Buongiorno sono una signora di 72 anni e da circa un anno faccio fatica ad addormentarmi la sera qua
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Buongiorno sono una signora di 72 anni e da circa un anno faccio fatica ad addormentarmi la sera quando vado a letto e comunque mi risveglio dopo 2/3 ore e faccio fatica a riaddormentarmi. Inizialmente ho provato vari rimedi naturali a base di melatonina, lavanda, valeriana, vit. B6 con scarsi risultati. Ne ho parlato col il mio medico che mi ha prescritto delle gocce di sonirem al bisogno. Ho iniziato con 5 gocce gradualmente aumentate ad 8 prese alla sera prima di dormire e devo dire con ottimi risultati. Dopo circa 20/30 minuti mi addormento profondamente senza svegliarmi per circa 5/6 ore. Io sono molto soddisfatta ma ho paura che col tempo anche se poche gocce mi possano creare dipendenza. Avrei piacere di avere un vs. parere. Grazie mille e cordiali saluti
Buongiorno, quello che ha fatto fin ora mi sembra un ottimo inizio per curare la sua insonnia, anche se comprendo perfettamente la paura di sviluppare una dipendenza. A livello medico non saprei darle una risposta esaustiva. A livello psicologico invece le chiedo: questa sua fatica ad addormentarsi è dovuta a qualcosa? Cosa succede in quei momenti? Ci sono dei pensieri ricorrenti che fatica a lasciare andare? Rispondere a queste domande potrebbe permetterle di capire se la sua difficoltà ha una causa puramente medica o se forse necessità di uno spazio di cura anche psicologico. Intanto la ringrazio per aver condiviso qui i suoi dubbi e le auguro una buona giornata.
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Buonasera il disturbo del sonno va trattato su diversi fronti e non solo da un punto di vista farmacologico. Le consiglio di fare piu'attenzione all' IGIENE DEL SONNO e per igiene intendo tutti i fattori di rischio che possono "sporcare" una buona qualita' del sonno come ambiente, clima, dispositivi elettronici e tanto altro. Consiglio vivamente anche la Mindfulness come pratica quotidiana.
Gentile Signora, i disturbi del sonno possono essere davvero faticosi e il fatto che lei abbia trovato una strada che la stia aiutando a star meglio è molto importante.
Il farmaco che sta assumendo può essere utile per favorire il sonno, ma come tutti i farmaci per dormire, se utilizzato per periodi prolungati, può nel tempo dare assuefazione o ridurre la sua efficacia, quindi il suo timore inerente il concetto di dipendenza è legittimo e comprensibile. Tuttavia non significa che tale farmaco le dia automaticamente dipendenza, soprattutto se assunto a basse dosi e sotto controllo medico, ma è importante usarlo con attenzione. Per questo motivo è fondamentale che qualsiasi modifica del dosaggio o della frequenza di assunzione venga sempre condivisa con il medico che glielo ha prescritto, senza effettuare cambiamenti autonomi nel dosaggio o nella somministrazione. Questo è l’unico modo per garantire un utilizzo sicuro e adeguato nel tempo. Accanto all’aspetto farmacologico, potrebbe essere utile fermarsi a riflettere anche su ciò che stava accadendo nella sua vita nel periodo in cui le difficoltà di sonno sono iniziate. A volte l’insonnia può essere collegata a eventi significativi, cambiamenti, preoccupazioni o pensieri ricorrenti che rendono più difficile rilassarsi e lasciarsi andare al sonno.
Qualora riconoscesse questi aspetti, il consiglio è quello di valutare un confronto con un professionista della salute mentale. Un percorso con uno psicoterapeuta, o eventualmente con uno psichiatra, può aiutare a comprendere meglio l’origine del disturbo del sonno e, se necessario, a integrare in modo appropriato il trattamento farmacologico, sempre sotto attento controllo medico.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento e la ringrazio ancora per la fiducia.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Elisa Bruscaglia
Il farmaco che sta assumendo può essere utile per favorire il sonno, ma come tutti i farmaci per dormire, se utilizzato per periodi prolungati, può nel tempo dare assuefazione o ridurre la sua efficacia, quindi il suo timore inerente il concetto di dipendenza è legittimo e comprensibile. Tuttavia non significa che tale farmaco le dia automaticamente dipendenza, soprattutto se assunto a basse dosi e sotto controllo medico, ma è importante usarlo con attenzione. Per questo motivo è fondamentale che qualsiasi modifica del dosaggio o della frequenza di assunzione venga sempre condivisa con il medico che glielo ha prescritto, senza effettuare cambiamenti autonomi nel dosaggio o nella somministrazione. Questo è l’unico modo per garantire un utilizzo sicuro e adeguato nel tempo. Accanto all’aspetto farmacologico, potrebbe essere utile fermarsi a riflettere anche su ciò che stava accadendo nella sua vita nel periodo in cui le difficoltà di sonno sono iniziate. A volte l’insonnia può essere collegata a eventi significativi, cambiamenti, preoccupazioni o pensieri ricorrenti che rendono più difficile rilassarsi e lasciarsi andare al sonno.
Qualora riconoscesse questi aspetti, il consiglio è quello di valutare un confronto con un professionista della salute mentale. Un percorso con uno psicoterapeuta, o eventualmente con uno psichiatra, può aiutare a comprendere meglio l’origine del disturbo del sonno e, se necessario, a integrare in modo appropriato il trattamento farmacologico, sempre sotto attento controllo medico.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento e la ringrazio ancora per la fiducia.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Elisa Bruscaglia
Gentile utente,
la sua attenzione e il suo timore sono comprensibili e meritano rispetto. Quando entra in gioco un farmaco, soprattutto se assunto con beneficio, è sempre importante che ogni valutazione su dosaggi, tempi e possibili effetti nel lungo periodo venga fatta insieme a uno specialista, in particolare con uno psichiatra, che potrà aiutarla a capire se e come proseguire in modo sereno e sicuro.
Accanto a questo, è utile ricordare che l’insonnia, soprattutto quando dura nel tempo, non riguarda solo il sonno in sé, ma spesso anche lo stato di attivazione interna, i pensieri, le preoccupazioni e i cambiamenti che accompagnano le diverse fasi della vita. Un percorso di psicoterapia può offrire uno spazio per lavorare su questi aspetti, aiutando il corpo e la mente a ritrovare gradualmente un ritmo più disteso, anche la notte.
Il fatto che lei stia cercando informazioni e ascoltando ciò che le accade è già un passo importante verso il suo benessere.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
la sua attenzione e il suo timore sono comprensibili e meritano rispetto. Quando entra in gioco un farmaco, soprattutto se assunto con beneficio, è sempre importante che ogni valutazione su dosaggi, tempi e possibili effetti nel lungo periodo venga fatta insieme a uno specialista, in particolare con uno psichiatra, che potrà aiutarla a capire se e come proseguire in modo sereno e sicuro.
Accanto a questo, è utile ricordare che l’insonnia, soprattutto quando dura nel tempo, non riguarda solo il sonno in sé, ma spesso anche lo stato di attivazione interna, i pensieri, le preoccupazioni e i cambiamenti che accompagnano le diverse fasi della vita. Un percorso di psicoterapia può offrire uno spazio per lavorare su questi aspetti, aiutando il corpo e la mente a ritrovare gradualmente un ritmo più disteso, anche la notte.
Il fatto che lei stia cercando informazioni e ascoltando ciò che le accade è già un passo importante verso il suo benessere.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Buongiorno,
il timore che esprime è comprensibile. In generale, l’uso di un farmaco “al bisogno” e a basso dosaggio, sotto controllo medico, riduce il rischio di dipendenza; tuttavia è corretto mantenere attenzione, soprattutto se l’assunzione diventa regolare nel tempo. Per questo è importante continuare il confronto con il Suo medico curante, che resta il riferimento per ogni valutazione farmacologica.
Dal punto di vista psicologico, spesso i disturbi del sonno si mantengono anche per fattori legati alle abitudini, ai ritmi e allo stato di attivazione mentale serale. Un lavoro mirato può aiutare a migliorare la qualità del sonno e, in alcuni casi, a ridurre gradualmente la necessità del farmaco, sempre in accordo con il medico.
Se lo desidera, possiamo approfondire questi aspetti in un incontro conoscitivo.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Greta Pisano
Psicologa e Psicoterapeuta
il timore che esprime è comprensibile. In generale, l’uso di un farmaco “al bisogno” e a basso dosaggio, sotto controllo medico, riduce il rischio di dipendenza; tuttavia è corretto mantenere attenzione, soprattutto se l’assunzione diventa regolare nel tempo. Per questo è importante continuare il confronto con il Suo medico curante, che resta il riferimento per ogni valutazione farmacologica.
Dal punto di vista psicologico, spesso i disturbi del sonno si mantengono anche per fattori legati alle abitudini, ai ritmi e allo stato di attivazione mentale serale. Un lavoro mirato può aiutare a migliorare la qualità del sonno e, in alcuni casi, a ridurre gradualmente la necessità del farmaco, sempre in accordo con il medico.
Se lo desidera, possiamo approfondire questi aspetti in un incontro conoscitivo.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Greta Pisano
Psicologa e Psicoterapeuta
Gentile Signora,
quello che descrive è molto frequente con il passare degli anni: il sonno tende a diventare più leggero e frammentato, e può capitare di svegliarsi durante la notte o fare fatica a riaddormentarsi.
Rispetto al Sonirem, il suo timore è comprensibile. A dosaggi bassi, assunti solo la sera e sotto controllo medico, il rischio di dipendenza è contenuto. I problemi tendono a presentarsi soprattutto con dosi elevate o con un uso prolungato e non monitorato.
Il fatto che lei dorma meglio è un dato importante. L’indicazione è di continuare a confrontarsi con il suo medico, senza modificare autonomamente la terapia, e considerare il farmaco come un aiuto, non come l’unica soluzione.
Un caro saluto
Dott. Raffaello Pinelli – Psicologo clinico
quello che descrive è molto frequente con il passare degli anni: il sonno tende a diventare più leggero e frammentato, e può capitare di svegliarsi durante la notte o fare fatica a riaddormentarsi.
Rispetto al Sonirem, il suo timore è comprensibile. A dosaggi bassi, assunti solo la sera e sotto controllo medico, il rischio di dipendenza è contenuto. I problemi tendono a presentarsi soprattutto con dosi elevate o con un uso prolungato e non monitorato.
Il fatto che lei dorma meglio è un dato importante. L’indicazione è di continuare a confrontarsi con il suo medico, senza modificare autonomamente la terapia, e considerare il farmaco come un aiuto, non come l’unica soluzione.
Un caro saluto
Dott. Raffaello Pinelli – Psicologo clinico
Salve,
capisco la sua soddisfazione nel riuscire finalmente a dormire e al contempo la preoccupazione riguardo a possibili effetti a lungo termine o dipendenza. Farmaci come il Sonirem, che agiscono sul sonno, sono generalmente sicuri se usati secondo prescrizione e per brevi periodi, ma il rischio di tolleranza o dipendenza aumenta con l’uso continuativo prolungato, anche se assunto a basse dosi. L’ideale, quando possibile, è combinare l’uso farmacologico con strategie comportamentali che favoriscano il sonno: mantenere orari regolari per coricarsi e svegliarsi, limitare luce e stimoli elettronici prima di dormire, tecniche di rilassamento come respirazione diaframmatica o mindfulness, attività fisica diurna leggera, e creare un ambiente confortevole per il riposo.
Può discutere con il suo medico la possibilità di periodi “off” dal farmaco o strategie graduali di riduzione, così da valutare se il sonno rimane stabile anche con dosi minime o senza farmaco. In alcuni casi, percorsi mirati di igiene del sonno e tecniche di rilassamento possono ridurre progressivamente la necessità di farmaci senza compromettere la qualità del riposo.
Saluti, resto a disposizione.
capisco la sua soddisfazione nel riuscire finalmente a dormire e al contempo la preoccupazione riguardo a possibili effetti a lungo termine o dipendenza. Farmaci come il Sonirem, che agiscono sul sonno, sono generalmente sicuri se usati secondo prescrizione e per brevi periodi, ma il rischio di tolleranza o dipendenza aumenta con l’uso continuativo prolungato, anche se assunto a basse dosi. L’ideale, quando possibile, è combinare l’uso farmacologico con strategie comportamentali che favoriscano il sonno: mantenere orari regolari per coricarsi e svegliarsi, limitare luce e stimoli elettronici prima di dormire, tecniche di rilassamento come respirazione diaframmatica o mindfulness, attività fisica diurna leggera, e creare un ambiente confortevole per il riposo.
Può discutere con il suo medico la possibilità di periodi “off” dal farmaco o strategie graduali di riduzione, così da valutare se il sonno rimane stabile anche con dosi minime o senza farmaco. In alcuni casi, percorsi mirati di igiene del sonno e tecniche di rilassamento possono ridurre progressivamente la necessità di farmaci senza compromettere la qualità del riposo.
Saluti, resto a disposizione.
Buongiorno,
la difficoltà ad addormentarsi e a mantenere il sonno è un problema comune, soprattutto con l’avanzare dell’età, e può avere diverse cause: cambiamenti fisiologici del sonno, stress, ansia o fattori medici. È positivo che abbiate trovato beneficio con Sonirem, ma è comprensibile la preoccupazione riguardo al rischio di dipendenza.
I farmaci ipnotici come Sonirem possono essere efficaci nel breve termine, ma l’uso prolungato, anche a basse dosi, può comportare tolleranza (necessità di aumentare la dose per ottenere lo stesso effetto) o dipendenza psicologica. Per questo motivo, molti specialisti consigliano di associare strategie non farmacologiche, come:
routine regolare di sonno (andare a letto e svegliarsi alla stessa ora);
ridurre caffeina e stimolanti nelle ore serali;
tecniche di rilassamento o mindfulness prima di dormire;
esposizione alla luce naturale nelle ore diurne;
limitare l’uso di dispositivi elettronici prima di coricarsi.
Questi interventi possono aiutare a migliorare il sonno e ridurre gradualmente la necessità di farmaci.
Vista la complessità del problema e l’età, è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, che potrà valutare insieme a voi la strategia migliore e sicura per il sonno.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
la difficoltà ad addormentarsi e a mantenere il sonno è un problema comune, soprattutto con l’avanzare dell’età, e può avere diverse cause: cambiamenti fisiologici del sonno, stress, ansia o fattori medici. È positivo che abbiate trovato beneficio con Sonirem, ma è comprensibile la preoccupazione riguardo al rischio di dipendenza.
I farmaci ipnotici come Sonirem possono essere efficaci nel breve termine, ma l’uso prolungato, anche a basse dosi, può comportare tolleranza (necessità di aumentare la dose per ottenere lo stesso effetto) o dipendenza psicologica. Per questo motivo, molti specialisti consigliano di associare strategie non farmacologiche, come:
routine regolare di sonno (andare a letto e svegliarsi alla stessa ora);
ridurre caffeina e stimolanti nelle ore serali;
tecniche di rilassamento o mindfulness prima di dormire;
esposizione alla luce naturale nelle ore diurne;
limitare l’uso di dispositivi elettronici prima di coricarsi.
Questi interventi possono aiutare a migliorare il sonno e ridurre gradualmente la necessità di farmaci.
Vista la complessità del problema e l’età, è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, che potrà valutare insieme a voi la strategia migliore e sicura per il sonno.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buonasera, in farmaci per l'insonnia tendono a dare dipendenza. Ne parli con il suo medico, cosi che possa pensare ad uno scalaggiio graduale, senza interferire sulla qualità del sonno.
Un saluto
Claudia m
Un saluto
Claudia m
Gentile utente, le consiglio di intraprendere anche un percorso di supporto psicologico in modo da poter apprendere strategie utili a migliorare la qualità del sonno.
Per quanto riguarda la cura farmacologica, le consiglio di chiedere al medico che le ha prescritto il farmaco.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Per quanto riguarda la cura farmacologica, le consiglio di chiedere al medico che le ha prescritto il farmaco.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Buongiorno, dai suoi racconti emerge che il Sonirem le sta dando sollievo e le permette di dormire, il che è un buon segnale. È comprensibile avere timore di una possibile dipendenza, anche se il farmaco viene usato correttamente e a piccole dosi.
Oltre al farmaco, può essere utile consolidare abitudini di igiene del sonno orari regolari, ambiente tranquillo, attività rilassanti prima di dormire per ridurre gradualmente la necessità di supporti farmacologici.
Dal punto di vista psicologico, può essere utile interrogarsi su ciò che impedisce al corpo e alla mente di “staccare la spina”: ansia, preoccupazioni, tensioni accumulate o pensieri serali possono interferire con il sonno. Accanto al farmaco, osservare questi aspetti e dedicarsi a pratiche di rilassamento respirazione, routine serale calma, ambiente confortevole potrebbe aiutare a ridurre gradualmente la necessità del farmaco e favorire un sonno più naturale.
Con affetto
Dott.ssa Bacchi
Oltre al farmaco, può essere utile consolidare abitudini di igiene del sonno orari regolari, ambiente tranquillo, attività rilassanti prima di dormire per ridurre gradualmente la necessità di supporti farmacologici.
Dal punto di vista psicologico, può essere utile interrogarsi su ciò che impedisce al corpo e alla mente di “staccare la spina”: ansia, preoccupazioni, tensioni accumulate o pensieri serali possono interferire con il sonno. Accanto al farmaco, osservare questi aspetti e dedicarsi a pratiche di rilassamento respirazione, routine serale calma, ambiente confortevole potrebbe aiutare a ridurre gradualmente la necessità del farmaco e favorire un sonno più naturale.
Con affetto
Dott.ssa Bacchi
Salve, potrebbe valutare la possibilità di consultare uno psicologo anche per qualche seduta, al fine di comprendere la sua difficoltà ad addormentarsi e l'insonnia. Alla base vi possono essere delle tematiche della sua vita che ha vissuto e che necessitano di essere elaborate, probabilmente relative all'ultimo anno.
Il farmaco non cura la patologia in maniera definitiva.
Se ha necessità può contattarmi in privato.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
Il farmaco non cura la patologia in maniera definitiva.
Se ha necessità può contattarmi in privato.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
Buongiorno signora, il dosaggio datole dal medico è sufficientemente basso, tale da darle beneficio ma, per come descrive al momento la situazione, non si può parlare di dipendenza.
Buona giornata
Buona giornata
Salve, capisco che possa essere preoccupata di prenderle sempre o che senza non riuscirebbe ad addormentarsi. C'è anche il rischio che il corpo si adatti e la dose vada aumentata. Proverei a consigliarle degli esercizi di respirazione e rilassamento che spesso uso in terapia anche con persone che hanno difficoltà a dormire. Se vuole mi rendo disponibile per aiutarla. Sarebbero incontri più brevi e mirati a quello dopo qualche incontro di un'ora per analizzare la sua quotidianità.
Rimango a disposizione, Dott.ssa Casumaro Giada
Rimango a disposizione, Dott.ssa Casumaro Giada
Gentile signora, il sonirem è utilizzato per i trattamenti a breve termine dell'insonnia. Visto il suo timore di sviluppare una dipendenza, potrebbe essere per lei utile capire il perché di questa difficoltà ad addormentarsi e valutare altre strategie che favoriscano l'addormentamento o una maggiore qualità del sonno che non prevedano l'uso di farmaci, come ad esempio le tecniche di rilassamento e il training autogeno.
Le auguro una buona giornata,
Dott.ssa Alessandra Guiotto
Le auguro una buona giornata,
Dott.ssa Alessandra Guiotto
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