Ho subito un grave lutto di recente, è venuta improvvisamente a mancare mia madre. Non è la prima pe

42 risposte
Ho subito un grave lutto di recente, è venuta improvvisamente a mancare mia madre. Non è la prima persona cara che perdo ma stavolta sento di non essere in grado di elaborare i sentimenti che sto provando e provo una grande confusione. Questo evento mi ha scombussolato e mi ha fatto entrare in un loop dove mi ritrovo spesso a fare riflessioni sul senso della vita, sulla morte, o su come dopo che mamma se ne è andata è cambiato tutto.
Non so che fare per smuovermi da questo punto. Grazie per i vostri consigli.
Dott.ssa Silvia Nava
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Brugherio
Buongiorno, leggo nelle sue parole il dolore, mi dispiace per la sua perdita. Quando muore una persona così vicina, non si perde soltanto lei: cambia l’intero paesaggio intorno a noi. È come se il terreno stesso si fosse spostato sotto i piedi.
La confusione che avverte non è segno di debolezza, ma testimonianza del fatto che è stata toccata nel profondo. Non esiste un modo “giusto” di reagire: il dolore chiede di essere attraversato, non di essere aggirato.
Se si ritrova spesso a riflettere sulla vita e sulla morte, sappia che queste domande accompagnano tutti i grandi lutti. Non sono un ostacolo, ma parte del cammino: invitano a fermarsi, ad ascoltare, a lasciarsi trasformare.
Non cerchi di forzarsi a “smuoversi”: si conceda piuttosto di stare con ciò che sente, anche se è doloroso. Con il tempo, questo dolore cambierà volto. La presenza di Sua madre continuerà a vivere in Lei, forse in forme nuove e inattese.
Può aiutarla a restare viva in Lei attraverso piccoli gesti che la onorino: scrivere una parola, raccontare un ricordo, dedicare un momento al silenzio. Non servono grandi cerimonie: basta ciò che nasce dal cuore.
Sia paziente con sé stessa. La perdita apre sempre domande più grandi delle nostre risposte. Ma proprio in queste domande, anche se oggi feriscono, può nascere qualcosa di nuovo in Lei.

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Dott.ssa Annalia Rossi
Psicologo
Lecco
Capisco profondamente il dolore che sta vivendo. La perdita di una madre è un’esperienza che scuote nel profondo, perché tocca le radici stesse della nostra identità e del nostro senso di sicurezza. È naturale che, oltre al dolore, emergano confusione, riflessioni esistenziali e la sensazione che “tutto sia cambiato”: il lutto non riguarda solo l’assenza della persona amata, ma anche il modo in cui si guarda a se stessi e alla vita.

Non esistono tempi “giusti” né modi unici per elaborare una perdita. Quello che prova non significa che non ce la farà, ma che si trova immerso in un processo molto intenso e delicato. Può essere importante concedersi il permesso di vivere le emozioni, senza giudicarle né forzarle, e allo stesso tempo cercare piccoli appigli quotidiani che aiutino a restare ancorati al presente.

Un percorso di sostegno psicologico potrebbe offrirle uno spazio protetto in cui dare voce a questi pensieri, comprendere meglio le emozioni che la attraversano e gradualmente ricostruire un nuovo equilibrio. Le suggerisco di non restare solo in questo momento: chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di cura verso se stessi.
Un abbraccio
Dott.ssa Anna Asia Forino
Psicologo, Psicologo clinico
Trapani
Gentile utente, sono vicina alla perdita che sta vivendo. Il lutto, è un processo che comporta il susseguirsi di emozioni spesso contrastanti e difficili da elaborare. Inoltre, comprendo che l'evento che l'ha recentemente colpita sia una grande perdita che sta comportando una serie di cambiamenti nella sua vita. Spesso i grandi cambiamenti comportano grandi disordini prima di poter costruire nuovi adattamenti. Potrebbe essere utile per lei farsi accompagnare da un professionista che le aiuti a fare ordine nella confusione che vive in questo momento delicato.
Dott.ssa Anna Asia Forino
Dott.ssa Alessandra Motta
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno,
la perdita di una madre è come se strappasse le radici: tutto attorno sembra lo stesso, ma dentro non è più uguale. È naturale sentirsi in un loop di pensieri su vita e morte, perché la mente cerca di dare un senso a ciò che senso non ha. In questi momenti non serve “uscirne a forza”: a volte il passo più utile è permettersi di stare nel dolore, sapendo che il tempo trasforma quel macigno in una pietra più piccola, che si porta con sé ma che non schiaccia più.

Un caro saluto,
Dott.ssa Alessandra Motta – Psicologa Strategica
Prof. Mario Meringolo
Psicoterapeuta, Psicologo, Professional counselor
Colleverde
Mi dispiace molto per la tua perdita. La morte della madre è uno degli eventi più sconvolgenti e destabilizzanti che una persona possa vivere. È assolutamente comprensibile che tu ti senta confuso, sopraffatto, e che stia mettendo in discussione il senso stesso della vita. Quello che stai provando non è solo dolore: è un terremoto interiore, che scuote certezze, abitudini, relazioni e persino l'identità.
Alcuni pensieri che potrebbero aiutarti:

Il dolore non è lineare
Non c'è un "modo giusto" o un "tempo giusto" per elaborare un lutto. Il dolore può manifestarsi in ondate: alcuni giorni potresti sentirti lucido, altri completamente perso. Questo è normale. La perdita di una madre, in particolare, può mettere in discussione la tua base emotiva più profonda.

Il bisogno di dare un senso
È normale che la mente cerchi di aggrapparsi a qualcosa per comprendere ciò che è incomprensibile. Le riflessioni su vita, morte e senso dell’esistenza non sono un segno che stai “impazzendo”, ma che stai cercando di ricollocarti in un mondo che all’improvviso è cambiato. È una risposta umana, anche se dolorosa.

Accogli la confusione
Invece di combattere quel senso di spaesamento, prova – per quanto possibile – a riconoscerlo come parte del processo. Non devi avere tutte le risposte adesso. La tua mente e il tuo cuore stanno elaborando un cambiamento immenso.

Parlare aiuta, anche con un professionista
Parlare con amici o familiari può dare sollievo, ma se senti che il peso è troppo grande, considera l’aiuto di uno psicologo o psicoterapeuta. Non significa che c’è “qualcosa che non va in te” – è un modo per prenderti cura della tua salute mentale, come faresti con quella fisica se ti fossi rotto una gamba.

Scrivere può essere una valvola
Se non riesci a parlare, prova a scrivere quello che senti. Anche senza un obiettivo preciso, scrivere può aiutarti a dare forma alla confusione e far emergere emozioni che altrimenti resterebbero bloccate.

Non pretendere troppo da te stesso
Anche le cose più semplici – alzarsi dal letto, mangiare, lavorare – possono diventare difficili in questo momento. Sii gentile con te stesso. Concediti il tempo e lo spazio per attraversare questo dolore.

Un cordiale saluto
Dott. Marco Squarcini
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile utente, mi dispiace molto per la sua perdita. La morte improvvisa di una persona cara può scuotere profondamente e lasciare in uno stato di confusione, fatto di domande sul senso della vita e di pensieri che sembrano non trovare tregua. È comprensibile sentirsi così, perché il lutto non segue regole precise e ognuno lo vive con tempi e modi propri. Non c’è nulla di sbagliato in quello che sta provando, fa parte del processo di interiorizzazione e adattamento di una mancanza così grande.
Se sente che la fatica diventa troppo pesante da sostenere da sola, cercare un aiuto psicologico può offrirle uno spazio in cui dare voce e significato a ciò che sta vivendo.
Le sono vicino in questo momento difficile. Cordialmente, Dott. Marco Squarcini
Dott.ssa Melania Lattuada
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, grazie per la condivisione. Mi dispiace per la sua perdita, la perdita di una persona cara è sempre un momento di grande fragilità per chi la subisce. Ritrovarsi la mente affollata da mille pensieri è assolutamente fisiologico, il miglior approccio che si può avere è di accoglierli con gentilezza ed empatia. Si prenda del tempo per sé così da esplorare gradualmente come si sente e se lo ritiene utile può sempre provare a cercare uno spazio di ascolto con un professionista. Resto a disposizione, Dott.ssa Melania Lattuada
Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Gentile utente,
mi dispiace molto per la perdita di sua madre e grazie per aver condiviso quello che sta provando. È del tutto normale sentirsi confusi, bloccati e travolti dopo un lutto, anche quando in passato si sono già vissute altre perdite: ogni relazione è unica e la reazione emotiva lo è altrettanto.
Qualche indicazione concreta che potrebbe aiutarla in questo momento:
- Permetta a se stesso di provare le emozioni senza giudizio: tristezza, rabbia, senso di irrealtà o interrogativi sul senso della vita fanno parte del processo di elaborazione.
- Mantenga piccoli rituali quotidiani (sonno regolare, pasti, brevi passeggiate): la routine aiuta a dare stabilità nei giorni più difficili.
- Parli con qualcuno di fiducia (amico, parente) e, se possibile, non resti isolato: la condivisione attenua il peso del dolore.
- Pratiche semplici di grounding (respirazione lenta, appoggiare i piedi per terra, nominare 5 oggetti intorno a sé) possono essere utili nei momenti di forte agitazione o derealizzazione.
- Eviti scelte radicali o decisioni importanti nelle prime settimane; se proprio necessario, si prenda tempi più lunghi per valutare.
- Consideri un percorso di supporto: una psicoterapia di sostegno o gruppi di lutto possono offrire uno spazio sicuro per elaborare la perdita e trovare significato, soprattutto se la confusione e la sofferenza persistono nel tempo.
Se dovessero comparire segni di grave compromissione (incapacità a svolgere le normali attività, pensieri di farsi del male, insonnia profonda o sintomi che peggiorano), si rivolga tempestivamente al medico di base o a uno specialista.
Il lutto non ha tempi “giusti”: può essere un percorso lungo e a volte non lineare, ma chiedere aiuto è un passo coraggioso e importante.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Dott.ssa Monica Angeloni
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Mi dispiace molto per la sua perdita, questa è una fase molto delicata e questa confusione che vive rientra nel processo di lutto nel quale si trova. Anche i pensieri, in loop, che riporta sono normali per chi vive un momento di forte sconforto. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per poterla aiutare ad elaborare i sentimenti che adesso le appaiono incasinati, così da poter alleviare il carico cercando di dare un senso a ciò che sta provando.
Dott.ssa Susanna Minaldi
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Cantù
Buongiorno,
mi dispiace molto per la perdita di sua madre. È naturale, dopo un lutto così improvviso, sentirsi confusi e sopraffatti, con pensieri ricorrenti sul senso della vita e della morte. Il dolore ha i suoi tempi e non esiste un modo “giusto” di elaborarlo. In questo momento può esserle utile concedersi di vivere le emozioni senza giudizio e, al tempo stesso, cercare sostegno nelle persone a lei vicine o in un percorso terapeutico mirato al lutto, che possa accompagnarla nel dare senso e spazio a quanto sta accadendo. Non resti sola: chiedere aiuto è un passo importante per ritrovare, gradualmente, un nuovo equilibrio.

Un cordiale saluto.
Dott.ssa Susanna Minaldi
Dott.ssa Giovanna Valentina Padalino
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Bologna
Gentile utente,
innanzitutto mi dispiace sinceramente per la sua perdita. La morte improvvisa di una madre è un evento profondamente destabilizzante e ciò che descrive – confusione, pensieri ricorrenti sulla vita e la morte, sensazione di “blocco” – è una reazione frequente e naturale nelle prime fasi del lutto.

In questi momenti può essere utile concedersi tempo, non giudicare le proprie emozioni e creare piccoli gesti quotidiani di cura di sé. Alcune persone trovano sollievo nel parlare con familiari o amici, altre nel tenere un diario o in piccoli rituali che aiutino a dare significato alla perdita.

Tuttavia, se la sofferenza persiste o interferisce con la vita quotidiana, può essere molto utile rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta esperto nell’elaborazione del lutto, che possa accompagnarla in un percorso personalizzato di sostegno.

Resto a disposizione se desidera approfondire o ricevere indicazioni su come avviare un percorso di supporto psicologico.

Dott.ssa Giovanna Valentina Padalino – Psicologa
Dott.ssa Shana Baratto
Psicologo, Psicologo clinico
Levico Terme
Gentile utente,
grazie per la sua condivisione; Le faccio le mie più sentite condoglianze per la perdita di sua madre.
Un lutto così importante può sicuramente disorientare; soprattutto quando avviene improvvisamente. Non conosco la sua età e l'età di sua madre, ma se avviene in un tempo particolarmente anticipato, può sicuramente diventare ulteriore motivazione di fatica.
Ha scritto che è avvenuto di recente, quindi un momento di forte tristezza e spaesamento può essere considerato -a livello clinico- del tutto fisiologico. Se dovesse, però, sentire che la situazione nella quale si trova le fa esperire un grande disagio, potrebbe essere utile iniziare un percorso di sostegno psicologico, all'interno del quale potrebbe essere utile accompagnata e sostenuta nel processo di elaborazione del lutto.
Le faccio i miei migliori auguri, e rimango a disposizione anche online.
Cordialmente,
dott.ssa Baratto
Psicologa clinica - Psicodiagnosta - Formatrice - Specializzanda in Psicoterapia della Gestalt.
Dott.ssa Debora Fiore
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Innanzitutto buongiorno e condoglianze per la sua perdita. Il lutto è sempre un momento difficile da superare, si immagini quando parliamo di quello della madre, è molto normale che faccia più fatica "del solito" ad andare oltre. Deve darsi tempo prima di tutto, quindi non si preoccupi se in questo momento non si sente centrata. Elisabeth Kübler-Ross ha introdotto il modello delle “cinque fasi del lutto” nel suo libro On Death and Dying (1969).
Lei non intendeva proporre una “scaletta obbligata”, ma descrivere reazioni possibili e frequenti nelle persone che affrontano la perdita di una persona cara. (negazione, rabbia, contrattazione, depressione, accettazione) Le fasi non sono lineari, non hanno una durata fissa e non tutte vengono vissute da ogni individuo. Poi il lutto non viene "superato" ma si integra nella propria vita. E' importante che riesca a mantenere le routine minime (sonno, pasti, brevi passeggiate): la stabilità fisica aiuta la mente. Detto questo sicuramente intraprendere un percorso psicologico può essere una buona strada per dare voce a questo suo stato e per supportarla in questo momento così complesso. Spero di esserle stata utile. Saluti
Dott.ssa Chiara Ilardi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Caro Paziente Anonimo,
Mi dispiace moltissimo per la perdita di tua madre e ti ringrazio di condividere qui ciò che provi in merito alla tua importantissima perdita. Quello che descrivi (confusione profonda, riflessioni sul senso della vita, difficoltà a “elaborare” il dolore) è molto comune dopo un lutto. Per tale ragione ritengo che possa essere importante per te iniziare il prima possibile un percorso psicologico.
Un terapeuta può offrirti uno spazio sicuro, non giudicante, dove esplorare i pensieri ricorrenti e le emozioni intense, aiutandoti a:

- elaborare il dolore e i cambiamenti pratici/relazionali dopo la perdita;
- riconoscere e interrompere i loop di pensiero intrusivi;
- ricostruire un senso di significato e continuità nella vita quotidiana;
-imparare tecniche concrete per regolare ansia, insonnia o attacchi di panico, se presenti;
-prevenire che un lutto diventi un lutto complicato o porti a depressione grave non trattata.
Ti suggerisco di valutare se iniziare un percorso di sostegno psicologico: non perché tu sia “debole”, ma perché hai subito un evento grande e traumatico che merita attenzione professionale per essere elaborato e per permetterti di ritrovare gradualmente forza, senso e benessere fisico ed emotivo. Ti auguro di riuscire a ritrovare il tuo benessere psicofisico ed emotivo e il desiderio di vivere questa vita nonostante la tua importante perdita. Un carissimo saluto.
Dott.ssa Chiara Ilardi
Dott. Lorenzo Venturi
Psicologo, Psicologo clinico
Verona
La perdita della madre è un’esperienza profondamente destabilizzante, capace di mettere in discussione molte certezze e di aprire interrogativi esistenziali complessi. È comprensibile sentirsi confusi, come sospesi, quando il dolore sembra spezzare i consueti punti di riferimento.

L’elaborazione del lutto non segue tempi o regole fisse, e in certi momenti può diventare difficile farlo da soli. Offrirsi uno spazio di ascolto e accompagnamento psicologico può essere un modo per non perdersi dentro al dolore, ma attraversarlo con maggiore consapevolezza e dignità.

Un caro saluto,
Lorenzo Venturi
Psicologo
Dott.ssa Elena Brizi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buon pomeriggio.
Mi dispiace molto per sua madre, le faccio innanzitutto le mie condoglianze.
Nei momenti di lutto il dolore può apparire senza nome, senza forma, e a tratti ingestibile.
Ognuno vive la perdita in modo unico, personale, e nessuna parola può colmare davvero l’assenza. Ma è proprio in questa fragilità che il dolore merita di essere accolto, senza giudizio e senza fretta.
Si prenda il suo tempo: non per 'superare', ma per integrare questa assenza nella sua vita.
Se ne ha bisogno, sono a disposizione.
Dott.ssa Elena Brizi, psicologa
Dott.ssa Ilaria Bresolin
Psicologo, Neuropsicologo
Breda di Piave
Gentile utente, innanzitutto mi dispiace molto per la perdita che sta vivendo. Nonostante lei dica di aver già affrontato dei lutti, non tutti possono necessariamente essere vissuti allo stesso modo: la perdita della mamma è una perdita molto profonda, che può cambiare anche il modo in cui si guarda alla vita.
Il senso di blocco che lei sente non per forza deve essere una cosa negativa, potrebbe essere dovuto proprio alla profonda perdita e alla fase in cui lei ora si trova all'interno del processo di lutto. A volte serve concedersi tempo senza pretendere di “riprendersi” subito.
In ogni caso se ne sente il bisogno può cercare il supporto di un professionista che la accompagni all'interno delle diverse fasi del lutto.
Le consiglio inoltre, per quanto forse potrebbe essere difficile ad oggi, di non cercare di isolarsi o abbandonare le sue normali attività quotidiane o gli hobby se ne ha: cerchi comunque di ricreare dei momenti di ricordo e dei momenti in cui si concentra su altro.
Spero di essere stata d'aiuto, dott.ssa Ilaria Bresolin.
Dott.ssa Ilaria Redivo
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buon pomeriggio carissimo mi dispiace molto per la perdita di tua mamma. È normale sentirsi smarriti e confusi davanti a un dolore così grande. Concediti il tempo per elaborare ciò che provi e non affrontare tutto da solo: parlarne con persone vicine o con un professionista può alleggerire questo peso e aiutarti a ritrovare poco a poco un nuovo equilibrio. Se sei interessato puoi trovare il mio contatto su Mio dottore Dott.ssa Ilaria Redivo

Gentile utente, innanzitutto grazie per la sua condivisione così delicata e per aver trovato il coraggio di mettere nero su bianco un dolore così grande e confuso. La perdita di una madre è un'esperienza che tocca corde profondissime, perché rappresenta un venir meno delle fondamenta su cui si è costruita la propria esistenza. Anche quando non ce ne rendiamo conto, la madre è una figura che simbolicamente racchiude origine, protezione, continuità. Quando viene a mancare, è come se si aprisse un vuoto esistenziale, che non è solo affettivo, ma anche identitario.
Il lutto è un processo estremamente complesso, perché non riguarda solo la mancanza fisica della persona amata, ma comporta la necessità di rielaborare tanti significati: il legame che avevamo, ciò che è stato e ciò che non è stato, chi siamo ora che quella presenza non c'è più. E nel caso di una figura centrale come una madre, questo processo può mettere in discussione anche il nostro modo di stare al mondo.
È naturale che in questo momento tu senta confusione, smarrimento, riflessioni profonde sul senso della vita e della morte. Sono domande che non hanno risposte semplici, ma che emergono con forza quando la morte si fa così vicina.
Vorrei lasciarti un pensiero: spesso consideriamo la morte come l'antitesi della vita, ma forse potremmo iniziare a vederla come l'antitesi della nascita. La nostra esistenza ha un inizio e una fine, e questa consapevolezza - per quanto dolorosa - fa parte dell'essere umani. Vivere significa, anche, portare con sé il peso e la responsabilità di sapere che le cose finiscono. Ed è proprio questo che può dare significato a ciò che siamo e che scegliamo ogni giorno.
Le sono vicina con rispetto.
Dott.ssa Orianna Miculian
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trieste
Gentile utente, le mamme ci mettono al mondo, ci guidano nella crescita, sono la nostra ancora anche quando diventiamo adulti. Come si fa a non sentirsi soli, a riflettere sul senso della vita quando vengono a mancare? Certo che è cambiato tutto, fuori e dentro, ha perso la sua 'sicurezza' e sta vivendo una gran confusione. Se poi non è la prima perdita importante i pensieri sono ancora di più pesanti.
L'elaborazione del lutto è un processo lento e lungo, ed è diverso per tutti. Si dia del tempo ... se poi, volesse esser guidata in questo difficile cammino, un professionista potrà sicuramente darle una mano ed arrivare pian piano a riscoprire il senso e il piacere della vita.
Se poi volesse approfondire l'argomento resto a disposizione, anche online,
i miei migliori auguri
dott.ssa Miculian
Gentile Utente, mi dispiace moltissimo per la perdita di tua madre.
Quello che descrivi- confusione, loop di pensieri sul senso della vita, difficoltà a elaborare- è una reazione umana e comprensibile a un lutto improvviso, specialmente quando la perdita riapre ferite precedenti. Prenditi un momento per riconoscere che sei in una situazione che scuote i sistemi emotivi e relazionali che ti hanno sostenuto finora: non c’è qualcosa che “non va” in te perché provi confusione, c’è una ferita che richiede tempo e spazio.
La morte di una figura centrale come la madre non è solo una perdita personale ma una riorganizzazione dell’intero sistema familiare. Ciò che prima era implicito (ruoli, rituali, certezze) può vacillare e questo spiega la sensazione che “sia cambiato tutto”. In questi momenti è utile accettare che il processo di riorganizzazione richiederà tempo e che il dolore non segue una linea retta. In momenti così, è importante riconoscere che il lutto ha tempi propri e che non esiste un modo giusto o veloce per attraversarlo. Può aiutare concederti spazi per sentire il dolore senza forzarti a “superarlo”, creare piccoli gesti o rituali per mantenere vivo il legame, e condividere ciò che provi con una persona di fiducia, senza la pretesa di trovare subito risposte. Se il dolore diventa troppo pesante o ti senti sopraffatto, cercare un sostegno professionale può offrirti un contenitore sicuro in cui elaborare questa esperienza.
La cosa più importante ora è permetterti di stare dentro a ciò che provi con pazienza e gentilezza verso te stesso, sapendo che questo percorso, anche se doloroso, può diventare col tempo uno spazio in cui ritrovare senso e continuità.
Un caro saluto
Dott.ssa Silvia Falqui
silviafalqui.it
Dott.ssa Emanuela Franchina
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Salve, la ringrazio molto per aver condiviso ciò che sta attraversando e mi dispiace sinceramente per la perdita di sua madre.
È comprensibile sentirsi scossi e pieni di domande in un momento così doloroso.
Allo stesso tempo, con il tempo e con il giusto supporto, sarà possibile dare un senso a ciò che sente e trovare gradualmente un nuovo equilibrio. Se lo desidera, le consiglio di valutare un supporto psicologico, che in questo momento delicato può aiutarla ad affrontare passo dopo passo la sofferenza che sente.

Un caro saluto,
Dott.ssa Emanuela Franchina
Caro utente,
il processo per elaborare un lutto può essere molto lungo perchè ci vuole tempo prima che il nostro corpo e la nostra mente possano realmente capire la perdita e convivere con essa trovando un nuovo equilibrio. E' un processo doloroso sotto diversi punti di vista, ma necessario per poter andare avanti mantenendo il ricordo vivo della persona e di tutto ciò che si è potuto avere dal rapporto con lei. E' importante, soprattutto in un lutto così importante, avere al proprio fianco una rete di sostegno, fatta di amici, un/una compagn* e una famiglia a cui potersi appoggiare per il supporto che può servire. Inoltre, in questi momento si può essere più riflessivi rispetto al solito e quindi porsi anche domande e questioni sul senso di vita e di morte: qualora fosse importante trovare una risposta ad ognuna di queste domande sarebbe allora utile conoscere prima sé stessi e capire dunque che significato ha questo momento e questo lutto e come esso influisce su di sé. Nel caso, un professionista può essere un aiuto qualora si volesse ma sappia che tutto ciò che sta vivendo è normale e bisogna darsi tempo prima di tutto.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella
Gentile utente,
sentite condoglianze per al sua grave perdita.
L'elaborazione del lutto è un passaggio che la maggior parte degli esseri umani deve affrontare nell'arco di vita. Quando la mancanza della persona cara avviene per cause naturali legate all'età o a una lunga malattia, può esserci un senso di accettazione del trauma relativamente più semplice rispetto a un lutto imprevisto e improvviso. Ma, in entrambi i casi, le persone che rimangono in vita si trovano a fronteggiare un periodo in cui le abitudini, il pensiero e l'affetto di quella persona non fanno più parte della loro quotidianità.
In questo stato di profonda destabilizzazione, è assolutamente normale la presenza di molteplici pensieri e riflessioni sulla vita e sulla morte, sul senso delle cose e sullo scopo della nostra esistenza. Così come è normale la presenza di emozioni difficili e intense, come la tristezza, lo sconforto, la rabbia, la mancanza di motivazione e di speranza. La madre, più di qualunque altra persona, rappresenta per la maggior parte di noi la figura di riferimento, l'affetto, la saggezza, il supporto incondizionato, e perderla è come se venisse a mancare una parte fondamentale di noi.
Una parte della mente si rifiuta di pensare che non ci sia più quella persona, continua a ripresentarla nei pensieri attraverso i ricordi, oppure come se fosse possibile ancora un futuro insieme. Si immaginano momenti insieme, conversazioni avute o da fare, la sua voce, i suoi modi di dire, persino il profumo è un ricordo vivido. E questa parte della mente si scontra con la realtà del presente, con l'assenza di quella persona, ed ecco che le emozioni difficili del momento del lutto si ripetono a oltranza nel corso delle giornate.
Certo, il tempo è un fattore che consente di abituarsi a questa assenza e, di per sé, favorisce l'elaborazione in termini di tolleranza, ma non semplifica la gestione delle emozioni che inevitabilmente e periodicamente ci riportano a quel momento traumatico.
Per una migliore elaborazione anche emotiva è auspicabile diminuire quel flusso mentale che rievoca la persona mancante, accettando che questi pensieri siano presenti ma non invalidanti rispetto al vissuto presente. L'emozione che si prova può diventare informativa: ci suggerisce che al di là della fragile natura umana, il nostro affetto per quella persona non perderà mai forza, ci fa realizzare che ella o egli volesse che noi continuassimo a vivere e a onorare la sua memoria con le nostre azioni, con il nostro modo di essere uomini o donne degni.
Può aiutare pensare che la propria vita sia un prolungamento di quella dei genitori, così come la vita dei futuri figli sarà il prolungamento della propria. Non solo dal punto di vista genetico, ma nel modo di stare al mondo, nei valori, nelle abitudini, nel linguaggio, nella cultura, noi incarniamo i nostri genitori e siamo testimoni viventi delle loro migliori qualità. Un buon genitore desidera il meglio per i propri figli e questo meglio riguarda, anche e soprattutto, quello che faranno dopo la loro scomparsa.
Sua madre, certamente, avrebbe voluto che lei continuasse a vivere una vita soddisfacente, all'insegna del benessere e delle emozioni positive, e non esiste motivazione più grande dell'orgoglio e della gratitudine verso i propri genitori per darsi da fare e rendere la propria vita un percorso denso di significato.
Spero di averle fornito un supporto valido per comprendere meglio quello che sta vivendo, che è uno stato d'animo necessario e indispensabile, che non deve essere evitato, bensì affrontato con la giusta consapevolezza.
Valuti la possibilità di farsi supportare da un professionista in questo periodo complesso.
Restando a disposizione, un caro saluto. Dott. Antonio Cortese
Dott.ssa Chiara Lagi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Caro utente di MioDottore, la perdita della propria madre produce un dolore profondo imparagonabile con altri eventi luttuosi; è un’esperienza struggente per lo smarrimento e il vuoto emotivo che ne deriva e che è dato dalla misura del legame affettivo stabilito. Il lutto è un processo in cui emergono emozioni molto varie: tristezza, sconvolgimento, rabbia, senso di colpa, indifferenza, confusione esistenziale. A volte il dolore si manifesta rapidamente, altre volte resta sospeso o tende ad essere soffocato. Ogni individuo ha tempi e modalità personali per elaborare questo evento traumatico, perciò, le suggerisco di accogliere senza giudicare le sue reazioni. I momenti vissuti insieme a sua madre non sono perduti, sono nascosti dall’emotività. Immaginarla o sentirla vicino è il primo passo per consentire ai ricordi di iniziare a fluire. Se dovesse sentirsi sopraffatto dalla sofferenza; se il dolore dovesse persistere o diventare troppo difficile da gestire, non esiti a cercare un aiuto professionale. Uno specialista della salute mentale potrà aiutarla ad elaborare questo evento luttuoso e a vedere sotto una nuova luce tutto ciò che ora appare ancora confuso. Certamente il dolore della perdita non scomparirà completamente, ma con il tempo diventerà più sopportabile e i ricordi felici prenderanno il sopravvento. Ricordi che sua madre sarà sempre parte di lei e porterà sempre il suo amore nel cuore. La saluto con affetto.
Dott.ssa Chiara Lagi
Dott.ssa Anna Bruti
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
San Benedetto del Tronto
Gentile,
mi dispiace molto per la perdita di sua madre — è normale sentirsi confusi, sopraffatti e interrogarsi sul senso delle cose dopo un lutto così importante. Quello che descrive merita uno spazio protetto e delicato per poter essere elaborato senza fretta.

Se lo desidera, la invito a fissare un colloquio con me: insieme potremo accompagnare questo dolore, trovare modi per ricostruire una quotidianità che la sostenga e lavorare sulle riflessioni che la stanno turbando.
Mi contatti pure per concordare un appuntamento.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, mi dispiace molto per la perdita che ha subito; perdere una madre è un evento che scuote profondamente e che spesso rimette in discussione certezze, ruoli e significati. È perfettamente normale sentirsi confusi, sopraffatti e persino disorientati rispetto a sensazioni che prima non c’erano: il lutto non è solo tristezza, è un insieme di emozioni che possono includere rabbia, colpa, sollievo, incredulità, vuoto e interrogativi esistenziali. Tutto questo non ha bisogno di essere immediatamente “risolto”; ha invece bisogno di spazio, di attenzione e di piccoli gesti che la aiutino a restare connessa alla realtà senza farsi inghiottire dal dolore. Dal punto di vista pratico e con un approccio cognitivo comportamentale, può essere utile cominciare con azioni brevi e concrete che riducano un po’ l’intensità dell’esperienza senza pretendere di farla sparire. Permettersi di nominare ciò che sente, anche solo per pochi minuti al giorno, è già un primo passo: mettere per iscritto pensieri e ricordi, oppure parlare con una persona di fiducia, aiuta a non lasciare le emozioni imprigionate nel corpo. Molte persone trovano sollievo nel tenere un diario in cui annotare i momenti della giornata in cui il dolore è meno opprimente, i ricordi piacevoli della persona amata o semplici azioni portate a termine: questo offre piccole prove che la vita, passo dopo passo, continua a essere possibile. È utile anche imparare a riconoscere e gestire i momenti di rimuginio e i pensieri esistenziali che si ripetono senza soluzione. Si può sperimentare, per esempio, a stabilire un “tempo per il pensiero” giornaliero, un periodo di quindici o venti minuti in cui lasciare emergere le riflessioni dolorose; al di fuori di quell’orario si rimanda gentilmente il pensiero a quel momento. Questo non è negare il lutto, ma contenere il rimuginio che spesso amplifica il disagio. Anche semplici tecniche di grounding e di respirazione aiutano quando il corpo si attiva: portare l’attenzione a cinque cose che vede, quattro che può toccare, tre che sente, due che annusa e una che può gustare, oppure fare respiri lenti e profondi per alcuni minuti, sono strumenti che riportano la mente al qui e ora e riducono la sensazione di collasso emotivo. La rielaborazione del lutto passa spesso attraverso racconti e rituali. Scrivere una lettera alla madre, creare una scatola dei ricordi con oggetti che le ricordano qualcosa di significativo, scegliere un giorno per fare qualcosa in sua memoria sono gesti che permettono di trasformare il caos in un atto di cura. Questi rituali hanno valore psicologico perché permettono di mantenere un legame simbolico senza restare bloccati nell’assenza. Se le riesce più facile, può provare anche a registrare un messaggio vocale in cui racconta un ricordo felice: riascoltarlo può essere doloroso ma anche consolante. Capire il senso della vita dopo un lutto è una domanda che molti si pongono e che spesso non ha risposte nette. Accogliere l’incertezza e accettare che alcune domande restino aperte per un tempo è parte del lavoro. Nella pratica clinica si aiuta la persona a trovare piccoli significati e progetti pratici, senza esigere risposte filosofiche immediate: curare una pianta, riprendere un’attività fisica leggera, incontrare qualcuno per una passeggiata, sono modi per ricostruire il senso a partire dall’agire. È importante non restare isolata: il supporto sociale è uno dei fattori che più favorisce la rielaborazione del lutto. Parlare con familiari, amici o con persone che hanno vissuto perdite simili può dare prospettive e sentirsi meno sola. Se sente che il dolore la sovrasta o se compaiono pensieri ricorrenti di farsi del male, è fondamentale rivolgersi subito a un professionista o ai servizi di emergenza; parlare apertamente di queste sensazioni con un medico o uno psicologo permette di mettere in atto misure di tutela efficaci. Se decidesse di intraprendere una terapia, un percorso di supporto al lutto può offrire spazi strutturati per elaborare il dolore con tecniche che combinano ascolto, rielaborazione narrativa e esercizi pratici. Se avverte che il sonno è compromesso, provi a stabilire piccole abitudini serali che favoriscano un ritmo regolare: spegnere gli schermi un’ora prima di dormire, fare una breve routine di rilassamento, evitare caffè o alcolici nelle ore serali. Piccoli cambiamenti fisiologici portano spesso benefici anche emotivi. Inoltre, se ci sono pratiche spirituali o religiose che per lei sono significative, ritrovarle o praticarle in modo flessibile può sostenere il senso di connessione. Il lutto non è una linea retta: ci saranno giorni molto duri alternati a momenti in cui si riesce a respirare meglio. È importante darsi il permesso di essere umano in questo processo, senza giudicarsi per le reazioni che arrivano. Se desidera, può cominciare da subito con un piccolo esercizio concreto: scriva tre ricordi, anche brevissimi, che le stanno più a cuore e tenga quei ricordi vicino durante la giornata; poi provi a fare una breve passeggiata ogni giorno, anche di dieci minuti, per muovere il corpo e lasciare che la mente si prenda una piccola pausa. Se in qualunque momento i pensieri diventano troppo pesanti o teme per la sua sicurezza, metta come priorità la richiesta di aiuto immediato. Altrimenti, prendere contatto con un professionista esperto in lutto può aiutarla a strutturare un percorso sicuro e personalizzato per attraversare questo periodo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Chiara Visalli
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Buon pomeriggio, grazie per aver condiviso la grande sofferenza che sicuramente sta provando in questo momento. La perdita di un genitore è un dolore immenso e le fasi del lutto spesso richiedono più tempo di quel che ci aspettiamo. Un lutto è di per sé un evento perturbante, che scombussola, e che fa interrogare su tematiche esistenziali - come quelle che lei racconta... Si tratta di riorganizzare un'intera vita, con equilibri, relazioni, abitudini, differenti... Non c'è un modo giusto di agire e di comportarsi, nè è detto che debba "accelerare" i tempi per "smuoversi" da questo punto. Piuttosto deve avere pazienza, vivere le emozioni ed elaborarle con il tempo che le è necessario - sicuramente, in questo, potrebbe esserle d'aiuto un supporto psicologico che la sostenga in un momento così difficile... e, se lo riterrà opportuno, mi troverà volentieri a sua disposizione.
In ogni caso, quello che mi preme ripeterle è che questo è un evento per cui nessuno reagisce in modo giusto o sbagliato, né c'è una "scadenza di tempo" da rispettare - per cui il dolore ad un certo punto deve finire. Non si incolpi del suo dolore, anzi lo ascolti e se ne faccia qualcosa, lo porti con sé, impari ad utilizzarlo per ricominciare.
In bocca al lupo per tutto, la abbraccio virtualmente.
Chiara Visalli - Psicologa Clinico Dinamica
Dott.ssa Alessia D'Angelo
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Gentile utente, posso solo immaginare l'enoeme dolore e vuoto che può sentire. Credo sia comprensibile e naturale sentirsi smarriti, farsi delle domande e chiedersi delle cose. Sicuramente le serve del tempo per rimettere insieme i pezzi di sè e della sua vira. Credo possa esserle utile un supporto psicologico per poter attraversare questo dolore. Rimango a sua disposizione, sentite condoglianze. Dott.ssa Alessia D'Angelo
Mi dispiace molto per la sua perdita. È comprensibile che dopo un lutto così importante si senta confusa e bloccata, il dolore porta spesso a interrogarsi sul senso della vita e a vivere un tempo sospeso.
Non cerchi di risolvere subito, il primo passo è permettersi di sentire, anche se le emozioni sono contraddittorie. Scrivere, parlare con qualcuno di fiducia o creare piccoli rituali in memoria di sua madre può aiutare a dare un ordine al dolore. Allo stesso tempo, provi a mantenere alcune routine semplici come curare il sonno, i pasti e fare passeggiate, perché il corpo sostiene anche la mente.
Non resti sola, il confronto con persone vicine o con uno psicologo può offrire uno spazio sicuro in cui elaborare. Se il dolore dovesse diventare ingestibile o interferire a lungo con la vita quotidiana, non esiti a chiedere un supporto professionale, è un modo importante per prendersi cura di sé.
Un caro saluto
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, le consiglio un percorso di sostegno psicologico. Cordiali saluti.
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera, spesso attraversare i lutti importanti nella nostra vita non è un percorso facile. Il consiglio immediato che mi sento di darle se la sofferenza è tanta è di chiedere aiuto con una consulenza psicologica, con pazienza. Se ritiene online posso esserle di aiuto. Saluti. Dario Martelli
Dott.ssa Federica Franco
Psicoterapeuta, Psicologo
Brusciano
Salve,
mi dispiace molto per la perdita che ha vissuto. Un lutto, soprattutto quando riguarda una figura così importante come la madre, porta con sé un dolore profondo e una serie di emozioni e pensieri che possono risultare travolgenti. È naturale sentirsi confusi, riflettere sul senso della vita o percepire che tutto sia cambiato: fa parte del modo in cui ciascuno di noi cerca di dare significato a un evento così grande.

Non esistono tempi o modi “giusti” per elaborare un lutto, e non c’è nulla di sbagliato se ora sente di essere bloccato in questo momento così complesso. Può essere utile concedersi spazio e tempo per accogliere quello che prova, senza forzarsi a “smuoversi” subito. Al tempo stesso, avere un sostegno psicologico può offrirle un luogo sicuro dove dare voce al dolore e alla confusione, e iniziare gradualmente a ritrovare un equilibrio.

Un caro saluto,
Dott.ssa Federica Franco – Psicoterapeuta
Dott.ssa Marta Romano
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, mi dispiace sinceramente per la sua perdita e comprendo quanto possa essere doloroso affrontare un momento simile.
Di fronte ad un lutto di tale portata, posso scatenarsi forti emozioni contrastanti e può essere difficile rimettere insieme i pezzi.
Potrebbe considerare la possibilità di intraprendere un percorso di supporto psicologico dove potrebbe essere accompagnata nell'elaborazione di quanto accaduto e sostenuta nel ritrovare gradualmente la serenità.

Resto a disposizione per qualsivoglia necessità e, se lo desidera, sono a disposizione anche online.

Un caro saluto,
Dott.ssa Marta Romano
Dott.ssa Antonella Lucà
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno, grazie innanzitutto per questa sua condivisione. Quello che sta vivendo è un dolore profondissimo e il senso di confusione che descrive è una reazione naturale a un lutto così importante. La morte, quando sopraggiunge all'improvviso, può rendere l'elaborazione ancora più difficile; questo perchè non ha avuto alcuna possibilità di "prepararsi" all'evento. Le domande che si pone sul senso della vita e della morte sono parte del processo e non c’è un modo giusto o veloce per elaborare la perdita: ogni persona ha i propri tempi e modi per attraversare il dolore.
Il mio suggerimento è quello di farsi accompagnare in questo percorso da uno/a psicologo/a e/o psicoterapeuta; questo l'aiuterebbe a dare un senso a ciò che sta vivendo e a trovare un nuovo equilibrio. Un caro saluto




Dott. Luigi Frezza
Psicologo
Pontecagnano Faiano
Gentile utente,

Le mie più sentite condoglianze per la perdita della sua mamma. Posso solo immaginare il dolore profondo che sta provando e la confusione che la accompagna in questo momento così difficile.

Leggendo le sue parole, mi sorgono alcune domande, che spero possano aiutarla a riflettere in modo più chiaro sulla sua situazione:
Come ha affrontato, in passato, le altre perdite che ha subito? Quali sono state le sue risorse, le sue strategie, che le hanno permesso di elaborare il lutto e di andare avanti?
Cosa è cambiato, questa volta, rispetto alle esperienze precedenti? Cosa rende questo lutto particolarmente difficile da elaborare?
Quali sono i ricordi più belli, più significativi, che ha della sua mamma? Cosa le manca di più di lei?

Inoltre, mi chiedo:
Come mai sente di dover "smuovere" questo momento di riflessione sul senso della vita e sulla morte? Da dove nasce questa necessità?
Quali sono i suoi bisogni, in questo momento? Di cosa avrebbe bisogno per sentirsi più sostenuto, compreso e accompagnato nel suo dolore?
Se, per ipotesi, potesse parlare con la sua mamma, cosa le direbbe? Cosa le chiederebbe?

Il lutto è un'esperienza unica e personale, che richiede tempo e pazienza per essere elaborata. Non c'è un modo "giusto" o "sbagliato" di affrontare il dolore, né una tempistica precisa da rispettare. Permetta a sé stesso di sentire tutte le emozioni che emergono, senza giudicarsi o criticarsi.

Forse potrebbe esserle utile esplorare queste domande con un professionista, per dare un senso a ciò che sta vivendo e trovare nuove strategie per affrontare questa fase così delicata della sua vita.

Un saluto.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Mi dispiace molto per la tua perdita. È assolutamente normale sentirsi travolti, confusi e bloccati quando muore una persona cara, soprattutto una figura così importante come una madre. Il dolore può manifestarsi in modi molto diversi: tristezza intensa, rabbia, senso di vuoto, confusione, difficoltà a concentrarsi o a prendere decisioni. Non esiste un modo “giusto” di elaborare un lutto e ogni esperienza è unica.

Spesso, quando ci troviamo a riflettere intensamente sul senso della vita o sulla morte, può sembrare di essere intrappolati in un loop di pensieri che non porta sollievo. In questi momenti può essere utile:

Accogliere le emozioni senza giudicarle, permettendoti di sentirle pienamente anche se sono dolorose.

Parlare con qualcuno di fiducia, condividere il dolore può aiutare a non sentirsi soli.

Scrivere i propri pensieri e ricordi, per dare loro forma e alleggerire la mente.

Prendersi cura di sé, cercando di mantenere routine, sonno, cibo sano e momenti di movimento anche leggeri.

Tuttavia, se senti che il dolore è troppo difficile da gestire da solo, che ti blocca nella vita quotidiana o che i pensieri diventano opprimenti, può essere molto utile rivolgersi a uno specialista. Un professionista può aiutarti a elaborare il lutto, a comprendere le tue emozioni e a trovare modi concreti per uscire da questo senso di stallo.

È consigliato per approfondire rivolgersi a uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Melissa Angelini
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Torino
Buonasera, mi dispiace per la sua immensa perdita. La perdita di un genitore non è una perdita "normale", ma vengono a mancare le nostre radici, perciò spesso, la sensazione di non farcela, di non riuscire ad andare avanti, di essere sospesi prende il sopravvento e, con essa, la nostra mente può rimuginare su vari aspetti della vita. Lo scombussolamento che lei sente è non solo normale, ma anche utile all'elaborazione di questo lutto. Lo "smuoversi" richiede un lavoro su di sè, al fine di capire quali profonde corde di sofferenza ha toccato questa perdita. Valuterei l'ipotesi di un colloquio psicologico per poter capire se questa possa essere la sua strada. Un caro saluto.
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, la perdita di una madre è un evento profondamente destabilizzante e può riattivare dolore e riflessioni esistenziali intense. È normale sentirsi confusi, bloccati e sopraffatti dalle emozioni. In questi momenti può essere utile affidarsi a uno psicologo psicoterapeuta per elaborare il lutto in uno spazio sicuro, dove poter dare voce al dolore e ai pensieri esistenziali senza sentirsi giudicati. Approcci come la psicoterapia umanistica o l’EMDR possono aiutare a integrare gradualmente il lutto, mentre la Mindfulness può sostenere nel rimanere presenti senza esserne travolti.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Salve, grazie pe raver raccontato la sua situazione delicata. Affrontare ed elaborare un lutto , è difficile e doloroso, e ha tutta la mia comprensione, e farlo da soli, rende tutto ancora più pesante. Iniziando un supporto di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutarla sin da subito ad avere un ambiente sano e sicuro di ascolto, un sostegno per riuscire a metabolizzare il tutto in modo più gentile e consapevole, e ricominciando la sua vita verso un miglioramento psicofisico. Resto a sua disposizione.
Dott.ssa Chiara Avelli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, la perdita improvvisa di una madre è un evento profondamente destabilizzante, anche quando si sono già affrontati altri lutti in passato. Ogni relazione è unica e il legame con la madre ha spesso radici profonde, identitarie, che toccano il senso di protezione, appartenenza e continuità. La confusione che descrive, così come il “loop” di riflessioni sul senso della vita e sulla morte, sono reazioni frequenti nel lutto: quando perdiamo una figura così centrale, non perdiamo solo una persona, ma anche una parte dell’equilibrio interno e delle certezze su cui si reggeva la nostra visione del mondo. È normale che in questa fase la mente cerchi di dare un significato a ciò che è accaduto, anche attraverso pensieri ripetitivi o esistenziali; questo non significa che lei non stia elaborando, ma che il processo è in atto e richiede tempo. Il lutto non segue una linea retta né ha tempi prestabiliti: può alternare momenti di apparente “normalità” a ondate intense di dolore, incredulità, rabbia o vuoto. Più che forzarsi a “smuoversi”, può essere utile concedersi uno spazio di ascolto autentico di ciò che prova, senza giudicarsi per la fatica o per la confusione. Alcune persone trovano sollievo nel parlare della persona scomparsa, nello scrivere pensieri o ricordi, nel mantenere piccoli rituali simbolici che preservino il legame affettivo in una forma nuova. Se però sente che il dolore resta bloccato, molto intenso, o che le riflessioni diventano pervasive al punto da impedirle di vivere la quotidianità, un percorso di sostegno psicologico può offrirle uno spazio protetto per attraversare questo momento, dare senso alle emozioni e integrare la perdita nella sua storia personale. Non si tratta di “dimenticare” o di tornare come prima, ma di trovare gradualmente un nuovo equilibrio in cui il ricordo possa coesistere con la possibilità di continuare a vivere. Dott.ssa Chiara Avelli
Dott. Giulio Blasilli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, la perdita improvvisa di una madre può generare un dolore molto profondo, confusione, senso di smarrimento e pensieri continui sulla vita e sulla morte. Nel lutto, vissuti di questo tipo possono essere presenti e non indicano necessariamente che Lei stia “sbagliando” qualcosa: il dolore può essere molto intenso, soprattutto quando la perdita modifica in modo radicale i propri riferimenti emotivi.
Più che forzarsi a “smuoversi” subito, potrebbe esserLe utile riconoscere che sta attraversando un evento emotivamente enorme, che può richiedere tempo e uno spazio adeguato per essere elaborato. Quando però il dolore resta molto confusivo, bloccante o invade in modo costante la quotidianità, è importante non affrontarlo da soli.
Un supporto psicologico può aiutarLa a dare un senso a ciò che sta provando, contenere il loop di pensieri e affrontare questo lutto in modo più sostenibile.
Le auguro una buona serata.

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