Buongiorno.. Sono un ragazzo di 27 anni e soffro di problemi del sonno. Prima mi capitava saltuari

64 risposte
Buongiorno.. Sono un ragazzo di 27 anni e soffro di problemi del sonno.
Prima mi capitava saltuariamente e riuscivo a recuperare ore invece mi capita molto spesso dove i quali lo definisco periodo "acuto". Come se il mio corpo non riesce a staccare la spina e quindi conseguente rilassarsi e dormire bene. Vado a letto alle 23 circa e mi ritrovo con mille miglia pensieri in testa come se il cervello mi andasse in iperattività. E poi si concentra sul se riesco a dormire ecc ecc.. Poi dopo un po' mi arrabbio e non so cosa succede. A riesco ad addormentarmi dopo 1 ora. Dormo le mie 4 ore e dopo non riesco più ad riaddormentarmi poiché penso. Controllo il cellulare che ore sono e basta. Qualche volta riesco ad riaddormentarmi ma mi sveglio ogni 2 ore circa fino alle 7.30 l'ora abituale che dovrei svegliarmi. Ora per calmare questa sensazione che mi mette parecchio ansia e sono un tipo molto ansioso per natura, come posso curare questa problematica? In precedenza le mie 7/8 ore riuscivo a farle tranquillamente anche se avevo questi episodi ma di durata massima 1 giorno..
Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buonasera. Probabilmente ci sono altri elementi sottostanti, piu profondi, a questi sintomi. Lei si descrive come una persona ansiosa, e occorrerebbe comprendere meglio la natura di questa ansia, così come il tentativo di controllo del sonno. Mi pare si stia incanalando in una spirale ossessiva/rimuginativa . Analizzi se le altre funzioni fisiologiche sono conservate oppure, come nelle auto, ci sono altre "spie accese".

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Dott. Claudio Michieli
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera. Lei ha descritto molto bene quello che le accade e in linea molto generale quello che si può dire è che l'insonnia è un segnale che ci indica che qualcosa dentro di noi, per qualche ragione, ci turba. Idem dicasi per l'ansia. Non è possibile, quindi, rispondere direttamente alla sua domanda (ovvero, come poter calmare la sensazione che le mette parecchia ansia) in base agli elementi che lei ha descritto, in quanto prima di tutto occorrerebbe arrivare a cogliere la causa, o le cause, della sua insonnia e della sua ansia. Non potendomi spingere molto oltre, mi limito a fornirle una semplice indicazione: dato che, come lei osservava, questo problema si era presentato anche in passato, sia pure in forma attenuata, potrebbe provare a porsi delle domande su di sè, iniziando per esempio a portare la sua attenzione su eventuali cambiamenti intervenuti nella sua vita di recente (nell'ambito della famiglia o delle relazioni sentimentali, o ancora del lavoro) o su possibili pressioni collegate a delicate decisioni da prendere o su tensioni connesse a probabili mutamenti di ruolo o posizione. Se le pare di rintracciare qualcosa, provi a domandarsi se possano avere avuto un ruolo nell'acuirsi della sua insonnia. Tornando anche alla sua domanda e al verbo che lei ha utilizzato (calmare), mi pare che non sia da trascurare anche il fatto che sembra esserci da parte sua una automatica risposta all'insonnia (e all'ansia che l'accompagna), ovvero il tentativo di governarla e farla scomparire al più presto. Questo da un lato è anche umanamente comprensibile per ovvi motivi, ma dall'altro rischia di innescare una spirale negativa tale da condurre solo ad un peggioramento dell'insonnia stessa, nel momento in cui lei avverte di non riuscire nel suo intento. Cambiando prospettiva, invece, l'insonnia e l'ansia sarebbero da "ascoltare" in quanto potrebbero essere preziosi alleati in grado di spalancare la strada alla comprensione di ciò che le determina.
Dott.ssa Caterina Cresciullo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Vallo della Lucania
Descrive dettagliatamente un problema molto comune e spesso invalidante. Secondo il più recente Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali(DSM 5) l'insonnia è il disturbo più diffuso; include diversi sintomi e l 'alterazione del sonno risulta fonte di disagio significativo, tanto da compromettere le normali abitudini di vita. Non riuscire a riposare bene ha effetti negativi sulla memoria, l 'umore,l'attenzione ecc... naturalmente per poter fare una diagnosi precisa , nel suo caso, si dovrebbero fare altre indagini. Ma andando oltre il lato diagnostico, comprendo molto bene la sua preoccupazione legata a questa sintomatologia.
La inviterai a riflettere sull'esordio dell' episodio più recente...l insonnia 'parla' di difficoltà, di tensioni; riuscire ad individuare la catena motivazionale potrebbe aiutarLa nella remissione della sintomatologia. Resto disponibile per ulteriori dubbi o chiarimenti.
Cordialmente.
Dott. Matteo Monego
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
sembrerebbe che l'insonnia sia una conseguenza diretta dell'ansia. Oltre che a riflettere sui motivi che la portano ad essere in ansia, le consiglio di concentrarsi sulla fase che precede l'addormentamento. E' importante che lei trovi un modo per staccare la sua mente dalla fase di veglia: cerchi di bloccare i pensieri ansiosi (a volte può essere utile urlare nella propria mente la parola BASTA) magari immergendosi in ricordi piacevoli o immaginando situazioni positive future. Cerchi insomma di trovare una stratagemma che possa funzionare nello stesso modo in cui funziona la favola per i bambini.
Dott.ssa Daniela Russo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera. Lei parla di un disturbo già esistente, acutizzatosi solo recentemente. Sarebbe interessante e utile capire cos'altro è accaduto. Parla di pensieri che non le permettono di “staccare la spina” , proprio questo meccanismo ossessivo dei pensieri andrebbe approfondito. Un sonno efficace è fondamentale quale modulatore dell'equilibrio psicosomatico, per cui sarebbe opportuno non trascinare il problema e andare da un professionista.
Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti.
Cordialmente, Daniela Russo.
Dott.ssa Fiammetta Favalli
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, mi sto chiedendo se ci sono stati più eventi insieme difficili da gestire e che la fanno preoccupare.
Se così fosse ha probabilmente accumulato stress. E' effettivamente difficile addormentarsi in questa situazione. Concentrarsi poi sul non riuscire a dormire le procura altro stress. E' come se non riuscisse a lasciarsi andare.
Chieda aiuto, si rivolga ad uno psicoterapeuta. gli incontri possono esserle utili per imparare a gestire in modo diverso il periodo così "acuto" (come lei lo definisce) che sta vivendo.
Un saluto
Dott.ssa Maria Luisa Tosi
Psicologo, Professional counselor
Porto Mantovano
Buongiorno,oltre a ricercare l'origine dei suoi problemi,disagi,che si manifestano con una alterazione del ritmo sonno-veglia e la invito al più presto per questo a rivolgersi a uno specialista ,mi sembra opportuno farle notare che il risveglio notturno,probabilmente in fase rem del sonno non le consenta un adeguato riposo .Durante le fasi rem si ottiene il massimo del rilssamento e della possibilità di una adeguata elaborazioni dei vissuti odierni .Questa potrebbe essere una determinante della difficoltà a svincolarsi dalla sua esigenza impellente a pensare ossessivamente senza mai venirne a capo.Infine potrebbe aver bisogno della prescrizione di un leggero ansiolitico accompagnato ovviamente a un mirato colloquio psicologico di sostegno in questa fase della sua vita.Cordiali saluti.Dott.sss Maria Luisa Tosi
Buongiorno, anche io, come gli altri miei colleghi sottolineavano, concordo con il dire che una forte ansia non aiuta il naturale andamento del sonno, ne’ in una fase iniziale - nell’addormentarsi quindi - ne’ durante il sonno stesso.
La sua descrizione, molto accurata, di come si manifesta la sua difficolta’ mi lascia anche pensare ad una troppo accentuata voglia di controllare qualcosa che in realtà’ ha un andamento naturale. Spesso mi capita di riflette su una frase a tal proposito: il nostro corpo, che di per se e’ una “macchina” perfettamente oliata, sa molto meglio di noi come si fa (tutto in generale). Cercare di capire, controllare, spiegare, a discapito del sentire e vivere, toglie parecchio, invece che aggiungere. Per ora queste sono solamente parole, e mi rendo conto, che poi riuscire a farle diventare “pratica” e’ ben difficile.
Oltre a questa riflessione ritengo anche molto importante dare il giusto valore alla preparazione per andare a dormire. A partire dal cibo (cenare con cibi non troppo pesanti, poveri di grassi e di zuccheri aiutano il corpo al rilassamento). Adottare piccoli accorgimenti e “rituali” possono aiutarci a lasciare andare gradualmente parte di quel controllo e di quella ansia che ci impediscono di addormentarci. Potrebbe ad esempio posticipare di poco l’ora in cui andare a dormire e nel frattempo occupare le ore prima di addormentarsi con attività’ molto calme (lettura di un libro, vedere un film - no horror o film adrenalinici - bere una tisana - possibilmente senza zucchero che sveglia - fare un bagno caldo - no giochi - play station, xbox, etc).
Si ricordi che inoltre che dopo un periodo di insonnia e’ necessario riabituare il corpo ad un normale ritmo sonno\veglia proprio come un vero allenamento, e quindi disfunzionale viversi la frustrazione del "non riuscire" dopo uno o due giorni di "buone prassi". Le auguro un buon proseguimento.
Federica
Dott.ssa Ilaria Nacciarone
Psicologo, Psicoterapeuta
Napoli
Buongiorno. L'insonnia, che è il sintomo che la affligge,per essere "curata" deve innanzitutto esseeee compresa . Quando è insorta ? È accaduto un episodio scatenante ? In che periodo di vita si trova?
Probabilmente L insonnia si verifica in concomitanza ad eventi stressogeni o alla presenza di pensieri ansiosi o tristi.
Un colloquio psicologico potrebbe aiutarla per comprendere le radici della sua insonnia e sconfiggerla .
Saluti!
Buongiorno, mi sembra che la sua condizione di sonno manifesti da tempo una sofferenza. Descrive l’accentuarsi della alterazione del sonno in periodi acuti e si descrive ansioso. Proverei oltre che a stare nella descrizione di ciò che le accade a pensare a un aiuto Psicoterapeutico per conoscere la sua ansia e i motivi, le situazioni che determinano gli stati acuti, o meglio l’insonnia.
Buona giornata
Elisabetta Ciaccia
Dott.ssa Laura Benvenuto
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Salerno
Buongiorno, l'insonnia è sicuramente un sintomo che vuole farla focalizzare su qualcosa che la preoccupa, cosa sta succedendo in questo periodo della sua vita? Che pensieri le vengono che non la fanno dormire? Potrebbe provare ad aiutarsi con qualche integratore naturale per vedere se interrompendo il circolo vizioso in cui è riesce a riprendere il normale ritmo sonno- veglia, le sconsiglio di controllare il cellulare perchè questo la attiva ancora di più. Se non dovesse risolvere così può pensare di rivolgersi ad uno specialista ed anche ad uno psicoterapeuta per capire se questa insonnia la sta mettendo in contatto con qualcosa che non ha elaborato in autonomia. Per ulteriori chiarimenti resto a sua disposizione. Cordiali saluti. Dott.ssa Laura Benvenuto
Dott. Emanuele Grilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve.Lei descrive un problema che nel tempo per lei sta diventando sempre più ingestibile. Il problema sottostante al disturbo del sonno probabilmente le sta "comunicando " che è arrivato il tempo di affrontarlo, con l'ansia che ne consegue.
Si faccia aiutare da uno psicoterapeuta. Non indugi.
Cordiali Saluti.
Dottor Grilli
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, dalla sua lettera non ci descrive niente su di sè, quando è iniziato il primo periodo di insonnia, cosa le stava succedendo nella sua vita in quel periodo. In seguito la sua ansia è aumentata e di conseguenza è peggiorata anche la sua insonnia. Cosa succede nella sua vita per essere così ansioso, sarebbe bene che lei facesse un lavoro psicologico su di sè, per capire qual'è la matrice della sua ansia, inoltre potrebbe farsi prescrivere un ansiolitico per farsi aiutare inizialmente mentre procede la sua terapia che l'aiuterà sicuramente a conoscersi di più, sono a sua disposizione per ulteriori chiarimenti, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Dott. Daniel Michael Portolani
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, il ciclo che descrive è piuttosto comune e noto. La modalità per risolvere il problema di caratterizza per un intreccio di azioni volte da un lato a ridurre le interferenze ambientali e aumentare il comportamento consapevole di igiene del sonno, dall'altra ad agire sulle cause dell'insonnia (ovvero dei pensieri che Le impediscono di prendere sonno e dell'ansia che li accompagna). Per il primo obiettivo è necessario: spegnere i dispositivi elettronici (e ridurne l'uso prima di andare a dormire); assumere infusi/tisane rilassanti un paio di ore prima di dormire (non a ridosso, per evitare di svegliarsi per urinare); non assumere caffè dopo le ore 18; non fare attività fisica prima di dormire; rendere la stanza da letto confortevole e adatta al sonno (no luci, stimoli sonori, letto adatto); attendere 2-3 ore dopo la cena per coricarsi; effettuare sedute di auto-rilassamento prima di dormire. Questi accorgimenti sono standard e permettono, in assenza di ansia e pensieri intrusivi, di migliorare la situazione anche da soli. Dato che Lei riporta però questo tipo di sintomatologia, ad essi va associata una consultazione psicologica volta a individuare i motivi dell'ansia, nello specifico della Sua storia di vita e dei Suoi modi di emozionarsi e di essere nel mondo. Risolvere tale attivazione ansiosa consente di evitare il circolo che La porta prima a non dormire, poi ad arrabbiarsi e ad aumentare l'arousal ansioso e la preoccupazione che a loro volta impediscono ogni ripresa del sonno. Contatti uno psicoterapeuta nella Sua zona: scoprirà che questa ansia, forse per Lei apparentemente priva di agganci con quanto le accade, ha in realtà motivi ben definiti e soprattutto, possibilità di essere risolta con impegno e motivazione. In bocca al lupo! Cordialità, DMP
Dott. Andrea De Simone
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Buongiorno, dovrebbe provare a chiedere una consulenza psicologica per comprendere meglio la sua situazione e che tipo di percorso intraprendere.
Ottime cose, Dott. Andrea De Simone
Dott.ssa Luisa Zaccarelli
Psicoterapeuta, Psicologo
Modena
Buonasera,
non è possibile fare una diagnosi leggendo la sua sintomatologia, che probabilmente si è acuita con il periodo così difficile che stiamo attraversando.
Penso potrebbe giovare al suo sonno dedicare qualche minuto al giorno al training autonomo. Generalmente "riprogramma" il corpo e la mente, aiutando anche il sonno. Il tutto affiancato a un buon lavoro terapeutico di ricerca e trasformazione. In bocca al lupo!
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Dott.ssa Simona de Santis
Psicologo, Psicoterapeuta
Silvi
Salve,
deve farsi aiutare da uno psicoterapeuta, in modo da capire cosa c'è dietro l'ansia ed imparare a gestirla anche attraverso tecniche di rilassamento, come il training autogeno, che rappresenta un aiuto anche per l'insonnia.
Saluti.
Dott.ssa Maura Falocco
Psicologo, Professional counselor
Grottaferrata
Ansia e insonnia spesso sono una la conseguenza dell'altra. Difficile addormentarsi quando non si riesce a "staccare la spina" e in questi casi ogni sforzo sembra vano. Una consulenza con uno psicologo può essere utile per capire l'origine delle sue ansie e trovare le giuste modalità per addormentarsi.
Un cordiale saluto
Dott. Valeriano Fiori
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, sono d'accordo con la mia collega, ansia e insonnia sono fortemente correlate tra di loro.
Le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia, per fare un po' di chiarezza.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott.ssa Alessia Vecchio
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Pedara
Gentile utente, la sintomatologia che descrive sembra essere la manifestazione esterna di una condizione di sofferenza più profonda. Sarebbe utile comprendere il circolo vizioso sottostante probabilmente alla sua insonnia: delle evenienze della sua vita la rendono ansioso, l’ansia la attiva e genera l’Insonnia, l’impossibilità di dormire le determina uno stato di fastidio e rabbia, ciò aumenta l’ansia e l’irritabilità e tale stato di stress psicofisico aumenta la sua percezione globale di disagio.
Sarebbe importante spezzare tale circuito per recuperare una condizione di maggiore benessere psicofisico.
Le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo.
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, queste sue difficoltà potrebbero avere origine da qualche esperienza vissuta precedentemente. Andrebbero approfondite meglio.
Le consiglio un professionista con la quale confidarsi.
MMM
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo che sta attraversando. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott.ssa Lucia Veronica Zito
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Catania
Salve, dalla sua descrizione si potrebbe evincere un vissuto di ansia/ruminazione, con conseguente attivazione comportamentale, che le impedisce di dormire. Per comprendere meglio la sua situazione sarebbe opportuno fare un'analisi più approfondita dei sintomi e delle possibili cause.
Le consiglio di contattare uno psicologo/psicoterapeuta, specializzato in disturbi d'ansia.

Saluti,
Dott.ssa Lucia V. Zito
Buongiorno, sarebbe riduttivo rispondere con un commento ad una situazione che in realtà meriterebbe di essere approfondita attraverso dei colloqui, per poter comprendere al meglio i suoi stati emotivi e successivamente suggerirle delle tecniche. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo. Saluti, Dott.ssa Elisa Mariarita Catania
Dott. Andrea Di Stefano
Psicologo, Psicoterapeuta
Canalicchio
Salve, lei appare descrivere una situazione piuttosto tipica che si viene a strutturare quando si inizia a soffrire di insonnia, e che va affrontata in prima battuta cercando di regolarizzare ove possibile tutti i cicli sonno-veglia, che al momento appaiono significativamente alterati. Le suggerisco, come evidenziato anche nelle linee guida internazionali, una terapia cognitivo comportamentale specifica per l'insonnia. E' relativamente breve, e l'efficacia è dimostrata da molteplici studi. In seconda battuta, se lo vorrà, potrà valutare di proseguire la terapia per definire ed affrontare tutti quei processi sottostanti che possono alimentare quell'ansia "di natura" di cui accenna nella sua domanda. Un saluto.
Dott.ssa Eleonora Abbate
Psicologo, Psicoterapeuta
Milazzo
Buonasera, le suggerisco di approfondire meglio con una psicoterapia il significato dei sintomi che riporta. Da quello che lei descrive si evince che il suo corpo è in allarme, in iperattivazione per cui fa farica a riposare. Il corpo ci parla attraverso i suoi sintomi i quali, non sono altro che il modo che esso ha per comunicarci di riportare l'attenzione su di noi, su aspetti che probabilmente devono essere visti e elaborati.
Un caro saluto
Dott.ssa Alessandra Barbera
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Buonasera, sicuramente riporta un disagio piuttosto importante e significativo.
Il suo corpo le sta comunicando qualcosa, ha mai pensato di iniziare un percorso con uno/una psicologa? Potrebbe aiutarla a dare un significato alla sua sofferenza.
Cordiali saluti,
Alessandra Barbera
Dott. Luca Russo
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Varese
Gentile utente, comprendo e accolgo il suo disagio.
Di solito l'ansia è l'insonnia sono correlati , ma se essa nell'ultimo periodo ha determinato delle fasi di acutizzazione , dimostra che ci sono stati , evidentemente, eventi che hanno fatto sì che si presentasse in maniera così invalidante.
Ci sono sicuramente ragioni molto più profonde e radicate che meriterebbero un'accurato approfondimento; per questo le consiglio di intraprendere un percorso psicologico che le darà il giusto supporto e sostegno in questo momento di difficoltà.
Potrebbero aiutarla delle sedute di ipnosi.
Resto a disposizione per un incontro , chiarimenti o semplici domande che vorrà sottopormi.
Un abbraccio.
Dr. Luca Russo
Dott.ssa Chiara Minissale
Psicoterapeuta, Psicologo
Tremestieri Etneo
Probabilmente il suo corpo non riesce a staccare la spina perché ha pensieri, lavori e riflessioni importanti e il tempo è prezioso e tali "cose" importanti richiedono tempo e sono rilevanti e il sonno può aspettare. Prima finisca di fare le cose importanti che il suo corpo richiede e poi si conceda del sonno, ma a patto che abbia svolto le cose per cui il suo corpo ritiene che non si possa staccare la spina per una pausa.
Dott.ssa Laura Raciti
Psicologo, Psicologo clinico
Acireale
Buonasera. Lei descrive l'acutizzarsi di una problematica, quale l'insonnia, che però rappresenta una costante nella sua vita. Per la "cura della problematica" da lei richiesta è necessaria un'attenta valutazione al fine d'individuare ciò che sta a monte all'emergere del disturbo. Provi intanto a riflettere se, negli ultimi tempi, ci sono stati dei cambiamenti significativi nei vari contesti di vita e nella sua sfera affettiva e relazionale. S'interroghi anche sulla pervasività dei pensieri che l'affliggono nelle ore notturne e che le impediscono il mantenimento del regolare ritmo sonno-veglia: di che tipologia di pensieri si tratta? Il fatto che lei si definisca "ansioso per natura" mi porta ad ipotizzare che ci siano delle radici profonde da indagare e che l'episodio scatenante costituisca un campanello d'allarme di una problematica più arcaica. Ha mai pensato di rivolgersi ad uno psicologo? Potrebbe aiutarla a fare chiarezza.
Saluti, Dott.ssa Laura Raciti
Dott.ssa Gabriella Sapienza
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Buonasera, i problemi del sonno spesso sono come un segnale di allarme che qualcosa dentro di noi va approfondita. Posso consigliarle di fare un primo colloquio con uno psicologo e magari iniziare un percorso =)
Dott.ssa Alessandra Testa
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Aci Castello
Gentile utente, spesso sintomi come l'insonnia, risvegli precoci o difficoltà nell'addormentamento sono legati ad un disturbo d'ansia. Lei stesso si è definito una persona ansiosa; probabilmente il peggioramento della problematica legata al sonno che sta riscontrando in questo periodo è legato ad un aumento dei livelli di ansia. Per comprendere meglio cosa sta accadendo in lei e quali sono le difficoltà che stanno alla base dell'insonnia le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia.
Dott.ssa Pietronilla Nicita
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Catania
Buon pomeriggio, da una prima lettura mi sembra di capire che ci sono difficoltà a gestire alcuni suoi stati emotivi che interferiscono con il sonno, occorrerebbe innanzitutto uno spazio individuale per approfondire questo suo stato di "tensione" dando ascolto alle sue emozioni ed eventuali preoccupazioni per poi applicare delle tecniche di rilassamento corporeo.
Dott. Simone Feriti
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Bergamo
Buongiorno,
il sonno è il termometro del nostro stato di salute e le difficoltà possono essere legate ad uno stato emotivo di sofferenza.
Spesso quando capita di avere molti pensieri e il non riuscire a sganciarsi da essi può mantenere il disturbo. Probabilmente ci sono delle preoccupazioni che la portano a pensare molto.
Se si definisce ansioso è probabile che questa ansia sia presente anche nel resto della giornata.
il mio suggerimento è quello di rivolgersi ad un professionista per svolgere un percorso psicologico per esplorare meglio sia il problema del sonno che l'ansia. Tipicamente tecniche di rilassamento e mindfulness possono generare giovamento per la sua situazione.
Cordiali saluti, dott. Simone Feriti
Dott.ssa Manuela Munafò
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Catania
Gentile utente, comprendo la sua preoccupazione.
Dal suo racconto emergono dei dettagli interessanti: ha notato dei periodi cosiddetti "acuti" in cui non riesce a recuperare le ore di sonno saltate, e altri "saltuari" in cui le risulta più semplice il recupero. Tipicamente, le situazioni di insonnia sono legate a stress e/o ansia e/o depressione, o altri disturbi psicologici o psichiatrici, o fisiologici.
Le suggerisco pertanto di associare a delle sedute psicologiche, il cambiamento di alcune sue abitudini:
- Abolire i sonnellini diurni e regolarizzare gli orari di sonno.
- Estinguere i comportamenti disadattavi: non assumere sostanze stimolanti (nicotina, caffeina o zuccheri) o deprimenti il sistema nervoso (alcol) prima di andare a letto.
- Adottare comportamenti compatibili con il sonno (p.e. fare attività fisica regolare) e introdurre miglioramenti nell’ambiente di sonno.
Inoltre, le consiglio di assumere integratori di melatonina un ormone che in condizioni standard viene naturalmente prodotto dalla ghiandola pineale per mantenere e stabilire il giusto equilibrio tra sonno e veglia.
Cordiali saluti, Dott.ssa Manuela Munafò
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Gentilissimo utente, è comprensibile che le problematiche legate al sonno possano generare frustrazione e ansia, specialmente quando sembrano ripetersi con maggiore frequenza. Da una prospettiva psicologica sistemico-relazionale, possiamo considerare diversi fattori che potrebbero contribuire alla tua situazione attuale.
Prima di tutto, il sonno è un processo profondamente interconnesso con il nostro stato emotivo e relazionale. È importante riflettere su eventi recenti o cambiamenti nella tua vita che potrebbero aver influito sul tuo livello di stress e sulla tua qualità del sonno. Hai vissuto situazioni di tensione, cambiamenti significativi o relazioni difficili che potrebbero aver attivato la tua ansia? Il tuo sonno potrebbe essere una manifestazione di reazioni emotive a queste esperienze.
In secondo luogo, la spirale di pensieri che sperimenti quando vai a letto è un fenomeno comune: la mente, nel tentativo di elaborare emozioni e preoccupazioni, può attivarsi in modo eccessivo. È utile sviluppare strategie per "disattivare" questa iperattività mentale. Potresti provare a scrivere un diario prima di andare a letto. Annotare i tuoi pensieri e preoccupazioni può aiutarti a liberarli dalla mente, riducendo l'ansia associata al sonno.
Inoltre, l'importanza delle routine è fondamentale nella regolazione del sonno. Cerca di stabilire una routine serale che favorisca il rilassamento, come pratiche di mindfulness, meditazione o esercizi di respirazione. Queste tecniche possono aiutarti a riconnetterti con il tuo corpo e promuovere un ambiente mentale più calmo prima di coricarti.
Infine, la dimensione relazionale può svolgere un ruolo importante. Parla della tua esperienza con persone vicine a te; questo può aiutarti a sentirti supportato e compreso. Se la tua ansia persiste, non escluderei l'idea di consultare un professionista della salute mentale, che possa aiutarti a esplorare ulteriormente le radici della tua ansia e a sviluppare strategie efficaci per affrontare i problemi del sonno.
Ricorda che ogni percorso è unico e avrai bisogno del tempo e dell'attenzione necessari per trovare ciò che funziona meglio per te. Buona fortuna! Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Dott. Cordoba
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Dott. Gabriele Russo
Psicologo, Psicologo clinico
Misterbianco
Salve, è ragionevole ipotizzare che la sua sensazione di angoscia sia correlata ad elementi che prescindono il sonno di per sé, ma che personalmente accosterei più all'"ansia" di cui parla. Le difficoltà nel dormire sarebbero la conseguenza, il sintomo, di qualcosa di più profondo; sarebbe anche interessante comprendere se sono presenti sogni in questo sonno alternato o anche solo frammenti di essi. Ma anche qualora lei non sognasse potrebbe essere indicativo di una possibile sensazione di ansia (o forse angoscia, si potrebbe ipotizzare) legata a qualcosa che esula l'esclusivo atto del dormire, affondando le proprie radici in aspetti che magari l'aiuterebbe comprendere. Il suggerimento che le do è dunque di provare ad approfondire questi aspetti, poiché mi sembra di capire che costituiscono fonti stressogene in grado di condizionarle la qualità di vita oltre che del sonno. Se dovesse scegliere di avviare un percorso sappia che può trovare in me completa disponibilità.

Dott. Gabriele M. Russo
Dott.ssa Erika Vitale
Psicologo, Psicologo clinico
Gravina di Catania
Salve. Grazie per aver condiviso il suo vissuto. Sicuramente non sarà semplice per lei.
Ciò che posso consigliarle è iniziare un percorso di psicoterapia, con l’obiettivo di lenire i suoi stati di ansia. Lavorare con un terapeuta potrà essere utile al fine di lavorare sui suoi pensieri e sul suo rimuginio.
Un piccolo spunto che mi sento di darle è quello di alzarsi non appena nota che non riesce a prendere sonno: distrarsi può interrompere il ciclo di pensieri che la attanagliano.
Tuttavia è fondamentale lavorare con un terapeuta per comprendere come gestire i suoi pensieri.
Tanti auguri!
Dott.ssa Daniela Platania
Psicologo, Psicologo clinico
Tremestieri Etneo
Mi dispiace che stia vivendo questa difficoltà; l’insonnia, specie se associata a stati d’ansia, può davvero influire sul benessere generale. Da come descrive la situazione, sembra che i suoi pensieri siano diventati un ostacolo al riposo e che stiano innescando un circolo vizioso tra ansia e difficoltà a dormire. Il consiglio è di creare un rituale serale, evitare di giudicare negativamente la propria capacità di dormire e introdurre tecniche che le permettano di interrompere il flusso di pensieri. Ricordi che il miglioramento del sonno può richiedere un po’ di tempo, e avere pazienza con se stesso è fondamentale per vedere dei cambiamenti positivi.
Dott.ssa Deborah Favara
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Buonasera, il problema che descrivi è comune a molte persone, ma non per questo meno frustrante e debilitante. I disturbi del sonno, soprattutto quando diventano frequenti, possono influire sul tuo benessere fisico e mentale, creando un circolo vizioso con l'ansia che descrivi.Il tuo racconto evidenzia un chiaro legame tra iperattività mentale e difficoltà a dormire. L'ansia sembra giocare un ruolo centrale: la preoccupazione per il sonno stesso (e la paura di non riuscire a dormire) può contribuire a mantenere la mente in uno stato di allerta, impedendo il rilassamento necessario per addormentarsi.
È importante lavorare su questo circolo vizioso, riducendo il focus sui pensieri legati al sonno e intervenendo sull’ansia sottostante. La tua descrizione suggerisce che l’ansia è un fattore chiave. Potresti trarre beneficio da un percorso psicologico che ti aiuti a gestire l’ansia. Affrontare l’insonnia richiede tempo e pazienza, ma con le giuste strategie e, se necessario, un supporto professionale, puoi migliorare la qualità del tuo sonno. Non scoraggiarti: il fatto che in passato riuscissi a dormire bene è un segnale positivo, perché dimostra che il tuo corpo sa come rilassarsi, e con il giusto intervento può tornare a farlo. Resto a disposizione per eventuale colloquio.
Buongiorno e grazie per averci confidato il suo disagio, mettendoci nella condizione di conoscere il suo problema e di offrirle un primo supporto.
Naturalmente in questa sede mi limiterò a darle qualche indicazione per avviare una possibile riflessione sui punti che lei mette in rilievo. Non mi soffermo troppo sul fatto, in sé evidente, che è importante fare riferimento al suo medico curante ed escludere altre patologie; immagino infatti che avrà già approfondito la questione.
Dal momento che sembra propenso a ricondurre il disturbo ad una manifestazione d’ansia, mi concentro su questo: lo stress potrebbe essere attuale (un lavoro particolarmente difficile o carico di responsabilità, una relazione difficile, preoccupazioni familiari, etc.). In questo caso andrebbe affrontata la sua “domanda di gestione” con un percorso che ne spieghi la natura e le indichi le possibili soluzioni.
In alternativa, qualora si trattasse di una manifestazione d’ansia o da stress pregresso (come sembra più probabile da una lettura attenta dell’ultima parte della sua richiesta), sarebbe opportuno chiedersi da quanto tempo soffre di questi disturbi del sonno e, nel caso in cui riesca riportarli ad un momento più o meno preciso del tempo, provare a ripercorrere nella sua mente tutto ciò che ricorda. Le dirò che dettagli apparentemente insignificanti si rivelano spesso di estrema importanza. Potrebbe essere accaduto qualcosa che ha dato una nuova piega alla sua vita o, ancora più probabilmente, se non ricorda nulla di particolarmente significativo, è possibile che un evento, come un incontro, un trasloco, un viaggio, etc., abbia fatto riemergere esperienze più antiche.
C’è, per essere incisivi, un “prima e un “dopo”: è tra i due che si situa l’inizio della sintomatologia e individuare quel punto è di estrema importanza.
Le consiglierei di riprendere queste riflessioni con un professionista (purtroppo questa non è la sede per andare più a fondo) e le raccomando di non trascurare i suoi sintomi, di non far passare altro tempo.
Vedrà che, con la dovuta attenzione, le cose andranno meglio.
Un cordiale saluto.
Dott.ssa Maria Greco.
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
concordo con i colleghi
Dott.ssa Lucrezia Marletta
Psicologo, Psicologo clinico
San Pietro Clarenza
Salve, recenti ricerche affermano che i problemi del sonno non sono solo una conseguenza di problematiche a livello psicologico ma potrebbero esserne causa. Le suggerisco quindi di escludere eventuali cause organiche e di rivolgersi ad uno psicologo/a che possa aiutarla a regolare il sonno con dei trattamenti mirati e specifici, così da poter migliorare, di conseguenza, anche la componente ansiosa.
Sono a disposizione, saluti.
Dott.ssa Lucrezia Marletta
Dott.ssa Alessandra Musumeci
Psicologo clinico, Psicologo
Misterbianco
Buongiorno! La tua situazione di insonnia potrebbe essere legata all'ansia e alla difficoltà di rilassarsi, fenomeni che, purtroppo, tendono a rinforzarsi a vicenda. Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti:

Tecniche di rilassamento: Esplora tecniche come la respirazione profonda (ad esempio il metodo 4-7-8), la meditazione o lo yoga. Questi strumenti possono aiutarti a calmare la mente e ridurre la tensione prima di dormire.

Routine serale costante: Cerca di andare a letto e svegliarti alla stessa ora ogni giorno, anche nel fine settimana. Questo aiuta a regolare il ritmo circadiano e migliora la qualità del sonno.

Limita l'uso del cellulare: L'uso del telefono prima di dormire può aumentare l'ansia e stimolare il cervello, quindi cerca di evitare di guardare l'orario o i social media. Se puoi, imposta una routine che includa attività rilassanti come la lettura di un libro.

Ambiente di sonno ottimale: Assicurati che la tua stanza sia tranquilla, buia e fresca. Considera l'uso di maschere per gli occhi o tappi per le orecchie se necessario.

Evita stimolanti: Limita l'assunzione di caffeina e altre sostanze che potrebbero influire sul sonno (come alcol o nicotina) nel pomeriggio e alla sera.

Parla con un professionista: Se l'ansia e i problemi del sonno persistono, potrebbe essere utile parlare con un medico o uno psicoterapeuta, che potrebbe consigliarti una terapia cognitivo-comportamentale per l'insonnia

Prendere dei piccoli passi per gestire l'ansia e migliorare l'ambiente di sonno potrebbe fare una grande differenza nel tempo.
Dott. Giovanni Paolo Mangano
Psicologo, Psicologo clinico
Misterbianco
Gentilissimo,
sembra che la difficoltà che sta vivendo con il sonno sia strettamente legata alla sua ansia. Quando si preoccupa di non riuscire a dormire, questo pensiero stesso può diventare un ostacolo, creando un circolo vizioso che rende ancora più difficile rilassarsi.
Il fatto che in passato riuscisse a dormire regolarmente suggerisce che sia possibile tornare a una routine più sana. Le consiglio di adottare alcune abitudini rilassanti prima di coricarsi, come leggere un libro o praticare tecniche di respirazione profonda. È importante anche evitare l’uso del cellulare o di dispositivi elettronici prima di dormire, per ridurre la stimolazione mentale.

Inoltre, se l'ansia è un tema ricorrente, potrebbe essere utile esplorare come gestirla meglio durante il giorno, per non alimentarla la notte. Se la situazione dovesse persistere, potrebbe essere utile confrontarsi con un professionista per approfondire la causa e trovare soluzioni adeguate.
Per qualunque informazione resto a sua disposizione.
Saluti.
Ciao,
capisco quanto possa essere frustrante vivere con problemi di sonno come quelli che descrivi, soprattutto quando l’ansia rende ancora più difficile staccare la mente e rilassarsi. È un ciclo che si autoalimenta: i pensieri ti impediscono di dormire, e la mancanza di sonno aumenta l’ansia, creando una sensazione di impotenza.

Innanzitutto, voglio dirti che non sei solo. È una situazione comune per molte persone, e ci sono modi per affrontarla. Può essere utile cercare di spezzare il circolo vizioso, magari adottando qualche piccola strategia: provare a non controllare l’orologio durante la notte, creare una routine serale rilassante (come leggere un libro o fare esercizi di respirazione), o dedicarti a tecniche di rilassamento per prepararti al sonno.

Se questi episodi si stanno prolungando, potrebbe essere utile confrontarti con uno specialista per esplorare meglio cosa sta accadendo e individuare soluzioni personalizzate. Ricorda che trovare un equilibrio richiede tempo, ma ogni piccolo passo può fare la differenza.
Dott.ssa Cristina Uccellatore
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roccalumera
Buongiorno, comprendo il suo malessere e la sua preoccupazione e soprattutto sostenere il ritmo di un intera giornata senza dormire. Il primo passo sarebbe quello di non "combattere" questi suoi pensieri ma semplicemente accoglierli, e domandarsi cosa vogliono dirle come quando un allarme suona per avvisarci di un pericolo. Consiglierei un percorso psicologico seguito da un professionista per comprendere come fare di questo disagio un punto di forza.
Dott.ssa Stefania La Rosa
Psicologo, Psicologo clinico
Acireale
Caro utente,
Ho letto con attenzione quanto ha scritto e posso solo immaginare quanto possa essere difficile trovarsi in questa situazione. Potrebbe essere utile stabilire una buona routine pre-addormentamento e approfondire eventuali pensieri, vissuti e cambiamenti che potrebbero aver influito nelle modifiche del suo ritmo sonno-veglia.
Un caro saluto
Dr. Federico Ginesi
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buonasera, quello che descrive sembra davvero frustrante e fonte di grande ansia, soprattutto perché la difficoltà a dormire diventa essa stessa un pensiero che alimenta il problema. La sensazione di non riuscire a “staccare la spina” e il continuo controllo dell’orario possono peggiorare la qualità del sonno e aumentare il senso di frustrazione.
Dal momento che in passato riusciva a dormire bene, potrebbe essere utile individuare cosa ha contribuito a rendere questi episodi più frequenti e prolungati. Potrebbe provare a ridurre stimoli prima di dormire, evitare il cellulare a letto e creare una routine rilassante, ma se questa situazione continua a crearle disagio, un supporto psicologico potrebbe aiutarla a gestire l’ansia e migliorare la qualità del sonno.
Se ha bisogno di ulteriori indicazioni, sono a disposizione.
Cordiali saluti
Dott.ssa Roberta Fidone
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Salve, la perdita di sonno è spesso il primo campanello d'allarme che il nostro sistema mette in atto quando c'è qualcosa che ci turba a cui non sappiamo dare una risposta.
Il rimuginio notturno è una delle condizioni più logoranti che possano esistere, inoltre la mancanza di riposo induce il nostro organismo ad uno stress eccessivo e alla lunga insostenibile.
Le consiglio di affidarsi ad un professionista.
Se vuole sono disponibile per un primo colloquio sia in studio che online.
Buona serata
Dott.ssa Roberta Fidone, Psicologa
Dott.ssa Amelia Frasca
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Gent.le, non riuscire a dormire è a tratti "drammatico" e capisco la sua esigenza di "imboccare" una strada di risoluzione del suo problema. Ritengo che dovrebbe svolgere una consulenza clinico-psicologica per mettere maggiormente a fuoco le caratteristiche della sua insonnia, nonché le cause emotive che non le danno né tregua, né riposo. Rimanendo a disposizione, porgo cordiali saluti. Frasca dott.ssa Amelia
Dott.ssa Teresa Schillaci
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Caro utente, immagino la frustrazione, la rabbia e l'angoscia che possono derivare dal non riuscire a dormire la notte, dal non riuscire a staccare e a riposare anche quando ne sentiamo estremo bisogno. Ciò che più può portare a questo vissuto è che proprio nel momento in cui pensiamo di staccare, subentrano mille pensieri, uno dietro l'altro... e la situazione sfugge di mano, sembra diventare incontrollabile. A maggior ragione, per chi soffre d'ansia, può diventare intollerabile e alimentare un circolo vizioso in cui quest'ultima cresce in maniera smisurata.
È sicuramente un'esperienza stressante, invalidante, che si riflette in ogni ambito della nostra quotidianità, a maggior ragione quando si prolunga per diverso tempo.
Da quanto tempo va avanti questa situazione? Quanto durano questi periodi che lei definisce come acuti? Sarebbe utile cercare di comprendere meglio il suo vissuto e le esperienze correlate a questi periodi specifici.
Inoltre, vorrei chiederle se ha già consultato il proprio medico. Potrebbe agire su più fronti, ovvero quello strettamente medico (magari anche sotto forma di integratori o sostanze naturali che possano esserle di aiuto), accompagnato da esercizi appositi di rilassamento e da alcune strategie che possono sembrare rigide ma contribuire al riposo, come ad esempio prendere l'abitudine di evitare le luci blu (non utilizzare i dispositivi elettronici superata una certa ora, quindi: niente pc, smartphone, ecc.) e piuttosto utilizzare luci soffuse prima di andare a letto (anche 1-2 ore prima); creare una routine di relax che prepari al momento del riposo (esercizi di rilassamento, letture poco impegnative, disegno.. qualcosa che non la stimoli ancor di più e che la aiuti a staccare dall'attività della giornata).
Oltre queste sane abitudini che possono sicuramente aiutare, se questa difficoltà si ripresenta periodicamente, potrebbe rivelarsi come il sintomo di qualcosa che andrebbe approfondito (che siano conflitti personali o turbamenti cui sente il profondo bisogno di far chiarezza) e che sta cercando di farsi sentire proprio nei momenti in cui lei potrebbe essere più predisposto all'ascolto, in quanto libero dall'iperattività giornaliera.
Potrebbero essere diverse le ragioni alla base di questa sua difficoltà e sarebbe opportuno esplorare meglio il suo vissuto per fare luce su questo sintomo e per poterlo di conseguenza sanare.
Si conceda uno spazio da dedicare alla cura di sè, con serenità e curiosità.
Io sono qui, resto a disposizione per rispondere ad ulteriori domande ed eventualmente, se lo desidera, per fornirle il mio supporto attraverso un percorso che potremmo intraprendere insieme (anche online) ed in cui poter condividere il suo sentire liberamente.
Le auguro di poter acquisire maggiore consapevolezza dei suoi bisogni e di poter riposare meglio al più presto!

Un caro saluto,
Dott.ssa Teresa Schillaci
Dr. Jacopo Modoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno,
quello che descrive è un disturbo del sonno molto frequente, spesso legato a un’attivazione mentale e fisiologica eccessiva tipica dell’ansia: più si sforza di dormire, più la mente si “accende”, entrando in un circolo vizioso che peggiora l’insonnia stessa.

La terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I) è uno degli approcci più efficaci, perché aiuta a interrompere i pensieri automatici legati al sonno, regolare l’iperattivazione e ristabilire un ritmo più naturale, senza dipendere da farmaci.

Rivolgersi a uno psicologo esperto in questo ambito potrebbe davvero fare la differenza, soprattutto se già nota una componente ansiosa più ampia.

Un caro saluto,
dott. Jacopo Modoni
Dott.ssa Paola Vitale
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Gentile utente,
quello che descrive richiama un disturbo del sonno ad andamento ansioso, che sembra accentuarsi in determinati periodi (“acuti”) e si alimenta proprio con il tentativo di controllare il sonno stesso. Il suo cervello, invece di rallentare e rilassarsi, entra in una fase di iperattività mentale fatta di pensieri ripetitivi, autocontrollo e frustrazione — che ostacolano ulteriormente l’addormentamento.

Da ciò che scrive, emergono alcuni meccanismi tipici:
Iperattivazione mentale notturna (“mille pensieri in testa”).

Ansia da prestazione del sonno (“mi concentro sul se riesco a dormire”).

Ciclo ansia–frustrazione–risveglio precoce, che poi mantiene il problema nel tempo.

Come può intervenire:
1. Routine e igiene del sonno
Eviti schermi (cellulare, TV, tablet) almeno 1 ora prima di andare a dormire.

Usi luci calde e ridotte in serata, favorendo il buio totale nella stanza.

Vada a dormire e si svegli sempre alla stessa ora, anche nel weekend.

Eviti caffè, tè o sostanze eccitanti dopo le 15:00.

Si conceda un rituale di “pre-sonno”, ad esempio lettura, tisana rilassante, stretching leggero, musica calma o una meditazione guidata.

2. Sostegno psicologico
Le consiglio vivamente di iniziare un percorso psicologico, anche breve, per:

lavorare sui pensieri automatici che alimentano l’insonnia;

gestire meglio l’ansia (non solo notturna, ma anche diurna);

apprendere strategie comportamentali mirate per favorire il sonno naturale.

In alcuni casi, un lavoro mirato può risolvere l’insonnia senza bisogno di farmaci, specialmente se come lei è giovane e consapevole del problema.
Dott.ssa Desirè Inserra
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Carlentini Nord
Buongiorno i disturbi del sonno portano dei sintomi che a lungo andare possono compromettere la qualità della vita, per questo le consiglio di iniziare un percorso di psicoterapia, anche per affrontare cause psicologiche come l'ansia e lo stress.
Dott.ssa Silvia Nava
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Brugherio
Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta chiarezza ciò che sta vivendo.

Quello che descrive – l’insonnia, l’iperattività mentale notturna, la difficoltà a staccare – non è solo un disturbo da “sistemare”. È spesso il segnale che qualcosa, dentro di noi, chiede attenzione. La mente che corre quando il corpo cerca il riposo ci dice che una parte della nostra psiche è vigile, inquieta, e non vuole essere ignorata.

Nella mia esperienza, i disturbi del sonno non vanno letti solo come problemi da eliminare, ma come segnali. A volte, il giorno è troppo pieno di impegni, richieste, aspettative. E ciò che è stato messo da parte – pensieri, emozioni, desideri, domande – si presenta di notte, quando finalmente c’è silenzio.

L’ansia che descrive può essere vista anche così: non soltanto come un nemico, ma come un messaggio. Forse sta attraversando un momento di passaggio, di cambiamento. Forse qualcosa in lei sta cercando una direzione nuova, più autentica, e non ha ancora trovato il modo giusto per esprimersi. È in queste fasi che il sonno può farsi più fragile: non perché tu sia “rotto”, ma perché stai cercando un nuovo equilibrio.

Il primo passo non è forzare il sonno, ma cominciare ad ascoltare quello che accade dentro. Provi a chiedersi: cosa mi preoccupa davvero? Cosa non riesco a dire o a vedere durante il giorno? Cosa cambia, dentro di me, rispetto a prima, quando dormivo meglio?

Certo, anche le buone abitudini contano – orari regolari, meno stimoli prima di dormire, attività che scaricano l’ansia durante il giorno – ma probabilmente serve anche uno spazio dove riflettere su di lei. Dove il sintomo diventi una porta, e non solo un problema.
Dott. Salvatore Spampinato
Psicologo, Psicologo clinico
Nicolosi
Salve, dal suo messaggio si intuisce la grande fatica e il disagio che sta vivendo in questo momento della sua vita e sono sicuro che sia molto frustrante avere la sensazione di non riuscire a staccare la spina e potersi abbandonare al sonno. È possibile che lei abbia anche centrato che probabilmente una delle cause principali di questa difficoltà sia l’ansia in quanto lei stesso si definisce un soggetto ansioso per natura. L’ansia come tutte le emozioni in generale può essere una nostra valida alleata ma quando diventa eccessiva, irragionevole e intensa rischia di crearci delle preoccupazioni immotivate su tutto ciò che ci riguarda e non farci vivere una vita serena.
Scegliere di intraprendere un percorso di supporto psicologico potrebbe essere un primo passo concreto verso la serenità e l’equilibrio di cui sente il bisogno e già il fatto di parlarne e chiedere aiuto è un segnale importante di consapevolezza e forza.
Dr. Antonio Radino
Psicologo, Psicologo clinico
Floridia
Salve, quello che descrivi è molto comune nelle persone ansiose: la difficoltà ad “abbassare l’interruttore mentale” prima di dormire, i pensieri che girano in loop e la frustrazione che peggiora l’insonnia. Il fatto che in passato dormissi bene indica che non sei “condannato” all’insonnia, ma che il tuo corpo e la tua mente stanno vivendo un periodo di iperattivazione. Mi permetto di darle alcuni consigli: mantenere una routine regolare per sonno e risveglio; evitare schermi (cellulare, pc) prima di andare a dormire; non fissarti sull’orologio quando ti svegli: guardarlo aumenta l’ansia. Se la situazione persiste, può essere utile anche una valutazione medica per escludere cause fisiche o valutare un supporto farmacologico temporaneo.
Salve,
la ringrazio per aver condiviso la sua situazione.
Non dormire in maniera continuativa non solo rende il sonno meno ristoratore ma rende più faticoso affrontare la giornata successiva con lavoro ed impegni vari che richiedono concentrazione e lucidità.
La mancanza di sonno può avere molteplici cause e fattori di mantenimento, sia fisiologici, psicologici e comportamentali. Le suggerisco di consultare uno specialista per poter indagare questa sua difficoltà ad addormentarsi e a mantenere il sonno.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Giada Martorelli Psicologa
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, quello che descrive è un disturbo del sonno tipico di chi vive uno stato di iperattivazione mentale, spesso legato a una struttura ansiosa. La difficoltà ad “abbassare il volume” dei pensieri prima di dormire, l’irritazione crescente e la tendenza al controllo dell’orario alimentano un circolo vizioso che ostacola il rilassamento. Tecniche basate sulla Mindfulness possono aiutarla a osservare i pensieri senza lottare contro di essi, riducendo l’ansia legata al sonno. Anche una psicoterapia umanistica o un lavoro corporeo tramite analisi bioenergetica possono favorire il rilascio delle tensioni profonde. In alcuni casi specifici, l’EMDR può essere efficace se l’insonnia è collegata a esperienze emotive non elaborate. Se il disagio persiste, valuti anche un confronto con il suo medico o con uno psichiatra, sempre affiancando un percorso con uno psicologo psicoterapeuta.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Flavia Furnari
Psicologo, Psicologo clinico, Osteopata
Santa Maria di Licodia
Gentilissimo paziente, mi dispiace molto per il disagio che sta vivendo attualmente. Quando il sonno viene meno, quando non si riesce a riposare come si dovrebbe spesso accade perché siamo in burnout, sovraccarichi o, forse, molto spaventati da qualcosa. Il rimuginio che descrive, ovvero l'affluenza di pensieri che le giunge prima di addormentarsi, è senza dubbio segno di una mente che non lascia il controllo. Dormire, d'altronde, vuol dire abbandonarsi, lasciare tutto. Evidentemente attualmente non sente di poterlo fare.
Prima di dormire potrebbe, intanto, fare dai 10 ai 15 di cicli di respirazione profonda ad occhi chiusi: sentendo l'addome che si gonfia quando l'aria entra dalla bocca e che si abbassa quando quest'ultima viene soffiata fuori. Faccia questo tutte le sere e poi sarebbe buona cosa se si rivolgesse ad uno/a psicologo/a o psicoterapeuta affinché i motivi profondi della sua ansia.
Buona serata.
Dott. Renzo Ragona
Psicologo, Psicoterapeuta
Catania
Buonasera e grazie per aver condiviso la sua questione.
In psicoanalisi si potrebbe dire che il sonno non è soltanto una pausa fisiologica, ma un momento in cui ci si lascia andare, ci si affida al corpo, si mollano i controlli della mente. Addormentarsi significa sospendere la vigilanza, rinunciare per un po’ al controllo razionale. Se dentro di te c’è una parte che sente il mondo come non del tutto sicuro, o che fatica a fidarsi, questa sospensione può diventare minacciosa. In questo senso l’insonnia non è un “difetto”, ma un tentativo di protezione: se non dormo, controllo; se dormo potrei perdere qualcosa. E’ come se ci fosse una parte interna che mette in guardia sul non mollare come se non si fosse ancora al sicuro. I mille pensieri che arrivano nel momento del sonno non sono casuali. Potrebbero servire ad evitare emozioni emergenti; evitare un contatto con parti più “scoperte” di sé. Quando tutto è fermo e silenzioso, quello che durante il giorno teniamo “dietro le quinte” prova a venire fuori. La mente allora si muove velocemente per non ascoltare. È come se l’inconscio bussasse alla porta e la coscienza aumentasse il volume per coprirlo. La frustrazione e la rabbia che emergono dopo un po’ potrebbero rappresentare una rabbia che forse non ha trovato spazio di espressione: una parte vuole lasciarsi andare, l’altra non si fida e trattiene. Secondo una seppur semplicistica (che meriterebbe comunque un approfondimento) considerazione psicoanalitica potremmo dire che l’insonnia è una sorta di messaggio e non un fallimento. Ci invita ad ascoltare per provare a fare emergere il proprio, autentico desiderio e il corpo sembrerebbe farsi portavoce. Cosa si sta inconsciamente proteggendo?
Un percorso psicoterapeutico di orientamento psicodinamico/psicoanalitico potrebbe far emergere come dare voce alle parti in conflitto, provare ad esplorare com’è nato il bisogno di controllo; provare inoltre a comprendere le emozioni che vengono fuori quando ci si avvicina al sonno.
Dott.ssa Caterina Santagati
Psicoterapeuta, Psicologo
Catania
Buongiorno,
le rispondo con una frase: Non si sta male al mattino perché si è dormito poco o male di notte ma, si dorme male perché succede qualcosa durante il giorno.
Quello che voglio dirle è che gli eventi di vita giornaliera condizionano inevitabilmente il nostro sonno, quindi e lì che deve indagare.
Dott.ssa Gabriella Toscano
Psicologo, Psicoterapeuta
Catania
Comprendo il disagio. Bisognerebbe approfondire la problematica che espone contestualizzandola alla fase della vita che sta vivendo e allo stile di vita che sta conducendo. E' anche importante essere supportato da specialista per risalire alla natura del disturbo d'ansia che si manifesta con questa altetazione del sonno. Contemporaneamente suggerirei un training di rilassamento basato su esercizi di concentrazione passiva.

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