Dott.
Gianluca de Franchis
Dietologo
·
Dietista
Nutrizionista
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Esperienze
Sono il dott. Gianluca de Franchis, Specialista in nutrizione clinica e patologie metaboliche, aiuto i miei pazienti a raggiungere il benessere attraverso percorsi personalizzati e basati su evidenze scientifiche. Esperienza consolidata: Dal 1999 al 2003 ho collaborato con il reparto di Diabetologia del Policlinico di Palermo. Ho lavorato presso centri medici specializzati e da oltre vent'anni sono titolare degli studi di Palermo e Bagheria. Competenze certificate: Iscritto all'Albo TSRM PSTRP Palermo (n. 5/2018). Formazione continua su nutrizione clinica, diabete, obesità, disturbi metabolici e performance sportiva. Il mio metodo: Ascolto, personalizzazione ed evidenze scientifiche. Non esistono diete standard: ogni piano alimentare nasce dalle tue esigenze specifiche
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Prestazioni e prezzi
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Dieta personalizzata
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Dieta per sportivi
Prestazione gratuita -
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Visita nutrizionale di controllo
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Visita nutrizionale
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Visita di controllo
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Recensioni
1 recensione
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Il tuo account è stato eliminato
Il dott De Franchis è riuscito a farmi perdere 15 chili in meno di 3 mesi! Dite quello che volete ma per me è un grande! Lo ringrazierò finché vivrò!
• Studio Privato • Dovevo perdere peso •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 170 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera, ho eseguito gli esami sangue c/o AVIS, risultano i seguenti valori: Glucosio 93 mg/dL Hb
Buonasera, ho eseguito gli esami sangue c/o AVIS, risultano i seguenti valori:
Glucosio 93 mg/dL
HbA1c glicata 44 mmol/mol
Come mi consiglia di procedere per ridurre il valore della glicata?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. HbA1c 44 mmol/mol corrisponde a circa 6,2%. È un valore nel range del prediabete, mentre il glucosio a digiuno di 93 mg/dL è normale. In genere il range di prediabete è 42–47 mmol/mol (6,0–6,4%), mentre il diabete viene diagnosticato da 48 mmol/mol (6,5%), con le opportune conferme diagnostiche. Quindi non ha il diabete, ma sarebbe opportuno intervenire per cercare di riportare la glicata sotto 42 mmol/mol.
Cosa fare dipende soprattutto da peso, alimentazione e attività fisica. Così, se è in sovrappeso, anche una riduzione del 5% del peso può avere un beneficio metabolico significativo; preferire carboidrati integrali e ricchi di fibra, legumi, verdura e frutta intera; limitare bevande zuccherate, dolci, prodotti molto raffinati e alimenti ultraprocessati; distribuire i carboidrati nei pasti, evitando grandi quantità concentrate in un'unica occasione; aumentare l'attività fisica: idealmente almeno 150 minuti/settimana di attività moderata, associando esercizi di forza. L'attività fisica migliora anche la sensibilità all'insulina.
Non cercherei quindi di abbassare la glicata eliminando completamente i carboidrati o ricorrendo (come molti suggeriscono erroneamente) alla chetogenica: un'alimentazione mediterranea ben impostata è assolutamente adeguata. Dato che la glicata riflette mediamente la glicemia degli ultimi 2-3 mesi, avrebbe senso ripeterla dopo circa 3 mesi per vedere concretamente l'effetto delle modifiche. Ovviamente, i dati (età, altezza, peso, circonferenza vita e se fa attività fisica) aiuterebbe a capire più concretamente quanto è rilevante quel 44 mmol/mol nel suo caso e quali sarebbero i primi 3-4 interventi alimentari su cui lavorerei.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti
Dott. Gianluca de Franchis
Dottore in Dietologia e Dietetica Applicata a Palermo e Bagheria
Salve! Ho iniziato da circa due settimane la dieta per aumentare peso, essendo un po’ sottopeso, dop
Salve! Ho iniziato da circa due settimane la dieta per aumentare peso, essendo un po’ sottopeso, dopo mangiato da ieri mi vengono i conati, da cosa può dipendere?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, può dipendere anche semplicemente dal cambiamento alimentare. Se da circa due settimane sta mangiando di più per aumentare di peso, è possibile che porzioni più abbondanti, pasti più calorici o più grassi/proteici abbiano aumentato temporaneamente la sensazione di pienezza e nausea. Anche reflusso o indigestione possono dare conati dopo il pasto.
Per il momento proverei a non introdurre grandi quantità in un unico pasto; distribuire le calorie in 5-6 pasti più piccoli; mangiare lentamente; evitare temporaneamente pasti molto grassi; non sdraiarsi subito dopo aver mangiato.
Non significa necessariamente che la dieta per aumentare peso sia sbagliata: eventualmente si può aumentare l'apporto calorico più gradualmente, usando alimenti energetici ma facilmente tollerabili. Essendo però un sintomo nuovo, se i conati continuano per diversi giorni, diventano frequenti, compaiono vomito, dolore addominale, forte sazietà precoce o continua perdita di peso, è opportuno parlarne con il medico.
È chiaro che avrei bisogno di sapere che cosa mangia in una giornata tipo e da quando ha iniziato la dieta per aumentare peso, per magari, individuare quali alimenti o pasti potrebbero più facilmente provocarle questi conati.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti
Dott. Gianluca de Franchis
Dottore in Dietologia e Dietetica Applicata a Palermo e Bagheria
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