Buongiorno sono una signora di 72 anni e da circa un anno faccio fatica ad addormentarmi la sera qua

Buongiorno sono una signora di 72 anni e da circa un anno faccio fatica ad addormentarmi la sera quando vado a letto e comunque mi risveglio dopo 2/3 ore e faccio fatica a riaddormentarmi. Inizialmente ho provato vari rimedi naturali a base di melatonina, lavanda, valeriana, vit. B6 con scarsi risultati. Ne ho parlato col il mio medico che mi ha prescritto delle gocce di sonirem al bisogno. Ho iniziato con 5 gocce gradualmente aumentate ad 8 prese alla sera prima di dormire e devo dire con ottimi risultati. Dopo circa 20/30 minuti mi addormento profondamente senza svegliarmi per circa 5/6 ore. Io sono molto soddisfatta ma ho paura che col tempo anche se poche gocce mi possano creare dipendenza. Avrei piacere di avere un vs. parere. Grazie mille e cordiali saluti

33 risposte


Buongiorno, quello che ha fatto fin ora mi sembra un ottimo inizio per curare la sua insonnia, anche se comprendo perfettamente la paura di sviluppare una dipendenza. A livello medico non saprei darle una risposta esaustiva. A livello psicologico invece le chiedo: questa sua fatica ad addormentarsi è dovuta a qualcosa? Cosa succede in quei momenti? Ci sono dei pensieri ricorrenti che fatica a lasciare andare? Rispondere a queste domande potrebbe permetterle di capire se la sua difficoltà ha una causa puramente medica o se forse necessità di uno spazio di cura anche psicologico. Intanto la ringrazio per aver condiviso qui i suoi dubbi e le auguro una buona giornata.

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Doctor #674134

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Buonasera il disturbo del sonno va trattato su diversi fronti e non solo da un punto di vista farmacologico. Le consiglio di fare piu'attenzione all' IGIENE DEL SONNO e per igiene intendo tutti i fattori di rischio che possono "sporcare" una buona qualita' del sonno come ambiente, clima, dispositivi elettronici e tanto altro. Consiglio vivamente anche la Mindfulness come pratica quotidiana.

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Doctor #401236

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Gentile Signora, i disturbi del sonno possono essere davvero faticosi e il fatto che lei abbia trovato una strada che la stia aiutando a star meglio è molto importante. Il farmaco che sta assumendo può essere utile per favorire il sonno, ma come tutti i farmaci per dormire, se utilizzato per periodi prolungati, può nel tempo dare assuefazione o ridurre la sua efficacia, quindi il suo timore inerente il concetto di dipendenza è legittimo e comprensibile. Tuttavia non significa che tale farmaco le dia automaticamente dipendenza, soprattutto se assunto a basse dosi e sotto controllo medico, ma è importante usarlo con attenzione. Per questo motivo è fondamentale che qualsiasi modifica del dosaggio o della frequenza di assunzione venga sempre condivisa con il medico che glielo ha prescritto, senza effettuare cambiamenti autonomi nel dosaggio o nella somministrazione. Questo è l’unico modo per garantire un utilizzo sicuro e adeguato nel tempo. Accanto all’aspetto farmacologico, potrebbe essere utile fermarsi a riflettere anche su ciò che stava accadendo nella sua vita nel periodo in cui le difficoltà di sonno sono iniziate. A volte l’insonnia può essere collegata a eventi significativi, cambiamenti, preoccupazioni o pensieri ricorrenti che rendono più difficile rilassarsi e lasciarsi andare al sonno. Qualora riconoscesse questi aspetti, il consiglio è quello di valutare un confronto con un professionista della salute mentale. Un percorso con uno psicoterapeuta, o eventualmente con uno psichiatra, può aiutare a comprendere meglio l’origine del disturbo del sonno e, se necessario, a integrare in modo appropriato il trattamento farmacologico, sempre sotto attento controllo medico. Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento e la ringrazio ancora per la fiducia. Un cordiale saluto Dott.ssa Elisa Bruscaglia

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Doctor #668445

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Gentile utente, la sua attenzione e il suo timore sono comprensibili e meritano rispetto. Quando entra in gioco un farmaco, soprattutto se assunto con beneficio, è sempre importante che ogni valutazione su dosaggi, tempi e possibili effetti nel lungo periodo venga fatta insieme a uno specialista, in particolare con uno psichiatra, che potrà aiutarla a capire se e come proseguire in modo sereno e sicuro. Accanto a questo, è utile ricordare che l’insonnia, soprattutto quando dura nel tempo, non riguarda solo il sonno in sé, ma spesso anche lo stato di attivazione interna, i pensieri, le preoccupazioni e i cambiamenti che accompagnano le diverse fasi della vita. Un percorso di psicoterapia può offrire uno spazio per lavorare su questi aspetti, aiutando il corpo e la mente a ritrovare gradualmente un ritmo più disteso, anche la notte. Il fatto che lei stia cercando informazioni e ascoltando ciò che le accade è già un passo importante verso il suo benessere. Rimango a disposizione per qualunque chiarimento. Dott.ssa Veronica Savio

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Doctor #596610

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Buongiorno, il timore che esprime è comprensibile. In generale, l’uso di un farmaco “al bisogno” e a basso dosaggio, sotto controllo medico, riduce il rischio di dipendenza; tuttavia è corretto mantenere attenzione, soprattutto se l’assunzione diventa regolare nel tempo. Per questo è importante continuare il confronto con il Suo medico curante, che resta il riferimento per ogni valutazione farmacologica. Dal punto di vista psicologico, spesso i disturbi del sonno si mantengono anche per fattori legati alle abitudini, ai ritmi e allo stato di attivazione mentale serale. Un lavoro mirato può aiutare a migliorare la qualità del sonno e, in alcuni casi, a ridurre gradualmente la necessità del farmaco, sempre in accordo con il medico. Se lo desidera, possiamo approfondire questi aspetti in un incontro conoscitivo. Un cordiale saluto, Dott.ssa Greta Pisano Psicologa e Psicoterapeuta

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Doctor #629376

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Gentile Signora, quello che descrive è molto frequente con il passare degli anni: il sonno tende a diventare più leggero e frammentato, e può capitare di svegliarsi durante la notte o fare fatica a riaddormentarsi. Rispetto al Sonirem, il suo timore è comprensibile. A dosaggi bassi, assunti solo la sera e sotto controllo medico, il rischio di dipendenza è contenuto. I problemi tendono a presentarsi soprattutto con dosi elevate o con un uso prolungato e non monitorato. Il fatto che lei dorma meglio è un dato importante. L’indicazione è di continuare a confrontarsi con il suo medico, senza modificare autonomamente la terapia, e considerare il farmaco come un aiuto, non come l’unica soluzione. Un caro saluto Dott. Raffaello Pinelli – Psicologo clinico

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Doctor #588562

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Salve, capisco la sua soddisfazione nel riuscire finalmente a dormire e al contempo la preoccupazione riguardo a possibili effetti a lungo termine o dipendenza. Farmaci come il Sonirem, che agiscono sul sonno, sono generalmente sicuri se usati secondo prescrizione e per brevi periodi, ma il rischio di tolleranza o dipendenza aumenta con l’uso continuativo prolungato, anche se assunto a basse dosi. L’ideale, quando possibile, è combinare l’uso farmacologico con strategie comportamentali che favoriscano il sonno: mantenere orari regolari per coricarsi e svegliarsi, limitare luce e stimoli elettronici prima di dormire, tecniche di rilassamento come respirazione diaframmatica o mindfulness, attività fisica diurna leggera, e creare un ambiente confortevole per il riposo. Può discutere con il suo medico la possibilità di periodi “off” dal farmaco o strategie graduali di riduzione, così da valutare se il sonno rimane stabile anche con dosi minime o senza farmaco. In alcuni casi, percorsi mirati di igiene del sonno e tecniche di rilassamento possono ridurre progressivamente la necessità di farmaci senza compromettere la qualità del riposo. Saluti, resto a disposizione.

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Doctor #672666

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Buongiorno, la difficoltà ad addormentarsi e a mantenere il sonno è un problema comune, soprattutto con l’avanzare dell’età, e può avere diverse cause: cambiamenti fisiologici del sonno, stress, ansia o fattori medici. È positivo che abbiate trovato beneficio con Sonirem, ma è comprensibile la preoccupazione riguardo al rischio di dipendenza. I farmaci ipnotici come Sonirem possono essere efficaci nel breve termine, ma l’uso prolungato, anche a basse dosi, può comportare tolleranza (necessità di aumentare la dose per ottenere lo stesso effetto) o dipendenza psicologica. Per questo motivo, molti specialisti consigliano di associare strategie non farmacologiche, come: routine regolare di sonno (andare a letto e svegliarsi alla stessa ora); ridurre caffeina e stimolanti nelle ore serali; tecniche di rilassamento o mindfulness prima di dormire; esposizione alla luce naturale nelle ore diurne; limitare l’uso di dispositivi elettronici prima di coricarsi. Questi interventi possono aiutare a migliorare il sonno e ridurre gradualmente la necessità di farmaci. Vista la complessità del problema e l’età, è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, che potrà valutare insieme a voi la strategia migliore e sicura per il sonno. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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Doctor #9350

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Buonasera, in farmaci per l'insonnia tendono a dare dipendenza. Ne parli con il suo medico, cosi che possa pensare ad uno scalaggiio graduale, senza interferire sulla qualità del sonno. Un saluto Claudia m

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Doctor #480168

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Gentile utente, le consiglio di intraprendere anche un percorso di supporto psicologico in modo da poter apprendere strategie utili a migliorare la qualità del sonno. Per quanto riguarda la cura farmacologica, le consiglio di chiedere al medico che le ha prescritto il farmaco. Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi

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Doctor #620982

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Buongiorno, dai suoi racconti emerge che il Sonirem le sta dando sollievo e le permette di dormire, il che è un buon segnale. È comprensibile avere timore di una possibile dipendenza, anche se il farmaco viene usato correttamente e a piccole dosi. Oltre al farmaco, può essere utile consolidare abitudini di igiene del sonno orari regolari, ambiente tranquillo, attività rilassanti prima di dormire per ridurre gradualmente la necessità di supporti farmacologici. Dal punto di vista psicologico, può essere utile interrogarsi su ciò che impedisce al corpo e alla mente di “staccare la spina”: ansia, preoccupazioni, tensioni accumulate o pensieri serali possono interferire con il sonno. Accanto al farmaco, osservare questi aspetti e dedicarsi a pratiche di rilassamento respirazione, routine serale calma, ambiente confortevole potrebbe aiutare a ridurre gradualmente la necessità del farmaco e favorire un sonno più naturale. Con affetto Dott.ssa Bacchi

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Doctor #680158

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Salve, potrebbe valutare la possibilità di consultare uno psicologo anche per qualche seduta, al fine di comprendere la sua difficoltà ad addormentarsi e l'insonnia. Alla base vi possono essere delle tematiche della sua vita che ha vissuto e che necessitano di essere elaborate, probabilmente relative all'ultimo anno. Il farmaco non cura la patologia in maniera definitiva. Se ha necessità può contattarmi in privato. Cordiali saluti. Dott.Salvatore Augello

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Doctor #621519

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Buongiorno signora, il dosaggio datole dal medico è sufficientemente basso, tale da darle beneficio ma, per come descrive al momento la situazione, non si può parlare di dipendenza. Buona giornata

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Doctor #632214

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Salve, capisco che possa essere preoccupata di prenderle sempre o che senza non riuscirebbe ad addormentarsi. C'è anche il rischio che il corpo si adatti e la dose vada aumentata. Proverei a consigliarle degli esercizi di respirazione e rilassamento che spesso uso in terapia anche con persone che hanno difficoltà a dormire. Se vuole mi rendo disponibile per aiutarla. Sarebbero incontri più brevi e mirati a quello dopo qualche incontro di un'ora per analizzare la sua quotidianità. Rimango a disposizione, Dott.ssa Casumaro Giada

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Doctor #635190

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Gentile signora, il sonirem è utilizzato per i trattamenti a breve termine dell'insonnia. Visto il suo timore di sviluppare una dipendenza, potrebbe essere per lei utile capire il perché di questa difficoltà ad addormentarsi e valutare altre strategie che favoriscano l'addormentamento o una maggiore qualità del sonno che non prevedano l'uso di farmaci, come ad esempio le tecniche di rilassamento e il training autogeno. Le auguro una buona giornata, Dott.ssa Alessandra Guiotto

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Doctor #672930

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salve, di solito le gocce vanno a calare grazie

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Doctor #646137

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Buongiorno, la sua preoccupazione è comprensibile. In molti casi, soprattutto alla sua età, l’insonnia è legata a una maggiore vigilanza interna più che a una vera dipendenza dal farmaco. Il fatto che poche gocce funzionino bene indica che il farmaco sta svolgendo una funzione di sostegno. Usato a basso dosaggio, sotto controllo medico e senza aumentare progressivamente le quantità, il rischio di dipendenza è generalmente contenuto. Diventa più problematico solo se nasce l’idea di non poter dormire in alcun modo senza il farmaco. Continui quindi a confrontarsi con il suo medico e cerchi, per quanto possibile, di curare anche i ritmi quotidiani e la serenità serale. Il suo atteggiamento prudente è già una buona protezione.

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Doctor #671047

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Buongiorno, è necessario che le variazioni siano concordate con il medico e che vi sia una periodica valutazione al fine di comprendere se la terapia rimane quella corretta. Molto importante è la causa dei problemi di sonno, le consiglio dunque di indagarla più a fondo sia in termini medici (biologici) che in termini psicologici. La causa influenza il tipo di terapia e la sua durata. Cordialmente, Dott.ssa Elisa Fiora

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Doctor #644011

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Gentile signora,non sapendo niente di lei e della sua vita attuale mi limito a dirle che si potrebbe trovare in una fase di cambiamento del sonno fisiologica, sonno frammentato da frequenti risvegli e diminuzione delle ore di sonno totale. Le posso suggerire alcune buone norme di comportamento: evitare di mangiare pesante ed eliminare o ridurre i carboidrati e gli zuccheri nel pasto serale. Per quanto possibile evitare gli schermi del pc o del cellulare sia prima di dormire che durante i risvegli, alcune persone trovano più facile addormentarsi con la tv di sottofondo, altre con musica, altre leggendo un libro Prima di addormentarsi ripensi a qualcosa di bello che ha fatto durante la giornata e si lasci andare all' emozione positiva che le suscita. Infine esistono dei dispositivi che non hanno controindicazioni che stimolano il nervo vago e che aiutano a rilassarsi e ad addormentarsi , se usati con costanza stabilizzano anche il tono dell'umore. Spero di esserle stata di aiuto cordiali saluti dott.ssa Elena Pinori

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Doctor #676241

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Salve Signora, la difficoltà all'addormentamento in genere è un segnale di uno stato ansioso. Nei periodi di stress la difficoltà ad addormentarsi è un sintomo molto frequente, ne potrebbe parlare con uno psicoterapeuta, le potrebbe consigliare anche qualche regola sull'igiene del sonno ovvero delle pratiche e abitudini per migliorare la qualità e la quantità del sonno.

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Doctor #677635

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Gentile Signora, la ringrazio per aver condiviso con me la sua situazione in modo così dettagliato. È molto comune che, con il passare degli anni, l'architettura del sonno cambi, e comprendo quanto possa essere stato frustrante affrontare un anno di riposo frammentato. Il timore che esprime riguardo alla dipendenza è molto frequente e denota una giusta attenzione verso la sua salute. Da un punto di vista psicologico, il "timore della dipendenza" può a volte generare un'ansia che, paradossalmente, interferisce proprio con il rilassamento necessario per dormire. Tuttavia, come psicologa, il mio ambito di intervento riguarda i fattori emotivi, comportamentali e cognitivi legati all'insonnia. In merito alla sua domanda specifica sul farmaco (Sonirem): Competenza Medica: Poiché il Sonirem è un farmaco (zolpidem), la valutazione clinica sulla posologia e sul rischio di dipendenza spetta esclusivamente al suo medico di base o a uno specialista neurologo/psichiatra. Le suggerisco di esporre questo dubbio al medico che glielo ha prescritto: lui saprà rassicurarla o eventualmente pianificare un protocollo di utilizzo che eviti l'assuefazione. Approccio Psicologico: Le consiglio di affiancare al supporto farmacologico un percorso psicologico per migliorare la qualità del sonno "dall'interno", potrà lavorare con il terapeuta che sceglierà sull'igiene del sonno e sulla gestione delle preoccupazioni che emergono durante i risvegli notturni. Spesso, integrare le cure mediche con strategie psicologiche permette di ridurre gradualmente la problematica. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti Denise

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Doctor #659426

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Gentile utente, per togliere ogni dubbio sarebbe consigliabile porre questa domanda al suo medico curante per poter avere tutte le spiegazioni utili e specifiche. Dott.ssa Valentina Pisciotta

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Doctor #624113

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Cara, comprendo le tue difficoltà. Il sonno è molto importante per affrontare bene la giornata. I farmaci funzionano ma è bene avere alternative per non abituarcisi. Ci sono varie tecniche che possono aiutarla a ritrovare il sonno che ha perso. Tenga conto che comunque il sonno cambia molto con l'età. Le faccio delle domande. Si sente soddisfatta della sua giornata? Le sue attività la stancano fisicamente e la completano mentalmente? Se la risposta è no questo potrebbe essere una causa di insonnia. Il cervello rimane acceso anche la notte sia se è stato sovraccaricato troppo (e continua a lavorare) sia se non si sente appagato della giornata (come se volesse ancora fare qualcosa). Lei ha degli interessi, come hobby ed attività che può coltivare? Se no sarebbero utili sotto molti punti di vista. Si sente felice della giornata? Se si va a letto tristi e pensierosi il cervello fa fatica a spegnersi. Potrebbe essere utile pensare a qualcosa di bello prima di addormentarsi. Un mio trucco personale è pensare a qualcosa di assurdo (come una mucca che vola) che assomigli molto a quelli che chiamiamo sogni. E' un trucco che serve per "staccare la testa" da pensieri razionali che portano il cervello a rimuginare. Se disgraziatamente mi metto a pensare alle cose che ho fatto o a quelle che devo non rendo sonno per ore... Resto a disposizione per ulteriori domande e dubbi in merito. Dott.ssa Mazzilli Marilena

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Doctor #685532

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Gentile signora sull'aspetto farmacologico noi psicologi e psicoterapeuti non possiamo rispondere perchè non è nostra competenza. Quello che le posso dire: la fatica ad addormentarsi è sintomo sicuramente di qualcosa. Le consiglio oltre che le medicine di consultare anche uno psicologo per capire quali potrebbero essere le ragioni emotive che possono contribuire ad accrescere la sua difficoltà a prendere sonno, forse sta passando un momento di vita particolare, forse le è successo qualcosa che in qualche modo l'ha internamente turbata. La sua fase di vita è una fase molto delicata. Nella fase senile le persone sono emotivamente più sensibili, delicate. Consulti uno psicologo e vedrà che parlandone con lui si sentirà meglio e capirà cosa le sta succedendo emotivamente, cosa la preoccupa o le mette quell'ansia che poi le rende faticosa l'addormentamento. Non può solo limitarsi a bloccare l'ansia con il farmaco, deve provare, facendosi aiutare cosa scatena quell'ansia. Capire la radice del problema le permette di lavorarlo e di stare poi anche meglio

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Doctor #679362

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Buongiorno Gentile Utente, questo farmaco se utilizzato sotto prescrizione medica seguendo i dosaggi è sicuramente un valido strumento per aiutarla nell'addormentamento e per regolarizzare il suo ciclo di sonno; quando e se il medico lo riterrà opportuno può concordare un interruzione, graduale, del farmaco e insieme potrebbe attuare un percorso di sostegno psicologico così da avere un supporto. Per ulteriori informazioni non esiti a contattarmi Dott.ssa Psicologa Pinessi Giorgia

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Doctor #615884

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Buonasera sig.ra. Il sonirem andrebbe assunto nel breve periodo ma ogni persona e ogni contesto va valutato. Le consiglio di confrontarsi con il medico che le ha prescritto il farmaco per comprendere e valutare le azioni da fare per il futuro. Inoltre mi sento di consigliarle degli approfondimenti rispetto alla sua difficoltà di prendere sonno; qualora non ci fossero cause organiche per cui il sonno tarda ad arrivare, le consiglierei di consultare una figura specializzata (psicologo/psicoterapeuta/psichiatra) e vedere altre opzioni di cura.

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Doctor #679667

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Salve, la preoccupazione che esprime è comprensibile, soprattutto quando si inizia ad assumere un farmaco che aiuta il sonno. In generale, i farmaci utilizzati per l’insonnia possono creare una certa abitudine se utilizzati a lungo e in modo continuativo, ma questo dipende molto dal dosaggio, dalla durata del trattamento e dalle indicazioni del medico. Nel suo caso sembra che il dosaggio sia piuttosto contenuto e che il farmaco le stia permettendo di recuperare un sonno più regolare, cosa molto importante perché dormire bene aiuta anche a ridurre l’ansia legata al momento di andare a letto. Spesso, quando l’insonnia dura da tempo, si crea una sorta di tensione anticipatoria che rende ancora più difficile addormentarsi, e un supporto farmacologico temporaneo può aiutare a interrompere questo circolo. Proprio per questo motivo è sempre utile mantenere un confronto periodico con il proprio medico, così da valutare nel tempo se continuare con lo stesso dosaggio, ridurlo gradualmente oppure integrare con strategie non farmacologiche per il sonno, come routine serali rilassanti e orari regolari. Il fatto che lei stia dormendo meglio è comunque un segnale positivo, perché il recupero di un ritmo di sonno più stabile spesso è il primo passo per ritrovare un equilibrio più generale.

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Doctor #623340

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È molto comune che il sollievo di un sonno ritrovato porti con sé il timore della dipendenza, specialmente quando la soluzione appare legata esclusivamente a un supporto esterno. La gestione del farmaco resta di stretta competenza del suo medico, ma è importante non trascurare la componente emotiva che spesso alimenta l'insonnia. I risvegli notturni possono essere il segnale di pensieri o stati ansiosi che emergono proprio quando cala il silenzio della giornata. Un percorso di supporto psicologico può aiutarla a esplorare queste cause profonde e ad apprendere strategie di igiene del sonno, permettendole di vivere il momento del riposo con maggiore autonomia e meno preoccupazione per il futuro. Le suggerisco di affiancare al monitoraggio medico un confronto professionale, così da consolidare la qualità del suo sonno in modo sereno e sostenibile.

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Doctor #682361

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Buongiorno, la sua preoccupazione è comprensibile e condivisa da molte persone che utilizzano farmaci per il sonno. Il fatto che con un dosaggio basso di Sonirem riesca a dormire bene è sicuramente un aspetto positivo. Tuttavia, è corretto porsi il problema dell’utilizzo nel tempo: alcuni farmaci per l’insonnia, se assunti in modo continuativo, possono portare a una certa abitudine o dipendenza, soprattutto se utilizzati per periodi prolungati. Questo non significa che stia facendo qualcosa di sbagliato, ma che è importante monitorare l’uso insieme al medico e, quando possibile, affiancare o integrare strategie non farmacologiche. In particolare, può essere utile: – mantenere orari regolari di sonno e risveglio; – evitare sonnellini durante il giorno o limitarli; – ridurre stimoli attivanti la sera (televisione, cellulare, pensieri stressanti); – creare una routine rilassante prima di andare a letto; – lavorare sull’ansia legata al sonno, che spesso contribuisce a mantenere il disturbo. Esistono inoltre interventi psicologici specifici per l’insonnia che aiutano a migliorare la qualità del sonno in modo stabile, riducendo nel tempo il bisogno del farmaco. In sintesi: il beneficio che sta ottenendo è importante, ma è utile considerare questo trattamento come parte di un percorso più ampio, da gestire in modo graduale e supervisionato. Un caro saluto Dott.ssa Iolanda Mastromonaco Psicologa – Sessuologa

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Doctor #696710

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Buongiorno, i sintomi legati al disturbo del sonno fino ad adesso sono stati trattati in modo farmacologico. Tuttavia, il farmaco agisce sul sintomo solo nel momento in cui viene assunto. Sarebbe a questo riguardo interessante capire come mai la difficoltà ad addormentarsi è comparsa proprio circa un anno fa. Ci sono stati cambiamenti nella sua vita? Ha attraversato un periodo di particolare stress? Sarebbe quindi interessante capire se dietro al sintomo visibile c'è una difficoltà dal punto di visto psicologico. Le consiglio quindi una terapia cognitivo-comportamentale, in grado di dare un senso al suo sintomo e di offrirle il trattamento più adeguato. Cordiali saluti, Dott.ssa Ilaria De Mola.

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Doctor #617839

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Signora, penso possa scegliere di affiancare ad una farmacoterapia un percorso di terapia volto a comprendere meglio la sintomatologia cui sta parlando.

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Doctor #651783

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Buon pomeriggio carissima, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Comprendo la sua preoccupazione: quando un farmaco si dimostra efficace è naturale chiedersi se, con il tempo, possa perdere efficacia o creare una dipendenza. Questa è una domanda importante da affrontare con il medico che glielo ha prescritto, il quale potrà valutare nel tempo l'andamento del sonno, la necessità di proseguire la terapia o l'eventuale opportunità di modificarla. È importante, inoltre, non variare autonomamente il dosaggio. Al di là dell'aspetto farmacologico, quando l'insonnia si protrae nel tempo è utile approfondirne anche le possibili cause. Spesso il sonno è influenzato da fattori emotivi, abitudini consolidate o pensieri che possono mantenere il problema. Un percorso psicologico, in particolare attraverso un approccio cognitivo-comportamentale, può aiutare a comprendere questi meccanismi e a favorire un miglioramento stabile della qualità del sonno, affiancando, quando necessario, la terapia medica. Se desidera approfondire la sua situazione in uno spazio riservato, sarò lieta di riceverla per un colloquio e valutare insieme il percorso più adatto alle sue esigenze. Può trovare il mio profilo su Mio Dottore sono la dott.ssa Ilaria Redivo Un caro saluto

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Doctor #633742

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Buongiorno, la ringrazio per aver descritto con chiarezza la sua situazione. L'insonnia, soprattutto quando si protrae per molti mesi, può incidere significativamente sulla qualità della vita, sull'energia durante il giorno, sull'umore e sul benessere generale. È quindi comprensibile che, dopo aver provato diversi rimedi senza ottenere i risultati sperati, abbia accolto con sollievo il fatto di riuscire finalmente a dormire meglio. È altrettanto comprensibile la sua preoccupazione riguardo al timore di sviluppare una dipendenza. Si tratta di un dubbio molto frequente nelle persone che iniziano una terapia per favorire il sonno e credo sia positivo che ne parli apertamente con il medico che la segue, perché mantenere un dialogo costante permette di monitorare insieme l'andamento della situazione e valutare nel tempo la soluzione più adatta. Dal punto di vista psicologico, però, vorrei soffermarmi anche su un altro aspetto che spesso accompagna l'insonnia cronica. Dopo tanti mesi passati a fare fatica ad addormentarsi o a risvegliarsi durante la notte, può instaurarsi una sorta di circolo vizioso. La sera, invece di vivere il momento di andare a letto con serenità, si inizia ad affrontarlo con una certa preoccupazione. Possono comparire pensieri come "E se stanotte non dormissi?", "Domani sarò stanchissima", "Spero che il sonno arrivi". Più aumenta questa attenzione verso il sonno, più il nostro organismo tende a mantenersi in uno stato di allerta che rende proprio il sonno più difficile. Non significa che questo sia necessariamente ciò che sta accadendo nel suo caso, ma è un meccanismo molto comune. A volte, infatti, il problema iniziale può essere stato determinato da diversi fattori, ma con il passare del tempo è la preoccupazione stessa per il sonno a contribuire a mantenerlo. Lei racconta che con il trattamento prescritto riesce ad addormentarsi in circa mezz'ora e a dormire cinque o sei ore consecutive, e questo rappresenta certamente un cambiamento importante rispetto alla situazione precedente. Allo stesso tempo, potrebbe essere utile affiancare al trattamento anche un lavoro sulle abitudini legate al sonno e sul rapporto che ha sviluppato con l'addormentamento. Spesso, infatti, migliorare la qualità del sonno non significa soltanto favorire l'addormentamento, ma anche ridurre progressivamente quella tensione che può essersi associata al momento di coricarsi. In un percorso ad orientamento cognitivo comportamentale si presta molta attenzione proprio a questi aspetti. Si cerca di comprendere quali pensieri, abitudini e comportamenti possano, senza che la persona se ne accorga, contribuire a mantenere il problema nel tempo. Molte persone scoprono che, oltre alla difficoltà iniziale, si è sviluppata una vera e propria preoccupazione nei confronti del sonno che merita di essere affrontata con strumenti specifici. Naturalmente ogni situazione è diversa e non è possibile stabilire a distanza quale sia il percorso più indicato. Tuttavia, se questa difficoltà dovesse continuare o se il timore legato al sonno e ai risvegli dovesse diventare una fonte costante di preoccupazione, potrebbe essere utile valutare anche un supporto psicologico. L'obiettivo non sarebbe sostituire quanto concordato con il medico, ma aiutarla a comprendere meglio il funzionamento dell'insonnia e a recuperare, nel tempo, un rapporto più sereno con il momento dell'addormentamento. Le auguro di continuare a ritrovare un riposo soddisfacente e di affrontare questa situazione con la consapevolezza che, quando il sonno migliora, spesso migliora anche la qualità della vita durante il giorno. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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Doctor #642448

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