Buongiorno ho 46 anni e da circa 20/25 giorni ho difficoltà ad addormentarmi, non entrando mai nella
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Buongiorno ho 46 anni e da circa 20/25 giorni ho difficoltà ad addormentarmi, non entrando mai nella fase rem, ho fatto anche le analisi del sangue e delle urine ma tutti i parametri sono nella norma.Il medico mi ha prescritto sonirem circa , ma solo la prima notte mi ha fatto effetto ,le seguenti no, quindi essendo un farmaco ho deciso di limitarmi nei giorni successivi.
Sicuramente un po d’ansia da preoccupazione c’è stata, c’è e ci sarà sempre ma il fatto di non addormentarmi mi manda in paranoia e con po di stanchezza la mattina seguente
Sicuramente un po d’ansia da preoccupazione c’è stata, c’è e ci sarà sempre ma il fatto di non addormentarmi mi manda in paranoia e con po di stanchezza la mattina seguente
Gentile utente, comprendo come l'insonnia possa creare un circolo vizioso di stanchezza, nervosismo e paranoia.
Il fatto che le analisi siano nella norma è positivo dal punto di vista organico.
L'inefficacia del farmaco dopo la prima notte spesso accade quando l'allerta della sua mente è così alta da sovrastare l'effetto sedativo: la sua mente rimane "in guardia" per monitorare se si addormenterà o meno, impedendo al sonno naturale di andare verso le fasi più profonde. Se dopo circa venti minuti è ancora sveglia, si alzi, vada in un'altra stanza con una luce soffusa e faccia un'attività monotona e non particolarmente interessante finché non sente una reale sonnolenza, tornando a letto solo in quel momento. In questo modo si associa il letto solo al momento del sonno e non alle ore di veglia.
Spero di esserle stata d'aiuto, dott.ssa Ilaria Bresolin.
Il fatto che le analisi siano nella norma è positivo dal punto di vista organico.
L'inefficacia del farmaco dopo la prima notte spesso accade quando l'allerta della sua mente è così alta da sovrastare l'effetto sedativo: la sua mente rimane "in guardia" per monitorare se si addormenterà o meno, impedendo al sonno naturale di andare verso le fasi più profonde. Se dopo circa venti minuti è ancora sveglia, si alzi, vada in un'altra stanza con una luce soffusa e faccia un'attività monotona e non particolarmente interessante finché non sente una reale sonnolenza, tornando a letto solo in quel momento. In questo modo si associa il letto solo al momento del sonno e non alle ore di veglia.
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Insonnia e difficoltà ad addormentarsi
Se da giorni o settimane fai fatica a prendere sonno, ti senti in allerta la sera e l’ansia aumenta appena vai a letto, è possibile che si sia creato un circolo vizioso: più ti preoccupi di dormire, più il corpo resta attivato e il sonno non arriva.
In psicoterapia lavoriamo per ridurre l’ansia serale, interrompere l’ipercontrollo e recuperare un sonno più naturale e stabile, con tecniche pratiche e strategie personalizzate.
A disposizione anche in video consulto
Se da giorni o settimane fai fatica a prendere sonno, ti senti in allerta la sera e l’ansia aumenta appena vai a letto, è possibile che si sia creato un circolo vizioso: più ti preoccupi di dormire, più il corpo resta attivato e il sonno non arriva.
In psicoterapia lavoriamo per ridurre l’ansia serale, interrompere l’ipercontrollo e recuperare un sonno più naturale e stabile, con tecniche pratiche e strategie personalizzate.
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Buongiorno. È improbabile che davvero non sia entrato in REM per ben 20/25 giorni di fila, o le sue condizioni sarebbero molto peggiori di quanto indica, quindi è più plausibile il contrario, ovvero qualcosa la porta alla paranoia ed all'ansia e dunque sente di non dormire; la invito ad un consulto psicologico dunque per chiarire
Buongiorno, la situazione che descrive è molto comune e spesso rientra nel quadro dell'insonnia psicofisiologica. Quando un disturbo del sonno si protrae per oltre 20 giorni, si innesca un circolo vizioso; difatti generalmente la preoccupazione di non dormire genera un’ansia anticipatoria che mantiene il nostro sistema neuropsicologico in uno stato di iper-allerta (arousal), impedendo proprio quel rilassamento necessario per raggiungere uno stato di riposo costante e appagante. Sebbene sia rassicurante che gli esami siano nella norma e ciò suggerisce che non ci siano squilibri metabolici o organici evidenti alla base del problema, consiglierei un consulto psicologico. Spesso la natura di questi disturbi trova origine proprio in dinamiche psicologiche che si trasformano in sintomi parlanti attraverso il corpo.
Salve, andrebbe fatta una valutazione approfondita delle sue abitudini, di eventi di vita recenti e il suo stato di salute, per giungere ad una formulazione del caso approfondita e adeguata.
Salve,
da quanto descrive, sembra che stia vivendo un periodo di insonnia acuta, che dura ormai da qualche settimana, e che l’ansia legata al sonno stia amplificando il problema. La difficoltà ad addormentarsi e la percezione di non entrare nella fase REM possono far aumentare la preoccupazione serale, creando un circolo vizioso in cui più ci si sforza di dormire, più il sonno sfugge. È abbastanza comune che farmaci come il Sonirem abbiano un effetto ridotto dopo poche somministrazioni, soprattutto se l’insonnia ha una componente ansiosa importante o se il corpo si abitua rapidamente.
In questi casi, oltre al controllo medico già fatto, può essere utile integrare strategie comportamentali e di igiene del sonno. Cercare di mantenere orari regolari per andare a letto e alzarsi, limitare schermi e stimoli luminosi prima di dormire, evitare caffeina e pasti abbondanti la sera, e prevedere piccoli rituali rilassanti come lettura leggera, respirazione lenta o meditazione possono aiutare a ridurre l’ansia associata al sonno. Talvolta può essere utile anche il cosiddetto “parcheggio del pensiero”: annotare prima di coricarsi le preoccupazioni per “liberare” la mente.
Se la difficoltà a dormire dovesse persistere oltre qualche settimana o peggiorare, può essere indicato un percorso più strutturato di supporto cognitivo-comportamentale specifico per l’insonnia (CBT-I), che mira a spezzare il circolo dell’ansia da sonno e a ripristinare le fasi del sonno in modo naturale. Questo tipo di percorso non richiede necessariamente interventi farmacologici continuativi e può dare risultati significativi anche quando l’insonnia ha una componente ansiosa.
Saluti e resto a disposizione.
da quanto descrive, sembra che stia vivendo un periodo di insonnia acuta, che dura ormai da qualche settimana, e che l’ansia legata al sonno stia amplificando il problema. La difficoltà ad addormentarsi e la percezione di non entrare nella fase REM possono far aumentare la preoccupazione serale, creando un circolo vizioso in cui più ci si sforza di dormire, più il sonno sfugge. È abbastanza comune che farmaci come il Sonirem abbiano un effetto ridotto dopo poche somministrazioni, soprattutto se l’insonnia ha una componente ansiosa importante o se il corpo si abitua rapidamente.
In questi casi, oltre al controllo medico già fatto, può essere utile integrare strategie comportamentali e di igiene del sonno. Cercare di mantenere orari regolari per andare a letto e alzarsi, limitare schermi e stimoli luminosi prima di dormire, evitare caffeina e pasti abbondanti la sera, e prevedere piccoli rituali rilassanti come lettura leggera, respirazione lenta o meditazione possono aiutare a ridurre l’ansia associata al sonno. Talvolta può essere utile anche il cosiddetto “parcheggio del pensiero”: annotare prima di coricarsi le preoccupazioni per “liberare” la mente.
Se la difficoltà a dormire dovesse persistere oltre qualche settimana o peggiorare, può essere indicato un percorso più strutturato di supporto cognitivo-comportamentale specifico per l’insonnia (CBT-I), che mira a spezzare il circolo dell’ansia da sonno e a ripristinare le fasi del sonno in modo naturale. Questo tipo di percorso non richiede necessariamente interventi farmacologici continuativi e può dare risultati significativi anche quando l’insonnia ha una componente ansiosa.
Saluti e resto a disposizione.
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