Ho 32 anni, tramite il pap test il ginecologo mi ha detto che ho una disbiosi intestinale. Volevo av
Ho 32 anni, tramite il pap test il ginecologo mi ha detto che ho una disbiosi intestinale. Volevo avere consigli su cosa evitare di mangiare grazie
34 risposte
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È importante fare una precisazione: dal Pap test non è possibile diagnosticare una disbiosi intestinale. Al massimo, se è stato eseguito anche un tampone vaginale o se sono emersi segni di alterazione della flora vaginale, si può ipotizzare uno squilibrio del microbiota vaginale, che in alcuni casi può essere associato anche a un'alterazione del microbiota intestinale. Per quanto riguarda l'alimentazione, non esistono cibi da evitare in modo universale perché dipende dal tipo di disbiosi presente. Per impostare un intervento nutrizionale mirato è utile identificare la natura dello squilibrio, ad esempio attraverso un'analisi del microbiota intestinale o del microbiota vaginale, quando indicata dal quadro clinico. Nel frattempo, può essere utile seguire un'alimentazione varia ed equilibrata, ricca di alimenti vegetali e alimenti fermentati quando appropriati e tollerati, limitando invece il consumo di alimenti ultraprocessati, zuccheri semplici e alcol, che possono favorire un'alterazione dell'equilibrio del microbiota. Se desidera un percorso personalizzato, è consigliabile una valutazione nutrizionale che tenga conto della sua storia clinica, dei sintomi e degli eventuali esami disponibili.
Buongiorno, probabilmente il ginecologo si riferiva a una disbiosi vaginale, poiché il Pap test non consente di diagnosticare una disbiosi intestinale. Se invece sospetta anche un'alterazione del microbiota intestinale, sono necessari accertamenti specifici e una valutazione clinica. Dal punto di vista alimentare non esiste una dieta valida per tutte le disbiosi. In generale è consigliabile limitare alimenti ultraprocessati, zuccheri aggiunti e alcolici, privilegiando un'alimentazione varia e ricca di verdura, frutta (se ben tollerata), cereali integrali, legumi e fonti proteiche di qualità. Se sono presenti sintomi come gonfiore, dolore addominale, diarrea o stitichezza, è opportuno rivolgersi a un gastroenterologo o a un nutrizionista per impostare un piano alimentare personalizzato, evitando eliminazioni non necessarie di intere categorie di alimenti. Distinti saluti, Dr Luca Agostini
Gli alimenti che andrebbero evitati principalmente sono: zuccheri raffinati, cibi ultraprocessati ricchi di additivi, alcolici...
Buongiorno, il pap test non diagnostica direttamente una disbiosi intestinale ma dal referto si possono osservare le probabile conseguenze di questa sulla flora vaginale. Tuttavia per conoscere esattamente la tipologia di disbiosi servirebbero esami più specifici ed analizzare i sintomi correlati. Ad ogni modo in generale è opportuno evitare cibi processati e industriali o molto zuccherini o fermentati e preferire alimenti freschi ed integrali o pseudo cereali ma molto dipende dal tipo di disbiosi riscontrata. Resto a disposizione se avesse bisogno. Cordiali saluti
Buongiorno, questa è una domanda molto interessante. Per prima cosa è importante fare una precisazione: il Pap test non è un esame che permette di diagnosticare una disbiosi intestinale. Il Pap test è un esame di screening fondamentale per la prevenzione del tumore della cervice uterina, poiché consente di individuare precocemente eventuali alterazioni delle cellule del collo dell'utero. Essendo un esame prettamente ginecologico, non permette di diagnosticare la presenza di una disbiosi intestinale. Detto questo, è possibile che durante la visita il ginecologo abbia individuato segni e sintomi che, insieme al quadro clinico da lei riportato, possano averlo indotto a ipotizzare la presenza di un'alterazione del microbiota intestinale. Infatti, sulla base dei sintomi da lei riferiti (ad esempio disturbi intestinali, gonfiore, dolore pelvico ricorrente, infezioni vaginali frequenti o alterazioni della flora batterica vaginale) e della valutazione clinica complessiva, il ginecologo può formulare l'ipotesi di una disbiosi intestinale. Si tratta però di un'ipotesi clinica che richiede ulteriori approfondimenti e che non può essere confermata dal Pap Test. Per valutare un'eventuale disbiosi intestinale è necessario ricorrere a esami specifici, scelti dal professionista in base alla situazione clinica. Tra questi possono rientrare test di valutazione del microbiota intestinale e/o l'analisi di alcuni metaboliti, come l'indicano e lo scatolo, sempre nell'ambito di un percorso diagnostico appropriato. Per quanto riguarda l'alimentazione, non è possibile indicare quali alimenti evitare o consigliare una dieta specifica senza una valutazione individuale. Ogni persona ha una propria storia clinica, sintomi, abitudini e necessità differenti; per questo motivo il percorso nutrizionale deve essere sempre personalizzato. Prima di attribuire i sintomi a una disbiosi intestinale è fondamentale escludere l'eventuale presenza di altre patologie gastrointestinali o di altre condizioni che possano esserne responsabili. Per questo motivo, quando indicato, è opportuno affiancare alla visita nutrizionale anche una valutazione gastroenterologica, così da inquadrare correttamente il problema ed escludere eventuali patologie. È importante ricordare, inoltre, che la disbiosi intestinale è una condizione multifattoriale: l'alimentazione rappresenta solo uno dei fattori coinvolti. Anche lo stile di vita gioca un ruolo fondamentale. La qualità del sonno, i livelli di stress, le abitudini lavorative, il livello di attività fisica, l'eventuale sedentarietà e le stesse abitudini alimentari contribuiscono all'equilibrio del microbiota intestinale e devono essere valutati nel loro insieme. Infine, è bene sottolineare che, una volta escluse eventuali patologie della sfera ginecologica e gastroenterologica, un'alterazione del microbiota intestinale può influenzare anche la salute ginecologica. Intestino e microbiota vaginale sono infatti strettamente collegati e, in alcune situazioni, una disbiosi intestinale può favorire uno squilibrio della flora vaginale, aumentando la predisposizione a infezioni ricorrenti o ad altri disturbi ginecologici. Per questo motivo è sempre consigliabile affrontare il problema con un approccio multidisciplinare, che coinvolga il ginecologo, il gastroenterologo, quando necessario, e il biologo nutrizionista, così da individuare le cause del disturbo e impostare un percorso terapeutico e nutrizionale realmente personalizzato.
Salve , il suo problema richiede una valutazione più approfondita .Posso però fornirle indicazioni generali su ciò che comunemente si evita per non aggravare l’alterazione del microbiota. Alimenti da evitare Zuccheri semplici — favoriscono fermentazioni e gonfiore. Alcol — irrita la mucosa e altera la flora. Cibi ultra‑processati — additivi ed emulsionanti disturbano il microbiota. Fritture — aumentano infiammazione intestinale. Dolcificanti artificiali — alcuni modificano la flora batterica. Bibite zuccherate — aumentano fermentazioni. Carni lavorate — ricche di sale e nitriti. Prodotti da forno industriali — additivi e lieviti possono peggiorare il gonfiore.
Buonasera, la disbiosi è un'alterazione dell'equilibrio tra i microrganismi "buoni" e quelli potenzialmente dannosi che popolano l'intestino. Esiste un legame molto stretto tra il microbiota intestinale e quello vaginale, motivo per cui un'alterazione intestinale si riflette spesso anche a livello genitale. per ridurre l'infiammazione la letteratura scientifica suggerisce di limitare gli zuccheri semplici e dolci, farinacei raffinati preparati esclusivamente con farina bianca tipo 00,alcolici e bevande fermentate, cibi ultra processati, grassi saturi, latticini freschi. al contrario per sostenere i batteri benefici è utile inserire nella dieta: fibre, alimenti fermentati naturali, grassi sani. oltre alle modifica mediche le consiglio di rivolgersi a un collega nutrizionista cosi da avere un piano alimentare personalizzato adeguato alle sue esigenze.
Buongiorno. Il Pap test non consente di diagnosticare una disbiosi intestinale; può però evidenziare un'alterazione della flora vaginale o segni indiretti che hanno portato il ginecologo a sospettare uno squilibrio del microbiota. Dal punto di vista nutrizionale non esistono alimenti da eliminare a priori. In generale è consigliabile limitare il consumo di zuccheri semplici, prodotti ultraprocessati e alcol, e privilegiare un'alimentazione ricca di verdura, frutta, cereali integrali, legumi (se ben tollerati) e alimenti fermentati, quando indicati e ben tollerati. Se sono presenti sintomi intestinali (gonfiore, dolore, alvo alterato), è opportuno effettuare una valutazione nutrizionale personalizzata per individuare eventuali alimenti poco tollerati ed evitare restrizioni non necessarie. Dott.ssa Marzia Cusumano
Buongiorno, prima di eliminare alimenti le consiglio di chiarire con il ginecologo quale alterazione sia effettivamente stata riscontrata. In assenza di una diagnosi precisa è altamente sconsigliato seguire diete eccessivamente restrittive. Le indicazioni più utili sono: seguire un'alimentazione varia ed equilibrata, limitare gli zuccheri e gli alimenti ultraprocessati oltre che gli alcolici e avere uno stile di vita sano. Con un'eventuale diagnosi più precisa si può intraprendere un percorso più specifico e personalizzato.
Buongiorno, innanzitutto è bene chiarire che la disbiosi intestinale non può essere diagnosticata con un Pap test. Il Pap test può evidenziare un'alterazione della flora vaginale, ma non del microbiota intestinale. Se il medico sospetta una disbiosi intestinale sulla base dei suoi sintomi, in generale è consigliabile: limitare alimenti ultra-processati, zuccheri e alcol; seguire un'alimentazione ricca di fibre (frutta, verdura, legumi e cereali integrali), se ben tollerate; evitare restrizioni alimentari non necessarie senza una diagnosi precisa. Se presenta sintomi come gonfiore, diarrea o stipsi, è opportuno rivolgersi a un gastroenterologo o a un dietista per un percorso personalizzato. Quindi, non esiste una dieta unica per la "disbiosi". È importante chiarire prima se il problema riguarda la flora vaginale o il microbiota intestinale, perché si tratta di condizioni diverse che richiedono approcci differenti. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordiali saluti Dott. Gianluca de Franchis Dottore in Dietologia e Dietetica Applicata a Palermo e Bagheria
Buongiorno, una precisazione importante: tramite Pap test di solito si possono osservare alterazioni della flora vaginale/cervicale, più che diagnosticare direttamente una disbiosi intestinale. Per questo sarebbe utile capire bene cosa è stato riportato nel referto e cosa intendeva il ginecologo. Dal punto di vista alimentare non serve eliminare molti cibi “a prescindere”. In generale può essere utile curare la qualità della dieta, riducendo eccessi di zuccheri, alcol, prodotti molto processati e alimenti che eventualmente nota peggiorare i suoi sintomi. Al contrario, è utile favorire un’alimentazione varia, con verdura, frutta, cereali integrali se tollerati, legumi se ben digeriti e una buona idratazione. Cordiali saluti, Dott. Gabriel Russo – Dietista
Buongiorno carissima , prima di poterle dire cosa mangiare e cosa evitare , dovrebbe esegutire un disbiosi test urinario e dopo in base anche all'esito che và interpretato , farei un'analisi più dettagliata del suo microbiota intestinale per esegurie un piano persoanle di alimentazione mirato e lo specifico probiotico da assumere . Consiglio di fare una consuluenza con esami alla mano che le ho indicato , almeno il disbiosi test indicano e scatolo e capire il da farsi . Non consiglio di procedere alla cieca nella dieta e ne tantomeno nel prendere ceppi errati di probiotici che potrebbero peggiorare la sua situazione . Se desidera può prendere appuntamento presso il mio studio , o in consulenza online . Un cordiale saluto , Dott..ssa Patrizia Desogus
Se il ginecologo ha riscontrato un'alterazione della flora vaginale, può aver ipotizzato un'associazione con la salute intestinale, ma è opportuno valutare il quadro nel suo insieme. In generale, consiglio di limitare alimenti ultraprocessati, zuccheri semplici, alcol e un eccesso di grassi saturi, privilegiando una dieta ricca di verdura, frutta, legumi, cereali integrali e alimenti fermentati, se ben tollerati. Nel caso voglia seguire un piano nutrizionale adeguato per la situazione, la invito a contattarmi. Buona giornata, Dott. Intropido Mattia
Buongiorno. Purtroppo non riesco a darle una risposta precisa perchè andrebbe conosciuta la natura della disbiosi.
buongiorno tramite il pap test , avrà rilevato un alterazione della flora vaginale , dove può essere direttamente collegata con un alterazione della flora intestinale. Come consiglio personale , serve un piano alimentare adeguato seguito da un piano nutraceutico (ceppi probiotici utili soprattutto per ambiente vaginale) e utilizzo di olii essenziali
Salve, in caso di disbiosi il piano alimentare varia in base a quale parte dell'intestino presenta un eccesso batterico. In linea di massima le consigli di evitare alimenti fermentativi quindi seguire un piano FODMAP, fare pasti frequenti e masticare lentamente in modo da triturare gli alimenti il più possibile e rendere più facile il lavoro dell'intestino. Inoltro le consiglio di assumere sibosolv due cps al giorno capsule al giorno da assumere dopo i pasti principali. Mi scriva pe qualsiasi dubbio Dottoressa Martina D'Angelo Biologa Nutrizionista
Buongiorno, potrebbe essere una buona idea effettuare una cura specifica con PROBIOTICI che siano idonei per la sua flora batterica, per ripristinare il relativo equilibrio. Inoltre, dal punto di vista alimentare, è opportuno inserire nella dieta quotidiana prodotti alimentari ricchi di fibre PREBIOTICHE (verdura, frutta, cereali integrali), cibi fermentati (kefir, yogurt). E' consigliabile evitare di mangiare cibi ultra processati, ricchi di zuccheri, farine raffinate, evitando metodi di cottura che possano irritare ulteriormente la mucosa (frittura). Detto questo le basi della dieta mediterranea sono funzionali per il mantenimento del proprio stato di salute: dia precedenza a cereali integrali, legumi, carni magre, pesce azzurro, frutta fresca e frutta secca (nei quantitativi corretti lontano dai pasti). Condire i propri piatti con Olio Extravergine a crudo (1 cucchiaio per pasto). La saluto Cordialmente
Ciao, la disbiosi intestinale è un alterazione della flora batterica intestinale + batteri cattivi - batteri buoni o una scarsa varietà di questi. Viene valutata con esami delle feci, se è una semplice disbiosi prendi simbiontici, cioè probiotici e prebiotici insieme. Qualora hai altri disturbi forse non si tratta di disbiosi bensì di altro, tipo IBS o SIBO da valutare. Un caro saluto
Buongiorno, la disbiosi intestinale indica un’alterazione dell’equilibrio della flora batterica intestinale, ma è importante chiarire che il solo risultato del Pap test non permette di definire una disbiosi intestinale: sarà utile confrontarsi con il ginecologo o il medico curante per capire meglio il significato del referto. In generale, per favorire un buon equilibrio intestinale è consigliabile limitare il consumo frequente di alimenti ultraprocessati, eccessi di zuccheri semplici, alcol e un’alimentazione povera di fibre. Al contrario, può essere utile privilegiare una dieta varia, ricca di verdura, frutta, legumi (se tollerati), cereali integrali e alimenti che favoriscono la biodiversità intestinale. Non esiste però una lista unica di alimenti “vietati”: la gestione dipende dai sintomi presenti (gonfiore, alterazioni dell’alvo, dolore, ecc.) e dalla situazione individuale. Una valutazione personalizzata può aiutare a individuare le scelte più adatte.
Buongiorno, grazie per la sua domanda. È importante fare una precisazione: il Pap test non è un esame utilizzato per diagnosticare una disbiosi intestinale. Se il ginecologo le ha parlato di "disbiosi", è possibile che si riferisse a un'alterazione del microbiota vaginale, oppure che abbia formulato un'ipotesi basata sul suo quadro clinico. Per questo motivo, prima di apportare modifiche importanti all'alimentazione, è utile chiarire con il medico a quale tipo di disbiosi si riferisca. Non esiste una dieta valida per tutti, ma la presenza di gonfiore, dolore, alterazioni dell'alvo o altre problematiche gastrointestinali richiede una valutazione individuale. Eliminare alimenti senza una reale indicazione potrebbe essere inutile o addirittura controproducente. Se lo desidera, sarò lieta di aiutarla con una consulenza per individuare la strategia alimentare più adatta alle sue esigenze.
La disbiosi non si risolve così; è un percorso molto lungo che varia da persona a persona. Necessaria per forza una anamnesi molto accurata e da lì si parte per vedere cause, concause e rimedi ideali solo per lei. Prenoti una consulenza così da poter valutare insieme il suo caso e risolvere. Cordialmente Dott.ssa Mara Besacchi
Deve fare sicuramente una ricolonizzazione del microbiota, inoltre proseguirei probabilmente con una dieta low fodmap per poi via via andare a reinserire tutti gli alimenti
Buongiorno, In caso di disbiosi intestinale non esiste una lista “universale” di alimenti proibiti, ma ci sono alcune categorie che è spesso utile limitare perché possono favorire fermentazioni, infiammazione e alterazioni del microbiota. In ogni caso, la dieta andrebbe sempre personalizzata in base ai suoi sintomi (gonfiore, stitichezza, diarrea, dolore addominale) e alle sue abitudini. In generale, è consigliabile ridurre zuccheri semplici e prodotti molto dolci (merendine, biscotti, torte, bevande zuccherate, caramelle) perché alimentano i batteri “sfavorevoli” e aumentano gonfiore e gas. Anche cibi molto grassi e fritti, insaccati e carni lavorate, fast food e prodotti industriali ricchi di additivi (conservanti, coloranti, aromi) possono peggiorare l’infiammazione intestinale e la disbiosi, quindi vanno limitati il più possibile. In alcune persone può essere utile moderare temporaneamente i latticini ricchi di lattosio (latte, alcuni formaggi freschi) se scatenano gonfiore o crampi. Un altro aspetto importante riguarda i cosiddetti FODMAP (alcuni zuccheri e fibre fermentabili presenti in diversi alimenti): una dieta a basso contenuto di FODMAP, se indicata, può ridurre i sintomi, ma deve essere seguita per un periodo limitato e sempre sotto guida professionale, perché è una dieta restrittiva e va poi “allargata” gradualmente. Parallelamente, è spesso utile puntare su una base di alimenti semplici e ben tollerati (riso, patate, alcune verdure cotte, pesce, carni magre, olio extravergine) e lavorare poi sull’introduzione mirata di fibre e probiotici a seconda del quadro clinico. Nel suo caso, il fatto che la disbiosi sia stata sospettata a partire da un Pap test fa pensare a un possibile collegamento anche con la flora vaginale, quindi è ancora più importante un approccio integrato tra ginecologo e nutrizionista. Le suggerirei una consulenza nutrizionale dedicata per valutare sintomi, stile di vita ed esami, così da costruire un piano alimentare personalizzato, con una lista precisa di alimenti da limitare e alternative ben tollerate, evitando restrizioni inutili o sbilanciate. Qual è il sintomo intestinale che la disturba di più nella vita di tutti i giorni (gonfiore, stitichezza, diarrea, crampi)? Un cordiale saluto, Dott. Riccardo Pambira Biologo nutrizionista Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
Buongiorno la disbiosi del microbioma intestinale va approcciata con dieta idonea e probiotici specifici a seconda del tipo di disbiosi valutata con test idoneo. Si rivolga ad un nutrizionista esperto che possa aiutarla.
Per affrontare questa condizione, più che procedere con la semplice eliminazione fai-da-te di singoli alimenti, la strada più efficace è seguire un vero e proprio protocollo nutrizionale strutturato.In linea generale, per non alimentare i batteri "opportunisti" e ridurre lo stato infiammatorio, è consigliabile limitare fortemente: -Zuccheri semplici e raffinati: Dolci, bevande zuccherate, caramelle e farinati raffinati (pane bianco, prodotti da forno industriali), che rappresentano il nutrimento principale dei microrganismi patogeni. -Cibi ultra-processati e ricchi di additivi: Snack confezionati e piatti pronti che possono alterare la barriera intestinale. -Alcol e un eccesso di latticini o lieviti industriali: In particolare se avverte spiccato gonfiore o tensione addominale. Allo stesso tempo, è fondamentale supportare l'intestino con una corretta idratazione, cereali integrali e verdure di stagione ben tollerate
Buongiorno, la disbiosi intestinale non può essere diagnosticata con il Pap test, pertanto è importante chiarire con il ginecologo a cosa si riferisse. Se è presente una disbiosi intestinale, non esistono alimenti da eliminare in modo indiscriminato: l'alimentazione va personalizzata in base ai sintomi e alla causa del disturbo. In generale, è consigliabile limitare il consumo di alimenti ultraprocessati, zuccheri semplici e alcol, privilegiando un'alimentazione ricca di verdure, frutta, cereali integrali e fonti proteiche di qualità, salvo specifiche indicazioni cliniche. Un cordiale saluto, Dott.ssa Brunella Troncone Biologa Nutrizionista
Buongiorno, la disbiosi è un'alterazione temporanea dell'equilibrio tra i batteri "buoni" e quelli "meno buoni" che popolano l'intestino; ciò comporta tutta una serie di sintomi molto comuni come gonfiore, irregolarità (stitichezza o diarrea), digestione lenta o sensazione di pesantezza. A livello nutrizionale sono da preferire alimenti come verdure cotte (zucchine, carote, finocchi, zucca, fagiolini), avena, patate novelle o riso integrale/semi-integrale (meglio se fatti raffreddare, poiché sviluppano amido resistente, utilissimo per il microbiota) e cibi fermentati: Kefir di latte o d'acqua, yogurt naturale bianco senza zuccheri aggiunti, poiché apportano batteri vivi. A livello proteico preferire cibi "magri", come il pesce azzurro o la carne bianca o le uova. Un cordiale Saluto
Salve. Il Pap test non consente di diagnosticare una disbiosi intestinale bensì una disbiosi vaginale, vi sono degli esami ematochimici e fecali che possono supportare l'inquadramento clinico o escludere altre patologie. La disbiosi intestinale è un ' alterazione del microbiota intestinale ovvero la popolazione dei microrganismi- batteri, virus, funghi e protozoi- presenti all'interno del tratto gastrointestinale. Tale alterazione determina uno squilibrio all'interno del tubo digerente, portando a sintomi gastrointestinali quali, crampi, meteorismo, flatulenza, alterazioni della motilità e altri disturbi gastrointestinali. E' indicata un' alimentazione mirata volta a ripristinare tale equilibrio; gli alimenti da limitare/evitare sono in particolar modo i junk food, ovvero i famosi cibi spazzatura, ad es. bibite gassate, alcol, fritti ecc.. poiché possono contribuire a peggiorare l'equilibrio del microbiota.
Buongiorno, è difficile parlare di disbiosi in quanto non ci sono ancora test accurati per la diagnosi e dato che si tratta di una condizione spesso transitoria e molto individuale. Ovviamente per dire come andrebbe sviluppata l'alimentazione andrebbe fatta un'anamnesi accurata e si dovrebbe vedere se c'è una sensibilità ad alcuni cibi e ad alcuni comportamenti. Di per sé quindi è sicuramente utile avere un'alimentazione varia ed equilibrata, ma se vuole provare gli alimenti fermentati (kefir, kimchi, kombucha) hanno dimostrato un effetto positivo sulla composizione del microbiota.
Signora il suo caso richiede una consulenza personalizzata, non un consiglio o una singola risposta. Diffidi da informazioni arrivate a caso
Buongiorno, il Pap test non consente di diagnosticare una disbiosi intestinale. È possibile che il ginecologo abbia riscontrato un'alterazione della flora vaginale o le abbia suggerito di valutare anche un eventuale squilibrio del microbiota intestinale. In assenza di una valutazione specifica, non è utile eliminare alimenti a priori. In generale, è consigliabile limitare il consumo di alimenti ultraprocessati, zuccheri semplici e alcol, privilegiando una dieta ricca di verdura, frutta, legumi, cereali integrali e alimenti fermentati, se ben tollerati. Se sono presenti sintomi intestinali persistenti (gonfiore, alterazioni dell'alvo, dolore addominale), è opportuno rivolgersi a un professionista per una valutazione personalizzata, evitando di seguire diete restrittive senza una precisa indicazione.
Buongiorno, in caso di disbiosi intestinale non esiste una lista di alimenti da eliminare uguale per tutti, ma dipende dai sintomi e dalla situazione personale. In generale può essere utile limitare eccessi di alcol, zuccheri e cibi processati. si preferisca invece un'alimentazione varia e ricca di fibre. Per capire cosa è più adatto a lei, le consiglio una valutazione nutrizionale personalizzata.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.









