Salve, fatto test per la disbiosi, il valore indicano a 90 Che fermenti lattici usare? Va bene segui

Salve, fatto test per la disbiosi, il valore indicano a 90 Che fermenti lattici usare? Va bene seguire uno schema low fodmap?

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Salve. Prima di tutto, il valore 90 da solo è difficile da interpretare: nel referto bisogna capire se si riferisce a indicano, scatolo o a un indice complessivo, e quali sono i range del laboratorio. In molti test urinari per la disbiosi, un valore di indicano >80 viene classificato come disbiosi severa/importante. Riguardo ai fermenti lattici, non esiste un probiotico "giusto" per tutti i casi di disbiosi. La scelta dipende dai sintomi (gonfiore, diarrea, stipsi, dolore addominale), dall'eventuale presenza di SIBO, IBS, uso recente di antibiotici, ecc. In generale vengono spesso utilizzati ceppi di Lactobacillus e Bifidobacterium, ma sarebbe meglio orientarsi in base al quadro clinico completo. Per quanto riguarda la dieta Low FODMAP: può essere utile se hai gonfiore, meteorismo, dolore addominale o colon irritabile (IBS); non è necessariamente la dieta corretta per ogni persona con un test di disbiosi alterato; dovrebbe essere seguita per un periodo limitato e poi accompagnata da una fase di reintroduzione degli alimenti.

Dott. Consolato Mento

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Buon pomeriggio, Il valore 90 di un test per la disbiosi, senza conoscere metodica, intervalli di riferimento e quadro clinico, non è sufficiente per scegliere in modo mirato un fermento lattico. Questi esami vanno sempre interpretati dal professionista che li ha prescritti, insieme ai sintomi intestinali, all’alimentazione e alla storia clinica. In presenza di gonfiore, alvo alterato o sospetta sindrome dell’intestino irritabile, può essere ragionevole valutare un singolo probiotico alla volta per alcune settimane, monitorando l’andamento dei disturbi. In assenza di beneficio, non è in genere utile sovrapporre più prodotti; la scelta del ceppo è più importante del numero elevato di fermenti dichiarati in etichetta. L’approccio low FODMAP può aiutare alcune persone con sintomi compatibili con colon irritabile, ma dovrebbe essere temporaneo e strutturato in una fase di riduzione seguita da graduale reintroduzione degli alimenti, preferibilmente con la guida di un professionista. Eviterei restrizioni autonome molto prolungate, perché possono rendere l’alimentazione inutilmente povera e poco varia. Un cordiale saluto, Dott. Riccardo Pambira Biologo nutrizionista Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate


Buongiorno, un valore pari a 90 può suggerire un'alterazione della fermentazione intestinale, ma da solo non consente di diagnosticare una disbiosi né di scegliere il probiotico più adatto. Oggi il test che ha fatto ha un'utilità clinica piuttosto limitata e va sempre interpretato insieme ai sintomi. Comunque, per quanto riguarda i fermenti lattici, non esiste un prodotto "migliore" per tutti: la scelta dipende dai disturbi presenti (gonfiore, diarrea, stipsi, dolore addominale, ecc.). Inoltre, se è presente una proliferazione batterica del tenue (SIBO/IMO), alcuni probiotici possono inizialmente aumentare il gonfiore. Uno schema low-FODMAP può essere utile se soffre di sindrome dell'intestino irritabile o di gonfiore importante, ma dovrebbe essere seguito solo per un periodo limitato (4-6 settimane) e poi prevedere una graduale reintroduzione degli alimenti, preferibilmente con la guida di un professionista. Non è una dieta da mantenere a lungo. Prima di iniziare probiotici o restrizioni alimentari importanti, è consigliabile una valutazione gastroenterologica, soprattutto se il gonfiore è persistente, per escludere condizioni come sindrome dell'intestino irritabile, SIBO/IMO o altre cause. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordiali saluti Dott. Gianluca de Franchis Dottore in Dietologia e Dietetica Applicata a Palermo e Bagheria


Buongiorno, il valore di “90” va interpretato in relazione al tipo di test effettuato e al parametro analizzato, pertanto non è possibile indicare un probiotico specifico senza conoscere il referto completo. Anche la dieta low FODMAP non è automaticamente indicata sulla base di un test per la disbiosi, ma va valutata in relazione alla sintomatologia e al quadro individuale. È consigliabile quindi confrontarsi con un professionista che possa valutare il referto e impostare eventualmente un percorso nutrizionale personalizzato.


Gentile Paziente, il suo quadro caratterizzato da una disbiosi, indica un’alterazione quantitativa e funzionale del microbiota intestinale, causa di gonfiore, dolori e irregolarità evacuativa (stitichezza o diarrea). Per risolvere il problema, le confermo il protocollo Low-FODMAP associato a un'integrazione mirata: La Dieta Low-FODMAP prevede un'iniziale eliminazione (2-6 settimane) dei carboidrati fermentabili per risolvere l'infiammazione a livello intestinale, seguita da una graduale reintroduzione degli alimenti. È strettamente necessario tenere un diario dei sintomi (gonfiore, flatulenza, dolori) in ogni fase per reimpostare alla fine un'alimentazione normale ed equilibrata. Integrazione di base (Anti-gas): Consiglio Adomelle Bromatech, i cui ceppi selezionati supportano l'intestino e contrastano la fermentazione Per la Gestione dell'alvo (Linea ESI):In caso di stitichezza: Associare con Adomelle, ESI Le Dieci Erbe, per facilitare il movimento intestinale. In caso di diarrea: Nella fase acuta assumere solo ESI Fermental per risolvere la situaizone; una volta stabilizzato l'intestino, aggiungere Adomelle. Le raccomando di evitare il fai-da-te e di affrontare questo percorso con il supporto di un professionista per personalizzare il piano e le tempistiche. Cordiali Saluti.


Faccia valutare il test allo specialista, se verrà data indicazione a dieta low foodmaps sarà utile affidarsi ad un dietista


Buongiorno, un valore di indicano elevato, preso isolatamente, non permette di stabilire quali probiotici assumere né di diagnosticare con precisione la causa dei disturbi intestinali. Sconsiglierei quindi di scegliere autonomamente un fermento lattico semplicemente sulla base di quel numero. Anche la dieta Low-FODMAP può essere utile in determinate condizioni, soprattutto nella sindrome dell'intestino irritabile, ma dovrebbe essere utilizzata temporaneamente e con successive reintroduzioni, non come dieta restrittiva permanente. La scelta dovrebbe partire soprattutto dai sintomi, dalla storia clinica e dall'eventuale valutazione gastroenterologica e nutrizionale. Distinti saluti, Dr Luca Agostini

Dott. Luca Agostini

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Se ti riferisci al Disbiosi Test urinario è un risultato molto alto, sei sicuro/a? Nel caso devi sentire uno specialista in gastroenterologia.


Buongiorno Le confermo che la dieta low fodmap va bene per un periodo, per attenuare la fermentazione e ridurre i sintomi. Poi però è necessario riequilibrare l'alimentazione. Per l'assunzione degli integratori , bisogna prima regolarizzare l'ambiente intestinale , riducendo il gonfiore e solo quando l'intestino sta un pò meglio si possono assumere ceppi mirati non fermentativi come il Lactobacillus Rhamnosus, per ristabilire la flora intestinale in maniera sicura


Salve, un valore di indicano pari a 90 mg/l evidenzia una condizione di disbiosi fermentativa a livello dell'intestino tenue che merita un'attenzione strutturata. Tuttavia, è fondamentale fare una chiarezza indispensabile sul percorso da intraprendere. I fermenti lattici, per quanto utili in specifiche contestualizzazioni, non rappresentano una cura risolutiva, bensì un semplice supporto temporaneo. Assumerli senza aver prima corretto la causa alla base della disbiosi equivale a cercare di spegnere un incendio senza chiudere la fonte di combustibile: l'effetto sarà marginale e del tutto transitorio. In sintesi, butta via soldi e tempo. Per quanto riguarda la dieta Low FODMAP, si tratta di uno strumento terapeutico nutrizionale estremamente efficace, ma non è un regime "fai da te" né una soluzione permanente da approcciare in autonomia. Eliminare o reintrodurre cibi ad alto contenuto di FODMAP in modo non coordinato rischia di alterare ulteriormente e in modo profondo il microbiota e di compromettere la funzionalità intestinale nel lungo termine. Il primo ed essenziale passo da compiere non è l'acquisto di un integratore, ma l'affidamento immediato a un nutrizionista o medico specialista. Solo un professionista della nutrizione potrà strutturare una strategia alimentare personalizzata (inclusa l'eventuale e corretta applicazione a fasi della dieta Low FODMAP). Inoltre è indispensabile identificare ed eliminare le cause primarie che alimentano la disbiosi, nonché valutare se, quali e in che momento specifico inserire eventuali ceppi probiotici mirati per integrare il piano terapeutico. Nessun integratore o schema alimentare improvvisato potrà sostituire la guida di uno specialista e una dieta calibrata sulle sue specifiche esigenze. Nel suo caso è importante che fissi con un Nutrizionista o un Dietologo una consulenza per impostare un percorso concreto e risolutivo.


Buongiorno, In presenza di un valore di indicano così elevato, integrare fermenti lattici a caso può essere controproducente o peggiorare il gonfiore e la fermentazione. Prima di inserire i probiotici giusti (che vanno selezionati in base ai ceppi specifici e alla situazione clinica) e la giusta terapia nutrizionale è opportuno valutare la situazione clinica nel complesso. Le consiglio di affidarsi ad un professionista ed evitare il fai da te. Resto a disposizione. Saluti Dr. Luca Bennali

Dott. Luca Bennali

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Campi Bisenzio

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Un valore così alto indica marcata fermentazione proteica che in generale suggerisce una disbiosi significativa. Consiglio di :1) Parlare con un professionista per scegliere il ceppo più adatto alla sua situazione. 2)Usare la low FODMAP come fase di riduzione dei sintomi, non come protocollo definitivo. 3)Valutare anche motilità, stress, qualità del sonno, eventuali intolleranze, perché influenzano molto la fermentazione.


il TUO VALORE è MOLTO ALTO: è una grave disbiosi. Sicuramente l'eliminazione dei carboidrati è il primo punto importante 2) eliminazione dello stress cambiando il proprio atteggiamento mentale verso gli stressors, oltre alla meditazione, la mindfulness, ecc.... 3) sono frequenti i casi di leaky gut con conseguenze disastrose a livello di autoimmunità 4) l'equilibrio del microbioma comporta un potente ausilio per l'asse Psico-neuro-endocrino- metabolico 5) stile di vita: fitness, sonno, relazioni e aspetto spirituale sono estremamente essenziali. Altro che fermenti lattici e low fooodmap. Auguroni:))


Buongiorno, dovrebbe rivolgersi ad un nutrizionista esperto che possa capire le motivazioni di questa alterazione, in modo da consegnarle una dieta adeguata. Mettersi a fare da soli una dieta low fodmap associandola a probiotici a caso, può essere peggiorativo oltre che a mandarla in carenza nutrizionale.


Signore…. Devo rispondere SI alla sua domanda, perché il valore di 90 (presumibilmente espresso in ppm di idrogeno o metano all'interno del tracciato del breath test al lattulosio) indica una forte positività per SIBO (Sovracrescita Batterica nell'Intestino Tenue) o una fermentazione accelerata. Quindi le hovrisposti Sì, ma con delle precisazioni da fare: Lo schema Low FODMAP è un'ottimo strumento ai fini di ridurre la fermentazione intestinale, alleviare il gonfiore, dolore e alterazioni dell'alvo. Tuttavia, nei casi di SIBO con valori elevati, la dieta Low FODMAP da sola non è risolutiva: serve a controllare i sintomi e a "spegnere" l'eccesso di substrato di fermentabile per i batteri, ma va inserito all'interno di un percorso mirato che preveda: Una fase iniziale di restrizione mirata, l'eventuale supporto medico/farmacologico (es. antibiotici specifici non assorbibili come la rifaximina o protocolli fitoterapici antimicrobici), ed una graduale reintroduzione degli alimenti per evitare restrizioni prolungate che danneggerebbero il microbiota sano. La gestione dei probiotici in presenza di SIBO richiede cautela: evitare i ceppi lattici ad alta fermentazione o lattobacilli generici nelle primissime fasi acute, poiché in presenza di una sovracrescita nel tenue rischiano talvolta di alimentare ulteriormente il sintomo del gonfiore.


Salve. Un valore alterato in un test per la disbiosi non è sufficiente, da solo, per scegliere un probiotico specifico né per decidere una dieta low FODMAP. La scelta dipende soprattutto dai sintomi, dalla loro durata, dall’alimentazione abituale e dall’eventuale presenza di diagnosi gastrointestinali. Anche la dieta low FODMAP può essere utile in alcuni casi, soprattutto in presenza di gonfiore, dolore addominale e sindrome dell’intestino irritabile, ma non dovrebbe essere seguita in modo rigido o prolungato senza una fase successiva di reintroduzione, perché rischia di ridurre inutilmente la varietà alimentare. Per quanto riguarda i fermenti lattici, non esiste un prodotto “per la disbiosi” valido per tutti: ceppi, dosaggi e durata vanno scelti in base al quadro clinico, non soltanto al risultato del test. Le consiglierei quindi di far valutare insieme sintomi, alimentazione e referto completo prima di iniziare integrazioni o restrizioni.

Dott.ssa Donatella Fabbro

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biologo nutrizionista

Faenza

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buonasera; la soluzione non è la FODMAP e nemmeno assumere fermenti. Senza sistemare il terreno organico non attecchirebbero. Va fatto un lavoro di ripristino graduale tramite dieta specifica e nutraceutici a dosi funzionali. Se necessita di una consulenza mi contatti pure. Un caro saluto

Dott.ssa MARA BESACCHI

Dott.ssa MARA BESACCHI

biologo nutrizionista

Vittoria

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Un valore alterato in un test per la disbiosi, preso isolatamente, non è sufficiente per stabilire quali fermenti lattici/probiotici utilizzare. La scelta di un eventuale probiotico dovrebbe essere fatta considerando soprattutto i sintomi, la storia clinica e una valutazione medica. Anche la dieta low FODMAP non è un trattamento generico della disbiosi. Può essere utile soprattutto in alcune persone con sindrome dell’intestino irritabile e sintomi come gonfiore, dolore addominale o alterazioni dell’alvo, ma la fase di restrizione dovrebbe essere temporanea e seguita dalla graduale reintroduzione degli alimenti, preferibilmente con la supervisione di un professionista. Pertanto, prima di iniziare fermenti o una dieta restrittiva, sarebbe opportuno interpretare il risultato del test nel contesto dei sintomi e della situazione clinica complessiva.

Dott.ssa Arianna Carretta

Dott.ssa Arianna Carretta

nutrizionista

Torri di Quartesolo

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Prima di seguire dei protocolli come la low fodmap è sempre meglio sentire il parere di uno specialista sul tema. Saluti


Gentile utente, prima di scegliere un probiotico sarebbe importante capire che tipo di test per la disbiosi è stato effettuato e cosa significa esattamente il valore 90, perché il semplice dato numerico non permette di stabilire quale fermento lattico utilizzare. Inoltre, i test commerciali per la cosiddetta “disbiosi” non sono generalmente sufficienti, da soli, per diagnosticare un'alterazione del microbiota o indicare uno specifico probiotico. Per quanto riguarda i probiotici, non esiste un prodotto universalmente migliore: l'effetto dipende dal ceppo, dalla dose e soprattutto dai sintomi presenti. Se si decide di provarne uno, è preferibile utilizzare un solo prodotto alla volta per almeno 4 settimane, monitorando gonfiore, alvo, dolore e altri sintomi, invece di cambiare frequentemente prodotto. La dieta Low FODMAP, invece, può essere utile soprattutto quando sono presenti sintomi compatibili con la sindrome dell'intestino irritabile, come gonfiore, dolore addominale, meteorismo, diarrea o stitichezza. Non la imposterei però semplicemente sulla base del valore "90" del test. Inoltre, non è una dieta da mantenere indefinitamente: la fase iniziale dura generalmente 2-6 settimane, seguita dalla reintroduzione graduale degli alimenti per individuare le proprie tolleranze. Quindi, prima di scegliere il probiotico o impostare una Low FODMAP, sarebbe utile conoscere quale test ha fatto, il valore completo del referto e quali sintomi intestinali presenta. In questo modo si può capire se è realmente indicata una strategia di questo tipo, evitando eliminazioni alimentari non necessarie. Resto a disposizione per una consulenza nutrizionale personalizzata.


Ciao, hai una disbiosi fermentativa, va benissimo il protocollo low fodmap. Io ti consiglio Masurota è un integratore a base di probiotici e prebiotici (inulina)è brevettato dal policlinico di Roma Gemelli, una compressa la sera.


Salve, per poter interpretare correttamente il risultato sarebbe necessario visionare il referto completo. Il valore “90”, preso singolarmente, non è infatti sufficiente: occorre conoscere quale parametro è stato analizzato, l’unità di misura e i valori di riferimento del laboratorio. Anche l’eventuale utilizzo di probiotici dovrebbe essere valutato in relazione al risultato complessivo e, soprattutto, ai sintomi presenti. Per quanto riguarda la dieta Low FODMAP, non è consigliabile intraprenderla autonomamente sulla base del solo risultato di un test per la disbiosi. Si tratta di un protocollo dietetico specifico, indicato in particolari condizioni e da impostare correttamente. Se desidera, può riportare il referto completo e descrivere brevemente i disturbi gastrointestinali presenti, così da poterle fornire un’indicazione più precisa.


Gentile paziente, un singolo valore di indicano elevato non è sufficiente, da solo, per stabilire quale probiotico assumere o impostare automaticamente una dieta Low FODMAP. Prima di intervenire sarebbe importante valutare il quadro completo, soprattutto i sintomi presenti e l'eventuale presenza di altre problematiche gastrointestinali. La dieta Low FODMAP può essere utile in alcune situazioni, ma non dovrebbe essere seguita a lungo termine né impostata autonomamente. Anche la scelta dei fermenti lattici dovrebbe essere personalizzata: non esiste un probiotico universalmente migliore per la “disbiosi”. Le consiglierei quindi di confrontarsi con un gastroenterologo e con un professionista della nutrizione che possa valutare il suo caso nel complesso. Un saluto.


Buongiorno, il test per la disbiosi che ha eseguito misura quasi certamente indicano e scatolo nelle urine. E' un esame utile come primo campanello d'allarme, ma poco specifico: un valore alterato conferma che c'e' una disbiosi e indica solo in modo approssimativo se e' di tipo fermentativo o putrefattivo. Non dice quali batteri sono in eccesso, quali mancano e quanto e' ridotta la diversita' del microbiota. Per questo, con un valore di 90, non e' possibile indicare a distanza quale fermento lattico usare: si rischierebbe di assumere un prodotto generico che non risolve il problema. L'esame corretto per rispondere alla Sua domanda e' il test del microbiota su feci, che analizza il DNA dei batteri intestinali e restituisce il quadro completo. Si puo' eseguire in qualsiasi laboratorio che lo offra, con un campione raccolto a casa. Il referto pero' e' complesso e va letto da un Biologo Nutrizionista o da un medico preparato sul microbiota: solo cosi' si possono impostare una dieta mirata e, se servono, probiotici di precisione, cioe' i ceppi giusti per il Suo caso specifico. Sulla dieta low FODMAP: non la consiglio come scelta autonoma. E' un protocollo terapeutico, da seguire per un periodo limitato e con reintroduzioni guidate, solo quando il quadro lo richiede. Fatta a lungo senza controllo toglie ai batteri buoni le fibre di cui si nutrono e puo' peggiorare proprio la disbiosi che si vuole curare. In sintesi: esegua il test del microbiota e si faccia seguire per l'interpretazione e il piano alimentare. Resto a disposizione per una valutazione. Dott. Amro Ashmawy Biologo Nutrizionista


Buongiorno, prima di indicare dei fermenti lattici sarebbe necessario sapere che tipo di test per la disbiosi è stato eseguito e cosa rappresenta esattamente quel valore di 90, perché il numero da solo non è sufficiente per stabilire quale probiotico utilizzare. Anche la dieta low-FODMAP non è da seguire automaticamente in caso di “disbiosi”: è un protocollo che può essere utile soprattutto in presenza di determinati disturbi intestinali, ma va impostato per un periodo limitato e con una successiva reintroduzione degli alimenti.


il valore “90” da solo non permette di stabilire quale probiotico assumere. Bisognerebbe sapere che tipo di test per la disbiosi è stato eseguito, quali sono le unità di misura e soprattutto il referto completo. I test commerciali della “disbiosi” o del microbiota, infatti, non hanno sempre un significato clinico ben definito e non esiste un probiotico standard da usare in base a un determinato valore. L'efficacia dei probiotici dipende molto dal ceppo specifico, dal disturbo e dai sintomi; attualmente non ci sono prove sufficienti per indicare un unico probiotico valido per tutti.


Salve, il quadro disbiotico va analizzato attentamente e confrontato con un'anamnesi specifica delle abitudini alimentari e del quadro clinico. Solo dopo queste valutazioni è possibile valutare le strategie da attuare in termini di fermenti lattici (o probiotici). La dieta è sicuramente la chiave (i probiotici da soli possono essere controproducenti) ma lo schema low fodmap si attua con determinati sintomi e sensibilità e mai a priori


Si rivolga direttamente ad uno specialista


si, una dieta low foodmap ha senso come intervento temporaneo per gestire i sintomi, ma non rappresenta la cura diretta della disbiosi.


Buongiorno! Il valore “90” da solo non permette di diagnosticare una disbiosi né di scegliere un probiotico: occorrono il nome esatto del test, il metodo, l’unità di misura, l’intervallo di riferimento e soprattutto i sintomi. I test commerciali del microbiota non sono attualmente sufficienti, da soli, per stabilire una terapia; profili diversi possono anche dare risultati non concordanti. La low-FODMAP non dovrebbe essere iniziata solo perché il test indica “90”. Può aiutare se presenta sintomi come: gonfiore, dolore addominale, meteorismo e alterazioni dell’alvo, ma se protratta o condotta senza guida può ridurre fibre e bifidobatteri e favorire carenze o restrizioni eccessive. Non esiste un probiotico valido per tutti e non è corretto sceglierlo in base al solo indice di disbiosi. Se il medico decide di fare una prova, è preferibile usare un solo prodotto con ceppi chiaramente identificati, per un periodo limitato, monitorando gonfiore, dolore e alvo; va sospeso se peggiora i sintomi o se non produce beneficio.

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