Dott.
Gianluca de Franchis
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Sono il dott. Gianluca de Franchis, Specialista in nutrizione clinica e patologie metaboliche, aiuto i miei pazienti a raggiungere il benessere attraverso percorsi personalizzati e basati su evidenze scientifiche. Esperienza consolidata: Dal 1999 al 2003 ho collaborato con il reparto di Diabetologia del Policlinico di Palermo. Ho lavorato presso centri medici specializzati e da oltre vent'anni sono titolare degli studi di Palermo e Bagheria. Competenze certificate: Iscritto all'Albo TSRM PSTRP Palermo (n. 5/2018). Formazione continua su nutrizione clinica, diabete, obesità, disturbi metabolici e performance sportiva. Il mio metodo: Ascolto, personalizzazione ed evidenze scientifiche. Non esistono diete standard: ogni piano alimentare nasce dalle tue esigenze specifiche
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Dieta personalizzata
Da 0 € -
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Prima visita dietologica
Da 152 € -
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Visita dietistica
Da 32 € -
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Visita Dietologica
Da 152 € -
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Analisi dello stato nutrizionale
Prestazione gratuita -
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Recensioni
1 recensione
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Anonimo
Il dott De Franchis è riuscito a farmi perdere 15 chili in meno di 3 mesi! Dite quello che volete ma per me è un grande! Lo ringrazierò finché vivrò!
• Studio Privato • Dovevo perdere peso •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 171 domande da parte di pazienti di MioDottore
salve gentili dottori
salve gentili dottori ...
Vorrei un vostro parere.
Io oggi ho visto un video di una nutrizionista che diceva che le diete causano obesità e disturbi alimentari ( binge eating ) … io quando sono stata curata da una nutrizionista per DCA lei mi ha dato NO una dieta ma dei pasti programmati… mi fece una programmazione dei pasti dal lunedì alla domenica e preciso che non era una programmazione drastica anzi … però non so … vedo ragazze che sono guarite dal binge facendo un alimentazione e andando in palestra e hanno perso peso e ritrovato un sano rapporto con il cibo però sempre in alimentazione hanno seguito e mangiando sano
Ovviamente a me di base c’è anche una ossessività un disturbo ossessivo compulsivo e cambi di umore e idee ….. voglio dire non c’è un problema solo alimentare m anche psicologico , familiare , ed emozionale etc….
In generale, per me la parola dieta è sbagliata perché non deve essere una cosa drastica ! Ci deve essere una programmazione dei pasti che non deve essere drastica ovviamente ma comunque per me sempre una programmazione è dato che la nutrizionista mi diceva di rispettare i pasti e non sfogare con la fame emotiva ! Quindi per me questo è seguire una dieta !
Non capisco … anche per quanto riguarda la differenza tra cibo sano e cattivo ovviamente non c’è per me ma comunque per chi ha un obesità / sovrappeso + soffre di binge si deve seguire una dieta ? Voi come la pensate ?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno! Il suo ragionamento è giusto: una programmazione dei pasti non è necessariamente una dieta restrittiva, e nelle persone che soffrono di binge eating può essere proprio uno strumento utile per recuperare regolarità alimentare. Il problema non è la parola dieta, ma come viene impostato il percorso e quale rapporto con il cibo favorisce.
In presenza di binge eating, una programmazione alimentare può aiutare per esempio a evitare di saltare i pasti e arrivare a tavola con una fame eccessiva o ridurre il ciclo restrizione-abbuffata-senso di colpa e successivamente a riconoscere la fame fisica e distinguerla, per quanto possibile, dalla fame emotiva e infine a recuperare una routine senza dover decidere continuamente cosa e quanto mangiare.
Questo non significa che qualsiasi dieta sia adatta: una restrizione calorica rigida, il divieto assoluto di determinati alimenti o l'obbligo di compensare ciò che si è mangiato possono alimentare il problema in alcune persone. In persone con binge eating la priorità iniziale è generalmente ridurre le abbuffate e stabilizzare il comportamento alimentare. Un eventuale percorso di dimagrimento va valutato individualmente, senza compromettere il recupero, preferibilmente con un'équipe che conosca i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Anche l'attività fisica può essere utile, purché non diventi uno strumento per compensare il cibo o punirsi per aver mangiato.
Infine, condivido un altro punto del suo ragionamento: il binge eating non dipende soltanto dall'alimentazione. Possono contribuire fattori emotivi, psicologici, familiari e ambientali. Se sono presenti anche ossessività, pensieri intrusivi o cambiamenti dell'umore, è importante affrontare questi aspetti con un professionista della salute mentale. La vera differenza non è tra dieta e non dieta, ma tra un percorso che aumenta rigidità e paura del cibo e uno che aiuta a ritrovare regolarità, serenità e autonomia alimentare.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti
Dott. Gianluca de Franchis
Dottore in Dietologia e Dietetica Applicata a Palermo e Bagheria
Buonasera, ho eseguito gli esami sangue c/o AVIS, risultano i seguenti valori: Glucosio 93 mg/dL Hb
Buonasera, ho eseguito gli esami sangue c/o AVIS, risultano i seguenti valori:
Glucosio 93 mg/dL
HbA1c glicata 44 mmol/mol
Come mi consiglia di procedere per ridurre il valore della glicata?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. HbA1c 44 mmol/mol corrisponde a circa 6,2%. È un valore nel range del prediabete, mentre il glucosio a digiuno di 93 mg/dL è normale. In genere il range di prediabete è 42–47 mmol/mol (6,0–6,4%), mentre il diabete viene diagnosticato da 48 mmol/mol (6,5%), con le opportune conferme diagnostiche. Quindi non ha il diabete, ma sarebbe opportuno intervenire per cercare di riportare la glicata sotto 42 mmol/mol.
Cosa fare dipende soprattutto da peso, alimentazione e attività fisica. Così, se è in sovrappeso, anche una riduzione del 5% del peso può avere un beneficio metabolico significativo; preferire carboidrati integrali e ricchi di fibra, legumi, verdura e frutta intera; limitare bevande zuccherate, dolci, prodotti molto raffinati e alimenti ultraprocessati; distribuire i carboidrati nei pasti, evitando grandi quantità concentrate in un'unica occasione; aumentare l'attività fisica: idealmente almeno 150 minuti/settimana di attività moderata, associando esercizi di forza. L'attività fisica migliora anche la sensibilità all'insulina.
Non cercherei quindi di abbassare la glicata eliminando completamente i carboidrati o ricorrendo (come molti suggeriscono erroneamente) alla chetogenica: un'alimentazione mediterranea ben impostata è assolutamente adeguata. Dato che la glicata riflette mediamente la glicemia degli ultimi 2-3 mesi, avrebbe senso ripeterla dopo circa 3 mesi per vedere concretamente l'effetto delle modifiche. Ovviamente, i dati (età, altezza, peso, circonferenza vita e se fa attività fisica) aiuterebbe a capire più concretamente quanto è rilevante quel 44 mmol/mol nel suo caso e quali sarebbero i primi 3-4 interventi alimentari su cui lavorerei.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti
Dott. Gianluca de Franchis
Dottore in Dietologia e Dietetica Applicata a Palermo e Bagheria
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