Disturbo bipolare
Disturbo bipolare(assumo litio/LURASIDONE/pregabalin e quietapina al giorno) DCA, perimenopausa:la chetogenica e' controindicata? Grazie.
26 risposte
Buonasera In base al quadro descritto , la dieta chetogenica è sconsigliata. Poiché la riduzione drastica di carboidrati e di altri alimenti , possono alterare la concentrazione ematica del Litio, con conseguenze importanti sulla salute. La presenza di DCA, la eliminazione di molti alimenti rischiano di riattivare meccanismi di deprivazione e abbuffate. Il disturbo bipolare e la fase perimenopausa, richiedono un equilibrio metabolico e glicemico costante. Quindi è necessario prima di intraprendere qualsiasi cambiamento nutrizionale, consultare lo specialista di riferimento (psichiatra) per valutare un percorso nutrizionale personalizzato. Cordiali saluti
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Buongiorno, nel suo caso non consiglierei di iniziare autonomamente una dieta chetogenica. La presenza di un DCA rappresenta una controindicazione importante alle diete fortemente restrittive come la chetogenica, perché la rigidità alimentare può favorire una riacutizzazione del disturbo. Inoltre assume litio: la chetogenica, soprattutto nelle prime fasi, modifica l'eliminazione di acqua e sodio e questo può determinare variazioni della litiemia. Il litio ha un intervallo terapeutico ristretto e variazioni dell'idratazione e del sodio possono diventare clinicamente rilevanti. Il disturbo bipolare di per sé è un discorso più complesso: la dieta chetogenica è attualmente oggetto di studio anche in ambito psichiatrico, ma non rappresenta una terapia da intraprendere senza supervisione specialistica. Considerando quindi disturbo bipolare + DCA + terapia con litio e altri psicofarmaci, nel suo caso preferirei un'alimentazione equilibrata e personalizzata, lavorando insieme allo psichiatra e a un professionista della nutrizione con esperienza nei DCA. La perimenopausa, invece, da sola non costituisce una controindicazione alla chetogenica. Distinti saluti, Dr Luca Agostini
Salve, nel caso da lei descritto, la dieta chetogenica risulta controindicata per diverse ragioni, tra cui le più importanti risultano essere la diagnosi di DCA e l'assunzione di litio. Questo regime nutrizionale può portare ad un peggioramento dei sintomi relativi al DCA, in quanto è appunto un regime dove sono molto importanti il conteggio dei carboidrati a fronte di una decisa restrizione calorica; in più, in caso di assunzione di litio, può comportare un'aumento del rischio di tossicità del litio a causa dell'aumentata diuresi e le variazioni di sodio che avvengono durante la chetogenica. Perciò, a meno che non sia sotto stretto monitoraggio clinico e le venga suggerita da uno specialista, questo non lo consiglio come lo schema alimentare adatto.
Buonasera, dalle sole informazioni riportate non è possibile stabilire se una dieta chetogenica sia indicata o controindicata nel suo caso. Sarebbe innanzitutto importante comprenderne il motivo: per quale indicazione le è stata proposta, quali sono gli eventuali obiettivi di perdita di peso. In presenza di un DCA, un approccio fortemente restrittivo come una dieta chetogenica richiede molta cautela e potrebbe non rappresentare la scelta più appropriata, perché l’introduzione di rigide restrizioni alimentari può interferire con il percorso di cura e con il rapporto con il cibo. Sicuramente, considerando la terapia farmacologica per il disturbo bipolare, eviterei assolutamente un percorso chetogenico intrapreso autonomamente: l’eventuale indicazione andrebbe valutata insieme al medico/psichiatra curante e a un professionista della nutrizione con esperienza nei DCA, tenendo conto dell’intero quadro clinico e degli esami ematochimici. La perimenopausa, di per sé, non costituisce invece un’indicazione alla dieta chetogenica e non rende necessario ricorrere a un regime alimentare così restrittivo. Saluti PS
Buongiorno, nel suo caso sconsiglierei di iniziare una dieta chetogenica. La dieta chetogenica è un regime molto restrittivo e, secondo le linee guida, va utilizzata in contesti specifici e con adeguato monitoraggio. E' nata principalmente per la gestione dell’epilessia farmaco resistente e successivamente sono stati osservati effetti anche sul peso, probabilmente legati soprattutto alla forte restrizione calorica e alimentare. Nel suo caso valuterei attentamente la situazione e cercherei una soluzione più equilibrata e sostenibile, sempre venendo incontro alle sue esigenze. Se vuole possiamo sentirci e impostare insieme un percorso nutrizionale più adatto ai suoi obiettivi e alla sua situazione. Un saluto
Buongiorno, in generale è difficile dare una controindicazione assoluta senza conoscere bene la storia clinica, lo stato di salute attuale, gli esami clinici e lo stile di vita. In ogni caso, la presenza di DCA e la terapia con litio rendono la chetogenica una scelta che sconsiglierei di intraprendere in autonomia, proprio perchè la struttura della dieta stessa potrebbe aumentare le ricadute di un eventuale disturbo alimentare ed inoltre potrebbe in modo indiretto interferire con la terapia con il litio. Personalmente, ritengo che in questi casi sia preferibile un approccio meno restrittivo, personalizzato e sostenibile nel tempo, che accompagni la persona agli obiettivi desiderati con pazienza e fiducia. Cordiali saluti, Dott.ssa Gaia Tonietto Biologa Nutrizionista
Non necessariamente controindicata, ma con litio e DCA non è una dieta da iniziare autonomamente. Prima serve una valutazione individuale con psichiatra/medico e nutrizionista, con particolare attenzione a litiemia, funzione renale, elettroliti, idratazione e stabilità del DCA.
Buongiorno, nel suo caso non inizierei una dieta chetogenica autonomamente. Non è necessariamente una controindicazione assoluta, ma la presenza contemporanea di disturbo bipolare, DCA e terapia con litio, lurasidone, pregabalin e quetiapina rende la chetogenica una scelta da valutare con molta cautela e, se eventualmente indicata, con psichiatra + dietologo/nutrizionista esperto.
Di per sè non è controindicata, ma attenzione, la riduzione di liquidi dovuti ad una chetogenica spinta può provocare un'aumento della litemia e quindi tossicità da litio sul lungo periodo. Quindi sarebbe da fare con controlli adeguati.
una chetogenica non può essere fatta in autonomia, il professionista a cui si rivolgerà saprà consigliarla al meglio
Salve, nel suo caso non consiglierei di intraprendere una dieta chetogenica AUTONOMAMENTE. La chetogenica non è necessariamente una controindicazione assoluta nel disturbo bipolare, e le evidenze disponibili sono ancora preliminari e non sufficienti per considerarla una terapia standard. Nel suo caso, però, ci sono diversi elementi che richiedono particolare cautela: disturbo bipolare, DCA e terapia con litio e più farmaci psicotropi. In particolare, con il litio è importante evitare disidratazione e variazioni importanti dell'apporto di sale, perché possono modificare la concentrazione del farmaco nel sangue e aumentarne la tossicità. Inoltre, il lurasidone deve essere assunto durante un pasto con un buon apporto calorico (contenente almeno 350 kcal) per garantirne un adeguato assorbimento, quindi una dieta molto restrittiva deve essere attentamente compatibile anche con questo aspetto della terapia. Considererei poi il DCA un motivo ulteriore per evitare approcci dietetici molto restrittivi senza una valutazione specifica: la priorità dovrebbe essere un'alimentazione regolare, sufficientemente nutriente e sostenibile, evitando che la dieta diventi un ulteriore elemento di rigidità o controllo. Per questo le suggerirei di parlarne prima con psichiatra e dietista/nutrizionista che conoscano la sua storia clinica, coordinando eventualmente il piano alimentare con la terapia farmacologica. Non modifichi invece autonomamente né dieta né dosaggio dei farmaci.
Salve! In questo caso non parlerei di una controindicazione assoluta alla chetogenica, ma di una situazione che richiede molta cautela e una valutazione personalizzata. In particolare, l’assunzione di litio è un elemento importante: la dieta chetogenica può modificare idratazione ed equilibrio del sodio e, di conseguenza, influenzare i livelli di litio nel sangue. Inoltre, la presenza di DCA e disturbo bipolare rende sconsigliabile impostare autonomamente una dieta molto restrittiva: alcune linee guida sulla terapia chetogenica indicano infatti i disturbi alimentari importanti e i disturbi psichiatrici severi come situazioni che richiedono particolare cautela. Per questo, più che escluderla a priori, valuterei se sia realmente indicata nel suo caso e, eventualmente, imposterei un’alimentazione personalizzata e monitorata, coordinandosi anche con il medico/psichiatra che segue la terapia, soprattutto per il controllo del litio.
Buongiorno, nel suo caso la chetogenica è controindicata a causa di terapia e DCA. Le consiglio di rivolgersi a un* nutrizionista che lavori in collaborazione con il suo medico per valutare insieme la strategia migliore.
Gentile Paziente, con il quadro clinico da lei esposto le consiglio di effettuare una visita nutrizionale accurata con un professionista. La saluto, Dott. Piras
Caro utente, noi ( medici metabolici) parliamo di Psichiatria Metabolica ( Negli USA è molto nuova). La chetogenica potrebbe fare miracoli in mani esperte, misurandoti i chetoni e la glicemia con i sensori. Leggiti il libro della George Ede. Ciaoooooo
Gentile paziente, nel suo caso eviterei di iniziare una dieta chetogenica in autonomia: le diete molto restrittive possono essere deleterie. Prima di intraprendere un percorso di questo tipo, le consiglierei di confrontarsi necessariamente con chi la segue per capire se c'è spazio di manovra, anche dal punto di vista farmacologico. La perimenopausa, invece, da sola non rappresenta necessariamente una controindicazione assoluta.
Nel suo caso non consiglierei una dieta chetogenica come prima scelta, soprattutto considerando la presenza di un DCA e la terapia con litio. La dieta chetogenica è un approccio piuttosto restrittivo e andrebbe valutata con molta cautela e solo in un contesto multidisciplinare, coinvolgendo il medico/psichiatra che la segue e un professionista della nutrizione. Per la gestione della perimenopausa esistono comunque strategie nutrizionali efficaci e decisamente meno restrittive, che possono essere adattate alla sua situazione. Mi può contattare qualora ci fossero ulteriori dubbi Un saluto Elvira Oliva
Grazie per aver specificato la situazione. Nel tuo caso non inizierei una dieta chetogenica senza il via libera e il monitoraggio del medico/psichiatra che segue la terapia. Non è tanto una controindicazione assoluta alla chetogenica, quanto una combinazione di fattori che rende prudente evitarla “fai da te”.
Salve. Il mio personale feedback su questa breve diagnosi sarebbe quello di evitare la chetogenica fino a miglioramento delle condizioni emotive verso il cibo e umorali. Se volesse comunque approfondire il discorso, non esiti a contattarmi.
Ciao, e grazie per la confidenza e la richiesta a nome di tutti i colleghi sicuramente. La chetogenica è una terapia dietetica che deve necessariamente essere sempre e comunque strutturata in base al singolo. In base a quanto riportato la considero una terapia controindicata perché non la indirizzerebbe verso un percorso di educazione alimentare o di benessere nei confronti del cibo o di se stesso. Inoltre il cibo può essere un ottimo alleato per la salute e talvolta una carenza nutrizionale (che può o meno presentarsi con una chetogenica) è a sfavore del buon umore. Io consiglierei sicuramente di rivolgersi ad un nutrizionista empatico con il quale scegliere il percorso nutrizionale più adatto e consone alle sue esigenze.
Buongiorno! Nel suo caso non considererei la dieta chetogenica una scelta da intraprendere autonomamente. La presenza di disturbo bipolare e DCA richiede particolare cautela, e soprattutto l’assunzione di litio rende importante monitorare attentamente idratazione, sodio, funzionalità renale e livelli di litio, perché la chetogenica può modificare l’equilibrio di liquidi ed elettroliti e quindi anche la concentrazione del farmaco. Inoltre, in presenza di un DCA, valuterei prima con attenzione se un approccio così restrittivo sia psicologicamente e nutrizionalmente appropriato.
non è controindicata ma va mantenuta per priodi ristretti... poi deve passare ad una alimentazione idonea e corretta. La chetogenica non va mantenuta a lungo; non va intesa come iperproteica e quasi nessuno ( anche i chiacchieroni che dicono di seguirla da anni) riesce a restare in chetosi... Il corpo , per fortuna, è più intelligente di noi. Se necessita di una consulenza mi contatti pure. Un caro saluto
Buongiorno, come prima cosa la chetogenica deve essere svolta con la supervisione di uno specialista perchè ci sono valori ematici e non che devono essere controllati. Detto questo. In caso di disturbi psicologici, DCA ed altre condizioni importanti come il diabete di tipo 1, ipotiroidismo o problemi cardiaci, da protocollo è assolutamente vietato seguire la terapia chetogenica. Per quanto riguarda però i problemi psicologici se il paziente viene seguito da un team di specialisti potrebbe essere presa in considerazione, ma sempre sotto controllo costante. Buona giornata.
Salve, la dieta chetogenica, così come qualsiasi altra dieta, è assolutamente controindicata in caso di disturbo del comportamento alimentare.
no, non è controindicata, ma in presenza di DCA e se il paziente ha una storia di binge eating disorder, anoressia o restrizione, la natura altamente rigida e restrittiva della chetogenica può rappresentare un trigger pericoloso e causare ricadute. ci sono alternative più valide
Buongiorno! Considerando la presenza di disturbo bipolare, DCA e la terapia farmacologica in corso, le sconsiglierei di intraprendere una dieta chetogenica senza aver prima consultato il suo psichiatra. Nel suo caso è importante prestare particolare attenzione, perché la dieta chetogenica è un regime molto restrittivo e potrebbe non essere la scelta più adatta, soprattutto in presenza di DCA. Inoltre, con il litio è fondamentale mantenere un apporto regolare di liquidi e sale. Valuterei piuttosto un'alimentazione equilibrata e personalizzata, che tenga conto della sua salute, della terapia e del rapporto con il cibo, considerando anche i cambiamenti legati alla perimenopausa.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.












