiderio di costruire una famiglia. Il bisogno di sentirsi amata, accolta e accompagnata è umano e comprensibile, ma non è necessario trovare subito una persona che “salvi” o dia una direzione alla propria vita. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio l’origine di questi bisogni, il significato che attribuisce alla coppia e alla maternità e il modo in cui le esperienze passate possono intrecciarsi con i suoi desideri attuali, favorendo una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie scelte.
Buongiorno,mi ha colpito molto la parola “salvata”. Considerando la storia che racconta, mi chiederei se il suo desiderio di costruire presto una famiglia non rappresenti anche il desiderio di creare finalmente qualcosa di stabile, sicuro e molto diverso dalla famiglia nella quale è cresciuta.Ha avuto un padre imprevedibile e aggressivo e una nonna che, al contrario, descrive come il suo grande punto di riferimento. Perdere proprio quella figura può aver reso ancora più forte il bisogno di ritrovare qualcuno che le restituisca quella sensazione di sicurezza.Il desiderio di innamorarsi, sposarsi e diventare madre non ha naturalmente nulla di sbagliato. Presterei però attenzione all'idea che la persona giusta possa “salvarla”. Quando desideriamo moltissimo che qualcuno riempia un vuoto, possiamo rischiare di innamorarci anche di ciò che immaginiamo quella persona possa darci, prima ancora di conoscerla davvero. Mi ha fatto riflettere anche quando parla delle scelte d'impulso. Le emozioni sono preziose, ma soprattutto nelle relazioni hanno bisogno anche di tempo. Sentire qualcosa di molto intenso non significa necessariamente conoscere già chi abbiamo davanti. Forse la domanda potrebbe essere questa: che cosa immagina che cambierebbe dentro di lei se domani incontrasse l'uomo con cui costruire quella famiglia che desidera tanto? Credo che approfondire questa domanda in un percorso psicologico potrebbe essere molto interessante. Non per ridimensionare il suo desiderio di famiglia, ma per permetterle di arrivarci sentendosi una donna che sceglie qualcuno, non una ragazza che ha bisogno che qualcuno la salvi. Un caro saluto, Dott.ssa Alina Mustatea Psicologa Clinica, Psicologa Giuridica e Psicodiagnosta
Gentilissima, il suo racconta tocca corde profonde e mostra grande capacità di guardarsi dentro. Nonostante la sua giovane, ha già dovuto attraversare tempeste emotive importanti. Quando cresciamo in contesti in cui la stabilità viene a mancare e i punti di riferimento vacillano, è del tutto normale sviluppare un profondo senso di incertezza. Il bisogno di essere salvata e guidata, che lei ritrova nella canzone, è la voce di quella bambina che ha dovuto fare i conti troppo presto con delle dinamiche familiari complesse prime del tempo, e che oggi cerca protezione, accudimento e sicurezza. Le decisioni di impulso di cui lei parla, posso essere interpretate come un tentativo di trovare risposte immediate a quel vuoto o a quell'ansia di futuro che a volte si fa sentire. Quando il passato è stato instabile, il presente e il futuro possono fare paura. Tuttavia, mi congratulo per il grande punto di forza che viene fuori leggendo il suo racconto: ha grande consapevolezza si sé e di capire il suo modo di vivere i sentimenti, e questo è già un importante passo verso la comprensione più profonda. Il passato non lo può riscrivere, ma il suo presente si. Non è necessario trovare un "salvatore" esterno: lei ha sé stessa, con i suoi sogni, il suo studio, i suoi obiettivi. Le auguro di trovare la stabilità che merita..
Ciao, quello che racconti è una storia importante, con esperienze che possono aver lasciato dentro di te sia ferite sia un forte desiderio di costruire qualcosa di diverso. Il desiderio di essere amata, di avere una relazione stabile e di diventare madre non è di per sé qualcosa che deve essere “spiegato” o corretto. Può però essere interessante chiedersi che significato abbia per te l'idea di essere “salvata” da qualcuno e quanto, dentro questo desiderio, ci sia anche il bisogno di sentirti finalmente al sicuro, scelta e accompagnata. Forse il punto non è capire se le scelte impulsive siano giuste o sbagliate, ma imparare a distinguere un desiderio autentico dalla necessità di riempire un vuoto o di trovare qualcuno che ci faccia sentire finalmente al riparo. Sono cose che a volte possono assomigliarsi molto. Anche il tuo passato può essere una chiave per comprendere questi desideri, senza però diventare una spiegazione che li determina. Potrebbe essere interessante partire proprio da qui: capire che tipo di amore hai conosciuto e che tipo di amore, oggi, desideri poter costruire per te. Un abbraccio, Dott.ssa Veronica De Iuliis
Buongiorno, quello che racconta mette insieme due aspetti importanti: da una parte una storia familiare segnata da instabilità, aggressività e perdita; dall’altra un desiderio molto forte di costruire qualcosa di stabile, sicuro e affettivamente affidabile. È possibile che il desiderio di una famiglia e di una persona che la “salvi” abbia anche un legame con ciò che è mancato o è stato fragile nel suo passato, ma non sarebbe corretto ridurre tutto a questo. Volere una relazione stabile, essere amata e diventare madre sono desideri legittimi. La domanda utile è capire quanto questi desideri siano liberi e quanto, invece, siano caricati del bisogno di riparare rapidamente una mancanza o di sentirsi finalmente al sicuro. Anche l’idea che, quando “le sensazioni sono giuste”, sia bene agire d’impulso merita attenzione. L’intensità emotiva può essere autentica, ma non sempre coincide con la compatibilità, l’affidabilità o la capacità dell’altro di costruire davvero una relazione stabile. Forse quindi il punto non è rinunciare al suo ideale di famiglia, ma chiedersi: “che cosa cerco davvero in una persona e quali segnali mi fanno sentire al sicuro?”. Questo può aiutarla a distinguere il desiderio di essere amata dal bisogno di essere salvata. La perdita di sua nonna, che descrive come una figura fondamentale, può inoltre aver reso ancora più forte il bisogno di ritrovare un legame stabile e protettivo. Se sente che questi temi incidono molto sulle sue scelte affettive, può essere utile approfondirli con uno psicologo, anche attraverso un colloquio online, per comprendere meglio il legame tra la sua storia e ciò che cerca oggi nelle relazioni. Un caro saluto.
Buongiorno, sono la Dott.ssa Morena, psicologa. Nel suo racconto ci sono esperienze molto importanti: una figura paterna che non è stata sicura per lei, la perdita di sua nonna, che invece rappresentava un punto di riferimento e protezione, e oggi un desiderio molto forte di costruire una famiglia diversa da quella che ha conosciuto. Non credo però che questo significhi necessariamente che il suo desiderio di essere amata e di diventare madre sia “causato” dal suo passato. Mi colpisce piuttosto quel suo bisogno di essere “salvata e guidata”: potrebbe essere interessante capire cosa rappresenta per lei quella persona che arriva, la sceglie e le dà finalmente quella sicurezza che forse è mancata in altri momenti della sua vita. Il desiderio di amare e costruire una famiglia è assolutamente legittimo; ciò che merita attenzione è che non diventi così urgente da farle confondere il desiderio di sentirsi al sicuro con quello di scegliere davvero una persona. Se sente che vorrebbe comprendere meglio queste dinamiche e il significato che hanno per lei, può scrivermi. Possiamo esplorarle insieme, con calma e senza giudizio.
Capisco quanto sia forte per te il desiderio di essere amata, costruire una famiglia e sentirti finalmente al sicuro, soprattutto considerando ciò che hai vissuto nella tua storia familiare e la perdita di tua nonna. Il bisogno di essere “salvata” potrebbe avere radici proprio nel desiderio di trovare quella stabilità e protezione che sono mancate in alcuni momenti della tua vita, ma non è detto che sia l'unica spiegazione. Più che cercare subito la persona giusta, potrebbe essere importante comprendere meglio questi bisogni e imparare a riconoscere ciò che nasce da un desiderio autentico da ciò che nasce da una ferita. Un percorso può aiutarti a fare questa chiarezza e a costruire relazioni più serene e consapevoli. Se vuoi, possiamo iniziare a lavorarci insieme.
Buongiorno, la ringrazio per aver raccontato con tanta chiarezza una parte così importante della sua storia. Nel suo racconto emergono esperienze molto diverse tra loro: un’infanzia segnata dall’instabilità e dall’aggressività paterna, la perdita della persona che rappresentava per lei un importante punto di riferimento e, contemporaneamente, il desiderio molto forte di costruire una propria famiglia. È comprensibile chiedersi se queste esperienze possano avere influenzato il modo in cui oggi vive l’amore. Non è possibile stabilire attraverso una descrizione online quale sia l’origine del suo bisogno di essere “salvata”, ma certamente vale la pena esplorarlo. Quando durante l’infanzia una figura importante non riesce a rappresentare pienamente sicurezza, protezione e stabilità, può accadere che da adulti si attribuisca un valore particolarmente forte all’idea di trovare qualcuno che possa finalmente offrire quella sicurezza che è mancata. Anche il desiderio di costruire una famiglia può assumere, in alcune persone, un significato che va oltre il semplice desiderio di maternità: può rappresentare appartenenza, stabilità, protezione e la possibilità di creare una storia diversa da quella vissuta. Questo, però, non significa che il suo desiderio di amare, sposarsi o diventare madre sia “sbagliato” o che debba necessariamente essere ricondotto alle esperienze dolorose del passato. Desiderare una famiglia è un desiderio assolutamente legittimo. La questione importante è capire da quale posizione nasce questo desiderio: dalla libertà di scegliere una persona con cui costruire qualcosa oppure dal bisogno che qualcuno arrivi a colmare una mancanza, a salvarla o a darle finalmente un senso di sicurezza. Anche la sua frase sulle scelte d’impulso merita attenzione. Le emozioni possono certamente essere una componente importante delle scelte affettive, ma una sensazione molto intensa non coincide necessariamente con la compatibilità o con la capacità di una persona di costruire una relazione sana. A volte ciò che percepiamo come “la persona giusta” può essere anche qualcosa che ci è particolarmente familiare, e non necessariamente ciò di cui abbiamo realmente bisogno. Potrebbe quindi essere interessante chiedersi: “Che caratteristiche dovrebbe avere una persona perché io possa sentirmi al sicuro con lei?”, “Come riconosco il rispetto e l’affidabilità?”, “Riesco a mantenere me stessa e i miei progetti anche quando mi innamoro?”, “Vorrei essere scelta oppure sento il bisogno che qualcuno venga a salvarmi?”. Il fatto che lei oggi si trovi in una fase di incertezza anche rispetto agli studi non significa che debba avere già tutte le risposte sulla propria vita. A 23 anni può essere prezioso concedersi il tempo di costruire progressivamente la propria identità, le proprie competenze, le proprie relazioni e anche l’idea di famiglia che desidera. Considerata la storia che racconta e l’importanza che per lei hanno la perdita di sua nonna e le esperienze vissute con suo padre, un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio molto utile per comprendere meglio questi legami e, soprattutto, per distinguere ciò che appartiene al suo desiderio autentico da ciò che potrebbe essere il tentativo di colmare antiche ferite. Non è necessario rinunciare al sogno di essere amata, costruire una famiglia e diventare madre. Al contrario, potrebbe essere proprio il lavoro su di sé ad aiutarla a costruire quel progetto in modo più libero, scegliendo un compagno non perché possa “salvarla”, ma perché insieme possiate scegliervi e costruire qualcosa che appartenga realmente a entrambi.
Buongiorno. Quello che ha scritto denota grande consapevolezza ma non è possibile, da queste poche righe, capire a fondo le sue dinamiche psicologiche e i significati che contengono. Un percorso psicoterapeutico, però, saprà sicuramente aiutarla in questo. Dott. Giuseppe Salciarini
Il desiderio di costruire una relazione stabile e una famiglia è del tutto comprensibile. La sua storia personale, segnata da instabilità familiare, aggressività e dalla perdita di una figura affettiva importante, può avere contribuito a rendere particolarmente forte il bisogno di sicurezza, protezione e appartenenza. Questo però non significa che il desiderio di essere “salvata” abbia un’unica spiegazione o che debba necessariamente guidare le sue scelte sentimentali. Può essere utile comprendere meglio quali bisogni cerca di soddisfare attraverso una relazione, distinguendo il desiderio di amare ed essere amata dal bisogno di trovare nell’altro una soluzione alle proprie ferite. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a esplorare questi aspetti con maggiore consapevolezza, senza giudicare il suo desiderio di famiglia ma rendendo le sue scelte affettive più libere e meno condizionate dal passato.
Buongiorno, grazie per aver condiviso una parte così importante della sua storia. Da quello che racconta emerge una ragazza che, nonostante le difficoltà vissute, ha costruito molto per sé e sta cercando di portare avanti il proprio percorso, anche in una fase di incertezza. Il desiderio di sentirsi “salvata”, protetta e accompagnata verso l'idea di una famiglia potrebbe, almeno in parte, essere comprensibile alla luce delle esperienze familiari che ha vissuto. Crescere con una figura paterna caratterizzata da problemi di alcol e comportamenti aggressivi può infatti influenzare il modo in cui, successivamente, si vive il bisogno di sicurezza, protezione e stabilità nelle relazioni. Questo non significa che il suo desiderio di amare, essere amata e costruire una famiglia sia sbagliato, né che debba necessariamente essere ricondotto al suo passato. Allo stesso tempo, anche se oggi si descrive come una persona in gamba e capace di andare avanti, questo non significa che le esperienze vissute durante l'infanzia non abbiano lasciato delle tracce nel suo modo di percepirsi e di vivere le relazioni. Potrebbe quindi essere molto utile approfondire questi aspetti in psicoterapia, cercando di comprendere meglio da dove nasce questo bisogno di essere “salvata” e quanto possa influenzare le sue aspettative e le sue scelte sentimentali. L'obiettivo non sarebbe rinunciare al desiderio di costruire una famiglia, ma arrivare a viverlo partendo da un senso di sicurezza e di scelta, piuttosto che dal bisogno che sia qualcun altro a colmare una mancanza o a salvarla. Rimango disponibile se desidera approfondire ulteriormente la situazione.
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso la sua storia con chiarezza e sincerità, quando si cresce in un contesto familiare caratterizzato da instabilità o carenze affettive, è molto comune sviluppare un forte desiderio di stabilità, protezione e sicurezza nel proprio futuro. Il bisogno di essere "salvata" o guidata, così come l'ideale di costruire una famiglia da giovane, può essere interpretato come una ricerca attiva di quell'equilibrio e di quella serenità che sono mancati in passato. La citazione musicale che ha inserito, pur essendo profonda, descriverebbe un rischio reale: affidarsi completamente all'idea di un "salvatore" o agire d'impulso i propri sentimenti può esporre a dinamiche relazionali sbilanciate, in cui si rischia di dipendere in modo eccessivo dall'altra persona. Il desiderio di amare ed essere amata è una risorsa bellissima. Tuttavia, per costruire una relazione solida e paritaria, può essere utile fare prima chiarezza dentro di sé. Un percorso di terapia potrebbe offrirle uno spazio neutrale e sicuro in cui elaborare le esperienze passate, rinforzare la sua autonomia personale e imparare a muoversi verso i suoi obiettivi di vita con maggiore sicurezza e serenità. Resto a disposizione. Un Cordiale Saluto Dott. Benedetto Saitta
Buongiorno a te, il tuo desiderio di essere amata, costruire una famiglia e diventare madre da giovane è legittimo e comprensibile, ma va letto insieme a tutta la tua storia. Crescere con un padre con alcolismo e comportamenti aggressivi insegna a stare in allerta e a cercare fuori una base sicura. La perdita della nonna, che è stata un pilastro, ha reso ancora più forte questo bisogno. Il verso di Ligabue che cita "mi salva e mi condanna per sempre" dice proprio questo: il desiderio di essere salvata da qualcuno. È un bisogno che nasce dal passato, non un difetto. Il punto di attenzione è qui: quando il bisogno di essere salvata è molto forte, possiamo sentire "giusta" una persona solo perché calma per un momento la solitudine, e decidere d'impulso. Ma una relazione dove uno salva e l'altro è salvato non è alla pari, e una scelta importante come una convivenza o una gravidanza presa sull'onda dell'emozione può diventare molto pesante, soprattutto mentre stai recuperando gli esami di Infermieristica. Il desiderio di famiglia ha bisogno di due cose insieme: emozione e tempo. Una relazione sana non condanna il "per sempre", ma deve far sentire libera e rispettata, libera anche di dire di no. C' è bisogno di lavorare sul distinguere: mi sento amata o mi sento salvata? Bisogna saper prendere il giusto e dovuto tempo delle scelte e soprattutto valorizzare le tue risorse. Questa è già capacità di prendersi cura. Buona giornata a te.
Salve, la ringrazio per aver condiviso con così tanta limpidezza e sensibilità la sua storia. La chiarezza con cui riesce a descrivere il suo vissuto dimostra già una grande capacità di introspezione, che è un punto di partenza prezioso per far luce sulle dinamiche che sente di vivere oggi. La sua domanda sul perché avverta un bisogno così profondo di essere "salvata" e di costruire presto una famiglia trova risposte molto chiare proprio nelle radici del suo passato. Ciò che descrive non è affatto casuale: L'infanzia con un padre fragile e aggressivo: Crescere accanto a una figura paterna segnata dall'alcolismo e dalla violenza priva un bambino della sensazione di protezione e sicurezza fondamentale. Spesso, chi cresce in contesti imprevedibili sviluppa da grande il desiderio profondo di "riscrivere la storia": creare presto una famiglia propria e ideale è un modo per costruire quell'ambiente sicuro, stabile e protetto che nell'infanzia è mancato. Il verso di Ligabue e il mito del "salvatore": Il bisogno di un partner che "passi e ci salvi" nasce dalla stanchezza di dover essere stati forti da soli per troppo tempo. Allo stesso tempo, la parola "condanna" nel verso che cita rivela un'intuizione importante: affidare interamente a un'altra persona la responsabilità della propria salvezza o felicità può trasformarsi in una trappola, portando ad accettare scelte d'impulso o persone non adatte pur di non stare sole. La perdita della nonna e il blocco negli studi: La nonna è stata la sua figura di accudimento e il suo vero pilastro sicuro. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto enorme che può aver accentuato il senso di solitudine e l'incertezza per il futuro, riflettendosi anche nella fatica che sta incontrando nel percorso universitario. Il desiderio di amare, diventare madre e costruire una famiglia è una meta bellissima e legittima. Tuttavia, il rischio delle "scelte d'impulso" guidate dalla fretta di essere salvata è quello di cercare un rifugio anziché un partner reale con cui costruire un legame paritario. Attraverso un percorso di supporto psicologico è possibile: Elaborare le ferite del passato e il lutto della nonna, per non dover più cercare nell'altro la protezione che le è mancata da bambina. Imparare a "salvarsi da sola": rafforzare la sua autostima e la fiducia nelle sue capacità, ritrovando serenità e continuità anche negli studi di Infermieristica. Scegliere un partner con consapevolezza e non per urgenza emotiva, per costruire una relazione sana, libera e duratura, basata sulla reciprocità e non sul bisogno. Lei ha già dentro di sé una grande forza e una profonda capacità di riflessione. Con il giusto supporto, potrà trasformare la ricerca di un "salvatore" nella consapevolezza di essere lei stessa l'architetto della propria felicità. Se sente il bisogno di parlarne e desidera iniziare ad affrontare questa situazione insieme, può prenotare una consulenza direttamente dal mio profilo o contattarmi in privato. Sarò felice di ascoltarla e di accompagnarla. Un caro saluto, Dott.ssa Veronica Cenci
Gentile utente, nella sua storia sembrano esserci esperienze importanti che possono aver contribuito a rendere particolarmente forte il desiderio di trovare una persona che possa rappresentare sicurezza, stabilità e una famiglia. La perdita di sua nonna, che descrive come una figura fondamentale, si inserisce inoltre in una storia familiare caratterizzata da instabilità e da esperienze dolorose. È comprensibile quindi che oggi il desiderio di costruire una famiglia possa avere per lei un significato molto profondo, forse non legato soltanto al desiderio di amare ed essere amata, ma anche a quello di trovare finalmente un luogo affettivo sicuro. Questo, però, non significa che ci sia qualcosa di “sbagliato” nel suo desiderio di diventare madre giovane o nel lasciarsi guidare dalle emozioni. Potrebbe essere utile, piuttosto, interrogarsi su cosa accade dentro di lei quando incontra qualcuno: quanto sta scegliendo quella persona per ciò che realmente è e quanto, invece, sta investendo in ciò che spera possa rappresentare per lei. Anche il bisogno di essere “salvata” merita di essere esplorato con delicatezza. Una relazione può certamente offrire sostegno e protezione, ma è importante che non diventi l'unico luogo in cui sentirsi al sicuro o dare un senso alla propria vita. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a comprendere questi legami tra il passato e il modo in cui oggi vive l'affettività, elaborare le esperienze dolorose e costruire gradualmente un'idea di relazione che non sia una ricerca di qualcuno che la salvi, ma l'incontro tra due persone che scelgono liberamente di costruire insieme. E forse può concedersi anche di non avere ancora tutte le risposte: a 23 anni non è affatto necessario avere già definito tempi e modalità della propria vita sentimentale e familiare. Il desiderio di una famiglia può rimanere un suo importante progetto, senza che debba trasformarsi in un'urgenza.
Salve, sicuramente aver avuto un'esperienza passata familiare così difficile influisce negativamente sulla sua componente emotiva poiché, quando in un nucleo è presente una problematica legata alla dipendenza da alcool, si creano inevitabilmente dinamiche disfunzionali che portano sofferenza. Non ci salva l'altra persona ma è giusto affermare di voler trovare un individuo che ci ama e ci completa, come è giusto desiderare una famiglia tutta sua. Consiglio sempre un sostegno/supporto psicologico dove, raggiungendo la propria consapevolezza sarà pronta ad accogliere persone nella sua vita e tra queste potrebbe esserci la persona giusta per lei
Buongiorno, ciò che racconta rende comprensibile che il desiderio di costruire una famiglia stabile e sentirsi amata abbia per lei un significato particolarmente importante. Sarebbe però riduttivo concludere automaticamente che derivi dal suo passato: potrebbe essere interessante esplorare quale significato attribuisce all’essere “salvata” e cosa immagina che una relazione possa offrirle. Dopo aver sperimentato instabilità familiare e una perdita così significativa, il desiderio di trovare qualcuno che rappresenti sicurezza, appartenenza e continuità può assumere un valore molto forte. Il rischio è che il bisogno di raggiungere quell’ideale porti a investire rapidamente in una persona prima di avere il tempo di conoscerla realmente. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla non a rinunciare al desiderio di amore e famiglia, ma a distinguere ciò che desidera costruire con qualcuno da ciò che spera che qualcuno possa colmare o “salvare” dentro di lei.
Buonasera. Il desiderio di incontrare una persona che ti ami, il progetto di una famiglia è assolutamente legittimo. Sarebbe interessante interrogarsi su ciò che rappresenta per te l'idea di essere "salvata". Forse è più un desiderio di sentirti scelta e accolta, bisogni più che comprensibili date le esperienze vissute. Certamente il tuo passato può aver lasciato un segno, può aver influenzato il tuo modo di vivere le relazioni, ma questo non significa che il tuo futuro sarà uguale. Un percorso psicologico potrebbe essere molto utile, uno spazio in cui comprendere meglio il legame che può esserci tra esperienze passate, bisogni e le aspettative future. Saluti.
Buongiorno, nel tuo racconto emerge un desiderio molto forte di costruire quella sicurezza e quella stabilità che sembrano essere mancate in alcuni momenti importanti della tua storia. È quindi comprensibile che l’idea di una relazione, di una famiglia e della maternità possa assumere per te un significato particolarmente intenso, non solo come desiderio d’amore, ma anche come possibilità di sentirti finalmente al sicuro e “a casa”. Questo però non significa che il tuo desiderio sia semplicemente una conseguenza del passato, né che ci sia qualcosa di sbagliato nel voler diventare madre giovane. Potrebbe essere interessante osservare cosa accade quando questo desiderio diventa molto urgente: quanto spazio rimane per conoscere realmente l’altra persona e tollerare l’incertezza inevitabile di una relazione, prima di attribuirle il ruolo di quella che potrebbe “salvarti”? Anche l’idea che le scelte d’impulso siano necessariamente quelle più autentiche merita forse di essere esplorata: una sensazione può essere intensa e autentica senza per questo dover diventare immediatamente una decisione. Più che cercare qualcuno che possa guidarti verso l’idea di famiglia che desideri, potrebbe essere importante costruire nel tempo la possibilità di sentirti stabile anche dentro di te, così da poter scegliere un partner non tanto per essere salvata, quanto per condividere con lui qualcosa che hai già iniziato a costruire. Sono disponibile per un colloquio online, saluti.
Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta apertura la sua storia e le domande che sta portando. Ci sono diversi aspetti importanti nel suo racconto: le esperienze familiari, la perdita di sua nonna, il percorso universitario e, in particolare, il desiderio di costruire una relazione stabile e una famiglia. Il desiderio di essere amata, di avere una relazione significativa e di diventare madre è assolutamente legittimo. Allo stesso tempo, può essere interessante approfondire che significato personale assume per lei l'idea di essere “salvata” da qualcuno e quanto questo desiderio sia collegato al bisogno di sentirsi protetta, riconosciuta o accompagnata. In Terapia,è possibile esplorare questi aspetti osservando, ad esempio, quali messaggi e convinzioni possono essersi sviluppati nel corso delle sue esperienze familiari e come questi possano influenzare oggi il modo in cui vive se stessa, le relazioni e le proprie scelte. Questo non significa stabilire automaticamente un legame di causa-effetto con il passato, ma comprendere meglio ciò che accade nel presente. Anche il tema delle decisioni “di impulso” merita uno spazio di riflessione: una scelta può essere sentita come autentica e importante, ma è altrettanto importante poter distinguere il desiderio, l'emozione del momento e ciò che realmente corrisponde ai propri bisogni e al proprio progetto di vita. Potrebbe quindi essere utile approfondire non soltanto il desiderio di incontrare “la persona giusta”, ma anche quale relazione desidera costruire, quale posto vuole avere al suo interno e quali risorse sente di possedere per costruire, nel tempo, la vita familiare che immagina. Il suo desiderio di comprendere meglio queste dinamiche può rappresentare già un punto di partenza importante. Un percorso di esplorazione potrebbe aiutarla a dare un significato più consapevole ai suoi bisogni e alle sue scelte, senza dover rinunciare al desiderio di amore e di famiglia che sente così profondamente. Saluti, Dott.ssa Donatella Valsi
Ciao, grazie per la fiducia. Le dinamiche familiari influenzano anche i nostri bisogni da adulti. In ciascuno di noi, tuttavia, sono presenti le risorse necessarie per poter fare in modo che il passato possa essere compreso e integrato nella nostra esistenza. Se lo ritieni opportuno, possiamo parlarne online oppure in presenza.
Gentile, La ringrazio di cuore per la fiducia, la delicatezza e la straordinaria lucidità con cui ha raccontato la sua storia. La sua capacità di collegare il suo desiderio d'amore e di famiglia al suo passato dimostra un'introspezione rara e preziosa, che rappresenta già il primo, fondamentale passo verso la sua serenità. La domanda che lei si pone — "da dove deriva questo bisogno profondo di essere salvata?" — merita una risposta attenta e piena di rispetto per il suo vissuto. Proviamo a comprendere insieme le radici psicologiche di questo sentire: 1. Il Padre Aggressivo e la Fame di Protezione Crescere in una famiglia segnata dall'alcolismo e dal timore dell'aggressività paterna significa aver vissuto un'infanzia in cui il senso di sicurezza è stato costantemente minacciato. Quando un padre (la prima figura maschile di riferimento) è fonte di paura anziché di protezione, nella bambina si sviluppa un bisogno profondo e inconscio di riscatto emotivo. Il desiderio di un uomo che "passa e mi salva" nasce dalla fame antica di trovare finalmente una figura maschile solida, buona e protettiva, che sia l'esatto contrario di ciò che è stato suo padre. 2. Il Lutto della Nonna e la Ricerca del "Nido Sicuro" La perdita di sua nonna materna — il suo grande pilastro e punto di riferimento — ha lasciato un vuoto d'amore incondizionato molto grande. Il suo forte desiderio di costruire subito una famiglia e diventare madre da giovane è la risposta del suo cuore a questo vuoto: è il bisogno di creare un "nido sicuro", un luogo protetto e privo di violenza dove poter offrire ai suoi futuri figli quell'infanzia serena e protetta che a lei è stata in parte negata. 3. Il Pericolo della "Scelta d'Impulso" e della Condanna Il verso di Ligabue che lei cita è d'illuminante bellezza, ma contiene anche un avvertimento clinico molto importante: "Lui che passa per caso e mi salva e mi condanna per sempre". Quando sentiamo un bisogno disperato di essere salvati o guidati, corriamo due rischi principali nelle relazioni: L'idealizzazione precoce: Seguire l'impulso iniziale pensando "è quello giusto" può portarci ad affidare il ruolo di "salvatore" a una persona conosciuta da poco, proiettando su di lui le nostre speranze anziché vederlo per chi è realmente. Il rischio della "condanna": Cercare un salvatore ci mette involontariamente in una posizione di vulnerabilità o dipendenza. Se ci leghiamo d'impulso per fuggire dalla solitudine o dal dolore del passato, rischiamo di rimanere incastrate in relazioni che non ci rispecchiano davvero. 4. Il Blocco negli Studi come Riflesso dell'Incertezza Anche la fatica che sta incontrando nel corso di Infermieristica si lega a questa stanchezza emotiva. Scegliere una professione d'aiuto ed essere indietro con gli esami risente spesso del peso dei traumi non elaborati: quando la mente è occupata a cercare sicurezza per la propria vita, trovare la concentrazione per lo studio diventa estremamente faticoso. Da dove ripartire oggi? Il suo desiderio di amare, di essere amata e di diventare madre è un progetto bellissimo e pieno di vita. Ma affinché questo sogno si realizzi in modo sano e duraturo, occorre invertire la rotta: Diventare la prima "salvatrice" di se stessa: Prima di affidare la sua vita e la sua protezione alle mani di un altro uomo, merita di curare le ferite lasciate dall'aggressività di suo padre e dal lutto di sua nonna. Imparare a scegliere senza la fretta dell'emergenza: Quando imparerà a sentirsi al sicuro da sola, non sceglierà più un partner per "bisogno di salvezza", ma per il piacere autentico di condividere la vita con qualcuno che la rispetta e la valorizza. Un invito al percorso terapeutico La sua richiesta è un bellissimo inizio. Intraprendere un percorso di psicoterapia individuale le permetterebbe di: Elaborare il trauma legato alla figura paterna e la dolorosa perdita della nonna; Ritrovare la concentrazione e la fiducia per completare il suo percorso universitario in Infermieristica; Costruire le basi emotive per scegliere un domani un partner sano, arrivando alla maternità non per fuggire dal passato, ma per celebrare il suo presente. Lei ha già dentro di sé tutta la sensibilità e la forza necessarie per costruirsi il futuro sereno che merita. Un cordiale saluto, Dott.ssa Antonella Guiducci
Gentile utente, grazie per aver condiviso una parte così significativa della sua storia. Da ciò che racconta, sembra che il desiderio di costruire una famiglia e di sentirsi amata occupi un posto molto importante nella sua vita, e credo sia prezioso che lei si stia interrogando sul significato più profondo di questo bisogno. Crescere in un contesto familiare segnato da aggressività e instabilità può influenzare il modo in cui, da adulti, immaginiamo l'amore e le relazioni. È possibile che il desiderio di una famiglia serena rappresenti anche il bisogno di trovare quella sicurezza e quella stabilità che in passato sono state messe a dura prova. La perdita di sua nonna, che descrive come un punto di riferimento fondamentale, potrebbe aver reso ancora più forte il desiderio di avere accanto qualcuno su cui poter contare. Naturalmente, sono aspetti da esplorare senza dare per scontato che il suo desiderio derivi necessariamente dal passato. Mi colpisce soprattutto l'immagine della persona che arriva e la salva. Mi chiederei che cosa significhi per lei essere salvata: sentirsi finalmente al sicuro, essere scelta e amata profondamente, avere qualcuno che la guidi oppure non dover più affrontare da sola le proprie incertezze. Comprendere questo potrebbe aiutarla a distinguere il desiderio autentico di condividere la vita con qualcuno dal bisogno che una relazione risolva le proprie fragilità. Anche il desiderio di diventare madre giovane e la sensazione che, quando si provano emozioni intense, sia giusto seguire l'impulso meritano uno spazio di riflessione. L'intuito può avere un valore importante, ma nelle relazioni è utile lasciare che, accanto alle emozioni, ci siano anche il tempo necessario per conoscere l'altra persona e la possibilità di capire se esistono davvero le basi per costruire un progetto condiviso. Il suo desiderio di amare e di creare una famiglia non è qualcosa da correggere. Può però essere importante esplorare come realizzarlo senza sentire che qualcuno debba necessariamente arrivare a salvarla. Una relazione sana può offrirci sostegno e sicurezza, ma non deve diventare l'unico luogo in cui trovare il nostro valore o la nostra stabilità. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio questi bisogni, elaborare le esperienze dolorose del passato e costruire una maggiore fiducia in sé, così da poter scegliere una relazione non soltanto perché le promette sicurezza, ma anche perché la fa sentire libera di essere se stessa.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.























