Buongiorno, Ho una domanda sugli zuccheri liberi. So che frutta frullata o spremuta ha un contenuto
Buongiorno, Ho una domanda sugli zuccheri liberi. So che frutta frullata o spremuta ha un contenuto alto di zuccheri liberi. Questo vale anche con la frutta cotta? Esempio mele e pere cotte, oppure pesche cotte in forno o appena scottate in padella? Se per fare dei "dolci" uso solo delle banane schiacciate/frullate o delle carote grattugiate è uguale a mettere dello zucchero a livello di zuccheri liberi? Le marmellate che non hanno edulcoranti o zuccheri aggiunti (esempio su 100g hanno 13g di zuccheri) le consideriamo una fonte di zuccheri liberi come il miele? Scusate la confusione
40 risposte
Buongiorno, la distinzione è importante: la cottura della frutta intera non trasforma automaticamente i suoi zuccheri in “zuccheri liberi”. Se cuoce una mela, una pera o una pesca mantenendo sostanzialmente integra la struttura dell’alimento, gli zuccheri restano quelli naturalmente presenti nella frutta. Diverso è il caso di frutta spremuta, centrifugata o frullata molto finemente, perché la struttura cellulare viene maggiormente disgregata e gli zuccheri diventano più rapidamente disponibili. Per i dolci preparati con banana schiacciata/frullata o carote grattugiate, non è corretto considerarli equivalenti allo zucchero aggiunto: apportano comunque anche fibre, micronutrienti e acqua. Tuttavia, se la frutta viene molto trasformata, la risposta glicemica può essere un po’ più rapida rispetto al frutto intero. Per quanto riguarda le marmellate senza zuccheri aggiunti, gli zuccheri presenti derivano comunque dalla frutta concentrata: dal punto di vista pratico vanno quindi considerate alimenti più concentrati in zuccheri rispetto alla frutta fresca. Il miele, invece, è a tutti gli effetti una fonte di zuccheri liberi. In sintesi: frutta cotta intera sì, frutta frullata/spremuta da considerare diversamente, marmellate da usare con moderazione anche se senza zuccheri aggiunti. Distinti saluti, Dr Luca Agostini
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Buongiorno, in generale, gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta intera o semplicemente cotta non sono considerati zuccheri liberi: quindi mela, pera o pesca cotta vanno bene. Con la frutta frullata, invece, la struttura viene modificata e gli zuccheri possono essere considerati zuccheri liberi. Questo però non significa che una banana frullata sia equivalente allo zucchero da tavola: contiene comunque fibre, acqua e micronutrienti. Le carote grattugiate non sono equivalenti allo zucchero e possono essere utilizzate tranquillamente. Per le confetture senza zuccheri aggiunti, invece, gli zuccheri derivanti dalla frutta possono rientrare tra gli zuccheri liberi, perché la frutta è stata trasformata. Anche in questo caso, però, non significa che siano nutrizionalmente equivalenti allo zucchero o al miele. In sintesi: meglio privilegiare la frutta intera, ma non è necessario evitare frutta cotta o demonizzare la frutta utilizzata per preparare un dolce. Conta soprattutto la quantità e la frequenza.
Buongiorno, si anche la cottura della frutta aumenta la presenza di zuccheri liberi, aggiungendo la frutta al posto dello zucchero (in base al tipo di frutta) si mantengono anche un pò di fibre rispetto ad aggiungere zucchero. Comunque si lo zucchero libero della frutta è sempre zucchero. Il contesto del frutto per la presenza di fibre e micronutrienti (ma molti degradati dalla cottura) lo rende migliore come fonte alimentare rispetto a dello zucchero. Si anche nel caso delle marmellate senza zuccheri aggiunti, il contenuto di zuccheri presente si riferisce a zuccheri liberi. A disposizione Dott. Cristian Stranieri
Buongiorno, purtroppo c'è tanta disinformazione sul tema zuccheri e su internet si vede di tutto. Mi preme specificare un aspetto: se un frutto viene consumato tal quale, cotto, oppure frullato, la quantità di zuccheri che contiene sarà la stessa. Quello che cambia è la velocità di digestione e quindi di assimilazione di questo zucchero nel sangue. - Nel caso del frutto frullato, mancando l'aspetto della masticazione, gli zuccheri sono assimilati più velocemente, e lo saranno ancor di più se il frutto è spremuto eliminando la fibra. In quest'ultimo caso, l'assenza di fibra rende il frutto effettivamente "meno salutare", perché manca la componente di sazietà data dalla fibra, rischiando di farci assumere più succo di quello che consumeremmo se il frutto fosse intero. - Il frutto cotto perde alcune delle sue proprietà di micronutrienti per via del processo di cottura, quindi anche questo è effettivamente "meno salutare" rispetto al frutto fresco. - Per quanto riguarda i dolci, considerata la frequenza con cui si dovrebbero consumare (parliamo di consumo occasionale durante la settimana), mi sento di dirle di utilizzare lo zucchero che preferisce, che sia frutta matura frullata/schiacciata o zucchero bianco. E' chiaro, sempre meglio moderare le quantità, e c'è differenza tra una torta con 200g di zucchero rispetto a 80 g. - Il contenuto di zucchero nelle carote è trascurabile. - Le marmellate sono molto meno dolci del miele, anche quando fatte in modo tradizionale, quindi hanno un impatto diverso. - Infine, quando si parla di zuccheri è meglio fare distinzione tra zuccheri aggiunti (e quindi tutto ciò che è derivato da dolci / biscotti / marmellate) e zuccheri semplici contenuti nella frutta così com'è. Dovremmo consumare da linee guida il meno possibile di zuccheri aggiunti, mentre gli zuccheri della frutta, nelle porzioni raccomandate di 2-3 volte al giorno rientrano assolutamente nelle quantità normali. Abbiamo parlato sempre in modo generale, ma sulla singola persona alcuni parametri e fabbisogni possono variare anche significativamente.
Salve. La frutta cotta a pezzi viene esclusa dagli zuccheri liberi mentre puree e marmellate sono incluse. Anche le banane schiacciate poichè il processo meccanico ne altera la struttura tuttavia anche se la risposta glicemica può essere simile la sua scelta è qualitativamente superiore per la presenza di fibre, vitamine, sali minerali rispetto allo zucchero bianco. Spero di aver chiarito i suoi dubbi. Le auguro una buona serata.
Buongiorno. Provo a fare un po' di chiarezza :) La cottura, di per sé, non trasforma gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta in zuccheri liberi. Una mela, una pera o una pesca cotta contiene sostanzialmente la stessa quantità di zuccheri del frutto di partenza, se non ne vengono aggiunti altri o se durante la cottura non si aggiunge ulteriore zucchero. Se durante la cottura perde molta acqua, gli zuccheri possono risultare più concentrati per 100 g, ma la quantità totale non aumenta. Per la banana schiacciata o frullata il discorso è un po’ diverso. Quando frulliamo o riduciamo un frutto in purea ne rompiamo maggiormente la struttura (la matrice) e rendiamo più facilmente disponibili gli zuccheri che erano contenuti al suo interno. Alcune linee guida considerano quindi questi zuccheri come zuccheri liberi. Questo però non rende una banana frullata uguale allo zucchero da tavola dal punto di vista nutrizionale: continuiamo ad assumere anche fibra, acqua e altri nutrienti presenti nel frutto. Grattugiare semplicemente una carota, invece, non trasforma i suoi zuccheri in zuccheri liberi. Per quanto riguarda i dolci, bisogna anche ricordare che lo zucchero non serve solo a renderli dolci: contribuisce anche alla consistenza e alla struttura. Per sostituirlo può quindi essere necessario utilizzare parecchia frutta, per cui “senza zucchero aggiunto” non significa necessariamente che il dolce contenga pochi zuccheri. Infine, per marmellate e composte senza zuccheri aggiunti, bisogna controllare gli ingredienti. I 13 g di zuccheri indicati sulla confezione sono gli zuccheri totali presenti nel prodotto: da quel numero, da solo, non possiamo sapere quanti siano zuccheri liberi. Se tra gli ingredienti troviamo, ad esempio, succo o concentrato di frutta utilizzato per dolcificare, i suoi zuccheri sono considerati zuccheri liberi dall’OMS. Anche il miele rientra tra le fonti di zuccheri liberi. Mi auguro di aver risposto con chiarezza alla sua domanda, ma per qualsiasi altra informazione non esiti a contattarmi. Un caro saluto PS
Buongiorno la frutta frullata ha lo stesso quantitativo di zuccheri di quella intera, ma viene la fibra e la masticazione, entrambe importanti per il senso di sazietà. Per i dolci si può usare tranquillamente lo zucchero, tanto se ne mangiano pochi e occasionalmente, quindi è meglio che siano buoni ;-). Lo stesso discorso vale per la marmellata, si fa con i quantitativi corretti di zucchero per una questione di sicurezza, se ne mangia poca, per cui, anche se ci sono gli zuccheri liberi, sono in quantità limitata. Quindi, riassumendo, meglio poco ma buono. Spero di aver risposto ai suoi dubbi.
Cara utente, c'è un problema di fondo: gli zucchero sono VELENO, qualunqua sia la forma con cui si presentano. Il problema è metabolico e provoca uno tsunami distruttivo in tutto il corpo. Stai molto attenta:))
Buongiorno! In generale, gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta intera non sono considerati zuccheri liberi. La semplice cottura (mela, pera, pesca cotta al forno o in padella) non fa diventare automaticamente gli zuccheri “liberi”, soprattutto se il frutto mantiene la sua struttura. Con la frutta frullata la situazione è un po’ diversa, perché la lavorazione rompe la struttura del frutto e rende gli zuccheri più disponibili. Però una banana schiacciata o una carota grattugiata utilizzate per preparare un dolce non sono semplicemente equivalenti allo zucchero aggiunto. Per le confetture senza zuccheri aggiunti, invece, gli zuccheri indicati in etichetta sono quelli naturalmente presenti nella frutta e non sono automaticamente paragonabili agli zuccheri liberi del miele. Se invece vengono aggiunti zucchero, miele, sciroppi ecc., questi rientrano negli zuccheri liberi. Quindi non è tanto il fatto che un alimento sia cotto o frullato, ma quanto viene modificata la struttura dell’alimento e se vengono aggiunti zuccheri. In caso di necessità mi rendo disponibile. Un saluto
Buongiorno la distinzione tra zuccheri naturalmente presenti nella frutta e zuccheri liberi può essere davvero poco intuitiva. La regola chiave è questa: gli zuccheri liberi comprendono gli zuccheri aggiunti agli alimenti, ma anche quelli naturalmente presenti nel miele, negli sciroppi, nei succhi di frutta e nei succhi da concentrato. Gli zuccheri che rimangono all'interno della struttura della frutta intera, invece, non sono considerati zuccheri liberi.
Buongiorno, non è affatto una domanda confusa: la distinzione dipende soprattutto da quanto la struttura della frutta viene modificata. La frutta cotta ma mantenuta sostanzialmente intera, come una mela o una pera al forno, continua a fornire anche acqua e fibre e non è paragonabile a un succo o allo zucchero aggiunto. Se invece viene frullata o ridotta in purea, gli zuccheri risultano più disponibili e, secondo alcune definizioni usate nelle linee guida, vengono considerati zuccheri liberi. Questo non significa però che una banana schiacciata o delle carote grattugiate siano “uguali allo zucchero”: apportano comunque fibre e altri nutrienti. In un dolce possono essere una valida alternativa per ridurre o evitare lo zucchero aggiunto, ma è utile considerare sia la quantità complessiva impiegata sia la frequenza di consumo del prodotto finale. Per le confetture senza zuccheri aggiunti, conviene leggere bene gli ingredienti e considerare la porzione: una confettura con 13 g di zuccheri per 100 g ne apporta circa 2–3 g in una porzione da 15–20 g. Il miele contiene molti più zuccheri per 100 g, quindi non sono equivalenti dal punto di vista quantitativo, anche se entrambi sono una fonte di zuccheri liberi e vanno inseriti con buon senso nel contesto dell’alimentazione complessiva.
Buonasera. Stai parlando di "zuccheri semplici"?. Hai descritto tutte situazioni in cui usi ingredienti (marmellate, miele, frutta fresca sia cruda che cotta) a medio/alto indice glicemico. A meno che non si tratti di un ambiente sportivo (un pre gara dell'ultimo momento) di solito si cerca di abbinare a questi alimenti, altri a basso I.G così da creare delle preparazioni più nutrienti e che non vadano a far lavorare tanto il pancreas. Se avesse ulteriori domande o volesse approfindire l'argomento, non esiti a contattarmi.
Buongiorno! È comprensibile essere un po’ in confusione, soprattutto perché sul web si trova davvero di tutto. Facciamo un po’ di chiarezza: la frutta contiene naturalmente zuccheri, ma apporta anche fibre, vitamine, minerali e molta acqua, che la rendono un ottimo alimento. Con i succhi e le spremute, invece, si perde gran parte delle fibre e si tende a consumare una quantità maggiore di frutta, assumendo quindi più zuccheri in poco tempo. La frutta cotta, invece, mantiene le fibre e buona parte dei nutrienti, quindi va benissimo. Anche la marmellata, persino quella senza zuccheri aggiunti, contiene generalmente molte meno fibre e vitamine rispetto alla frutta intera: per questo è più corretto considerarla un alimento dolce, piuttosto che una vera porzione di frutta. Un’ottima strategia per dolcificare le preparazioni è invece utilizzare banana schiacciata o datteri: contengono naturalmente zuccheri, ma anche fibre e altri nutrienti, a differenza dello zucchero semplice, che apporta principalmente zuccheri e praticamente nessuna fibra. Spero di esserle stata utile e rimango a disposizione. Cordialmente. Dott.ssa Colciago
Ciao, nella frutta intera trovi lo zucchero sotto forma di fruttosio, saccarosio e glucosio all'interno delle parete cellulari vegetali, però quando effettui una frullatura o spremitura si rompe la struttura cellulare che libera zuccheri semplici. Nelle spremute ad esempio, buona parte delle fibre vengono scartate, quindi lo zucchero viene assorbito subito, causando un picco glicemico ed insulinemico. Per quanto riguarda la frutta cotta non parliamo di zuccheri liberi, perchè la cottura ammorbidisce la parete cellulare senza distruggerla. Per i dolci homemade il mio consiglio è da utilizzare carote grattugiate o banane schiacciate con forchetta senza usare frullatori ecc, perchè le lame riducono la dimensione delle fibre e quindi riducono la loro capacità di rallentare l'assorbimento dei carboidrati, non usare puree di frutta o banane frullate che per essere precisi rientra nella categoria degli zuccheri liberi. Ovviamente a livello metabolico è meglio usare la purea o banane frullate rispetto allo zucchero bianco classico! ;)
Buongiorno la frutta in tutte le sue forme deve essere quantificata nell'ambito di un piano alimentare adatto al suo fabbisogno nutrizionale. La marmellata senza zuccheri aggiunti in realtà può contenere succo di uva. Anche questa va quantificata nella sua dieta. Stessa cosa per il miele. Meglio non gestire la dieta con tentativi fai da te per evitare di trovarsi in sovrappeso senza capirne il motivo.
Buongiorno! Per quanto riguarda la frutta cotta, il fatto di cuocerla non fa sì che gli zuccheri diventino automaticamente “liberi”. Quindi mele, pere o pesche cotte, senza aggiunta di zucchero o miele, vanno bene. Anche se usa banana schiacciata o frullata, oppure carote grattugiate per preparare un dolce, non è la stessa cosa che aggiungere zucchero: sono sempre gli zuccheri naturalmente presenti nell’alimento. Per le marmellate/confetture invece il discorso è un po’ diverso: anche se non hanno zuccheri aggiunti, durante la lavorazione gli zuccheri della frutta vengono considerati zuccheri liberi. Quindi è meglio non considerarle esattamente come la frutta intera. Spero di aver chiarito il dubbio
Buonasera; la frutta ha un elevato contenuto di zucchero e purtroppo trattasi di fruttosio .Anche se le scrivono 13 gr questa quota non comprende il fruttosio di cui è piena.. cotta ancor peggio. Il fruttosio non è un alimento sano in quanto l'unico organo deputato alla sua demolizione è il fegato: nessun altro organo è in grado di utilizzarlo. Frutta e verdura ci dicono? Sarebbe meglio dire....verdura si e frutta con moderazione.
Buongiorno, Rispondere alla sua domanda richiede di fare necessariamente un preambolo sulle caratteristiche degli "zuccheri semplici" contenuti in varie matrici alimentari, sia in modo naturale (nativo) che in modo aggiunto. Quelli naturalmente presenti nella frutta sono distinti in "zuccheri intrinseci" ed "estrinseci", di cui i primi sono quelli trattenuti dalla matrice solida dell'alimento, mentre gli altri sono liberi e, quindi, rilasciati all'interno del succo di spremitura. A questi si aggiunge una terza categoria, ossia gli "zuccheri aggiunti", ossia quelli che vengono addizionati artificialmente per dolcificare un alimento, come da ricetta. Zuccheri estrinseci e zuccheri aggiunti costituiscono la "temuta" categoria degli "zuccheri liberi" (o "free sugars") che di fatto, sono quelli ritenuti più pericolosi in quanto facilmente assorbibili, poiché non legati come quelli intrinseci. Fatta questa vitale premessa, se un frutto viene spremuto o frullato, la composizione in zuccheri liberi cambia poiché il succo di spremitura porta con se solo gli zuccheri estrinseci (liberamente presenti al suo interno), maggiormente biodisponibili per l'assorbimento intestinale. Viceversa, un frutto frullato (NON FILTRATO) che conserva la sua composizione anche in fibre permette di assumere anche gli zuccheri intrinseci ad esse legati, i quali risultano a minore biodisponibilità. Ciò significa che, se lei di un frutto assume un pari volume di succo o di frullato, nel primo caso assumerà logicamente un maggior quantitativo di zuccheri liberi (ossia gli estrinseci unicamente presenti). Per quanto riguarda la frutta cotta, il discorso diventa più articolato. Il calore degrada alcune fibre (come le pectine) che trattengono gli zuccheri intrinseci, di fatto rendendone libera una certa parte come già quelli estrinseci. Ciò significa che, assumendo pari quantità di frutta cotta e fresca, nel primo caso si assorbirà un quantitativo maggiore di zuccheri liberi. Inoltre, se la cottura del frutto avviene a secco (al forno), la situazione peggiora ulteriormente perché, a differenza della cottura per bollitura, la matrice del frutto si disidrata e questo comporta (sempre a parità di peso rispetto al frutto fresco) un ulteriore incremento della quantità di zuccheri liberi assunti. Di fatto, in questo caso, si parlerebbe proprio di "frutta secca" che, da riferimenti LARN, dovrebbe essere assunta saltuariamente e in porzioni non superiori a 30 g. Per quanto riguarda le preparazioni di alimenti, la dolcificazione realizzata ricorrendo alla sola frutta (anche frullata) piuttosto che all'aggiunta di saccarosio, potrebbe ridurre il contenuto di zuccheri liberi, ma il condizionale è d'obbligo perché l'obiettivo finale del conferire il desiderato "gusto dolce" alla matrice potrebbe scombussolare i quantitativi di zuccheri ad essa conferiti attraverso la frutta. Quest'ultima si sa che contiene fruttosio libero il quale, a differenza del saccarosio o altri dolcificanti alternativi, con la cottura perde di potere dolcificante. Quindi, potrebbe accadere che, dolcificando con la sola frutta, si possa superare il contenuto in "zuccheri liberi" necessario per raggiungere lo stesso livello di dolcezza. In tal caso, abbiamo fatto danno. In ultimo, le marmellate (in particolare quelle senza zuccheri aggiunti) costituiscono una fonte di zuccheri liberi inferiore rispetto a pari quantità di miele, per 2 motivi: il primo è perché, per ragioni tecnologiche, le marmellate sono preparate aggiungendo pectine (quindi, la stessa fibra di cui sopra) per conferire la tipica consistenza gelatinosa. Di conseguenza, non tutti gli zuccheri presenti nella matrice sono liberamente assorbiti (come da un succo di spremitura). Il secondo motivo è perché il miele non contiene fibre volte a trattenere gli zuccheri semplici che, fra l'altro, sono glucosio e fruttosio SEPARATI a differenza del saccarosio che li vede chimicamente legati. Ciò significa che il miele presenta una maggiore biodisponibilità di zuccheri semplici rispetto al saccarosio, quindi va usato con attenzione, in particolare per chi soffre di diabete. Ovviamente, il confronto fra miele e marmellate si riequilibra se consideriamo che del primo basta anche un cucchiaino (5 grammi) per dolcificare una bevanda, mentre della marmellata solitamente se ne assumono anche 30 o più grammi quando mangiamo una porzione di crostata o 3-4 fette biscottate a colazione. Dunque, anche qui la situazione è relativa. Cordialmente.
Buongiorno! Non c’è da scusarsi: la distinzione è importante . Gli zuccheri liberi non coincidono semplicemente con gli zuccheri “dolci” presenti in un alimento. Secondo la definizione WHO, quelli della frutta intera rimangono zuccheri intrinseci; invece succhi e alcune lavorazioni che rompono la struttura cellulare possono renderli più facilmente disponibili. La frutta cotta, se rimane intera o a pezzi, non diventa automaticamente equivalente a zucchero o miele: la cottura ammorbidisce la matrice, ma non significa che tutti gli zuccheri diventino “liberi” nella stessa maniera di un succo. Diverso è il caso della frutta frullata/purea: la rottura della struttura cellulare libera parte degli zuccheri, motivo per cui la WHO parla anche di “liberated sugars”. Quindi una banana schiacciata grossolanamente dentro un dolce non è semplicemente “come aggiungere zucchero”, mentre una purea molto fine è una forma più processata. Le carote grattugiate, invece, non sono equivalenti allo zucchero aggiunto. Per le marmellate senza zuccheri aggiunti, gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta non diventano automaticamente zuccheri liberi solo perché il prodotto contiene 13 g di zuccheri/100 g; va considerata la lavorazione e la definizione specifica del prodotto. Quindi: frutta intera/cotta ≠ miele ≠ zucchero da tavola, anche se il contenuto totale di zuccheri può essere simile in alcuni casi. L’obiettivo è soprattutto limitare gli zuccheri liberi complessivi, non demonizzare la frutta. Un cordiale saluto, Dott.ssa Giorgia Ranzato Biologa Nutrizionista
Buonasera, la frutta cotta se si lascia a pezzi (con la struttura sostanzialmente intatta) quindi non schiacciata o frullata, non viene considerata fonte di zuccheri liberi ma come zuccheri "intrinseci" della frutta. Per quanto riguarda l'uso delle puree di frutta nei dolci, queste per definizione sono associate agli zuccheri liberi, per cui è come usare lo zucchero bianco (seppur differenti dal punto di vista nutrizionale). Diverso è se si usa verdura grattugiata come le carote, in primis perchè il contenuto zuccherino è minore e differente rispetto alla frutta e cambia anche l'apporto di fibre. Infine le marmellate, seppur con ridotto quantitativo di zucchero, sono comunque equiparabili al miele poichè la frutta è lavorata o concebtrata e quindi la struttura non è più intatta ma "rotta" e nella pratica nutrizionale rientra tra gli alimenti da considerare fonte di zuccheri liberi.
Buongiorno, Gli zuccheri liberi sono alimenti in cui avviene la rottura della struttura cellulare come per es le banane schiacciate, frullati, marmellate.in generale. Gli zuccheri non liberi sono quelli in cui la fibra rimane inalterata come frutta cotta a pezzi, quindi la fibra rimane e c'é un rallentamento dell'assorbimento, se poi successivamente viene frullata allora diventerebbe uno zucchero libero. Cordiali saluti
Tutta la frutta qualunque forma o trasformazione abbia subito contiene fruttosio, zucchero libero. La carota un po' meno.
Buongiorno! Le rispondo In breve: Frutta cotta (mele, pere, pesche): no, la cottura di per sé non trasforma gli zuccheri in “zuccheri liberi”. Il problema è soprattutto quando la frutta viene spremuta o frullata, perché la struttura viene distrutta. Banana schiacciata/frullata: non è equivalente allo zucchero aggiunto. Contiene comunque zuccheri della frutta, ma la frutta intera o semplicemente schiacciata mantiene una struttura diversa rispetto a zucchero libero. Carote grattugiate: assolutamente non equivalenti allo zucchero; gli zuccheri rimangono naturalmente presenti nella matrice vegetale. Marmellata senza zuccheri aggiunti: dipende dalla preparazione. Anche senza zuccheri aggiunti, gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta possono diventare “zuccheri liberi” durante la lavorazione, quindi non è esattamente paragonabile alla frutta intera. Però 13 g/100 g non equivalgono a 13 g di zucchero aggiunto. Quindi, per fare dolci con frutta cotta, banana schiacciata e carote, non stai semplicemente “mettendo zucchero” al posto dello zucchero.
Buongiorno la frutta cotta o frullata mantiene la stessa quantità di zuccheri di quella fresca ma cambia la digeribilità e il contenuto di fibra per cui l'indice glicemico è più alto rispetto al frutto di partenza. Utilizzare banane o carote per dolcificare è meglio dello zucchero raffinato perchè contengono fibra che rallenta l'assorbimento dello zucchero. Le marmellate sono fonte di zuccheri come il miele.
no, una banana schiacciata o frullata e delle carote grattugiate non sono equivalenti all'aggiunte di zucchero da tavola. Gli zuccheri presenti naturalmente nella frutta e nella verdura intera non vengono generalmente considerati "zuccheri liberi". La frutta frullata mantiene inoltre la sua fibra anche se sottoforma di frullato può risultare meno saziante rispetto al consumo del frutto intero. Diverso è il caso della frutta spremuta o dei succhi: durante la spremuta si perde gra parte della struttura e della fibra del frutto e gli zuccheri presenti nel succo rientrano nella definizione di zuccheri liberi. Per marmellate bisogna invece guardare la composizione: se contiene zuccheri aggiunti questi sono ovviamente zuccheri liberi. Se è una marmellata composta esclusivamente da frutta, la sostituzione è diversa e non la equiparerei automaticamente al miele, In ogni caso dal punto di vista pratico, è utile considerare anche la quantità complessiva di zuccheri e la porzione, non soltanto la classificazione "liberi/non liberi". Una precisazione: frullare non "trasforma" chimicamente lo zucchero della banana in zucchero libero. Il cambiamento principale riguarda struttura, consistenza e sazietà.
Buongiorno, La frutta cotta libera una parte degli zuccheri perché la cottura rompe le fibre, ma meno rispetto a frullati e spremute. Una cottura breve rende pochi zuccheri liberi, una cottura lunga ne aumenta la quantità. La banana schiacciata contiene zuccheri più “liberi” rispetto alla banana intera, mentre le carote grattugiate ne rilasciano pochissimi. Le marmellate senza zuccheri aggiunti contengono comunque zuccheri liberi perché la frutta è cotta e frullata, quindi metabolicamente sono simili al miele ma meno concentrate. A differenza di quelle "light" esempio la Hero Light che ha un apporto calorico molto basso Dott.ssa Miriam Leo
Buongiorno, gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta e nelle verdure intere non sono considerati zuccheri liberi. Frullare o schiacciare un frutto intero non lo rende automaticamente equivalente allo zucchero aggiunto, anche se consumarlo sotto forma di frullato può facilitarne un'assunzione più rapida e abbondante. La cottura non trasforma gli zuccheri in zuccheri liberi. Per le marmellate invece "senza zuccheri aggiunti" non significa senza zuccheri: quelli presenti possono derivare naturalmente dalla frutta. In generale, quindi, la frutta può tranquillamente rientrare in un'alimentazione equilibrata.
Buonasera! La confusione è comprensibile, perché zuccheri totali e zuccheri liberi non sono la stessa cosa. La frutta intera contiene zuccheri naturalmente presenti nella sua struttura, che non vengono considerati zuccheri liberi. Questo vale anche per mela, pera o pesca cotte, se non viene aggiunto zucchero: la cottura, da sola, non le rende equivalenti allo zucchero o al miele. Anche usare banana schiacciata o carote grattugiate per preparare un dolce non equivale ad aggiungere zucchero: stiamo utilizzando alimenti che, oltre agli zuccheri, apportano acqua, fibre e altri nutrienti. Con la frutta frullata la questione è un po' più complessa, perché la rottura della struttura del frutto può modificare la classificazione degli zuccheri, a seconda della definizione utilizzata. Per le confetture senza zuccheri aggiunti, invece, attenzione all'etichetta: i "13 g di zuccheri per 100 g" indicano gli zuccheri totali, non necessariamente 13 g di zuccheri liberi. Bisogna controllare anche gli ingredienti, verificando la presenza di zuccheri, sciroppi, succhi o concentrati aggiunti. Quindi, in sintesi: non basta vedere quanti grammi di zuccheri contiene un alimento; bisogna considerare da dove provengono e in quale forma sono presenti. Lo zucchero non è veleno, come spesso (purtroppo) si sente in giro. Certo, non bisogna esagerare. Come per ogni alimento o nutriente, anche gli zuccheri liberi possono rientrare tranquillamente in una dieta sana e bilanciata. E per questo, nemmeno la frutta può essere consumata "a volontà", anche se contiene fibre e altri nutrienti. Saper bilanciare è la chiave per un approccio corretto alla nutrizione.
Buongiorno, gli zuccheri della frutta sono i medesimi di quelli presenti nello zucchero da cucina oppure nel miele. Il punto della questione è un altro. La frutta contiene anche fibre (che rallentano un pochino l'assorbimento, riducendo il picco glicemico degli zuccheri), ma anche vitamine e minerali utili per la salute umana. La frutta frullata o cotta e spesso le marmellate continuano a contenere le fibre, a volte in una forma leggermente più digeribile in base ai trattamenti a cui sono sottoposti, per cui si equivalgono alla frutta intera. Le Spremute invece no, queste ricavano solo il succo e quindi solo gli zuccheri, rimuovendo la parte fibrosa del frutto, quindi per questo spesso le sconsiglio. Per altri dubbi non esiti a contattarmi, Giuseppe Caputo, Salerno.
Buongiorno, intanto vorrei capire perchè la preoccupano tanto "gli zuccheri liberi", problemi di glicemia? Obesità? Altro? Frutta e verdura contengono certe quantità di zuccheri che variano in base al tipo ed alla maturazione del frutto stesso. I frullati ed i succhi, che sono buone soluzioni "idratanti" se di buon qualità (e senza altra roba aggiunta come nel caso dei succhi....), e con tante caratteristiche interessanti per alcune tipologie di persone, in effetti (succhi e centrifugati principalmente) venendo privati di polpa e buccia perdono componenti ESSENZIALI mantenendo acqua e zucchero invariati ecco perchè si dice "che hanno più zuccheri liberi". Frutta cotta e cruda differisce per la quantità di acqua e l'eventuale perdita di composti termolabili, ma se parliamo di "zuccheri" nessuna variazione. Inoltre utilizzare la banana intera al posto dello zucchero NON PUO' MAI essere la stessa cosa. Le marmellate senza nulla aggiunto, hanno gli zuccheri che avrebbe la frutta intera.....Il miele non differisce dallo zucchero (da un punto di vista alimentare). A mio avviso la caccia alle streghe (zuccheri, carboidrati, zuccheri liberi......) lascia il tempo che trovi; piuttosto adatti l'assunzione di carboidrati al suo stile di vita. Spero di aver chiarito i suoi dubbi.
La classificazione degli zuccheri liberi (secondo la definizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità - OMS) e l'impatto metabolico delle diverse preparazioni culinarie dipendono principalmente dall'integrità della matrice cellulare e dalla presenza di fibre solubili e insolubili. 1. Frutta cotta vs Frutta frullata o spremuta Frutta cotta intera o a pezzi (mele, pere, pesche): Non rientra nella definizione di zuccheri liberi. Quando la frutta viene cotta intera o tagliata a spicchi, la matrice vegetale e la struttura delle fibre rimangono in gran parte integre. La cottura rammollisce la parete cellulare (pectine) e rende i carboidrati leggermente più accessibili e assorbibili, ma non libera gli zuccheri dalla matrice come avviene nella spremitura o nell'estrazione. Frutta frullata, ridotta in purea o spremuta: Gli zuccheri presenti in succhi, concentrati e puree (anche se ottenuti da frutta cotta) vengono classificati dall'OMS come zuccheri liberi perché la rottura meccanica delle strutture cellulari ne aumenta drasticamente la velocità di assorbimento ematico. 2. Banane schiacciate/frullate e Carote grattugiate nei dolci Banane frullate o schiacciate: Sotto il profilo formale della classificazione OMS, quando la frutta viene totalmente ridotta in purea per dolcificare un impasto, gli zuccheri estratti agiscono metabolicamente come zuccheri liberi. Tuttavia, rispetto allo zucchero saccarosio puro o al miele, la purea di banana conserva fibra totale, potassio, micronutrienti e acqua. L'impatto sulla glicemia finale dipende dall'intero impasto: la presenza di farine integrali, grassi e proteine nel dolce rallenta la risposta glicemica complessiva. Carote grattugiate: Non sono zuccheri liberi. La grattugiatura non distrugge completamente la matrice cellulare né rimuove le fibre. Inoltre, il contenuto di zuccheri propri della carota è contenuto (~4.7 g per 100 g), rendendola un ottimo ingrediente strutturale e idratante. 3. Confetture e Marmellate 100% frutta (senza zuccheri aggiunti) Le composte e confetture ottenute per concentrazione della frutta (anche senza saccarosio aggiunto) sono classificate come fonti di zuccheri liberi. Processo di concentrazione: La cottura prolungata e l'evaporazione dell'acqua concentrano la quota zuccherina naturale (fruttosio e glucosio). Paragone con il miele: Una confettura 100% frutta apporta generalmente 12–15 g di zuccheri per 100 g (dipende dalla frutta di partenza). Il miele contiene circa 80 g di zuccheri per 100 g. Sebbene la natura chimica e la classificazione (zuccheri liberi) siano sovrapponibili, la densità calorica e zuccherina della marmellata 100% frutta è nettamente inferiore a quella del miele o dello zucchero di canna/bianco.
Buongiorno! Nessuna confusione: è un argomento sul quale è facile fare un po’ di chiarezza Gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta intera non vengono considerati “zuccheri liberi”. La situazione cambia soprattutto quando la frutta viene trasformata in succo o spremuta: in questo caso gli zuccheri vengono considerati liberi, anche se non è stato aggiunto zucchero. La semplice cottura della frutta, invece, non la rende equivalente allo zucchero o al succo. Quindi una mela o una pera cotta, così come una pesca cotta al forno o brevemente in padella, continua sostanzialmente a essere frutta e gli zuccheri che contiene non diventano automaticamente “zuccheri liberi” per il solo fatto di essere stati cotti. Anche utilizzare
Buongiorno! È una domanda molto interessante, perché il concetto di "zuccheri liberi" può effettivamente creare un po' di confusione. In generale, gli zuccheri naturalmente presenti nella frutta intera non vengono considerati zuccheri liberi. Il discorso cambia quando la struttura cellulare della frutta viene rotta, ad esempio in succhi, spremute, puree e preparazioni frullate. Per la frutta cotta intera, come mele, pere o pesche cotte al forno, in padella o stufate, la situazione è diversa: la cottura ammorbidisce la struttura ma non la disgrega meccanicamente. Gli zuccheri restano quindi contenuti nella matrice cellulare e non vengono considerati zuccheri liberi. Una mela cotta non è equivalente a un succo di mela. Per banana schiacciata o verdura grattugiata usate in un dolce, invece, la disgregazione della struttura cellulare (schiacciare, grattugiare, frullare) fa rientrare quegli zuccheri nella categoria "liberi". Questo però non significa che siano nutrizionalmente equivalenti allo zucchero da tavola: nell'alimento restano fibre, acqua, micronutrienti e il resto della matrice vegetale. Per le confetture senza zuccheri aggiunti vale lo stesso principio, con un'aggiunta: "senza zuccheri aggiunti" non significa "senza zuccheri liberi". La frutta lavorata per la confettura ha la struttura cellulare compromessa, quindi contiene zuccheri liberi nella stessa categoria di miele e sciroppi, che per definizione contengono zuccheri liberi a prescindere dal saccarosio aggiunto. Tuttavia non sarebbe corretto definirle "fonte" di zuccheri liberi, come se fossero un ingrediente in sè: gli zuccheri liberi sono un componente intrinseco del prodotto stesso, conseguenza della trasformazione della frutta. In sintesi: non conta solo "zucchero sì/no", ma il grado di trasformazione della matrice vegetale. La frutta intera, anche cotta, resta un alimento diverso da succhi, puree e confetture, che invece contengono zuccheri liberi. Detto questo, è importante non demonizzare lo zucchero: rientra in un'alimentazione equilibrata anche in un contesto vario e non ossessivo, l'importante è la quantità complessiva e la frequenza di consumo, non l'etichetta in sé. Classificare un alimento come "fonte di zuccheri liberi" serve a orientare le scelte, non a bandirlo dalla dieta. Spero di aver chiarito il dubbio!
Buonasera, sicuramente la frutta cotta aumenta il grado di zuccheri liberi rispetto a quella cruda ma ne contiene comunque meno rispetto a quelli che vi sono nelle centrifughe o negli estratti (il punto vero è che gli zuccheri di questi ultimi non sono accompagnati da fibre, idem per le marmellate senza edulcoranti e zuccheri aggiunti dove la frutta è stata completamente 'spappolata'). La frutta cotta chiaramente, soprattutto s eintegra, come una mela al forno, mantiene la sua dose di fibre quindi sicuramente è più vantaggioso rispetto al consumo dei cibi riportati sopra. L'uso di frutta schiacciata nei dolci è meglio sicuramente dell'uso di zucchero bianco o miele, ma non per questo questi ultimi devono a tutti i costi essere demonizzati. Tutto quanto detto sopra va sempre contestualizzato nel caso di presenza di patologie come intolleranza al glucosio o diabete o altre specifiche necessità che andrebbero valutate in visita con un professionista che possa prendere in carico a 360° la sua situazione di salute.
Buongiorno :) La cottura della frutta, di per sé, non fa diventare gli zuccheri “liberi”. Quindi una mela o una pera cotta o semplicemente scottata in padella, continua a essere considerata frutta intera. Diverso è il caso della frutta frullata perchè la struttura dell'alimento viene modificato e, soprattutto se consumata come bevanda, è più facile assumerne quantità maggiori. Per le marmellate invece se non contengono zuccheri aggiunti, gli zuccheri presenti derivano principalmente dalla frutta ma durante la preparazione la struttura della frutta viene modificata. Quindi, una marmellata non la considero equivalente alla frutta fresca. Ad ogni modo, io dico sempre ai miei pazienti di non focalizzarsi troppo sul singolo alimento ma sulla frequenza con cui consumiamo queste preparazioni.
Buongiorno! La definizione di zuccheri liberi comprende gli zuccheri aggiunti agli alimenti, ma anche quelli naturalmente presenti in miele, sciroppi, succhi di frutta e puree/frullati di frutta, perché in questi casi la struttura cellulare del frutto viene modificata o rimossa. Per quanto riguarda invece la frutta cotta, la cottura di per sé non fa diventare gli zuccheri “liberi”. Quindi una mela o una pera cotta, così come una pesca cotta al forno o semplicemente scottata in padella, rimane sostanzialmente frutta intera: gli zuccheri naturalmente presenti nel frutto non vengono automaticamente classificati come zuccheri liberi solo perché l'alimento è stato cotto. Diverso è il caso della frutta frullata o trasformata in purea: qui la situazione è meno netta rispetto alla frutta semplicemente cotta, perché la struttura del frutto viene modificata. In generale, però, non è corretto considerare una banana schiacciata o della frutta utilizzata per preparare un dolce come se fosse equivalente, dal punto di vista nutrizionale, all'aggiunta di zucchero da tavola. Rimangono infatti anche fibre e altri nutrienti dell'alimento. Lo stesso vale per le carote grattugiate: non sono paragonabili allo zucchero aggiunto. La carota contiene naturalmente zuccheri, ma anche fibre e acqua, e non diventa una fonte di zuccheri liberi semplicemente perché viene grattugiata. Per le confetture, invece, bisogna guardare bene il prodotto e la sua composizione. Il fatto che non contenga zuccheri aggiunti non significa automaticamente che gli zuccheri indicati in etichetta siano tutti “zuccheri liberi” nel senso nutrizionale della definizione. La lavorazione della frutta in confettura comporta comunque una trasformazione importante dell'alimento, quindi è un prodotto diverso dalla frutta intera e va considerato nel suo complesso, senza però equipararlo semplicemente al miele. Quindi, in pratica, non serve avere paura della frutta cotta o pensare che “se è dolce allora equivale allo zucchero”. La cosa importante è valutare l'alimentazione nel suo insieme, la frequenza e le quantità, senza trasformare la distinzione sugli zuccheri liberi in una lista di alimenti “vietati”.
Buongiorno! I suoi dubbi sono del tutto legittimi, poiché il concetto di zuccheri liberi legato alle trasformazioni domestiche degli alimenti genera spesso molta confusione. Per quanto riguarda la frutta cotta a pezzi o al forno (come mele, pere o pesche), se non si aggiungono dolcificanti gli zuccheri rimangono racchiusi nella loro matrice strutturale di fibre e non diventano affatto zuccheri liberi: la cottura ammorbidisce le fibre rendendo il sapore più dolce e aumentando leggermente l'indice glicemico, ma la composizione nutrizionale di base resta integra. Diversamente, quando la frutta viene schiacciata o ridotta in purea (come nel caso delle banane o delle carote frullate per preparare dei dolci), la rottura meccanica delle pareti cellulari rende gli zuccheri più rapidamente assimilabili, facendoli rientrare formalmente nella definizione di zuccheri liberi; tuttavia, usare una banana o le carote offre un valore nutrizionale nettamente superiore allo zucchero saccarosio, apportando potassio, vitamine e fibre idrosolubili che modulano la risposta glicemica. Allo stesso modo, le confetture senza zuccheri aggiunti rientrano tra le fonti di zuccheri liberi al pari del miele, poiché derivano da frutta concentrata e cotta a lungo. In sintesi, consumare la frutta intera o cotta a pezzi garantisce il miglior impatto metabolico, mentre l'uso di puree e confetture rappresenta un'ottima alternativa naturale e di qualità ai dolcificanti raffinati, da gestire semplicemente con la giusta attenzione alle porzioni. Un caro saluto!
Buongiorno, gli zuccheri naturalmente contenuti nella frutta (fresca o cotta) non rientrano tra gli zuccheri liberi da limitare nella giornata; la linea guida rimane infatti quella di consumare tranquillamente 2-3 porzioni di frutta al giorno. Ecco i chiarimenti sui singoli punti: - Frutta cotta: la cottura ammorbidisce le fibre ma non le rompe come le lame di un frullatore, perciò non genera zuccheri liberi. - Banane schiacciate e carote nei dolci: La banana frullata rende gli zuccheri più disponibili, ma non è paragonabile allo zucchero bianco perché apporta fibre e minerali che ne mitigano l'impatto. Le carote grattugiate mantengono la struttura della fibra intatta. - Marmellate 100% frutta: trattandosi di frutta concentrata e ridotta in polpa, rientrano tra gli zuccheri liberi (similmente al miele), pur restando preferibili rispetto ai prodotti con zuccheri aggiunti. Un cordiale saluto, Dott.ssa Caterina Cesari
Buongiorno! La sua domanda è molto interessante perché permette di chiarire una distinzione importante tra zuccheri naturalmente presenti negli alimenti e zuccheri liberi. Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli zuccheri liberi comprendono quelli aggiunti agli alimenti e quelli naturalmente presenti in miele, sciroppi, succhi e concentrati di frutta. Gli zuccheri contenuti nella frutta intera, invece, non vengono generalmente classificati come zuccheri liberi, perché si trovano all’interno della matrice alimentare, insieme a fibre e altri nutrienti. La semplice cottura di mele, pere o pesche, senza aggiunta di zucchero, non trasforma automaticamente i loro zuccheri in zuccheri liberi. Lo stesso vale per le carote grattugiate. Anche utilizzare una banana schiacciata per preparare un dolce è nutrizionalmente diverso dall’aggiungere zucchero da tavola. La frullatura può modificare la struttura dell’alimento, ma non rende automaticamente tutti gli zuccheri equivalenti a quelli aggiunti. Per quanto riguarda le marmellate senza zuccheri aggiunti, la valutazione è più articolata: occorre considerare gli ingredienti e il processo produttivo, soprattutto l’eventuale presenza di succhi o concentrati di frutta. La dicitura “senza zuccheri aggiunti” non significa necessariamente assenza di zuccheri liberi. Il mio consiglio è di non concentrarsi esclusivamente sulla classificazione degli zuccheri, ma di valutare anche porzioni, frequenza di consumo e qualità complessiva dell’alimentazione. Nel suo caso, un percorso nutrizionale personalizzato potrebbe aiutarla a comprendere meglio queste differenze e a inserire anche preparazioni dolci in un’alimentazione equilibrata, senza creare restrizioni inutili. L’obiettivo è acquisire consapevolezza e autonomia, non dover analizzare continuamente ogni singolo ingrediente.
Ciao! La frutta cotta intera (mele, pere, pesche al forno) non conta come zuccheri liberi. Frutta frullata, spremuta o ridotta in purea invece sì, quindi anche la banana schiacciata nei dolci: è meglio dello zucchero perché porta fibre e potassio, ma va contata. Le carote grattugiate non sono zuccheri liberi. Le marmellate "senza zuccheri aggiunti" hanno zuccheri concentrati dalla frutta, quindi vanno considerate come il miele: con moderazione. Ti consiglio, visto il tuo caso particolare, di seguire una dieta personalizzata. Puoi prenotare direttamente dal portale di MioDottore, così possiamo fare un piano personalizzato in presenza o in videochiamata. Scrivimi o chiamami pure :)
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